Scuola7 21 gennaio 2019, n. 121

Scuola7

la settimana scolastica

21 gennaio 2019, n. 121


In questo numero parliamo di:

Esami di Stato: dal secondo scritto all'orale (G. Cavadi)

Verso il riconoscimento reciproco dei diplomi in Europa (F. Marostica)

Slot autonomia: risorse finanziarie legge 440 (C. Brescianini)

Chi valuta i valutatori? (E. Contu)

Maturità 2019: annunciate le materie della seconda prova

Assegnazione fondi per ambienti didattici innovativi

Concorso dirigenti scolastici: modifica sottocommissioni

Bonus asilo nido 2019

Concorso straordinario infanzia e primaria: validazione istanze commissari

Beni culturali: offerta formativa per le scuole


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diEsami di Stato: dallo scritto all'orale
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21 gennaio 2019

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n. 121

Esami di Stato: dal secondo scritto all'orale

Giorgio CAVADI

Le norme di riferimento

Con la pubblicazione del D.M. 37 del 18 gennaio 2019 si aggiunge un ulteriore tassello nel mosaico che comporrà il quadro del rinnovato esame di Stato al termine della scuola secondaria di II grado così come prefigurato dalla seconda parte del Decreto legislativo 62/2017 (artt. 12-21). Il decreto ha, in alcuni passaggi, la forma dell’Ordinanza Ministeriale, poiché fornisce concrete indicazioni operative alle Commissioni che si troveranno ad operare nel giugno prossimo.

Gli altri due atti normativi di rilevanza, che hanno accompagnato sinora il percorso indicato dalla legge delega, sono la nota Miur 3050 del 4-10-2018, che ha dato le prime indicazioni sul riformato esame di Stato e conteneva in allegato due importanti documenti di scenario, relativi uno alla definizione dei quadri di riferimento e alle griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi, l’altro alla tipologia della prima prova scritta. Successivamente, il 26 novembre, il D.M. 769 ha licenziato i Quadri di Riferimento per la redazione delle due prove scritte (caratteristiche, nuclei tematici fondamentali e obiettivi della prova), con le relative griglie di valutazione; quasi contemporaneamente sono stati diffusi esempi di prime e seconde prove scritte (di seguito forniamo un repertorio delle risorse on line).

Con il D.M. 37/2019 si apre il sipario sull’attesissima parte relativa alla forma che avranno le seconde prove; in allegato sono riportati i repertori delle discipline interessate per licei, istituti tecnici e professionali, che gli studenti dovranno sostenere anche su coppie di discipline. La novità era nota, ora abbiamo la definizione degli abbinamenti: latino-greco, matematica-fisica; lingua 1-lingua 3; economia aziendale-informatica e così via. Nel decreto sono individuate anche le discipline affidate a commissari esterni e indicazioni per le sezioni EsaBac, senza sostanziali novità essendo la normativa di rifermento immutata.

La struttura del colloquio

Occorre prestare attenzione al fatto che il cuore del decreto è in realtà l’art. 2, che disegna le "modalità di avvicinamento" al colloquio, offre indicazioni sulla preparazione dello stesso da parte della commissione e ne indica le regole di svolgimento. Nel frattempo scompare la cara tesina “coperta di Linus” della maturità.

La commissione partirà proponendo agli studenti, come stabilito dal D.lgs. 62/2017, di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio. I materiali di partenza saranno predisposti dalle stesse commissioni nei giorni che precedono l’orale, tenendo conto del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti, descritto nel documento che i Consigli di classe consegneranno, come ogni anno, in vista degli esami.

Specifiche indicazioni vengono date per l’esposizione, “mediante breve relazione o un elaborato multimediale”, delle esperienze svolte nell’ambito dei “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, proiettati in un’ottica orientativa che guardi alla significatività e alla ricaduta di tali attività sulle opportunità di studio e di lavoro post-diploma. Gli attuali percorsi di alternanza scuola-lavoro, come sappiamo, sono stati ridenominati dalla legge di bilancio “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, e a decorrere dall’anno scolastico in corso se ne riduce il numero di ore minimo complessivo da svolgere. Una parte del colloquio riguarderà poi esperienze, percorsi e attività svolte nell’ambito di “Cittadinanza e costituzione”, tenendo conto delle informazioni fornite dal Consiglio di classe su quanto effettivamente realizzato.

Toh! La “tesina” (il dossier per il colloquio) la prepara la commissione…

Riguardo i lavori preparatori della commissione, questa dovrà dedicare “un'apposita sessione alla preparazione del colloquio. Nel corso di tale sessione, la commissione provvede per ogni classe, in coerenza con il percorso didattico illustrato nel documento del consiglio di classe, alla predisposizione dei materiali di cui al comma 1 da proporre in numero pari a quello dei candidati da esaminare nella classe/commissione aumentato di due. Il giorno della prova orale il candidato sorteggerà i materiali sulla base dei quali verrà condotto il colloquio. Le modalità di sorteggio saranno previste in modo da evitare la riproposizione degli stessi materiali a diversi candidati”.

Il giorno della prova, per garantire la massima trasparenza e pari opportunità ai candidati, saranno gli stessi studenti a sorteggiare i materiali sulla base dei quali sarà condotto il colloquio. La commissione, nel preparare gli spunti dai quali avviare la discussione con i candidati, dovrà attenersi alle Indicazioni nazionali per i Licei e alle Linee guida per gli istituti tecnici e professionali; avrà cura di gestire con equilibrio l’articolazione e la durata delle fasi del colloquio, nonché di garantire il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però una rigida distinzione tra le stesse, che ridurrebbe il colloquio a una sequenza di domande sulle singole discipline (una sorta di mini-interrogazione sequenziale).

La centralità del documento del 15 maggio

Ogni atto normativo di questo genere porta con sé forti ricadute sulla quotidianità della vita scolastica, rilanciando la palla nel campo dei Collegi docenti e dei Consigli di classe. Quello che si può dire, in prima battuta, è che la nuova maturità, così come si va delineando, interpella in maniera più diretta i docenti delle classi finali e pone al centro dello svolgimento dell’esame il documento del Consiglio di classe, non a caso più volte esplicitamente e implicitamente richiamato dall’art. 2 del D.M. 37/2019, non come adempimento di rito ma come organo di trasmissione fra Consiglio di classe e Commissione, sul quale si incentrerà l’intero esame.

La centralità assunta dal documento del 15 maggio era già evidente dopo la pubblicazione dei Quadri di riferimento e delle griglie per la correzione delle prove, dal momento che sarà il documento a orientare la commissione sulle modalità attraverso le quali i docenti avranno curvato nel curricolo di scuola nuclei tematici delle discipline, e definito i descrittori degli indicatori riportati nelle griglie per la valutazione delle prove.

