Scuola7 26 aprile 2017, n. 39

Scuola7

la settimana scolastica

26 aprile 2017, n. 39


In questo numero parliamo di:

Passaggio da ambito territoriale a sede (A. Bottino)

Luci ed ombre del web: disegno di Legge e vita quotidiana a scuola (C. Brescianini)

Al di là delle deleghe... (A. Prontera)

Question time... about CLIL (L. Zauli)

Maturità 2017: prove in formato speciale

Contributo agli studenti per l’acquisto di strumenti musicali

Prove Invalsi 2017: materiali per la somministrazione

Corsi di specializzazione per il sostegno: test di accesso

Mutui agevolati per l'edilizia scolastica: nuovo decreto

Valorizzazione eccellenze: aggiornamento enti accreditati


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diMOBILITÀ DOCENTI:da ambito a scuola
< Trascina

Passaggio da ambito territoriale a sede

Alberto BOTTINO

Le novità della legge 107/2015

La legge 13 luglio 2015 n. 107 si intitola “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”; titolo assolutamente appropriato, atteso che la legge, ancorché approvata dal Parlamento dopo appena 5 anni dalla precedente Riforma cosiddetta Gelmini, si rappresenta quale momento riformatore, nel senso vero dell’innovazione.  Questa legge vanta molti meriti, in quanto ha voluto disegnare dei percorsi per rendere attive tante iniziative che, sebbene volute da norme, non avevano trovato puntuale applicazione. Ci si vuole riferire, per fare un esempio, all’alternanza scuola-lavoro, all’obbligatorietà – finalmente – della formazione del personale, alla definizione di obiettivi educativi innovativi, alla “rivisitazione” dell’autonomia della scuola con qualche risposta operativa, all’istituzione dell’organico potenziato e, soprattutto, al relativo inserimento nell’organico dell’autonomia.

Ma sono stati commessi degli errori che pongono ombre sui tanti meriti: la legge ha voluto accorciare i tempi, imponendo l’esecutività di alcuni istituti in tempi assolutamente incongrui, per poi, stranamente, delegare il Governo per una lunga serie di provvedimenti a completamento della norma, da emettere entro 18 mesi dalla legge (tra l’altro comparsi, ma solamente proposti, all’ultimo giorno dei 18 mesi).

Organico di potenziamento e titolarità di ambito

L’esempio più significativo, a dimostrazione di quanto appena detto, è rappresentato proprio dall’organico potenziato, che nello spirito e nella lettera della legge ha lo scopo di consentire alla singola scuola di progettare il proprio percorso, nella consapevolezza, ciascuna, dell’ambiente in cui opera, della vocazione del territorio, delle problematicità o meno nei rapporti con gli Enti locali, con le realtà occupazionali, ecc. E per potere, anche, scegliere le professionalità più adatte ed appropriate alle specificità progettuali, la legge ha istituto gli ambiti territoriali, previa modifica del ruolo del docente da provinciale a regionale.

Al comma 73 della legge, al terzo periodo, si legge: “Il personale docente assunto ai sensi del comma 98, lettere b) e c), è assegnato agli ambiti territoriali a decorrere dall’anno scolastico 2016/17”, ed all’ultimo periodo si legge: “Dall’anno scolastico 2016/17 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali”.

Il personale docente assegnato o trasferito all’ambito territoriale è destinatario di una proposta di incarico (recita il comma 79) da un dirigente scolastico di una delle scuole comprese nel territorio dell’ambito cui è assegnato il docente. Il dirigente scolastico, premesso il rispetto delle precedenze previste dalla legge 104/92, avanza la proposta, che può anche non essere accolta dal docente, per la copertura dei posti dell’organico dell’autonomia, in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa della scuola; l’incarico, recita il comma 80, è triennale.

Il nuovo contratto sulla mobilità

Abbiamo ricordato, in estrema sintesi, le disposizioni della legge 107/2015. E sulla scorta di queste norme è stato sottoscritto, in data 11.4.2017, il CCNI sulla mobilità, con il quale, limitatamente al personale docente, sono state eliminate le preferenze codificate del comune e del distretto, potendosi esprimere preferenze per la scuola (non più di 5), quella per l’ambito territoriale e quella per la provincia.

La norma che prevede la proposta di incarico da parte del dirigente scolastico orienta verso il concetto dell’autonomia scolastica, affidando alla figura dirigenziale, nel rispetto delle proprie competenze e responsabilità, la scelta del personale, dopo aver verificato, evidentemente oltre la classe di concorso o ruolo di appartenenza, ulteriori e diverse caratteristiche coerenti con il piano dell’offerta formativa di quella scuola, cioè coerenti con la missione di quella scuola ed opportune per il raggiungimento dei risultati attesi e degli obiettivi prefissati.

Contemporaneamente al CCNI sulla mobilità è stata sottoscritta un’ipotesi di CCNI sul passaggio da ambito territoriale a scuola per l’anno scolastico 2017/18. La portata dell’ipotesi del CCNI è tale che è improbabile che non si ripeta anche per gli anni a seguire.

In effetti il CCNI, ferma restando la competenza del dirigente scolastico ad avanzare la proposta per la copertura dei posti di organico vacanti, citando il CCNL del 29.11.2007 (art. 4 – comma 2 – lettera a) non tratta più dell’incarico, ma prevede l’assegnazione definitiva della sede nei confronti del personale docente titolare di ambito o trasferito su di esso.

Le procedure da seguire

La procedura prevede che il dirigente scolastico avanzi la proposta per il passaggio dall’ambito alla scuola mediante una selezione del personale docente, che propone la domanda sulla scorta dell’avviso, con il quale si indicano i titoli richiesti (fino ad un massimo di sei titoli ed esperienze professionali), come codificati nell’allegato A all’ipotesi di contratto, in coerenza con il piano dell’offerta formativa, per ciascuno dei posti disponibili presso la scuola oppure per gruppi di posti.

