“La spinta gentile” verso il futuro sostenibile

Un’alleanza per l’Agenda 2030 (ASVIS)

È una spinta decisa, sempre più incisiva ma gentile [1], quella che l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile sta dando alla società e alle istituzioni del nostro Paese da quattro anni. È anche una spinta fortunata, perché raccoglie con saggezza e rispetto quella che viene dal flusso emergente di giovani che manifestano in tutto il mondo per aprire le porte ad una nuova era per le persone e per il pianeta.

Il 4 ottobre 2019, alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente della Camera, del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di Ministri ed ex-Ministri e numerose autorità ed esponenti del mondo dell’informazione, è stato presentato a Roma il Report ASviS 2019 [2], il quarto rapporto annuale con cui Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile rappresenta e analizza l’avanzamento del nostro Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 e identifica gli ambiti in cui bisogna intervenire per assicurare la sostenibilità economica, sociale e ambientale del modello di sviluppo.

Figura 1

Cresce l’attenzione

Come ha illustrato in apertura il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini, i Google Trends degli ultimi quattro anni mostrano come ASviS possa ben dire di avere raggiunto l’obiettivo di informare e sensibilizzare il nostro Paese sullo sviluppo sostenibile.

Figura 2

Quanto allo stato dell’Italia rispetto al raggiungimento dei Sustainable Development Goals, nonostante i grandi progressi, moltissimo ancora resta da fare. Come ha messo in luce il Portavoce ASviS Enrico Giovannini, a quattro anni dalla firma dell’Agenda 2030 il progresso verso l’attuazione degli SDGs è evidente da molti punti di vista, ma nonostante l’ampiezza delle azioni messe in campo, il cambio di direzione verso uno sviluppo sostenibile sta avvenendo a una velocità e con una intensità insufficienti. Citando il recentissimo Report del Segretario Generale delle Nazioni Unite sul congresso degli SDG 2019, Giovannini ha sottolineato che rispetto al 2015 oggi il quadro globale è peggiore, con aumento della povertà e dei conflitti in tutto il mondo.

L’unico piano che abbiamo per salvare l’unico pianeta che abbiamo

I prossimi dieci anni saranno decisivi per segnare il presente e il futuro dell’umanità e del pianeta.

Nel commentare con soddisfazione le sei aree di intervento previste dal nuovo Parlamento Europeo che evidenziano una grande centralità all’Agenda 2030, il Portavoce ASviS ha anche illustrato la situazione dell’Unione Europea e dell’Italia rispetto agli SDGs mettendo in evidenza le aree in cui vi è stato un o meno un miglioramento o quelle in cui si è avuto addirittura un peggioramento. Rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, tra il 2016 e il 2017 il nostro Paese migliora in nove aree, peggiora in sei e resta stabile in due. Restano tuttavia forti i ritardi rispetto a gran parte dei 21 Target che il nostro Paese si è impegnata a raggiungere entro l’anno prossimo.

Anche dove il progresso è evidente, come nel caso per l’Italia del Goal 4 (Istruzione di Qualità) o del Goal 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), siamo ancora lontani dagli obiettivi del 2030.

Figura 3

Gravemente in declino per l’Italia come per l’Unione Europea, il Goal 15 “Vita sulla terra”. Per non parlare di quei target il cui raggiungimento è previsto al 2020, tra cui spicca il dato negativo per l’Italia riguardo ai NEET (Target 8.6 – Quota di persone tra 18-29 anni che non studiano e non lavorano), il cui indicatore segna 23,4% laddove per il 2020 era previsto essere 7,9% (Figura 5)

Goal 4: un’istruzione di qualità

Obiettivo 4 (Assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti). Il report mostra come l’indicatore migliora sensibilmente nel corso degli anni. Dal 2010 in poi si osserva un deciso aumento sia della quota di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario sia della quota di persone di 25-64 che hanno completato almeno la scuola secondaria di II grado (scuola media superiore). Da sottolineare poi come la percentuale di studenti di 15 anni che non raggiungono il livello di competenze matematiche di base sia diminuita nel corso del tempo. Infine, nell’ultimo anno il tasso di abbandono scolastico peggiora, in controtendenza con gli anni precedenti, attestandosi al 14%. [2, p. 76]

Figura 4

Figura 5

Alle aree dell’istruzione di qualità e dell’educazione allo sviluppo sostenibile – considerati tra i vettori fondamentali per la sostenibilità – il report ASviS dedica spazio da tre punti di vista:

  1. L’educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole, nelle università e nelle amministrazioni pubbliche [2, parag. 3.2]
  2. L’evoluzione della legislazione italiana negli ultimi 12 mesi [2, parag 3.6]
  3. Le proposte dell’ASviS per accelerare la transizione a uno sviluppo sostenibile nel settore “Capitale umano, salute ed educazione” [2, parag. 4.3].

