Scuola7 7 ottobre 2019, n. 154

Scuola7

la settimana scolastica

7 ottobre 2019, n. 154


In questo numero parliamo di:



“La spinta gentile” verso il futuro sostenibile (M.C. Pettenati)

Al via il concorso riservato (per la secondaria) (A. Bottino)

Scuole sicure 2019 (B. Sozzi)

Le competenze orientative 1 (F. Marostica)


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diLa spinta gentile
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7 ottobre 2019

__TESTATA__

n. 154

“La spinta gentile” verso il futuro sostenibile

Maria Chiara PETTENATI

Un’alleanza per l’Agenda 2030 (ASVIS)

È una spinta decisa, sempre più incisiva ma gentile [1], quella che l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile sta dando alla società e alle istituzioni del nostro Paese da quattro anni. È anche una spinta fortunata, perché raccoglie con saggezza e rispetto quella che viene dal flusso emergente di giovani che manifestano in tutto il mondo per aprire le porte ad una nuova era per le persone e per il pianeta.

Il 4 ottobre 2019, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di Ministri ed ex-Ministri e numerose autorità ed esponenti del mondo dell’informazione, è stato presentato a Roma il Report ASviS 2019 [2], il quarto rapporto annuale con cui Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile rappresenta e analizza l’avanzamento del nostro Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e identifica gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo.

Figura 1

Cresce l’attenzione

Come ha illustrato in apertura il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini, i Google Trends degli ultimi quattro anni mostrano come ASviS possa ben dire di avere raggiunto l’obiettivo di informare e sensibilizzare il nostro Paese sullo sviluppo sostenibile.

Figura 2

Quanto allo stato dell’Italia rispetto al raggiungimento dei Sustainable Development Goals, nonostante i grandi progressi, moltissimo ancora resta da fare. Come ha messo in luce il Portavoce ASviS Enrico Giovannini, a quattro anni dalla firma dell’Agenda 2030 il progresso verso l’attuazione degli SDGs è evidente da molti punti di vista, ma nonostante l’ampiezza delle azioni messe in campo, il cambio di direzione verso uno sviluppo sostenibile sta avvenendo a una velocità e con una intensità insufficienti. Citando il recentissimo Report del Segretario Generale delle Nazioni Unite sul congresso degli SDG 2019, Giovannini ha sottolineato che rispetto al 2015 oggi il quadro globale è peggiore, con aumento della povertà e dei conflitti in tutto il mondo.

L’unico piano che abbiamo per salvare l’unico pianeta che abbiamo

I prossimi dieci anni saranno decisivi per segnare il presente e il futuro dell’umanità e del pianeta.

Nel commentare con soddisfazione le sei aree di intervento previste dal nuovo Parlamento Europeo che evidenziano una grande centralità all’Agenda 2030, il Portavoce ASviS ha anche illustrato la situazione dell’Unione Europea e dell’Italia rispetto agli SDGs mettendo in evidenza le aree in cui vi è stato un o meno un miglioramento o quelle in cui si è avuto addirittura un peggioramento. Rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, tra il 2016 e il 2017 il nostro Paese migliora in nove aree, peggiora in sei e resta stabile in due. Restano tuttavia forti i ritardi rispetto a gran parte dei 21 Target che il nostro Paese si è impegnata a raggiungere entro l’anno prossimo.

Anche dove il progresso è evidente, come nel caso per l’Italia del Goal 4 (Istruzione di Qualità) o del Goal 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), siamo ancora lontani dagli obiettivi del 2030.

