Scuola7 24 agosto 2020, n. 199

Scuola7

la settimana scolastica

24 agosto 2020, n. 199


In questo numero parliamo di:



Il Piano Scolastico per la Didattica Digitale Integrata (Elisabetta NANNI)

Novità per la scuola nel decreto agosto (Roberto CALIENNO)

Lo spazio web del Ministero dell’Istruzione dedicato al Covid-19 (Vittorio DELLE DONNE)

La previdenza complementare (Giancarlo CERINI)


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diIl piano scolasticodidattica digitale integrata
< Trascina
24 agosto 2020

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n. 199

Il Piano Scolastico per la Didattica Digitale Integrata

Elisabetta NANNI

Un nuovo documento progettuale per settembre

In data 7 Agosto, mentre nei Social imperversavano vivaci discussioni sul tema “banchi e metro”, sono state pubblicate dal MIUR le “Linee guida sulla Didattica digitale integrata[1]” già presentate nel Decreto Ministeriale 26 Giugno 2020 n.39.

Inviate a tutti gli istituti scolastici, forniscono le indicazioni per la stesura del Piano Scolastico di Didattica Digitale che ogni scuola, nessuna esclusa, dovrà elaborare e che andrà ad integrare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Il Piano dovrà essere adottato fin dal mese di settembre in modo complementare alla didattica in presenza negli istituti di Secondo grado, mentre “qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti” sarà operativo in tutti gli altri ordini di scuola.

Digitale: un’opportunità per una scuola proattiva

Si evidenziano alcuni aspetti interessanti nelle Linee guida da non trascurare. Primo fra tutti il richiamo alla “capitalizzazione dell’esperienza maturata durante i mesi di lockdown”.

È necessario che ogni singola scuola non perda e vanifichi tutto ciò che è stato costruito nei mesi di apprendimento a distanza ma, dopo una dovuta riflessione, cerchi di tesaurizzare le buone pratiche, renderle sostenibili ed inclusive con lo scopo di metterle a sistema.

Altro punto fondamentale è quello di riprogettare la didattica “evitando che i contenuti e le metodologie siano la mera trasposizione di quanto viene svolto in presenza”. Anche in questo caso viene sottolineato che ogni scelta debba inserirsi in una cornice metodologica e pedagogica condivisa in cui può trovare la sua dimensione anche la proposta individuale del singolo docente. Team dei docenti, consigli di classe avranno il compito di ripensare la didattica adottando metodologie “fondate sulla costruzione attiva”.

Come docenti, avremmo sicuramente desiderato che la parte metodologica fosse maggiormente curata nel documento ministeriale tenendo conto che, non solo le videoconferenze ma anche le lezioni in presenza, possono “agevolare il ricorso a metodologie didattiche più centrate sul protagonismo degli alunni” e che altre metodologie, oltre a quelle citate, possono essere applicate in una Didattica Digitale Integrata come gli EAS (Episodi di Apprendimento Situato) del prof. Rivoltella e il PBL (Project Based Learning) del prof. Zecchi.

L’organizzazione, gli strumenti e il Regolamento

Bisogna prendere atto che, purtroppo, l’apprendimento a distanza non è stato condotto con la stessa modalità in tutte le scuole a causa di numerose variabili come la mancanza di dispositivi e connessione e le difficoltà nell’approntare un’infrastruttura di strumenti e risorse da mettere a disposizione di tutti, nonostante un Piano Nazionale Scuola Digitale attivo fin dal 2015. Il primo passo, quindi, è quello di costruire un impianto organizzativo che possa anticipare e risolvere tutte le criticità emerse durante l’emergenza.

Partiamo, perciò, da un’immediata rilevazione del fabbisogno che comprenda sia la connettività che la strumentazione tecnologica, tenendo ben presenti le nuove classi in entrata. Si afferma, quindi, la necessità di coinvolgere il Consiglio d’ Istituto per approvare criteri trasparenti e regolamentare, così, il comodato d’uso rispettando sempre la protezione dei dati personali. Sicuramente, come già sottolineato precedentemente da Gabriele Benassi[2], questa nuova prospettiva darà un impulso all’Azione#6 del Piano Nazionale Scuola Digitale per l’uso del BYOD (Bring Your Own Device). E nello stesso tempo “ogni scuola assicura unitarietà all’azione didattica rispetto all’utilizzo di piattaforme, spazi di archiviazione, registri per la comunicazione e gestione delle lezioni e delle altre attività”. L’anticipare e risolvere le criticità e la necessità di andare “oltre” implica la configurazione di uno scenario proattivo. La costruzione di un Repository comune, unitario di attività, buone pratiche, pacchetti di lezioni già pronte rappresenta quel #saperepratico che ogni scuola dovrebbe poco alla volta implementare. A questo si aggiunge la predisposizione partecipata, anche attraverso un patto di corresponsabilità, di un Regolamento[3] delle videolezioni e utilizzo di piattaforme che potrà essere parte integrante del nuovo curricolo di Educazione Civica. Garanti di questa prospettiva saranno sia l’Animatore che il Team digitale che avranno il compito di supportare i colleghi meno esperti sia nelle attività pratiche che nell’utilizzo delle risorse messe a disposizione. Lo spazio fisico si trasferisce così nel virtuale diventando accessibile ed inclusivo per tutti.

