Scuola7

la settimana scolastica


24 ottobre 2016, n. 16


In questo numero parliamo di:

Cyberbullismo: dieci azioni concrete (cb)

Ho un bullo a scuola, anzi due, forse addirittura tre (gr)

Il bando Curricoli Digitali, per una prototipazione delle migliori metodologie (lb)

Vorrei fare il “Valutatore”!!! (gca)

Le opportunità da cogliere: i finanziamenti PON (sg)

Sì della Camera alla videosorveglianza negli asili

Il boom dell’alternanza scuola-lavoro

Bando per progetti sulla salute e l’educazione alimentare

Pagamento supplenze brevi: in Gazzetta il decreto


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Parliamo diBullismo: che fare?
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Cyberbullismo: dieci azioni concrete

Chiara BRESCIANINI

Il nuovo protocollo d’intesa & altro

Il 17 ottobre 2016 la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e la Ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini hanno pubblicamente sottoscritto a Roma il Protocollo d'Intesa per la diffusione dei contenuti della Dichiarazione dei diritti e doveri in Internet, elaborata dall'apposita Commissione di studio istituita dalla Presidente della Camera nel 2012. Nel corso della presentazione, disponibile in versione integrale, sono state presentate alcune fra le più recenti e significative iniziative messe in campo dai promotori il Protocollo, con conduzione di Luca Pagliai e rappresentazione del monologo di Paola Cortellesi contro il bullismo.

Perché una dichiarazione dei diritti e dei doveri in Internet?

Come spiegato dalla Presidente Boldrini, in un contesto ove la rete costituisce un vero e proprio ambiente di vita per adulti e ragazzi, si è posta la necessità di definire regole di cittadinanza digitale comuni e condivise, per arginare i fenomeni di devianza nell'utilizzo (dal cyberbullying alla ludopatia, all'isolamento sociale, all'adescamento, allo stalking etc..) e per promuovere un corretto uso della rete. La semplice definizione di diritti e doveri non è da considerare in ottica di semplificazione, ma di regolamentazione di un ambiente di vita che, seppur virtuale, incide in modo significativo sulla vita quotidiana dei ragazzi. La Ministra Giannini ha evidenziato come la scuola sia il luogo per guidare i ragazzi alle scelte, nello specifico alla scelta di un buon uso della rete, per "scegliere sempre e comunque".

Dieci azioni concrete per un buon uso di Internet?

Alcuni appuntamenti e riferimenti utili, in una decina di azioni oltre alla sigla del Protocollo:

1) Giornata nazionale contro il bullismo a scuola - 7 febbraio 2017, in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete (Safer Internet Day) indetta dalla Commissione Europea;

2) Formazione degli insegnanti (anche in riferimento al piano triennale per la formazione dei docenti diffuso il 3 ottobre 2016 - riferimento 4.6. Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile);

3) Concorsi per studenti (No hate speech), per far riflettere i ragazzi sui rischi e sui pericoli dell’odio on line e dell’incitamento al risentimento nei confronti dei loro coetanei e compagni, istigazione all’odio on line divenuta una forma diffusa di abuso dei diritti umani;

4) Format RAI "Mai più bullismo" in corso di predisposizione con lancio a novembre 2016;

5) Generazioni Connesse in collaborazione con la Polizia di Stato, Save the Children e Telefono Azzurro;

6) Progetto "Verso una scuola amica " finalizzato ad attivare prassi educative sull’art. 29 (diritto all’educazione) della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza;

7) Campagna Nazionale di comunicazione «Il Nodo Blu contro il Bullismo», primo spot istituzionale, che sarà progettato e realizzato interamente dagli studenti;

8) Sigla a breve di un protocollo d’intesa tra Miur e R.F. Kennedy Foundation of Europe onlus;

9) Protocollo tra Miur e azienda ospedaliera Fatebenefratelli sul tema del bullismo;

10) Tour del film «Un bacio» di Ivan Cotroneo, attraverso matinée nei cinema dedicate alle scuole.

Le risorse disponibili

Le risorse a disposizione saranno di 2 milioni di euro per l'anno scolastico 2016-2017 assegnati alle scuole con una call to action. Si rimanda al riguardo all'annuale Decreto relativo alle risorse ex Lege 440/97, che anche per il corrente anno scolastico con D.M. 663 del 1.9.2016 prevede all'articolo 11 il "Piano nazionale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo", in riferimento alla Direttiva del MIUR n. 2519 del 15.4.2015 per la prevenzione di tali fenomeni nelle scuole. Nello specifico si creerà una rete nazionale di scuole (una per ciascuna regione) per la progettazione di interventi di in-formazione e sensibilizzazione sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo in raccordo con il Piano Nazionale di Prevenzione del Bullismo, in capo alla Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione. Alle risorse dirette alle scuole si integrano le risorse per la formazione di cui al Piano triennale citato.

I punti chiave del Piano

Alle 10 azioni indicate sopra, concrete, numerose e ramificate, per arrivare alle 8.400 scuole italiane e ai 7.816.408 studenti italiani a scuola nel corrente anno scolastico , sottostà la necessità di:

- una decisa e rinvigorita alleanza educativa, che non si traduca nell'ora in più di educazione digitale ma in una dichiarata coesione contro i bulli e il bullismo e la necessità di marginalizzare azioni di cyber o di bullismo tradizionale;

- agire e riflettere su diritti e doveri, quindi sui rischi e sull'opportunità dell'ambiente online (che è un "luogo" e non uno strumento!);

- formazione per tutti: docenti, ma anche studenti e genitori;

- realizzare scelte consapevoli, come indicato anche nelle "Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo".

