Scuola7 1 ottobre 2018, n. 106

Scuola7

la settimana scolastica

1 ottobre 2018, n. 106


In questo numero parliamo di:

Le Prove INVALSI di inglese in quinta superiore (P. Calanchini Monti)

Reclutamento docenti: abolire l’abilitazione? (M. Piras)

Musica a scuola: nuove risorse multimediali (A. Spadolini)

Primi piani sulla prova scritta del concorso dirigenti (A. Valentino)

Valorizzazione eccellenze a.s. 2018/19

Indicazioni Nazionali: azioni di accompagnamento

Aggiornamento Anagrafe Nazionale degli Studenti

Legalità e Costituzione negli istituti penali minorili

Il rinnovamento del curricolo del Liceo Classico

Ricostruzione di carriera: presentazione domande


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diLe Prove INVALSI di inglese in quinta superiore
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1 ottobre 2018

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n. 106

Le Prove INVALSI di inglese in quinta superiore

Patrizia CALANCHINI MONTI

I test di inglese: una novità assoluta?

Le prove INVALSI in quinta superiore esordiranno per la prima volta nel prossimo mese di marzo e, anche se i maturandi 2019 si sono già confrontati con prove standardizzate (di italiano e matematica) per ben quattro volte durante la loro carriera scolastica, questa sarà la prima volta in cui i ragazzi affronteranno una prova standardizzata di lingua inglese. Le prove si svolgeranno in modalità CBT (computer based) e le abilità testate saranno quelle ricettive (comprensione della lettura e comprensione dell’ascolto).

In realtà per l’inglese questo tipo di prova non rappresenta affatto per le scuole una novità assoluta: i format delle prove strutturate o semi-strutturate di ascolto e di lettura fanno parte da sempre della didattica quotidiana dei docenti d’inglese, che li utilizzano anche ai fini della preparazione degli studenti alle prove di certificazione esterna che molti studenti sostengono nel corso degli studi secondari.

Nessuna paura delle prove INVALSI di inglese quindi, ma molta curiosità da parte dei docenti, che aspettano la pubblicazione degli esempi di task INVALSI di ascolto e di lettura per valutarne somiglianze e differenze con il materiale didattico in uso, e per integrarli nella loro programmazione.

Non solo B2 - La questione dei livelli

Diversamente dall’italiano e dalla matematica, per la lingua inglese il livello di competenza in uscita dalla scuola secondaria è definito non solo dagli ordinamenti nazionali (Indicazioni Nazionali per i licei e Linee Guida per istituti tecnici e professionali), ma anche da un documento sovranazionale, il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER), un sistema descrittivo messo a punto dal Consiglio d’ Europa nel 2001 e rivisitato ed integrato, per quanto attiene alla descrizione dei livelli, dal Companion edito nel 2017. Il QCER descrive le competenze linguistiche acquisite da chi studia le lingue straniere in Europa, attraverso una scala di riferimento che individua sei livelli (A1, A2, B1, B2, C1, C2), dal livello base (A1) a quello avanzato di padronanza (C2).

Sia le Indicazioni Nazionali sia le Linee Guida riportano esplicitamente, come profilo in uscita dalla scuola secondaria di II grado, il raggiungimento di una competenza riconducibile al livello B2 del QCER. Sarebbe stato quindi ragionevole che la prova INVALSI di inglese proponesse soltanto quesiti di livello B2, per verificare se lo studente avesse conseguito o meno il livello prescritto dalla norma. Lo spirito non è però semplicemente quello di separare chi abbia conseguito il livello B2 da chi ancora non lo abbia raggiunto, operazione che fornirebbe un’informazione parziale e poco utile allo studente ed anche al sistema. La logica non è quella del pass-fail, del dentro o fuori, bensì quella di restituire una descrizione il più possibile accurata del livello di competenza del singolo studente. Pertanto, sia per l’ascolto sia per la lettura, sono state disegnate prove bi-livello B1/B2, che contengono tre compiti (task) di livello B2 (il livello target) e due compiti di livello B1 (il livello precedente). Infatti soltanto includendo nella prova quesiti di livello B1 è possibile attestare in modo scientifico se la competenza nell’ascolto o nella lettura di uno studente che non abbia eventualmente raggiunto il livello B2 possa essere descritta come di livello B1.

Reading e Listening sì, ma diverse dal solito

Si è detto che il format delle prove strutturate sulle competenze ricettive, quelle che vengono comunemente definite reading comprehension e listening comprehension, rappresenta una prassi consolidata nell’insegnamento e nella valutazione della lingua inglese.

Tuttavia le prove proposte da INVALSI presentano alcune fondamentali differenze rispetto al materiale didattico più comunemente in uso.

Testi autentici

Le attività di ascolto e di lettura proposte a scuola spesso si basano su testi e brani di ascolto sviluppati appositamente come materiale didattico.

I testi e i file audio si cui si basano i task INVALSI sono invece testi completamente autentici, non scritti o registrati a scopo educational. Si tratta di testi tratti dalla vita reale, come articoli, narrazioni, presentazioni, interviste, conferenze, estratti di programmi radiofonici, che presentano le caratteristiche di naturalezza proprie della comunicazione autentica.

General English, non lingua letteraria o settoriale

Nel secondo biennio, e soprattutto nel quinto anno della scuola superiore, il focus dell’insegnamento e della valutazione si sposta dalla lingua ai contenuti, e le verifiche degli apprendimenti spesso si basano solo su testi di tipo letterario (licei) o caratterizzati da un linguaggio settoriale (istituti tecnici e professionali).

La prova INVALSI presenta invece testi e file di ascolto di tipo generale su un’ampia varietà di contenuti.

Un testo – un metodo

Nella prova vengono proposti diversi tipi di domande (scelta multipla, abbinamento multiplo, a risposta aperta breve), ma in ogni task viene proposta una sola tipologia di domande. In questo modo lo studente non viene distratto da domande di tipo diverso su uno stesso testo, e si concentra meglio sul contenuto del brano che deve comprendere.

Ampia varietà di testi

La prova presenta cinque diversi testi o brani audio, ciascuno con un numero limitato di domande di comprensione. Questo permette, allo studente che trovasse eventualmente poco accessibile o meno interessante uno dei testi proposti, di ricominciare ex novo con un nuovo testo. I testi non vengono sfruttati in modo intensivo, ma vengono poste domande su concetti o informazioni che si trovino ben distanziate nel testo, in modo da non sovraccaricare l’attenzione dello studente e simulare la lettura e l’ascolto naturali.

Un esempio per ogni task

In tutti i task la prima domanda costituisce l’esempio (la risposta è già data). L’esempio ha la funzione di presentare allo studente la tipologia di domande e fargli comprendere che tipo di risposta è richiesta, e quindi che tipo di lettura o di ascolto ci si aspetta da lui.

