Scuola7 25 febbraio 2019, n. 126

Scuola7

la settimana scolastica

25 febbraio 2019, n. 126


In questo numero parliamo di:

Iscrizioni: tempo di bilanci (M. Piras)

Un’alternanza che fa discutere (D. Ciccone)

Pietre d’inciampo per ricordare (F. Lorenzoni)

Si può migliorare la qualità della scuola? (M. Paglialunga)

Nuove regole contabili per risorse PON/FSC

Accesso ai percorsi di specializzazione sul sostegno

Alternanza scuola-lavoro: nuove disposizioni

Erasmus+: più fondi dall'Europa

Esame di Stato: faq Miur

CPIA: riparto finanziamenti


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diIscrizioni: tempo di bilanci
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25 febbraio 2019

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n. 126

Iscrizioni: tempo di bilanci

Mauro PIRAS

I dati sulle iscrizioni

Il Miur ha pubblicato i dati sulle iscrizioni per il 2019-20. Continua l’aumento delle iscrizioni nei licei in generale, che arrivano al 55,4% degli iscritti (dal 55,3% dell’anno scorso). Anche gli istituti tecnici aumentano, arrivando al 31% (dal 30,7%), mentre i professionali arretrano ancora rispetto agli anni precedenti, scendendo al 13,6% (dal 14%). Nell'ambito dei licei, il classico aumenta leggermente, arrivando al 6,8% (dal 6,7%). Lo scientifico è il più scelto, ma in leggero calo: 25,5% (dal 25,6%); diminuisce l’opzione tradizionale: 15,4% contro il 15,6% dell’anno scorso; cresce l’opzione scienze applicate: 8,4% contro l’8,2%. Cresce anche il liceo delle scienze umane: 8,3% contro l’8,2%, mentre è stabile il linguistico al 9,3% e diminuisce leggermente l’artistico: 4% contro il 4,1%. Tra i tecnici è stabile il settore economico (11,4%), mentre cresce il settore tecnologico (19,6%, rispetto al 19,3% dell’anno scorso). Non ci sono ancora dati disaggregati per i professionali.

Le tendenze degli ultimi anni

Per valutare questi dati è opportuno dare un’occhiata alle tendenze dal 2010-11, cioè da quando è in vigore l’ordinamento introdotto dal ministro Gelmini. L’unica serie continua dal 2010 a oggi è quella del Servizio Statistico del Miur, che pubblica ogni anno a maggio una sintesi complessiva dei dati sulle iscrizioni. I dati di questa serie non corrispondono a quelli che vengono resi noti dal Ministero di solito a febbraio, con un comunicato stampa, subito dopo le fine delle iscrizioni: sia perché questi ultimi sono provvisori, mentre i primi sono definitivi e più precisi, sia perché dal 2015 nei comunicati stampa non vengono più calcolati, tra gli iscritti ai professionali, gli iscritti ai corsi di istruzione e formazione professionale in sussidiarietà complementare. La serie dei comunicati stampa, inoltre, è ricostruibile solo a partire dal 2012, mentre quella del Servizio Statistico nei primi due anni (2010-11 e 2011-12) riguarda solo le scuole statali. Le due tabelle qui sotto ricostruiscono le due serie.

La dinamica delle iscrizioni

Tabella 1

Distribuzione percentuale degli alunni iscritti al primo anno nelle scuole statali e paritarie, secondo gli ordini di scuola.

Fonte: Pubblicazioni del Servizio Statistico del MIUR.

a. s. 2010-11* 2011-12* 2012-13 2013-14 2014-15 2015-16 2016-17 2017-18 2018-19
Licei 46,2 49,2 47,4 48,9 49,8 50,9 52,0 53,4 53,9
Tecnici 31,7 32,1 31,0 31,2 30,8 30,5 30,5 30,4 30,9
Professionali 22,1 18,7 21,6(1) 19,9(1) 19,4(1) 18,6(1) 17,5(1) 16,2(1) 15,2(1)

* solo statali

(1) Comprende anche i corsi IeFP in sussidiarietà complementare.

Tabella 2

Distribuzione percentuale degli alunni iscritti al primo anno nelle scuole statali e paritarie, secondo gli ordini di scuola.

Fonte: comunicati stampa del MIUR a conclusione delle iscrizioni.

a. s. 2012-13 2013-14 2014-15 2015-16 2016-17 2017-18 2018-19 2019-20
Licei 47,4 49,0 50,1 51,9 53,1 54,6 55,3 55,4
Tecnici 31,0 31,4 30,8 30,5 30,4 30,3 30,7 31,0
Professionali 21,6(1) 19,6(1) 19,1(1) 17,6 16,5 15,1 14,0 13,6

(1) Comprende anche i corsi IeFP in sussidiarietà complementare.

Licei, tecnici e professionali: nuovi equilibri interni

Nonostante la parziale disomogeneità dei dati, alcune tendenze sono evidenti:

1) un progressivo aumento degli iscritti nei licei, soprattutto dal 2014-15;

2) una certa stabilità degli istituti tecnici, che si aggirano sempre tra il 30,5 e il 31%;

3) una caduta vistosa dei professionali, che dal 2010 hanno perso quasi 7 punti percentuali (prima serie) o 8,5 punti percentuali (seconda serie); questo è senza dubbio il fenomeno più grave.

