Scuola7 27 luglio 2020, n. 195

Scuola7

la settimana scolastica

27 luglio 2020, n. 195


In questo numero parliamo di:



Circle time sulla scuola che riparte. Summer School Ischia 2020 (Rosa STORNAIUOLO)

La tutela giuridica del personale della scuola (Sergio AURIEMMA)

La formazione in servizio per l’educazione civica (Biancarosa IOVINE)

La riapertura di nidi e scuole infanzia (Gabriele VENTURA)


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diBuone notizie da Ischia per la ripartenza
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27 luglio 2020

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n. 195

Circle time sulla scuola che riparte

Summer School Ischia 2020

Rosa STORNAIUOLO

Anche quest’anno si è rinnovato il tradizionale appuntamento estivo TECNODID ad Ischia, con la Summer School 2020 che si è svolta dal 22 al 24 luglio nella nuova location dell’Hotel Continental Mare. La Summer School, anche nella nuova dimensione, non ha perso la capacità di essere occasione di incontro, discussione e approfondimento sulle tematiche di maggior interesse nel panorama scolastico, in compagnia di autorevoli esperti.

Quest’anno sono state affrontate e analizzate le principali questioni per la riapertura della scuola a settembre, attraverso sessioni di lavoro, articolate in otto micro seminari di circa due ore ciascuno e condotti da Sergio Auriemma, Giancarlo Cerini, Domenico Ciccone, Nilde Maloni, Rosa Seccia, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone e Rosa Stornaiuolo.

Otto temi della Summer School per leggere la scuola del post Covid-19

Nello specifico i focus dei circle time sono stati i seguenti:

1. Spazi e tempi: variabili del contesto organizzativo

2. Patti educativi di comunità: costruire alleanze tra scuole e territorio

3. Classe Inclusiva: contrasto all’insuccesso scolastico, attività di integrazione e recupero, PAI e PIA

4. Risorse umane: formarle e valorizzarle

5. Ripartire in sicurezza: tavoli, regole, dispositivi, protocolli

6. Tutela giuridica del personale: quadro delle responsabilità e i nuovi rischi (o risk management)

7. DAD: cosa abbiamo perso, cosa abbiamo guadagnato

8. Condizioni per la ripartenza: dalle idee generali ad una progettazione di scuola.

Il “sapore” della condivisione tipico della Summer school

Ogni partecipante ha avuto la possibilità di approfondire ciascuno degli otto temi della Summer School seguendo tutti gli otto micro seminari, coordinati dagli esperti in presenza, a piccoli gruppi, all’aperto e in sicurezza, nel rigoroso rispetto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19.

Le variabili del contesto organizzativo: lo spazio ed il tempo

Durante gli incontri sul focus “Spazi e tempi: variabili del contesto organizzativo” sono state condivise le variegate soluzioni che le scuole stanno implementando. In attesa delle risposte a quesiti strategici, quali la consistenza di organico aggiuntivo o sicurezza, sono emerse diverse proposte quali, a titolo esemplificativo, la riduzione dell’unità oraria in modo da recuperare tempo scuola da dedicare all’accoglienza ed evitare assembramenti. È apparsa percorribile, a tal fine, la possibilità di creare condizioni per stringere alleanze educative strategiche con realtà del Terzo settore, che in regime di convenzione potrebbero supportare le scuole nella gestione proprio di questi momenti.

Per quanto riguarda gli spazi, si è lamentato spesso una criticità nel rapporto tra istituzione scolastica ed ente locale, che non sempre favorisce l’individuazione e la messa a disposizione degli ambienti alternativi o aggiuntivi per lo svolgimento della didattica in presenza.

La strategia delle alleanze oltre la collaborazione istituzionale

Durante gli incontri sul focus Patti educativi di comunità: costruire alleanze tra scuole e territorio” è stato evidenziato il concetto di comunità educante meglio definibile come “comunità professionale” e che esprime proprio un modo di essere della scuola dell’autonomia sia nell’organizzazione interna che nei rapporti con la più vasta comunità sociale. Un efficace Patto educativo, tanto necessario in questa fase di emergenza e fragilità, richiede un lavoro sinergico messo in campo, ciascuno per l’area di competenza, dagli enti territoriali ma anche dal terzo settore, agenzie culturali, associazionismo e volontariato, musei e beni culturali.

La scuola, più che mai, è chiamata ad offrire occasioni di apprendimento sia all’interno delle aule sia oltre i confini di queste ultime e, quindi, necessita di aule decentrate.

In tale contesto strategica risulta l’azione del dirigente scolastico sollecitato a dare visione, unitarietà e senso al sistema formativo integrato, risorsa imprescindibile per una ripartenza in sicurezza e, nel contempo, impostata su solite basi pedagogiche.

L’inclusione: tematica sempre assorbente nella scuola di qualità

Durante gli incontri sul focus Classe Inclusiva: contrasto all’insuccesso scolastico, attività di integrazione e recupero, PAI e PIA” sono state elaborate ipotesi di check list per implementare quanto definito da ciascuna scuola nel Piano di Apprendimento Individualizzato (PAI) e nel Piano d’Integrazione degli Apprendimenti (PIA), previsti dall’OM 11/2020.

Si è sottolineata, a tal fine, la necessità di ottimizzare l’esistente in termini di prassi didattiche innovative ed inclusive e di rinnovare le alleanza con le famiglie nonché i patti di corresponsabilità educativa all’insegna di una regia dirigenziale orientata all’apprendimento equo e di qualità. Si è ravvisata altresì la necessità di prendersi cura anche e soprattutto del benessere socio- emotivo degli studenti ancor prima di curarne il recupero disciplinare, atteso che gli allievi rientrano da un periodo in cui hanno sperimentato, dall’oggi al domani, pandemia ed isolamento forzato; spesso hanno, inoltre, vissuto la malattia o la perdita di una persona cara, la cassa integrazione dei genitori oppure sono stati parcheggiati per strada o sul divano, prede di videogiochi dal contenuto aggressivo. Una bella sfida, insomma, per ciascuna comunità educante che con professionalità è chiamata a gestire questo ritorno affinché si traduca una preziosa opportunità di pedagogia dell’incontro e dell’accoglienza.