Il provocatorio monologo di Paola Cortellesi ci porta alla mente i tanti "Catino" che abbiamo incrociato nelle nostre vite e che non abbiamo visto né difeso per pavidità o per indifferenza.

Il Piano da solo non basta, ma l'impegno costante, diretto e individuale di ciascuno di noi può fare molto. Ora attendiamo la diffusione del protocollo di intesa, presentato ma non ancora diffuso. Sul sito dedicato del MIUR per Arricchimento dell’Offerta Formativa è possibile reperire i documenti, gli avvisi e gli esiti delle selezioni ex 440/97 – DD 663/2016, e si segnala il Bando art. 11 per il Piano nazionale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo - Scadenza 12.11.2016.

Un tema da approfondire

Ho affrontato in modo intensivo il tema nel corso degli ultimi anni perché ritengo che la scuola non possa chiamarsi fuori da un mutamento epocale che vede l'ambiente quotidiano affiancato dall'ambiente digitale, e che l'intera comunità professionale degli educatori debba studiare, ricercare e proporre nuovi modelli educativi funzionali e funzionanti per scegliere, certo, ma anche per dare un senso ad uno strumento potentissimo che ci è stato dato senza istruzioni per l'uso minimali.

Per approfondimenti segnalo il sito dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna http://cyberbullismo.cts.istruzioneer.it/ con particolare riferimento alla sezione Risorse http://cyberbullismo.cts.istruzioneer.it/risorse/

Chiara Brescianini

 

 

Sitografia e link:

http://cyberbullismo.cts.istruzioneer.it/sitografia/

http://istruzioneer.it/2016/10/05/social-o-non-social-iniziative-di-formazione-e-di-informazione/

http://istruzioneer.it/2016/05/31/tra-navigazioni-virtuali-e-approdi-reali-preview-relativa-agli-esiti-del-questionario-anonimo-sullutilizzo-dei-social-network-rivolto-ai-soli-studenti-delle-scuole-secondarie-di-1/

http://istruzioneer.it/2016/03/01/giornata-di-studio-e-approfondimento-cyberbullismo-azioni-di-prevenzione-e-di-contrasto-23-marzo-2016/

Ho un bullo a scuola, anzi due, forse addirittura tre

Guglielmo RISPOLI

La casistica

 1.  «Preside, venga a vedere cosa è successo!!!»

Maria Elena era lì elegantissima e disinvolta con la faccia corrucciata, mi intravede ed abbassa la testa. È sull’uscio dell’aula, la guardo senza parlare e lentamente entro in classe con la serietà che deve contraddistinguere chi in questi momenti e non solo rappresenta lo Stato e la Repubblica Italiana.

«Ragazzi in piedi c’è il Preside!».

Mirko si alza subito, Salvatore, al solito, è più pigro, Valentina ha difficoltà a capire il momento, Serena mi guarda cercando di richiamare l’attenzione sul fatto che ci conosciamo dalla scuola primaria, anzi dall’infanzia.

«Ragazzi seduti»

Maria Elena rientra richiamata dalla professoressa.

Ragazzi dite al Preside cosa è successo!!! Silenzio…

Io guardo Maria Elena.

«Preside, scusate, è tutta colpa mia, sono fatta strana, sono così… Volevo fare uno scherzo, mi scocciavo di sentire la lezione, ho preso un foglio e l’ho acceso con l’accendino, siccome bruciava l’ho lanciato in aria…»

Salvatore ride, Antonio e Gennaro mi guardano aspettando una reazione, le ragazze a bassa voce parlano tra loro.

«E quindi, Maria Elena… ?» le chiedo.

«Lo so, Preside: mi sono giocata il viaggio d’istruzione di fine anno».

 2.  «Scusate, Preside, forse è meglio che andate giù a vedere…».

Palloni che girano sul pavimento, bambini seduti per terra sotto una delle pareti della palestra. Giulia mi guarda con preoccupazione; alcuni bambini restano a metà strada tra i palloni e la parete dove i compagni stanno chiusi. Vicino all’uscita di evacuazione c’è Andrea che strilla, poi mi vede e rivolge gli occhi all’esterno ed abbassa anche la voce. La maestra, visibilmente emozionata, tenta di darsi un contegno…

«Ha dato uno schiaffo alla maestra, ha dato uno schiaffo alla maestra!!!», Ciro riferisce la sua sintesi dell’accaduto…

La maestra, frustrata nella sua dignità, mi chiede di riceverla nell’immediato pomeriggio alla fine del suo impegno in classe; mi accenna: «Non so che fare, Andrea è abituato a casa ad usare violenza…».

 3.  «Preside, le ho girato la mail di un genitore che ha bisogno di parlarle: sembra una cosa importante…».