La scelta dei titoli e delle esperienze viene proposta dal dirigente scolastico al Collegio, al quale si affida la relativa delibera.

Una volta che siano stati fissati i termini e le modalità sia di pubblicazione degli avvisi che di presentazione della candidatura da parte del personale docente titolare dell’ambito di competenza (secondo un calendario nazionale), il dirigente scolastico opera (entro un termine fissato a livello nazionale)  un esame comparativo dei titoli ed esperienze presentati, ed effettua la scelta nel rispetto della maggiore coerenza dei titoli presentati con il piano dell’offerta formativa e con quello di miglioramento; la proposta può essere rifiutata dal docente.

Prima di tale operazione l’Ufficio scolastico avrà provveduto a destinare sui posti disponibili i docenti che vantino i titoli di precedenza previsti dal CCNI sulla mobilità; e ciò significa che gli avvisi sono suscettibili di integrazione, sia a valle della mobilità che dopo le procedure dell’Ufficio scolastico.

I titoli (e le esperienze) considerati per la mobilità

L’allegato A prevede i seguenti titoli ed esperienze professionali.

 

Titoli

1 – Ulteriori titoli di studio coerenti con le competenze professionali specifiche richieste, di livello almeno pari a quello previsto per l’accesso all’insegnamento

2 – Ulteriore abilitazione all’insegnamento

3 – Possesso della specializzazione sul sostegno (non per i posti sul sostegno)

4 – Dottorato di ricerca coerente con le competenze professionali specifiche richieste

5 – Specializzazione in Italiano L2, di cui all’art. 2 del DM 92/2016

6 – Certificazioni linguistiche pari almeno al livello B2, rilasciate dagli Enti ricompresi nell’elenco di cui al DM 2 marzo 2012, n. 3889

7 – Master universitari di I e II livello (specificare le competenze in uscita coerenti con le competenze professionali specifiche richieste)

8 – Pubblicazioni su tematiche coerenti con le competenze richieste

 

Esperienze professionali

1 – Insegnamento con metodologia CLIL

2 – Esperienze di insegnamento all’estero

3 – Partecipazione a progetti di scambio con l’estero e/o programmi comunitari

4 – Esperienza in progetti di innovazione didattica e/o didattica multimediale

5 – Esperienza in progetti e in attività di insegnamento relativamente a percorsi di integrazione/inclusione

6 – Tutor per alternanza scuola-lavoro

7 – Animatore digitale

8 – Attività di tutor anno di prova 

9 – Referente/coordinatore orientamento e/o valutazione

10 – Referente per progetti in rete con altre scuole o con istituzioni esterne.

Alberto Bottino


Notizie della scuola Speciale Mobilità
(pp. 208, € 12,00)
Come di consueto, anche quest'anno "Notizie della scuola" dedica uno speciale numero monografico alla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. Il fascicolo presenta l’intera normativa ministeriale di riferimento, le scadenze e gli adempimenti. Un ampio servizio redazionale illustrativo, a cura di Alberto Bottino, riporta una sintesi organica della normativa elaborata per argomento e una guida alla compilazione delle domande.
(Il fascicolo è stato inviato agli abbonati a Notizie della scuola)



Luci ed ombre del web: disegno di Legge e vita quotidiana a scuola

Chiara BRESCIANINI

Una rete ormai pervasiva

Nelle scuole e nella società civile ricorsivamente emergono situazioni di uso e abuso della rete. Parlare di social nel nuovo millennio vuol dire pre-occuparsi dei ragazzi, fornendo loro strumenti per affrontare la complessità. Lo straripamento dell’uso, che spesso sconfina nell’abuso, dello smartphone, viene segnalato come un’emergenza educativa, e si amplificano i segnali di allarme sulla necessità di dotarsi di regole di vita comune nel nuovo ambiente di esistenza, frequentato da milioni di persone, fra cui moltissimi ragazzi.

Compito della scuola non è né allarmare, né trovare in autarchia soluzioni alle emergenze, ma costruire nei ragazzi consapevolezze e fornire loro modalità concrete di agire: per riconoscere la veridicità delle fonti (le "bufale"), gestire la spersonalizzazione, il depauperamento, l'anonimato, la semplificazione, governare la velocità e il ritmo incalzante, scegliere se unirsi all'hate speech, isolarsi e chiudersi, o usare la rete in modo intelligente.

Dal punto di vista degli apprendimenti si diffondono ricerche per indagare il peggioramento – ma preferirei credere cambiamento – degli stili comunicativi, del linguaggio e delle modalità di conoscere e studiare con la rete. Al riguardo si segnala il contributo monografico pubblicato nell’aprile 2017 sulla rivista "Studi e documenti" dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, monografico  "Social o non social" .

Un approccio consapevole

Ma ha senso agire in termini di contrapposizione fra tecnica e apprendimento? Da sempre contano la scuola parallela e i luoghi non intenzionalmente educativi, tra cui il web, che diviene spazio prepotente di vita. La scuola è chiamata a superare l’idea che in classe si impari con fatica e in rete, invece, divertendosi; la dicotomia tra cultura ‘nobile’ e cultura ‘popolare’ di rango inferiore è un artefatto superato da tempo. Ciò che ai giovani si insegna deve essere dotato di senso per loro e per la loro vita, ricordando che il web non genera nulla nell'essere umano che già non esiste, centrando l'azione sulla riflessione etica e fornendo strumenti concreti per vivere la rete.