Figura 3

Gravemente in declino per l’Italia come per l’Unione Europea, il Goal 15 “Vita sulla terra”. Per non parlare di quei target il cui raggiungimento è previsto al 2020, tra cui spicca il dato negativo per l’Italia riguardo ai NEET (Target 8.6 - Quota di persone tra 18-29 anni che non studiano e non lavorano), il cui indicatore segna 23,4% laddove per il 2020 era previsto essere 7,9% (Figura 5)

Goal 4: un’istruzione di qualità

Obiettivo 4 (Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti). Il report mostra come l’indicatore migliora sensibilmente nel corso degli anni. Dal 2010 in poi si osserva un deciso aumento sia della quota di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario sia della quota di persone di 25-64 che hanno completato almeno la scuola secondaria di II grado (scuola media superiore). Da sottolineare poi come la percentuale di studenti di 15 anni che non raggiungono il livello di competenze matematiche di base sia diminuita nel corso del tempo. Infine, nell’ultimo anno il tasso di abbandono scolastico peggiora, in controtendenza con gli anni precedenti, attestandosi al 14%. [2, p. 76]

Figura 4

Figura 5

Alle aree dell’istruzione di qualità e dell’educazione allo sviluppo sostenibile – considerati tra i vettori fondamentali per la sostenibilità - il report ASviS dedica spazio da tre punti di vista:

  1. L’educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole, nelle università e nelle amministrazioni pubbliche [2, parag. 3.2]
  2. L’evoluzione della legislazione italiana negli ultimi 12 mesi [2, parag 3.6]
  3. Le proposte dell’ASviS per accelerare la transizione a uno sviluppo sostenibile nel settore “Capitale umano, salute ed educazione” [2, parag. 4.3].

L’educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole

Il Report sottolinea la lunga strada da fare per realizzare un cambiamento del sistema educativo verso la cultura dello sviluppo sostenibile che renda educatori e studenti “agenti del cambiamento”. A riguardo alcune azioni sono state intraprese con successo col Piano MIUR-ASviS dentro la cui cornice si sono realizzate iniziative rilevanti in tal senso come il concorso per le scuole “Facciamo 17 Goal” e i laboratori formativi per l’educazione allo sviluppo sostenibile per oltre 60.000 insegnanti neoassunti dal 2017/18 ad oggi [3]. Va segnalato anche l’accesso ai contenuti e-learning dell’ASviS sull’Agenda 2030 per i neoassunti e per tutti i docenti in servizio nella scuola italiana attraverso il portale Indire Scuola2030, educazione per la creazione di valore [4]. Attraverso lo stesso portale è stato appena reso disponibile gratuitamente per insegnanti e studenti anche il bel volume fotografico “Un mondo sostenibile in 100 foto”, realizzato da Enrico Giovannini e Donato Speroni [5]. 

L’evoluzione della legislazione italiana negli ultimi 12 mesi

All’interno della cornice descritta dello stato del Goal 4 (che ha visto nell’ultimo anno un aumento della dispersione scolastica e la crescita delle differenze nei risultati delle prove Invalsi all’interno del Paese ), il Report 2019 evidenzia in questa sezione la progressiva decostruzione e depotenziamento della Legge 107/2015 avvenuta negli ultimi 12 mesi, citando in particolare l’alternanza scuola lavoro e i percorsi triennali FIT di formazione iniziale reclutamento dei docenti della secondaria di secondo grado.

Si menziona come buona occasione la reintroduzione dell’educazione civica (legge 92 del 20/8/19) che vede una centralità nei temi dell’Agenda 2030, sottolineando però come sia da supportare fortemente (ad esempio con linee guida e formazione dei docenti) la trasformazione culturale che consente di esplicitare la complessità della sostenibilità superando la separazione disciplinare e la mera riduzione dell’educazione civica a 33 ore annue.

In tal senso l’Audizione di ASviS del 10 luglio 2019 alla VII Commissione cultura della Camera dei Deputati in materia di innovazione didattica [6], ha fatto emergere “la piena consapevolezza del Parlamento circa l’importanza della promozione nella scuola di nuove modalità di insegnamento e apprendimento” [2, p. 97].

