Scuola7 22 ottobre 2018, n. 109

Scuola7

la settimana scolastica

22 ottobre 2018, n. 109


In questo numero parliamo di:

Il PTOF al primo giro di boa (M.T. Stancarone)

Tempus fugit: commento immaginario di un candidato (L. Zauli)

Esami di Stato: storia sì o storia no? (F. Marostica)

A prova di spread! L’educazione finanziaria a scuola (C. Brescianini)

Concorso straordinario infanzia e primaria: firmato il decreto

Flussi finanziari delle scuole: trasmissione dati

Riconoscimento qualifica professionale di docente: nuova procedura

Esame di Stato 2019: presentazione domande

Calcolatrici all’esame di Stato: elenco aggiornato

Progetti Miur-Parlamento per Cittadinanza e Costituzione


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diPTOF al giro di boa
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22 ottobre 2018

__TESTATA__

n. 109

Il PTOF al primo giro di boa

Maria Teresa STANCARONE

Da un triennio all’altro

L’anno scolastico in corso lo possiamo definire un giro di boa. Il primo Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), quello introdotto dalla Legge 107/15 e che ha dato un respiro triennale alla progettualità delle scuole, sta per concludersi. Un periodo temporale a cui ormai occorre abituarsi, poiché in ragione del riallineamento dei trienni ad opera della nota MIUR n. 2182/2017, ogni tre anni le scuole saranno investite della fibrillazione per la ripartenza, sia del SNV (Sistema Nazionale di Valutazione) che del PTOF.

Entro ottobre, dunque, si sarebbe dovuto compiere il passaggio al nuovo ciclo del Piano triennale, poiché la legge 107/2015 ne ha fissato la predisposizione con un anno di anticipo rispetto all’effettiva realizzazione. Si doveva progettare entro fine mese ciò che poi, di fatto, sarebbe stato realizzato a partire dal settembre successivo. Questo anticipo nella progettualità era funzionale alla richiesta, e poi all’assegnazione alle scuole, di un organico dell’autonomia necessario per la realizzazione della complessa progettualità scolastica triennale. È per questo che, venuta meno (almeno per il momento) questa attesa di assegnazione di risorse professionali coerente con la progettualità, il MIUR nella nota 16 ottobre 2018, n. 17832 ha chiarito che la data del 31 ottobre è da intendersi come un termine di carattere meramente ordinatorio, che le scuole possono autonomamente spostare in avanti se ne ravvisano la necessità. Nell’anno in corso, in sintesi, l’indicazione del Ministero è di non andare oltre l’avvio delle iscrizioni scolastiche al prossimo anno, poiché il PTOF è un documento di progettazione, ma anche di comunicazione con le famiglie, che tramite quello possono conoscere la scuola e sceglierla con consapevolezza.

Una tempistica ragionevole

La tempistica indicata dalla nota facilita così le attività delle scuole, perché mantiene separati i momenti della prevista rivedibilità annuale del PTOF del triennio 2016-2019, ancora in corso, da quelli utili alla predisposizione del PTOF per il nuovo triennio 2019-2022, come illustrato nella tabella seguente.

SCADENZA

ATTIVITÀ DELLE SCUOLE

entro ottobre 2018

Eventuale revisione annuale del PTOF 2016/2019

entro la data di apertura delle iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2019/2020

-  Predisposizione Atto di Indirizzo del Dirigente Scolastico

-  Predisposizione PTOF 2019/2022 da parte del Collegio dei docenti

-  Approvazione del PTOF 2019/2022 da parte del Consiglio di Circolo/Istituto

In questo modo è del tutto evidente che i tempi per le diverse fasi che precedono la predisposizione del PTOF 2019-2022 diventano più distesi, consentendo un lavoro reale di riflessione e condivisione interna, ed evitando il rischio di una deriva adempitiva.

Nel prossimo numero di Notizie della scuola  un ampio editoriale approfondisce i passaggi per la predisposizione del PTOF e gli aspetti che caratterizzano la progettualità strategica delle scuole.

Obiettivo: semplificazione della struttura del PTOF

L’altra grande novità delle indicazioni fornite alle scuole è la possibilità di adottare, su base volontaria, una struttura di riferimento resa disponibile sul portale SIDI, a cui tutte le scuole hanno avuto accesso dal 17 ottobre u.s.

La struttura di riferimento propone di articolare i contenuti necessari a descrivere la progettualità strategica della scuola in cinque sezioni, ciascuna a sua volta divisa in sottosezioni.

Rivediamole in uno schema generale che fornisce un indice completo dei contenuti proposti.

Sez. 1 - La scuola e il suo contesto

• Analisi del contesto e dei bisogni del territorio

• Caratteristiche principali della scuola

• Ricognizione attrezzature e risorse strutturali

• Risorse professionali

Sez. 2 - Le scelte strategiche

• Priorità desunte dal RAV

• Obiettivi formativi prioritari (comma 7 Legge 107/15)

• Piano di miglioramento

• Principali elementi di innovazione

Sez. 3 - L’offerta formativa

• Traguardi attesi in uscita

• Insegnamenti e quadri orario

• Curricolo di istituto

• Alternanza scuola-lavoro (solo per le scuole del II ciclo)

• Iniziative di ampliamento curricolare

• Attività previste in relazione al PNSD

• Valutazione degli apprendimenti

• Azioni della scuola per l’inclusione scolastica

Sez. 4 - L’organizzazione

• Modello organizzativo

• Organizzazione Uffici e modalità di rapporto con l’utenza

• Reti e Convenzioni attivate

• Piano di formazione del personale docente

• Piano di formazione del personale ATA

Sez. 5 - Il monitoraggio, la verifica e la rendicontazione

di prossima pubblicazione

Uno strumento di supporto alle scuole

I contenuti sono proposti in maniera flessibile, poiché le scuole possono autonomamente scegliere quali mantenere per la predisposizione del PTOF e quali cancellare, oppure possono decidere di integrare con altri contenuti l’elenco proposto. La piattaforma fornita dal MIUR, infatti, vuole essere uno strumento di supporto per le scuole, ma non intende in alcun modo limitarne le istanze progettuali, fondamentali per caratterizzare l’identità di ciascuna istituzione. A questo si aggiunga che la piattaforma fornisce una serie di dati precaricati, a vantaggio del lavoro dei Collegi dei docenti, poiché ripropone molti dati raccolti tramite le rilevazioni a cui la scuola periodicamente (ed eccessivamente) partecipa. Nell’ottica della semplificazione, infatti, restituire dati e informazioni alle scuole affinché se ne avvantaggino, e perché costituiscano una base su cui riflettere per progettare le azioni, tanto didattiche quanto educative, in riferimento alle priorità da realizzare per il successivo triennio, risponde alla volontà del MIUR di creare un unico data warehouse centralizzato. Realizzare una repository comune, in cui i dati raccolti dalle scuole confluiscano e siano resi disponibili, in modo da ridurne la continua richiesta ed ottimizzarne le opportunità di analisi, è sicuramente un obiettivo tanto ambizioso quanto auspicabile.

