Scuola7

la settimana scolastica


11 luglio 2016, n. 3


In questo numero parliamo anche di:

Concorso docenti

Quiz concorso dirigente scolastico

III Ciclo TFA

Organici

Percorsi IFTS


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Parliamo diVoti o lettere?
Guelfi o ghibellini?
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Voti o lettere?

Guelfi o ghibellini?

Cominciano a filtrare le prime ipotesi sull’attuazione della delega contenuta nella legge 107/2015 in materia di valutazione degli allievi (e di certificazione delle competenze) nel primo ciclo di istruzione. Ma siamo appena ai primi passi. Un apposito gruppo di lavoro ha fornito agli uffici del MIUR una bozza con alcuni suggerimenti, tra i quali appare rilevante l’adozione di nuove modalità di valutazione, non più basate sui voti in decimi ma, probabilmente, su una scala pentenaria dove i 5 livelli potrebbero essere rappresentati dalle lettere dell’alfabeto (A, B, C, D, E) o da aggettivi sintetici. La delega prevede anche una semplificazione dell’attuale esame di licenza media, con l’accantonamento della temuta prova Invalsi (di carattere nazionale) che sarebbe anticipata all’interno dell’anno scolastico.

Ma torniamo alla battaglia sui voti. Come è noto i voti in decimi erano tornati in auge nel 2008 (Ministro Gelmini), con un decreto-legge che aveva ripristinato la situazione risalente a prima del 1977. Quell’anno (con la legge 517) erano stati aboliti i voti: era la stagione dei decreti delegati, dell’integrazione scolastica dei disabili, dell’introduzione della programmazione didattica. Dopo 40 anni ritorna il dibattito tra favorevoli e contrari al voto (parliamo sempre di scuola elementare e media).

Da un lato c’è un vasto movimento pedagogico che vede nel voto il retaggio di una scuola tradizionale, incapace di accogliere le diversità (e le potenzialità) dei ragazzi, e che finisce quindi con il proporre un insegnamento di tipo trasmissivo, tutto centrato sui contenuti da verificare, invece di promuovere l’autonomia dei ragazzi, il loro pensiero critico, le competenze da mettere alla prova in situazioni reali. Ci riferiamo alla petizione delle scuole sperimentali “Senza Zaino” (http://www.senzazaino.it/) o a diversi documenti sottoscritti dalle associazioni professionali come l’MCE e altri (http://www.mce-fimem.it/il-documento-delle-associazioni-sul-voto-numerico/). La scuola in generale (quella primaria soprattutto) sembra gradire questo approccio, che appare più coerente con il concetto di valutazione formativa, sostenuto dalle vigenti Indicazioni per il primo ciclo (2012).

Su un versante totalmente diverso si muovono i “rigoristi”, prevalentemente accademici di diversi settori disciplinari (o docenti delle scuole superiori), preoccupati che l’abbandono del voto possa aprire la strada ad un abbassamento della qualità e della preparazione degli allievi. Come esempio di questa tendenza citiamo il documento del “Gruppo di Firenze per il merito” (http://gruppodifirenze.blogspot.it/2016/06/valutazione-nella-primaria-ci-risiamo.html).

Ora, è evidente che il dibattito sulla valutazione non può certo ridursi ad un conflitto tra guelfi e ghibellini, pro e contro il voto. Dal punto di vista strettamente docimologico non fa differenza il codice utilizzato (il voto: 6, 7, 8…. oppure le lettere: A, B, C…. o anche i giudizi sintetici: ottimo, buono, ecc.) ma il tipo di scala (con 10 livelli, 5 livelli, ecc.), e soprattutto la descrizione del significato di tali codici, attraverso apposite rubriche, anche per garantire un minimo di uniformità ai diversi valori. La discussione, semmai, potrebbe vertere sul “segno” di questi cinque livelli. Nell’attuale sperimentazione della certificazione delle competenze (CM 3/2015) nel primo ciclo, il livello più basso (D) non esprime un dato negativo, ma il riconoscimento di una iniziale acquisizione - ancora fragile e incerta - di competenza. Un unico livello non adeguato (E) nella scuola di base sembrerebbe bastevole.