All’interno delle singole componenti si notano queste altre tendenze (sulla base dei dati della prima serie, più completa e precisa, ma ferma all’anno scolastico 2018-19):

• tra i licei:

- al liceo scientifico ordinario le iscrizioni sono diminuite dal 19,2% del 2010-11 al 15,3% del 2018-19, mentre in quello delle scienze applicate nello stesso periodo sono più che raddoppiate, dal 3,5% al 7,9%; nel complesso, il liceo Scientifico, tutte le opzioni comprese (incluso il liceo sportivo, presente dal 2013), passa dal 22,7% del 2010-11 al 24,8% del 2018-19;

- il liceo delle scienze umane passa dal 6,5% del 2010-11 all’8,1% del 2018-19; crescono sia l’ordinario, dal 4,6% al 5,6%, sia l’opzione economico-sociale, dall’1,9% al 2,5%;

- il liceo linguistico ha un vero e proprio boom, dal 5,6% del 2010-11 al 9,1% del 2018-19;

- il liceo artistico è piuttosto stabile, tra il 3,9% del 2010-11 e il 4,1% del 2018-19;

- il liceo classico, infine, passa dal 6,9% del 2010-11 al 6,5% del 2018-19.

• tra i tecnici cresce il settore tecnologico, dal 17,1% del 2010-11 al 19,4% del 2018-19, mentre è in costante calo il settore economico, dal 14,6% all’11,5%;

• tra i professionali il settore industria e artigianato è passato dal 6,3% nel 2010-11 al 3,4% nel 2017-18 (ultimo anno prima della riforma ex D.Lgs. 61/2017), mentre il settore servizi è passato dal 15,8% al 12,1%; inoltre gli IeFP in sussidiarietà complementare sono crollati dal 2,5% del 2012-13 allo 0,7% del 2017-18. Non ci sono dati disaggregati sugli indirizzi dei nuovi professionali.

La crescita dei licei e la tenuta dei tecnici

Che cosa si può dire su queste tendenze? Pochi rapidi commenti, per ora.

1. La crescita massiccia dei licei rispetto agli istituti non è un segnale positivo: il sistema di istruzione e formazione non riesce a garantire la solidità dei percorsi tecnici e professionali.

2. Il liceo di riferimento della scuola italiana è ormai lo scientifico. Questo vuol dire che è importante migliorarlo e rafforzarlo, riflettendo in particolare sulla natura e le potenzialità dell’opzione scienze applicate, in vistosa crescita.

3. Quanto agli altri licei, bisogna uscire una volta per tutte dalla tradizionale visione gerarchica e dare loro una dignità culturale che si stanno conquistando. Per citare solo i licei delle scienze umane e linguistico, in grande crescita, una società moderna ha bisogno di queste competenze: quindi non sono “licei di serie B”, ma una parte fondamentale dello scheletro formativo e produttivo del Paese.

4. Tra i tecnici, la vistosa caduta del settore economico è preoccupante: la formazione economico-finanziaria serve al Paese, sia nel rapporto con il tessuto produttivo, sia per la cultura generale dei cittadini.

La crisi degli istituti professionali

Il problema enorme che emerge da questi dati è la crisi degli istituti professionali, che crollano perché non garantiscono più sbocchi di lavoro immediati, cioè sono inadeguati a svolgere la loro funzione. Le famiglie e gli studenti, razionalmente, li evitano sempre di più, perché sanno che vengono considerati scuole di serie C, in cui il sistema scolastico scarica tutte le difficoltà (disagio sociale, disabilità, bisogni educativi speciali), in cui si concentrano le classi sociali più svantaggiate, in cui l’orientamento approssimativo fatto alle medie manda i più pigri e impreparati, in cui il corpo docenti cambia più frequentemente. Di fronte a questa crisi c’è da chiedersi se l’ultima riforma (D.lgs. 61/2017) sia sufficiente o se non serva piuttosto un radicale cambio di paradigma, che riorganizzi tutto il settore secondario di secondo grado in due canali: un canale dei licei e dei tecnici e un robusto sistema di istruzione e formazione professionale diffuso su tutto il territorio nazionale.

Mauro PIRAS

Un’alternanza che fa discutere

Domenico CICCONE

Modifiche annunciate e scontate

In attuazione della legge di bilancio 2019 (L. n. 145/2018), il Miur mediante la nota 3380 del 18 febbraio 2019 informa dettagliatamente le scuole sulle modifiche apportate alle disposizioni relative all’alternanza scuola-lavoro, che, oltre ad interessare la denominazione, ridefinita “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, riguardano anche la consistenza degli appositi finanziamenti inizialmente stabiliti dalla Legge 107/2015. Le modifiche sono state in gran parte anticipate nei mesi scorsi dalle dichiarazioni di alcuni ministri più o meno interessati all’argomento, accomunati dalla precisa volontà di ridimensionare le attività di collaborazione scuola-azienda, comunque esse siano denominate.

In attesa delle Linee guida

I Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento saranno regolamentati da apposite Linee guida, che in ogni caso entreranno in vigore nell’anno scolastico 2019/20. La data prevista dalla norma per la loro emanazione dovrebbe coincidere con il 1° marzo 2019, ma appare improbabile il rispetto di questa scadenza.

Le disposizioni sono invece già pienamente vigenti per quanto attiene alla drastica riduzione del monte-ore complessivo negli ultimi tre anni delle scuole secondarie di II grado. Per effetto delle modifiche attuate negli istituti professionali, il monte ore da svolgersi negli ultimi tre anni di corso viene rideterminato in almeno 210 ore, a fronte delle 400 ore previste dalla L. 107/2015; negli istituti tecnici la riduzione è più corposa e si attesta sulle 150 ore nel corso del secondo biennio e nell’ultimo anno; nell’istruzione liceale la riduzione si attesta a meno della metà del percorso precedente, fermandosi a un minimo di 90 ore, da svolgersi nel secondo biennio e nel quinto anno.