L'aiuto ai ragazzi nel decodificare la complessità passa certamente dalla famiglia e dalla scuola, luoghi formali e frequentati che devono sinergicamente connettersi per conoscere, comprendere e dare sostegno ai giovani. Che non vuole dire amare la rete! Né decidere di sposarla nelle sue molteplici sfaccettature; ma certamente non è possibile parlare di rete senza conoscerla[1].

La scuola in particolare deve proporsi una riflessione che vada oltre la sterile querelle ‘rete sì, rete no’, uso dei social a scuola o meno. Siamo tutti talmente e pervasivamente involuti nell'ambiente digitale, che non possiamo ingenuamente o, ancor peggio, stoltamente fingere di non vedere. Allora giochiamoci le carte disponibili: dai PON al Piano Nazionale scuola Digitale, al Piano Nazionale per la formazione dei docenti, alle tante iniziative di formazione e contestualizzazione didattica che circolano nelle 8000 scuole italiane per creare "teste ben fatte"[2] rispetto a teste piene.

Anche il Parlamento interviene

Naturalmente dobbiamo preoccuparci anche dell'abuso della rete. Facciamo il punto sull'iter legislativo dell'atteso, inizialmente bipartisan Disegno di Legge "Contrasto al cyberbullismo". L'iter del DdL è il seguente:

Successione delle letture parlamentari

S.1261

assorbe S.1620 
approvato

20 maggio 2015

C.3139

assorbe C.1986C.2408C.2435C.2670C.3576C.3605C.3607 
approvato con modificazioni

20 settembre 2016

S.1261-B

approvato con modificazioni

31 gennaio 2017

C.3139-B

in corso di esame in commissione

12 aprile 2017

http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/47271.htm

 

Recentemente quindi il DdL ha ripreso il suo iter alla Camera, e la Presidente Boldrini [3] ha auspicato proprio qualche giorno fa, a metà aprile, in visita a Milano in luoghi di cura per ragazzi, la definizione della legge entro fine legislatura.

Una legge per il contrasto al cyberbullismo

Fra le molte azioni previste dal Testo attualmente in esame[4] in 8 articoli, ricordiamo: l'oscuramento, il blocco e la rimozione dei dati di minori diffusi in rete, l'ammonimento e l'istituzione di un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, e per la realizzazione di un piano integrato.

Per la scuola nello specifico si prevede l'adozione di linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentito il Ministero della giustizia – Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, anche avvalendosi della collaborazione della Polizia postale. Tali linee includono la formazione del personale scolastico, prevedendo: la partecipazione di un referente per ogni istituzione scolastica autonoma; la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education; misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti.

Ogni scuola autonoma sarà quindi tenuta a individuare un docente referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia, nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

Il ruolo degli USR e delle scuole

Gli Uffici Scolastici Regionali promuovono la pubblicazione di bandi per il finanziamento di progetti di particolare interesse elaborati da reti di scuole, in collaborazione con i servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia, le prefetture – uffici territoriali del Governo, gli enti locali, i servizi territoriali, le Forze di polizia, nonché associazioni ed enti, per promuovere sul territorio azioni integrate di contrasto del cyberbullismo e l’educazione alla legalità, al fine di favorire nei ragazzi comportamenti di salvaguardia e di contrasto, agevolando e valorizzando il coinvolgimento di ogni altra istituzione competente, ente o associazione, operante a livello nazionale o territoriale, nell’ambito delle attività di formazione e sensibilizzazione  Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia e nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, promuovono l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri connessi all’utilizzo delle tecnologie informatiche, anche mediante la realizzazione di apposite attività progettuali aventi carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione, o di progetti elaborati da reti.

I regolamenti delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, e il patto educativo di corresponsabilità di cui all’articolo 5-bis del citato decreto n. 249 del 1998, sono integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti.

Investire sulla formazione in servizio

Purtroppo sono esigue le risorse per il sostegno delle azioni previste dall’intervento legislativo, ma certamente per le scuole le strategie risolutive si incentrano su una formazione di qualità per i docenti, e sulla rivitalizzazione e aggiornamento degli strumenti in essere: non si tratta quindi di inventare nuovi presidi e strutture, ma di rendere funzionali e competenti quelli esistenti (si pensi ad esempio al patto di corresponsabilità...). Certamente utile sarebbe anche rinforzare il ruolo dei Centri Territoriali di supporto, peraltro già contemplati nelle vigenti Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo,  emanate dal MIUR nell’aprile 2015.

Affrontare il tema dell'uso consapevole della rete in chiave didattica per chi nella scuola è parte attiva e ci vive ogni giorno, non può infatti voler dire unicamente "reagire" alle situazioni emergenziali e di distorsione, ma lavorare in chiave "preventiva" sul significato, non limitandosi ad una “navigazione” di superficie, perché i ragazzi ci dicono ogni giorno, a volte anche con modi impropri, "sto cercando di essere"[5]

Chiara Brescianini

 

[1] #Luminol. Tracce di realtà rivelate dai media digitali, Mafe De Baggis ed., Informant  2014.

[2] E. Morin, La testa ben fatta, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000.

[3] http://www.ansa.it/lombardia/notizie/2017/04/22/boldrini-a-casa-pediatrica-milano_a7aa1e5b-eae5-433e-97f6-ff3d65c85a71.html

[4] http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0048710.pdf

[5] Jonathan Safran Foer, Molto forte incredibilmente vicino, Guanda, Roma, 2005.

Maturità 2017: prove in formato speciale

Disponibile fino al 15 maggio, per le segreterie scolastiche e gli Uffici scolastici provinciali, la funzione di registrazione per le esigenze delle Commissioni d’esame circa le prove in formato speciale.

