Scuola7 15 ottobre 2018, n. 108

Scuola7

la settimana scolastica

15 ottobre 2018, n. 108


In questo numero parliamo di:

La migrazione dei siti: “Ottobre”, andiamo. È tempo di migrare (R. Baldascino)

Concorso a dirigente scolastico: consigli per l’ultimo miglio (M. Spinosi)

Il primo scritto della Maturità (M. Muraglia)

Bilancio sociale e comunicazione (S. Stefanel)

Educazione alla legalità e alla salute: progetti educativi

Prova scritta concorso dirigenti scolastici: le istruzioni

Bilanci delle scuole: rilevazione somme giacenti

Diritti di infanzia e adolescenza: intesa Miur-Agia

Carta del docente: attribuzione somme residue


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diDa un sito all'altro: tempo di migrare
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15 ottobre 2018

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n. 108

La migrazione dei siti: “Ottobre”, andiamo. È tempo di migrare

Roberto BALDASCINO

Di dominio in dominio: da gov.it a edu.it

Non siamo né in terra d’Abruzzi, né tantomeno è un approfondimento bucolico che tratta di pecore e pastori, come descritti nella famosa poesia di D’Annunzio, ma di cyberspazio e di migrazioni che dovranno compiere i domini dei siti web delle scuole.  Così come prevede la determinazione AgID 12.02.2018, n. 36, si pone mano alla riorganizzazione dei domini di secondo livello (Sld – Second level domain) che sono iscritti al dominio di primo livello (Tld – Top level domain) "gov.it". Tale migrazione riguarda tutte le istituzioni scolastiche che si erano registrate a tale dominio, e che ora dovranno migrare agganciandosi al dominio di primo livello “edu.it”. La precedente aggregazione a “gov.it”, resa obbligatoria per la Pubblica Amministrazione (P.A.) dalla Direttiva n. 8/2009 relativa alla riduzione dei siti web delle P.A. e per il miglioramento della qualità dei servizi e delle informazioni on line al cittadino, emanata dal Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione, era stata in qualche modo recepita anche da molte istituzioni scolastiche.

Una diversa visibilità

L’iscrizione a “gov.it” garantiva all’utente, da una parte, l’immediata riconoscibilità di un sito come emanazione, strumento e servizio di una pubblica amministrazione e, dall’altra, la corrispondenza di questo ad alcuni canoni obbligatori di sicurezza, qualità e aggiornamento, usabilità e accessibilità dei servizi web. Al termine di tale processo di riorganizzazione i domini di secondo livello che rimarranno aggregati al dominio “gov.it” saranno esclusivamente le amministrazioni centrali dello Stato. Il dominio “edu.it” classifica l’appartenenza del sito web al sistema di istruzione e formazione, non solo per Italia e per tutti paesi dell’Unione Europea (escluso il Regno Unito), ma anche nel mondo, come ad esempio già avviene da tempo negli Stati Uniti.

Come (e quando) migrare

Sicuramente molti Dirigenti Scolastici (DS) la interpreteranno come un’ulteriore incombenza tra le tante che già si trovano ad affrontare, il più delle volte in emergenza, e proprio all’inizio dell’anno scolastico. La migrazione interessa tutti i siti di scuole, anche di quelle che in precedenza non avevano aderito all’iscrizione “gov.it”. Tale migrazione è iniziata il 20 settembre 2018. Come indicato sul sito del Miur di supporto alla migrazione, “se la scuola farà la registrazione nel primo anno (dal 20 settembre 2018 al 19 ottobre 2019) potrà mantenere lo stesso terzo livello del nome (es. il liceomanzoni.gov.it potrà diventare liceomanzoni.edu.it). In questo arco di tempo i nomi a dominio delle scuole già registrate, con estensione gov.it, verranno riservati nell’SLD (Second Level Domain) edu.it; non avrà costi. Il Registro.it non addebiterà al Register oneri per la registrazione dei nomi a dominio edu.it”.

Un anno di tempo per mantenere il proprio nome

Superato il 20 ottobre 2019, “i nomi non ancora registrati torneranno a essere disponibili, e saranno assegnati secondo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste”. Ciò significa che da quella data in poi, in caso di concorrenza tra istituti con denominazioni uguali, chi presenterà prima la domanda di migrazione del dominio potrà registrare il nome del proprio istituto preciso, così come è, mentre gli altri “omonimi” dovranno aggiungere qualcosa nel nome per renderlo diverso da quello già registrato. Si aggiunge nel documento che “le istituzioni scolastiche con dominio gov.it potranno mantenerlo fino alla naturale scadenza del contratto di canone con il proprio gestore, ed eccezionalmente anche nel caso in cui questo superi la scadenza prevista dalla citata determina AgID”. Per informazioni complete è importare leggere attentamente il regolamento e le linee guida tecniche, che possono essere scaricati rispettivamente ai seguenti link:

Domini di primo, secondo, terzo livello

Dal punto di vista tecnico un dominio di primo livello (Top Level Domain) dovrebbe definire il sito e far comprendere sin da subito al navigatore la tipologia di servizi. Estensioni di primo livello come .com per entità commerciale (in alcuni paesi come il Regno Unito si trova .co), .org, .net, .biz, .info, .eu dovrebbero essere quindi dei biglietti da visita dei siti web. In realtà essi, pur essendo nati per tale scopo, sono World Wide Generic Domains ovvero domini generici, e quindi chiunque può acquisirli, anche in mancanza dei requisiti di appartenenza ad un particolare servizio. Altri domini al contrario, come gov, edu e mil (per i militari), sono “patrocinati”. In tal caso è necessario confermare/controllare la corrispondenza effettiva di appartenenza a tali domini di primo livello con l’istituzione di riferimento.

Il biglietto da visita .edu

L’estensione .edu è il biglietto da visita che fa comprendere al visitatore che si è connessi ad un sito (anche estero) che si occupa di istruzione e formazione. Le estensioni sono definite da autorità globali internazionali, e non è possibile modificarle o aggiungerne di nuove. Il ccTLD (country code Top Level Domain) è composto dalle due lettere in fondo all’indirizzo web, che definiscono il paese di appartenenza del sito: .it per l’Italia, .de per la Germania, .uk per il Regno Unito, .cn per la Cina.

La bussola della trasparenza: Big Brother is watching you! (Il Grande Fratello ti guarda!)

