Scuola7 3 giugno 2019, n. 139

Scuola7

la settimana scolastica

3 giugno 2019, n. 139


In questo numero parliamo di:



Telecamere con vista... sui bambini (F. Da Re)

Alternanza ed esami di Stato (D. Ciccone)

Palermo: il caso è chiuso? (M. Muraglia)

Centri regionali di ricerca, sperimentazione e sviluppo per l’istruzione degli adulti (F. Palumbo)

Progetti minoranze linguistiche: piano di finanziamenti

Esame di Stato: nominate le commissioni

Concorso DSGA: tutto sulla preselezione

Graduatorie d'istituto personale ATA

Scuola in ospedale: al via il nuovo portale

Edilizia scolastica: fondi per regioni terremotate


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diTelecamere con vista... sui bambini
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3 giugno 2019

__TESTATA__

n. 139

Telecamere con vista... sui bambini

Franca DA RE

Il provvedimento del Parlamento

Con l’approvazione al Senato nei giorni scorsi del DDL n. 1248, sembra subire una accelerazione l’iter legislativo che permetterà di introdurre telecamere per la videosorveglianza in tutti i locali degli asili e delle scuole dell’infanzia e nelle case di cura per anziani e disabili.

Il DDL prevede lo stanziamento iniziale di 5 milioni di euro per il 2019, da destinare ai Comuni per l’installazione dei dispositivi, e di 15 milioni per ogni anno dal 2020 al 2024. Analogo stanziamento è previsto per le case di riposo e cura.

I promotori sostengono che il provvedimento servirà a tutelare i minori e i più deboli da vessazioni, violenze e soprusi da parte degli operatori, dati anche i fatti, testimoniati dalle cronache, che periodicamente coinvolgono insegnanti, infermieri, addetti all’assistenza. La presenza delle apparecchiature – si sostiene – sarebbe prima di tutto un deterrente e assolverebbe alla funzione di testimoniare e provare eventuali abusi, dando modo di allertare le forze dell’ordine e mettere in sicurezza le vittime.

Le perplessità e i dubbi

I contrari oppongono argomenti di diversa natura: il provvedimento appare sproporzionato rispetto all’effettiva incidenza dei fatti che si vogliono reprimere; il costo per la copertura dei locali e la manutenzione successiva; la necessità di prevedere risorse umane che controllino le registrazioni; le questioni non marginali legate alla riservatezza sia degli operatori che degli utenti; le implicazioni sulla relazione di cura; la domanda su chi possa essere deputato a visionare i filmati; la loro conservazione e custodia. Sono tutti aspetti da valutare attentamente. Tali questioni sono state adombrate anche dal Garante per la privacy, durante l’audizione informale alla Commissione del Senato il 30 gennaio scorso.

La videosorveglianza è effettivamente utile, a fronte dei costi finanziari e umani necessari per realizzarla? In caso di rilevazione di abusi, la scuola dovrà denunciare il fatto all’autorità giudiziaria, che è la sola titolata a svolgere indagini per accertare l’esistenza di un reato. Ciò significa che si metterebbe in moto lo stesso meccanismo che ora, senza le telecamere, viene attivato quando vi sono segnali di violenza e abusi. Si può ribattere che le forze dell’ordine potrebbero avvalersi già in partenza di elementi potenzialmente probanti, ma ciò non le esime dall’indagare. C’è anche la possibilità che persone estranee alle professioni di cura, che visionino i filmati, possano interpretare comportamenti di contenimento, di prevenzione di rischi per l’incolumità, di rimproveri magari esasperati, come abusi di mezzi correttivi. Sono più d’uno i casi di indagini, aperte e mandate a giudizio sulla scorta di videoregistrazioni, che la Magistratura ha chiuso senza ravvisare reati nei comportamenti degli operatori, alla luce di un più attento ed obiettivo esame delle circostanze.

Taluni temono anche un altro rischio molto concreto: un possibile dilagare di richieste di accesso agli atti da parte di genitori che vorranno vedere i filmati alla minima avvisaglia di rimprovero, presunta ingiustizia o prepotenza subita dai figli.

La delicatezza della relazione di cura educativa

La relazione educativa e di cura ha bisogno di un costante controllo da parte di un occhio estraneo? Non è forse il contrario di autonomia, responsabilità, empatia, il fatto di sapersi continuamente osservati? Non è forse irrispettoso anche degli stessi bambini riprenderli continuamente, anche nei momenti in cui possono manifestare i propri disagi, fragilità, insicurezze o i loro pensieri più intimi? A maggior ragione ciò vale per gli anziani, che sarebbero filmati anche quando vengono accuditi, nelle stanze, nei propri più personali bisogni.

Il tema dei possibili abusi può e dev'essere serenamente affrontato, ma in modo razionale e pacato, non sull’onda emotiva e con soluzioni “di pancia”.

