Scuola7 20 maggio 2019, n. 137

Scuola7

la settimana scolastica

20 maggio 2019, n. 137


In questo numero parliamo di:



Concorso nella scuola dell'infanzia e primaria (A. Bottino)

Concorso a DS: l’ultimo round tra dossi e cunette (M. Spinosi)

L’incidente “probatorio” di Palermo (M. Muraglia)

RAV infanzia: oplà! (G. Cerini, C. Mion, G. Zunino)

Libri di testo a.s. 2019/20: prezzi di copertina

Esame di Stato per progetti EsaBac

Esame di Stato classi sperimentali

Istruzione degli adulti: iscrizioni a.s. 2019/20

CPIA: Patto Formativo Individuale

Ammissione al corso di laurea in Scienze della formazione primaria


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diDa grande voglio fare la maestra...
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20 maggio 2019

__TESTATA__

n. 137

Concorso nella scuola dell’infanzia e primaria

Alberto BOTTINO

Si riavvia la macchina dei concorsi ordinari

Sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 105 del 7 maggio 2019 è stato pubblicato il decreto ministeriale n. 327 del 9.4.2019, con il quale si dettano le disposizioni generali per l’indizione dei concorsi ordinari per l'insegnamento nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria per posti comuni e di sostegno.

Il decreto è stato redatto nel rispetto di quanto contenuto nel decreto legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con  modifiche ed integrazioni dalla legge n. 96 del 9.8.2018, in cui all’art. 4 comma 1-quater, lettera c)  si dispone che i concorsi ordinari per titoli ed esami siano banditi con cadenza biennale.

I posti disponibili per le varie tipologie di graduatorie

L’articolo 4 del citato decreto legge dispone, altresì, che:

  • il 50% dei posti disponibili e vacanti dev'essere destinato alle Graduatorie ad Esaurimento;
  • il restante 50% dev'essere destinato ai docenti inclusi nelle graduatorie dei concorsi ordinari indetti nell’anno 2016, almeno fino al limite del numero dei posti a suo tempo previsti dai bandi di concorso e, nell’arco di vigenza delle predette graduatorie, eventualmente anche a coloro che hanno superato le prove scritte ed orali (cosiddetti idonei);
  • nel caso di esaurimento delle graduatorie dei concorsi ordinari indetti nell’anno 2016, il relativo 50% dei posti va destinato in pari misura a: docenti vincitori del concorso da indire nell’anno 2019, secondo le previsioni contenute nel decreto n. 327 del 9.4.2019 in questione; docenti inclusi nelle graduatorie dei concorsi straordinari, indetti nell’anno 2018 e riservati ai docenti in possesso dell’abilitazione; queste graduatorie sono ad esaurimento.

Tra GaE e concorsi

Dunque ai candidati dei concorsi che saranno banditi - si presume - prossimamente, sarà destinato il 25% dei posti disponibili e vacanti nell’arco del biennio di vigenza delle graduatorie, a valle dell’esaurimento delle graduatorie dei concorsi banditi nell’anno 2016; l’altro 25% è destinato ai docenti inclusi nelle graduatorie del concorso straordinario, sempre a valle dell’esaurimento delle graduatorie dei concorsi banditi nell’anno 2016, mentre il restante 50% è destinato alle GaE; in assenza delle GaE i posti saranno destinati tutti alle graduatorie concorsuali esistenti.

Conseguentemente, quindi, i concorsi saranno banditi nelle sole regioni in cui le graduatorie dei concorsi indetti nell’anno 2016 risultino esaurite oppure contengano un numero di candidati inferiore al numero dei posti che si prevedono vacanti e disponibili nel biennio di riferimento.

I requisiti di accesso

I requisiti di accesso ai prossimi concorsi nella scuola dell’infanzia e primaria sono i seguenti:

  • per i posti comuni è necessario il possesso dell’abilitazione all’insegnamento conseguita presso i corsi di  laurea in scienze della formazione primaria oppure analogo titolo conseguito all’estero, oppure il diploma magistrale o diploma sperimentale ad indirizzo linguistico, conseguiti presso istituti magistrali entro l’anno scolastico 2001/2002 o analogo titolo conseguito all’estero entro  l’anno scolastico 2001/2002;
  • per i posti di sostegno, oltre ad uno dei titoli previsti per i posti comuni, è necessario anche il possesso della specifica specializzazione sul sostegno o analogo titolo conseguito all’estero.

La eventuale prova preselettiva

Nell’ipotesi in cui i candidati risultino, in ogni singola regione,  in numero superiore a quattro volte il numero dei posti disponibili per il concorso, saranno sottoposti alla prova preselettiva, in modo da ammettere alla prova scritta un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti a concorso. La prova preselettiva, unica in tutto il territorio nazionale, è finalizzata all’accertamento delle capacità logiche, di comprensione del testo e di conoscenza della normativa scolastica, ed è predisposta dal Miur, che può avvalersi di supporti esterni. Ai quesiti si attribuisce 1 punto per ogni risposta esatta, mentre si attribuiscono 0 punti per ogni risposta inesatta o non data.

Le prove scritte e orali

La procedura concorsuale prevede una prova scritta ed una prova orale, per ciascuna delle quali possono attribuirsi massimo 40 punti; il punteggio per superare ciascuna prova non può essere inferiore a 28.

La prova scritta, che ha la durata di 180 minuti, è composta da:

  • due quesiti aperti, a ciascuno dei quali possono essere attribuiti da 0 a 18 punti; il punteggio dovrà essere multiplo intero di 0,5;
  • un quesito articolato in otto domande a risposta chiusa, volto alla verifica della comprensione di un testo in lingua inglese, almeno al livello B2 del Quadro Europeo di Riferimento per le lingue; a ciascuna risposta esatta è attribuito il punteggio di 0,5, per un massimo di 4 punti.

