Scuola7 18 marzo 2019, n. 129

Scuola7

la settimana scolastica

18 marzo 2019, n. 129


In questo numero parliamo di:

I nuovi esami di Stato: a prova di ordinanza (V. Delle Donne)

Concorso a dirigente scolastico. Come si svolgerà la prova orale? (M. Spinosi)

Sostenibilità e cittadinanza: opportunità per le scuole (M.P. Bettini)

A proposito di soft skills (C. Buonopane)

Concorso DSGA: preselezione e accorpamento commissioni

Esame di Stato 2019: tutte le istruzioni

Concorso dirigenti scolastici: prossimo step

Mobilità personale scolastico 2019/20

Settimana della scuola digitale 2019

Edilizia scolastica: fondi per gli enti locali


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diEsami di Stato: a prova di ordinanza
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18 marzo 2019

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n. 129

I nuovi esami di Stato: a prova di ordinanza

Vittorio DELLE DONNE

Emanata l’ordinanza sugli esami di Stato

Il 12 marzo scorso, rispettando l’impegno assunto di anticiparne l’uscita tradizionalmente riservata al mese di maggio, il Miur ha pubblicato sul proprio sito la consueta ordinanza ministeriale contenente le istruzioni e le modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado (O.M. 11 maggio 2019, n. 205).

Nell’ordinanza trovano attuazione tutte le novità previste per gli esami di Stato conclusivi del secondo ciclo di istruzione dal capo III, articoli 12-21, del Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62.

I requisiti di accesso all’esame

All'esame possono accedere gli studenti che, purché non destinatari della sanzione disciplinare di non ammissione adottata dal consiglio di istituto, abbiano una frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato e una votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina e in comportamento.

A differenza di quanto avvenuto però negli ultimi nove anni, lo studente può essere ammesso all'esame anche in presenza di un'insufficienza, purché il voto inferiore a sei sia uno solo e il consiglio di classe deliberi l'ammissione con adeguata motivazione (l’ammissione con voti inferiore a sei non riguarda tuttavia i candidati esterni).

Per effetto del differimento al 1° settembre 2019, operato dal cosiddetto Decreto milleproroghe convertito con Legge 21 settembre 2018, n. 108, dell'efficacia dei relativi commi del d.lgs. 62/2017, per il corrente a.s. 2018/19 non risulta ancora operante l'obbligo di possesso da parte dei candidati dei requisiti di partecipazione alle prove Invalsi di livello 13 e di svolgimento delle attività di alternanza scuola-lavoro.

Documento del consiglio di classe

Nel pieno rispetto dell'art. 17, comma 1, del d.lgs. n. 62 del 2017, se si prescinde dall'obbligo di inserire al suo interno l'illustrazione delle attività, dei percorsi e dei progetti svolti nell'ambito di Cittadinanza e Costituzione (di cui all'art. 1 del d.l. n. 137 del 2008, convertito con modificazioni dalla l. n. 169 del 2008, e alle successive note Miur 11 dicembre 2008, n. 100, 4 marzo 2009, prot. n. 2079 e 27 ottobre 2010, n. 86), in coerenza con gli obiettivi del PTOF, la struttura e i contenuti del cd. Documento del 15 maggio postulati dall'O.M. 205 non si discostano da quanto precedentemente previsto in ossequio dell'abrogato art. 5 del DPR 23 luglio 1998, n. 323.

In tale documento il consiglio di classe continua infatti ad esplicitare, come per il passato, i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati e gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che lo stesso consiglio di classe ritenga utile e significativo ai fini dello svolgimento dell'esame; illustra poi le modalità con le quali l'insegnamento di una disciplina non linguistica (DNL) in lingua straniera è stato attivato con metodologia CLIL.

Come per il passato, al documento possono essere allegati eventuali atti e certificazioni relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l'anno in preparazione dell'esame di Stato, ai percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento, previsti dal d.lgs. n. 77 del 2005 e così ridenominati dall'art. 1, co. 784, della l. n. 145 del 2018, agli stage e ai tirocini eventualmente effettuati, nonché alla partecipazione studentesca ai sensi del d.P.R. n. 249 del 1998.

Ciò nonostante, nel nuovo esame di Stato le commissioni dovranno trovare nel Documento del 15 maggio un punto di riferimento ancora più costante e puntuale che nel passato, soprattutto in sede di preparazione dei colloqui.

Il credito scolastico

Da quest’anno i punti di credito a disposizione del consiglio di classe aumentano complessivamente da venticinque a quaranta, di cui dodici per il terzo anno, tredici per il quarto anno e quindici per il quinto anno.

Per i candidati che svolgono l'esame di Stato nel corrente a.s. 2018/2019, il credito già maturato per il terzo e quarto anno è convertito in base alle tabelle allegate al d.lgs. 62/2017.

In ottemperanza alle indicazioni contenute nella C.M. 4 ottobre 2018, n. 3050, per mettere gli studenti del quinto anno in condizione di avere contezza della propria situazione, i consigli di classe dovrebbero aver però già provveduto ad effettuare, non più tardi dello scrutinio di valutazione intermedia, la conversione del credito scolastico conseguito complessivamente nel terzo e nel quarto anno di corso da ciascuno studente, verbalizzandone l’esito e curandone la relativa comunicazione a studenti e famiglie.

Il punteggio delle singole prove d’esame e il punteggio finale

Il voto finale continuerà ad essere espresso in centesimi. Pertanto le commissioni disporranno di sessanta punti, venti per ciascuna delle due prove scritte (è stata soppressa la terza prova) e per il colloquio.

A differenza di quanto avveniva precedentemente, l'O.M. 205 non prevede un punteggio minimo per ciascuna delle prove giudicate sufficienti, ma fissa solo in sessanta centesimi il punteggio minimo per superare l'esame.

Nel corso della riunione per le operazioni finalizzate alla valutazione finale (riunione che l'attuale O.M. pone dopo la conclusione non di tutti i colloqui, ma dei colloqui della singola classe/commissione), la commissione d'esame può integrare il punteggio fino a un massimo di cinque punti, se però il candidato abbia un credito scolastico di almeno trenta punti (prima quindici) e un risultato complessivo nelle prove d'esame di almeno cinquanta punti (prima settanta).

La prima prova scritta

La prima prova scritta di italiano, in programma il 19 giugno, servirà ad accertare la padronanza della lingua, le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, che dovrà produrre un elaborato in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico.

Stando al Quadro di riferimento per la redazione e lo svolgimento della prima prova scritta dell’esame di Stato, allegato al decreto ministeriale 26 novembre 2018, n. 769 e preannunciato dalla nota Miur 4 ottobre 2018, n. 3050, il candidato potrà scegliere tra sette tracce riferite a tre tipologie di prove (invece delle quattro attuali):

- tipologia A, analisi del testo (due tracce anziché una come accadeva finora, per coprire ambiti cronologici, generi e forme testuali diversi);

- tipologia B, analisi e produzione di un testo argomentativo (tre tracce);

- tipologia C, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità (due tracce).