Le proposte dell’ASviS nel settore educazione

Anche per quest’anno l’ASviS conferma per l’Italia le stesse cinque priorità degli anni precedenti [2, p.143-144]:

  1. Qualità degli apprendimenti, con attenzione specifica alla diffusione tra tutti i giovani di competenze per l’occupabilità e per la vita. Tra le indicazioni di politiche trasformative trasversali in favore di questa priorità, ASviS cita nel report gli interventi che riguardano l’innovazione didattica che faccia anche uso del digitale che aiutino scuola e università a superare meccanismi esclusivamente trasmissivi della conoscenza integrando spazi e ambienti fisici e virtuali dell’esperienza di apprendimento. Il Report ASviS propone poi di contrastare l’opera di depotenziamento dell’alternanza scuola-lavoro e dei percorsi triennali di formazione iniziale per i docenti delle scuole secondarie.
  2. Contenimento della dispersione scolastica, anche attraverso una concentrazione di risorse verso le aree territoriali e le situazioni sociali più a rischio. Si richiede un supplemento di indagine per comprendere meglio i profili dei nuovi abbandoni per individuare le misure di contrasto più opportune.
  3. Precedenza all'inclusione, consolidando la tradizione italiana di una scuola sensibile ai bisogni educativi speciali, accogliente e aperta a tutte e a tutti. Si menziona a tal riguardo la recente introduzione delle misure integrative e correttive al D. lgs. 66 del 2017 pur con la carenza delle misure di accompagnamento previste dal MIUR.
  4. Apprendimento permanente, anche in risposta a un’evoluzione demografica che vede da un lato la contrazione delle giovani generazioni, dall’altro l’addensamento della popolazione nelle fasce di età adulta e matura. Su questo punto il Report ASviS segnala una totale mancanza di misure, richiamando ad una necessità di approfondire l’andamento del ricollocamento del Reddito di Cittadinanza.
  5. Diffusione dell’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale, nella convinzione che essa costituisca una condizione imprescindibile per il conseguimento di tutti i diversi Obiettivi indicati nell’Agenda 2030. Su questa voce e in riferimento all’insegnamento obbligatorio dell’educazione civica si citano le necessarie misure di accompagnamento ma anche la necessaria e strutturale presenza di questi temi nei curricoli, nella formazione degli insegnanti e nella valutazione degli studenti

Quale educazione salverà il pianeta?

Se il mondo della scuola ha grande consapevolezza della complessità in atto, la sfida con cui si confronta è quella di orientare il cambiamento narrativo e culturale grazie al quale la società potrà fare quel salto trasformativo in direzione del futuro che vogliamo [8]. Il grande pregio dell’Agenda 2030 è quello di costituire “un modo intelligente per raccontare al mondo un’altra narrazione di sviluppo” [9].

La presentazione del Report ASviS 2019 ci ricorda però che “il tempo delle parole è finito” [10] e occorre che cominci un decennio di azione per gli Obiettivi globali. Il Report ci mostra lo stato del nostro Paese, con uno sguardo preciso e approfondito fino alle singole regioni. Le proposte strategiche formulate da ASviS domandano un passo in più anche al mondo dell’educazione, perché si adoperi per mostrare la complessità delle relazioni degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dei target che ad essi si riferiscono.

Non c’è tempo per domandaci “se” l’educazione salverà il pianeta, ma piuttosto “quale” educazione salverà il pianeta? Perché l’istruzione di qualità, “non è un obiettivo in sé, ma uno strumento per raggiungere tutti gli altri” [11,12].

Per approfondire

[1] “La spinta gentile” (nudge) è il titolo di un famoso libro scritto dall’economista Premio Nobel 2017, Richard Thaler insieme a Cass Sunstein, che con essa intendono “la spinta che ci indirizza verso la scelta giusta”, tenendo conto dei meccanismi con cui noi esseri umani “condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà”, prendiamo decisioni.

[2] Report ASviS 2019 https://asvis.it/presentazione-rapporto-asvis-2019/

[3] Pettenati, M.C. e de Maurissens, I. Educazione allo Sviluppo Sostenibile per insegnanti. Rivista dell’Istruzione n.3/2019 “Sostenibilità”, ed. Maggioli

[4] Scuola2030 Educazione per la creazione di valore. Scuola2030.indire.it

[5] Giovannini, E., Speroni, D. Un mondo sostenibile in 100 foto, ed. Laterza https://www.unmondosostenibile.it/

[6] Audizione Commissione Cultura della Camera dei Deputati, 10 Luglio 2019

https://webtv.camera.it/evento/14764

https://asvis.it/home/46-4332/cultura-asvis-in-parlamento-per-audizione-sullinnovazione-didattica-#.XZhntOczaL4

[8] “The future we want” è il nome della famosa conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si è tenuta a Rio de Janeiro nel 2012 e che ha costituito una tappa fondamentale verso l’accordo ONU dell’Agenda 2030.