La prova orale, che ha la durata massima complessiva di 30 minuti, consiste nella progettazione di un'attività didattica, la cui traccia dovrà essere sorteggiata da ciascun candidato  24 ore prima del colloquio.

La graduatoria di merito

La graduatoria di merito, redatta a cura della commissione giudicatrice, è composta sommando il punteggio della prova scritta a quello della prova orale, oltre al punteggio dei titoli, la cui tabella prevede massimo 20 punti; nella graduatoria di merito saranno inseriti, nel rispetto del punteggio complessivo e delle preferenze, tanti candidati quanti sono i posti a concorso, con l’aggiunta di altri candidati per una percentuale non superiore al 10% dei posti a concorso.

La predisposizione delle prove

Le prove scritte, una per ciascuna tipologia di concorso, sono predisposte a livello nazionale da un Comitato tecnico-scientifico, mentre le tracce per la prova orale, in numero pari a tre volte il numero degli ammessi, sono scelte dalla commissione esaminatrice.

Per la valutazione della prova scritta la commissione si avvale della griglia di valutazione che il Comitato tecnico-scientifico pubblicherà prima della somministrazione, mentre per la prova orale la commissione si avvale delle griglie di valutazione allegate al decreto, una per ciascuna tipologia di concorso (vedi allegati B1, B2, B3, B4).

In attesa del bando

La domanda di partecipazione, da produrre entro trenta giorni dalla data in cui il bando sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, potrà essere inviata ad un’unica regione; nel caso in cui il candidato abbia titolo per più procedure concorsuali, potrà chiedere di parteciparvi in un’unica medesima regione.

Insieme al decreto 327 del 9.4.2019, il Miur ha pubblicato anche i decreti 328, 329 e l'ordinanza 330, tutti in data 9.4.2019 e relativi a:

  • DM 328: Tabella dei titoli valutabili per il concorso, sia per i posti comuni della scuola dell’infanzia e primaria, sia per i posti di sostegno per entrambi gli ordini di scuola;
  • DM 329: Requisiti dei componenti delle commissioni giudicatrici;
  • OM 330: Formazione delle commissioni giudicatrici.

Alberto Bottino

Concorso a DS: l’ultimo round tra dossi e cunette

Mariella SPINOSI

Un traguardo a portata di mano… con qualche inciampo

Il 20 maggio sono iniziate finalmente le prove orali: l’ultima fatica prima di diventare dirigenti scolastici a tutti gli effetti. A dire il vero questa data riguarda solo 16 delle 38 commissioni preposte: tutte le altre seguiranno a ruota nell’arco di alcuni giorni. In linea di massima, i lavori si concluderanno entro la seconda decade di giugno, ad eccezione di quattro commissioni (esattamente: 4, 5, 18, 24), che chiuderanno le sedute d’esame solo a luglio (dal 4 all’11 luglio), mentre le commissioni 2 e 25 le chiuderanno anticipatamente entro il mese di maggio.

È abbastanza singolare che alcuni inizino i colloqui quando tutti gli altri li hanno già chiusi da un bel po’di tempo. C’è uno scarto di circa 40 giorni che potrebbe influire non poco sulla capacità di tenuta del candidato.  E questo è un primo “dosso” da superare.

Siamo comunque abbastanza fiduciosi che durante l’estate si possano completare tutte le procedure di rito, in modo che i neo-dirigenti assumano servizio a partire dal 1° settembre 2019.

La paura dell’ultimo miglio

I candidati continuano a porsi molte domande, alcune anche inutili, che rivelano la naturale preoccupazione per l’esito finale. Sarebbe un vero problema non farcela proprio all’ultimo miglio, dopo aver superato prove assai impegnative e dopo anni di studi e preparazione. Anche se la maggior parte sente di poter essere all’altezza della situazione, i dati numerici parlano chiaro: gli aspiranti dirigenti sono 3.795, i posti per ora disponibili sono 2.900. Da che cosa dipenderà la selezione? Dalla preparazione effettiva e dalle competenze di ciascuno, da un po’ di fortuna, dalla casualità della domanda, o anche dalle propensioni culturali e professionali dei componenti delle 38 commissioni?

Ogni candidato potrà puntare sui propri saperi, sulla sua capacità di gestire l’ansia e di bene amministrare la comunicazione in sede d’esame. Sa bene però che, essendo la valutazione assegnata a persone, ci sarà sempre il fattore umano, che è soggettivo e che farà la differenza. Certo aiutano i criteri nazionali che si adottano, ma sono le persone che usano i criteri, e non possiamo pretendere che si comportino come algoritmi. 

E questa è una "cunetta" su cui andiamo quasi sempre ad inciampare. Sapere che c’è, significa gestirla. Ignorarla o pretendere che sia rimossa, significa rischiare di farci molto male.

Ci sono comunque alcuni quadri di riferimento

Il Miur ha dato alcune indicazioni circa la gestione della prova orale da parte delle 38 commissioni. Non sono quadri di dettaglio, ma solo quadri a grandi linee.

