Una possibile procedura concorsuale per il reclutamento dei Dirigenti scolastici

Mentre il concorso in atto per dirigenti scolastici sembra aver imboccato la dirittura d’arrivo con la pubblicazione della graduatoria di merito dei 3420 candidati che hanno superato le prove concorsuali (ed in particolare dei 1984 candidati utilmente posizionati per le nomine dal prossimo anno scolastico e dei 2900 vincitori) può essere opportuno interrogarsi sul futuro di questo tipo di concorso, non fosse altro per fornire qualche orientamento alle molte migliaia di candidati che hanno partecipato al Concorso senza ottenere un risultato utile. Ed anche per sottolineare che non è certo la via giudiziaria che può risolvere il problema del reclutamento dei dirigenti, ma solo una regolare, tempestiva e trasparente programmazione delle prossime tornate concorsuali.

A tal fine risulta essere assai preziosa l’elaborazione condotta da un gruppo di esperti (ma anche di partecipanti ai concorsi) coordinati redazionalmente dall’ispettore Giancarlo Cerini, Lo pubblichiamo nella speranza di rasserenare gli animi, sia di chi ha trovato soddisfacente la formula attuale del concorso, sia di chi vorrebbe modificarla e migliorarla. (gc.)

Nell’arena del concorso

Mentre ancora non è concluso l’iter concorsuale per il reclutamento dei Dirigenti scolastici, si inizia già a discutere su come potrebbe o dovrebbe essere il prossimo concorso, non certo per ricomporre le posizioni tra i detrattori e i sostenitori dell’attuale procedura, che fisiologicamente accompagnerebbero qualunque soluzione, quanto per provare a restituire stabilità alle fasi di reclutamento nella Pubblica Amministrazione come garanzia per la qualità del servizio. In realtà è da tempo che in Italia concorso fa rima con ricorso, e l’attesa per l’avvio di una nuova tornata concorsuale è equamente distribuita tra gli aspiranti al ruolo messo a bando e gli studi legali. È innegabile che le responsabilità di una siffatta situazione non sempre lasciano indenne l’Amministrazione proponente che, vuoi per i tempi ristretti in cui spesso si trova ad operare vuoi per la leggerezza di alcuni passaggi, a volte fornisce assist al contenzioso difficili da non cogliere.

Anche l’attuale procedura concorsuale per il reclutamento dei Dirigenti scolastici sta subendo lo stesso destino, arricchito da colpi di scena che nel giro di pochi giorni ha portato dal suo annullamento alla sospensiva del provvedimento, con una soluzione transitoria che di fatto non blocca l’iter di completamento della procedura e di assegnazione degli incarichi ai neodirigenti. L’assunzione, però, avverrà con riserva, rimandando la decisione finale al prossimo 17 ottobre, quando l’avvio dell’anno scolastico avrà già visto agire sul campo i neovincitori.

È con attenzione a queste evidenti criticità e con l’intento di restituire credibilità innanzitutto alla scuola e a quanti, a tutti i livelli, vi lavorano con assoluta scrupolosità e professionalità, che si è costituito un “tavolo virtuale” di circa una ventina di persone appartenenti al mondo della scuola e rappresentative di differenti aree geografiche e gruppi professionali, che si sono confrontate su alcuni nodi funzionali alla definizione di un possibile modello per il reclutamento della dirigenza scolastica[1].

Alla ricerca di una proposta ragionevole

Per iniziare sgomberiamo il campo da ogni dubbio: il gruppo, denominatosi Forum reclutamento dirigenti, non ha cercato chi ha ragione. Questo (si spera) lo farà e lo deve fare sempre la Magistratura. Né ha voluto addentrarsi nei meandri delle diverse motivazioni e posizioni, per sostenere gli uni o gli altri nelle reciproche ragioni, per quanto nel Forum ci siano anche partecipanti all’attuale iter di reclutamento. Ha invece cercato una auspicabile ragionevolezza nella definizione di una futura procedura concorsuale che, fatto tesoro delle esperienze pregresse, sappia procedere con maggiori garanzie e certezze. Soprattutto c’è, nonostante tutto, la convinzione che sia ancora (…deve essere così…) possibile garantire ai nostri ragazzi una scuola trasparente e capace di selezionare nel rispetto di professionalità e competenze chi le sappia dirigere al meglio, al netto di quella dose di fortuna e di incognite che non è mai possibile eliminare del tutto.

L’obiettivo vuole essere assolutamente concreto, stimolando la riflessione di chi ha a cuore la qualità del nostro sistema di istruzione e non intende rinunciarvi, con lo scopo di contribuire a definire una proposta credibile e percorribile, magari “a prova di contenzioso”. È per questo che il documento scaturito dal tavolo, oltre ad essere diffuso in rete e attraverso i diversi canali di informazione, è stato presentato alla Segreteria Tecnica del Ministro dell’istruzione, al Capo Dipartimento dell’Istruzione e al Direttore Generale per il personale della scuola, oltre che alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, alle Associazioni professionali dei Dirigenti Scolastici e dei Docenti ed alle principali Organizzazioni sindacali.