Fino al 2009 c’era stata una grande libertà nella pubblicazione dei siti web della P.A., e in particolare delle scuole. La Legge Stanca sull’accessibilità e usabilità dei siti web nel 2004 aveva inserito alcuni paletti non sempre rispettati. Le pubblicazioni web istituzionali vivevano in una sorta di Far West molto creativo, ma del tutto autoreferenziale, relegato alla maggiore o minore sensibilità di coloro che pubblicavano i siti web delle P.A. nei confronti di un’utenza esterna. Poi dal 2009 tutto è stato normato. Nel 2010 nascono le prime linee guida per la pubblicazione dei siti web delle P.A. (comprese le scuole), che saranno poi aggiornate e ampliate di anno in anno e gestite in seguito nell’AGID (Agenzia dell’Italia Digitale).

In un ginepraio di leggi succedutesi nel tempo, come controllare che il sito web scolastico risponda a tali caratteristiche obbligatorie? È necessario disporre di una bussola digitale che permetta ai webmaster delle scuole di comprendere se il sito web rispetti o meno tali vincoli normativi. Al seguente link è possibile verificare tali condizioni: http://bussola.magellanopa.it/consulta-in-tempo-reale.html. La Bussola Magellano (o della trasparenza) è rivolta alle pubbliche amministrazioni, comprese le istituzioni scolastiche, ed è uno strumento di autovalutazione e di supporto per comprendere se il sito istituzionale sia conforme alle norme vigenti. È bene puntualizzare che, come specificato nel sito della Bussola di Magellano, “i risultati forniti […] non hanno alcun intento né valore certificatorio”.

Check-up al sito della propria scuola

Inserendo il link della scuola si possono ottenere i risultati relativi ai problemi di non conformità per tutte le sezioni che devono essere obbligatoriamente presenti in un sito web istituzionale. Nei risultati ottenuti le emoticon rosse e tristi segnalano i problemi trovati (c’è di fianco una guida per ogni sezione del sito, in cui il webmaster può leggere che cosa non va nella sezione incriminata), mentre quelle verdi e sorridenti mostrano i casi di successo.

Nell’immagine sopra (la schermata è parziale in quanto il report dei risultati è lunghissimo) i problemi di un sito di una scuola che sicuramente dev’essere rivisto.

Ok, il sito è a posto

Nell’immagine sotto un sito di una scuola che rispetta i requisiti richiesti dalle normative.

Presto un nuovo design per i siti delle scuole

Nell’immediato futuro un ulteriore cambiamento che riguarderà potenzialmente le istituzioni scolastiche è la possibilità di ottenere dall’Agenzia per l’Italia Digitale un design nuovo e omologato per il proprio sito web. L’AgID, insieme al Team Digitale, sta predisponendo un modello e template per i siti web delle scuole interessati ad ottenere un nuovo look; a breve potrà essere a disposizione gratuitamente. Maggiori notizie al link: https://designers.italia.it/progetti/siti-scuole/. Per seguire in tempo reale le novità riguardanti i domini delle scuole e il prossimo template dei siti scolastici c’è un apposito forum al link: https://forum.italia.it/t/design-dei-servizi-digitali-delle-scuole/4100/11.

Roberto Baldascino

Concorso a dirigente scolastico: consigli per l’ultimo miglio

Prova scritta… prova di resilienza

Mariella SPINOSI

Inizia il conto alla rovescia

Alla vigilia di ogni prova concorsuale è d’obbligo esordire con alcuni suggerimenti “di buon senso”, scontati forse, ma utili per aiutare a controllare l’ansia, a non cadere in confusione, a gestire bene i passaggi finali: un po’ come si fa con i ragazzi prima degli esami di Stato.

Giovedì 18 ottobre sarà, infatti, “il giorno del giudizio” per gli 8.736 insegnanti che hanno superato il 23 luglio scorso la prova preselettiva, e che ora incominciano a intravedere la strada verso la dirigenza scolastica.

È il giorno della prova scritta. La più impegnativa, perché è completamente nuova rispetto alle precedenti selezioni, perché richiede piena padronanza di molti saperi e soprattutto velocità nelle sintesi. Inoltre i candidati sanno bene che qui si stanno giocando un’opportunità professionale attesa da tantissimi anni e, per molti, forse non più ripetibile.

Una vigilia, quindi, di per sé piena di tensioni naturali, che da sabato scorso è stata appesantita da un’ulteriore novità. Il TAR Lazio (sezione terza bis) ha dato ragione a circa 85 ricorrenti che, per problemi di blackout, sono stati costretti ad interrompere più volte la prova preselettiva.  

Le sentenze dei tribunali amministrativi salvaguardano i diritti dei ricorrenti, ma non tengono mai conto degli effetti. Anche in questo caso le conseguenze sono innumerevoli. Non riguardano solo gli 8.736 candidati ammessi in prima istanza, che temono di averne qualche danno, ma soprattutto lo stesso Miur, che deve applicare la sentenza evitando che da tale operazione possano scaturire ulteriori ricorsi, o comunque problemi per l’amministrazione. Per esempio l’ipotesi di differire di un mese la data già fissata per la prova scritta metterebbe a serio rischio la stessa tempistica del percorso. Sappiamo, parola di Ministro, che tutte le operazioni concorsuali dovrebbero concludersi in tempo utile per la nomina dei nuovi dirigenti a partire dal 1° settembre 2019. Comunque ai candidati, se ripeteranno la prova preselettiva, auguriamo di non incorrere, per la legge di Murphy, in nuovi incidenti di percorso, e di superarla. Ricordiamo che rispondere ai quiz non significa solo padroneggiare le conoscenze fondamentali, ma avere la capacità di memorizzare anche i dettagli. Chi è abituato ad allenare la memoria avrà sicuramente più opportunità di successo. Chi non lo è deve trovare, nei pochi giorni che saranno messi a disposizione, le strategie personali più efficaci (vedi: www.scuola7.it/2018/97/)

Resilienza, resilienza, resilienza

Chi da mesi è concentrato sul compito non può lasciarsi distrarre da alcunché. Deve continuare la propria preparazione a prescindere dai rumors, deve dimostrare di sapersi adattare a tutti i cambiamenti (soprattutto se sgradevoli), rispondere positivamente agli input, anche se appaiono destabilizzanti. La resilienza è la prima competenza che si addice ad ogni buon dirigente.

Verso la stretta finale

In questi 3 giorni, quindi, che ci separano dalla data della prova scritta, bisogna controllare se nella nostra “cassetta degli attrezzi” ci sia tutto ciò che serve. Non dobbiamo tuttavia preoccuparci più di tanto se ci rendiamo conto che qualcosa manca. È naturale che di fronte a prove importanti il sentimento prevalente sia, quasi sempre, quello di “inadeguatezza”; succede anche per coloro che inadeguati non sono. Un errore che si può commettere è cercare di colmare i vuoti percepiti andando a raccogliere e memorizzare altre informazioni. Ora non servono, con c’è il tempo sufficiente per inserirle proficuamente tra quelle che si padroneggiano bene.

