Un’analisi controluce del (terzo) DPCM Quali sono le questioni sul tavolo, per gestire le attività didattiche in tempi di pandemia, quali i modelli e le procedure che possano rappresentare la vera riorganizzazione di una scuola fondata sull’idea di Calamandrei: scuola come « organo costituzionale », il cui corollario è la necessità di un impegno pubblico nell’aprire e tenere scuole aperte

Nelle ultime due settimane abbiamo assistito ad un movimentato dibattito, sulla scuola e sulle sue modalità di funzionamento in tempo di pandemia, che ha prodotto serie conseguenze sul piano della vita di ogni giorno delle scuole, con provvedimenti che, a partire dalla Campania, hanno gradualmente interessato le scuole di intere regioni italiane, tutte in forte difficoltà dopo l’aumento incontrollato dei

Interrogativi e inquietudini sulla pandemia Ritorno a scuola difficile e complesso, quest’anno; metro, mascherine e mani pulite basteranno per ridurre i rischi da contagio, oppure le perplessità di molti saranno confermate da un aumento dei contagi, coincidente con l’inizio contrastato delle attività didattiche in presenza? Quali saranno i comportamenti premianti? L’indugio sistematico oppure la convinta applicazione delle norme sanitarie e

Nella mattinata del 6 agosto 2020 il Ministero dell’Istruzione ed i sindacati rappresentativi del comparto scuola hanno sottoscritto il “Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID 19”. Nel segno della condivisione per la scuola che deve riprendere a funzionare in tutta Italia Il documento, apparentemente molto corposo

Lunga attesa con qualche delusione L’attesa del” Piano scuola” pubblicato il 26 giugno scorso, tra le preoccupazioni per il ritardo dell’uscita ufficiale del provvedimento ed il diffuso dissenso sui contenuti delle varie bozze, largamente circolate nei giorni precedenti, non ha portato le significative e definitive indicazioni che molti si aspettavano per gestire la fase più delicata, quella del rientro a

Il docente di sostegno: una figura “chiave” Il docente specializzato per le attività di sostegno didattico è una figura strategica nella promozione del processo d’inclusione scolastica ed, a tal fine, le competenze previste dal suo profilo professionale lo pongono come interlocutore chiave, sia per quanto riguarda l’area della corresponsabilità educativa sia per quella della condivisione metodologico- didattica, in modo da

La scuola al centro? Anche la neo ministra Azzolina, al termine della prima settimana di febbraio 2020, ha emanato il proprio atto di indirizzo per l’anno 2020. Il documento ha lo scopo di definire gli obiettivi che l’Amministrazione centrale dovrà conseguire nel corso dell’anno, “avendo a cuore l’unica finalità di riportare gli studenti e il loro futuro al centro del

I dati sconcertanti delle iscrizioni 2020-21 Secondo i dati elaborati dal Ministero dell’Istruzione, i Licei si confermano in testa alle preferenze nelle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Il 56,3% delle domande presentate per le classi prime della Secondaria di II grado ha riguardato, infatti, un indirizzo liceale. Un dato in crescita rispetto al 55,4% dell’anno scorso. Gli Istituti tecnici

Rinnovare l’istruzione professionale Sono state recentemente pubblicate le “Linee guida per favorire e sostenere l’adozione del nuovo assetto didattico e organizzativo dei percorsi di istruzione professionale.” La pubblicazione del documento era prevista, dal Decreto 92/2018, per dotare le scuole di uno strumento, nel contempo agile ed operativo, rivolto ai docenti, al personale ATA, ai dirigenti scolastici ed ai rappresentanti degli

Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) Nella seduta del 28 agosto 2019, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, su richiesta del competente Ministero, aveva rilasciato un parere, sostanzialmente critico e non molto positivo, sulle Linee guida PCTO approntate dal MIUR in seguito alla riforma apportata dalla Legge 145/2018 (Legge di bilancio 2019) all’Alternanza scuola lavoro. Una riforma interpretata