In sintesi le proposte del Forum

Il confronto ed il documento che ne ha rappresentato la sintesi si è sviluppato attorno ad alcuni interrogativi finalizzati ad evidenziare le necessità di rinnovamento delle procedure per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Analizziamoli evidenziandone, per necessità di sintesi, le posizioni maggiormente condivise.

Un possibile iter per il reclutamento

L’accesso tramite concorso non è messo in discussione, anzi, il Forum evidenzia la necessità che il reclutamento avvenga all’interno del mondo scolastico con una cadenza temporale preordinata, preferibilmente ogni due anni, e con modalità per lo più costanti nel tempo. Inoltre emerge con chiarezza la necessità di valorizzare gli incarichi ricoperti nel ruolo docente, poiché è unanime l’idea che un buon Dirigente scolastico non possa prescindere dall’appartenenza al mondo della scuola. Per qualcuno potrebbe anche essere discussa l’ipotesi che non si possa tentare il concorso per più di tre volte, e che comunque tra un tentativo ed il successivo intercorra un determinato periodo di tempo.

Stante l’assetto organizzativo del nostro sistema di istruzione, caratterizzato da autonomia e crescenti responsabilità per chi riveste il ruolo dirigenziale, non appare invece percorribile l’eleggibilità del Dirigente scolastico. Le competenze richieste presuppongono sia la cura degli aspetti educativi e relazionali (che l’elezione potrebbe garantire) sia la cura dei sempre maggiori (per non dire eccessivi) aspetti giuridico-amministrativi che richiedono il possesso di competenze specifiche, che rischierebbero di non essere garantite attraverso il solo apprezzamento dei colleghi. Il Forum, d’altro canto, evidenzia la necessità di distribuire alcune responsabilità intermedie, magari prevedendo una possibile progressione di carriera per il personale docente che, ad oggi, manca del tutto e che poi, nelle procedure di reclutamento dei Dirigenti scolastici, potrebbe essere fatta valere.

Quali prove per reclutare i nuovi Dirigenti scolastici

Appare condivisa l’idea che sia necessario accertare le caratteristiche culturali dei candidati, ma soprattutto le potenzialità professionali tipiche della funzione per la quale si concorre. A tale proposito potrebbe risultare valido un tirocinio sul campo, guidato e assistito. Unanime l’ipotesi di attribuire un peso maggiore nel punteggio alle esperienze professionali maturate a scuola, ma per molti queste non devono diventare uno sbarramento per l’accesso al concorso.

Resta la difficoltà di una qualsiasi procedura concorsuale nel caso di un numero eccessivo di aspiranti al ruolo. In tale caso sarebbe necessaria la strutturazione di una prova iniziale preselettiva. Si ritiene, però, necessario delimitare le tematiche a quelle giuridiche, organizzative e professionali, eliminando quelle che richiedono inutili meccanismi mnemonici. È per quest’ultimo motivo che la maggioranza dei partecipanti al Forum non riterrebbe utile pubblicare in anticipo la banca dati dei test.

Oltre a quanto già evidenziato per ridurre il numero di candidati alle singole tornate concorsuali, qualora questi si mantenessero elevati sarebbe utile valutare i curriculum e anche proporre prove selettive di tipo culturale con successiva definizione di una graduatoria unica nazionale. Appare un valido esempio il modello di reclutamento adottato in Trentino, con una prima valutazione dei titoli ed una successiva procedura selettiva basata su testing che non abbiano, però, il carattere meramente mnemonico. A questa fase sarebbe utile affiancare l’elaborazione di un portfolio professionale oltre che un colloquio-intervista.

Ha ancora senso parlare di dirigenza “scolastica”?

Le numerose responsabilità in ambito amministrativo, ma anche giuslavoristico, civile, penale, connesse al ruolo, non possono rischiare di assimilare la dirigenza scolastica a quella amministrativa, stante le specifiche peculiarità in merito agli aspetti relazionali, pedagogici, organizzativi, gestionali della dirigenza delle scuole. La sintesi tra queste due dimensioni si trova nell’amalgamare l’esercizio della leadership educativa con le funzioni organizzative e gestionali del Dirigente.

Il profilo che oggi viene descritto nel comma 78 della Legge n. 107/2015, a sua volta derivante dal D.Lgs. n. 165/2001, è efficace, ma si potrebbe guardare anche al comma 93 della stessa Legge. Il Forum comunque sottolinea la necessità di recuperare tempo e spazio perché il Dirigente torni a presidiare gli ambiti della didattica, magari attraverso la presenza di una rete di figure di collaborazione.

Il problema del peso che un Dirigente scolastico attribuisce agli aspetti educativi e a quelli amministrativi anima da tempo il dibattito tra addetti ai lavoro e non solo. Il Forum si è confrontato su questo passaggio ed ha confermato quanto già evidenziato, ossia la necessità di ridare spazio alla dimensione educativa ed all’organizzazione di aspetti concreti del vivere scolastico, senza lasciare che il Dirigente sia fagocitato nelle questioni amministrativo giuridico di tipo astratto. Perché questo accada, però, si ritiene indispensabile rivedere la composizione delle commissioni per il reclutamento, evitando la presenza di figure professionali avulse dal mondo della scuola e che quindi, per evidenti motivi, rischiano a monte di definire un profilo privo della specificità educativa. Da tutti viene evidenziata l’esigenza di prevedere un ruolo centrale, di coordinamento del processo di reclutamento in capo ai Dirigenti tecnici.