Bisogna far tesoro, invece, della preparazione costruita durante i mesi precedenti, ed ottimizzare i propri saperi. Se durante la prova si conserva lucidità, sarà possibile usare le conoscenze in maniera adeguata secondo le richieste dei quesiti, collegare bene le informazioni e integrarle con i giusti approfondimenti. 

Le 9 aree tematiche del Regolamento (art. 10) rimandano a:

  • conoscenze teoriche: legislative, amministrative, giuridiche, organizzative, procedurali…;
  • saperi specifici del dirigente scolastico (governance esterna ed interna);
  • documenti fondamentali della scuola.

Sembra, nel complesso, un bagaglio assai contenuto e compatto. Ma, se andiamo nello specifico, questo bagaglio rischia di frantumarsi in tanti dettagli. Ricomporre il puzzle non è sempre facile, specialmente se il tempo a disposizione è assai limitato. È importante quindi che ogni candidato prepari (mentalmente) una specie di “cassetta di pronto soccorso”, dove inserire ciò che ritiene ineludibile, sapendo di poterne fare poi un uso intelligente.

La “cassetta di pronto soccorso”: per un ancoraggio sicuro

I contenuti specifici da inserire nella cassetta di pronto soccorso dipendono, innanzitutto, da coloro che la devono usare. Il primo “oggetto” infatti deve rispondere ad una sola domanda: Quali sono le conoscenze che mi appartengono profondamente e che sono sicuro di sapere padroneggiare?  È bene utilizzare queste ore che ci separano dalla prova per “oggettivare” le proprie certezze. È un processo fondamentale che rasserena molto, soprattutto sul piano psicologico. Sapere che esiste un punto da cui partire, e che questo punto è a portata di mano, aiuta a non perdersi d’animo anche di fronte a richieste che possono apparire complesse.

A livello generale gli oggetti suggeriti, da inserire nella metaforica “cassetta”, possono essere sintetizzati in tre categorie: alcuni “saperi essenziali”, ma in pillole; le principali “azioni del dirigente” e qualche “procedura” tipo.

I saperi “in pillole”

Quando si parla di saperi essenziali si rischia di perdersi in un mare di nebbia. È difficile stabilire dove inizia e dove finisce l’“essenziale”, e lo è ancora di più per coloro che conoscono gli argomenti in profondità. La sintesi è un processo cognitivo assai complesso. Ci possono essere però, in questo caso, alcune strategie semplificatorie da utilizzare. Il Regolamento, com’è noto, prevede come contenuti per tutte le prove di concorso 9 aree tematiche. Per ognuna si possono individuare una decina di argomenti fondamentali e, per ogni argomento, si può fissare il significato con una breve definizione, collegarlo poi ad una o più leggi di riferimento e, se del caso, spiegarlo anche con qualche concetto chiave. Il tutto in poche battute. Per esempio, se dovessimo definire in 500 caratteri il concetto di governance si potrebbe dire: La governance è l'insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di una società, di un'istituzione, di un fenomeno collettivo.  Nel caso della scuola è stata ridefinita a seguito delle modifiche della legge costituzionale 3/2001. Con tali modifiche si attribuiscono ruoli più incisivi alle Regioni e agli Enti locali nel campo dell’istruzione. La legge 13 luglio 2015, n. 107 contiene numerosi richiami, diretti e indiretti, sulla necessità di integrazione tra scuola e sistemi territoriali (es.: rapporto tra organico funzionale ed esigenze del contesto, potenziamento dell’offerta formativa e visione strategica del piano PTOF).

È un’operazione abbastanza semplice, se realizzata però nel corso di tutta la preparazione. Se così non è avvenuto, ora ci si può limitare a focalizzare l’attenzione solo su alcune “parole” ritenute “più fondative” di altre, e che possono fungere da “concetti guida”.

Nella piattaforma Tecnodid vi è un’apposita sezione dedicata, in cui sono sintetizzati più di cento argomenti in abstract di 500/1000 caratteri circa.

Le azioni del dirigente

Una difficoltà del candidato che aspira a diventare dirigente scolastico è quella di non riuscire a decentrarsi dalla propria posizione professionale, quella di docente. Un esercizio che può funzionare è quello di recuperare tutti i verbi utilizzati dalla normativa fondamentale: art. 25, D.lgs. 165/2001; legge 107/2015 (commi: 14, 78, 79, 83, 93); DI 44/2001 (art. 7, 11, 14, 16, ecc.). Accanto ad ogni verbo si possono inserire i possibili contesti di applicazione. Per essere maggiormente sicuri di orientarsi, anche sulla base delle aree tematiche del concorso, si potrebbero selezionare alcune azioni tipiche del DS, a carattere generale, e collocarle all’interno di ogni area (farebbe eccezione la prima, in quanto le uniche azioni possibili del DS sono quelle di compliance). Ogni azione generale potrebbe essere ulteriormente articolata in azioni specifiche, badando bene ai verbi che si usano (dirige, organizza, promuove, cura, orienta, presidia…). Si può inoltre collegare le azioni alle norme che le supportano.

Potrebbe essere utile, per l'aspirante dirigente, far riferimento a quattro macro-aree, che sintetizzano le molteplici azioni della quotidianità nell'agire professionale. Per esempio: un dirigente deve avere comportamenti sempre centrati sul compito; deve curare le relazioni interne alla comunità professionale; deve gestire il cambiamento e l’innovazione; deve saper costruire collegamenti proficui con l’esterno.

Nella piattaforma Tecnodid vi è un’apposita sezione dedicata alle azioni del dirigente (sia in termini generali sia nell’articolazione analitica).

Scegliere le impalcature

Il terzo “oggetto” da inserire nella “cassetta di pronto soccorso” è rappresentato da alcune procedure. Ci riferiamo innanzitutto allo schema da utilizzare per la costruzione della risposta al quesito. È opportuno che un testo sia articolato in 6-7 capoversi. Uno schema di base potrebbe essere il seguente:

  • incipit;
  • informazioni essenziali argomentate;
  • dati di approfondimento;
  • eventuali considerazioni (se richieste);
  • indicazioni operative (sempre dalla parte del dirigente);

Va ricordato che l’incipit non dev’essere generico, ma puntuale. Il candidato deve entrare subito nel merito. L’incipit può contenere, per esempio, una descrizione sintetica dell’argomento che sarà poi oggetto di trattazione.

