Scuola7 5 febbraio 2018, n. 76

Scuola7

la settimana scolastica

5 febbraio 2018, n. 76


In questo numero parliamo di:

Lo scritto di greco agli esami di Stato (M. Tiriticco)

La filosofia nel curricolo dei tecnici e dei professionali (N. Maloni)

C’è un nuovo EQF: Quadro europeo delle otto qualifiche per l'apprendimento permanente (A. Prontera)

L’esperienza dei CPIA: il valore della rete (F. Palumbo)

Scuola superiore in quattro anni: estesa la sperimentazione

Concorso abilitati scuola secondaria: a breve il bando

Linee guida per la didattica della Shoah

Istituti professionali: tutte le novità

Bonus asili nido: al via le domande

Gite scolastiche in sicurezza: collaborazione Miur-Polizia Stradale


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diLo scritto di greco agli esami di Stato
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Lo scritto di greco agli esami di Stato

Maurizio TIRITICCO

Le fondamenta culturali dell’educazione

La seconda prova scritta scelta dal Miur per gli esami conclusivi del secondo ciclo dell’istruzione classica, quest’anno, com’è noto, è la versione dal greco. E non è una novità! In effetti una prova simile è stata assegnata anche in altre occasioni nel corso degli ultimi anni. Il che conferma che gli studi classici e il mondo classico nel loro insieme devono pur sempre costituire una parte viva nel background (ah, gli anglicismi!) della nostra cultura e del nostro stesso “Sistema EDUCATIVO nazionale di ISTRUZIONE e FORMAZIONE”. Le virgolette sono necessarie in quanto si vuole sottolineare che oggi la nostra scuola non si propone soltanto ciò che da sempre viene definito impropriamente la trasmissione della cultura e delle conoscenze!

Il sistema educativo di istruzione e formazione

In effetti l’EDUCAZIONE attiene alla cittadinanza, cioè all’insegnare ad apprendere come “stare insieme” in un contesto sociale in cui la libertà e la democrazia sono valori fondanti, che non possono essere trasmessi, ma accesi, se si può dir così! Il nostro Paese è una repubblica democratica in cui “ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” (art. Cost. 4, c. 2). L’ISTRUZIONE attende all’acquisizione delle conoscenze e dei saperi necessari per acquisire le chiavi interpretative della complessità del mondo contemporaneo, sia come cittadino che come lavoratore. La FORMAZIONE riguarda la persona, unica e indivisibile, che, nei processi attivati dal sociale ed opportunamente mediati dalla scuola, acquisisce quelle abilità e quelle competenze necessarie all’esercizio della cittadinanza attiva e di quella professionalità necessaria all’accesso al mondo del lavoro.

Ogni parola scritta ha il suo “spirito” (accento)

Nell’istruzione impartita dal nostro liceo classico la cultura e la lingua greca costituiscono una sorta di unicum, se ci è concessa questa espressione. Il greco degli autori che noi studiamo e traduciamo a scuola non è quello reale dei cittadini di Atene e di Sparta, ma quello che ci è stato trasmesso dai grammatici alessandrini: una lingua scritta in cui ogni parola ha il suo accento scritto ed ogni vocale iniziale ha il suo spirito scritto, aspro o dolce, cosa assolutamente insolita sia per l’italiano che per il latino. Quante volte l’insegnante deve correggere l’alunno che in latino legge, ad esempio “Numìdi”, invece di “Nùmidi”! O “consulère” invece di “consùlere”! Cosa che non accade in greco, perché “àntropos” (uomo) o “iatròs” (medico) hanno il loro bell’accento su una data sillaba.

Insomma, tradurre dal latino o dal greco – come anche dall’inglese o dal tedesco – non sono la stessa cosa. E non è un caso che in un liceo classico è molto frequente imbattersi in alunni che preferiscono di gran lunga il latino al greco, o viceversa! Quando, in effetti, ogni lingua, morta o viva che sia, ha la sua grammatica e il suo lessico! Che sono quel che sono! E con cui occorre misurarsi.

Breve itinerario tra i classici

Constato che i siti web dedicati agli studenti si stanno affannando in questi giorni a sciorinare consigli su consigli su come affrontare la versione dal greco in italiano, a volte preziosi, più spesso banali. A mio avviso la “cosa” migliore da fare oggi nelle aule delle ultime classi liceali è quella di leggere leggere leggere, tradurre tradurre tradurre. E rilevare le differenze che corrono tra testi di diversi autori. Erodoto (nove libri di Storie, Ἱστορίαι) non scrive come Tucidide (“Le Peloponnesiache”, Περὶ τοῦ Πελοποννησίου πoλέμου,) ed è in genere ritenuto più facile. Le favole di Esopo sono abbastanza leggibili! E Fedro, che le ha tradotte in latino, per certi versi ne ha replicato lo stile. Senofonte con la sua “Anàbasis” (il faticoso rientro in patria dei diecimila mercenari greci assoldati da Ciro il Giovane per usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse) è altrettanto “facile”! Ecco l’incipit: “Darèiu kai Parisàtides pàides duo ghìgnontai; presbuteros men Artaxerxês, neôteros de Kuros”, ovvero “Da Dario e da Parisatide nascono due figli, il maggiore Artaserse, il minore Ciro”. Gli autori tragici sono indubbiamente più complessi! Euripide forse è “più difficile” – come si suol dire – di Eschilo, il primo grande tragico greco, e di Sofocle, forse perché attivo qualche decennio dopo i suoi predecessori, di fronte a un pubblico forse più esigente. Comunque giova anche ricordare la letteratura meno paludata, se si può dir così.