Ma c’è un altro nodo da sciogliere e riguarda le diverse funzioni svolte dalla valutazione. Spesso si confondono e sovrappongono tre funzioni distinte:

- la misurazione (per rilevare gli apprendimenti attraverso prove, osservazioni, compiti autentici, con una pluralità di strumenti). Se si usassero numeri – e non è detto che sia sempre utile farlo – si tratta di punteggi e non di voti;

- la valutazione (per attribuire un giudizio), in cui è determinante rendere espliciti i criteri adottati: ci si riferisce a valori assoluti? Alla comparazione rispetto alla distribuzione “normale” dei risultati? Ad un parametro riferito ad ogni singolo soggetto? Non è dunque una semplice operazione aritmetica, ma un’azione interpretativa che deve partire dai dati e considerare molti fattori. Qui il solo registro elettronico non ci soccorre;

- la comunicazione della valutazione (quindi le pagelle, le schede, i documenti formali) in cui occorre realizzare un’operazione trasparenza verso i genitori ed un’operazione verità con i ragazzi, garantendo comunque una funzione di sostegno pro-attivo all’apprendimento degli allievi ed al loro senso di fiducia.

Il voto, oggi, domina (quasi) incontrastato tutti e tre gli ambiti, creando molta confusione e finendo spesso con l’appiattire l’impegno degli allievi sulla prestazione richiesta, piuttosto che renderli consapevoli dei processi di apprendimento, delle criticità da affrontare, del piacere di riuscire bene.

Se dovesse essere adottata una scala a 5 valori per comunicare gli esiti della valutazione, sarà necessario precisare le rubriche sottese ai diversi livelli, suggerire gli strumenti di rilevazione e misurazione, fornire un orientamento per i criteri di giudizio. A nostro avviso, nella scuola dell’obbligo questi dovrebbero attestare la progressione (personale) di ogni allievo verso gli standard previsti (per tutti).

Dunque la valutazione formativa non è un cedimento al buonismo di maniera (questo, semmai, è dovuto al meccanismo dei 5 oggi trasformati in 6, per ragion di stato), bensì un modo per rendere più consapevoli tutti i soggetti della relazione educativa (gli allievi, i genitori, gli insegnanti) del reale livello degli apprendimenti in corso di acquisizione e di cosa sia necessario fare (da parte di tutti) per migliorare le situazioni insoddisfacenti.

Con un po’ di coraggio, anche la bocciatura (nella scuola dell’obbligo) dovrebbe essere abolita, paradossalmente proprio per “segnare” il maggior impegno dei tre soggetti sopra menzionati per raggiungere (e far raggiungere) le competenze di base necessarie nella società odierna. Bocciare, forse, è un atto di (astratta) giustizia, ma è anche - troppo spesso – la presa d’atto di una sconfitta.

Giancarlo Cerini

Summer School Ischia 2016

Dal 18 al 20 luglio il mondo della scuola sarà protagonista della Summer School Ischia 2016, l’ormai tradizionale appuntamento che Tecnodid dedica alla formazione e all’approfondimento dei temi di maggiore attualità.

Con addetti ai lavori e personalità di spicco nell’attuale sistema di istruzione e formazione, ci confronteremo sulle novità dello scenario normativo, per poi addentrarci in concetti chiave, quali: Professionalità, Merito e Premialità, Valutazione e Miglioramento. Quindi rivolgeremo uno sguardo alle didattiche innovative e ai nuovi ambienti di apprendimento, alla luce del Piano scuola digitale. Infine tireremo le somme cercando di dare risposta alle questioni che emergeranno nel corso del convegno.

4 sessioni + 1 question time:

• Innovazioni in corso e prospettive per la scuola

• Professionalità: rimettersi in gioco

• Valutazione: le scuole, le persone, gli apprendimenti

• Non solo digitale: costruire l’ambiente di apprendimento

Intervengono: Annamaria Ajello, Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Daniele Barca, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Mario Dutto, Davide Faraone, Lena Gissi, Mario Guglietti, Simona Malpezzi, Damiano Previtali, Guglielmo Rispoli, Francesco Scrima, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

http://www.notiziedellascuola.it/eventi

 

Definizione percorsi annuali IFTS

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto Miur che trasmette l’Accordo in Conferenza Stato-Regioni su struttura e contenuto dei percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) di durata annuale per l'accesso ai percorsi degli istituti tecnici superiori.