Il rischio burn out

Il lavoro di cura, tipico di educatori, insegnanti, infermieri, addetti all’assistenza, è faticoso, logorante, difficile, e porta dopo lunghi anni di lavoro al rischio di burn out. Questo è un fatto noto da decenni. Il burn out è un problema di salute degli operatori, piuttosto che una questione di repressione giudiziaria. Una persona di salute ed equilibrio emotivo instabili non trae alcun beneficio dalla presenza delle telecamere, né può coglierne l’aspetto di deterrenza. Inoltre non si esclude che gli abusi possano essere perpetrati in luoghi dove le telecamere non possono essere installate (es. i servizi igienici).

La complessità delle sezioni e delle classi, l’allentamento del presidio educativo da parte delle famiglie, la contrazione delle risorse, l’invecchiamento della forza lavoro, aumentano considerevolmente i rischi per la salute dei lavoratori, e di conseguenza per la qualità del servizio all’utenza.

Ci possono essere delle misure alternative più efficaci?

Vi sarebbero, per la scuola (e anche per la sanità), misure preventive di maggiore efficacia, qualità e forse, alla fine, anche di minore costo? Alcune sono misure organizzative cha la scuola più avvertita chiede da lungo tempo per il miglioramento della qualità del servizio:

- potenziamento della collegialità, fattore protettivo per la salute dei singoli, perché garantisce corresponsabilità e condivisione; ciò richiederebbe l’istituzione esplicita di tempi e di spazi per il confronto nell’orario di lavoro. Attualmente, in misura limitata, ciò è garantito solo alla scuola primaria;

- istituzione di figure stabili di coordinatori di aree didattiche e organizzative e di operatori psicopedagogici, a sostegno del lavoro degli insegnanti, di interfaccia con le famiglie e a supporto dei dirigenti scolastici;

- occasioni di tutoraggio e osservazione tra pari, anche nell’ambito di iniziative di formazione continua (e obbligatoria) degli operatori;

- formazione in ingresso e forme di reclutamento più accurate;

- istituzione di presìdi per la salute nei luoghi di lavoro e per la valutazione dello stress lavoro-correlato, che possano prevedere anche valutazioni psicofisiche periodiche sul personale e l’eventuale destinazione temporanea o definitiva ad altri compiti nella stessa o in altra Amministrazione degli operatori dalla salute compromessa. Ora un controllo di questo tipo è affidato alle Commissioni di valutazione medico-collegiali, ma purtroppo sovente accade che le visite non riescano a intercettare il disagio tipico delle professioni di cura e le sue conseguenze sugli utenti;

- conduzione a regime del sistema di valutazione esterna delle scuole, con la possibilità di valutare, da parte di un team esperto, tutte le scuole ogni tre anni.

Le misure indicate servirebbero innanzitutto a qualificare il servizio educativo nella sua attività ordinaria. Un servizio più forte e attrezzato è in grado di sviluppare anche efficaci "anticorpi interni", per far fronte ai rischi che nessuna videosorveglianza potrebbe scongiurare e sradicare.

Contributi interessanti:

https://www.neraedintorni.it/fabio_lombardi_giornalista/

http://www.ilcittadinoonline.it/cronaca/siena-cronaca/telecamere-negli-asili-per-legge-il-senato-approva/

Franca DA RE

Alternanza ed esami di Stato

Domenico CICCONE

I Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) nel nuovo esame di Stato del II ciclo: un significativo modello di autobiografia cognitiva, relazionale e di orientamento.

Disposizioni normative che si rincorrono

Le esperienze svolte nel contesto scuola-azienda, individuate come alternanza scuola-lavoro dal D.Lvo 77/2005 e denominate Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento dalla L. 145/2018, hanno mantenuto, nell’esame di Stato conclusivo del II ciclo di istruzione, la funzione iniziale contenuta nella L. 107/2015 e richiamata dal D.Lvo 62/2017, costituendo uno degli elementi portanti del colloquio. Infatti, nell'ambito della prova orale, il candidato espone, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza di alternanza scuola-lavoro svolta nel percorso di studi.

È proprio nel decreto ministeriale n. 37 del 18 gennaio 2019, all’articolo 2, che, ribadendo quanto già definito nel D.Lvo 62/2017, si sottolinea tra l’altro l’importanza delle esperienze di PCTO nella multiforme impostazione del colloquio, tesa ad accertare l’aderenza del candidato al profilo educativo culturale e professionale previsto dal corso di studi.

La L. 145/2018 sembrava avesse ridimensionato il modello consolidato dell’alternanza scuola-lavoro, sia nella sua stretta attinenza con i contesti lavorativi e produttivi, sia nella sua connotazione di metodologia-cerniera tra la scuola e il contesto socio-economico; in realtà essa non ha per nulla affievolito la valenza delle esperienze dei PCTO e la funzione delle stesse, quale efficace e valido aspetto formativo per una reale e veritiera valutazione, in sede degli esami di Stato, dell’aderenza del candidato al profilo di uscita del percorso di studi seguito.