  • La prova orale dura 50 minuti, con un’oscillazione per difetto o per eccesso del 10% del tempo destinato alla prova.
  • Il candidato estrae a sorte una sola domanda, scegliendo una delle tre buste proposte, e alla stessa maniera uno studio di caso; questo dovrà essere presentato in modalità di problem solving e suddiviso in: contesto di riferimento; esposizione del caso; proposta azioni del dirigente scolastico.
  • La risposta al quesito e la soluzione di un caso da parte di ciascun candidato dovranno entrambe fare riferimento a più materie tra quelle indicate all’art. 10, comma 2 del D.M. n. 138/2017.
  • La prova pratica per l’accertamento informatico riguarderà: l’elaborazione di testi, di fogli di calcolo, di una presentazione; l’uso di motori di ricerca; la gestione della posta elettronica e dei sistemi per la condivisione di file.
  • La prova di lingue riguarderà la lettura e la traduzione di un brano di 8 righe su argomenti relativi all’organizzazione degli ambienti di apprendimento (con particolare riferimento all’inclusione scolastica), all’innovazione digitale e ai processi di innovazione della didattica, o ai sistemi educativi dell’Unione Europea.
  • Alla conoscenza dei contenuti specifici potranno essere attribuiti massimo 30 punti, alla capacità di risolvere il caso massimo 42, e per la chiarezza espositiva e la capacità di sintesi ulteriori 10 punti.

Una questione di coordinamento

Tali indicazioni non sono state, però, sufficienti ad orientare le commissioni in maniera uniforme anche a livello di calendari e sessioni di lavoro.  Per esempio, non è la stessa cosa sostenere un colloquio d’esame sapendo di essere tra i primi del mattino oppure sapendo di arrivare dopo altri 10 candidati, tutti collocati nel pomeriggio. In realtà, analizzando i calendari specifici, saltano all’attenzione le diverse articolazioni delle giornate. Ci sono alcune commissioni che fanno scelte sensate, ad esempio 4 candidati per ogni sessione antimeridiana o pomeridiana (è la commissione n. 20); ce ne sono altre che convocano 11 candidati in una sola seduta (è la commissione n. 7). Considerando i 50 minuti previsti per ogni colloquio, occorrerebbero circa 10 ore per esaminarli tutti: un obiettivo non raggiungibile in mezza giornata di lavoro.

È un bell’inciampo che crea disparità di trattamento: poteva essere evitato con un buon coordinamento.

Non parliamo di ricorsi

Negli ultimi decenni, da quando il cittadino non ha più la garanzia di poter partecipare periodicamente ad un concorso pubblico, i ricorsi sono diventati la cifra distintiva di ogni percorso concorsuale. È naturale che, se un insegnante deve aspettare dieci anni per poter diventare dirigente scolastico, per lui fallire una volta l’obiettivo significa doverci rinunciare per sempre. È pur vero che molti regolamenti e bandi si prestano al ricorso facile, ma è anche vero che, finché i concorsi continuano ad essere così rari, i ricorsi faranno sempre da padrone. C’è solo un modo per calmierarli: ripristinare la biennalità dei bandi per qualsiasi categoria di professionista. Bisogna però contestualmente evitare il pressappochismo organizzativo delle commissioni di esame, ipotizzando una struttura dedicata.

Tempi e modalità di espletamento delle prove orali nelle 38 commissioni

N.

INIZIO

FINE

SEDE

NOTE

0

20 maggio

7 giugno

Roma

In media si esaminano 10 candidati al giorno (5 il mattino e 5 il pomeriggio)

1.

20 maggio

5 giugno

Rende

In media si esaminano 9 candidati al giorno (6 di mattino e 3 di pomeriggio)

2.

21 maggio

31 maggio

Cosenza

Si esaminano 12 o 13 candidati per ogni giorno dedicato (sempre mattino e pomeriggio)

3.

24 maggio

27 giugno

Catanzaro Lido

In media si esaminano 10 candidati al giorno (5 il mattino e 5 il pomeriggio)

4.

7 giugno

9 luglio

Napoli

Fino ad 8 candidati convocati alle 8:30 Non è chiaro se trattasi di una seduta senza soluzione di continuità o solo antimeridiana

5.

29 maggio

11 luglio

Napoli

Sedute d’esame pomeridiane con 6 candidati convocati alle 14:00 ad eccezione del 15 giugno in cui vengono convocati 10 candidati alle 8:30

6.

21 maggio

28 giugno

Napoli

In media 10 candidati al giorno di cui 6 il mattino e 4 nella seduta d’esame pomeridiana

7.

20 maggio

10 giugno

Napoli

In media 10 candidati nella sola seduta antimeridiana o pomeridiana (fino a 11 candidati nella seduta antimeridiana del 6 giugno)

8.

21 maggio

10 giugno

Bologna

Fino a 13 candidati al giorno di cui 8 nella sola seduta pomeridiana

9.

20 maggio

11 giugno

Bologna e Faenza

In media 10 candidati al giorno, 8 se in una sola seduta antimeridiana

10.

20 maggio

18 giugno

Bologna

Anche 14 candidati al giorno a partire dalle 10 del mattino (interruzione dal 7 al 18 giugno)

11.

21 maggio

7 giugno

Roma

Fino a 12 candidati al giorno, tendenzialmente 6 al mattino e sei al pomeriggio

12.

20 maggio

8 giugno

Caserta

Fino a 11 candidati al giorno di cui 5 al mattino e 6 nella seduta pomeridiana

13.

20 maggio

17 giugno

Roma

11 candidati al giorno convocati tutti alle ore 9:00 (non è chiaro se trattasi di una seduta solo antimeridiana o senza soluzione di continuità)

14.

22 maggio

14 giugno

Roma

Fino a 11 candidati al giorno di cui (tendenzialmente) 5 al mattino e 6 nella seduta pomeridiana

15.

22 maggio

17 giugno

Roma

Dai 5 ai 7 candidati per ogni seduta (antimeridiana o pomeridiana)

16.

24 maggio

15 giugno

Roma

11 candidati al giorno con convocazione alle ore 10 o alle ore 12

17.

25 maggio

22 giugno

Roma

Fino a 10 candidati al giorno, di media 5 al mattino e 5 al pomeriggio

18.