Le persone con le loro potenzialità emerse e sommerse: un patrimonio unico e prezioso

Durante gli incontri sul focus “Risorse umane: formarle e valorizzarle” si è partiti dalla considerazione che i docenti sono, sanno e sanno fare molto di più rispetto alle competenze disciplinari descritte dalle rispettive classi di concorso. C’è un sommerso positivo lento da emergere benché talmente prezioso da non poter più essere trascurato dai Dirigenti scolastici che, avendo la responsabilità della governance interna, devono mettere i docenti nelle condizioni di poter lavorare al meglio.

Gli incentivi di natura economica, devono essere accompagnati da altre modalità di valorizzazione del personale: dal sempre desiderato, e mai realizzato, anno sabbatico, alla partecipazione gratuita a master di qualità, ad esperienze significative nelle scuole innovative, a visite di studio presso scuole all’estero… Ma è ancora più importante una progressione di carriera.

Infatti nei gruppi è stata affrontata la questione delle figure intermedie: “Middle management” come categoria con percorso professionale autonomo, da assegnare ad ogni istituzione scolastica secondo percentuali definite? Oppure “Middle leadership” come un insieme flessibile di docenti, disponibili e preparati, per rafforzare la leadership diffusa in ogni istituzione scolastica? Nel primo caso si creerebbe un percorso di carriera autonomo e a carattere nazionale. Nel secondo caso le professionalità formate restano funzionali al contesto scolastico in cui operano e non diventano spendibili a livello nazionale.

A prescindere dalle scelte future, la valorizzazione di tutte le professionalità costituisce una esigenza sociale ineludibile che richiede una risposta non solo etica e professionale, ma anche politica e istituzionale. C’è bisogno di accordi contrattuali e di interventi giuridici, di ritornare a parlare di formalizzazione dei percorsi, di dossier, di patti professionali e patti formativi, di bilanci di competenza e portfolio… ma anche, e soprattutto, bisogna individuare le modalità per riconoscere il tempo dell’impegno, le responsabilità assunte e la qualità della didattica, anche al fine di rendere la professione più attrattiva sul piano sociale.

È necessario che le diverse professionalità siano in primis riconosciute, poi formate, soprattutto, valorizzate. Ciò vale sia per le professionalità d’aula (abbiamo bisogno di bravi docenti di latino, di matematica, di scienze…), sia per le figure che si occupano di organizzazione e aiutano le scuole autonome a funzionare nel migliore dei modi.

Focalizzare le procedure, scrivere e condividere regole, pensare alla sicurezza senza timori

Durante gli incontri sul focus “Ripartire in sicurezza: tavoli, regole, dispositivi, protocolli” sono state affrontate con piglio fortemente operativo e concreto le problematiche che già emergono nella gestione degli edifici scolastici per la prevenzione dal contagio e che diventeranno molto più complesse e difficili con la ripresa delle lezioni. Seguendo un metodo di sicura efficacia, i gruppi hanno scomposto le problematiche complesse in adempimenti più agevoli da gestire e che si riferiscono a singoli processi da presidiare a garanzia della sicurezza. Da questo lavoro di gruppo sono scaturite delle interessanti piste di controllo che diventano pienamente utilizzabili sulla base delle seguenti variabili, tipiche di ciascuna organizzazione scolastica:

- Caratteristiche strutturali

- Caratteristiche e modalità organizzative

- Quantità e qualità (intesa come assenza di situazione di fragilità) delle risorse umane

- Quantità e qualità delle risorse strumentali.

Come si può immaginare, nei gruppi, ci sono state animate e produttive discussioni che continueranno nella comunità professionale della scuola impegnata, nell’intero territorio nazionale, senza eccezione alcuna, nella ripartenza.

Il personale e la sua tutela: nuove idee per proteggere continuando a crescere

Durante gli incontri sul focus “Tutela giuridica del personale: quadro delle responsabilità e i nuovi rischi (o risk management)” si è concentrata l’attenzione collegiale e interattiva dei partecipanti sul delicato tema della "tutela giuridica" del personale scolastico e di studentesse e studenti.

Il tema è stato esaminato alla luce di una cornice normativa poliedrica, che compendia in sé molteplici e intrecciati aspetti del Sistema ordinamentale delle "tutele" riferibili a misure di salute e sicurezza, ai cd. lavoratori fragili, alle attività a distanza degli organi collegiali, alle tutele della privacy, alla gestione del personale scolastico, alle competenze degli Enti locali, alle misure strutturali, organizzative e comportamentali da intraprendere.

Sono stati, altresì, attenzionati due "scudi normativi" analizzando il cd. "decreto semplificazioni" (DL n, 76/2020 in via di conversione).

Il primo scudo - avente efficacia giuridica provvisoria fino al 31 luglio 2021- assicurerà la perseguibilità di responsabilità erariali soltanto in caso di dolo specifico volontario (tutto da provare), oppure di totale omissione o inerzia.

Il secondo, ad efficacia giuridica definitiva, ha ulteriormente ristretto e circoscritto il reato di "abuso di ufficio" ai soli casi in cui vengano trasgredite "specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità".