E la Rendicontazione?

Nella nota si fa riferimento anche alla Rendicontazione sociale, che da quest’anno scolastico tutte le scuole saranno tenute a realizzare. Il primo ciclo del Sistema Nazionale di Valutazione, quello iniziato nell’ormai lontano 2014/2015 con il primo RAV, si concluderà con l’anno in corso, impegnando per la prima volta davvero tutte le scuole nella delicata attività della restituzione sociale di quanto realizzato, in termini di processi e risultati raggiunti. Si intuisce che la Rendicontazione sarà prioritariamente basata sui processi di miglioramento attivati in ragione delle criticità rilevate attraverso l’autovalutazione, che ad oggi resta l’unico processo che accomuna in maniera totale le scuole, poiché si basa su un documento fornito centralmente. Poiché le priorità per il miglioramento su cui le scuole hanno puntato dovevano riguardare gli esiti di studenti e alunni, è necessario aspettare di avere il riscontro esatto di quanto raggiunto dai ragazzi, e questo può avvenire solo una volta che sia terminato l’anno scolastico. Per questo motivo con la nota si indica il periodo che va da settembre a dicembre 2019 per predisporre e diffondere gli esiti della rendicontazione.

Diversamente potrebbe accadere in seguito, qualora la struttura di riferimento per il PTOF fornita centralmente fosse adottata in maniera diffusa, tanto da consentire una rendicontazione non solo delle criticità, ma della totalità della progettualità scolastica, che ad oggi assume contorni troppo diversi e privi di possibili occasioni di raffronto. Una ulteriore caratteristica da sottolineare nella piattaforma è, infatti, la previsione di un’ultima sezione per monitorare, verificare e rendicontare quanto annualmente raggiunto. Questo lascia intravedere sia la possibilità di facili ed immediate regolazioni, attraverso gli eventuali aggiornamenti annuali, sia l’occasione sistematizzata di raccogliere annualmente gli elementi funzionali alla realizzazione della rendicontazione sociale dei risultati raggiunti, e dei processi attivati al termine del triennio di riferimento.

E ora la parola alle scuole

Non resta dunque che verificare sul campo la struttura proposta, che è stata preventivamente oggetto di una sperimentazione condotta, in collaborazione con la Direzione Generale dell’USR Campania, dalle scuole-polo per la formazione della regione. Ad oggi si è registrato apprezzamento soprattutto per la capacità di essere uno strumento di supporto leggero, che aiuta anche nel realizzare un documento sintetico (sarebbe possibile sviluppare il documento partendo da circa una trentina di pagine) e, quindi, con una efficacia comunicativa da non sottovalutare. Inoltre è stato apprezzato che la struttura sia fortemente personalizzabile da parte delle scuole che decidono di adottarla, e che non devono pensarla come un modello da compilare, ma piuttosto un suggerimento che le aiuti a valorizzare ancora di più gli spazi di autonomia di cui dispongono. A tale proposito sono previste delle misure di accompagnamento a vantaggio dell’utilizzo corretto della piattaforma, in collaborazione tra il MIUR ed i territori.

Maria Teresa Stancarone [*]

[*] Incaricata dalla DGOSV, Uff. IX del MIUR dell’ideazione, della progettazione e del coordinamento tecnico per la definizione del modello MIUR per la stesura del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Tempus fugit: commento immaginario di un candidato

Lorella ZAULI

A conclusione della prova scritta del 18 ottobre

Giovedì 18 ottobre 2018, ore 12.30: sullo schermo del pc di circa 9000 candidati al corso-concorso per dirigenti scolastici compare una scritta tanto lapidaria quanto definitiva: “La tua prova è terminata”.

Ma come si è arrivati a questo punto? Proviamo a riavvolgere il nastro.

Partecipa al nostro sondaggio sulla prova scritta del concorso a dirigente scolastico. In omaggio un prodotto Tecnodid editrice. La compilazione è aperta fino al 26 ottobre. I risultati verranno diffusi sul prossimo numero di Scuola7.

Una strada in salita

Lo scorso 23 luglio circa 24.000 candidati si erano presentati alla prova selettiva, trovandosi davanti alla stessa schermata, alle stesse procedure, alla stessa grafica. Il punteggio finale era immediatamente comparso: chi aveva raggiunto un risultato molto alto aveva subito capito di aver superato la prova; altri hanno dovuto attendere qualche giorno. Alla fine per 8736 di loro si sono prospettate ulteriori settimane, anzi mesi di studio intenso e faticoso. Ci si è affidati a testi e manuali, a corsi in presenza e online, a gruppi di studio dal vivo e sui social network, nonché alle immancabili, sudate carte.

La data della prova scritta, che i candidati avrebbero svolto nella regione di residenza, è stata comunicata con nota MIUR n. 41127 del 18 settembre. Dalle agende sono stati cancellati tutti gli impegni relativi al 18 ottobre, giorno della prova su tutto il territorio nazionale. Solo il giorno prima, come da GU, sono stati pubblicati il quadro di riferimento e i criteri con i quali saranno attribuiti i punteggi. 

Più che la legge poté Kronos

PTOF e organi collegiali. PTOF e programma Annuale. Individuazione di personale interno ed esterno. Assenteismo nella scuola superiore. Miglioramento degli apprendimenti nel primo ciclo. Quesiti abbordabili, non montagne insormontabili. A patto di riuscire a raccogliere le idee e di avere il tempo per sviluppare un pensiero logico e coerente, che si riferisse concretamente al quadro normativo, alle azioni del dirigente scolastico e alle responsabilità dirigenziali. Difficile, in venti minuti o poco più. È pur vero che il dirigente scolastico incontra quotidianamente situazioni e problemi che deve affrontare in emergenza e in tempi ristretti, spesso molto più brevi di venti minuti. Il concorso vuole forse sondare o verificare queste competenze, ossia la tempestività delle decisioni e la resilienza di fronte agli ostacoli ambientali e di contesto?

Dammi (solo) 20 minuti

Pur nell’emergenza, al dirigente è tuttavia concesso, nei pochi minuti che ha a disposizione per fronteggiare singole questioni, di consultare i collaboratori, chiedere consiglio ai colleghi, accedere alla normativa di riferimento, trovare similitudini e analogie. In sede di prova, negli ormai noti venti minuti, che sono diventati per molti una bizzarra unità di misura, questo non è stato possibile, tanto che il problema principale dei candidati non è stato quello di inserire nozioni e conoscenze, bensì quello più prosaico di gestire efficacemente i 150 minuti mantenendo sangue freddo e lucidità. Chi ha studiato con continuità, metodo e perseveranza, avrà probabilmente saputo rispondere con completezza e pertinenza a tutti i quesiti (ricordiamo che oltre ai cinque di cui sopra ve n’erano due a risposta chiusa, in lingua straniera, parimenti impegnativi), ma la formula, peraltro quasi inedita, potrebbe essere per molti di loro penalizzante.

