Scuola7 27 luglio 2018, n. 100

Scuola7

la settimana scolastica

27 luglio 2018, n. 100


In questo numero:

Concorso a DS: verso la prova scritta (M. Spinosi)

Appuntamento con il PTOF (M.T. Stancarone)

Riaprire l’agenda della professionalità (G. Cerini)

Innovazione digitale a scuola (R. Baldascino)

Prova scritta concorso dirigenti scolastici

Pubblicato il Rapporto Istat sull’Istruzione

Concorso dirigenti scolastici: la commissione

Organici dirigenti scolastici a.s. 2018/19

Esami di Stato: sessione straordinaria

APE volontaria: chiarimenti


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

A Ischia parleremo diConcorso, autonomia, PTOF, professionalità, innovazione
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27 luglio 2018

__TESTATA__

n. 100

Concorso a DS: verso la prova scritta

Come farsi leggere ed apprezzare

Mariella SPINOSI

Il primo verdetto   

Il primo “verdetto” per tutti gli aspiranti dirigenti scolastici è stato emesso il giorno successivo alla prova preselettiva: un record di tempestività ed efficienza, distante anni luce dal modello medioevale dell’ultimo concorso.

A parte qualche piccolo ed ininfluente disguido, tutto sembra che si sia svolto in maniera regolare, quasi impeccabile. I candidati hanno avuto immediato riscontro della prova effettuata con l’attribuzione del punteggio conseguito. Chi si è trovato collocato nel primo decile (90-100) non ha dovuto aspettare con trepidazione l’elenco degli ammessi. Tuttavia, non essendoci un numero di sbarramento, gli esiti non erano facili da prevedere. L’assenza di 10.498 candidati su 34.580 previsti ha abbassato notevolmente il punteggio utile per l’ammissione.

Di fatto, la prova preselettiva è stata anticipata da una significativa autoselezione. Le motivazioni possono essere molteplici, non ultima la data collocata in un periodo di diffusa stanchezza per tutti.

Ora gli 8.736 ammessi devono pensare al prossimo step: quello della prova scritta. Non è facile, il tempo per la preparazione è limitato (si presume che avvenga nel mese di ottobre), né i candidati possono contare su prassi consolidate perché la tipologia di prova è del tutto innovativa: è stata, per la prima volta, sperimentata solo nell’ultimo concorso a cattedra.

Il problema della comunicazione scritta

Ricordiamo che l’articolo 10 del Regolamento prevede per la prova scritta cinque quesiti a risposta aperta su 9 aree (le stesse su cui si sono basati i 4.000 test della prova preselettiva) e due in lingua straniera articolati in cinque domande a risposta chiusa.

I cinque quesiti costituiscono una tipologia di esame diversa dal tradizionale saggio e anche dal meno tradizionale studio di caso.

Il primo problema è quello della scrittura in sé. Non tutti i bravi insegnanti sono necessariamente bravi a scrivere e a comunicare.

Il secondo problema è quello della capacità di sintesi. Non tutti i docenti che sanno scrivere bene sono contestualmente capaci di usare un linguaggio essenziale, chiaro e privo di ridondanze.

Il terzo problema è quello della pertinenza rispetto alle richieste: non tutti i docenti che scrivono bene e hanno capacità di sintesi sono sempre in grado di rispondere in maniera corretta alle domande, né tutti hanno pronti i saperi di riferimento.

Il tempo a disposizione è di 150 minuti. Ciò significa che per strutturare una risposta il candidato può contare su poco più di 20 minuti. Non è facile.

La questione della brevità

La capacità di sintesi è la qualità migliore per farsi leggere ed apprezzare. Ma la sintesi è l’atto finale di un processo articolato. Richiede tempo e cura. I venti minuti a disposizione non sono sicuramente sufficienti per costruire ex novo buone risposte. È necessario, quindi, arrivare alla prova scritta con strumentalità già collaudate.

La sintesi presuppone che il candidato riesca a farsi subito un’idea della domanda, a raccogliere immediatamente nella mente tutte le informazioni in merito, a scegliere quelle più significative utilizzando magari, in fase di preparazione, qualche strumento rappresentativo (schema, tabella, mappa…), a metterle insieme componendo un testo che sia chiaro, semplice, preciso e, soprattutto, breve.

La brevità è, però, una parola soggetta ad interpretazioni. Molti si chiedono, infatti se c’è un riferimento quantitativo cui attenersi. Né il Regolamento, né il bando ne fa menzione. Trattandosi di una prova computer based, si potrebbe presupporre uno sbarramento tecnico. Però, così non è stato per la precedente esperienza dei docenti.

La mancanza di un limite dichiarato, se per un verso sembra favorire il candidato, in realtà non lo aiuta nel suo training. La conoscenza di un limite favorisce la selezione delle informazioni (quelle che servono veramente), aiuta a collegarle bene, anche ad utilizzare costrutti semplici con frasi che non superino di media 25 parole, soprattutto ad evitare ridondanze o termini imprecisi.

È difficile, e anche opinabile, tradurre in numero di 2000-3000 caratteri il concetto di brevità, ma è utile farlo soprattutto per una buona gestione del tempo a diposizione.

I criteri di valutazione

Un’altra preoccupazione dei candidati è il rischio di soggettività nella valutazione dei compiti. Anche se si fa riferimento a coordinate ben precise, resta possibile che nel giudizio finiscano col prevalere i parametri soggettivi. Le rubriche valutative sono strumenti che forniscono alcune garanzie e aiutano le commissioni di concorso a ad attenersi a precise regole. Però le rubriche non sono sempre uguali, variano non solo in relazione alla natura e agli obiettivi di un compito, ma anche agli aspetti che le commissioni ritengono più significativi.  Per la valutazione della prova scritta ci si può riferire ad una rubrica generica (fig. 1) o anche ad una più specifica, se trattasi per esempio di quesiti a carattere giuridico procedurale (fig. 2)

Fig. 1 – Rubrica generica

Conoscenza e correttezza dei contenuti

-Sono presenti tutti gli aspetti richiesti

-Le informazioni sono corrette a livello concettuale

Pertinenza rispetto alle richieste della traccia

-Coglie il "nocciolo" dell'argomento

-Sviluppa in maniera omogenea (armonica) tutte le questioni

-È gerarchizzato

Coerenza logica e capacità di rielaborazione

-Continuità di senso e connessione fra gli enunciati

-Rielaborazione delle informazioni

-Stile personale

Chiarezza espositiva ed espressiva

-Accettabilità ed efficacia

-Adeguatezza

-Ricchezza lessicale

-Stile comunicativo

Coesione linguistica e testuale

-Correttezza ortografica ivi compresi i segni di interpunzione

-Correttezza morfologica (genere, accordi, coniugazioni verbali…) e sintattica (con particolare riferimento ai connettivi)

-Uso adeguato dei periodi e dei capoversi

Fig. 2 – Rubrica per quesiti a carattere giuridico-procedurale

Riferimenti generali ai principi giuridici e costituzionali

Riferimenti corretti e precisi

Correttezza concettuale. Riferimenti legislativi specifici

Correttezza con riferimenti giuridici e legislativi ben circostanziati

Chiarezza espositiva

Comunicazione accurata

Capacità di sintesi e coesione

Buona sintesi con collegamenti che la rendono efficace

Correttezza formale

Correttezza ortografica morfologica e sintattica e ricercatezza

Se si analizzano le diverse rubriche che girano normalmente tra gli addetti ai lavori ci si rende subito conto che i macro indicatori sono pressoché simili, ma cambiano i livelli di aggregazioni degli aspetti costitutivi, cambiano anche i livelli di articolazione e i valori assegnati ad ogni livello: quegli stessi valori che poi determineranno il punteggio.