Una nuova essenza delle esperienze scuola-azienda

Le iniziali disposizioni, successivamente delineate nel suddetto decreto Miur n. 37/2019, vanno ben oltre l’intento originario descritto sul piano della norma primaria, quando precisano che:

“Nella relazione e/o nell'elaborato, il candidato, oltre a illustrare natura e caratteristiche delle attività svolte e a correlarle alle competenze specifiche e trasversali acquisite, sviluppa una riflessione in un’ottica orientativa sulla significatività e sulla ricaduta di tali attività sulle opportunità di studio e/o di lavoro post-diploma”.

Tuttavia è necessario utilizzare al meglio questi fondamentali aspetti di autobiografia cognitiva e relazionale di ciascuno studente, saggiandone l’intensità formativa nelle valutazioni finali e valorizzandone l’esito nei criteri di attribuzione del credito scolastico. Una coerente e completa visione delle competenze trasversali le pone quali strutturali e irrinunciabili nella costruzione del Pecup, che, come noto, costituisce un riferimento specifico per i consigli di classe e per le commissioni d’esame.

Nel colloquio l’occasione per far emergere le competenze costruite

Analizzando nel concreto la ricaduta dei PCTO sugli esami di Stato, in termini di competenze trasversali da far emergere durante il colloquio, si rilevano le svariate possibilità di sviluppo dei risultati di apprendimento della metodologia; tali risultati impongono ai candidati di conoscerne la definizione ed i contorni, in maniera tale da identificare e mobilitare il proprio bagaglio di conoscenze e abilità, che non attengono ai soli saperi disciplinari, ma si ampliano in molteplici dimensioni. La riflessione dei singoli studenti deve, perciò, spingersi sul contributo che i PCTO hanno dato al proprio percorso di maturazione e crescita in misura globale, nonché all’orientamento post secondario nelle diverse direzioni possibili.

Il pacchetto di competenze

Tornando al lavoro multimediale sotto forma di presentazione, o alla breve relazione da presentare alla commissione, il candidato dovrà tratteggiare efficacemente i contorni del “pacchetto di competenze” sviluppato, evidenziando ad esempio:

1) le competenze relazionali, che indicano la capacità di gestire i rapporti con gli altri, comprendendone le esigenze e modulando il proprio comportamento alle loro caratteristiche e al loro ruolo;

2) le competenze personali, che fanno riferimento alla gestione di sé e delle proprie emozioni, al proprio vissuto relazionale, all’empatia ed alla modalità con la quale ha gestito i rapporti interpersonali nel contesto;

3) le competenze cognitive, che dovranno emergere in maniera integrata con le altre, divenute sempre più importanti e strategiche, quali l’analisi e la sintesi, il problem solving, la creatività intesa come capacità di uscire dalla logica stretta e lineare, la proattività che intravede i nuovi scenari e si attrezza per tenerli sotto controllo;

4) le competenze organizzative, che sono, di fatto, quelle messe in campo quando si passa dall’ideazione alla realizzazione concreta, come ad esempio risistemare l’archivio in un luogo di lavoro oppure sviluppare un nuovo software, agendo in maniera "adhocratica", cioè intraprendente e adeguata al contesto.

Qual è la giusta direzione?

In stretto rapporto con le attività compiute si delinea il profilo orientativo delle stesse, cioè il contributo che hanno apportato allo studente in termini di orientamento per gli studi terziari oppure per l’avvio delle attività lavorative.

Questa riflessione, da sempre sollecitata ai candidati dalle commissioni degli esami di Stato, assume questa volta un significato più importante e strategico: non solo le buone intenzioni, ma anche il risultato di una riflessione che ogni candidato deve compiere sulla base del proprio sentimento di prestanza cognitiva, intesa come capacità di analizzare e conoscere gli ambiti, i contesti prescelti e le prestazioni di cui è effettivamente capace.

Si tratta di un modello che si potrebbe definire “autovalutazione orientativa”, che valorizza una certa visione dell’esame di Stato, inteso quale momento di passaggio alla vita adulta. Qualche tempo fa questo modello era sintetizzato dall’accezione, non più corretta ma tutt’altro che in disuso, di “maturità”.

Domenico CICCONE

Progetti minoranze linguistiche: piano di finanziamenti

Entro il 5 luglio le scuole situate in ambiti in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche possono richiedere finanziamenti per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali appartenenti ad una minoranza linguistica.