Numeri o concetti?

Sapere di doversi limitare a una cornice temporale di 20 minuti per ciascun quesito, senza peraltro riuscire a scrivere molto di più di 2000 caratteri, e vedere allo stesso tempo il contatore dello schermo che parte da 80.000, è sembrato quasi paradossale. Più che un testo, un’equazione. In alto a destra, nel video, scendevano i secondi, in basso a sinistra i caratteri. Non molto rasserenante.

Poi, d’un tratto: “La tua prova è terminata”. Game over?

Lorella Zauli


Partecipa al nostro sondaggio sulla prova scritta del concorso a dirigente scolastico. In omaggio un prodotto Tecnodid editrice. La compilazione è aperta fino al 26 ottobre. I risultati verranno diffusi sul prossimo numero di Scuola7.


Concorso straordinario infanzia e primaria: firmato il decreto

In data 18 ottobre 2018 il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha firmato il decreto che consente di dare avvio alle procedure concorsuali straordinarie per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria previste dal cosiddetto Decreto Dignità.

Il concorso prevede assunzioni su posti comuni e di sostegno, ed è riservato a chi è in possesso dell’abilitazione (Laurea in Scienze della Formazione Primaria, diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002) e abbia svolto almeno due anni di servizio nel corso degli ultimi otto anni. Per i posti di sostegno è richiesto anche il possesso dello specifico titolo di specializzazione.

Nel decreto vengono illustrati:

  • contenuti del bando;
  • termini e modalità di presentazione delle domande;
  • titoli valutabili;
  • modalità di svolgimento della prova orale;
  • criteri di valutazione dei titoli e della prova;
  • composizione delle commissioni di valutazione;
  • programmi di esame.

Il decreto è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, dopo la quale il Miur pubblicherà il bando sul proprio sito web.

Partirà a breve anche il concorso ordinario, sempre per la scuola dell’infanzia e primaria, per il quale si stanno avviando le procedure autorizzatorie.


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Flussi finanziari delle scuole: trasmissione dati

Procedure e tempistica per la trasmissione a SIDI, da parte delle istituzioni scolastiche, dei dati relativi alla gestione finanziaria, al fine di consentire la verifica della congruità delle erogazioni disposte dal Ministero.

Il Miur ha avviato un percorso di evoluzione dei processi amministrativo-contabili delle scuole, con l’obiettivo di definire e implementare un modello che consenta alle istituzioni scolastiche di lavorare in modo standardizzato e semplificato, con conseguente miglioramento dei servizi e riduzione dei carichi di lavoro delle segreterie, e all'Amministrazione di:

  • orientare le politiche finanziarie in funzione dei fabbisogni delle Istituzioni scolastiche;
  • monitorare l'andamento complessivo della spesa;
  • supportare l’attività gestionale delle Istituzioni scolastiche.

Le Istituzioni scolastiche sono tenute all’invio periodico dei flussi di bilancio al fine di consentire la verifica della congruità delle erogazioni disposte dal Ministero.

Pertanto, qualora non avessero già provveduto a farlo, con nota 17 ottobre 2018, prot. n. 2011 le Istituzioni scolastiche sono invitate a trasmettere al SIDI i dati relativi alla gestione finanziaria che riguardano le seguenti fasi procedurali riferite all’esercizio finanziario 2017 secondo la tempistica indicata:

Fase

Dati

Tempistica

Programmazione

Programma Annuale

entro quindici giorni dall’approvazione

Gestione

Flussi gestionali

con cadenza mensile, entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di riferimento

Rendicontazione

Conto Consuntivo

entro quindici giorni dall’approvazione

Fatta eccezione per i finanziamenti spettanti in forza di disposizioni vincolanti di natura contrattuale, le risorse finanziarie “aggiuntive” saranno assegnate solo previo espletamento delle attività di verifica sopra delineate.


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Riconoscimento qualifica professionale di docente: nuova procedura

Realizzata un’apposita piattaforma on-line per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2013/55/UE. L’applicazione è resa disponibile a partire dal 24 ottobre.

Lo ha comunicato il Miur con nota 16 ottobre 2018, prot. n. 17818. Dal 24 ottobre 2018 le domande di riconoscimento professionale dovranno essere presentate esclusivamente tramite l’applicazione disponibile alla voce “Vai all'Applicazione” presente nella pagina dedicata all’iniziativa http://www.miur.gov.it/web/guest/riconoscimento-professione-docente.

Per i soli utenti che hanno già presentato regolare istanza entro e non oltre il 23 ottobre 2018, la procedura resterà invariata e sarà evasa secondo la precedente modalità.

Non è consentito un ulteriore invio on-line tramite l’applicazione per coloro che hanno già trasmesso in forma cartacea la documentazione, né riproporre una nuova richiesta per la stessa classe di concorso.

Tutti i dettagli operativi saranno disponibili a partire dal 24 ottobre nella pagina http://www.miur.gov.it/web/guest/riconoscimento-professione-docente, e nell’ apposita “Guida Aspirante Docente”.


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Seminario nazionale Scanno 2018

Scanno 2018

Una preziosa occasione formativa per dirigenti scolastici, aspiranti dirigenti, docenti e figure di staff: Tecnodid presenta il Seminario nazionale Verso la rendicontazione sociale. La scuola del cambiamento: tra innovazione e continuità, che si terrà a Scanno (AQ) dall’1 al 3 novembre 2018, presso la sala congressi dell’hotel Miramonti (via D. Di Rienzo, 32).

Un appuntamento con lo studio e l’approfondimento, per offrire strumenti di lavoro e di governo della scuola, utili anche per la prova orale del concorso a dirigente scolastico.

Attraverso relazioni e laboratori specifici parleremo, fra l’altro, di: Trasparenza e privacy, Nuovi professionali, Cosa cambia negli esami di Stato, Come riorganizzare il PTOF, La rendicontazione sociale delle scuole, Verso la prova orale: studi di caso, ma non solo.

Gli interventi saranno a cura dell'autorevole equipe di collaboratori di Tecnodid@Formazione e Notizie della Scuola.



Per il programma dettagliato, i costi e il modulo di iscrizione, consulta la pagina dedicata all’evento

 

Carta del Docente
Tecnodid Editrice è Ente di Formazione accreditato presso il MIUR, pertanto è possibile utilizzare la Carta del Docente



22 ottobre 2018

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n. 109

Esami di Stato: storia sì o storia no?