Con decreto 27 aprile 2016 n. 272, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno 2016, il Miur, di concerto con  il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,  recepisce l'Accordo 20 gennaio 2016 n. 11 siglato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, concernente la ridefinizione complessiva dei percorsi del sistema IFTS, volta a realizzare il potenziamento delle competenze comuni e tecnico-professionali, per consentire ai giovani e agli adulti in possesso del diploma professionale conseguito in esito ai percorsi quadriennali di istruzione e formazione professionale, di poter accedere ai percorsi realizzati dagli Istituti tecnici superiori attraverso la partecipazione ad un percorso di istruzione e formazione tecnica superiore di durata annuale.

Le Regioni individuano, nei limiti della durata oraria vigente, le modalità per lo svolgimento dei suddetti corsi da parte dei soggetti associati, ivi comprese le Fondazioni ITS.

Le specializzazioni nazionali di riferimento e lo standard delle competenze comuni e tecnico-professionali andranno complessivamente riviste e potenziate, nei limiti delle risorse disponibili, al fine di garantire a tutti giovani e adulti che accedono ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore un'offerta formativa adeguatamente potenziata.

Le specializzazioni di istruzione e formazione tecnica superiore e le relative competenze comuni e tecnico professionali saranno rivisitate anche a partire dai profili e dalle competenze dei percorsi realizzati dagli Istituti tecnici superiori, ai quali i soggetti in possesso di diploma professionale di tecnico di istruzione e formazione professionale potranno accedere frequentando un percorso annuale di istruzione e formazione tecnica superiore.

Alla realizzazione delle suddette finalità provvederà un apposito Tavolo tecnico Interistituzionale.

In attesa della realizzazione delle attività, dall'anno formativo 2016/2017 le specializzazioni di istruzione e formazione tecnica superiore sono integrate dalle competenze contenute nel documento tecnico allegato all’accordo.


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Assunzioni con decorrenza economica luglio 2016

In attuazione della L. 107/2015 (art. 1 co. 98 e 99), nell’a.s. 2015/16 sono stati assunti docenti che prendono servizio di ruolo nel mese di luglio. A costoro viene assegnata una sede provvisoria. Il Miur ha fornito indicazioni per recepire a SIDI i dati inerenti tali assunzioni, anche al fine della trasmissione al MEF per disporre i relativi pagamenti.

La nota 28 giugno 2016 prot. n. 1974 chiarisce che gli uffici hanno comunicato a SIDI le suddette immissioni in ruolo e dovranno procedere con l’assegnazione di una sede di servizio “provvisoria”, presso la quale il medesimo personale è tenuto a prendere servizio al termine del contratto di supplenza o al termine degli esami conclusivi dei corsi di studio della scuola secondaria di secondo grado.

Al fine di recepire in SIDI l’informazione della sede di servizio per i mesi di luglio ed agosto 2016 e di consentire anche l’eventuale rettifica della data di decorrenza economica del ruolo già presente a sistema, alcune funzionalità SIDI già esistenti verranno modificate  e rese disponibili per luglio. In particolare le operazioni amministrative e tecniche che dovranno porre in essere le scuole e gli uffici territoriali  per la gestione del personale interessato sono le seguenti:

  • gli UST o le scuole, su indicazione dei primi, comunicano a SIDI la sede di servizio provvisoria e la data di inizio e fine servizio, nonché l’eventuale rettifica della decorrenza;
  • le scuole comunicano a SIDI gli eventuali dati mancanti e la convalida del contratto (è necessario verificare che siano presenti in SIDI gli estremi contratto e anche gli estremi bancari per il pagamento);
  • SIDI trasmette periodicamente a MEF i dati dei contratti convalidati;
  • MEF-SPT elaborera i dati ricevuti e dispone la liquidazione delle competenze.
  • la segreteria scolastica, mediante apposita funzione SIDI, potrà interrogare lo stato di avanzamento trasmissioni, onde verificare la presenza di contratti che devono essere rielaborati.

La guida operativa aggiornata sarà disponibile al percorso SIDI: Procedimenti amministrativi - Gestione assunzioni (gestione corrente) - Guide operative - Gestione Assunzioni - Formalizzazione rapporto di lavoro.


