Scuola7 16 luglio 2018, n. 98

Scuola7

la settimana scolastica

16 luglio 2018, n. 98


In questo numero parliamo di:

Pensioni - alla ricerca delle certezze perdute (F. Rubino)

Prime prove tecniche di bilancio sociale (S. Stefanel)

Valutazione: il D.lgs. 62/2017 alla prova delle scuole (M.R. Turrisi)

Dossier personale ATA: facciamo il punto (R. Calienno)

Le Linee programmatiche del Ministro Bussetti

Istituti Tecnici Superiori: Programma di sviluppo nazionale

Integrazione graduatorie di istituto personale docente

Portfolio del dirigente scolastico: ultimi giorni

Rete scuole associate Unesco: come aderire

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie personale ATA


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diPensioni: alla ricerca delle certezze perdute
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16 luglio 2018

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n. 98

Pensioni: alla ricerca delle certezze perdute

Fulvio RUBINO

Gli effetti della riforma Fornero

Da un po’ di anni siamo abituati a sentir parlare, o a parlarne noi stessi, della Legge Monti-Fornero, che dal 2012 ha inasprito i requisiti per il diritto alla prestazione pensionistica, ed ha unificato la gestione delle casse pensionistiche esclusive pubbliche presso l’Inps.

La riforma Monti-Fornero, pur essendo un provvedimento che cadde sulle teste dei lavoratori italiani come fulmine a ciel sereno, non è altro che la continuazione del processo di revisione del sistema pensionistico italiano già iniziato nella prima metà degli anni ’90, e che è parte di una rivisitazione, più in generale, del sistema di welfare, motivata principalmente dalla riduzione della spesa pubblica e dai forti cambiamenti demografici registrati nella società, in particolare l’aumento dell’aspettativa media di vita e la diminuzione della natalità.

Senza dover intervenire sulla giustezza o meno delle motivazioni che hanno indotto all’introduzione della riforma Monti-Fornero, non si può non riconoscere l’effetto contenitivo del numero dei pensionamenti dal 2012 al 2017, che, terminato l’effetto ritardante, avrebbe portato inevitabilmente al boom delle richieste di pensionamento, anche in considerazione di un parco lavoratori, quelli del comparto scuola, abbastanza anziano.

Il passaggio di competenze all’INPS

I dipendenti statali inoltre, a metà degli anni ’90, sono stati oggetto della riforma che ha dismesso il sistema del “Conto Tesoro” per il sistema di contribuzione ad una specifica cassa previdenziale esclusiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (CTPS - Cassa Trattamenti Pensionistici dei dipendenti dello Stato). Tale modifica, oltre alla “questione contributiva”, nel tempo ha fatto in modo che le competenze in merito alla quiescenza ed alla previdenza dei lavoratori dello Stato fossero riconosciute dall’Ente/Amministrazione all’Istituto Previdenziale (dapprima Inpdap, istituito con la L. 537/1994, ed ora Inps, in virtù dell’art. 21 L. 214/2011), con il conseguente depotenziamento degli uffici dell’amministrazione sulle competenze previdenziali.

Tutto ciò, unitamente alle problematiche del mercato del lavoro che hanno fatto sì che le storie lavorative delle singole persone diventassero sempre più complesse, ha complicato notevolmente le operazioni di valutazione sul perfezionamento del diritto pensionistico. Da ciò si desume che non è più possibile operare nello stesso modo con cui si operava qualche anno fa, quando le posizioni previdenziali dei lavoratori venivano definite qualche mese prima del pensionamento.

Complessità e pluralità delle opportunità pensionistiche

La complessità delle vite lavorative con la diversificazione delle contribuzioni, la complessità delle possibili azioni e variabili che un lavoratore può richiedere (riscatti, ricongiunzioni, computi, accrediti figurativi, ecc.), e le diverse possibili opportunità pensionistiche (pensione ordinaria, cumulo, totalizzazione, computo in gestione separata, opzione al contributivo, anticipo pensionistico - APE,...) che possono essere richieste, unite alle diversità di funzionamento delle casse/fondi previdenziali, necessitano di competenze elevate che non sono facilmente reperibili.

Peraltro una problematicità che viene poco compresa è che, ai fini della quiescenza, valgono solo i giorni che hanno dato origine ad una contribuzione o che sono stati riscattati, ricongiunti, computati, più in generale accreditati, i quali vengono calcolati nei programmi dell’amministrazione con il principio dell’anno civile, mentre le regole di funzionamento della cassa previdenziale pubblica prevedono il conteggio (che banalmente possiamo semplificare) dell’anno commerciale.

A.A.A. banca dati delle posizioni assicurative cercasi…

Non è da sottovalutare la questione che l’Inps ha ereditato dall’ex-Inpdap: la mancanza di una banca dati delle posizioni assicurative dei dipendenti pubblici. Le motivazioni di tale mancanza non sono solo addebitabili all’ex istituto previdenziale, ma anche ai diversi enti/amministrazioni che non hanno espletato e/o comunicato le pratiche per la quiescenza e la previdenza, facendo in modo che l’istituto previdenziale non fosse a conoscenza delle informazioni necessarie per la costruzione della banca dati, necessaria per una certificazione reale della posizione assicurativa dei dipendenti pubblici (al pari di quanto esiste per i lavoratori dipendenti del settore privato e/o autonomi).

L’Inps ha già iniziato il lavoro necessario per recuperare tutto ciò, ma sarà necessario attendere un bel po’ di tempo al fine di raggiungere obiettivi importanti rispetto ad una complessità crescente: fare in modo che i dati possano essere controllati, corretti, completati e certificati. Nel frattempo questa mancanza incide negativamente sui processi di cambiamento dei lavoratori, rendendo più problematici il quadro previdenziale e la definizione del diritto soggettivo alla pensione, il quale rimane relegato ancora ad un’azione semi-manuale, non immediata.