Il “tempo” per la didattica digitale (a distanza)

Le Linee guida si soffermano sull’organizzazione “tempo”: nel caso di Didattica esclusivamente a distanza sono previste 20 ore per la Secondaria di secondo grado, 15 ore per le scuole del Primo ciclo, 10 solo per la prima classe della primaria. Un passo necessario programmare e vincolare il “tempo scuola”, visto che la gestione è stata demandata completamente alle scuole creando così orari completamente differenti e a “macchia di leopardo”. Non aver differenziato, invece, in modo chiaro l’organizzazione del tempo tra le classi della Scuola Primaria e quelle di Primo Grado lascia perplessi. Come sostenere le famiglie in un apprendimento a distanza che coinvolge i più piccoli per ben tre ore al giorno?

Il coinvolgimento delle famiglie

Fondamentale è il coinvolgimento delle famiglie, in un contesto che favorisca il cammino comune dell’intera Comunità educante. Nelle Linee Guida, infatti, è specificato che la Scuola informi le famiglie sia sulle scelte dell’organizzazione, di orari e di strumenti adottati. E ancora la famiglia è parte integrante nel coinvolgimento degli alunni più fragili e con bisogni educativi speciali in attività di Didattica Digitale Integrata. Uno specifico paragrafo è dedicato ai rapporti scuola-famiglia “attraverso attività formali di informazione e condivisione della proposta progettuale della didattica digitale integrata”, come già accaduto in alcuni istituti durante la chiusura di emergenza[4].

Le istituzioni scolastiche hanno l’obbligo di rispettare, anche in condizioni di emergenza, tutte le attività di relazione e comunicazione con le famiglie previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, ma, attenzione “avendo cura di esplicitare i canali di comunicazione attraverso cui essi potranno avvenire.” Non strumenti improvvisati, quindi, ma sarà necessario dichiarare preventivamente i canali di comunicazione utilizzati, seguendo sempre rigorosamente le norme per la protezione della Privacy e dei dati personali.

La formazione in servizio dei docenti

“Permanente, strutturale e obbligatoria”, come definita nella legge 107/2015, la formazione rappresenta il volano del miglioramento e di una possibile innovazione. Il DigCompEdu[5], il Framework europeo per le Competenze Digitali del docente, anch’esso citato ma non in modo corretto nelle Linee Guida, fornisce perfettamente i sei diversi ambiti di competenza sui quali si possono costruire percorsi formativi: sviluppo professionale, risorse digitali, apprendimento/insegnamento, valutazione, valorizzazione degli studenti, supportare lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti secondo il DigComp2.1. Perché, quindi, considerare “prioritaria la formazione sulle piattaforme in uso da parte dell’istituzione scolastica” e non attivarsi, invece, con una visione olistica del digitale che possa racchiudere tutti gli ambiti del DigComp?

A tale proposito si suggerisce una struttura organizzativa basata sull’autoformazione (Repository di istituto), un’Accoglienza Digitale per tutti i nuovi docenti con lo scopo di far conoscere loro gli strumenti adottati, un secondo livello per tutti i docenti ancora non troppo esperti nell’uso del Cloud ma sempre utilizzando le diverse metodologie come sfondo integratore.

Quale Modello per un Piano scolastico dedicato alla Didattica Digitale Integrata?

Come tradurre tutti gli input delle Linee Guida per il Piano Scolastico della DDI finora analizzati in azioni concrete davvero “agite” e non semplicemente dichiarate?

Il DigCompOrg[6], il quadro delle competenze digitali delle organizzazioni educative, può essere adottato come strumento e traccia di lavoro. Declinando i sette macroambiti presenti, Dirigenza e gestione dell’organizzazione, Pratiche di insegnamento e apprendimento, Sviluppo professionale, Pratiche di valutazione, Contenuti e curricolo, Collaborazioni ed interazioni in rete, Infrastruttura, come suggerito dal documento citato, ogni scuola potrà elaborare il Piano Scolastico della DDI tenendo presente le indicazioni delle Linee Guida.

Tab.1 - Tabella di corrispondenza tra il DIGCompOrg e le Linee Guida DDI

DigCompOrg Linee Guida DDI
Dirigenza e Gestione dell’organizzazione Regolamento, orario delle Lezioni, Criteri per il Comodato d’uso, Scuola/Famiglia, Tutela e protezione privacy e dati
Pratiche di insegnamento e apprendimento Metodologie: Flipped, EAS,PBL,Debate
Sviluppo Professionale Formazione docenti
Pratiche di Valutazione Valutazione
Contenuti e Curricolo Educazione civica, Risorse digitali
Collaborazioni ed interazioni in Rete Utilizzo delle piattaforme con gli studenti
Infrastruttura Rilevazione del fabbisogno, scelta della piattaforma d’istituto

Il Sistema Scuola non può permettere di trovarsi impreparato di fronte ad una nuova emergenza, ma deve riuscire a guardare oltre per costruire un piano di miglioramento e innovazione.

Elisabetta NANNI

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[1] https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-pubblicate-le-linee-guida-per-la-didattica-digitale-integrata

[2] http://www.scuola7.it/2020/196/?page=1

[3] http://svel.to/218i

[4] http://svel.to/219n

[5] https://ec.europa.eu/jrc/en/digcompedu

[6] http://svel.to/218w

Novità per la scuola nel decreto agosto

Roberto CALIENNO

Un estate tra timori e speranze

“Sotto dura stagion del sole accesa langue l’uom, langue il gregge ed arde il pino”

Questi primi versi del sonetto del grande musicista Antonio Vivaldi dedicato all'Estate raffigurano fedelmente l’ambivalenza di questo tempo, sospeso tra timori e speranze, che precede l’avvio di un complicatissimo autunno e, quindi, del nuovo anno scolastico.

Il Governo, con il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 già nominato “Decreto Agosto” individua misure atte ad evitare “La Tempesta” dell’ultimo atto dell’Estate del grande compositore. Dei 115 articoli, tre riguardano la scuola.