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Il nuovo dirigente scolastico a prova di quiz. Saranno pubblicati oppure no?

Lo schema di Regolamento sulle procedure concorsuali per il reclutamento dei dirigenti scolastici prevede una “prova preselettiva” consistente in un test di 50 quesiti a risposta multipla. La natura delle domande dovrà essere attinente alle materie indicate per la preparazione della prova orale e lo svolgimento dovrà avvenire mediante l’ausilio di sistemi informatizzati.

E questo è ciò che si legge nello stesso schema di Regolamento.

Ciò che resta invece ancora oscuro è se i quesiti saranno scelti all’interno di un cospicuo repository, reso pubblico prima della prova (nella passata edizione furono pubblicati 5.000 item), o se invece si preferirà selezionarne in numero inferiore di item e non renderli noti, come è successo per la prova selettiva dell’ultimo concorso a dirigente tecnico.

Entrambe le soluzioni presentano punti di forza e criticità. Proviamo a riflettere su entrambi.

Perché pubblicarli

C’è un obbligo

Qualcuno dice che per qualsiasi concorso i test della prova preselettiva dovranno essere obbligatoriamente pubblicati. In realtà questa posizione appare piuttosto controversa. Sembra che, allo stato attuale, le amministrazioni che ricorrono all'archivio ufficiale siano quelle della Giustizia (e soltanto per le qualifiche di magistrato e notaio), quelle del Senato e della Camera (per i ruoli amministrativi), quella della Guardia di Finanza (per gli allievi finanzieri). Ciò non esclude, però, che anche gli altri ministeri potranno adeguarsi a tale norma, ma con tutta probabilità la scelta dovrà essere specificata nel bando; diversamente sarà cura del candidato prepararsi liberamente avendo a disposizione indicazioni programmatiche. Per esempio le prove preselettive per i TFA, fino ad oggi, non hanno fatto ricorso a materiale testologico ufficiale.

È una questione di trasparenza

La logica della trasparenza vuole che una amministrazione pubblica debba sempre rendere conto della correttezza del proprio operato. La trasparenza è «accessibilità totale» alle informazioni che riguardano l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni. C’è anche un decreto legislativo (n. 33 del 14 marzo 2013) che lo ribadisce. Obiettivo della norma è quello di favorire un controllo diffuso da parte del cittadino sull'operato delle istituzioni e sull'utilizzo delle risorse. Divulgare preventivamente gli item è un atto di trasparenza, potrebbe prevenire comportamenti non corretti, irregolarità ed anche fenomeni corruttivi.

Ma è sempre così?

Molte sono le denunce che in passato hanno messo in luce sia “quiz irregolari” sia conseguenti comportamenti “sconvenienti”. Molte volte ci sono state ammissioni da parte dell’amministrazione, ma anche successive sanatorie. Come dire: il principio è salvaguardato, ma non gli effetti.

Serve ad evitare i ricorsi

La pubblicazione di un archivio ufficiale potrebbe tutelare preventivamente l’amministrazione da possibili contenziosi che attualmente costituiscono i maggiori ostacoli all’efficacia del servizio pubblico. Oggi, comunque, c’è una forte tendenza al “ricorso facile”; si dubita che tale misura possa frenarla.

Perché non pubblicarli

Si allungano i tempi

Nello schema di Regolamento si dice che il test sarà redatto da un apposito Comitato Tecnico Scientifico istituito con decreto del MIUR. L’uso del futuro (“sarà redatto”) fa presupporre che il Comitato dovrà essere ancora costituito. I tempi per elaborare almeno 5.000 item (quantità standard) non saranno sicuramente brevi. Si dovrà, inoltre, considerare anche un periodo congruo per le esercitazioni. Tutto ciò andrà necessariamente a rallentare la tempistica prevista perché i vincitori del concorso possano essere inseriti nei ruoli della dirigenza nell’anno scolastico 2017-2018. Si dovrà, quindi, mettere in conto lo slittamento all’anno scolastico successivo (2018-2019).

