Scuola7 19 giugno 2017, n. 47

Scuola7

la settimana scolastica

19 giugno 2017, n. 47


In questo numero parliamo di:

Scuole d’estate? (R. Seccia)

Il "non bocciare" di don Lorenzo Milani (L. Rondanini)

Risorse articolo 9... (C. Brescianini - R. Fabrizio)

L’istruzione professionale: banco di prova dell’alternanza (D. Ciccone)

Reclutamento docenti da graduatorie idonei al concorso

Incarichi conferiti a personale esterno: verifica dei dati

Assegno nucleo familiare: la circolare MEF

Aggiornamento graduatorie ad esaurimento: operazioni annuali

Nuovi obblighi vaccinali: le istruzioni


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diScuole d'estate?
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Scuole d’estate?

Rosa SECCIA

Il dibattito di stagione sulle scuole aperte in estate

Ancora una volta, nei giorni scorsi, si sono accesi i riflettori sulla questione delle scuole aperte d’estate, affrontata fino ad oggi più con spot, slogan ed iniziative estemporanee che con interventi sostanziali, prescindendo da ventennali direttive ministeriali disattese e da ciò che realmente già accade in molte realtà scolastiche nel periodo giugno-luglio.

L’attuale Ministro dell’Istruzione, stando alle dichiarazioni riportate dalla stampa, sembra intenzionata a mettere a punto un piano in base al quale tenere aperte le scuole tutto l’anno, anche d’estate, principalmente come risposta ad un bisogno espresso da centinaia di genitori, che avrebbero chiesto il suo intervento in merito.

I tecnici del Ministero sarebbero già al lavoro, per redigere una proposta da presentare ufficialmente all’inizio del prossimo anno scolastico. Ed è bastato questo annuncio da parte della ministra Fedeli, per accendere discussioni e far emergere pareri contrastanti, perplessità e preoccupazioni da più fronti, sebbene per ragioni diverse.

Pareri ed esigenze contrastanti

Da una parte ci sono posizioni sindacali a salvaguardia dei docenti – in relazione ad un loro possibile impiego durante il periodo estivo – che riaprono, però, questioni concernenti la necessità di una complessiva revisione delle norme contrattuali, ormai cristallizzate da oltre un decennio, e su cui pure sembra si abbia intenzione di mettere, finalmente, mano.

Da altre parti si assiste alla preoccupazione che la scuola possa “snaturarsi” e che, rispetto ai suoi compiti istituzionali, possa perdere la prioritaria funzione “formativa”, per assumere un carattere prettamente “assistenziale”.

Sono timori legittimi, espressi anche da una parte di genitori stessi: coloro che fanno parte dell’Associazione italiana genitori (Age) hanno manifestato preoccupazione, nella persona della presidente Rosaria Danna, circa la possibilità che le scuole diventino dei “parcheggi”; mentre il Coordinamento Genitori Democratici ha puntato il dito sulla necessità di chiare “linee guida” su come e chi deve occuparsi degli studenti, onde evitare il rischio di una giungla di scuole aperte gestite da associazioni in convenzione, come già – secondo la presidente Angela Nava Mabretti – avviene in molti casi.

Le esperienze reali di scuole aperte d’estate  

Le intenzioni dell’inquilina di Viale Trastevere e le molteplici perplessità espresse da più parti devono, di certo, fare i conti con una realtà già esistente di scuole aperte nel periodo estivo su gran parte del territorio nazionale, sebbene essa sia caratterizzata da una disomogeneità sotto diversi punti di vista. Si tratta di esperienze gestite in piena autonomia dalle scuole stesse, sulla base delle opportunità finanziarie disponibili e tenendo conto di diverse tipologie di richieste sociali.

In linea di massima, le istituzioni scolastiche si avvalgono di fondi messi a disposizione dagli Enti Locali, grazie ai quali possono stipulare prevalentemente accordi e convenzioni con realtà associative del terzo settore operanti sul proprio territorio. Non di rado sono i Comuni, risorse economiche permettendo, a finanziare progettualità – se non addirittura ad organizzare in proprio specifiche iniziative – da realizzare nelle scuole tra giugno e luglio.

Anche le stesse Regioni possono destinare all’uopo fondi specifici: è il caso del Programma “Scuola Viva” proposto dalla Regione Campania, a valere sui fondi europei 2014/2020, i cui presupposti progettuali, pur se proiettati prioritariamente ad azioni precise[1], hanno mirato, con precisi vincoli, a far realizzare fino alla fine del mese di luglio i progetti autorizzati e finanziati nel corso del corrente anno scolastico, con possibilità di chiudere tutte le attività previste entro la prima metà di settembre prossimo.

Le risorse e i progetti del Miur per le aree a rischio   

Ma non mancano fonti finanziarie ministeriali finalizzate e ad esclusivo appannaggio accessorio del personale scolastico, da utilizzare per lo stesso scopo, come quelle rappresentate dalle misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica, relative all’art. 9 del CCNL Scuola 2006/2009 ancora vigente. Non a caso, da diversi anni il Ministero indirizza le scuole a realizzare tali percorsi nel periodo estivo, con la possibilità di protrarli nei primi mesi dell’anno scolastico successivo.

Anche in tal caso la finalità prioritaria non è esplicitamente l’apertura delle scuole d’estate, quanto piuttosto realizzare interventi formativi, significativamente innovativi, che mirino a prevenire e/o ridurre il complesso fenomeno della dispersione scolastica.

E in questa stessa direzione era stato imperniato anche il programma “La Scuola al Centro”, promosso dalla precedente Ministra dell’istruzione Stefania Giannini: «La Scuola è il centro – si legge nel comunicato stampa di presentazione del programma – che si apre agli studenti e alle loro famiglie, per essere abitata dai ragazzi oltre i tempi classici della didattica: il pomeriggio, il sabato, nei tempi di vacanza, in luglio e settembre, è una struttura che si deve aprire al quartiere, accogliendo tutti i cittadini e diventando spazio di comunità».

Scuole aperte d’estate, tra luci ed ombre

Appare evidente che il panorama attuale è molto variegato, prima di tutto in termini di esigenze diverse cui dare risposte adeguate.