La revisione delle ore minime dei percorsi diventa necessaria conseguenza della corposa riduzione dei finanziamenti, che nel bel mezzo dell’anno scolastico vengono ridimensionati e decurtati in maniera significativa. La diminuzione opera in misura proporzionale alla previsione delle ore minime dei percorsi e modifica la risorsa finanziaria comunicata in sede di assegnazione preventiva, relativamente al periodo gennaio-agosto 2019 (nota della Direzione generale per le risorse umane e finanziarie prot. 19270 del 28 settembre 2018).

D’altra parte la legge 145/2018, all’art. 1, comma 787, aveva già stabilito la rimodulazione automatica delle attività anche nei confronti di eventuali soggetti terzi coinvolti.

Esperienza utile e obbligatoria per gli esami di Stato del II ciclo

L’annuale ordinanza ministeriale sugli esami di Stato del II ciclo fornirà indicazioni dettagliate relative alla breve relazione e/o all’elaborato multimediale che i candidati presenteranno durante il colloquio, in relazione alle esperienze compiute in alternanza scuola-lavoro e nei nuovi Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Questa previsione, frutto delle disposizioni della legge 107/2015, permane come implicita prova della indispensabile funzione delle metodologie attive nella strutturazione delle competenze disciplinari, trasversali e di cittadinanza.

Forse sarebbe opportuno un ripensamento

Proprio in tale prospettiva i provvedimenti che riducono le attività di alternanza scuola-lavoro, modificandole nella denominazione e nella durata, appaiono poco idonei ai bisogni educativi emergenti nelle giovani generazioni e inducono a ipotizzare ragioni legate ad esigenze di cassa, piuttosto che a motivi di consistenza pedagogica, educativa e sociale.

La vera e propria metamorfosi globale dei modelli produttivi e commerciali, detta “Industria 4.0” e caratterizzata da processi automatizzati e interconnessi, rende ancor più inspiegabile l’interpretazione minimalista data dalla politica alle relazioni scuola-azienda. La connessione tra i saperi, orientati alle competenze per l’apprendimento permanente, rende sempre meno esclusivi i contesti di apprendimento formale e valorizza le acquisizioni informali e non formali, che ogni persona cataloga nella propria biografia cognitiva e relazionale ed utilizza in maniera combinata. È piuttosto improbabile immaginare una scuola che in maniera esaustiva riesca a sostenere questi processi, senza l’apporto di altri attori che si facciano carico di nuove responsabilità educative e sociali. In questo scenario complesso, talvolta intricato e di non sempre di facile interpretazione, le reciprocità tra la scuola e il mondo del lavoro dovrebbero aumentare considerevolmente piuttosto che essere ridotte.

Esperienze di buon livello che hanno dato risultati confortanti

Le innumerevoli esperienze che dopo la L. 107/2015 hanno ridefinito il ruolo dell’alternanza nel secondo ciclo di istruzione, pur lasciando qualche zona d’ombra, hanno disegnato un confortante scenario rispetto alla capacità delle scuole di fare rete e di creare nuove opportunità tramite le metodologie attive, che mirano all’apprendimento non solo come risultato dell’insegnamento, ma soprattutto come prodotto dell’esperienza.

Non sarà facile ridimensionare, senza alcuna conseguenza a medio e lungo termine, un patrimonio di circa cinquecento milioni di ore di alternanza scuola-lavoro svolte, nel triennio appena concluso, da un milione e mezzo di studenti, non sempre entusiasti ma comunque impegnati in contesti di apprendimento nuovi, stimolanti ed alternativi.

Potranno i nuovi Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento assicurare la riconnessione dei saperi della scuola con quelli della società, la sintonizzazione della scuola con il mondo esterno, la valorizzazione di competenze per la vita e l’apertura sociale della scuola? Non erano e non saranno semplici ore di stage aziendale o percorsi simulati di impresa. Scuola e lavoro non sono categorie antitetiche e contrapposte e, nella complessità del mondo contemporaneo, occorre sempre più coniugarne scopi e finalità, per trovare un altro fondamentale punto di equilibrio sul quale distribuire il peso della complessità.

Domenico CICCONE

Nuove regole contabili per risorse PON/FSC

Istruzioni per l'adeguamento dell’attività negoziale delle scuole beneficiarie di risorse derivanti da fondi comunitari alla disciplina del nuovo regolamento amministrativo-contabile ed indicazioni operative sulla predisposizione del programma annuale per l'esercizio finanziario 2019.

Con nota 20 febbraio 2019 prot. n. 4939 il Miur fornisce indicazioni alle istituzioni beneficiarie di risorse derivanti da fondi comunitari (ovvero fondi a valere su FSC – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione), per adeguare le proprie attività di acquisto di beni e servizi alle disposizioni del nuovo regolamento amministrativo-contabile (D.I. n. 129/2018).

Le modifiche rispetto al previgente impianto normativo sono le seguenti:

  • la soglia entro cui il dirigente scolastico può ricorrere in autonomia all’affidamento diretto viene innalzata da € 2.000  a € 10.000;
  • viene eliminato l’obbligo per il dirigente scolastico di procedere alla scelta del contraente previa comparazione delle offerte di almeno tre ditte direttamente interpellate, qualora l’importo posto a base dell’acquisto di beni e servizi fosse superiore a € 2.000 oppure il limite preventivamente fissato dal Consiglio d'istituto;
  • rimane ferma la possibilità di effettuare affidamenti diretti al di sopra di € 10.000 fino a € 40.000, con la precisazione che il Consiglio d’istituto deve preventivamente adottare una delibera che definisca i criteri ed i limiti di tali affidamenti.