Ma c’è quesito e quesito

Dunque, anche se ci saranno indicatori ufficiali a livello nazionale, non ci sono garanzie assolute che con le rubriche ci siano poi valutazioni perfettamente uniformi. Molto dipenderà dalle competenze e dalle sensibilità delle sottocommissioni.

Resta un altro problema a cui difficilmente riusciamo a dare risposte certe, ma su cui possiamo fare alcune riflessioni. Come saranno articolati i cinque quesiti?

1. Dobbiamo aspettarci domande dirette che richiedono risposte precise di tipo informativo? Le conoscenze richieste, in tal caso, possono essere di varia natura. Facciamo qualche esempio:

  • Quali sono gli aspetti pedagogici ed organizzativi più qualificanti legati all’istituzione del sistema integrato zerosei?
  • Quali sono i nuovi indirizzi di studio dei percorsi professionali?
  • Il candidato illustri le principali novità che il nuovo regolamento di valutazione introduce nel primo ciclo di istruzione.

2. Dobbiamo prevedere, però, anche domande più articolate che richiedono sia conoscenze specifiche, sia capacità di gerarchizzazione, scelte di senso, ragionamenti. Esempio:

  • L’attuale normativa prevede che la valutazione dei risultati scolastici venga effettuata attraverso voti in decimi. Il candidato metta in evidenza le ragioni della scelta riassumendo brevemente il percorso storico degli ultimi due decenni che hanno influito su tali decisioni. Metta altresì in evidenza i passaggi necessari che un dirigente scolastico deve presidiare in modo che l’espressione del voto diventi contestualmente una azione formalmente corretta ed efficace sul piano pedagogico.

3. Forse ci possono essere quesiti che postulano specificatamente un saper fare dirigenziale? Esempi:

  • Le istituzioni scolastiche sono organizzazioni che nel tempo stanno assumendo tratti di sempre maggiore complessità. L’attuale normativa sottolinea l’importanza dell’atto di indirizzo anche per garantire un'efficace ed efficiente gestione delle risorse. Spieghi il candidato come dovrebbe essere formulato un atto di indirizzo perché abbia una buona ricaduta sull’organizzazione della scuola e sulla qualità dell’offerta formativa.
  • Spesso l’arrivo di un alunno straniero può costituire un problema per la scuola. Con quali strumenti il Dirigente scolastico può affrontarlo?

4. Non si escludono domande che privilegiano una conoscenza accurata di norme legislative. Esempi:

  • La valutazione degli apprendimenti e gli esami di Stato sono stati oggetto di modifica normativa ad opera del D.lgs. 62/2017. Il candidato illustri le principali novità che il nuovo regolamento di valutazione introduce nel I ciclo di istruzione.
  • Il candidato illustri, alla luce delle Linee Guida, il protocollo di accoglienza e di integrazione degli alunni stranieri

Queste sono esemplificazioni che rientrano nelle più note tipologie testuali. Ma i quesiti potrebbero mettere in campo tipologie anche diverse che richiedono competenze più specifiche. Ci riferiamo, per esempio: all’analisi di uno studio di caso; alla messa a punto della documentazione utile per la trattazione di un argomento all’interno di un gruppo di lavoro; alla preparazione di una scaletta per il primo incontro collegiale dei docenti; e via di seguito. Pensiamo tuttavia che la commissione degli esperti si muoverà con molta cautela nei confronti di queste ultime tipologie di scritture professionali.

In generale, pensare che le domande possono essere formulate in maniera diversa aiuta a razionalizzare ed ottimizzare la preparazione

Non esiste, quindi, uno standard che possa essere applicato ovunque, a parte le regole generali di una buona scrittura.

Mariella Spinosi

 

Nella piattaforma Tecnodid per la preparazione al concorso c’è una sezione dedicata in cui si di danno “INDICAZIONI PER LA PROVA SCRITTA”. Qui si troveranno anche supporti per la scrittura in generale e, soprattutto, esempi di quesiti specifici, distribuiti nelle nove aree.

È un servizio ulteriore che la casa editrice si impegna ad alimentare e ad arricchire proprio per favorire il training per la prova scritta.



Appuntamento con il PTOF

Maria Teresa STANCARONE

Rinnovare il Piano Triennale

L’anno scolastico che sta per concludersi ci sta immancabilmente accompagnando verso un importante appuntamento che ci attende nei primi mesi del prossimo anno: il rinnovo del Piano triennale dell’offerta formativa. L’art. 1, comma 12, della Legge n. 107/2015 prescrive, infatti, che le scuole predispongano il PTOF entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, per cui entro ottobre 2018 le istituzioni scolastiche dovranno progettare la propria offerta relativa al periodo settembre 2019 – agosto 2022. Una tempistica serrata che, venute meno le attese per i posti di potenziamento assegnati in organico dell’autonomia in ragione delle richieste e delle esigenze delle scuole, ha poca ragione di essere e lascia presagire uno slittamento della scadenza e tempi più distesi per la progettualità, come era già avvenuto nel primo anno di definizione dei piani triennali.

C’è bisogno di riflessione

In effetti un tempo più lungo sarebbe quanto mai necessario, anche per organizzare coerentemente le scelte della scuola con gli esiti dell’autovalutazione, realizzata entro giugno 2018 attraverso l’aggiornamento del RAV, e tradotta nei percorsi descritti nei Piani di Miglioramento da adottare entro la stessa data di definizione del PTOF, di cui costituiscono parte integrante.

La Nota MIUR 28 febbraio 2017 n. 2182, su Lo sviluppo del Sistema Nazionale di Valutazione per l’anno scolastico 2016/2017, ha di fatto prolungato di due anni il ciclo del SNV, fissando per agosto 2019 la rendicontazione sociale dei risultati raggiunti, che altrimenti si sarebbe dovuta realizzare alla fine dello scorso anno scolastico.