Sono numerose, invero, le esperienze di scuole aperte nel periodo estivo, soprattutto nelle realtà di periferia e ad alto rischio sociale, che sono proiettate a sostenere situazioni di precarietà culturale e sociale, e a farsi carico di offrire a bambine/i, ragazze/i, spazi alternativi e particolarmente formativi. Si tratta di esperienze realizzate anche con l’ausilio delle migliori risorse presenti sul territorio, con cui fare rete e grazie alle quali si riesce ad ampliare gli stessi spazi fisici, facendo leva sulla valenza formativa delle cosiddette “aule decentrate” e superando, in una certa misura, anche i limiti strutturali di edifici scolastici poco adeguati ad accogliere attività in periodi di clima estivo.

Sono esperienze progettate e gestite dalle scuole in forza delle diverse tipologie di finanziamenti su descritti, che dovrebbero trovare prosecuzione anche in specifiche azioni, ancora non autorizzate, a valere sul PON “Per la Scuola – Competenze e ambienti di apprendimento” 2014/2020, volte alla riduzione del fallimento formativo precoce e della dispersione scolastica e formativa, tramite interventi di sostegno agli studenti caratterizzati da particolari fragilità, tra cui anche persone con disabilità.

C’erano una volta le colonie… e poi i centri estivi

A questo scenario di scuole che sono aperte d’estate (sebbene con tutte le difficoltà del caso per l’inadeguatezza delle strutture), per continuare ad accogliere e supportare chi rischia di disseminare solo briciole e di perdersi nell’intricato bosco di un contesto sociale sfavorevole, fatto anche di resistenze da parte degli stessi genitori, poco propensi ad accettare pure quest’opportunità, fa da contraltare anche la necessità di rispondere all’esigenza dei genitori lavoratori di assicurarsi un luogo in cui tenere i propri figli, salvo i limiti strutturali delle scuole stesse, che non possono essere ignorati o ritenuti irrilevanti.

Un tempo a questa esigenza si rispondeva con possibilità alternative alla scuola: si pensi alle colonie, ai campi estivi e a tutta una serie di modalità organizzative che permettevano ai minori anche di cambiare completamente contesti esperienziali.

Oggi si guarda alla scuola come luogo privilegiato per rispondere a tutte le esigenze possibili, a prescindere da ciò di cui tali esigenze avrebbero realmente bisogno per essere pienamente soddisfatte, sia in termini di risorse, adeguatezza delle strutture, personale ad hoc, etc., sia in relazione alla necessità di garantire in primis contesti adeguati, a salvaguardia del benessere psicofisico di bambine/i, ragazze/i.

Tra scuola ed extra-scuola: un filo da riannodare

Quando si parla di scuole aperte d’estate, restano sullo sfondo luci (poche) e ombre (molte), soprattutto in riferimento alla salvaguardia dell’identità di una Scuola in ogni sua forma organizzativa.

La ministra Fedeli ha affermato che «Non ci si può confondere parlando di scuola aperta d’estate, e chi lo fa conosce molto poco la scuola italiana. Non c’è solo l’anno scolastico, ci possono essere attività con associazioni o altri soggetti ma tutto questo non c’entra con la docenza. Quindi non ci saranno docenti in estate»: in un’ottica di comunità educante allargata al territorio potrebbe avere anche un senso, ma è necessario da un lato costruirne i reali presupposti, dall’altro non dare così per scontato che “la docenza” non ne possa essere coinvolta, se vista nella sua più ampia accezione di “mediazione”.

Il dibattito è ormai avviato, e cosa possano fare realmente le scuole d’estate dipende da una serie di innumerevoli variabili, tutte da ponderare con obiettività e serio investimento di risorse, mettendo da parte proclami e slogan.

Rosa Seccia

[1] V. D.D. n. 229 del 29/6/2016, pubblicato sul BURC n. 43 del 29/6/2016, con cui è stato approvato l’Avviso pubblico Programma “Scuola Viva”, da realizzare con il contributo del PO Campania FSE 2014-2020 - Obiettivo tematico 10 – Priorità d’investimento 10i – Obiettivo specifico 12 - Azione 10.1.1 “Interventi di sostegno agli studenti caratterizzati da particolari fragilità, tra cui anche persone con disabilità: azioni di tutoring e mentoring, attività di sostegno didattico e counselling, attività integrative, incluse quelle sportive, in orario extra scolastico, azioni rivolte alle famiglie di appartenenza” - Azione 10.1.5 “Stage (anche transnazionali), laboratori, metodologie di alternanza scuola lavoro per migliorare le transizioni istruzione/formazione/lavoro”. Azione 10.1.6 “Azioni di orientamento, di continuità e di sostegno alle scelte dei percorsi formativi”.

Il "non bocciare" di don Lorenzo Milani

Luciano RONDANINI

Agli svogliati basta dare uno scopo

Una delle critiche più frequenti mosse all'azione educativa di don Milani è quella di aver inaugurato una scuola permissiva e ideologicamente antiselettiva, enunciata nel titolo della prima parte di Lettera a una professoressa: "La scuola dell'obbligo non può bocciare".

Ma come si concilia questa polemica con il fatto che, contrariamente a quello che avveniva nella scuola statale, a Barbiana i ragazzi studiavano, dalla mattina alla sera, 365 giorni l'anno?

Il "non bocciare" di don Lorenzo significa una cosa apparentemente molto semplice: dare di più a chi parte con meno, valorizzando comunque il background culturale d'appartenenza.

Anche per questo a Barbiana non esisteva il libro di testo; al suo posto c'erano vocabolari per approfondire i problemi della lingua, della storia, della geografia, dell'astronomia, della trigonometria, delle lingue straniere...

Attorno ai tavoli, i ragazzi trattavano i temi legati alla realtà, discutevano dei problemi che scaturivano dalla lettura dei quotidiani, progettavano il miglioramento della vita dei parrocchiani, dando vita ad una forma di apprendimento costruttivo, scevro da noiosi nozionismi e inutili ripetizioni.

In altre parole, non si riempivano "vuoti con parole vuote". Come annota uno degli allievi del Priore, Edoardo Martinelli:

 “…la sfida più grande di Lorenzo maestro consisteva nello spostare l'attenzione dai saperi alla persona, dai programmi onnicomprensivi al bagaglio delle conoscenze necessarie e di partenza del ragazzo che doveva liberarsi dalle timidezze contadine. ... Il costruttivismo di Lorenzo è contemporaneo a quello di Bruner e d'altri pensatori che concordano sul fatto che il processo di crescita risiede nell'interiorizzare i modi di simbolizzazione dei linguaggi che esistono nella cultura di appartenenza.”