Documentare bene il curricolo della classe

In sintesi, dal quadro entro il quale si va delineando il nuovo esame di Stato, il documento di presentazione della classe dovrà contenere indicazioni relative a:

  • testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio, e che dovranno essere chiaramente incardinati nel percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti, e descritto nelle metodologie e nelle scelte adottate per la costruzione del curricolo;
  • repertorio dei descrittori in cui articolare i singoli indicatori delle griglie di valutazione;
  • indicazioni sui percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (alternanza scuola-lavoro), proiettati in un’ottica orientativa;
  • attività, percorsi e progetti svolti nell’ambito dell’area di “Cittadinanza e Costituzione”;
  • modalità attraverso le quali è stata sviluppata la metodologia CLIL;
  • tutte le connessione interdisciplinari (attività in compresenza, potenziamento, recupero e potenziamento) che possano orientare la commissione nella conduzione del colloquio.

Orientarsi nel web tra norme ed esempi

D.M. 18.01.2019, n. 37

D.M. 26.11.2018, n. 769

Esempi tracce I prove scritte: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/esame-di-stato-2018-2019-secondaria-di-ii-grado-on-line-i-primi-esempi-di-tracce-per-la-prova-di-italiano-della-nuova-maturita-per-accompagnare-gli-st?pk_vid=f31359799b70badd1548007342874da3

Esempi di tracce II prove scritte: http://www.miur.gov.it/web/guest/-/maturita-on-line-gli-esempi-di-tracce-della-seconda-prova-scritta?pk_vid=f31359799b70badd1548007109874da3

Ricerca delle materie della II prova per indirizzo di studio http://matesami.pubblica.istruzione.it/VisualizzaMaterieEsami/indirizzi/ricerca?pk_vid=f31359799b70badd1548007526874da3

Giorgio Cavadi

Verso il riconoscimento reciproco dei diplomi in Europa

Flavia MAROSTICA

I documenti europei di scenario

A partire dall’incontro informale dei ministri europei dell’istruzione a Parigi il 17 marzo 2015, e dalla Dichiarazione sulla Promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l’istruzione, l’Ue avvia un poderoso lavoro di rivisitazione e aggiornamento delle norme fondamentali e degli indirizzi relativi[1]. Tra questi:

Nuove priorità per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione, Relazione congiunta 2015 del Consiglio e della Commissione con l’indicazione in ALLEGATO dei settori prioritari/strategici (ET 2020), 15 dicembre 2015;

Il ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell'istruzione nella promozione dei valori fondamentali dell'Ue, Risoluzione del Parlamento europeo, 19 gennaio 2016;

Investire nei giovani d’Europa con particolare riguardo al corpo europeo di solidarietà, Conclusioni del Consiglio dell’Ue, 17 febbraio 2017 in GU 25 febbraio 2017;

Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, Raccomandazione del Consiglio dell’Ue con 6 allegati, 22 maggio 2017, in GU della Ue del 15 giugno 2017[2];

In questo percorso ampio e articolato si inserisce organicamente la questione del riconoscimento reciproco dei diplomi.

Novembre 2017: "primi vagiti" di uno spazio europeo dell’educazione

Il 14 novembre 2017 la Commissione europea, come contributo all'imminente riunione dei leader a Göteborg, vara la Comunicazione Rafforzare l'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura, rivolta al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni. In essa definisce un piano per la creazione di uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025, ritenendo sia nell'interesse comune di tutti gli Stati membri sfruttare appieno il potenziale dell'istruzione e della cultura come motore per la creazione di posti di lavoro, la crescita economica, la giustizia sociale, e come mezzo per fare esperienza dell'identità europea nella sua diversità. Indica quindi gli elementi costitutivi dello spazio, che sono 11, e tra questi anche «Riconoscere reciprocamente i diplomi con l'avvio di un nuovo Processo della Sorbona, che sviluppi il Processo di Bologna, al fine di preparare il terreno per il riconoscimento reciproco dei diplomi di istruzione superiore e di conclusione degli studi». La Commissione inoltre predispone una scheda sintetica e una dettagliata tabella di marcia. Nello stesso giorno presenta anche la Relazione di monitoraggio del settore dell’Istruzione e della Formazione 2017.

Contemporaneamente il Consiglio europeo redige un’Agenda dei leader in tema di istruzione e cultura, che comprende anche il riconoscimento dei diplomi.

Il 17 novembre 2017 a Göteborg (Svezia) si svolge il Vertice sociale europeo per l'occupazione equa e la crescita, il primo dopo 20 anni, organizzato in tre sessioni di lavoro parallele che trattano i seguenti temi: Accesso al mercato del lavoro, Condizioni eque di occupazione e di lavoro e Tra due lavori: sostenere la transizione professionale. All’incontro sono presenti i presidenti delle istituzioni dell'Ue, i capi di Stato e di governo europei, le parti sociali e gli altri principali interessati ad una discussione aperta su come promuovere l'occupazione e la crescita eque nell'Unione europea.

In questa sede il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Ue e la Commissione proclamano e firmano congiuntamente il Pilastro europeo dei diritti sociali, che, andando oltre la Carta di Nizza del 2000, mira a creare nuovi e più efficaci diritti per i cittadini sulla base di 20 principi chiave, strutturati in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque, protezione sociale e inclusione.

In tale occasione il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk presiede anche una riunione informale dei capi di stato o di governo, che discutono sul futuro dell'istruzione e della cultura e sulle modalità di intensificazione degli sforzi dell'Ue in questi settori, concentrandosi in modo costruttivo su otto idee concrete proposte dagli Stati membri (tra queste anche il riconoscimento reciproco dei diplomi di istruzione secondaria) e su un programma di lavoro per i due anni successivi.

L’impegno a promuovere il riconoscimento reciproco dei titoli

Il 14 dicembre 2017 il Consiglio europeo tratta 4 temi (1. Sicurezza e difesa, 2. Dimensione sociale, istruzione e cultura, 3. Cambiamenti climatici, 4. Gerusalemme) e dedica uno spazio particolare a istruzione e cultura. Pur ricordando che «a norma dei trattati, gli Stati membri restano i primi responsabili di questi settori», afferma nelle Conclusioni che «lavorando insieme, nel pieno rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, si possono ottenere notevoli risultati», nella convinzione che «l'istruzione e la cultura sono fondamentali per la costruzione di società inclusive e coese e per sostenere la nostra competitività». Perciò invita:

• gli Stati «a portare avanti i lavori» in diversi campi ritenuti prioritari e, tra questi, a «promuovere la cooperazione degli Stati membri in materia di riconoscimento reciproco dei titoli di istruzione superiore e di completamento degli studi a livello di istruzione secondaria nel quadro appropriato»;

• gli Stati, il Consiglio e la Commissione a proseguire i lavori relativi all'agenda discussa a Göteborg;

• la Commissione «a presentare, se del caso, proposte di Raccomandazioni del Consiglio».

Le raccomandazioni 2018 sulle competenze chiave e i “valori comuni”

Il 17 gennaio 2018 la Commissione presenta un primo pacchetto di proposte sulle competenze essenziali per l'apprendimento permanente e sulla promozione dei veri valori comuni e di un'istruzione inclusiva:

• Proposta di Raccomandazione del Consiglio sulle Competenze chiave per l’Apprendimento Permanente, con Allegato Quadro di riferimento europeo;

• Proposta di Raccomandazione del Consiglio sulla promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento.

