Scuola7 13 luglio 2020, n. 193

Scuola7

la settimana scolastica

13 luglio 2020, n. 193


In questo numero parliamo di:



Piano scuola 2020-21: molte questioni ancora aperte (Domenico CICCONE)

Fra ripresa e intrapresa educativa: l’anno [scolastico] che verrà... (Chiara BRESCIANINI)

Il Manuale Operativo per la ripartenza dell’USR per il Veneto (Franca DA RE)

Al via il concorso straordinario docenti: 32.000 i posti a disposizione per i precari (Roberto CALIENNO)


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diDistanziamento: statico, dinamico o... ?
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13 luglio 2020

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n. 193

Piano scuola 2020-21: molte questioni ancora aperte

Domenico CICCONE

Lunga attesa con qualche delusione

L’attesa del” Piano scuola” pubblicato il 26 giugno scorso, tra le preoccupazioni per il ritardo dell’uscita ufficiale del provvedimento ed il diffuso dissenso sui contenuti delle varie bozze, largamente circolate nei giorni precedenti, non ha portato le significative e definitive indicazioni che molti si aspettavano per gestire la fase più delicata, quella del rientro a scuola a settembre 2020.

Le comunità scolastiche sono rimaste in balia delle notizie più variegate e contrastanti con la sensazione di trovarsi ancora in alto mare, ben lungi dal “salvataggio” ministeriale. La posta in gioco, del rientro in sicurezza di tutti gli studenti e lavoratori del sistema educativo nazionale di istruzione e formazione, non è affare di poco conto. Non a pochi sfugge che si mobiliterà, contemporaneamente, il gruppo più corposo di cittadini dopo il lockdown. Dieci milioni di persone, tra studenti e lavoratori della scuola, un numero più o meno equivalente di genitori, lavoratori dell’indotto (trasporti, alimentari, accompagnatori, educatori e ogni altra attività che gravita intorno alla scuola). L’impegno e la mobilitazione di risorse saranno nuovamente di carattere ciclopico. Alcune delle questioni appaiono quasi irrisolvibili, ci permettiamo di interpretarle anche sulla base di ciò che si percepisce negli innumerevoli contesti comunicativi nei quali i decisori delle scuole interagiscono e si scambiano opinioni, esperienze, buone pratiche.

Prima questione: la collaborazione inter – istituzionale

Gli uffici scolastici regionali dovranno attivarsi per istituire appositi tavoli operativi coordinati dai rispettivi Direttori Generali, mentre apposite conferenze di servizi dovranno essere organizzate ai vari livelli dal competente ente locale (comune, provincia o città metropolitana). La prima azione prospettata si muove nel segno della collaborazione e del coinvolgimento territoriale ed inter istituzionale. Siamo a quasi venti giorni dalla pubblicazione del Piano, l’inizio dell’anno scolastico si avvicina velocemente e non risultano attivati tavoli di lavoro con risultati significativi se non in pochissimi contesti di per sé già abituati alla collaborazione. Non è per nulla attivo il sistema di supporto logistico, decisionale, portatore di idee e di servizi per la scuola che deve ripartire.

Nei tavoli sarebbe opportuno, inoltre, parlare di sorveglianza sanitaria, per gestire una ragionata somministrazione a tappeto dei test. Non si comprende come si possa ignorare questa necessità, adesso diventata concretizzabile, oltre a ragionare a oltranza su come tenere distanziati bambini e adolescenti. Tenuto conto che è impensabile pensare di risolvere in un mese gli atavici problemi strutturali della scuola italiana sarebbe il caso di pensarci nei lavori di qualche tavolo.

Seconda questione: il cruscotto o strumenti equivalenti

Lo strumento cosiddetto cruscotto, già interpretando le parole del ministro, appariva un programma di calcolo della capienza delle aule tenuto conto dei parametri convenzionali, mai abrogati e sempre attuali, di cui al DM 28/12/1975, delle disposizioni del CTS, che consigliano il metro di distanza tra le “rime buccali” degli studenti, per garantire il distanziamento in sicurezza, e dai dati di un corposo database costruito, con l'aiuto della pluriennale azione di monitoraggio dell’Anagrafe scuola.

Ad oggi, il Ministero non ha reso disponibile questo strumento alla curiosità dei cittadini e, soprattutto, alle scuole creando, di fatto, una snervante situazione di attesa. In considerazione che i fondi attribuiti, dal DL 34, art 231 comma 1, consentono alle scuole di “ingegnerizzare” le attività di rientro, mediante modelli e soluzioni in proprio, attuando in pieno l’autonomia scolastica, occorre conoscere la disponibilità o meno di questa funzionalità, per evitare inutili aggravi dovuti a doppia spesa. Finora è rimasta tale la suggestione del “cursore” che avrebbe provveduto segnalare, in rosso, le situazioni critiche per le aule senza adeguata capienza. Nel frattempo, le innumerevoli ipotesi, alcune davvero fantasiose, che invocano perfino le geometrie non euclidee per la soluzione degli arcani, hanno avuto due autorevoli risposte istituzionali benché non provenienti da viale Trastevere: le linee guida dell’USR Veneto e le indicazioni del DG dell’Emilia Romagna. In questi casi sono stati finalmente messi, nero su bianco, alcuni principi e preziose indicazioni utilissimi per le scuole di tutto il territorio nazionale, come appare ovvio.

Terza questione: Il distanziamento

Il distanziamento, senza un’azione di test a tappeto per l’intera popolazione scolastica, rimane il primario e forse l’unico punto fermo nelle azioni di prevenzione. Nelle indicazioni del CTS e, anche in quelle che emergono dai documenti degli uffici scolastici regionali appena citati, emerge un modello più o meno rassicurante in termini di capacità delle aule ordinarie, di accogliere garantendo il metro di distanza tra le bocche, un numero di alunni compatibile con le esigenze organizzative post emergenza.

I dubbi emersi tra gli operatori della scuola, compresi RSSP e medici competenti di supporto ai dirigenti scolastici, relativi alla impossibilità di garantire in ogni condizione il “metro” di distanza tra le bocche in un’aula scolastica, che è il luogo di elezione del perpetuo movimento, hanno animato il dibattito per qualche giorno. Tuttavia, il CTS, rispetto all’appuntamento fissato per la seconda metà di agosto, ha aggiornato con notevole anticipo[1] le disposizioni del 28 maggio.

Sulla base delle ulteriori evoluzioni del quadro epidemiologico, sono giunte dall’organo consultivo disposizioni più specifiche, che tranquillizzano i dirigenti scolastici ed i genitori, asserendo definitivamente che non sussiste l’obbligo della mascherina, quando seduti al banco, e che la distanza di un metro fra gli alunni sarà calcolata, da bocca a bocca, in base al criterio del metro “statico”, cioè, in pratica, misurato e valido soltanto da seduti. Pierino, quindi, potrà alzarsi e girare tra i banchi con la sola accortezza di indossare la mascherina durante il movimento. L’insegnante, la cattedra e la lavagna dovranno usufruire di uno spazio lineare di due metri per l’intera larghezza dell’aula, circa 10-12 metri quadrati, da calcolare e sottrarre prima di posizionare i banchi. Sembrerebbe tutto risolto ma nella percezione dei dirigenti scolastici la situazione appare ancor più complicata. Le simulazioni, in situazione reale, sembrano un compito di realtà irrisolvibile per i presidi, confusi e abbandonati.