 (Martinelli, 2002)

La scuola ha un problema: i ragazzi che perde

Ma il "non bocciare" dei ragazzi di Barbiana andava oltre un'istanza di riscatto sociale delle classi emarginate. Si protendeva verso un orizzonte educativo nel quale i saperi non avevano a che fare con temi avulsi dalla realtà o con problemi "finti". Le conoscenze poste al centro dell'azione didattica del Priore si compenetravano con istanze legate alla vita della gente e alla costruzione di un personale progetto di vita. Per sostenere questa "rivoluzione" pedagogica, don Milani ricorre, com'è solito fare, ad un linguaggio metaforico, provocatorio, paradossale, che ricorda il suo testamento spirituale nel quale confessa di aver voluto più bene ai suoi ragazzi che a Dio.

Adele Corradi, la professoressa che dal 1963 al 1967 sposò la causa del Priore, afferma che leggendo il suo testamento

 “… si comprende che per don Lorenzo l'amore di Dio si potesse vedere solo attraverso l'amore per le sue creature.” (Corradi, 2017)

Lei stessa dice che

 “…l'incontro con la scuola di Barbiana e con don Milani ha scavato un solco   nella mia vita. Mi son vista come non mi ero mai vista. E non solo come insegnante, ma come persona.” (Corradi, 2012)

Per questo motivo, sosteneva don Milani, non si può amare tutti indistintamente, ma solo coloro con cui si è in relazione.

Scrive a Nadia Neri il 7 gennaio 1966, pochi mesi prima di morire:

 “…Si può amare una classe sola. Ma non si può nemmeno amare tutta una classe sociale se non potenzialmente. Di fatto si può amare solo un numero limitato, forse qualche decina forse qualche centinaio. E siccome l'esperienza ci dice che all'uomo è possibile solo questo, mi pare evidente che Dio non ci chiede di più.” (Gesualdi, 1970)

Si può allora ben capire l'amore sconfinato per i ragazzi che sono passati dalla sua scuola.

Bocciare è come sparare nel cespuglio

Alla luce di questo sentimento, si comprende l'amara ironia con cui don Milani affronta in quei difficili anni il tema della bocciatura.

 “…Bocciare è come sparare in un cespuglio. Forse era un ragazzo, forse una lepre. Si vedrà a comodo.” (LP)

Queste affermazioni vanno ricondotte alla durissima selezione che caratterizzava la scuola italiana negli Anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Scrivono i ragazzi di Barbiana:

 “…In seconda elementare Pierino era con tutti. In quinta è già in un gruppo  più limitato. Su 100 persone che incontra per strada 40 gli son già ‘inferiori’.  Dopo la licenza media gli ‘inferiori’ salgono a 90 su 100. Di loro e dei loro   problemi non si sa più nulla.” (LP)

Da qui la radicalità di don Milani a sostegno delle ragioni degli “scartati”. Solo un prete dedito totalmente al suo gregge poteva permettersi di dimostrare che a Barbiana non si perdevano "pezzi".

 “…Chi era senza basi, lento o svogliato si sentiva il preferito. Veniva accolto  come voi accogliete il primo della classe. Sembrava che la scuola fosse  tutta per lui.” (LP)

 Anzi, don Lorenzo ha voluto testimoniare che in molti casi "la pietra scartata dal costruttore è diventata la pietra d'angolo".

La lezione continua

L'intransigenza dell'insegnamento milaniano e l'irripetibilità della sua testimonianza hanno ancora molto da dire alla scuola di oggi. Partiamo dall'ennesima "provocazione" educativa.

 In Lettera a una professoressa, i ragazzi scrivono:

 “…perché il sogno dell'uguaglianza non resti un sogno, vi proponiamo tre riforme:

  1. Non bocciare
  2. A quelli che sembrano cretini dagli la scuola a tempo pieno
  3. Agli svogliati basta dargli uno scopo.” (LP)

Sul senso del "non bocciare", si può aggiungere a quanto sottolineato in precedenza che a Barbiana ognuno poteva accrescere le proprie propensioni. Il contrario della bocciatura non è la promozione, ma la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno. Non si entra nel regno dei cieli per diritto (come pretendevano gli scribi e i farisei), ma con la "violenza", cioè lottando per impadronirsene.

Il tempo per crescere insieme

La crescita integrale di un ragazzo, però, richiede un tempo educativo che la scuola statale italiana nel Dopoguerra non offriva. Per questo, i ragazzi di Barbiana sostengono la necessità del tempo pieno come orizzonte per promuovere quelle che oggi chiamiamo competenze di cittadinanza: progettare, collaborare, partecipare, comunicare, individuare collegamenti, interpretare l'informazione, ... ; un tempo-scuola, dunque, in grado di rispondere ad una molteplicità di bisogni educativi e di esperienze didattiche difficilmente proponibili in un arco di poche ore settimanali.

Ma il significato ancora attualissimo della lezione di don Milani è che bisogna crescere insieme, perché, come sostengono i suoi ragazzi, il mio problema è il nostro problema, anche se i "lenti" e gli "svogliati", qualche volta, "viene la voglia di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati". (LP)

Sottolinea Eraldo Affinati che a Barbiana si aspettavano i ritardatari, come se si avesse di fronte una montagna da scalare.

 “…Il maestro è la guida. Gli alunni lo seguono. Ma se la vetta non viene  conquistata, il voto dobbiamo metterlo anche al capo carovana.”   (Affinati, 2016)

Siamo arrivati così ai temi attuali del successo formativo, della dispersione scolastica, della valutazione personalizzata, dell'innovazione educativa, dell'apprendimento reciproco, della didattica laboratoriale, dell'alternanza scuola-lavoro, dell'importanza dello studio delle lingue straniere...

Anche per questo, come ha affermato don Bensi, don Lorenzo è più per domani che per oggi!

Luciano Rondanini

Bibliografia

Affinati E. (2017), L'uomo del futuro, Oscar Mondadori, Milano.

Corradi A. (2012), Non so se don Lorenzo, Feltrinelli, Milano.

Corradi A. (2017), R2 Cultura, in “la Repubblica”, 21 aprile 2017.

