Una scuola accogliente e sostenibile?

L’Indagine internazionale 2022 HBSC

Con la sigla HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) si intende uno studio internazionale condotto ogni 4 anni in 51 paesi, Europa, Nord America e alcuni Paesi asiatici, in collaborazione con l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). La popolazione selezionata per il campionamento è costituita da adolescenti di 11, 13, 15, 17 anni[1]. I risultati dell’HBSC sono utilizzati a livello nazionale, regionale e internazionale per acquisire nuove conoscenze sulla salute e il benessere dei giovani, per comprendere gli aspetti sociali che possono incidere sulla salute, per migliorare la vita dei giovani attraverso le scelte politiche.

Guadagnare Salute

Dal 1982 lo studio internazionale HBSC indaga, dunque, i comportamenti collegati alla salute in età scolare: abitudini alimentari, dinamiche relazionali, attività fisica, uso dei social-media… comportamenti che possono promuovere o ostacolare il benessere psico-fisico dei preadolescenti. L’Italia vi partecipa dal 2001 in attuazione del programma nazionale “Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari” a cura del Ministero della salute, con il coordinamento dal 2010 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e la collaborazione delle Università di Torino, Siena e Padova. Nelle edizioni del 2014, 2018, 2022, il progetto ha visto il concorso di tutte le Regioni[2].

L’indagine del 2022

In questa sede si ritiene opportuno esplorare e diffondere l’ultima indagine del 2022[3], per il rilievo assegnato ai fattori e ai processi scolastici che possono determinare effetti positivi o negativi sulla salute delle studentesse e degli studenti[4] nella fascia d’età 11-17 anni. È una scelta significativa considerando che il rapporto con la scuola, come dimostrato da tanta letteratura[5], non si esaurisce nelle dimensioni degli apprendimenti e del profitto, ma investe in modo abbastanza pervasivo la qualità della vita dei giovani. La rilevazione delle loro percezioni rispetto agli indicatori selezionati riguarda:

  • il rapporto con la scuola;
  • lo stress scolastico;
  • la qualità delle relazioni con i compagni;
  • la qualità delle relazioni con i docenti.

L’indagine è stata effettuata attraverso un questionario anonimo on line[6]. Sono state coinvolte le classi prima e terza della secondaria di primo grado, seconda e quarta della secondaria di secondo grado di Istituti statali e paritari, per un totale di 6.388 classi e 89.321 studenti, di cui 45.232 maschi e 44.089 femmine.

Il rapporto con la scuola

Dalla rilevazione emerge che gli adolescenti gradiscono poco la scuola. A prescindere dall’età, solo 1 ragazzo su 8 dichiara di apprezzarla, con proporzioni maggiori nelle ragazze (13% contro il 10% dei maschi). Nel complesso con l’aumentare dell’età la scuola piace ancora di meno e la riduzione del gradimento è più consistente nei maschi, con percentuali che decrescono dal 15% negli undicenni, al 7% nei tredicenni e a poco meno del 6% nei quindicenni. In sostanza l’ambiente scolastico, che dovrebbe essere una “palestra” di socialità e di appartenenza, risulta poco attrattivo e non favorisce le condizioni per lo “stare bene” in una comunità che è un fattore correlato con uno stile di vita positivo.

Lo stress scolastico

Mediamente il 60% dei ragazzi (più le femmine dei maschi) dichiara di sentirsi abbastanza o molto stressato dagli impegni scolastici, ma in 7 Regioni si supera la soglia del 60%. Una proporzione tra l’altro maggiore di quella rilevata nel 2018. L’indagine 2022 evidenzia per tutte le Regioni, con la sola eccezione della Provincia autonoma di Trento, un incremento dei livelli di stress percepito, con variazioni più ampie per la Sardegna, il Piemonte, il Molise e la Puglia. Avvertire situazioni di stress nel contesto scolastico e non poterle gestire adeguatamente rappresenta un rischio a livello psicologico, con possibili derive verso comportamenti “devianti” (ad esempio consumo di alcolici, fumo o uso di sostanze psicoattive). Si rendono necessarie quindi azioni di empowerment sia per i ragazzi (ad esempio attraverso l’educazione emotiva), sia per i docenti (ad esempio attraverso la pratica della mindfulness).

La qualità delle relazioni con i compagni

Globalmente più dei due terzi dei ragazzi riferisce di sentirsi accettato dai compagni e circa il 60% percepisce i propri compagni disponibili e rispettosi. Nello specifico però le relazioni con i pari sembrano essere più complesse nei tredicenni, dove si registrano valori sensibilmente più bassi rispetto a quelli dei ragazzi undicenni e leggermente inferiori a quelle dei quindicenni. Inoltre, è proprio in questa fascia d’età che si osserva la riduzione più ampia nel confronto con i dati del 2018. È una criticità che non deve essere sottovalutata dal momento che avere buoni amici a scuola rinforza la pro socialità, la motivazione e spesso anche i risultati nell’apprendimento.