Quarta questione: i banchi monoposto e i diversi scenari

Lo scarto tra la conoscenza della normativa scolastica, da parte della maggioranza dei cittadini e utenti della scuola, e la libera opinione di ciascuno è praticamente nullo. Si aggiunga che il ministero dell’istruzione, a cui competerebbe un serio programma nazionale di informazione e di sensibilizzazione per i cittadini, sulle competenze in capo agli organi dello Stato in materia scolastica, spesso contribuisce a peggiorare la situazione. Problema: abbiamo bisogno di un numero imprevisto ma comunque altissimo di banchetti monoposto; se è pur vero che con il banco biposto utilizzato per una sola persona, può essere aggirato il problema distanziamento, lo spreco di spazio destinato al passaggio per la sicurezza, in caso di emergenza, riduce moltissimo la capienza di un’aula. Tutto questo contrasta con il bisogno urgente, di tornare in aula con la propria classe, che ogni bambino o adolescente manifestano apertamente. Ci sono ben tre diversi scenari all’orizzonte dovuti alle abbondanti chiacchiere da conferenza stampa:

Primo scenario: il ministero compra i banchi. Questa possibilità, peraltro largamente annunciata ai media, è praticamente impossibile da realizzarsi, ad assetto normativo vigente. Nella “Relazione di sintesi sul monitoraggio degli obiettivi di spesa dei Ministeri del ciclo 2018-2020” (ex-articolo 22-bis della legge 196 del 2009), emerge quali sono le spese consentite al Ministero dell’istruzione. Nessun provvedimento di gestione dell’emergenza SARS – Cov – 2 ha modificato queste disposizioni che, quindi, non consentono acquisti diretti di arredi da parte del Ministero dell’Istruzione. Il commissario ad acta per l’emergenza Domenico Arcuri sarebbe stato recentemente cooptato a viale Trastevere anche per questa “emergenza banchi”. Forse ci saranno novità in tempi brevi. Aspettiamo fiduciosi.

Secondo scenario: province, città metropolitane e comuni acquistano i banchi. Per questa opzione e per molte altre incombenze rientranti nelle competenze dei diversi enti locali, ai sensi della L.23/1996, ci sono stati appositi finanziamenti PON. Napoli, che è una delle più grandi città metropolitane d’Italia, ha ricevuto solo 3 milioni di euro che dovranno essere utilizzati per ogni necessità di ordine strutturale e di arredo relativa al rientro. Mediamente i comuni hanno piccole dotazioni economiche e tanti impegni da rispettare… quindi secondo scenario poco probabile, per i banchi ma, aspettiamo fiduciosi.

Terzo scenario: le scuole acquistano i banchi con i fondi del DL 34/2020 art. 231 c 1. Questa ipotesi potrebbe essere la più efficace, perfino rinunciando a qualche acquisto di device e di altre dotazioni; in ogni caso i dirigenti scolastici sono disorientati… tutti promettono di comprarli ma nessuno risponde alle richieste in maniera precisa e circostanziata. Si utilizzano solo verbi al tempo condizionale, a due mesi dall’inizio delle lezioni, con agosto e il Covid – 19 di mezzo. È il caso di aspettare ancora fiduciosi?

Quinta questione: la gestione della quotidianità con gli alunni

Sembra che la maggior parte delle preoccupazioni risieda nel preordinare il corretto layout delle aule scolastiche. Certo, l’argomento preoccupa ma forse sta sfuggendo la vera natura della problematica. La scuola è per definizione il luogo del movimento, del dinamismo, della vivacità. La gestione del tempo scuola, in un modo o nell’altro, con le differenze che ogni scuola dovrà contemplare esplicitamente, sarà strutturata mediante orari delle lezioni articolati, flessibili e possibilmente efficaci. Rimane da progettare e realizzare la parte più complessa: il curricolo implicito, le attività ricorrenti di vita quotidiana che ad oggi soltanto nella scuola dell’infanzia si è abituati a “governare”. Negli altri ordini e gradi per progettare le attività ricorrenti si utilizza il regolamento di istituto che ha, per sua natura, la struttura di un codice di comportamento indicativo e centrato sulla responsabilità individuale piuttosto che sulla progettualità condivisa, fatte salve le attività esplicitamente vietate e sanzionate. Gestire la quotidianità di centinaia di persone in età evolutiva sarà una faccenda complicata e imprevedibile poiché investe modelli di comportamento mai sperimentati. La domanda che ogni operatore della scuola si pone è più o meno la stessa: “Una volta messi a posto i banchi, le aule, i passaggi, i corridoi, le entrate e le uscite, il flacone col disinfettante e tutto quanto occorre, funzionerà anche il resto”?

I dubbi sono tanti sulla risposta e dipendono da variabili non sempre controllabili con una circolare. La gestione delle attività ricorrenti di vita quotidiana nella scuola è anche un meccanismo che va rodato, lubrificato e mantenuto, con le dovute competenze per farlo.

Sesta questione: la gestione del personale a contratto invariato ed a rischio moltiplicato

Gli istituti contrattuali del comparto scuola, benché parzialmente riformati negli ultimi venti anni, non dispongono della flessibilità necessaria per gestire la complessità che emerge dalla riorganizzazione delle attività post pandemia. Gli orari di lavoro del personale sono conteggiati su base settimanale e le programmazioni plurisettimanali sono limitate sia per il personale docente sia per il personale ATA. Alcuni modelli organizzativi basati, ad esempio, sulla “banca delle ore” trovano aperture significative sui tavoli di contrattazione di scuola ma si scontrano inesorabilmente con complesse articolazioni normative che richiamano la responsabilità dei dirigenti scolastici nella loro qualità di datori di lavoro, spesso chiamati a rispondere direttamente, nei competenti tribunali, per abusi di potere o per diritti negati in nome dell’organizzazione funzionale al successo formativo. Il personale ATA, indispensabile per la corretta gestione organizzativa, amministrativa e tecnica delle istituzioni scolastiche, si giova di profili e modelli contrattuali obsoleti e inattuali nel contesto della scuola post emergenza SARS – Cov – 2. A questa situazione, già di per sé limitante, prima della pandemia, per ogni volontà di innovazione, si aggiunge oggi un nuovo inquietante problema: i lavoratori fragili. La nozione di lavoratore fragile, non contemplata in norma ma presente nelle definizioni scientifiche, si riferisce ad un lavoratore ultracinquantacinquenne che risente di una patologia cronica qualsiasi, di entità tale da renderlo particolarmente vulnerabile ai rischi della infezione da corona virus. I dati non ufficiali ma derivanti da semplici “statistiche di scuola”, a conoscenza dei rispettivi dirigenti scolastici, denotano che gran parte dei lavoratori della scuola ha un’età superiore ai 55 anni con presenza di patologie, in molti casi.

