Il terzo ciclo tra norme e realtà

L’uscita dei bandi per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione all’insegnamento rappresenta, ormai ciclicamente, un momento di forte attenzione per il mondo della scuola, riattivando aspettative, timori e interrogativi legati alle modalità di accesso alla professione docente. Questo passaggio è il fulcro di una complessa transizione normativa che mette alla prova la resilienza degli aspiranti insegnanti e la capacità

Contenuti urgenti per l’educazione civica

“Tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace. Si educa per la competizione e la competizione è l’inizio della guerra. Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si starà educando alla pace”. È la sintesi più nota del pensiero di Maria Montessori i cui scritti si trovano raccolti nel libro “Educazione e

La storia come esercizio di verità

Mentre il 10 febbraio l’Italia celebra il “Giorno del Ricordo”, l’eredità etica di Auschwitz ci ammonisce: la memoria non può esaurirsi in un rito statico o in un terreno di scontro ideologico. Essa deve piuttosto evolversi in un processo dialogico permanente, capace di superare le mura delle aule e i confini nazionali grazie anche all’innovazione didattica. In questo contesto, il

Memoria e emozioni: le radici dell’esperienza umana

I ricordi sono ciò che resta di noi quando il tempo scorre, quando le esperienze si depositano e diventano tracce interiori. Sono frammenti di vita che tornano a galla senza chiedere permesso, immagini, voci, sensazioni che ci attraversano e ci ricordano chi siamo stati e, forse, chi siamo ancora. Senza memoria non esisteremmo davvero: saremmo corpi presenti, ma privi di

Un nuovo calendario per il futuro degli studenti

Il dibattito sul calendario scolastico italiano – riacceso dalla recente proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè[1] – è molto più di una semplice questione organizzativa con ricadute turistiche ed economiche volte ad incrementare il profitto stagionale. Si tratta di riflettere non tanto su quando occupare le aule, quanto su come il tempo dell’apprendimento debba essere rimodellato per rispondere ai

Per una pedagogia della cura e della relazione

Corpo e mente non sono poli separati di un sapere frammentato, né compartimenti stagni di una scuola che per decenni ha privilegiato l’astrazione a scapito dell’esperienza. In una nuova visione dell’educazione, ciò che viene superato non è soltanto la prevalenza della lezione frontale, ma anche quell’insieme di “metodologie innovative” che, sebbene presentate come rivoluzionarie, da tempo abitano la pratica educativa

La lunga marcia delle donne verso le STEM

L’11 febbraio torna la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza[1], una ricorrenza che quest’anno assume un valore simbolico straordinario: celebra dieci anni di attivismo globale e trent’anni dalla storica Dichiarazione di Pechino[2]. Nonostante l’appello a ‘Chiudere il gap di genere nelle scienze’ indichi una strada chiara per sradicare le disuguaglianze, la realtà mostra un quadro a due

Dal convegno di Catania alle nuove rotte della didattica

Nei giorni 15 e 16 gennaio 2026, il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Catania ha ospitato il Convegno Internazionale “Educazione ecologica per terre e per mari. Diritti, soggettività, ecosistemi”, un evento di straordinaria rilevanza scientifica e pedagogica che ha visto la partecipazione di studiosi, ricercatori, docenti e dirigenti scolastici provenienti da contesti nazionali e internazionali[1]. Questa

La sicurezza come esercizio di responsabilità collettiva

Quanto avvenuto la notte di Capodanno in un locale delle Alpi svizzere, con il drammatico coinvolgimento di numerosi adolescenti, richiama con urgenza la necessità che l’istituzione scolastica promuova una solida e pervasiva “cultura della prevenzione”. C’è un legame tra la sicurezza negli spazi pubblici, la sicurezza in generale e quella scolastica: i protocolli che gli studenti apprendono a scuola, come

Attualità del pensiero di Freire nel contesto scolastico contemporaneo

La centralità degli studenti, il loro protagonismo nell’apprendimento, l’imparare attraverso l’esperienza, il riflettere sul come imparano rappresentano alcuni dei concetti pedagogici e didattici che da decenni hanno messo in discussione i canoni della didattica trasmissiva e l’unitarietà del sapere. Riprendendo alcuni pilastri del pensiero di Paulo Freire, possiamo articolare un ragionamento sul “cosa” significa “mettere lo studente al centro” per

Innovazioni metodologiche e identità nazionale

Motivando con l’urgenza di rimettere al centro il cammino dell’Italia, dell’Europa e dell’Occidente, il Ministro Valditara ha promosso una significativa revisione dell’insegnamento della Storia a partire dall’a.s. 2026/2027. Il percorso di riforma, durato circa un anno e mezzo, ha seguito le seguenti tappe: avviato nel maggio 2024 con l’insediamento di una commissione di esperti, ha visto un primo passo concreto

Limiti metodologici e anacronismi nelle nuove Indicazioni 2025

Il DM 9 dicembre 2025, n. 221 introduce le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il provvedimento entrerà in vigore l’11 febbraio 2026 e sostituirà le Indicazioni precedenti. Anche questo documento, come è avvenuto per il precedente del 2012, costituisce il quadro di riferimento per la progettazione

Cinque coordinate per educare alla consapevolezza

La scuola si trova oggi di fronte a una sfida che non può permettersi di affrontare con gli strumenti del passato. L’intelligenza artificiale generativa, gli ecosistemi digitali in continua evoluzione, la proliferazione di informazione e disinformazione richiedono a docenti e dirigenti scolastici un aggiornamento costante non per rincorrere l’ultima tecnologia, ma per comprendere le trasformazioni cognitive e culturali che investono

