Risultati dell’indagine OCSE-PISA 2022

Traiettorie (quasi) positive

Il 5 dicembre scorso sono stati presentati a livello internazionale e nazionale i risultati dello studio Pisa 2022 (Programme for International Student Assessment) dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

Lo studio internazionale OCSE-PISA, attivo dal 2000, rileva ogni tre anni la capacità degli studenti quindicenni scolarizzati[1] di risolvere problemi complessi, di pensare in modo critico e di comunicare in maniera efficace. Gli ambiti su cui si accertano tali competenze sono la lettura, la matematica e le scienze. L’obiettivo più “politico” è quello di accertare in che misura gli studenti abbiano acquisito conoscenze e competenze fondamentali per partecipare pienamente alla vita sociale ed economica del Paese di appartenenza e per poter affrontare le sfide del futuro.

Scenari generali

Quella del 2022 è stata l’ottava rilevazione, posticipata di un anno a causa della pandemia Covid-19. Vi hanno partecipato quasi 700.000 studenti di 81 Paesi membri dell’OCSE. Il dominio principale di competenza individuato per questa edizione è stato quello della matematica, l’ambito innovativo ha riguardato il pensiero creativo, mentre la financial literacy è stata scelta come opzione internazionale.

I dati relativi a queste tre ultime aree saranno pubblicati nel 2024. Le prove proposte, tutte in modalità computer based, tranne quella rivolta ai genitori, sono state le seguenti:

  • prova cognitiva, comprendente un test di matematica, uno di lettura, uno di scienze, un test di pensiero creativo e uno di literacy finanziaria, della durata tot. di 2 ore, con domande a scelta multipla e domande a risposta aperta, con varie combinazioni degli ambiti, ma con prevalenza di prove di matematica;
  • questionario studente, articolato in varie sezioni;
  • questionario scuola, compilato dal Dirigente Scolastico;
  • questionario genitori, a cura di uno o entrambi i genitori/tutori.

La partecipazione dell’Italia

Il nostro sistema scolastico vi ha aderito con 345 scuole, 9.000 genitori e 10.552 studenti, di cui il 51% di sesso femminile, la maggior parte iscritti ad un liceo, con una presenza preponderante di studenti frequentanti Istituti del Nord.

Gli studenti partecipanti all’indagine sono stati selezionati tramite campionamento casuale a due stadi, stratificato in base alla tipologia d’Istituto (Liceo, Istituto Tecnico, Istituto Professionale, Istruzione e formazione professionale, Scuole secondarie di primo grado) e alla collocazione geografica della scuola di appartenenza. Il tasso di partecipazione è stato alto, pari al 92% tra gli studenti e al 96% tra le scuole. I risultati italiani sono stati presentati dall’INVALSI il 5 dicembre scorso presso l’Università degli Studi di Roma Tre, insieme ai risultati a livello internazionale.

Uno zoom sui risultati italiani, comparati anche con i dati OCSE[2]

Nella Lettura gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio di 482 punti, superiore alla media OCSE che si attesta a 476 punti.

In Matematica hanno ottenuto un punteggio medio di 471 punti, in linea con i 472 punti della media OCSE.

Nelle Scienze il punteggio ottenuto è stato inferiore: 477 punti a fronte dei 485 punti della media OCSE.

Per quanto riguarda le differenze tra le aree del Paese, quelle del Nord Italia ottengono punteggi superiori alle aree del Sud in tutti e tre gli ambiti di indagine. Rispetto alle tipologie d’istruzione, i Licei hanno ottenuto punteggi medi superiori agli altri tipi d’istruzione in tutte e tre le discipline indagate.

Osservando la relazione tra lo status socio-economico degli studenti e il rendimento nelle prove di Matematica in PISA 2022, è emerso che in Italia circa il 13% della variabilità del punteggio è spiegato dalla condizione di provenienza degli studenti. Questo dato è in linea con la media dei paesi OCSE (15%). Rispetto alle differenze di genere,in matematica sono i ragazzi ad avere la meglio sulle compagne, invece, in lettura la situazione è capovolta.

Cerchiamo ora di comprendere meglio i risultati, articolandoli per focus tematici e confrontandolicon gli esiti della rilevazione del 2018 e i risultati medi dei Paesi dell’OCSE.

Tendenza dei risultati nei tre ambiti indagati

In matematica i risultati medi nel 2022 sono diminuiti rispetto al 2018; in scienze sono invece aumentati; in lettura sono simili a quelli del 2018. Il calo rilevato tra il 2018 e il 2022 ha annullato la maggior parte dei miglioramenti osservati negli anni precedenti e i punteggi medi si sono avvicinati a quelli del 2003 e del 2006.

In lettura, il rendimento medio è rimasto vicino non solo al valore osservato nel 2018, ma anche a quello di tutte le rilevazioni precedenti. La tendenza complessiva del rendimento in lettura nell’arco di oltre due decenni può essere descritta come stabile.

In scienze, il punteggio medio è aumentato nell’ultimo periodo ed è tornato in linea con quello del 2015, ma a livello inferiore a quello del 2012.

Rispetto al 2012, la percentuale di studenti con un punteggio inferiore al livello base di competenza (Livello 2) è aumentata di quattro punti percentuali in matematica, non è cambiata in modo significativo in lettura, è aumentata invece di cinque punti percentuali in scienze.

Posizionamento dell’Italia

In sintesi, gli studenti in Italia hanno ottenuto punteggi vicini alla media OCSE in matematica, superiori alla media OCSE in lettura e inferiori alla media OCSE in scienze.