[9] “L’educazione salverà il pianeta?” Lezione Magistrale dell’on. Ministro Lorenzo Fioramonti, Santa Chiara Lab Università di Siena, 16 settembre 2019 https://www.facebook.com/santachiaralab.unisiena/videos/421569645130523/

[10] Comincia un decennio d’azione per lo sviluppo sostenibile

“Il tempo delle parole è finito. Ora comincia un decennio di azione per gli Obiettivi globali” https://asvis.it/home/46-4634/questa-settimana-comincia-un-decennio-dazione-per-lo-sviluppo-sostenibile#.XZbh4OczbMI

[11] The value of knowledge: the multiplier effect. Financial Times, 2019. https://valueofknowledge.ft.com/other/infographic/

[12] Convegno Scuola2030: P come Pianeta, Fiera Didacta Italia, a Firenze 9 ottobre 2019

http://www.indire.it/2019/09/27/fiera-didacta-il-ministro-dellistruzione-fioramonti-al-convegno-dapertura-scuola-2030-p-come-pianeta/

Maria Chiara PETTENATI

Al via il concorso riservato (per la secondaria)

Alberto BOTTINO

L’accordo Governo Sindacati sul precariato…e oltre

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto, in data 1.10.2019, un’intesa secondo la quale, a breve si avvieranno alcune procedure concorsuali finalizzate sia alla stabilizzazione del precariato che a consentire a coloro che intendono avviarsi alla docenza, di partecipare ai concorsi ordinari, al fine di coprire i posti vacanti già a partire dall’anno scolastico 2020/21.

In estrema sintesi si tratterebbe di bandire, oltre ai concorsi ordinari già previsti dal Decreto Legislativo 59/2017 e che da tempo avrebbero dovuto essere attuati, un concorso straordinario per insegnamenti afferenti a classi di concorso della scuola secondaria di primo e secondo grado.

I posti destinati a quest’ultima procedura dovrebbero ammontare ad almeno 24.000 unità distribuite su tutte le classi di concorso, come elencate nella Tabella A e nella Tabella B allegate al DPR 14.2.2016, n. 19.

Le caratteristiche del concorso straordinario

Al concorso straordinario potranno partecipare coloro che, in possesso del titolo di studio di accesso, vantino almeno tre anni di servizio nella scuola secondaria statale, di cui almeno uno prestato nella classe di concorso per la quale si intende concorrere.

È prevista un’unica prova computer based rappresentata da una serie di quesiti a risposta multipla, per superare la quale bisognerà ottenere il punteggio di almeno 7 decimi e che consentirà, in uno alla valutazione dei titoli, l’inserimento in una graduatoria; coloro che si saranno collocati in posizione utile rispetto al numero dei posti messi a concorso saranno assunti ed avviati al periodo di prova, durante il quale potranno acquisire, a carico dello Stato, se non ne sono in possesso, i 24 CFU o CFA previsti dal D.Lgs 59/2017.

Al termine del periodo di prova dovranno superare una prova finale consistente nella dimostrazione di saper costruire e condurre una lezione; il periodo di prova è ripetibile.

Coloro che avranno superato la prova concorsuale con almeno 7 decimi e che non si saranno collocati in posizione utile rispetto ai posti disponibili, sosterranno una prova orale selettiva abilitante, ma solo se saranno titolari di un contratto di insegnamento nella scuola secondaria statale almeno fino al termine delle lezioni (30 giugno) e che siano in possesso dei 24 CFU o CFA.