Il 22 maggio 2018 il Consiglio dell’Ue vara le due Raccomandazioni:

• Competenze chiave per l'apprendimento permanente, con Allegato il Quadro di riferimento europeo;

• Promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento.[3]

Nel frattempo il 25 gennaio 2018 si svolge a Bruxelles, organizzato dalla Commissione europea, il primo summit europeo sull’educazione: Porre le basi dello Spazio europeo dell’istruzione: per un’educazione innovativa, inclusiva e basata sui valori.

I documenti preparatori per il riconoscimento reciproco dei titoli

Il 22 maggio 2018 la Commissione presenta un secondo, corposo pacchetto di proposte, centrato sulla mobilità per l'apprendimento, sui giovani, sull'istruzione per la prima infanzia, sull'apprendimento delle lingue straniere e sulla scoperta delle culture: tutti elementi fondamentali per il futuro dell'Europa.

Tra queste anche la Proposta di Raccomandazione del Consiglio sulla Promozione del riconoscimento reciproco automatico dei diplomi dell'istruzione superiore e dell’istruzione secondaria superiore e dei risultati dei periodi di studio all'estero, con un’ampia relazione introduttiva e un allegato Glossario, che illustra in modo dettagliato tutte le parole chiave utilizzate per evitare eventuali fraintendimenti burocratici; la proposta è accompagnata da un ampio Documento di lavoro dei Servizi della Commissione.

Approvazione di Risoluzione e Raccomandazione sui titoli

A. La risoluzione del Parlamento europeo

La Risoluzione del Parlamento europeo 25 ottobre 2018, Promozione del riconoscimento reciproco automatico dei diplomi, è basata su considerazioni sintetizzate in 8 punti, tra i quali i più rilevanti possono essere considerati i seguenti:

• «la mobilità a fini di apprendimento favorisce le abilità, le competenze e le conoscenze, promuovendo al contempo i valori europei e la partecipazione attiva alla società»;

• «il riconoscimento reciproco dei diplomi e dei risultati dei periodi di studio all'estero consente agli Stati membri di intensificare e accelerare la loro cooperazione nel settore dell'istruzione e della formazione»;

• «il miglioramento delle procedure di riconoscimento dei diplomi dell'istruzione superiore e dell'istruzione secondaria superiore e dei risultati dei periodi di studio all'estero è una precondizione per la creazione di uno spazio europeo dell'istruzione entro il 2025»;

• «un riconoscimento equo e trasparente delle qualifiche acquisite all'estero» è «un valore fondamentale alla base di uno spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) aperto e inclusivo»;

• «il diritto all'istruzione è un diritto umano fondamentale che deve essere garantito universalmente».

Il Parlamento europeo quindi si pronuncia in 10 punti, i più significativi dei quali possono essere considerati i seguenti:

• «invita gli Stati membri ad assumersi un impegno politico e a istituire meccanismi per il riconoscimento reciproco automatico delle qualifiche dell'istruzione superiore e dell'istruzione secondaria superiore come pure dei risultati dei periodi di studio all'estero»;

• «invita gli Stati membri a facilitare l'integrazione nel contesto educativo degli studenti, dei rifugiati e dei migranti arrivati di recente, garantendo che il riconoscimento iniziale dei loro diplomi o dei risultati dei periodi di studio all'estero da parte di uno Stato membro dell'Ue non comporti oneri amministrativi eccessivi»;

• «incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri».

B. La raccomandazione del Consiglio dell'Ue

Un mese dopo, la Raccomandazione del Consiglio dell'Ue 26 novembre 2018, Promozione del riconoscimento reciproco automatico dei titoli dell’istruzione superiore e dell’istruzione e della formazione secondaria superiore e dei risultati dei periodi di studio all’estero[4], si basa su considerazioni molto simili a quelle citate dal Parlamento, ma ancora più dettagliate in 15 punti; tra questi sono da segnalare i seguenti:

• «diversi Stati membri hanno preso l’iniziativa di compiere progressi verso il riconoscimento reciproco automatico, anche firmando accordi regionali» e «tali iniziative potrebbero fungere da modelli per la creazione di un sistema a livello dell’Unione»;

• «un approccio graduale sosterrà gli Stati membri nel porre in essere le condizioni che renderanno possibile il riconoscimento reciproco automatico».

Il Consiglio dell'Ue, quindi, «raccomanda agli stati membri conformemente alla legislazione nazionale e dell’Unione, alle risorse disponibili e alle circostanze nazionali, … in stretta cooperazione con tutti i pertinenti portatori di interessi», in estrema sintesi, di «compiere i passi necessari, entro il 2025, per conseguire il riconoscimento reciproco automatico», attenendosi ad una serie dettagliatissima di procedure (che in questa sede è impossibile riportare).

Accoglie quindi con favore l’intenzione della Commissione (dettagliata in 18 punti), tra le altre cose, di:

• «fornire sostegno mirato agli Stati membri, compresi l’apprendimento reciproco, la mappatura degli ostacoli incontrati nell’ambito della pratica attuale di riconoscimento dei titoli, lo scambio di buone pratiche, nonché l’agevolazione della cooperazione tra gli Stati membri e con i portatori di interessi, le autorità responsabili del riconoscimento e le organizzazioni internazionali, in particolare il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura»;

• «informare il Consiglio, entro quattro anni, del seguito dato alla raccomandazione attraverso i quadri di riferimento e gli strumenti esistenti sulla base dei contributi degli Stati membri».

Verso una maggiore integrazione nel campo dell’istruzione

Attualmente i titoli di studio non sono riconosciuti reciprocamente negli Stati membri dell'Ue, e non esiste un meccanismo automatico per il loro riconoscimento; sicché, se i titolari vogliono avvalersene per proseguire gli studi, per esercitare una professione o per la partecipazione a un concorso, debbono chiederne il riconoscimento e sottoporsi a complesse procedure burocratiche e alla discrezionalità dei diversi paesi.

I due provvedimenti, che si inseriscono in altri di ampio respiro (Processo di Bologna, Convenzione di Lisbona sul riconoscimento, Europass, Quadro europeo delle qualifiche, Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale), sono quindi molto importanti, perché tendono ad assicurare che tutti i diplomi d'istruzione superiore e d'istruzione secondaria superiore, e i risultati dei periodi di studio all'estero rilasciati da un'istituzione accreditata nel quadro dell'Unione, siano automaticamente riconosciuti in tutti gli Stati membri entro il 2025. Il che, riducendo gli ostacoli amministrativi, significa il passaggio ad un sistema europeo maggiormente integrato, che agevola la mobilità interna all’Ue e una vera libera circolazione.

Occorre ora che gli Stati membri si assumano l’impegno politico per realizzare tutto questo[5].

Flavia Marostica

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[1] Nell'Ue solo il Consiglio dell'Unione europea (Consiglio dei ministri europei) e il Parlamento europeo hanno potere legislativo; il Consiglio europeo (composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri) definisce gli orientamenti politici generali ed esamina i problemi del processo di integrazione; la Commissione europea (composta da un delegato per ogni Stato membro) ha il monopolio del potere di iniziativa legislativa, che promuove e di cui cura l’attuazione, e gestisce i fondi. Il Consiglio d’Europa (COE) non fa parte della Ue ed è un’organizzazione internazionale con propri organi, fondata nel 1949, che conta 47 stati membri (alcuni dei quali non europei), promuove la democrazia e i diritti umani e si occupa dell’identità europea e delle questioni sociali con accordi e convenzioni.

