Scuola7 17 settembre 2018, n. 104

Scuola7

la settimana scolastica

17 settembre 2018, n. 104


In questo numero parliamo di:

L'organico docenti e la flessibilità possibile (R. Stornaiuolo)

Ritorna la paura dello straniero in classe (G.C. Sacchi)

Il PTOF tra “Linee Guida del DS” e progettazione condivisa (R. Marchisciana)

Cultura della prevenzione = educazione consapevole (B. Sozzi)

Avvio anno scolastico: tutti i dati

Concorso dirigenti scolastici: data e sedi della prova scritta

Fondi edilizia scolastica: siglata l’intesa

Scuola in ospedale: bando per scuola-polo nazionale

Giornata Mondiale del Teatro


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diL'organico docenti e la flessibilità possibile
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L'organico docenti e la flessibilità possibile

Rosa STORNAIUOLO

Rileggiamo il nuovo quadro normativo

In questi giorni, a poco a poco, tutte le scuole riaprono i battenti sull’intero territorio nazionale e si preparano a valorizzare tutte le risorse disponibili, ottimizzando i diversi spazi di autonomia, al fine di garantire ad ogni studente la miglior riuscita possibile negli apprendimenti e nelle relazioni.

A tal fine appare doverosa una riflessione, a partire dalla rilettura della CM 5 settembre 2016, n. 2852, sull’efficace utilizzo dell’organico dell’autonomia: opportunità offerta dalle recenti disposizioni normative per la realizzazione di percorsi educativi e didattici sempre più personalizzati ed inclusivi.

L’organico dell’autonomia costituisce a tutti gli effetti la dotazione organica complessiva di una scuola, e comprende, senza distinzione contrattuale, i posti comuni, di sostegno e di potenziamento; definito triennalmente su base regionale, a livello di singola istituzione scolastica viene gestito in maniera integrata.

Tutti i docenti dell’organico dell’autonomia, infatti, fanno parte di un’unica comunità educante e professionale e concorrono, indistintamente, alla realizzazione del piano triennale dell'offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento, così come disposto dalla L. 107/2015.

In sintesi le funzioni sono, pertanto, due: una di potenziamento ed arricchimento dell’offerta formativa ed una di supporto all'organizzazione scolastica. Queste funzioni sono oggi rese possibili anche grazie ai posti di “potenziamento” assegnati ad ogni istituzione scolastica.

Le opportunità dell’organico dell’autonomia

Molte possono essere le opportunità da cogliere e le esperienze da realizzare; quali, a titolo esemplificativo:

  • prevenzione della dispersione scolastica e potenziamento del tempo scuola per la scuola dell’infanzia e primaria;
  • prevenzione dell’analfabetismo informatico e interventi a favore dell’educazione finanziaria;
  • implementazione e sviluppo della didattica laboratoriale;
  • didattica orientativa;
  • potenziamento e recupero di conoscenze e competenze;
  • valorizzazione delle eccellenze;
  • supporto agli studenti impegnati negli esami di Stato;
  • realizzazione di attività correlate all’insegnamento, in lingua straniera, di discipline non linguistiche con metodologia CLIL;
  • utilizzazione, in verticale, dei docenti del primo ciclo per lingua straniera, musica, educazione motoria;
  • ricerca-azione, innovazioni didattiche e disseminazione di buone pratiche;
  • attività coerenti con la realizzazione di quanto previsto dal DM 8/2011 (educazione musicale nel primo ciclo);
  • sostituzioni per assenze brevi.

L’organico dell’autonomia non viene utilizzato in quelle attività per le quali sono previsti specifici capitoli di finanziamento (ad esempio, le attività alternative all’insegnamento della religione cattolica).

Una vision creativa e cooperativa: la persona giusta al posto giusto?

Si aprono per le scuole nuovi spazi di flessibilità che, se strategicamente utilizzati, possono consentire a docenti finora utilizzati solo per l’insegnamento curricolare di occuparsi, in tutto o in parte, di attività di arricchimento dell’offerta formativa, in coerenza con le competenze possedute.

In altre parole sembra sia finalmente giunto il momento di “mettere la persona giusta al posto giusto”, per realizzare un puzzle professionale funzionale alla garanzia del successo formativo, fine istituzionale della scuola.

Ovviamente non mancano le difficoltà e soprattutto qualche resistenza, come accade di fronte ad ogni innovazione che impone il disancoraggio da comode abitudini consolidate.

L’efficace utilizzo dell’organico dell’autonomia richiede, infatti, una vision creativa e cooperativa, acume organizzativo, coraggio di osare, disponibilità a mettersi in gioco e passione; ingrediente fondamentale, quest’ultimo, del contributo di ogni operatore del mondo della scuola.

Richiede anche disponibilità ad assumere dei rischi perché, metaforicamente parlando, nella composizione di ogni puzzle complesso, quale è quello professionale richiesto per la garanzia del successo formativo, l’introduzione di un “pezzo sbagliato” equivale all’inserimento di una pennellata di Dalì all’interno di un dipinto di Giotto, con inevitabile compromissione del risultato finale.

Alcune ipotesi di utilizzo dell’organico di potenziamento

Tra le diverse esperienze di ottimale utilizzo dell’organico dell’autonomia, senza alcuna pretesa di esaustività, significative risultano quelle che prevedono, per esempio, momenti di prestito professionale che consentono un arricchimento formativo per gli studenti ed un’occasione di contaminazione positiva per docenti operanti in settori formativi diversi.

Interessante anche la possibilità di organizzare attività in piccoli gruppi, in forma laboratoriale e con personalizzazione degli obiettivi didattici, in modo da consentire agli alunni esperienze di “learning by doing” che sollecitano i diversi stili di apprendimento.

Un’altra interessante opportunità è quella di aumentare il tempo scuola in modo da sottrarre gli allievi alla strada, particolarmente utile in contesti di povertà e marginalità educativa.

