Tecnologie

La presenza delle nuove tecnologie digitali nella scuola continua ad alimentare un acceso dibattito tra favorevoli e contrari. Spesso le posizioni vengono fraintese, come se l’utilizzo dei dispositivi mobili a scuola (BYOD) significasse uso compulsivo e disordinato del cellulare in ogni momento della giornata. È invece auspicabile affidare agli adulti un compito di mediazione e di regia, per un uso didattico dello smartphone (Baldascino, 124).

Un orientamento positivo è stato manifestato anche dal Parlamento italiano che si è espresso a favore della diffusione del coding (pensiero computazionale) a partire dalla scuola dell’infanzia e dal primo ciclo (Fini, 131). Si è così riaperto il dibattito sulla collocazione del digitale nel curricolo di base (disciplina a se stante o competenza trasversale?), sull’attualità del documento del MIUR “Curriculum di educazione civica digitale” (2018), sugli apporti della versione europea aggiornata del DGComp.

Resta la preoccupazione per i frequenti episodi di cyberbullismo che sono stati oggetto di interventi legislativi (Legge 71/2017), che hanno poi dato luogo a numerose iniziative del MIUR, come l’attivazione di una apposita figura di referente di scuola (Fasulo, 131). La formazione in servizio, il supporto alla scuola, la promozione di metodologie innovative per un uso intelligente del digitale sono gli ambiziosi obiettivi che il MIUR intende attribuire al distacco di una apposita task force di formatori, da utilizzare nel territorio (Fini, 146). In questo modo si dovrebbero anche rilanciare le azioni del PNSD (Piano nazionale scuola digitale).