Per “procedura” intendiamo anche una sequenza di operazioni a carattere generale relative al comportamento dirigenziale, cioè i passaggi importanti che vanno utilizzati per una vasta gamma di operazioni. Un esempio:

  • accertamento;
  • coinvolgimento;
  • intervento;
  • motivazione dell’intervento;
  • fondazione concettuale dell’intervento, ecc.

Oppure:

  • ascolto;
  • indirizzo;
  • delega;
  • presidio;
  • controllo;
  • coinvolgimento…

Potrebbe anche capitare che i quesiti siano fondati su azioni dirigenziali di tipo gestionale amministrativo. In tal caso è utile tenere a mente le procedure che attengono, per esempio, all’assegnazione di incarichi, all’accesso agli atti, ad azioni disciplinari, alla contrattazione sindacale, ed altro.

Fissare alcune procedure significa avere già le impalcature pronte, su cui poi andare ad inserire le richieste specifiche. Bisogna quindi, leggendo attentamente i quesiti, capire bene quali sono le informazioni pertinenti e inserirle all’interno dell’impalcatura scelta, che già contiene in sé i dati basilari.

E infine...

Tutti coloro che vogliono veramente superare la prova scritta non devono incorrere nell’errore fatale di accumulare dati fino all’ultima ora. Continuare a memorizzare nozioni che hanno bisogno di tempo per diventare proficue, e che comunque richiedono concentrazione, è un’operazione fallimentare che aumenta lo stress e induce a pensare di non ricordare nulla.

Bisogna ora rallentare il ritmo e lasciare la mente in stand by almeno per 24 ore: è il sistema giusto per essere in grado poi di gestire qualsiasi problema.

Mariella Spinosi

Educazione alla legalità e alla salute: progetti educativi

Con due distinte note il Miur illustra l’offerta formativa per l’anno scolastico 2018-2019 relativamente all’educazione alla salute, educazione alimentare a ai corretti stili di vita, e i progetti educativi per l’educazione alla legalità, alla pace e alla cittadinanza attiva.

Con nota 5 ottobre 2018 prot. n. 4127 il Miur informa le istituzioni scolastiche di secondo grado in merito ai progetti formativi messi disposizione per l’anno scolastico 2018/2019 relativamente all’educazione alla legalità, alla pace e alla cittadinanza attiva:

  • Centro studi ed iniziative culturali “Pio La Torre”: il progetto educativo diretto ad approfondire la conoscenza nelle nuove generazioni dei fenomeni criminali di stampo mafioso è indirizzato alle classi del triennio delle scuole secondarie di secondo grado, comprese le scuole italiane all’estero e, per la prima volta, ai detenuti studenti nelle Case circondariali.
  • l’Unione Camere Penali Italiane propone alle classi dell’ultimo triennio delle scuole secondarie di secondo grado un progetto educativo diretto a promuovere l’educazione alla legalità e il rispetto delle regole, con particolare riferimento ai principi costituzionali afferenti il processo penale.

Con nota 5 ottobre 2018 prot. n. 4128 il Miur informa le istituzioni scolastiche di secondo grado in merito ai progetti formativi messi disposizione per l’anno scolastico 2018/2019 relativamente all’educazione alla salute, educazione alimentare a ai corretti stili di vita:

  • l’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC) presenta alle scuole una serie di iniziative volte ad approfondire i temi della ricerca sul cancro, utilizzando percorsi di educazione ai corretti stili di vita e alla prevenzione.
  • la Croce Rossa Italiana (CRI)  presenta alle scuole interventi di promozione alla salute e in particolare un nuovo Percorso Formativo volto alla promozione della cultura della cittadinanza attiva e del volontariato e un nuovo Contest a livello nazionale rivolto agli studenti delle scuole partecipanti.
  • l’Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) promuove nelle scuole, anche per il corrente anno scolastico,
  • FBAO - Fondazione Banco Alimentare Onlus  propone alle scuole di partecipare alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (GNCA) in programma per il prossimo 24 novembre 2018 e offre alle scuole una serie di progetti educativi volti ad evitare lo spreco alimentare, a comprendere il valore del cibo fornendo anche documentazione didattica e momenti di formazione con i propri volontari.

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Prova scritta concorso dirigenti scolastici: le istruzioni

Il Miur ha pubblicato le istruzioni operative e un video esplicativo della procedura relativa allo svolgimento della prova scritta del concorso a dirigente scolastico, fissata per il 18 ottobre alle ore 10:00. Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio alle ore 8:00.

La prova si svolgerà nelle sedi individuate dagli Uffici scolastici regionali. Lo svolgimento della prova scritta è computerizzato. La prova consisterà in cinque quesiti a risposta aperta e due quesiti in lingua straniera.

I cinque quesiti a risposta aperta verteranno sulle materie d’esame di cui all’articolo 10, comma 2, del DM 138/2017.

Ciascuno dei due quesiti in lingua straniera sarà articolato in cinque domande a risposta chiusa, volte a verificare la comprensione di un testo nella lingua straniera prescelta dal candidato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo. Detti quesiti, che verteranno sulle materie di cui all’articolo 10, comma 2, lettere d) o i), del DM n. 138/2017, saranno svolti dal candidato nella lingua straniera prescelta, al fine della verifica e della relativa conoscenza al livello B2 del CEF.

A ciascuno dei cinque quesiti della prova scritta non espressi in lingua straniera, la Commissione attribuirà un punteggio nel limite massimo di 16 punti. A ciascuno dei quesiti in lingua straniera la Commissione attribuirà un punteggio nel limite massimo di 10 punti, 2 per ciascuna risposta corretta.

I candidati che otterranno un punteggio complessivo pari o superiore a 70 punti supereranno la prova scritta e saranno ammessi a quella orale.

I candidati dovranno presentarsi nelle rispettive sedi d’esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale e, per i soli candidati esonerati dalla prova preselettiva, di copia della ricevuta del versamento dei diritti di segreteria.

Durante la prova ai candidati non è consentito comunicare tra loro verbalmente o per iscritto, ovvero mettersi in relazione con altri, salvo che con gli incaricati della vigilanza o con i membri del comitato di vigilanza.

È vietato introdurre in aula carta da scrivere, appunti di qualsiasi natura, libri, manuali o pubblicazioni di qualunque specie, telefoni cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet, notebook, pen-drive, fotocamere/videocamere e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati.

I candidati potranno consultare soltanto il vocabolario della lingua italiana e i testi di legge non commentati purché privi di note, commenti, annotazioni anche a mano, raffronti, o richiami dottrinali e giurisprudenziali di qualsiasi genere.