“Gentile Preside, siamo i genitori di Scognamiglio Daniele… sappiamo che abbiamo fatto degli errori gravi anche nei confronti della scuola e delle professoresse, ma stiamo in grande disagio… Abbiamo fatto sicuramente male quando le professoresse ci avevano chiesto la collaborazione quando nostro figlio dava fastidio in classe, insultava i compagni, arrivava tardi e chiedeva spesso di uscire prima della fine delle lezioni… Ora siamo in grande difficoltà, nostro figlio non ci ascolta ed ogni mattina non sappiamo se veramente verrà a scuola o si presenterà quando vuole… Le chiediamo un colloquio e tutto l’aiuto possibile da parte della scuola… Inoltre vorremmo… firmato dott. Scognamiglio e dott.ssa Beltrami genitori di Scognamiglio Daniele”.

(i FATTI raccontati sono desunti dall’esperienza di DIRIGENTI SCOLASTICI, i nomi sono di fantasia)

La psicopedagogia

La scuola è diventata, tra le altre cose, luogo di risonanza delle contraddizioni educative di una o due generazioni di genitori (i nati degli anni Settanta e i nati dei primi anni Ottanta), che hanno in buona parte perso fiducia nei loro mezzi educativi, forse perché dietro spesso ci sono nonni che hanno ceduto loro stessi al mandato fisiologico e psicologico dell’educazione come trasmissione esemplare di regole, modalità comunicative, stili di comportamento.

Quello che Neil Postman (“La scomparsa dell’infanzia”) ipotizzava all’inizio degli anni Ottanta come pericolo della società americana oggi è un’evidenza in gran parte del mondo occidentale: la creazione del “bambino adulto” e parallelamente dell’"adulto bambino".

In sintesi dobbiamo ammettere e rilevare come sempre più spesso appaia troppo bassa la distanza tra chi educa (tracciando una o più strade da seguire) e chi deve essere educato. A volte sembra che non sia più possibile educare o, peggio, siano venute meno le ragioni stesse dell’educazione. Sarebbe un discorso lungo, ma certamente dobbiamo rilevare una profonda ed estesa crisi di identità genitoriale, modellata, pur nelle differenze generazionali, da una sicura capacità di orientare lo sviluppo delle generazioni successive (figli, nipoti…). L’irragionevole difesa delle devianze, delle violenze, del bullismo di figli e nipoti da parte degli adulti (pur nell’implicita ammissione di colpa), non è altro che la difesa della propria incapacità educativa o, peggio, della propria incapacità di essere semplicemente “adulti”.

La giurisprudenza

I casi più gravi creano spesso l’interrogativo di cosa può fare la scuola e cosa deve eventualmente segnalare.

La scuola – sembra ormai evidente – non può occuparsi di tutto nelle personalità individuali e giuridiche (il Dirigente, i docenti, i collaboratori scolastici).

La scuola, ed in qualche caso la sanità, sono gli unici settori che utilizzano prevalentemente “l’umanità” come categoria dell’approccio ai problemi. Questo non sempre è un bene.

Gli aspetti giuridici, che fanno ricadere colpe anche ingiuste sugli operatori della scuola, devono poter schermare il lavoro di madri e padri di famiglia dalle oggettive responsabilità di altri adulti che scientemente hanno deciso di essere genitori.

Ecco perché torna utile sapere che la “culpa in educando” (riferita ai genitori) è una colpa e quindi un reato.

Interessante il riferimento giuridico qui sotto riportato:

Culpa in educando come reato [Sentenza Cassazione 21 settembre 2000, n. 12501 ripresa ad esempio in Cassazione civile, sez. III, sentenza 20.04.2007 n° 9509 - Figli e responsabilità dei genitori, obbligo di educazione e vigilanza].

Da quella sentenza ho preso uno stralcio estremamente interessante e significativo:

«In ordine alla colpa del genitore X, la Corte giudicava la prova testimoniale dallo stesso articolata inidonea a superare la presunzione posta dall'art. 2048 c.c., perché non dimostrava che il genitore aveva esercitato "una pregnante vigilanza sui risultati dell'educazione", mentre il comportamento del minore in occasione del sinistro, "seppure certamente non sintomatico di un'inclinazione alla violenza" (perché "ispirato da un intento scherzoso"), rivelava “un'immatura sconsideratezza e una non ancora acquisita coscienza della irrilevanza delle intenzioni sui risultati di un gesto comunque oggettivamente violento”.»

Una brevissima conclusione

Il bullismo, ovvero gli atti intenzionali di ragazzi minori (in alcuni casi anche maggiorenni) che ledono ed offendono la persona fisica e psicologica di altri, non può essere affrontato soltanto dalla scuola. Non è altresì ipotizzabile un atteggiamento di commento di tipo giustificazionista che non porti a precise responsabilità e, ove previsto, alle giuste e proporzionate sanzioni. Altresì non è accettabile, da parte dei genitori così come degli operatori scolastici, un approccio superficiale o semplicista.

Guglielmo Rispoli

Il bando Curricoli Digitali, per una prototipazione delle migliori metodologie

Laura BIANCATO

Un Bando “speciale” e milionario

È stato pubblicato il 10 ottobre su http://www.istruzione.it/ scuola_digitale/ curricoli_digitali.shtml l’avviso pubblico da 4,3 milioni di euro destinato allo sviluppo di 25 percorsi didattici innovativi (finanziabili per un massimo di 170.000 euro), che saranno messi a disposizione di tutte le scuole.