Si pensi, per esempio, all’apertura pomeridiana delle scuole per:

  • iniziative di formazione, rivolte agli studenti e al personale della scuola, anche con particolare riguardo agli obiettivi del Piano nazionale scuola digitale (PNSD);
  • attività rivolte alle famiglie;
  • attività rivolte agli studenti di cittadinanza o di lingua non italiana, attraverso la realizzazione di corsi di alfabetizzazione e perfezionamento nell’uso della nostra lingua;
  • attivazione dei laboratori territoriali per l’occupabilità dove svolgere, tra le altre iniziative, attività di orientamento e di alternanza scuola-lavoro per stimolare la crescita professionale, le competenze e l’autoimprenditorialità dei giovani.

Il supporto all’organizzazione della scuola come comunità educante

L’organico dell’autonomia può essere utilizzato anche per attività di coordinamento; a tal fine ricordiamo le azioni relative al PNSD (L. 107/2015, c. 59), così come l’introduzione di insegnamenti opzionali nel secondo biennio e nell'ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado (L. 107/2015, c. 31).

Un ruolo fondamentale potrà essere rivestito anche nella formazione dei docenti grazie all’individuazione di figure di riferimento per la realizzazione del relativo piano, valorizzando altresì, in questo ambito, gli insegnanti cui vengono affidate le funzioni tutoriali per i neoimmessi in ruolo.

Secondo quanto previsto dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, inoltre, pure per la scuola dell’infanzia sono previsti posti di potenziamento a partire dall’a.s. 2018/2019.

Anche e soprattutto in questo caso, si tratta di una preziosa opportunità, atteso che questo settore formativo costituisce una finestra cronologica privilegiata sia per l’osservazione dei comportamenti, sia per l’intervento pedagogico per prevenire eventuali future difficoltà negli apprendimenti e nelle relazioni.

Premesso, pertanto,  che nella scuola dell’infanzia le attività educative e didattiche sono per natura di tipo laboratoriale, queste ulteriori risorse possono consentire la realizzazione di ulteriori svariati percorsi educativi, quali per esempio lingua straniera, coding e pensiero computazionale, potenziamento competenze metafonologiche per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento, o anche potenziamento dell’attività motoria, che rappresenta sicuramente lo strumento principe per sviluppare i prerequisiti cognitivi dell’apprendimento.

Una risorsa ancora tutta da scoprire…

L’organico dell’autonomia consente di organizzare la scuola come “comunità che produce comunità”, anche per il ruolo di “dinamo pedagogica” che essa  può e deve esercitare all’interno del territorio; come contesto collettivo, collaborativo e attivo, in cui è possibile progettare e realizzare  percorsi che garantiscano la massima flessibilità negli obiettivi didattici, metodi, materiali e valutazioni, al fine di ottimizzare le opportunità di apprendimento per tutti gli individui, anche nell’ottica dell’Universal Design For Learning, interessante approccio didattico che  prevede a monte proposte formative flessibili e plurali per tutti gli studenti, indipendentemente dalle “etichette” che indicano i diversi bisogni educativi speciali.

Affinché non sia un’occasione persa, la gestione dell’organico dell’autonomia deve caratterizzarsi, quindi, per la valorizzazione delle professionalità e delle competenze, finalizzata alla realizzazione della progettualità scolastica, nell’ottica di quella flessibilità che costituisce uno dei fulcri della Legge 107/2015, nel rispetto, ovviamente, delle vigenti disposizioni normative, contrattuali e delle prerogative sindacali.

Rosa Stornaiuolo

Ritorna la paura dello straniero in classe

Gian Carlo SACCHI

La geografia dell’integrazione

La presenza di alunni provenienti da altri Paesi è ormai un pezzo di storia recente del nostro sistema scolastico. Si tratta di famiglie ricongiunte in Italia dopo che gli adulti erano stati attirati dalle occasioni di lavoro, e stabilitesi soprattutto nelle regioni del nord.

Tab. 1* - Alunni di cittadinanza straniera iscritti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado  statali e non, per zona geografica. Anno scolastico 2015-16. Valori assoluti e % sul totale iscritti

Regioni

Scuole dell’infanzia

Scuole primarie

Scuole sec.

I grado

Scuole sec.

II grado

N

%

N

%

N

%

N

%

Nord-ovest

64.396

15,6

114.321

15,6

60.579

13,7

65.262

10,4

Nord-est

47.932

15,7

84.983

15,7

43.584

13,4

48.960

10,2

Centro

36.345

12,0

64.854

12,0

38.023

11,7

47.275

9,1

Sud

12.746

3,2

23.195

3,4

14.545

3,3

18.478

2,5

Isole

5.009

2,8

9.932

3,2

6.882

3,4

7.550

2,3

ITALIA

166.428

10,4

297.285

10,6

163.613

9,4

187.525

7,0

Fonte: Istat, Annuario statistico italiano 2017.

Un fenomeno in (lenta) crescita

La presenza di nuove persone di tradizioni culturali e sociali molto diverse dalle nostre ha avuto un impatto difficile e, siccome la scuola è lo specchio di quella determinata comunità, non è stato facile accogliere questi nuovi compagni di classe, soprattutto per la difficoltà di parlare la nostra lingua ed accettare metodologie di insegnamento diverse da quelle ricevute nel paese di origine, senza contare che molti di loro non erano per nulla scolarizzati.

Tab. 2 - Alunni di cittadinanza straniera iscritti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado statali e non. Valori assoluti e % sul totale iscritti. Serie storica

Regioni

Scuole dell’infanzia

Scuole primarie

Scuole sec.

I grado

Scuole sec.

