Scuola7 12 novembre 2018, n. 112

Scuola7

la settimana scolastica

12 novembre 2018, n. 112


In questo numero parliamo di:

Gli esami di Stato: una partita lunga cinque anni, anzi otto (N. Maloni)

Nuovo esame di Stato: partecipa al sondaggio

Iscrizioni 2019/2020: “prima è meglio” (V. De Vivo)

Al fotofinish è arrivata la proroga al programma annuale 2019 (G. Rosato)

Reclutamento e formazione docenti: “Addio FIT? Forse...” (L. Leoni)

Beati i costruttori di scuole (M. Nutini)

Concorso straordinario docenti: pubblicato il bando

Concorso DS Sardegna: nuova data

Sperimentazione RAV nei CPIA

Assegnazione fondo per valorizzazione dei docenti


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diDiamo un voto al nuovo esame di Stato
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12 novembre 2018

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n. 112

Gli esami di Stato: una partita lunga cinque anni, anzi otto

Nilde MALONI

Il sondaggio: gli insegnanti tra indizi e punti fermi

Insegnanti e alunni sono già in campo, e non fermano l’allenamento in attesa di conoscere le regole con cui giocheranno l’ultima partita del quinquennio[1].

In molte scuole gli insegnanti accompagnano la lettura in classe dei documenti ministeriali con un dibattito interpretativo costruito insieme agli allievi: è già un compito complesso, che mette subito alla prova la loro alfabetizzazione funzionale e l’atteggiamento di responsabilità connesso alle prove da affrontare.

Gli insegnanti (e forse anche gli studenti) sanno che i risultati degli esami di Stato del secondo ciclo sono da sempre percepiti come la cartina di tornasole della qualità dei processi istruttivi, e che questi possono incidere profondamente sulla fiducia delle famiglie, del mondo del lavoro e di quello universitario.

Per questo motivo “Notizie della Scuola” propone un sondaggio con l’obiettivo di aiutare a capire cosa è veramente cambiato nelle scuole secondarie di II grado con i Regolamenti del 2010-11, tanto da prefigurare oggettivamente la necessità della modifica anche dell’atto finale e della sua validazione.

Leggere le novità tra continuità e discontinuità

Siamo forse di fronte all’ennesima svolta di superficie che non incide sul modo di fare scuola, di valutare e certificare gli apprendimenti (le competenze?) degli allievi? È possibile garantire trasparenza ed equità nella valutazione ricorrendo alla standardizzazione delle prove e a griglie di valutazione nazionali? Sono queste le domande di fondo delle riflessioni di Maurizio Tiriticco[2], che insiste sulla necessità di accompagnare gli insegnanti con percorsi specifici di formazione.

Maurizio Muraglia[3] esamina le proposte del documento Serianni[4] per la prima prova e mette in rilievo l’accentuazione sulla riscrittura e sull’argomentazione, come filo rosso delle tre tipologie di prova; sono in gioco prima di tutto le competenze linguistiche di lettura. La domanda è ancora la stessa: funziona la retroazione dell’esame rispetto all’impianto curricolare dato nelle scuole?

Flavia Marostica[5] analizza a fondo le caratteristiche della prima prova, per convenire che forse si è ancora in tempo per recuperare il giusto spazio da dare alla storia nelle sette tracce a disposizione per le tre tipologie di prova. Senza la storia e la storia dell’arte verrebbe meno la possibilità di esercizio di una competenza chiave come la consapevolezza culturale, madrina di identità e di sostenibilità interculturale. Di certo la scomparsa della tipologia del tema, come forma di scrittura che non trova riscontro nella realtà, e lo sfoltimento dei documenti messi a disposizione per la lettura critica degli studenti, possono essere salutati come un passo avanti rispetto al passato. In particolare la struttura in due parti delle prove, analisi e comprensione del testo e poi produzione libera a partire dal testo proposto, permetterebbe di valorizzare un’elaborazione correttamente argomentata. Basterà questo ad annullare o ridurre il gap tra i risultati degli studenti liceali e tutti gli altri? È una bella sfida, tutta da verificare.

Paolo Davoli[6] ci guida, invece, nell’analisi delle Indicazioni per la definizione dei Quadri di Riferimento (QdR) per le seconde prove[7]. I QdR, sostiene, non sono i programmi dell’ultimo anno e non sostituiscono né le Indicazioni per i Licei né le Linee Guida per i tecnici e i professionali. Sono costruiti per rendere trasparenti conoscenze, abilità e competenze che quella specifica prova vuole verificare, e che corrispondono a uno o più nuclei tematici fondamentali, che ritroviamo negli indicatori della griglia di valutazione.

Nulla possono dire i QdR sulla multidisciplinarietà della seconda prova. Di questo e di compiti autentici potrebbero invece parlare eventuali seconde prove progettate in autonomia dalle scuole a partire dalle esperienze dei Tecnici e dei Professionali.

Come auto-orientarsi

  1. Un valore aggiunto va ricercato nell’aumentata capacità di leggere i processi interni che legano l’insegnamento all’apprendimento, determinata dagli strumenti messi a disposizione dal Sistema Nazionale di Valutazione. Se la scuola sta costruendo la sua Rendicontazione sociale, un posto rilevante è riservato agli esiti dell’esame di Stato, come risultati di apprendimento da leggere sia nell’immediato sia negli esiti a distanza.
  2. Un punto fermo è la congruenza delle prove con i profili educativi, culturali e professionali di ciascun indirizzo di studio (D.P.R. nn. 88 e 89 del 2010 e Nuovi profili del D.lgs.n. 61/2017).
  3. Un punto interrogativo interessante per la standardizzazione delle prove potrebbe riguardare l’ipotesi di nuclei fondanti delle discipline, desumibili dai curricoli di scuola.
  4. Un indizio sui Quadri di Riferimento e le griglie di valutazione potrebbe essere individuato nei Quadri INVALSI e PISA, oltre che nei documenti allegati alla nota n. 3050 del 4 ottobre 2018.

