Legge 440: il salvadanaio dell’autonomia

Un fondo per sostenere l’autonomia

Da oltre vent’anni (in virtù della Legge 440 del 18-12-1997) ogni anno una quota di risorse finanziarie viene messa a disposizione delle scuole per ampliare ed arricchire l’offerta formativa (Fondo 440). L’utilizzo dei fondi ha subito nel corso degli anni una decurtazione, seguendo le vicissitudini finanziarie non sempre brillanti del nostro Paese, ma continua a rappresentare una opportunità “sicura” per far fronte alle diverse esigenze delle scuole. Anche le modalità di erogazione dei fondi sono via via cambiate, perché dopo una iniziale assegnazione ad ogni istituzione scolastica di un bonus senza una destinazione d’uso vincolata, se non per il sostegno dell’autonomia scolastica (questa era la ratio della legge 440), si è fatta strada la modalità dei Bandi ad accesso limitato: le scuole, quindi, devono candidarsi per accedere alle diverse tipologie di finanziamenti disponibili per azioni individuate a livello centrale (attinenti l’autonomia in senso lato…). Fino a pochi anni fa anche il Parlamento si esprimeva sulla utilizzazione del fondo, ora è il Miur a dettare le regole del gioco. Queste trovano espressione nel D.M. 851 del 27 ottobre 2017, recentemente vistato dalla Corte dei Conti (foglio n. 2321 del 13-12-2017). Parliamo ovviamente dell’esercizio finanziario 2017, dunque in extremis rispetto alla sua scadenza naturale.

Le aree di intervento

Il DM 851 cit. individua tre aree verso cui sono orientate le risorse finanziarie complessivamente disponibili (50,267 milioni di euro). Si tratta di interventi dedicati a:

1) inclusione e successo formativo;

2) innovazioni a supporto dell’autonomia scolastica;

3) infrastrutture.

Nella premessa si ricorda che le fonti giuridiche che supportano questi orientamenti sono legate ai contenuti innovativi della legge 107/2015 (ad esempio i fondi connessi al piano digitale) o ai suoi decreti legislativi attuativi (come la revisione dell’istruzione professionale, o le novità in materia di valutazione, o il potenziamento dell’ambito artistico-musicale), nonché all’“Agenda globale per lo sviluppo sostenibile – 2030”, di cui certamente meritevole appare il goal 4: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”. È evidente che non saranno i fondi della 440 ad accelerare il raggiungimento di queste finalità (semmai sarà l’insieme delle scelte politiche e finanziarie per l’istruzione pubblica), ma la mission del provvedimento è significativa e segnala una linea di tendenza apprezzabile. Poi le azioni specifiche si dettagliano in una quantità di flussi finanziari assai frammentati (circa 40 azioni, descritte succintamente negli articoli del decreto 851 che vanno dal 3 al 42), ognuno dei quali indica una specifica modalità di assegnazione delle risorse.

Modalità diverse per accedere ai fondi

Dunque ciascuna delle 40 diverse tipologie di azioni finanziabili prevede una diversa procedura amministrativa per l’accesso ai fondi. Volendole tipizzare, in linea di massima le erogazioni potranno avvenire:

  • direttamente a tutte le scuole senza ulteriori istanze (è il caso, ad esempio, del contributo di 1.000 euro per ogni scuola secondaria di I grado, per una sorta di “Pronto soccorso digitale”; oppure del fondo per il recupero di debiti formativi da ripartire a tutte le scuole secondarie di II grado in base al numero degli studenti con sospensione del giudizio);
  • sulla base di bandi regionali (USR) con individuazione di una o più scuole-polo regionale per azioni di sistema (come nel caso della formazione sul CLIL per scuola secondaria di II grado; o per azioni di supporto con nuove modalità di valutazione degli allievi (d.lgs 62/2017));
  • sulla base di individuazione – a livello regionale, in qualche caso nazionale – di scuole-polo con specifiche vocazioni (i poli per l’inclusione disabilità; i poli per educazione ospedaliera-carceraria-adulti; i poli ITS);
  • concentrando il finanziamento su una sola scuola a livello nazionale o su un numero limitato di scuole (ad esempio 6 per le misure di accompagnamento alle Indicazioni, rispettivamente per il primo o secondo ciclo; oppure 3 per la didattica personalizzata; ecc.);
  • gestendo direttamente i fondi da parte del Miur, come nel caso dell’allestimento di grandi piattaforme digitali, come nel caso del monitoraggio PTOF-RAV-PdM, di SOFIA, del curriculum digitale dello studente, ecc.).

Di fronte ad un menù così variegato occorre dunque che le scuole prestino la massima attenzione alle tipologie di azioni, alla loro diversa natura (riferibili direttamente alle singole scuole oppure riservate ad azioni di sistema di secondo livello), alle scadenze temporali, alla necessità di costruire alleanze preventive in varie direzioni (tra reti di scuole o nei confronti dell’amministrazione), concentrando l’impegno verso iniziative che rispondano a specifici bisogni dell’istituzione scolastica o alle vocazioni via via acquisite e dimostrate nel loro “saper fare”.