Rispetto alla media dei Paesi OCSE, in Italia una percentuale inferiore di studenti ha ottenuto i risultati migliori (Livello 5 o 6) in almeno un ambito di rilevazione. Allo stesso tempo, una percentuale simile di studenti rispetto alla media dei Paesi OCSE ha raggiunto un livello minimo di competenza (Livello 2 o superiore) in tutte e tre gli ambiti.

Gli studenti che hanno livelli eccellenti di competenza (top performer) sono meno del 10% in tutti gli ambiti, mentre quelli che non possiedono le competenze minime (low performer) sono più del 20%.

Saperi e competenze

Il 70% degli studenti ha raggiunto almeno il Livello 2 (livello base) di competenza in matematica (media OCSE: 69%). Questi studenti sono in grado di rappresentare matematicamente una semplice situazione e/o un compito di realtà (ad esempio, confrontare le lunghezze totali di due percorsi alternativi o convertire i prezzi in una valuta diversa).

Circa il 79% ha raggiunto almeno il Livello 2 di competenza in lettura (media OCSE: 74%). Questi studenti sono in grado di identificare l’idea principale in un testo di media lunghezza, di trovare informazioni sulla base di esplicite indicazioni, anche complesse, e di riflettere sulla forma e sui messaggi dei testi.

Il 76% ha raggiunto almeno il Livello 2 di competenza in scienze (media OCSE: 76%). Questi studenti sono in grado di padroneggiare le coordinate di fenomeni scientifici noti e di utilizzare tali conoscenze per stabilire, in situazioni semplici, la validità di una conclusione sulla base dei dati forniti.

Divari territoriali

Per quanto riguarda le differenze tra le aree del Paese, quelle del Nord Italia ottengono punteggi superiori alle aree del Sud in tutti e tre gli ambiti. La differenza tra studenti più bravi (10% degli studenti con punteggi più alti) e meno bravi (10% dei punteggi più bassi) è simile tra le aree geo- grafiche e corrisponde a circa tre livelli di competenza.

Considerando i livelli di competenza, è risultato che più dell’80% degli studenti delle aree del Nord sono al Livello 2 o superiore, sia in matematica che in lettura e scienze. Nelle aree del Meridione, invece, gli studenti che si sono collocati nel livello 2 o superiore sono poco più del 60% in scienze, circa il 70% in lettura e circa il 55% in matematica. Nel Nord Ovest più del 10% degli studenti si è collocato nella categoria dei top performer in matematica. Nelle aree meridionali, la percentuale invece è di ca. il 3%.

Rispetto agli stessi ambiti esplorati con PISA2018, i risultati di PISA 2022 hanno mostrato delle differenze non rilevanti. In particolare, in matematica, le regioni del Nord Ovest e del Sud-Isole non hanno evidenziato un cambiamento significativo, quelle del Nord Est, Centro e Sud invece hanno fatto rilevare una diminuzione del punteggio medio. In lettura, nessuna delle aree ha registrato un cambiamento significativo rispetto al 2018; in scienze, solo gli studenti del Sud-Isole hanno ottenuto un punteggio superiore al ciclo precedente.

La condizione dei migranti

In Italia, gli studenti migranti tendono ad avere un profilo socio-economico più svantaggiato rispetto agli studenti non migranti. Circa il 59% degli studenti migranti ha riferito che la lingua parlata a casa per la maggior parte del tempo è diversa da quella in cui hanno svolto le prove PISA. In matematica, gli studenti migranti ottengono un punteggio significativamente inferiore a quello degli studenti non-migranti, con una differenza di 30 punti. Anche in lettura, si registra un punteggio notevolmente inferiore a quello degli studenti non-migranti, con una differenza di 31 punti.

Note per (non) concludere

Una prima considerazione viene suggerita da alcune scuole di pensiero di accademici e ricercatori[3] che mettono in discussione la validità pedagogica e conoscitiva dei test PISA ponendo alcune riserve e critiche. La scelta, per esempio, di “testare” solo le dimensioni cognitive e le competenze “chiave”, rischierebbe, secondo questi studiosi, di orientare le politiche degli Stati sugli aspetti “prestazionali” della scolarità, con esclusione del contesto educativo.

Una seconda considerazione è che il nostro sistema scolastico, nonostante le diverse patologie esistenti (abbandoni, pluriripetenze, dispersione esplicita ed implicita, fenomeno dei NEET, orientamenti disorientanti, divari territoriali, condizione di svantaggio dei migranti…) riesce a mostrarsi ancora “competitivo” a livello internazionale. Il sistema “tiene” per l’impegno del personale e delle famiglie, ma non è più possibile sottovalutare i segnali di un malessere diffuso. È interessante, a proposito, leggere il capitolo “Processi formativi” del 57° Rapporto Censis, 2023 e riflettere sui recenti episodi di disagio educativo in classe. Certamente le politiche scolastiche dovrebbero essere più incisive per contrastare i suddetti fenomeni e far crescere finalmente gli investimenti in istruzione ad un livello “decoroso” rispetto agli altri Paesi. Ricordiamo che in Italia la spesa in istruzione è del 4,3 % del PIL contro una media del 5,1 dei Paesi OCSE.


[1] Sono studenti almeno al sesto anno di scolarità, iscritti ad ogni tipo di scuola secondaria di II grado, alle scuole di Formazione Professionale o alle Secondarie di I grado.

[2] Contenuti e dati di quanto segue sono desunti, con adattamenti, da “I risultati degli studenti italiani nell’indagine OCSE-PISA 2022

https://www.provincia.bz.it/formazione-lingue/scuola-italiana/news.asp?news_action=4&news_article_id=680296

https://www.invalsiopen.it/risultati-ocse-pisa-2022/

https://www.invalsiopen.it/cosa-e-come-funziona-indagine-ocse-pisa/

[3] Si vedano i numerosi articoli pubblicati dalla rivista universitaria on line ROARS, a partire dal 2012.