Flavia MAROSTICA

«L’ignoranza del passato non solo nuoce alla conoscenza del presente, ma compromette, nel presente, l’azione medesima» (Marc Bloch)[1]

Cenni sulla storia dell’esame di Stato

L’esame di Stato al termine dell’istruzione secondaria di secondo grado viene introdotto nel 1923 con la riforma Gentile, inizialmente per i soli corsi con accesso all'università, e prevede una prima prova scritta di italiano. In quasi un secolo le modalità di svolgimento sono state più volte riviste, in alcuni casi con semplici ritocchi, sospensioni o restaurazioni (Bottai 1940, Gonella 1952 Legge 1059, D’Onofrio 1994 Legge 724, Moratti 2001 Legge 448, Fioroni 2007 Legge 1, Gelmini 2009 DPR 122, Profumo 2012 attuazione DPR 323/1998), in altri casi con interventi più incisivi.

Nel 1969 la Legge 119 del 5 aprile (Sullo) prevede, in via sperimentale, solo due prove scritte e due materie per il colloquio (una a scelta del candidato); poco dopo la Legge 754 del 27 ottobre 1969 istituisce corsi post qualifica ed esami di Stato anche nell’Istruzione Professionale (il DPR 253/1970 ne prevede la sperimentazione); infine la Legge 910 dell’11 dicembre 1969 consente l’accesso all’università a chi ha seguito un percorso quinquennale di scuola superiore, anche avvalendosi di appositi corsi integrativi. La legge 146 del 15 aprile 1971 proroga le modalità della Legge 119 «sino all'entrata in vigore della legge di riforma della scuola secondaria», di fatto per un trentennio.

Nel 1997 la Legge 425 del 10 dicembre (Luigi Berlinguer), resa operativa dal DPR 323/1998 (regolamento), sancisce modalità del tutto nuove: l’esame ha «come fine l'analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato in relazione agli obiettivi generali e specifici propri di ciascun indirizzo di studi» (L. 425), ed esse «tendono ad accertare le conoscenze generali e specifiche, le competenze in quanto possesso di abilità, anche di carattere applicativo, e le capacità elaborative, logiche e critiche acquisite» (DPR 323). Prevede 3 prove scritte, un colloquio su tutte le discipline dell'ultimo anno, la valorizzazione del credito scolastico e formativo. Viene precisato inoltre che «il rilascio e il contenuto delle certificazioni di promozione, di idoneità e di superamento dell'esame di Stato sono ridisciplinati in armonia con le nuove disposizioni al fine di dare trasparenza alle competenze, conoscenze e capacità acquisite, secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell'ambito dell'Unione europea». I primi esami di Stato nuovi si svolgono nell’estate 1999.

La prima prova scritta e il ruolo della storia dal 1999 al 2018

Le tipologie della prova di italiano sono sempre le stesse: A. Analisi del testo; B. Saggio/articolo di ambito B1. artistico-letterario, B2. socio-economico, B3. storico-politico, B4. tecnico-scientifico; C. Tema di argomento storico, D. Tema di ordine generale; questo in perfetta coerenza con le finalità dell’esame e delle prove sopra citate, e quindi per consentire a tutti di valorizzare conoscenze, abilità, competenze acquisite nel proprio specifico indirizzo di studi. Ma c’è di più.

La scelta risente dell’acceso e serrato dibattito sull’educazione linguistica, che critica pesantemente il tema come esercizio che non corrisponde a nessun modello di comunicazione scritta che si usa nella vita reale, e auspica la pratica di tipologie più consone; sicché si opta per un compromesso tra vecchio (2 temi) e nuovo (1 analisi di testo e 4 saggi/articoli).

Inoltre risente della consapevolezza diffusa che alla fine del «secolo breve» (che è però ormai il secolo scorso) sia più che necessario potenziare lo studio della storia del Novecento e innovare l’educazione alla cittadinanza (Storia del Novecento, Direttiva 681 del 4 novembre 1996, e Programmi di insegnamento di educazione civica, Direttiva ministeriale 58 dell'8 febbraio 1996), e prevede quindi, tra le 7, ben 2 prove di storia (il saggio storico-politico e il tema di argomento storico).

Infine la letteratura è presente in due prove, anche se in modo peculiare, nell’analisi del testo e nel saggio artistico-letterario, che consente di valorizzare quanto appreso negli istituti di indirizzo artistico.

Le modifiche in corso dal 2015 al 2017

La Legge 107 del 13 luglio 2015 (Giannini), al comma 181 lettera i), prevede «l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti» e «la revisione delle modalità di svolgimento degli esami di Stato relativi ai percorsi di studio della scuola secondaria di secondo grado». Dunque l’obiettivo è semplicemente la revisione delle modalità di esame e delle prassi di valutazione/certificazione.

Il Decreto legislativo 62 del 13 aprile 2017 (Fedeli), all’art. 17, stabilisce che l’esame consiste in due prove scritte e un colloquio. «La prima prova, in forma scritta, accerta la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l'insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato. Essa consiste nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico. La prova può essere strutturata in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato». «Con decreto del Ministro  … sono definiti, nel rispetto delle Indicazioni nazionali e Linee guida, i quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove  … in modo da privilegiare, per ciascuna disciplina, i nuclei tematici fondamentali», e «sono definite le griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi previsti. … Le griglie di valutazione consentono di rilevare le conoscenze e le abilità acquisite dai candidati e le competenze nell'impiego dei contenuti disciplinari». Infine «il Ministro sceglie i testi della prima e seconda prova per tutti i percorsi di studio tra le proposte elaborate da una commissione di esperti».

Dunque l’obiettivo è la definitiva eliminazione della tipologia del tema, sostituita dalla redazione di un elaborato in più ambiti; purtroppo, non si sa se per semplice refuso tipografico (anziché trattini ci sono virgole) o altro, al posto degli ambiti precedenti ce ne sono 8, tra cui anche quello storico e quello artistico, ma compare per la prima volta quello filosofico. Infine è previsto un Decreto per la definizione delle prove e delle griglie di valutazione.

Le modifiche in corso nel 2018

La nota prot. 3050 del 4 ottobre 2018 ha per oggetto Prime indicazioni operative sugli esami di Stato, con 2 Allegati. Il testo mette a disposizione:

- una sintesi di quanto stabilito dal Decreto legislativo 62/2017, ricordando che per le prove d’esame e le griglie di valutazione è previsto un Decreto del Ministro che uscirà a breve, e dalla legge 108/2018 (milleproroghe), che differisce il riconoscimento della partecipazione alle prove INVALSI e dello svolgimento dell’alternanza;

- una presentazione degli Allegati, con la precisazione che il Documento di lavoro «costituirà la base per la definizione del quadro di riferimento e delle griglie di valutazione per la prima prova scritta», e le Indicazioni metodologiche «sono state fornite ai gruppi di lavoro ministeriali incaricati di elaborare i quadri di riferimento e le griglie di valutazione per la seconda prova scritta»;

- un elenco delle disposizioni applicative da emanare entro i prossimi mesi, e un’indicazione delle misure di accompagnamento previste.