Con nota 29 maggio 2019 prot. n. 11599 il Miur invita i Dirigenti scolastici degli istituti statali o dipendenti dalle regioni e province autonome del primo ciclo situati in "ambiti territoriali e subcomunali delimitati in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche" a presentare, anche con il coinvolgimento di scuole paritarie, percorsi progettuali in rete per il biennio 2019/2021.

Il Gruppo di Studio appositamente costituito e incaricato della valutazione effettuerà l'esame delle iniziative progettuali presentate dalle istituzioni scolastiche capofila, sulla base dei seguenti criteri:

  • insegnamento della lingua minoritaria attuato da parte dei docenti della scuola, con idonee competenze linguistiche, in orario curricolare (max 20 punti);
  • insegnamento veicolare (max 20 punti) che si avvalga della metodologia CLIL;
  • produzione di materiali multimediali pedagogici e didattici trasferibili, anche con approccio ludico (max 15 punti);
  • collaborazione plurilingue (max. 10 punti);
  • valutazione (max. 15 punti);
  • collaborazione in rete e rappresentatività nel territorio (max. 5 punti);
  • sinergia con gli Enti locali (max. 10 punti);
  • punteggio aggiuntivo (max. 5 punti), che il Gruppo di lavoro potrà assegnare a progetti che presentino particolari elementi di originalità e innovatività.

Nella descrizione dei progetti si raccomanda di focalizzare gli obiettivi, i processi e i prodotti finali, rilevare il numero dei destinatari, articolare le azioni tra le scuole partner, suddividere gli oneri finanziari ed infine specificare le azioni di monitoraggio e di valutazione delle attività.

Al progetto dovrà essere allegata una scheda finanziaria dettagliata che potrà contenere esclusivamente le seguenti voci di spesa:

  • progettazione didattica e gestione amministrativo-contabile (max. 10%);
  • insegnamento da parte dei docenti e/o esperti esterni;
  • produzione di materiali (max 10%).

Fermo restando la facoltà del Gruppo di lavoro di dichiarare ammissibile una cifra inferiore, in ogni caso la richiesta di finanziamento non potrà superare l'importo massimo di € 20.000 per ciascun progetto.

I progetti, corredati dalla documentazione indicata di seguito, dovranno essere inviati a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo dgosv@postacert.istruzione.it e all'indirizzo di posta elettronica: daniela.marrocchi1@istruzione.it entro e non oltre il 5 luglio 2019.


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Esame di Stato: nominate le commissioni

Dal 31 maggio le commissioni sono visibili sul SIDI, dal 3 giugno disponibili sul web, in esito alle operazioni connesse alla definizione delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’a.s. 2018/2019.

Con nota 30 maggio 2019, prot. n. 11606 il Miur ha comunicato che dal 31 maggio 2019 sono disponibili le funzioni di interrogazione dei risultati delle procedure automatiche di nomina delle commissioni in ambiente SIDI per le scuole secondarie di secondo grado, gli Uffici scolatici regionali e gli Uffici scolastici provinciali.

Dal 3 giugno 2019 sarà disponibile la funzione di interrogazione dei risultati di nomina in ambiente web.


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Concorso DSGA: tutto sulla preselezione

Pubblicati da parte del Miur l'elenco delle sedi per la preselezione del concorso a DSGA con l'indicazione della destinazione dei candidati, e tutte le istruzioni operative per lo svolgimento della prova.

La prova preselettiva del concorso per esami e titoli a 2004 posti di DSGA si svolgerà secondo il seguente calendario:

  • 11 giugno 2019, ore 10.00: Turno Blu;
  • 12 giugno 2019, ore 10.00: Turno Giallo;
  • 13 giugno 2019, ore 10.00: Turno Porpora.

Le sedi di svolgimento della prova sono individuate dagli Uffici scolastici regionali e pubblicate sul sito internet del Ministero e degli USR: consulta le sedi.

Alle ore 8.00 avranno inizio le operazioni di identificazione dei candidati, che dovranno presentarsi muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità  e del codice fiscale.

Il candidato sarà tenuto a d'aula, verificando l'esattezza dei propri dati personali e a firmare il registro.

Sarà vietato introdurre in aula:

  • cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet, fotocamere/videocamere, apparati di radiofrequenza e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni, connessione vocale o alla trasmissione di dati;
  • pen-drive, manuali, testi, appunti di qualsiasi natura;
  • supporti cartacei per lo svolgimento delle prove.

Se eventualmente detenuti, devono essere depositati prima dell’ingresso in aula, pena l’esclusione dal concorso.

Una volta entrati, occorrerà lasciare le borse e/o le cartelle ecc., lontano dalle postazioni.

In ciascuna delle postazioni verrà visualizzata la schermata di benvenuto.  Alle ore 9.55 il responsabile d'aula comunicherà la “parola chiave di accesso/inizio della prova” che i candidati dovranno inserire nell'apposita schermata.