[2] Per un’analisi più dettagliata: Angelo Prontera, C’è un nuovo EQF: Quadro europeo delle otto qualifiche per l'apprendimento permanente, in Scuola7 n. 76 del 5 febbraio 2018.

[3] Per un’analisi più dettagliata: Flavia Marostica, Le nuove competenze chiave europee, in Scuola7 n. 92 del 4 giugno 2018, e Insegnamento/apprendimento in Europa: quali valori comuni?, in Scuola7 n. 95 del 25 giugno 2018.

[4] L’insieme dei temi trattati e delle decisioni assunte dal Consiglio dell’Ue nell’incontro del 26-27 novembre è dettagliato nel documento Outcome of the council meeting «Education, Youth, Culture and Sport».

[5] Tutti i documenti citati sono reperibili in https://www.orientamentoirreer.it/ -> Norme e Documenti -> Europa -> Norme e Documenti rilevanti.

Maturità 2019: annunciate le materie della seconda prova

Il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha annunciato le materie che saranno oggetto della seconda prova scritta degli esami di maturità nelle diverse tipologie di scuole. La prova comprenderà più discipline, tranne per gli indirizzi in cui la disciplina caratterizzante è una sola. Il Miur organizzerà delle simulazioni nazionali.

Con un video pubblicato sui canali social del Ministero, il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha annunciato le materie che saranno oggetto della seconda prova scritta degli esami di maturità nelle diverse tipologie di scuole. Alcuni esempi:

  • liceo classico: Latino e Greco;
  • liceo scientifico: Matematica e Fisica;
  • liceo delle scienze umane: Scienze umane e Diritto ed Economia politica;
  • istituto tecnico per il turismo: Discipline turistiche e aziendali e Inglese;
  • istituto tecnico indirizzo informatica: Informatica e Sistemi e reti;
  • istituto professionale per i servizi di enogastronomia: Scienze degli alimenti e Laboratorio di servizi enogastronomici.

L'elenco completo delle materie è trasmesso in allegato al decreto 18 gennaio 2019, n. 37.

Sul sito del Ministero è disponibile un apposito motore di ricerca delle discipline.

Il Miur organizzerà delle simulazioni nazionali, che si terranno secondo il seguente calendario:

  • prima prova: 19 febbraio e 26 marzo;
  • seconda prova: 28 febbraio e 2 aprile.

Le indicazioni operative saranno fornite alle scuole tramite una circolare apposita.

Il decreto con le materie illustra anche le modalità di svolgimento del colloquio: la commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio. I materiali saranno predisposti dalle stesse commissioni. Saranno gli studenti a sorteggiare i materiali. I candidati esporranno anche le esperienze di alternanza scuola-lavoro svolte. Una parte del colloquio riguarderà le attività fatte nell’ambito di “Cittadinanza e costituzione”.

La prima e la seconda saranno corrette secondo griglie nazionali di valutazione. Nel decreto sono individuate anche le discipline affidate a commissari esterni.


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Assegnazione fondi per ambienti didattici innovativi

Ventidue milioni di euro per 1.115 i progetti: il Miur ha pubblicate la graduatoria delle scuole beneficiarie dei finanziamenti per la creazione di ambienti di apprendimento capaci di integrare nella didattica l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia.

Le risorse ammontano a ventidue milioni di euro; 1.115 sono le proposte finanziate, di cui 663 nel I ciclo di istruzione e 452 nel secondo.

Le regioni con il maggior numero di progetti approvati sono Campania (152) e Lombardia (130), seguite da Piemonte (119), Lazio (88), Veneto e Puglia (entrambe con 78 progetti approvati).

I nuovi ambienti di apprendimento prevedono dotazioni tecnologiche innovative per l’utilizzo della realtà virtuale e aumentata nella didattica, della robotica educativa, del pensiero computazionale, della stampa 3D, per favorire metodologie didattiche innovative.

La graduatoria


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Concorso dirigenti scolastici: modifica sottocommissioni

Sostituiti alcuni componenti delle sottocommissioni esaminatrici del concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali.

A causa di alcune dimissioni e della sussistenza di condizioni personali ostative all’incarico, la composizione delle sottocommissioni nominate con Decreto Direttoriale 31 dicembre 2018 n. 2080 risulta modificata e integrata come da allegato A al Decreto Dipartimentale 11 gennaio 2019, n. 12.

I componenti di nuova nomina delle sottocommissioni dovranno rendere e verbalizzare una dichiarazione scritta, a pena di decadenza dalla nomina stessa, circa l’insussistenza delle condizioni personali ostative all’incarico

Ai membri delle sottocommissioni spetteranno i compensi previsti, mentre ai membri supplenti detti compensi verranno riconosciuti solamente in caso di effettivo svolgimento della funzione.


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Insegnare nella scuola dell'infanzia / Insegnare nella scuola primaria

di Antonia Carlini
edizione novembre 2018

Due volumi destinati rispettivamente agli insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, sia in servizio sia aspiranti e neoassunti, che necessitano di coordinate metodologiche e strumenti operativi utili per la progettazione didattica, l’organizzazione degli ambienti di apprendimento e la valutazione.

Ciascun volume è strutturato in quattro parti:

- i saperi generali e tecnico-professionali necessari per insegnare oggi;

- le coordinate metodologiche suggerite dalle Indicazioni nazionali;

- il modello-format per la didattica (progettazione, organizzazione, svolgimento e riflessione) e gli strumenti per la valutazione;

- gli esempi operativi di unità di apprendimento, corredati da rubriche valutative e compiti di realtà.

Le risorse e gli strumenti offerti trovano fondamento nei modelli della nostra migliore tradizione pedagogica e della ricerca educativa più recente, richiamati per linee essenziali nell’appendice.

maggiori informazioni Insegnare nella scuola dell'infanzia

maggiori informazioni Insegnare nella scuola primaria

21 gennaio 2019

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n. 121

Slot autonomia: risorse finanziarie legge 440

Chiara BRESCIANINI

Molti decreti, pochi fondi

Con Decreto Ministeriale 721 del 14 novembre 2018 il Ministro Marco Bussetti ha sottoscritto l'annuale riparto delle risorse relative a "Criteri e parametri per l'assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche, nonché per la determinazione delle misure nazionali relative alla missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”.

A titolo comparativo, il D.M. 851/2017 destinava € 50.267.000,00; il D.M. 663/2016 destinava € 80.000.000,00; il D.M. 435/2015 destinava € 93.267.364.00 (si vedano anche: D.M. 351/2014, D.M. 821/2013 e D.M. 94/2012).