Le istituzioni scolastiche ed educative che ancora non abbiano provveduto sono invitate ad adottare il prima possibile le  delibere previste, al fine di adeguare la propria regolamentazione interna alla nuova disciplina. In attesa dell’adozione delle nuove delibere continueranno a trovare applicazione, in via transitoria, i provvedimenti regolatori del Consiglio d’istituto adottati sotto la vigenza del D.I. 44/2001.

Com'è noto, il termine per l'approvazione del programma annuale 2019 da parte del Consiglio d'istituto è stato prorogato al 15 marzo 2019.

Le risorse finanziarie relative ai progetti PON/FSC non ultimati nell’esercizio precedente sono confluite nell’avanzo di amministrazione. Al fine di consentire il loro immediato utilizzo è necessario procedere ad un’operazione di riporto nell'esercizio finanziario 2019.

È quindi necessario che ciascuna Istituzione scolastica proceda alla corretta codificazione dei progetti in questione, al fine di garantire la rappresentazione omogenea dei fatti contabili ed il regolare andamento della separatezza di gestione da altri finanziamenti fino alla conclusione degli stessi.

Pertanto nella tabella allegata alla suddetta nota è indicata, per ogni progetto PON/FSC non ancora concluso, la corrispondenza con la nuova classificazione per aggregati al terzo livello di destinazione da riportare nella scheda illustrativa finanziaria.

Con nota 22 febbraio 2019, prot. n. 5294 il Miur chiarisce ulteriormente che:

  • per le scuole che ancora non hanno approvato il P.A 2019 la classificazione delle spese ha carattere prescrittivo e, pertanto, va predisposta nei modelli contabili interessati;
  • le scuole che hanno già approvato il Programma Annuale 2019 possono gestire le spese con la classificazione adottata, che tuttavia dovrà essere modificata secondo le indicazioni impartite in occasione delle verifiche, modifiche e assestamento al programma annuale.

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Accesso ai percorsi di specializzazione sul sostegno

14.224 posti disponibili, prove di accesso il 28 e 29 marzo: il Miur ha pubblicato il decreto con la ripartizione dei posti nelle sedi autorizzate per i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità per l'anno accademico 2018/2019.

Ogni ateneo che ha validamente presentato la propria offerta formativa è autorizzato ad attivare i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria, nella scuola secondaria di I grado e nella scuola secondaria di  II grado, nei limiti dei posti fissati e per le sedi autorizzate di cui alla tabella A allegata al decreto Miur 21 febbraio 2019.

Le prove di accesso, disciplinate dai bandi emanati da ciascun Ateneo, sono costituite da un test preliminare, da una o più prove scritte ovvero pratiche e da una prova orale, predisposte dagli atenei.

Le date di svolgimento dei test preliminari sono fissate nei giorni 28 e 29 marzo 2019 secondo il seguente calendario:

  • 28 marzo 2019: mattina - scuola dell’infanzia; pomeriggio -  scuola primaria;
  • 29 marzo 2019: mattina - scuola secondaria I grado; pomeriggio - scuola secondaria II grado.

I corsi dovranno concludersi entro il mese di febbraio 2020.


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Alternanza scuola-lavoro: nuove disposizioni

Per assicurarne l’uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale, il Miur ha diramato alcune indicazioni in merito alle modifiche alla disciplina dei percorsi di alternanza scuola-lavoro apportate dalla legge di bilancio per il 2019.

La legge n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) apporta modifiche alla disciplina dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. La nota Miur 18 febbraio 2019, prot. n. 3380 illustra tali modifiche, al fine di assicurare l’uniforme applicazione delle nuove disposizioni su tutto il  territorio nazionale.

A partire dall’anno scolastico 2018/2019 gli attuali percorsi di alternanza scuola-lavoro sono ridenominati “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” e sono attuati per una durata complessiva:

  • non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;
  • non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;
  • non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

La durata dei percorsi già progettati può essere rimodulata anche in un’ottica pluriennale, laddove, in coerenza con il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, gli Organi Collegiali preposti alla programmazione didattica ne ravvedano la necessità.

Sono in fase di predisposizione le Linee guida in merito ai suddetti percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, che troveranno applicazione dal prossimo anno scolastico.

Per ciascuna istituzione scolastica occorre ridurre, in misura proporzionale alla revisione delle ore minime dei percorsi, la risorsa finanziaria comunicata in sede di assegnazione preventiva relativamente al periodo gennaio-agosto 2019. Entro il corrente mese di febbraio si provvederà a comunicare definitivamente le risorse finanziarie assegnate.


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CONCORSO DIRIGENTE SCOLASTICO: PREPARATI CON NOI ALLA PROVA ORALE

Per curare al meglio la preparazione alla prova orale del concorso a dirigente scolastico, Tecnodid editrice propone un kit di testi sui principali argomenti previsti dal colloquio:


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Manuale per la prova orale
Cosa si chiede ai dirigenti del futuro?
a cura di G. Cerini, M. Spinosi, M.T. Stancarone

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Analisi e soluzione di casi a scuola
Indicazioni operative e 15 casi svolti
di A. Carlini

Illustra una metodologia agevole per l’analisi e la soluzione di casi scolastici, con esempi di casi svolti che impegnano tutte le dimensioni della dirigenza scolastica: relazionale, educativa, organizzativa e amministrativa.
Il dirigente scolastico e la leadership della scuola
di M.G. Dutto