Quindi il candidato avrà tre minuti di tempo per leggere le istruzioni; allo scadere dei tre minuti, oppure cliccando il pulsante “inizia il test”, si avvierà la prova.

La prova avrà una durata di 100 minuti e consisterà in un test articolato in 100 quesiti a risposta multipla, ciascuno con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta. I quesiti saranno estratti dalla banca dati pubblicata dal Miur e somministrati in ordine casuale per ciascun candidato.

Ogni quesito sarà presentato in una schermata, che è possibile scorrere utilizzando la barra laterale. Cliccando in corrispondenza della risposta, questa verrà selezionata; per modificare la risposta selezionata, sarà sufficiente cliccare in corrispondenza della risposta con cui si intende sostituirla. Se si intende annullare la risposta selezionata, lasciando la domanda senza risposta, si deve utilizzare il tasto “Cancella Risposta”.

La risposta selezionata sarà acquisita dal sistema passando ad un’altra domanda tramite il tasto “Freccia Avanti” o “Freccia Indietro”, o passando alla pagina di riepilogo o allo scadere del tempo.

Durante lo svolgimento della prova sarà sempre possibile accedere alla pagina di riepilogo cliccando sul pulsante “vai alla pagina di riepilogo”. In quest’ultima pagina saranno visualizzate tutte le domande, con accanto un pulsante di colore magenta, se il candidato ha già risposto alla domanda, o azzurro, se il candidato non ha ancora risposto. Cliccando sui pulsanti sarà possibile accedere alla relativa domanda.

Guarda il video esplicativo della procedura

Quando il candidato avrà risposto a tutte le domande, dovrà attendere che il tempo previsto per la prova sia terminato. Nella parte superiore della pagina sarà sempre possibile tenere sotto controllo il tempo mancante alla fine della prova.

Al termine della prova, il candidato dovrà attendere lo sblocco della postazione da parte del responsabile tecnico d’aula, che si recherà su ogni singola postazione e procederà a visualizzare il punteggio ottenuto sul monitor del singolo candidato, a seguito della correzione automatica e anonima eseguita dall’applicazione.

A questo punto il candidato dovrà inserire il proprio codice fiscale nell’apposito modulo presentato dall’applicazione.

Infine candidati controfirmeranno il registro cartaceo e potranno allontanarsi dall’aula.

L’elenco dei candidati, contenente cognome, nome, data di nascita e punteggio ottenuto, sarà affisso fuori dall’aula.


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Summer School Ischia 2019

I luoghi dell'autonomia

L'aula, la presidenza, la segreteria, il territorio...


Una preziosa occasione di confronto e approfondimento per dirigenti scolastici, direttori amministrativi, figure di staff, insegnanti, formatori; quest'anno la Summer School di Ischia sarà dedicata ai luoghi dell'autonomia, attraverso cinque sessioni di lavoro: gli scenari giuridici, l’organizzazione e la gestione, i risultati dell’autonomia, le autonomie differenziate, l’autonomia e le competenze di cittadinanza.

Inoltre un apposito corner per neo-dirigenti offrirà strumentazioni e simulazioni per i primi cento giorni.


Programma completo e modulo di iscrizione

 

3 giugno 2019

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n. 139

Palermo: il caso è chiuso?

Maurizio MURAGLIA

Lieto fine o nuovo inizio?

Pare che la vicenda Dell’Aria – la docente sospesa per 15 giorni dal servizio, con stipendio dimezzato, per presunta “omessa vigilanza” su un post dei suoi alunni che accostava le leggi razziali al decreto sicurezza Salvini – si avvii verso un lieto fine. La notizia, infatti, è che un colloquio svoltosi qualche giorno fa tra i legali della prof. e due funzionari del Miur preluda alla revoca della sospensione, che addirittura è stata già annunciata dal sottosegretario Giuliano.

Il lieto fine in realtà è un nuovo inizio, perché da oggi è lecito chiedersi per quale motivo tutto questo sia avvenuto. Ma per rispondere a questa domanda credo necessario che tutti gli attori della vicenda siano collocati nel ruolo che compete a ciascuno di loro, dal momento che nella ricostruzione dei fatti non è risultata mai abbastanza chiara la dinamica delle relazioni interistituzionali, interferite peraltro da comunicazioni social – dal tweet dell’attivista di destra al post della leghista Borgonzoni – che di istituzionale non avevano nulla.

Provvedimento illegittimo o no?

Il primo degli interrogativi riguarda le conseguenze che potrebbe (o dovrebbe) avere l’affermazione di illegittimità del procedimento di sospensione, fatta, a quanto pare, dai funzionari del Miur incontrati dai legali della docente. Stando alle dichiarazioni diffuse dalle agenzie, questi ultimi avrebbero rinunciato all’azione legale in vista della revoca del provvedimento di sospensione, con tanto di restituzione della parte di stipendio sottratta.