Il bando si riferisce all’azione #15 del Piano Nazionale Scuola Digitale ed è stato fortemente voluto dal Ministero per accelerare l’introduzione di alcuni temi rilevanti per i percorsi di istruzione.

Agli Istituti, che dovranno organizzarsi in rete e ricercare il supporto di partner esterni, si chiede di elaborare percorsi formativi completi sulle seguenti aree tematiche:

  • diritti in Internet;
  • educazione ai media (e ai social);
  • educazione all’informazione;
  • STEM (sviluppo delle competenze digitali, ad esempio, per la robotica educativa, making e stampa 3D, Internet delle cose);
  • big e open data;
  • coding;
  • arte e cultura digitale;
  • educazione alla lettura e alla scrittura in ambienti digitali;
  • economia digitale;
  • imprenditorialità

La ricerca sul curricolo digitale

Il Miur, in linea con le migliori esperienze internazionali, sceglie dunque di indirizzare ad una progettazione trasversale, interdisciplinare e verticale per lo sviluppo delle competenze digitali, escludendo che i programmi di studio si identifichino con una quota parte del monte ore settimanale ed una sola disciplina.

L’obiettivo dichiarato è quello di generare curricoli riconoscibili e facilmente replicabili nelle scuole, su argomenti particolarmente significativi.

Scuole, docenti e comunità scolastiche potranno così promuovere nuove competenze insieme ad un pieno utilizzo delle infrastrutture che parallelamente si stanno finanziando con altre azioni (connettività, nuovi spazi di apprendimento, laboratori, biblioteche innovative…)

In questa fase di cambiamento, nel passaggio da una didattica legata all’uso quasi esclusivo del libro di testo (guida privilegiata agli apprendimenti), all’utilizzo di un grande “catalogo” di materiali vari, diffusi e granulari, sostanzialmente digitali e reperibili nel web, mancano percorsi di riferimento chiari, coesi, esaustivi e soprattutto validati scientificamente.

È riconoscibile un certo disorientamento, che pone i docenti nelle condizioni di dover selezionare e organizzare, quasi quotidianamente, i tanti materiali digitali a disposizione, con il rischio che le buone pratiche non vengano documentate, riconosciute e si disperdano, già all’interno dello stesso istituto.

La didattica “digitale”

Dunque, il bando vuole promuovere un concreto supporto alla didattica, attraverso la selezione di 25 percorsi strutturati, sui 10 temi previsti, che saranno messi a disposizione di tutte le scuole, con licenze aperte, in modo da garantirne il pieno riutilizzo, senza costi aggiuntivi di fruizione, e successivamente ampliati e sfruttati dall’intera comunità scolastica.

Si tratta di un cambio di paradigma che indurrà, nella prima fase di selezione prevista dal bando con scadenza 10 novembre, a facilitare l’apertura alla collaborazione con soggetti esterni che possano garantire un know how soprattutto rispetto alla validazione dei contenuti.

A differenza di alcuni bandi precedenti, riferibili ad azioni infrastrutturali o di routine metodologica, questa non è un’azione che finanzia la quotidianità: si punta invece a favorire la generazione di un vivaio di prototipi, una raccolta di esperienze “alte”, validate e scalabili a livello nazionale.

Il dettaglio dei temi (contenuto negli allegati all’avviso) ed il livello del partenariato richiesto spinge di sicuro in avanti l’esistente. È un bando speciale, perché ha carattere di ricerca pedagogica, proposta metodologica, selezione di contenuti e di modalità applicative.

Laura Biancato

Sì della Camera alla videosorveglianza negli asili

Approvata alla Camera dei Deputati la proposta di legge che introduce la videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, come misura di prevenzione e contrasto dei maltrattamenti e degli abusi sui minori. Il provvedimento passa ora al Senato.

In data 19 ottobre 2016 la Camera dei Deputati ha approvato, con 279 voti favorevoli, 22 contrari e 69 astensioni, il testo unificato delle proposte di legge recante “Misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia e delle persone ospitate nelle strutture sociosanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità e delega al Governo in materia di formazione del personale”. Il provvedimento si compone di 5 articoli e unifica le varie proposte presentate in Parlamento nel corso degli ultimi anni.

Per quanto riguarda gli ambienti scolastici, si prevede che negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia possano essere installati sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso. L’accesso alle registrazioni di tali sistemi è vietato, salvo in caso di notizia di reato; in questo caso l’accesso è disciplinato dal codice di procedura penale (libro V, Titoli IV e V): i video potranno essere visualizzati solo dopo una segnalazione credibile o una denuncia, e solo dalla la polizia o da un pubblico ministero.

I sistemi di videosorveglianza verranno installati previo accordo collettivo stipulato dalle rappresentanze sindacali o, in mancanza di accordo, previa autorizzazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. La presenza dei suddetti sistemi dovrà essere adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono all’area videosorvegliata.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Miur, previo parere della Conferenza unificata, stabilisce con proprio decreto le modalità per assicurare il necessario coinvolgimento delle famiglie interessate nella disciplina dei sistemi di videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia.