L’Allegato 1, Documento di lavoro per la preparazione delle tracce della prima prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, del Gruppo di lavoro nominato con DM n. 499/2017, prevede tre tipologie di prova in 7 tracce, «con riferimento agli ambiti artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale» (sono 8); le prime due «sono di tipo strutturato, cioè si compongono di una prima parte di analisi e comprensione (anche interpretativa) del testo, e una seconda parte di produzione libera (riflessione e commento) a partire dalle tematiche sollevate nel testo proposto»:

  1. Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano (2 tracce). Il testo è «compreso nel periodo che va dall'Unità ad oggi», e «non è necessario che … rientri nelle letture effettivamente svolte» a scuola;
  2. Analisi e produzione di un testo argomentativo (3 tracce): interpretazione/comprensione di «un singolo testo», «commento» e «riflessioni … anche sulla base delle conoscenze acquisite nel suo specifico percorso di studio»;
  3. Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità (2 tracce), che «potrà essere accompagnata da un breve testo di appoggio che fornisca … spunti di riflessione», con la possibilità di «richiedere al candidato di inserire un titolo coerente allo svolgimento e di organizzare il commento attraverso una scansione interna, con paragrafi muniti di un titolo».

Si precisa che «nel caso di un elaborato vincolato a un testo la valutazione del contenuto riguarda principalmente la pertinenza dell’analisi e del commento con il testo di partenza, la selezione e la gerarchizzazione degli argomenti, la presenza nel commento di elementi che attestino le conoscenze del candidato e un certo grado di rielaborazione critica personale».

Dunque 2 prove di letteratura, 2 di attualità e solo 3 per gli altri ambiti, per i quali non è chiaro con quale criterio possono essere scelte le prove, in modo che tutti i giovani possano valorizzare quanto hanno appreso nello specifico indirizzo seguito. Si ha quasi l’impressione di una sottovalutazione del fatto che oggi il 49,1% degli studenti frequenta i licei, il 31,4% i tecnici, il 19,5% i professionali, e che nelle classi V ci sono 228.240 giovani nei licei, 147.719 nei tecnici, 93.840 nei professionali[2].

Inoltre non si può non rilevare il raddoppio della letteratura e dell’attualità, il dubbio sul destino della storia (che prima poteva giovarsi di ben 2 prove), la scomparsa di qualsiasi riferimento all’arte (dal 2000 al 2018 si chiedeva in una prova di ragionare su arte e letteratura insieme). Queste scelte pongono grossi problemi, dal momento che la storia è indispensabile per sapere chi siamo, chi eravamo e chi saremo, e non a caso, insieme con geografia, diritto ed economia, è compresa in una competenza chiave (competenza in materia di cittadinanza, UE, 22 maggio 2018), e l’arte dovrebbe essere sempre presente in un paese come l’Italia, che ha un patrimonio artistico invidiabile e un settore dell’istruzione superiore dedicato all’arte.

Tutte questioni che potrebbero agevolmente essere corrette in sede di stesura del Decreto.

Accanto alle perplessità ci sono anche aspetti del documento che non possono che essere accolti con favore: la scomparsa della tipologia del tema, la drastica riduzione dei documenti messi a disposizione per ciascuna prova, la struttura in due parti delle prove (analisi e comprensione del testo e poi produzione libera a partire dal testo proposto).

L’Allegato 2 reca Indicazioni metodologiche e operative per la definizione dei “Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove” e delle “Griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi” per gli Esami di Stato del II ciclo.

Commenti sul ruolo della storia e dell’arte nelle modifiche in corso

Numerosi testi hanno presentato i lavori in corso per la revisione delle modalità di svolgimento degli esami; tra questi anche alcuni molto critici a proposito del ruolo della storia nella prima prova scritta[3].

Il più pesante nei contenuti, e significativo per le sigle, è quello del Coordinamento della Giunta centrale per gli studi storici e delle Società degli storici, Sulla rimozione della traccia di storia dall’esame di Stato, nel Documento di lavoro 8 ottobre 2018. Il testo afferma che «la scomparsa della tradizionale traccia di Storia dalle tipologie previste per l’esame di maturità sembra seguire un percorso di marginalizzazione della storia nel curriculum scolastico, già iniziato con la diminuzione delle ore d’insegnamento negli istituti professionali», «riduce di fatto la rilevanza della Storia come disciplina di studio in grado di orientare i giovani nelle loro scelte culturali e di vita», e il «significato dell’esperienza del passato come patrimonio di conoscenze per la costruzione del futuro». Chiede pertanto «con fermezza una rapida revisione del Documento», e propone «al competente Ministro un incontro immediato per illustrare le ragioni e le modalità mediante le quali emendarlo».

Firmano il Documento: Giunta Centrale per gli Studi Storici, Coordinamento delle Società degli storici, CUSGR – Consulta universitaria Storia greco-romana, SIS – Società italiana delle storiche, SISEM – Società italiana per la storia dell’età moderna, SISi – Società italiana di storia Internazionale, SISMED – Società italiana degli storici medievisti, SISSCO – Società italiana per lo studio della Storia contemporanea, Associazione Italiana di Public History, CIRSE (Centro Italiano per la Ricerca Storico-Educativa), Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”- rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea.

C‘è infine anche un accorato appello di Cesare de Seta[4], che, commentando il Documento degli storici, si chiede: «non è forse la storia dell’arte una parte essenziale della nostra civiltà?», e si risponde che «essa è la forma vivente non solo per le opere d’arte, ma pure per il paesaggio e il contesto dei centri storici che sono scena essenziale della nostra civiltà», ricordando che «la recente raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea sull’apprendimento permanente presta una particolare attenzione al tema della consapevolezza culturale: si sottolinea la necessità di forti radici identitarie per ispirare una progettualità virtuosa, interculturale e sostenibile», evidenziando che «a parole se ne celebra “l’eccellenza”, ma di fatto essa è la Cenerentola della scuola». Rilancia quindi con queste parole: «se il ministro Bussetti avesse il buon senso di modificare il testo della Commissione Serianni, non potrebbe lasciare fuori dalla porta la storia dell’arte».

Flavia Marostica

[1] Marc Bloch, Apologia della storia o mestiere di storico, Einaudi, Torino, 1978, p. 51.