Quanti in pensione da settembre?

Così oggi si discute molto delle quasi 35000 domande di pensione per il prossimo 1° settembre 2018 (ed è facilmente prevedibile che tale numero non sia destinato a diminuire nel futuro prossimo), della burocrazia che sta ritardando l’accertamento del diritto in diverse aree del territorio nazionale, e delle differenze che spesso si riscontrano tra le anzianità determinate dall’Amministrazione e quelle determinate dall’Inps. Ritardi e disservizi rischieranno di essere pagati direttamente dai lavoratori, non solo perché l’erogazione effettiva delle prestazioni pensionistiche potrebbe slittare, lasciando per qualche mese senza retribuzione i nuovi pensionandi (già è successo lo scorso anno, nel quale ci sono stati pensionati che hanno ricevuto la pensione solo a dicembre/gennaio), ma anche perché i lavoratori attivi rischiano di pagare  le implicazioni in merito ai tempi di definizione degli organici effettivi (in base ai quali effettuare trasferimenti, assegnazioni e passaggi di ruolo), con possibili ripercussioni sul calendario di inizio anno scolastico, e quindi sugli studenti.

…per non parlare dell’APE…

L’immobilità istituzionale arriva a livelli paradossali quando si prende in considerazione l’Anticipo Pensionistico (APE), per il quale il diritto soggettivo ad avvalersi di questa opportunità (?) istituita dal Parlamento viene riconosciuto dall’Inps a partire da una certa data (esempio: 01.11.2018 o 01.02.2019), ma non esiste nessuna nota del Miur che definisca l’iter e le modalità di applicazione dell’APE all’interno di un’organizzazione che cerca di preservare l’univocità e la continuità dell’anno scolastico.

Non possiamo far altro che augurarci che Miur ed Inps possano definire un processo dialogico efficace ed efficiente per il benessere dei lavoratori e dell’intero sistema scolastico, fino a quando non sarà messo a punto un sistema che renda semplice e certa la definizione di tutti gli elementi della pensione dei dipendenti del comparto scuola.

Utopia o semplice richiesta identitaria e di serenità dopo una trascorsa vita lavorativa?

Fulvio Rubino

Nell’ambito della Summer School Ischia 2018, che si svolgerà dal 29 al 31 luglio p.v., sarà disponibile uno sportello informativo dedicato alle pensioni, per approfondire le possibili modifiche alla Legge Monti-Fornero, ma anche per ricevere consigli utili in materia di pensioni integrative per quanti devono ancora svolgere molti anni di servizio.



Prime prove tecniche di bilancio sociale

Stefano STEFANEL

Il Bilancio sociale come strumento di comunicazione

La redazione del Bilancio sociale per una scuola non può essere e non deve essere un semplice adempimento. Alla base deve esserci una cultura dell’analisi dei dati e dei traguardi della scuola. Il Bilancio sociale entra in una nuova filiera del sistema valutativo italiano e viene dopo il Rapporto di Autovalutazione (RAV), il Piano di Miglioramento (PDM) e il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Sia le rilevazioni Invalsi, sia la valutazione delle scuole su base sperimentale (Vales), sia quella generalizzata dei dirigenti scolastici, si erano mosse in questa direzione. Ma il Bilancio sociale completa un percorso che non sempre è stato condotto in maniera adeguata.

La sostanziale diversità sta nell’essere, il Bilancio sociale, uno strumento di comunicazione delle scuole, intese come organizzazioni che apprendono, sia con se stesse, sia con tutti i soggetti esterni portatori di interessi anche di tipo non positivo (scuole concorrenti che cercano di carpire elementi di difficoltà da far valere durante il periodo delle iscrizioni, mezzi di comunicazione di massa, tradizionali e social, che cercano notizie di valenza negativa, ecc.), sia con il mondo, che in genere riceve una massa sterminata di informazioni, in cui non è facile distinguere quelle destinate a trasformarsi in virali.

Contro la prolissità agiografica

La prima cosa da avere ben chiara in mente quando si lavora ad un Bilancio sociale è ciò che nel documento non bisogna inserire. Questa operazione, a metà tra l’autocensura preventiva e un’attenta analisi degli esiti della comunicazione, deve determinare nelle scuole delle vere e proprie agende di esclusione, pena la trasformazione del Bilancio sociale in un elemento di grande debolezza. E saper escludere qualcosa dalla comunicazione è molto più difficile che accumulare.

L’analisi attenta di molti RAV e molti PDM mi ha permesso di vedere con certezza elementi di grande debolezza delle scuole che hanno messo certi dati in chiaro. Le scuole non hanno sempre cura nel selezionare le informazioni da dare all’esterno, perché ritengono che la prolissità agiografica le metta al riparo da sguardi malevoli. Chi ha tenuto d’occhio i mezzi di informazione e i social dell’ultimo anno scolastico sa che non è così, e che spesso molte scuole danno di sé un’immagine pessima.

Al centro il miglioramento degli apprendimenti

Il Bilancio sociale quindi deve essere maneggiato con cura: vanno indicati chiaramente obiettivi e traguardi, che devono tutti riguardare il miglioramento degli esiti nell’apprendimento degli studenti. Informazioni sui miglioramenti nelle dotazioni, nelle strutture o nella formazione dei docenti, in un Bilancio sociale possono dare anche informazioni opposte a quelle che si vorrebbero comunicare: se devi migliorare gli arredi vuol dire che quelli che hai non sono buoni; se devi migliorare le strutture vuol dire che quelle hai sono carenti; se progetti tanta formazione vuol dire che i tuoi insegnanti hanno dei problemi in tal senso. Bisogna dare conto di quello che si ha, non di quello che si vorrebbe avere. E se nel Bilancio sociale si inserisce del futuro, è necessario che questo futuro sia molto chiaro e abbia delle scadenze di realizzazione.