Il Garante per la protezione dei dati personali, con proprio provvedimento, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce gli adempimenti e le prescrizioni da applicare in relazione all’installazione dei sistemi di videosorveglianza e al trattamento dei dati personali effettuato mediante i medesimi sistemi.

Per quanto concerne poi la formazione del personale delle strutture interessate, il Governo, fermo restando quanto previsto dalla L. n. 107/2015 (art. 1, co. 180 e 181, lettera e) in materia di istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino al termine della scuola dell’infanzia, è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la definizione di modalità di valutazione attitudinale per l’accesso alle professioni educative e di cura, nonché delle modalità della formazione obbligatoria iniziale e permanente del personale, nel rispetto di ben precisi principi e criteri direttivi esposti nell’art. 2 della legge.

Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.


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Riscoprire la leadership per dirigere scuole – Scanno, 29 ottobre - 1 novembre 2016

Un nuovo appuntamento con la formazione e l’aggiornamento firmato Tecnodid editrice: dal 29 ottobre al 1° novembre si svolgerà a Scanno (AQ) il Seminario nazionale “Riscoprire la leadership per dirigere scuole - Le nuove professionalità nella scuola dell’autonomia”, rivolto a dirigenti scolastici, aspiranti dirigenti, insegnanti e figure di staff.

In compagnia di relatori esperti dell’attuale panorama scolastico, parleremo tra l’altro di: Valutazione dei dirigenti scolastici • Quadro giuridico di riferimento • Organizzazione e leadership della scuola • Esiti formativi ed ambienti di apprendimento • Valorizzazione delle risorse umane • Gestione amministrativa ed organizzativa.

Con una sessione dedicata alla grammatica valenziale nella valutazione del dirigente scolastico e nove seminari di approfondimento.

Relatori: Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Giovanna Contento, Paola Di Natale, Mario G. Dutto, Silvana Loiero, Guglielmo Rispoli, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

http://www.notiziedellascuola.it/eventi

 

Vorrei fare il “Valutatore”!!!

Giorgio CAVADI

L’avviso dell’INVALSI per esperti di valutazione “esterna”

La prima annualità del Sistema Nazionale di Valutazione si è sviluppata a cavallo dei due anni scolastici 2015/16 e 2016/17, e interessa all’incirca 380 scuole che sono state o saranno oggetto, da aprile a dicembre 2016, della visita dei Nuclei Esterni di Valutazione (NEV). Nella prima fase, partita ad anno scolastico inoltrato, il contingente di Dirigenti tecnici individuati per il coordinamento dei NEV è stato affiancato dai valutatori dei profili “A” (Esperti appartenenti al mondo della scuola) e “B” (Esperti non appartenenti al mondo della scuola), già reclutati nel 2013 in occasione dell’avvio di “Vales”, cioè dell’ultimo progetto-prototipo sulla valutazione delle scuole coordinato da INVALSI.

Con l’Avviso pubblicato da INVALSI il 20 ottobre, per la selezione di personale da inserire in un elenco nazionale di esperti per la valutazione esterna (Determinazione 288/2016, con scadenza alle ore 24.00 del 4 novembre 2016), prende avvio la seconda tornata della valutazione esterna delle scuole.

Con il 2017 e l’imminente individuazione del secondo contingente di istituzioni scolastiche da visitare, si porta a compimento un ulteriore passaggio del percorso prefigurato dal D.P.R. 80/2013 che all’art. 3 c. 21 stabiliva che l’INVALSI dovesse procedere, appunto, alla “selezione, la formazione e l'inserimento in un apposito elenco degli esperti dei nuclei per la valutazione esterna”. La selezione avverrà attraverso la valutazione dei titoli, alla quale seguirà l’ammissione dei primi 300 candidati per profilo, 600 in totale (contro i 500 del precedente bando), ad un’attività di formazione che “consisterà in esercitazioni pratiche e attività simulate della durata di circa 7 giorni”. L’eventuale incarico avrà la durata di 36 mesi.

Caratteristiche della selezione dei valutatori

Ferma restando la netta divisione per provenienza dei due profili “A” e “B” (non più divisi in sottoprofili A1, A2 e B1, B2), le novità più rilevanti di questa procedura selettiva appaiono:

- la suddivisione degli ammessi per profilo, in tre macro-aree geografiche di riferimento (Nord, Centro e Sud), per ognuna delle quali verranno individuati i primi 100 della selezione per titoli, da avviare al percorso di formazione (da qui il numero totale di 300 per profilo);

- la scomparsa del profilo “C” degli Osservatori in classe, attività che non è più contemplata dal protocollo di visita del Sistema Nazionale di Valutazione così come delineato dal D.P.R. 80/2013;

- per il profilo “A” non è più ammessa la partecipazione dei Dirigenti tecnici in quiescenza;

- per il profilo “B” non è più contemplata la presenza di esperti di gestione e funzionamento delle organizzazioni (lauree dell’area economico-gestionale), ma unicamente di esperti di quella che, nel bando 2013, era l’area della ricerca qualitativa (lauree dell’area socio-pedagogica).