Norme per il personale aggiuntivo nel decreto “agosto”

Art. 32 - Misure per l'edilizia scolastica, per i patti di comunità e per l'adeguamento dell'attività didattica per l'anno scolastico 2020-2021.

Incremento dei fondi per il personale

Il primo comma dell’articolo incrementa di 400 milioni di euro nell'anno 2020 e di 600 milioni di euro nell'anno 2021 il “Fondo per l’emergenza epidemiologica da Covid-19” istituito presso il Ministero dell’Istruzione in base all'articolo 235 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, convertito dalla legge n. 77 del 17 luglio 2020. Complessivamente, per effetto dell’incremento di 400 milioni per il 2020 e di 600 milioni per il 2021, l’ammontare del fondo ammonta a 777,6 milioni per il 2020 e a 1200 milioni per il 2021.

Gli Uffici Scolastici Regionali, proprio in questi giorni, facendo seguito all’O.M. 83/2020 e al D.M. 95/2020 stanno effettuando le operazioni necessarie per la nomina di personale docente ed ATA al fine di consentire la riduzione del numero di alunni per classe, lo sdoppiamento delle classi e in generale per l’adozione di modelli organizzativi differenti.

Risorse per gli Enti locali

Il secondo comma dell’articolo afferma che 32 milioni di euro nell'anno 2020 e 48 milioni di euro nell'anno 2021, dell'incremento sono destinati:

a) al trasferimento di risorse agli EE.LL. per consentire affitto, leasing o altre soluzioni commerciali per acquisire ulteriori spazi da destinare all’attività didattica per l’anno scolastico 2020/21 e, per sostenere le spese derivanti dalla conduzione di tali spazi e del loro adattamento alle esigenze didattiche;

b) alla assegnazione di risorse agli uffici scolastici regionali per il sostegno finanziario ai patti di comunità. A tale scopo le scuole potranno stipulare accordi sia con gli enti locali, sia con le istituzioni culturali, sportive e del terzo settore, o ai piani di zona con l’obiettivo di ampliare la permanenza a scuola degli allievi, integrando la didattica ordinaria con attività ludico-ricreativa, di approfondimento culturale, artistico, coreutico, musicale e motorio-sportivo, come disposto dall'articolo 1, comma 7, della legge 107/2015.

Potenziamento dell’organico, supplenze, straordinario

Il terzo comma dell’articolo afferma che 368 milioni di euro nell'anno 2020 e a 552 milioni di euro nell'anno 2021 degli incrementi (440 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2011) sono destinati:

a) a potenziare quanto previsto dall’art.231-bis del D.L.34/2020 (assunzione a tempo determinato di personale docente ed ATA), consentendo l’eventuale sostituzione del personale “ORGANICO COVID” sin dal primo giorno di assenza (assicurando, per il personale docente, il ricorso prioritario al personale già in servizio nella istituzione scolastica in possesso di abilitazione o di titolo di studio idoneo); a tal fine è una quota del 10% è accantonata per consentire la copertura delle sostituzioni;

b) all'autorizzazione allo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario rese nei mesi di agosto e settembre 2020 dal personale degli ambiti territoriali del Ministero dell'istruzione impegnato nelle operazioni di avvio dell'anno scolastico 2020/2021 e all'incremento del MOF di cui all'articolo 40 del CCNL SCUOLA 2018, anche per remunerare lo svolgimento di prestazioni aggiuntive rese dal personale delle istituzioni scolastiche.

Divieto di lavoro “agile”

Il quarto comma dell’articolo afferma che per consentire l'avvio e lo svolgimento dell'anno scolastico 2020/21, al personale scolastico e a quello coinvolto nei servizi erogati dalle istituzioni scolastiche in convenzione o tramite accordi, non è consentito il lavoro agile. In sintesi il comma deroga il D.L.34/2020 nella parte in cui dispone che le P.A. organizzino il lavoro dei propri dipendenti applicando il lavoro agile alla metà del personale nelle attività che possono essere svolte in tale modalità.

Finalizzazione delle spese

Il quinto comma dell’articolo precisa che l'unico vincolo di utilizzo delle risorse consiste nel fatto che devono essere destinate esclusivamente a misure di contenimento del rischio epidemiologico da realizzare presso le istituzioni scolastiche statali. Ovviamente in base ai criteri ed alle finalità indicate all'articolo 235 del D.L.34/2020.

Graduatorie per gli Enti locali

Il sesto comma proroga al 30/09/2021 la validità delle graduatorie comunali del personale scolastico, educativo ed ausiliario destinato ai servizi educativi e scolastici gestiti dai comuni.

Risorse per il Commissario Straordinario

Art.34 - Rifinanziamento del Commissario Straordinario

La norma prevede il rifinanziamento del “Fondo per le emergenze nazionali”. L’incremento è di 580 milioni di euro per il 2020 e 300 milioni di euro per il 2021.

Il Commissario Straordinario, se necessario, potrà utilizzare parte dei fondi per:

- l’acquisto e la distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale;

- l’acquisto dei necessari beni strumentali, (ad esempio arredi scolastici), per garantire l'avvio dell'anno scolastico 2020-2021;

- contenere e contrastare l'eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali.

Interventi per l’edilizia scolastica

Art.48 – Incremento risorse per le scuole di province e città metropolitane

Al fine di garantire gli interventi di manutenzione straordinaria e favorire l’incremento dell’efficienza energetica delle scuole, è autorizzata, nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, la spesa di 90 milioni di euro per l'anno 2020, 215 milioni di euro per l'anno 2021, 625 milioni di euro per l'anno 2022, 525 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e 225 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029.