Altre misure per agevolare il reclutamento

Inoltre si prevederà, per coloro che sono inseriti nelle GAE e nelle graduatorie degli idonei dei concorsi ordinari banditi nell’anno 2016 e nell’anno 2018, la possibilità, su base volontaria, di produrre istanza di immissione in ruolo in altra regione/provincia, residualmente a coloro che vi siano già inseriti nelle regioni/province richieste, sui posti vacanti che saranno disponibili a settembre 2020.

Infine sarà prevista una procedura concorsuale riservata agli assistenti amministrativi che nell’ultimo ottennio abbiano prestato servizio per almeno tre anni quali incaricati su posti di DSGA; a tale procedura saranno destinati i posti residuati dalle nomine dei vincitori del concorso attualmente in espletazione.

Alberto BOTTINO

Seminario nazionale Scanno 2019

Scanno 2019

Una preziosa occasione di confronto e approfondimento per dirigenti scolastici, direttori amministrativi e figure di staff. A Scanno, il Seminario nazionale di formazione dedicherà la sua attenzione alle questioni di controllo e gestione delle istituzioni scolastiche da parte delle più alte figure di sistema all'interno della scuola.

Gli argomenti saranno sviluppati in sei sessioni di lavoro:

• Aspetti giuridici;
• Aspetti amministrativi;
• Sistema di valutazione;
• Monitoraggi e controlli;
• Promozione e sviluppo;
• Sistemi scolastici europei.


Attraverso studi teorici di singoli casi, dibattiti e workshop con figure esperte, faremo il punto sulle maggiori problematiche amministrative per poi addentrarci nel vivo del modus operandi scolastico. I partecipanti avranno così, la possibilità, con domande e interventi mirati, di formare e valutare la professionalità che la carica rivestita richiede.


Al seminario parteciperanno: Sergio Auriemma, Carlo Buonauro, Cinthia Buonopane, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Mario Giacomo Dutto, Nilde Maloni, Mariella Spinosi, Lucrezia Stellacci e lo Staff Tecnodid.

È stata invitata all'iniziativa la Viceministra del MIUR On. Anna Ascani.



Per il programma dettagliato, i costi e il modulo di iscrizione, consulta la pagina dedicata all’evento

 

Carta del Docente
Tecnodid Editrice è Ente di Formazione accreditato presso il MIUR, pertanto è possibile utilizzare la Carta del Docente



7 ottobre 2019

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n. 154

Scuole sicure 2019

Il rapporto di Cittadinanzattiva

Bruno SOZZI

Non si registrano miglioramenti significativi

Leggere il XVII rapporto di Cittadinanzattiva presentato a Roma il 26 settembre u.s. mi provoca non poco sconforto: nulla sembra muoversi sul percorso di miglioramento delle condizioni logistiche delle scuole. I numerosi e preoccupanti dati, alcuni dei quali riportati nella tabella, ricalcano quelli degli anni precedenti.

Il monitoraggio, avviato nell’aprile 2019, ha incrociando i dati ufficiali del MIUR, dell’ARES (Anagrafi Regionali Edilizia Scolastica) e dell’ISTAT con quelli forniti da 761 Comuni con oltre 15.000 abitanti, consultati tramite istanza di accesso civico (ha risposto solo il 37% dei Comuni interpellati!!); ulteriori dati sono stati raccolti dal monitoraggio civico condotto da studenti delle scuole secondarie.

La tabella mostra tuttavia una attenzione particolareggiata a singole certificazioni che considero superflue nella convinzione, confermata dall’esperienza, che l’Ente proprietario deve consegnare al Dirigente Scolastico un immobile con il “Certificato di Abitabilità/Agibilità con destinazioni d’uso scolastico”, comprensivo di tanti certificati sulla struttura, gli impianti e la situazione igienica sanitaria. Raccogliere certificazioni non può essere nei compiti e nella responsabilità del Dirigente Scolastico e dei suoi collaboratori!

La situazione dei nidi d’infanzia

Quest’anno il Rapporto ha posto anche una particolare attenzione agli asili nido, concludendo con una dozzina di proposte-desideri.