Ci sono poi delle parole che sembrano molto chiare e invece nascondono delle insidie: chi professa l’inclusività della propria scuola senza dare alcun numero apre il fianco a potenziali dubbi (che ci siano troppi stranieri, che ci siano troppi disabili, ecc.). Inoltre un Bilancio sociale non può contenere buone azioni, ma deve illustrare buoni risultati.  Questo è un punto cruciale perché i piani sull’inclusione, se devono entrare nel Bilancio sociale, devono dire come i problemi dell’inclusione sono stati risolti.

Dalle buone intenzioni ai dati leggibili

Altri elementi fondamentali sono quelli legati a ciò che si vuole comunicare: ogni scuola deve avere una visione comune, condivisa e misurabile. Il Bilancio sociale non prevede impressioni, ma dati leggibili. Se la scuola è a favore della diminuzione della dispersione, non può limitarsi a dire come fa, ma deve illustrare come la sua “politica contro la dispersione” ha avuto successo. Altrimenti deve rimanere lontana da quell’argomento. Discorso analogo vale per l’Invalsi, gli esiti a distanza, il rapporto tra risorse e risultati.

Inoltre ogni scuola deve decidere quanta parte del Bilancio sociale è dedicata al ragionamento, e quanta al dato. Il dato deve essere sempre esaustivo e concreto; il ragionamento chiaro e sintetico. Lo spazio redazionale, gli elementi di confronto tra le varie annualità, un chiaro controllo dei flussi economici sono elementi molto forti per una scuola, che vanno comunicati, ma che devono essere positivi.

Domande di (buon) senso

Inoltre ci si deve concentrare sui risultati degli studenti, non sulle intenzioni delle scuole. Anche il rapporto tra progetti e didattica ordinaria deve avere sempre un’analisi degli esiti: se faccio tanti progetti, ma gli esiti scolastici peggiorano, perché li faccio? Quando finanzio un progetto cosa mi aspetto?

Anche il gradimento dell’utente deve essere messo in relazione con gli esiti, perché altrimenti non si comprende che tipo di gradimento è, e soprattutto a chi questo gradimento è riferito. In tal caso vanno proposti questionari di gradimento facilmente tabulabili e universalmente controllabili, perché il lettore non deve mai avere l’impressione che i dati siano stati modificati in quanto difformi dalle aspettative.

Il Bilancio sociale costruisce l’immaginario positivo di una scuola

Infine il Bilancio sociale deve avere una redazione plurima, e che presidi le varie zone prossimali della scuola, lasciando quelle remote a documenti più semplici di rendicontazione. A differenza del Conto consuntivo, del PTOF o del Programma annuale, il Bilancio sociale presuppone delle scelte e non dei semplici adempimenti formali. Se le scelte sono sbagliate il Bilancio sociale si trasformerà in un boomerang: un Bilancio sociale poco letto o contestato creerà dei problemi in primo luogo al team che lo ha redatto, e non servirà ad aumentare l’appeal della scuola. Un Bilancio sociale capace di entrare nell’immaginario locale invece aprirà alla comprensione della scuola anche soggetti che per loro natura sono lontani da quel mondo.

Stefano Stefanel

Le Linee programmatiche del Ministro Bussetti

In data 11 luglio si è svolta l’audizione del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti davanti alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, sulle linee programmatiche del dicastero. Tra i principali temi: contrasto alla violenza, edilizia scolastica, inclusione, alternanza scuola-lavoro.

Dato il ritmo frenetico con cui negli ultimi anni si sono susseguite le numerose riforme, ora “più che una rivoluzione, serve un riallineamento”. In primis un rinnovato patto formativo scuola-famiglia, che metta fine alle aggressioni da parte di studenti e genitori ai danni dei docenti. È al vaglio la possibilità che il Miur si costituisca parte civile nei procedimenti penali che hanno per protagonisti gli studenti o i loro familiari contro gli insegnanti.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, si prevede di avviare a breve un Piano pluriennale di interventi per mettere in sicurezza gli istituti, attingendo dai finanziamenti nazionali e comunitari, per prevenire i rischi legati agli eventi sismici. Particolare attenzione è rivolta all’accessibilità, soprattutto al sud, e alle dotazioni tecnologiche e digitali per aule e laboratori.

Altro tema di rilievo è l’inclusione: migliorare il sistema degli insegnanti di sostegno, attribuire alle famiglie un ruolo attivo, agevolare chi non può andare fisicamente a scuola, arginare la dispersione scolastica. Previsto lo studio della cittadinanza attiva fin dalla scuola primaria.

Sul tema particolarmente controverso dell’alternanza scuola-lavoro, il Ministro Bussetti sottolinea come si tratti di un’opportunità, purché venga attuata esclusivamente attraverso percorsi di qualità, con elevati standard di sicurezza.

Tra gli obiettivi del Ministero c’è anche quello di ridefinire l’attività sportiva scolastica, indispensabile per l’apprendimento di un corretto stile di vita che aiuti i ragazzi a crescere in maniera sana e armonica.

Per quanto concerne l’università e la ricerca, ci si propone di realizzare un Piano strategico pluriennale per affrontare in modo unitario le criticità emerse negli ultimi anni: ampliare il numero di studenti esenti dal pagamento delle tasse, semplificare le procedure per erogare le borse di studio, aumentare le risorse destinate, ridefinire le procedure per accedere ai finanziamenti, potenziare i corsi di laurea dedicati alle Stem, nonché le dotazioni tecnologiche e strumentali.

Il video dell'audizione


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Istituti Tecnici Superiori: Programma di sviluppo nazionale

Firmato il provvedimento che eroga circa 23 milioni di euro per l’ampliamento dei percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori (ITS) per l’anno 2018/2019. Bussetti: “Gli ITS si pongono come naturale raccordo tra il mondo della scuola, delle università e del lavoro. Per questo intendiamo dare più visibilità e attenzione al settore”.

Gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) sono percorsi post diploma altamente innovativi e rappresentano la formazione terziaria professionalizzante. Sono nati nel 2010 e vogliono essere la risposta alla domanda delle imprese, attraverso un’offerta formativa altamente qualificata, di nuove ed elevate competenze tecniche per promuovere i processi di innovazione e trasferimento tecnologico.

Attualmente sono presenti in tutta Italia 95 ITS con 429 percorsi attivi e oltre 2.000 soggetti partner coinvolti. Nell’ultimo anno, il 2017/2018, sono stati quasi 11.000 i giovani che hanno scelto di frequentare questi percorsi formativi.

In data 12 luglio 2018 è stato siglato il provvedimento di ripartizione dei fondi che consentirà di erogare complessivamente circa 23 milioni di euro per l’ampliamento dei relativi percorsi formativi per l’anno 2018/2019, come previsto dalla legge di Bilancio per il 2018, che ha incrementato, nell’anno 2018, le precedenti risorse già destinate agli ITS di ulteriori 10 milioni di euro (20 milioni di euro nel 2019 e 35 milioni di euro a decorrere dal  2020).

Per gli ITS parte dunque, ora, un Programma di sviluppo nazionale che servirà a qualificare l’offerta formativa e a rafforzarne il ruolo nella promozione dell’innovazione. Le azioni indicate dal Programma di sviluppo sono finalizzate a far acquisire un’alta specializzazione tecnologica ad almeno 20.000 giovani entro il 2020.


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Integrazione graduatorie di istituto personale docente

Emanato il decreto che disciplina l'inserimento negli elenchi aggiuntivi delle graduatorie di istituto dei docenti che hanno conseguito il titolo di abilitazione entro il 1° agosto 2018. È inoltre consentito ai docenti che abbiano conseguito il titolo di specializzazione per il sostegno di essere collocati in coda agli elenchi di sostegno della fascia di appartenenza.

Con nota 11 luglio 2018 prot. n. 32043 il Miur trasmette il D.D.G. 11 luglio 2018 n. 1069, che disciplina:

  • l’inserimento in II fascia delle graduatorie di istituto dei docenti che hanno conseguito il titolo di abilitazione oltre il previsto termine di aggiornamento triennale delle graduatorie ed entro il 1 agosto 2018, i quali verranno collocati in un elenco aggiuntivo alle graduatorie di II fascia; a tal fine l'allegato modello A3 dovrà essere trasmesso entro il 3 agosto 2018, tramite raccomandata A/R, PEC, o consegna a mano con rilascio di ricevuta ad una istituzione scolastica della provincia prescelta;
  • l’inserimento negli elenchi aggiuntivi di sostegno dei docenti che conseguono il titolo di specializzazione per il sostegno agli alunni con disabilità oltre il previsto termine di aggiornamento triennale delle graduatorie ed entro il 1 agosto 2018, i quali verranno collocati in coda agli elenchi di sostegno della fascia di appartenenza. L'istanza dovrà essere presentata, esclusivamente in modalità telematica, compilando il modello A5, che sarà disponibile sul portale Polis dal 20 agosto al 10 settembre 2018 (entro le ore 14,00);
  • il riconoscimento della precedenza nell’attribuzione delle supplenze di III fascia di istituto, per i docenti che vi siano inseriti e che conseguono il titolo di abilitazione nelle more dell’inserimento nelle finestre semestrali di pertinenza; a tal fine è disponibile sul portale Polis, per tutto il triennio di validità delle graduatorie, l'apposito modello A4. L'istanza dovrà essere rivolta alla istituzione scolastica capofila prescelta all'atto di inclusione in III fascia.

I soggetti già collocati per altri insegnamenti nelle graduatorie di I, II e III fascia delle graduatorie di istituto, possono sostituire, nella stessa provincia di iscrizione, una o più istituzioni scolastiche già espresse all'atto della domanda di inserimento esclusivamente per i nuovi insegnamenti. L'istanza dovrà essere presentata, esclusivamente in modalità telematica, compilando il modello B, che sarà disponibile sul portale Polis dal 20 agosto al 10 settembre 2018 (entro le ore 14,00).


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici: piattaforma e testi

Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata, alla luce del Bando e degli ultimi scenari normativi.

Nello specifico, la piattaforma è stata:

  • aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;
  • integrata con ulteriori contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

  1. Simulazione prova preselettiva
  2. Contenuti professionali delle prove
  3. Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di effettuare simulazioni della prova preselettiva con i quiz ministeriali ed esercitazioni suddivise nelle nove aree tematiche.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione



Testi consigliati per il concorso


Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego

a cura di Segio Auriemma

Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


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Repertorio 2018

Dizionario normativo della scuola - XXXII edizione

Repertorio, Dizionario normativo della scuola, è uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a pubblici concorsi.

Si compone di saggi, ordinati alfabeticamente e curati da esperti di settore, che illustrano in modo aggiornato ed approfondito i principali istituti giuridico-amministrativi, contrattuali e contabili del comparto scuola e del pubblico impiego: tematiche giuridiche, amministrative e talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ciascuna voce sintetizza un argomento, ne mette in risalto gli aspetti salienti, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo, presenta considerazioni tecnico-giuridiche, notazioni, commenti. Attraverso l'analisi dei riferimenti normativi e le riflessioni svolte dagli autori, è possibile cogliere l’evoluzione cronologica delle norme, ricostruire la storia degli istituti giuridici, individuare le principali disposizioni in vigore.

L’opera può agevolare le attività negli uffici dell’amministrazione scolastica, nelle presidenze, nelle sale dei professori e nelle segreterie delle scuole, nelle sedi di Soggetti, Enti e Agenzie esterne che operano a contatto con il mondo dell’istruzione; e ancora le attività di competenza dei revisori contabili, l’assolvimento di impegni delle RSU.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Schemi di provvedimenti, fac simile di domande, istanze, documenti ministeriali o di altre autorità, tabelle riassuntive e modulistica, possono essere prelevati nell’apposita sezione on line.