Roberto CALIENNO

Manuale per la scuola secondaria - Guida ai concorsi

a cura di Mariella Spinosi, con M. Giacomo Dutto e Leonilde Maloni


Nel nostro sistema nazionale, per diventare insegnanti bisogna superare regolari concorsi. Il DM 95/2016 ha previsto per gli aspiranti docenti non solo il possesso di competenze culturali e professionali, ma soprattutto il possesso di una buona mediazione didattica.

Partendo da questo presupposto, il Manuale si pone l'obbiettivo di indicare tutte le "avvertenze generali", con gli sviluppi legislativi, sociali e culturali.

Il Manuale, con un indice ampiamente dettagliato, si articola in quattro parti:

La prima parte fornisce informazioni essenziali per aiutare i futuri docenti ad orientarsi in maniera adeguata nel mondo dell'educazione, toccando aspetti culturali e sociali, oltre che di psicologia, sociologia e pedagogia.

Nella seconda parte si analizzano gli aspetti metodologici, didattici ed organizzativi, senza tralasciare i punti di vista di docente, Scuola e studenti.

La terza parte ha come focus la governance della scuola con le scelte di ogni indirizzo istituzionale.

Infine, la quarta parte, suddivisa in quattro percorsi tematici offre una riflessione semplice ed essenziale sulle leggi fondative a partire dalla costituzione.

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Manuale per la scuola primaria - Guida ai concorsi

a cura di M. Spinosi, con G. Cerini e S. Loiero


Il libro, articolato in quattro capitoli e un'appendice, costituisce uno strumento indispensabile per il futuro insegnante, lo aiuta a padroneggiare tutte le competenze necessarie per diventare un professionista di qualità. Serve anche ai docenti in servizio per la ricchezza dei suggerimenti e per gli esempi di percorsi didattici ivi contenuti.

Il primo capitolo contiene i fondamenti pedagogici, sociali e psicologici con riflessioni sulle principali questioni e con riferimenti alle teorie e alle scuole di pensiero su cui si sono fondate le nostre scelte istituzionali.

Il secondo capitolo affronta i temi basilari per diventare docenti, cioè tutti i presupposti per l'insegnamento apprendimento: curricolo, competenze, ambiente di apprendimento, documentazione, gestione della classe, valutazione, certificazione ed altro.

Il terzo capitolo è dedicato alla “didattica in azione”: ci sono nove percorsi disciplinari, alcuni esempi di prove di verifica e di compiti in situazione.

Il quarto capitolo riguarda gli aspetti di natura organizzativa e istituzionale con attente analisi delle Indicazioni per il curricolo, autonomia scolastica, offerta formativa, valutazione e rendicontazione e con una ricostruzione essenziale della storia della scuola primaria.

Infine il neo docente, per potersi muoversi nel mondo delle norme, può avvalersi di un'appendice in cui sono riassunte, in maniera semplice ed efficace, tutte le principali disposizioni che regolano la vita della scuola.

Una tabella di corrispondenza tra l'insieme dei temi richiesti nel programma di concorso e di quelli trattati nel manuale permette di non tralasciare nulla. Potrà essere un utile dispositivo di orientamento sia nella fase di prima lettura, sia in quella di consolidamento della preparazione

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24 agosto 2020

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n. 199

Lo spazio web del Ministero dell’Istruzione dedicato al Covid-19

Vittorio DELLE DONNE

Aria di fake-news...

Negli ultimi tempi si assiste ad un proliferare di iniziative volte a intimorire i dirigenti scolastici per spingerli a non far rispettare le disposizioni relative alla ripartenza della scuola per il prossimo anno scolastico: diffide dal fare uso delle mascherine, dal ricorrere alla didattica a distanza, dal praticare il distanziamento sociale, dall’isolare e dal far prelevare il proprio figlio da personale sanitario in caso di presenza di temperatura superiore ai 37,5° … Alla base di questo germogliare di iniziative vi è in qualche caso la volontà politica di taluni di ostacolare l’azione di governo; ma sempre a dare esca al fuoco vi è la conoscenza scarsa o per lo meno imprecisa di quelle che sono le disposizioni di legge che regolano il funzionamento delle attività scolastiche.

Per evitare il diffondersi di informazioni inesatte, ingannevoli o distorte, più volte il Ministero dell’Istruzione è stato costretto a ricorre alle smentite e a invitare tutti a reperire notizie solo dai canali ufficiali.

Anche per fare fronte a questi inconvenienti, il Ministero, sin dai primi preoccupanti segnali di diffusione del contagio da Covid – 19, ha cercato di utilizzare al meglio le possibilità offerte dalla rete per informare, con la maggiore puntualità e precisione di cui era capace, il personale delle scuole, gli studenti e le loro famiglie di quanto stava succedendo.

Per quanto tuttavia “in magnis et voluisse sat est”, talvolta “il tempo degli eventi è diverso dal nostro” e l’operazione non sempre sembra cogliere nel segno.

Le pagine web di “Nuovo Coronavirus”

Fino al 26 giugno 2020 è stato aggiornato e implementato lo spazio denominato Nuovo Coronavirus (https://www.istruzione.it/coronavirus/), che risultava articolato in cinque sezioni:

1. Didattica a distanza

Un ambiente di lavoro in costante progresso, con strumenti, materiali e webinar per supportare le scuole alle prese con l’attivazione di forme di didattica a distanza durante periodo di chiusura legato all'emergenza coronavirus; la sezione era a sua volta articolata in sei sottosezioni: a) Le esperienze per la didattica a distanza (risorse, interventi, storie, contenuti, ecc…; b) Le piattaforme (presentazione di Google Suite for Education, di Microsoft Office 365 Education A1 e Weschool); c) Solidarietà digitale (servizi e soluzioni innovative messe a disposizione da imprese e associazioni su iniziativa del Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione); d) Materiali multimediali; e) Community (community a supporto di dirigenti scolastici e docenti); f) Università e AFAM per la scuola e Altre iniziative (materiali, metodologie, esperienze, strumenti, video-lezioni per la scuola).