I numeri ufficiali che si possono leggere negli open data del Ministero[2] confermano che quasi un lavoratore su due, nella scuola, ha un’età che gli consente di rientrare, in presenza di una qualsiasi patologia cronica, nella nozione di lavoratore fragile.

Settima questione: la didattica dell’emergenza

Alcuni esempi sui modelli organizzativi e didattici proposti dal Piano scuola presentano delle criticità che potrebbero impedirne l’efficace applicazione; questo per rendere l’idea delle preoccupazioni diffuse tra gli operatori scolastici alle prese con le proposte non del tutto risolutive.

Solo per fare alcuni esempi, la riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento non supera il problema di avere un docente per ogni gruppo di apprendimento; la frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l’applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici, oltre ad essere poco praticata, qualora applicata alla singola classe, per motivi di spazio, imporrebbe un ripensamento totale della didattica, che dovrebbe essere contemporaneamente a distanza ed in presenza.

Se invece applicati con il modello “doppio turno” mattina e pomeriggio, alle difficoltà didattiche si sovrapporrebbero a quelle organizzative legate alla penuria di personale ATA ed ai disagi delle famiglie, insostenibili in alcuni contesti.

Vale la pena di ricordare anche in questa sede che molti studenti ammessi all’anno scolastico 2020/21 sono destinatari di un Piano di apprendimento individualizzato, ma anche l’impegno degli interi consigli di classe che hanno definito Piani di integrazione degli apprendimenti ai sensi dell’OM 11 del 16 maggio 2020.

Le soluzioni prospettate dal Piano scuola, ma anche le strategie che le singole istituzioni scolastiche devono garantire, mettono alla prova, per la prima volta in maniera così vigorosa, l’autonomia scolastica e la capacità di gestione indipendente dei processi organizzativi e didattici nonché la spinta all’innovazione dei singoli collegi dei docenti.

La questione decisiva: il banco di prova dell’autonomia scolastica

A questa forte domanda di innovazione, dettata da esigenze urgenti e assolutamente nuove, che richiedono soluzioni mai sperimentate, si può rispondere mobilitando anche le risorse che innovano e ricercano soluzioni di lunga gittata non necessariamente impostate su norme, regolamenti e disposizioni che, come sempre, non arrivano da ministero, oppure arrivano in maniera non consona alle aspettative. Quindi, diamo spazio a tutte le possibilità offerte dall’autonomia scolastica, ormai più che maggiorenne e capace di aiutarci a risolvere.

Giova ricordare che nel periodo di lockdown sono state favorite tutte le scuole, le cui organizzazioni, negli anni precedenti, in assenza di emergenze e di necessità impellenti, avevano comunque dedicato risorse allo sviluppo di processi e modelli secondo una visione organizzativa “ambidestra”[3]. Le scuole che, avevano già sperimentato modelli innovativi, a prescindere dall’impiego generalizzato dei risultati, hanno superato in maniera più agevole lo stress organizzativo e di risorse, dovuto alla gestione dell’emergenza.

Evidenze accertate da cui ripartire, con il coraggio dell’autonomia

Il documento tecnico[4] sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione, classifica la scuola con un rischio integrato medio - basso e con un rischio di aggregazione medio-alto.

Questa situazione, unita alla natura paucisintomatica, lieve o moderata, delle forme cliniche che hanno afflitto bambini e ragazzi risultati positivi al SARS – Cov – 2 (circa 4000 nella fascia 0-18 anni con 4 decessi in pazienti con gravi patologie preesistenti) ha spinto il CTS a proporre il rientro a scuola sottolineando che la misura di maggiore efficacia per la prevenzione del contagio resta il distanziamento fisico.

È difficile pensare che fin dal primo giorno di scuola del prossimo anno scolastico le cose vadano per il meglio. Ci sono, come solo superficialmente analizzato in questa sede, molte questioni foriere di problemi e di difficoltà. Tuttavia non dovrebbero esserci altri ostacoli se non quelli di natura culturale, le resistenze mentali, la superficialità e la rinuncia a collaborare per applicare i protocolli e le indicazioni che ogni scuola andrà a organizzare. L’impatto e lo stress organizzativo saranno entrambi di portata notevole, considerando che gli ambienti scolastici italiani non brillano per confort e per dotazioni utili a mantenere il benessere degli studenti, nemmeno in condizioni normali.

La maggiore preoccupazione dei dirigenti e dei docenti risiede nella certezza di trovarsi di fronte a situazioni impossibili da gestire, sebbene organizzate e, con questa consapevolezza, appare giustificato il timore di molte comunità scolastiche di dover rispondere, in sede civile e penale, per situazioni che normalmente sfuggono ad un controllo stretto e rigoroso.

Il richiamo al senso di responsabilità di ogni operatore della scuola è quanto mai opportuno ma occorre ricordare che i docenti, i dirigenti e tutto il personale delle scuole italiane, hanno fronteggiato con dignità e con efficacia le difficoltà finora emerse. Si potrebbe ripartire da questa nuova idea di noi stessi, che abbiamo guadagnato” sul campo di battaglia “, per riprendere la scuola a settembre con un senso della comunità più forte e condiviso!

Domenico CICCONE

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[1] Nota del Gabinetto del Ministro 5050 del 09.7.2020 - Stralcio del verbale del Comitato Tecnico Scientifico n. 94 del 7 luglio u.s., relativo ai quesiti posti dal Ministero dell’istruzione per l’inizio del nuovo anno scolastico.

[2] https://dati.istruzione.it/opendata/opendata/catalogo/elements1/?area=Personale%20Scuola

[3] Per un approfondimento di questo concetto e di altri si veda il saggio del medesimo autore contenuto nel fascicolo monografico di “Notizie della Scuola”. N. 22/23, del 16-31 luglio 2020, dedicato al “Piano Scuola 2020-21”.

[4] https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-rimodulazione-contenimento-covid19-sicurezza-lavoro.pdf

Fra ripresa e intrapresa educativa: l’anno [scolastico] che verrà...

Chiara BRESCIANINI

Le note di indirizzo dell’USR Emilia-Romagna

Il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Stefano Versari, al fine di supportare le scuole dell’Emilia-Romagna nella “complicata ripresa (una vera e propria intrapresa educativa)” ha ritenuto opportuno rendere disponibili, con una serie di note monotematiche, le informazioni quali-quantitative al momento e progressivamente nelle disponibilità dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, fornendo anche “valutazioni che possano sostenere il difficile compito” [delle scuole].