Una risorsa inaspettata ed improvvisa: la Didattica a Distanza e le sue potenzialità

Durante gli incontri sul focus “DAD: cosa abbiamo perso e cosa abbiamo guadagnato” i gruppi di lavoro hanno riflettuto preliminarmente sulla gestione del tempo funzionale ai processi di apprendimento, della collegialità, della disciplinarietà/pluridisciplinarietà, degli ambienti di apprendimento, della valutazione dei risultati di apprendimento ed hanno restituito riflessioni importanti su uno scenario di ripartenza che traduce la didattica integrata nel punto di analisi del cambiamento/miglioramento dei risultati di apprendimento degli allievi. Nessuno avrebbe mai immaginato la capacità della scuola italiana di reagire ad un momento di emergenza con una vitalità ed una prontezza inaspettate. Eppure, in pochi mesi, con difficoltà enormi ma sempre affrontate con dignità e grande professionalità, sono state costruite nuove competenza che per il loro valore non possono, non devono essere disperse.

Le conclusioni: sempre un’occasione per ripensarsi

Con il focus “Condizioni per la ripartenza: dalle idee generali ad una progettazione di scuola” si sono conclusi i lavori con un’ampia riflessione organizzativa e didattica in cui si è sottolineata la necessità di non disperdere quanto le scuole sono riuscite a mettere in atto negli anni, valorizzare tutti gli ambiti dell’autonomia scolastica e coinvolgere i diversi attori in un rinnovato patto di corresponsabilità educativa al fine di organizzare un rientro a scuola a settembre in sicurezza medico-sanitaria, benessere socio - emotivo di studenti e lavoratori della scuola, qualità dei setting e dei processi di insegnamento- apprendimento nonché garanzia del diritto alla salute e all’istruzione costituzionalmente sanciti.

E... non finisce qui ...

I tre giorni di studio ed approfondimento della Summer School Tecnodid 2020 ad Ischia sono stati sicuramente una preziosa occasione per mettere a fuoco le "leve" che ogni scuola ed, in particolare, il dirigente scolastico, ha a disposizione per una "ripartenza intelligente".

Tuttavia la TECNODID, sempre attenta alle novità che riguardano il variegato mondo della scuola, fornirà a breve contributi specifici di approfondimento e di accompagnamento relativi alla ripresa delle attività educative e scolastiche, prevista per il mese di settembre 2020, con un piglio realista e positivo, teso a tradurre le difficoltà di questo particolare momento storico in un volano per una ripartenza inclusiva e di qualità.

Rosa STORNAIUOLO


La tutela giuridica del personale della scuola

Sergio AURIEMMA

Una cornice normativa poliedrica

L'incontro di studio svoltosi ad Ischia dal 22 al 24 luglio u.s. - organizzato dalla Editrice Tecnodid con l'adozione di speciali e innovative modalità rivelatesi proficue e strettamente conformi alle prescrizioni generali vigenti durante l'attuale fase di emergenza sanitaria - mi ha offerto l'occasione di contribuire a focalizzare l'attenzione collegiale e interattiva dei partecipanti sul delicato tema della "tutela giuridica" del personale scolastico e di studentesse e studenti.

Il tema è stato esaminato alla luce di una cornice normativa poliedrica, che compendia in sé molteplici e intrecciati aspetti del Sistema ordinamentale delle "tutele" riferibili a misure di salute e sicurezza, ai cd. lavoratori fragili, alle attività a distanza degli organi collegiali, alle tutele della privacy, alla gestione del personale scolastico, alle competenze degli Enti locali, alle misure strutturali, organizzative e comportamentali da intraprendere.

Sul versante della normativa è stato possibile inquadrare con correttezza la "panoplia", approntata non senza ritardi, confusioni e sovrapposizioni durante la crisi epidemiologica, di leggi, decreti-legge, DPCM, ordinanze del Ministero della salute, del Ministero degli Interni, dei Governatori regionali, dei Sindaci.

La scuola di fronte all’emergenza

Nel corso dei seminari si è avuto modo di incentrare l'attenzione, in particolare:

- sugli articoli di interesse in Costituzione: in particolare 32, 117 e 120;

- sulla legge n. 833 del 1978 sul SSN (Sistema Sanitario Nazionale) e sul d. lgs. n. 81 su salute e sicurezza;

- sugli articoli 2 e 3 del DL n. 35/2020, convertito da L. n. 19/2020.

A questo punto appare utile segnalare che nei prossimi giorni di agosto si conoscerà l'effettiva durata del prolungamento dello stato di emergenza nazionale, per ora ancora in discussione.

Potrebbe pure intervenire qualche rimodulazione delle Linee guida di pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021, già rese note attraverso apposito documento redatto sulla scorta di indicazioni formulate dal CTS (comitato tecnico-scientifico) nazionale.

In sintesi, e sostanza, tra fine agosto e primi di settembre uffici scolastici regionali e scuole di ogni ordine e grado potranno essere in condizione di svolgere adempimenti e attività che, da sempre, si condensano e intensificano in detto arco temporale.

Gli effetti del decreto semplificazione

È opportuno, altresì, rammentare i due "scudi normativi" cui ho fatto cenno analizzando il cd. "decreto semplificazioni" (DL n. 76/2020 in via di conversione).

Il primo scudo - avente efficacia giuridica provvisoria fino al 31 luglio 2021- assicurerà la perseguibilità di responsabilità erariali soltanto in caso di dolo specifico volontario (tutto da provare), oppure di totale omissione o inerzia.

Il secondo, ad efficacia giuridica definitiva, ha ulteriormente ristretto e circoscritto il reato di "abuso di ufficio" ai soli casi in cui vengano trasgredite "specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità".

In conclusione, nell'augurarsi coralmente il migliore avvio possibile dell'anno scolastico 2020/2021, va riposta fiducia nella circostanza che i vertici politici e amministrativi nazionali si siano resi ben consapevoli del fatto che un rischio globale da fronteggiare accuratamente nel Sistema Istruzione, anche nell'interesse della credibilità di tutte le Istituzioni pubbliche, risiede nello scongiurare che eventuali responsabilità individuali siano subdolamente ribaltabili sui dirigenti o sul personale scolastico.