2. Domande e risposte

Raccolta delle risposte alle 18 domande ritenute più importanti sull’emergenza: la gestione dell’annullamento dei viaggi di istruzione e, in generale, delle attività esterne alla scuola, il computo delle assenze e la validità dell’anno scolastico, la sospensione delle riunioni degli organi collegiali, le modalità erogazione della didattica a distanza e la necessità dell’informativa ai genitori sul trattamento dati affidato a piattaforme, non precedentemente in uso presso la scuola.

3. Atti e norme

Repertorio dei Decreti Legge e delle successive Leggi di conversioni e dei DPCM del Governo, nonché delle circolari, delle note, delle ordinanze e dei decreti emanati dal Ministero dell’Istruzione o da altri Ministeri e di immediato interesse per il mondo della scuola, a partire dal Decreto con cui il Ministero della Salute il 1 febbraio 2020 dava indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina fino al Decreto n. 17 con cui il Ministero dell’Istruzione regolamentava in data 22 maggio 2020 le adozioni dei libri di testo per l’anno scolastico 2020/2021.

4. Link utili

Antologia di alcuni link a siti web (Ministero della Salute, Dipartimento della Protezione Civile, Istituto Superiore di Sanità, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale–Viaggiare sicuri, World Health Organization - Coronavirus disease COVID-19) utili da consultare per ulteriori approfondimenti.

5. Notizie

Elenco delle notizie pubblicate dal Ministero dell’Istruzione a cominciare da quella con cui il 1 febbraio 2020 si dava avviso della diramazione agli Uffici Scolastici Regionali e alle scuole della circolare del Ministero della Salute con le "Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina" fino a quella con cui si informava della riunione dei ministri dell’istruzione e della formazione dell’UE tenutasi il 22 giugno 2020.

Servizio WEB “Rientriamo a scuola”

Dismesso l’aggiornamento di queste pagine, che continuano tuttavia a serbare ancora una loro utilità e non solo un valore storico-archeologico, a partire dal 10 agosto il Ministero dell’Istruzione ha attivato sul proprio sito una nuova area, che programmaticamente ha chiamato Rientriamo a scuola (https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/), in vista dell’auspicata e fortemente voluta ripresa delle attività didattiche in presenza a partire dal 1 settembre 2020.

Rientriamo a scuola si pone chiaramente in continuità con il precedente Nuovo Coronavirus, di cui riprende finanche alcune icone, ma con decise differenze.

Come il suo predecessore, vuole raccogliere, in continuo aggiornamento, tutti i documenti e i materiali utili per le scuole, per il personale e per le famiglie, ma con scelte e taglio diverso.

Lo spazio si articola anche in questo caso in cinque sezioni

1. I documenti del Ministero

Si tratta di una sottosezione in cui, secondo un ordine cronologico, a partire dal più recente, dovrebbero essere riuniti tutti i documenti e le notizie ufficiali prodotti dal Ministero dell’Istruzione sul rientro a scuola per l’anno scolastico 2020/2021.

Al momento risultano presenti solo quattro atti:

- le Linee guida per la Didattica digitale integrata (Allegato A del DM 7 agosto 2020, n. 89, che stranamente non è riportato);

- il Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid 19, sottoscritto in data 6 agosto 2020 dal MI e dalle OO.SS. di comparto e di area;

- il DM 3 agosto 2020, n. 80, di adozione del Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia per la fascia 0-6 (le cosiddette Linee Guida 0-6), frutto del confronto con il Comitato Tecnico Scientifico e dell’accordo raggiunto nella Conferenza Unificata con il parere favorevole dei rappresentanti di Regioni, Province, Comuni e Comunità montane;

- il DM 26 giugno 2020, n. 39, di adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (il cosiddetto Piano scuola 2020/21) .

2. Le indicazioni sanitarie

In questa pagina sono raggruppate, anche qui secondo la data di pubblicazione, tutte le indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile, in previsione del rientro a scuola a settembre, e altre indicazioni sanitarie:

- Rapporto ISS COVID-19, n. 58/2020, versione del 21 agosto 2020, contenente le più volte preannunciate Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia, elaborate dal Gruppo di Lavoro costituito da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto e salutato dal MI come “un supporto operativo chiaro per le scuole e le famiglie, … un tassello importante e … l’inizio di una sempre più stretta collaborazione tra Scuola e Sanità, con il supporto di tutte le Istituzioni coinvolte, fondamentale per la ripresa delle attività in presenza”;

- Estratto Verbale CTS n. 100 del 12 agosto 2020, con le risposte ai quesiti del Ministero dell’Istruzione sull’uso delle mascherine nelle situazioni in cui non sia possibile garantire il distanziamento di un metro (risposta già implicita nel documento CTS del 7 luglio 2020, ma che, complice una lettura corriva, ha suscitato molte polemiche); sulla necessità di una temperatura corporea inferiore a 37,5° per poter accedere a scuola; sull’obbligo di garantire distanziamento e igiene negli spazi dedicati alla refezione scolastica; sulle Linee guida per il trasporto scolastico dedicato, Allegato 16 del DPCM 7 agosto 2020;