Con la ripresa delle attività scolastiche dopo la pausa estiva, quindi, e a meno dei probabili slittamenti dei tempi, gli appuntamenti per le scuole in termini di progettualità saranno i seguenti:

Ottobre 2018

- Aggiornamento (eventuale) PTOF 2016-2019

- Predisposizione PTOF 2019-2022

Agosto 2019

- Rendicontazione sociale ciclo SNV 2014-2019 (eccezionalmente quinquennale)

Un possibile modello per il PTOF

È innegabile che, nel rispetto dell’autonomia delle scuole, ad oggi la progettualità delle istituzioni scolastiche è fortemente disomogenea, circostanza resa ancora più evidente dal passaggio dal POF al PTOF e dalla conseguente necessità di prevedere molti più contenuti rispetto alla logica della contestualizzazione derivante dal DPR 275/1999 e tipica dei Piani dell’Offerta formativa. La progettualità strategica triennale impegna le scuole nel difficile compito di legare coerentemente aspetti che prima non erano previsti, come i Piani di Miglioramento, le attività di formazione professionale, gli organici e le risorse a disposizione. Abbiamo, per questo, negli scorsi anni fornito alle scuole un possibile format per la predisposizione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa[1] che, attraverso cinque sezioni coerentemente organizzate, ha costituito una guida per descrivere l’ambiente di riferimento e le risorse disponibili, fissare l’identità strategica della scuola in termini di priorità e percorsi di miglioramento da realizzare, predisporre il curricolo di istituto. Le scelte di carattere organizzativo completavano il format, la cui ulteriore caratteristica è stata quella di prevedere un’ultima sezione per monitorare e verificare quanto annualmente raggiunto, sia con la finalità di regolare, attraverso i possibili aggiornamenti annuali, l’offerta formativa, sia per avere gli elementi funzionali alla rendicontazione sociale dei risultati raggiunti e dei processi attivati al termine del triennio di riferimento.

Il PTOF come strumento di autonomia a vantaggio delle scuole

Condividere un modello per la predisposizione del PTOF, purché organizzato in maniera da favorire l’autonoma riflessione delle scuole e l’organizzazione coerente ed efficace degli spazi decisionali e delle risorse a disposizione, potrebbe senza dubbio favorire la logica strategica oggi richiesta alle scuole. In considerazione del periodo medio-lungo di riferimento e degli aspetti, non più solo educativo-didattici, che la legge impone di tenere presenti nella progettazione dell’offerta formativa, potersi riferire, su base volontaria, ad un modello esemplificativo fornito a livello centrale che suggerisca alla scuola gli aspetti da presidiare e i passaggi da valorizzare potrebbe essere un elemento di semplificazione e raccordo tra le scuole, anche in un’ottica di progettualità di rete e di governance territoriale.

Altra finalità che un modello di riferimento fornito centralmente potrebbe perseguire è la possibilità per le scuole di disporre di dati certi su cui basare le proprie analisi per valorizzare le diverse istanze progettuali e rendere coerenti i documenti della progettazione strategica delle scuole (RAV, PDM, PdF, PTOF) con l’Atto di indirizzo fornito dal Dirigente scolastico al collegio dei docenti.

L’obiettivo dell’Amministrazione, infatti, non può e non deve essere quello di fornire un format predisposto e pronto per l’uso, ma piuttosto quello di facilitare e sostenere la riflessione interna alla scuola che, operando scelte autonome e rispondenti alle peculiarità che la caratterizzano, al termine del percorso abbia costruito il proprio modello progettuale nell’ottica strategica del triennio che sta per affrontare e come presupposto dell’autonomia dell’organizzazione.

Maria Teresa Stancarone[2]

[1] “DAL POF AL PTOF PASSANDO PER IL MIGLIORAMENTO - Un possibile modello di riferimento per il Piano Triennale”, Maria Teresa Stancarone, www.notiziedellascuola.it, 9 dicembre 2015, Tecnodid editrice.

[2] Incaricata dalla DGOSV, Uff. IX del MIUR dell’ideazione, della progettazione e del coordinamento tecnico per la definizione del modello MIUR per la stesura del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Prova scritta concorso dirigenti scolastici

Per gli 8.736 candidati che hanno superato la preselezione del concorso a dirigente scolastico il prossimo step è la prova scritta. Data e ora di svolgimento saranno comunicate con apposito avviso in Gazzetta Ufficiale. Vediamo in cosa consiste la prova e come affrontarla al meglio.

La prova scritta è svolta al computer in 150 minuti, e consiste in:

Il punteggio complessivo della prova è dato dalla somma dei punteggi ottenuti. Sono ammessi all’orale i candidati che ottengono un punteggio pari o superiore a 70 punti.

 

Per studiare

La piattaforma DirCARD presenta contenuti professionali relativi alle materie che saranno oggetto della prova scritta, integrati e arricchiti con nuovi materiali.

Inoltre un’apposita sezione Indicazioni per la prova scritta, che contiene:

  • indicazioni teoriche e riflessioni sulla lingua per scrivere in maniera chiara e farsi apprezzare;
  • esempi di scritture e rubriche valutative;
  • quesiti a risposta aperta per orientare l’organizzazione delle conoscenze;
  • quesiti con esempi di risposte in forma di saggio breve.

 

Per svolgere la prova

Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego, a cura di Sergio Auriemma, è un volume pensato appositamente per i concorsi nel comparto istruzione:

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, lecitamente consultabili durante la prova scritta;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

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Pubblicato il Rapporto Istat sull’Istruzione

L’Istat ha reso noto il report “Livelli di istruzione della popolazione e ritorni occupazionali: i principali indicatori”, con i dati relativi all’anno 2017: percentuale di titoli di studio superiore inferiore alla media europea, donne più istruite degli uomini, nessun miglioramento nel tasso di dispersione scolastica, inversione di tendenza per i livelli occupazionali.

L’Istat stima che nel 2017 in Italia il 60,9% della popolazione di 25-64 anni abbia almeno un titolo di studio secondario superiore; valore distante da quello medio europeo (77,5%). Dal 2008 al 2017 la quota di popolazione con almeno il diploma secondario superiore è in deciso aumento. Più contenuta, rispetto alla media europea, è invece la crescita della quota di popolazione con un titolo terziario.

Il livello di istruzione delle donne risulta più elevato di quello maschile: il 63,0% ha almeno un titolo secondario superiore (contro 58,8% degli uomini) e il 21,5% ha conseguito un titolo di studio terziario (contro 15,8% degli uomini). Inoltre i livelli di istruzione femminili stanno aumentando più velocemente di quelli maschili.

La quota di 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi si stima pari al 14,0%; per la prima volta dal 2008 il dato non ha registrato un miglioramento rispetto all’anno precedente. L’abbandono scolastico precoce è molto più rilevante tra gli stranieri rispetto agli italiani (33,1% contro 12,1%). Tuttavia dal 2008 ad oggi, proprio tra gli stranieri si è registrato il miglioramento più consistente. Le differenze territoriali negli abbandoni scolastici precoci sono molto forti – 18,5% nel Mezzogiorno, 10,7% nel Centro, 11,3% nel Nord – e non accennano a ridursi.

La  percentuale di  occupati tra i diplomati e laureati di  20-34 anni che hanno concluso il  ciclo formativo da non più di tre anni è del  55,2%, valore  marcatamente  inferiore  a  quello  medio  Ue (80,2%). Tuttavia nel triennio 2014-2017 si  è  registrata una decisa inversione di tendenza: l’aumento del tasso di  occupazione dei giovani usciti più di recente dagli studi (+ 10,2 punti in tre anni) è più sostenuto  rispetto  a quello medio europeo (+ 4,2) e rispetto a  quanto registrato  nei maggiori Paesi europei. L’accentuazione delle difficoltà d i ingresso nel mercato del lavoro, dovuta alla crisi, è stata  fortissima sia nei diplomati che nei  laureati.