SICUREZZA STRUTTURALE

SICUREZZA SISMICA

Sono in possesso di

Ed. scolastici

Asili nido

Hanno effettuato

Ed. scolastici

Asili nido

Agibilità statica

26%

42%

Verifica vulnerabilità sismica

29%

15%

Collaudo statico

53%

43%

Miglioramento sismico

9%

4%

Certificato igienico-sanitario

36%

47%

Adeguamento sismico

5%

2%

Lungaggini burocratiche … e tante Italie?

I fondi necessari ci sarebbero ma Cittadinanzattiva ha conteggiato 15 principali filoni di finanziamento; da qui la quantità inusitata di passaggi tra i diversi enti e organismi di controllo. Vi sono troppe competenze incrociate tra Ministeri, Regioni, Comuni, l’INAIL, la Banca Europea degli Investimenti... La farraginosità delle procedure può richiedere anni per arrivare all’effettivo utilizzo delle risorse. Il Rapporto propone per questo seri interventi di semplificazione dei meccanismi di assegnazione e di spesa; Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva, aggiunge:Comuni e Province hanno bisogno di supporto tecnico costante per aggiornare i dati, accedere ai bandi, progettare, appaltare e controllare gli interventi. Bene l’annuncio del Ministro di istituire una task force con questi scopi”. Qui la mia esperienza mi porta a dissentire. Vivo nella Regione Emilia Romagna e queste richieste mi sembrano poco realistiche: Regione, Comuni e Province hanno sempre manifestato competenze sufficienti e capacità di lavorare insieme con risultati importanti in termini di efficacia ed efficienza! Davvero l’Italia ogni anno è sempre più a macchie di leopardo con sacche di arretrata burocrazia? Stento a credere al Rapporto quando afferma che, ancora oggi in Italia, relativamente alle barriere architettoniche, sia inaccessibile una scuola su 3!

Oltre le strutture: l’organizzazione interna per la formazione alla prevenzione

Relativamente alla Sicurezza interna degli asili nido vi sono dati a prima vista incoraggianti: l’83% è in possesso del Documento di valutazione dei rischi (DVR), l’82% ha predisposto il Piano di emergenza e il 64% l’apposita segnaletica per la sicurezza. Il 78% effettua le prove di evacuazione (il precedente Rapporto registrava la presenza del DVR nel 90% delle scuole). Questi numeri alti, ma inferiori al 100, devono comunque preoccupare, e molto, il MIUR se si considera che il DVR è la radiografia (obbligatoria e oggetto di sanzioni!) della scuola.

Per quanto riguarda le figure che si occupano di prevenzione e gestione delle emergenze, dall’indagine risulta che circa l’80% dei nidi dispone di un medico competente, del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, degli addetti al primo soccorso, alla prevenzione incendi e all’evacuazione.

Come nel precedente Rapporto, anche quest’anno Cittadinanzattiva chiede al Governo di “esaminare al più presto la proposta di una legge quadro sulla sicurezza a scuola, depositata da Cittadinanzattiva e Save the Children, per intervenire su ambiti altrettanto importanti, quali le responsabilità e gli obblighi di Enti proprietari e Dirigenti scolastici, le linee guida per la costruzione di nuove scuole, il sostegno alle vittime di incidenti nelle scuole, gli spazi di partecipazione effettiva dei cittadini nelle costruzioni e ricostruzioni”.

A.A.A…Decreto interministeriale cercasi…

Non posso esimermi, in conclusione, dal ricordare quanto sollecitavo un anno fa: l’emanazione del Decreto interministeriale prescritto dall’art. 3 del d.lgs. 82/08 (e atteso da almeno 9 anni!) che definisca le “effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato (dalle scuole) o le (loro) peculiarità organizzative...”. Queste ultime comportano che il DVR delle istituzioni scolastiche sia scritto a 4 mani, 2 del proprietario dell’edificio per quanto riguarda i rischi derivanti dalle strutture, impianti fissi e presidi antincendio e le 2 mani del dirigente scolastico in ordine all’organizzazione e gestione dell’attività e delle emergenze, la formazione del personale e degli studenti, la sicurezza delle attrezzature di proprietà utilizzate, ecc..