Gesualdi M. (a cura di) (1970), Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana, Arnoldo Mondadori, Milano.

Martinelli E. (2002), Pedagogia dell'aderenza, Polaris, Firenze.

Reclutamento docenti da graduatorie idonei al concorso

Già a partire dalle immissioni in ruolo dal 1° settembre 2017 sarà possibile attingere, in caso di necessità, dagli elenchi dei candidati che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dai bandi del 2016, in deroga al limite del 10 per cento. Gli UU.SS.RR. sono invitati a pubblicare tali elenchi graduati secondo il merito.

Il D.Lgs. n. 59/2017 statuisce (art. 17, comma 2, lettera a) che il 50 per cento dei posti di docente vacanti e disponibili nelle scuole secondarie è coperto annualmente mediante  scorrimento  delle graduatorie di merito delle procedure concorsuali.

La norma conferisce all’Amministrazione, nel caso in cui  dovesse concretizzarsi l’interesse pubblico alla copertura annuale dei posti ancora vacanti e disponibili nelle scuole secondarie, il potere eccezionale di disporre l’estensione delle graduatorie di merito attingendo, mediante scorrimento, dagli elenchi dei candidati che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dai bandi del 2016, anche in deroga, quindi, al limite percentuale del 10 per cento, previsto dalla vigente normativa.

Tale disposizione troverà applicazione già a partire dalle nomine a tempo indeterminato che saranno conferite con decorrenza 1° settembre 2017. Pertanto con nota 8 giugno 2017 prot. n. 26145, gli UU.SS.RR. sono invitati a provvedere, con la dovuta urgenza, alla pubblicazione degli elenchi, graduati secondo il merito, di tutti i candidati che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto. I predetti elenchi dovranno essere pubblicati in relazione ad ogni graduatoria di merito, ivi comprese quelle redatte nel caso di concorsi multiregionali.


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Incarichi conferiti a personale esterno: verifica dei dati

Entro il 23 giugno le pubbliche amministrazioni verificano i dati comunicati a Perla PA sugli incarichi conferiti a dipendenti e a collaboratori esterni, per gli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs n. 33/2013. Le istituzioni scolastiche, attualmente inserite nel portale quali Unità di Inserimento degli UU.SS.RR., saranno trasformate in Pubbliche Amministrazioni autonome.

Dal 23 giugno il Dipartimento della Funzione pubblica, titolare della banca dati Perla PA, renderà pubblici i dati relativi agli incarichi conferiti a dipendenti e a collaboratori esterni, come comunicati dalle pubbliche amministrazioni, e corrispondenti agli obblighi di pubblicazione previsti dal d.lgs n. 33/2013 (art. 9-bis).

Pertanto con lettera circolare 18 maggio 2017 n. 1 le pubbliche amministrazioni sono invitate a verificare la completezza e la correttezza dei dati già comunicati alle pubbliche amministrazioni titolari delle banche dati (e quindi anche Perla PA) e, ove  necessario, trasmettono i dati mancanti o aggiornati.

A tal fine, le amministrazioni possono utilizzare la funzionalità denominata “Sblocco dichiarazioni” presente nella banca dati Perla PA, che consente a tutti i soggetti registrati di modificare, aggiornare o effettuare nuovi inserimenti di dati relativi agli incarichi interni ed esterni conferiti.

Con nota 1 giugno 2017 prot. n. 25195 il Miur informa che il Dipartimento della FP ha comunicato la necessità di procedere alla trasformazione delle singole Istituzioni scolastiche, attualmente inserite nel portale quali Unità di Inserimento (UI) degli UUSSRR, in Pubbliche Amministrazioni autonome (PA), con l’esclusione di quelle presenti nelle Regioni Campania e Piemonte perché, sulla base di precedenti accordi, risultano essere già PA autonome, anche se queste ultime dovranno comunque procedere alla verifica dei relativi dati anagrafici e degli incarichi inseriti. La suddetta nota illustra le fasi della procedura.

Per l’attività di verifica e aggiornamento a cura degli UU.SS.RR. sono in via di diretta trasmissione delle istruzioni e un report, aggiornato al 18 maggio scorso, nel quale sono elencate le UI di rispettiva competenza regionale. Sul sito www.perlapa.gov.it nel menu sono indicati i Contatti nonché le Faq di riferimento.


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Assegno nucleo familiare: la circolare MEF

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha trasmesso le tabelle, già diramate dall'Inps, contenenti i nuovi livelli reddituali rivalutati a decorrere dal 1° luglio 2017, unitamente al modello di domanda per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare.

La normativa vigente in materia di assegno per il nucleo familiare prevede la rivalutazione annua dei livelli di reddito familiare e delle relative maggiorazioni in misura pari alla variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente.

La suddetta variazione percentuale rilevata dall'ISTAT, da considerare ai fini della rivalutazione dal 1° luglio 2017, è risultata pari a - 0,1 per cento.

Siccome con riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali e ai parametri ad esse connessi, la percentuale di adeguamento non può essere inferiore a zero (art. 1, co. 287, legge 28 dicembre 2015, n. 208), per l'anno 2017 restano fermi i livelli reddituali contenuti nelle tabelle relative all'anno 2016, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2017 al 30 giugno 2018, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

L'Inps, con circolare 18 maggio 2017 n. 87 , ha già diramato le tabelle, che ora il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con circolare 14 giugno 2017 n. 22 ritrasmette, unitamente alla modulistica per la richiesta dell'assegno.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
  • scegli il prodotto/servizio che desideri acquistare;
  • inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del prodotto/servizio che vuoi acquistare;
  • il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo a noi per ottenere il prodotto/servizio desiderato.

Risorse articolo 9...

fra accoglienza, integrazione e prevenzione della dispersione

Chiara BRESCIANINI
Rita FABRIZIO

C.C.N.L. comparto scuola – Art. 9 – misure incentivanti per aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e contro la dispersione scolastica – Ipotesi Contratto Collettivo Integrativo Nazionale sui criteri e parametri di attribuzione delle risorse per i progetti delle scuole collocate in aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e contro la dispersione scolastica per l’a.s.2016/2017

Alunni con cittadinanza non italiana

Nel Notiziario “Gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano a.s. 2015/2016” di marzo 2017[1], elaborato dall’Ufficio “Statistica e Studi” del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, si evidenzia che nell’a.s. 2015/2016 gli studenti iscritti alle scuole italiane sono 8.826.893, di cui 814.851 alunni stranieri, con la distribuzione territoriale e per ordine scolastico riportata nella tab. 1.