Il reperimento e la riallocazione dei finanziamenti

Per il 2018 la disponibilità finanziaria, in termini di competenza, ammonta a € 16.677.100,00, iscritta sui capitoli 1195 pg. 1 e 1204 pg. 1 nell'esercizio finanziario 2018, con un articolato iter di individuazione delle risorse disponibili:

- decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze del 28 dicembre 2017, recante la "Ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relativa al bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e per il triennio 2018-2020";

- decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 23 luglio 2018, n. 561, recante un riparto parziale, per complessivi euro 8.210.000,00, delle risorse disponibili ai sensi dell'articolo 1, comma 601, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, per il soddisfacimento di esigenze a carattere di urgenza;

- nei "Fondi per il funzionamento delle istituzioni scolastiche", di cui al citato articolo 1, comma 601, sono confluiti l'autorizzazione di spesa di cui alla legge 18 dicembre 1997, n. 440, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonché quota parte delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione del Piano programmatico, di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n. 53;

- quota parte citata delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione del Piano programmatico di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n. 53, pari a euro 15.771.778,00 milioni, è successivamente confluita all'interno dell'autorizzazione di spesa per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni scolastiche statali, che dunque non è oggetto del decreto 440.

Le priorità della legge 440 per il 2018/19

L'articolazione del decreto trova coerenza anche con le priorità individuate nell'Atto di indirizzo relativo alle priorità politiche del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca per il 2019, firmato successivamente (documento 20 dicembre 2018 prot. n. 55). Passiamo ora in rassegna l’articolazione degli impegni di spesa per aree tematiche, seguendo il dettato del D.M. 721/2018.

I fondi per inclusione e successo formativo

Il capo II del decreto presenta la seguente ripartizione:

- € 800.000,00 per le Consulte Provinciali studentesche;

- € 300.000,00 per l'implementazione del curriculum digitale delle studentesse e degli studenti con l'individuazione di tre scuole-polo nazionali (per il nord, il centro e il sud);

- € 1.000.000,00 per l'istruzione degli adulti con potenziamento dei Centri regionali di ricerca, sperimentazione e sviluppo per l'istruzione degli adulti, la promozione dell'educazione finanziaria per gli adulti e l'implementazione del riassetto organizzativo e didattico dell'istruzione degli adulti;

- € 1.100.000,00 per i campionati studenteschi nelle varie fasi provinciali, regionali, nazionali e internazionali;

- € 300.000,00 per il successo formativo degli studenti-atleti impegnati nello sport praticato a livello agonistico;

- € 600.000,00 per l'avviamento alla pratica sportiva nelle scuole di ogni ordine e grado, fornendo alle scuole gli strumenti necessari per lo svolgimento dell'attività motoria e per delineare le nuove Linee guida per l'attività motoria nella primaria;

- € 200.000,00 per i percorsi CLIL di acquisizione di competenze linguistiche di settore, con riferimento agli istituti tecnici, indirizzo Trasporti e Logistica, articolazione Conduzione del mezzo, opzioni Conduzione del Mezzo Navale (CMN) e Conduzione apparati e impianti marittimi (CAIM);

- € 250.000,00 per l'implementazione delle indicazioni nazionali del 1° ciclo e nuovi scenari, in riferimento al documento programmatico predisposto dal Comitato scientifico nazionale e presentato il 22 febbraio 2018, anche in linea con la valutazione degli apprendimenti e con la certificazione delle competenze;

- € 6.000.000,00 per il Fondo per le Emergenze Educative, con particolare riferimento per l'anno scolastico 2018/2019 ad attività per l'ampliamento dell'offerta formativa per le scuole del territorio dell'area metropolitana di Genova interessate dai gravi disagi causati dal crollo del viadotto Polcevera lo scorso 14 agosto 2018, nonché per le scuole del Centro Italia (Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo e Ischia) colpite dai diversi eventi sismici susseguitisi dal 2016 in avanti. Inoltre il Fondo è utilizzato per far fronte all'ampliamento dell'offerta formativa e al potenziamento del sistema scolastico siciliano, in attuazione dell'Accordo di Programma tra Miur e Regione Sicilia sottoscritto in data 28 settembre 2018;

per un totale di € 10.550.000,00.

I fondi per innovazioni a supporto dell'autonomia scolastica

Il capo III del decreto presenta la seguente ripartizione:

- € 700.000,00 per la revisione dei percorsi di istruzione professionale;

- €500.000,00 per la valutazione degli studenti ed esami di Stato del secondo ciclo di istruzione, con realizzazione di attività di accompagnamento all'attuazione delle norme sulla valutazione degli apprendimenti e sugli esami di Stato del secondo ciclo;

- € 400.000,00 per gli ambienti di apprendimento della scuola dell'infanzia, con riferimento a revisione e aggiornamento degli ambienti di apprendimento all'interno del Sistema integrato di istruzione e formazione dalla nascita sino a sei anni in riferimento (d.lgs. 65/2017);

- € 2.000.000,00 per il fondo per gli atti vandalici, con priorità (€ 200.000,00) per ripristino di dotazioni laboratoriali;

per un totale di€ 3.600.000,00.

I fondi per infrastrutture

Il capo IV del decreto stanzia € 2.100.000,00 per l'evoluzione del sistema amministrativo contabile delle istituzioni scolastiche, con interventi volti a:

- revisione e digitalizzazione dei processi gestionali delle istituzioni scolastiche, al fine di semplificare gli adempimenti delle segreterie amministrative, standardizzare i processi e migliorare la qualità dei servizi;

- potenziamento, inclusa l'ulteriore estensione territoriale del servizio di assistenza su tematiche connesse alla gestione amministrativa e contabile e alla valorizzazione delle esperienze delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'articolo 1, comma 142, della legge 13 luglio 2015, n. 107;

- realizzazione di specifiche azioni di accompagnamento e di supporto alle istituzioni scolastiche per l'adozione del nuovo regolamento di contabilità di cui all'articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107, per la cui diffusione può essere utilizzata la piattaforma disponibile all'indirizzo internet formazionemiur.it.

I fondi per iniziative territoriali

Il capo V del decreto, sulla base di proposte pervenute dagli Uffici Scolastici Regionali, presenta una serie di tematiche affidate ad alcuni dei suddetti Uffici:

- Abruzzo: € 36.100,00 – didattica della resilienza e contesti di emergenza;

- Basilicata: € 7.000,00 – sportello Europa;

- Calabria: € 30.000,00 – PNSD e Ste(a)m;

- Liguria: € 17.000,00 – implementazione della musica;

- Lombardia: € 99.000,00 – azioni di cittadinanza, legalità, scienze naturali...;

- Marche: € 50.000,00 – apprendimento nel secondo ciclo;

- Piemonte: € 103.000,00 – competenze, beni culturali ...;

- Sicilia: € 70.000,00 – curricolo per assi culturali;

- Umbria: € 15.000,00 – progetto SELFIE;

per un totale di € 427.100,00

Le modalità di rendicontazione

Il capo VI fornisce disposizioni comuni in merito agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione, e alle modalità di gestione, finanziamento e rendicontazione delle attività progettuali. Sono altresì definite le modalità di supporto e monitoraggio.

Una “piccola” autonomia

Le risorse ex 440 sono limitate per l'e.f. 2018, e le priorità sono riconducibili in sostanza all'inclusione, con una significativa centratura sulla pratica sportiva, l'innovazione di sistema ed esigenze rappresentate dai territori.

Si evidenziano la coerenza con le priorità del Ministero indicate nel citato Atto di indirizzo (inclusione scolastica, contrasto alla dispersione e attività sportive scolastiche) e la linea di continuità, pur in un contesto di riduzione di risorse, con le azioni indicate nei decreti ministeriali ex 440 degli scorsi anni e sopra ricordati.