II grado

N

%

N

%

N

%

N

%

2011-12

156.701

9,2

268.755

9,5

166.043

9,3

164.524

6,2

2012-13

164.589

9,8

276.129

9,8

170.792

9,6

175.229

6,6

2013-14

167.693

10,1

283.383

10,0

169.802

9,6

182.226

6,8

2014-15

168.001

10,3

291.782

10,3

167.068

9,6

187.357

7,0

2015-16

166.428

10,4

297.285

10,6

163.613

9,4

187.525

7,0

Fonte: Istat, Annuario statistico italiano 2017.

Il ruolo dell’istruzione

Mentre in non poche città, e soprattutto nei piccoli paesi, infuriava la polemica sulla loro integrazione, le scuole, molto spesso senza supporti, si sono rimboccate le maniche, e usando le risorse professionali hanno realizzato l’accoglienza, l’alfabetizzazione linguistica, accompagnando questi soggetti sui sentieri dell’apprendimento e della cittadinanza. È stato attraverso le scuole che si è dato sostegno alle famiglie straniere spaesate nei rapporti con la comunità civile del territorio, a partire dai genitori italiani. Gli enti locali più sensibili hanno investito sui mediatori interculturali e sull’accentuazione dei presidi socio-sanitari.

Tab. 3 - Alunni di cittadinanza straniera iscritti nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I e II grado statali e non, per regione. Anno scolastico 2015-16. Valori assoluti e % sul totale iscritti

Regioni

Scuole dell’infanzia

Scuole primarie

Scuole sec.

I grado

Scuole sec.

II grado

N

%

N

%

N

%

N

%

Piemonte

16.375

14,9

27.717

14,5

14.838

12,7

16.859

9,8

Valle d’Aosta

338

9,9

504

8,4

247

6,9

313

5,7

Liguria

4.593

13,3

7.662

12,5

4.651

12,1

6.482

10,6

Lombardia

43.090

16,3

78.438

16,6

40.843

14,5

41.608

10,7

Trentino-Alto Adige

4.506

13,8

7.003

12,8

3.723

11,0

3.201

7,7

Veneto

19.855

15,1

35.753

15,4

18.109

12,8

18.136

8,7

Friuli-Venezia Giulia

4.211

14,1

6.997

13,6

3.568

11,3

4.184

8,7

Emilia-Romagna

19.360

17,3

35.230

17,4

18.184

15,3

23.439

12,8

Toscana

13.281

14,4

23.178

14,3

13.723

13,9

16.822

10,7

Umbria

3.341

14,6

5.877

14,9

3.372

14,4

4.355

11,6

Marche

5.127

12,8

8.781

12,8

4.880

11,8

6.651

9,3

Lazio

14.596

9,9

27.018

10,0

16.048

10,0

19.447

7,8

Abruzzo

2.870

8,2

4.480

7,9

2.712

7,8

3.198

5,5

Molise

244

3,4

440

3,6

342

4,3

424

2,9

Campania

3.847

2,2

7.809

2,6

4.790

2,4

6.046

1,9

Puglia

3.114

2,8

5.697

3,0

3.577

2,9

4.169

2,0

Basilicata

493

3,6

841

3,5

599

3,7

692

2,3

Calabria

2.178

3,9

3.928

4,3

2.525

4,4

3.949

4,0

Sicilia

4.193

3,0

8.239

3,4

5.691

3,6

6.196

2,5

Sardegna

816

2,1

1.693

2,6

1.191

2,8

1.354

1,9

ITALIA

166.428

10,4

297.285

10,6

163.613

9,4

187.525

7,0

Fonte: Istat, Annuario statistico italiano 2017.

Le difficoltà delle scuole

Le scuole però sono state lasciate sole ad affrontare quella che potremmo considerare la più grande innovazione dell’ultimo ventennio; hanno dovuto paradossalmente sperimentare la normalità, cioè un ordinamento costruito su un modello culturale omogeneo, con tutti i vincoli burocratici cui la nostra scuola è assoggettata, calato su classi completamente cambiate nella loro composizione culturale di riferimento. Gli sforzi didattici e organizzativi venivano trattati con diffidenza dalle famiglie italiane e dalla società locale, imputando all’integrazione degli stranieri un ritardo nell’attuazione del curricolo. Una tale tensione generò ansia e indusse il personale scolastico ad inserire i nuovi arrivati in classi precedenti a quelle di età, creando sacche di ritardo che hanno appesantito l’intero percorso, anziché adottare una maggiore flessibilità nel rapporto insegnamento-apprendimento, offrendo a coloro che avevano investito di più nell’innovazione adeguate risorse economiche e professionali. Il Ministero si è limitato a prevedere una distribuzione degli stranieri non superiore al 30% del numero degli alunni per classe, che in quel periodo crebbe sempre di più per questioni di tagli alla finanza pubblica, anziché calare come sarebbe stato più agevole per l’efficacia didattica.     

…di seconda generazione

La crisi economica ha fatto diminuire l’immigrazione lavorativa, con il conseguente calo di quegli alunni così detti neoarrivati; gli stranieri rimasti, occupati in settori da tempo scoperti, hanno incrementato le loro famiglie, mandando a scuola ragazzi così detti di seconda generazione, cioè nati qui, già inseriti a livello sociale e con una buona conoscenza dell’italiano. Questi studenti hanno contribuito alla stabilità della nostra popolazione scolastica in forte calo demografico, e dai risultati dell’Istituto nazionale di valutazione si nota un progressivo incremento del rendimento, con casi di vere e proprie eccellenze. Nel frattempo molte ricerche hanno sostenuto il miglioramento delle pratiche scolastiche e rafforzato il ruolo e la preparazione dei mediatori interculturali. Anche a livello governativo ci fu una svolta (2014): gli immigrati non erano più un problema da integrare, ma una risorsa per l’internazionalizzazione dell’intero sistema formativo.