Dal 15 giugno 2020, a ritmo intenso, il Direttore Versari ha diffuso, alla data attuale, 9 note come di seguito indicato reperibili sul sito istituzionale www.istruzioneer.gov.it nella sezione Ripartenza.

Nella prima nota direttoriale, ha indicato che “l’estrema complessità del momento che il nostro Paese sta vivendo a causa della pandemia COVID19 e delle relative conseguenze (tuttora in divenire), vede la scuola come uno dei punti di maggiore impatto e di più difficile organizzazione e gestione, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per gli aspetti quantitativi, organizzativi, logistici e pedagogico-didattici. Il tempo dell’estate vedrà all’opera, nelle scuole statali e paritarie, i Dirigenti Scolastici, i Coordinatori didattici, i loro collaboratori e il personale scolastico, come pure i responsabili degli Enti Locali e le rappresentanze del territorio, per definire le modalità per il rientro a scuola in sicurezza e, per quanto possibile, in presenza. È necessario per riannodare i fondamentali della socialità smarrita in questi mesi. Parimenti, in questo breve tempo prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, occorrerà ripensare al concreto sviluppo degli insegnamenti e della didattica in presenza. Ciò avverrà nell’articolato e complesso quadro di contesto che attende ciascuna istituzione scolastica del sistema nazionale d’istruzione, così come la scrivente Amministrazione.

Da un’attesa inerte ad un’attesa operosa

Un richiamo forte e serrato alla necessità di lavorare intensamente per assicurare la ripresa della scuola, attivando tutto quanto è possibile e sostenibile per definire tempi, spazi, modalità e dare le necessarie informazioni alla comunità scolastica. Per i Dirigenti Scolastici certamente un’impresa onerosa, ancorché indispensabile, per gli insegnanti un’estate stra-ordinaria di ripensamento didattico e metodologico e di disponibilità e collaborazione costante con la scuola, per il personale ATA un’ancora più impegnativa cura dell’azione amministrativa per rendere praticabile e concreta la ripartenza. Il Direttore Generale Versari propone l’assunzione del principio seguente: “l’attesa inerte (di linee guida) è depressiva. L’attesa operosa, costruisce il futuro”.

Nel dettaglio, fra i temi “caldi” affrontati dalle note disponibili al 12 luglio, per organizzare certamente fin da subito l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021: l’intrapresa della ripartenza, l’analisi approfondita del Parere del Comitato Tecnico Scientifico del 28 maggio 2020, la questione “spazio” e “spazio d’aula”, l’integrazione dei Patti educativi di corresponsabilità, il medico competente, le ripercussioni sul fare scuola del “rischio psicosociale” in termini di disagio su studenti e recupero della sfera emotiva per “contrastare la paura del futuro”, l’impatto del COVID-19 sugli studenti con disabilità anche in riferimento al Piano Scuola 2020-2021 e la risposta ai quesiti relativi all’inizio del nuovo anno scolastico da parte del CTS con parere del 7 luglio 2020.

Un supporto operativo a dirigenti e stakeholder

I Dirigenti Scolastici evidenziano la necessità di approfondire il tema degli ordinamenti, della didattica, dei trasporti, della sicurezza e dell’assetto degli spazi, del tempo scuola, dei servizi complementari (dalla mensa al pre-scuola e al post scuola), alla tutela degli alunni “suscettibili” e con disabilità ovvero particolarità e bisogni educativi speciali, ai lavoratori fragili, alle peculiarità di taluni indirizzi ovvero scuole (si pensi ad esempio ai Centri Provinciali di Istruzione per adulti o alla scuola in ospedale), alla responsabilità dirigenziale, al rapporto con le famiglie e agli aspetti comunicativi e formativi, etc.

Le note si impegnano a restituire risposte ai numerosi quesiti che scuole in primis e stakeholder poi propongono all’attenzione dell’Ufficio Scolastico Regionale e sono organizzate in modo da fornire risposte concrete e se possibile realizzabili, in un contesto “evanescente”. Lo scenario complesso e imprevisto, nonché imprevedibile, l’intersecarsi di compiti e funzioni rischia, infatti, di sortire l’effetto paralisi nell’attesa di… mentre è necessario comprendere, mano a mano ma con sollecitudine, ciò che si puo’ (e si deve fare) sin da subito.

Per reperire le note dell’USR Emilia-Romagna

Di seguito elenco note dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna aventi ad oggetto: “ANNO SCOLASTICO 2020/21 E COVID19. MATERIALI PER LA RIPARTENZA”

1 - “Riflessioni introduttive circa i principi e la doverosità dell’azione” - nota 15 giugno 2020, prot. n. 8355 -

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/15/anno-scolastico-2020-21-e-covid-19-materiali-per-la-ripartenza/

2 - “Riflessioni generali sul Parere del Comitato Tecnico Scientifico del 28 maggio 2020” - nota 15 giugno

2020, prot. n. 8359 –

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/15/a-s-2020-21-e-covid-19-materiali-ripartenza-2-riflessioni-generali-parere-cts/

3 - “Il problema del distanziamento a livello ‘macro’: il numero medio di studenti per aula” - nota 16 giugno

2020, prot. n. 8422 –

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/16/anno-scolastico-2020-21-e-covid-19-materialiper-la-ripartenza-3/

4 - “Precondizioni per ‘entrare’ a scuola. Integrare i patti educativi di corresponsabilità” - nota 17 giugno

2020, prot. n. 8538

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/17/a-s-2020-21-e-covid-19-materiali-ripartenza-4-patti-educativi-corresponsabilita/

5 - “Il medico competente” - nota 19 giugno 2020, prot. n. 8724

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/19/as-2020-21-e-covid-19- materiali-ripartenza-5-medico-competente/

6 - “Ripercussioni sul fare scuola del ‘rischio psicosociale’ da COVID-19” - nota 24 giugno 2020, prot. n. 9027

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/24/a-s-2020-21-e-covid-19-materiali-ripartenza-6-rischio-psicosociale/

7 - “Ripercussioni sul fare scuola del ‘rischio psicosociale’ da COVID-19 per gli alunni con disabilità” - nota

30 giugno 2020, prot. n. 9379

http://istruzioneer.gov.it/2020/06/30/a-s-2020-21-e-covid-19-materialiripartenza-7-disabilita/

8 - “La ‘delicata’ questione degli spazi d’aula” - nota 7 luglio 2020, prot. 9989

http://istruzioneer.gov.it/2020/07/07/a-s-2020-21-e-covid-19-materiali-ripartenza-8-spazi-daula/

9 – Parere CTS del 7 luglio 2020 Risposta ai quesiti relativi all’inizio del nuovo anno – nota 10 luglio 2020, prot.

Saranno altresì resi disponibili nella sezione dedicata dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna materiali esplicativi utilizzate dal Direttore Generale in sede di formazione e informazione per i Dirigenti Scolastici dell’Emilia-Romagna.