Innovativa la linea dell'assegnazione diretta ai territori per le priorità rappresentate dagli Uffici Scolastici Regionali, ancorché non declinate in ogni realtà ma con curvature su alcune aree geografiche.

Chiara Brescianini

Chi valuta i valutatori?

Primi dati sui Nuclei di valutazione dei dirigenti scolastici

Emanuele CONTU

The show must go on: la valutazione continua

Diminuiscono i dirigenti da valutare, ma aumentano i Nuclei di valutazione e, soprattutto, il coinvolgimento diretto dei capi d'istituto nel ruolo di valutatori dei propri colleghi. È questo il tratto più evidente dell'analisi che abbiamo condotto sulla composizione dei Nuclei per la valutazione dei dirigenti scolastici per il 2017/18, a partire dai piani predisposti da ogni Ufficio scolastico delle diciotto regioni coinvolte nel processo (Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, come noto, procedono in autonomia).

Si assiste a una generale tendenza a ridistribuire i carichi di lavoro. Non solo infatti i nuclei costituiti a livello nazionale aumentano del 6,6%: cresce sensibilmente anche il numero di coordinatori (35,1%) e si riducono di conseguenza i coordinatori cui viene affidato più di un Nucleo. I nuovi coordinatori sono quasi esclusivamente dirigenti scolastici in servizio o in quiescenza: nel 2017/18 più della metà delle terne di valutatori ha così come responsabile un capo d’istituto (nel 2016/17 era circa un terzo del totale).

Molti colleghi all’interno dei Nuclei: verso una peer review?

A confermare una tendenza generalizzata, di 963 valutatori totali 757 sono dirigenti scolastici (78,6%), mentre i dirigenti Miur sono 127 (13,2%, in prevalenza tecnici) e i componenti esterni 79 (8,2%). Circa il 40% dei Nuclei, inoltre, è costituito esclusivamente da dirigenti scolastici: un fenomeno che si registra in particolar modo in alcune delle regioni più estese (Campania, Sicilia, Lombardia, Emilia Romagna), anche se non mancano eccezioni significative (Toscana e Piemonte) laddove è stato possibile reperire un buon numero di componenti esterni. In una sola regione, le Marche, i Nuclei sono invece tutti costituiti da un dirigente Miur, un dirigente scolastico e un componente esterno: una composizione che a livello nazionale ricorre in meno di due Nuclei su dieci.

Se dunque esistono differenze significative tra regioni nella composizione dei Nuclei, altri dati evidenziano comunque una convergenza di fondo: la diminuzione media dei dirigenti che ogni Nucleo (e ogni coordinatore) si trova a valutare, in particolare, indica che la quasi totalità degli Uffici scolastici regionali ha interpretato in maniera simile l’esperienza del primo anno di valutazione, ritenendo che si dovesse ridurre l’onerosità del procedimento ridistribuendone il carico.

Dati e analisi: il raffronto tra prima e seconda annualità

Come noto, i dati relativi alla prima annualità della valutazione dei dirigenti scolastici (a.s. 2016/17), le cui procedure si sono svolte nell’autunno del 2017, sono stati oggetto di un documento riassuntivo e di una serie di schede per regione, rilasciati dall’Osservatorio Valutazione DS sul sito del Sistema Nazionale di Valutazione[1].

In attesa di avere un quadro più compiuto su partecipazione ed esiti, con la pubblicazione dei dati relativi alla seconda annualità della valutazione, abbiamo condotto l’analisi sulla composizione dei Nuclei di valutazione attingendo ai Piani regionali, adottati dai direttori degli Uffici scolastici regionali ai sensi dell’art. 10 della Direttiva 18 agosto 2016, n. 36, su proposta dei rispettivi Coordinatori regionali del servizio ispettivo. I Piani sono pubblicati sui siti istituzionali degli USR e raccolti, nella loro versione più aggiornata, sul sito del SNV[2].

I dati, i grafici e le tabelle qui presentati sono quindi frutto di autonoma elaborazione a partire dai Piani regionali. Nei raffronti con l’anno scolastico 2016/17 si farà riferimento ai dati già pubblicati da SNV.

Nuclei e dirigenti scolastici da valutare

Nel passaggio dalla prima alla seconda annualità della valutazione (Tabella 1), principalmente per effetto dei pensionamenti, i dirigenti scolastici da valutare sono diminuiti di 311 unità, passando da 6477 a 6166 (-4,8%). Il numero dei nuclei di valutazione, tuttavia, è cresciuto di 23 unità: erano 347 nel 2016/17, sono 370 quelli costituiti per il 2017/18 (+6,6%). L’incremento dei Nuclei è legato in particolare ai Piani di alcune regioni (Tabella 2): il Piemonte passa infatti da 22 a 37 Nuclei, la Lombardia da 40 a 50, la Sardegna da 16 a 22. In termini percentuali, sono significativi anche gli incrementi di Marche (da 4 a 6; +50%) e Abruzzo (da 7 a 9; +29%), mentre si muove in controtendenza la Toscana, che passa dai 26 Nuclei del 2016/17 a 16 Nuclei per il 2017/18.

In conseguenza dell’aumento dei Nuclei e della diminuzione dei DS in servizio, si riduce da 18,6 a 16,7 il numero medio di DS oggetto di valutazione assegnato a ogni Nucleo[3] (Tabella 2), con i cali più consistenti che si registrano nelle Marche (da 42,5 a 26,3 DS per Nucleo), in Abruzzo (da 24,7 a 18,3), Lombardia (da 23,0 a 16,7) e Piemonte (da 17,1 a 9,4). Il dato della Toscana, per effetto della riduzione dei Nuclei, vede invece i DS per Nucleo aumentare da 13,8 a 20,6. Sono notevoli le oscillazioni regionali: per il 2017/18 si va infatti dai 26,3 DS per Nucleo delle Marche ai 9,4 di Piemonte e Sardegna. Vedremo tuttavia più avanti (nel paragrafo “Segnali di convergenza”) che la dispersione dei dati medi regionali è meno ampia che nel 2016/17.

I coordinatori dei Nuclei

L’art. 9, comma 4, della Direttiva 36/2016 stabilisce che ciascun Nucleo di valutazione debba essere costituito «da un dirigente tecnico, amministrativo o scolastico in funzione di coordinatore, e da due esperti in possesso di specifiche e documentate esperienze in materia di organizzazione e valutazione». Ogni Nucleo inoltre «deve sempre avere la presenza di almeno un dirigente scolastico». In questo paragrafo e nel successivo proveremo a descrivere come, nei primi due anni di valutazione dei dirigenti scolastici, la norma abbia trovato concreta applicazione. Partiremo dall’analisi dei dati relativi ai coordinatori, per poi allargare lo sguardo agli altri valutatori e ai Nuclei nel loro complesso.