20 maggio

4 luglio

Roma

Fino a 10 candidati al giorno, di media 5 al mattino e 5 al pomeriggio (sospensione dall’11 giugno al primo luglio)

19.

21 maggio

12 giugno

Roma

8 candidati al giorno tutti convocati alle ore 11 o alle ore 13

20.

20 maggio

14 giugno

Roma

Fino a 8 candidati al giorno, in media 4 di mattino e 4 di pomeriggio

21.

27 maggio

27 giugno

Milano

Da 4 a 6 candidati per ogni unità (antimeridiana o pomeridiana); massimo 10 candidati nella stessa giornata

22.

20 maggio

22 giugno

Milano

4 candidati per ogni seduta d’esame (antimeridiana o pomeridiana) massimo 8 per l’intera giornata

23.

21 maggio

22 giugno

Milano

5 candidati per ogni seduta d’esame (antimeridiana o pomeridiana) 10 candidati per l’intera giornata

24.

27 maggio

11 luglio

Torino

In media 6 candidati per ogni seduta d’esame (antimeridiana o pomeridiana) con l’eccezione della giornata del 6 giugno con 15 candidati per l’intera giornata e dell’11 luglio con 8 candidati solo nella seduta pomeridiana (la commissione sospende i lavori dal 20 giugno all’8 luglio).

25.

20 maggio

31 maggio

Torino

Fino a 14 candidati al giorno, in media 7 al mattino e 7 al pomeriggio

26.

20 maggio

10 giugno

Bari

Fino a 12 candidati al giorno, in media 6 al mattino e 6al pomeriggio

27.

27 maggio

25 giugno

Bari

Fino a 10 candidati al giorno, in media 5 al mattino e 5 al pomeriggio

28.

21 maggio

15 giugno

Bari

6 candidati al giorno, ma solo nella seduta pomeridiana (a partire dalle 15:30), ad eccezione dell’’ultimo giorno (15 giugno) riservato a gli ultimi 4 candidati (seduta antimeridiana)

29.

20 maggio

20 giugno

Bari

6 candidati al giorno solo nella seduta pomeridiana (ore 15:30)

30.

27 maggio

18 giugno

Cagliari

10 candidati al giorno: 5 nella seduta antimeridiana (a partire dalle 10:00) e 5 nella seduta pomeridiana (a partire dalle 15:00)

31.

20 maggio

13 giugno

Catania

Fino a 10 candidati al giorno di cui 6 al mattino e 4 al pomeriggio, con una interruzione dal 23 maggio al 5 giugno

32.

23 maggio

10 giugno

Palermo

10 candidati al giorno: 5 mattino e 5 pomeriggio

33.

20 maggio

14 giugno

Catania

Fino a 8 candidati per ogni seduta d’esame, solo pomeridiana (ad eccezione dell’8 giugno: seduta antimeridiana)

34.

21 maggio

26 giugno

Firenze

Fino a 11 candidati al giorno di cui 5 il mattino (con inizio alle 8:50), 6 di pomeriggio (con inizio alle 13:30)

35.

20 maggio

14 giugno

Venezia

Si esaminano 9 candidati al giorno: 4 al mattino e 5 al pomeriggio

36.

3 giugno

15 giugno

Padova

Si esaminano 10 candidati al giorno di cui 4 di mattino (8:30) e 6 di pomeriggio (14:30)

37.

21 maggio

10 giugno

Verona

Si esaminano 8 candidati di cui 5 nella seduta antimeridiana e 3 pomeridiana

Mariella Spinosi

Libri di testo a.s. 2019/20: prezzi di copertina

Fissati con apposito decreto i prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria, nella versione on line o mista, per il prossimo anno scolastico 2019/2020.

Con decreto Miur 17 aprile 2019 n. 367 per l'anno scolastico 2019/2020, i prezzi di copertina dei libri di testo della scuola primaria, nella versione on line o mista, sono stabiliti come segue:

 

Classe

Libro della prima classe

Sussidiario

Sussidiario dei linguaggi

Sussidiario delle discipline

Religione

Lingua straniera

1a

€ 11,95

 

 

 

€ 7,34

€ 3,61

2a

 

€ 16,75

 

 

 

€ 5,40

3a

 

€ 23,92

 

 

 

€ 7,21

4a

 

 

€ 15,47

€ 19,22

€ 7,34

€ 7,21

5a

 

 

€ 18,77

€ 22,39

 

€ 9,02

 

Il prezzo è comprensivo dell'IVA.

Per gli acquisti effettuati a carico del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e degli Enti locali viene praticato uno sconto non inferiore allo 0,25 per cento sul prezzo di copertina.


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Esame di Stato per progetti EsaBac

Pubblicate da parte del Miur le Disposizioni per lo svolgimento dell'esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle istituzioni scolastiche statali e paritarie con progetti EsaBac ed EsaBac techno.

Le disposizioni sono state diramate con decreto Miur 24 aprile 2019 n. 384.

Ai fini del rilascio del diploma di Baccalauréat / Baccalauréat tecnologico, il punteggio da attribuire a ciascuna delle prove previste è espresso in ventesimi. Il punteggio globale della parte specifica dell'esame EsaBac / EsaBac techno risulta dalla media aritmetica dei voti espressi in ventesimi. Il punteggio complessivo minimo per il superamento della prova della parte specifica EsaBac / EsaBac techno è fissato in dodici ventesimi.

Ai fini dell'esame di Stato, il punteggio da attribuire a ciascuna delle prove previste è espresso in ventesimi. La valutazione della terza prova scritta va ricondotta nell'ambito dei punti previsti per la seconda prova scritta. A tal fine la commissione, attribuito in modo autonomo il punteggio alla seconda e alla terza prova scritta, determina la media aritmetica dei punti, che costituisce il punteggio complessivo da assegnare alla seconda prova scritta. La valutazione della prova orale va ricondotta nell'ambito dei punti previsti per il colloquio.


