Scuola7 9 gennaio 2017, n. 25

Scuola7

la settimana scolastica

9 gennaio 2017, n. 25


In questo numero

 

Le parole chiave (a cura di Giancarlo Cerini)

 

• ALTERNANZA • BUONA SCUOLA • CERTIFICAZIONE • DIRIGENTE SCOLASTICO • EQUITÀ • FORMAZIONE IN SERVIZIO (OBBLIGATORIA) • GENITORI • HANDICAP • INVALSI • LINGUE STRANIERE • MERITO • NEV (Nuclei esterni di valutazione) • ORIENTAMENTO • PIANO DI MIGLIORAMENTO • PON • QUADRIENNALE (liceo) • RAV-RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE • SICUREZZA • TELECAMERE • UNIVERSITÀ • VALUTAZIONE (degli allievi) • ZEROSEI


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Parliamo diL'anno che è passatol'anno che verrà...
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Le parole chiave

Giancarlo CERINI

Nel numero di inizio anno della "newsletter" abbiamo voluto ripercorrere - per parole chiave - gli eventi più significativi della scuola degli ultimi sei mesi, anticipando i temi di sicuro interesse per il 2017. Nel farlo abbiamo ripreso tutti i contributi firmati dai nostri collaboratori che sono apparsi sulla newsletter.

È così possibile richiamare con un link l'articolo di interesse, citato sia all'interno di ogni voce principale sia nelle voci correlate in calce.

Pensiamo così di rendere più agevole la consultazione dell'intera raccolta dei primi 24 numeri della newsletter, che si caratterizza ora come un vero e proprio "instant" e-book.

A

ALTERNANZA

In poco più di un anno l’alternanza scuola-lavoro sta prendendo piede nella scuola italiana, pur tra molte difficoltà e incomprensioni. Il MIUR ha compiuto un bilancio “critico” della novità contenuta nella legge 107/2015, che ha rese obbligatorie tali esperienze in tutti gli istituti superiori, con un pacchetto dedicato di ore nel triennio. Al di là dei numeri (N.Maloni, n. 19) l’innovazione è promettente perché consente di avvicinare i ragazzi al mondo “vero” dei grandi, del lavoro, del fare impresa nel senso più ampio del termine. Per meglio accompagnare questa sperimentazione, si stanno diffondendo convenzioni e protocolli territoriali, formazione di tutor aziendali e scolastici. Restano aperti i problemi della valutazione curricolare dell’alternanza e del suo indispensabile legame con i saperi “disinteressati” della scuola.

A ... anche come

Accreditamento Enti di formazione

(C.Brescianini, n. 5)

Adolescenti

(A.Prontera, n. 23)

Agenda della scuola

(S.Granello, n. 9)

Anno di formazione

(L.Zauli, n. 14)

Arricchimento dell’offerta formativa

(G.Cerini, n. 15)

B

BUONA SCUOLA

Dopo 18 mesi dalla sua approvazione come Legge 107/2015 la “Buona Scuola” gode di una salute incerta (D.Faraone, n. 4). Il premier uscente M.Renzi l’ha giudica la meno riuscita della stagione delle riforme. Il cambio al vertice del MIUR è un indizio eclatante. Ma lo è anche il mancato successo della raccolta di firme per il referendum abrogativo, come –per altro verso – la recente sentenza della Corte Costituzionale n. 284 del 22 novembre 2016, che conferma la legittimità di alcuni dei dispositivi più “contrastati” della legge (gli ambiti, il merito), ma cassa alcuni passaggi relativi alle prerogative delle regioni in materia di servizi per l’infanzia e per l’edilizia. Le nove deleghe legislative sono ancora da licenziare, anche se il nuovo ministro Valeria Fedeli, sembra intenzionata a portarle avanti, magari disinnescando gli aspetti più controversi (e con una breve proroga tecnica delle scadenze).

B ... anche come

Bisogni formativi

(C.Brescianini, n. 13)

Bullismo

(G.Rispoli, n. 16)

C

CERTIFICAZIONE

Il tema delle competenze (nelle sue diverse declinazioni: di cittadinanza, trasversali, chiave, europee) è rimasto al centro dell’attenzione degli insegnanti e delle scuole (M.Muraglia, n. 2). Si lavora all’elaborazione di curricoli per competenze (per altro richiamati dalle Indicazioni Nazionali vigenti per i diversi livelli scolastici) ed anche le didattiche in classe si ispirano al concetto di competenza (ma con maggior certa cautela). La certificazione delle competenze con un modello sperimentale “senza voti”, nel primo ciclo, ha coinvolto un ampio numero di scuole (oltre 2.000) ed il rapporto di monitoraggio segnala un forte gradimento degli operatori scolastici (G.Cerini, n. 13). E’ dunque prevedibile che il modello sperimentale, con opportune semplificazioni, venga adottato anche nell’a.s. 2016-17 (M.Spinosi, n. 24), mettendone in risalto la funzione formativa. Si attendono, per altro, gli esiti delle deleghe legislative che affrontano anche il tema della certificazione e della valutazione delle competenze.