Nel 2016/17 i valutatori che hanno ricoperto il ruolo di coordinatore in uno o più Nuclei sono stati 208, un dato che nel 2017/18 passa a 281 unità (Tabella 1). Il numero dei coordinatori cresce quindi in misura maggiore rispetto al numero dei Nuclei: se i Nuclei registrano un +6,6%, infatti, il numero di coordinatori aumenta del 35,1%, e parallelamente i valutatori chiamati a coordinare due o tre Nuclei scendono da 116 a 80. Rispetto al primo anno della procedura, nella maggior parte delle regioni si è quindi ritenuto opportuno ridurre il carico di lavoro dei coordinatori, cui in media sono stati assegnati 21,9 DS da valutare nel 2017/18, contro i 31,1 del 2016/17 (-29,6%).

Relativamente alla qualifica professionale dei coordinatori (Tabella 4), è utile osservare il raffronto tra 2016/17 e 2017/18 (Grafico 2). La scelta di aumentare il numero dei coordinatori ha modificato in misura significativa i dati relativi al profilo professionale della figura. Il numero limitato di dirigenti tecnici in servizio e il basso coinvolgimento di dirigenti amministrativi hanno infatti imposto di assegnare il ruolo di coordinamento a una percentuale crescente di dirigenti scolastici in quiescenza e, soprattutto, in servizio: i primi rappresentavano il 22% dei coordinatori nel 2016/17 e sono stati il 26% per il 2017/18, i secondi erano l’11% dei coordinatori nel 2016/17 e sono più che raddoppiati in termini percentuali, avendo coordinato un Nucleo su quattro nel 2017/18. Ne consegue che più della metà dei Nuclei nel secondo anno di valutazione è stato coordinato da dirigenti scolastici (in servizio o in quiescenza), mentre la percentuale di terne coordinate da dirigenti Miur (in servizio o in quiescenza) è scesa dal 65% al 48% del totale. Esiste infine una quota minima di Nuclei coordinati da esperti esterni, scelta di per sé non contemplata dalla direttiva 36.

La composizione dei Nuclei

Coordinatori inclusi, i valutatori coinvolti nei nuclei 2017/18 sono stati 963 (Tabella 1; Grafico 1). Di questi, 147 sono stati inseriti in due Nuclei di valutazione: si arriva così a un totale di 1110 posizioni ricoperte, necessarie appunto alla formazione dei 370 Nuclei attivati a livello nazionale.

Sono coinvolti 127 dirigenti Miur[4] (12 amministrativi e 115 tecnici), di cui 4 in quiescenza. I dirigenti scolastici sono 757: di questi 624 attualmente in servizio, 133 in quiescenza. I componenti esterni, infine, sono 79.

Per quanto riguarda la qualifica professionale dei componenti non coordinatori (Tabella 5), nel 2017/18 sono 563 i dirigenti scolastici in servizio e 76 quelli in quiescenza; il numero di valutatori esterni è pari a 97; vi sono poi 4 casi in cui un dirigente amministrativo Miur è inserito nel Nucleo, pur non coordinandolo.

Nel raffronto tra prima e seconda annualità di valutazione, non si registrano grossi spostamenti, in termini di rappresentazione dei diversi gruppi professionali, tra i membri non coordinatori dei Nuclei (Grafico 3): la presenza dei dirigenti Miur in questo ruolo resta minima; i dirigenti scolastici in servizio e in quiescenza aumentano leggermente, passando rispettivamente dal 75% al 76% e dal 9% al 10%; i valutatori esterni all’amministrazione si riducono di due punti, passando dal 15% al 13%.

Nel complesso, tuttavia, sommando il dato relativo ai coordinatori con quello degli altri membri, la presenza dei dirigenti scolastici nei Nuclei risulta in forte aumento, con ovvie ricadute sulla composizione dei Nuclei (Tabella 3; Grafico 4). Le terne di valutatori nel 2017/18 in quattro casi su dieci comprendono esclusivamente dirigenti scolastici in servizio o in quiescenza: un assetto che diventa maggioritario in alcune delle regioni più estese come la Campania (dove il 75% dei Nuclei è formato da capi d’istituto), la Sicilia (73%), la Lombardia, l’Emilia Romagna (68%) e la Puglia (53%). Sembra pertanto che la scarsa disponibilità di valutatori diversi dai dirigenti scolastici (quindi dirigenti amministrativi o tecnici Miur e valutatori esterni) incida in maniera più considerevole nelle regioni maggiori, laddove nelle più piccole risulterebbe più semplice costituire Nuclei meno omogenei: nelle nove regioni con meno dirigenti scolastici da valutare (Calabria, Sardegna, Abruzzo, Marche, Umbria, Liguria, Friuli, Basilicata e Molise), in effetti, solo 3 nuclei su 77 sono formati esclusivamente da DS.

La presenza di valutatori “esterni esterni”

La possibilità di incidere sugli assetti sembra tuttavia salvaguardata anche per le regioni più vaste, in particolare laddove è stato possibile coinvolgere nella procedura un buon numero di valutatori esterni: ne è prova il fatto che Toscana ed Emilia-Romagna hanno lo stesso numero di DS da valutare, ma la prima è riuscita a non costituire nuclei di soli dirigenti scolastici grazie in particolare alla disponibilità di 12 valutatori esterni, mentre la seconda in 10 casi su 18 ha formato terne composte integralmente da capi d’istituto. Analogamente il Piemonte, mettendo in campo 15 valutatori esterni, ha contenuto al 30% i nuclei di soli dirigenti scolastici (11 nuclei su 37 attivati); mentre la Lombardia, che ha potuto inserire tra i valutatori solo due esperti esterni, nel 68% dei suoi 50 nuclei ha esclusivamente dirigenti scolastici.

Oltre ai 151 nuclei formati esclusivamente da dirigenti scolastici, se ne registrano altri 153 in cui i dirigenti scolastici sono due (affiancati da un dirigente Miur o, meno di frequente, da un esperto esterno): ciò significa che i Nuclei in cui la presenza di dirigenti scolastici è maggioritaria rappresentano l’82% del totale, ovvero 304 Nuclei su 370.

La carenza di dirigenti tecnici e di valutatori esterni si traduce pertanto in un basso numero di terne formate da dirigente Miur, dirigente scolastico e membro esterno, ovvero di quei Nuclei che qui definiamo “eterogenei” perché rappresentativi di tre diversi e, auspicabilmente, complementari punti di vista. I nuclei eterogenei rappresentano solo il 16% del totale (60 Nuclei su 370) e in alcune regioni sono completamente assenti (Campania, Liguria, Molise, Sicilia, Veneto) o in numero irrisorio (Lombardia, Emilia Romagna, Abruzzo). Una sola regione, le Marche, ha invece il cento per cento di Nuclei eterogenei.

A completare il quadro vi è un 2% di Nuclei caratterizzati da una composizione diversa rispetto alle tre principali: si tratta di 5 Nuclei formati da due dirigenti Miur e un dirigente scolastico (4 in Veneto e 1 in Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Toscana), più una sola terna, in Umbria, costituita da due esperti esterni (di cui uno in funzione di coordinatore) e un DS in quiescenza.

Segnali di convergenza

Nel complesso è possibile rintracciare alcuni segnali di convergenza tra Uffici scolastici regionali, in particolare nel modo in cui è stato modificato il rapporto numerico tra DS valutati e Nuclei di valutazione, nonché tra DS valutati e coordinatori dei Nuclei di valutazione.