Il calendario per l’attuazione del d.lgs. n. 62/2017 (nota 3050 del 4 ottobre 2018)

Mese atto contenuto utile a…
ottobre 2018 Decreto del Ministro Quadri di riferimento per lo svolgimento delle prove scritte e griglie di valutazione a) Commissione di esperti che predispongono le prove
b) Consigli di classe che preparano gli studenti e le simulazioni delle prove
gennaio 2019 Decreto del Ministro Scelta delle materie oggetto della seconda prova e modalità di svolgimento del colloquio Chiarire come le materie (al plurale) caratterizzanti gli indirizzi (D.M. 10/2015) possano essere oggetto di prove (autentiche?) idonee a valutare le competenze specifiche del profilo di uscita
febbraio 2019 Ordinanza ministeriale Modalità organizzative e operative dell’esame Consigli di classe e future commissioni
marzo 2019 Decreto del Ministro Modello del diploma finale e del curricolo dello studente Referenziazione al nuovo EQF?
Identità digitale dello studente per l’apprendimento permanente?

Il calendario parallelo a scuola

Quello che di seguito viene proposto come calendario parallelo è solo un esempio di come ciascuna scuola potrà riempire di significato e contestualizzare le azioni indotte dalla normativa.

Mese Atto Miur Azione Utile a…
novembre-dicembre 2018 Decreto del Ministro a) Lettura Quadri di riferimento per lo svolgimento delle prove scritte
b) lettura griglie di valutazione
c) conversione del credito scolastico in quarantesimi
Preparare le simulazioni prove scritte;
fare Ipotesi di descrittori per la valutazione delle prove
gennaio-febbraio 2019 Decreto del Ministro: scelta delle materie ipotesi di seconde prove di verifica anche multidisciplinari Tarare prove multidisciplinari idonee a valutare le competenze specifiche del profilo di uscita
marzo-aprile 2019 Decreto del Ministro con Modello del diploma e del curricolo dello studente Ipotesi di colloquio in base al curricolo dello studente Conoscere i crediti formativi dei percorsi non formali e informali degli studenti: come li inseriamo nella valutazione?
maggio 2019
Documento del Consiglio di classe Definire cosa cambia nella presentazione della classe;
rileggere la progettazione disciplinare…

Servono azioni incisive

È impensabile, tuttavia, che una modifica di sistema come quella degli Esami di Stato del secondo ciclo di istruzione possa camminare esclusivamente su azioni positive, assunte in autonomia dalle scuole in base ai decreti attuativi del Capo III del D.lgs. n. 62/2017.

In gioco, abbiamo visto, non ci sono soltanto le modalità di svolgimento dell’esame, ma i nuovi modelli di certificazione delle competenze in uscita e il curriculum dello studente.

Campagne informative, seminari e conferenze di servizio possono essere un buon avvio; la scuola della qualità e dell’attendibilità dei risultati ha però bisogno di azioni più incisive.

Nilde Maloni

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[1] Nel titolo si fa riferimento anche agli otto anni di vita dei Regolamenti del Secondo ciclo di istruzione.

[2] Scuola7, n. 107 dell’8 ottobre 2018.

[3] Scuola7, n. 108 del 15 ottobre 2018.

[4] Documento di lavoro per la preparazione delle tracce della prima prova scritta dell’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

[5] Scuola7, n. 109 del 22 ottobre 2018.

[6] Scuola7, n. 110 del 29 ottobre 2018.

[7] Indicazioni metodologiche e operative per la definizione dei “Quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle seconde prove” e delle “Griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi” per gli Esami di Stato del II ciclo.

Nuovo esame di Stato: partecipa al sondaggio

Per testare il gradimento circa le nuove regole per l’esame di Stato del secondo ciclo, Tecnodid propone un sondaggio che permette di esprimere la propria opinione, in forma anonima, sui vari aspetti di innovazione, tra cui: abolizione della terza prova, non valutazione dell'alternanza scuola-lavoro, eliminazione della traccia di argomento storico, e altro ancora.

È presente infine anche un quesito facoltativo a risposta aperta, per raccogliere suggerimenti sugli aspetti ancora da modificare.

Partecipa al nostro sondaggio. La compilazione è aperta fino al 23 novembre. I risultati verranno diffusi su Scuola7.

Concorso straordinario docenti: pubblicato il bando

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando relativo al concorso straordinario per titoli ed esami per il reclutamento a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell'infanzia e primaria su posto comune e di sostegno. Domande entro il 12 dicembre.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 89 del 9 novembre 2018 è stato pubblicato il Decreto Direttoriale 9 novembre 2018, con cui è indetto il concorso straordinario. Sia il concorso che le relative graduatorie sono organizzate su base regionale. È, eventualmente, disposta l'aggregazione territoriale. Le sedi saranno individuate e comunicate, con avviso da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2018.

Sono ammessi a partecipare i candidati in possesso dei seguenti titoli:

  • abilitazione all'insegnamento conseguita presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all'estero e riconosciuto in Italia, purché i candidati abbiano svolto, negli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuative;
  • diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali o analogo titolo di abilitazione conseguito all'estero e riconosciuto in Italia, conseguiti entro l'anno scolastico 2001/2002, purché i candidati abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici (2010/11-2017/2018), presso le istituzioni scolastiche statali almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuative;
  • per il sostegno, oltre al possesso di uno dei predetti titoli, è richiesto il possesso dello specifico titolo di specializzazione conseguito ai sensi della normativa vigente o di analogo titolo di specializzazione conseguito all'estero e riconosciuto in Italia.

Sono ammessi con riserva:

  • coloro che, avendo conseguito il titolo abilitante o la specializzazione sul sostegno all'estero, abbiano presentato la domanda di riconoscimento entro il termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione alla procedura concorsuale;
  • per posti di sostegno, i docenti che conseguano il relativo titolo di specializzazione entro il 1° dicembre 2018.

I candidati possono presentare istanza di partecipazione in un'unica regione, ad eccezione della Valle d'Aosta e del Trentino-Alto Adige, per una o più delle procedure concorsuali. Il candidato deve presentare un'unica istanza con l'indicazione delle procedure concorsuali cui intenda partecipare.

L'istanza dev'essere presentata tramite POLIS dalle ore 9,00 del 12 novembre fino alle ore 23,59 del 12 dicembre 2018.

Il candidato residente all'estero, o ivi stabilmente domiciliato, qualora non in possesso delle credenziali di accesso al sistema informativo, acquisisce dette credenziali presso la sede dell'Autorità consolare italiana.