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Esame di Stato classi sperimentali

Pubblicati i decreti che regolamentano lo svolgimento, per il corrente a.s. 2018/19, degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di II grado nelle sezioni delle classi sperimentali autorizzate, nelle sezioni ad opzione internazionale tedesca, spagnola e cinese, e in quelle di liceo classico europeo.

In data 24 aprile il Miur ha pubblicato i seguenti decreti:

  • Decreto 24 aprile 2019, n. 387: Disposizioni per lo svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle classi sperimentali autorizzate - a.s. 2018/2019.
  • Decreto 24 aprile 2019, n. 386: Disposizioni per lo svolgimento dell'esame di Stato nelle sezioni di liceo classico europeo.
  • Decreto 24 aprile 2019, n. 385: Disposizioni per lo svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle sezioni con opzione internazionale tedesca funzionanti presso istituti statali e paritari.
  • Decreto 24 aprile 2019, n. 382: Disposizioni per lo svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione nelle sezioni con opzione internazionale spagnola funzionanti presso istituti statali e paritari.
  • Decreto 24 aprile 2019, n. 379: Disposizioni per lo svolgimento dell'esame di Stato nelle sezioni con opzione internazionale cinese funzionanti presso il Convitto nazionale "Vittorio Emanuele II'' di Roma, il Convitto nazionale "Umberto I" di Torino e il Convitto nazionale "Cicognini" di Prato.

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Summer School Ischia 2019

I luoghi dell'autonomia

L'aula, la presidenza, la segreteria, il territorio...


Una preziosa occasione di confronto e approfondimento per dirigenti scolastici, direttori amministrativi, figure di staff, insegnanti, formatori; quest'anno la Summer School di Ischia sarà dedicata ai luoghi dell'autonomia, attraverso cinque sessioni di lavoro: gli scenari giuridici, l’organizzazione e la gestione, i risultati dell’autonomia, le autonomie differenziate, l’autonomia e le competenze di cittadinanza.

Inoltre un apposito corner per neo-dirigenti offrirà strumentazioni e simulazioni per i primi cento giorni.


Programma completo e modulo di iscrizione

 

20 maggio 2019

__TESTATA__

n. 137

L’incidente “probatorio” di Palermo

Maurizio MURAGLIA

Il clima che si respira

Mentre scrivo è in corso la gara della solidarietà. La prof. palermitana Rosa Dell’Aria è raggiunta da migliaia di attestati di stima provenienti dalla società civile e dagli organi di Governo ai più alti livelli. Sappiamo bene com’è andata la vicenda: la pubblicazione di un video da parte di una classe di quindicenni, con l’accostamento del "decreto sicurezza Salvini" alle leggi razziali del 1938, è stata segnalata all’Ufficio scolastico provinciale di Palermo, che ha disposto un’ispezione conclusasi con la sospensione e il dimezzamento dello stipendio della prof. Dell’Aria, la quale naturalmente sta ricorrendo presso il Tribunale del Lavoro.

Il reintegro potrebbe anche avvenire, e verosimilmente avverrà con tante scuse, ma restano profonde inquietudini sul clima che si respira. Il "politicamente corretto" del Miur, ma anche delle forze di Governo, ribadisce il principio della libertà di espressione, che non può essere soggetto ad alcuna censura.

Zelo inquisitivo? Distorsione della realtà?

Tuttavia a Palermo un funzionario pubblico - che in questo momento sta reggendo la poltrona del Direttore regionale Maria Luisa Altomonte, in quiescenza dai primi di maggio in attesa della nuova nomina dal Miur - può ritenere opportuno disporre un'ispezione nei confronti di una collega, che non avrebbe “vigilato” su quanto pubblicavano i suoi alunni.

Da dove un tale zelo inquisitivo? Avrebbero “distorto la realtà”, afferma lo stesso dirigente. Ma a scuola “distorcere la realtà” è la regola, perché fa parte del processo di apprendimento e del precario controllo delle conoscenze, che necessariamente riguarda tutti i ragazzi. Se le conoscenze fossero perfettamente controllate, non ci sarebbe bisogno della scuola. Nella fattispecie il controllo riguarderebbe le conoscenze storiche, che proprio di questi tempi sono curiosamente al centro delle polemiche riguardanti la sparizione del tema di storia agli esami di Stato del secondo ciclo.

Ragionare di storia e di storie con i ragazzi

I ragazzi non avrebbero compreso la differenza sostanziale che intercorre tra le leggi razziali del '38 ed il decreto sicurezza del 2019? Bene: se questa differenza c’è, l’unica cosa da fare sarebbe stato spiegargliela, fare una lettura sinottica dei due dispositivi e far vedere che si tratta di due cose completamente diverse. Così facendo si sarebbero ottenuti due obiettivi virtuosi: aver insegnato meglio la storia ai ragazzi e aver dato un’immagine dell’istituzione del tutto incoerente con le illazioni dei ragazzi stessi: un’immagine democratica e tollerante.

La scuola come "cantiere critico" della conoscenza

Le scuole vivono di attribuzioni e interpretazioni. Se si dovesse fare la conta di tutti i pareri e le valutazioni che circolano nelle aule scolastiche, e se ad ognuno di questi dovesse seguire un’ispezione, il rischio sarebbe quello di vedere licenziati tantissimi insegnanti. Pertanto quel video non rappresenta che uno degli innumerevoli momenti critici che si creano quando si insegna e si impara, nel cantiere incessante della conoscenza che si apre tutte le mattine nelle classi di tutta Italia. 