[2] MIUR - Gestione Patrimonio Informativo e Statistica, Focus Principali dati della scuola – Avvio Anno Scolastico 2018/2019, settembre 2018, pp. 8 e 10.

[3] Ilaria Venturi, Nessuno tocchi la nostra maestra Storia; Umberto Gentiloni, Rinnovare non significa cancellare il sapere; Michela Bompani, Intervista a Liliana Segre Lotterò per cambiare la riforma, «la Repubblica», 10 ottobre 2018.

[4] Cesare de Seta, Salviamo la storia dell’arte, «la Repubblica», 12 ottobre 2018.

A prova di spread! L’educazione finanziaria a scuola

Chiara BRESCIANINI

In Italia c’è carenza di alfabetizzazione finanziaria

L'Italia si colloca agli ultimi posti sul fronte dell’alfabetizzazione finanziaria, e per quanto riguarda le competenze in financial literacy  i risultati dell'Italia sono leggermente inferiori alla media dei 10 paesi ed economie dell'OCSE che hanno partecipato all'indagine sull'alfabetizzazione finanziaria nel 2015. Fra l'altro si assiste all'accentuarsi delle differenze di genere che, progressivamente, dal 2006, evidenziano punteggi più alti da parte dei maschi rispetto alle femmine in financial literacy.

In Italia il 5% circa della variazione nei risultati relativi alle prove di financial literacy è associato allo status socio-economico. Nelle prove di alfabetizzazione finanziaria gli studenti provenienti da ambienti avvantaggiati dal punto di vista socio-economico hanno ottenuto 60 punti in più rispetto agli studenti provenienti da ambienti svantaggiati.

Circa l’8% degli studenti che in Italia ha preso parte all’indagine 2015 sull'alfabetizzazione finanziaria è rappresentato da immigrati o figli di immigrati. In Italia gli studenti non immigrati ottengono un risultato di 18 punti superiore rispetto agli studenti con status socio-economico simile che sono immigrati o figli di immigrati.

I comportamenti economico-finanziari degli studenti

Dall'indagine PISA 2015 è emerso che in Italia:

  • il 35% degli studenti di 15 anni è titolare di un conto corrente, e il 37% di una carta prepagata;
  • gli studenti che sono titolari di un conto corrente ottengono 26 punti in più rispetto a quelli che non lo sono, e 23 punti in più quando si tiene conto del loro status socio-economico;
  • gli studenti che sono titolari di una carta prepagata ottengono 23 punti in più rispetto a quelli di status socio-economico simile che non lo sono;
  • l’83% degli studenti riceve doni in denaro da amici o parenti;
  • il 35% riceve una “paghetta”;
  • il 21% guadagna denaro svolgendo lavoretti informali saltuari, come baby-sitting o giardinaggio;
  • il 16% guadagna lavorando al di fuori dell’orario scolastico (ad es. durante il periodo estivo o svolgendo un lavoro part-time);
  • il 59% degli studenti ha indicato che risparmierebbe per acquistare qualcosa per cui non dispone di denaro sufficiente;
  • circa il 43% degli studenti in Italia ha indicato di risparmiare ogni settimana od ogni mese;
  • Il 21% risparmia solo quando dispone di denaro da mettere da parte;
  • il 27% risparmia solo quando desidera acquistare qualcosa;
  • pochi studenti (5%) hanno risposto di non risparmiare affatto.

Denaro, modelli educativi, social network

Da un punto di vista eminentemente educativo è necessario riflettere sul fatto che i ragazzi,  soprattutto gli adolescenti, sono particolarmente vulnerabili su questo tema, e ciò principalmente in virtù dei seguenti fattori:

  • confronto tra pari: il possesso di determinati oggetti o capi di abbigliamento viene usato come mezzo di riconoscimento sociale (status symbol, segno di appartenenza al “gruppo”);
  • influenza dei modelli di comportamento: i modelli veicolati dai media, e soprattutto dal web, sono fortemente caratterizzati da stili di vita/abbigliamento/aspetto, ed hanno un fortissimo ascendente sui ragazzi;
  • web e denaro: il web e in particolare i social network hanno profondamente modificato tutti gli aspetti di vita e il rapporto con i soldi.

È tempo di educazione finanziaria

L’apposito Comitato per l'Educazione finanziaria ha proposto, per il mese di ottobre 2018, attività ed eventi di informazione e sensibilizzazione sul tema dell'educazione finanziaria.

Nello specifico le proposte si incentrano sull'approfondimento di comportamenti corretti per gestire e programmare risorse personali e familiari. L’iniziativa è stata lanciata il 24 luglio 2018 dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, diretto da Annamaria Lusardi, direttore del Global Financial Literacy Excellence Center di Washington, recentemente premiata negli Stati Uniti con il Ketchum Prize dalla FINRA Foundation e in Finlandia con un dottorato ad honorem dalla Università di Vaasa. Il Comitato è presente su Twitter con l’account @ITAedufin.

Per ulteriori informazioni: educazionefinanziaria@mef.gov.it

Iniziative e siti di riferimento

L’obiettivo delle azioni del Comitato, fra cui il mese dedicato, è lavorare affinché vi sia una strategia nazionale che consenta a tutti di disporre di conoscenze finanziarie di base, utili per fare scelte adeguate alla propria situazione. L’iniziativa si concluderà il 31 ottobre in concomitanza con la Giornata Mondiale del risparmio.

In varie città sono previste iniziative, per oltre 200 appuntamenti, incentrate sulla gestione e programmazione delle risorse personali e familiari, calibrate per un pubblico eterogeneo: adulti, mondo imprenditoriale, bambini, anziani, famiglie... e naturalmente studenti e docenti.

Al Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria partecipa il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, che ha coordinato le attività della prima edizione. Sul sito www.quellocheconta.gov.it, portale per l'educazione finanziaria, è possibile reperire informazioni e calendari del palinsesto degli eventi, che prevedono il coinvolgimento di numerosi soggetti terzi.

“Mi avete ingannato una volta, e ora non mi ripigliate più”

Lavorare per migliorare le competenze in financial literacy  è un impegno da non intendere come una nuova (l'ennesima!) materia da introdurre nei curricoli di studio, ma come un'educazione traversale, e per dirla con Collodi… non facciamoci ingannare più...

- “Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dai un calcio alla fortuna”.

- “Alla fortuna!” - Ripeté il Gatto.

- “I tuoi cinque zecchini, dall'oggi al domani sarebbero diventati duemila”.

- “Duemila!” - ripeté il Gatto.

- “Ma com'è mai possibile che diventino tanti?” - domandò Pinocchio, restando a bocca aperta dallo stupore.

- “Te lo spiego subito” - disse la Volpe. - “Bisogna sapere che nel paese dei Barbagianni c'è un campo benedetto, chiamato da tutti il Campo dei Miracoli...”