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Elementi di legislazione scolastica

di Salvatore Pace

NUOVA EDIZIONE aggiornata con i decreti applicativi della Buona Scuola

Un agile strumento di lavoro per tutto il personale della scuola, ma soprattutto per coloro che intendono sostenere le prove concorsuali per accedere alla carriera dirigenziale.

Si snoda su dieci capitoli tematici: ogni tema è presentato nei suoi aspetti essenziali ed inquadrato all’interno delle norme fondamentali. Le novità introdotte dalla Buona Scuola sono calate all’interno di un processo organico di evoluzione legislativa, e ne risultano chiari i contorni, gli elementi di continuità e di rottura rispetto alla legislazione preesistente.

Il testo fornisce una rassegna aggiornata del nostro sistema di istruzione e dello scenario europeo. Presenta in anteprima gli elementi essenziali del nuovo regolamento di contabilità, di imminente emanazione da parte del Governo.


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16 luglio 2018

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n. 98

Valutazione: il D.lgs. 62/2017 alla prova delle scuole

Maria Rosa TURRISI

Quando le norme possono far crescere le scuole…

Il D.lgs. 62/2017 e la nota Miur prot. n. 1865 dell’ottobre 2017 hanno impegnato, nel presente anno scolastico, docenti e dirigenti delle scuole del primo ciclo a ragionare sulla valutazione, a rivedere strumenti e procedure in uso, e a cercare di dare un senso al voto numerico.

Per rispondere al dettato del decreto i Collegi dei docenti hanno infatti dovuto condividere gli indicatori per l’attribuzione del voto del comportamento e del voto di ammissione all’esame, e tutto ciò ha in qualche modo rimandato ad una ridefinizione dei criteri che i Dipartimenti disciplinari utilizzano per valutare conoscenze, abilità e competenze.

La valutazione del comportamento

Procedendo con ordine, rispetto alla valutazione del comportamento il D.lgs. 62/2017 (art. 1 comma 3) prevede che essa deve riguardare “lo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche ne costituiscono i riferimenti essenziali”.Quindi i Collegi dei docenti hanno dovuto deliberare in merito agli indicatori da utilizzare, e identificare le evidenze da osservare per ricondurre al voto numerico le prestazioni del comportamento scolastico, in coerenza con quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali relativamente alle competenze di cittadinanza, e con quanto previsto dal POF e dai Regolamenti di ciascuna istituzione scolastica.

L’ammissione all’esame e la ricostruzione del percorso

Rispetto al voto di ammissione, che non è il risultato della “media dei voti delle discipline”, ma viene espresso “considerando il percorso scolastico compiuto dall'alunna o dall'alunno” (art. 6 comma 5), è stato necessario che i Collegi dei docenti concordassero quali aspetti del percorso scolastico prendere in considerazione.

Ovviamente in questo primo anno ci si è dovuti attrezzare con strumenti che tenessero conto di una memoria del percorso scolastico di ciascun alunno, ma già a partire dal prossimo anno si potrà utilizzare quanto osservato e registrato nel presente anno scolastico per le classi seconde; tuttavia soltanto fra due anni si potrà avere maggiore contezza e una più oggettiva ricostruzione del percorso. Le scuole potrebbero, in autonomia, pensare anche alla sperimentazione di un dossier dell’alunno (o della classe), che raccolga esperienze e evidenze sul percorso scolastico del triennio, di cui tener conto al momento del voto finale per l’ammissione all’esame. 

La descrizione dei processi

Un altro aspetto rilevante del decreto è quello secondo cui alla fine di ciascun periodo di valutazione, primo e secondo quadrimestre nella maggior parte dei casi, è necessario accompagnare la valutazione numerica con la descrizione di processi formativi (in termini di progressi nello sviluppo culturale, personale e sociale) e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti conseguito. Ciò ha messo in moto nelle scuole (tranne in quelle che hanno utilizzato modelli preconfezionati dalle case editrici) una riflessione sull’osservazione del processo di apprendimento, che consentisse di restituire agli alunni e alle famiglie una rappresentazione, in qualche modo personalizzata, delle risorse e dei limiti di ciascun apprendente. Negli istituti comprensivi tutto ciò ha anche costituito un’occasione per condividere linguaggi e documenti fra i docenti dei due ordini di scuola, nell’ottica dell’unicità del ciclo e della continuità.

Uno/due voti in lingua straniera o curricolo plurilingue?

Una riflessione a parte va fatta poi sul voto unico per la lingua straniera nella prova scritta di esame; in questo caso un’effettiva e autentica applicazione della norma avrebbe avuto bisogno di una seria di riflessione sul curricolo plurilingue, a cui una logica del “voto unico” può e deve essere ricondotta. In questa direzione sarà necessaria una rielaborazione del curriculo integrato delle lingue, anche con riferimento ai documenti europei più recenti e innovativi, e agli studi e alle ricerche che a partire da tali documenti si sono sviluppati[1].

Accompagnare le innovazioni con la formazione

Alla luce queste considerazioni si può affermare che, se è vero che una norma può mettere in moto processi virtuosi è pur vero che perché ciò avvenga ci vogliono tempi più distesi, momenti di confronto e di riflessione.

In realtà il D.M. 851 del 27/10/2017, all’art. 3 comma 2, ha previsto un intervento formativo specifico e misure di accompagnamento per “l’attuazione dei nuovi interventi normativi sulla valutazione degli apprendimenti delle studentesse e degli studenti, sulle prove standardizzate, sulla certificazione delle competenze, sugli esami di Stato del primo e del secondo grado e sui relativi quadri di riferimento”.  Sarebbe interessante raccogliere informazioni e dati sullo sviluppo di tali interventi formativi, al fine di riconoscere quelli più efficaci e innovativi, ma anche di dare avvio ad un percorso di ricerca, che consenta di confrontare ed eventualmente validare quanto prodotto e sperimentato dalle istituzioni scolastiche in questo primo anno di applicazione della norma.