I candidati effettueranno le operazioni di riconoscimento e firmeranno il registro d’aula cartaceo.

Ad ogni candidato verrà consegnato e fatto firmare il proprio modulo anagrafico. Il candidato è tenuto a verificare l'esattezza dei propri dati personali ivi riportati.

A ciascun candidato verrà inoltre fatto estrarre un modulo contenente un codice personale anonimo, che gli sarà consegnato.

Al candidato verrà consegnata una busta internografata (oscurata) nella quale conservare entrambi i moduli ricevuti.

Il candidato verrà fatto accomodare in una delle postazioni disponibili, dove troverà visualizzata la schermata di benvenuto e inserirà il codice personale anonimo ricevuto per sbloccare la postazione.

Il candidato apporrà, in corrispondenza della dicitura “Dichiaro di aver ricevuto ed inserito il presente codice per lo sblocco dell’applicativo”, la propria firma sul modulo del codice personale anonimo e lo conserverà all’interno della busta internografata senza sigillarla.

Prima di iniziare la prova, il candidato selezionerà sulla postazione la lingua prescelta per lo svolgimento dei quesiti in lingua straniera.

Una volta che tutti i candidati saranno in postazione, il responsabile d'aula o il comitato di vigilanza comunicheranno la “parola chiave di accesso/inizio della prova” che i candidati dovranno inserire nell'apposita schermata.

Una volta inserita questa parola, il candidato avrà 3 minuti di tempo per leggere le istruzioni; allo scadere dei 3 minuti, oppure cliccando sul pulsante “inizia il test”, si avvierà la prova.

La prova avrà la durata di 150 minuti, al termine dei quali il sistema interromperà la procedura e acquisirà definitivamente le risposte che il candidato ha confermato fino a quel momento cliccando sul bottone “conferma e procedi”.

Ogni quesito è presentato in una schermata che è possibile eventualmente scorrere utilizzando la barra laterale.

Per le domande a risposta aperta, la parte inferiore della pagina è riservata all'inserimento della risposta da parte del candidato. Per le domande a risposta chiusa (ovvero quelle in lingua), delle quattro opzioni di risposta solo una è corretta e solo una può essere selezionata.

Una volta inserita la risposta occorre confermarla cliccando sul pulsante “conferma e procedi”.

Sarà sempre possibile tornare alla domanda precedente tramite il tasto “torna alla domanda precedente”.

Se si cambia la risposta (sia aperta che chiusa) occorre confermare la modifica tramite il bottone “Conferma e Procedi”.

Durante lo svolgimento della prova sarà sempre possibile accedere alla pagina di riepilogo cliccando sul bottone “Vai alla pagina di riepilogo”. Nella pagina di riepilogo sono visualizzate tutte le domande. Per ogni domanda è visualizzato un pulsante che sarà o di colore se il candidato ha già risposto alla domanda, o di colore azzurro se il candidato non ha ancora risposto alla domanda. Cliccando su qualsiasi pulsante sarà possibile accedere alla relativa domanda ed eventualmente modificare la risposta.

Quando il candidato avrà risposto a tutte le domande dovrà attendere che il tempo previsto per la prova sia terminato. Nella parte superiore della pagina è sempre possibile tenere sotto controllo il tempo mancante alla fine della prova.

Al termine della prova il candidato è tenuto a non lasciare il proprio posto e ad attendere lo sblocco della postazione da parte del responsabile tecnico d’aula. Il candidato, alla presenza del responsabile tecnico d’aula, inserirà nuovamente nell’apposita pagina presentata dall’applicazione il codice personale anonimo e firmerà una seconda volta sul modulo cartaceo del codice personale anonimo in corrispondenza della dicitura “Dichiaro di aver inserito il presente codice nell’applicativo a conclusione della prova”.

Il candidato inserirà quindi il modulo contenente il codice personale anonimo ed il modulo anagrafico all’interno della busta internografata, la sigillerà e la consegnerà al comitato di vigilanza.

Terminate le operazioni, i candidati controfirmeranno il registro cartaceo d’aula per attestare l’uscita e potranno allontanarsi dall’aula.

Il video illustrativo


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Seminario nazionale Scanno 2018

Scanno 2018

Una preziosa occasione formativa per dirigenti scolastici, aspiranti dirigenti, docenti e figure di staff: Tecnodid presenta il Seminario nazionale Verso la rendicontazione sociale. La scuola del cambiamento: tra innovazione e continuità, che si terrà a Scanno (AQ) dall’1 al 3 novembre 2018, presso la sala congressi dell’hotel Miramonti (via D. Di Rienzo, 32).

Un appuntamento con lo studio e l’approfondimento, per offrire strumenti di lavoro e di governo della scuola, utili anche per la prova orale del concorso a dirigente scolastico.

Attraverso relazioni e laboratori specifici parleremo, fra l’altro, di: Trasparenza e privacy, Nuovi professionali, Cosa cambia negli esami di Stato, Come riorganizzare il PTOF, La rendicontazione sociale delle scuole, Verso la prova orale: studi di caso, ma non solo.

Gli interventi saranno a cura dell'autorevole equipe di collaboratori di Tecnodid@Formazione e Notizie della Scuola.



Per il programma dettagliato, i costi e il modulo di iscrizione, consulta la pagina dedicata all’evento

 

Carta del Docente
Tecnodid Editrice è Ente di Formazione accreditato presso il MIUR, pertanto è possibile utilizzare la Carta del Docente



15 ottobre 2018

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n. 108

Il primo scritto della Maturità

Maurizio MURAGLIA

Le linee guida “Serianni”

La circolare Miur del 4 ottobre che disciplina lo svolgimento degli esami di Stato nel secondo ciclo (ai sensi del D.Lgs. 62/2017) è corredata anche dal Documento di lavoro predisposto dal Gruppo nominato con DM 499/2017 e presieduto dal prof. Serianni, che dà indicazioni per la formulazione delle tracce relative alla prima prova scritta. Diamogli uno sguardo per coglierne in estrema sintesi gli aspetti, a giudizio di chi scrive, più significativi.

Il Documento che parla di tipologie di testi è, ovviamente, anch’esso un certo tipo di testo, che in letteratura si definirebbe regolativo. Si tratta di linee guida o “base” per altri testi (le tracce d’esame), che a loro volta inviteranno gli allievi ad elaborarne ulteriori e definitivi. Come gli studenti, anch’io qui sono chiamato a realizzare le stesse azioni: comprendere, analizzare, interpretare, commentare.