Bruno SOZZI

Le competenze orientative 1

Norme e Documenti dell’Unione Europea

Flavia MAROSTICA

«Orientare significa porre l’individuo nella condizione di prendere coscienze di sé, di progredire per l’adeguamento dei suoi studi e della sua professione rispetto alle mutevoli esigenze della vita con il duplice obiettivo di contribuire al progresso della società e raggiungere il pieno sviluppo della persona» (Raccomandazione conclusiva sul tema, Congresso internazionale UNESCO, Bratislava, 1970)

Premessa

Per avere un quadro completo sulle competenze orientative è indispensabile leggere in parallelo le Norme e i Documenti prodotti in UE, quelli emessi in Italia e le elaborazioni della letteratura dedicata in Italia che ha generato e continua a ispirare tante buone pratiche[1].

I primi riferimenti europei significativi

L’orientamento comprende tutte le azioni professionali di aiuto (orientare) tese a costruire/potenziare le competenze orientative della persona e la sua capacità di autodeterminazione (orientarsi) nel «viaggio individuale attraverso la vita» (Memorandum 2000).

La Risoluzione dedicata del Consiglio UE del 2004 attribuisce all’orientamento «un ruolo fondamentale nel sistema d’istruzione e formazione e lungo tutto l’arco della vita», esorta le scuole a «promuovere tecniche di apprendimento adeguate e autonome che consentano ai giovani e agli adulti di autogestire efficacemente i loro percorsi» e fa riferimento all’esigenza di sostenere le persone con appositi servizi.

Un riferimento fondamentale

La Risoluzione dedicata del Consiglio UE del 2008 afferma che nei molti passaggi e decisioni che i singoli debbono affrontare nella vita «l'orientamento svolge un ruolo decisivo»: esso è un «processo continuo che mette in grado i cittadini di ogni età, nell'arco della vita, di identificare le proprie capacità, le proprie competenze e i propri interessi, prendere decisioni in materia di istruzione, formazione e occupazione nonché gestire i … percorsi personali di vita … e in qualsiasi altro ambiente in cui è possibile acquisire e/o sfruttare tali capacità e competenze».

L'orientamento comprende tutte le attività utili all’apprendimento di queste che poggiano «sulle competenze chiave, in particolare la competenza imparare a imparare, … le competenze sociali e civiche, … nonché lo spirito di iniziativa e l'imprenditorialità» e sono tese a «familiarizzarsi con il contesto economico, le imprese e il mondo professionale; essere in grado di autovalutarsi, conoscere sé stessi ed essere capaci di descrivere le competenze acquisite nell'ambito dell'istruzione formale, informale e non formale; conoscere i sistemi di istruzione, formazione e certificazione». Le scuole debbono perciò potenziare queste attività anche in collaborazione con i servizi dedicati.

Se, dunque, le capacità e competenze di orientamento poggiano sulle competenze chiave che riguardano le scuole di ogni ordine e grado, significa che si debbono insegnare/apprendere dai 3 ai 19 anni, seppur con modalità molto diverse in rapporto all’età dei discenti.

Un Documento interessante

Il Rapporto EntreComp: The Entrepreneurship Competence Framework presenta le conclusioni di una poderosa ricerca - iniziata nel 2015 e svolta da un centinaio di esperti di diversa provenienza - sulla struttura della competenza Imprenditorialità del 2006 per individuare le caratteristiche condivise e declinarla in pratica didattica da proporre alla sperimentazione delle scuola per validarla. Il concetto, comprensivo anche dello spirito di iniziativa, viene inteso come «competenza trasversale, che si applica a tutte le sfere della vita»(sviluppo personale, partecipazione attiva nella società, ingresso nel mercato del lavoro come dipendente o come lavoratore autonomo, avvio di nuove iniziative in diversi ambiti, culturale sociale e commerciale), come «capacità di trasformare le idee in azioni, idee che generano valore per qualcun altro da sé»; si ha imprenditorialità «quando si agisce su opportunità e idee e le si trasforma in valore per gli altri» e «il valore che viene creato può essere finanziario, culturale, o sociale». Questa macro-competenza, basata su autonomia e responsabilità, riguarda due dimensioni, ovvero 3 aree, strettamente intrecciate, in cui si possono trasformare le idee in azioni (Idee e opportunità, Risorse e Azioni) e 15 competenze (5 per ogni area, ciascuna con denominazione, suggerimento, descrittori che la scompongono nei suoi aspetti fondamentali ma senza alcuna distinzione tassonomica) che insieme, costituiscono gli elementi costitutivi dell’imprenditorialità («i mattoni»). Viene anche presentato un «modello di progressione» nell’apprendimento articolato in 8 livelli. [2]