Lo ha comunicato il Miur con nota 19 aprile 2017, prot. n. 4179. La funzione è raggiungibile in ambiente SIDI nella sezione degli Esami di Stato dedicata al “Fabbisogno Plichi&Prove” e sarà disponibile fino a chiusura collegamento del giorno 15 maggio 2017.

Con la suddetta nota il Miur ha dato anche indicazioni in merito ai candidati privatisti degli indirizzi linguistici. In particolare si chiede di effettuare gli opportuni controlli sull’abbinamento dei candidati esterni alle Commissioni ad indirizzo linguistico al fine di assicurare la corrispondenza tra la lingua straniera dei candidati interni e quella indicata come L1 dal candidato esterno; qualora si riscontrino situazioni di non corrispondenza, è necessario registrare le opportune modifiche tramite l’apposita funzionalità di “Gestione Configurazioni”, disponibile in ambiente SIDI, nell’area Esami di Stato.




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Contributo agli studenti per l’acquisto di strumenti musicali

A partire dallo scorso 20 aprile è attivo il contributo, previsto dalla legge di stabilità, per l'acquisto di uno strumento musicale nuovo da parte degli studenti iscritti ai licei musicali e alle istituzioni AFAM, pari al 65% del prezzo, per un massimo di 2.500 euro.

La Legge n. 232/2016, all’art. 1 co. 626, dispone che per l'anno 2017, nel limite complessivo di 15 milioni di euro, agli studenti iscritti ai licei musicali e agli studenti iscritti ai corsi preaccademici, ai corsi del precedente ordinamento e ai corsi di diploma di I e di II livello dei conservatori di musica, degli istituti superiori di studi musicali e delle istituzioni di formazione musicale e coreutica autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione artistica, musicale e coreutica, è concesso un contributo una tantum pari al 65% del prezzo finale, per un massimo di euro 2.500, per l'acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi.

Le modalità attuative, comprese le modalità per usufruire del credito d'imposta, il regime dei controlli nonché ogni altra disposizione necessaria per il monitoraggio dell'agevolazione e per il rispetto del limite di spesa previsto, sono definiti con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate 14 marzo 2017 prot. n. 50771.

Per accedere al contributo, erogato sotto forma di sconto sul prezzo di vendita comprensivo di IVA, praticato dal rivenditore o produttore, lo studente richiede al proprio istituto, che è tenuto al relativo rilascio, un certificato d’iscrizione non ripetibile “per tale finalità”, da cui risulti il suo cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione nonché lo strumento musicale coerente con il corso di studi.

Il predetto certificato, che attesta la sussistenza dei requisiti per fruire del contributo ed indica lo strumento agevolabile, è predisposto dall’istituto in duplice esemplare di cui uno conservato dall’emittente e uno rilasciato allo studente, il quale è tenuto a consegnarlo al produttore o al rivenditore al momento dell’acquisto dello strumento.

Ai rivenditori o ai produttori degli strumenti musicali è riconosciuto un credito d’imposta di ammontare pari al contributo riconosciuto agli studenti sotto forma di sconto, nel limite delle risorse stanziate di 15 milioni di euro, assegnate in ordine cronologico.

Per fruire del credito d’imposta, previste a decorrere dal 20 aprile 2017 il rivenditore o produttore, prima di concludere la vendita dello strumento musicale, è tenuto a comunicare all’Agenzia delle entrate i seguenti dati: il proprio codice fiscale, quello dello studente e dell’istituto che ha rilasciato il certificato di iscrizione, lo strumento musicale, il prezzo di vendita comprensivo del contributo e dell’imposta sul valore aggiunto.


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Prove Invalsi 2017: materiali per la somministrazione

Avranno luogo a partire dal 3 maggio le prove Invalsi 2017, e interesseranno gli stessi livelli scolastici già coinvolti nelle rilevazioni dell’anno scolastico passato. L’Invalsi ha reso disponibili tutti i materiali per un corretto svolgimento delle procedure.

Lo svolgimento delle prove Invalsi 2017 si articolerà secondo il seguente calendario:

Scuola Primaria

3 maggio 2017 svolgimento, nell’ordine indicato, delle seguenti prove:

  • Prova di Italiano (classi II e V);
  • Prova di lettura (classe II).

5 maggio 2017 svolgimento, nell’ordine indicato, delle seguenti prove:

  • Prova di Matematica (classi II e V);
  • Questionario studente (classe V).

 

Scuola Secondaria di secondo grado

9 maggio 2017 svolgimento, nell’ordine indicato, delle seguenti prove:

  • Prova di Matematica;
  • Prova di Italiano (Il Questionario studente in formato cartaceo sarà somministrato dopo la prova di Italiano nelle sole scuole in cui non è stata possibile la somministrazione in formato elettronico).

 

L’Invalsi ha reso disponibile, nell’apposita area internet, i seguenti materiali:

  • Date, tempi e successione di svolgimento delle prove
  • Indicazioni per il Dirigente
  • Indicazioni per l'organizzazione delle giornate di somministrazione delle prove
  • Manuale per il somministratore
  • Manuale per il controllo del materiale
  • Strumenti consentiti per lo svolgimento della prova di Matematica nella scuola primaria
  • Strumenti consentiti per lo svolgimento della prova di matematica della classe II della scuola secondaria di secondo grado

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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
  • scegli il prodotto/servizio che desideri acquistare;
  • inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del prodotto/servizio che vuoi acquistare;
  • il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo a noi per ottenere il prodotto/servizio desiderato.

Al di là delle deleghe…

Cosa rimane ancora da attuare della “Buona scuola”?