Per la partecipazione alla procedura concorsuale è dovuto il pagamento di un contributo di segreteria pari ad euro 10,00 per ciascuna procedura per cui si concorre, da effettuare tramite bonifico bancario sul conto intestato a: sezione di tesoreria 348 Roma succursale IT 28S 01000 03245 348 0 13 2410 00 Causale: «regione - grado di scuola/tipologia di posto - nome e cognome - codice fiscale del candidato».

La procedura concorsuale si articola in una prova orale di natura didattico-metodologica e nella successiva valutazione dei titoli.

La prova orale ha una durata massima complessiva di 30 minuti, fermi restando gli eventuali tempi aggiuntivi previsti dalla L. n. 104/1992, e consiste nella progettazione di un'attività didattica, comprensiva dell'illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche, metodologiche compiute e di esempi di utilizzo pratico delle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC).

La commissione accerta altresì la conoscenza della lingua straniera:

  • per la scuola dell'infanzia valuta, l'abilità di comprensione scritta (lettura) e produzione orale (parlato) in una delle quattro lingue comunitarie tra francese, inglese, spagnolo e tedesco almeno al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue;
  • per la scuola primaria - al fine del conseguimento dell'idoneità all'insegnamento della lingua inglese, nonché per il sostegno - l'abilità di comprensione scritta (lettura) e produzione orale (parlato) in lingua inglese almeno al livello B2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue e la relativa competenza didattica.

La prova orale per i posti comuni, distinta per i posti relativi alla scuola dell'infanzia e primaria, ha per oggetto il programma generale e specifico di cui all'allegato A del decreto ministeriale 17 ottobre 2018 (G.U. n. 250 del 26 ottobre 2018), e valuta la padronanza delle discipline in relazione alle competenze metodologiche e di progettazione didattica e curricolare, anche mediante l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

La prova orale per i posti di sostegno verte sul predetto programma generale e specifico, valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno agli allievi con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l'inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Il diario di svolgimento della prova orale con l'indicazione della sede di destinazione dei candidati distribuiti è comunicato dagli USR almeno venti giorni prima della data di svolgimento della prova a mezzo di posta elettronica.

Per la valutazione della prova orale e dei titoli, la commissione ha a disposizione un punteggio massimo pari, rispettivamente, a 30 e a 70 punti.

La valutazione della prova orale viene effettuata dalla commissione in base ai criteri e ai punteggi indicati nelle griglie nazionali di valutazione di cui all'allegato B del suddetto decreto ministeriale. Ai sensi della tabella di cui all'allegato C del decreto ministeriale, la commissione assegna ai titoli culturali e professionali un punteggio massimo di 70 punti.


articolo originale


Insegnare nella scuola dell'infanzia / Insegnare nella scuola primaria

di Antonia Carlini
edizione novembre 2018

Due volumi destinati rispettivamente agli insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, sia in servizio sia aspiranti e neoassunti, che necessitano di coordinate metodologiche e strumenti operativi utili per la progettazione didattica, l’organizzazione degli ambienti di apprendimento e la valutazione.

Ciascun volume è strutturato in quattro parti:

- i saperi generali e tecnico-professionali necessari per insegnare oggi;

- le coordinate metodologiche suggerite dalle Indicazioni nazionali;

- il modello-format per la didattica (progettazione, organizzazione, svolgimento e riflessione) e gli strumenti per la valutazione;

- gli esempi operativi di unità di apprendimento, corredati da rubriche valutative e compiti di realtà.

Le risorse e gli strumenti offerti trovano fondamento nei modelli della nostra migliore tradizione pedagogica e della ricerca educativa più recente, richiamati per linee essenziali nell’appendice.

maggiori informazioni Insegnare nella scuola dell'infanzia

maggiori informazioni Insegnare nella scuola primaria

Concorso DS Sardegna: nuova data

Si svolgerà il prossimo 13 dicembre la prova scritta del concorso a dirigente scolastico nella regione Sardegna, dove la prova era stata rinviata a causa delle avverse condizioni climatiche.

Con avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 9 novembre, il Miur rende noto che la prova scritta del corso-concorso nazionale per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali si svolgerà, limitatamente ai candidati precedentemente assegnati alle sedi di esame della Regione Sardegna, in data 13 dicembre 2018, alle ore 10,00.

L'elenco delle sedi della prova scritta, con la loro esatta ubicazione e con l'indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, nella Regione Sardegna, in ordine alfabetico, sarà comunicato entro il 27 novembre 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

I candidati si dovranno presentare nelle rispettive sedi d'esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale e, per i soli candidati esonerati dalla prova preselettiva, della ricevuta di versamento attestante il pagamento del diritto di segreteria pari ad € 10,00. La prova avrà la durata di 150 minuti.


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Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego 2018

a cura di Sergio Auriemma
pagg. 1920, giugno 2018, euro 68,00


Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


maggiori informazioni su Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego 2018



12 novembre 2018

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n. 112

Iscrizioni 2019/2020: “prima è meglio”

Viola DE VIVO

Un anticipo dei tempi motivato

Un po’ in anticipo rispetto agli altri anni il Miur ha pubblicato, con circolare 7 novembre 2018 prot. n. 18902, le istruzioni per le iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado per il prossimo anno scolastico 2019/2020. Vediamone insieme gli aspetti principali.

Una novità fortemente voluta dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è stata quella di anticipare i tempi delle iscrizioni: le domande potranno essere presentate infatti dal 7 al 31 gennaio 2019, mentre in passato la finestra temporale utile partiva dalla metà del mese di gennaio, per concludersi ai primi di febbraio. Un anticipo di un paio di settimane circa, dunque, motivato dalla volontà di chiudere prima anche le procedure relative al personale: la conclusione delle iscrizioni entro gennaio permetterà infatti di far partire in anticipo l’insieme delle operazioni funzionali a portare in cattedra tutti i docenti a inizio anno scolastico.

A tempo di PTOF

La tempistica per le iscrizioni interessa le scuole anche ai fini della predisposizione, approvazione e pubblicazione del Piano triennale dell'offerta formativa (PTOF) 2019/2022. Ricordiamo infatti che, con nota 16 ottobre 2018, prot. n. 17832, il Miur ha inteso far coincidere il termine utile per l'approvazione del PTOF da parte del Consiglio di Circolo/Istituto con la data di apertura delle iscrizioni.