Fuga dalle scuole multietniche   

Sembrava dunque che il percorso fosse volto al positivo, sulla scia di altri Paesi, ad esempio la Svizzera, che ha addirittura sottoscritto convenzioni per la formazione di giovani albanesi da inserire in realtà elvetiche che si vanno depauperando sul piano delle nascite. Così si potrebbe pensare anche da noi, per i minori non accompagnati sbarcati nel mare Mediterraneo. Ma una ricerca del Politecnico di Milano ha segnalato il ripresentarsi della fuga di famiglie italiane da scuole con oltre il 30% di stranieri nella città metropolitana. Una situazione già vista ai tempi delle immigrazioni dal sud del Paese, o che riguarda contesti di disagio sociale ed economico. Non ci si sofferma più nemmeno sui risultati dell’apprendimento; si va via e basta, sulla base del sentito dire e della paura dello straniero, più che per cercare una scuola migliore. Per chi se lo può permettere ci sono le scuole private, che si preoccupano di garantire la sola presenza di italiani.

Intercultura e interlingua come possibile valore aggiunto

Le scuole “multietniche” dunque rischiano la ghettizzazione anche in presenza di buoni risultati, spesso migliori anche di quelle di soli italiani, e vengono apostrofate come straniere. Di questo parlava già la ministra Moratti in un documento del 2005.

Intercultura e interlingua sono rinforzi che soddisfano una richiesta di scambi internazionali da parte delle famiglie più avvertite. Su questo si riflettono l’orientamento ed una disparità nell’accesso al mercato del lavoro, soprattutto per quelle seconde generazioni per le quali la scuola è ancora un ascensore sociale.

Stiamo tornando indietro quando invece il peggio è passato, e si potrebbe iniziare ad utilizzare l’immigrazione come valore aggiunto. Ma la paura, veicolata dai social, fa percepire gli stranieri addirittura in quantità superiore alla realtà, come testimonia la ricerca dell’istituto Cattaneo di Bologna.

Tab. 4 - Popolazione straniera di 15 anni e oltre per titolo di studio e classe d’età. Anno 2016, valori assoluti in migliaia

Classi d’età

Dottorato, laurea, diploma univ.

Diploma di scuola sec. superiore

Licenza media

Licenza elem., nessun titolo

Totale

N

%

N

%

N

%

N

%

N

%

15-24

8

1,6

151

29,4

325

63,4

29

5,6

514

100,0

25-34

117

10,8

391

36,2

481

44,7

89

8,3

1.078

100,0

35-64

284

11,8

933

38,8

900

37,5

285

11,9

2.402

100,0

65 e più

21

17,0

28

23,1

35

29,0

38

30,9

122

100,0

Totale

430

10,4

1.503

36,5

1.742

42,3

441

10,7

4.116

100,0

Fonte: Istat, Annuario statistico italiano 2017.


[*] Le tabelle sono state curate da Maria Teresa Bertani.

Gian Carlo Sacchi

Avvio anno scolastico: tutti i dati

Per circa 8,6 milioni di studenti è tempo di tornare fra i banchi di scuola. Il Miur ha pubblicato il focus contenente una panoramica dei principali dati del sistema scolastico italiano per l’anno scolastico 2018/2019.

La maggior parte degli studenti che torneranno sui banchi frequenterà la scuola statale, 7.682.635, per un totale di 370.611 classi. Di questi, 919.091 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 2.498.521 la scuola primaria, 1.629.441 la secondaria di I grado, 2.635.582 la secondaria di II grado. Gli studenti della paritaria sono circa 880.000.

In leggero calo il numero totale di alunni: lo scorso anno erano 7.757.849. Tra le quattro Regioni con il decremento più consistente, le prime tre sono del Sud: - 15.534 studenti in Campania, - 12.487 in Sicilia, - 11.977 in Puglia, - 5.972 in Piemonte.

Sono 245.723 gli alunni con disabilità nella scuola statale; un anno fa erano 234.658. Di questi, 21.434 frequenteranno la scuola dell’infanzia, 89.029 la primaria, 66.823 la secondaria di I grado, 68.437 la secondaria di II grado.

Nella secondaria di II grado, 1.294.890 ragazzi frequenteranno un indirizzo liceale, 827.990 un indirizzo tecnico, 512.702 un indirizzo professionale.

Le scuole sono 8.290, per un totale di oltre 40.000 sedi scolastiche presenti sul territorio nazionale.

Tra organico dell’autonomia e organico di fatto, i posti del personale docente sono 822.723, di cui 141.412 di sostegno.

Leggi il focus del Miur


articolo originale


Concorso dirigenti scolastici: data e sedi della prova scritta

Si svolgerà il 18 ottobre, a partire dalle ore 10, la prova scritta del concorso a dirigente scolastico, per gli 8.736 candidati che hanno superato la preselezione. Sedi e istruzioni operative saranno comunicate entro il 3 ottobre.

Con un comunicato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dello scorso 14 settembre, il Miur rende noto che la prova scritta del corso-concorso nazionale per titoli ed esami finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali si svolgerà in data 18 ottobre 2018, alle ore 10,00.

L'elenco delle sedi della prova, con la loro esatta ubicazione, con l'indicazione della destinazione dei candidati distribuiti nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sarà comunicato entro il 3 ottobre 2018 tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

I candidati residenti all'estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella regione Lazio; i candidati residenti nelle province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella regione Veneto.

I candidati si dovranno presentare nelle rispettive sedi d'esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale e, per i soli candidati esonerati dalla prova preselettiva, della ricevuta di versamento attestante il pagamento del diritto di segreteria pari ad € 10,00.

La prova scritta è svolta al computer in 150 minuti, e consiste in:

Il punteggio complessivo della prova è dato dalla somma dei punteggi ottenuti. Sono ammessi all’orale i candidati che ottengono un punteggio pari o superiore a 70 punti.