Abilità ricettive

A differenza delle prove proposte a scuola, che spesso verificano le abilità in modo integrato e richiedono risposte aperte anche lunghe e articolate, la prova standardizzata mira a testare le abilità ricettive e non quelle produttive; pertanto le domande proposte sono di tipo strutturato a risposta chiusa. Le uniche domande a risposta aperta sono del tipo a risposta breve (massimo quattro parole), che non rappresenta una vera produzione linguistica, ma solo la registrazione sintetica dell’informazione richiesta.

Comprensione, non riflessione sulla lingua

Nell’attività didattica quotidiana si utilizzano brani di lettura o di ascolto anche come occasione di riflessione sulla lingua. I quesiti della prova INVALSI di inglese non focalizzano esplicitamente su aspetti grammaticali, sintattici o lessicali, bensì sulla comprensione del contenuto del testo o del brano di ascolto, nella consapevolezza che la competenza morfologico-sintattica è sottesa alla comprensione dei messaggi e ne costituisce un prerequisito indispensabile.

Backwash effect su insegnamento-apprendimento

Come si è detto, le prove propongono testi che possono spaziare come argomento dalla scienza alle news, dalle curiosità ai temi sociali, e come tipologia testuale possono includere testi espositivi, narrativi, argomentativi, regolativi, continui e non continui. Per questo motivo la prima ricaduta positiva delle prove potrebbe essere quella di riportare il focus dell’insegnamento e della valutazione sulla lingua viva e reale della comunicazione, ed esporre gli studenti a diversi tipi di linguaggi, e non solo a quelli più tradizionalmente collegati ad un particolare indirizzo di studi.

Proporre agli alunni testi scritti o orali autentici può inoltre aumentare la motivazione dello studente a mettersi in gioco, per comprendere e per interagire con il documento che gli viene presentato, ponendolo in una posizione di partecipazione attiva che naturalmente favorisce l’apprendimento linguistico.

Patrizia Calanchini Monti

Reclutamento docenti: abolire l’abilitazione?

Mauro PIRAS

Un accesso al ruolo meno selettivo?

Da quando si è insediato il nuovo governo Lega-Cinquestelle, il Ministro dell’Istruzione Bussetti è già intervenuto più volte sul reclutamento dei docenti, in una direzione piuttosto preoccupante, perché tende a renderlo meno selettivo. In primo luogo sta per bandire il concorso straordinario per i maestri diplomati, cioè per tutti quelli che hanno il diploma magistrale precedente all’a.s. 2001-02 e che, non essendo inseriti nelle Graduatorie a esaurimento (Gae), non hanno diritto ad avere un posto se non superando un concorso, come i loro colleghi più giovani laureati in Scienze della formazione primaria. Non ricostruiamo qui la vicenda surreale per cui erano invece stati inseriti nelle Gae da sentenze del Tar – alcuni di loro erano anche stati immessi in ruolo – e poi il Consiglio di Stato ha smentito tutto, per cui dovrebbero trovarsi di nuovo disoccupati. Per chiudere la faccenda, si fa un concorso "non selettivo" che assomiglia piuttosto a una sanatoria, creando nuove graduatorie “a esaurimento”.

Cambiano di nuovo le regole per il reclutamento?

Molto più allarmanti sono però le dichiarazioni sui concorsi per i docenti della scuola secondaria. Fin dal “Contratto di governo”, Lega e Cinquestelle hanno dichiarato che il sistema dei concorsi va riformato, per garantire un reclutamento su base regionale o provinciale, e per vincolare maggiormente i docenti alle proprie sedi. Fin qui nulla di male: è una visione politica chiara, coerente con le posizioni passate della Lega (che a quanto pare ha messo il cappello sulla politica scolastica, estromettendo il M5S). È però piuttosto fastidioso pensare che il sistema di reclutamento dei docenti è stato appena riformato, che c’erano dei concorsi avviati o previsti a breve, e che i danni più gravi la scuola li subisce sempre dall’incertezza normativa, dal cambiamento continuo delle regole in corsa. Queste dichiarazioni del “Contratto di governo” facevano preludere al solito rovesciamento disordinato delle regole, con la conseguente confusione che tutti conosciamo dalla storia della scuola. Già questo bastava. Ma il seguito è stato peggiore.

Nubi all’orizzonte del D.lgs. 59/2017

Il Ministro ha “congelato” due concorsi già calendarizzati entro fine 2018, previsti dal D.lgs. 59/2017: quello straordinario per i docenti non abilitati con tre anni di anzianità di servizio, e quello ordinario. E ha fatto una serie di annunci, vaghi, dai quali abbiamo capito quanto segue:

1) il nuovo sistema di formazione iniziale e reclutamento, detto FIT (Formazione iniziale e tirocinio), in vigore dalla primavera del 2017, verrà sicuramente abrogato, e verrà creato un nuovo sistema, rimettendo in discussione la stabilità normativa, la certezza del diritto e la regolarità del reclutamento. Tutti i giovani laureati che si sono procurati i famigerati 24 crediti universitari in “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”, in vista del concorso FIT, si stanno chiedendo perché l’hanno fatto;

2) il nuovo sistema prevederà concorsi su base provinciale solo dove servono posti, e cercherà di vincolare i docenti alle sedi; coerente con il “Contratto”, ma non molto chiaro nella realizzabilità per la prima parte. E, soprattutto, buona fortuna per il secondo punto: nessuno ci è mai riuscito;

3) la sorpresa arriva alla fine: il Ministro ha dichiarato che non servirà più l’abilitazione per accedere al concorso per l’insegnamento, qualsiasi laureato potrà farlo. Una dichiarazione foriera di gravi conseguenze.

Che fine farà l’abilitazione?

Ormai in tutti i Paesi lo schema per accedere all’insegnamento è laurea-abilitazione-concorso, con combinazioni diverse, per struttura e priorità. Ma ci vogliono tutti e tre gli elementi, non basta la laurea disciplinare; ci vuole una qualche specializzazione che formi per l’insegnamento. E questo è del tutto sensato, perché la scuola che abbiamo di fronte adesso è realmente di massa, anche nelle scuole superiori, anche nei licei, e insegnare a studenti di origini e competenze molto eterogenee è difficile, richiede preparazione e motivazione: un percorso ad hoc serve per garantire entrambe, altrimenti l’insegnamento continua a essere un ripiego (com’è stato per molti), una seconda scelta che si poteva fare sulla base dell’assunto “se conosco la mia materia basta, per insegnare mi arrangio”. Questo sembra tanto più possibile per le superiori, e invece è proprio una causa profonda dei nostri guai: la dispersione scolastica si concentra alle superiori, soprattutto nel biennio, anche perché ci si è illusi che, arrivati a quel livello, il lavoro sulla relazione didattica diventi secondario, rispetto al ruolo fondamentale che ha, evidentemente, nella scuola elementare. Invece la relazione didattica è fondamentale sempre, e finché la società, tutta intera, non accetterà l’idea che un docente delle superiori ha molto da imparare da un docente della primaria, e non il contrario, allora la nostra scuola secondaria continuerà a fare acqua da tutte le parti.