Angelo PRONTERA

Dopo la legge 107/2015

In questi ultimi mesi, com’era prevedibile, le attenzioni e le preoccupazioni del governo erano tutte concentrate sulle otto deleghe della legge 107/2015, che dovevano essere approvate entro 18 mesi dall’entrata in vigore della stessa legge, quindi entro il 16 gennaio scorso, termine prorogato di 90 giorni in virtù del comma 182 della stessa legge.

Abbiamo assistito, pertanto, a un dibattito, parlamentare e mediatico, tutto incentrato sui testi degli schemi dei decreti legislativi in discussione presso le VII commissioni di Camera e Senato, mentre sono rimaste in sordina diverse parti della stessa legge, spesso “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, che attendono ancora attuazione.

Iniziative di formazione per gli studenti relative alle tecniche di primo soccorso

Il c. 10 della Legge 107 dispone che nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado “sono” realizzate (nella legislazione il “sono” è un imperativo) iniziative di formazione rivolte agli studenti, per promuovere la conoscenza delle tecniche di primo soccorso, il tutto “nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Al di là della sottolineatura normativa, poco sembra sia cambiato, in quanto manca una “guida operativa” e rimangono ancora aperti i dubbi di fondo. Perché, vista l’importanza della tematica, il MIUR non procede a sottoscrivere un protocollo con il servizio addetto al soccorso (il 118) per la realizzazione dei corsi su tutto il territorio nazionale? E in che modo e in quali spazi (disciplinari o interdisciplinari? curricolari o extracurricolari?) gli studenti dovrebbero apprendere simili tecniche? E non sarebbe il caso di estendere questa specifica formazione anche ai docenti o addirittura ai genitori?

Monitoraggio annuale dei percorsi e delle attività dei Centri per l'istruzione degli adulti

La novità introdotta dal c. 23 della Buona scuola, relativamente ai CPIA, è il monitoraggio annuale dei percorsi e delle attività di ampliamento dell'offerta formativa, da effettuarsi con la collaborazione dell’INDIRE, ma senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.

Sembra proprio, ad oggi, che del suddetto monitoraggio non vi sia traccia.

Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro

Per quanto riguarda l’alternanza scuola-lavoro, una novità è quella introdotta dal c. 37 che, rispetto al d.lgs. 77/2005, prevede la definizione della Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, “con particolare riguardo alla possibilità per lo studente di esprimere una valutazione sull'efficacia e sulla coerenza dei percorsi stessi con il proprio indirizzo di studio”.

La Carta, che come annunciato da tempo dal Ministero è in corso di approvazione, ha avuto il parere del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) più di un anno fa (20 aprile 2016), che ha suggerito diverse integrazioni e modifiche allo schema di Regolamento proposto.

Regolamento in materia di crediti formativi acquisiti a conclusione dei percorsi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS): entro novanta giorni

Doveva essere emanato entro novanta giorni (quindi non oltre il 16 ottobre 2015) dalla data di entrata in vigore della legge 107, ma a distanza di quasi venti mesi il Regolamento che doveva definire i criteri per il riconoscimento dei crediti formativi acquisiti dallo studente a conclusione dei percorsi realizzati dagli ITS ancora non vede la luce.

Nel frattempo i tetti fissati dal c. 51 sui CFU da riconoscere, non meno di 100 per i percorsi della durata di quattro semestri e di 150 per i quelli della durata di sei semestri (circa l’80% dei crediti necessari per il conseguimento di una laurea triennale), hanno innescato la dura reazione del mondo accademico, intento a difendere il proprio territorio e le proprie iscrizioni.

Così, alla luce del pressing del mondo universitario, con decreto-legge 42/2016, convertito in L. 89/2016 (art. 2 ter)[1], il Governo, ad otto mesi dalla pubblicazione della “Buona scuola”, è intervenuto modificando l’ultimo periodo del c. 51 della legge 107, diminuendo il valore minimo dei crediti da 100 a 40 Cfu per i percorsi biennali (corrispondenti a 6 esami), e da 150 a 62 Cfu per i percorsi triennali (corrispondenti a 8 esami).

Istituzione del Portale unico dei dati della scuola

Istituito ai sensi del c. 136 e con un’autorizzazione di spesa di 1 milione di euro (c. 141), il Portale unico dei dati della scuola resta ancora una vetrina online, solo da guardare sul sito http://dati.istruzione.it/opendata/

Il portale unico dei dati, a regime, pubblicherà in formato open data i bilanci delle scuole, i dati pubblici afferenti al Sistema nazionale di valutazione, l'Anagrafe dell'edilizia scolastica, i dati in forma aggregata dell'Anagrafe degli studenti, i provvedimenti di incarico di docenza, i piani dell'offerta formativa, compresi quelli delle scuole paritarie del sistema nazionale di istruzione, i dati dell'Osservatorio tecnologico, i materiali didattici e le opere autoprodotti dagli istituti scolastici e rilasciati in formato aperto. Non solo.  Ci saranno i dati, i documenti e le informazioni utili a valutare l'avanzamento didattico, tecnologico e d'innovazione del sistema scolastico, la normativa, gli atti e le circolari adottate dal Ministero e infine, in accordo con il Garante per la protezione dei dati personali, anche i dati del curriculum dello studente e del curriculum del docente. Almeno questo nelle previsioni del c. 137.

Decreto di modifica al Regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche: doveva essere emanato entro 180 giorni

Il “Regolamento concernente le Istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche”, emanato con DI 44/2001 e ormai sedicenne, necessita da tempo, alla luce della sopravvenuta normativa, di un profondo restyling che ancora non vede la luce.