Maria Rosa Turrisi

[1] Consiglio d’Europa, Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale, 2010.

Rosa Calò, Educazione linguistica e plurilinguismo dal progetto europeo al contesto italiano, Aracne, 2015.

Dossier personale ATA: facciamo il punto

Roberto CALIENNO

Il personale ATA nella comunità educante

Il nuovo contratto scuola riconosce finalmente al personale ATA prerogative che prima erano riconosciute solo al personale docente; lo fa introducendo il principio di “comunità educante”. In attesa che venga avviata la specifica sequenza contrattuale, le sofferenze e le emergenze sono tante. Non a caso il Ministro dell’istruzione ha dichiarato in Senato: “Valorizzeremo il ruolo del personale ATA che rappresenta una parte importante da cui dipende il buon funzionamento della scuola.” Proprio in sintonia con quanto previsto dal nuovo contratto, ha affermato di voler potenziare la formazione in servizio del personale, puntando all’acquisizione di competenze legate ad importanti innovazioni: monitoraggi, progetti Erasmus, alternanza scuola-lavoro, nuovo regolamento sulla privacy ed altro. Il Ministro ha ribadito che il concorso per DSGA è una priorità, e che il bando è prossimo all’emanazione.

Le graduatorie per le immissioni in ruolo

Intanto gli uffici scolastici provinciali hanno cominciato a pubblicare le graduatorie provvisorie relative ai 24 mesi del personale ATA. Le suddette graduatorie resteranno per 10 giorni a disposizione degli interessati, i quali potranno presentare reclamo scritto al Dirigente dell’Ufficio Territoriale, esclusivamente per errori materiali od omissioni, entro il medesimo termine di dieci giorni decorrenti dalla data di pubblicazione. Si tratta delle graduatorie da cui si faranno le immissioni in ruolo. Ed a settembre ai tanti posti già disponibili se ne aggiungeranno oltre 8000, liberati dal personale che andrà in pensione. Purtroppo però anche quest’anno si registrano tagli, accantonamenti e disaccantonamenti.

Accantonamenti e disaccantonamenti

A settembre 2018 saranno disaccantonati 445 posti per il profilo professionale di assistente amministrativo e 23 posti per il profilo di assistente tecnico, al fine di procedere alle immissioni in ruolo previste dall’articolo 1, comma 619, della legge 27 dicembre 2017, n. 205. Nella stessa data 305 posti di collaboratore scolastico per la regione Sicilia saranno disaccantonati, esclusivamente al fine di procedere alle immissioni in ruolo previste dall’articolo 1, commi da 622 a 624, legge 27 dicembre 2017, n. 205, ed i posti accantonati saranno ridotti nella misura corrispondente. Il 5 luglio u.s. il Miur ha approvato le graduatorie in seguito a procedura selettiva per titoli e colloquio. In questo modo il 1° settembre si potrà procedere con l’immissione in ruolo del personale titolare di contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati con le istituzioni scolastiche statali ai sensi dei decreti attuativi dell’articolo 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, per lo svolgimento di compiti e di funzioni assimilabili a quelli propri degli assistenti amministrativi e tecnici.

Il decreto interministeriale sugli organici prevede, come detto, ancora accantonamenti di posti. In particolare negli istituti di scuola secondaria di secondo grado, ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici (ITP) in esubero, è accantonato un pari numero di posti di assistente tecnico. L’accantonamento dei posti non deve generare situazioni di esubero del personale del profilo professionale di assistente tecnico.

I passaggi verticali tra le varie aree

Tutto tace anche in merito ai passaggi verticali tra le varie aree, la cui procedura è bloccata dal 2010. L’ultimo decreto direttoriale – il 979  del 28 gennaio 2010 - riapriva di fatto le procedure selettive per i passaggi del personale ATA dall’area contrattuale inferiore all’area immediatamente superiore, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della sequenza contrattuale 25 luglio 2008. Da allora nessun’altra procedura concorsuale analoga è stata più ripresentata. La mobilità verticale ATA è l’unica prospettiva di carriera. La specifica sequenza contrattuale dovrà tenerne conto.

Le graduatorie per le supplenze

Questi sono giorni di attesa anche per gli aspiranti ad una supplenza in uno dei profili del personale ATA. In questo caso le graduatorie di riferimento sono quelle di terza fascia; tuttavia si registrano notevoli e preoccupanti ritardi di pubblicazione, che generano ansia negli aspiranti. L’ansia è giustificata dal fatto che non tutti i posti vacanti e disponibili saranno coperti dalle assunzioni in ruolo, e quindi per molti si profila la possibilità concreta di un incarico annuale da graduatoria di istituto.

Il Ministero ha sollecitato gli uffici degli ambiti territoriali ad autorizzare la pubblicazione delle graduatorie, in modo da consentire agli aspiranti di consultare la loro posizione nelle scuole scelte. Dalla pubblicazione delle graduatorie gli aspiranti hanno 10 giorni di tempo per presentare reclamo. Gli aspiranti sono preoccupati perché, qualora l’ufficio scolastico abbia già stabilito la data di diffusione delle graduatorie e su Istanze online permanga ancora lo stato di errore, le graduatorie devono essere verificate all’albo delle scuole o di una scuola tra quelle scelte (se interessa solo il punteggio). I 10 giorni utili per il reclamo partono infatti dalla data di pubblicazione indicata dall’ufficio scolastico, indipendentemente dalla visualizzazione o meno su Istanze online che, come sempre, non ha alcun valore legale ma è solo un servizio di supporto finalizzato alla verifica del punteggio attribuito. In molti casi il punteggio potrebbe aver subito modifiche sostanziali per effetto di quanto previsto dal D.M. 640 del 30.08.2017 in merito alla valutazione delle certificazioni informatiche. In generale il punteggio attribuito alle certificazioni informatiche e digitali viene dimezzato rispetto alla valutazione precedente; inoltre è stata introdotta la valutazione di un nuovo titolo, la EIRSAF.

