Filiera formativa tecnologica-professionale

Una partenza con il piede giusto

In molti interventi pubblici, il Ministro Valditara aveva manifestato la volontà di mettere mano ad una riforma dell’istruzione tecnica e professionale. Il mismatch ormai insostenibile tra l’evoluzione del lavoro e le risposte che la scuola è in grado di preordinare, ha creato la necessità di rivedere i percorsi, le figure e le priorità, atteso che accanto alle esigenze educative, culturali e professionali delle giovani generazioni ci sono nuove e complesse esigenze espresse dal settore produttivo nell’intera nazione.

È del 18 settembre la notizia che è stato approvato in Consiglio dei Ministri lo schema di disegno di legge di istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale. Il provvedimento permetterà di attivare percorsi sperimentali quadriennali di istruzione negli istituti di secondo grado con un’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale.

Creazione di un’unica offerta di istruzione e formazione

Una risposta concreta ai nostri bisogni verrà, quindi, da questa sperimentazione che permetterà di creare una nuova filiera, a decorrere dall’anno scolastico 2024-2025, della durata quadriennale, costituita da:

  • percorsi sperimentali del secondo ciclo di istruzione;
  • percorsi formativi degli ITS Academy;
  • percorsi di istruzione e formazione professionale;
  • percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore.

A questa nuova filiera potranno aderire le regioni in ossequio alle competenze costituzionali loro riconosciute in ordine alla formazione ed all’istruzione professionale, secondo le disposizioni del D.lgs. 31 marzo 1998 n. 112 riguardo all’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale.

La sperimentazione sembra permettere di partire con il “piede giusto”: i percorsi non vengono riformati sulla base di percezioni o di presunte esigenze di cambiamento, ma facendo riferimento ad esperienze che provengono direttamente dalla scuola e dal mondo produttivo. È una risposta alle urgenze, da più parti segnalate, che consente al “Sistema Italia” di continuare ad essere un motore di crescita, proprio attraverso la costruzione di buone sinergie tra la formazione, l’economia e il mondo del lavoro: è questo che connota il nostro “Made in Italy”.

Reti “Campus”: una novità assoluta

Le Regioni e gli Uffici scolastici regionali possono stipulare accordi anche insieme agli ITS Academy, alle Università e alle istituzioni AFAM per integrare e ampliare l’offerta formativa. Gli accordi tra i vari enti citati possono andare oltre prevedendo delle reti, denominate “Campus”, che accolgono, oltre alle Università, le AFAM e gli ITS Academy, anche gli enti che erogano percorsi IeFP, le scuole interessate alla sperimentazione dei percorsi quadriennali e pure altre scuole del secondo grado di istruzione.

Il 30% delle scuole a livello nazionale può far parte di questi accordi di rete, con la finalità di condividere modelli e prassi nella fase sperimentale della riforma. Tali accordi potranno prevedere l’integrazione dell’offerta formativa anche in raccordo con i campus multiregionali e multisettoriali, così come è previsto dall’articolo 10, comma 2, lettera f), della legge 15 luglio 2022, n. 99[1].

Semplificazioni per l’accesso all’ITS e agli Esami di Stato

Nella proposta normativa vengono introdotti alcuni cambiamenti nel sistema di passaggi dalla formazione professionale alla istruzione professionale, con interessanti novità che vanno ad integrare un panorama già abbastanza vasto.

  • La prima: gli studenti che abbiano concluso i percorsi di durata almeno quadriennale, conseguendo il titolo di diploma professionale, potranno accedere ai percorsi formativi dell’ITS Academy qualora le strutture di formazione regionale che erogano i corsi quadriennali abbiano aderito alla filiera formativa tecnico professionale oppure mediante la validazione del loro percorso basata sugli esiti delle rilevazioni INVALSI.
  • La seconda: gli studenti che abbiano concluso i percorsi di durata almeno quadriennale, conseguendo il titolo di diploma professionale, potranno accedere all’esame di Stato dell’Istruzione professionale senza sostenere la sessione preliminare.

Caratteristiche dei percorsi sperimentali

Il Disegno di legge prevede che le modalità di svolgimento dei percorsi sperimentali debbano essere connotate da alcuni requisiti irrinunciabili.

  • I percorsi devono avere una struttura quadriennale.
  • L’offerta formativa deve tener conto dei rispettivi spazi di flessibilità dei soggetti della filiera.
  • Va posta attenzione ai sistemi di passaggi dalla formazione professionale alla istruzione professionale.
  • Va privilegiata la didattica laboratoriale, anche attraverso l’utilizzo delle risorse disponibili in rete (professionali, logistiche, strumentali).
  • Devono essere stipulati contratti di prestazione d’opera professionale per le attività di insegnamento da parte di soggetti del mondo del lavoro e delle professioni.
  • Vanno certificate le competenze trasversali tecniche per permettono di orientare gli studenti nei percorsi sperimentali ed avvicinarli al mondo lavorativo.