Chiara BRESCIANINI

Manuale per la scuola secondaria - Guida ai concorsi

a cura di Mariella Spinosi, con M. Giacomo Dutto e Leonilde Maloni


Nel nostro sistema nazionale, per diventare insegnanti bisogna superare regolari concorsi. Il DM 95/2016 ha previsto per gli aspiranti docenti non solo il possesso di competenze culturali e professionali, ma soprattutto il possesso di una buona mediazione didattica.

Partendo da questo presupposto, il Manuale si pone l'obbiettivo di indicare tutte le "avvertenze generali", con gli sviluppi legislativi, sociali e culturali.

Il Manuale, con un indice ampiamente dettagliato, si articola in quattro parti:

La prima parte fornisce informazioni essenziali per aiutare i futuri docenti ad orientarsi in maniera adeguata nel mondo dell'educazione, toccando aspetti culturali e sociali, oltre che di psicologia, sociologia e pedagogia.

Nella seconda parte si analizzano gli aspetti metodologici, didattici ed organizzativi, senza tralasciare i punti di vista di docente, Scuola e studenti.

La terza parte ha come focus la governance della scuola con le scelte di ogni indirizzo istituzionale.

Infine, la quarta parte, suddivisa in quattro percorsi tematici offre una riflessione semplice ed essenziale sulle leggi fondative a partire dalla costituzione.

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Manuale per la scuola primaria - Guida ai concorsi

a cura di M. Spinosi, con G. Cerini e S. Loiero


Il libro, articolato in quattro capitoli e un'appendice, costituisce uno strumento indispensabile per il futuro insegnante, lo aiuta a padroneggiare tutte le competenze necessarie per diventare un professionista di qualità. Serve anche ai docenti in servizio per la ricchezza dei suggerimenti e per gli esempi di percorsi didattici ivi contenuti.

Il primo capitolo contiene i fondamenti pedagogici, sociali e psicologici con riflessioni sulle principali questioni e con riferimenti alle teorie e alle scuole di pensiero su cui si sono fondate le nostre scelte istituzionali.

Il secondo capitolo affronta i temi basilari per diventare docenti, cioè tutti i presupposti per l'insegnamento apprendimento: curricolo, competenze, ambiente di apprendimento, documentazione, gestione della classe, valutazione, certificazione ed altro.

Il terzo capitolo è dedicato alla “didattica in azione”: ci sono nove percorsi disciplinari, alcuni esempi di prove di verifica e di compiti in situazione.

Il quarto capitolo riguarda gli aspetti di natura organizzativa e istituzionale con attente analisi delle Indicazioni per il curricolo, autonomia scolastica, offerta formativa, valutazione e rendicontazione e con una ricostruzione essenziale della storia della scuola primaria.

Infine il neo docente, per potersi muoversi nel mondo delle norme, può avvalersi di un'appendice in cui sono riassunte, in maniera semplice ed efficace, tutte le principali disposizioni che regolano la vita della scuola.

Una tabella di corrispondenza tra l'insieme dei temi richiesti nel programma di concorso e di quelli trattati nel manuale permette di non tralasciare nulla. Potrà essere un utile dispositivo di orientamento sia nella fase di prima lettura, sia in quella di consolidamento della preparazione

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13 luglio 2020

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n. 193

Il Manuale Operativo per la ripartenza dell’USR per il Veneto

Franca DA RE

Indicazioni non prescrittive, ma di supporto

Il 7 luglio scorso è stato ufficialmente presentato il Manuale Operativo1 messo a punto dall’USR per il Veneto a supporto delle scuole, nell’ambito del Piano per la ripartenza 2020/21.

Il Manuale è stato condiviso nel tavolo interistituzionale attivato dalla Regione del Veneto e ha lo scopo di dare concretezza alle Linee Guida nazionali.

Il documento, infatti, non ha il carattere delle Linee Guida, non ha alcun proposito prescrittivo, ma unicamente di essere di aiuto alle scuole nel pianificare la ripresa delle lezioni, garantendo il più possibile a tutti gli studenti l’offerta formativa in presenza, anche se non si esclude, in via residuale e complementare, di fare ricorso alla didattica a distanza, qualora le condizioni logistiche lo obblighino e, comunque, possibilmente solo nella scuola secondaria di secondo grado.

Le scuole potranno trarvi ispirazione per le scelte logistiche, l’organizzazione del personale e degli orari, le scelte metodologico-didattiche; saranno libere di attuare molte, alcune, nessuna delle soluzioni presenti, a seconda della specificità che è loro propria. È fondamentale, però, che qualunque scelta venga adottata essa sia condivisa all’interno della comunità scolastica, con le famiglie e con gli Enti Locali, che hanno comunque la responsabilità e il compito di garantire l’adeguatezza degli edifici.

Il Direttore Generale Carmela Palumbo ha illustrato il Manuale durante le Conferenze di servizio provinciale tenute in via telematica con le scuole e gli Enti Locali.

Il Documento, dal taglio strettamente operativi, si divide in tre parti:

1. Analisi degli spazi scolastici e individuazione delle criticità;

2. La gestione delle risorse professionali per una didattica in presenza col distanziamento sociale;

3. Suggerimenti metodologici per la ripresa delle attività didattiche.

Analisi degli spazi scolastici e individuazione delle criticità.

Il Manuale fornisce indicazioni pratiche su come organizzare gli spazi delle aule, tenendo conto delle distanze da mantenere tra alunni e tra docenti e allievi, prescritte dalle Linee Guida nazionali. Vengono presentati diversi layout di aule e anche un “abaco” che aiuta a organizzare l’assetto delle aule, tenendo conto del numero di studenti, dello spazio occupato dai tavoli, di quello occupato da altri arredi, del lume delle finestre e delle porte, del maggiore distanziamento prescritto per l’insegnante.

Vengono anche prese in esame le condizioni di esercizio delle aule speciali: laboratori, palestre, mense, aula magna e le criticità che possono presentarsi in ognuna di esse. Anche gli spazi comuni non didattici: la sala insegnanti, i servizi igienici, i corridoi e i saloni, i cortili, con i relativi momenti di impegno, come l’ingresso e l’uscita da scuola, la ricreazione, ecc.

Per le aule comuni, si raccomanda il distanziamento tra alunni di almeno un metro e il corridoio di passaggio, peraltro previsto dalle norme sulla sicurezza, di almeno 60 cm tra le file di banchi (o tra una coppia di file di banchi). Non mancano le raccomandazioni di buon senso, che però coniugano la prevenzione del contagio con la sicurezza fisica, come il consiglio di mantenere l’aerazione delle aule aprendo le finestre, ma, se queste non sono a “vasistas” di bloccarle a parete (180° di apertura) o socchiuse, in modo da ridurre il loro ingombro e da prevenire rischio di urti. Ovvio che se le finestre si aprono a “bandiera”, è necessario mantenere i banchi a maggiore distanza da esse, proprio per motivi di sicurezza. Il bloccaggio in apertura può ridurre questa necessità.