Le competenze didattiche, del tutto marginali

Oggi si rovescia questa impostazione, legittimando il senso comune tradizionalista che domina in Italia. Sostenuto purtroppo in questo da una incomprensibile recente ordinanza del Consiglio di Stato, che vorrebbe autorizzare i docenti senza abilitazione ma con il dottorato ad accedere ai concorsi con la seguente motivazione: appare [...] illogico che nel più, ovvero l’abilitazione all’insegnamento nell’università [che è data dal dottorato], istituzione di grado superiore, non sia compreso il meno, ovvero l’abilitazione all’insegnamento della stessa materia nell’istituzione di grado inferiore, ovvero la scuola superiore” (Consiglio di Stato, sez. VI, ordinanza n. 5134/18, art. 25). Quindi chiunque insegna in un ordine di istruzione “superiore” a un altro (“superiore” perché viene dopo nell’età dei discenti, argomento molto discutibile) può insegnare in tutti quelli “inferiori”; quindi chi insegna italiano nei licei potrebbe tranquillamente insegnare italiano nella primaria, per esempio. Facciamo la prova, e vediamo quanto sono contenti i bambini e i genitori. Questo modo di ragionare, questo modo di considerare inutili le competenze didattiche e la motivazione all’insegnamento, sono il solito retaggio del più ottuso tradizionalismo culturale italiano: quello che conta è il sapere umanistico, il sapere “superiore”, la “cultura”; se hai quello puoi fare qualsiasi cosa. E questo è, per la scuola ma anche per tante altre cose, l’anticamera del dilettantismo.

Voci, sussurri e grida (manzoniane?)

Autorevoli pronunciamenti ci stanno dicendo che non serve a nulla formare gli insegnanti, e che non ha nessuna importanza se a insegnare vanno persone che prima volevano fare altre cose, e poi hanno ripiegato sulla scuola perché non hanno avuto successo. Si vuole forse tornare all’età dell’oro, all’epoca in cui si entrava in ruolo senza sforzo, con sanatorie di ogni genere, e la scuola era una sorta di cassa integrazione permanente.

Con quel tanto di brivido in più, però. Perché, subito dopo le dichiarazioni di Bussetti, il senatore Pittoni, presidente della Commissione Istruzione del Senato e responsabile scuola della Lega, le ha smentite, derubricandole a “voci fatte circolare”. Sorvoliamo sulla confusione costante creata dal continuo rincorrersi di voci, dichiarazioni, smentite, sui provvedimenti messi in cantiere dal Governo. Resta che la scuola inizia in una grande incertezza su questo fronte, e come sempre chi lavora nella scuola deve fare i conti con l’instabilità progettuale, politica e normativa. Resta che l’Italia si compiace nel guardare all’indietro e nel chiudere gli occhi di fronte ai problemi reali di una modernità complessa, dell’istruzione di massa, degli imperativi di una scuola democratica.

Mauro Piras

Questo intervento è parte di un testo più ampio dal titolo Ricomincia (male) la scuola, pubblicato sul blog Le parole e le cose: http://www.leparoleelecose.it/?p=33759

Valorizzazione eccellenze a.s. 2018/19

Emanato il decreto di definizione del programma nazionale di promozione delle eccellenze concernente gli studenti delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, per il corrente anno scolastico 2018/2019.

Con circolare 25 settembre 2018 n. 1 il Miur ha trasmesso il decreto 27 luglio 2018 n. 571 che definisce il Programma  annuale per la valorizzazione delle eccellenze per l’a.s. 2018/19 che individua le  iniziative e le modalità di riconoscimento dei livelli di eccellenza conseguiti dagli  studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie.

Al predetto provvedimento è allegata la tabella contenente i diversi ambiti disciplinari dei percorsi d’istruzione secondaria di secondo grado e l’elenco delle competizioni riconosciute con l’indicazione dei soggetti organizzatori.

Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che raggiungono risultati elevati nelle suddette competizioni, e quelli che ottengono la votazione di 100 e lode agli esami di Stato sono premiati con uno dei seguenti incentivi:

  • benefit e accreditamenti per l'accesso a biblioteche, musei, istituti e luoghi della cultura;
  • ammissione a tirocini formativi;
  • partecipazione ad iniziative formative organizzate da centri scientifici nazionali con destinazione rivolta alla qualità della formazione scolastica;
  • viaggi di istruzione e visite presso centri specialistici;
  • benefici di tipo economico;
  • altre forme di incentivo secondo intese e accordi stabiliti con soggetti pubblici e privati.

Le risorse finanziarie saranno inviate alle scuole frequentate dai ragazzi meritevoli perché provvedano alla premiazione degli studenti.

Al termine dell'anno scolastico i dirigenti scolastici e i soggetti organizzatori delle competizioni comunicano, tramite il portale SIDI del Ministero, i dati degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che sono riconosciuti meritevoli, e, contestualmente, comunicano l'avvenuto rilascio del consenso da parte degli studenti per la pubblicazione nell’Albo Nazionale delle Eccellenze, attraverso la selezione di una casella dedicata.

I dirigenti scolastici delle scuole statali e paritarie di istruzione secondaria superiore sono invitati ad informare i docenti, gli studenti ed i loro genitori sulle iniziative individuate dal Ministro, promuovendo la partecipazione dei soggetti interessati alle procedure di eccellenza proposte.


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Indicazioni Nazionali: azioni di accompagnamento

Istruzioni per la prosecuzione, nell'a.s. 2018/19, di iniziative formative per lo sviluppo di azioni di accompagnamento alle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo. L’obiettivo è il miglioramento di pratiche didattiche improntate allo sviluppo delle competenze di base e di cittadinanza.

In occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico2018-19, la nota Miur 25 settembre 2018 prot. n. 16616 riassume gli impegni e le opportunità di formazione che gli staff regionali potranno curare a sostegno della diffusione delle Indicazioni Nazionali 2012, anche alla luce delle sollecitazioni poste dal documento "Indicazioni Nazionali e nuovi scenari".