- “O Pinocchio” - gridò la Volpe con voce di piagnisteo — “fai un po’ di carità a questi due poveri infermi”.

- “Infermi!” - ripeté il Gatto.

- “Addio, mascherine!” - rispose il burattino. - “Mi avete ingannato una volta, e ora non mi ripigliate più”.

(C. Collodi, “Le avventure di Pinocchio – storia di un burattino”, ed. Giunti Junior, 1998)

Chiara Brescianini

Esame di Stato 2019: presentazione domande

Rese note da parte del Miur tempistica e modalità di partecipazione dei candidati interni ed esterni agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria di secondo grado per l'a.s. 2018/19. Confermato il consueto termine di presentazione delle domande entro il 30 novembre.

Con nota 12 ottobre 2018 prot. n. 17676 il Miur fornisce modalità e termini di presentazione delle domande di partecipazione agli esami di Stato da parte dei candidati interni ed esterni per l’a.s. 2018/19.

Ecco il quadro delle scadenze:

Termine presentazione domanda

Soggetti interessati

Destinatari domanda

30 novembre 2018

Studenti dell'ultima classe (Candidati interni)

Dirigente scolastico della scuola frequentata

31 gennaio 2019

Studenti della penultima classe per abbreviazione per merito (Candidati interni)

Dirigente scolastico della scuola frequentata

30 novembre 2018

Candidati esterni

Direttore Generale/Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale della regione di residenza

20 marzo 2019

Studenti con cessazione della frequenza delle lezioni dopo il 31 gennaio 2019 e prima del 15 marzo 2019 (Candidati esterni)

Direttore Generale/Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale della regione di residenza

30 novembre 2018

Studenti in possesso del diploma professionale di “tecnico” (Regione Lombardia)

Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale

30 novembre 2018

Studenti in possesso del diploma professionale di tecnico (Province autonome di Trento e Bolzano)

Dirigente/direttore della sede dell'istruzione formativa frequentata per il corso annuale

30 novembre 2018

Candidati detenuti

Direttore generale/Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale, per il tramite del Direttore della Casa circondariale

31 gennaio 2019

Domande tardive

Candidati interni

Dirigente scolastico della scuola  frequentata

Candidati esterni

Direttore generale/Dirigente preposto all'Ufficio scolastico regionale della regione di residenza

Ricordiamo che la prima prova scritta dell’esame di Stato di istruzione secondaria di secondo grado si svolgerà il giorno 19 giugno 2018, alle ore 08.30.

Si evidenzia che il d.l. n. 91/2018 ha differito all'1 settembre 2019 l'entrata in vigore dei seguenti requisiti di accesso all'esame di Stato per in candidati interni:

  • la partecipazione, durante l'ultimo anno di corso, alle prove Invalsi;
  • lo svolgimento di attività di alternanza scuola-lavoro.

 

Studenti dell’ultima classe

È ammesso all'esame di Stato, salvo quanto previsto dall'articolo 4, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica del 24 giugno 1998 n. 249 (1), lo studente in possesso dei seguenti requisiti:

  • votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi;
  • frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, fermo restando quanto previsto dall'art. 14, comma 7, d.P.R.n. 122/2009.

 

Studenti dell’ultimo periodo dei percorsi di istruzione degli adulti di secondo livello

Sono ammessi agli esami di Stato gli adulti iscritti e frequentanti il terzo periodo didattico dei percorsi di istruzione degli adulti di secondo livello in possesso dei seguenti requisiti:

  • frequenza per almeno tre quarti dell'orario del Percorso di studio personalizzato (PSP) indicato nel Patto formativo individuale (PFI) definito a esito della procedura di riconoscimento dei crediti;
  • votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico voto secondo l'ordinamento vigente e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi, ivi comprese quelle per le quali è stato disposto, a esito della procedura di riconoscimento dei crediti, l'esonero dalla frequenza di tutte le unità di apprendimento a esse riconducibili. Nel caso di votazione inferiore a sei decimi in una disciplina o in un gruppo di discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, l'ammissione all'esame di Stato. L'abbreviazione per merito non è consentita.

 

Studenti della penultima classe

Gli alunni che frequentano la penultima classe possono chiedere, per abbreviazione per merito, di accedere direttamente agli esami di Stato del secondo ciclo a condizione:

  • che abbiano riportato, nello scrutinio finale, non meno di otto decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non meno di otto decimi nel comportamento,
  • che abbiano seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado,
  • che abbiano riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in non ammissioni alla classe successiva nei due anni predetti. Le votazioni suddette non si riferiscono all’insegnamento della religione cattolica.

 

Candidati esterni

Sono ammessi a sostenere l'esame di Stato in qualità di candidati esterni coloro che:

  • compiano il diciannovesimo anno di età entro l'anno solare in cui si svolge l'esame e dimostrino di aver adempiuto all'obbligo di istruzione;
  • siano in possesso del diploma di scuola secondaria di primo grado da un numero di anni almeno pari a quello della durata del corso prescelto, indipendentemente dall'età;
  • siano in possesso di titolo conseguito al termine di un corso di studio di istruzione secondaria di secondo grado di durata almeno quadriennale del previgente ordinamento o siano in possesso di diploma professionale di tecnico (art. 15 d.lgs. n. 226/2005);
  • abbiano cessato la frequenza dell'ultimo anno di corso prima del 15 marzo 2019.

Gli studenti delle classi antecedenti l'ultima, che soddisfino i requisiti di cui alle lettere a) o b) e intendano partecipare agli esami di Stato in qualità di candidati esterni, devono aver cessato la frequenza prima del 15 marzo 2019.

L'ammissione dei candidati esterni che non siano in possesso di promozione all'ultima classe è subordinata al superamento di un esame preliminare inteso ad accertare la loro preparazione sulle materie previste dal piano di studi dell'anno o degli anni per i quali non siano in possesso della promozione o dell'idoneità alla classe successiva, nonché su quelle previste dal piano di studi dell'ultimo anno. Sostengono altresì l'esame preliminare sulle materie previste dal piano di studi dell'ultimo anno, i candidati in possesso di idoneità o di promozione all'ultimo anno che non hanno frequentato il predetto anno ovvero che non hanno comunque titolo per essere scrutinati per l'ammissione all'esame. Il superamento dell'esame preliminare, anche in caso di mancato superamento dell'esame di Stato, vale come idoneità all'ultima classe.

I candidati esterni, provvisti di promozione o idoneità a classi del previgente ordinamento, sono tenuti a sostenere l'esame preliminare sulle materie del piano di studi del nuovo ordinamento relativo agli anni per i quali non sono in possesso di promozione o idoneità, nonché su quelle previste dal piano di studi dell'ultimo anno del nuovo ordinamento. Tali candidati esterni devono comunque sostenere l'esame preliminare anche sulle discipline o parti di discipline non coincidenti con quelle del corso già seguito con riferimento sia alle classi precedenti l'ultima sia all'ultima classe.