Una letteratura “liberal”, tra commedia, satira e favolistica

In quel mondo pagano, precristiano e precattolico, non mancavano le composizioni mirate a far ridere! Gli scritti satirici e le commedie, spesso anche abbastanza audaci, animavano quel mondo abbastanza libero da quei laccioli che caratterizzeranno poi l’avvento delle religioni monoteiste: il culto di Mitra prima, l’ebraismo ed il Cristianesimo successivamente. Le cosiddette Favole Milesie (in greco antico Μιλησιακά, o Μιλησιακοί λόγοι) di Aristide di Mileto sono una serie di novelle, oggi purtroppo perdute, quasi tutte a sfondo erotico. E quel genere di favolistica (che non ha nulla a che vedere con la fiaba, su cui ha scritto tanto Valadimir Propp nel suo “Morfologia della fiaba”) nel mondo classico era molto diffuso. Non a caso, la favola di Amore e Psiche, tramandataci da Apuleio, inserita in quel suo “Asinus aureus” (L’asino d’oro), è una delle più belle e per certi versi raffinate. E mi piace ricordare quel “soldato e la vedova”, molto pruriginosa, attribuita al nostro Fedro che… in effetti non scriveva solo favole per bambini!!!

Per non recidere le nostre radici

Le divagazioni sul tema potrebbero procedere, ma il rischio è solo quello di perdersi nei meandri di un mondo che ci ha lasciato eredità narrative copiose e divertenti anche! Concludo sottolineando che la proposta di un “greco scritto” oggi ai nostri esami di Stato non è affatto peregrina, ma più che puntuale, soprattutto in un mondo in cui sono in troppi a tentare di tagliare le radici di questo nostro stupendo passato!

Maurizio Tiriticco

La filosofia nel curricolo dei tecnici e dei professionali

“Orientamenti per l’apprendimento della Filosofia nella società della conoscenza”

Nilde MALONI

Pensare non è privilegio per pochi

Se volessimo utilizzare una prima domanda di senso sull’introduzione o meno di una disciplina nuova all’interno di un curricolo scolastico, dovremmo partire dalla compatibilità tra il profilo di competenze culturali e professionali dello studente in uscita dal percorso scolastico e i nuclei concettuali fondanti la stessa disciplina.

Sarebbe in questo caso evidente come proprio il concetto di competenza, così familiare nel contesto pratico-operativo del regno della téchne, invochi con forza il ricorso alla filosofia, così come Platone fa dire a Socrate nel VI Libro de La Repubblica con la similitudine della nave: “è da stolti pensare che l'arte del pilota si acquisisca semplicemente prendendo il governo della nave. Il pilota competente sa che ci si deve preoccupare dell'anno e delle stagioni, del cielo e degli astri… anche se viene trattato come un inutile chiacchierone con la testa fra le nuvole”. La competenza, proprio per il suo carattere pratico sociale, postula il pensiero critico che la filosofia implementa: mettere insieme le diverse cognizioni, soppesarle, metterle alla prova, ricercare il fondamento di una presa di posizione, superare la superficialità delle opinioni, dare direzione alla ricerca…

La filosofia, una bussola tra il fare e l’agire

La filosofia ricompone le divisioni inesistenti nella realtà tra discipline speculative e discipline pratiche, perché orienta a rispondere alle tre domande che Kant poneva a se stesso: Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa posso sperare?

La filosofia, già esperta nell’indagare gli statuti epistemologici delle discipline, offre una bussola formativa tra il fare (acritico?), se pure tecnologicamente avanzato, e l’agire politico da cittadini competenti.

L’apprendimento della filosofia sviluppa competenze logico-linguistiche, metacognitive e quindi di valutazione e autovalutazione di assoluta rilevanza, e trasversali a qualsiasi curricolo.

Eppure l’apprendimento di questa disciplina in Italia è stato fin qui riservato ai soli studenti liceali, prevalentemente nella forma di insegnamento di Storia della filosofia.

Filosofia e pensiero critico

Gli Orientamenti, già in premessa, affidano al percorso di ricerca e sperimentazione sull’apprendimento della filosofia il compito di ridisegnare, tra le sedici “Skill for the 21st century”, quelle specifiche della disciplina, indispensabili a cogliere gli obiettivi strategici dell’Agenda ONU 2030.