Per studiare

Il Manuale per la prova scritta è realizzato per le esigenze specifiche degli aspiranti dirigenti scolastici:

  • prima parte: informazioni necessarie per scrivere bene, esempi pratici, suggerimenti per uno scritto semplice, chiaro e preciso.
  • seconda parte: come potrebbero essere formulati i quesiti, quali saranno gli aspetti fondamentali su cui fondare le risposte e quali azioni professionali possono essere richieste.
  • terza parte: più di 100 esempi di risposte a quesiti suddivisi nelle nove aree tematiche previste dal Regolamento.
  • pagine “per appunti”: permettono di personalizzare lo studio in modo operativo, contrassegnare le informazioni significative, ricostruirle a modo proprio, inserire ulteriori concetti, ricordare i punti da approfondire.

La piattaforma DirCARD presenta contenuti professionali relativi alle materie che saranno oggetto della prova scritta, integrati e arricchiti con nuovi materiali.

Inoltre un’apposita sezione Indicazioni per la prova scritta, che contiene:

  • indicazioni teoriche e riflessioni sulla lingua per scrivere in maniera chiara e farsi apprezzare;
  • esempi di scritture e rubriche valutative;
  • quesiti a risposta aperta per orientare l’organizzazione delle conoscenze;
  • quesiti con esempi di risposte in forma di saggio breve.

Per svolgere la prova

Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego, a cura di Sergio Auriemma, è un volume pensato appositamente per i concorsi nel comparto istruzione:

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, lecitamente consultabili durante la prova scritta;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

articolo originale


Prova scritta concorso DS

Manuale per la prova scritta - Come farsi leggere e apprezzare

a cura di Mariella Spinosi

Un libro operativo, aperto e flessibile, realizzato per le esigenze specifiche degli aspiranti dirigenti scolastici.

Nella prima parte ci sono le informazioni necessarie per scrivere bene, esempi pratici, suggerimenti per realizzare un testo semplice, chiaro e preciso.

La seconda parte spiega come potrebbero essere formulati i cinque quesiti della prova scritta, quali saranno gli aspetti fondamentali su cui fondare le risposte e quali azioni professionali possono essere richieste.

La terza parte contiene più di 100 quesiti suddivisi nelle nove aree tematiche previste dal Regolamento, con le nostre ipotesi di risposte.

Le pagine “per appunti” permettono di controllare il testo proposto, contrassegnare le informazioni più significative, ricostruire le frasi a modo proprio, inserire ulteriori concetti, ricordare i punti da approfondire.


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Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego

a cura di Sergio Auriemma

Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

- contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
- gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
- sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
- per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


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Repertorio 2018

Dizionario normativo della scuola - XXXII edizione

Repertorio, Dizionario normativo della scuola, è uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a pubblici concorsi.

Si compone di saggi, ordinati alfabeticamente e curati da esperti di settore, che illustrano in modo aggiornato ed approfondito i principali istituti giuridico-amministrativi, contrattuali e contabili del comparto scuola e del pubblico impiego: tematiche giuridiche, amministrative e talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ciascuna voce sintetizza un argomento, ne mette in risalto gli aspetti salienti, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo, presenta considerazioni tecnico-giuridiche, notazioni, commenti. Attraverso l'analisi dei riferimenti normativi e le riflessioni svolte dagli autori, è possibile cogliere l’evoluzione cronologica delle norme, ricostruire la storia degli istituti giuridici, individuare le principali disposizioni in vigore.

L’opera può agevolare le attività negli uffici dell’amministrazione scolastica, nelle presidenze, nelle sale dei professori e nelle segreterie delle scuole, nelle sedi di Soggetti, Enti e Agenzie esterne che operano a contatto con il mondo dell’istruzione; e ancora le attività di competenza dei revisori contabili, l’assolvimento di impegni delle RSU.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Schemi di provvedimenti, fac simile di domande, istanze, documenti ministeriali o di altre autorità, tabelle riassuntive e modulistica, possono essere prelevati nell’apposita sezione on line.

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Competenze chiave per la cittadinanza

a cura di G. Cerini, S. Loiero, M. Spinosi

Indicazioni nazionali e nuovi scenari - Didattiche per competenze - Percorsi per la sostenibilità - Criteri per la valutazione e certificazione

 

Il libro affronta, con una pluralità di contributi pedagogici, disciplinari e didattici, il complesso tema delle competenze chiave per la cittadinanza, che tanta attenzione sta ricevendo dal mondo della scuola e dall'opinione pubblica.

L'occasione è legata alla pubblicazione, da parte del Ministero dell'istruzione, di due importanti documenti: “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” e “Linee guida per la certificazione delle competenze” (entrambi nel 2018). Essi propongono una rivisitazione delle Indicazioni per il curricolo del 1° ciclo, che le scuole stanno attuando dal 2012.

Le trasformazioni culturali, economiche, demografiche, degli stili di vita e delle aspettative, richiedono infatti un ripensamento delle priorità dell'intervento educativo. Le istituzioni scolastiche hanno la responsabilità di promuovere una piena educazione alla cittadinanza e di coinvolgere maggiormente gli allievi attraverso la costruzione di nuovi ambienti di apprendimento.

Confermando il valore formativo degli alfabeti di base (la literacy, la numeracy, le lingue straniere), è importante esplorare, nell'ottica della sostenibilità, le potenzialità di strumenti di conoscenza come il digitale, il coding, la statistica, la stessa geografia, fino ad oggi un po' emarginata.

Il testo si snoda con linearità ed efficacia attorno ai temi di sfondo dei “nuovi scenari della cittadinanza” (Parte I), analizza il quadro di “nuovi saperi e discipline di frontiera” (Parte II), si inoltra lungo alcuni “percorsi operativi” ispirati alla didattica per competenze (Parte III), e offre suggerimenti per “la progettazione didattica, la valutazione, la certificazione e la formazione in servizio” (Parte IV).