- Estratto Verbale CTS n. 94 del 7 luglio 2020, con le risposte ai quesiti del Ministero dell’Istruzione sul valore statico e non dinamico del previsto distanziamento di un metro e sulla sua intraducibilità in metri quadri; sulle procedure da adottare dalla scuola qualora uno studente o il personale scolastico dovesse manifestare sintomi riconducibili al Covid-19 (questione già affrontata nel documento del CTS del 22 giugno 2020); sull’opportunità (già postulata nel documento del CTS del 22 giugno 2020) di prevedere nell’ambito dei Dipartimenti di prevenzione territoriali un referente per l’ambito scolastico che possa raccordarsi con i dirigenti scolastici per un efficace contact tracing e un immediato superamento delle criticità; sull’obbligo di dotarsi di un medico competente per la sorveglianza sanitaria straordinaria dei cosiddetti “lavoratori fragili” di cui all’art. 83 del DL 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla L. 17 luglio 2020, n. 77, anche per le scuole che eventualmente non dovessero averne necessità per la sorveglianza ordinaria (nel Protocollo d’intesa del 6 agosto 2020, il MI si è però impegnato a “prevedere l’individuazione, in tutte le scuole, del medico competente che effettui la sorveglianza sanitaria di cui all’art. 41 del D. Lgs. 81/2008”); sulle modalità e frequenza con cui effettuare la pulizia dei locali scolastici e in particolare dei servizi igienici (questione già affrontata nel documento del CTS del 28 maggio 2020); sull’unico obbligo dell’uso della mascherina chirurgica quale dispositivo di protezione individuale per tutte le diverse tipologie di lavoratori della scuola (ai collaboratori per le operazioni di pulizia vanno tuttavia forniti i guanti e gli altri DPI richiesti dallo specifico prodotto utilizzato, così come previsto dalla Circolare del Ministero della Salute n. 17644 del 22 maggio 2020); sulla necessità di una valutazione condotta dai singoli istituti superiori in merito alle misure di prevenzione per la gestione dei laboratori tecnico-pratici; sull’obbligo della sola pulizia approfondita effettuata dai collaboratori scolastici dei locali della scuola in occasione della riapertura di settembre; sull’impegno assunto dal Commissario straordinario per l’emergenza a fornire alle scuole le mascherine necessarie, sia per il personale che per gli studenti in condizione di lavoratori, nonché i banchi monoposto; sull’obbligo per tutti gli studenti di età superiore ai sei anni di indossare la mascherina; sulle modalità e sulle misure igienico-sanitarie da adottare nella refezione scolastica; sull’obbligo da parte degli studenti impegnati nei PCTO di attenersi alle regole dell’ente ospitante, che a sua volta dovrà attenersi a quelle che sono le prescrizioni sanitarie governative;

- Estratto Verbale CTS n. 90 del 22 giugno 2020, risposta al quesito del Ministero dell’Istruzione sulle modalità di ripresa delle attività didattiche nell’a.s. 2020/21, già alla base del Piano scuola 2020/21 del MI, adottato con il DM 26 giugno 2020, n. 39, e ad esso allegato;

- Estratto Verbale CTS n. 82 del 28 maggio 2020, documento conclusivo relativo alle misure di contenimento del contagio dal virus SARS-CoV-2 nell’ambito del settore scuola per gli istituti di ogni ordine e grado ai fini dell’apertura dell’a.s. 2020/21, anch’esso alla base del Piano scuola 2020/21 e ad esso allegato.

3. I Territori

Silloge dei link alle pagine degli Uffici Scolastici Regionali contenenti riferimenti al rientro a scuola per l’anno scolastico 2020/21. Ovviamente i contributi e le informazioni che si trovano accedendo a tali link risultano molto disomogenei: in alcuni casi gli apporti sono limitati a pochi e ormai datati documenti; in altri casi, come in un gioco di specchi, assistiamo ad un rinvio allo spazio ministeriale Nuovo Coronavirus; in altri ancora vengono offerti materiali abbondanti e precisi (mi limito a citare per tutti il solo sito dell’USR Emilia Romagna, http://istruzioneer.gov.it/tag/coronavirus-covid-19-ripartenza/, che sotto il comune titolo A.s. 2020/21 e COVID-19. Materiali ripartenza ha reso fruibili, con diciassette note monotematiche pubblicate tra il 15 giugno e il 19 agosto 2020, le informazioni di volta in volta disponibili, così da favorire le operazioni delle singole scuole propedeutiche all’organizzazione e all’avvio del prossimo anno scolastico 2020/21.

4. Domande e risposte:

Raccolta delle risposte alle 30 domande giudicate più significative relative al rientro a scuola a settembre per l’anno scolastico 2020/2021: data di inizio delle attività didattiche; ricorso alla didattica a distanza; uso delle mascherine; obbligo di una temperatura inferiore ai 37,5° per accedere a scuola; orario di ingresso e durata delle lezioni; tipologia dei banchi; organico dell’emergenza; mensa e servizi pre e post scuola; modalità di accoglienza e gestione dei bambini della scuola dell’infanzia; formazione del personale sulle questioni dell’emergenza; pulizia degli spazi scolastici; lavoratori e alunni fragili; test sierologici cui sarà sottoposto su base volontaria il personale della scuola; liceità della pubblicazione sul sito web della scuola dei nominativi degli studenti distinti per classe.

5. Notizie

Sono riportate notizie relative ad iniziative del ministero nel lasso di tempo intercorrente tra il 26 giugno, quando veniva data evidenza alla presentazione delle Linee guida per settembre, e il 10 agosto 2020, giorno in cui veniva comunicata l’attivazione della pagina web Rientriamo a scuola.