Nel medesimo Quadro di riferimento, per uniformare i criteri di valutazione delle commissioni d'esame, sono definite le griglie di valutazione per l'attribuzione dei punteggi alla prova, con indicatori generali che prescindono dalla tipologia ed altri specifici da applicare a seconda della tipologia prescelta dal candidato; alle commissioni spetta il compito di declinare gli indicatori in descrittori di livello.

La seconda prova scritta

La seconda prova (20 giugno) si svolge in forma scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica; può avere per oggetto non una sola, ma più discipline caratterizzanti il corso di studio ed è strettamente correlata al profilo educativo culturale e professionale dello specifico indirizzo di studi frequentato dallo studente, di cui intende verificare i livelli di apprendimento raggiunti in termini di conoscenze, abilità e competenze.

Mentre il Miur sceglie i testi della prima e seconda prova per tutti gli altri percorsi di studio, in quelli dell'istruzione professionale, dove la seconda prova ha carattere pratico/professionale, la predisposizione di una parte della prova, in coerenza con la specificità del PTOF, è affidata alla commissione d’esame, che può decidere di far svolgere la prova anche in due giorni, tenendo presenti le specificità dell’indirizzo e la disponibilità di attrezzature e laboratori; modalità organizzative e orari di svolgimento sono immediatamente comunicati alla scuola e ai candidati il giorno della prima prova. Nel giorno stabilito per lo svolgimento della seconda parte della prova, la commissione elabora il testo della parte di sua competenza tenendo in debito conto i contenuti e la tipologia della parte nazionale della traccia.

Al già citato DM 769/2018 sono allegati anche i quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento della seconda prova scritta, che individuano le caratteristiche della prova (struttura, tipologie, "range" di variazione di durata), i nuclei tematici fondamentali (scelti in coerenza con Indicazioni Nazionali e Linee Guida, anche non solo dell’ultimo anno di corso), gli obiettivi della prova e le griglie di valutazione, fornendo gli indicatori che la commissione dovrà declinare.

La correzione e valutazione delle prove scritte inizia al termine della seconda prova scritta, prevede un numero di giorni congruo rispetto al numero dei candidati da esaminare e può essere effettuata, come per il passato, anche per aree disciplinari. Il punteggio attribuito a ciascuna prova scritta è pubblicato nell'albo dell'istituto sede della commissione d'esame almeno due giorni prima della data fissata per l'inizio dello svolgimento dei colloqui (le precedenti analoghe O.M. prevedevano invece una pubblicazione il giorno precedente l'inizio dei colloqui).

Il colloquio

Anche sul colloquio la nuova O.M. riserva qualche novità, recependo in pieno il testo dell'articolo 2 del decreto ministeriale 18 gennaio 2019, n. 37, attuativo degli artt. 17 e 18 del D.lgs. 62/2017.

Al fine di accertare tramite il colloquio il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale dello studente, la commissione propone al candidato di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi, verificando l'acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite, metterle in relazione, argomentare in maniera critica e personale, utilizzare anche la lingua straniera.

La scelta dei materiali da proporre al candidato deve favorire la trattazione dei nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline e deve tenere conto del percorso didattico effettivamente svolto, in coerenza con il documento del 15 maggio, al fine di considerare le metodologie adottate, i progetti e le esperienze svolte.

I materiali, le buste e la predisposizione del colloquio

L'O.M. precisa inoltre, sgomberando il campo da interpretazioni eccessivamente asfittiche, che i materiali di partenza del colloquio costituiscono solo uno spunto da cui deve svilupparsi un'ampia e distesa trattazione di carattere pluridisciplinare, che renda chiaro il conseguimento dei risultati di apprendimento, evitando troppo rigide distinzioni tra le discipline stesse.

La commissione d'esame dedica un'apposita sessione alla preparazione del colloquio, da calendarizzare probabilmente nelle due giornate che trascorrono tra la pubblicazione dei voti delle prove scritte e l'inizio dei colloqui.

Per garantire trasparenza e pari opportunità a tutti i candidati, la commissione predispone per ogni classe un numero di buste, contenenti i materiali da proporre, pari al numero dei candidati, aumentato di almeno due unità. Il giorno del colloquio il candidato sceglie una delle tre buste che gli saranno presentate dalla commissione. Il materiale della busta scelta non potrà essere riproposto ad altri.

Nel corso del colloquio il candidato deve inoltre esporre, con una breve relazione e/o un elaborato multimediale, le esperienze svolte nell'ambito dei percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (ex ASL), illustrando natura e caratteristiche delle attività e competenze acquisite.

Parte del colloquio va poi sicuramente dedicata alle attività di Cittadinanza e Costituzione illustrate nel documento del 15 maggio.

Per quanto concerne le conoscenze e le competenze della disciplina non linguistica (DNL) veicolata in lingua straniera attraverso la metodologia CLIL, il colloquio può accertarle in lingua straniera, qualora il docente della disciplina coinvolta faccia parte della commissione di esame in qualità di membro interno.

Come per il passato, all'interno del colloquio deve trovare spazio anche la discussione degli elaborati relativi alle prove scritte.

Pubblicazione dei risultati

I risultati, con l'indicazione del punteggio finale e della lode qualora attribuita, è pubblicato all'albo della scuola contemporaneamente per tutti i candidati di ciascuna classe (e non, come in passato, contestualmente per tutti i candidati delle due classi costituenti la commissione), con la sola indicazione della dizione "Non diplomato" (in passato la dizione era "Esito negativo") nel caso di mancato superamento dell'esame.

Vittorio DELLE DONNE

Concorso a dirigente scolastico. Come si svolgerà la prova orale?

Mariella SPINOSI

L’attesa e la speranza

Ci stiamo oramai avvicinando alla dead line: le prove scritte sono state espletate e 38 sottocommissioni esaminatrici sono ora alle prese con i 9.376 elaborati degli aspiranti dirigenti, ivi compresi quelli delle prove suppletive che si sono svolte il 13 dicembre 2018.

Ci sono buone notizie. I posti in gioco sono stati aumentati di circa 500 unità (2.900 anziché 2.425): la graduatoria di 2.900 candidati diventerà direttamente la graduatoria di merito dei vincitori, essendo stati eliminati i corsi di formazione e tirocinio, come invece era stato inizialmente previsto dal regolamento. È proprio questa misura che permetterà alle scuole di poter contare su nuovi dirigenti già a partire dal 1° settembre 2019, ma anche allo Stato di risparmiare 8,26 milioni di euro, grazie alla non attivazione dei semi-esoneri che sarebbero stati necessari proprio per poter realizzare i percorsi di formazione e tirocinio. La formazione farà parte del periodo di prova dei dirigenti neo-assunti.