Nonostante  questi  miglioramenti i tassi di  occupazione restano  bassi  e  ancora  di  molto inferiori ai livelli pre-crisi, sia per i diplomati che per i laureati. Restano enormi i  differenziali tra  Nord e  Mezzogiorno: il tasso di occupazione da uno a tre anni dalla laurea è pari al 76,4 % nel Nord e  solo del 43,7 %  nel Mezzogiorno; il rispettivo  tasso da uno a tre anni  dal diploma  è  pari al 65,3% nel Nord e  scende a meno della metà, 30,5%, nel Mezzogiorno.

Leggi il report Istat


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Concorso dirigenti scolastici: la commissione

Resi noti da parte del Miur i nominativi dei membri della commissione esaminatrice dei candidati al concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale.

La Commissione esaminatrice dei candidati al concorso di ammissione al corso di formazione dirigenziale è così costituita con Decreto Direttoriale 19 luglio 2018 prot. n. 1105:

  • Presidente: dott. Daniele Bertuzzi, Consigliere della Corte dei Conti.
  • Componente: dott.ssa Marisa Oglio, dirigente scolastica.
  • Componente: dott. Mario Carmelo Maviglia, dirigente tecnico in quiescenza dall’1/1/2018.
  • Componente aggregato esperto di lingua inglese: dott.ssa Silvana Albani, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado.
  • Componente aggregato esperto di lingua francese: dott.ssa Patrizia De Monte, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado.
  • Componente aggregato esperto di lingua spagnola: dott.ssa Antonia Paldera, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione di II grado.
  • Componente aggregato esperto di lingua tedesca: dott.ssa Assunta Mattei, docente di ruolo abilitata all’insegnamento per la classe di concorso Lingue e culture straniere negli istituti di istruzione secondaria di II grado.

Il decreto nomina anche i membri supplenti.

Qualora il numero dei candidati ammessi alla prova scritta sia superiore alle duecentocinquanta unità, la composizione della Commissione sarà integrata in modo da costituire una sottocommissione, comprensiva dei membri aggregati, per ogni gruppo o frazione di duecentocinquanta candidati.


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Prova scritta concorso dirigenti scolastici: piattaforma e testi

Testi consigliati per il concorso


Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego

a cura di Sergio Auriemma

Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

- contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
- gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
- sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
- per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


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Repertorio 2018

Dizionario normativo della scuola - XXXII edizione

Repertorio, Dizionario normativo della scuola, è uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a pubblici concorsi.

Si compone di saggi, ordinati alfabeticamente e curati da esperti di settore, che illustrano in modo aggiornato ed approfondito i principali istituti giuridico-amministrativi, contrattuali e contabili del comparto scuola e del pubblico impiego: tematiche giuridiche, amministrative e talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ciascuna voce sintetizza un argomento, ne mette in risalto gli aspetti salienti, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo, presenta considerazioni tecnico-giuridiche, notazioni, commenti. Attraverso l'analisi dei riferimenti normativi e le riflessioni svolte dagli autori, è possibile cogliere l’evoluzione cronologica delle norme, ricostruire la storia degli istituti giuridici, individuare le principali disposizioni in vigore.

L’opera può agevolare le attività negli uffici dell’amministrazione scolastica, nelle presidenze, nelle sale dei professori e nelle segreterie delle scuole, nelle sedi di Soggetti, Enti e Agenzie esterne che operano a contatto con il mondo dell’istruzione; e ancora le attività di competenza dei revisori contabili, l’assolvimento di impegni delle RSU.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Schemi di provvedimenti, fac simile di domande, istanze, documenti ministeriali o di altre autorità, tabelle riassuntive e modulistica, possono essere prelevati nell’apposita sezione on line.

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Competenze chiave per la cittadinanza

a cura di G. Cerini, S. Loiero, M. Spinosi

Indicazioni nazionali e nuovi scenari - Didattiche per competenze - Percorsi per la sostenibilità - Criteri per la valutazione e certificazione

 

Il libro affronta, con una pluralità di contributi pedagogici, disciplinari e didattici, il complesso tema delle competenze chiave per la cittadinanza, che tanta attenzione sta ricevendo dal mondo della scuola e dall'opinione pubblica.

L'occasione è legata alla pubblicazione, da parte del Ministero dell'istruzione, di due importanti documenti: “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” e “Linee guida per la certificazione delle competenze” (entrambi nel 2018). Essi propongono una rivisitazione delle Indicazioni per il curricolo del 1° ciclo, che le scuole stanno attuando dal 2012.

Le trasformazioni culturali, economiche, demografiche, degli stili di vita e delle aspettative, richiedono infatti un ripensamento delle priorità dell'intervento educativo. Le istituzioni scolastiche hanno la responsabilità di promuovere una piena educazione alla cittadinanza e di coinvolgere maggiormente gli allievi attraverso la costruzione di nuovi ambienti di apprendimento.

Confermando il valore formativo degli alfabeti di base (la literacy, la numeracy, le lingue straniere), è importante esplorare, nell'ottica della sostenibilità, le potenzialità di strumenti di conoscenza come il digitale, il coding, la statistica, la stessa geografia, fino ad oggi un po' emarginata.

Il testo si snoda con linearità ed efficacia attorno ai temi di sfondo dei “nuovi scenari della cittadinanza” (Parte I), analizza il quadro di “nuovi saperi e discipline di frontiera” (Parte II), si inoltra lungo alcuni “percorsi operativi” ispirati alla didattica per competenze (Parte III), e offre suggerimenti per “la progettazione didattica, la valutazione, la certificazione e la formazione in servizio” (Parte IV).

L'intento è quello di fornire a insegnanti, formatori, dirigenti scolastici, alcune chiavi di lettura per affrontare con maggiore sicurezza i propri impegni, per migliorare la qualità dell'insegnamento ed i risultati degli studenti.

 

Contributi di: Roberto Baldascino, Giancarlo Cerini, Maria Loreta Chieffo, Luciano Corradini, Gino De Vecchis, Elena Fascinelli, Italo Fiorin, Rossella Garuti, Silvana Loiero, Maria Antonietta Marchese, Flavia Marostica, Filomena Nocera, Rosa Seccia, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rosa Stornaiuolo, Paola Traverso


maggiori informazioni

Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata:

  • aggiornata alla luce degli ultimi scenari normativi;
  • integrata nei contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti.

Il prossimo step del concorso è la prova scritta. La piattaforma presenta un’apposita sezione Indicazioni per la prova scritta, che contiene:

  • indicazioni teoriche e riflessioni sulla lingua per scrivere in maniera chiara e farsi apprezzare;
  • esempi di scritture e rubriche valutative;
  • 100 quesiti a risposta aperta per orientare l’organizzazione delle conoscenze;
  • quesiti con esempi di risposte in forma di saggio breve.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

27 luglio 2018

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n. 100

Riaprire l’agenda della professionalità

Giancarlo CERINI

Non solo “carriera”

La carriera che procede per anzianità è rassicurante, ma non stimola scelte innovative. L’esperienza conta, ma va accompagnata dalla riflessione, rielaborazione, documentazione, validazione di competenze che attestano il raggiungimento di standard professionali elevati. Rendere pubblici e visibili gli standard attesi rappresenta certamente uno stimolo alla crescita personale e professionale. È auspicabile adottare un sistema di riconoscimenti, ma questo processo va adeguatamente motivato, esplicitato, sperimentato e condotto con l’apporto attivo della componente docente. In quasi tutti i paesi gli standard professionali sono “postati” dagli stessi membri della comunità professionale (dal sistema universitario, dalle associazioni, ecc.) e non imposti normativamente dal Governo.