Volano per il bene comune e pilastro per la coesione sociale

Nella cultura andina esiste un concetto millenario evocato dalla parola “Ayni”, che vuole dire reciprocità, mutuo soccorso, aiuto reciproco. Sembra che questo concetto affondi le radici nei suoni sacri e ancestrali nati già prima degli Inca e ancora più antichi della stessa lingua quechua. In tutte le lingue ancestrali della cordigliera andina, questo termine rappresenta la celebrazione stessa della vita:

La difficile transizione dal primo al secondo ciclo d’istruzione

L’orientamento scolastico non può essere considerato un semplice adempimento procedurale collocato alla fine del primo ciclo, né tantomeno un atto neutro privo di conseguenze. Esso rappresenta una vera scelta di civiltà, perché riflette l’idea di scuola e di società che si intende costruire. Orientare significa assumersi la responsabilità di accompagnare ragazze e ragazzi in una fase di passaggio in cui

È solo una questione terminologica?

Non siamo di fronte a una semplice metamorfosi terminologica, bensì a un’evoluzione strutturale che sposta ulteriormente il baricentro politico e pedagogico del rapporto tra istruzione e occupazione Con il Decreto Scuola 2025 (Decreto-Legge 127/2025 convertito con modificazioni dalla L. 30 ottobre 2025, n. 164), i vecchi PCTO sono stati ufficialmente ridenominati “Formazione scuola-lavoro”, segnando un netto cambio di rotta rispetto

La gestione di una difficile discontinuità

Il 9 dicembre 2025 il ministro del MIM ha firmato le Indicazioni nazionali per il curricolo. Scuola dell’infanzia e Scuole del primo ciclo di istruzione. Entreranno in vigore a partire dall’a.s. 2026-2027 e costituiranno, come per i testi precedenti, un quadro di riferimento per la progettazione del curricolo di istituto. Tuttavia, la traduzione operativa e il processo didattico che ne

Tra diritto delle famiglie e responsabilità della scuola

L’istruzione parentale è tornata con forza al centro dell’attenzione del sistema scolastico italiano. Le recenti Linee guida emanate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (nota 18 dicembre 2025 n. 100196) offrono un quadro organico di riferimento, utile a chiarire diritti, doveri e responsabilità connesse a questa modalità di assolvimento dell’obbligo di istruzione. Mentre intorno aumenta la varietà delle opzioni formative,

Salvare i docenti per salvare la scuola

Riconoscere l’insegnamento come lavoro usurante, creare un osservatorio permanente per il monitoraggio scientifico del burnout e consentire l’uscita dal mondo della scuola a 63 anni senza penalizzazioni, sono le richieste-chiave che i sindacati hanno portato fin dentro le aule del senato. La battaglia per la tutela della salute dei docenti si è spostata sui tavoli istituzionali e dell’ARAN, emergendo come

Dalla scuola “Mammut” al modello “Gazzella”

Nel nostro Paese, soprattutto dopo la pandemia, gli istituti scolastici sono stati coinvolti in una molteplicità eterogena di progetti, percorsi formazioni, iniziative trasversali, erogati attraverso modalità sincrone, asincrone o ibride. Tale scenario ha imposto un monte ore, aggiuntivo rispetto all’attività frontale, decisamente ipertrofico, assorbendo energie non solo nella fase di attuazione, ma anche in quelle di pianificazione e gestione logistica.

Dalla famiglia nel bosco all’evoluzione dei sistemi educativi

I fatti relativi alla nota vicenda della “famiglia nel bosco” e la recente pubblicazione delle classifiche Eduscopio 2025[1] riapre con forza il dibattito sul ruolo della scuola pubblica e sul suo stato di salute. Se vediamo la scuola come un’organizzazione aperta, dobbiamo accettare che tutto ciò che succede fuori (nel mondo e nel territorio) finisce per influenzare ciò che accade

Per una autonomia scolastica compiuta

Ogni inizio d’anno ripropone il rito dei buoni propositi. Guardando al 2026, la priorità per il mondo dell’istruzione è chiara: dare finalmente compimento alla sfida più ambiziosa degli ultimi trent’anni, ovvero consolidare l’autonomia scolastica e restituire centralità alla figura del docente. Quando pensiamo alla scuola l’immagine che spesso affiora è quella di un’istituzione monolitica: un grande sistema omogeneo che opera

Dalle istanze democratiche alle nuove sfide gestionali

Vi è una convergenza unanime nel ritenere che gli Organi Collegiali (OO.CC.) della scuola siano il frutto di quella straordinaria stagione di conquiste civili e sociali che ha caratterizzato la fine degli anni Sessanta nel nostro Paese. Fu proprio grazie alla spinta di quel movimento di contestazione studentesca e operaia che le istanze di rinnovamento, a lungo maturate nel secondo

L’apprendimento che genera valore

Oggi non basta più “sapere le cose”. In un mondo che corre veloce, segnato da crisi globali, conflitti e una tecnologia che riscrive le regole ogni giorno, ai giovani non serve accumulare nozioni nel chiuso di un’aula, ma capire come quelle nozioni possano fare la differenza fuori dall’aula. La vera sfida della scuola moderna è rispondere a una domanda che