Così nel 2014 erano state le parti sindacali a chiedere, in sede di tavolo tecnico, la costituzione di un apposito gruppo di lavoro per la revisione del Regolamento, gruppo costituito con Decreto Direttoriale nell’autunno dello stesso anno ma riunitosi solo due volte.

Sarà, però, il c. 143 della Legge 107/2015 a mettere nero su bianco e a prevedere, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge 107 (quindi entro il 16 gennaio 2016), le necessarie modifiche al vigente Regolamento (DI  44/2001), provvedendo anche “all'armonizzazione dei sistemi contabili e alla disciplina degli organi e dell'attività di revisione amministrativo-contabile dei convitti e degli educandati”.

Un ulteriore passo in avanti, tuttavia, viene compiuto con la nota n. 14302 del 30 settembre 2015 della Direzione Generale per le Risorse Umane e Finanziarie del MIUR[2], con la quale si invitavano alla partecipazione attiva e propositiva i Dirigenti Scolastici e i DSGA (e p.c. i revisori dei conti), in merito alla revisione della contabilità per le istituzioni scolastiche.

Segnalazioni, suggerimenti, idee e proposte emendative/integrative del Regolamento n. 44/2001 da modificare dovevano pervenire entro il 12 ottobre 2015, utilizzando la specifica scheda allegata alla nota, tramite la casella di posta elettronica revisioneDI44@istruzione.it appositamente istituita.

Non ci resta che attendere.

Progetto sperimentale per la realizzazione di un servizio di assistenza alle scuole nella risoluzione di problemi connessi alla gestione amministrativa e contabile

Sempre in tema amministrativo-contabile, il c. 142 prevedeva, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, che “a decorrere dall'anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge [quindi dal 2015/2016] è avviato un progetto sperimentale per la realizzazione di un servizio di assistenza, … al fine di fornire un supporto tempestivo alle istituzioni scolastiche ed educative nella risoluzione di problemi connessi alla gestione amministrativa e contabile, attraverso la creazione di un canale permanente di comunicazione con gli uffici competenti del MIUR e valorizzando la condivisione di buone pratiche tra le istituzioni scolastiche medesime”.

Sarebbe interessante sapere, nel caso, cosa abbiano prodotto e a che punto siano queste sperimentazioni eventualmente da “disseminare” nel resto delle istituzioni scolastiche.

Redazione di un Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione

La nona delega, in realtà la prima del c. 181, com’è noto riguardava il riordino e l’aggiornamento generale del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, risalente ormai al 1994. Una revisione complessa, una mole imponente di norme da aggiornare e armonizzare, antinomie, abrogazioni e vuoti normativi da colmare. Insomma un lavoro che impegnerà, e non poco, il legislatore, ma che è rimasto fuori dal pacchetto delle deleghe e dovrà essere oggetto di un nuovo provvedimento legislativo, che rinnovi questa specifica delega non andata a buon fine. Nel frattempo, dopo 23 anni, il poderoso Decreto legislativo 297/94 rimane ancora pienamente in vigore nonostante i suoi acciacchi e i suoi malanni.

Angelo Prontera

[1] Art. 2 ter: Riconoscimento di crediti formativi universitari negli istituti tecnici superiori

1. All'articolo 1, comma 51, della legge 13 luglio 2015, n. 107, all'ultimo periodo, la parola: «cento» è sostituita dalla seguente: «quaranta» e la parola: «centocinquanta» è sostituita dalla seguente: «sessantadue».

[2] http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/index0915

Question time… about CLIL

Lorella ZAULI

Da sperimentazione ad ordinamento: un passaggio incompiuto

“La presente nota intende offrire alle Istituzioni scolastiche un quadro riassuntivo della normativa che regola l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera secondo la metodologia CLIL e che definisce i requisiti richiesti ai docenti. Essa è finalizzata a fornire suggerimenti su modalità di attuazione e indicazioni operative a licei e istituti tecnici in questa prima fase di applicazione degli Ordinamenti.”

Era il 25 luglio 2014 e la nota 4969, a firma Carmela Palumbo, forniva indicazioni sull’avvio in ordinamento dell’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera secondo la metodologia CLIL. A quasi tre anni di distanza, a che punto siamo con l’introduzione di questa metodologia, avviata nelle scuole secondarie di secondo grado con i DD.PP.RR. 88 e 89/2010? È diventata, così come prevede la normativa, una pratica diffusa e generalizzata, oppure la fase di prima applicazione di cui parla la citata nota 4969 è ancora in pieno svolgimento? La didattica CLIL a livello sperimentale è passata a insegnamento curricolare in tutte le quinte classi degli istituti tecnici (in questi ultimi si tratta solo di lingua inglese) e dei licei (dove si parla genericamente di lingua straniera), oltre alle terze e quarte classi dei licei linguistici?

Lo stato dell’arte

Dal 7 al 28 marzo 2017 è stata aperta a SIDI una funzione per la rilevazione delle classi dei licei e degli istituti tecnici coinvolte nell’insegnamento CLIL e delle discipline interessate. Non conosciamo le finalità di questo monitoraggio, ma è ragionevole presumere che la prima di queste sia disegnare una mappatura nazionale dell’avanzamento di quella che è ancora considerata una novità per l’ordinamento delle scuole del secondo ciclo. Sarà interessante sapere se i Dirigenti Scolastici sono riusciti a coprire tutte le classi quinte con personale già formato e a completare il monitoraggio.