Risorse per la progettualità delle scuole

La lettura del decreto ministeriale fa intravedere una serie molto ampia di fabbisogni finanziari, non tutti rubricabili sotto la dicitura “autonomia scolastica”. È pur vero che la legge 107/2015 è stata varata con l’esplicito richiamo alla compiuta realizzazione del principio dell’autonomia, a partire dalla riformulazione più strategica del POF che si trasforma in Piano triennale, e con specifiche indicazioni di priorità per la riorganizzazione dell’offerta formativa. In effetti le 40 linee finanziarie previste dal DM 851/2017 sono sovrapponibili alle 17 priorità previste dal comma 7 della legge 107/2015, e molte delle azioni finanziabili sono in diretta corrispondenza con gli obiettivi del medesimo comma. Si pensi in particolare alla promozione della cultura della legalità e della cittadinanza, agli interventi di supporto alle innovazioni (non solo digitali, ma anche metodologiche e didattiche), alla “manutenzione” delle Indicazioni curricolari per il primo e secondo ciclo, alla promozione di molte educazioni “trasversali”, non ultimo l’ambizioso programma di educazione al rispetto o il contrasto al cyberbullismo o alle fake news.

In definitiva, il microcosmo che si scorge dietro i 44 articoli del decreto rappresenta la complessità dell’azione della scuola in una stagione di forti trasformazioni, ma anche di grandi incertezze sul futuro. Non è in gioco solo la qualità della proposta didattica nei suoi diversi aspetti (dal potenziamento delle discipline STEM: scienze tecnologia e matematica, allo sviluppo della formazione CLIL, dall’attenzione alla “nuova” istruzione professionale alla promozione della didattica personalizzata), ma anche una certa idea pervasiva di educazione, che si estende dal curricolo a dimensioni formative più ampie, come la pratica sportiva, l’apprendistato, l’imprenditorialità, la sostenibilità (con il richiamo all’Agenda 2030).

Esigenza di unitarietà

Il decreto annuale sulla 440 per la scuola assume così le sembianze di una vera e propria legge finanziaria per la scuola, dove – al di là delle risorse finanziarie effettive (sempre troppo limitate rispetto ai bisogni delle scuole) – conta anche il significato simbolico di certe indicazioni, che vogliono accendere i riflettori sul modo di essere delle scuole. Consideriamolo alla stregua dello “Zingarelli” che ogni anno ci presenta il lessico delle parole nuove. Si consolideranno?

A coloro che si apprestano  – a tutti i livelli, dal Miur alle singole scuole – a gestire le risorse messe a disposizione dalla 440, così come da altre leggi (la 107, i decreti legislativi, il piano di formazione, i PON, ecc.), compete ricondurre a unità e coerenza “curricolare” questo variegato paesaggio di progettualità.

Il quadro delle azioni articolo per articolo

Articolo DM 851Tipologia di azioneRisorse disponibili
(milioni di euro)
3Partecipazione studentesca e dei genitori, forum, ecc.1,000
4Consulte provinciali studentesche0,850
5Inclusione scolastica alunni con disabilità, sportelli, ricerca3,000
6Pratica sportiva alunni disabili0,350
7Scuole in ospedale e istruzione domiciliare1,000
8Scuole in carcere1,000
9Istruzione Adulti, centri ricerca, Paideia1,500
10Recupero debiti formativi scuola secondaria II grado6,600
11Piano nazionale educazione al rispetto0,800
12Contrasto alle fake news0,550
13Cultura della memoria e conoscenza Costituzione0,100
14Competenze di cittadinanza, debate, TED, Hackathon0,500
15Cultura della legalità2,000
16Contrasto al bullismo e cyberbullismo1,000
17Educazione alla sostenibilità0,150
18Realizzazione campionati studenteschi2,500
19Promozione della pratica sportiva a scuola2,000
20Attività musicali, artistiche, teatrali0,800
21Didattica personalizzata (CTS Decr. Dip. 24-5-2017, n. 479)0,300
22Diffusione del Service Learning – Apprendimento Servizio0,300
23Curricolo e imprenditorialità #19 PNSD0,800
24Apprendistato di primo livello nel secondo ciclo1,000
25Promozione Giornata nazionale della scuola0,200
26Promozione Giornata della sicurezza nelle scuole (27 nov)0,180
27Iniziative per realizzazione scuole sostenibili2,000
28Sviluppo #26 PNSD, presidi di pronto soccorso tecnologico5,700
29Azioni per ITS e industria 4.00,700
30Misure di accompagnamento Indicazioni I e II ciclo1,000
31Revisione dell’istruzione professionale (D.lgs. 61/2017)1,300
32Supporto ai nuclei di valutazione dirigenza scolastica1,000
33Attuazione nuove modalità valutazione alunni (D.lgs 62/2017)1,600
34Diffusione Carta diritti doveri Alternanza Scuola Lavoro0,050
35Promozione STEM (scienze tecnologia matematica) sc. sec. I0,600
36Formazione linguistica e metodologica CLIL sc. sec. II grado1,500
37Ripristino dotazioni dopo atti vandalici1,520
38Costituzione piattaforme digitali per monitoraggio autonomia2,000
39Digitalizzazione curricolo dello studente0,500
40Implementazione IO STUDIO – La Carta dello studente0,550
41Implementazione piattaforma SOFIA per formazione docenti0,500
42Supporto processi gestione amministrativa e consulenza1,267