A fine aprile (forse) o a inizio maggio (probabile) le prove orali

Il Ministro Bussetti, nel corso di un’intervista a Panorama, ha garantito che gli elaborati scritti saranno corretti entro il mese di marzo e che ad aprile avranno inizio le prove orali. Sono anche confermate le date del 25 e 26 marzo per l’abbinamento dei codici ai nomi, quindi per lo scioglimento dell’anonimato. Non abbiamo motivi per dubitare che tali appuntamenti saranno di fatto rispettati. Visti la complessità dell’operazione e il numero dei concorrenti in gioco, non è tuttavia da escludere che si possano verificare disallineamenti delle 38 sottocommissioni nei tempi di correzione. Né altresì possiamo ignorare che nel mese di aprile ci saranno molti giorni di interruzione dell’attività scolastica: per le vacanze pasquali (19-22 aprile) e per le successive feste nazionali del 25 aprile e del 1° maggio. Ciò fa ragionevolmente prevedere l’inizio delle prove orali entro la prima decade di maggio. Sugli step effettivi avremo comunque notizie più certe il 21 marzo, data di convocazione dei sindacati per un'informativa in merito. Va rilevato comunque che, anche in presenza di un lieve slittamento temporale al mese di maggio, questo non pregiudicherà l’obiettivo del 1° settembre come data utile per l’assunzione in ruolo, naturalmente se le commissioni concentreranno tutte le operazioni, pesanti e impegnative, in un tempo congruo.

Un calendario soft è possibile

Proviamo a immaginare un calendario di lavoro, ipotizzando diverse percentuali di candidati ammessi all’orale e i giorni utili cui le commissioni possono far riferimento, in maniera tale che le relative operazioni non vadano a frapporsi con gli scrutini e con gli esami di Stato.

Ci piacerebbe che una percentuale piuttosto alta di candidati (superiore al 40%) superasse la prova scritta. Diversamente la prova orale diventerebbe ininfluente, se costretta a riconfermare i risultati della precedente, e il concorso poco produttivo, se la selezione risultasse addirittura inferiore al numero dei posti effettivamente disponibili.

Supponiamo, per eccesso, che siano in 4.200 (circa il 44%) i candidati che devono sostenere l’orale; in tal caso ognuna delle 38 sottocommissioni ne dovrà valutare circa 110. Immaginiamo come linea ultima per la pubblicazione delle graduatorie la prima decade di giugno. Partendo ipoteticamente da lunedì 6 maggio e fino a sabato 7 giugno, le commissioni avranno a disposizione 30 giorni lavorativi, comprensivi dei sabati. Sottraendo almeno 10 giorni, necessari per i lavori preliminari, per il coordinamento in itinere e per le operazioni conclusive prima della pubblicazione della graduatoria, ne restano 20 effettivi entro cui distribuire i 110 candidati. In linea di massima ogni commissione può agevolmente interrogare cinque candidati al giorno, anche se disporrà solo di metà giornata lavorativa (cinque ore): il tempo sarà comunque sufficiente per verificare se i candidati hanno i requisiti necessari per diventare buoni dirigenti scolastici.

Nello schema che segue sono ipotizzati tre diverse percentuali di ammissioni (30%, 35%, 40%) e un tempo dedicato di 20 giorni per 5 ore giornaliere. Lo schema dimostra che anche una percentuale di ammessi più consistente non andrebbe comunque a pregiudicare la serietà della prova.

Tabella di marcia su tre ipotesi di percentuali di ammissioni
n. % n. ammessi su 9376 candidati (appr.) n. candidati al giorno (appr.) n. giornate dedicate n. commissioni n. candidati al giorno per ogni sottocommissione (appr.) Ore giornaliere (appr.)
1 30 2812 140 20 38 3 o 4 5
2 35 3281 164 20 38 4 5
3 40 3750 187 20 38 5 5

Ma quale può essere, di fatto, il tempo realmente necessario per accertare i saperi professionali?

Come accertare i saperi professionali e quali

Le commissioni si limiteranno a proporre domande ampie e a carattere generale o opteranno per interrogazioni minuziose, come il bando sembra suggerire? Il punto 2 dell’art. 9 ci ricorda, infatti, che la prova orale consiste in un colloquio che deve accertare “la preparazione professionale del candidato sulle materie d'esame (…) e la verifica della capacità di risolvere un caso riguardante la funzione del dirigente scolastico”. Ricordiamo che le materie d’esame sono 9 e sono previste dal comma 2 dell’art. 10 del Regolamento. Le abbiamo più volte sintetizzate in: 1. Legislazione e Ordinamenti; 2. Organizzazioni complesse e leadership; 3. Programmazione e documentazione; 4. Ambienti di apprendimento e innovazione; 5. Organizzazione del lavoro e del personale; 6. Valutazione e autovalutazione; 7. Elementi di diritto e responsabilità del dirigente; 8. Contabilità e gestione finanziaria; 9. Europa.

Il candidato deve quindi dimostrare di avere dimestichezza con tutte le aree, perché tutte fanno parte dei saperi professionali. Ma non basta: deve dimostrare di essere capace di contestualizzare le conoscenze acquisite, dando prova di sapere come affrontare e risolvere i problemi che ogni dirigente incontra nell’esercizio della sua funzione.

Qual è il tempo congruo per valutare?

Nel punto 6 dello stesso articolo si dice che “la commissione e le sottocommissioni esaminatrici, prima dell'inizio della prova orale, determinano i quesiti da porre ai singoli candidati per ciascuna delle materie di esame. Tali quesiti sono proposti a ciascun candidato previa estrazione a sorte”.

A parte alcuni dubbi su come la commissione e/o le sottocommissioni predisporranno le domande, sembra invece chiaro, se si pensa ad un'interpretazione letterale, che il candidato dovrà rispondere a domande corrispondenti a ciascuna delle 9 materie di esame. Di fatto tale indicazione comporta un suo tempo: destinare anche solo cinque minuti ad ogni domanda significa riservare a questo primo accertamento almeno 45 minuti. A ciò va aggiunto il tempo necessario affinché il candidato possa dimostrare di saper risolvere un caso (almeno 15 minuti?), ma anche quello per verificare la conoscenza degli strumenti informatici normalmente in uso presso le istituzioni scolastiche (quanto tempo?) e la conoscenza della lingua prescelta (quanto tempo?). Se ragionevolmente si immagina un colloquio orale di 50-60 minuti, bisognerà pensare ad un tempo più ridotto per l’accertamento di ciascuna delle materie d'esame.

E se si aggregano le materie d’esame?

Il rischio di tale conteggio è quello di veicolare un accertamento che potrebbe risultare frammentato. Certo, è compito della commissione a livello nazionale definire meglio alcuni standard o fornire eventuali interpretazioni di senso. Per avere un quadro più unitario, si potrebbe anche suggerire di aggregare le domande in tre macro-aree. Un esempio:

- Aspetti giuridici (7. Elementi di diritto e responsabilità del dirigente; 5. Organizzazione del lavoro e del personale; 8. Contabilità e gestione finanziaria);

- Aspetti organizzativi (1. Legislazione e Ordinamenti; 2. Organizzazioni complesse e leadership; 3. Programmazione e documentazione);

- Aspetti pedagogici ed innovativi (4. Ambienti di apprendimento e innovazione; 6. Valutazione e autovalutazione; 9. Europa).