Il riferimento più recente

Infine. La Raccomandazione sulle Competenze chiave del 2018 rivolta a tutti gli ordini scolastici (che sostituisce quella del 2006) è tesa a «individuare e definire le competenze chiave necessarie per l'occupabilità, la realizzazione personale, la cittadinanza attiva e l'inclusione sociale» e a proporle ai docenti di ogni ordine e grado scolastico affinché assicurino «che al completamento dell'istruzione e formazione iniziale i giovani abbiano sviluppato le competenze chiave a un livello che li renda pronti per la vita adulta». Precisa che la competenza è «una combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti» in cui le tre componenti costitutive ci sono inevitabilmente sempre.

Delle 8 competenze, definite e poi articolate in conoscenze, abilità e atteggiamenti e «tutte di pari importanza», tre sono a carattere fortemente, anche se non esclusivamente, disciplinare, come nella tradizione della scuola, ma ben cinque a carattere fortemente, anche se non esclusivamente, trasversale. Tra queste ultime 2 sono strettamente riferibili all’orientamento:

- competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare che «consiste nella capacità di riflettere su sé stessi, di gestire efficacemente il tempo e le informazioni, di lavorare con gli altri in maniera costruttiva, di mantenersi resilienti e di gestire il proprio apprendimento e la propria carriera. Comprende la capacità di far fronte all'incertezza e alla complessità, di imparare a imparare, di favorire il proprio benessere fisico ed emotivo, di mantenere la salute fisica e mentale, nonché di essere in grado di condurre una vita attenta alla salute e orientata al futuro, di empatizzare e di gestire il conflitto in un contesto favorevole e inclusivo»;.

- competenza imprenditoriale che «si riferisce alla capacità di agire sulla base di idee e opportunità e di trasformarle in valori per gli altri. Si fonda sulla creatività, sul pensiero critico e sulla risoluzione di problemi, sull'iniziativa e sulla perseveranza, nonché sulla capacità di lavorare in modalità collaborativa al fine di programmare e gestire progetti che hanno un valore culturale, sociale o finanziario».

Dunque in UE si comincia a parlare di competenze di orientamento solo nel 2006 quando tra le competenze chiave ci sono anche «imparare a imparare» e «spirito di iniziativa e imprenditorialità» e poi nel 2008 quando la Risoluzione dedicata parla di «capacità e competenze» di orientamento collegate con le competenze chiave. E in Italia?

Norme e documenti in Europa

  • Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente, Documento di lavoro della Commissione del 30.10. 2000, Messaggio chiave n.5 sull’Orientamento

  • Rafforzamento delle politiche, dei sistemi e delle prassi in materia di orientamento lungo tutto l'arco della vita in Europa, Risoluzione Consiglio dell'UE del 18.5.2004

  • Integrare maggiormente l'orientamento permanente nelle strategie di apprendimento permanente, Risoluzione del Consiglio dell’UE del 21.11. 2008

  • Commissione, Rapporto EntreComp: The Entrepreneurship Competence Framework del giugno 2016

  • Raccomandazione del Consiglio dell’UE Competenze chiave per l'apprendimento permanente e Allegato Quadro di riferimento europeo del 22.5. 2018

Flavia MAROSTICA

[1] Tutte le norme e i documenti citati nell’articolo si trovano nelle diverse sezioni di https://www.orientamentoirreer.it/

[2] Per maggiori dettagli Flavia Marostica Orientamento e imprenditorialità a scuola «Rivista dell’Istruzione» n.1/2017.

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

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