Ora, se l’Autorità centrale dichiara illegittimo il provvedimento di sospensione inflitto alla professoressa Dell’Aria, com’è possibile che il dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo affermi che tutto è stato fatto secondo legge? In base a quale norma il provvedimento è stato emanato? Di quale “distorsione della realtà” (dichiarazione del dottor Marco Anello, autore del provvedimento, sulla base di un’ispezione da lui disposta) si sarebbe macchiata la docente? Si tratta di interrogativi che, ben oltre la dimensione amministrativa o giudiziaria che dir si voglia, attengono alla serenità cui hanno diritto tutti gli insegnanti - e nella fattispecie gli insegnanti palermitani - nell’esercizio del loro lavoro.

Un corto circuito comunicativo?

La posta in gioco è ben più seria, e riguarda le visioni dell’insegnamento che circolano tra i soggetti istituzionali che amministrano la scuola; visioni che, nel caso di cui si parla, si sono incrociate all’interno di un corto circuito comunicativo che ha coinvolto, come si diceva, anche soggetti quali l’attivista di destra, che si è rivolto al Miur invocando un intervento, e la deputata Lucia Borgonzoni, che ha addirittura sollecitato un licenziamento “con ignominia” della docente. Quanto hanno pesato queste esternazioni sul provvedimento emanato a Palermo?

Per queste ragioni la vicenda Dell’Aria, a mio parere, riguarda tutti e non può concludersi con una salomonica revoca del provvedimento. Occorre che tutti i soggetti che in queste settimane hanno espresso indignazione e solidarietà verso la collega si interroghino sul percorso - ricostruito da un recente contributo pubblicato da un sito che si occupa di scuola - che ha condotto un funzionario locale, "realista senza re" si potrebbe dire, ad assumersi la responsabilità di sanzionare un’insegnante perché non avrebbe vigilato sulla ricerca compiuta dai suoi alunni.

Chi vigila sui vigilanti?

Vigilare è proprio la parola-chiave di tutta la vicenda. Nella scuola palermitana qualcuno ha voluto, in piena libertà, vigilare su una docente sospettata di non aver saputo vigilare sugli alunni. Ma non avrebbe vigilato bene, a quanto si apprende oggi. Il che significa che per fortuna - e occorre darne merito al Miur - è possibile vigilare sui vigilanti. E non è comunque un lieto fine.

Maurizio MURAGLIA

Centri regionali di ricerca, sperimentazione e sviluppo per l’istruzione degli adulti

Fiorella PALUMBO

Da Gallipoli a Ischia, l'Assemblea Nazionale dei CPIA

Le Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, adottate con il D.I. 12 marzo 2015, al punto 3 prevedono l’attivazione del terzo livello (unità formativa) della rete territoriale dei CPIA, che, oltre a dedicarsi alla progettazione e realizzazione degli interventi di ampliamento dell'offerta formativa, deve progettare e realizzare attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo.

Il gruppo Nazionale PAIDEIA e i dirigenti scolastici dei CPIA, dopo un lungo processo di elaborazione, hanno sottoscritto a Napoli il 30 maggio 2017, a FIERIDA (1ª Fiera nazionale dell’istruzione degli adulti), il primo Protocollo di Rete Nazionale dei CPIA - Centri Regionali di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo, predisposto a Gallipoli. A Cinisi (PA) il 5 maggio 2018, nella IV Assemblea Nazionale dei CPIA - Centri regionali di ricerca, sperimentazione e sviluppo, sono state definite le attività all’interno delle riunioni del Tavolo tecnico di coordinamento nazionale. A Ischia il 13, 14 e 15 maggio 2019 si sono tenuti l'Assemblea di Rete e il Tavolo Tecnico di Coordinamento, in attuazione di quanto previsto dal Protocollo di Rete Nazionale dei CPIA - Centri Regionali di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo (CRRS&S), già avviato a Napoli.

La rete nazionale dei Centri Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo dei CPIA

I 17 centri di Ricerca, Sperimentazione e Sviluppo si sono formati nelle diverse regioni, individuando un CPIA capofila di rete regionale, a seguito dell’emanazione da parte del Miur del DM 663/2016 (art. 28, comma 2, lettera b) e del DD n. 1538/2017, e poi si sono costituiti in rete nazionale. Ogni centro regionale, dovendo procedere con le attività e gli interventi previsti dal richiamato all’art. 28, comma 2, lettera b), ha definito un Comitato Tecnico-Scientifico (CTS), composto dai rappresentanti delle università e dai soggetti di riferimento territoriale per l’apprendimento permanente. Il CTS svolge una funzione di coordinamento generale e di supporto alla progettazione delle azioni previste, e ne coordina l’attuazione. I rappresentanti di ogni rete regionale, insieme ad alcuni componenti dei CTS in prevalenza universitari, si sono periodicamente riuniti in assemblee nazionali, per definire il piano nazionale della ricerca e presentare lo stato di avanzamento delle attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo in materia di istruzione degli adulti, realizzate dal Miur e dalla Rete nazionale dei CRRS&S, anche in collaborazione con Invalsi, Indire, Anpal e Inapp. Il Gruppo di consulenza scientifica universitaria accompagna le attività messe in campo dai CRRS&S e le prospettive di sviluppo, nonché le modalità di diffusione e fruizione, da parte degli altri CPIA e del sistema di istruzione degli adulti, del prodotto medesimo.