Literacies

Competenze

Qualità del carattere

literacy

pensiero critico

curiosità

numeracy

creatività

iniziativa

scientific literacy

comunicazione

persistenza

ICT literacy

collaborazione

adattabilità

financial literacy

leadership

consapevolezza sociale e culturale

L’interdipendenza nello sviluppo di tutti i Paesi delle sostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale, su cui costruire i diciassette goal dell’Agenda, rende indispensabile la formazione di maggiori e migliori capacità di pensiero critico, ma soprattutto la formazione di consapevolezze che siano insieme culturali e sociali.

Il valore formativo della filosofia

Perché si collegano all’apprendimento della filosofia migliori thinking skills da parte degli studenti? Cosa produce, per dirla con Vito Mancuso, la frequentazione dei pensieri dei grandi..?[1] Quale scienza coniuga meglio Pensiero ed Etica?

La filosofia abitua:

  • ad una consultazione ragionata del testo;
  • ad analizzare le informazioni;
  • a valutare situazioni;
  • a formulare idee;
  • ad argomentare tesi;
  • a proporre quesiti;
  • a trovare risposte.

Essa forma allora una particolare capacità di lettura e di scrittura che spinge verso il superamento dell’opinione e del pregiudizio, a favore dell’esercizio del dubbio e dell’incertezza. Obiettivo di non poco conto, nello scenario di rivoluzioni scientifiche e tecnologiche che interrogano sempre più spesso l’etica. Obiettivo fondamentale, in una fase storica in cui le informazioni veicolate dai social inducono un ottundimento importante delle capacità di lettura.

Sembra, questo, un compito non compatibile con la natura di MATERIA OPZIONALE nel curricolo degli istituti tecnici e professionali, forse relegata al solo ultimo anno, per consentire di affrontare meglio la prima prova dell’esame di Stato. Ma, soprattutto, una scelta di questo tipo non consentirebbe ancora di riconoscere che il primato della riflessività non è dominio esclusivo della teoria.

Filosofia e innovazioni metodologiche

Più organico e coerente col profilo di uscita dello studente appare invece un percorso per la strutturazione di pratiche valutative ed autovalutative, nell’ambito delle Unità di apprendimento e delle attività di Alternanza Scuola-Lavoro.

Gli Orientamenti, nella sezione dedicata, ricordano infatti che il PeCup dello studente si profila su tre ambiti principali: identità, strumenti culturali, convivenza civile. Essenziali sono dunque le competenze chiave di cittadinanza anche nella transizione scuola-lavoro, con la cura di quelle soft skills che diventano fondamentali per l’occupabilità tanto quanto quelle tecnico-professionali.

Anche in questo caso la filosofia, che insegna a valutare/valutarsi, può diventare uno strumento compensativo e integrativo di un curricolo (e di un orientamento vocazionale) incentrato sulle discipline d’indirizzo, in cui l’accuratezza linguistica dell’argomentare e del dibattere può essere recuperata anche oltre lo sviluppo linguistico tradizionale. E sempre in questa chiave, che è culturale, interculturale e sociale, la filosofia insegnata a tutti, anche con metodologia CLIL, contribuisce a quella democrazia cognitiva di cui parlava Tullio De Mauro, integrando nel lifelong learning il curricolo formale con quello non formale e informale.

Oltre l’approccio storiografico

Forse, e qui la ricerca è aperta, l’insegnamento della filosofia negli istituti tecnici e professionali può aprire piste inedite, e incentivare l’introduzione di innovazioni metodologiche nei licei, dove la problematizzazione e la tematizzazione del pensiero filosofico hanno finora solo affiancato l’impianto prevalentemente storiografico.

Gli Orientamenti invitano a sperimentare percorsi che per la filosofia, come già accaduto per le competenze linguistiche e digitali, propongano un Sillabo da condividere con la più ampia comunità di insegnanti in Europa. Per ora, disponibile e ampiamente consultato, c’è il Cambridge Syllabus PRE U2 Certificate in Philosophy and Theology.

Nilde Maloni

[1] Vito Mancuso, Il bisogno di pensare, Garzanti.

Scuola superiore in quattro anni: estesa la sperimentazione

Altre novantadue scuole secondarie di II grado sono state autorizzate ad avviare, nell'anno scolastico 2018/2019, la sperimentazione di un percorso di studi quadriennale per una sola sezione a partire dalla classe prima.

Il Piano nazionale per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado prevede la riduzione di un anno dei percorsi di istruzione secondaria di secondo grado quinquennali dei licei e degli istituti tecnici, ed è destinato a cento classi prime di istituzioni scolastiche del secondo ciclo che hanno presentato progetti valutati da una commissione appositamente nominata.

Con Decreto Direttoriale 28 dicembre 2017 n. 1568 il Miur ha pubblicato gli esiti della procedura di selezione con un elenco di cento scuole.