Si attende ora di capire quali saranno le scelte in materia di professionalità, recuperando anche il lavoro che è stato sviluppato da alcuni gruppi tecnici operanti presso il MIUR e che è sfociato nel documento “Sviluppo professionale e qualità della formazione” reso pubblico nel marzo 2018, ma ancora non oggetto di adeguate policies. Oltre a delinare 12 standard professionali, si ipotizza un percorso sperimentale che porti a validare uno strumento (portfolio o dossier professionale) in cui dar conto dei crediti formativi via via acquisiti dai docenti, nel campo della didattica, della organizzazione, della formazione.[1]

È auspicabile che il documento possa essere messo a tema in apposite “consensus conference” da tenersi a livello regionale, con la partecipazione di tutte le componenti professionali.

Scelte coraggiose per il futuro

Gli incentivi temporanei non bastano, spesso provocano incomprensioni, soprattutto se sono percepiti come del tutto discrezionali. Questo è stato il limite del “riconoscimento del merito”. E invece è tempo di pensare ad un meccanismo di carriera il cui il valore aggiunto, a fianco dell’anzianità di servizio, sia l’acquisizione progressiva di competenze didattiche e organizzative più approfondite. Il sistema dovrebbe essere “in mano” ai docenti, cioè essere una libera scelta che porti a identificare le competenze, a validarle, a certificarle (con un sistema di verifiche interne ed esterne).

L’adozione volontaria di un dossier professionale (non di un semplice curriculum, ma piuttosto di un portfolio formativo) può agevolare la documentazione, la rielaborazione, delle proprie esperienze professionali. In questa ottica è uno strumento riservato e personale, che il docente può utilizzare in passaggi strategici della sua carriera (accesso al ruolo, mobilità, nuove funzioni, carriera dirigenziale, ecc.), chiedendo la validazione dei crediti documentati.

Una carriera deve essere percepita come un insieme di opportunità professionali di crescita e di sviluppo, centrata sul lavoro didattico in classe, mentre la competenza organizzativa e gestionale acquisita può essere riconosciuta ai fini dell’accesso a nuove funzioni, come il profilo dirigenziale. L’attuale sistema dei test pre-selettivi potrebbe essere sostituito dall’apprezzamento preliminare del curriculum professionale dei candidati ai concorsi.

Il middle management

Lo sviluppo dell’autonomia scolastica richiede un modello organizzativo articolato in cui alcune funzioni strategiche (coordinamento dipartimenti, staff, referenti progetti, responsabili formazione/valutazione/ecc.) siano presidiate e affidate a personale fornito di adeguate competenze (che potrebbero essere documentate nel dossier-portfolio del docente) e con riconoscimento economico adeguato, legato allo svolgimento della funzione. 

La configurazione delle attuali “posizioni organizzative” (collaboratori, figure intermedie, funzioni strumentali) appare del tutto precaria, sia nei meccanismo di scelta delle persone, sia di riconoscimento e legittimazione, sia di verifica dei risultati ottenuti per l’organizzazione. Le figure intermedie vanno interpretate come articolazioni strutturate di una comunità professionale, magari aperte anche ad uno sviluppo più stabile, mettendo a confronto le soluzioni adottate in altri paesi.

La valutazione dell’insegnamento

Lo sviluppo di sistemi valutativi dell’insegnamento rappresenta un passaggio importante per un recupero di credibilità sociale della figura del docente e di riconoscimento e valorizzazione professionale. Ogni forma di valutazione, sia che si riferisca alla scuola, agli allievi, alle professionalità, va inserita in una dimensione formativa, di stimolo al miglioramento, di riflessione personale. Si basa fondamentalmente su una autovalutazione strutturata (bilancio delle competenze), sulla documentazione del lavoro, sulla disponibilità al confronto sull’insegnamento svolto e sui risultati ottenuti (ivi compresa la peer review, come elemento di formazione). Validazione interna (i pari, il responsabile di dipartimento, il dirigente scolastico) ed esterna (l’ispettore, l’esperto) diventano il corollario del processo di autovalutazione, quando si intende usufruire delle opportunità di crescita professionale (incentivi, benefici di carriera, nuove funzioni).

Un orario onnicomprensivo?

Non va sottovalutato il tempo di lavoro che viene dedicato alla progettualità, alla innovazione dei metodi, all’allestimento di ambienti di apprendimento efficaci e alla produzione di risorse didattiche. L'impegno dedicato al proprio lavoro può rappresentare un criterio oggettivo utile a definire incentivi o a profilare diverse soluzioni contrattuali.

Occorre dare visibilità al lavoro sommerso del docente, che non si riduce alla “lezione in classe”, ma richiede preparazione, progettazione, verifiche, formazione, rapporti con colleghi, genitori e partner della scuola. La stessa attività didattica è già cambiata se pensiamo alle forme di tutoraggio per gli allievi, al lavoro on line, agli stage, alla produzione di risorse digitali, alla valutazione formativa, ecc.

La sistemazione contrattuale di tali aspetti risulta del tutto insoddisfacente (nella attuale tripartizione dei tempi di lezione, di attività collegiali, di impegni della funzione docente) e ostacola il riconoscimento sociale di piena professionalità. È tempo di aprire una riflessione coraggiosa sul tempo di lavoro dei docenti, che non significa aumentare i carichi orari, ma renderli trasparenti, definirli con realismo, cogliere le differenze che si presentano. È possibile “immaginare” modelli orari onnicomprensivi o un doppio regime orario, con scelta volontaria (orario standard, orario potenziato, part-time per chi esercita altre attività). Ma queste soluzioni dovrebbero scaturire da un confronto aperto con gli insegnanti e le loro rappresentanze, così come dovrebbe avvenire per tutti gli aspetti che riguardano il profilo professionale e le innovazioni della scuola.

Giancarlo Cerini


[1] Il documento del MIUR, corredato di alcuni commenti, è disponibile nel numero monografico di “Notizie della Scuola”, n. 16, 26 aprile 2018, Tecnodid, Napoli.