Il Piano triennale della Ricerca della rete nazionale dei CPIA-CRS&S

Il Piano Triennale Nazionale della Ricerca (PNRT) 2018-2021, approvato dall’Assemblea di Rete Nazionale a Cinisi (PA) il 5 maggio 2018, ha recepito le istanze dei CPIA-Centri RRS&S e ha un forte raccordo operativo con il Gruppo di Lavoro Nazionale PAIDEIA. Il suo contenuto è strettamente correlato allo sviluppo del “Piano di garanzia delle competenze” destinato alla popolazione adulta, che è parte del ruolo istituzionale assegnato ai CPIA nella costituzione delle Reti Territoriali per l’apprendimento.

Il PNRT, nel perseguire l’obiettivo di potenziare gli ambiti di ricerca di cui all’art. 6 del DPR 275/1999 (Autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo), ha tenuto conto dei piani di attività di RS&S predisposti dalle reti regionali, articolati in fasi, attività, tempi, modalità e strumenti, e delle modalità di validazione e diffusione a livello regionale. Conformemente con quanto previsto dal protocollo di rete nazionale, si pone come obiettivo quello di valorizzare la partecipazione delle università ai lavori dei Centri di Ricerca, per contribuire alle innovazioni per la trasformazione della scuola; inoltre mira a potenziare e consolidare i Centri già attivati in materia di istruzione degli adulti, e favorire e sostenere la piena applicazione degli strumenti di flessibilità, quali la fruizione a distanza nei percorsi di istruzione degli adulti.

Le tematiche in via di sviluppo

Il Piano delle attività dei CRS&S, in conformità con quanto previsto dalle specifiche tecniche di cui all’art. 3 del DM n. 440/2016, si occupa di più temi, che sono affrontati nei diversi CPIA regionali in coerenza con gli sviluppi ordinamentali degli istituti di secondo grado e con il “Piano di garanzia delle competenze” destinato alla popolazione adulta. La progettazione formativa e la ricerca valutativa, il curricolo e la sua strutturazione in UdA, il patto formativo individuale e la verifica e la valutazione degli apprendimenti e delle competenze, sono materie di formazione e di confronto didattico nelle e tra le diverse esperienze regionali.

L'innovazione metodologica e disciplinare sui temi della cittadinanza attiva, l’empowerment e l’“approccio per capacità”, insieme alla ricerca sulle diverse valenze delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sulla loro integrazione nei processi formativi, stanno portando alla definizione di una piattaforma digitale per la gestione dei processi formativi, dell’anagrafe e per la presa in carico dei percorsi formativi, con possibilità di realizzazione di Aula Agorà e F.A.D..

L’integrazione fra le diverse articolazioni del sistema scolastico e fra i diversi sistemi formativi, ivi compresa la formazione professionale, è necessaria a definire percorsi integrati tra istruzione e formazione professionale (IeFP, percorsi integrati tra primo e secondo livello e percorsi autofinanziati), per l’orientamento e l’inclusione socio-lavorativa degli adulti, anche stranieri. Inoltre, per soddisfare l'esigenza di lettura dei fabbisogni formativi del territorio, il piano ha previsto l’elaborazione di nuovi strumenti da sperimentare sul campo, utili alla definizione di un modello permanente di rilevazione, raccolta ed analisi di dati quali-quantitativi, per costruire un repertorio di bisogni formativi cui far corrispondere un’adeguata offerta formativa integrata.

Per concludere vanno citati la sperimentazione Rav-CPIA, il Glossario con il Piano di miglioramento e con il Bilancio Sociale partecipato, definito in collaborazione tra il gruppo di Lavoro Nazionale e l’Invalsi per la redazione di Linee guida e la costituzione di Gruppo di Autovalutazione.