Sergio AURIEMMA

Manuale per la scuola secondaria - Guida ai concorsi

a cura di Mariella Spinosi, con M. Giacomo Dutto e Leonilde Maloni


Nel nostro sistema nazionale, per diventare insegnanti bisogna superare regolari concorsi. Il DM 95/2016 ha previsto per gli aspiranti docenti non solo il possesso di competenze culturali e professionali, ma soprattutto il possesso di una buona mediazione didattica.

Partendo da questo presupposto, il Manuale si pone l'obbiettivo di indicare tutte le "avvertenze generali", con gli sviluppi legislativi, sociali e culturali.

Il Manuale, con un indice ampiamente dettagliato, si articola in quattro parti:

La prima parte fornisce informazioni essenziali per aiutare i futuri docenti ad orientarsi in maniera adeguata nel mondo dell'educazione, toccando aspetti culturali e sociali, oltre che di psicologia, sociologia e pedagogia.

Nella seconda parte si analizzano gli aspetti metodologici, didattici ed organizzativi, senza tralasciare i punti di vista di docente, Scuola e studenti.

La terza parte ha come focus la governance della scuola con le scelte di ogni indirizzo istituzionale.

Infine, la quarta parte, suddivisa in quattro percorsi tematici offre una riflessione semplice ed essenziale sulle leggi fondative a partire dalla costituzione.

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Manuale per la scuola primaria - Guida ai concorsi

a cura di M. Spinosi, con G. Cerini e S. Loiero


Il libro, articolato in quattro capitoli e un'appendice, costituisce uno strumento indispensabile per il futuro insegnante, lo aiuta a padroneggiare tutte le competenze necessarie per diventare un professionista di qualità. Serve anche ai docenti in servizio per la ricchezza dei suggerimenti e per gli esempi di percorsi didattici ivi contenuti.

Il primo capitolo contiene i fondamenti pedagogici, sociali e psicologici con riflessioni sulle principali questioni e con riferimenti alle teorie e alle scuole di pensiero su cui si sono fondate le nostre scelte istituzionali.

Il secondo capitolo affronta i temi basilari per diventare docenti, cioè tutti i presupposti per l'insegnamento apprendimento: curricolo, competenze, ambiente di apprendimento, documentazione, gestione della classe, valutazione, certificazione ed altro.

Il terzo capitolo è dedicato alla “didattica in azione”: ci sono nove percorsi disciplinari, alcuni esempi di prove di verifica e di compiti in situazione.

Il quarto capitolo riguarda gli aspetti di natura organizzativa e istituzionale con attente analisi delle Indicazioni per il curricolo, autonomia scolastica, offerta formativa, valutazione e rendicontazione e con una ricostruzione essenziale della storia della scuola primaria.

Infine il neo docente, per potersi muoversi nel mondo delle norme, può avvalersi di un'appendice in cui sono riassunte, in maniera semplice ed efficace, tutte le principali disposizioni che regolano la vita della scuola.

Una tabella di corrispondenza tra l'insieme dei temi richiesti nel programma di concorso e di quelli trattati nel manuale permette di non tralasciare nulla. Potrà essere un utile dispositivo di orientamento sia nella fase di prima lettura, sia in quella di consolidamento della preparazione

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27 luglio 2020

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n. 195

La formazione in servizio per l’educazione civica

Biancarosa IOVINE

Al via le attività formative

È stata trasmessa dal Capo Dipartimento dr. Marco Bruschi a tutti i Direttori Generali e ai dirigenti titolari degli UUSSRR, ai dirigenti scolastici delle scuole polo la nota n° 19479 del 16 luglio 2020 - sempre a firma del Capo Dipartimento - dell’Uff.VI della Direzione Generale per il Personale Scolastico diretto dall’ing. Davide D’Amico avente ad oggetto:

Piano per la formazione dei docenti per l’educazione civica di cui alla legge n.92/2019. Assegnazione delle risorse finanziarie e progettazione delle iniziative formative”.

Un bel segnale di virtuosa operatività che, ancora una volta, il MI (Ministero Istruzione) mostra di possedere in questi momenti così densi di problematicità, novità, innovazioni; un’operatività che mette al centro dell’azione la scuola ed i suoi protagonisti.

Ed in questa partita dell’Educazione Civica il protagonista principale è l’adulto del domani che tutti vorremmo: preparato e consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri, capace di vivere la “civitas” come partecipazione attiva e costruttiva alla vita del Paese e del mondo intero, in grado di coniugare i temi dello sviluppo e della sicurezza dell’oggi alla salvaguardia del pianeta di domani.

Una governance a più livelli, centrata sulle scuole polo

Il piano di formazione si snoda, agile e snello, nella definizione di un quadro di riferimento così come delineato dalla Legge 20 agosto 2019, n.92 e dalle “Linee Guida” emanate con il D.M. n.35 del 22 giugno 2020, predisposte e validate da un apposito Comitato Tecnico Scientifico nominato con decreto del ministro a maggio 2020, un quadro di riferimento che delimita il campo di gioco nel quale prendono corpo i punti salienti della formazione: i destinatari, le forme ed i contenuti della formazione.

Il Piano prosegue, poi, con la descrizione della Governance delle azioni formative, una governance che risulta il frutto delle più avanzate forme di sinergie operative che l’Ufficio VI della DGPER ha saputo mettere in atto negli anni, portando oggi in campo una squadra composta da: il Cts, l’Indire, tutti gli Uffici Scolastici Regionali, le scuole Polo, i Soggetti attuatori; il tutto supportato presso il Ministero dalla ormai più che nota piattaforma Sofia.

L’ultimo punto, non per importanza, il piano di riparto finanziario.