Successivamente ha disposto l’estensione della sperimentazione alle classi prime delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado statali e paritarie che hanno presentato il progetto e che, dalla valutazione della Commissione tecnica, risultano in possesso dei requisiti e idonei per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di innovazione ordinamentale.

Pertanto con Decreto Direttoriale 2 febbraio 2018 prot. n. 103 dall’anno scolastico 2018/2019 sono autorizzate alla sperimentazione di un percorso di studi quadriennale per una sola sezione, a partire dalla classe prima, altre novantadue istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, secondo l’elenco suddiviso per Regioni allegato al suddetto decreto.


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Concorso abilitati scuola secondaria: a breve il bando

Dalle ore 9:00 del 20 febbraio alle ore 23:59 del 22 marzo sarà possibile presentare le domande per partecipare al concorso per l’ingresso nella scuola secondaria di primo e secondo grado aperto ai docenti già abilitati. A breve la pubblicazione del bando in Gazzetta Ufficiale.

Lo scorso 1 febbraio si è svolta l’informativa sindacale sul prossimo bando di concorso per l’ingresso nella scuola secondaria di primo e secondo grado aperto alle docenti e ai docenti già abilitati. A dicembre il Ministro Fedeli aveva già firmato il decreto con le regole del nuovo concorso. L’iter del decreto è stato recentemente completato ed è prossima la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, unitamente al bando di concorso vero e proprio.

Il Miur attiverà anche una pagina tematica dedicata al concorso, con tutte le informazioni i candidati e con l’apposita sezione per presentare la domanda.

Il bando sarà aperto a chi ha una abilitazione o è specializzato sul sostegno, inclusi i docenti già di ruolo. Le graduatorie di merito saranno regionali e formate sulla base di una prova orale (massimo 40 punti) e del punteggio derivante dai titoli e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Durante l’anno di formazione iniziale e tirocinio, il docente sarà sottoposto a visite in classe per verificarne l’attitudine alla professione. L’anno si concluderà con una valutazione che, se positiva, porterà all’immissione in ruolo definitiva.


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Linee guida per la didattica della Shoah

In concomitanza con le celebrazioni del Giorno della Memoria, il Miur ha inviato alle scuole di ogni ordine e grado le “Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola”. Il documento propone considerazioni e fornire informazioni e suggerimenti operativi su “perché”, “cosa”, “come” insegnare.

Con nota 30 gennaio 2018 prot. n. 550 il Miur trasmette:

  • una lettera che la Ministra ha voluto mandare alle scuole di ogni ordine e grado
  • le  “Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola”
  • il discorso che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto alle studentesse e agli studenti presenti alla cerimonia di celebrazione del Giorno della Memoria.

Nel 2018 ricorre l’ottantesimo anniversario dell’emanazione, in Italia, delle “leggi antiebraiche” del '38. Con quelle leggi è iniziato, di fatto, un processo che dalla discriminazione e negazione dei diritti ha portato alla deportazione e allo sterminio.

L’anniversario porta a chiedersi che cosa significhi studiare e insegnare la Shoah oggi.

“Perché”, “cosa”, “come” insegnare: sono questi gli interrogativi che si pongono generalmente i docenti; sono queste le questioni più rilevanti affrontate in studi, ricerche e pubblicazioni, anche a livello internazionale, nell’ambito della didattica della Shoah. Le risposte sono molteplici e in continuo divenire.

Nella prospettiva di un ulteriore approfondimento di queste tematiche si collocano le riflessioni proposte nelle Linee guida, che intendono proporre considerazioni e fornire informazioni e suggerimenti operativi per trattare un argomento che si è rivelato centrale per comprendere il nostro recente passato e il tempo in cui viviamo, ed è risultato estremamente significativo per favorire l’educazione al rispetto, alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici

Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata, alla luce del Bando e degli ultimi scenari normativi.

Nello specifico, la piattaforma è stata:

  • aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;
  • integrata con ulteriori contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

  1. Simulazione prova preselettiva
  2. Contenuti professionali delle prove
  3. Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 100 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Bando. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione



Elementi di legislazione scolastica

di Salvatore Pace

NUOVA EDIZIONE aggiornata con i decreti applicativi della Buona Scuola

Un agile strumento di lavoro per tutto il personale della scuola, ma soprattutto per coloro che intendono sostenere le prove concorsuali per accedere alla carriera dirigenziale.

Si snoda su dieci capitoli tematici: ogni tema è presentato nei suoi aspetti essenziali ed inquadrato all’interno delle norme fondamentali. Le novità introdotte dalla Buona Scuola sono calate all’interno di un processo organico di evoluzione legislativa, e ne risultano chiari i contorni, gli elementi di continuità e di rottura rispetto alla legislazione preesistente.