Cattive notizie culturali ed educative

Quel che si è verificato, invece, pone i censori che si sono mobilitati a Palermo molto al di sotto del livello di coscienza civica espresso dagli alunni della prof. Dell’Aria, rendendo questi ultimi paradossalmente degli eroi involontari della coscienza civica e democratica. Perché l’inquietante filiera che parte da una segnalazione al Miur via Twitter di un attivista di destra che non ha alcun titolo nel sistema di istruzione, con la conseguente reazione indignata su Facebook della sottosegretaria ai beni culturali Lucia Borgonzoni, che invoca l’espulsione dalla scuola della prof.  “con ignominia”, e la risolutiva ispezione disposta dal facente funzione di Direttore dell’USR Sicilia, dimostra come la delazione e l’acredine, veicolate da impulsi social occasionali, possano trasformarsi in “legge e coscienza” (sono i due principi invocati da chi ha disposto l’ispezione). Non è solo una cattiva notizia politica: è soprattutto una gravissima notizia culturale ed educativa.

Maurizio Muraglia

RAV infanzia: oplà!

Giancarlo CERINI
Cinzia MION
Giovanna ZUNINO

Le azioni che dovranno fare le scuole

È appena giunta agli Uffici Scolastici Regionali la nota n. 4090 del 16 maggio 2019 dell’Invalsi, che ridefinisce la tempistica per l’avvio sperimentale del Rapporto di Autovalutazione (RAV) per le scuole dell’infanzia. In particolare la nota si rivolge alle 400 scuole campionate dall’Invalsi a livello nazionale, per costruire il primo data-base comparabile su cui poi definire i primi RAV sperimentali.  Infatti la compilazione del questionario (ed il ritorno dei dati) costituisce il presupposto per la successiva elaborazione del RAV.

Anche le ulteriori 1.000 scuole che avevano aderito volontariamente al progetto saranno coinvolte nella compilazione dei due questionari proposti: il primo sul funzionamento della scuola, il secondo sugli orientamenti degli insegnanti rispetto allo stile di lavoro pedagogico.

Tab. 1 - Cosa devono fare le scuole

Chi

maggio-giugno 2019

settembre-ottobre 2019

Le 400 scuole dell'infanzia - campione* scelto da Invalsi

Compilazione dei questionari 1 e 2 (dal 20 maggio al 7 giugno)

Elaborazione del RAV

(dal 15 settembre al 31 ottobre)

Le 1.000 scuole sperimentali (a titolo volontario)

Compilazione dei questionari 1 e 2 (dal 20 maggio al 7 giugno)

Elaborazione del RAV

(dal 15 settembre al 31 ottobre)

Tutte le altre scuole dell’infanzia (circa 22.000 su 23.000)

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* Le scuole del campione operano in regime di convenzione con Invalsi.

** La compilazione dei questionari e l’elaborazione del RAV, di fatto, vengono spostate ai primi mesi del 2020, previa verifica degli esiti della sperimentazione.

Dai questionari al RAV (il percorso è lungo)

Il meccanismo, se poniamo mente al RAV degli altri gradi di istruzione, è ormai noto e collaudato: ogni scuola, nel momento in cui riflette sul proprio funzionamento, ha bisogno di rapportarsi con una serie di indicatori e descrittori (espressi con dati statistici, frequenze, scale, ecc.), come elemento di raffronto da cui partire per sviluppare analisi e riflessioni qualitative, base ineludibile per esprimere  un’autovalutazione attraverso una rubrica graduata da 1 (valore minimo) a 7 (valore massimo).

In questa prima fase si intende testare la validità dei due strumenti (questionario scuola e questionario insegnanti), per poi generalizzarli – forse il prossimo anno scolastico 2019-2020 – a tutte le 23.000 scuole dell’infanzia italiane (statali, comunali e private paritarie). I due questionari (da compilare entro il 7 giugno 2019) consentiranno di radicare a livello nazionale la prima informazione di base su come funziona una scuola dell’infanzia: contesto, risorse umane e finanziarie, organizzazione didattica, continuità, ambiente di apprendimento, inclusione, rapporti con i genitori e il territorio[1].

Tab. 2 - La mappa del RAV infanzia

La cultura della valutazione nella scuola dell’infanzia

Resta invece aperto il problema degli esiti scolastici dei bambini, che è centrale nella mappa di ogni RAV ma che nella scuola dell’infanzia ha bisogno di particolari accortezze: non possiamo infatti parlare di risultati scolastici, né di prove Invalsi, né di testing generalizzato sulle abilità e competenze dei bambini. Ci sarà molto da lavorare per sviluppare una corretta cultura della valutazione formativa, adeguata e coerente con l’impostazione pedagogica della scuola dell’infanzia. Non è un caso che le Indicazioni per il primo ciclo del 2012 (quelle vigenti) affermino che la valutazione nella scuola dell’infanzia “risponde ad una funzione di carattere formativo, che riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità”, e che le modalità preferite dagli insegnanti nel valutare i bambini siano di tipo formativo e processuale, e facciano riferimento a quadernoni, dossier, portfolio, di chiaro stampo narrativo e descrittivo (non misurativo).

Magari si utilizzano scale di osservazione, rubriche, check-list che consentono di avere informazioni sulle competenze dei bambini, viste in un'ottica evolutiva delle loro potenzialità[2]. Non si danno punteggi, né si attribuiscono voti, ma si descrivono le modalità di sviluppo dei bambini (individualmente e nel gruppo), cercando di comprendere come la qualità del contesto educativo, visto nelle dimensioni del curricolo implicito (spazi, tempi, routine, clima) e di quello esplicito (campi di esperienza, angoli di gioco, laboratori dei saperi), possa influire positivamente sulla crescita dei piccoli.