Mobilità, utilizzazioni, assegnazioni provvisorie

Intanto il personale di ruolo è in attesa di conoscere gli esiti della mobilità, che saranno pubblicati il 20 luglio p.v.. Le domande di utilizzazione e assegnazione provvisoria potranno essere presentate dal 23 luglio al 3 agosto utilizzando il modello cartaceo. Il CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’a.s. 2018/19 non presenta modifiche sostanziali per il personale ATA. Viene però introdotta la possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria per il ricongiungimento, oltre che al coniuge o parte dell’unione civile o convivente, anche a parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da apposita certificazione anagrafica. Viene anche consentito il ricongiungimento al genitore, senza richiedere l’ulteriore requisito della convivenza.

Tutte le operazioni (ruoli, assegnazioni ed utilizzazioni, supplenze annuali) dovranno completarsi entro il 31 agosto.

Roberto Calienno

Portfolio del dirigente scolastico: ultimi giorni

Il prossimo 31 luglio sarà prodotta a sistema la versione del Portfolio del dirigente scolastico che sarà resa disponibile al Nucleo di valutazione e al Direttore USR per formulare la valutazione relativa all’a.s. 2017/18. Il dirigente potrà continuare a compilare il Portfolio, ma tali aggiornamenti saranno funzionali alla valutazione riferita al prossimo anno scolastico.

Il Portfolio del dirigente scolastico svolge innanzi tutto la funzione di strumento di orientamento, analisi e riflessione sui compiti e sulle competenze richieste al Dirigente scolastico per l’esercizio della specificità delle proprie funzioni, nonché di supporto per lo sviluppo professionale, utilizzabile come parte integrante di un processo di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche nelle aree direttamente riconducibili al dirigente scolastico, ai fini della valutazione dei risultati della sua azione dirigenziale. Inoltre tramite la sua compilazione il Dirigente scolastico evidenzia il proprio contributo al perseguimento degli obiettivi contenuti nella lettera di incarico.

Le funzioni di compilazione del Portfolio del dirigente scolastico sono attive sul portale dedicato già a partire dallo scorso 20 aprile 2018. Quest’anno il Miur ha ravvisato l'opportunità di non limitarne temporalmente l'accesso, affinché il Dirigente, attraverso la possibilità di documentare nel tempo le azioni professionali realizzate, orienti le proprie scelte organizzative in maniera sempre più consapevole e funzionale al perseguimento degli obiettivi contenuti nella lettera di incarico.

Tuttavia, per garantire omogeneità e tempi comuni a livello nazionale per la formulazione della valutazione, dal 31 luglio 2018 il sistema manterrà in memoria una versione del Portfolio per come compilato entro quella data.

Tale versione, visibile al Dirigente ma non più modificabile, sarà quella disponibile per il Nucleo di valutazione per dare avvio alle operazioni connesse all'attività istruttoria e poi per il Direttore USR per formulare la valutazione relativa all'a.s. 2017/18.

Questa la struttura del Portfolio:

  • Parte prima - Anagrafe professionale
  • Parte seconda - Autovalutazione
  • Parte terza - Obiettivi e azioni professionali
  • Parte quarta - Documentazione della valutazione

Le istruzioni Miur


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Rete scuole associate Unesco: come aderire

Indicazioni alle scuole per aderire alla Rete Nazionale UNESCO, volta a integrare gli insegnamenti curriculari con attività orientate allo sviluppo sostenibile, alla tutela dei diritti umani e della diversità, alla valorizzazione del patrimonio culturale, dell'educazione alla pace. Domande entro il 30 dicembre.

Il sistema delle Scuole Associate all'U.N.E.S.C.O. (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) è stato istituito nel 1953 al fine di stimolare le scuole di tutto il mondo ad integrare gli insegnamenti curriculari con piani di studio e attività orientati ai principi fondamentali dell'Organizzazione. In Italia l'esperienza ha avuto inizio nell'anno scolastico 1957-58.

Le istruzioni e il modulo per la richiesta di adesione da parte delle scuole sono diramati con nota 9 luglio 2018, prot. n. 11476. Possono fare richiesta di associazione le scuole italiane di ogni ordine e grado, statali e paritarie.

Gli Istituti ammessi alla Rete dovranno integrare le proprie attività curricolari con programmi e progetti educativi a vocazione internazionale, orientati sulle principali tematiche UNESCO, che  potranno anche essere incluse anche nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, e/o e nei progetti PON 2014-2020. Tra le tematiche di riferimento rientrano:

  • la realizzazione dell’“Agenda 2030”, per lo sviluppo sostenibile, dei cui obiettivi si consiglia un attento esame (In questo ambito si segnalano come prioritarie le tematiche della tutela degli oceani);
  • la tutela dei diritti umani e della diversità culturale;
  • la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico, materiale ed immateriale;
  • l'educazione al turismo culturale;
  • l'educazione interculturale;
  • lo sviluppo e la promozione dell'educazione alla Pace e alla Cittadinanza.

Le istituzioni scolastiche interessate ad associarsi alla Rete dovranno compilare l'allegato modulo di richiesta (completo della relativa scheda di candidatura) e trasmetterlo entro il 30 dicembre 2018 ai seguenti indirizzi e-mail: unesco.scuole@esteri.it;  antonellacassisi@tiscali.itantonella.cassisi@esteri.it; doriana.deangelis@istruzione.it; serena.marsan1@istruzione.it.

La richiesta di adesione va rinnovata per ogni anno scolastico, anche nel caso in cui il progetto approvato abbia durata pluriennale.