Per quanto riguarda i laboratori, la ricreazione, la refezione, l’ingresso/uscita, si rappresenta il problema che sono tutte occasioni in cui il distanziamento fisico è più difficile da mantenere e da controllare. Vengono pertanto esaminate le criticità e consigliati gli accorgimenti organizzativi conseguenti.

In appendice a questa parte vengono presentate delle tabelle statistiche, desunte dall’anagrafe regionale dell’edilizia scolastica, che evidenziano le diverse dimensioni delle aule delle scuole della regione e le loro frequenze.

La gestione delle risorse professionali per una didattica in presenza col distanziamento sociale.

Nella seconda parte vengono prese in esame diverse soluzioni organizzative per potere garantire le lezioni in presenza anche nel caso in cui le aule non possano ospitare le classi al completo.

Viene consigliato di rivedere tutti gli spazi scolastici, riorganizzandone anche le funzioni, collocando prioritariamente le classi intermedie e finali, per non doverle sdoppiare, rompendo le continuità. Tale limitata possibilità è invece contemplata, eventualmente, per le classi prime e per le classi terze degli istituti tecnici e professionali, che si caratterizzano come iniziali del percorso di indirizzo.

L’eventuale riduzione degli orari scolastici

Le ipotesi di riduzione dell’ora di lezione sono avanzate per recuperare tempo del servizio dei docenti al fine di potere replicare le lezioni per sottogruppi di alunni che non potessero essere ospitati nelle aule e consentire quindi un minore affollamento degli spazi.

Poiché tale soluzione non comporta decurtazione dell’orario per i docenti, ma per gli studenti rappresenta una riduzione del monte ore annuale, deve essere attentamente ponderata e condivisa con le famiglie, in presenza di vincoli importanti di personale e di spazi.

Anche in questa eventualità, tuttavia, il Manuale prevede possibilità di “restituzione” delle ore decurtate, seppure in forme diverse dalla presenza in classe.

Attività in “esterno”

Per la scuola secondaria di secondo grado, per esempio, in presenza di vincoli importanti, è possibile pensare che, a turno, gruppi di alunni della classe svolgano a casa lavori su progetto, ricerche, approfondimenti, coerenti con il curricolo, affidati a scuola dai docenti e riportati a scuola per la discussione in presenza. A rotazione (ad esempio con cadenza settimanale) tutti gli alunni saranno impegnati in tale lavoro di progetto da svolgere in autonomia, singolarmente o in gruppo. Tali unità di lavoro dovranno essere attentamente pianificate dal Consiglio di Classe, che ne stimerà anche il tempo di esecuzione, seppure forfetariamente. Tale tempo verrà riconosciuto all’alunno come presenza a tutti gli effetti. I compiti affidati dovranno essere aderenti al curricolo e all’indirizzo di studi e avere possibilmente una valenza interdisciplinare. Si prestano particolarmente i progetti collegati all’indirizzo, corredati di relazione illustrativa; i temi di educazione civica e, non ultimi, anche i percorsi di PCTO.

Avvertenze per il primo ciclo

Per il primo ciclo, tale soluzione ha per ovvi motivi maggiori vincoli. Pertanto, per questo grado di scuola, si raccomanda, in prima istanza, di valorizzare al meglio tutto il personale presente, dai docenti assegnati ai progetti di potenziamento, a quelli di attività alternative, agli insegnanti di sostengo che, non dimentichiamolo, sono insegnanti di classe. Questi ultimi, compatibilmente con le necessità degli alunni diversamente abili a loro affidati, potrebbero proficuamente condurre gruppi di lavoro, dove sarebbero inseriti anche gli alunni con disabilità, per il recupero, l’approfondimento delle strategie di studio, per lavori sui linguaggi artistico-espressivi (nei quali, magari, anche taluni alunni disabili potrebbero essere particolarmente dotati), ecc.

Eventuali richieste di posti aggiuntivi

Qualora la riorganizzazione di tutte le forze di personale non sia ancora sufficiente a soddisfare le esigenze dei gruppi in esubero, non si esclude di potere richiedere contenuti aumenti di organico per fare fronte all’emergenza. Se tale soluzione non fosse percorribile, rimarrebbe valida l’opzione della riduzione d’orario per organizzare tutti i sottogruppi in presenza con il solo organico disponibile. Non si esclude, però, di assegnare comunque agli alunni dei lavori domestici da svolgere in autonomia come approfondimento, anche se, sappiamo, tale soluzione presenta maggiori criticità con il decrescere dell’età degli allievi.

L’obiezione che si può fare è che per organizzare sottogruppi servono altri spazi. Questo è vero, tuttavia, in molti plessi c’è la disponibilità di spazi più piccoli rispetto alle aule, che potrebbero contenere gruppi meno numerosi. Naturalmente tutte queste soluzioni presuppongono, a monte, una riorganizzazione di tutti gli spazi dei plessi, compreso il cambio di destinazione di taluni.

Se, invece, non vi fossero altri spazi, sarebbe possibile pensare ad attività didattiche attentamente progettate, coerenti con il curricolo, destinate a gruppi che a rotazione svolgono il loro lavoro sul territorio: sedi istituzionali, monumenti, musei-laboratorio, fattorie didattiche, impianti sportivi, impianti di produzione o trasformazione...

Suggerimenti metodologici per la ripresa delle attività didattiche.

Nella terza parte del Manuale sono esemplificate numerose attività didattiche che possono essere proposte agli alunni in una organizzazione a classe unita, ma ancor più a sottogruppi.

Sono tutte proposte che rientrano nell’esperienza delle scuole e dei docenti, ma che sono state raccolte e organizzate in attività collegate allo sviluppo delle competenze chiave.

Sono sicuramente utili per una organizzazione emergenziale, ma hanno l’ambizione di prefigurare un modello di scuola ordinario anche per il futuro.

Tale modello presuppone che gli alunni lavorino assumendosi progressivamente la responsabilità del proprio apprendimento e delle proprie azioni, che i docenti organizzino gli ambienti di apprendimento per favorire la partecipazione attiva, la collaborazione tra pari, l’empatia, il mutuo aiuto, l’autovalutazione.

Ci si augura, insomma, che dall’emergenza si possa trarre occasione per pensare finalmente ad una diversa normalità, che impegni gli alunni in compiti significativi, tali da rendere stabili gli apprendimenti e che richiedano loro, fin dai primi anni, autonomia e responsabilità.

Franca DA RE

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[1] Il Manuale operativo dell’USR Veneto è reperibile al link: https://istruzioneveneto.gov.it/20200708_6143/

Al via il concorso straordinario docenti: 32.000 i posti a disposizione per i precari

Roberto CALIENNO

Nella Gazzetta Ufficiale n.53 del 10-07-2020 è stato pubblicato il Decreto n. 783 che riporta modifiche ed integrazioni al decreto 23 aprile 2020, n. 510.

I posti (compreso quelli di sostegno) delle scuole secondarie di primo e secondo grado messi a disposizione sono 32mila.