Il testo fornisce una rassegna aggiornata del nostro sistema di istruzione e dello scenario europeo. Presenta in anteprima gli elementi essenziali del nuovo regolamento di contabilità, di imminente emanazione da parte del Governo.


per maggiori informazioni: notiziedellascuola.it/catalogo

C’è un nuovo EQF: Quadro europeo delle otto qualifiche per l'apprendimento permanente

Angelo PRONTERA

Abrogata la Raccomandazione del 2008

A distanza di dieci anni dall’emanazione della Raccomandazione del 23 aprile 2008, relativa alla “Costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente”, il Consiglio dell’Unione Europea, nella formazione “Istruzione, gioventù, cultura e sport”, con Raccomandazione del 22 maggio 2017 ha proceduto alla revisione[1] dell’EQF e alla conseguente abrogazione del precedente atto comunitario.

La nuova raccomandazione, costituita da 29 “considerazioni” iniziali, 18 "raccomandazioni” agli Stati membri e alla Commissione, e da ben 6 allegati, non sostituisce né definisce quadri o sistemi nazionali delle qualifiche, ma consolida l’EQF come quadro di riferimento comune ad otto livelli, espressi sotto  forma di risultati dell’apprendimento, che funge da dispositivo di traduzione tra  i diversi quadri  o sistemi delle  qualifiche  e i rispettivi  livelli. Rispetto al documento del 2008, il nuovo QEQ si pone come “un ulteriore approfondimento dell’EQF al fine di migliorare la trasparenza, la comparabilità e la trasferibilità delle qualifiche dei cittadini”, attraverso i livelli dell’EQF e i descrittori dei risultati dell’apprendimento. Non mancano tuttavia, come vedremo in seguito, alcune novità.

Il recepimento in Italia del documento

Importante ribadire che l’EQF non descrive qualifiche specifiche o competenze del soggetto, in quanto qualifiche particolari (a livello nazionale) dovrebbero essere rapportate al  livello corrispondente dell’EQF tramite  i pertinenti sistemi nazionali delle  qualifiche elaborati dagli Stati membri mediante un processo  di “referenziazione”. Si veda a tal proposito il recente decreto 8 gennaio 2018  del Ministero del Lavoro: Istituzione del Quadro nazionale delle qualificazioni (QNQ) rilasciate nell'ambito del Sistema nazionale di certificazione delle competenze di cui al d.lgs. 13/2013.

Gli obiettivi più generali della nuova raccomandazione consistono nel “contribuire a modernizzare i sistemi di istruzione e formazione e nell’aumentare l’occupabilità, la mobilità e l’integrazione sociale dei lavoratori e dei discenti”. La raccomandazione mira inoltre ad assicurare un collegamento migliore tra l’apprendimento formale, non formale e informale, e a sostenere la convalida dei risultati dell’apprendimento ottenuti in contesti  diversi.

Cosa sono le “qualifiche”

Così come definite nella Raccomandazione, le qualifiche sono il “risultato formale di un processo di valutazione e convalida, acquisito quando un’autorità competente stabilisce che una persona ha conseguito i risultati dell’apprendimento rispetto a standard predefiniti”, e di norma sono rilasciate sotto forma di documenti quali certificati o diplomi. Esse indicano che i risultati dell’apprendimento conseguiti  corrispondono a standard definiti. Detti risultati possono essere  conseguiti  mediante una serie di percorsi in contesti formali, non formali  o informali, in un contesto nazionale  o internazionale.

Le qualifiche hanno numerose finalità. Segnalano ai datori di lavoro quelle che sono, in linea di principio, le  conoscenze e le capacità dei titolari  delle qualifiche (risultati dell’apprendimento). Possono essere un requisito  preliminare all’accesso a determinate  professioni regolamentate, e consentono alle autorità e  agli erogatori di istruzione e formazione di determinare il livello e il contenuto dell’apprendimento conseguito da una persona. Le qualifiche sono inoltre importanti a titolo individuale, in quanto sono l’espressione di una realizzazione personale.

Da notare, infine, la raccomandazione del Consiglio dei ministri dell’istruzione dell’UE agli Stati membri, “affinché tutti i nuovi documenti relativi alle qualifiche rilasciati dalle autorità competenti (per esempio certificati, diplomi, supplementi ai certificati, supplementi ai diplomi) contengano un chiaro riferimento al livello adeguato  dell’EQF”.

Alcune novità dell’EQF

La nuova raccomandazione sul quadro europeo delle qualifiche pone l'accento sulla qualità delle qualifiche.

Soprattutto l'Allegato IV, non presente nella raccomandazione del 2008, descrive i “Principi di garanzia della qualità per le qualifiche che rientrano nei quadri o sistemi nazionali delle qualifiche rapportate all’EQF”.

La Commissione  sta inoltre sviluppando  una  classificazione  europea  multilingue di abilità, competenze,  qualifiche e occupazioni  (ESCO) che, utilizzata su base volontaria, potrebbe sostenere un collegamento più efficace tra istruzione  e occupazione. 