Come rendere più efficace l’informazione

In conclusione, come accennato all’inizio, non possiamo non evidenziare che le pagine del sito, se veramente intendono informare con completezza e chiarezza gli addetti ai lavori e le famiglie degli studenti su quelle che saranno le modalità con cui si riprenderanno le attività didattiche a partire dal prossimo 1 settembre, devono essere arricchite e meglio sorvegliate.

Molti sono i documenti che non hanno ancora trovato accoglienza nel sito: spesso mancano anche gli atti cui rinviano gli stessi documenti presenti nelle singole sezioni.

Maggiore attenzione deve inoltre essere prestata alla sezione di Domande e risposte, in cui vanno veicolate con un linguaggio chiaro e diretto le informazione che si ritiene gli utenti della scuola maggiormente cerchino: per arginare la possibile opera di disinformazione, sarebbe infatti opportuno evitare toni apologetici o espressioni vaghe, per dare risposte chiare e precise ai dubbi e alle perplessità degli utilizzatori del servizio scolastico nazionale.

Un help-desk di supporto alle scuole

Un grosso contributo nell’individuazione delle questioni di maggiore interesse dovrebbe venire dal servizio di help desk cui a partire dal 24 agosto le istituzioni scolastiche, così come stabilito nel Protocollo d’intesa del 6 agosto, potranno rivolgersi per richiedere chiarimenti sull’applicazione delle misure di sicurezza. Tanto più che, a seconda della complessità del problema sollevato, il Ministero potrà dare una risposta immediata al quesito o portarlo all’attenzione del Tavolo nazionale permanente composto da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, del Ministero della Salute e delle OO.SS. firmatarie del Protocollo.

Vittorio DELLE DONNE

La previdenza complementare

Giancarlo CERINI

Le riforme del welfare pubblico

Dalla prima metà degli anni ’90 è iniziato un processo di modifica del sistema previdenziale di cui poco si conosce e, in particolare, di cui le giovani generazioni hanno poca contezza. Da tale consapevolezza prende le mosse il recente volume pubblicato dall’editore Tecnodid “Previdenza complementare e prospettive della qualità della vita futura” in cui l’autore Fulvio Rubino ha voluto intraprendere il percorso con una approfondita ed attenta ricognizione su “il sistema di welfare pubblico fino alle ultime riforme”, al fine di chiarire le motivazioni reali che sottendono l’utilizzo della previdenza complementare quale possibile mezzo per la costruzione di un futuro “libero e dignitoso” dei lavoratori (art. 36 Costituzione) rispetto a quello che il sistema di welfare pubblico obbligatorio potrà assicurare.

Contributivo o retributivo?

L’analisi dettagliata ed argomentata sulla distinzione netta tra sistema retributivo e sistema contributivo, nonché sui tassi di sostituzione (differenza tra pensione lorda e ultimo stipendio lordo) nel sistema contributivo, secondo le intenzioni dell’autore, è funzionale a far comprendere la necessità, in particolare per i giovani lavoratori, di integrazione della pensione per non andare incontro ad una prospettiva di povertà nell’età del post-lavoro.

Le pensioni definite con il sistema contributivo sono strettamente dipendenti dalle condizioni economiche-finanziarie congiunturali e, specificatamente, dal Prodotto Interno Lordo (PIL). In base alle simulazioni, come si può leggere dalle tabelle riportate, con un PIL quinquennale medio dell’1%, con 35 anni di anzianità lavorativa, a 71 anni di età, il possibile tasso di sostituzione dovrebbe aggirarsi intorno al 50% dell’ultimo stipendio; invece, con un PIL medio del 2% dovrebbe aggirarsi intorno al 58%, mentre con un PIL medio del 3% dovrebbe aggirarsi intorno al 68%.

Inoltre, le condizioni del mercato del lavoro, sono tali che solo una piccola parte dei giovani riesce e riuscirà a raggiungere tali condizioni. Le carriere stabili e continuative sono quasi un’utopia, mentre l’ordinario sono carriere lavorative discontinue, in cui la stabilizzazione, quando si verifica, avviene in un’età molto avanzata (oltre i 40 anni).

Da ciò deriva il fatto che i giovani lavoratori, se non vogliono affidare il loro futuro, quello dell’età del dopo lavoro, alla semplice speranza che l’economia possa crescere sopra il 3% e che ci possa essere la piena occupazione per tutti, allora hanno la necessità di costruirsi strumenti che possano cercare di migliorare la propria prestazione pensionistica.

Costruirsi la propria pensione

Solo dopo aver definito una panoramica sul sistema previdenziale pubblico, l’autore si addentra nella trattazione dei nuclei fondamentali e portanti della previdenza complementare e che in questi anni sono stati oggetto di discussione, quali:

? il TFS (trattamento di fine servizio) ed il TFR (trattamento di fine rapporto) con le specifiche differenze e con l’annosa questione sulla convenienza tra TFR e Previdenza Complementare;

? il funzionamento dei Fondi Pensione e degli investimenti;

? l’incisività dei fattori del Tempo, dei costi di gestione e della fiscalità, nella costruzione di un montante previdenziale.

Se un lavoratore giovane dovesse accedere alla pensione a 71 anni, ipotizzando diversi rendimenti, per costruirsi un montante previdenziale complementare alla pensione pubblica tale da avere una rendita mensile di 100€, dovrebbe versare mensilmente:

età inizio contr. 1,50% 2,00% 3,00% 4,00%
Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne Uomini Donne
25 26 31 23 28 18 21 14 16
40 44 52 40 48 34 41 29 34
50 70 83 66 79 59 70 53 63
60 143 171 139 166 132 157 124 149

Il “montante” contributivo

Nella costruzione di un montante contributivo, il tempo, quindi, è un fattore fondamentale.