Le domande di partecipazione potranno essere presentate, unicamente online, sino alle 23,59 del 10 agosto p.v.. I concorrenti dovranno accedere alla sezione del sito del ministero dell’Istruzione Istanze Online. La quota di partecipazione per ciascuna tipologia di posto e classe di concorso è di euro 50, quindi superiore a quella precedentemente fissata.

La data delle prove d’esame non è stata fissata mentre si conoscono già le modalità di svolgimento delle stesse.

Intanto, vista l’emergenza sanitaria in atto, le prove potranno essere sostenute anche in una sede limitrofa a quella di residenza di ciascun concorrente, evitando così spostamenti nelle regioni in cui sarà stata presentata la domanda. La prova scritta avrà la durata di 150 minuti. I quesiti a crocette previsti dalla prima stesura del bando sono sostituiti da 6 domande a risposta aperta di cui una in lingua inglese volta a verificare la capacità di comprensione del testo al livello B2 del QCER.

A ciascuno dei cinque quesiti è attribuito un punteggio massimo di 15 punti mentre per il quesito di inglese i punti assegnati saranno 5. Il punteggio minimo da raggiungere sarà di 56/80. Si potranno fare fino a un massimo di tre domande di iscrizione: una per una classe di concorso posto comune (scegliendo tra primo e secondo grado sulla base delle classi di concorso in cui è stato prestato), una per il sostegno di primo grado e una per il sostegno di secondo grado.

Ai vincitori della procedura concorsuale straordinaria che verranno immessi in ruolo solo a settembre 2021 e rientrano nella quota dei posti destinati alla procedura è riconosciuta la decorrenza giuridica del rapporto di lavoro dal 1° settembre 2020. Ma nessuno di loro potrà andare effettivamente in cattedra prima di un altro anno scolastico.

Il periodo estivo e l’emergenza sanitaria in corso preoccupano sia i sindacati che i precari. Si registra anche il disappunto per la tassa d’esame ritenuta sproporzionate se confrontata con quella che si versa per le altre procedure concorsuali (dai sette ai dieci euro).

CONCORSO STRAORDINARIO DOCENTI 2020: SCHEDA RIASSUNTIVA
TERMINI e MODALITA' DI PRESENTAZIONE DOMANDA Unicamente online attraverso POLIS dalle ore 9.00 dell’11 luglio 2020 alle ore 23.59 del 10 agosto 2020
I POSTI DISPONIBILI 32.000 posti per gli anni scolastici 2020/21, 2021/22, 2022/23 ripartiti per singole regioni e classi di concorso
DOVE PRESENTARE LA DOMANDA In una sola Regione con una sola istanza per i posti comuni (si può scegliere tra una classe di concorso del primo grado e una classe di concorso del secondo grado) e, eventualmente, per i posti di sostegno (sia per il primo grado che per il secondo grado)
COSA DICHIARARE NELLA DOMANDA La REGIONE prescelta; la/le PROCEDURA/E alle quali si intende partecipare; il titolo di accesso alla classe di concorso ovvero di specializzazione per il sostegno posseduto con l’esatta indicazione dell’istituzione che lo ha rilasciato, dell’anno scolastico ovvero accademico in cui è stato conseguito, del voto riportato; i titoli di servizio quali requisito di accesso alla procedura; i titoli valutabili di cui all’Allegato D del bando e l’eventuale diritto alle riserve previste dalla vigente normativa; il versamento del contributo previsto per la partecipazione; l’eventuale diritto alla riserva di posti in applicazione della n. 68/99.
In questo caso, qualora l’aspirante non possa produrre il certificato di disoccupazione rilasciato dai centri per l’impiego poiché occupato alla data di scadenza del bando, indicherà la data e la procedura in cui ha presentato in precedenza la certificazione richiesta

IL CONTRIBUTO PER LA PARTECIPAZIONE Euro 50,00 per ciascuna delle procedure cui si concorre.
COME PAGARE IL CONTRIBUTO Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente:
1. tramite bonifico bancario sul conto intestato a: Sezione di tesoreria 348 Roma succursale IBAN - IT 71N 01000 03245 348 0 13 3550 05. Causale: “diritti di segreteria per partecipazione alla procedura straordinaria indetta ai fini dell’immissione in ruolo ai sensi articolo 1 del D.L. n. 126/2019 -regione–classe di concorso/ tipologia di posto - nome e cognome - codice fiscale del candidato”;
2. attraverso il sistema “Pago In Rete”, il cui link sarà reso disponibile all’interno della “Piattaforma concorsi e procedure selettive”, e a cui il candidato potrà accedere all’indirizzo https://pagoinrete.pubblica.istruzione.it/Pars2Client-user/