Una terza novità riguarda la cooperazione tra l’Unione e i paesi terzi in materia di trasparenza delle qualifiche, visti i crescenti flussi migratori da e verso l’Unione. Per questo motivo la Commissione europea ha ritenuto necessario assicurare una migliore comprensione  e un equo  riconoscimento delle qualifiche ottenute al di fuori  dell’Unione.

Un’ulteriore novità rispetto al 2008 è, infine, l’istituzione di una “qualifica internazionale” (definizione riportata anche nel QNQ di cui al decreto 8 gennaio 2018), rilasciata da un organismo internazionale legalmente costituito (associazione, organizzazione, settore o impresa) o da un organismo nazionale che agisce a nome di un organismo internazionale, che è utilizzata in più di un paese e include i risultati dell’apprendimento, valutati facendo riferimento alle norme stabilite da un organismo  internazionale.

Le nuove “definizioni”: una puntualizzazione sulle competenze

L’allegato relativo alle “definizioni” del 2008[2] è stato ampliato con qualche piccola ma significativa modifica.

I “risultati dell’apprendimento”, per esempio, esplicitati come “descrizione di ciò che un discente conosce, capisce ed è in grado di realizzare al termine di un processo di apprendimento”, non sono più “definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze”, ma “in termini di conoscenze, abilità e responsabilità  e autonomia”.

Si tratta di una precisazione formale più che sostanziale, in quanto già nel 2008 veniva specificato che “nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia”.

Le tre dimensioni si articolano, per ognuno degli 8 livelli caratterizzanti la crescente complessità degli apprendimenti, in descrittori[3] che esplicitano funzionalmente le suddette dimensioni, al fine di adeguarle ai Sistemi nazionali di certificazione delle competenze.

E se invariate rimangono le definizioni di “conoscenze”, “abilità” e “competenze”, il carnet si arricchisce di nuove voci, quali la “convalida  dell’apprendimento non formale e informale”, il “riconoscimento formale  dei risultati dell’apprendimento”, “crediti”, “sistemi di crediti” e “trasferimento dei crediti”.

Identici rimangono anche i descrittori che definiscono gli 8 livelli del quadro europeo delle qualifiche dell’allegato II, con l’unica differenza nel titolo dell’ultima colonna, dove il termine “competenza” viene sostituito, come detto in precedenza, con “responsabilità ed autonomia”.

All. II:  Descrittori che definiscono  i livelli del quadro europeo delle qualifiche  (EQF 2017)

Livelli

Conoscenze

Abilità

Responsabilità e autonomia

Nel contesto dell’EQF, le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.

Nel contesto dell’EQF, le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso del pen­siero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (comprendenti la manualità e l’uso di metodi, materiali, strumenti e utensili).

Nel contesto dell’EQF, la responsabilità e l’autonomia sono descritte come la capacità del discente di applicare le conoscenze e le abilità in modo autonomo e responsabile.

All. II: Descrittori che definiscono i livelli del Quadro europeo delle qualifiche (2008)

Livelli

Conoscenze

Abilità

Competenze

Angelo Prontera

[1] Raccomandazione del consiglio dell’UE del 22 maggio 2017 sul quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, che abroga la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente [pubblicata sulla GUUE del 15 giugno 2017] - https://ec.europa.eu/ploteus/sites/eac-eqf/files/it.pdf.

[2] https://ec.europa.eu/ploteus/sites/eac-eqf/files/journal_it.pdf.

[3] Come specificato nell’All. 1 del “Quadro Nazionale delle qualificazioni italiano”, di cui al decreto 8 gennaio 2018, i descrittori sono intesi come:

a) elementi che esprimono i risultati minimi attesi per quanto riguarda ciò che l'individuo dovrebbe conoscere ed essere in grado di fare in rapporto ad una determinata qualificazione;

b) riferimenti guida volti a favorire lo sviluppo e il posizionamento delle qualificazioni in relazione a ciascuno dei livelli;

c) descrittivi sufficientemente ampi per consentire l'applicazione ai diversi contesti di apprendimento e con elementi informativi differenziati, compatibili con il contesto lavorativo  e di studio.

L’esperienza dei CPIA: il valore della rete

Fiorella PALUMBO

L’istruzione degli adulti

I centri di istruzione degli adulti, istituzioni scolastiche avviate in tutta l’Italia dal 1 settembre 2015, stanno mettendo in atto il nuovo ordinamento previsto dal DPR 263/2012, e regolato dalle Linee Guida emanate con decreto MIUR-MEF del 12 marzo 2015. Il compito loro affidato è quello di promuovere la centralità dell’adulto nel processo di apprendimento, e valorizzare le competenze acquisite nelle esperienze di vita e di lavoro, in ambito formale, non formale e informale; essere punto di riferimento istituzionale stabile, strutturato e diffuso, per “migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale” (legge 92 del 2012, art. 4, c. 51). I CPIA hanno così avviato il percorso di costruzione di un’offerta didattica e formativa personalizzata, finalizzata ad accompagnare gli adulti nel processo di apprendimento permanente; operano in un raggio di azione variabile (provinciale, interprovinciale o intraprovinciale) e hanno attivato protocolli di rete con le scuole di secondo grado per la realizzazione di percorsi di II livello e per il conseguimento del diploma di scuola secondaria di II grado. Generalmente si sono costituiti in reti regionali.