Si rischia di commettere errori

È difficile che il Comitato Tecnico Scientifico, pur autorevole e competente, possa garantire, in tempi limitati, la correttezza assoluta di 5.000 quesiti. Gli esempi del precedente concorso inducono al pessimismo: nel 2011 ben 975 test su 5750 risultarono sbagliati e subito eliminati. Chi può garantire che non succeda la stessa cosa? In tal caso i ricorsi aumenteranno a dismisura con il rischio di mettere, di nuovo, a dura prova tutto il percorso concorsuale.

Si rincorre la logica del dettaglio

Inoltre gli esperti chiamati a confezionare i 5.000 test in tempi brevi, finiranno giocoforza con l'articolare i contenuti da indagare in una miriade di dettagli, di scarso peso nella preparazione di un futuro dirigente, confermando l'impressione di una frammentarietà nozionistica.

Se, invece, gli esperti, avranno il compito di costruire solo 500 test, si può realisticamente pensare che il risultato potrà essere ineccepibile, sia sul piano formale sia sulla pertinenza dei contenuti.

Il nozionismo può diventare il criterio di selezione della classe dirigente

Esercitarsi su 5.000 quesiti allena sicuramente la memoria, ma non garantisce alcuna competenza che si addica ad un dirigente scolastico. Questo concorso, più volte rinviato, sta creando una platea importante di insegnanti interessati. Molti di essi stanno studiando da anni ed in maniera seria: sicuramente hanno già acquisito conoscenze più approfondite di coloro che, potendo contare su una buona memoria, lo tenteranno a prescindere da ogni preparazione.

Sembrerebbe che i posti che verranno messi a bando siano circa 1.000 e che, conseguentemente, la prova preselettiva sarà superata da 3.200 aspiranti dirigenti. Considerando che il numero dei partecipanti risulterà alla fine piuttosto imponente, si può dedurre che le competenze mnemoniche diventeranno il primo criterio di selezione della classe dirigente.

Quale scelta?

Allo stato attuale, sulla base del Regolamento che specifica, nell’articolo 10, le aree di riferimento (seppure in termini piuttosto generici), e che non esplicita l’opzione di pubblicare preventivamente i quesiti, si può presupporre che il Ministero non intenda farvi ricorso. Ciò, tuttavia, non significa che, in fase di emanazione del bando, non si prendano decisioni diverse, con i rischi prima descritti.

A cura di Mariella Spinosi

Ammissione corsi di laurea a numero chiuso

Dal 4 al 26 luglio sono aperte le procedure on line per l’iscrizione ai test di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria, Medicina in inglese, Veterinaria, Architettura, Professioni sanitarie. Le prove si svolgeranno nel mese di settembre.

Il Miur ha pubblicato il decreto 30 giugno 2016 n. 546, che definisce contenuti e modalità di svolgimento delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale: Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi dentaria, Medicina in inglese, Veterinaria, Architettura, Professioni sanitarie.

I candidati potranno iscriversi alle prove dal 4 al 26 luglio 2016 attraverso la procedura presente sul portale www.universitaly.it. I test si terranno nel mese di settembre, secondo il seguente calendario:

Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua italiana

6 settembre 2016

Medicina Veterinaria

7 settembre 2016

Corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico direttamente finalizzati alla professione di Architetto

8 settembre 2016

Professioni sanitarie

13 settembre 2016

Medicina e Chirurgia in lingua inglese

14 settembre 2016

I posti disponibili per le immatricolazioni sono complessivamente: 9.224 per Medicina e Chirurgia; 908 per Odontoiatria e Protesi Dentaria; 655 per Medicina Veterinaria.

I risultati dei test saranno pubblicati il 20 settembre per Medicina e Odontoiatria, il 21 settembre per Veterinaria, il 22 settembre per Architettura. La graduatoria di merito nazionale sarà diffusa il 4 ottobre.


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Da luglio il TFA III Ciclo per oltre 16 mila posti

In arrivo il III ciclo del Tirocinio Formativo Attivo, in concomitanza con il pieno avvio del concorso docenti.

Con risposta ad interrogazione parlamentare, il Sottosegretario Gabriele Toccafondi ha confermato l’imminente avvio della procedura per il III ciclo del TFA, fornendo i dati sui posti ripartiti fra posti comuni (più di 11 mila – oltre 3000 per le scuole secondarie di 1° grado e poco più di 8000 per le scuole secondarie di 2° grado) e sostegno (più di 5000: poco meno di 400 per la scuola delle infanzia, più di 1700 per la primaria, più di 1900 per le medie e circa 1000 per le superiori).