Entro 7 gennaio, dunque, le scuole dovranno procedere alla pubblicazione, sul proprio sito internet e sul portale "Scuola in Chiaro", del PTOF 2019/2022, che costituisce un importante strumento di comunicazione tra la scuola e la famiglia, particolarmente utile nella fase delle iscrizioni. Attraverso "Scuola in Chiaro" le famiglie individueranno la scuola d'interesse, avendo a disposizione anche il Rapporto di autovalutazione (RAV), che fornisce una rappresentazione della qualità del servizio scolastico in base ad alcuni indicatori fondamentali e dati comparativi[1].

On line, ma non (ancora) per tutti

Come di consueto, le iscrizioni vanno effettuate on line per le classi prime della scuola primaria e secondaria di I e II grado, e per i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali, limitatamente alle Regioni che hanno aderito al procedimento. L’adesione al sistema on line è facoltativa anche per le scuole paritarie.

Per le scuole dell’infanzia la procedura resta cartacea. Sono inoltre escluse dalla modalità telematica le iscrizioni relative:

  • alle scuole della Valle d'Aosta e delle province di Trento e Bolzano;
  • alle classi terze dei licei artistici e degli istituti tecnici e professionali;
  • al percorso di specializzazione per "Enotecnico" degli istituti tecnici del settore tecnologico a indirizzo "Agraria, agroalimentare e agroindustria", articolazione "Viticoltura ed enologia";
  • ai percorsi di istruzione per gli adulti, ivi compresi quelli attivati presso gli istituti di prevenzione e pena;
  • agli alunni/studenti in fase di preadozione, per i quali l'iscrizione viene effettuata dalla famiglia affidataria direttamente presso l'istituzione scolastica prescelta.

La scadenza per le iscrizioni

Le domande di iscrizione on line possono essere presentate dalle ore 8:00 del 7 gennaio alle ore 20:00 del 31 gennaio 2019. Dalle ore 9:00 del 27 dicembre 2018 i genitori/esercenti la responsabilità genitoriale/affidatari/tutori possono registrarsi sul sito www.iscrizioni.istruzione.it. Coloro che sono già in possesso di un’identità digitale (SPID) possono accedere al servizio utilizzando le credenziali del proprio gestore.

L'iscrizione alle scuole dell'infanzia è effettuata con domanda cartacea, da presentare all'istituzione scolastica prescelta con la medesima tempistica, attraverso la compilazione della scheda A allegata alla suddetta circolare.

Novità in materia di privacy

Le scuole curano la redazione del proprio modulo di iscrizione on line attraverso l'apposita funzionalità disponibile sul portale SIDI nell'area "Gestione Alunni" - percorso "Iscrizioni on line". Il modulo è strutturato in una parte generale, uguale per tutte le scuole, contenente i dati anagrafici degli alunni/studenti, e in una parte che ogni scuola può personalizzare con la richiesta di informazioni specifiche.

A tal proposito, le eccezionali, motivate richieste di ulteriori informazioni da parte delle scuole, devono essere effettuate nel rispetto della nuova normativa sulla privacy, che ha recepito le disposizioni del Regolamento UE 2016/679.

Le scuole che intendano integrare il modulo di iscrizione, per fornire ulteriori servizi in base al proprio PTOF e alle risorse disponibili, devono attenersi alle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196/2003), come recentemente modificato dal D.Lgs. 10 agosto 2018, n. 101, che ha operato l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni europee in materia protezione delle persone fisiche, con riguardo al trattamento dei dati personali e alla libera circolazione degli stessi. In particolare sono da tener presenti gli artt. 9 e 10 relativi al trattamento di particolari categorie di dati personali (ex dati sensibili) e dei dati relativi a condanne penali e reati; ciò soprattutto in considerazione del fatto che i dati raccolti si riferiscono prevalentemente a soggetti minori di età.

Le ulteriori informazioni raccolte dalle scuole devono essere strettamente pertinenti e non eccedenti rispetto a ciascuno specifico obiettivo che si intende perseguire e che sia inserito nel PTOF. La valutazione della pertinenza e non eccedenza può essere condotta verificando se i dati raccolti siano effettivamente attinenti e correlati alla finalità considerata, e se la stessa possa essere comunque raggiunta con l'uso dei dati personali già raccolti dalla scuola.

In regola con le vaccinazioni

Per quanto riguarda gli adempimenti vaccinali, i dirigenti scolastici devono dare attuazione delle misure di semplificazione previste dall'art. 3-bis del D.L. n. 73/2017 (conv. con modif. da L. 31 luglio 2017, n. 119). Tale procedura semplificata prevede che i dirigenti scolastici trasmettano alle aziende sanitarie locali (ASL), entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti all’anno scolastico successivo di età compresa tra zero e sedici anni. Entro il 10 giugno le ASL restituiscono tali elenchi con l’indicazione dei soggetti non in regola con gli obblighi vaccinali; nei dieci giorni successivi i dirigenti scolastici invitano i genitori/esercenti la responsabilità genitoriale/affidatari/tutori a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, omissione o differimento delle stesse, o la presentazione della richiesta di vaccinazione all’ASL competente. Infine, entro il 20 luglio, i dirigenti scolastici trasmettono all’ASL la documentazione presentata dai genitori. Limitatamente alla scuola dell’infanzia e ai servizi educativi per l’infanzia, la mancata presentazione di tale documentazione comporta la decadenza dall’iscrizione.

Con lo sguardo all’inclusione

Le iscrizioni di alunni/studenti con disabilità e con disturbi specifici di apprendimento (DSA) devono essere perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della documentazione prevista (per disabilità: certificazione rilasciata dalla ASL di competenza, comprensiva della diagnosi funzionale; per DSA: diagnosi rilasciata ai sensi della L. n. 170/2010 e dell'Accordo Stato-Regioni 25 luglio 2012).

Gli alunni con cittadinanza non italiana sprovvisti di codice fiscale possono effettuare la domanda di iscrizione on line utilizzando un’apposita funzione di sistema, che consente la creazione di un codice provvisorio e la successiva sostituzione, da parte dell’istituzione scolastica, con il codice fiscale definitivo.

Agevolazioni per le zone terremotate

Per le iscrizioni degli studenti residenti nei comuni delle zone terremotate del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) è previsto un tempo aggiuntivo per la scelta definitiva della scuola prescelta tra quelle indicate nella domanda. In considerazione della situazione abitativa e di lavoro delle famiglie, e delle operazioni di allestimento delle sedi scolastiche, per la scuola dell’infanzia è possibile indicare due istituzioni scolastiche anziché una; per la scuola primaria e secondaria di I e II grado è prevista l’indicazione di tre scuole. I termini per la scelta finale saranno comunicati con successiva nota.