Gli staff regionali, sulla base dei diversi contesti operativi, delle risorse disponibili e dei bisogni formativi rilevati, potranno coinvolgere le scuole attraverso diverse tipologie di azioni:

  • formazione e ricerca: sostegno alle azioni didattiche e di ricerca delle scuole;
  • documentazione: raccolta e diffusione a livello regionale delle esperienze meritevoli di segnalazione che interessano l'innovazione didattica e degli ambienti di apprendimento, nonché il contributo delle singole discipline alla formazione di competenze di cittadinanza;
  • valutazione: documentazione e diffusione a livello regionale dei lavori e delle ricerche delle scuole del primo ciclo in ambito valutativo e di certificazione delle competenze;
  • formazione Tutor;
  • iniziative seminariali regionali.

La finalità degli interventi è quella di promuovere la riflessione, la generazione e il miglioramento di pratiche didattiche improntate allo sviluppo delle competenze di base e di cittadinanza.


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Aggiornamento Anagrafe Nazionale degli Studenti

Istruzioni per le operazioni coincidenti con l’avvio dell’anno scolastico: fino al 27 ottobre saranno disponibili le funzioni per l’aggiornamento dei dati sulle frequenze per le scuole di ogni ordine e grado.

Con nota 20 settembre 2018, prot. n. 1828 il Miur fornisce istruzioni in merito alle operazioni di aggiornamento dell’Anagrafe Nazionale degli Studenti coincidenti con l’avvio dell’anno scolastico per le scuole, statali e paritarie, dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado, compresi i percorsi di secondo livello.

Dopo aver effettuato il consolidamento dei dati dell’anno scolastico precedente, tramite la funzione “Consolidamento frequenze a.s.”, è possibile trasmettere i dati degli studenti frequentanti per l’anno scolastico in corso.

Le funzioni di aggiornamento dei dati sulle frequenze vengono pertanto rese disponibili sul SIDI (“Avvio anno scolastico”)  fino al 27 ottobre 2018. La comunicazione dei dati prevede due fasi:

Fase A – da effettuare esclusivamente sul SIDI – nella quale andranno inserite le informazioni strutturali, a seconda del grado di scuola.

Fase B, nella quale le scuole comunicano i dati legati alla frequenza dell’alunno (dati anagrafici e posizione scolastica) scegliendo tra due modalità operative: 1) inserimento tramite le funzioni SIDI; 2) invio flusso da pacchetto locale di fornitore certificato.

Dopo il completamento di tutte le attività di avvio tramite la funzione “Chiusura attività di avvio”,  si passa alla gestione ordinaria dell’Anagrafe: ciascuna istituzione scolastica deve provvedere a mantenere puntualmente aggiornate le posizioni scolastiche dei propri alunni, registrando tempestivamente ogni evento (nuovi ingressi, trasferimenti, ritiri, abbandoni).

Il dirigente scolastico ha a disposizione, nell’area Gestione alunni,  un cruscotto riepilogativo delle attività di anagrafe di propria competenza, per verificare la completezza e correttezza dei dati comunicati dalla scuola.


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Prova scritta concorso DS

Manuale per la prova scritta - Come farsi leggere e apprezzare

a cura di Mariella Spinosi

Un libro operativo, aperto e flessibile, realizzato per le esigenze specifiche degli aspiranti dirigenti scolastici.

Nella prima parte ci sono le informazioni necessarie per scrivere bene, esempi pratici, suggerimenti per realizzare un testo semplice, chiaro e preciso.

La seconda parte spiega come potrebbero essere formulati i cinque quesiti della prova scritta, quali saranno gli aspetti fondamentali su cui fondare le risposte e quali azioni professionali possono essere richieste.

La terza parte contiene più di 100 quesiti suddivisi nelle nove aree tematiche previste dal Regolamento, con le nostre ipotesi di risposte.

Le pagine “per appunti” permettono di controllare il testo proposto, contrassegnare le informazioni più significative, ricostruire le frasi a modo proprio, inserire ulteriori concetti, ricordare i punti da approfondire.


maggiori informazioni


Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego

a cura di Sergio Auriemma

Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

- contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
- gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
- sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
- per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


maggiori informazioni


Repertorio 2018

Dizionario normativo della scuola - XXXII edizione

Repertorio, Dizionario normativo della scuola, è uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a pubblici concorsi.

Si compone di saggi, ordinati alfabeticamente e curati da esperti di settore, che illustrano in modo aggiornato ed approfondito i principali istituti giuridico-amministrativi, contrattuali e contabili del comparto scuola e del pubblico impiego: tematiche giuridiche, amministrative e talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ciascuna voce sintetizza un argomento, ne mette in risalto gli aspetti salienti, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo, presenta considerazioni tecnico-giuridiche, notazioni, commenti. Attraverso l'analisi dei riferimenti normativi e le riflessioni svolte dagli autori, è possibile cogliere l’evoluzione cronologica delle norme, ricostruire la storia degli istituti giuridici, individuare le principali disposizioni in vigore.

L’opera può agevolare le attività negli uffici dell’amministrazione scolastica, nelle presidenze, nelle sale dei professori e nelle segreterie delle scuole, nelle sedi di Soggetti, Enti e Agenzie esterne che operano a contatto con il mondo dell’istruzione; e ancora le attività di competenza dei revisori contabili, l’assolvimento di impegni delle RSU.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Schemi di provvedimenti, fac simile di domande, istanze, documenti ministeriali o di altre autorità, tabelle riassuntive e modulistica, possono essere prelevati nell’apposita sezione on line.

maggiori informazioni

Competenze chiave per la cittadinanza

a cura di G. Cerini, S. Loiero, M. Spinosi

Indicazioni nazionali e nuovi scenari - Didattiche per competenze - Percorsi per la sostenibilità - Criteri per la valutazione e certificazione

 

Il libro affronta, con una pluralità di contributi pedagogici, disciplinari e didattici, il complesso tema delle competenze chiave per la cittadinanza, che tanta attenzione sta ricevendo dal mondo della scuola e dall'opinione pubblica.

L'occasione è legata alla pubblicazione, da parte del Ministero dell'istruzione, di due importanti documenti: “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” e “Linee guida per la certificazione delle competenze” (entrambi nel 2018). Essi propongono una rivisitazione delle Indicazioni per il curricolo del 1° ciclo, che le scuole stanno attuando dal 2012.

Le trasformazioni culturali, economiche, demografiche, degli stili di vita e delle aspettative, richiedono infatti un ripensamento delle priorità dell'intervento educativo. Le istituzioni scolastiche hanno la responsabilità di promuovere una piena educazione alla cittadinanza e di coinvolgere maggiormente gli allievi attraverso la costruzione di nuovi ambienti di apprendimento.

Confermando il valore formativo degli alfabeti di base (la literacy, la numeracy, le lingue straniere), è importante esplorare, nell'ottica della sostenibilità, le potenzialità di strumenti di conoscenza come il digitale, il coding, la statistica, la stessa geografia, fino ad oggi un po' emarginata.