Tabella 1 - Alunni con cittadinanza non italiana per regione e ordine scolastico (valori assoluti e composizione percentuale) a.s. 2015/2016

La regione in cui gli studenti stranieri più incidono nel contesto scolastico locale è l’Emilia Romagna, dove ammonta a quasi il 16% il numero degli studenti privi di cittadinanza italiana. Segue la Lombardia con il 14,5%, al terzo e al quarto posto si collocano l’Umbria (13,8%) e la Toscana (13,1%), seguite dal Veneto (12,9%), dal Piemonte (12,9%) e dalla Liguria (12,0%). Da notare il cambiamento di collocazione della regione Lazio: mentre nella graduatoria regionale rispetto alla presenza in valore assoluto si colloca al quarto posto (9,5%), quando si considera la l’incidenza degli studenti stranieri sulla corrispondente popolazione scolastica, la regione scivola all’undicesimo posto (9,3%). I dati, dunque, non vanno letti solo in termini assoluti, ma posti in relazione al contesto demografico. In questo senso si parla spesso di “accoglienza diffusa” dei migranti.

Riferimenti contrattuali articolo 9 (C.C.N.L. 2006-2009)

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2006-2009, attualmente vigente, in continuità con il CCNL 2002-2006, conferma la gestione delle risorse per le aree a rischio in riferimento all’articolo 9, sia per ciò che concerne le azioni delle scuole, sia per il ruolo svolto dalle Direzioni Generali per l’assegnazione delle risorse ripartite dal Miur, specificando la cadenza annuale della specifica Contrattazione Integrativa Regionale in riferimento all’art. 4 comma 3 del CCNL.

In data 24 giugno 2016 è stata sottoscritta tra la delegazione di Parte Pubblica e la delegazione di Parte Sindacale, l’Ipotesi di Contratto Collettivo Integrativo Nazionale - comparto scuola, finalizzata a stabilire i criteri e i parametri di attribuzione delle risorse alle scuole per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e per contrastare la dispersione scolastica e l’emarginazione sociale, di cui all’art. 9 del vigente C.C.N.L. 2006/2009.

L’art. 7 “Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica” dell’Ipotesi di Contrattazione Collettiva Integrativa Nazionale del Comparto Scuola stabilisce che, nell’anno scolastico 2016/2017, la quota disponibile per la retribuzione delle misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica è pari a € 23.870.000,00, di cui 18.458.933,00 sono distribuiti tra gli Uffici Scolastici Regionali sulla base dei criteri e dei parametri di tipo sociale, economico, sanitario, culturale, nonché sulla base di altri indicatori, tra i quali quelli relativi alla dispersione scolastica ed agli alunni stranieri, già determinati nelle precedenti contrattazioni.

La quota aggiuntiva, pari ad euro 5.411.069,00, è stata destinata ai progetti delle istituzioni scolastiche di alcune regioni che, a seguito di un aggiornamento quantitativo dei criteri e dei parametri sopra citati, hanno rilevato un incremento dell’indice percentuale dei predetti parametri. La distribuzione è stata effettuata in misura proporzionale all’incremento del sopra indicato indice percentuale.

Le risorse dell’ultimo triennio (2014-17)

Le risorse per l’art. 9 del C.C.N.L. comparto scuola 2006/2009 sono rimaste costanti nel corso del triennio 2014-17, con un consolidamento del dato storico.

Si riporta in tabella in sintesi la ripartizione delle stesse per regione, in riferimento alle annuali assegnazioni ministeriali.

A.s. 2014/2015

A.s. 2015/2016

A.s. 2016/2017

CCNI del 16.9.2014

art.7 comma 2

CCNI del 2.2.2017

art.7 comma 2

Ipotesi CCNI del 24.6.2016

art.7 comma 2

Ipotesi CCNI del 24.6.2016

art.7 comma 3

ABRUZZO

€ 422.709,57

€ 422.709,57

€ 422.709,57

BASILICATA

€ 341.490,26

€ 341.490,26

€ 341.490,26

CALABRIA

€ 1.068.772,22

€ 1.068.772,22

€ 1.068.772,22

CAMPANIA

€ 3.043.878,06

€ 3.043.878,06

€ 3.043.878,06

EMILIA-ROMAGNA

€ 1.054.005,07

€ 1.054.005,07

€ 1.054.005,07

€ 456.145,39

FRIULI-VENEZIA G

€ 263.962,74

€ 263.962,74

€ 263.962,74

€ 111.425,10

LAZIO

€ 1.127.840,81

€ 1.127.840,81

€ 1.127.840,81

€ 1.048.090,13

LIGURIA

€ 339.644,37

€ 339.644,37

€ 339.644,37

€ 369.094,43

LOMBARDIA

€ 2.194.767,13

€ 2.194.767,13

€ 2.194.767,13

€ 1.149.068,58

MARCHE

€ 444.860,29

€ 444.860,29

€ 444.860,29

€ 45.266,05

MOLISE

€ 119.983,06

€ 119.983,06

€ 119.983,06

PIEMONTE

€ 928.484,33

€ 928.484,33

€ 928.484,33

€ 504.893,50

PUGLIA

€ 1.842.201,51

€ 1.842.201,51

€ 1.842.201,51

SARDEGNA

€ 638.679,08

€ 638.679,08

€ 638.679,08

SICILIA

€ 2.501.185,42

€ 2.501.185,42

€ 2.501.185,42

TOSCANA

€ 753.124,47

€ 753.124,47

€ 753.124,47

€ 1.159.514,32

UMBRIA

€ 252.887,38

€ 252.887,38

€ 252.887,38

VENETO

€ 1.120.457,23

€ 1.120.457,23

€ 1.120.457,23

€ 567.570,07

€ 18.458.933,00

€ 18.458.933,00

€ 18.458.933,00

€ 5.411.067,51

€ 23.870.000,51

La piattaforma www.areearischio.it

Fino all’a.s. 2014/2015 ciascun Ufficio Scolastico Regionale ha declinato internamente le modalità per:

  • ripartire le risorse in sede di contrattazione integrativa;
  • raccogliere le progettualità/azioni delle scuole;
  • monitorare i percorsi realizzati, in raccordo con quanto richiesto e previsto dal Miur.