Ricordiamo che il requisito “aureo” richiesto dalla norma è il possesso di una certificazione linguistica di livello C1 accompagnata da un titolo rilasciato dall’università al termine di un corso metodologico-didattico del valore di 20 CFU, ma che in questa fase ancora transitoria “può trovare impiego nella didattica della disciplina veicolata in lingua straniera anche il docente in possesso di una competenza linguistica B2 […] e impegnato nella frequenza dei percorsi formativi”[1]. Più difficile immaginare una copertura totale dei licei linguistici, i quali, come da DPR 89/2010, devono introdurre dalle classi terze una DNL veicolata in una lingua straniera e, a partire dalle quarte, aggiungere una seconda DNL in una seconda lingua straniera. Nutriamo seri dubbi sul fatto che, a pochi anni dall’avvio dei percorsi formativi offerti dal MIUR ai docenti di DNL, i licei linguistici possano garantire in tutte le quarte e le quinte due discipline non linguistiche veicolate in due diverse lingue straniere, e attendiamo con interesse gli esiti di tale monitoraggio, che dovrebbe fornire anche un’istantanea delle discipline più frequentemente coinvolte (forse quelle scientifiche, come emerso da precedenti rilevazioni?).

Non si dimentichi infine la piattaforma www.miurambientelingue.it, una sorta di anagrafe nazionale dei docenti in formazione CLIL e dei livelli di competenza QCER conseguiti e da conseguire, che dev’essere costantemente aggiornata, per gli ambiti di propria competenza, dagli Uffici Scolastici Regionali, dalle istituzioni scolastiche di riferimento a suo tempo finanziate, e dalle singole scuole; aggiornamento che in questi ultimi tempi sembra aver subito una battuta d’arresto. Va ricordato, a onor del vero, che la Direzione generale per gli Ordinamenti scolastici, nel 2015 e nel 2016, ha emanato, ai sensi dei DM 435/2015 e 663/2016 (ex legge 440), due avvisi pubblici per lo sviluppo della metodologia CLIL ed azioni didattiche innovative, che hanno assegnato risorse a scuole statali del primo e del secondo ciclo.

Azioni nazionali o formazione per ambiti?

Una seconda finalità della rilevazione di cui sopra potrebbe essere quella di definire il fabbisogno formativo degli insegnanti, al fine di avviare le azioni nazionali di cui alla priorità 4.4 del piano per la formazione dei docenti 2016-2019, di cui parlò l’allora ministra Giannini durante la presentazione del piano presso la Sala della Comunicazione del MIUR il 3 ottobre 2016. D’altra parte, anche la legge 107/2015, al comma 7 del suo unico articolo, inserisce la metodologia CLIL addirittura nel primo dei 17 obiettivi formativi prioritari (valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all'italiano nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell'Unione  europea,  anche  mediante  l'utilizzo della metodologia Content language integrated learning).

 

Docenti di lingua e cultura straniera di Scuola secondaria di II grado

Percorso di potenziamento linguistico con elementi di metodologia didattica innovativa

10.000

Anni scolastici 2016/2019

Docenti di lingua e cultura straniera di Scuola secondaria di II grado

Percorsi di formazione metodologica per il CLIL

10.000

Anni scolastici 2016/2019

Docenti di DNL di Scuola Secondaria di II grado B1 > C1

Percorsi di formazione linguistica per il raggiungimento del livello C1 ( propedeutico al CLIL)

20.000

Anni scolastici 2016/2019

Docenti di DNL di scuola secondaria di II grado CLIL

Percorsi di formazione metodologica per il CLIL

10.000

Anno scolastico 2017/2018

 

A ben guardare, tre delle quattro azioni dello specchietto precedente, rivolte a 40.000 docenti di scuola secondaria di secondo grado, avrebbero dovuto prendere avvio già dal corrente anno scolastico, ma giunti ormai ad aprile inoltrato ancora non ce n’è traccia. Partiranno in quest’ultimo scorcio di scuola? Oppure, più verosimilmente, stante il lungo silenzio, le 318 scuole-polo della formazione hanno predisposto in autonomia diverse unità formative linguistico-comunicative per rispondere ai bisogni e alle aspettative dei docenti, che in questa fase sono ancora molto alte? Se è così, come evitare le “sovrapposizioni di iniziative, che richiedono precisi standard operativi e che si devono innestare su protocolli nazionali (es.: la lingua inglese per insegnanti di scuola primaria o il CLIL per docenti della secondaria superiore)” di cui parla il “documento di lavoro per lo sviluppo del Piano di formazione docenti 2016-2019” allegato alla nota DGPER 9684 del 6 marzo scorso?

Livelli di governance e standard di formazione richiesti

Se, come emerge dai documenti, il MIUR dovesse tenere per sé la cabina di regia delle azioni riguardanti il CLIL, come ne sarà strutturata la governance? Ci si avvarrà, come nelle quattro generazioni precedenti di corsi, delle scuole-polo individuate dagli USR a seguito di avvisi pubblici, le quali a loro volta affidarono la realizzazione dei corsi, sempre mediante avvisi pubblici, a strutture universitarie e/o formative, ovvero a docenti in possesso di specifici requisiti e professionalità, a seconda che si trattasse di percorsi metodologico-didattici (che devono essere svolti dalle Università) o linguistico-comunicativi? Oppure si demanderà la formazione dei docenti alle scuole-polo che si stanno occupando delle unità formative del piano di cui sopra? Molti docenti sono giunti a una fase intermedia della formazione e sono generalmente motivati a proseguirla. Si chiedono entro quali tempi e in quali forme.

Rimane poi aperta la questione del traguardo richiesto per la certificazione CLIL: il decreto direttoriale del 16 aprile 2012 pose a questo proposito un obiettivo molto ambizioso, descrivendo il profilo del docente CLIL in relazione agli ambiti linguistico, disciplinare e metodologico-didattico, ed esigendo come requisito perfetto il livello C1 QCER accompagnato dal corso di perfezionamento di 20 CFU. Si manterrà questo standard alquanto elevato o si preferirà allargare la platea dei docenti coinvolti, garantendo il B2 quale “livello soglia necessario per poter dire che si insegna qualcosa in un’altra lingua” (parole della ministra nella conferenza stampa di presentazione del piano)?

