Partono gli incontri territoriali per la consultazione delle linee pedagogiche

Lo scorso 15 aprile, con una nota mirata (n. 8249) il Ministero dell’Istruzione (Ufficio II della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici) ha formulato una serie di suggerimenti e ha fornito materiali di supporto per l’organizzazione degli incontri territoriali, finalizzati alla consultazione pubblica sulle Linee Pedagogiche 0-6. Una Nota per gli Uffici Scolatici Regionali La nota suddetta è stata indirizzata

La campagna nazionale di consultazione ai nastri di partenza

Lo scorso 31 marzo, con un evento organizzato dal Ministero dell’Istruzione in diretta su YouTube, sono state presentate ufficialmente le Linee Pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”, a cui sono già state dedicate precedenti riflessioni[1]. Un evento lancio per una “ballata popolare” A partire dall’evento lancio[2], il “documento base” elaborato dalla Commissione Nazionale per il Sistema integrato di educazione e

La bozza sottoposta a consultazione pubblica

La riflessione pedagogica sul significato e sull’importanza dell’infanzia si è modificata nel tempo, determinando un corrispondente ripensamento riguardo alle dimensioni di cura e di educazione infantile. Volendo sintetizzare al massimo questa considerazione, possiamo dire che si è passati dal considerare il bambino come un adulto in miniatura (adulto nano, lo definiva Wolff), già strutturato rispetto a caratteristiche determinate da fattori

Elaborato il nuovo documento

Un documento di base che sorregge il sistema Mentre nei mesi scorsi il sistema 0-6 era impegnato a salvaguardare il suo patrimonio di scuola, i servizi, le professionalità e soprattutto i suoi intenti (garanzie per i bambini), la Commissione infanzia, costituita ai sensi del D.lgs 65/2017, ha iniziato a elaborare le Linee guida pedagogiche per dare forma al nuovo sistema

Stato di attuazione del Dlgs 65/2017 e del Piano nazionale di sviluppo del sistema0-6 In un precedente intervento (marzo 2019) avevamo dato conto dell’andamento dei finanziamenti previsti attraverso canali vari e diversi canali per lo sviluppo del Piano nazionale del sistema 0-6. Può essere utile proporre un aggiornamento di quel quadro alla data di oggi alla luce di quanto è

A come Asili Nido Il sistema integrato zerosei (D.lgs. 65/2017) comprende asili nido e scuole dell’infanzia, frequentati da bambini di età diversa, con esigenze e bisogni diversi. Certamente nell’asilo nido la “corporeità” dei bambini è il canale fondamentale attraverso cui “passano” l’apprendimento e il progressivo consolidamento dell’autonomia personale. Non è un caso che i documenti europei sulla qualità dei servizi

1. Adozione del decreto di riparto del Fondo zero – sei. La tempistica e la distribuzione delle risorse È stato adottato dalla Ministra dell’istruzione il decreto n. 53 del 30.6.2020 inerente il riparto del Fondo zerosei istituito dall’articolo 13 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65. Per l’anno 2020 agli ordinari 249 milioni si sono aggiunti, per effetto delle

Si è parlato molto negli ultimi mesi del 2019 di asili nido per bambini fino a tre anni di età. Molte forze politiche (appartenenti a tutti gli schieramenti …) hanno lanciato parole d’ordine su “nidi gratuiti” per tutti e comunque preannunciato forti investimenti nel settore dell’infanzia. La stessa legge di bilancio per il 2020, che ha richiesto diversi mesi di

Emergenza prima infanzia Si sta parlando molto in questi giorni di asili nido, cioè dei servizi educativi che accolgono i bambini prima dei tre anni. Dopo, si sa, interviene la scuola dell’infanzia che ospita oltre il 95% dei bambini in età 3-5 anni (uno dei dati più alti d’Europa). Per i nidi, invece, siamo in forte ritardo, nonostante l’incremento degli

L’attuazione del D.lgs. 65/2017, istitutivo del sistema educativo integrato “zerosei”, resta uno dei passaggi obbligati delle politiche educative per il nostro Paese. C’è da colmare il forte divario con il resto dell’Europa, soprattutto per quanto riguarda il segmento 0-3 anni, che ci vede ancora molto indietro rispetto ai nostri partner europei. Ce lo ricorda anche l’ultimo Rapporto Eurydice sull’infanzia (Seccia,