CALENDARIO DELLE PROVE L’avviso relativo al calendario sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - 4° serie speciale “concorsi ed esami”. L’elenco delle sedi di esame, la loro ubicazione, l’indicazione della destinazione dei candidati è comunicato dagli USR responsabili della procedura almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato all’Albo e sul sito internet.
TITOLO DI STUDIO DI ACCESSO POSTO COMUNE N.1 Il titolo previsto per l’accesso alla specifica classe di concorso dal DPR 14 febbraio 2016, n. 19 come modificato dal decreto del MIUR 9 maggio 2017, n. 259 - Per gli ITP, il titolo di accesso previsto dal previgente ordinamento (diploma di secondaria di secondo grado)
N.2 titolo di abilitazione o di idoneità concorsuale nella specifica classe di concorso
TITOLO DI STUDIO DI ACCESSO SOSTEGNO   Il titolo di accesso alla procedura come sopra indicato e l’ulteriore specializzazione per il relativo grado
REQUISITO DI SERVIZIO N.1 Tre annualità di servizio prestato nella scuola secondaria statale nel periodo compreso tra l’a.s. 2008/2009 e l’a.s. 2019/2020. Tali servizi devono essere stati prestati sul sostegno oppure in una classe di concorso
N.2 Tre annualità di servizio prestato nei progetti regionali previsti dal decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito dalla legge 24 novembre 2009, n. 167 nonché quelli previsti dal decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito dalla legge 8 novembre 2013, n. 128
NOTA servizio specifico Delle tre annualità, almeno una deve essere prestata sulla specifica classe di concorso per cui si partecipa. Ciascuna annualità deve essere costituita da un servizio di almeno 180 giorni anche non consecutivi o prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino agli scrutini.Se si partecipa per il sostegno, almeno una delle tre annualità deve essere stata prestata sul sostegno. Con tre annualità solo sul sostegno, in mancanza del titolo di specializzazione, non è ammessa la partecipazione al concorso.
NOTA terza annualità Chi raggiunge le tre annualità di servizio solo grazie al servizio svolto nell'a.s. 2019/2020 partecipa con riserva alla procedura straordinaria. La riserva è sciolta negativamente qualora il servizio relativo all'a.s. 2019/2020 non soddisfi le condizioni di cui sopra entro il 30 giugno 2020. IN PRATICA LA RISERVA E' GIA' SCIOLTA
AMMISSIONE CON RISERVA N.1 Sono ammessi con riserva alla procedura per il sostegno, gli aspiranti iscritti ai percorsi di specializzazione all’insegnamento di sostegno avviati entro il 29/12/19. La riserva è sciolta positivamente nel caso in cui il relativo titolo di specializzazione sia conseguito entro il 15/07/20
N.2 Sono ammessi con riserva coloro che, avendo conseguito all’estero i titoli sopracitati, abbiano comunque presentato la domanda di riconoscimento alla Direzione Generale competente entro la data termine per la presentazione delle istanze per la partecipazione al concorso
PROVA SCRITTA POSTO COMUNE (durata 150 minuti) Costituita da 6 quesiti a risposta aperta, è finalizzata alla valutazione delle conoscenze e delle competenze disciplinari e didattico-metodologiche, nonché della capacità di comprensione del testo in lingua inglese ed è così articolata: a) 5 quesiti volti all’accertamento delle conoscenze e competenze disciplinari e didattico metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento;
b) 1 quesito composto da un testo in lingua inglese seguito da cinque domande di comprensione a risposta aperta volte a verificare la capacità di comprensione del testo al livello B2 del QCER.
PROVA SCRITTA POSTO SOSTEGNO (durata 150 minuti) Costituita da 6 quesiti a risposta aperta, è finalizzata alla valutazione delle conoscenze e delle competenze disciplinari e didattico-metodologiche, nonché della capacità di comprensione del testo in lingua inglese ed è così articolata: a) 5 quesiti a risposta aperta, volti all’accertamento delle metodologie didattiche da applicare alle diverse tipologie di disabilità, nonché finalizzata a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità
b) 1 quesito composto da un testo in lingua inglese seguito da cinque domande di comprensione a risposta aperta volte a verificare la capacità di comprensione del testo al livello B2 del QCER.
PROVA SCRITTA POSTO COMUNE INGLESE (durata 150 minuti) La prova scritta è svolta interamente in inglese ed è composta da 6 quesiti a risposta aperta rivolti alla valutazione delle relative conoscenze e competenze disciplinari e didattico-metodologiche.
PROVA SCRITTA POSTO COMUNE LINGUE STRANIERE (durata 150 minuti) Per le classi di concorso relative alle restanti lingue straniere, i 5 quesiti sono svolti nelle rispettive lingue, ferma restando la valutazione della capacità di comprensione del testo in lingua inglese al livello B2 del QCER.
DISPOSIZIONI A FAVORE DI ALCUNE CATEGORIE DI CANDIDATI I candidati affetti da patologie di cui alla legge 104/92, a richiesta, sono assistiti, nel corso della prova scritta, dal personale individuato dall’USR. In questo caso il candidato dovrà documentare la propria disabilità con una dichiarazione resa dalla Commissione Medico-legale della ASL di riferimento o da una struttura pubblica equivalente e trasmessa a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata all’USR competente almeno dieci giorni prima della prova.
CRITERI DI VALUTAZIONE PROVA SCRITTA (le griglie di valutazione saranno predisposte dal Comitato tecnico scientifico e saranno pubblicate almeno sette giorni prima della relativa prova) A ciascuno dei 5 quesiti a risposta aperta è assegnato un punteggio massimo pari a 15 punti. Al quesito in lingua inglese sono assegnati 5 punti.
N.B.: per le classi di concorso di lingua inglese, cinque tra i quesiti relativi alla prova scritta sono valutati 15 punti ciascuno mentre un quesito è valutato 5 punti.
SUPERAMENTO PROVA SCRITTA Superano la prova scritta i candidati che conseguono un punteggio complessivo non inferiore a 56/80.
TITOLI VALUTABILI I titoli valutabili sono quelli previsti dall’Allegato D se conseguiti o riconosciuti entro la data di presentazione della domanda di ammissione. Sono altresì valutati i titoli che hanno consentito l’ammissione con riserva.
GRADUATORIA La commissione procede alla compilazione della graduatoria regionale ai fini dell’immissione in ruolo. Per le classi di concorso per le quali è disposta l’aggregazione territoriale (come previsto dall’allegato B) sono approvate comunque graduatorie distinte per ciascuna Regione.

Roberto CALIENNO

Summer School Ischia 2020

Summer school Ischia - 22/24 luglio 2020

Circle time sulla scuola che riparte

Incontri a piccoli gruppi, all’aperto e in sicurezza


Si rinnova anche quest’anno l’ormai tradizionale appuntamento estivo di Ischia, in una nuova location: Hotel Continental Mare.

Da sempre la Summer School è occasione di incontro, discussione e approfondimento sulle tematiche di maggior interesse nel panorama scolastico, in compagnia di autorevoli esperti.


Programma e modulo di iscrizione

 

TFA Sostegno - Manuale di preparazione

Ammissione ai corsi TFA per docente specializzato per le attività di sostegno didattico

A cura di D. Ciccone, R. Stornaiuolo
pagg. 224, maggio 2020, euro 35,00


Insegnare sui posti di sostegno è una sfida impegnativa e coinvolgente, le competenze devono quindi nutrirsi di una solida preparazione nonché inesauribile passione.

Il Manuale TFA è uno strumento agile ed efficace per affrontare le tre prove ineludibili per l’ammissione al Tirocinio formativo attivo per insegnante specializzato in attività di sostegno didattico.

Il testo si dipana in maniera parallela alle competenze previste dai bandi di ammissione dei diversi atenei, così come definite dal DM 30/09/2001.

Ad accompagnare i contenuti, per ciascuna delle aree, estensioni online per esercitarsi su batterie di test appositamente predisposte con numerosi quesiti a risposta multipla.

per informazioni



Indice ragionato TFA Sostegno

Con test di rinforzo a risposta multipla

A cura di Angelo Prontera
pagg. 112, maggio 2020, euro 15,00


Parodiando Augé, potremmo definire il presente contributo un “non testo”: questo, infatti, non presenta le caratteristiche tipiche di un testo e non aspira ad avere la pretesa di un manuale, ma vuole essere una guida aggiornata per districarsi nella congerie di norme e provvedimenti ministeriali riguardanti i programmi su cui vertono le prove d'accesso e i bandi emanati dagli Atenei, sulla base di quanto previsto dal DM 95/2020.

Una bussola, quindi, per orientarsi nella preparazione al concorso per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

Per questo un indice ragionato dei punti previsti dal DM 30 settembre 2011 che disciplina “Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno”, con l'auspicio che possa autodirigere e orientare i candidati nello studio e nella preparazione finalizzati allo svolgimento dei test preliminari, delle prove scritte e orali per l'accesso ai percorsi di formazione TFA. La pubblicazione contiene, inoltre, una batteria di test di rinforzo a risposta multipla sui contenuti trattati, puntualmente collegati ai punti indicati dal DM sostegno.

per informazioni



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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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