Un patrimonio di conoscenze e competenze indispensabili per la gestione della scuola in termini strategici e operativi: teorie e articolazioni della leadership, scenario nazionale e internazionale, modelli organizzativi, esercizio di una leadership centrata sugli studenti.
Una guida per il PTOF
di M.T. Stancarone

Focus sul Piano Triennale dell'Offerta Formativa: evoluzione storico-normativa, teorie sui modelli organizzativi, connessioni con gli altri documenti strategici, strumenti operativi, approfondimenti utili per intraprendere la carriera dirigenziale.
Insegnare e dirigere nella scuola digitale
di R. Baldascino

Tutto su scuola digitale e nuovi ambienti di apprendimento. Una parte importante è riservata alla e-leadership del dirigente scolastico a livello sia gestionale-amministrativo, sia educativo e didattico.

per informazioni

25 febbraio 2019

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n. 126

Pietre d’inciampo per ricordare

Franco LORENZONI

In un liceo del salernitano una targa sul pavimento ricorda il ragazzo del Mali annegato nel Mediterraneo con la pagella cucita nel vestito. In un liceo di Ravenna il preside non fa cancellare una scritta omofoba contro di lui, “perché sia pietra d’inciampo per l’intelligenza”.

Quel dettaglio che ci commuove

Per poter ricordare un incontro, una storia, una persona, abbiamo sempre bisogno di un dettaglio. Un dettaglio che in qualche modo ci colpisca, ci costringa all’attenzione e riporti al presente una memoria.

Dei tanti morti annegati nel tentativo di raggiungere le nostre coste dall’Africa, che ormai si contano a decine di migliaia, non c’è traccia se non nelle cronache del momento. Eppure a volte capita che la rivelazione di un particolare irrompa e spezzi la nostra quotidiana indifferenza.

È accaduto qualche settimana fa con l’uscita del libro Naufraghi senza volto, in cui Cristina Cattaneo, medico legale, racconta di avere trovato, cucita nelle vesti di un ragazzo del Mali di 14 anni, la sua pagella con i voti scritti in arabo e francese. Il rinvenimento era emotivamente e simbolicamente così conturbante che è stato colto e rilanciato da numerosi media e se ne parla nelle scuole.

Questa pagella, che il ragazzo ha sentito il bisogno di nascondere e conservare con cura nei suoi vestiti, portandola con sé nel lungo viaggio attraverso il deserto e le prigioni libiche, fino in fondo al mare che lo ha inghiottito, in qualche modo dà concretezza fisica al suo sogno di riscatto.

Noi non sapremo mai il nome di questo ragazzo, annegato il 18 aprile 2015 nel più spaventoso naufragio avvenuto nel Mediterraneo dalla seconda guerra mondiale, quando perirono in una notte nel canale di Sicilia oltre mille esseri umani, ma la sua scelta di portare con sé un documento che attestasse la qualità del suo impegno, la sua volontà di studiare, migliorarsi e prepararsi a un futuro migliore, è arrivata fino a noi. Ecco che quel foglio, recuperato dal fondo del mare, ci offre la possibilità di non dimenticare, perché traccia concreta della volontà di un adolescente di cercare una vita migliore.

Inciampare per ricordare

Per ricordare milioni di vite spezzate dalla furia nazista, l’artista tedesco Gunter Demnig percorre le città d’Europa dal 1992, cementando a terra le sue pietre d’inciampo (Stolperstein) in modo che si depositi in forma indelebile, nel tessuto urbano delle città, una memoria visiva dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

Diffidando forse dei grandi monumenti che costellano le nostre città, di cui spesso si perde il senso, Gunter Demnig insegue l’idea, artistica e poetica, di affidare la memoria dei singoli innocenti uccisi nei campi di sterminio a delle piccole pietre d'inciampo ricoperte di ottone, leggermente sollevate dal piano del marciapiede, con su inciso il nome di chi abitava oltre quel portone e fu costretto a uscire da una casa dove non sarebbe mai più tornato. In 25 anni l’artista tedesco ha incastonato oltre 56.000 pietre d’inciampo nelle città di 18 nazioni europee.

Insegnanti, ragazzi e dirigente del Liceo Mangino di Pagani, in provincia di Salerno, hanno fatto loro il suggerimento dell’artista tedesco, incastonando nel pavimento dell’atrio della loro scuola una piccola targa in ottone che ricorda il ragazzo del Mali senza nome, la cui pagella è stata trovata insieme ai resti del suo corpo recuperato in fondo al mare.

La scelta coraggiosa di cementare quella targa a terra, come segno indelebile in grado di continuare a denunciare nel tempo l’assenza di un ragazzo che avrebbe potuto frequentare quella scuola, mi sembra particolarmente significativa oggi, che di immigrati si parla ogni giorno senza assumersi la fatica di studiare a fondo il fenomeno, raccontarne le storie e osservare con lungimiranza una questione di rilevanza planetaria, che muterà inevitabilmente la composizione del tessuto sociale delle nostre società.

Migrare nel Paese più vecchio del mondo

Sono il 9,4% gli alunni di origine straniera che frequentano le nostre scuole, e chi ha la pazienza di ragionare pacatamente di demografia e statistica, lontano da furie ideologiche interessate, sostiene che avremmo bisogno che fossero molti di più i ragazzi che vengono da altri continenti tra noi, perché portatori di una energia e di una volontà nel costruire e rendere migliore la loro esistenza, di cui ha necessità vitale il nostro Paese, che è ha la percentuale di anziani più alta del mondo, superata solo dal Giappone.