Inoltre, ogni sperimentazione dovrà prevedere altre caratteristiche di non secondaria importanza. Ad esempio:

  • vanno annoverate le attività formative erogate in lingua veicolare mediante metodologia CLIL, anche con attività di conversazione e con compresenze di esperti in lingua durante le attività di indirizzo;
  • vanno promossi accordi di partenariato per la co-progettazione di percorsi PCTO e per la stipula di accordi di apprendistato;
  • vanno valorizzate le opere di ingegno prodotte durante l’attività dei percorsi formativi della filiera formativa tecnologico-professionale.

Condizioni per partecipare alle reti

Costruire reti per l’attuazione della filiera formativa tecnologica professionale non sarà sicuramente una impresa facile, ma non ci possiamo permettere il lusso di sbagliare: la posta in gioco è davvero altissima. Quando parliamo del “Sistema Italia” facciamo riferimento alla seconda nazione manifatturiera d’Europa. Questa posizione è consolidata da decenni, nonostante le criticità che hanno determinato il bisogno di agire da parte del Ministero.

Per tale motivo, sarà di aiuto il decreto che dovrà definire puntualmente:

  • le modalità di adesione alle reti della filiera;
  • le relative condizioni di avvio;
  • le modalità di integrazione e di ampliamento dell’offerta formativa che dipendono dalla struttura dei partenariati;
  • le relative attività di monitoraggio e valutazione.

Sarà, inoltre, delineata la modalità di individuazione del numero massimo di istituzioni formative statali e regionali, rispetto a quelle attive sul territorio regionale, coinvolte nella sperimentazione.

Struttura tecnica per la promozione della filiera

Le attività di supervisione e di coordinamento sono indispensabili in tutte le fasi della sperimentazione. Per questo, presso il Ministero sarà attiva una struttura tecnica di missione presieduta e coordinata da un Direttore generale che dovrà:

  • promuovere le sinergie tra la filiera e il settore imprenditoriale, industriale e scientifico-tecnologico;
  • migliorare e ampliare la progettazione, nel rispetto dell’autonomia scolastica, di percorsi didattici finalizzati alla formazione delle professionalità innovative necessarie allo sviluppo del Paese.

La struttura dovrà, inoltre, curare la valorizzazione delle opere dell’ingegno, il trasferimento tecnologico verso le imprese, l’orientamento professionale, i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO), e dovrà agevolare l’accesso al mondo del lavoro.

La scelta del Direttore generale avverrà con le modalità di cui all’art. 19 comma 5 bis e comma 6 del D.lgs. 165/2001. Saranno impegnate varie professionalità: un dirigente di livello non generale e otto unità di personale esperto individuato sempre ai sensi del D.lgs. 165/2001 (art. 7, c. 6).

Per la struttura tecnica sono stati stanziati fondi appositi che ammontano a 815.000 euro di cui al massimo 400.000 potranno essere utilizzati per i compensi degli otto esperti individuati.

Le parole dei decisori politici e la speranza di tutti

Il Governo, attraverso le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri, mette in evidenza che si tratta di una riforma «molto attesa dalla scuola italiana, dall’opinione pubblica e dalle forze produttive, che rende competitiva la filiera della istruzione tecnica e professionale trasformandola in un percorso formativo di serie A e collegandola con il mondo del lavoro e dell’impresa”. Ciò permetterà di offrire “importanti opportunità lavorative ai nostri giovani” al fine di rendere “più competitivo il nostro sistema produttivo”.

Non siamo noi, in alcun modo, gli interpreti delle parole del massimo esponente governativo italiano, pur tuttavia non possiamo non sperare che la riforma, una volta posta in essere, sia davvero la soluzione alla tormentata storia del sistema tecnico-professionale italiano, fagocitato in molte zone dal sistema liceale e incapace, fino ad oggi, di rispondere pienamente alle istanze del territorio e del sistema produttivo, economico e sociale.

La speranza è che negli ambienti di produzione manifatturiera oppure di produzione di servizi e beni di alta tecnologia e qualità, soprattutto quelli di eccellenza, vengano superati gli atteggiamenti di sospetto e di inadeguatezza della scuola rispetto ai bisogni imprenditoriali.

Analogamente si spera che molte “riserve ideologiche” che stigmatizzano la finalizzazione dei percorsi formativi verso il lavoro siano definitivamente superate.

E le risorse?

Tuttavia, dopo aver esaminato e anche apprezzato la proposta, non possiamo ignorare un passaggio nel testo dello schema del Disegno di legge, approvato in Consiglio dei Ministri, sperando che si tratti solo di un refuso: “All’attuazione delle disposizioni del presente articolo (art. 1, ndr) si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».


[1] LEGGE 15 luglio 2022, n. 99 Istituzione del Sistema terziario di istruzione tecnologica superiore. (22G00108) (GU Serie Generale n.173 del 26-07-2022).