La differenza dei costi di gestione, come rilevati dalla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP), tra il valore più basso dei fondi negoziali ed il valore più alto dei “fondi privati”, può determinare una riduzione del montante contributivo del 30% e, quindi, una riduzione del 30% della rendita pensionistica.

Infine, non si può trascurare la differenza di imposizione fiscale perché in luogo dell’imposizione ordinaria progressiva a scaglioni (minimo 23% e massimo 43%) grava una aliquota del 15% che può essere ridotta dello 0,3 punti percentuali per ogni anno di adesione successivo al 15°, fino ad arrivare al massimo al 9%.

Da non sottovalutare l’aspetto qualitativo della partecipazione, degli aderenti ai fondi previdenziali negoziali, alla definizione delle politiche di gestione e d’investimento: ad esempio, negli anni passati il Fondo pensione Espero ha effettuato disinvestimenti da emittenti che sono coinvolti nella produzione, commercializzazione e stoccaggio di mine antiuomo e bombe a grappolo, adeguandosi alle convenzioni internazionali non ancora adottate dall'ordinamento italiano.

Il fattore tempo

L’autore, utilizzando una narrazione che si adegua sia a chi si approccia per la prima volta all’argomento sia a chi vuol approfondire maggiormente le sue conoscenze, afferma che la previdenza complementare negoziale può essere uno strumento volontario, a disposizione dei singoli lavoratori, con cui cercare di arginare la diminuzione dei tassi di sostituzione a seguito delle numerose riforme del sistema previdenziale, anche perché sarebbe necessario anticipare il prima possibile una decisione sulla propria futura pensione, visto che gli strumenti previdenziali danno il loro effetto migliore nel lungo periodo, mentre nel breve periodo, in base alle necessità, rischiano di essere insostenibili finanziariamente. Tale consapevolezza allarma e mette in moto l’importanza di una azione culturale preventivo-conoscitiva che deve iniziare ad essere concepita e realizzata negli anni della formazione giovanile. Si tratta di “pescare” in quei “saperi freddi” che derivano “fuor” dal perimetro di una scuola ancora troppo autoreferenziale.

Anche la previdenza ha bisogno di una cornice culturale

In tutto il sistema, infatti, pesa molto la mancanza di cultura previdenziale perché la costante precarizzazione del lavoro tende ad annullare la visione prospettica futura per attestarla alle esigenze di sopravvivenza immediate: così i giovani perdono la visione delle essenzialità delle scelte per la loro pensione creandosi “ora” un danno che potrebbe non essere mai più colmabile.

Allora la parola d’ordine, secondo Fulvio Rubino, dovrebbe essere, “impegno” nella diffusione della cultura finanziaria e previdenziale per il bene collettivo del giovani generazioni.

La diffusione della cultura finanziaria e previdenziale non può essere relegato alla semplice comunicazione sindacale o informativa dei vari attori interni al sistema previdenziale, né tantomeno, può essere un semplice periodo in cui effettuare iniziative sporadiche, ma deve diventare un impegno sistemico all’interno del sistema formativo.

Un lavoro dignitoso per tutti

Questo traguardo viene ben specificato nell’Agenda 2030 il cui ottavo obiettivo recita “Promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti”, anche perché la mancanza di “alfabetizzazione finanziaria” incide negativamente sul senso e sulla partecipazione all’intera civiltà.

Come afferma Luciano Gallino “… c’è di mezzo il senso di una intera civiltà. Che essa appaia asservita al suo sistema finanziario, piuttosto che esserne come dovrebbe la padrona, è un segno che la crisi economica è diventata crisi di civiltà”.

Sulla collettività tutta spetterebbe il rilancio di un sistema di welfare integrato (con la consapevolezza delle sue debolezze e contraddizioni) perché le esigenze dell’oggi possano non essere la base di una povertà diffusa nel domani, ma diventino un’opportunità per il rilancio di una libera società più equa.

Giancarlo CERINI

 

Fulvio RUBINO

*Si ringrazia Fulvio Rubino per la collaborazione prestata alla redazione del presente testo, per i suggerimenti forniti e per i dati messi a disposizione. Fulvio Rubino è docente di laboratorio di scienze e tecnologie informatiche e svolge attività di formazione su Metodologie per la Didattica ordinaria e speciale e Previdenza obbligatoria e complementare. Docente e relatore a numerosissimi convegni e corsi di formazione, dal giugno 2019 è componente del Consiglio di Amministrazione del Fondo negoziale pensione complementare ESPERO.

 

 

 

Previdenza complementare e prospettive della qualità della vita futura

Fulvio Rubino
Pagine 112, Formato A4, euro 20,00
in corso di stampa


Come è cambiato il mercato del lavoro in quest’ultimo trentennio?

A che età i giovani iniziano una storia contributiva e come pensano il loro futuro?

Quali sono le prospettive previdenziali e le convenienze dell’adesione alla Previdenza Complementare?

Un’analisi dettagliata ed argomentata sull’involuzione del welfare pubblico in Italia ma, anche, uno spiraglio di... speranza per un futuro che appare sempre più incerto. Con questi scritti l’autore vuol “narrare”, argomentando, la conoscenza di una grande opportunità che i giovani hanno, ma che i più ignorano: la previdenza complementare negoziale quale strumento compensativo e complementare alla pensione pubblica per “assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa” (art. 36 Costituzione) anche attraverso lo sviluppo e la diffusione di una cultura finanziaria necessaria ad affrontare con consapevolezza la complessità della società contemporanea.

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