La partita dell’educazione civica: fischio di inizio e regole di gioco

Partendo da quanto chiaramente normato dalla Legge 20 agosto 2019, n. 92 il calcio di inizio dell’insegnamento trasversale dell’Educazione civica è fissato, per tutte le scuole del I e del II ciclo e per le azioni di sensibilizzazione per la scuola dell’infanzia, al primo settembre 2020.

L’ individuazione dei nuclei tematici dell’insegnamento dell’Educazione civica afferenti a tre pilastri fondamentali quali la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare in particolare la condivisione e la promozione dei principi di legalità, la cittadinanza attiva e digitale, la sostenibilità ambientale e diritto alla salute e al benessere della persona, il monte ore annuale non inferiore a 33 ore da individuare all’interno dei quadri orari vigenti nei rispettivi ordinamenti e da affidare ai docenti della classe e del Consiglio di classe o dell’organico dell’autonomia, la trasversalità come tattica di gioco e punto ineludibile dell’insegnamento della nuova disciplina, la sua valutazione, sono tutti aspetti che nella loro complessità devono ora calarsi nel vivo della realtà scolastica.

Ecco allora la necessità di questo Piano della formazione che accompagni le Istituzioni scolastiche, nel rispetto della loro autonomia, a tradurre i principi normativi in azioni didattiche ed organizzative idonee, capaci cioè di incidere consapevolmente ed organicamente nella ridefinizione dei curricoli di istituto alla luce degli allegati B e C delle Linee Guida, ad elaborare schemi di gioco trasversali ed interconnessi per affrontare le tematiche dei tre nuclei concettuali voluti dalla legge e a guidare, altresì, le scuole nella elaborazione di appositi e condivisi strumenti valutativi alla luce dei criteri che ogni collegio dei docenti avrà deliberato ed inserito nel Ptof, il tutto con azioni formative tarate per il primo ed il secondo ciclo.

Chi sono i primi destinatari della Formazione a scendere in campo?

In prima battuta ogni istituzione scolastica è chiamata ad individuare - tra i vari coordinatori scelti in base al comma 5 dell’art.2 della legge 92/2019 tra coloro cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica - un coordinatore che, con il compito di referente, sarà il primo destinatario delle azioni di formazione. Individuato così dal Collegio dei docenti sulla base di criteri definiti e su proposta del DS, il coordinatore- referente sarà destinatario dell’azione formativa ma, contestualmente, sarà anche colui che accompagnerà tutti colleghi della sua scuola, quasi come un coach, nella realizzazione di progettazioni trasversali e multidisciplinari con il ruolo di tutoring e consulente andando così a realizzare una vera e propria “formazione a cascata”.

In seconda battuta, saranno attuate successive azioni di formazione onde permettere la partecipazione ai percorsi ad un numero maggiore di referenti, in relazione alla complessità delle istituzioni scolastiche in accordo con le Scuole Polo.

Quanto dura e come si svolge la Formazione?

Ogni pacchetto formativo avrà la durata non inferiore alle quaranta ore, avrà una sua certificazione e si strutturerà con 10 ore di lezione anche on -line a cura di esperti, con attività pratiche e laboratoriali. Ulteriori 30 ore di formazione saranno dal coordinatore-referente dedicate ad azioni di tutoraggio, formazione e supporto ai colleghi nella scuola di appartenenza nell’arco dell’intero anno scolastico ricevendo -egli stesso- nel contempo “supporto on the job” dall’Ente attuatore con appositi webinar e videolezioni. La piattaforma Sofia permetterà un costante monitoraggio ed una valutazione finale delle azioni tutte.

Quali i contenuti dei moduli formativi ?

Al fine di uniformare i pacchetti formativi sono stati individuati quattro punti essenziali che dovranno essere oggetto della formazione da parte di ogni ente attuatore: “indagare ed esplorare, previo un approfondimento mirato, i contenuti dei tre nuclei tematici al fine di cogliere utili e possibili collegamenti con le discipline e facilitare l’individuazione di piste trasversali; presentare esempi di curricoli di istituto individuando obiettivi specifici di apprendimento per anno e di traguardi di sviluppo delle competenze per ogni segmento ordinamentale alla luce degli allegati B e C delle già citate Linee Guida; predisporre esempi di griglie valutative sulla base dei criteri già individuati dal Collegio dei docenti ed inseriti nel Ptof; delineare modalità organizzative in linea con ogni percorso ordinamentale.

Particolare attenzione ai “pulcini” e ai “senior”

La contemporanea presenza di tutti i giocatori in campo non può far dimenticare che idonee e diverse azioni formative dovranno avere ad oggetto il mondo della Scuola dell’infanzia ed il mondo dei Cpia. Per la scuola dell’infanzia, in particolare, la legge parla di azioni di sensibilizzazione e le azioni di formazione dovranno indagare la percorribilità di idonee metodologie didattiche capaci di tradurre attraverso il gioco, la scoperta e l’esplorazione dell’ambiente umano e naturale, atteggiamenti di rispetto e apertura alla società e all’ambiente globalmente inteso. Nondimeno saranno esplorate azioni di iniziale sensibilizzazione all’uso corretto ed attento dei dispositivi tecnologici.

“La governance delle azioni formative”: la squadra dei giocatori e loro ruolo

Una squadra composita ed affiatata, messa in campo dal MI, affiancherà le scuole in questo percorso di formazione e non solo.

Il Comitato Tecnico Scientifico, oltre alle iniziali azioni informative, ha il compito di seguire tutto il processo di attuazione nell’arco del triennio attraverso l’emanazione di documenti di indirizzo, seminari in presenza e on- line , indicando, altresì, con il supporto di Indire, le azioni di monitoraggio necessarie per la raccolta e messa a sistema dei traguardi di competenza e degli obiettivi di apprendimento che le scuole avranno sperimentato al fine di redigere, al termine del triennio, una versione ufficiale del Ministero dell’istruzione dei Traguardi di competenza e degli obiettivi specifici di apprendimento per la scuola del primo ciclo, degli obiettivi specifici di apprendimento per i Licei e dei risultati di apprendimento per gli Istituti Tecnici e Professionali a cui riferire la valutazione dell’insegnamento di Educazione civica.