L'intento è quello di fornire a insegnanti, formatori, dirigenti scolastici, alcune chiavi di lettura per affrontare con maggiore sicurezza i propri impegni, per migliorare la qualità dell'insegnamento ed i risultati degli studenti.

 

Contributi di: Roberto Baldascino, Giancarlo Cerini, Maria Loreta Chieffo, Luciano Corradini, Gino De Vecchis, Elena Fascinelli, Italo Fiorin, Rossella Garuti, Silvana Loiero, Maria Antonietta Marchese, Flavia Marostica, Filomena Nocera, Rosa Seccia, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rosa Stornaiuolo, Paola Traverso


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Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata:

  • aggiornata alla luce degli ultimi scenari normativi;
  • integrata nei contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti.

Il prossimo step del concorso è la prova scritta. La piattaforma presenta un’apposita sezione Indicazioni per la prova scritta, che contiene:

  • indicazioni teoriche e riflessioni sulla lingua per scrivere in maniera chiara e farsi apprezzare;
  • esempi di scritture e rubriche valutative;
  • 100 quesiti a risposta aperta per orientare l’organizzazione delle conoscenze;
  • quesiti con esempi di risposte in forma di saggio breve.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

Il PTOF tra “Linee Guida del DS” e progettazione condivisa

Rosalba MARCHISCIANA

Riscoprire l’autonomia scolastica

Si torna a parlare di autonomia scolastica. Per chiederne un’effettiva realizzazione, anche dopo le “turbolenze” della legge 107/2015. Senza dubbio il DPR 275/1999, Regolamento di attuazione dell’“autonomia scolastica” (L. 59/1997), è ancora la cornice normativa cardine, fondamento di un processo di revisione del sistema gestionale delle istituzioni scolastiche, nella prospettiva di favorire il passaggio da una visione verticistica ad una concezione di servizio come “sistema integrato” al territorio. In questo disegno ogni Collegio dei docenti è chiamato a diventare protagonista di un progetto-scuola “unico e identitario”, funzionale a garantire il successo formativo degli alunni e delle famiglie con cui si assume formale impegno.

Serve una leadership che presidia l’identità della scuola

Ma il cammino per la realizzazione della “piena attuazione dell’autonomia scolastica” è ancora lungo. Leggendo l’incipit della L. 107/2015, questo processo necessita di una leadership educativa ed emozionale, oltre che di competenze gestionali sicure da parte dei Dirigenti Scolastici (DS). In una prospettiva triennale il Dirigente Scolastico, che è il rappresentante legale dell’istituto, dovrà attivare tutti i canali relazionali e gli interlocutori possibili, affinché il PTOF non si traduca soltanto in un adempimento burocratico da assolvere o in un documento pubblicare sul portale “Scuola in chiaro”, ma sia “espressione dell’identità” in senso sostanziale di una comunità di professionisti, che si riconosce nei valori e negli impegni deliberati.

L’atto di indirizzo del DS come “perimetro progettuale”

L’atto di indirizzo, rivolto dal DS al Collegio dei Docenti all’inizio dell’anno scolastico, rappresenta una guida funzionale ad un’ideazione consapevole e responsabile, poiché poggia su una visione sistemica delle potenzialità e delle criticità dell’istituto. In quest’operazione il RAV (Rapporto di Autovalutazione) assume la funzione di un check-up strategico. L’atto di indirizzo diventa il “perimetro progettuale” in cui il dirigente dà conto in termini realistici, ma anche dinamici, delle potenzialità delle risorse umane, del bilancio (formale e non) delle competenze dei docenti, di una lettura attenta e ragionata degli esiti degli scrutini e delle prove Invalsi, dell’apporto dei gruppi di lavoro definiti in funzionigramma, nonché del raccordo con le famiglie. In controluce, l’analisi delle risorse materiali e finanziarie, declinata nel programma annuale, pianificata e monitorata dal raccordo funzionale con il DSGA, può rendere concreta e sostenibile l’attuazione di quel progetto-scuola che è sempre un armonico equilibrio tra slancio ideale e fattibilità sostanziale.

Il Dirigente Scolastico come “tessitore” della comunità educante

Da buon tessitore di relazioni, coniugando le responsabilità dirigenziali nel rispetto degli organi collegiali (art. 25 d.lgs. 165/2001), il DS deve aver cura di promuovere progettualità costruttiva a più livelli:

  • con i collaboratori e docenti che svolgono il ruolo di funzione strumentale secondo le aree di intervento deliberate dal Collegio, supporto organizzativo e collante nella gestione unitaria;
  • con i consigli di classe e i coordinatori,  per la definizione del curricolo didattico, fondamento cardine dell’azione educativa e cuore del POFT, intelaiatura principale per pianificare interventi educativi mirati, monitorarne gli esiti e apportare correttivi;
  • con i dipartimenti disciplinari e/o tematici, che favoriscano trasversalità e raccordo pedagogico-didattico;
  • con tutti gli interlocutori istituzionali del territorio, perché possano dare il loro contributo anche nel colmare carenze strutturali, favorendo la promozione di reti di scopo;
  • con il Consiglio d’Istituto, perché le diverse componenti della comunità educante (art. 24 del recente CCNL) possano riconoscersi nella progettazione e fornire un costruttivo contributo all’attuazione;
  • con il personale ATA, perché, pur nella specificità dei profili, si possa armonicamente pianificare il piano di lavoro annuale ottimizzando le risorse;
  • con la RSU, perché i criteri di utilizzazione e distribuzione delle risorse funzionali alla realizzazione degli impegni assunti nel PTOF poggino su principi  non solo di equità e di efficienza, ma anche di valorizzazione e gratificazione.