Prospetto delle iscrizioni

Tipologia di scuola Domanda Requisiti Tempo scuola
Infanzia cartacea, da presentare alla scuola prescelta -bambini che compiono il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2019 (hanno la precedenza)
-bambini che compiono il terzo anno di età entro il 30 aprile 2020
I genitori possono scegliere tra:
-normale (40 ore settimanali)
-ridotto (25 ore)
-esteso (fino a 50 ore)
Primaria on line
È possibile indicare, in subordine rispetto alla scuola di prima scelta, fino a un massimo di altre due scuole
-bambini che compiono sei anni di età entro il 31 dicembre 2019
-bambini che compiono sei anni dopo il 31 dicembre 2019, e comunque entro il 30 aprile 2020
I genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale, che può essere di 24, 27, fino a 30 ore oppure 40 ore (tempo pieno)
Secondaria di I grado on line
È possibile indicare, in subordine rispetto alla scuola di prima scelta, fino a un massimo di altre due scuole

I genitori esprimono le proprie opzioni rispetto alle possibili articolazioni dell’orario settimanale, che può essere di 30 oppure 36 ore, elevabili fino a 40 (tempo prolungato), in presenza di servizi e strutture idonee
Secondaria di II grado on line
È possibile indicare, in subordine rispetto alla scuola di prima scelta, fino a un massimo di altre due scuole

I genitori esprimono anche la scelta dell’indirizzo di studio e dell’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola


Per l’iscrizione alle prime classi dei licei musicali e coreutici è necessario il superamento di una prova di verifica, che dev’essere organizzata in tempi utili per consentire ai genitori, in caso di mancato superamento o di carenza di posti, di presentare una nuova domanda di iscrizione, anche ad altra scuola.

Le istruzioni per le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti saranno fornite con successiva nota.

Viola De Vivo

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[1] Per approfondimenti sulla predisposizione del PTOF e le connessioni con gli altri documenti strategici della scuola, tra cui il RAV, rimandiamo al testo di M.T. Stancarone, Una guida per il PTOF, Tecnodid, novembre 2018.

Al fotofinish è arrivata la proroga al programma annuale 2019

Gianbattista ROSATO

Nelle more...

Nelle more della prossima pubblicazione del nuovo Regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche, attualmente al vaglio degli organi di controllo, con nota 31 ottobre 2018 prot. n. 21617 il Miur ha comunicato la necessità di prorogare i termini previsti dal vigente Regolamento (D.I. n. 44/2001) in merito alla predisposizione ed approvazione del Programma Annuale (PA) relativo all’esercizio finanziario 2019.

Tale proroga è stata disposta sia al fine di consentire alle istituzioni scolastiche di utilizzare i nuovi schemi di bilancio – disponibili a breve, in conformità a quanto previsto dal nuovo Regolamento di prossima emanazione –, sia al fine di garantire una rilevazione e rappresentazione omogenea dei dati contabili delle scuole, già a partire dal prossimo esercizio finanziario.

La proroga ormai era nell’aria e, seppur come al solito al fotofinish, ha incontrato le aspettative degli addetti ai lavori.

Il quadro delle risorse disponibili

Ad onor di verità, bisogna evidenziare che in molte scuole i lavori afferenti al programma annuale 2019 erano ben avviati, e in molti casi volgevano anche al termine. Nella predisposizione del programma è stato tenuto in debita considerazione quanto già il Miur aveva comunicato con l’assegnazione e comunicazione preventiva delle risorse e finanziamenti per il PA 2019 e per il MOF nel mese di settembre, in aderenza a quanto previsto dalla Legge n. 107/2015.

Nella fattispecie l’obiettivo del Miur era quello di consentire, almeno apparentemente, una migliore gestione finanziaria ed amministrativa delle istituzioni scolastiche, fornendo il quadro certo e completo della dotazione finanziaria disponibile per l’intero anno scolastico nel bilancio di ciascuna scuola.

Infatti, nella nota di settembre, il Miur precisa: “La tempistica che scandisce lo svolgimento delle attività di programmazione e gestione finanziaria potrà essere rispettata secondo quanto previsto dal vigente Regolamento di contabilità - D.I. 44/2001 (art. 2, comma 3) -  e la gestione amministrativo-contabile dell’Istituzione Scolastica potrà procedere in coerenza con lo sviluppo delle attività didattiche senza la necessità di ricorrere a deroghe, proroghe o gestioni anomale ed eccezionali quali l’esercizio provvisorio (previsto dall’art. 8 del  D.I. 44/2001)”.

L’iter di adozione del nuovo Regolamento

È poi opportuno evidenziare che il Miur ricordava che “di concerto con il MEF ha provveduto alla revisione del Regolamento amministrativo-contabile delle Istituzioni Scolastiche, al fine di semplificare gli adempimenti amministrativi e contabili che le istituzioni scolastiche devono porre in essere”.

Al riguardo la nota informava che era quasi concluso l’iter per l’adozione del decreto interministeriale, al termine del quale la stessa Direzione avrebbe fornito gli opportuni aggiornamenti e le necessarie azioni di formazione e informazione volte a dare supporto alle Istituzioni Scolastiche prima dell’effettiva entrata in vigore delle disposizioni previste dallo stesso.

Con queste premesse era logico attendersi la proroga per consentire l’adozione del nuovo Regolamento, che a questo punto non potrà essere ulteriormente differita.

Finalmente l’attività amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche potrà esplicarsi armonicamente con l’innovato scenario giuridico, ponendo le basi per la realizzazione di un percorso di evoluzione del modello da seguire.

Iniziative di supporto per le scuole

Nell’ambito di tale percorso, il Miur ha promosso una serie di interventi, volti a supportare le scuole nell’espletamento e nella semplificazione delle attività amministrativo-contabili che devono porre in essere. In particolare le iniziative di supporto riguarderanno i seguenti argomenti:

  • help desk amministrativo-contabile;
  • monitoraggio e rendicontazione dei progetti;
  • percorso di aggiornamento professionale “Io Conto 2”;
  • semplificazione delle procedure d’acquisto.

