Il senso del sapere tra pedagogia e algoritmi

La confusione tra tradizione pedagogica, strumenti didattici e linguaggio delle competenze non è solo un problema teorico: ci impedisce di capire cosa non funziona davvero e in che direzione andare. Ogni volta che si apre una discussione seria sulla scuola, si ha l’impressione che i partecipanti stiano parlando di cose diverse pur usando le stesse parole. C’è chi invoca il

Riflessioni a margine di un gemellaggio con le scuole cinesi

Dirigere una scuola nel terzo millennio è sicuramente una missione complessa che richiede impegno e sacrificio; tuttavia, è proprio in questa complessità che risiede la possibilità di generare una gratificazione autentica, nel momento in cui la visione educativa si trasforma in azioni che migliorano il futuro delle nuove generazioni. È un viaggio arricchente durante il quale, come direbbe Marcel Proust, la vera

Dalla rendita di posizione all’artigiano d’aula

Considerare la formazione permanente una colonna del sistema educativo, significa riconoscerla, anzitutto, quale diritto del docente a non restare schiacciato dall’obsolescenza del proprio sapere. In un’epoca che corre più velocemente dei programmi scolastici, la formazione diventa l’unico spazio in cui la vocazione incontra il rigore, trasformando la necessità del cambiamento nell’arte di non farsi trovare impreparati di fronte all’imprevedibile. Genealogia

Orizzonti e modelli di cittadinanza attiva

Il legame tra le nuove generazioni e l’impegno civile sta attraversando una stagione di profonda metamorfosi. Superata la stasi della pandemia che aveva forzatamente inibito le attività in presenza, i dati recenti delineano non solo una fervida ripresa numerica, ma anche un autentico cambio di paradigma verso una nuova sensibilità giovanile: un sistema di partecipazione spontaneo, propositivo, concreto e profondamente

Dalla Legge 79/2025, nuovi canali per l’accesso alla professione

Chi conosce la scuola sa bene che superare un concorso molto spesso non coincide con un incarico di insegnamento. È in questo scarto, tra il merito certificato e la cattedra che resta vuota, che si collocano le attese di migliaia di docenti idonei. Per molti aspiranti docenti il superamento delle prove concorsuali ha rappresentato un traguardo a metà: una qualificazione

Misure per l’educazione e la protezione digitale

Ricordate la leggenda del Pifferaio Magico? Quella figura enigmatica che, su mandato del borgomastro, libera Hamelin dall’invasione dei ratti col solo potere della musica e che poi, non soddisfatto del compenso, consuma la sua vendetta irretendo i fanciulli del borgo per condurli verso un altrove senza ritorno? Sorge oggi la preoccupazione che l’ombra di un moderno pifferaio possa sottrarre ai

Dal fare al pensare: oltre l’estetica del risultato

L’attenzione crescente verso le attività laboratoriali nella scuola dell’infanzia ha portato a una diffusione ampia di proposte legate alla manipolazione e alla costruzione. Tuttavia, non sempre tali esperienze vengono progettate con una chiara intenzionalità educativa. Spesso ci si sofferma sull’estetica del risultato, trascurando il potenziale cognitivo intrinseco all’azione del bambino. I laboratori di costruttività, se strutturati in modo consapevole, possono

Una scuola più “umana” per garantire efficienza

Il dibattito educativo attuale si concentra molto sulle metodologie innovative, sull’intelligenza artificiale, sulla necessità di predisporre ambienti di apprendimento flessibili. Si discute di nuovi modelli valutativi e della necessità di rendere la scuola aderente alle sfide globali. Tuttavia, in questa spinta verso il miglioramento dei risultati, si trascura un fattore determinante e fisiologico: il sonno. L’adolescenza è una fase di

Come evitare le derive della Legge 170/2010

Durante il dominio britannico in India, un piano di incentivi volto a ridurre la minaccia dei cobra generò, paradossalmente, la loro proliferazione. Questo episodio ha consegnato alla storia il cosiddetto ‘effetto cobra’, divenendo la metafora privilegiata per descrivere il corto circuito delle conseguenze inattese: quel fenomeno in cui interventi nati da buone intenzioni, ma privi di una visione d’insieme, finiscono

Quando la scuola diventa bersaglio del disagio

Il grave episodio che ha coinvolto la professoressa Chiara Mocchi, colpita da uno studente tredicenne nel Bergamasco, non è un caso isolato, ma il sintomo di una tensione che attraversa i corridoi degli istituti italiani. Questa sequenza di aggressioni, fisiche e verbali, contro il personale scolastico segnala una rottura profonda: il patto tra l’istituzione e il contesto sociale sembra essersi