La qualità delle relazioni con gli insegnanti

Il 70% dei ragazzi afferma di sentirsi complessivamente accettato dai propri insegnanti, ma solo il 50% ha la percezione che gli insegnanti siano effettivamente interessati a loro. Inoltre, solo poco più della metà degli adolescenti (il 55%) riferisce di fidarsi molto del proprio team docente.

Per tutti gli indicatori individuati (mi accettano, sono interessati, mi fido molto) le percentuali maggiori in positivo si rilevano sempre negli studenti più giovani e si riducono progressivamente nel passaggio dagli 11 ai 15 anni di età.

Anche in questo caso, come nella ricerca del 2018, la qualità del rapporto con i docenti tende a peggiorare con il crescere dell’età. Un fenomeno su cui riflettere in quanto i docenti, insieme ai genitori, restano le più importanti figure adulte di riferimento e un clima relazionale non conflittuale potrebbe sicuramente rappresentare un fattore protettivo per i più comuni comportamenti a rischio.

Uno sguardo ulteriore

Va comunque evidenziato che le problematiche emerse nella ricerca HBSC, da tempo, sono state oggetto di analisi da parte di Istituzioni pubbliche ed Agenzie private. Ne forniamo un breve elenco, rimandando per un eventuale approfondimento ai siti di riferimento. Quasi tutte le indagini sottolineano le inadeguatezze di un sistema-scuola che non favorisce un clima di Istituto e di classe accogliente e cooperativo:

  • CNR-IRPPS-MUSA, Lo stato dell’adolescenza, 2023;
  • Indagine UNIPD-MIUR, Il malessere nel sistema- scuola, 2019;
  • OCSE-PISA, Il benessere degli studenti, 2015;
  • AGIA, La scuola che vorrei, 2022;
  • Dutto M.G., Apprendimento e benessere, Scuola 7, n. 334/2023;
  • S. Di Sano, Percezione del clima scolastico in Italia, UniChieti-Pescara, 2018;
  • Istituto Toniolo, I giovani e la scuola. Report, anni 2017 e 2018.

Sul rapporto tra i giovani e la scuola c’è molto da lavorare, non nel senso di predisporre un altro progetto, ma nel senso di far crescere, nella quotidianità, una cultura della cooperazione, del rispetto, della cittadinanza attiva, dove ognuno si senta valorizzato per le risorse che mette a disposizione della comunità. Molto spesso le relazioni appaganti e sostenibili si creano utilizzando in maniera intelligente ed inclusiva i dispositivi educativi e didattici “routinari”: dalle buone metodologie didattiche alla valutazione formativa, dalle strategie comportamentali efficaci alle diverse prassi orientative, dal sostegno mirato agli alunni cosiddetti fragili alla relazione scuola-famiglie.

La scuola Italiana ha bisogno di formare ragazze e ragazzi emotivamente e psicologicamente equilibrati, culturalmente ricchi, consapevoli dei problemi del Pianeta, muniti di sguardo critico sulla società di oggi inghiottita entro una bolla …economica e competitiva…”[7].


[1] È dal 2022 che la platea dei soggetti campionati è stata estesa anche ai 17enni. Nei Report Regionali questo gruppo di soggetti è stato trattato separatamente per le evidenti differenze psico-fisiche rispetto agli altri gruppi. Nei Report nazionali compare solo l’indagine per le fasce degli 11-13-15enni.

[2] Vds. ad es. la Lombardia “La salute nell’era degli obiettivi di sviluppo sostenibile”, e L’Emilia-Romagna “Hbsc Italia – stili di vita e salute dei giovani in età scolare”.

[3] Vds. il testo integrale nel sito dell’Istituto Superiore della Sanità. 

[4] Di seguito, si userà la formula usuale al maschile solo per non appesantire il testo.

[5] Vds. Viola F. (1998), Ragazzi di scuola tra rapporti e valori, Armando; Francescato D., Putton A. (2022), Star bene insieme a scuola, Carocci (nuova ed.); Dal Zovo S. (2020), Mindfulness e benessere a scuola, Erickson, TN; Fioravanti G., Merito e relazione, l’ossimoro scolastico, EdScuola, 26.11.2023.

[6] Un questionario parallelo è stato rivolto anche ai Dirigenti Scolastici (1.817) che analizza le risorse della scuola, le misure di promozione della salute adottate, le problematiche del territorio, l’offerta formativa durante il COVID.

[7] ROARS, Redazione, Fermiamo la trasformazione della scuola in impresa. Un appello. 11 maggio 2018. Adattamento.