Innovazione digitale a scuola

Roberto BALDASCINO

La sottile linea rossa

Il 16 luglio 2018 è stato pubblicato dal MIUR l’elenco delle istituzioni scolastiche ammesse alla seconda fase di selezione del progetto "Curricoli digitali"[1]. Nel file pdf pubblicato online una sottile linea rossa divide le scuole capofila che verranno finanziate per lo sviluppo del proprio progetto e quelle escluse. Facciamo una breve cronistoria. Il progetto ministeriale è incominciato quasi tre anni fa con la pubblicazione del Decreto n. 851 del 27 ottobre 2015 che statuiva lo stanziamento di 4.300.000 euro per la realizzazione dell’azione #15 del PNSD. L’azione era mirata allo sviluppo di scenari innovativi per le competenze digitali. Il termine di presentazione dei progetti era stato fissato al 21 Novembre 2016. Nella prima fase di selezione era richiesto una presentazione o un “video tutorial” sul curriculum digitale che la scuola capofila della rete aveva intenzione di sviluppare. Dopo due anni con l’attuale pubblicazioni delle graduatorie si è arrivati alla seconda fase di selezione. Le scuole selezionate realizzeranno i propri curricoli digitali. Le diverse sperimentazioni saranno monitorate e in seguito valutate. Una volta terminata l’attività, la sperimentazione avrà ampia pubblicità e diffusione. Le istituzioni scolastiche capofila renderanno disponibili con licenza Open Educational Resource[2] tutti i materiali didattici digitali prodotti e/o la cui licenza è stata acquisita, che sono serviti alla realizzazione del curriculum digitale. Tale modalità di rilascio permetterà successivamente a tutte le scuole che fossero interessate a svolgere il percorso sperimentale di potere utilizzare lo stesso materiale “validato” e, nel caso, anche di modificarlo secondo le esigenze e caratteristiche contestuali senza incorrere in problemi di diritto di autore.

Le caratteristiche dei curricoli digitali

Come specificato nell’allegato n. 1[3] i curricoli digitali sono percorsi didattici che oltre a sviluppare le competenze digitali presentano le seguenti caratteristiche strutturali:

  • “facile replicabilità, utilizzo e applicazione”;
  • “necessariamente verticale (su più anni di corso e/o su più livelli di istruzione)”;
  • “forti elementi di interdisciplinarità e trasversalità curricolare”;
  • “declinati attraverso modalità di apprendimento pratico e sperimentale, metodologie e contenuti a carattere altamente innovativo”;
  • “accelerare e aumentare l’impatto verso il rinnovamento delle metodologie didattiche”;
  • “scalabile a tutta la scuola e al sistema scolastico”.

Le caratteristiche sono ritenute basilari per trasformare le sperimentazioni in reali e diffuse innovazioni di sistema. Secondo tale visione esse dovrebbero garantire la facile e futura replicabilità dei curricoli digitali in tutte le scuole interessate ad attuare lo stesso percorso educativo sperimentale anche se vivono in altre situazioni, condizioni e contesti.

Gli elementi di innovazione

Sempre nello stesso allegato si mettono in risalto quali devono essere gli elementi positivi di rottura di tali sperimentazioni rispetto ai curricola tradizionali. In estrema sintesi essi devono avere le seguenti caratteristiche:

  • Innovativi. Le modalità di fruizione devono basarsi su un grande apporto tecnologico-digitale e della Rete. Devono innestare profondi cambiamenti nei contenuti e nella loro organizzazione. In particolare si devono sviluppare percorsi dinamici per scenari e per obiettivi in cui tutto deve servire per massimizzare l’esperienza e il protagonismo degli studenti.
  • Strutturati. Si tratta essenzialmente di basarsi su una didattica con un taglio disciplinare/pluridisciplinare/trasversale di tipo attiva, laboratoriale e inclusiva. Punti determinanti riguardano l’apprendimento tra pari e la progettazione autonoma degli studenti.
  • Aperti. Nella produzione dei format didattici la comunità scolastica coinvolgerà partner esterni come centri di ricerca, università, istituzioni locali, associazioni, imprese. Si apre così una nuova sinergia con il territorio
  • Scalabilità. Sin da subito è necessario identificare una strategia di accompagnamento dedicata ai docenti per la realizzazione dei percorsi in classe. La Rete è uno strumento sia per la creazione di comunità di docenti e studenti, sia per valorizzare online le attività e il loro impatto. Il monitoraggio delle attività e la valutazione finale dei risultati didattici e di processo con il coinvolgimento di partner esterni scientifici sono considerati elementi strategici.

Le aree tematiche della sperimentazione

Secondo l’allegato 2 sono definiti i 25 curricoli digitali suddivisi in 10 aree tematiche.

Area Tematica

Num. curricoli

Diritti in internet

2

Educazione ai media (e ai social)

3

Educazione all’informazione

3

S.T.E.M. (competenze digitali per robotica educativa, making e stampa 3D, internet delle cose)

4

Big e open data

2

Coding

2

Arte e cultura digitale

4

Educazione alla lettura e alla scrittura in ambienti digitali

2

Economia digitale

2

Imprenditorialità digitale

1

Le tematiche sono ad ampissimo spettro e nell’allegato n. 2[4] vengono particolareggiati con alcuni esempi di sviluppo. Molti esempi applicativi sono estremamente specialistici (ad esempio Internet of Everything, che ingloba e si differenzia con Internet of the Thing), sconosciuti alla maggior parte dei docenti e sicuramente riservati ad addetti ai lavori. Proprio per questo motivo era previsto che la scuola capofila nella a preparazione della Rete includesse altri soggetti esterni “cofinanziatori come enti pubblici, università, associazioni, fondazioni, enti di formazione e anche soggetti privati”.

A volte ritornano: un nuovo Gold?

Alcuni ricorderanno il progetto Gold elaborato dall’INDIRE e conclusosi qualche anno fa. Il progetto realizzato a più riprese nel tempo aveva come obiettivo di creare una banca dati nazionali consultabile online delle esperienze didattiche più innovative. I lavori erano sviluppati a livello regionale dalle scuole di ogni ordine e grado selezionate e premiate dall’INDIRE. Prima della sua definitiva conclusione l’ultima fase di Gold 2, aveva previsto anche la multimedializzazione dei progetti più significativi per migliorare la comprensione esterna e la possibilità di replicazione dell’esperienza da parte di altre istituzioni scolastiche. La banca dati nazionale Gold raggruppava tali progetti e serviva per la diffusione delle esperienze. Le istituzioni scolastiche interessate ad un particolare progetto potevano scaricare i relativi materiali documentativi e operativi. A qualche anno dalla sua conclusione è rimasto poco chiaro, se non sconosciuto, la stima della diffusione e delle ricadute nelle scuole di tali progetti presenti nel database. Tale rischio è latente anche nella sperimentazione dei curricoli digitali innovativi. Le risorse economiche impiegate sono notevoli e per una forma corretta di trasparenza e accountability sarebbe importante prevedere forme di controllo in grado di tracciare, anche semplicemente dal punto di vista quantitativo, ma meglio ancora quantitativo-qualitativo, la futura diffusione di tali progetti nel mondo della scuola. Un processo di innovazione è tale quando è in grado di diffondersi e investire realtà e territori più ampli.

