La lunga marcia delle donne verso le STEM

L’11 febbraio torna la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza[1], una ricorrenza che quest’anno assume un valore simbolico straordinario: celebra dieci anni di attivismo globale e trent’anni dalla storica Dichiarazione di Pechino[2]. Nonostante l’appello a ‘Chiudere il gap di genere nelle scienze’ indichi una strada chiara per sradicare le disuguaglianze, la realtà mostra un quadro a due

Come far crescere la cultura scientifica

L’acronimo STEM fu utilizzato per la prima volta nel 2001 dalla microbiologa statunitense Rita Colwell durante la conferenza della National Science Foundation per indicare l’insieme delle discipline tecnico-scientifiche in cui, in quegli anni, si metteva in evidenza l’insufficiente preparazione degli studenti e delle studentesse degli Stati Uniti. L’acronimo deriva, infatti, da Science, Technology, Engineering and Mathematics. Ne esistono, comunque, diverse

Suggerimenti per spendere bene un miliardo e 200 milioni di euro

Lo scorso 13 aprile il Ministro Valditara ha annunciato l’emanazione di due decreti per il potenziamento delle materie STEM e la formazione degli studenti e dei docenti. I decreti finanzieranno progetti per un totale di un miliardo e duecento milioni di euro. È una cifra imponente. Se si pensa che, mediamente, un corso di formazione di 20 ore per 30

Storie di diritti Non so se è stata una coincidenza ma si sono mosse insieme le femministe francesi – particolarmente infuriate, per degli insulti rivolti da 3 giovani ad una ragazza perché portava la minigonna – e le ragazzine nostrane del Liceo Socrate di Roma, alle parole della Vicepreside incauta che ha loro raccomandato di vestirsi adeguatamente perché ai prof.