L’Indire presterà sostegno al CTS sia nell’organizzazione degli eventi seminariali in presenza e on -line sia per le opportune azioni di monitoraggio, mettendo a disposizione tutto il suo know-how per la messa a sistema delle migliori pratiche realizzate dalle scuole al fine di renderle fruibili in un repository documentale a cui le comunità scolastiche potranno attingere.

Gli Uffici Scolastici Regionali affiancheranno il processo attraverso un coordinamento territoriale della formazione e svolgeranno monitoraggi quali/quantitativi e si dedicheranno alla rendicontazione amministrativa.

I Soggetti attuatori della formazione dovranno mettere a disposizione adeguati pacchetti formativi composti variamente da strumenti agili quali webinar e videolezioni che daranno vita ad un sistema di supporto “ on the job” a quella formazione a cascata che il coordinatore -referente sarà chiamato a realizzare all’interno della sua istituzione scolastica durante tutto il primo anno. Le scuole polo, attente a selezionare le migliori offerte formative, per il tramite degli uffici scolastici regionali trasmetteranno poi al CTS la programmazione delle iniziative formative. I componenti del CTS potranno cosi – in qualità di osservatori - partecipare alle iniziative formative organizzate ed operare eventuali aggiustamenti che, in corso d’opera, si rendessero necessari.

Le Scuole Polo scenderanno presto in campo ed entro il 31 ottobre 2020 avranno dovuto acquisire i nominativi dei “coordinatori – referenti” da tutte le istituzioni scolastiche ed organizzare le azioni formative che si dovranno concludere entro il 30 giugno 2021. Negli anni successivi altre azioni formative saranno messe in campo con opportune misure aggiuntive di accompagnamento organizzate alla luce dei monitoraggi avviati ed effettuati.

“Le risorse disponibili”: le regole d’ingaggio

Per un combinato disposto di una norma di legge primaria e di un CCNI della Formazione, le risorse finanziarie previste dall’art.1 comma 125 della L.107/2015 “Piano di Formazione“ e stanziate nel bilancio MI pari a 4.000.000,00 di euro all’anno per la formazione per l’Educazione civica verranno erogate alle scuole polo quale corrispettivo del 40% previsto dal CCNI della formazione - siglato nel mese di novembre 2019 - per le azioni di formazione a carattere nazionale.

Ogni percorso formativo avrà un budget di massimo 3.200,00 euro e, con gran lungimiranza al fine di riconoscere l’attività proattiva che il referente dovrà svolgere nella sua scuola, è stato previsto che tale somma dovrà riconoscere sia l’attività formativa dell’ente sia l’attività di tutoring e accompagnamento che il referente svolgerà nella sua scuola. Il numero dei primi percorsi da avviare è pari a 1250 unità dando modo di raggiungere tutto il territorio come da Tabella allegata alla nota.

Sarà di prossima emanazione una nota per le Scuole Polo con maggiori dettagli circa il riparto delle somme per l’attivazione di diversi pacchetti formativi per il primo ed il secondo ciclo.

Conclusioni

Ogni partita che si rispetti ha sempre un pubblico che, pur attento e partecipe, è pur sempre spettatore. L’auspicio più bello per il mondo della scuola è che questo “pubblico”- inteso quale società tutta- non solo faccia un sano tifo ma partecipi attivamente e costruttivamente a questo nuovo processo di crescita della sua gioventù e sia pronto a sostenere che quanto si chiede agli studenti di apprendere in termini di conoscenze per tradurle in competenze di “Educazione civica” sia contemporaneamente ed effettivamente sostenuto, agito e realizzato in ogni famiglia ed in ogni attività politica, economica, sociale, imprenditoriale e lavorativa del Paese.

Solo insieme si può vincere!

Biancarosa IOVINE

La riapertura di nidi e scuole infanzia

Gabriele VENTURA

Prerequisito di base: condizioni di sicurezza e prevenzione garantite

La necessità di garantire condizioni di prevenzione e sicurezza per adulti e bambini all’interno dei servizi educativi 0-3 anni e nelle scuole d’infanzia di qualunque tipologia di gestione (statale, comunale e privata autorizzata e/o paritaria) può essere realizzata (secondo le indicazioni più aggiornate del CTS) attraverso:

- un’adeguata organizzazione degli spazi complessivamente disponibili plesso per plesso;

- un’adeguata dotazione di DPI idonei (solo per gli adulti, non per i bambini), N.B. va considerata la diversificazione dei DPI previsti ad oggi nel Piano nazionale scuola

(combinazione canonica mascherina (chirurgiche o Fpp2) + visiera leggera, prevedendo anche la possibilità della combinazione mascherina + occhiali protettivi (odontoiatria, estetisti, ecc.), previa verifica di idoneità presso le competenti autorità sanitarie;

- modalità adeguate di utilizzo degli spazi (dormitori e mensa compresi);

- modalità adeguate di igienizzazione degli spazi e dei materiali,

senza richiedere l’introduzione di norme specifiche sul distanziamento, in considerazione dell’età dei bambini, fatta salva la verifica dell’andamento epidemiologico a fine agosto e in corso d’anno a livello locale, regionale e nazionale (vedi Piano scuola 2020/21 pag. 11-12-13-17).