Questa ipotesi porterebbe a collegare meglio le questioni e ad evitare il rischio che l’esame orale si parcellizzi troppo, facendo perdere, sia al candidato sia alla commissione, la visione d’insieme. Ad ogni grappolo di questioni si potrebbe dedicare circa 10 minuti.

Se dal “caso” da analizzare saranno preventivamente individuate anche domande che attengono ad alcune delle nove aree tematiche collegate alla soluzione del problema, si potrà ulteriormente costruire una prova orale coesa e funzionale. In tale ipotesi, un tempo maggiore dedicato allo studio di caso potrebbe ridurre quello dedicato alle domande specifiche e far recuperare alla commissione ulteriori elementi di valutazione.

Estrarre a sorte domande e casi diversi per ogni candidato?

Un ulteriore problema che la commissione dovrà affrontare al più presto è come evitare che i candidati esaminati nelle prime sedute della fase orale siano svantaggiati rispetto agli ultimi, se le domande si ripetono troppo frequentemente. Oggi i social permettono a tutti di conoscere in tempo reale ciò che accade in ognuna delle 38 commissioni: non solo le domande poste ad ogni candidato, ma anche le risposte maggiormente gradite. Ciò impone che le domande estratte non siano riutilizzate. Sul piano pratico significa che la commissione e/o le sottocommissioni dovrebbero preparare un numero di casi pari agli ammessi e un numero di domande per ognuna delle 9 aree tematiche (o delle tre macro-aree aggregate) sempre pari al numero degli ammessi. È così anche, in linea di massima, per la prova di lingua. Si può escludere solo quella sul digitale, perché qui il candidato deve solo dimostrare di padroneggiare gli strumenti informatici più usuali.

Facciamo un esempio, ipotizzando un numero di 3500 ammessi alla prova orale, sia se si considerano domande singole, sia domande aggregate.

Numero casi e domande per 9 aree
n. casi da predisporre n. aree n. domande da predisporre per area Tot. domande per tutte le aree
3.500 9 3.500 (3.500 x 9) = 31.500
Numero casi e domande per 3 macro-aree
n. casi da predisporre n. macro-aree n. domande da predisporre per area Tot. domande per tutte le aree
3.500 3 3.500 (3.500 x 3) = 10.500

Ci sarebbero quindi ben 3.500 casi da predisporre e 31.500 domande da formulare, se le domande non saranno aggregate; diversamente possono scendere 10.500. Impresa comunque titanica, considerando che tale operazione è in forza alle commissioni e si deve fare entro un tempo assai limitato.

Anche se tutte le 38 sottocommissione se ne prenderanno cura, ognuna di esse dovrà predisporre circa 92 casi e 829 domande, o almeno 276 nella seconda ipotesi, badando bene che siano entrambi (casi e domande) diversi gli uni dagli altri. È un'operazione che richiede comunque un impegno di fatto improponibile, senza contare la necessità del forte coordinamento (ad evitare che le domande siano le stesse) e di un sistema informatizzato che annulli automaticamente i quesiti, una volta estratti dal candidato.

Una banca-dati cui attingere i quesiti e pure i casi?

Il problema di fondo è quello di non creare disparità di trattamento tra i candidati; ciò richiede però la predisposizione di un numero enorme di quesiti e di casi. È un ostacolo insormontabile a cui si dovrà trovare comunque una soluzione.

Per esempio, si potrebbero predisporre solo 1.500 quesiti ben pensati (magari 500 per ognuna delle 3 macro-aree) e solo 300 casi ben formulati, ma renderli tutti pubblici almeno 10 giorni prima dell’inizio della prova orale. In tal caso ogni candidato, conoscendo tutte le domande e tutti i possibili casi, potrebbe ulteriormente affinare la propria preparazione e dimostrare la capacità di stare dentro i processi. Le commissioni potrebbero ogni giorno estrarre random il numero delle domande e dei casi di cui hanno bisogno, e così anche il candidato. Si tratta di una procedura assai simile a quella utilizzata per la prova preselettiva, che mette tutti nelle stesse condizioni. Certamente saranno un po’ svantaggiati i primi a sostenere la prova, ma ciò rientra nella logica degli eventi che non si possono modificare.

È pur vero che tale procedura non è stata espressamente indicata nel bando e potrebbe diventare pretesto di ricorsi per coloro che non supereranno la prova. Tuttavia la stessa cosa potrebbe verificarsi se le domande saranno frequentemente ripetute, se alcune tematiche non saranno parimenti prese in considerazione, se i tempi della prova risulteranno diversi da candidato a candidato, e via dicendo.

Oggi il concorso a dirigente scolastico non rappresenta una regolare procedura di reclutamento, ma un evento eccezionale, ed è proprio questo che lo rende fragile. Non è facile, per un candidato che ha speso per anni risorse e speranze, vedersi escluso e non scorgere all’orizzonte una seconda opportunità.

Mariella SPINOSI

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per informazioni

Concorso DSGA: preselezione e accorpamento commissioni

Si svolgerà l'11, il 12 e il 13 giugno la prova preselettiva del concorso a 2.004 posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi. Almeno venti giorni prima sarà pubblicata la banca dati di 4000 quesiti da cui verranno estrapolati quelli oggetto della prova. Pubblicate anche le modalità di accorpamento delle commissioni.

Con avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 2019 il Miur comunica che la prova preselettiva del concorso pubblico, per esami e titoli, a duemilaquattro posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi, si svolgerà l'11, il 12 e il 13 giugno 2019.

Almeno venti giorni prima rispetto alle date su indicate, sul sito internet del Miur sarà pubblicata la banca dati di 4000 quesiti da cui verranno estrapolati quelli oggetto della prova preselettiva.

L'elenco delle sedi, l'indicazione della destinazione dei candidati, nonché l'ora di svolgimento della prova e le ulteriori istruzioni operative, saranno comunicate almeno quindici giorni prima della data di svolgimento della prova tramite avviso pubblicato sul sito internet del Miur e degli USR competenti.

I candidati si dovranno presentare nelle rispettive sedi d'esame muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità e del proprio codice fiscale. La prova preselettiva avrà la durata massima di 100 minuti.

Il sito del Miur presenta un'area dedicata al concorso. Ogni altra comunicazione al riguardo sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio 2019.