L’attività di ricerca: PAIDEIA

Nel loro percorso di nascita e crescita sono state accompagnate dai Piani di Attività per l'Innovazione DEll'Istruzione degli Adulti - P.A.I.DE.I.A. (1, 2 e 3) -, progetti di attuazione delle misure nazionali di sistema previste dall’art. 11, comma 10 del D.P.R. 263/2012. I Piani nazionali hanno dettato indicazioni operative per la realizzazione delle azioni di sostegno e di accompagnamento dei CPIA a cura degli UU.SS.RR., e le modalità per lo svolgimento delle "attività" e degli "interventi". Così le 128 nuove scuole, organizzate in aggregazioni interregionali, hanno lavorato prima sugli strumenti e sui documenti base da utilizzare per l’attuazione del nuovo ordinamento, e poi hanno affinato il loro percorso dedicandosi alla realizzazione di attività e alla definizione di prodotti utili a sostanziare e implementare il percorso ordinamentale (Edufin).

Oltre al P.A.I.DE.I.A. sono stati realizzati altri progetti di attuazione delle misure di sistema, che, attraverso la creazione di un reticolo di coordinamenti nazionali, interregionali e regionali, hanno permesso di sostenere e sostanziare il processo di crescita dei CPIA.

Il Progetto nazionale di attuazione del Protocollo di intesa tra il MIUR e il Ministero della Giustizia, siglato il 23 maggio 2016 e realizzato ai sensi dell’art. 28 del D.M. 663/2016, è stato condotto dall’aggregazione interregionale dei CPIA del Lazio, della Lombardia e della Sicilia, ed ha permesso l’avvio di una collaborazione sinergica tra il personale in servizio nelle istituzioni scolastiche che operano nelle sezioni carcerarie con il personale della Giustizia operante nelle strutture di detenzione.

I centri risorse ricerca e sperimentazione

Anche l’attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo, finalizzata a sviluppare e a valorizzare il ruolo del CPIA quale struttura di servizio, e a favorire gli opportuni raccordi tra i percorsi di istruzione di primo livello e i percorsi di istruzione di secondo livello, si è attuata utilizzando il modello reticolare. Il percorso di costruzione dei centri regionali, avviato con le misure di attuazione del P.A.I.DE.I.A già dallo scorso anno scolastico, ha permesso di raggiungere obiettivi di valenza territoriale e nazionale. I centri regionali hanno coordinato l’attuazione di azioni di ricerca nella loro rete territoriale e, insieme a rappresentanti di università coinvolte nelle azioni di CRRSeS (Centri Risorse Ricerca Sperimentazione e Sviluppo), si sono adoperati per definire le linee guida di azione dei centri, ed anche i processi da attuare per favorire lo sviluppo dei processi di apprendimento permanente. A FIERIDA, prima Fiera Nazionale dell’Istruzione degli Adulti, tenutasi a Napoli dal 29 al 31 maggio 2017, veniva sottoscritto il protocollo di rete tra tutti i centri regionali RSeS, e pochi mesi dopo, a Gallipoli, in seno ad un seminario finalizzato alla socializzazione delle attività realizzate dai CRRSeS, l’assemblea ha individuato il suo tavolo di coordinamento, affidando a quattro CPIA del nord, del centro, del sud e delle isole, il compito di promuovere azioni di propulsione e sinergie tra i rappresentanti degli UU.SS.RR., dell’INDIRE, dei componenti del gruppo nazionale IDA, delle università, degli enti locali, di enti pubblici e privati, di associazioni del terzo settore.

L’idea vincente della rete

L’esperienza percorsa in questi tre anni dai CPIA ci mostra un modello reticolare funzionale; gli incontri per aggregazioni e tra le 5 macro-reti sono stati veicolo di scambio di informazioni, di trasmissione di esperienze, di confronto funzionale, oltre che elemento di grande traino per lo sviluppo dell’intero ordinamento. La scelta metodologica adottata è risultata quindi vincente, poiché ha permesso la definizione di un approccio di sistema che, grazie alle interazioni, ha portato alla costruzione di prodotti e attività, e permesso di raggiungere in breve tempo risultati di condivisione di grande valore.

Fiorella Palumbo

Istituti professionali: tutte le novità

Dal prossimo anno scolastico 2018/2019 l’istruzione professionale si trasforma, con un nuovo modello organizzativo e didattico. Il Miur ha pubblicato i profili di uscita degli 11 indirizzi, i risultati di apprendimento comuni e quelli relativi a ciascun indirizzo.