Obiettivo politico programmatico nazionale

Le linee guida per la riapertura a settembre dei servizi relativi al sistema nazionale di educazione e istruzione di cui al Dlgs 65/2917 dovrebbero indicare un obiettivo di carattere politico programmatico di ordine generale come cornice di riferimento dentro la quale devono trovare coerente sviluppo le scelte attuative a livello di singole regioni, diverse tipologie di gestione dei servizi educativi e delle scuole d’infanzia, dei singoli soggetti gestori

Servizi educativi 0-3 (nido e altre tipologie)

A) Garantire offerta di servizio (= numero posti e iscritti) preesistente nell’a.s. 2019/20 per le sezioni medi e grandi (bambini con 12 mesi di età a settembre)

B) Per i bambini da 0 a 12 mesi (sezioni lattanti e piccoli) garantire sviluppo di servizi alternativi e complementari (servizi educativi domiciliari con affido e relativi bonus con approvazione rapida del family act, sviluppo dei congedi parentali e altre opportunità di conciliazione) nel sistema integrato di servizi e interventi di sostegno alla genitorialità (servizi senza affido in combinazione con bonus e congedi a attività dei centri per le famiglie).

Scuole infanzia del sistema nazionale di istruzione

Garantire offerta di servizio (=numero di posti e iscritti) preesistente nell’a.s. 2019/20 in tutte le tipologie di gestione (statale e paritaria - comunale e privata)

Definizione di standard di servizio min e max con possibilità di adattamenti

Ipotesi di definizione di un range standard di servizio (= orario di funzionamento) per le scuole d’infanzia di qualunque tipologia di gestione (statale compresa) fra un minimo e un massimo da indicare per a.s. 2020/21:

Servizi educativi 0-3 anni

minimo: garantire a risorse invariate non meno di 6 ore giornaliere (compreso mensa es. 8-14),

massimo: garantire a risorse invariate non più di 8 ore giornaliere (comprese orari di ingresso e uscita flessibili es. 8-16) con possibilità di servizi integrativi da attivare a richiesta solo per chi ne ha bisogno, con opportuni accorgimenti per garantire stabilità dei gruppi (riorganizzazione dei raggruppamenti/sezione a questo scopo?)

Scuole d’infanzia

minimo: garantire a risorse invariate non meno di 6 ore giornaliere (compreso mensa es. 8-14),

massimo: garantire a risorse invariate non più di 8 ore giornaliere (comprese orari di ingresso e uscita flessibili es. 8-16) con possibilità di servizi integrativi da attivare a richiesta solo per chi ne ha bisogno con opportuni accorgimenti per garantire stabilità dei gruppi (riorganizzazione dei raggruppamenti/sezione a questo scopo?)

Definizione di standard organizzativi min e max con possibilità di adattamenti

Servizi educativi 0-3 anni:

- bolla = sezione/reparto (o nido in relazione al dimensionamento più o meno ampio)

- rapporto numerico 1: 6 o 1:7 (media fra le diverse legislazioni regionali di settore su reparti medi e grandi costruita in via transitoria su età rapporto numerico reparto medi) e 1: 10 nelle sezioni primavera e nelle sezioni di scuola infanzia con bambini anticipatari

- mensa e dormitori: Il dormitorio va garantito comunque per i medi e grandi con opportuni accorgimenti; la soglia di 12 mesi in ingresso a settembre garantisce anche nel caso la possibilità di produrre il pasto all’esterno e di adottare regole simili a quelle delle scuole d’infanzia, se necessario. Per il pasto valgono comunque anche indicazioni Piano nazionale.

- Utilizzo degli spazi per le attività educative e didattiche (vedi Piano nazionale scuola pagg. 11-12). La gestione degli spazi può se necessario prevedere un utilizzo diverso degli spazi attualmente disponibili, tenendo conto comunque che spazi aggiuntivi esterni possono anche non essere presenti in alcuni casi.

Scuole d’infanzia

- bolla = sezione (o plesso? In relazione al dimensionamento del plesso più o meno ampio)

- rapporto numerico:

a) 1: 10 (sezioni scuola infanzia con 5 anticipi come da norma vigente e nelle sezioni primavera)

b) 1:12 (sottogruppi funzionali nelle sezioni ordinarie)

- mensa e dormitori: Il dormitorio va garantito se l’orario è di 8 ore con opportuni accorgimenti; per la mensa valgono le indicazioni del Piano Nazionale pag .13.

- Utilizzo degli spazi per le attività educative e didattiche vedi Piano nazionale scuola pagg. 11-12. La gestione degli spazi può se necessario prevedere un utilizzo diverso degli spazi attualmente disponibili, tenuto conto che mediamente in ogni scuola quelli manovrabili sono solo quelli dedicati al riposo pomeridiano (meno frequenti quelli dedicati alla mensa) e che spazi aggiuntivi esterni possono anche non essere presenti in alcuni casi.

- Personale insegnante a tempo determinato (supplenti) e figure specialistiche: insegnanti di sostegno, insegnanti ERC, educatori su handicap, psicomotricisti e simili, tirocinanti corsi di laurea scienze formazione primaria e nido: occorre una riflessione ad hoc per garantire la prosecuzione delle attività in condizioni di sicurezza.

Risorse aggiuntive

È necessario garantire l’attuazione delle indicazioni previste nella CM n. 404 /2018 del Miur in tutte le Regioni e Usr in ordine alla governance territoriale, dell’offerta di servizio, dell’offerta formativa, coordinamento pedagogico

È necessaria una quantificazione su scala nazionale (con criteri di distribuzione su scala regionale, da accantonare presso??) per necessità conclamate e non altrimenti risolvibili di dotazione organica di educatori, insegnanti e (soprattutto) di servizi ausiliari

È necessario prevedere misure diversificate per tipologia di gestione dei servizi educativi 0-3 e delle scuole d’infanzia delle risorse aggiuntive individuate.