Per opportuna memoria, rileva evidenziare che è stata la Legge 107/2015, al comma 143, a fissare i seguenti fondamentali obiettivi della revisione del D.I. 44/2001:

  • incrementare l’autonomia contabile delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
  • semplificare gli adempimenti amministrativi e contabili;
  • armonizzare i sistemi contabili;
  • definire la disciplina degli organi e dell’attività di revisione amministrativo-contabile dei convitti e degli educandati.

Gli obiettivi (mancati?) del nuovo Regolamento

Dalla lettura della bozza del nuovo schema di Regolamento di contabilità – quella diffusa nel web – è plausibile ritenere che gli obiettivi espressamente indicati dalla L. 107/2015 sono stati solo parzialmente raggiunti. In realtà era necessario definire con maggiore precisione la relazione tra DS e DSGA nella declinazione delle rispettive responsabilità nella gestione amministrativo-contabile; responsabilità che, al contrario, non fanno altro che “assemblare” le norme esistenti.

Lo stesso dicasi per la più volte rappresentata esigenza di una più puntuale regolamentazione dell’attività di revisorato, al fine di arginare, per quanto giuridicamente possibile, gli eccessi comportamentali di alcuni revisori dei conti, tendenti ad invadere l’autonomia e la collegialità programmatoria delle scuole, esasperando il loro compito di controllo della regolarità amministrativo-contabile.

Dal punto vista dell’impianto normativo, lo schema di Regolamento, invece di fornire in maniera chiara ed incisiva indicazioni operative in grado di rendere snella ed efficace la gestione amministrativa e contabile delle scuole, salvaguardandone l’autonomia contabile e la semplificazione amministrativo-contabile, non fa altro che richiamare insistentemente norme legislative e disposizioni ordinamentali, disperse nella crescente molteplicità delle fonti che disciplinano e vincolano la materia.

Le novità in materia di Programma Annuale

In tema di Programma Annuale, tra gli elementi d’innovazione rispetto al passato si evidenzia che, mentre nel D.I. 44/2001 il PA era predisposto dal DS e non si faceva menzione del DSGA, nel nuovo Regolamento si prevede invece “la collaborazione del DSGA per la parte economico-finanziaria”.

Anche la tempistica sarà modificata: la predisposizione è prevista entro il 30 novembre, l’approvazione entro il 31 dicembre; il parere di regolarità, sempre non vincolante, entro il 31 dicembre.

Il DS, in collaborazione con il DSGA per la parte economico-finanziaria, predisporrà la relazione illustrativa di accompagnamento al Programma Annuale, mentre, relativamente alla fase di attuazione, sarà il DSGA (e non il DS come per il D.I. 44/2001) ad imputare le spese, ovviamente su indicazione del DS.

In definitiva sarà vanificata l’aspettativa di tanti, sia dirigenti scolastici che direttori amministrativi, di una più efficace distinzione delle rispettive competenze, nell’ottica di poter agevolare la gestione amministrativa, ma anche con l’obiettivo di favorire un corretto clima e una maggiore armonia tra le figure apicali operanti nelle scuole.

Gianbattista Rosato

Il nuovo PTOF 2019-2022

Ciclo di webinar gratuito destinato ai Dirigenti Scolastici e docenti dello staff

Con nota del 17/10/2018 il Miur ha delineato alcune linee guida per la stesura del nuovo Piano Triennale dell'Offerta Formativa con la predisposizione di una appostia piattaforma. Abbiamo pensato a questo ciclo di webinar gratuiti, in collaborazione con esperti del MIUR, come servizio rivolto ai Dirigenti Scolastici e ai docenti dello staff, che sono impegnati nella elaborazione del nuovo PTOF.


Per informazioni

Sperimentazione RAV nei CPIA

Dal corrente anno scolastico 2018/19 saranno convolti nella compilazione del RAV tutti i CPIA presenti sul territorio nazionale. Sarà possibile inoltre compilare il Questionario Scuola CPIA.

Nell’ambito del progetto PON Valu.E. (Valutazione/Autovalutazione Esperta), l'Invalsi, in collaborazione con i Centri di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo, ha avviato uno studio volto ad adattare il format del RAV, già utilizzato da tutte le istituzioni scolastiche statali di I e II ciclo, alla realtà dei CPIA. Dopo un periodo di approfondimento della normativa e degli esiti degli studi condotti localmente, sono stati organizzati alcuni gruppi di lavoro tematici, con il coinvolgimento di numerosi Dirigenti scolastici e docenti dei CPIA.

Si è giunti all’elaborazione di una bozza di format specifico di Rapporto di Autovalutazione per i CPIA e alla definizione di una Mappa degli indicatori utili per l'autovalutazione. Il lavoro di ricerca è ancora in corso, e porterà alla versione definitiva del RAV CPIA e della Mappa degli indicatori, che saranno disponibili, in formato cartaceo, accedendo nell’Area riservata nella sezione Documenti della piattaforma dedicata al SNV.

Dal corrente anno scolastico 2018/19 saranno convolti nella compilazione del RAV tutti i CPIA presenti sul territorio nazionale. Sarà possibile, inoltre, compilare il Questionario Scuola CPIA e il Rapporto di Autovalutazione CPIA all’interno della medesima piattaforma, accedendo all’Area riservata. Per tale motivo saranno previsti due momenti distinti di apertura della piattaforma: il primo per la compilazione del Questionario Scuola CPIA e il secondo per la compilazione del Rapporto di Autovalutazione CPIA.


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UNA GUIDA PER IL PTOF

Dal piano triennale alla rendicontazione sociale: come orientarsi tra i documenti della scuola

di Maria Teresa Stancarone

(novembre 2018, pagine 224, euro 25,00)

Il volume nasce per sostenere il lavoro delle scuole nella predisposizione del PTOF, ma anche per fornire contenuti e approfondimenti utili per intraprendere la carriera dirigenziale o quella di docente.

La prima parte illustra l'introduzione del PTOF e delle principali teorie sui modelli organizzativi, e le connessioni tra il PTOF e gli altri documenti strategici (Atto di indirizzo, RAV, PdM, Rendicontazione sociale).

La seconda parte analizza la struttura messa a disposizione dal Miur, attraverso tutti gli aspetti dell'agire scolastico: organico dell'autonomia, funzionigramma, contenuti specifici del curricolo come ASL e PNSD, valutazione, inclusione, reti di scuole, formazione professionale.