Con Decreto Dipartimentale 20 dicembre 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 marzo 2019 è disposto l'accorpamento delle commissioni esaminatrici secondo le seguenti modalità:

 

Commissioni

Uffici scolastici regionali

Numero posti concorso

Posti riserva 30%

Commissione

Puglia

29

9

Basilicata

11

3

Calabria

33

10

Molise

3

1

Commissione

Campania

160

48

Commissione

Emilia Romagna

209

63

Commissione

Friuli-Venezia Giulia - lingua italiana

64

19

Commissione

Lazio

162

49

Commissione

Lombardia

451

135

Commissione

Marche

49

15

Abruzzo

13

4

Umbria

45

13

Commissione

Piemonte

221

66

Commissione

Sardegna

45

13

Commissione

Sicilia

75

23

Commissione

Toscana

171

51

Liguria

53

16

Commissione

Veneto

200

60

In caso di accorpamento, procede alla costituzione della commissione esaminatrice il Direttore generale dell'ufficio scolastico regionale indicato per primo.

Le prove preselettive si svolgono nella regione per la quale si concorre.

Le prove scritte e le prove orali si svolgono nella regione in cui è stata costituita la commissione esaminatrice.


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Esame di Stato 2019: tutte le istruzioni

Pubblicati il decreto sulla nomina delle commissioni e l’ordinanza con istruzioni e modalità organizzative per lo svolgimento degli esami di Stato a.s. 2018/19. Come di consueto, Notizie della scuola dedicherà all'argomento un fascicolo monografico con un'ampia guida redazionale.

Con l’ordinanza 11 marzo 2019 n. 205 il Miur comunica tutte le indicazioni relative all'esame di Stato II ciclo; con il decreto 5 marzo 2019 n. 183 illustra i criteri di nomina dei componenti delle commissioni.

La sessione degli esami di Stato inizia il 19 giugno alle ore 8.30. I consigli di classe elaborano entro il 15 maggio, un documento che esplicita contenuti, metodi, mezzi, spazi e tempi del percorso formativo, criteri, strumenti di valutazione e obiettivi, nonché ogni altro elemento che ritenga utile. Il documento illustra inoltre le attività svolte nell'ambito di Cittadinanza e Costituzione e della metodologia CLIL. Nella redazione di tale documento i consigli di classe tengono conto delle indicazioni fornite dal Garante per la protezione dei dati personali. Al documento possono essere allegati eventuali atti e certificazioni relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate, ai percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento, nonché alla partecipazione studentesca.

Il Presidente e i commissari esterni delle due classi abbinate, unitamente ai membri interni di ciascuna delle due classi, si riuniscono, in seduta plenaria, presso l'istituto di assegnazione, il 17 giugno alle ore 8,30. Questo il calendario delle prove:

  • prima prova scritta: mercoledì 19 giugno, ore 8.30; (durata: sei ore)
  • seconda prova scritta, grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva, musicale e coreutica: giovedì 20 giugno, ore 8.30.
  • terza prova scritta: martedì 25 giugno, ore 8.30. Si effettua negli istituti presso i quali sono presenti i percorsi EsaBac ed EsaBac techno e nei licei con sezioni ad opzione internazionale cinese, spagnola e tedesca.

La prima prova scritta suppletiva si svolge mercoledì 3 luglio, dalle ore 8:30; la seconda prova scritta suppletiva si svolge giovedì 4 luglio 2019, dalle ore 8:30, con eventuale prosecuzione nei giorni successivi per gli indirizzi nei quali detta prova si svolge in più giorni; la terza prova scritta suppletiva, per gli istituti interessati, si svolge martedì 9 luglio 2019, dalle ore 8:30. Le prove, nei casi previsti, proseguono nei giorni successivi, a eccezione del sabato; in tal caso, le stesse continuano il lunedì successivo.

Il presidente, durante la riunione plenaria o in una successiva, sentiti i componenti di ciascuna commissione, definisce gli aspetti organizzativi delle attività delle commissioni, determinando la data di inizio dei colloqui per ciascuna classe/commissione e, in base a sorteggio, l'ordine di precedenza. Il numero dei candidati che sostengono il colloquio, per ogni giorno, non può essere di norma superiore a cinque. È altresì determinato l'ordine di successione per le operazioni di valutazione, nonché la data di pubblicazione dei risultati. Al fine di evitare sovrapposizioni e interferenze, i presidenti delle commissioni che abbiano in comune uno o più commissari interni concordano le date di inizio dei colloqui senza procedere a sorteggio.

Per i candidati con disabilità, la commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, predispone prove differenziate che, ove di valore equipollente, determinano il rilascio del titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione. Nel diploma finale non viene fatta menzione dello svolgimento di prove differenziate. Per la predisposizione, lo svolgimento e la correzione delle prove d'esame, la commissione può avvalersi del supporto dei docenti e degli esperti che hanno seguito lo studente durante l'anno scolastico.

La Commissione d’esame terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi fomiti dal consiglio di classe, la commissione predispone adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali.

Ciascuna classe-commissione si riunisce, per le operazioni intese alla valutazione finale e alla elaborazione dei relativi atti, subito dopo la conclusione di tutti i colloqui. A ciascun candidato è assegnato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione d'esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti relativi al credito scolastico acquisito da ciascun candidato, per un massimo di quaranta punti. La commissione d'esame dispone di un massimo di venti punti per la valutazione di ciascuna delle prove scritte e di un massimo di venti punti per la valutazione del colloquio.

Gli Istituti scolastici di istruzione secondaria superiore rilasciano, per tutti i percorsi di studio, insieme al diploma e alla Certificazione, il “Supplemento Europass al Certificato”. Il “Supplemento Europass al Certificato” è un documento standard, diffuso e riconosciuto nell’Unione Europea, riferito a ciascun Indirizzo di studio, che contiene informazioni riguardanti il percorso ufficiale compiuto dallo studente per acquisire il diploma, il corrispondente livello EQF, le competenze generali e d’indirizzo e le attività professionali cui il diplomato potrebbe accedere, anche in contesti di mobilità transnazionale.

L'esito dell’esame con l’indicazione del punteggio finale conseguito, inclusa la menzione della lode qualora attribuita dalla Commissione, è pubblicato, contemporaneamente per tutti i candidati di ciascuna classe, nell'albo dell'istituto sede della commissione, con la sola indicazione della dizione “Non diplomato” nel caso di mancato superamento dell’esame stesso.


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Concorso dirigenti scolastici: prossimo step

Con una nota inviata alle commissioni esaminatrici del concorso a dirigente scolastico il Miur informa che nei giorni 25 e 26 marzo avranno luogo le operazioni di scioglimento dell'anonimato, ai fini della prosecuzione dell'iter concorsuale con lo svolgimento della prova orale.

La nota 12 marzo 2019 prot. n. 9760 informa le commissioni esaminatrici che le operazioni di scioglimento dell'anonimato si terranno nei giorni 25 e 26 marzo 2019 a partire dalle ore 10,00 presso il Miur.

Dovranno essere presenti almeno un componente – designato dal Presidente – ed il segretario di ciascuna Commissione.

L'elenco dei componenti designati dovrà essere inviato all'indirizzo mail dgper.ufficio2@istruzione.it.