Se torniamo con la memoria al dopoguerra, scopriremo che negli anni del boom economico il nostro era un paese giovane, innervato da una straordinaria voglia di ricostruire, che si avvalse positivamente di un’ondata migratoria dal sud al nord Italia, che coinvolse in vent’anni 30 milioni di meridionali, sei volte tanto l’insieme degli immigrati giunti in Italia nell’ultimo quarto di secolo. A quell’ondata senza precedenti la nostra società, pur tra mille contraddizioni, seppe infine far fronte positivamente.

Potremmo allora cominciare a guardare con altri occhi a chi arriva e non arriva, ragionando sulle migrazioni odierne come fenomeno necessario alla costruzione di un futuro in cui si ritrovi tutti l’energia e la voglia di progettare un futuro aperto, in un paese in cui a fronte di 100 giovani ci sono 168 anziani e il calo complessivo delle nascite e della popolazione non accenna e diminuire.

Ragazzi che partono… ragazzi che non arrivano

Il problema è che migliaia di ragazzi che partono dalle loro case, sottoponendo le loro famiglie a enormi sacrifici anche economici, non arrivano mai. In questo caso non si tratta di ricordare chi è uscito dalla sua casa e non vi è mai ritornato, come fu per ebrei e rom deportati nei campi di sterminio, ma chi è partito da lontano e qui non è mai arrivato.

Ricordare la loro assenza nelle nostre aule, nelle scuole che avrebbero frequentato se fossero riusciti a giungere fin qui, assume allora il valore morale di un gesto che testimonia la sensibilità civile di chi si accorge e presta attenzione all’enorme tragedia che si sta compiendo poco lontano dai nostri occhi distratti.

Per questo l’idea di porre pietre d’inciampo davanti alle nostre scuole, ricordando il ragazzo con la pagella cucita nel vestito e tutti i suoi compagni di viaggio mai arrivati, è stata fatta propria dal “Tavolo Saltamuri” (www.saltamuri.it), a cui hanno aderito le principali associazioni professionali dei docenti e che coordina da settembre dello scorso anno oltre 130 gruppi impegnati a promuovere una “educazione sconfinata per l’infanzia, i diritti, l’umanità”. Si stanno moltiplicando le scuole che hanno fatto propria questa indicazione, dalla Macigni Strozzi della Garbatella a Roma alle scuole Amari, Roncalli e Ferrara di Palermo.

Non cancellare una scritta offensiva

Il tema di una traccia di memoria come stimolo al ragionare è stato rilanciato, in tutt’altro contesto, da un preside di Ravenna. Di fronte alla scritta “Il preside è gay”, apparsa sul muro del liceo scientifico Oriani, Gianluca Dradi, dirigente scolastico di quell’istituto, decide di non cancellarla, sostenendo pubblicamente l’importanza che “rimanga lì”. “Ho pensato che potesse essere più educativo farla rimanere lì come pietra d’inciampo per l’intelligenza”, ha spiegato pubblicamente. “Episodi simili sono sempre accaduti, ma questo non vuol dire che debbano continuare. Dal punto di vista culturale il lavoro c’è, ma talvolta non è sufficiente, come si vede”, ha dichiarato, precisando infine: “Ciò che offende non è la falsa attribuzione di una condizione, ma il fatto che uno studente del mio liceo l'abbia pensata come un'offesa”.

Una presa di posizione coraggiosa e significativa, che prova ad affrontare il tema della discriminazione sessuale. Del resto trovare modi, gesti e forme, affinché come simboli, segni e tracce ci aiutino a ricordare e ragionare, non è uno dei principali compiti che dovrebbe assumere la scuola, nel contrastare ogni discriminazione e ricordare l’impegno a rimuovere ostacoli di ogni sorta che ci prescrive la Costituzione?

Franco LORENZONI

Si può migliorare la qualità della scuola?

Mirella PAGLIALUNGA

L’efficacia educativa: a partire dalle ricerche di Jaap Scheerens

Un interessante evento è stato organizzato dal gruppo di ricerca del Progetto PON Valu.E e dalla Biblioteca INVALSI per la presentazione del libro “Efficacia e Inefficacia Educativa - Esame Critico della Knowledge Base” del professor Jaap Scheerens.

Innanzitutto chi è Scheerens? È professore emerito dell’Università di Twente, Paesi Bassi. Dopo il pensionamento è stato professore ospite presso le Università di Bristol e Roma (Roma Tre). Attualmente collabora con l’istituto di ricerca Oberon di Utrecht. All’Università di Twente ha coordinato un programma di ricerca sull’efficacia scolastica. Nel corso della sua carriera è stato direttore scientifico della scuola di ricerca ICO, che si occupa di formazione post-laurea in scienze dell’educazione, e direttore dell’istituto di ricerca OCTO della Facoltà di pedagogia dell’Università di Twente. Ha pubblicato 20 libri e circa 100 articoli su riviste scientifiche, principalmente dedicati al tema dell’efficacia educativa e della valutazione dei sistemi scolastici.

È bene anche annotare che Jaap Scheerens fa parte del comitato tecnico scientifico dell’Invalsi.

Il modello CIPP: contesto, input, processi, output

Il 5 febbraio, a Roma, nella sala del palazzo Falletti, Jaap Scheerens ha discusso le tematiche affrontate nel suo libro con la Presidente Invalsi, professoressa Anna Maria Ajello, e con il professor Mauro Palumbo dell’Università di Genova, sollecitando un interessante dibattito tra gli invitati all’evento.