Nella terza parte vengono proposti gli strumenti operativi necessari alla costruzione del PTOF, i riferimenti ministeriali ed un glossario dei principali termini tecnici.

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12 novembre 2018

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n. 112

Reclutamento e formazione docenti: “Addio FIT? Forse...”

Loredana LEONI

Come dovrebbe essere la formazione iniziale e tirocinio (FIT) dei docenti?

Nella manovra finanziaria prevista dalla Legge di Bilancio per il 2019, ancora in discussione in Parlamento, quindi ancora modificabile, si interviene profondamente sul Decreto legislativo n. 59/2017, che riformava il sistema di formazione iniziale e di reclutamento dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado[1].

Il FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio) definito nel D.lgs. 59/17 prevedeva, dopo il concorso di accesso riservato ai laureati con il requisito dei 24 CFU di carattere pedagogico-didattico-psicologico, un percorso triennale costituito da un anno di specializzazione, un secondo anno caratterizzato da un tirocinio diretto a scuola, insieme alla prosecuzione della riflessione universitaria, e un terzo anno in classe, di fatto già un primo inserimento nella funzione docente, anche se non a tempo indeterminato. Una formazione tecnico-pratica molto vicina all’apprendistato, valutata ogni anno da una commissione mista università-scuola che, oltre a una possibile verifica in itinere dell’attitudine dello specializzando, intendeva garantire una professionalità alta, sia da un punto di vista delle conoscenze che della loro messa in pratica in aula, sotto la supervisione di tutor. Un percorso di specializzazione gratuito per i vincitori del concorso, con una borsa di circa 500 euro per i due primi anni. Gli specializzandi, inoltre, avrebbero potuto anche fare supplenze, retribuite a parte, nel secondo anno, mentre nel terzo la retribuzione sarebbe stata quella “normale” prevista per i docenti neo-assunti.

Basterà il solo concorso

La modifica del D.lgs. 59/17 contenuta nella Legge di Bilancio cancella questo impianto e propone un percorso annuale di formazione e prova, dopo un concorso regionale[2] rivolto ai laureati con i 24 CFU. Al termine del percorso annuale è prevista una valutazione finale per verificare la padronanza degli standard professionali da parte dei docenti. Quindi sembra di capire che si diventa insegnanti “sul campo” e, oltre al possesso dei contenuti e dei saperi delle discipline, non è prevista una formazione specifica e aggiuntiva nell’ambito pedagogico-didattico. L’obiezione è antica: essere competenti in matematica, italiano, diritto o arte, non significa saper insegnare matematica, italiano, diritto o storia. E certamente non bastano i 24 CFU previsti come requisito per il concorso[3] a colmare questa lacuna, perché si tratta comunque di un percorso tutto accademico, senza alcun tirocinio indiretto o diretto: non si prova, prima di diventare insegnanti a tutti gli effetti, a “mettere le mani in pasta” in uno spazio protetto di riflessione e formazione.

Anche sulla formazione iniziale dei docenti di sostegno vi è un notevole alleggerimento: chi ha la specializzazione sul sostegno, dopo la laurea (qualsiasi laurea) con i 24 CFU, può partecipare a un concorso su posto di sostegno che prevede una sola prova scritta (per il concorso su posto comune sono previste due prove scritte) e una orale.

La modifica comporta il risparmio di alcuni milioni di euro, che vengono in parte assegnati per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica.

Il totem delle graduatorie

L'abbreviazione del percorso, con il conseguente ingresso di docenti più giovani, è una delle motivazioni che vengono utilizzate per sostenere tale modifica. Si può obiettare che l'accesso di docenti non più giovani è stata una costante finora, nonostante appunto un percorso di specializzazione di un anno. Infatti il meccanismo che il D.lgs. 59/2017 intaccava era la separazione del momento iniziale della specializzazione da quello successivo del reclutamento. Unificare i due momenti, garantendo tempi certi e ciclici per i concorsi di accesso al FIT, significa far accedere al percorso formativo quel personale necessario a coprire i posti liberi, senza impiantare e incrementare graduatorie, veri totem inviolabili del nostro sistema di reclutamento. È un sistema che lascia le persone nell'incertezza e nella precarietà per molti anni, e che quindi non abbrevia il percorso, ma lo dilata in un non-tempo e non-luogo in cui capita di perdere la motivazione e il senso della scelta, se si tratta di scelta consapevole.

Non si diventa insegnanti per caso

Spesso però si fa il concorso anche se non si è "portati" per l'insegnamento, perché "non si sa mai" che possa diventare una scappatoia per trovare lavoro: si diventa, e finora è accaduto in troppi casi, "insegnanti per caso". Questo ha un’inevitabile ricaduta anche sulle retribuzioni e sul riconoscimento sociale. Il rischio è che, con il sistema che si prospettando, questa modalità riprenda quota: se basta essere laureati e avere 24 CFU per entrare, perché non provarci?

Diciamo da tempo che i migliori laureati dovrebbero diventare insegnanti perché è innegabile che la qualità della scuola e gli esiti degli studenti passino inevitabilmente da docenti bravi, preparati non solo sui contenuti disciplinari, ma su come far appassionare le ragazze e i ragazzi, rendendoli protagonisti della loro crescita personale e culturale. Tutto questo non si improvvisa, non può essere solo frutto di una personale predisposizione all'insegnamento, che è necessaria ma non sempre innata. Si può e si deve imparare a fare gli insegnanti; non può essere solo il frutto di esperienza fatta sulla pelle e sul futuro dei giovani[4].

I docenti formati e selezionati con le modalità previste dalla Legge di Bilancio saranno in grado di reggere alla sfida contemporanea che le studentesse e gli studenti ci pongono quotidianamente nelle nostre classi, facendoli diventare cittadini competenti?

Loredana Leoni

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[1] Per quanto riguarda la scuola primaria e dell'infanzia, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 9.11.2018 il bando con la definizione dei posti dopo la pubblicazione del decreto per il concorso straordinario riservato ai diplomati magistrali e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria che hanno almeno due anni di servizio a tempo determinato.

[2] Anche nel FIT era previsto di bandire sulla disponibilità dei posti, sia in relazione alle cattedre che alle regioni in cui vi erano posti scoperti.