Come costruire identità, autonomia e capacità di scelta

Siamo abituati a immaginare l’orientamento come una scelta d’urto riservata agli studenti più grandi. Eppure, anche le ultime Linee guida introdotte dal D.M. 328/2022 descrivono una realtà diversa: l’orientamento è un processo educativo continuo, che accompagna la persona lungo l’intero percorso scolastico. La scuola dell’infanzia diventa, quindi, un terreno fertile per coltivare le prime attitudini. Nei primi anni di vita

La rivoluzione urbana che parte dalle periferie

Il 1° aprile scorso è stato per la città di Ascoli Piceno un giorno importante: è diventata ufficialmente la “Città Italiana dei Giovani 2026”. Questo titolo, assegnato dal Consiglio Nazionale dei Giovani insieme al Dipartimento per le Politiche Giovanili e all’Agenzia Italiana per la Gioventù, non è solo una targa da appendere in Comune. È l’impegno concreto a trasformare la

Ermeneutica, corpo e discipline: rigenerare il capitale semantico

Viviamo in un’epoca di abbondanza informativa senza precedenti. Eppure, paradossalmente, non siamo mai stati così esposti al rischio di non capire. Capire non è ricevere informazioni, è costruire significato, è connettere, interpretare, contestualizzare. È il lavoro lento e paziente di chi impara a “unire i puntini” e a disegnarli di nuovo in modo diverso. In un mondo che corre verso

Tra diritti e vocazione

Il Docente 2.0 si definisce come un professionista capace di integrare le competenze pedagogiche tradizionali con le opportunità offerte dall’ecosistema digitale. Non si tratta solo di una figura che sa maneggiare un registro elettronico o proiettare slide su una LIM, ma di un educatore che comprende in profondità le logiche e i meccanismi delle nuove tecnologie per ripensare l’atto educativo

Oltre la frammentazione e verso un nuovo profilo

La riforma dell’istruzione tecnica, continuando su queste pagine la riflessione del dirigente tecnico Paolo Davoli[1], non può essere derubricata a semplice aggiornamento burocratico o a una mera revisione dei quadri orari. Può rappresentare, al contrario, la risposta strutturale del sistema educativo tecnico-pratico alle nuove sfide degli apprendimenti nell’alveo dell’autonomia scolastica. In un contesto globale, dove la transizione ecologica e digitale

Commissione nazionale 0-6: bilanci e prospettive

La ricostituzione della Commissione nazionale per il sistema integrato 0-6, avvenuta nel luglio 2025, segna un momento cruciale per l’evoluzione del modello educativo italiano. Dopo dieci anni dalla sua istituzione, il sistema che accompagna i bambini dalla nascita ai sei anni si trova davanti a una nuova fase: consolidare i risultati raggiunti e affrontare le criticità ancora presenti, con l’ambizione

L’eredità dantesca nella lingua delle nuove generazioni

A pochi giorni dalle celebrazioni del 25 marzo, il Dantedì 2026 lascia in eredità una serie di riflessioni particolarmente importanti, quest’anno intrecciate, tra l’altro, con l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Gli eventi ufficiali[1] che hanno animato istituti scolastici e biblioteche, da Orvieto a Narni, fino a San Donà, hanno dimostrato come la “metodologia per competenze” e i

Un esercizio di logica per orientare le scelte di domani

L’adozione delle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo del primo ciclo, prevista dal Decreto Ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025, rappresenta un momento importante nel sistema educativo italiano. Il documento introduce significative innovazioni sul piano didattico e culturale, tra cui spicca la reintroduzione del latino nella scuola secondaria di primo grado, seppur in forma opzionale e rinnovata nelle finalità

La lettura come cura e conoscenza di sé

Dall’arteterapia alla musicoterapia, passando per la danza e la pet therapy, i percorsi che tentano di stimolare il potenziale autorigenerativo dell’essere umano appaiono oggi molteplici e variegati. In questo panorama, uno spazio sempre più significativo è riservato alla biblioterapia, o book therapy, intesa come pratica di cura mediata dalla parola scritta. Si tratta di contesti che condividono un obiettivo comune:

Il recupero del gesto grafico come presidio cognitivo

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale (IA) si configura come un potente catalizzatore onnipresente, sorge spontaneo chiedersi se il ritorno a carta e penna – caldeggiato dal Ministro Valditara durante il Convegno “Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA” (MIM, 11 febbraio 2026) – rappresenti solo un nostalgico vezzo o non sia,

Revisione dei quadri orario, evoluzione dei profili e gestione del “tesoretto”