Il TFA origina dal Decreto Ministeriale n. 249 del 10 settembre 2010 che definisce il percorso per la formazione iniziale del personale docente. L’intera materia, come noto, è oggetto di delega ai sensi della Legge 107/2015, comma 180-181, punto b): “riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, in modo da renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione”. La delega è importante e occorre attendere il compimento del percorso per comprendere il nuovo assetto relativo alla formazione iniziale dei docenti ed alle modalità di ingresso nel mondo dell'insegnamento.

Per ottenere l'abilitazione all'insegnamento, ad oggi, il DM 249/2010 prevede l'attivazione presso le Istituzione Accademiche di uno specifico corso universitario - Tirocinio Formativo Attivo (TFA) - che prevede un pacchetto orario definito corrispondente a Crediti Formativi Universitari. Di fatto consiste in un corso universitario di formazione e abilitazione alla professione docente, a frequenza obbligatoria annuale, strutturato in gruppi di attività, con esame di abilitazione conclusivo. Per l’accesso al TFA è previsto un test, perché il percorso è a numero chiuso, con assegnazione da parte del MIUR di un determinato numero di posti, autorizzati dal MEF, per ogni classe di concorso attivata. La discussione su quali sono i posti assegnati per ciascuna classe di concorso è in atto, e occorre attendere le determinazioni ministeriali per avere certezza dei posti a bando per classe.

Nella precedente edizione si è realizzata prova nazionale a domande chiuse e prova orale a cura delle istituzioni accademiche. Le iscrizioni alle prove sono da attuare attraverso il sito del CINECA con scadenza definita con apposito decreto, ed è stato possibile iscriversi a più test di accesso per più classi di concorso e sedi. Superati i test di ingresso, è necessario scegliere una sola classe di concorso e sede di realizzazione del TFA; a seguire è previsto il perfezionamento dell'iscrizione presso la sede universitaria del TFA prescelta, senza poter ulteriormente effettuare trasferimenti e variazioni di sede.

Per approfondire e prendere visione delle modalità contemplate dalla precedente edizione è possibile consultare il sito ministeriale alla pagina http://www.istruzione.it/urp/abilitazione.shtml, ove sono indicate incompatibilità, diritto allo studio e altre informazioni utili.

Ad oggi ancora non vi sono informazioni sulle classi di concorso coinvolte per le scuole secondarie, certamente rivolto alle classi in via di esaurimento, ed è necessario attendere il bando, annunciato per luglio e quindi imminente, che chiarirà i partecipanti, i tempi (si prevedono prove autunnali con test di selezione subito a settembre 2016) e le modalità di realizzazione. Come previsto dall’art. 3 del D.M. 249/2010, non è possibile partecipare se impegnati in dottorato di ricerca. Si apre, come già in passato, il dibattito sugli aventi diritto alla partecipazione al percorso.

La sequenza consueta ha previsto:

- pubblicazione bando (prima condizione e passo indispensabile per il rispetto degli step successivi);

- presentazione istanze per i posti autorizzati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e posti a bando;

- selezione;

- realizzazione del percorso da parte delle Università con relazione sinergica scuole-Università;

- esami conclusivi da parte delle Università.

Per approfondire è possibile consultare i siti di riferimento:

CINECA http://sito.cineca.it/

ISTRUZIONE http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/home

ISTANZE ON LINE http://archivio.pubblica.istruzione.it/istanzeonline/index.shtml

Il rispetto dei tempi di emanazione del bando diviene step fondamentale per la conciliazione della presentazione delle graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020 da parte degli aspiranti docenti.

Chiara Brescianini

Concorso docenti: convocazione agli orali

Sono partite le operazioni di comunicazione, da parte del CINECA, relative agli esiti delle prove scritte del concorso docenti ai candidati ammessi a sostenere la prova orale. Il Miur ha fornito ulteriori istruzioni in merito alle relative funzioni SIDI e alla convocazione via e-mail agli orali.