Lo studio, condotto dall’autore mediante la modellizzazione dell’efficacia educativa, è basato su un framework di quattro livelli: del singolo studente, dell’insegnamento in classe, della scuola e del sistema scolastico nazionale. La sua realizzazione utilizza il modello concettuale CIPP, basato su contesto, input, processi e output.

Compito principale della ricerca di Scheerens è rivelare l’impatto delle caratteristiche dell'input sull’output, per acclarare “quali fattori di processo o di throughput lavorino accanto all’impatto delle condizioni contestuali”.

Valutare la qualità della scuola

L’intenzione è quella di definire gli aspetti misurabili della qualità educativa:

1) produttività educativa: output confrontabili tra livelli medi di performance (studi di valutazione della scuola tra vari Paesi, quali TIMSS e PISA);

2) efficacia educativa: effetto netto delle condizioni educative sugli output;

3) equità educativa: disparità tra risorse e processi (la variazione tra studenti e scuole negli output educativi, la misura in cui i livelli di rendimento e le disparità sono correlati alle specifiche condizioni antecedenti degli studenti, delle scuole e dei contesti scolastici);

4) efficienza educativa: presenza ed efficacia degli input al minor costo possibile.

L’insegnamento rinforza il processo di apprendimento

Interessante è l’affermazione di Scheerens secondo cui “l’insegnamento è sì chiamato a stimolare l’apprendimento, ma sarebbe eccessivo asserire che ne sia il fattore determinante”. Secondo la sua concezione l’insegnamento “rinforza” l’apprendimento, più che determinarlo nella sua totalità.

Altrettanto interessante è un’altra domanda di Scheerens: Che cosa deve fare un insegnante per creare un ambiente di apprendimento efficace e rinforzare il processo di apprendimento?

L’insegnamento viene prospettato da Scheerens come una serie di condizioni che dovrebbero facilitare e rinforzare l’apprendimento dell’alunno mediante gli stimoli meta-cognitivi e le strategie di controllo.

Le caratteristiche dell’insegnamento

L’autore approfondisce quindi le variabili dell’insegnamento che svolgono un ruolo centrale nell’input, nel processo, nell’output e nel modello di contesto, perché considerate fattori chiave dell’efficacia didattica, prendendo in esame alcune principali dimensioni: la dimensione curricolare, la dimensione della gestione della classe, la dimensione delle strategie di insegnamento, la dimensione del clima, della valutazione e del feedback.

L’effetto scuola

All’interno del quadro di riferimento composto da sistemi educativi multilivello, come proposto da Scheerens, il livello rappresentato dalla scuola riveste il ruolo facilitante delle condizioni necessarie a conseguire una didattica efficace in classe.

Lo studio dell’autore evidenzia infatti che la leadership scolastica, le politiche in materia di scuola e gli aspetti organizzativi sono condizioni che, in linea teorica, possono favorire una buona qualità della didattica, migliorando l’apprendimento degli allievi.

Questi aspetti però, secondo la ricerca, sono essi stessi condizionati da situazioni antecedenti, e sono le associazioni fra i tre componenti principali (pregressi scolastici, ecologia della scuola e politiche scolastiche, gestione e organizzazione) che determinano di fatto i risultati scolastici.

L’effetto delle politiche di sistema

Altra questione posta da Scheerens a fondamento della sua ricerca riguarda il ruolo che il contesto, a livello di politiche di sistema, può avere per determinare l’efficacia educativa. Le categorie di maggiore rilevanza sono considerate dall’autore il decentramento, l’accountability e la valutazione, nonché la differenziazione strutturale a livello di scuola secondaria.

Tra le politiche reputate capaci di influire su input e processi l’autore individua quattro generi di politiche dirette: formule di finanziamento, programmi di miglioramento della qualità, politiche orientate all’equità e formazione e reclutamento degli insegnanti.

L’autore approfondisce i risultati della ricerca quantitativa e delle meta-analisi sull’efficacia della scuola e della didattica, illustrando le misurazioni degli effect size impiegati nella ricerca sull’efficacia educativa.

La valutazione di sistema: dalla ricerca alla scuola

Il bilancio dei risultati illustrati in sala da Scheerens durante la presentazione del libro ha sollecitato un interessante dibattito ed un confronto fra scuole di pensiero diverse. Oggetto di tale dibattito è stato quanto messo a nudo da Scheerens circa l’impossibilità scientifica di individuare in modo certo il rapporto di causa-effetto tra i fattori studiati e la qualità scolastica.

La ricerca, che sostanzialmente fa emergere una profonda variabilità negli effect size, riguarda anche i fattori scolastici che dovrebbero determinare un miglioramento delle performance dell’alunno.

Ed anche per questo tema l’autore pone un’interessante domanda: le conoscenze a nostra disposizione sono sufficienti a fornirci un input valido, basato sull’evidenza, per determinare le strategie da mettere in atto ai fini del miglioramento scolastico?

Il libro offre stimoli di riflessione e ripensamento su prassi che in Italia stiamo esplorando da poco tempo, e si presta ad essere occasione di discussione, non solo fra addetti ai lavori, per migliorare procedure ed adempimenti che, dal campo della ricerca, sono transitati in modo non indolore nella vita quotidiana delle scuole e dell’amministrazione scolastica.

Mirella PAGLIALUNGA

Erasmus+: più fondi dall'Europa

È di oltre 3 milioni e 200mila euro (500mila euro in più rispetto ai fondi stanziati inizialmente) la dotazione finanziaria per il Programma Erasmus+ 2019.

Il piano di lavoro Erasmus+ 2019, adottato dalla Commissione europea, prevede un incremento 500mila euro del budget dedicato al Programma Erasmus+ 2019: la dotazione finanziaria risulta quindi di oltre 3 milioni e 200mila euro.