Le operazioni di scioglimento dell'anonimato consentiranno la prosecuzione dell'iter concorsuale con lo svolgimento della prova orale.


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RICHIAMO ALL’EUROPA

Politiche scolastiche, sistemi educativi e professionalità

a cura di L. Maloni, R. Seccia

(marzo 2019, pagine 288, euro 32,00)

Il volume si propone di contribuire a rafforzare l’idea di cultura e identità europea e di facilitare il mondo della scuola nella progettazione europea e gli studenti nella ricerca di nuove opportunità per il proprio futuro.

Illustra le politiche europee in tema di educazione e i principali programmi, quindi entra nel merito dei sistemi educativi e delle professionalità. Contiene tavole di sintesi dei sistemi educativi, abstract dei più importanti documenti, domande per la conversazione in lingua, utili per le prove orali dei concorsi per dirigenti scolastici, insegnanti e DSGA.

Contributi di: Leonilde Maloni, Gianna Prapotnich, Rosa Seccia

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18 marzo 2019

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n. 129

Sostenibilità e cittadinanza: opportunità per le scuole

Maria Patrizia BETTINI

Cittadinanza e Agenda 2030: il terzo seminario del CSN

Ed eccoci giunti alla terza tappa del tour del Comitato Scientifico Nazionale (CSN) per le Indicazioni del primo ciclo: dopo Firenze e Milano, il CSN approda a Vibo Valentia, in Calabria, il 20 e 21 maggio 2019, con il seminario Cittadinanza e sostenibilità. La scelta degli argomenti nasce dalle riflessioni del CSN pubblicate nel documento del 22 febbraio 2018, Indicazioni Nazionali e Nuovi scenari, diffuse con lo scopo di “rilanciare” le Indicazioni nazionali, ponendo il tema della cittadinanza e quello, ad esso connesso, della sostenibilità come “sfondo integratore” e “punto di riferimento” di tutto il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

Nel seminario di Firenze del 27 e 28 settembre 2018, Cittadinanza e Costituzione, si è parlato di educazione civica; in quello di Milano del 14 e 15 febbraio 2019, Cittadinanza e cultura digitale, di informatica e di digitale. Il terzo seminario pone l’attenzione sul tema della sostenibilità, nello spirito degli obiettivi indicati nel documento dell’Onu Agenda 2030. Come per gli altri appuntamenti, in realtà non si tratterà di un vero e proprio seminario, ma piuttosto di due giorni in cui i professionisti della scuola si incontreranno e si confronteranno alla pari, per studiare insieme, accompagnati da esperti di settore, in un clima di collaborazione e scambio. Lo scopo è quello di riuscire ad individuare punti di forza e leve di sviluppo, metodologie didattiche e buone prassi, curricoli verticali intorno alle tematiche sottoposte ad analisi, sotto diversi profili di attenzione. Le scuole sono invitate quindi a candidarsi per condividere le loro competenze e le loro professionalità, maturate attraverso esperienze significative da rendere partecipate nei lavori nazionali.

Il seminario Cittadinanza e sostenibilità

La parola "sostenibilità" ha una nuova accezione, che obbliga tutti a resettare i significati nel tempo consolidatisi nell’immaginario comune. Per molti la sostenibilità è collegata solo a parole chiave come ecosistema, ambiente, WWF, inquinamento etc. Ma ormai non è più così: la sostenibilità interessa il futuro e il benessere dell’umanità stessa.

Il 25 settembre 2015 le Nazioni Unite (ONU) hanno approvato l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile, Agenda 2030, e i relativi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs nell’acronimo inglese) articolati in 169 target da raggiungere entro il 2030. L’Agenda prende avvio dalla presa di coscienza che l’attuale modello di sviluppo non è più sostenibile, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. Un occhio ai 17 obiettivi permette di comprendere il cambio di prospettiva: accanto ad “Energia pulita e accessibile” (Goal 7) è stato inserito “Sconfiggere la fame” (Goal 2), ma anche “Parità di genere” (Goal 5) e soprattutto, per quanto riguarda la scuola, “Istruzione di qualità” (Goal 4). Gli Stati membri si sono impegnati a perseguire una sfida globale davvero ambiziosa: “(…) sradicare la povertà in tutte le sue forme e dimensioni, inclusa la povertà estrema”[1]. L’Europa si è posta come forza trainante nell’adozione dell’Agenda 2030 e le priorità dello sviluppo sostenibile sono state integrate nei programmi chiave trasversali e nelle politiche ed iniziative settoriali. È opportuno segnalare il documento di riflessione Verso Un’Europa Sostenibile entro Il 2030, pubblicato il 30 gennaio 2019[2].

Come candidarsi

Le candidature affronteranno due fasi: una regionale e una nazionale. La Direzione Generale per gli Ordinamenti ha appena trasmesso agli Uffici Scolastici Regionali e alle province autonome la nota prot. n. 4164/2019, che fornisce importanti disposizioni organizzative e conferma i requisiti di qualità attraverso cui le esperienze saranno selezionate. A breve gli USR invieranno una nota alle proprie scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, per illustrare le modalità di candidatura regionale che saranno seguite dagli staff regionali per le Indicazioni nazionali.

La fase regionale dovrà concludersi entro il 17 aprile 2019. Farà seguito la selezione nazionale a cura dello staff regionale della regione ospitante. Le scuole possono decidere di candidarsi ad uno qualsiasi dei 7 ambiti di approfondimento proposti dal CSN, che saranno poi i titoli dei workshop del secondo giorno.

Le proposte non saranno scelte solo per il grado di approfondimento della tematica, ma anche e soprattutto per la loro capacità di promuovere la riflessione, stimolare il pensiero critico sull’organizzazione degli ambienti di apprendimento, sull’educazione alla responsabilità verso sé stessi e la comunità. Sono invitate tutte le scuole, con un appello anche ai più "timidi", che spesso sottovalutano il potere innovativo e di contagio delle loro buone pratiche. L’Agenda 2030, peraltro, è un ambito ancora in via di scoperta e sviluppo, in cui il dibattito è appena avviato e tutto da esplorare.

Plenaria e workshop: spunti di lavoro

Il seminario riproporrà un format collaudato: un primo giorno di plenaria e un secondo giorno di lavori e restituzione. La plenaria, grazie ad importanti interventi di esperti del settore, ha lo scopo di fornire spunti e suggestioni utili ad una riflessione di ampio respiro, che arricchisca i lavori del giorno successivo, in cui le scuole sono le protagoniste e lavoreranno sulle tematiche dei workshop per i quali si sono candidate. I workshop sono presieduti da un team di tre persone: un membro del CSN, un membro dello staff regionale degli USR e un esperto esterno. In attesa della nota degli USR con tutti i particolari, si anticipano i titoli dei workshop per sollecitare la curiosità dei docenti, affinché inizino a maturare l’idea di una possibile candidatura.