[3] Nel FIT i 24 CFU erano propedeutici e iniziali di un percorso di specializzazione che doveva prevedere, oltre alla didattica della disciplina, anche lo sviluppo di quelle competenze che sono indispensabili per fare l’insegnante oggi: inclusione, valutazione, progettazione, oltre alla capacità di lavorare con gli altri, di entrare con consapevolezza in un ambiente di lavoro complesso.

[4] Le principali associazioni dei docenti si sono espresse in un Manifesto che motiva ampiamente le critiche, entrando nel merito delle scelte che sostengono gli interventi di modifica previsti dalla Legge di Bilancio: https://www.ilsussidiario.net/news/educazione/2018/11/9/scuola-formazione-iniziale-lappello-delle-associazioni-il-governo-ci-ripensi/1803243/

Beati i costruttori di scuole

Massimo NUTINI

Il piano triennale per l’edilizia scolastica

Quasi in sordina, senza comunicati stampa, slide e grafici illustrativi, è stato pubblicato lo scorso 5 novembre sul sito Miur il decreto ministeriale 12 settembre 2018, n. 615.

Con tale decreto è stato approvato il secondo piano triennale del fabbisogno nazionale in materia di edilizia scolastica, relativo alle annualità 2018-2020, cui saranno destinati finanziamenti per circa 1.550 milioni di euro.

Il primo piano triennale, relativo alle annualità 2015-2017, era stato approvato con il decreto ministeriale 29 maggio 2015, n. 322, e ad esso sono stati destinati finanziamenti per circa 1.200 milioni di euro.

Le selezioni pubbliche per l’inserimento nella pianificazione 2018-2020 sono state svolte dalle regioni, che lo scorso 2 agosto hanno trasmesso le graduatorie al Miur. Adesso, con il citato decreto 615/2018, il Miur ricompone in un unico documento di programmazione tutte le richieste ammesse (per l’inserimento nella graduatoria utile a concorrere all’ottenimento dei finanziamenti), formando così il “piano nazionale”.

I finanziamenti per accendere mutui

Con lo stesso decreto sono state ripartite le risorse tra le regioni, con lo stesso complesso meccanismo dei cosiddetti “mutui BEI”, per cui ad ogni regione è assegnata una cifra annua che sarà erogata dallo Stato per dieci anni, con la quale le regioni potranno stipulare un contratto di mutuo che permetterà di ottenere, in tempi molto brevi, la liquidità necessaria per finanziare i primi interventi, iniziando a scorrere le graduatorie appena compilate. Si tratta di 170 milioni annui per 10 anni, che, tolto il costo degli interessi che dovranno essere pagati alla banca, produrranno la disponibilità per investimenti di circa 1.550 milioni di euro.

Fin qui l’illustrazione del contenuto del decreto, che risulta obiettivamente di non immediata comprensibilità nella parte finanziaria.

Il quadro degli interventi e il fabbisogno finanziario “reale”

Segue un allegato composto da una scheda per ogni regione, nel quale sono indicati, in ordine di punteggio ottenuto, tutti gli interventi che sono stati inseriti nel piano.

In tutto si tratta di 6.839 interventi, il cui importo totale è pari a 10.590 milioni di euro. Con le risorse ad oggi disponibili non si riuscirà a coprire neppure il 15% del fabbisogno risultato per le annualità 2018-2020.

Ma la somma emersa, oltre 10 miliardi di euro, rappresenta davvero l’intero fabbisogno nazionale, oppure i progetti che sono stati candidati a questa tornata di programmazione sono solo una parte di quelli necessari per realizzare la messa a norma, la messa in sicurezza antincendio, l’adeguamento sismico, l’efficientamento energetico, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la riqualificazione funzionale in risposta al mutato fabbisogno e, infine, la sostituzione del patrimonio non convenientemente riutilizzabile?

Sicuramente, causa le strette maglie definite dalle regioni e qualche problema organizzativo sicuramente presente nelle province e nei comuni, non tutti gli edifici che hanno necessità d’intervento sono stati candidati.

Non è facile conoscere la dimensione reale della necessità di finanziamenti per l’edilizia scolastica, ma è molto probabile che essa si aggiri attorno ai 40 miliardi di euro: una cifra enorme, che comporta la necessità di una programmazione di medio periodo (almeno dieci anni se tutti gli enti faranno la loro parte, compartecipando con quantità di risorse appropriate), l’individuazione condivisa delle priorità d’intervento per dare ordine all’attuazione del piano, ed il coinvolgimento di tutte le componenti della scuola.

Il groviglio normativo e la progettazione partecipata

Di primaria importanza sarà anche lo snellimento delle procedure, perché se in questi ultimi anni si è visto un incremento nello stanziamento di risorse, non altrettanto è progredita, purtroppo, la semplificazione nei procedimenti, e davvero troppo lunghi sono ancora oggi i tempi che intercorrono tra la rilevazione della necessità d’intervento, la realizzazione della copertura finanziaria, la progettazione nei tre livelli di legge, lo svolgimento delle procedure per l’affidamento delle opere e, infine, l’esecuzione e la messa in esercizio delle stesse.

In ogni caso, un intervento della dimensione appena ipotizzata potrebbe rappresentare una grande opportunità di rinnovamento del patrimonio edilizio al servizio del sistema educativo di istruzione e formazione, e sarebbe un grande errore non utilizzare appieno le conoscenze e le esperienze di cui gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, il personale ausiliario e amministrativo sono portatori.

La scuola merita certamente che siano individuati i migliori tecnici, ma è indispensabile che la progettazione sia veramente partecipata e non calata dall’alto, perché la comunità scolastica è ben capace di rappresentare i propri bisogni e non ha necessità che qualcuno debba immaginarli a tavolino.

Massimo Nutini

Assegnazione fondo per valorizzazione dei docenti

Il Miur ha comunicato alle scuole gli importi delle risorse finanziarie assegnate per retribuire la valorizzazione del personale docente per il corrente anno scolastico 2018/2019.

Con nota 24 ottobre 2018 prot. n. 21185 il Miur ha comunicato alle singole istituzioni scolastiche gli importi relativi all’assegnazione della risorsa finanziaria finalizzata a retribuire la valorizzazione del  personale docente per il corrente anno scolastico 2018/2019.

Tali importi sono al lordo dipendente, cioè al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico dello Stato e dell’IRAP. Tali oneri riflessi infatti saranno liquidati direttamente dal MEF - NoiPA sui pertinenti capitoli e piani gestionali del bilancio del Miur.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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