Le possibili tipologie di prove

Più che concentrare l’attenzione sulla struttura e sulla tipologia dei quesiti proposti nella procedura concorsuale in corso, si è evidenziata la necessità che i candidati abbiano un maggiore tempo a disposizione, che consenta loro approfondimenti mirati. Una delle ipotesi avanzate è che si possa partire da una situazione complessa che ordinariamente il Dirigente si trova ad affrontare, chiedendo a chi concorre di mettersi alla prova per trovare una soluzione percorribile nella realtà. Unanime, invece, è la considerazione dell’eccessivo peso assegnato alla prova di lingua straniera. L’assunto da cui si è partiti è che occorrerebbe piuttosto valutare l’e-leadership, attestando le competenze nelle lingue straniere attraverso la presentazione delle certificazioni linguistiche.

Il Forum si è confrontato anche sulla tipologia della prova orale. Tutti i partecipanti alla discussione hanno evidenziato che la qualità del reclutamento di figure professionali con un alto profilo di competenze non è garantito dall’estrazione di una singola domanda, a volte centrata su aspetti nozionistici che non hanno una reale ricaduta sull’azione dirigenziale. Una proposta interessante è il raggruppamento dei quesiti in tre grandi aree (aspetti organizzativi, aspetti amministrativi, aspetti pedagogici), da sondare con tre diverse domande in sede d’esame. In questo modo il candidato potrebbe più agevolmente dimostrare la propria capacità di visione d’insieme e di sapere operare scelte strategiche non avulse dal contesto di riferimento. Avanza anche l’idea di affidare a livello centrale o l’elaborazione delle domande o almeno la loro validazione, in modo da evitare eccessive difformità tra le commissioni e pari opportunità ai candidati.

Potrebbe inoltre prevedersi un periodo di tirocinio o stage di cui la prova orale sia la fase conclusiva.

Procedura centrale o regionale

La procedura delle correzioni randomizzate adottate nell’ultimo concorso sembra essere stata apprezzata, pur riconoscendo la difficoltà di sedi logistiche così disparate. Questa soluzione, comunque, sembra avere garantito trasparenza e imparzialità. Un’altra ipotesi interessante scaturita dal Forum è la costituzione di un gruppo di esperti per il reclutamento inseriti in uno specifico albo professionale, una sorta di board inteso come comitato scientifico permanente a cui venga affidata, tra gli altri aspetti, la definizione dei Quadri di riferimento.

La procedura unica a livello nazionale appare la più condivisa, ma da sola comunque non potrebbe garantire equità e trasparenza. Tutti gli aspetti affrontati, infatti, sono strettamente correlati tra loro, divenendo l’uno garanzia per l’altro. In particolare la professionalità delle commissioni necessita di strumenti operativi unici che evitino, soprattutto per i parametri valutativi adottati, una eccessiva ed irragionevole differenziazione di risultati. È stato anche evidenziato che le commissioni dovrebbero essere formate solo da figure professionali del mondo della scuola.

La formazione sul campo ed il tirocinio

La formazione in servizio nella modalità di tirocinio formativo svolto affiancando Dirigenti scolastici con funzioni di mentor potrebbe per alcuni essere una fase conclusiva del percorso di reclutamento. Questa ipotesi, ritenuta fortemente professionalizzante, potrebbe essere mantenuta nel primo periodo dell’effettiva entrata in servizio, come una forma di tutoraggio da parte di colleghi esperti. Questo consentirebbe di essere accompagnati rispetto al personale bagaglio di esperienze ed al proprio profilo culturale e anche di prestare maggiore attenzione alle variabili del contesto in cui si è stati inseriti.

Un tavolo di confronto sempre aperto

Sin qui la sintesi di quanto emerso dal Forum, ma il tavolo, come spazio di confronto, resta aperto. Le questioni sono molteplici, ma tutte puntuali e concrete, in modo da orientare il dialogo verso una possibile proposta che possa contribuire a definire una strada percorribile, senza troppi ostacoli, o almeno in grado di evitare le buche più evidenti in cui, invece, sembra irrimediabile continuare a cadere…chi volesse partecipare al dibattito è sempre il benvenuto: un posto in più si aggiunge sempre!

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[1] Il Forum reclutamento dirigenti è stato coordinato da Giancarlo Cerini che ha tradotto quanto emerso dal confronto in un documento pubblico, sintesi dei contributi dello stesso coordinatore e di Beatrice Aimi, Lisetta Bidoni, Franco De Anna, Vanna D’Onghia, Paolo Fasce, Antonio Giacobbi, Rosalba Marchisciana, Emanuela Marguccio, Elisabetta Nanni, Mauro Piras, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Stefano Stefanel, Antonio Valentino, Maria Rosaria Villani, Lorella Zauli.