Il testo si snoda con linearità ed efficacia attorno ai temi di sfondo dei “nuovi scenari della cittadinanza” (Parte I), analizza il quadro di “nuovi saperi e discipline di frontiera” (Parte II), si inoltra lungo alcuni “percorsi operativi” ispirati alla didattica per competenze (Parte III), e offre suggerimenti per “la progettazione didattica, la valutazione, la certificazione e la formazione in servizio” (Parte IV).

L'intento è quello di fornire a insegnanti, formatori, dirigenti scolastici, alcune chiavi di lettura per affrontare con maggiore sicurezza i propri impegni, per migliorare la qualità dell'insegnamento ed i risultati degli studenti.

 

Contributi di: Roberto Baldascino, Giancarlo Cerini, Maria Loreta Chieffo, Luciano Corradini, Gino De Vecchis, Elena Fascinelli, Italo Fiorin, Rossella Garuti, Silvana Loiero, Maria Antonietta Marchese, Flavia Marostica, Filomena Nocera, Rosa Seccia, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rosa Stornaiuolo, Paola Traverso


maggiori informazioni

Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata:

  • aggiornata alla luce degli ultimi scenari normativi;
  • integrata nei contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti.

Il prossimo step del concorso è la prova scritta. La piattaforma presenta un’apposita sezione Indicazioni per la prova scritta, che contiene:

  • indicazioni teoriche e riflessioni sulla lingua per scrivere in maniera chiara e farsi apprezzare;
  • esempi di scritture e rubriche valutative;
  • 100 quesiti a risposta aperta per orientare l’organizzazione delle conoscenze;
  • quesiti con esempi di risposte in forma di saggio breve.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

1 ottobre 2018

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n. 106

Musica a scuola: nuove risorse multimediali

Annalisa SPADOLINI

Il progetto “Musica a Scuola”: INDIRE e Comitato nazionale apprendimento pratico della musica

Nel panorama  di documentazione delle attività svolte dalle scuole, e nella ricerca disciplinare nel campo dell’apprendimento pratico della musica, era finora assente, se non in alcune forme editoriali cartacee e  web, e  in una piccola parte delle risorse presenti in INDIRE, un luogo web - archivio  di buone pratiche della didattica della musica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, che potesse restituire in modo il più possibile esaustivo un  quadro nazionale di esperienze ed attività didattiche laboratoriali, svolte dai docenti italiani nelle proprie classi. Inoltre nel panorama europeo ed internazionale non sembra esistano spazi web istituzionali che accolgano e categorizzino le buone pratiche di didattica della musica nelle scuole, attraverso la definizione di un quadro didattico e la narrazione in forma chiara e intellegibile del processo didattico operato dal docente.

Da queste considerazioni, dall’ intento di dare visibilità all’impegno di tanti docenti che insegnano con passione e sapienza, spesso senza veder riconosciuto e valorizzato il proprio lavoro, dalla volontà di dare omaggio alla qualità delle loro attività, nonché dalla necessità di offrire formazione fra pari, nasce la collaborazione fra INDIRE e il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, per la realizzazione del Progetto “Musica a scuola”.

Un repository multimediale di buone pratiche nella didattica della musica

Il sito www.musicascuola.indire.it  è stato progettato e sviluppato come una piattaforma web repository di buone pratiche didattiche e laboratoriali musicali, promosse, selezionate, organizzate, presentate e descritte nel dettaglio da docenti della scuola italiana di ogni ordine e grado, in un video tutorial e attraverso un’ampia documentazione allegata, allo scopo di favorirne la replicabilità.

Il sito cerca di conciliare, attraverso una metadatazione e attraverso tag per argomenti di ricerca, esigenze didattiche dal punto di vista dei contenuti e richieste di profilatura degli utenti.

Altro obiettivo del progetto è quello di creare una community di docenti di musica che possano interagire in asincrono, e che dialoghino e discutano fra di loro sulle pratiche didattiche presentate ed ascoltate in piattaforma.

Un format studiato con gli insegnanti innovatori

Nella prima fase sono stati selezionati tramite bando 10 docenti esperti di buone pratiche nella didattica musicale, autori ognuno di due buone pratiche. Essi, lavorando all’interno del Gruppo di progetto, hanno contribuito a perfezionare il format di restituzione (testuale e multimediale), e hanno sviluppato, in collaborazione con Indire per la parte tecnologica e di ripresa/montaggio, i video narrativi che sono serviti da modello per altre  buone pratiche, derivanti da successivo bando di selezione (in questi giorni INDIRE ha concluso le registrazioni di circa 60 pratiche, che andranno on line nel mese di dicembre 2018). Lo stesso modello sarà poi considerato nei prossimi bandi, ed utilizzato dalle ulteriori candidature di docenti che volontariamente si offriranno.

Documentare le competenze musicali: ascolto, produzione, letto-scrittura

Nella seconda fase è stato elaborato un quadro didattico molto interessante e innovativo. Per agevolare i docenti nel loro lavoro di osservazione e sviluppo di competenze musicali specifiche, partendo dai traguardi delle Indicazioni Nazionali del 2012 è stato realizzato un framework delle competenze musicali, prendendo in considerazione anche i modelli europei. Sono state individuate le tre aree di competenza in cui si manifesta la competenza musicale, identificate in: #ascolto #produzione #lettoscrittura. Lo schema è offerto come strumento utile alla descrizione e alla valutazione dei processi di trasformazione dei tre ambiti in cui, secondo le Indicazioni Nazionali, si manifesta la competenza musicale:

Per ognuna di queste competenze sono stati individuati e descritti gli aspetti (dimensioni) che la costituiscono, e i singoli obiettivi formativi perseguiti in ogni progetto.

Il quadro di riferimento

http://www.musicascuola.indire.it/quadro_didattico.pdf

Il  sito repository  è organizzato in 3 aree generali:

  1. documentazione di attività di buone pratiche;
  2. community utenti;
  3. erogazione di contenuti da parte di Indire-Miur.

1. Documentazione di attività e buone pratiche

La documentazione di ogni attività è suddivisa in 3 parti:

a) Video Tutorial, organizzato come una “narrazione” suddivisa in capitoli: ogni capitolo riguarda uno step dell’attività, nel quale il docente spiega in modo semplice e sintetico le varie fasi di lavoro; ogni “capitolo” ha la durata di pochi minuti (3-4), ed è organizzato come una video-playlist, con capitoli selezionabili anche non sequenzialmente, allo scopo di rendere estremamente semplice la comunicazione sulla replicabilità dell’esperienza didattica:

Introduzione: come e perché nasce la proposta formativa;

Cassetta degli attrezzi: la definizione degli strumenti e degli spazi di lavoro;

Esplorare: la costruzione del percorso progettuale;

Comprendere/Comporre: perlustrare e cominciare a conoscere; analizzare – raggruppare – trascrivere – scomporre e ricomporre – eseguire – reinventare;

Comunicare: mettere in forma per condividere e valutare/valutarsi.

b) Schede di restituzione testuali prodotte dai docenti: documenti, informazioni, bibliografie, sitografie, link, ogni altra informazione e metadati necessari allo svolgimento della pratica presentata.

c) Spazio community: luogo di condivisione social fra docenti, per discutere e condividere informazioni e documenti.