Tra primo e secondo ciclo

Lo stesso Gruppo di lavoro ad inizio d’anno aveva prodotto un Documento orientativo per la predisposizione delle tracce della prima prova per il primo ciclo. Ad uno sguardo comparativo si può ritenere che ci sia una certa coerenza tra i due testi nella filosofia di fondo. L’unico interrogativo riguarda, in chiave di curricolo verticale, la creatività, che sembra scomparire (ma non c’era già da prima) nell’orizzonte del secondo ciclo: “racconta… descrivi… immagina…” (tipologia A del primo ciclo) sono azioni non previste per i nostri diciannovenni. Eppure sono azioni che fin dal primo biennio stimolano la scrittura, e corredano i compiti autentici che si elaborano per l’osservazione delle competenze di scrittura. Quanti corsi di scrittura creativa si fanno nelle scuole. Tant’è.

Le Indicazioni del Gruppo di lavoro: obiettivi, tracce, tipologie

Tre prove: analisi del testo, testo argomentativo e testo espositivo-argomentativo. Ma prima della loro illustrazione il Documento presenta un paragrafo introduttivo dal titolo Obiettivi della prova. È un riferimento alle Indicazioni e Linee Guida MIUR relative all’Italiano. Si prendono le distanze dall’“astratta classificazione della tipologia testuale”, perché “i testi reali presentano abitualmente caratteri in certa misura ‘misti’”. È vero. E dev’essere vero anche per le prove d’esame, per quanto si presentino in forma classificatoria (“argomentativo”, “espositivo”). Non so se la parola “obiettivi” in apertura possa generare equivoci, visto che nel paragrafo si parla di competenze da perseguire.

Secondo paragrafo: Indicazioni generali per la formulazione delle tracce. Si raccomanda chiarezza, puntualità e comprensibilità delle consegne. Venti anni di esami di Stato dovranno pur aver avuto queste caratteristiche. Ma repetita iuvant.

Terzo paragrafo: Tipologie di prove e numero di tracce. Vengono illustrate le tre tipologie, ma solo alla prima e alla seconda fanno seguito “Indicazioni specifiche per la formulazione di consegne”. Non alla terza. Queste ultime in qualche misura ricalcano quel che è detto nel secondo paragrafo. È un tratto di questo documento: una certa ridondanza, una tendenza a riproporre concetti già espressi.

A. L’analisi del testo: comprensione e commento

La tipologia A (analisi del testo letterario) c’era già, ma si è voluto aggiungere anche il periodo postunitario. Non è sostanzialmente una tipologia nuova. Si dice che “non è necessario che il testo rientri nelle letture effettivamente svolte nelle ore scolastiche”. Ma a chi serve questa osservazione? Non certo agli estensori delle tracce, che non possono conoscere le letture effettivamente svolte. Forse ai docenti, per neutralizzarne l’accumulo di contenuti.

Compare la parola-chiave “commento”, che accomuna tutte e tre le prove. L’allievo comprende e produce commentando, e nel commentare dimostra di avere ben compreso. Anche le prove del primo ciclo prevedono questa tipologia (che però lì è la C). Scompare ogni sollecitazione verso domande a risposta multipla in stile Invalsi (come nel primo ciclo). Prove Invalsi rinviate peraltro di un anno. Cambiata la stagione, da gennaio ad oggi? 

B. Il saggio breve: le capacità argomentative

La tipologia B è una riedizione del saggio breve, ma snellendo il numero di fonti (solo una: più facile o più insidioso, soprattutto se la fonte è incomprensibile?) e insistendo sulla capacità argomentativa del discente. Finalmente, dopo vent’anni, i docenti e i presidenti di commissione che si ostinavano a raccomandare di evitare formule quali “secondo me”, “a mio parere” si saranno persuasi che un testo argomentativo non può e non deve farne a meno. Non lo si chiama più “saggio”, ma l’argomentazione rimane l’architrave. Il paragrafo sulle “Indicazioni specifiche per la formulazione delle consegne”, che discute l’articolazione del commento, è seguito da una sorta di riproposizione ridondante delle stesse (non chiara la ragione testuale di tale ridondanza).

C. Il testo “ideativo”: esposizione e argomentazione

La tipologia C è quella che più si avvicinerebbe al tema. Ma la vexata quaestio ultraquarantennale rimane: che genere di testo è un “tema”? C’è il “secondo me” oppure no? A giudicare da quanto dice il Documento, certamente sì. Infatti ricompare l’azione del commentare. La differenza con la tipologia B? Più sottile di quanto non si faccia credere. Di fatto la differenza vera consiste nella prima parte dell’elaborato B, che è una vera e propria analisi del testo argomentativo (non letterario, come nella tipologia A) proposto. Qui invece si tratta, con uno spunto iniziale, di esporre ed argomentare le proprie idee. L’allievo che sa e l’allievo che pensa su ciò che sa.

Il “posto” della storia

E la storia dove si intrufolerà? A rigore nulla vieta che il testo argomentativo si appoggi su una fonte di argomento storico, oppure che la traccia C possa essere svolta in chiave storica. L’allarmismo forse è esagerato, se si considera che solo una percentuale ridottissima di studenti affrontava la terza tipologia nella precedente versione. Non credo che la questione riguardi gli esami, quanto l’insegnamento della storia nei trienni e la sua capacità di scrutare davvero la contemporaneità. Argomento troppo complesso (e doloroso) per questa sede.

Testi e contenuti: qualche ridondanza di troppo

Quarto paragrafo: Scritture da testi, scritture svincolate da testi. E quinto paragrafo: L’importanza del contenuto. Si ripropongono questioni già affrontate in precedenza. Forse aver separato i due paragrafi non giova alla loro agile lettura, e aver ripetuto concetti già espressi dà l’impressione, già emersa altrove e che tornerà più avanti, di ridondanza.

Misurare e valutare: indicatori e griglie

Poi ci si occupa di valutazione. Il Documento parla di “misurare (sic!) la padronanza linguistica attraverso alcuni indicatori di competenza”. Qui si entra nella spinosa questione delle griglie, ovvero della valutazione che discende da una corretta misurazione (forse adesso sì) degli indicatori. Questi sono suddivisi in Indicatori generali e Indicatori specifici (anche se tra questi talora rispunta qualche indicatore generale). Ciascuno può agevolmente leggere. Qui solo un’osservazione.  