Workshop 1: Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Interventi didattici per l’educazione a stili di vista sani (movimento, alimentazione, astensione da comportamenti dannosi, strategie per l’equilibrio mentale...), per la promozione della salute e per il rispetto di sé. Interventi sulle life skills; integrazione nel curricolo in forma ordinaria dei temi delle life skills con le competenze chiave; collaborazioni interistituzionali per la promozione della cultura della salute.

Workshop 2: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Interventi didattici e organizzativi per l’inclusione: didattiche, ambienti di apprendimento, partnership interistituzionali per l’inclusione di tutti; ambienti di apprendimento inclusivi per tutti e non per categorie specifiche.

Workshop 3: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Didattiche per il rispetto di genere e dell’altro in generale; progettazioni didattiche e di ambienti di apprendimento per favorire l’apprendimento delle ragazze nelle STEM; interventi didattici per l’individuazione, la prevenzione e il contrasto delle diseguaglianze nell’ambiente scolastico e di vita.

Workshop 4: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico

Didattiche per la promozione della sobrietà, del consumo consapevole, del contrasto allo spreco, per il risparmio energetico delle risorse non rinnovabili (compresa l’acqua) e per la sostenibilità a partire dalle piccole abitudini quotidiane; lavori sull’impronta ecologica.

Workshop 5: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

Ecosostenibilità e didattiche. Pianificazione ordinaria e sistematica nel curricolo di attività organicamente inserite nelle diverse discipline per l’ecosostenibilità (scienze naturali, scienze della terra, biologia, geografia, storia, economia...).

Workshop 6: Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile

Didattiche collaborative, progetti di servizio (es. service learning), sostegno tra pari, collaborazioni intergenerazionali, educazione alla gestione dei conflitti e alla mediazione; educazione al rispetto per gli animali e per tutti i viventi, per il paesaggio e i beni artistici e culturali.

Workshop 7: Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Interventi per l’educazione alla cittadinanza europea e globale; partenariati internazionali tra scuole e tra alunni; co-progettazioni tra scuole; partecipazione a progetti e iniziative di solidarietà internazionale a carattere umanitario o ambientale.

Maria Patrizia BETTINI

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[1] Agenda 2030, Risoluzione ONU A7RES/70/1 “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile” del 25 settembre 2015.

[2] https://ec.europa.eu/commission/files/reflection-paper-towards-sustainable-europe_it

A proposito di soft skills

Cinthia BUONOPANE

La centralità delle competenze non cognitive

Lo scorso 12 marzo si è svolto, presso il Miur, il seminario sul tema Quali riscontri dalle ricerche ad oggi in campo sulle soft skills?, organizzato dalla Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione. Come evidenziato dal sottosegretario Salvatore Giuliano nell'introduzione ai lavori, il Miur è particolarmente interessato ad aprire un campo di ricerca sulle “competenze non cognitive” degli studenti, in considerazione della crescente valenza che alcune capacità - saper comunicare, lavorare in gruppo, tenere testa allo stress, avere fiducia in se stessi - stanno assumendo nel mondo del lavoro e non solo in quello.

Le soft skills si possono valutare?

Quando parliamo di soft skills ci riferiamo a quegli attributi personali, tratti del carattere, segnali sociali intrinseci e abilità comunicative, necessari per il successo sul lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni. Proprio la loro trasversalità rende difficile una definizione univoca, che lo stesso mondo scientifico stenta a concordare. Si va da termini quali socio-emotional skills a character o personality traits, ognuno dei quali rappresenta una prospettiva specifica ed in parte differenziata dalle altre.

Il mondo della scuola si è fino ad oggi essenzialmente concentrato, con diversi livelli di successo e con vari gradi di difficoltà, sulle hard skills, per le quali sono stati più o meno affinati strumenti di misurazione e di comparazione, mentre la problematica dell'apprezzamento delle competenze non cognitive è rimasta sottotraccia, risolta il più delle volte con un'inferenza non strutturata da quelle strettamente tecniche e disciplinari. Certamente il concetto delle soft skills è presente nel DNA della scuola, già a partire da quella dell'infanzia, ma troppo spesso ha mancato di intenzionalità: un'intenzionalità cui le ricerche presentate nel corso del seminario hanno provato a dare una, sia pur parziale, prima risposta.

Le esperienze in campo

Sia l'Invalsi che la Provincia di Trento hanno già in atto percorsi sperimentali di modalità di verifica del possesso e dei livelli di padronanza di alcune soft skills. Si tratta comunque di approcci diversi, che a loro volta si distinguono dalla ricerca, peraltro appena avviata, dell'Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, il cui ambito riguarda in particolare la popolazione adulta, e di cui quindi non tratteremo in questa sede.

Al netto delle differenti impostazioni, le presentazioni hanno evidenziato alcuni elementi comuni, che trovano fondamento nella natura stessa di queste competenze. Esse investono una sfera così personale da non poter non implicare scelte, anche di tipo "politico", su stili di comportamento, sistemi di valori, visioni del mondo, dalle quali, prendendo a prestito le parole di Roberto Ricci, la scuola moderna si è progressivamente ritratta. Ma resta l'urgenza di affrontare il problema, tenendo conto di alcuni fondamentali su cui le diverse ricerche, come detto, convergono. In primis la necessità di ancorarsi alle esperienze e agli scenari internazionali, a partire dal Quadro OCSE di riferimento 2030 per l’apprendimento e le competenze, per ipotizzarne uno nazionale che possa dare avvio ad una misurazione su larga scala attraverso modalità di verifica standardizzate.

Il focus della ricerca Invalsi

La prof.ssa Ajello ha posto in evidenza l'ineludibilità di delimitare l'oggetto delle indagini e di scegliere su quale competenza non cognitiva concentrare il percorso di ricerca. Quelle che sembrano prestarsi maggiormente sono l'imparare ad imparare e la capacità di problem solving, che, oltre a prescindere entrambe dai curricoli scolastici, condividono, insieme con la dimensione cognitiva, anche quelle socio-emotiva e relazionale, che sono maggiormente soggette al danno di motivazione che deriva da un'esperienza di fallimento scolastico. In questi elementi le riflessioni proposte hanno prefigurato già alcune linee guida per le scuole per lo sviluppo di queste soft skills:

- imprescindibilità, nell'ambito dell'esperienza scolastica di apprendimento, dell'attenzione alle dimensioni sociale ed emotiva del soggetto in apprendimento;

- investimento sulla speranza nella capacità di imparare, nel cui ambito l'apprendimento sia visto come chiusura del gap tra identità attuale ed identità designata;

- sostegno alla curiosità dello studente, invertendo l'attuale tendenza alla sua progressiva perdita a partire dalla scuola dell'infanzia fino ai livelli successivi.

Quanto alla loro verifica, il programma di ricerca prevede una tempistica ampia, che, successivamente alla definizione degli strumenti di rilevazione, contempla una formazione specifica per il personale docente coinvolto e una realizzazione in classe di non meno di due anni, nel corso dei quali si svolgano diversi passaggi di valutazione formativa e uno o due terminali di valutazione sommativa.

