Le contraddizioni da superare

L’Esame di Stato si svolge al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, è considerato un traguardo importante che porta a sintesi il percorso scolastico che lo studente compie a partire dal suo primo giorno di scuola. È finalizzato, dunque, a valutare le competenze acquisite e la congruità con quelle che servono allo studente che intende prosegue gli

Come rimodulare il percorso scolastico

Abbreviare di un anno il percorso di studi si può. Da molto tempo se ne parla e molte sono state le diverse proposte, che hanno coinvolto un po’ tutti i gradi scolastici, basate però su motivazioni e presupposti diversi. La cosa migliore sarebbe quella di rimettere mano all’intero ciclo formativo. Ma questo finora non ha trovato nessuna sponda politica e

Fare sintesi di tutti gli stimoli ricevuti

L’attenzione riservata agli esami di fine secondo ciclo dalla maggior parte dei governi ne evidenzia il ruolo di “indicatore” di una visione di scuola e del suo rapporto con la società. Vale ancor più, oggi, all’interno di una visione di apprendimento permanente. Esami di Stato o esami di Maturità? Gli esami, infatti, sono stati definiti alternativamente di Stato, se a

La strategia più efficace per aiutare gli studenti a pensare e a scegliere

Erano i tempi della Commissione “Brocca”, dal nome di un sottosegretario alla Pubblica Istruzione che negli anni Ottanta del secolo scorso tentò una riscrittura dei programmi delle scuole superiori, nei quali si voleva introdurre l’insegnamento della filosofia negli istituti tecnici e professionali. Una “filosofia per tutti” che poteva trattare questioni di argomentazione in termini di valore, giustizia, a partire dai

Gli impegni nel PNRR e le responsabilità istituzionali

Nel presentare il pacchetto di risorse europee che il governo ha deciso di destinare alla scuola e alla ricerca con il Recovery, non poteva mancare una particolare attenzione al problema dei docenti, al rafforzamento delle loro competenze ed al reclutamento. Il Ministro Bianchi pone costantemente all’attenzione che gli alunni nati nel 2000 sono più capaci di usare le tecnologie dei

Nuove indicazioni e vecchie criticità

C’è un piano ministeriale, tra medicina e didattica, per l’inizio del nuovo anno scolastico, ci sono indicazioni organizzative e di comportamento per limitare i contagi e migliorare l’insegnamento. In linea con analogo documento emanato dal precedente governo si evidenzia che le numerose criticità riscontrate nel passato sono state riprese ma non risolte e si rischia che si ripristino più o

È un biglietto da visita per il futuro?

L’esame al termine della scuola superiore è sicuramente il dispositivo più manipolato dalla politica in questo Paese. Tutti i governi che si sono succeduti hanno cercato di lasciare un segno in quella che forse è la riforma di maggiore impatto sulla società. Già dalla denominazione traspare la concezione che si ha della scuola stessa, se essa cioè deve preoccuparsi del

Tra attese e prospettive

Due grandi “patti” tra politica e forze sociali hanno coinvolto il sistema formativo del nostro Paese, a supporto di cambiamenti intervenuti tra lo sviluppo tecnologico e l’innovazione delle aziende; alla fine del secolo scorso si è imposta una svolta nel miglioramento della qualità del lavoro e della conseguente preparazione dei giovani. Dall’offerta integrata alla concertazione Il patto sottoscritto dal Governo

Tante idee da portare a buon fine

Non si può dire che la scuola non abbia trovato spazio nel PNRR presentato alla Commissione Europea per ottenere il tanto promesso maxi-finanziamento. E va riconosciuto al governo Draghi un’apprezzabile sensibilità verso i problemi dell’istruzione dei giovani, a cominciare dalla nomina di Patrizio Bianchi al vertice di viale Trastevere. Il neoministro infatti è portatore di una seria riflessione sui vari

Uno sguardo oltre la pandemia

A partire dal suo insediamento il nuovo governo sembra voler lanciare uno sguardo “lungo” sulla scuola, sebbene ancora prigioniera del tira e molla sulle chiusure/aperture, dovute alla pandemia. È la prima volta che un Presidente del Consiglio nel suo discorso al Parlamento per la fiducia entra nel merito dei principali problemi del nostro sistema scolastico, accennando a scelte risolutive. Un

Intercultura e ripresa della scuola Niente sarà più come prima, è lo slogan che sostiene il dopo emergenza coronavirus; tra i diversi versanti del cambiamento ci sarà la composizione del tessuto sociale delle nostre comunità, che anche per la perdita di gran parte della generazione che ci ha preceduto si baserà ancora di più su un rimescolamento di provenienze geografiche

Indicazioni per la riapertura ancora generiche Un “popolo” di genitori, studenti e docenti, con politici al seguito, invocano il ritorno in classe e lo fanno senza le contestazioni di cui ha sofferto abbastanza di frequente il nostro sistema formativo. Non si capisce se sia un’adesione alla scuola che c’è e che quindi non si vuole cambiare, o se prevalga il

La classe come paradigma amministrativo All’inizio della scuola elementare c’erano le pluriclassi, soprattutto nelle zone rurali dove per effetto dei fenomeni di inurbamento rimanevano pochi bambini e per garantire loro il diritto alla frequenza scolastica obbligatoria si formavano aggregazioni di età diverse sotto la cura di un unico maestro. L’insegnamento però era riconosciuto efficace solo se impartito in cicli di

La pazza estate del 2019 Avrebbe dovuto essere un governo di legislatura quello giallo-verde e invece in poco più di un anno siamo ad un cambio di scenario e l’unico decreto legge riferito alla scuola non ha fatto in tempo ad essere varato lasciando così al palo l’unica promessa di un certo rilievo: la sistemazione dei precari, che così dovranno

L’autonomia potenziata delle regioni Le “bocce” non sono ancora ferme e l’accordo sul federalismo a geometria variabile (la cosiddetta autonomia “potenziata” richiesta da tre regioni, quali il Veneto, la Lombardia, l’Emilia-Romagna) sembra ancora lontano. Il tema della scuola è proprio uno dei più controversi e oggetto di accesi conflitti. Fino a che punto le singole regioni possono acquisire nuove competenze

Regioni e sistema scolastico: storie di un rapporto difficile La regionalizzazione del sistema scolastico è l’oggetto di una discussione nata a seguito dell’istituzione delle regioni a statuto ordinario, che aveva conferito a queste ultime competenze in materia di diritto allo studio e formazione professionale. Fece la sua comparsa in Parlamento con una proposta di legge approvata in commissione alla Camera,

La geografia dell’integrazione La presenza di alunni provenienti da altri Paesi è ormai un pezzo di storia recente del nostro sistema scolastico. Si tratta di famiglie ricongiunte in Italia dopo che gli adulti erano stati attirati dalle occasioni di lavoro, e stabilitesi soprattutto nelle regioni del nord. Regioni Scuole dell’infanzia Scuole primarie Scuole sec.I grado Scuole sec.II grado N %

Riforme della scuola alla prova del voto Dopo i risultati delle elezioni, la “buona scuola” potrebbe essere superata; le forze politiche uscite vincitrici dal confronto elettorale, infatti, ne hanno chiesto da tempo l’abrogazione e, vista la quantità di provvedimenti ancora da emanare per mettere in pratica gli otto decreti applicativi della legge 107/2015, sarà difficile metterla a regime in tutte