Da vent’anni le griglie sono state prodotte localmente dalle commissioni, e grosso modo gli indicatori messi in campo sono quelli individuati dal Documento (coerenza, coesione, correttezza, capacità critiche ecc.). Adesso si cerca di uniformare. Giusto, ma non è questo il problema valutativo. Non si tratta di neutralizzare l’istanza localistica e la frammentazione. La questione resta nelle mani dei valutatori, cioè dei docenti. Se la batteria degli indicatori viene utilizzata come effettiva base istruttoria per produrre la valutazione in ventesimi, allora l’iter valutativo ha caratteri di correttezza. Questo il processo valutativo de iure. Ma il processo de facto? Bisognerebbe fare un’indagine tra le commissioni d’esame per capire come procedono i “correttori”: se si dovesse scoprire che in realtà il primum cronologico è la valutazione finale (cioè l’intuizione del punteggio da dare), cui gli indicatori finiranno per adeguarsi, si capirà bene che tra griglia nazionale e griglia locale non c’è sostanziale differenza. Piuttosto vince l’aritmetica.

Una soluzione moderatamente innovativa 

In conclusione, il Documento non pare proporre novità rivoluzionarie rispetto all’impianto precedente. In fondo appare alquanto conservativo, se si eccettuano l’inserimento dei quarant’anni postunitari nella prima tipologia, la scomparsa del profluvio di fonti nella seconda, con più marcato invito all’argomentazione, e la scomparsa del tema storico. Possiamo quindi parlare di “aggiustamento”. I principi di educazione linguistica professati dal Gruppo di lavoro risalgono almeno all’elaborazione di De Mauro di quasi mezzo secolo fa, con una forte (e lodevole) accentuazione sulla riscrittura e sull’argomentazione. Probabilmente, attuando quei principi, anche la versione precedente della prima prova avrebbe potuto soddisfare maggiormente. Ricordo che vent’anni fa si cercò di incidere sulle didattiche a partire dall’esame. Adesso è il secondo tentativo. Ma didattica della scrittura e cultura valutativa dei docenti sono questioni che non possono essere affrontate col solo effetto di retroazione.

Maurizio Muraglia

Bilancio sociale e comunicazione

Stefano STEFANEL

Rendicontazione e bilancio sociale non sono la stessa cosa

Il Sistema Nazionale di Valutazione, con tutti i suoi elementi innovativi (RAV, PDM, PTOF, Valutazione dei dirigenti, ecc.), è entrato nel suo terzo anno, e ha iniziato a introiettare nel sistema scolastico italiano l’interesse per la rendicontazione sociale e per il bilancio sociale. Le due forme di rendiconto non coincidono, infatti la rendicontazione sociale sta più sul piano del monitoraggio valutativo, mentre il bilancio sociale è più addentro al sistema della comunicazione. L’interesse, soprattutto dei dirigenti scolastici, è molto alto, e nelle scuole c’è molto movimento perché una parte consistente di docenti sta vedendo in tutto ciò delle novità interessanti, che vanno al di là del semplice adempimento.

Cultura della valutazione e cultura del merito

Sorprende che una parte consistente di dirigenti scolastici non comprenda la centralità della propria valutazione, al di là di ogni considerazione di merito sul rapporto tra non compilazione del Portfolio e mancato rinnovo del contratto: tutto il Sistema Nazionale di Valutazione poggia proprio sul dirigente scolastico, che deve coordinare il team della scuola che lavora sulla rendicontazione, sull’autovalutazione e sulla valutazione. Però, al di là di tutto, il sistema scolastico italiano si sta evolvendo in maniera molto veloce, e in questo senso la legge 107/2015 ha senza dubbio preteso elementi da rendicontare socialmente che prima non c’erano, e che sono rinvenibili anche nei criteri per l’attribuzione del cosiddetto bonus premiante il merito.

Il rapporto tra bilancio sociale  e comunicazione

Diventa sempre più chiaro che dietro le scelte c’è un’intenzione, e quindi una comunicazione. Le scuole stanno investendo poco in comunicazione, anche perché non comprendono come tutto il personale (docente e a.t.a.) debba parlare la stessa lingua e avere un solo canone di comunicazione. Le scuole partono dall’idea che i cittadini siano interessati solo a quanto fanno di buono, ma stanno prendendo coscienza molto in fretta che i cittadini danno per scontato quello che le scuole fanno di buono, mentre sono molto interessate a quanto le scuole fanno di poco buono.

La proposta del Governo di mettere le telecamere nelle scuole dell’infanzia va in questa direzione: vedere tutto quello che di non buono viene fatto nelle scuole dell’infanzia. Le telecamere infatti non verrebbero installate per documentare le cose buone fatte a scuola, ma per essere pronti a intervenire davanti alle cose negative. In questo caso si è ribaltata la comunicazione nei confronti del segmento migliore del sistema scolastico italiano.

Il rischio degli automatismi comunicativi

Poiché questo è l’anno della rendicontazione sociale (salvo rinvii), diventa importante l’impostazione iniziale che le scuole danno ai propri meccanismi rendicontativi e comunicativi: alla fine del triennio del primo PTOF, quando sarà il momento della rendicontazione, non potranno inventare nulla. Potranno scegliere se fare o non fare il bilancio sociale, ma comunque dovranno rendicontare. La comunicazione è una cosa complessa, come bene può comprendere chiunque segua le cronache che riguardano l’Italia di questi tempi. Ci sono automatismi comunicativi legati allo spirito del tempo, che possono condizionare fortemente la scuola. Ne indico solo due, molto pericolosi e molto complessi da gestire, soprattutto se non se ne conosce l’intrinseca pericolosità: l’“Elevator Pitch” e il “Cobra Effect”.

Elevator Pitch: dire tutto in pochi secondi

Il primo è quello che viene chiamato “Elevator Pitch”: in sintesi si indica la possibilità che ci viene data di esporre il nostro progetto, la nostra idea, la nostra proposta, nel tempo in cui un ascensore sale ai piani. Il tempo medio normale è di 20-30”, il tempo in un ascensore vecchiotto e che fa molti piani è di un minuto. Poi le porte si aprono e ognuno va per la sua strada. Chi è stato soggetto, sia attivo che passivo, a questo tipo di comunicazione, conosce le difficoltà di comunicare o di ascoltare in breve tempo. I dirigenti scolastici sono sempre più influenzati da questo modo di comunicare, e spesso docenti frustrati devono riassumere in qualche secondo idee o progetti a cui lavorano da mesi. Se però spostiamo questo tipo di comunicazione dal singolo all’organizzazione, vediamo che la comunicazione attraverso le slide o le sintesi estreme (cui spesso si è costretti durante le sessioni di scuole aperte o davanti a soggetti terzi, anche finanziatori) va in questa direzione. Il bilancio sociale può aiutare la sintesi e la selezione, per avere pronto l’argomento vincente e fondamentale che si può comunicare nella forma dell’“Elevator pitch”.