Dall’a.s. 2015/2016, al fine di unificare e semplificare la fase della raccolta delle progettazioni da parte degli Uffici Scolastici Regionali, nonché monitorare e valutare gli esiti delle attività, l’Amministrazione Centrale ha attivato una piattaforma nazionale, raggiungibile all’indirizzo www.areearischio.it.

Le Istituzioni scolastiche dovranno collegarsi al portale e seguire le istruzioni per l’inserimento dei progetti. Sarà compito degli Uffici Scolastici Regionali e/o delle commissioni regionali approvare, con un’apposita funzione del portale, i progetti definitivamente finanziati, riportando per ciascuno di essi l’importo corrispondente.

La nota della Direzione Generale dello Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del 26 febbraio 2016, n. 1598 ha fornito indicazioni in relazione alle procedure: “Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica” a.s. 2015/2016.

La nota della Direzione Generale dello Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del 28 aprile 2017, n. 2229 ha riepilogato le procedure relative a “Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica” a.s. 2016/2017.

Tempistica di assegnazione e modalità di progettazione da rivedere

Si conferma che, vista la matrice contrattuale delle risorse per le aree a rischio e per il forte flusso migratorio, e valutato il fatto che le scuole necessitano di queste risorse per la realizzazione di attività di integrazione degli alunni stranieri/migranti, è auspicabile che nel futuro contratto nazionale di lavoro si definisca un meccanismo fisso, continuativo, certo e snello, al fine di attribuire tempestivamente le risorse, evitando l’alimentarsi di un progettazione fine a sé stessa, ma correlandola alla fattiva disponibilità di risorse.

È auspicabile una programmazione temporale delle procedure in linea con i tempi dell’anno scolastico; infatti l’iter per l’attribuzione delle risorse prevede diversi step:

  • ipotesi di Contratto Collettivo Integrativo Nazionale - comparto scuola, sottoscrizione e conseguente attribuzione delle risorse agli UU.SS.RR;
  • avvio della Contrattazione Collettiva Integrativa Regionale e definizione dei parametri e criteri a livello regionale, nelle more della procedura di certificazione del Contratto Collettivo Integrato Nazionale;
  • comunicazione alle scuole da parte degli UU.SS.RR per raccogliere i progetti;
  • invio dei progetti da parte delle scuole, dallo scorso anno inserimento in piattaforma http://www.areearischio.it;
  • approvazione dei progetti e attribuzione dei finanziamenti da parte degli UU.SS.RR. e/o Commissioni regionali;
  • comunicazione dei progetti finanziati ed inizio delle attività.

Anche per il corrente anno scolastico la procedura si è avviata ad anno ampiamente iniziato, mentre le risorse, che si confermano cospicue, necessitano di una migliore programmazione da parte delle scuole, anche al fine di monitorare l’effettivo utilizzo e le azioni progettuali realizzate.

Chiara Brescianini e Rita Fabrizio

[1] http://www.istruzione.it/allegati/2017/Notiziario_alunni_Stranieri_nel%20sistema_scolastico_italiano_15_16.pdf

L’istruzione professionale: banco di prova dell’alternanza

Domenico CICCONE

Il professionale, una scuola “cerniera”

Con il recente D.Lgs. 61/2017, gli istituti professionali cambiano pelle. Una riforma tanto attesa quanto necessaria che, in alcuni passaggi, avrebbe potuto essere più coraggiosa e risolutiva. Non per questo essa manca di mordente e di novità interessanti. In particolare, si nota la rafforzata funzione dell'alternanza scuola-lavoro, intesa esplicitamente come metodologia che favorisce la costruzione di competenze generali e di settore, ma anche idea forte che ispira e sorregge l'intero impianto.

I percorsi di istruzione professionale, infatti, sono destinati a svolgere una "funzione di cerniera" tra i sistemi di istruzione, formazione e lavoro, e in tale finalità istituzionale potrà essere rinvenuta una delle loro specificità che, negli ultimi decenni, ha patito molteplici affanni. Non ultime, la sovrapposizione di alcuni indirizzi con quelli degli istituti tecnici, la perdita progressiva di identità, causa la frammentazione e la eccessiva presenza di opzioni e curvature (specie nell'articolazione Industria), la scarsa coerenza dei percorsi, anche in termini di curricolo obbligatorio, difficilmente modificabile senza rischiare di stravolgerlo.  

L’alternanza per far incontrare saperi e vita reale

Ponendosi ambiziosamente come scuola che vuole diventare un poderoso raccordo istituzionale, per riconnettere i saperi insegnati in contesto formale con quelli sottesi alla tecnologia, all'erogazione di servizi, alla tutela dei prodotti e delle tradizioni del Made in Italy, la nuova istruzione professionale deve necessariamente dotarsi di un altrettanto vigoroso modello di alternanza scuola-lavoro, che superi e rimodelli le esperienze poco convincenti e rafforzi le buone e significative pratiche che, fortunatamente, non sono del tutto mancate.

L’alternanza scuola-lavoro ribalta il modello di sviluppo della persona fondato esclusivamente sulle conoscenze, superando la logica della scuola come unico luogo significativo dell'apprendimento formale e affidando, in maniera importante sul piano quantitativo e qualitativo, una notevole parte di apprendimenti e di costruzione delle competenze all'area dell'impresa e, quindi, alla vita reale nella società civile.

In queste ultime dimensioni i discenti devono mettere in campo tutte le proprie qualità per raggiungere i risultati concreti che, specialmente nelle aziende, occorrerebbe assicurare come rendimento lavorativo se si lavorasse realmente; peraltro, nel caso della vita reale, tali qualità sorreggono anche l'esercizio della cittadinanza attiva. Questa funzione complessa che mobilita tutte le risorse, in termini di conoscenze, abilità e attitudini personali, per risolvere compiti, problemi oppure specifiche richieste del contesto in cui si opera, è generalmente definita competenza.