Promuovere e rendicontare la diffusione: uno, nessuno, centomila

La certezza che l’investimento ministeriale sia proficuo e produca a livello sistemico effettivi cambiamenti richiederebbe di prevedere anche una modificazione nella rendicontazione delle scuole capofila. Si tratterebbe non solo di mostrare le risultanze del progetto stesso, ma anche di evidenziare la capacità di diffondere attivamente la sperimentazione in altre realtà. Ma anche questa volontà potrebbe non dare i risultati sperati. Infatti una domanda nasce spontanea: quale interesse può avere una scuola esterna, che vive altre condizioni di realtà, a scaricare, studiare, ricontestualizzare tali proposte curricolari digitali? Come precedentemente accennato i curricoli digitali innovativi si basano su attività “specialistiche”, che richiedono una certa preparazione che non può essere improvvisata. Inoltre per arrivare alla semplice conoscenza del progetto è necessario un alto consumo di tempo nello studio dei materiali e delle documentazioni, per non parlare del tempo necessario per la successiva rimodulazione contestuale.

Il ruolo degli animatori digitali

Una altra via di diffusione che parta direttamente dalle scuole è che tale compito dovrebbe essere demandata agli animatori digitali e al team per l’innovazione presenti in tutte le scuole. Essi conoscendo il proprio contesto, le risorse umane, i bisogni presenti o latenti dei colleghi, sarebbero in grado di filtrare il curriculum digitale potenzialmente più adeguato al particolare contesto. Una diffusione informale e sintetica, anche semplicemente divulgativa, sarebbe già un passo importante per fare nascere la curiosità nei docenti. Se l’interesse mostrato fosse notevole il team potrebbe avviare la sperimentazione del progetto selezionato. Essi dovrebbero prima “studiare le carte e i materiali”, poi condividere e illustrare il progetto e successivamente supportare i colleghi sperimentatori interessati a svolgere tale attività. Un compito ancora più importante dell’animatore e del team sarebbe quello di diventare il trait d’union con la scuola capofila che ha elaborato originariamente il curricolo. L’utilizzo di ambienti virtuali online e i sistemi di comunicazione sincroni e asincroni della Rete permettono facili momenti di comunicazione, collaborazione e condivisione indipendentemente dalla distanza tra i luoghi creando delle stabili sinergie interterritoriali tra scuole.

Scuole capofila come tutor del processo di innovazione sistemica

Se da una parte è fondamentale il ruolo dell’animatore digitale e del team dell’innovazione per quanto concerne la disseminazione delle esperienze nelle singole scuole, dall’altra è parimenti importante il ruolo di accompagnamento e, per certi versi, di tutoraggio, da parte delle scuole capofila e della rete che hanno prodotto il curriculum digitale. L’innovazione è tale se si diffonde, altrimenti è solo una bella esperienza, una “cattedrale nel deserto” destinata all’oblio col passare del tempo. Il ruolo di supporto della scuola capofila non può essere solo quella di garantire la presenza in un database della documentazione e degli oggetti di apprendimento utilizzati nella sperimentazione. Essa dovrebbe offrire forme di collaborazione più attive, dinamiche e generative:

  • Creare pagine gialle elettroniche (email, numero di telefono, presenza in chat) in cui le proprie risorse umane esperte che hanno contributo al progetto siano facilmente contattabili.
  • Sviluppare comunità di pratiche online per mantenere vitale l’innovazione, per diffonderla e per farla crescere anche con i contributi esterni provenienti dalle altre scuole intente a sviluppare/modificare tale progetto.

Solo con tale dinamicità la stessa scuola intestataria della sperimentazione può garantire contezza ed un’effettiva tracciabilità delle scuole impegnate ad adottare tali curricoli digitali. Per i decisori politici tali prassi sarebbero determinanti per comprendere la reale ed effettiva ricaduta sul sistema scuola.

Ciò però comporta rimodulare anche i futuri finanziamenti. Il riconoscimento economico dovrà essere suddiviso in due tranche. Una parte data per svolgere il progetto e un’altra incrementabile in base al numero di successive sperimentazioni che si attiveranno in altre realtà territoriali. In tal modo la scuola capofila non sarà solo lo sviluppatore del progetto ma il responsabile incubatore dell’innovazione.

Un'ultima considerazione: scalabilità o granularità?

Nei vari allegati ministeriali ricorre la parola scalabilità per evidenziare la facilità di ricontestualizzazione dei curricoli digitali. Gli informatici conoscono bene il termine che rappresenta “la caratteristica di un sistema software o hardware facilmente modificabile nel caso di variazioni notevoli della mole o della tipologia dei dati trattati”[5]. Ciò che è facilmente realizzabile nella programmazione di un software, diventa molto complesso quando è presente il fattore umano. Se da una parte l’organicità sistemica di un progetto, come la elaborazione di un curriculum digitale, lo rende un unicum completo “chiavi in mano”, dall’altra parte tale completezza rende più complicata la sua declinazione in altri contesti, con altre risorse umane. Progetti meno organici e più granulari permetterebbero forme di diffusione più facili. Sarebbe più semplice separare le parti che si credono più utili dall’intero, e inserirle in un’altra realtà. Nei sistemi complessi – come è appunto la scuola – piccole modificazioni generano grandi cambiamenti, fino a diventare una valanga dirompente della struttura complessiva; al contrario, grandi modificazioni innestano forze contrarie e oppositive immediate, che rendono vana qualsiasi innovazione.

Roberto Baldascino


[1] Il link è il seguente: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/2018/elenco_ammessi_seconda_fase_CurricoliDigitali.pdf

[2] Per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Risorse_didattiche_aperte

[3] Il link per scaricarlo è il seguente: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/2016/Allegato_1Avviso_Curricoli_Digitali.pdf

[4] Il link è il seguente: http://www.istruzione.it/scuola_digitale/allegati/2016/Allegato_2_Avviso_Curricoli_Digitali.pdf

[5] Si veda il seguente link: https://it.wikipedia.org/wiki/Scalabilit%C3%A0

Organici dirigenti scolastici a.s. 2018/19

Emanato il decreto che stabilisce la consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici per l'anno scolastico 2018/2019 e trasmette la tabella con la relativa ripartizione regionale. Le istituzioni scolastiche da coprire con incarico a tempo indeterminato sono 7.936.

La consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici è definita, per l'anno scolastico 2018/2018, secondo i contingenti indicati nella tabella allegata al decreto 21 giugno 2018 prot. n. 509. Tali contingenti sono ripartiti con riferimento alle dimensioni regionali.

Nella tabella è indicata anche la consistenza delle dotazioni organiche del personale dirigenziale delle scuole ed istituti di lingua slovena delle province di Gorizia, Trieste e Udine per la regione Friuli-Venezia Giulia.

Vengono anche riportate, a mero titolo indicativo in quanto non rientrano tra le sedi da assegnare a dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato, le istituzioni scolastiche sottodimensionate che dovranno essere assegnate con incarico di reggenza.

Nella tabella sono altresì indicati i Centri Permanenti per l'Istruzione degli Adulti.


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Esami di Stato: sessione straordinaria

Con apposito decreto il Miur ha fissato i tempi e le modalità di svolgimento degli esami di Stato nella sessione straordinaria, riservata ai candidati che non hanno potuto sostenere o completare le prove nella sessione suppletiva o, comunque, prima del termine di chiusura dei lavori delle commissioni.

