L’attualità del Liceo classico oltre i numeri

Il panorama educativo della scuola secondaria di secondo grado, per l’anno scolastico 2026-2027, sembra essere segnato da una “tensione dialettica” tra l’urgenza della specializzazione tecnica e la necessità di una solida architettura culturale. I dati ministeriali appena pubblicati fotografano un consolidamento della nuova Filiera 4+2, che ha registrato un raddoppio degli iscritti, passati da 5.449 a 10.532, con un vero

Competenze non cognitive e nuovi modelli didattici

L’emanazione del Decreto del 15 gennaio 2026, prot. n. 6, attuativo della Legge 19 febbraio 2025, n. 22[1], ha ufficialmente aperto la finestra temporale per l’adesione alla sperimentazione nazionale triennale (2025-2028) finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali degli studenti di ogni ordine e grado. Quindi, per tutte le istituzioni scolastiche e per i CPIA, questo provvedimento fissa

Un nuovo calendario per il futuro degli studenti

Il dibattito sul calendario scolastico italiano – riacceso dalla recente proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè[1] – è molto più di una semplice questione organizzativa con ricadute turistiche ed economiche volte ad incrementare il profitto stagionale. Si tratta di riflettere non tanto su quando occupare le aule, quanto su come il tempo dell’apprendimento debba essere rimodellato per rispondere ai

Attualità del pensiero di Freire nel contesto scolastico contemporaneo

La centralità degli studenti, il loro protagonismo nell’apprendimento, l’imparare attraverso l’esperienza, il riflettere sul come imparano rappresentano alcuni dei concetti pedagogici e didattici che da decenni hanno messo in discussione i canoni della didattica trasmissiva e l’unitarietà del sapere. Riprendendo alcuni pilastri del pensiero di Paulo Freire, possiamo articolare un ragionamento sul “cosa” significa “mettere lo studente al centro” per

Per una autonomia scolastica compiuta

Ogni inizio d’anno ripropone il rito dei buoni propositi. Guardando al 2026, la priorità per il mondo dell’istruzione è chiara: dare finalmente compimento alla sfida più ambiziosa degli ultimi trent’anni, ovvero consolidare l’autonomia scolastica e restituire centralità alla figura del docente. Quando pensiamo alla scuola l’immagine che spesso affiora è quella di un’istituzione monolitica: un grande sistema omogeneo che opera

Il voto: da sentenza a dialogo per il successo formativo

Perché il dibattito sulla scuola è spesso associato all’ansia da prestazione degli studenti? Perché tante volte si parla di valutazione in termini negativi e di insuccesso scolastico? Perché gli esiti positivi e i traguardi raggiunti dagli studenti rimangono sempre in sordina? Perché si propongono soluzioni per migliorare gli esiti attraverso l’innalzamento delle soglie di accettabilità? Perché nella valutazione entra anche

Feedback, dialogo e crescita cognitiva

In Italia il dibattito sulla valutazione scolastica è perennemente aperto e per certi versi divisivo: ne discutono dirigenti, docenti, genitori, studenti. Si ragiona di valutazione disciplinare, trasversale, comportamentale. Si fanno ricerche a livello universitario e ministeriale. Intervengono esperti e meno esperti su quotidiani e riviste. Si comparano esiti su scala nazionale ed europea. Sulla scia delle trasformazioni indotte per forza

Sfera di cristallo o strumento di processo?

Ogni educatore nutre la naturale aspirazione di comprendere e favorire il potenziale dei propri studenti, guardando non solo a ciò che hanno imparato, ma a ciò che potranno diventare, ai traguardi a medio e lungo termine che potranno raggiungere. In questo orizzonte pedagogico e formativo, s’inserisce il concetto di valutazione predittiva, ovvero la pratica di ricavare previsioni sulla riuscita futura degli

Piano” Emergo”: un’esperienza ponte di Milano

La transizione scuola-lavoro non è una semplice fase del percorso di vita e rappresenta, di fatto, il primo, vero banco di prova dell’efficacia di un sistema educativo e della sua capacità di garantire equità e inclusione. Per gli studenti e le studentesse con disabilità, questo momento è un bivio decisivo tra un futuro di cittadinanza e un percorso ad ostacoli