Incentivare la ricerca per qualificare l’istruzione per gli adulti

I centri, grazie alla ricerca e alla sperimentazione realizzata con il PAIDEIA, attraverso la definizione e costituzione del ruolo dei CTS e dei Quaderni della Ricerca, lavorano per rispondere alla necessità di costruire profili di adulti definiti sulla base delle necessità dei contesti sociali e di lavoro. Attraverso l’individuazione di competenze spendibili in ambito professionale, nella vita quotidiana e negli ambiti più generali del sapere, mirano a sostenere attività di accoglienza e orientamento, utili a documentare e valorizzare le esperienze formative degli adulti e a favorire una riflessione individuale sul bisogno di acquisizione di conoscenze e competenze. Ma soprattutto promuovono il bisogno di sviluppo di un modello organizzativo e metodologico che determini crescita e pieno coinvolgimento del personale della scuola, per realizzare percorsi di approfondimento dei temi (studio e ricerca) e sperimentazione di modelli, per una sempre migliore qualità dell’offerta formativa destinata agli adulti.

Fiorella PALUMBO

Graduatorie d'istituto personale ATA

Dal 3 al 24 giugno sarà resa disponibile l'istanza Polis di scelta delle sedi (allegato G) relativamente alle graduatorie d'istituto di prima fascia del personale A.T.A. per il prossimo a.s. 2019/20.

Lo ha comunicato il Miur con nota 17 aprile 2019, prot. n. 1062.

La suddetta istanza effettuerà il controllo che sul SIDI la domanda sia presente e con almeno una graduatoria valida o con riserva sulla stessa provincia in cui l'aspirante intende presentare le sedi.

Gli uffici provinciali sono tenuti a completare entro fine maggio l'attività di acquisizione delle nuove domande di inserimento nelle graduatorie permanenti.


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Scuola in ospedale: al via il nuovo portale

Presentato lo scorso 15 maggio al Miur il nuovo Portale Nazionale per la Scuola in ospedale e l’Istruzione domiciliare, per informare le famiglie sul servizio scolastico e consentire ai docenti di realizzare le migliori strategie inclusive.

Nell'a.s. 2017/2018 hanno usufruito del servizio di scuola in ospedale 68.900 studenti: oltre il 70% di scuola dell’infanzia e primaria e quasi 6.000 della Scuola secondaria di II grado, con l’ausilio di 740 docenti. Il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale e le regioni più coinvolte sono Campania, Lazio, Liguria e Sicilia.

Il servizio di istruzione domiciliare può essere destinato a studenti di ogni ordine e grado che siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza della scuola per un periodo di tempo non inferiore a trenta giorni, anche non continuativi. Nel 2017/2018 hanno usufruito di questo servizio 1.306 alunni, per un totale di 64.715 ore di Istruzione domiciliare.

Entrambi i servizi consentono di contrastare abbandono e dispersione scolastica.

Il nuovo portale offre un servizio più vicino agli studenti e sostiene l’impegno dei docenti con l’utilizzo delle tecnologie. Viene in questo modo aumentata la qualità dell’offerta formativa, consentendo alle scuole di realizzare migliori strategie inclusive anche attraverso un collegamento puntuale degli alunni con le classi di appartenenza e una didattica e una formazione costantemente aggiornate.

Il portale permetterà al Miur il monitoraggio dei dati e delle risorse; sarà un punto di riferimento costante per l’informazione di studenti, famiglie, scuole e ospedali e per l’aggiornamento dei docenti; sarà un archivio di materiali, di documenti e delle esperienze più significative.


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Edilizia scolastica: fondi per regioni terremotate

Il Ministro Bussetti ha firmato un decreto che stanzia 120 milioni di euro in favore delle scuole delle Regioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, per la messa in sicurezza e l’adeguamento sismico degli edifici scolastici.

Il decreto, trasmesso lo scorso 6 maggio alla Conferenza Unificata, avvierà la definizione di un piano di costruzione di nuove scuole e di messa in sicurezza e adeguamento sismico di quelle già esistenti, nelle zone sismiche 1 e 2 delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, anche a seguito delle verifiche di vulnerabilità già autorizzate ed effettuate nei mesi scorsi dal Miur.


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REPERTORIO 2019 - Dizionario normativo della scuola

contributi di: Ettore Acerra • Alessia Auriemma • Sergio Auriemma • Alberto Bottino • Antonia Carlini • Giancarlo Cerini • Domenico Ciccone • Dino Cristanini • Bruno Di Palma • Susanna Granello • Mario Guglietti • Mario Rossi • Mariella Spinosi • Maria Teresa Stancarone • Rosa Stornaiuolo • Maurizio Tiriticco

pagg. 1440, febbraio 2019, euro 68,00


Uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a prove concorsuali: Tecnodid presenta l’edizione 2019 del Repertorio - Dizionario normativo della scuola.

Si compone di saggi illustrativi, curati da esperti di settore, su tematiche giuridiche, amministrative, talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ogni voce espone i temi, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Tutta la modulistica di riferimento è disponibile on line accedendo all’area dedicata.

Il volume è inviato in omaggio a tutti coloro che sono in regola con l'abbonamento a Notizie della Scuola per l'anno scolastico in corso.

 

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

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