La sessione straordinaria degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria di secondo grado, per l'anno scolastico 2017/2018, si svolge secondo il seguente diario, stabilito con decreto 11 luglio 2018 n. 533:

  • prima prova: martedì 18 settembre 2018;
  • seconda prova: giovedì 20 settembre 2018 e, per i licei artistici, musicali e coreutici, con prosecuzione secondo i tempi e le modalità fissati per la sessione ordinaria;
  • terza prova: lunedì 24 settembre 2018, secondo i tempi previsti per la sessione ordinaria; per i licei artistici, musicali e coreutici, la terza prova si svolge al termine della seconda;
  • quarta prova: mercoledì 26 settembre 2018;
  • inizio dei colloqui: dopo la correzione e la valutazione degli elaborati delle prove scritte e pubblicazione degli esiti degli scritti.

Per i candidati che non devono sostenere la prima prova scritta, le altre due prove si svolgono nei giorni di giovedì 20 settembre (seconda prova) e lunedì 24 settembre (terza prova). Per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte, la terza prova è fissata per martedì 18 settembre Per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta, il colloquio ha luogo martedì 18 settembre.

Le commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria, si insediano lunedì 17 settembre presso gli istituti ove sono presenti candidati che hanno chiesto di sostenere gli esami nella sessione straordinaria.

I Dirigenti scolastici degli istituti sedi d'esame per la sessione straordinaria danno comunicazione scritta ai candidati interessati circa le date di svolgimento delle prove.

Ricordiamo che i candidati che sostengono le prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale per l’anno accademico 2018/2019 devono essere ammessi con riserva a dette prove, qualora non abbiano ancora conseguito il diploma di superamento dell’esame di Stato in quanto ammessi a sostenere gli esami nella sessione straordinaria.


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APE volontaria: chiarimenti

Coloro che hanno ottenuto dall’Inps la certificazione del possesso dei requisiti previsti per l’APE volontaria, e per i quali risultino perfezionati i requisiti previsti prima dell’inizio del nuovo anno scolastico 2018/19, potranno presentare domanda di cessazione dal servizio con decorrenza 1° settembre 2018.

Lo ha chiarito il Miur con nota 17 luglio 2018 prot. n. 32478.

La domanda cartacea potrà essere presentata all’istituzione scolastica o all’USR di riferimento, rispettivamente, del personale docente o ATA e Dirigente scolastico.

Nella domanda l’interessato dichiarerà di essere in possesso dei requisiti previsti e che gli stessi si sono perfezionati, e potrà allegare copia della documentazione.

Sarà possibile inserire e convalidare le dimissioni nel sistema informativo SIDI senza inserire la data della domanda di cessazione utilizzando il codice CS10.


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Summer School Ischia 2018

Summer School Ischia 2018

La scuola tra organizzazione e comunità

Idee e strumenti per un’autonomia efficace


Dal 29 al 31 luglio tornano la formazione e l’aggiornamento firmati Tecnodid: anche quest’anno la splendida cornice dell’isola di Ischia ospiterà la Summer School “La scuola tra organizzazione e comunità. Idee e strumenti per un’autonomia efficace”.

  • GLI SCENARI: FACCIAMO IL PUNTO

  • L’ORGANIZZAZIONE: FACCIAMOLA FUNZIONARE

  • LA PROFESSIONALITÀ: CURIAMOLA

  • L’INCLUSIONE: FACCIAMOLA BENE

  • QUALI CAMBIAMENTI, QUALI PROPOSTE, QUALI AZIONI?

Per offrire una visione ampia sulle novità che si presentano nell’ordinamento scolastico, attraverso incontri con esperti, workshop, confronti operativi.

Per fornire piste di lavoro e strumenti aggiornati per operare.

Per una scuola efficace, che sa utilizzare al meglio le risorse professionali di cui dispone, nel rispetto dei diversi ruoli e delle diverse responsabilità.

Relatori: Ettore Acerra, Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Domenico Ciccone, Loredana Leoni, Cinzia Olivieri, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Stefano Stefanel, Rosa Stornaiuolo.


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

Programma

Prima sessione [domenica 29 luglio – ore 14,00-19,00]

GLI SCENARI: FACCIAMO IL PUNTO

Ore 14,00-16,00

Accoglienza

Ore 15,00-16,00

Saluti delle autorità presenti

Ore 16,00-19,00

• Presentazione del seminario

A cura di Mariella Spinosi

• La pubblica amministrazione che cambia. Il quadro normativo e il quadro contrattuale

A cura di Sergio Auriemma

• Un contratto di Istituto alla moviola 

A cura di Sergio Auriemma con la collaborazione di Domenico Ciccone

Seconda sessione [lunedì 30 luglio – ore 9,00-13,00]

L’ORGANIZZAZIONE: FACCIAMOLA FUNZIONARE

Ore 9,00-11,10

Relazioni

• Dall’autovalutazione alla progettazione strategica

A cura di Ettore Acerra

• Dalla progettazione strategica alla rendicontazione sociale

A cura di Maria Teresa Stancarone

Ore 11,30 -13,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Rinnovare il PTOF: la lezione dell’esperienza

Coordinato Guglielmo Rispoli

• Come si costruisce un bilancio sociale

Coordinato da Stefano Stefanel

Terza sessione [lunedì 30 luglio – ore 15,00-19,30]

LA PROFESSIONALITÀ: CURIAMOLA

Ore 15,00-16,00

Relazioni

Sviluppo professionale e qualità della formazione: cosa c’è di nuovo?

A cura di Giancarlo Cerini

Ore 16,00-17,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Dal percorso di formazione alla ricaduta in classe

Coordinato da Rosa Stornaiuolo

• Organizzare un piano di formazione: d’istituto, di ambito, di disciplina…

Coordinato da Stefano Stefanel

Ore 17,00-19,30

Quando tra scuola e famiglia c’è un conflitto: analisi di caso

• Presentazione del caso

A cura di Guglielmo Rispoli

• Pubblico ministero

A cura di Sergio Auriemma

• Giudice

A cura di Ettore Acerra

• Avvocato difensore

A cura di Cinzia Olivieri

• Perito di parte

A cura di Giancarlo Cerini

Quarta sessione [martedì 31 luglio – ore 9,00-13,00]

L’INCLUSIONE: FACCIAMOLA BENE

Ore 9,00-11,00

Relazioni

• Dal curricolo al piano per l’inclusione

A cura di Loredana Leoni

• Andare oltre i piani didattici personalizzati 

A cura di Antonia Carlini

Ore 11,30 -13,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Come costruire un piano d’inclusione

Coordinato da Rosa Seccia

• Le didattiche inclusive in classe: risorse e strategie per migliorare gli apprendimenti

Coordinato da Rosa Stornaiuolo

Quinta sessione [martedì 31 luglio – ore 15,00-17,30]

QUALI CAMBIAMENTI, QUALI PROPOSTE, QUALI AZIONI?

Ore 15,00-16,00

Tavola rotonda: le idee emerse dal convegno

Conducono Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi

• Una scuola che funziona

A cura di Maria Teresa Stancarone

• Una scuola che si fa apprezzare

A cura di Domenico Ciccone

• La professionalità che serve

A cura di Guglielmo Rispoli

• I saperi per l’inclusione e la cittadinanza

A cura di Rosa Seccia

Ore 16,00-17,30

I prossimi passi? Chiediamolo a: …


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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