Il Decreto ministeriale 29/2026[1] disciplina la revisione dell’assetto ordinamentale dei percorsi degli istituti tecnici. Un dettaglio terminologico non trascurabile emerge già dall’epigrafe: non siamo di fronte a una ‘riforma’ strutturale, bensì a una ‘revisione ordinamentale’. Questa distinzione formale suggerisce l’intento di limitare l’impatto organizzativo sugli istituti, specialmente in considerazione di una tempistica di pubblicazione che, a iscrizioni ormai concluse, crea inevitabili

Il paradosso della didattica nell’era del marketing

Esiste un passaggio critico nella vita di un’istituzione scolastica: quello in cui l’obiettivo del miglioramento della didattica viene affiancato, o sostituito, dalla necessità di curare la propria immagine pubblica. Questo mutamento avviene solitamente quando il calo delle iscrizioni e la contrazione del bacino d’utenza vengono percepiti come un’emergenza. Da quel momento, la scuola tende ad adottare logiche estranee alla propria

Tra standard tecnici e responsabilità dirigenziale

La stabilità di un sistema aperto è, per sua natura, una condizione transitoria. Le continue interazioni con l’ambiente esterno innescano processi evolutivi che, se lasciati a sé stessi, possono condurre a esiti imprevedibili. Il compito di chi guida il sistema è dunque quello di presidiare questa evoluzione, trasformando i dati grezzi in parametri di controllo significativi. Monitorare significa, quindi, esercitare

L’Italia che cambia e la nuova geografia della scuola

Per entrare nel tema delle migrazioni con una chiave di lettura che evita di farne un argomento carico di retorica buonista o di antiretorica securitaria, è necessario trovare narrazioni alternative, desaturate rispetto a quelle dei telegiornali e dei talk show. È quanto ha provato a fare lo scrittore Paolo Giordano, nel podcast di Chora media per Emergency “In viaggio non

Tra governance nazionale e scelte territoriali

L’anno in corso è segnato da una serie di novità e provvedimenti destinati a ridefinire l’assetto scolastico, con ricadute significative su ogni grado d’istruzione. Qui vogliamo spostare l’attenzione sul sistema integrato zerosei che si sta implementando, se pur lentamente, a partire dal D.lgs. 65/2017 e che trova applicazione concreta attraverso le “Linee pedagogiche del sistema integrato zerosei”[1] e gli “Orientamenti

Il raddoppio della filiera 4+2 e la riscossa del Sud

I dati definitivi sulle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027[1]  delineano un sistema d’istruzione in profonda trasformazione, dove la capacità di innovazione dell’offerta formativa inizia a scalfire le logiche tradizionali e, pur confermando radicati orientamenti regionali, assume un modello nel quale il sistema educativo di istruzione e formazione invoca la necessità di un’offerta formativa partecipata e co-progettata. Il sistema scolastico appare

Perché la scuola non può restare a guardare

L’idea di bandire il tema “gender” dalle scuole si scontra con la realtà effettiva: significherebbe, paradossalmente, tentare di espungere un aspetto dell’identità stessa della comunità scolastica. È pur vero che si deve affrontare una dimensione complessa e difficile, la cui comprensione è spesso ostacolata dalla mancanza di strumenti critici e da una narrazione mediatica che tende a polarizzare anziché spiegare.

Dai vincoli del calendario ai ritmi di apprendimento

Il tempo rappresenta una delle dimensioni più rilevanti dell’esperienza scolastica, molto spesso, però, è confinata ai margini della riflessione pedagogica. Nella scuola di solito viene percepito come elemento organizzativo, cioè come un incastro di orari: lezioni, calendari e ripartizioni disciplinari. In realtà il tempo è una variabile didattica viva, capace di incidere profondamente sulla qualità degli apprendimenti e sul benessere

L’attualità del Liceo classico oltre i numeri

Il panorama educativo della scuola secondaria di secondo grado, per l’anno scolastico 2026-2027, sembra essere segnato da una “tensione dialettica” tra l’urgenza della specializzazione tecnica e la necessità di una solida architettura culturale. I dati ministeriali appena pubblicati fotografano un consolidamento della nuova Filiera 4+2, che ha registrato un raddoppio degli iscritti, passati da 5.449 a 10.532, con un vero

È il curricolo il cuore della comunità educante

Sempre più spesso, quando un evento di cronaca scuote i banchi di scuola o interroga la coscienza collettiva su fenomeni di disagio giovanile, la reazione immediata della politica e dell’opinione pubblica è quella di istituire “un referente”, introdurre una disciplina aggiuntiva nel già saturo piano dell’offerta formativa, coinvolgere uno specialista esterno. Questi espedienti, pur mossi da intenzioni apparentemente nobili, molto