2. Community utenti

Il portale è pubblico in consultazione (nessuna credenziale richiesta), mentre per l’inserimento di buone pratiche o l’interazione nella community è richiesta una registrazione degli utenti, che attraverso il proprio codice fiscale dovranno dimostrare la loro appartenenza ad istituzioni scolastiche. Si tratta di piccole community generate sulla singola esperienza didattica. I docenti iscritti possono interagire con gli autori della buona pratica, in modalità asincrona e testuale. Il docente autore della buona pratica quindi rimane attivo nella pagina della propria esperienza rispondendo a chi, tramite interventi/commenti nella pagina, chiede info ed ha necessità di un supporto per la realizzazione dell’attività, o desidera condividere idee e considerazioni personali.

3. Erogazione di contenuti da parte di Indire-Miur

Contenuti di archivio relativi alla progettazione e realizzazione di attività/laboratori musicali nelle classi.

È in previsione la definizione di una quarta struttura, che riguarderà l’erogazione di contenuti proposti dalle Associazioni e dagli Enti nazionali e internazionali accreditati per la formazione, che intendano collaborare fornendo documenti e informazioni.

L’attuazione del D.lgs. 60/2017

L’intero sito sarà tradotto in inglese, così come saranno tradotte le singole buone pratiche didattiche dei docenti. In questo modo il sito sarà visibile e comprensibile da tutto il mondo.

Il Progetto si inserisce nel più ampio quadro di attività che, passando per il D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 60, con gli ulteriori 4 Decreti anche interministeriali in esso indicati, in via di ultima definizione, e il Piano della Arti (DPCM 30 dicembre 2017), intendono riorganizzare e sistematizzare a livello curriculare l’apprendimento della musica e delle arti per tutti.

Il Gruppo di progetto     

www.musicascuola.indire.it

Il Gruppo di progetto ha come ultimo obiettivo quello di raggiungere e far iscrivere in piattaforma tutti i docenti di musica italiani, con la convinzione che la formazione dei docenti, intesa anche come autoformazione e attività di ricerca, sia uno dei cardini per il  miglioramento professionale. Documentare buone pratiche, condividerle per renderle replicabili, è una delle possibili e auspicate strade per disseminare ed elevare la qualità degli interventi didattici nella scuola italiana.


Comitato per l'apprendimento della musica per tutti gli studenti - MIUR

  • Luigi Berlinguer, Supervisore scientifico
  • Annalisa Spadolini, Coordinatore generale
  • Franca Ferrari, Esperto di didattica della musica
  • Gianna Ferrante, Collaboratore tecnico

INDIRE

  • Marco Morandi, Coordinatore
  • Federica Pilotti, Coord. comunicazione
  • Lorenzo Calistri, Video Editing
  • Enrico Cauteruccio, Web developing
  • Claudio La Coppola, Riprese
  • Caterina Librandi, Redazione
  • Francesco Mugnai, Web design

E-mail: musicascuola@indire.it

Coordinatore INDIRE: Marco Morandi m.morandi@indire.it

Coordinatore generale INDIRE-CNAPM: Annalisa Spadolini  annalisa.spadolini@istruzione.it

Bibliografia e linkografia

Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, emanate con DM 16-11-2012

Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente: Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18 dicembre 2006 relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente

Raccomandazione del Consiglio 22 maggio 2017 sul quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, che abroga la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente: https://ec.europa.eu/ploteus/sites/eac-eqf/files/it.pdf

DIGCOMP 2.1: The Digital Competence Framework for Citizens with eight proficiency levels and examples of use: https://ec.europa.eu/jrc/en/publication/eur-scientific-and-technical-research-reports/digcomp-21-digital-competence-framework-citizens-eight-proficiency-levels-and-examples-use

Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62: Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00070)

Nota MIUR 10 ottobre 2017, prot. n. 1865: Indicazioni in merito a valutazione, certificazione delle competenze ed Esame di Stato nelle scuole del primo ciclo di istruzione.

D.M. 3 ottobre 2017 n. 741: Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione

Adozione del modello sperimentale di certificazione delle competenze nel primo ciclo (CM n. 3/2015). Prosecuzione della sperimentazione, con modifiche e semplificazioni, nell’anno scolastico 2016/17.

Linee guida certificazione delle competenze. Trasmissione delle “Linee guida per la certificazione delle competenze” al fine di orientare le scuole nella redazione dei modelli di certificazione delle competenze per il primo ciclo – D.M. 742/2017.

The AEC/Polifonia Learning Outcomes for the 1st, 2nd and 3rd cycle studies in music: http://www.anvur.org/attachments/article/472/AEC%20Quality%20Assurance%20and~.pdf

Primo Rapporto italiano di referenziazione delle qualificazioni al quadro europeo EQF giugno 2012: http://istruzioneer.it/wp-content/uploads/2012/08/Rapporto-EQF.pdf

Annalisa Spadolini

Primi piani sulla prova scritta del concorso dirigenti

Antonio VALENTINO

Dalla preselettiva alla prova scritta

Bisogna, con questa prova, scendere dagli oltre 8700 candidati, selezionati nella preselettiva, a 2425: il numero programmato di nuovi dirigenti scolastici che verranno assunti.

Quali saranno i criteri della dura selezione non è dato sapere. Strano, ma è così. Però si possono intuire. Anche perché sui criteri di valutazione di un testo scritto non ci si arrovella da oggi. E poi c’è il precedente di Bolzano, dove si è svolta la prova scritta, sempre all’interno del concorso per ‘reclutare’ nuovi dirigenti, meno di 3 mesi fa (il 1 giugno 2018). Anche se a Bolzano la durata era di 4,5 ore, mentre quella del 18 ottobre è di 2 ore e mezzo. Non è differenza da poco, considerato che il numero dei quesiti e la doppia tipologia sono gli stessi.

Comunque, sul punto, ci si può orientare con una relativa facilità.

Sui quesiti: il bazar delle proposte

Più problematico è il discorso sulla formulazione dei quesiti. Se ne vedono in giro di ogni tipo.Quelli di un solo rigo, per esempio: “L’attività negoziale nelle istituzioni scolastiche autonome”, che più che un quesito sembra il titolo di un librone di Etas Kompass; e quelli di 10, che solo a leggerli passano 5 minuti (salvo rileggerli, perché si è perso il filo, e scoprire che il quesito si concentra nell’ultimo rigo e che non ha, per fortuna,  niente di “terroristico”).