L’educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole

Il Report sottolinea la lunga strada da fare per realizzare un cambiamento del sistema educativo verso la cultura dello sviluppo sostenibile che renda educatori e studenti “agenti del cambiamento”. A riguardo alcune azioni sono state intraprese con successo col Piano MIUR-ASviS dentro la cui cornice si sono realizzate iniziative rilevanti in tal senso come il concorso per le scuole “Facciamo 17 Goal” e i laboratori formativi per l’educazione allo sviluppo sostenibile per oltre 60.000 insegnanti neoassunti dal 2017/18 ad oggi [3]. Va segnalato anche l’accesso ai contenuti e-learning dell’ASviS sull’Agenda 2030 per i neoassunti e per tutti i docenti in servizio nella scuola italiana attraverso il portale Indire Scuola2030, educazione per la creazione di valore [4]. Attraverso lo stesso portale è stato appena reso disponibile gratuitamente per insegnanti e studenti anche il bel volume fotografico “Un mondo sostenibile in 100 foto”, realizzato da Enrico Giovannini e Donato Speroni [5]. 

L’evoluzione della legislazione italiana negli ultimi 12 mesi

All’interno della cornice descritta dello stato del Goal 4 (che ha visto nell’ultimo anno un aumento della dispersione scolastica e la crescita delle differenze nei risultati delle prove Invalsi all’interno del Paese ), il Report 2019 evidenzia in questa sezione la progressiva decostruzione e depotenziamento della Legge 107/2015 avvenuta negli ultimi 12 mesi, citando in particolare l’alternanza scuola lavoro e i percorsi triennali FIT di formazione iniziale reclutamento dei docenti della secondaria di secondo grado.

Si menziona come buona occasione la reintroduzione dell’educazione civica (legge 92 del 20/8/19) che vede una centralità nei temi dell’Agenda 2030, sottolineando però come sia da supportare fortemente (ad esempio con linee guida e formazione dei docenti) la trasformazione culturale che consente di esplicitare la complessità della sostenibilità superando la separazione disciplinare e la mera riduzione dell’educazione civica a 33 ore annue.

In tal senso l’Audizione di ASviS del 10 luglio 2019 alla VII Commissione cultura della Camera dei Deputati in materia di innovazione didattica [6], ha fatto emergere “la piena consapevolezza del Parlamento circa l’importanza della promozione nella scuola di nuove modalità di insegnamento e apprendimento” [2, p. 97].

Le proposte dell’ASviS nel settore educazione

Anche per quest’anno l’ASviS conferma per l’Italia le stesse cinque priorità degli anni precedenti [2, p.143-144]:

  1. Qualità degli apprendimenti, con attenzione specifica alla diffusione tra tutti i giovani di competenze per l’occupabilità e per la vita. Tra le indicazioni di politiche trasformative trasversali in favore di questa priorità, ASviS cita nel report gli interventi che riguardano l’innovazione didattica che faccia anche uso del digitale che aiutino scuola e università a superare meccanismi esclusivamente trasmissivi della conoscenza integrando spazi e ambienti fisici e virtuali dell’esperienza di apprendimento. Il Report ASviS propone poi di contrastare l’opera di depotenziamento dell’alternanza scuola-lavoro e dei percorsi triennali di formazione iniziale per i docenti delle scuole secondarie.
  2. Contenimento della dispersione scolastica, anche attraverso una concentrazione di risorse verso le aree territoriali e le situazioni sociali più a rischio. Si richiede un supplemento di indagine per comprendere meglio i profili dei nuovi abbandoni per individuare le misure di contrasto più opportune.
  3. Precedenza all’inclusione, consolidando la tradizione italiana di una scuola sensibile ai bisogni educativi speciali, accogliente e aperta a tutte e a tutti. Si menziona a tal riguardo la recente introduzione delle misure integrative e correttive al D. lgs. 66 del 2017 pur con la carenza delle misure di accompagnamento previste dal MIUR.
  4. Apprendimento permanente, anche in risposta a un’evoluzione demografica che vede da un lato la contrazione delle giovani generazioni, dall’altro l’addensamento della popolazione nelle fasce di età adulta e matura. Su questo punto il Report ASviS segnala una totale mancanza di misure, richiamando ad una necessità di approfondire l’andamento del ricollocamento del Reddito di Cittadinanza.
  5. Diffusione dell’educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale, nella convinzione che essa costituisca una condizione imprescindibile per il conseguimento di tutti i diversi Obiettivi indicati nell’Agenda 2030. Su questa voce e in riferimento all’insegnamento obbligatorio dell’educazione civica si citano le necessarie misure di accompagnamento ma anche la necessaria e strutturale presenza di questi temi nei curricoli, nella formazione degli insegnanti e nella valutazione degli studenti