Come segnalato in precedenza, entrambi questi rapporti sono mediamente diminuiti nel passaggio dalla prima alla seconda annata del procedimento di valutazione: nel 2016/17 a ogni terna di valutatori era assegnata una media di 18,6 valutati e a ogni coordinatore una media di 31,1 valutati; nel 2017/18 il primo valore si riduce a 16,7 e il secondo a 21,9.

Per verificare tuttavia se le scelte delle direzioni regionali siano andate convergendo verso valori medi più omogenei o se, al contrario, le differenze regionali siano aumentate, occorre prendere in considerazione la distribuzione dei valori attraverso il calcolo della deviazione standard, raffrontando il dato del 2016/17 con quello dell’anno successivo (Tabella 2).

Il risultato è piuttosto netto: per quanto riguarda il numero medio di DS assegnati per la valutazione a ogni Nucleo, nel 2016/17 la deviazione standard era pari a 6,7, mentre nel 2017/18 si riduce a 4,7. Per quanto riguarda invece il numero medio di DS da valutare assegnati a ogni coordinatore di Nucleo, la deviazione standard è passata da 9,1 nel 2016/17 a 4,7 nel 2017/18.

In termini più immediati ciò significa che, riguardo il numero medio di valutati per Nucleo e di valutati per coordinatore, le differenze, molto ampie, presenti da regione a regione nel primo anno di valutazione dei DS, nel secondo anno si sono ridotte, il che farebbe pensare a una progressiva condivisione di impostazioni per quanto riguarda questo specifico aspetto organizzativo.

Tabella 1 - Dati nazionali e raffronto 2016/17 - 2017/18

Tabella 2 - Dati regionali e raffronto 2016/17 - 2017/18

Tabella 3 - Tipologia nuclei 2017/18

* Per nucleo “eterogeneo” si intende un nucleo costituito da un dirigente MIUR in funzione di coordinatore, un dirigente scolastico e un valutatore esterno.

** Gli “altri nuclei” sono costituiti in 5 casi da due dirigenti MIUR e un dirigente scolastico; in un solo caso, da un valutatore esterno (in funzione di coordinatore) e due dirigenti scolastici.

Tabella 4 - Qualifica professionale dei coordinatori di nucleo (2017/18)

Tabella 5 - Qualifica professionale degli altri componenti dei nuclei (2017/18)

Grafico 1 - Valutatori per qualifica professionale (2017/18)

Grafico 2 - Coordinatori nuclei per qualifica professionale: raffronto 2016/17 - 2017/18

Grafico 3 - Altri componenti nuclei per qualifica professionale: raffronto 2016/17 - 2017/18

Grafico 4 - Tipologia nuclei 2017/18 (dato nazionale)

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[1] La documentazione prodotta dall’Osservatorio è reperibile all’indirizzo https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/public/osservatorio/osservatorio.ftl.

[2] https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/public/dirigenti/piano-regionale.

[3] È appena il caso di ricordare che in questa sede si prende in considerazione il dato, in un certo senso teorico, relativo ai dirigenti scolastici che avrebbero dovuto essere valutati. Per verificare quale sia stata l’adesione alla procedura e, quindi, il numero di dirigenti effettivamente valutati, occorrerà attendere la pubblicazione dei relativi dati da parte degli USR e del SNV.

[4] In questa dicitura sono da comprendere anche i dirigenti scolastici “utilizzati” presso il Miur.

Bonus asilo nido 2019

A partire dalle ore 10 del prossimo 28 gennaio sarà attivo il servizio online per richiedere il bonus asilo nido per il 2019: fino a un massimo di 1.500 euro per i bambini nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016.

Lo ha comunicato l'Inps con avviso pubblicato sul proprio sito internet. Il contributo può essere corrisposto, previa presentazione della domanda da parte del genitore:

  • a beneficio di bambini nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati)
  • in favore dei bambini di età inferiore a tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari.

Alla domanda è necessario allegare la documentazione comprovante il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione.

Per i bambini di età inferiore ai tre anni impossibilitati a frequentare gli asili nido, il richiedente dovrà allegare l’attestazione, rilasciata dal pediatra, dell’impossibilità di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare, a causa di una grave patologia cronica.


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Concorso straordinario infanzia e primaria: validazione istanze commissari

Le istanze degli aspiranti presidenti e commissari alle prove d'esame del concorso straordinario, per titoli ed esami, del personale docente della scuola dell'infanzia e primaria, devono essere validate a cura degli Uffici Scolastici Regionali, mediante le funzioni che saranno disponibili sul SIDI dal 21 febbraio.

In data 3 gennaio 2019 sono stati inviati agli uffici scolastici regionali appositi file, organizzati per regione, riportanti ciascuno le informazioni delle istanze di partecipazione.

Con nota 11 gennaio 2019 prot. n. 129 il Miur comunica che dal 21 febbraio sarà predisposta sul SIDI (percorso Reclutamento - Concorso straordinario infanzia e primaria DM 17 ottobre 2018 - Commissioni Giudicatrici - Verifica Istanze) un'apposita funzionalità che consente all'USR:

  • di prendere visione del personale, in servizio e in quiescenza, che ha presentato domanda di partecipazione per presidente/commissario e/o Componente Aggregato in qualità di Dirigente Scolastico, Dirigente Tecnico;
  • di visualizzare la singola posizione e consultarne il pdf dell'istanza e il curriculum vitae;
  • di proporre per l'esclusione il personale che abbia profili di incompatibilità o di inopportunità; in caso contrario di validare il personale corrispondente ai requisiti di partecipazione.

Le istanze dei professori universitari perverranno sul sistema informativo del MIUR attraverso il CINECA che restituirà entro la data di apertura delle funzioni le sole domande validate dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN) corredate di curriculum vitae.

L'Ufficio Regionale potrà gestire l'anagrafe di presidenti/commissari che non hanno presentato domanda di partecipazione, mediante funzionalità disponibili a partire dal 21 febbraio.

Al fine di comporre e gestire le commissioni, verranno messe a disposizione degli USR apposite funzionalità, sempre a partire dal 21 febbraio. Dalla medesima data gli Uffici Regionali potranno assegnare i singoli candidati alle opportune commissioni.


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Beni culturali: offerta formativa per le scuole

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (MiBAC) ha pubblicato l’annuale raccolta di tutte le proposte e attività di educazione al patrimonio offerte a titolo gratuito da istituti, soprintendenze, archivi, biblioteche, musei e luoghi della cultura al pubblico scolastico, insegnanti e famiglie.

Con nota 11 gennaio 2019, prot. n. 97 il Miur comunica che sul Portale www.sed.beniculturali.it sono stati pubblicati gli opuscoli con la raccolta delle attività di formazione e di educazione al patrimonio proposte dalla Rete dei Servizi educativi del MiBAC.

I Servizi educativi operano in archivi, biblioteche, musei, soprintendenze e altri luoghi della cultura per favorire la partecipazione e la condivisione della comune eredità culturale.

Come previsto dal Piano nazionale per l’educazione al patrimonio culturale, la raccolta ha l’obiettivo di promuovere le attività educative rivolte agli studenti del sistema scolastico, alle famiglie nonché di favorire le proposte di formazione rivolte al personale docente della scuola ed agli operatori di settore.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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