La “vera” scuola delle competenze

Così intesa, la nozione di competenza si colloca come processo di acquisizione continuo che si sedimenta nella persona in risposta a sempre nuove e mutevoli richieste dell'ambito sociale e operativo. La riforma dei nuovi professionali, nell'intendere correttamente la competenza come caratteristica peculiare della persona, adotta modelli organizzativi ed assetti didattici che mirano alla personalizzazione dell'apprendimento, puntando verso l'indispensabile connessione tra i saperi della scuola, delle persone che la frequentano e dei variegati contesti nei quali operano.

La personalizzazione dell'apprendimento, che nel biennio può avvalersi di una quota curricolare fino al 12,5% (264 h), vira, a livello didattico, verso un modello di istruzione professionale che, data la multiforme e cangiante realtà produttiva, tecnologica, commerciale, creativa e multimediale, non può fare a meno di valorizzare ulteriormente il discente e la sua unica ed irripetibile dotazione di idee, conoscenze, abilità ed attitudini. Gli istituti professionali  "apparato", nei quali erano quasi relegate intere schiere di giovani, più intenti al sapere da cogliere e sedimentare attraverso "il fare e le mani" e per questo considerati quasi una sorta di "truppa minore" nel sistema scolastico italiano, tentano oggi un rilancio possibile che, dirigendo quasi esclusivamente sulla costruzione delle competenze dei giovani, non può fare a meno di tenere in costante connessione i modelli di apprendimento formali con quelli da sempre testati e sperimentati nelle realtà lavorative e sociali.

Superare le criticità dell’alternanza

Le problematiche per affermare un diverso modello di apprendimento sono state già ampiamente collaudate nelle prime due annualità di applicazione della L. 107/15, che hanno consentito un primo approccio all'alternanza nei licei (200 h) ed un rafforzamento (400 h) negli istituti tecnici oltreché nei professionali dell'ordinamento vigente.

Per favorire il rilancio e, si spera, la rinascita dei nuovi istituti professionali, anche mediante l'utilizzo robusto, a partire dalla seconda classe del biennio, della metodologia dell'alternanza scuola-lavoro (ASL), è però indispensabile tenere presenti alcune criticità che vanno affrontate e risolte in fretta ed efficacemente:

  • evitare di affidarsi a "professionisti" dell'alternanza. Molte agenzie, velocemente riconvertite, offrono, a titolo oneroso, percorsi "posticci" di ASL realizzati "a pacchetto", talvolta presso le stesse scuole che li commissionano, senza che gli studenti mettano piede in un'azienda;
  • alcune scuole faticano a intessere reti ed alleanze sui territori per i più svariati motivi: mancano aziende disponibili oppure esse non hanno interesse a realizzare convenzioni di ASL; esistono aziende che reclamano un corrispettivo economico alle loro "prestazioni", in termini di pagamento orario al tutor aziendale; ci sono aziende dove traspare una disponibilità ad ospitare percorsi di ASL che suppone erroneamente l'utilizzo di manodopera a costo zero benché non qualificata;
  • gli Enti e le Associazioni non sempre condividono l'idea di doversi riconnettere con la scuola, vanificando così il mandato costituzionale che impegna l'intera società civile alla crescita ed allo sviluppo della nazione. 

Un sostegno alle aziende accoglienti

L'alternanza scuola-lavoro, pur restando una metodologia didattica di efficacia indiscussa, beneficerebbe enormemente di un sistema di incentivi alle aziende ospitanti che mettono a disposizione il loro know-how, sottoscrivendo la Convenzione con la scuola proponente ed il Patto Formativo con i singoli studenti.

Quanto finora fatto in questa direzione è stato molto poco, e non sempre ha risposto ai bisogni delle scuole e delle imprese. Il rischio di penalizzare ancora una volta gli studenti delle aree depresse, dove le aziende sono poche e messe male, rimane più che reale.

Occorre, quindi, sostenere gli imprenditori che si attivano per dare risposte adeguate e convincenti ai bisogni di apprendimento dei giovani sorreggendo, soprattutto, gli istituti professionali, che finora sono l'anello debole dell'istruzione secondaria di II grado.

Domenico Ciccone

Aggiornamento graduatorie ad esaurimento: operazioni annuali

Emanato il decreto che disciplina le operazioni annuali relative all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo. Il provvedimento reca indicazioni per l’adeguamento alle nuove classi di concorso e norme specifiche per i docenti abilitati in altri Stati membri dell’UE.

Con nota 13 giugno 2017 prot. n. 26666 il Miur ha trasmesso il decreto 12 giugno 2017 prot. n. 400, che disciplina, con effetto dall'a.s. 2017/18, le consuete operazioni annuali relative all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo.

È fissato all’8 luglio il termine entro il quale:

  • i docenti già iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento, in attesa del conseguimento del titolo, devono conseguire l'abilitazione ai fini dello scioglimento della riserva per l'a.s. 2017/18. A tal fine, i docenti interessati dovranno compilare il modello 2;
  • i docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento devono possedere i requisiti per beneficiare della riserva dei posti. A tal fine i docenti interessati dovranno compilare il modello 3;
  • i docenti già iscritti nelle graduatorie ad esaurimento devono conseguire il titolo di specializzazione sul sostegno. Entro lo stesso termine possono essere dichiarati i titoli di specializzazione all'insegnamento relativi ai metodi didattici differenziati ai fini dell'inclusione nei relativi elenchi. A tal fine i docenti interessati dovranno compilare il modello 4.

Le domande, corredate delle relative dichiarazioni sostitutive di certificazione, dovranno essere presentate dal 20 giugno all’8 luglio, esclusivamente con modalità web nell'apposita sezione "Istanze on line".

Gli aspiranti presenti nelle graduatorie ad esaurimento della scuola secondaria di primo e secondo grado figureranno a decorrere dall'a.s. 2017/18 nelle graduatorie corrispondenti alla classe di concorso istituita con il D.P.R. 14 febbraio 2016, n. 19 con i punteggi, nonché i titoli di preferenza e precedenza, posseduti alla data dell'ultimo aggiornamento avvenuto per il triennio 2014-2017

Ai docenti già iscritti a pieno titolo in graduatoria, che siano in possesso di abilitazione conseguita in uno dei Paesi dell'Unione Europea e formalmente riconosciuta con decreto di equipollenza dal M.I.U.R., è rideterminato, previa domanda da presentarsi secondo le suddette modalità e termini, il punteggio già conseguito per il titolo di accesso, ai sensi del punto A4 della vigente tabella di valutazione dei titoli di III fascia delle graduatorie ad esaurimento. A tal fine, dal Decreto ministeriale di riconoscimento dell'equipollenza, deve risultare che il percorso formativo che ha portato al conseguimento del titolo sia stato analogo ai corsi di cui al richiamato punto A4 della tabella di valutazione deli titoli.