Nel micro-cosmo quale è la scuola, dunque, l’equilibrio delle relazioni dovrà poggiare su un significativo senso di appartenenza, affinché  ognuno possa sentirsi parte del piano, consapevole di poter offrire un contributo alla piana realizzazione dell’offerta formativa.

Rosalba Marchisciana

Cultura della prevenzione = educazione consapevole

Bruno SOZZI

La prevenzione chiede un’educazione consapevole

Ogni rilettura della definizione di prevenzione contenuta nel d.lgs. 81/2008 (art. 3, lett. n) evidenzia la difficoltà di racchiudere in pochi termini concetti densi e obiettivi non facilmente raggiungibili. «Prevenzione»: il complesso delle disposizioni o misure necessarie, anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali, nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.

In essa è implicito il riferimento alla definizione di formazione (lett. aa) del medesimo art. 3), espressa in termini di grande interesse (cfr. processo educativo, conoscenze, competenze) per il mondo scolastico. «Formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori, ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale, conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda, e all’identificazione, riduzione e gestione dei rischi.

Fare prevenzione a tutto campo

La lettura estiva di due riviste mi ha spinto a condividere i contenuti di altrettanti articoli con i lettori di Scuola7. Essi fanno riferimento ad un processo educativo consapevole e molto impegnativo su tematiche di grande attualità: il rispetto dell’integrità dell’ambiente esterno, fisico e umano.

Si può obiettare: siamo alle solite, si scarica sulla scuola ogni sorta di problema sociale che si presenta nella complessa realtà esistenziale degli studenti! Ma d’altro canto la didattica delle singole discipline può essere asettica di fronte alla realtà dei giovani in formazione? E se non lo fa la scuola… con l’indispensabile intesa con le famiglie…? Resto fermo nel convincimento che lo specifico della scuola sia la formazione alla cultura della sicurezza e della prevenzione, attuato in un ambiente garantito sicuro da altre competenze.

A lezione di sentimenti

L’articolo de L’Espresso[1] segnala un’iniziativa avviata nel prossimo anno scolastico in ordine alla prevenzione della violenza di genere: gli studenti del quarto e quinto anno delle superiori del Piemonte saranno coinvolti in un’ora settimanale di educazione sentimentale, novità assoluta nel panorama scolastico italiano, fortemente voluta dal Consiglio Regionale piemontese (Consigliere Gabriele Molinari) e dall’Associazione “Filosofia in Movimento” (prof. Paolo Ercolani, docente di filosofia dell’educazione all’Università di Urbino).

Il progetto intende dar seguito all’applicazione della Convenzione di Istanbul del 2011 sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne. Con la convenzione si chiedeva agli Stati di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole: è stata applicata in tutta Europa, eccetto che in Grecia e in Italia. Adesso però le regioni stanno provando a colmare il vuoto lasciato dal Parlamento: si parte dal prossimo anno nelle scuole piemontesi; Marche, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio hanno chiesto informazioni sul progetto e potrebbero accodarsi.

Il progetto sarà composto da una serie di lezioni sulla storia e la filosofia del rapporto tra il mondo maschile e femminile, tenute dal prof. Ercolani, e lezioni in cui la psicologa Giuliana Mieli fornirà ai ragazzi strumenti conoscitivi e sentimentali per avere delle relazioni sane e libere da pregiudizi, e diventare adulti in grado di vivere un’affettività equilibrata.

Educare al rispetto tra i sessi

Guai però a confondere l’educazione sentimentale con l’educazione sessuale. “L’educazione sessuale è ormai anacronistica, nonostante si discuta da quarant’anni sul suo inserimento nell’offerta formativa: i ragazzi ormai sono quasi più esperti di noi sulla meccanica del sesso”, dice Ercolani. Le grandi resistenze che hanno ostacolato l’educazione sessuale nelle scuole non sono però meno forti per quanto riguarda l’educazione ai sentimenti: “molti genitori sono spaventati dall’idea che i loro figli possano affrontare in classe un argomento che mina alcune convinzioni tradizionali”, spiega Ercolani.

Si parlerà molto anche di social network, strumenti di cui gli adolescenti fanno larghissimo uso ma che non aiutano ad avere rapporti affettivi profondi, ben diversi dai rapporti fugaci come quelli che si intrattengono con le chat.

Si vuole spiegare ai giovani i cambiamenti nelle relazioni tra i sessi, superare culturalmente ogni tipo di violenza di genere, sfatare i pregiudizi sempre esistiti sull’inferiorità della donna, educare al rispetto reciproco.

Aiutare a superare le tante fragilità

Nell’articolo di Rocca[2] un docente riflette sul senso di inadeguatezza che attanaglia una percentuale significativa dei giovanissimi contemporanei. Il pensare di non farcela da soli (con l’ausilio della propria volontà e della propria ragione, e non con quello offerto da prodotti chimici), “il ritenere di stare attraversando un’esperienza limite o marginale, quando invece si deve solo affrontre la sfida di una verifica complessa o dell’esame di Stato, dovrebbe stanare noi adulti dai nostri mugugni e portarci a considerare che forse non abbiamo irrobustito abbastanza i nostri ragazzi per confrontarsi con la bufera dll’esistenza”.

Trattasi di riflessioni che danno valore e sostegno al progetto piemontese: “Ciò che ci dovrebbe più colpire, e che noi adulti stiamo dimenticando di insegnare ai giovani, è l’esistenza di un personale limite emotivo che racchiude la sfera più intima... Se molti ragazzi, oggi, non sanno gestire lo stress, e lo devono esorcizzare ricorrendo anche, nei casi più estremi, a sostanze di rinforzo, lo si deve anche ad una certa mortificazione del senso del pudore, inteso come la dimensione del privato in cui poter riflettere e arginare le frustrazioni senza esibirle”.

