Dal confronto dei traguardi al giudizio: chi fa cosa e con quali strumenti

Si parte davvero con due obiettivi La fase triennale di ricerca e sperimentazione di buone pratiche didattiche per l’insegnamento trasversale di Educazione Civica[1] (EC) chiede agli insegnanti di lavorare su due obiettivi: – integrare il curricolo disciplinare con i traguardi di competenza specifici di EC; – integrare i criteri di valutazione con specifici indicatori riferiti a EC. In vista dei

L’avvio dell’educazione civica L’ educazione civica dal 1 settembre 2020 è divenuta materia obbligatoria di studi – con un voto ed almeno 33 ore annue – in tutti i gradi dell’istruzione, a cominciare dalla scuola d’infanzia, assumendo la valenza di fonte valoriale trasversale, da relazionare con le altre discipline, per favorire l’interconnessione dei saperi richiesta dall’unitarietà tipica dei processi di

Perché partire dalla Carta Costituzionale L’incipit delle Linee Guida (DM 35/2020) per l’insegnamento dell’educazione civica sostiene: “La Legge (legge n.92/2019), ponendo a fondamento dell’educazione civica la conoscenza della Costituzione Italiana, la riconosce non solo come norma cardine del nostro ordinamento, ma anche come criterio per identificare diritti, doveri, compiti, comportamenti personali e istituzionali, finalizzati a promuovere il pieno sviluppo della

Al via le attività formative È stata trasmessa dal Capo Dipartimento dr. Marco Bruschi a tutti i Direttori Generali e ai dirigenti titolari degli UUSSRR, ai dirigenti scolastici delle scuole polo la nota n° 19479 del 16 luglio 2020 – sempre a firma del Capo Dipartimento – dell’Uff.VI della Direzione Generale per il Personale Scolastico diretto dall’ing. Davide D’Amico avente

Legge 92 del 2019: sùbito, polemiche anche sulle date La legge del 2019 sulla “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” fu accompagnata sùbito da polemiche non solo sui contenuti, ma già sulle date: erano passate alcune settimane dalla approvazione in Parlamento alla pubblicazione (il 20 agosto) sulla Gazzetta Ufficiale, e ciò determinava una entrata in vigore posteriore all’inizio dell’anno scolastico 2019-2020, e

Un eterno ritorno Nulla è più nuovo dell’antico. Lo dimostra la storia dell’insegnamento di Educazione civica, in un intreccio, di non breve periodo, tra slanci in avanti e passi indietro, non senza inerzie, sottovalutazioni, ritardi, dispiegati nell’arco d’una sessantina d’anni, dal 13 giugno 1958 – vedremo meglio perché – al 20 agosto 2019, quando il Parlamento ha approvato la legge

L’approvazione della legge 92 del 20 agosto 2019 sull’introduzione dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado ha impresso una accelerazione all’intera questione, nonostante le turbolenze della vita politica ferragostana. Anzi, si è temuto che l’accelerazione potesse portare ad improvvisare in pochi giorni (a far tempo dall’a.s. 2019-20) una novità ordinamentale così complessa, ma anche controversa. Poi ha prevalso

Una proposta di lavoro. La cornice antropologico-storico-culturale La Legge 20 agosto 2019, n.92 sull’Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’Educazione Civica (GU n.195 del 21-8-2019) [1] fa il suo esordio in una cornice antropologico-storico-culturale che merita alcune brevi riflessioni. L’Individuo: un account. L’Altro: un follower. L’incontro: una chat. Il pensiero: post, hashtag, like, emoticon. La relazione: gli acronimi LOL (laughing = ridendo, out loud = sonoramente), IMHO (in = secondo, my = la mia, honest = onesta, humble = umile, opinion =

Contaminazioni e nuove traiettorie L’approccio formativo sviluppato in un precedente contributo (Scuola 7, n. 160/2019), finalizzato ad una rivisitazione dell’insegnamento dell’Educazione civica nell’ottica dell’educazione permanente, induce a prefigurare un “diverso” paradigma di riferimento, con i seguenti, possibili tratti distintivi: considerare l’educazione civica non secondo i canoni di una tradizionale disciplina, che comporta essenzialmente per l’alunno studio e “restituzione” e per il docente l’impegno

Interrogativi preliminari Può l’insegnamento dell’educazione civica abbandonare la dimensione dello “scolasticamente corretto”(anche a livello normativo) che oscilla tra enciclopedismi di maniera e generose aspirazioni per società tolleranti, eque, solidali? Ed è la scuola l’unico luogo depositario/garante delle categorie valoriali da trasmettere ai nostri ragazzi? Interrogativi a cui è difficile dare risposte, in un contesto caratterizzato da fenomeni sociali complessi e frammentati[1]. In