Il focus della ricerca trentina

La ricerca in atto da un anno e ancora in corso, avviata dall'Ufficio Scolastico Territoriale in collaborazione con l'Assessorato all'Istruzione della Provincia di Trento e con il coinvolgimento delle Università agli Studi di Trento e di Milano Bicocca, è partita da un approccio del tutto diverso da quello dell'Invalsi, fondato sul mettere in relazione le soft skills con le hard skills, tenendo contemporaneamente in evidenza alcune variabili come il capitale sociale e quello psicologico. Di fatto la ricerca ha preso in considerazione un insieme ampio di competenze non cognitive, analizzando l’impatto di progetti realizzati dalle scuole con l’obiettivo specifico di agire sulle stesse, e progettando insieme con i docenti e con le scuole nuovi interventi mirati ad incidere sia sulle competenze non cognitive che su quelle cognitive.

I dati fin qui raccolti attraverso batterie ripetute di test somministrati ai 2070 studenti, appartenenti alle 111 classi delle 25 scuole che hanno liberamente aderito alla sperimentazione, hanno dimostrato come atteggiamenti di apertura mentale, coscienziosità, fiducia nelle proprie capacità, interesse ad imparare, stabiliscano un legame positivo con il successo scolastico, definito attraverso il giudizio di ammissione all’esame di terza media, il voto finale a detto esame e gli esiti nelle prove Invalsi 2018 di italiano e di matematica.

Una primissima conclusione

Entrambe le ricerche, pur con la diversità di approcci e al netto della loro incompiutezza, stanno ancora una volta indicando una direzione didattica e metodologica di tipo olistico, che non fa distinzioni tra soft skills e hard skills; in altre parole, le competenze trasversali sono altro da quelle disciplinari solo se le discipline sono insegnate in modo tradizionale. Ciò che fa la differenza sono le modalità di conduzione del lavoro in classe da parte dell’insegnante, anche come sostegno alla cooperazione, alle relazioni interpersonali positive, alla costruzione del senso di autostima e di autoefficacia personali.

Per chi volesse approfondire, è possibile visionare i materiali utilizzati dai relatori nel corso del seminario cliccando sul link https://snv.pubblica.istruzione.it/snv-portale-web/public/info/eventiTematici

Cinthia BUONOPANE

Mobilità personale scolastico 2019/20

Pubblicate da parte del Miur le ordinanze relative alla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per il prossimo a.s. 2019/20. Domande a partire dall'11 marzo, con scadenze differenziate per le diverse categorie di personale. Come di consueto, "Notizie della scuola" dedica alla mobilità uno speciale numero monografico.

Con nota 8 marzo 2019, prot. n. 364 il Miur ha trasmesso:

  • il CCNI 6 marzo 2019 concernente la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per gli anni scolastici relativi al triennio 2019/20, 2020/21, 2021/22
  • l'ordinanza 8 marzo 2019 n. 203, concernente le norme di attuazione del contratto integrativo in materia di mobilità del personale, docente, educativo ed A.T.A.;
  • l'ordinanza 8 marzo 2018 n. 202, concernente le norme di attuazione del predetto contratto integrativo in materia di mobilità degli insegnanti di religione cattolica.

Con la medesima nota ha precisato alcuni aspetti del CCNI, alcuni dei quali si riferiscono ad un’errata elencazione, che non modifica il contenuto, mentre altri sono orientati a fornire indicazioni, rinnovando alcune raccomandazioni.

Questi i termini per la presentazione delle domande:

  • personale docente: dall’11 marzo al 5 aprile 2019;
  • personale educativo: dal 3 al 28 maggio 2019;
  • personale ATA: dall’1 al 26 aprile 2019;
  • mobilità professionale e territoriale verso le discipline specifiche dei Licei Musicali:  dal 12 marzo al 5 aprile 2019;
  • insegnanti di religione cattolica: dal  12 aprile al 15 maggio 2019.

Come di consueto, anche quest'anno "Notizie della scuola" dedica uno speciale numero monografico alla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. Il fascicolo presenta l’intera normativa ministeriale di riferimento, le scadenze e gli adempimenti, e un ampio servizio redazionale illustrativo.

La modulistica


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Settimana della scuola digitale 2019

Dal 4 al 6 aprile 2019 si svolgerà a Genova la Settimana della scuola digitale. Tutte le scuole potranno presentare, sia a livello nazionale sia a livello territoriale, riflessioni, attività e buone pratiche per lo sviluppo di nuove progettualità in termini di strumenti, contenuti, didattica e formazione.

L’iniziativa nazionale di diffusione delle azioni del Piano nazionale per la scuola digitale si svolgerà a Genova dal 4 al 6 aprile 2019: migliaia di studenti, docenti, personale scolastico, dirigenti, genitori ed esperti animeranno le piazze e i luoghi centrali della città di Genova per raccontare, documentare, testimoniare il processo di innovazione digitale della scuola italiana.

#FuturaGenova sarà un grande laboratorio di innovazione della scuola digitale, in cui le scuole italiane e gli innovatori del nostro Paese potranno condividere quanto hanno realizzato in questi anni e trarre nuove ispirazioni. #FuturaGenova si articola in tre giornate per imparare, condividere, sperimentare, approfondire, raccontare i tanti progetti già realizzati e per progettare insieme future attività coerenti con il PNSD. Per partecipare è sufficiente accreditarsi, a partire dal 12 marzo 2019, all’indirizzo http://www.istruzione.it/scuola_digitale/futura-genova­2019.shtml.

Anche a livello locale le istituzioni scolastiche possono partecipare alla Settimana della Scuola Digitale 2019, aprendo la propria scuola al territorio per uno o più giorni, durante le attività scolastiche o extra scolastiche, e promuovere iniziative, esperienze e percorsi per docenti, personale scolastico e studenti, anche con il coinvolgimento delle famiglie e del territorio. Queste scuole potranno dare evidenza alle proprie iniziative sulla pagina web del Miur.

Maggiori informazioni


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Edilizia scolastica: fondi per gli enti locali

Un bando da 50 milioni di euro destinato a disposizione Comuni e Province per finanziare la progettazione di interventi di messa in sicurezza e di adeguamento sismico delle scuole. Candidature entro il 18 aprile.

Il Miur ha emanato un avviso pubblico per la concessione di contributi in favore di enti locali per la progettazione di interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, per un totale di 50 milioni di euro.

Fino al 18 aprile 2019 gli Enti Locali possono per candidarsi e chiedere contributi per la progettazione e possono richiedere subito, all’atto del finanziamento, l’anticipazione del 20%.

Questi i criteri di valutazione delle candidature:

  • la vetustà degli edifici adibiti a uso scolastico;
  • la sismicità della zona in cui sono situati gli edifici;
  • la mancanza dell’agibilità;
  • eventuali provvedimenti o ordinanze di chiusura degli edifici;
  • eventuali quote di cofinanziamento.

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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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