Come proteggere gli adolescenti e prevenire il disagio sociale

Nell’attuale panorama educativo, la salute degli adolescenti è indissolubilmente legata al concetto di benessere digitale. È da questa consapevolezza che muove ‘Educatamente 2.0’, un progetto ambizioso che si propone di tutelare l’integrità psichica dei ragazzi dai rischi della rete utilizzando paradossalmente lo stesso strumento tecnologico: la realtà virtuale (VR). L’obiettivo del progetto-pilota per l’anno scolastico 2025/2026 è trasformare il disagio

Responsabilità ambientale come laboratorio di cittadinanza

Nel contesto di un’educazione che voglia dirsi davvero contemporanea, è necessario compiere un salto semantico: al termine neutro di “cambiamento climatico” è oggi preferibile sostituire l’espressione “crisi climatica”. Questa scelta terminologica, più eloquente (anche se meno rassicurante) non è un semplice esercizio di stile, ma un atto pedagogico preciso. Essa permette di tracciare i contorni di un fenomeno complesso che

Dalle risposte repressive alla comunità educante

Il ferimento a morte di uno studente in un’aula scolastica è quanto di più agghiacciante si possa immaginare. Come si può spezzare una vita in un luogo dove si costruisce il futuro? Per l’ennesima volta, le reazioni a questo orribile fatto, avvenuto in un istituto spezzino, sono state spesso urlate e scomposte, comprese letture identitarie e ideologiche, decisamente fuorvianti. Sappiamo

Ruolo educativo delle scuole e costruzione del benessere

Negli ultimi tempi, il dibattito pubblico ha portato all’attenzione dei media e dell’opinione collettiva il tema della sicurezza nelle scuole, tanto da determinare l’adozione di una nota comune tra Ministero dell’istruzione e del merito e Ministero dell’interno (nota del 29/01/2026) con la quale si prospetta la possibilità di introdurre metal detector agli ingressi degli istituti scolastici[1]. È comprensibile che, di

Tra complessità, fragilità e nuove responsabilità

Viviamo in un tempo in cui l’intelligenza artificiale si sviluppa in modo vertiginoso, alimentando sé stessa attraverso una capacità di elaborazione dei dati e di auto-ottimizzazione senza precedenti. Sistemi in grado di lavorare sui codici, sugli algoritmi e sui processi di apprendimento automatico stanno ridefinendo il rapporto tra conoscenza, lavoro e decisione, aprendo scenari che fino a pochi anni fa

Per una scuola del ragionamento e della consapevolezza

Un bambino alza la mano, risponde e subito si ferma: «No, aspetta… ho sbagliato».La scena è quotidiana. Non colpisce lo sbaglio, ma la reazione: ritiro immediato, cancellazione, richiesta di sostituire la risposta. Lo studente non vuole capire dove ha sbagliato, vuole solo non essere associato all’errore. È questa una piccola fotografia della scuola contemporanea, ancora sospesa tra due modelli: quello

Aporie e fragilità del nuovo modello valutativo

Il tentativo di mappare la realtà attraverso schemi rigidi e definizioni perimetrate appartiene a quella naturale inclinazione umana che cerca di ordinare il mondo per non restarne sopraffatti. Eppure, ogni tassonomia, sia essa zoologica o legislativa, porta con sé il rischio di generare forme ibride, creature che abitano lo scarto tra la teoria e la prassi. Nel panorama educativo attuale,

Competenze non cognitive e nuovi modelli didattici

L’emanazione del Decreto del 15 gennaio 2026, prot. n. 6, attuativo della Legge 19 febbraio 2025, n. 22[1], ha ufficialmente aperto la finestra temporale per l’adesione alla sperimentazione nazionale triennale (2025-2028) finalizzata allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali degli studenti di ogni ordine e grado. Quindi, per tutte le istituzioni scolastiche e per i CPIA, questo provvedimento fissa

Il parere dal CSPI

La riconfigurazione dell’istruzione tecnica si pone oggi come il pilastro portante della Riforma 1.1, inserita nella Missione 4 del PNRR, segnando un punto di non ritorno per il sistema educativo nazionale. Con l’emanazione del Decreto Legge 7 aprile 2025, n. 45, e il successivo schema di decreto attuativo, il legislatore ha tracciato i nuovi perimetri degli assetti ordinamentali, ridefinendo quadri