 

Domande di partecipazione

La domanda dei candidati esterni, indirizzata all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente, deve essere corredata, oltre che di ogni indicazione ed elemento utile ai fini dello svolgimento dell'esame preliminare e dell'esame conclusivo, di apposita dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, atta a comprovare il possesso da parte del candidato dei requisiti di ammissione all'esame, compresa la residenza.

I candidati esterni indicano nell’istanza di partecipazione, in ordine preferenziale, almeno tre istituzioni scolastiche in cui intendono sostenere l’esame, e devono dichiarare la lingua e/o le lingue straniere presentate.

Eventuali domande tardive dei candidati esterni possono essere prese in considerazione dai Direttori generali/Dirigenti preposti agli Uffici scolastici regionali, limitatamente a casi di gravi e documentati motivi che ne giustifichino il ritardo, sempre che siano pervenute entro il termine del 31 gennaio 2019.

 

Pagamento della tassa per esami e del contributo

Il versamento della tassa erariale per esami da parte dei candidati interni è richiesto dalle istituzioni scolastiche all’atto della domanda di partecipazione all’esame di Stato.

Il pagamento della tassa erariale per esami deve essere effettuato dai candidati esterni al momento della presentazione della domanda di partecipazione all’esame di Stato.

Il pagamento dell’eventuale contributo da parte dei candidati esterni deve essere effettuato e documentato all’istituto di assegnazione dei candidati. Il versamento del contributo è dovuto esclusivamente qualora essi debbano sostenere esami con prove pratiche di laboratorio.

 

Adempimenti del dirigente scolastico

L'accertamento del possesso dei requisiti dei candidati esterni è di competenza del dirigente scolastico dell'istituto sede d'esame cui essi sono stati assegnati.

Il dirigente scolastico ha l’obbligo di effettuare, anche a campione, idonei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive. Ove necessario, invita i candidati a perfezionare l’istanza. Tale adempimento dev’essere effettuato prima delle proposte di configurazione delle commissioni di esame.

Il dirigente scolastico è tenuto a comunicare all’Ufficio scolastico regionale eventuali irregolarità non sanabili.


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Calcolatrici all’esame di Stato: elenco aggiornato

Il Miur ha fornito a docenti, studenti e famiglie indicazioni in merito all’utilizzo delle calcolatrici elettroniche durante lo svolgimento dell'esame di Stato per tutti gli indirizzi di studio dell'istruzione secondaria di secondo grado.

Con nota 17 ottobre 2018, prot. n. 17905 il Miur comunica l'elenco aggiornato dei modelli e delle famiglie di modelli di calcolatrici scientifiche e grafiche in produzione negli ultimi 3-5 anni da parte dei principali produttori presenti sul mercato italiano, che possono essere utilizzate nello svolgimento della seconda prova. In particolare:

  • per "calcolatrice scientifica" si intende un dispositivo elettronico con funzioni essenziali di calcolo matematico e statistico senza capacità grafica, che non ha bisogno di essere collegata alla rete elettrica e non è dotata di connessione wireless;
  • per "calcolatrice grafica" si intende un dispositivo elettronico con funzioni essenziali di calcolo matematico e statistico che permette di effettuare rappresentazione di grafici, tabelle e diagrammi, che non ha bisogno di essere collegata alla rete elettrica e non è dotata di connessione wireless.

Non è consentito l'uso delle calcolatrici dotate di capacità di calcolo simbolico (CAS).


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Progetti Miur-Parlamento per Cittadinanza e Costituzione

Avvicinare i giovani ai valori della carta costituzionale e sostenere l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", attraverso attività pluridisciplinari e metodologie laboratoriali: dall’impegno comune di Miur e Parlamento i nuovi bandi per le iniziative e i progetti nel nuovo anno scolastico 2018/2019.

Anche quest’anno Ministero dell'Istruzione, Camera dei deputati e Senato della Repubblica rinnovano la stretta collaborazione finalizzata a offrire alle scuole degli strumenti che favoriscano la progettazione e la riflessione, all’interno dei percorsi didattici curricolari, sui principi e l'attualità della Carta costituzionale. Questi i principali progetti:

Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione: rivolto agli istituti secondari di secondo grado, chiamati a presentare  un elaborato in formato digitale volto ad approfondire e illustrare il significato e il valore di uno o più princìpi della Costituzione, contestualizzando la ricerca nei rispettivi territori di appartenenza.

Un giorno in Senato: rivolto alle classi del secondo, terzo e quarto anno degli istituti secondari di secondo grado, permette ai ragazzi di entrare in contatto con i meccanismi del procedimento legislativo nelle sue diverse fasi; prevede per i vincitori incontri di studio e di formazione al Senato. Anche quest'anno l'iniziativa si inserisce nel progetto dell'alternanza scuola-lavoro.

Testimoni dei diritti: rivolto alle classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado, intende richiamare l'attenzione sul riconoscimento dei diritti umani attraverso la riflessione sulla Dichiarazione universale approvata dall'ONU nel 1948.

Vorrei una legge che...: rivolto alle classi quinte delle scuole primarie, si propone di far riflettere i giovani su temi a loro vicini e di far cogliere l'importanza delle leggi sulla regolamentazione della vita di tutti i giorni, incentivandone il senso civico e la partecipazione democratica.

Parlawiki – Costruisci il vocabolario della democrazia: rivolto alle classi quinte delle scuole primarie e alle tre classi delle scuole secondarie di primo grado, che la Camera dei deputati invita a produrre un elaborato originale  volto a descrivere  il concetto di democrazia e  di   attività   parlamentare   alla   luce   delle   norme   costituzionali.  I lavori ritenuti più significativi verranno pubblicati sul sito della Camera e sottoposti a votazione per via telematica. Gli studenti vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione presso Montecitorio.

Giornata di formazione a Montecitorio: rivolto alle classi dell'ultimo biennio degli istituti secondari di secondo grado, ha l'obiettivo di far vivere agli studenti l'esperienza di due giornate di lavoro alla Camera dei deputati, attraverso l'incontro con le Commissioni parlamentari e i deputati eletti nel territorio di provenienza della scuola.

Da quest’anno la piattaforma www.cittadinanzaecostituzione.it è stata implementata al fine di consentire alle scuole la compilazione diretta della procedura di partecipazione ai concorsi/progetti, nonché il caricamento degli elaborati.

Per qualunque informazione è possibile rivolgersi al referente Prof. Giuseppe Caratozzolo: tel. 06/58495897, e-mail giuseppe.caratozzolo@istruzione.it.

Leggi i bandi


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


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