I cambiamenti sono stati previsti dal d.lgs. n. 61/2017, con l’obiettivo di rilanciare l’istruzione professionale attraverso:

  • nuovi indirizzi: si passa da 6 a 11. Il profilo dei nuovi indirizzi è stato predisposto in modo innovativo e sempre più coerente con il sistema produttivo che caratterizza il “Made in Italy”;
  • un nuovo modello didattico, basato sulla personalizzazione, sull’uso diffuso ed intelligente dei laboratori, su un’integrazione piena tra competenze, abilità e conoscenze;
  • una didattica orientativa, finalizzata ad accompagnare e indirizzare le studentesse e gli studenti in tutto il corso di studi;
  • maggiore flessibilità;
  • materie aggregate per assi culturali;
  • un biennio sostanzialmente unitario, seguito da un triennio finalizzato all’approfondimento della formazione dello studente.

La riforma prevede più insegnanti tecnico-pratici, in piena integrazione con gli insegnanti curricolari; più fondi per laboratori ed attrezzature specialistiche; una maggiore valorizzazione dell’autonomia scolastica.

 

Gli undici indirizzi

a) Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane;

b) Pesca commerciale e produzioni ittiche (di nuova introduzione);

c) Industria e artigianato per il Made in Italy;

d) Manutenzione e assistenza tecnica;

e) Gestione delle acque e risanamento ambientale (di nuova introduzione);

f) Servizi commerciali;

g) Enogastronomia e ospitalità alberghiera;

h) Servizi culturali e dello spettacolo (di nuova introduzione);

i) Servizi per la sanità e l'assistenza sociale;

l) Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico;

m) Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.

Il Miur ha pubblicato i profili di uscita degli 11 indirizzi,  i risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi di istruzione professionale, e i profili di uscita di ciascun indirizzo e relativi risultati di apprendimento.

Leggi il documento Miur


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Bonus asili nido: al via le domande

Per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati, e per il supporto domiciliare in favore dei bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche, la legge di bilancio 2017 ha introdotto un buono di 1000 euro su base annua. Le istruzioni per la presentazione delle domande.

Ai figli nati dal 1° gennaio 2016 spetta un contributo di massimo 1.000 euro, per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS su domanda del genitore.

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1° gennaio 2016 in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana;
  • cittadinanza UE;
  • permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea;
  • carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell’Unione europea;
  • status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • residenza in Italia;
  • relativamente al contributo asilo nido, il richiedente è il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;
  • relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

A partire dalle 10 del 29 gennaio 2018 e fino alle 23,59 del 31 dicembre 2018 è possibile presentare domanda.

In sede di presentazione della domanda è necessario specificare l’evento per il quale si richiede il beneficio e precisamente:

  • pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (“Contributo asilo nido”).;
  • introduzione di forme assistenza domiciliare a favore dei bambini, di età inferiore a tre anni, affetti da gravi patologie croniche (“Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”).

La domanda può essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare la domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Qualora il richiedente intenda fruire del beneficio per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.


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Gite scolastiche in sicurezza: collaborazione Miur-Polizia Stradale

Si rinnova la collaborazione tra il Miur e la Polizia di Stato per quanto riguarda i viaggi di istruzione. Le scuole possono fare richiesta del servizio di controllo sia prima della partenza che in itinere sui mezzi di trasporto.

Il Miur ha avviato da due anni una collaborazione con la Polizia Stradale, al fine di assicurare alle istituzioni scolastiche che ne fanno richiesta, un servizio di controllo sia prima della partenza che in itinere sui mezzi di trasporto dedicati alle visite di istruzione. Con nota 18 gennaio 2018, prot. n. 279 il Miur comunica il rinnovo della collaborazione.

La richiesta di intervento della Polizia Stradale non è obbligatoria, ma si configura come una possibilità, determinata dalle valutazioni di ciascuna istituzione scolastica, che potrà avanzare la richiesta di controllo che potrà essere effettuata anche attraverso il modulo allegato alla suddetta nota.

Detta richiesta di intervento della sezione della Polizia Stradale della provincia, dove ha sede la scuola, può essere effettuata per segnalare il viaggio e per agevolare la programmazione dei controlli, lungo l'itinerario, che saranno effettuati a campione. Potrà, inoltre, essere richiesto, prima della partenza, l'intervento della Polizia Locale o della sezione Stradale della provincia di appartenenza per un controllo del mezzo di trasporto e per la verifica dell'idoneità del veicolo e del conducente.

Per quanto attiene alla scelta della ditta a cui affidare il viaggio, si richiamano le indicazioni già fornite dalla Polizia Stradale nel 2016 e relative alla documentazione che deve essere richiesta al momento della stipula del contratto.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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