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Nuovi obblighi vaccinali: le istruzioni

Il Ministero della Salute ha fornito le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n. 73/2017, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”. In particolare le istruzioni riportano la documentazione che i dirigenti scolastici sono tenuti a richiedere, la tempistica e le disposizioni transitorie per il prossimo anno scolastico.

Il provvedimento dispone che dodici vaccinazioni siano obbligatorie e gratuite per i minori di età compresa tra zero e sedici anni (ovvero 16 anni e 364 giorni). In particolare estende il novero delle vaccinazioni obbligatorie attualmente previste, includendo tra le stesse l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b, l’anti-meningococcica B, l’anti-meningococcica C, l’anti-morbillo, l’anti-rosolia, l’anti-parotite, l’anti-varicella, in ragione della loro elevata contagiosità.

Con lettera circolare 10 giugno 2017 il Ministero della Salute trasmette lo schema degli obblighi vaccinali, in relazione all’anno di nascita:

Anno / Vaccinazione
2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 ->
anti-poliomielitica X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-difterica X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-tetanica X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-epatite B X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-pertosse X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-Haemophilus tipo b (1) X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-meningococcica B















X
anti-meningococcica C










X X X X X X
anti-morbillo X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-rosolia X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-parotite X X X X X X X X X X X X X X X X X
anti-varicella















X

L’obbligo riguarda anche i richiami vaccinali. L’obbligo vaccinale riguarda altresì i minori stranieri non accompagnati.

Il minore è esonerato dall’obbligo di vaccinazione in caso di immunizzazione a seguito di malattia naturale documentata. La vaccinazione anti-tetanica è obbligatoria anche nel caso di pregressa malattia naturale in quanto l’avere contratto il tetano non garantisce immunità permanente. Le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell’individuo, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate.

Ciascuna ASL, qualora venga accertato che un minore di età compresa tra zero e sedici anni non sia stato sottoposto alle vaccinazioni obbligatorie, contatta i genitori esercenti la responsabilità genitoriale e i tutori, rivolgendo loro un invito scritto alla vaccinazione. Nel caso in cui non rispondano all’invito, i genitori vengono convocati, con raccomandata AR, per un colloquio. Nell’ipotesi in cui  non si presentino al colloquio ovvero, all’esito dell’interlocuzione, non facciano somministrare il vaccino al figlio minore, l’ASL contesta loro formalmente l’inadempimento dell’obbligo vaccinale, con l’avvertimento che ove non provvedano a far somministrare al minore il vaccino o la prima dose del ciclo vaccinale entro il termine fissato dall’ASL medesima, sarà loro comminata la sanzione amministrativa da 500 a 7500 euro. In caso di accertato inadempimento dell’obbligo vaccinale, decorso il termine indicato nell’atto di contestazione, la ASL provvede a segnalare l’inadempimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, per gli eventuali adempimenti di competenza.

Dal 14 giugno il Ministero della Salute attiva un numero di pubblica utilità (1500), al quale risponderanno medici esperti per fornire ai cittadini informazioni e risposte in merito alle novità introdotte dal decreto-legge. Il numero sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 16.

 

Adempimenti a carico delle scuole

Il Ministero della Salute, grazie ad un accordo con il Miur, sosterrà iniziative di formazione del personale docente ed educativo, nonché di educazione degli alunni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori.

I dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all’atto dell’iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni, a richiedere ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori:

  • la presentazione di idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie: copia del libretto delle vaccinazioni vidimato o attestazione avente data certa rilasciata dal competente servizio della ASL riportante l’elenco delle vaccinazioni effettuate; ovvero
  • l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni; ovvero
  • la presentazione di formale richiesta di vaccinazione all’ASLe territorialmente competente con attestazione avente data certa di avvenuta ricezione della stessa da parte del competente servizio della ASL.

La documentazione dev’essere presentata entro il termine di scadenza per l’iscrizione. La presentazione della documentazione costituisce requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie.

Il libretto vaccinale può essere sostituito da c.d. autodichiarazione; in tal caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà comunque essere prodotta entro il 10 luglio di ciascun anno.

La mancata presentazione della documentazione nel termine di scadenza per l’iscrizione, ovvero, nel caso in cui sia presentata la c.d. autodichiarazione, entro il 10 luglio di ogni anno è segnalata, entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici alla ASL territorialmente competente, che avvierà la procedura prevista per il recupero dell’inadempimento.

I minori non vaccinabili per ragioni di salute, che sarebbero esposti ad un rischio non trascurabile se i loro compagni di classe non fossero vaccinati, sono inseriti in classi nelle quali sono presenti soltanto minori vaccinati o immunizzati. I dirigenti scolastici comunicheranno alla ASL, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

Per l’a.s. 2017/18 la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse o la prenotazione di appuntamento per l’effettuazione della vaccinazione presso la ASL territorialmente competente, dovrà essere presentata entro il 10 settembre 2017.

Nel caso in cui la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie venga sostituita dalla c.d. autocertificazione, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie dovrà essere presentata entro il 10 marzo 2018.


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Summer School Ischia 2017

Una scuola per le competenze nel sistema, nell’organizzazione, nelle professionalità

Dal 23 al 25 luglio il mondo della scuola sarà protagonista della Summer School Ischia 2017, l’appuntamento annuale che Tecnodid dedica alla formazione e all’approfondimento dei temi di maggiore attualità.

Attraverso quattro sessioni di lavoro, in cui si alterneranno relazioni, workshop e question time, faremo il punto sugli scenari attuali, per poi addentrarci in concetti chiave, quali: competenze, alternanza, curricolo verticale, valutazione, miglioramento, rendicontazione. Quindi rivolgeremo uno sguardo alle novità in vista, alla luce delle deleghe attuative della legge 107/2015. Infine tireremo le somme cercando di dare risposta alle questioni che emergeranno.

Relatori: Sergio Auriemma, Alberto Bottino, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Paolo Mazzoli, Alan Pona, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mario Sironi, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rossella Stornaiuolo.

Interviene Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

 

Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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