Urgenza normativa e problemi sociali

Il via libera del Consiglio dei ministri al “Decreto sicurezza” segna un tentativo di inversione di rotta nelle politiche di ordine pubblico, ponendo il Paese di fronte a una sfida normativa. Non si tratta di una mera integrazione tecnica, quanto di una manovra che ambisce a ridisegnare i confini della sicurezza nazionale, sollevando al contempo delicati interrogativi sulla gestione del

Il terzo ciclo tra norme e realtà

L’uscita dei bandi per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione all’insegnamento rappresenta, ormai ciclicamente, un momento di forte attenzione per il mondo della scuola, riattivando aspettative, timori e interrogativi legati alle modalità di accesso alla professione docente. Questo passaggio è il fulcro di una complessa transizione normativa che mette alla prova la resilienza degli aspiranti insegnanti e la capacità

Contenuti urgenti per l’educazione civica

“Tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace. Si educa per la competizione e la competizione è l’inizio della guerra. Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si starà educando alla pace”. È la sintesi più nota del pensiero di Maria Montessori i cui scritti si trovano raccolti nel libro “Educazione e

La storia come esercizio di verità

Mentre il 10 febbraio l’Italia celebra il “Giorno del Ricordo”, l’eredità etica di Auschwitz ci ammonisce: la memoria non può esaurirsi in un rito statico o in un terreno di scontro ideologico. Essa deve piuttosto evolversi in un processo dialogico permanente, capace di superare le mura delle aule e i confini nazionali grazie anche all’innovazione didattica. In questo contesto, il

Memoria e emozioni: le radici dell’esperienza umana

I ricordi sono ciò che resta di noi quando il tempo scorre, quando le esperienze si depositano e diventano tracce interiori. Sono frammenti di vita che tornano a galla senza chiedere permesso, immagini, voci, sensazioni che ci attraversano e ci ricordano chi siamo stati e, forse, chi siamo ancora. Senza memoria non esisteremmo davvero: saremmo corpi presenti, ma privi di

Un nuovo calendario per il futuro degli studenti

Il dibattito sul calendario scolastico italiano – riacceso dalla recente proposta della ministra del Turismo Daniela Santanchè[1] – è molto più di una semplice questione organizzativa con ricadute turistiche ed economiche volte ad incrementare il profitto stagionale. Si tratta di riflettere non tanto su quando occupare le aule, quanto su come il tempo dell’apprendimento debba essere rimodellato per rispondere ai

Per una pedagogia della cura e della relazione

Corpo e mente non sono poli separati di un sapere frammentato, né compartimenti stagni di una scuola che per decenni ha privilegiato l’astrazione a scapito dell’esperienza. In una nuova visione dell’educazione, ciò che viene superato non è soltanto la prevalenza della lezione frontale, ma anche quell’insieme di “metodologie innovative” che, sebbene presentate come rivoluzionarie, da tempo abitano la pratica educativa

La lunga marcia delle donne verso le STEM

L’11 febbraio torna la Giornata Internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza[1], una ricorrenza che quest’anno assume un valore simbolico straordinario: celebra dieci anni di attivismo globale e trent’anni dalla storica Dichiarazione di Pechino[2]. Nonostante l’appello a ‘Chiudere il gap di genere nelle scienze’ indichi una strada chiara per sradicare le disuguaglianze, la realtà mostra un quadro a due

Dal convegno di Catania alle nuove rotte della didattica

Nei giorni 15 e 16 gennaio 2026, il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Catania ha ospitato il Convegno Internazionale “Educazione ecologica per terre e per mari. Diritti, soggettività, ecosistemi”, un evento di straordinaria rilevanza scientifica e pedagogica che ha visto la partecipazione di studiosi, ricercatori, docenti e dirigenti scolastici provenienti da contesti nazionali e internazionali[1]. Questa

La sicurezza come esercizio di responsabilità collettiva

Quanto avvenuto la notte di Capodanno in un locale delle Alpi svizzere, con il drammatico coinvolgimento di numerosi adolescenti, richiama con urgenza la necessità che l’istituzione scolastica promuova una solida e pervasiva “cultura della prevenzione”. C’è un legame tra la sicurezza negli spazi pubblici, la sicurezza in generale e quella scolastica: i protocolli che gli studenti apprendono a scuola, come

Attualità del pensiero di Freire nel contesto scolastico contemporaneo

La centralità degli studenti, il loro protagonismo nell’apprendimento, l’imparare attraverso l’esperienza, il riflettere sul come imparano rappresentano alcuni dei concetti pedagogici e didattici che da decenni hanno messo in discussione i canoni della didattica trasmissiva e l’unitarietà del sapere. Riprendendo alcuni pilastri del pensiero di Paulo Freire, possiamo articolare un ragionamento sul “cosa” significa “mettere lo studente al centro” per