Di quesiti di “puro stampo terroristico” se ne leggono comunque tanti: con articolazioni audaci di sotto-temi che sono a loro volta espansioni di minuziose mappe concettuali, costruite sulle diverse parole-chiave delle nove ‘materie’ del bando. Ho letto un quesito sull’alternanza scuola-lavoro che chiede di individuare procedure organizzative, strumenti, indicatori per la certificazione e livelli, punteggi dei crediti nei tre anni secondo i livelli... Dite un po’ voi! Neanche il MIUR, che ne ha di titoli, avrebbe saputo fare di meglio[1].

Ma tant’è.

L’approccio ai quesiti

Ma, a guardar bene, i quesiti che circolano sono riconducibili in gran parte – in ogni caso prevalente – ad una struttura che, per quanto articolabile a mo’ di fisarmonica, ha sostanziali elementi comuni.

La si ritrova chiaramente nei quesiti di Bolzano, e ad essa sono riconducibili sostanzialmente anche quelli del 2016 nel concorso per l’immissione in ruolo dei docenti.

Può essere pertanto comportamento sensato privilegiarla nelle esercitazioni di questa fase della preparazione.

In questa tipologia di quesiti ci si trova generalmente di fronte ad un tema o a un sotto-tema (ambienti integrati di apprendimento, inclusione attraverso le diverse tipologie previste, figure di collaborazione e leadership di scuola, procedimento disciplinare: procedure e responsabilità del DS …) del quale si chiede di approfondire i termini, attraverso un numero contenuti di verbi della ‘principale’ (si indichi…; il candidato analizzi e descriva …; si precisino …. e si individuino ….; si delinei ….; spieghi il candidato…. Dica inoltre …; eccetera) che introducono una ‘interrogativa’ di fatto.

Il nocciolo del quesito è generalmente in uno o più interrogativi, che generalmente si espandono – diciamo così – in espressioni incidentali e/o subordinate, che contengono la traccia vera e propria per lo svolgimento.

Due esempi di quesiti

Esemplifico il ragionamento con un quesito dalla prova di Bolzano:

“Alla luce dei processi di valutazione esterna della scuola, quali azioni devono essere attivate dal dirigente scolastico per promuovere e realizzare un percorso di autovalutazione e miglioramento della propria istituzione scolastica, sul piano della organizzazione, della gestione del personale e della azione didattico-educativa?”.

È  abbastanza facile individuare – all’interno del quesito – gli elementi che lo costituiscono:

  • il tema principale (la valutazione di Istituto), che nello svolgimento può essere eventualmente richiamato in premessa, a grandi linee;
  • il quesito vero e proprio (cosa cioè viene esplicitamente richiesto: nel nostro caso, indicare “le azioni che devono essere attivate dal DS….”), qui chiaramente formulato in modo che se ne possano cogliere le direttrici (le tracce) per lo svolgimento,
  • le direttrici, qui evidenti sia nella frase incidentale, che indica in quale direzione le azioni vanno attivate (“alla luce dei processi di valutazione esterna della scuola”), sia nella frase finale (“per promuovere e realizzare un percorso di autovalutazione e miglioramento… sul piano della organizzazione, della gestione …”).

Sempre a livello esemplificativo, approfitto della pazienza del lettore per proporre un secondo quesito dal Manuale per la prova scritta di Mariella Spinosi (Tecnodid):

“Spieghi il candidato le principali novità introdotte degli Istituti Professionali, tenendo presenti le innovazioni introdotte dal Decreto legislativo n. 61/2017. Dica inoltre quali sono le responsabilità delle scuole, evidenziando il ruolo del DS”.

Anche in questo caso, l’argomento centrale è ben chiaro: Le novità nei Professionali introdotte dal Decreto 61/2017; richiamare le ragioni che le hanno rese necessarie può risultare eventualmente un incipit opportuno.

I quesiti, nel senso di domande-richieste, qui sono due (La Palisse): il primo sulle principali novità da spiegare; il secondo sulle “responsabilità delle scuole” e sul “ruolo del DS da evidenziare”, formulati in modo da offrire tracce sufficientemente chiare per lo svolgimento.

Ma la lettura esperta non basta

L’eroe chi ha seguito le linee del ragionamento fin qui svolto avverte però nettamente che con la sola “lettura esperta” del quesito non viene scongiurato del tutto il rischio di continuare a brancolare, non meno del Poeta, nella selva oscura.

È evidente infatti che darsi una strategia di lettura (un approccio ragionato al quesito) è condizione necessaria, ma comunque non sufficiente per uscire dalla selva aspra e forte: la padronanza delle nove tematiche è fondamentale. Ma, anche qui, non si può pensare di governare il mare magnum  delle cose scolastiche studiando tutto. Anche perché è impossibile.  Costruirsi mappe concettuali delle materie del bando o sceglierne, facendole  proprie a ragion veduta, tra le proposte che girano, è certamente cosa  buona e utile.

L’importante è saper articolare, approfondire e padroneggiare le diverse materie nei loro termini essenziali. Voglio dire che una preparazione che si perde in particolari o tematiche molto  specifici e non significativi, o in inutile erudizione, disorienta, non aiuta.

Qualcuno obietterà: “Va’ a capire quando un particolare è troppo specifico o non significativo”. Bella obiezione, dalla quale non è sempre facile uscire. Comunque una scelta va fatta, ovviamente col buon senso (che le buone esperienze alimentano), se non si vuole annegare o perdersi (a seconda della metafora che si privilegia).

Punto fermo tuttavia è che il lavoro di approfondimento delle tematiche non può essere messo in secondo piano. Una strategia di lettura e di svolgimento del quesito, senza la res che solo una buona preparazione può offrire, è un po’ improbabile che permetta di arrivare – e bene – al traguardo. 

Gestire il tempo

Altra questione su cui qualche considerazione aggiuntiva va fatta è quella dei diversi momenti in cui articolare (suddividere) il tempo previsto per lo svolgimento della prova. Due suggerimenti quasi ovvi (ma che verosimilmente non possono valere per tutti; non siamo fatti, per fortuna, con lo stampino) può valere la pena richiamare al riguardo:

  1. tendere a costruire preliminarmente – e velocemente – una scaletta[2] (le domande o i punti essenziali suggeriti dalla traccia e ad essa strettamente attinenti), che sia frutto di lettura esperta: si ottiene solo con esercitazioni – e attenzioni – non domenicali (cioè una volta ogni tanto).  Serve – la scaletta – a raccogliere i pensieri pertinenti e le parole chiave, e a metterli in fila (cioè secondo un ordine logico-sequenziale: questa è una attenzione da primo piano);
  2. riservare tempo – ovviamente contenuto – alla lettura finale (per sistemare la punteggiatura – importante! –, correggere gli inevitabili strafalcioni, che sono di casa in una scrittura necessariamente velox, fare eventualmente qualche breve integrazione per rendere più leggibile il testo, …). (Nel corso della preparazione è invece importante anche autovalutarsi rispetto al testo prodotto, sulla base, ovvio, di opportuni criteri: quelli che circolano vanno quasi tutti bene. Anche farsi valutare da persone di cui ci si fida aiuta molto).