Cobra Effect: gli effetti collaterali

Il secondo è quello che viene chiamato “Cobra Effect”, e che è uno degli elementi maggiormente devastanti nella comunicazione scolastica. Alla metà dell’Ottocento un maharaja indiano comunicò che avrebbe dato 10 rupie per ogni cobra morto che gli fosse stato portato. Questo per fermare l’invasione dei cobra nella regione. Il risultato fu la nascita di allevamenti di cobra in tutta la regione: gli allevatori vendevano i cobra a 5 rupie l’uno, e così i cittadini li compravano morti a 5 rupie e se ne facevano dare 10 dal governo. Questo portò ad un aumento esponenziale dei cobra nella regione. Nella scuola spesso avviene la stessa cosa: si chiede un curricolo per snellire i vecchi programmi, e ce ne viene restituito uno di duecento pagine con novanta tabelle; si approva il criterio per cui verranno approvati solo i progetti in linea con il PTOF, e i progetti presentati triplicano (più ne presento e più ho possibilità che qualcuno venga approvato); si comunica ai genitori che la classe va male e fa confusione, e i genitori propongono al dirigente uno psicologo per i docenti e un corso di recupero per gli studenti; un dirigente fa una circolare contro le infradito a scuola, questa va su Facebook e a scuola parte la protesta delle infradito; si dotano le maestre di strumenti elettronici e il numero di quaderni completati nell’anno raddoppia.

Approfondire prima di comunicare

Sia l’Elevator Pitch, sia il Cobra Effect sono meccanismi che, se non padroneggiati, producono forti guasti. La rendicontazione sociale e il bilancio sociale – se maneggiati con cura – mostrano come, sulle questioni rendicontative, bisogna essere capaci di approfondire prima di cominciare a comunicare.

Stefano Stefanel

Bilanci delle scuole: rilevazione somme giacenti

Entro il 19 ottobre le scuole devono procedere alla compilazione sul portale SIDI del format per l’aggiornamento dei dati relativi alle somme giacenti con vincolo di destinazione (escluse le somme di provenienza dai Fondi Europei) rimaste inutilizzate.

Nell’ambito della procedura di rilevazione dei residui attivi e passivi, nonché delle economie esistenti nei bilanci delle scuole, relativi a finanziamenti di provenienza del Miur con vincolo di destinazione (escluse le somme di provenienza dai Fondi Europei), la nota 3 ottobre 2018 prot. n. 19679 comunica la necessità di un aggiornamento delle somme giacenti con vincolo di destinazione sui bilanci delle istituzioni scolastiche.

Il monitoraggio deriva dall’esigenza di poter disporre di un quadro aggiornato e dettagliato delle giacenze finanziarie delle singole istituzioni scolastiche, necessario a classificare la tipologia delle risorse finanziarie vincolate e non utilizzate.

La ricognizione di ulteriori tipologie di somme giacenti con vincolo di destinazione, inoltre, costituirà elemento informativo utile a consentire all'Amministrazione di porre in essere le opportune iniziative a sostegno delle istituzioni scolastiche autonome, anche in un’ottica di programmazione degli interventi.

Le istituzioni scolastiche sono invitate a metter in atto il processo di compilazione della rilevazione sul portale SIDI (Applicazioni SIDI / Rilevazioni / Rilevazioni Scuole / Rilevazione Risorse giacenti nel bilancio della scuola con vincolo di destinazione) e di validazione da parte del dirigente scolastico che, sotto la propria responsabilità, confermerà la veridicità dei dati medesimi. La rilevazione andrà effettuata entro il 19 ottobre. Sarà messo a disposizione un manuale di istruzioni di ausilio alla compilazione dei format.

I Revisori dei conti dovranno verificare, alla prima visita utile, la coerenza delle informazioni rese con quelle rinvenibili nei documenti amministrativo-contabili della scuola.

A supporto delle istituzioni scolastiche è stata messa a disposizione una funzione che dà la possibilità di visualizzare le informazioni inserite sotto forma di tabella riepilogativa delle risorse finanziarie inserite.


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Diritti di infanzia e adolescenza: intesa Miur-Agia

Siglato lo scorso 9 ottobre a Roma un Protocollo d’intesa tra il Miur e l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, per promuovere i diritti di infanzia e adolescenza, la diffusione della cultura della legalità e l’educazione a un uso consapevole del digitale e dei social.

Il Protocollo d’intesa siglato il 9 ottobre 2018 a Roma dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, prevede una pluralità di azioni:

  • diffondere la conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la cultura della mediazione;
  • promuovere la divulgazione nelle scuole della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;
  • migliorare l’attuazione delle “Linee guida per il diritto allo studio delle alunne e degli alunni fuori dalla famiglia di origine” e delle “Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio dei ragazzi adottati”,
  • realizzare iniziative di formazione dedicate per gli insegnanti;
  • promuovere la diffusione della cultura della legalità;
  • diffondere l’educazione a un uso consapevole del digitale e dei social.

L’intesa mette al centro il rapporto tra scuola e famiglia, per rilanciarlo e rafforzarlo nell’interesse dei ragazzi.

Come ha sottolineato Filomena Albano, “Mediazione, legalità, consapevolezza digitale, inclusione, prestazioni sociali rappresentano campi nei quali educazione e diritti si intersecano realizzando valori di portata universale”.


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Carta del docente: attribuzione somme residue

Con avviso pubblicato sul sito carta del docente il Miur segnala che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi agli anni scolastici 2016/17 e 2017/18. Solo per i residui riferiti all’a.s. 2016/17 gli importi disponibili possono essere utilizzati dai docenti e validati dagli esercenti entro e non oltre il 31 dicembre 2018.

Ciascun insegnante in possesso di una utenza SPID (chi ne è a tutt'oggi ancora sprovvisto può richiederla qui: Come richiedere SPID) può accedere al bonus dei 500 euro previsti per l’anno scolastico 2018/19.

Sono a disposizione anche le somme non spese e/o gli importi dei buoni non validati relativi all’anno scolastico 2016/17 e 2017/18. Ciascun insegnante può consultare la composizione del proprio borsellino elettronico attraverso la specifica funzione di “storico portafoglio”.

Ricordiamo che è possibile acquistare fra l'altro libri, riviste, ingressi nei musei, biglietti per eventi culturali, teatro e cinema o per iscriversi a corsi di laurea e master universitari, a corsi per attività di aggiornamento, svolti da enti qualificati o accreditati presso il Miur.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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