L’autore conclude: “Cerco di aiutare i miei studenti a comprendere che la soglia del dolore, fisico o psichico, ci insegna a rispettare la vita e non ci autorizza a dribblare i problemi, aggirandoli con mezzucci. Cerco di far capire loro che non ci sarà mai un momento di quiete assoluta, e che il sentirsi inadeguati ci rende molto più sani di quanto non faccia il sentirsi continuamente adeguati. Cerco, appunto, con loro, e non contro di loro”.

Bruno Sozzi

[1] Federico Marconi, A lezione di sentimenti, in «L’Espresso», 5 agosto 2018, pagg. 62-63.

[2] Marco Gallizioli, La sfida delle emozioni, in «Rocca», 15 giugno 2018, pagg. 35-37.

Fondi edilizia scolastica: siglata l’intesa

Firmata in Conferenza Unificata l’intesa che consentirà tempi più rapidi per assegnare agli Enti locali le risorse destinate all’edilizia scolastica. Sarà sbloccato subito un miliardo per l’antisismica. Seguirà il via libera alla programmazione triennale 2018/2020.

Lo scorso 6 settembre è stato siglato in Conferenza Unificata un accordo in materia di edilizia scolastica, promosso dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, in collaborazione con la responsabile per gli Affari Regionali, Erika Stefani. Queste le principali novità:

  • tempi più rapidi per l’assegnazione agli Enti locali delle risorse per la messa in sicurezza delle scuole;
  • pagamenti diretti agli Enti beneficiari dei finanziamenti;
  • concentrazione degli stanziamenti destinati all'edilizia sul Fondo per la programmazione triennale degli interventi;
  • aggiornamento in tempo reale e miglioramento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica;
  • previsione di risorse per la progettazione a sostegno degli Enti locali.

Sarà sbloccato subito il primo miliardo per l’antisismica. Quindi sarà dato il via libera alla programmazione triennale 2018/2020.

L’accordo definisce anche i criteri di riparto a livello regionale delle risorse, con un’attenzione particolare alle zone sismiche.

Prevede inoltre il rilancio dell’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica, per il monitoraggio e il coordinamento delle attività.


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Scuola in ospedale: bando per scuola-polo nazionale

Con apposito avviso pubblico è indetta una selezione di progetti per l’individuazione di una scuola-polo nazionale per il coordinamento delle azioni destinate agli studenti ricoverati in ospedale e/o in istruzione domiciliare. Di 300.000 euro il finanziamento complessivo. Candidature on line entro il 20 settembre.

Il Miur ha emanato l’avviso 7 agosto 2018, prot. n. 1599, finalizzato a garantire la diffusione e la qualità degli interventi educativi e di istruzione destinati agli studenti ricoverati in ospedale e/o per i quali sia stato attivato il servizio di istruzione domiciliare. A tal fine è stato previsto il potenziamento delle azioni di supporto, sviluppo e coordinamento nazionale, incluso il funzionamento del portale nazionale per la scuola in ospedale e l'istruzione domiciliare anche mediante la documentazione, la condivisione e la diffusione di metodologie, buone prassi, materiale informativo e formativo, nonché l’utilizzo di un registro elettronico nazionale per i docenti interessati.

Per la realizzazione delle suddette finalità è stato stanziato un finanziamento complessivo di euro 300.000,00 a valere sui fondi ex legge 440/1992. All’attuazione delle suddette azioni è volta l’individuazione di una scuola polo nazionale. L’avviso è rivolto a tutte le istituzioni scolastiche singole o capofila di rete che siano scuola polo regionale per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare e/o scuole con sezioni ospedaliere. Le istituzioni scolastiche possono proporre una sola candidatura.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate esclusivamente attraverso il portale www.monitor440scuola.it entro e non oltre le ore 12.00 del 20 settembre 2018.

L’istituzione scolastica selezionata sarà supportata da un comitato tecnico/gruppo di lavoro istituito presso il Ministero composto da uno o più rappresentanti delle scuole ospedaliere e/o impegnate nell’istruzione domiciliare e uno o più rappresentanti del Ministero.


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Giornata Mondiale del Teatro

Anche quest'anno il Miur, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro 2019 lancia un bando di scrittura teatrale denominato "Scrivere il Teatro," rivolto agli studenti delle scuole pubbliche statali di ogni ordine e grado.

La Giornata Mondiale del Teatro che si tiene ogni anno il 27 marzo, è stata fondata nel 1960 dall'International Theatre Institute - Unesco (ITI) ed in tale occasione viene chiesto ad una personalità del teatro e della cultura mondiale di scrivere un messaggio che viene letto nei teatri, nelle scuole, nelle biblioteche e nelle piazze di tutto il mondo.

Nell’ambito delle attività inerenti alla celebrazione della Giornata Mondiale del Teatro, il Miur invita gli studenti delle scuole statali pubbliche di ogni ordine e grado a mettersi alla prova in qualità di drammaturghi, presentando una drammaturgia originale che riguardi i temi caratterizzanti le attività dell'ITI, con particolare riferimento ai diritti umani ed al disagio giovanile. Potranno partecipare al concorso gli studenti in forma individuale, in gruppo o divisi per classi.

Ciascun autore o gruppo potrà partecipare al concorso presentando una sola Opera originale, della durata massima di 15 minuti.

Gli elaborati dovranno essere inviati all’indirizzo e-mail: iti.italiancentre@gmail.com entro le ore 23,59 del 20 novembre 2018.

La Commissione darà particolare rilevanza ai lavori che svilupperanno il progetto in modo innovativo e creativo.

È prevista un'opera vincitrice assoluta e tre opere segnalate, una per ciascun grado di istruzione.

L’opera vincitrice assoluta sarà messa in scena dagli stessi studenti autori della drammaturgia, che saranno coadiuvati da esperti di teatro professionisti.

Maggiori informazioni


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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