Ulteriori questioni aperte: orari, esami di Stato, certificazioni

Interessante sarà anche sapere, in base agli esiti della rilevazione SIDI di marzo, per quante ore annuali i docenti veicolano in lingua straniera con metodologia CLIL i contenuti della propria disciplina, stante la nota 4969 che individuava una soglia di norma del 50% del monte ore annuale, “in considerazione anche della necessità di dotare gli studenti della padronanza del linguaggio tecnico-specialistico della disciplina nella lingua italiana”[2].

Non si dimentichi il fatto che la metodologia CLIL ha effetti anche nella struttura dell’esame di Stato, in quanto “l’accertamento del profitto nelle discipline non linguistiche veicolate in lingua straniera dovrà, in sede di esame, mettere gli studenti in condizione di valorizzare il lavoro svolto durante l’anno scolastico…” e, a seguire, “la DNL veicolata in lingua straniera costituirà oggetto d’esame nella terza prova scritta e nella prova orale”[3].

Infine, last but not least, l’interrogativo sulle certificazioni finali. Spetterà ai singoli docenti, una volta formati, rivolgersi a un ente certificatore accreditato, utilizzando all’uopo anche il bonus docente, oppure, come indicato nelle linee strategiche della priorità 4.4 del DM 797/2016 (pag. 36 del piano di formazione), verrà offerta una “eventuale certificazione, da parte di enti terzi, dei livelli di competenze linguistiche raggiunti”?

Più dubbi che certezze, dunque, ai quali ci auguriamo vengano fornite presto indicazioni certe, sia per ottemperare a quanto previsto dagli ordinamenti, sia per non disperdere anzitempo il carattere propulsivo e proattivo di tale innovazione didattica e metodologica, che sinora ha trovato nel corpo docente una significativa spinta alla partecipazione e alla sperimentazione.

Lorella Zauli

 

[1] Vedi la citata nota 4969, pagg. 3-4.

[2] Ibidem, pagina 5.

[3] Ibidem, pagina7.

Corsi di specializzazione per il sostegno: test di accesso

I test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di I e II grado si terranno nei giorni 25 e 26 maggio 2017.

Gli atenei sono autorizzati ad attivare, nel corrente anno accademico 2016/2017, i percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di I e II grado.

Le nuove date di svolgimento dei test preliminari sono state comunicate con decreto 13 aprile 2017, n. 226, che ha rettificato il precedente decreto Miur 10 marzo 2017 n. 141 anche per quanto riguarda la tabella A che riporta i limiti dei posti fissati e le sedi autorizzate.

L'iscrizione alle prove di accesso e la frequenza dei relativi percorsi sono subordinate al possesso del titolo di abilitazione per l'insegnamento.

Le prove di accesso saranno costituite da un test preliminare, da una o più prove scritte ovvero pratiche e da una prova orale, predisposte dagli atenei.

Per i soggetti che hanno già conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno in un grado di istruzione e risultano utilmente collocati nella graduatoria di merito del presente III ciclo in un grado loro mancante, ovvero che, in occasione del II ciclo di specializzazione, erano risultati collocati in più di una graduatoria di merito e avevano esercitato il diritto di opzione, gli atenei predispongono percorsi abbreviati finalizzati all'acquisizione del titolo, fermo restando l'obbligo di acquisire i 9 crediti di laboratori e i 12 crediti di tirocinio previsti.


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Mutui agevolati per l'edilizia scolastica: nuovo decreto

Lo scorso 12 aprile il Ministro Valeria Fedeli ha firmato un decreto che stanzia 238 milioni di euro per finanziare 293 interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza delle scuole. Le risorse rientrano nel Piano dei cosiddetti mutui 'BEI', i mutui agevolati per l'edilizia scolastica.

I 238 milioni stanziati si sommano ai 905 messi in campo nel 2015 sempre nell'ambito dei mutui BEI e spesi nel corso del 2016. I primi 905 milioni hanno consentito di finanziare 1.215 interventi, di cui 721 già conclusi. Con le economie di spesa relative al finanziamento del 2015 (200mln) sono stati autorizzati a fine 2016 altri 300 interventi che partiranno entro l'estate.

Il 6 aprile scorso il Ministero dell'Istruzione e la Struttura di Missione per l'edilizia scolastica di Palazzo Chigi hanno presentato presso la Banca europea per gli investimenti (BEI) il nuovo sistema di monitoraggio degli interventi di edilizia messo a punto per tenere sotto controllo in modo costante l'andamento dei cantieri e della spesa.

Il decreto dovrà essere ora firmato dal Ministro dell'Economia e da quello delle Infrastrutture.


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Valorizzazione eccellenze: aggiornamento enti accreditati

Aggiornato l'elenco dei soggetti esterni accreditati per il prossimo triennio scolastico al fine di promuovere e realizzare gare e competizioni rivolte agli studenti delle scuole secondarie di II grado, statali e paritarie, nell’ambito delle iniziative per la valorizzazione delle eccellenze.

Con decreto 3 aprile 2017 n. 256 il Miur trasmette l’elenco aggiornato dei soggetti esterni accreditati a collaborare con l'Amministrazione scolastica al fine di promuovere e realizzare gare e competizioni nazionali e internazionali, nonché olimpiadi e certamina, concernenti la valorizzazione delle eccellenze degli studenti delle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria superiore, statali e paritarie.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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