Gestione

L’accesso alle risorse finanziarie rappresenta un problema che può limitare la progettualità delle scuole e la possibilità di predisporre una qualificata offerta formativa. È evidente che le risorse fondamentali su cui un PTOF può contare si riferiscono al personale della scuola, che sappiamo essere condizionato da precisi parametri e vincoli di spesa. È dunque da salutare con favore la recente misura contenuta nel bilancio dello Stato per il 2018 – legge 27-12-2017, n. 205 – dell’istituzione di un fondo per “stabilizzare” gli organici di fatto in organici di diritto.

Comunque la gestione degli organici, in una ottica funzionale e integrata (di organico base, potenziamento, sostegno), entra a ben diritto nella configurazione del Piano dell’offerta formativa e degli stessi Piani di miglioramento (PdM), anche se la effettiva disponibilità ed utilizzabilità del personale è legata a molti fattori (legislativi, contrattuali, sindacali, mobilità, ecc.) non sempre facili da decifrare. I monitoraggi dei PdM compiuti da Indire rivelano una certa difficoltà ad un impiego più flessibile delle risorse umane ed una notevole rigidità dei modelli organizzativi (v. http://www.indire.it/progetto/supportomiglioramento/).

Sul fronte delle risorse finanziarie, al di là dei flussi ordinari garantiti dallo Stato, si fa apprezzare la possibilità di accedere a risorse aggiuntive, come quelle dovute alla legge 440/1997 che ogni anno finanzia la progettualità della scuola collegata all’autonomia. In verità questa finalità si è venuta annacquando nel corso degli anni, ed oggi sono molteplici le esigenze (curricolari, integrative, aggiuntive, extrascolastiche, ecc.) cui il fondo cerca di far fronte. Basta una sommaria analisi del DM 851 del 27-10-2017, che ripartisce i finanziamenti disponibili sull’esercizio 2017, per scorgere ben quaranta (40!) ipotesi diverse cui le scuole possono accedere (cfr. Cerini, 71).

Comunque alcune linee di tendenza si possono cogliere, e vengono ricordate in diversi documenti di riferimento predisposti dal Miur (ad es. la nota 1830 del 6-10-2017), tesi a costruire un quadro coerente (e non puramente aggiuntivo) dei molteplici stimoli che oggi pervadono l’ordinamento scolastico, investito dalle novità introdotte dalla legge 107/2015 (nata anche per portare a compimento l’autonomia scolastica) e dai suoi otto decreti applicativi (cfr. Una bussola per le deleghe, Tecnodid, Napoli, 2017). La progettualità si sta certamente arricchendo, ma non è sempre facile “leggere” i documenti programmatici delle scuole: è preannunciato un qualche strumento digitale per rendere possibile una migliore fruizione/comparazione dei PTOF delle scuole (cfr. Brescianini, 61).

Infine è utile ricordare l’importante contributo che i fondi europei apportano alle risorse delle scuole, e quelli variamenti dipendenti dal Miur: fondi per le aree a rischio (cfr. Brescianini, 64), fondo per il merito, ecc.