L'accresciuta disponibilità di risorse finanziarie dedicate consentirà più mobilità per i partecipanti al Programma, il raddoppio dei fondi per l’iniziativa delle università europee, un focus sui progetti di inclusione sociale, fondi extra per progetti incentrati sull’apprendimento digitale, multi-disciplinare e sulle STEM (Educazione scientifica), nonché per i centri di eccellenza professionale.

Il piano di lavoro Erasmus+ 2019


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Esame di Stato: faq Miur

Nell'ambito delle attività di accompagnamento delle scuole verso il nuovo Esame di Stato, con lo scopo di garantire supporto a docenti, dirigenti e studenti, il Miur ha pubblicato sul proprio sito internet una serie di faq.

A partire dal corrente a.s. 2018/19 trovano applicazione le nuove regole per l'esame di Stato del II ciclo di istruzione, contenute nel d.lgs. n. 62/2017.

Il Miur ha avviato una serie di attività di accompagnamento per le scuole, predisponendo, tra l'altro, una pagina di faq, in cui vengono raccolte le risposte alle domande più frequenti poste da studenti, docenti, dirigenti scolastici e famiglie. Le faq sono suddivise in macro-argomenti:

  • l’esame
  • le prove scritte
  • l’orale
  • gli esempi delle prove

L’elenco delle faq sarà periodicamente aggiornato.

Leggi le faq

Ricordiamo che è parte integrante di queste attività anche la pubblicazione di esempi di prove sul sito del Miur che avverrà tra febbraio e aprile.

Il 19 febbraio si è svolta la prima simulazione d'esame relativa alla prima prova scritta. Le altre simulazioni seguiranno il seguente calendario:

  • prima prova scritta: 26 marzo;
  • seconda prova scritta: 28 febbraio e 2 aprile.

Le tracce, elaborate rispettando le caratteristiche e la struttura definite dai nuovi quadri di riferimento, saranno pubblicate sul sito del Miur a partire dalle ore 8:30 dei giorni previsti, nella sezione "esami di Stato".


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CPIA: riparto finanziamenti

Pubblicato il decreto con le specifiche tecniche e il riparto delle somme destinate ai CPIA per la realizzazione delle attività finalizzate ad innalzare i livelli di istruzione della popolazione adulta e a potenziarne le competenze, nonché a contribuire a ridurre la dispersione scolastica.

Il Decreto Direttoriale 7 febbraio 2019 n. 98 definisce in particolare:

- € 500.000 per il potenziamento dei Centri regionali di ricerca, sperimentazione e sviluppo per l'istruzione degli adulti (CRRS&S). Nello specifico: € 250.000 per la definizione degli standard delle reti territoriali per l'apprendimento permanente (RETAP); € 250.000 per la definizione degli assetti organizzativi e didattici di "percorsi di istruzione integrati", finalizzati a far conseguire, anche in apprendistato, una qualifica e/o un diploma professionale nella prospettiva di un proseguimento nella formazione di livello terziario.

I CPIA-CRRS&S devono essere coordinati da un comitato tecnico-scientifico individuato nell'ambito della rete dei CPIA, strutturati secondo un piano di attività di RS&S articolato in fasi, attività, tempi, modalità e strumenti, in cui vengono indicati, tra l'altro, le modalità di validazione e di diffusione a livello regionale; dotati di congrue risorse logistiche, strumentali e professionali, ivi comprese quelle dell'organico dell'autonomia; monitorati dall'USR competente, tenendo conto delle indicazioni condivise con il citato Gruppo Nazionale PAIDEIA.

- € 250.000 per la promozione dell'educazione finanziaria per gli adulti attraverso la prosecuzione delle attività relative al Progetto EDUFIN-CPIA in attuazione della "Strategia nazionale per l'educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale".

Le suddette risorse sono utilizzate per la progettazione, l'erogazione e il monitoraggio di non più di due percorsi di alfabetizzazione finanziaria per ciascun CPIA rivolti esclusivamente agli adulti iscritti al secondo periodo didattico del primo livello, ivi compresi gli adulti detenuti presso gli istituti penitenziari e i minori e giovani adulti in carico ai servizi minorili della giustizia, realizzato secondo quanto previsto nelle apposite Linee guida elaborate dal citato Gruppo Nazionale PAIDEIA e trasmesse agli UUSSRR.

Laddove disponibili, le risorse residue possono essere, altresì, utilizzate per realizzare:

a) percorsi di alfabetizzazione finanziaria, nell'ambito delle attività di ampliamento dell'offerta formativa destinati agli adulti iscritti ad altre tipologie di percorsi di istruzione;

b) percorsi di alfabetizzazione finanziaria destinati ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado;

c) attività di comunicazione e diffusione del progetto, anche in rete, in relazione alle iniziative nazionali di promozione dell'educazione finanziaria.

- € 250.000 per la realizzazione di attività finalizzate all'implementazione del riassetto educativo e didattico dell'istruzione degli adulti. Nello specifico: € 125.000 per la progettazione e realizzazione di "percorsi di garanzia delle competenze" per l'acquisizione delle competenze di base linguistiche e digitali, delle competenze chiave per l'apprendimento permanente, delle competenze chiave di cittadinanza, nonché delle competenze previste dall'Agenda 2030; € 125.000 per la piena applicazione degli strumenti di flessibilità e la progettazione e realizzazione di unità di apprendimento da fruire a distanza e/o all'attivazione di un'aula AGORÀ.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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