Fino al 4 luglio non è previsto l’invio automatico della convocazione alla prova orale per i candidati che hanno superato la prova scritta, ma non erano presenti negli archivi forniti al CINECA a valle della chiusura delle istanze di partecipazione al concorso;

Qualora sia necessario effettuare la convocazione prima della suddetta data, l’USR dovrà procedere alla convocazione in autonomia, predisponendo un testo analogo a quello dell’applicazione, fornito in allegato alla nota 24 giugno 2016, prot. n. 1961.

La convocazione perverrà nell’ordine al primo dei seguenti indirizzi e-mail: indirizzo pec; indirizzo del dominio istruzione.it; indirizzo di posta privato.

Dal 4 luglio sarà possibile all’USR acquisire la domanda dei suddetti candidati affinché  la convocazione possa avvenire in modo automatico; l’acquisizione della domanda tramite la funzione SIDI presuppone che il candidato sia registrato a POLIS.

 


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Organici dirigenti scolastici a.s. 2016/17

Emanato il decreto che stabilisce la consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici per l'anno scolastico 2016/2017 e trasmette la tabella con la relativa ripartizione regionale. Le istituzioni scolastiche da coprire con incarico a tempo indeterminato sono 8.072.

La consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici è definita, per l'anno scolastico 2016-2017, secondo i contingenti indicati nella tabella allegata al decreto 30 giugno 2016, n. 528. Tali contingenti sono ripartiti con riferimento alle dimensioni regionali.

Vengono anche riportate, a mero titolo indicativo in quanto non rientrano tra le sedi da assegnare a dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato, le istituzioni scolastiche sottodimensionate che dovranno essere assegnate con incarico di reggenza.

Nella tabella sono altresì indicati i Centri Permanenti per l'Istruzione degli Adulti.


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Organici personale ATA 2016/19

Pubblicato lo schema di decreto interministeriale che definisce criteri e parametri per la determinazione degli organici del personale ATA e trasmette le tabelle con la consistenza della dotazione organica relativa al triennio scolastico 2016-2019 e relativa ripartizione regionale.

Con nota 30 giugno 2016, prot. n. 17763 il Miur ha trasmesso lo schema di decreto interministeriale con le disposizioni concernenti la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (a.t.a.) delle istituzioni scolastiche ed educative, unitamente alle tabelle A, B, C, D, E ed F concernenti la ripartizione regionale delle dotazioni organiche per l'anno scolastico 2016/17, confermata anche per i due anni scolastici successivi, con eventuale revisione annuale.

La ripartizione triennale tra le diverse regioni è stata effettuata tenendo conto della previsione dell' entità della popolazione scolastica, della relativa serie storica, della presenza di alunni diversamente abili, dei fenomeni connessi al flusso di immigrazione e di insuccesso scolastico, alle specificità degli ambiti territoriali interessati, con riferimento alle peculiarità strutturali, organizzative ed operative delle istituzioni scolastiche, alle diversità conseguenti alle situazioni ambientali e socio-economiche, alle funzioni ed ai compiti previsti per i profili professionali del personale, nonché tenendo conto del piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche.

La successiva ripartizione provinciale delle dotazioni organiche del personale ATA dovrà essere oggetto di adeguata informativa con le organizzazioni sindacali firmatarie del vigente contratto collettivo nazionale di comparto. Analoga informativa dovrà essere attivata a livello provinciale per il riparto tra le diverse istituzioni scolastiche.

Queste le dotazioni organiche complessive per i diversi profili:

  • assistenti amministrativi: 46.822 unità
  • assistenti tecnici: 16.175 unità
  • collaboratori scolastici: 131.143 unità
  • DSGA: 8.072 unità

Gli Uffici scolastici regionali effettuano il monitoraggio delle varie fasi di determinazione degli organici, anche al fine di garantire che la consistenza effettiva dell'organico di diritto approvato, corrisponda, all'unità, a quella indicata nella tabella "A" relativa alla dotazione complessiva assegnata a ciascuna Regione.

Le funzioni informatiche del SIDI per la convalida e le elaborazioni dei dati di organico sono rese disponibili dal 30 giugno all'11 luglio. Di conseguenza il termine ultimo di comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è posticipato all'11 luglio e la data di pubblicazione dei movimenti è differita al 1 agosto.

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