La preparazione alla prova come percorso a tappe

Un ultimo suggerimento, anche se può apparire fuori tempo massimo: pensare la preparazione come un percorso a tappe.  Quelle che lo svolgimento dei quesiti richiede sono competenze (di lettura, di scrittura, di selezione delle informazioni e loro organizzazione) che generalmente un insegnante possiede, ma non sempre nei termini previsti dalla prova scritta del concorso (selezione e organizzazione veloce di pensieri, padronanza anche emotiva dei tempi ridotti di scrittura e di lettura finale, estensione mediamente giusta della risposta – 3000 caratteri spazi inclusi in 20 minuti –, eccetera).

Occorre perciò avere consapevolezze interiorizzate di queste specificità, memorizzarle, ed essere avvertiti che il loro raggiungimento richiede una serie di tappe che vanno previste e programmate. Le particolari competenze richieste dalla prova non si danno per tutti e in egual misura all’inizio del percorso di preparazione. Le prime esercitazioni non possono svolgersi per tutti in 20’, neanche in 40’ e probabilmente neanche in 60’ (soprattutto se le si considera anche un’occasione per colmare lacune e approfondire conoscenze richieste dalla traccia che si sta svolgendo).  Vanno quindi sperimentate dandosi criteri di auto-osservazione e tecniche di automiglioramento, e definendo obiettivi per la tappa successiva, fino alla scadenza della prova, quando cioè il traguardo dovrebbe essere stato raggiunto (o quasi raggiunto: il perfezionismo - memento! - può essere anche una malattia).

Antonio Valentino

[1] Si vedano i Quadri di Riferimento per la prova preselettiva, dove le norme essenziali di riferimento e la bibliografia per le varie aree tematiche erano tali, per numero e minuziosità, da generare incubi angoscianti, non solo notturni.

[2] Ovviamente modificabile durante il lavoro di stesura, ma sempre attenta ad essenzializzare il discorso e a portarlo sul terreno della stretta attinenza.

Legalità e Costituzione negli istituti penali minorili

Lo scorso 25 settembre il Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, e il Ministro della Giustizi, Alfonso Bonafede, hanno firmato un Protocollo d’intesa che promuove incontri sull’educazione alla legalità e sulla Costituzione negli istituti penali minorili.

Il Protocollo d’intesa “Percorsi di cittadinanza. La Camera incontra i giovani” ha come obiettivo la diffusione tra i giovani dei valori e principi della democrazia rappresentativa e della Costituzione, attraverso momenti di confronto con i rappresentanti della Camera dei deputati negli istituti penitenziari minorili e nelle scuole.

Soddisfazione da parte del Ministro Bussetti, che ha sottolineato: "Non si tratta solo di fare formazione ma di far comprendere loro che esiste un futuro, la possibilità di un riscatto vero. […] Fare conoscere loro i valori della cittadinanza e della Costituzione significa metterli in contatto con i principi di libertà, legalità, lealtà, rispetto dell’altro, solidarietà che sono alla base della nostra comunità”.


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Il rinnovamento del curricolo del Liceo Classico

Sei seminari territoriali, nei mesi di ottobre e novembre 2018, dedicati al rinnovamento del curricolo del Liceo Classico: nell'ambito del progetto promosso dalla Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, d'intesa con la Rete Nazionale dei Licei Classici, continuano le iniziative formative per la valorizzazione della cultura umanistica.

Ogni seminario della durata di una giornata è articolato in tre sessioni:

  • presentazione degli obiettivi metodologico-didattici del progetto e delle finalità del Portale dei Licei Classici, predisposto come ambiente collaborativo di supporto alle attività informative/formative e allo scambio/integrazione di pratiche, prodotti, processi;
  • approfondimento dei contenuti relativi al tema individuato in ciascun Seminario, per sostenere la qualità del processo di rinnovamento anche dal punto di vista degli studi più recenti, elaborati nei vari ambiti disciplinari del curricolo del liceo classico;
  • tavoli tematici, confronto a partire da esperienze di innovazione didattica e metodologica sviluppate dalle istituzioni scolastiche, eventualmente in sinergia con università ed enti di ricerca, al fine di costruire insieme percorsi per il rinnovamento dell'apprendimento.

Ogni seminario rientra tra le attività per la formazione docente per un totale di otto ore in presenza. La partecipazione ai Seminari è aperta a tutti e non prevede costi di iscrizione. Le eventuali spese relative al viaggio e al soggiorno sono a carico dei partecipanti. Al termine di ogni Seminario verrà rilasciato l'attestato di partecipazione.

Maggiori informazioni


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Ricostruzione di carriera: presentazione domande

Dal 1° settembre al 31 dicembre ciascun docente può inoltrare la domanda di ricostruzione di carriera alla propria istituzione scolastica di titolarità o sede di incarico triennale. Disponibili le funzioni SIDI per la presentazione delle domande, la dichiarzione dei servizi e la verifica da parte delle scuole.

La legge n. 107/15, all’art. 1 comma 209, ha previsto che le domande per il riconoscimento dei servizi agli effetti della carriera del personale scolastico siano presentate al Dirigente scolastico tra il 1° settembre e il 31 dicembre di ciascun anno; entro il successivo 28 febbraio il Miur comunica al Ministero dell’economia e delle finanze i dati relativi alle suddette istanze.

La funzione “Richiesta di Ricostruzione Carriera” è fruibile tramite il portale delle Istanze On Line, attraverso la quale ciascun docente potrà inoltrare la domanda di ricostruzione di carriera alla propria istituzione scolastica di titolarità o sede di incarico.

Con la “Dichiarazione Servizi” il docente potrà inviare l’elenco dei servizi utili ai fini della ricostruzione, validando quelli già inseriti a sistema o inserendo quelli che eventualmente non vi risultano, quelli svolti presso istituzioni scolastiche non statali o presso altre Amministrazioni.

La scuola alla quale viene indirizzato l’elenco dei servizi provvederà alla verifica dei medesimi, avvalendosi anch’essa delle funzioni appositamente attivate a SIDI ed emetterà il relativo decreto di ricostruzione.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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