Quale educazione salverà il pianeta?

Se il mondo della scuola ha grande consapevolezza della complessità in atto, la sfida con cui si confronta è quella di orientare il cambiamento narrativo e culturale grazie al quale la società potrà fare quel salto trasformativo in direzione del futuro che vogliamo [8]. Il grande pregio dell’Agenda 2030 è quello di costituire “un modo intelligente per raccontare al mondo un’altra narrazione di sviluppo” [9].

La presentazione del Report ASviS 2019 ci ricorda però che “il tempo delle parole è finito” [10] e occorre che cominci un decennio di azione per gli Obiettivi globali. Il Report ci mostra lo stato del nostro Paese, con uno sguardo preciso e approfondito fino alle singole regioni. Le proposte strategiche formulate da ASviS domandano un passo in più anche al mondo dell’educazione, perché si adoperi per mostrare la complessità delle relazioni degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dei target che ad essi si riferiscono.

Non c’è tempo per domandaci “se” l’educazione salverà il pianeta, ma piuttosto “quale” educazione salverà il pianeta? Perché l’istruzione di qualità, “non è un obiettivo in sé, ma uno strumento per raggiungere tutti gli altri” [11,12].

Per approfondire

[1] “La spinta gentile” (nudge) è il titolo di un famoso libro scritto dall’economista Premio Nobel 2017, Richard Thaler insieme a Cass Sunstein, che con essa intendono “la spinta che ci indirizza verso la scelta giusta”, tenendo conto dei meccanismi con cui noi esseri umani “condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall’inerzia e dalla limitata forza di volontà”, prendiamo decisioni.

[2] Report ASviS 2019 https://asvis.it/presentazione-rapporto-asvis-2019/

[3] Pettenati, M.C. e de Maurissens, I. Educazione allo Sviluppo Sostenibile per insegnanti. Rivista dell’Istruzione n.3/2019 “Sostenibilità”, ed. Maggioli

[4] Scuola2030 Educazione per la creazione di valore. Scuola2030.indire.it

[5] Giovannini, E., Speroni, D. Un mondo sostenibile in 100 foto, ed. Laterza https://www.unmondosostenibile.it/

[6] Audizione Commissione Cultura della Camera dei Deputati, 10 Luglio 2019

https://webtv.camera.it/evento/14764
https://asvis.it/home/46-4332/cultura-asvis-in-parlamento-per-audizione-sullinnovazione-didattica-#.XZhntOczaL4

[8] “The future we want” è il nome della famosa conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si è tenuta a Rio de Janeiro nel 2012 e che ha costituito una tappa fondamentale verso l’accordo ONU dell’Agenda 2030.

[9] “L’educazione salverà il pianeta?” Lezione Magistrale dell’on. Ministro Lorenzo Fioramonti, Santa Chiara Lab Università di Siena, 16 settembre 2019 https://www.facebook.com/santachiaralab.unisiena/videos/421569645130523/

[10] Comincia un decennio d’azione per lo sviluppo sostenibile

“Il tempo delle parole è finito. Ora comincia un decennio di azione per gli Obiettivi globali” https://asvis.it/home/46-4634/questa-settimana-comincia-un-decennio-dazione-per-lo-sviluppo-sostenibile#.XZbh4OczbMI

[11] The value of knowledge: the multiplier effect. Financial Times, 2019. https://valueofknowledge.ft.com/other/infographic/

[12] Convegno Scuola2030: P come Pianeta, Fiera Didacta Italia, a Firenze 9 ottobre 2019