Si tratta, quest’ultima, di una scelta che sta facendo discutere ma che risiede, con buona probabilità, nel fatto che nell’attuale protocollo delle visite il campo di indagine relativo agli aspetti organizzativo-gestionali propri delle figure apicali della scuola (DS e DSGA) risulta più sfumato, anche in considerazione dell’imminente avvio delle procedure di valutazione dei Dirigenti scolastici. Il fatto poi che i profili “B” curino il campo delle interviste a studenti e genitori, oltre che quelle di gruppo, in coppia con il profilo “A”, fa propendere per una scelta orientata più verso professionalità provenienti dall’area socio-pedagogica che dall’area economico-gestionale.

L’impatto positivo della valutazione delle scuole

Come è emerso durante il recente incontro del 6 ottobre, che ha riunito la Conferenza per il coordinamento del SNV e i Dirigenti Tecnici coordinatori dei NEV, l’attuale modello di valutazione esterna delle scuole, scaturito dal D.P.R. 80/2013, pur con qualche peccato di gioventù che riguarda in special modo le procedure di compilazione degli strumenti di valutazione, sta ricevendo un’accoglienza positiva nelle scuole.

Le comunità scolastiche, docenti, genitori e studenti, superati il primo impatto emotivo e i primi timori del confronto col team di valutatori, hanno mostrato un bisogno di ascolto e una propensione alla discussione, in parte inattesi. In sostanza ha prevalso il piacere di confrontarsi sulla concretezza di quello che si fa effettivamente nella quotidianità del lavoro d’aula, sulla qualità delle cose fatte e su quelle da fare. L’“amico critico” NEV ha cercato di lasciare dietro di sé il valore di quanto di buono le scuole hanno sin qui realizzato, unitamente alla fiducia che sia possibile migliorare in quegli ambiti in cui si sono evidenziate delle criticità. Come era emerso già durante i precedenti progetti-prototipo (VSQ, VeM e Vales), il Sistema Nazionale di Valutazione si sta dimostrando un modello “leggero” e non invasivo, curvato più sull’osservazione per il miglioramento che sulla valutazione per classificare e sanzionare.

Agli esperti reclutati per la valutazione esterna, ai quali saranno assegnate 6 istituzioni scolastiche per ciascuno degli anni di durata dell’incarico, e che saranno coordinati da un Dirigente Tecnico, toccherà portare avanti questa esperienza, e svilupparla apportando un bagaglio di esperienze e professionalità che servirà anche a perfezionare un modello che, in ogni caso, ad oggi, sta dimostrando di funzionare egregiamente.

Giorgio Cavadi

Le opportunità da cogliere: i finanziamenti PON

Susanna GRANELLO

Programma Operativo Nazionale (PON) Asse I – Istruzione – FSE

È stato pubblicato sul sito MIUR l’avviso “Progetti di inclusione sociale e lotta al disagio nonché per garantire l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico soprattutto nella aree a rischio e in quelle periferiche”.

Il progetto PON pubblicato a metà settembre ha l’obiettivo specifico di ridurre il fallimento formativo precoce e la dispersione scolastica e formativa, ed è volto a promuovere interventi di sostegno agli studenti caratterizzati da particolari fragilità, anche disabilità, con azioni di tutoring e mentoring, attività di sostegno didattico e di counselling, attività integrative, incluse quelle sportive, in orario extrascolastico, azioni rivolte alle famiglie di appartenenza, ecc. (Obiettivo 10.1; Azione 10.1.1).

La tipologia di azioni/moduli che le scuole possono sviluppare è ragguardevole e comprende:

a. Potenziamento delle competenze di base;

b. Potenziamento della lingua straniera;

c. Orientamento post scolastico;

d. Innovazione didattica e digitale;

e. usica strumentale; canto corale;

f. Arte, scrittura creativa, teatro;

g. Educazione motoria, sport, gioco didattico;

h. Laboratorio creativo e artigianale per la valorizzazione delle vocazioni territoriali;

i. Educazione alla legalità;

j. Cittadinanza italiana ed europea e cura dei beni comuni;

k. Modulo formativo per i genitori.

Il Fondo sociale europeo

Questo è il primo di una serie di avvisi a carico del Fondo Sociale Europeo (FSE) che finanzieranno, sino al 2020, interventi all’interno di un progetto, non necessariamente di didattica frontale, ma declinato secondo le esigenze della singola istituzione scolastica proponente.

È chiaro che le Istituzioni scolastiche potranno presentare progetti, coerentemente con il Piano triennale dell’offerta formativa, secondo i propri bisogni, ma anche nel rispetto di quanto stabilito dagli Avvisi. Per quanto riguarda l’Avviso corrente è deciso che la proposta progettuale della scuola debba contenere almeno 2 moduli riferiti al potenziamento delle competenze di base (tra cui anche la lingua italiana), 2 moduli di sport ed educazione motoria, uno/più moduli a scelta tra gli altri indicati, e massimo un modulo che preveda il coinvolgimento dei genitori.

Ogni modulo che il progetto complessivo comprende deve essere di almeno 30 ore.

Il termine per la presentazione delle proposte progettuali è alle ore 14.00 del giorno 31 ottobre 2016.

Le risorse finanziarie messe a disposizione sono ingenti e si qualificano come fondi comunitari a gestione indiretta, Fondi strutturali e di investimento, amministrati attraverso un sistema di “responsabilità condivisa” tra la Commissione europea e le autorità degli Stati Membri, nel nostro caso l’Italia.