Le scuole associate dovranno, pena la decadenza dalla Rete, trasmettere via e-mail entro il 31 luglio 2019 una relazione finale delle attività svolte.


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Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie personale ATA

Le domande di utilizzazioni e assegnazioni provvisorie personale ATA per il prossimo anno scolastico 2018/2019, relativamente al personale ATA, devono essere presentate in modalità cartacea tra il 23 luglio e il 3 agosto.

Relativamente al personale ATA, il CCNI sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per l’a.s. 2018/19 non presenta modifiche sostanziali, ad eccezione della possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria per il ricongiungimento, oltre che per il coniuge o parte dell'unione civile o convivente, anche per parenti o affini, purché la stabilità della convivenza risulti da apposita certificazione anagrafica.

Viene ammessa l’istanza di ricongiungimento al genitore, senza richiedere l’ulteriore requisito della convivenza.

Le domande potranno essere presentate in modalità cartacea tra il 23 luglio e il 3 agosto utilizzando il modello allegato alla nota 9 luglio 2018 prot. n. 31552.

Le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria dovranno concludersi inderogabilmente entro il 31 agosto 2018.


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Summer School Ischia 2018

Summer School Ischia 2018

La scuola tra organizzazione e comunità

Idee e strumenti per un’autonomia efficace


Dal 29 al 31 luglio tornano la formazione e l’aggiornamento firmati Tecnodid: anche quest’anno la splendida cornice dell’isola di Ischia ospiterà la Summer School “La scuola tra organizzazione e comunità. Idee e strumenti per un’autonomia efficace”.

  • GLI SCENARI: FACCIAMO IL PUNTO

  • L’ORGANIZZAZIONE: FACCIAMOLA FUNZIONARE

  • LA PROFESSIONALITÀ: CURIAMOLA

  • L’INCLUSIONE: FACCIAMOLA BENE

  • QUALI CAMBIAMENTI, QUALI PROPOSTE, QUALI AZIONI?

Per offrire una visione ampia sulle novità che si presentano nell’ordinamento scolastico, attraverso incontri con esperti, workshop, confronti operativi.

Per fornire piste di lavoro e strumenti aggiornati per operare.

Per una scuola efficace, che sa utilizzare al meglio le risorse professionali di cui dispone, nel rispetto dei diversi ruoli e delle diverse responsabilità.

Relatori: Ettore Acerra, Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Domenico Ciccone, Loredana Leoni, Cinzia Olivieri, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Stefano Stefanel, Rosa Stornaiuolo.


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

Programma

Prima sessione [domenica 29 luglio – ore 14,00-19,00]

GLI SCENARI: FACCIAMO IL PUNTO

Ore 14,00-16,00

Accoglienza

Ore 15,00-16,00

Saluti delle autorità presenti

Ore 16,00-19,00

• Presentazione del seminario

A cura di Mariella Spinosi

• La pubblica amministrazione che cambia. Il quadro normativo e il quadro contrattuale

A cura di Sergio Auriemma

• Un contratto di Istituto alla moviola 

A cura di Sergio Auriemma con la collaborazione di Domenico Ciccone

Seconda sessione [lunedì 30 luglio – ore 9,00-13,00]

L’ORGANIZZAZIONE: FACCIAMOLA FUNZIONARE

Ore 9,00-11,10

Relazioni

• Dall’autovalutazione alla progettazione strategica

A cura di Ettore Acerra

• Dalla progettazione strategica alla rendicontazione sociale

A cura di Maria Teresa Stancarone

Ore 11,30 -13,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Rinnovare il PTOF: la lezione dell’esperienza

Coordinato Guglielmo Rispoli

• Come si costruisce un bilancio sociale

Coordinato da Stefano Stefanel

Terza sessione [lunedì 30 luglio – ore 15,00-19,30]

LA PROFESSIONALITÀ: CURIAMOLA

Ore 15,00-16,00

Relazioni

Sviluppo professionale e qualità della formazione: cosa c’è di nuovo?

A cura di Giancarlo Cerini

Ore 16,00-17,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Dal percorso di formazione alla ricaduta in classe

Coordinato da Rosa Stornaiuolo

• Organizzare un piano di formazione: d’istituto, di ambito, di disciplina…

Coordinato da Stefano Stefanel

Ore 17,00-19,30

Quando tra scuola e famiglia c’è un conflitto: analisi di caso

• Presentazione del caso

A cura di Guglielmo Rispoli

• Pubblico ministero

A cura di Sergio Auriemma

• Giudice

A cura di Ettore Acerra

• Avvocato difensore

A cura di Cinzia Olivieri

• Perito di parte

A cura di Giancarlo Cerini

Quarta sessione [martedì 31 luglio – ore 9,00-13,00]

L’INCLUSIONE: FACCIAMOLA BENE

Ore 9,00-11,00

Relazioni

• Dal curricolo al piano per l’inclusione

A cura di Loredana Leoni

• Andare oltre i piani didattici personalizzati 

A cura di Antonia Carlini

Ore 11,30 -13,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Come costruire un piano d’inclusione

Coordinato da Rosa Seccia

• Le didattiche inclusive in classe: risorse e strategie per migliorare gli apprendimenti

Coordinato da Rosa Stornaiuolo

Quinta sessione [martedì 31 luglio – ore 15,00-17,30]

QUALI CAMBIAMENTI, QUALI PROPOSTE, QUALI AZIONI?

Ore 15,00-16,00

Tavola rotonda: le idee emerse dal convegno

Conducono Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi

• Una scuola che funziona

A cura di Maria Teresa Stancarone

• Una scuola che si fa apprezzare

A cura di Domenico Ciccone

• La professionalità che serve

A cura di Guglielmo Rispoli

• I saperi per l’inclusione e la cittadinanza

A cura di Rosa Seccia

Ore 16,00-17,30

I prossimi passi? Chiediamolo a: …


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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