È necessario adottare precisi e provvedimenti amministrativi attuativi (semplificazione delle richieste motivate e tempestività con rendiconto a posteriori:

Per scuole d’infanzia statali:

a) incremento organico potenziato da distribuire a USR da quantificare numero complessivo su scala nazionale secondo la possibilità effettiva da un minimo di 1 unità per istituto comprensivo con scuole infanzia a un massimo di 1 unità per plesso);

b) possibilità di aumento dell’orario settimanale da 25 a 30 ore con adeguamento salariale in base ai CCNL vigenti (ore aggiuntive) e possibilità di reversibilità garantita su a.s. seguente ad emergenza conclusa;

c) utilizzo di laureandi in caso di carenza di insegnanti abilitati.

Scuole d’infanzia paritarie degli enti locali e di soggetti gestori privati:

- incremento straordinario fondi ex lege 62/2000 da quantificare es. adottare parametro in uso per le scuole primarie sia per le sezioni che per bambini disabili,

- sospensione limiti di spesa per incarichi a tempo determinato a carico degli enti locali e proroga in deroga delle graduatorie triennali per le supplenze, laddove scadute o in scadenza,

- confermare possibilità di utilizzo educatori di nido laureati per enti locali e Fism, e/o di laureandi in caso di carenza di insegnanti abilitati

Servizi educativi 0-3 dei comuni e di soggetti gestori privati

- valutazione di un incremento straordinario del fondo previsto nell’ambito del Piano nazionale 0-6. Per es. reiterando per esercizio/legge di bilancio 2021, cioè a copertura di maggiori spese future di gestione, il provvedimento adottato per la copertura delle mancate entrate nel periodo del lock down) nella conversione in legge del dl 34/2020

- adozione a livello di singole regioni di provvedimenti finalizzati al calmieramento delle tariffe nei servizi educativi 0-3 pubblici e privati autorizzati e convenzionati (vedi progetto al nido con la regione della Emilia Romagna e progetto simile della Regione Lombardia)

- accelerazione iter approvazione DL Family act e conferma transitoria dei bonus nido e bonus baby sitter.

Per una definizione operativa del protocollo pedagogico

La relazione fondante resta quella educativa ordinaria

con una responsabilità (competente e consapevole) aggiuntiva sia nei confronti dei bambini che delle famiglie. Necessità a questo proposito di formazione e supporto psicopedagogico garantiti in tutte le tipologie di gestione in presenza e/o a distanza, tenendo conto della gestione di aspetti problematici eventuali e prevedibili come lo stress post traumatico, il sostegno alla genitorialità, con una attenzione specifica, laddove necessario supportata da funzioni specialistiche, per le fasce più fragili e/o con problematiche specifiche (bambini disabili e bambini con nazionalità diversa da quella italiana, bambini con bisogni educativi speciali, disagio sociale, ecc.).

Condizione di sicurezza (dei gruppi e degli spazi, delle relazioni) è qualcosa di diverso da clausura

Questo aspetto vale sia nello scenario “semaforo verde” (zero rischi contagio), ma anche in “scenario semaforo giallo” con evidentemente una maggiore rigidità necessaria rispetto a soluzioni previste in scenario verde. Sono in questo senso sono ipotizzabili variabilità di scenario nel tempo e nello spazio (= diversificazioni territoriali). In ogni caso la scuola (nido compreso) resta scuola tout court (= ambiente di vita, relazione e apprendimento) anche adesso (non scuola in ospedale, non collegio, caserma orfanotrofio, ecc.) Opportunità di una considerazione flessibile del concetto di gruppi (stabili piuttosto che fissi alla lettera), spazi e materiali (privilegiati e dedicati piuttosto che ad uso esclusivo, con le accortezze per la igienizzazione del caso). Opportunità di un potenziamento del servizio di pediatria territoriale a servizio dei nidi e delle scuole infanzia.

Gabriele VENTURA

TFA Sostegno - Manuale di preparazione

Ammissione ai corsi TFA per docente specializzato per le attività di sostegno didattico

A cura di D. Ciccone, R. Stornaiuolo
pagg. 224, maggio 2020, euro 35,00


Insegnare sui posti di sostegno è una sfida impegnativa e coinvolgente, le competenze devono quindi nutrirsi di una solida preparazione nonché inesauribile passione.

Il Manuale TFA è uno strumento agile ed efficace per affrontare le tre prove ineludibili per l’ammissione al Tirocinio formativo attivo per insegnante specializzato in attività di sostegno didattico.

Il testo si dipana in maniera parallela alle competenze previste dai bandi di ammissione dei diversi atenei, così come definite dal DM 30/09/2001.

Ad accompagnare i contenuti, per ciascuna delle aree, estensioni online per esercitarsi su batterie di test appositamente predisposte con numerosi quesiti a risposta multipla.

per informazioni



Indice ragionato TFA Sostegno

Con test di rinforzo a risposta multipla

A cura di Angelo Prontera
pagg. 112, maggio 2020, euro 15,00


Parodiando Augé, potremmo definire il presente contributo un “non testo”: questo, infatti, non presenta le caratteristiche tipiche di un testo e non aspira ad avere la pretesa di un manuale, ma vuole essere una guida aggiornata per districarsi nella congerie di norme e provvedimenti ministeriali riguardanti i programmi su cui vertono le prove d'accesso e i bandi emanati dagli Atenei, sulla base di quanto previsto dal DM 95/2020.

Una bussola, quindi, per orientarsi nella preparazione al concorso per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità.

Per questo un indice ragionato dei punti previsti dal DM 30 settembre 2011 che disciplina “Criteri e modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno”, con l'auspicio che possa autodirigere e orientare i candidati nello studio e nella preparazione finalizzati allo svolgimento dei test preliminari, delle prove scritte e orali per l'accesso ai percorsi di formazione TFA. La pubblicazione contiene, inoltre, una batteria di test di rinforzo a risposta multipla sui contenuti trattati, puntualmente collegati ai punti indicati dal DM sostegno.

per informazioni



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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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