Susanna Granello

Il boom dell’alternanza scuola-lavoro

Nell’ultimo anno la partecipazione dei nostri studenti ai percorsi di alternanza scuola-lavoro ha visto un incremento del 139%, con oltre 650.000 ragazzi coinvolti. Il Miur ha presentato i dati di momitoraggio e ha lanciato il Progetto programma “I Campioni dell’Alternanza” che vede coinvolte 16 grandi realtà produttive. A breve la Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in alternanza.

Il 18 ottobre scorso il Miur ha presentato i dati relativi al monitoraggio sui percorsi di alternanza scuola-lavoro attivati nelle scuole italiane durante l’anno scolastico 2015/2016. Rispetto all’anno precedente le scuole che hanno fatto alternanza sono passate dal 54% al 96%, i percorsi attivi da 11.585 a 29.437. La partecipazione dei ragazzi ha fatto registrare un +139%, passando da 273.000 a 652.641 studenti.

In particolare sono 455.062 (il 90% di quelli previsti) gli studenti delle classi terze, quelli coinvolti per primi dall’obbligo introdotto dalla Buona Scuola, che ha disposto un numero di ore minimo da effettuare - 200 nell’ultimo triennio dei licei e 400 nell’ultimo triennio degli istituti tecnici e professionali - e uno stanziamento di 100 milioni all’anno per questo capitolo.

Dei ragazzi delle terze il 50% frequenta indirizzi liceali, in cui si registra un vero e proprio boom di partecipazione all’alternanza.

Il coinvolgimento di tutte le tipologie di indirizzo - istituti tecnici, professionali e licei - rappresenta un unicum in Europa, la via italiana all’alternanza. Altra caratteristica prevista dalla legge, l'ampliamento delle tipologie di strutture ospitanti: dalle sole imprese alle pubbliche amministrazioni, agli Ordini e al Terzo Settore. In particolare le strutture ospitanti sono state 149.795 (+41%):

  • imprese (36,1%);
  • scuole (12,4%, con l’impresa simulata o svolgendo attività interne, ad esempio nelle biblioteche);
  • Pubbliche Amministrazioni (8,5%);
  • settore No Profit (7,6%);
  • studi professionali, ordini, associazioni di categoria (per la restante percentuale).

Contestualmente alla presentazione dei dati di monitoraggio, Il Miur ha lanciato il programma “I Campioni dell’Alternanza”, che ha lo scopo di raccontare l'alternanza attraverso esperienze di alta qualità, momenti pratici e formativi, nonché percorsi innovativi su  tutto il territorio nazionale in 13 settori: servizi, digitale, automotive, alimentare, ristorazione, finanziario, distribuzione, logistica, abbigliamento, arte e cultura, giuridico, manifatturiero, energia.

Si parte con 16 grandi realtà quali: Accenture, Bosch, il Consiglio Nazionale Forense, COOP, Dallara, ENI, il Fondo Ambiente Italiano, FCA, General Electric, HPE, IBM, Intesa Sanpaolo, Loccioni, McDonald's, Poste Italiane e Zara.

I percorsi coinvolgeranno circa 27.000 ragazzi quest’anno e le posizioni saliranno nel prossimo triennio.

Le schede dei singoli progetti sono disponibili sul nuovo portale dedicato all’alternanza www.istruzione.it/alternanza aperto dal Miur e rivolto a famiglie, studenti, scuole e partner dove si potranno trovare informazioni, dati e buone pratiche.

Oltre al portale vengono messi a disposizione nuovi strumenti, quali:

  • una Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in alternanza, che sarà pronta entro la fine dell’anno;
  • una Cabina di Regia MIUR-Lavoro, che sarà attivata nelle prossime settimane per un maggiore coordinamento sui temi dell’alternanza e dell’apprendistato;
  • il Registro Nazionale dell'Alternanza Scuola-Lavoro, piattaforma sviluppata da Unioncamere e nata solo un mese fa, che ad oggi conta oltre 500 organizzazioni iscritte che offrono oltre 7.000 posizioni.

Ancora, all’alternanza è dedicato  uno specifico capitolo del Piano Nazionale di Formazione Docenti con circa 6 mln per la formazione in tutte le scuole superiori (2.741) e il coinvolgimento di 35.000 tra dirigenti scolastici e docenti. Infine sono previsti incentivi per le aziende che assumono studenti che hanno fatto alternanza.


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Bando per progetti sulla salute e l’educazione alimentare

Ammonta a un milione e mezzo di euro il finanziamento complessivo per la realizzazione, nell’ambito dell’arricchimento dell’Offerta Formativa, del Piano nazionale per la promozione dell’educazione alla salute, dell’educazione alimentare e a corretti stili di vita. Le scuole interessate possono presentare i propri progetti entro il 5 novembre.

Nell’ambito dei Fondi per l’arricchimento dell’Offerta Formativa, il Miur ha indetto una procedura comparativa per la selezione e il finanziamento di progetti educativi  rivolti alla promozione dell’educazione alla salute, alimentare e ai corretti stili di vita.

Le modalità di partecipazione alla selezione e di erogazione del finanziamento sono state rese note con Decreto Dipartimentale 14 ottobre 2016, prot. n. 1049.