Al centro il benessere dei bambini

Il concetto chiave che emerge dalla mappa del RAV è il benessere del bambino, da intendersi non come semplice star bene, serenità, soddisfazione dei bisogni primari (alimentazione, pulizia, riposo, ecc.), ma come base sicura su cui costruire nuove conquiste percettive, linguistiche, cognitive, relazionali.

Dunque non basterà compilare qualche questionario per diventare consapevoli della qualità dell’ambiente educativo che si vuole sottoporre a check: serve un'intensa attività di formazione in servizio, che si trasformi in ricerca didattica e piccole sperimentazioni in sezione[3].

A tal fine un'opportunità è fornita dal Decreto. Dirig. 320/2019 (cfr. Cerini, Scuola7 n. 133),  che mette a disposizione di piccole reti di scuole un finanziamento per attività di formazione-ricerca per le scuole dell’infanzia statali, aperto al sistema integrato. La scadenza per la presentazione dei progetti è prevista da ogni Ufficio scolastico regionale per i primi giorni di giugno (salvo proroghe).

Tab. 3 - I temi della ricerca-azione (Decreto 320/2019)

Area tematica

Descrizione sintetica del tema

a) la cura

Il prendersi cura, il benessere, l’autonomia

b) il curricolo implicito

Il curricolo implicito, la qualità dei contesti educativi, la regia educativa

c) gli ambienti strutturati

Ambienti strutturati, nuove tecnologie, l’incontro con i saperi

d) la valutazione

Osservazione e valutazione dello sviluppo del bambino, con strumenti non intrusivi

Tutto bene, quindi?

La macchina dell’Invalsi si è messa in moto dopo oltre un anno di stasi e di incertezza. Tuttavia non si possono non segnalare alcune perplessità e criticità, condividendo l’obiettivo di un buon esito dell’operazione RAV infanzia. Restano da chiarire e da approfondire molti punti, quali:

  1. il coordinamento interistituzionale (Invalsi, Miur, università, ispettori, scuole), che svolga funzioni di indirizzo, supervisione su un'ipotesi di lavoro che coinvolge un sistema plurale molto ampio (statale, comunale, paritario privato) e con impostazioni e tradizioni pedagogiche assai diverse;
  2. la connessione con le delicate operazioni in atto nella scuola dell’infanzia (attuazione del d.lgs. 65/2017, con la commissione scientifica appositamente costituita per tale azione) e con le iniziative di rilettura delle Indicazioni 2012 (con l’apposito comitato scientifico nazionale - CSN);
  3. la partecipazione e condivisione dal basso nella costruzione di strumenti di indagine (questionari, item, scale, ecc.) coerenti con la cultura della scuola e condivisi;
  4. il rischio di sovradimensionamento dello strumento RAV infanzia, pensando che in genere le scuole dell’infanzia sono di piccole dimensioni (da 1 a 3 sezioni) e sono coinvolgibili sugli aspetti qualitativi dell’organizzazione educativa e non su quelli istituzionali ed organizzativi; serve un RAV leggero;
  5. la natura degli strumenti di lettura dello sviluppo e dell’apprendimento dei bambini, con il rischio che si possa semplificare la valutazione in termini di testing e prove strutturate;
  6. le misure di accompagnamento esplicite (per le 1.000 scuole volontarie) in questa fase di sperimentazione e poi in seguito, anche individuando apposite figure di riferimento nelle scuole (da formare);
  7. staff regionali (o di territorio), che possano fungere da punti di supporto a livello locale, capaci di mettere in collegamento le scuole e gli insegnanti;
  8. lo scenario circa gli sviluppi dell’intera operazione (cosa succede dopo la compilazione del RAV? Come ci si comporta negli istituti comprensivi? Quale seguito dare a livello di piani di miglioramento e di rendicontazione sociale?).

Il processo che si mette ora in moto avrà il compito di contribuire a sciogliere i nodi sopra evidenziati, pena il forte rischio di vanificare un promettente percorso di ricerca, che dovrà essere aperto, partecipato e condiviso.

Giancarlo Cerini, Cinzia Mion, Giovanna Zunino

[1] A. Bondioli, D. Savio, Il RAV-infanzia come dispositivo riflessivo,  ZeroseiUp Edizioni, 2018.

[2] G. Cerini, C. Mion, G. Zunino, Scuola dell’infanzia e prospettiva zerosei, Homeless Book, Faenza, 2019.

[3] C. Lichene, Progettare e realizzare percorsi 0-6. Riflessioni ed esperienze, ZeroseiUp, 2019.

Istruzione degli adulti: iscrizioni a.s. 2019/20

Pubblicate da parte del Miur le istruzioni e i modelli concernenti termini e modalità di iscrizione ai percorsi di istruzione degli adulti per il prossimo a.s. 2019/20. Il termine di scadenza è fissato di norma al 31 maggio e comunque non oltre il 15 ottobre.

Gli adulti che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di primo livello e ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana presentano domanda di iscrizione alle sedi dell’unità amministrativa dei CPIA, anche per il tramite delle sedi associate.

Gli adulti che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di secondo livello presentano domanda alle sedi dell’unità didattica dei CPIA (punti di erogazione di secondo livello), vale a dire alle istituzioni scolastiche di secondo grado presso le quali sono incardinati i percorsi di secondo livello, le quali provvedono a trasmetterle in copia alla sede centrale del CPIA con cui hanno stipulato l’accordo di rete.

Il termine di scadenza per le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti è fissato di norma al 31 maggio e comunque non oltre il 15 ottobre.