Possono partecipare alla selezione le  istituzioni  scolastiche  ed  educative  statali  di  ogni ordine e grado,  singole o organizzate in reti, anche in collaborazione con istituzioni pubbliche e private. Ciascuna istituzione scolastica può proporre la propria candidatura con un solo progetto.

Per la realizzazione del Piano è previsto un finanziamento complessivo di euro 1.500.000,00, da ripartire in non oltre euro 40.000,00 per ciascun progetto.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate al Ministero esclusivamente attraverso il portale www.monitor440scuola.it seguendo la relativa procedura guidata, entro e non oltre le ore 23.59 del 5 novembre 2016.

I progetti dovranno realizzare, in coerenza con gli obiettivi del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, percorsi di educazione e formazione interdisciplinare attraverso contenuti innovativi e l’utilizzo di tecnologie digitali, secondo il modello della ricerca-azione sui seguenti temi:

  • l’educazione alimentare, l’alimentazione e gli stili di vita;
  • la scienza e la tecnologia per la sicurezza e la qualità alimentare;
  • la scienza e la tecnologia per l’agricoltura e la biodiversità;
  • l’innovazione della filiera agroalimentare;
  • il cibo e la cultura;
  • la cooperazione e lo sviluppo nell’alimentazione.

Il finanziamento verrà concesso nell’ordine di priorità determinato da una graduatoria predisposta da un’apposita commissione designata dal Direttore generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione.


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Pagamento supplenze brevi: in Gazzetta il decreto

I supplenti saranno pagati entro il mese successivo a quello in cui hanno svolto il servizio: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che illustra la nuova procedura per garantire il tempestivo pagamento delle somme spettanti per supplenze brevi e saltuarie.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.241 del 14 ottobre scorso il DPCM 31 agosto 2016, che disciplina le procedure necessarie per garantire la tempestiva assegnazione delle risorse alle istituzioni scolastiche ed il pagamento mensile delle somme spettanti al personale a tempo determinato per le prestazioni di lavoro rese mediante incarichi di supplenza breve e saltuaria.

Finalità della nuova procedura è quella di assicurare il pagamento delle competenze al personale entro e non oltre l'ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento.

Il nuovo sistema prevede una procedura articolata in più passaggi, ognuno con tempi scanditi. È basato su una stretta cooperazione applicativa tra il sistema informativo del Miur (SIDI) e due sistemi del Ministero dell'economia e delle finanze: NoiPA (Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi) ed il sistema Spese della Ragioneria generale dello Stato.

Il pagamento avverrà tramite due emissioni mensili: una speciale prevista il 18 di ciascun mese, anticipata al primo giorno utile se il 18 del mese dovesse ricadere in un giorno non lavorativo, e l'altra in concomitanza con l'emissione ordinaria mensile, alla fine del mese.

Per le supplenze brevi disposte fino al 31 dicembre 2016, in via transitoria, l'Ufficio Centrale di Bilancio del Miur procede alla validazione dei piani di riparto entro 5 giorni lavorativi dal ricevimento.

È previsto un piano di verifiche a campione da svolgere presso le scuole di tutto il territorio nazionale, al fine di controllare il rispetto delle disposizioni vigenti. Il Miur può effettuare verifiche ulteriori mediante i revisori dei conti presso le istituzioni scolastiche, o autonomamente mediante i propri uffici, in base ai dati di monitoraggio disponibili al sistema informativo.

Gli adempimenti e il rispetto dei termini concorrono alla valutazione dei dirigenti scolastici (come anche dei dirigenti competenti delle Amministrazioni coinvolte) e sono fonte di responsabilità dirigenziale, ove le violazioni riscontrate siano imputabili all'operato dei medesimi.


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Concorso dirigente scolastico: preparati con noi

Il prossimo concorso per dirigente scolastico partirà in autunno e porterà all’assunzione di 1000 nuovi presidi. In data 13 luglio il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha emesso il parere sul relativo Regolamento; seguiranno il vaglio del Consiglio di Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per la prima volta la procedura sarà su base nazionale: sono previste tre prove (preselezione, scritto e orale), e a seguire un corso e un tirocinio della durata di 4 mesi ciascuno.

Per prepararsi al meglio ad affrontare le prove previste dal Regolamento, Tecnodid@Formazione, in collaborazione con Irsef-Irfed, presenta una piattaforma rivolta a tutti coloro che intendono partecipare al concorso.

Si tratta di un insieme articolato di prodotti professionali e percorsi mirati, particolarmente utili anche a tutti i dirigenti attualmente in servizio, e a tutte le figure intermedie che svolgono funzioni di supporto all’organizzazione e alla didattica.

Ogni sezione della piattaforma è curata da una rete accreditata di collaboratori Tecnodid@Formazione e Notizie della Scuola, tra cui: Alessia Auriemma, Roberto Baldascino, Antonia Carlini, Nicoletta Casale, Giancarlo Cerini, Susanna Granello, Sandra Molinaro, Vanna Monducci, Maria Antonia Moretti, Maurizio Muraglia, Cinzia Olivieri, Luciano Rondanini, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone... e da qualificati esperti Irsef Irfed, tra cui: Paolo Bonanno, Patrizia De Cuia, Elio Formosa, Mario Guglietti, Paola Serafin ed altri.

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

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