Particolare  rilievo  assume la predisposizione, da parte  delle Commissioni apposite, di specifici interventi di accoglienza e orientamento necessari alla definizione  del Patto formativo individuale, che va formalizzato  entro e non oltre il 15 novembre.

L'adulto, all'atto dell'iscrizione, rende  all'istituzione scolastica di interesse   le informazioni essenziali secondo i moduli allegati alla nota 3 maggio 2019 prot. n. 7755:

  • Modulo A - Domanda di iscrizione ai percorsi di primo livello
  • Modulo B - Domanda di iscrizione ai percorsi di secondo livello
  • Modulo C - Domanda di iscrizione ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana
  • Modulo D - Modulo per l'esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica
  • Modulo E - Modulo integrativo per le scelte degli studenti che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica

Tali moduli  possono essere integrati e adeguati dai CPIA e dalle istituzioni scolastiche di secondo grado al fine di consentire  agli interessati  di esprimere  le proprie scelte in merito alle attività previste dal PTOF.

Le domande  di iscrizione  sono accolte  entro  il limite  massimo  dei posti  disponibili per  i  CPIA e  per  i  percorsi  di  secondo  livello   (istruzione   tecnica,  professionale   e artistica),  limite  definito sulla base delle  risorse  di organico  e dei piani  di  utilizzo  degli  edifici predisposti dagli Enti locali competenti.

L'iscrizione  è garantita  prioritariamente a coloro che intendono conseguire un titolo di studio di livello  superiore a quello già posseduto, ferma restando la possibilità, a fronte di motivate necessità, di consentire - nei limiti dei posti disponibili - l’iscrizione anche agli adulti già in possesso di un titolo di studio conclusivo dei percorsi del secondo ciclo.


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CPIA: Patto Formativo Individuale

Istruzioni dedicate ai CPIA per l'uso delle funzioni attivate sul portale SIDI per la definizione del Patto Formativo Individuale (PFI) degli adulti frequentanti i percorsi di istruzione di primo livello e/o i percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana.

Per definire il PFI è stata predisposta la funzione “Gestione Offerta Formativa”, articolata in “Inserisci Offerta Formativa” e “Gestione UDA”, e descritta dalla nota Miur 10 maggio 2019 prot. n. 1235.

In “Inserisci Offerta Formativa” il CPIA provvede, per ogni percorso di istruzione, ad inserire la quota oraria relativa a ciascuna delle competenze previste dagli ordinamenti del relativo percorso di istruzione tenuto conto dei rispettivi quadri orari.

In “Gestione UDA” il CPIA provvede ad associare ad ogni competenza le conoscenze e le abilità previste dagli ordinamenti del relativo percorso di istruzione

Successivamente ciascun CPIA accede alla funzione “Inserisci Patto Formativo” inserendo tutte le informazioni che lo compongono.

Mentre la “Gestione Offerta Formativa” è effettuata mediante le funzionalità SIDI, per le informazioni relative al PFI i CPIA possono anche attivare gli appositi servizi di sincronizzazione dei sistemi nel caso in cui il proprio fornitore di software locale sia certificato.


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Ammissione al corso di laurea in Scienze della formazione primaria

Pubblicato da parte del Miur il decreto che illustra modalità di svolgimento e contenuti della prova di ammissione al corso di laurea magistrale a ciclo unico per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria per l’a.a. 2019/2020. La prova si svolgerà il 13 settembre.

Secondo le modalità illustrate con decreto 30 aprile 2019 n. 395, ciascuna università emana il relativo bando e predispone la prova d'accesso, che consiste nella soluzione, in 150 minuti, di 80 quesiti con 4 opzioni di risposta, tra le quali il candidato deve individuare quella corretta, sui seguenti argomenti:

  • competenza linguistica e ragionamento logico (40 quesiti);
  • cultura letteraria, storico-sociale e geografica (20 quesiti);
  • cultura matematico-scientifica (20 quesiti).

Per la valutazione della prova sono assegnati 1 punto per ogni risposta esatta, 0 punti per ogni risposta omessa o errata.

La votazione è integrata in caso di possesso di una Certificazione di competenza linguistica in lingua inglese, di almeno Livello B1 del "Quadro comune Europeo di riferimento per le lingue", rilasciata da Enti Certificatori riconosciuti dai Governi dei Paesi madrelingua, ricompresi nell'elenco progressivamente aggiornato a cura del Miur.

La graduatoria degli aspiranti all'ammissione al corso di laurea magistrale è costituita dai candidati che hanno conseguito un punteggio non inferiore a 55/80.

Le prove sono organizzate dagli atenei tenendo conto delle esigenze dei candidati con disabilità, che hanno diritto ad un tempo aggiuntivo non eccedente il 50% rispetto a quello previsto.

I candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA) devono presentare idonea certificazione rilasciata da non più di 3 anni oppure in epoca successiva al compimento del diciottesimo anno di vita rilasciata da strutture sanitarie locali o da Enti e professionisti accreditati con il servizio sanitario regionale. A tali candidati è concesso un tempo aggiuntivo pari al 30% rispetto a quello previsto.

La prova di ammissione si svolge presso ciascuna sede universitaria il giorno 13 settembre 2019 alle ore 11:00.


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REPERTORIO 2019 - Dizionario normativo della scuola

contributi di: Ettore Acerra • Alessia Auriemma • Sergio Auriemma • Alberto Bottino • Antonia Carlini • Giancarlo Cerini • Domenico Ciccone • Dino Cristanini • Bruno Di Palma • Susanna Granello • Mario Guglietti • Mario Rossi • Mariella Spinosi • Maria Teresa Stancarone • Rosa Stornaiuolo • Maurizio Tiriticco

pagg. 1440, febbraio 2019, euro 68,00


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