C ... anche come

Chiamata diretta

(M.Guglietti, n. 6)

Chiamata per competenze

(M.T.Stancarone, n. 6)

CLIL

(L.Zauli, n. 20)

Coding

(D.Barca, n. 24)

Collegio dei docenti

(A.Carlini, n. 8)

Competenze

(M.Muraglia, n. 17)

Concorso dirigenti

(M.Spinosi, n. 1),

Concorso docenti

(M.Spinosi, n. 7)

Cyberbullismo

(C.Brescianini, n. 16)

D

DIRIGENTE SCOLASTICO

La figura del dirigente scolastico è stata sottoposta negli ultimi mesi ad un forcing mediatico (soprattutto sui social), quasi che la legge 107/2015 ne avesse rafforzato a dismisura quegli “autonomi poteri di direzione” che erano già previsti nel D.lgs 165/2001. Alcuni compiti sono certamente innovativi, come la possibilità di una (limitata) chiamata per competenze dei docenti già di ruolo (M.T.Stancarone, n. 5) presso la propria scuola, o di erogare un incentivo per valorizzare il merito. Ma il profilo dirigenziale resta confermato nella sua duplice veste di leadership educativa (attenta ai risultati degli allievi) e di gestione organizzativa, orientata però al funzionamento di una comunità scolastica (P.Serafin, n. 18). Anzi, viene fortemente enfatizzato il compito di valorizzare le risorse umane e professionali, incentivando il lavoro collaborativo tra i docenti. L’imminente bando di concorso per il reclutamento (M.Spinosi, n. 3) dovrebbe confermare le coordinate di questo profilo “culturale” prima ancora che giuridico (M.Spinosi, n. 6).

D ... anche come

Digitale

(L.Biancato, n. 16)

Docenti di sostegno

(L.Lega, n. 18)

DSA e lingua

(P.Pelagalli e A.Pona, n. 22)

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E

EQUITÀ

Qual è lo stato di salute del nostro sistema scolastico? I rapporti internazionali dell’Ocse-Pisa mettono in evidenza le storiche criticità nei livelli di apprendimento dei nostri 15enni (F.Da Re, n. 23), specie di quelli che vivono al Sud. Anche i dati proposti da INVALSI, sia in materia di prove standardizzate per gli allievi, sia per le sintesi emergenti dai RAV, riflettono questa debolezza del sistema educativo italiano, che non appare in grado di rispondere pienamente al dettato costituzionale di “rimuovere gli ostacoli” all’uguaglianza delle opportunità educative (art. 3). Le condizioni sociali e la piaga della povertà materiale (ed educativa) sono ancora sfide da vincere (A.Prontera, n. 23). Sembra essere venuta meno la funzione di “ascensore sociale” che la scuola esercitava per molti allievi.

E ... anche come

Emergenza terremoto

(O.Contestabile, n. 9)

Erasmus

(S.Granello, n. 17)

E-twinning

(B.Clemente, n. 12)

F

FORMAZIONE IN SERVIZIO (OBBLIGATORIA)

Una delle novità più incisive della legge 107/2015 è certamente rappresentata dalla formazione in servizio per i docenti (M.Spinosi, n. 11), che diventa “obbligatoria, permanente, strutturale”, cioè elemento portante della professionalità, in sintonia con quanto già diceva il T.U. del 1994, ma con una incerta sistemazione contrattuale (CCNL 2006-2009). Il Piano nazionale per la formazione per il triennio 2016-2019, formalizzato con D.M. 797/2016) mette a disposizione ingenti risorse, ma soprattutto delinea nuove metodologie per la formazione (più operative, laboratoriali, orientate alla mediazione didattica e alla relazione educativa), individua nove priorità nazionali (dalle lingue al digitale, dalle competenze all’inclusione, dall’alternanza alla autonomia), definisce nuove regole del gioco, per il riconoscimento delle attività, la certificazione, il portfolio, il bilancio di competenze (C.Brescianini, n. 7). Sarebbe riduttivo farne un problema di ore di aggiornamento “da fare” (G.Cerini, n. 10), occorre invece tradurre un principio giusto in “buona formazione” per coltivare buone professionalità.

F ... anche come

Formazione in rete

(G.Cerini, n. 21)

Formazione neo-assunti

(C.Brescianini, n. 21)

Formazione obbligatoria

(M.Spinosi, n. 14)

Formazione sicurezza

(B.Sozzi, n. 21)

G

GENITORI

Alcune sentenze della Magistratura sembrano modificare il tradizionale rapporto tra utenti e istituzione scolastica. Spesso ordinari problematiche da ricondurre sul piano del dialogo educativo, si trasformano in vere e proprie controversie giudiziarie, come è stato nel caso del panino alternativo alla mensa scolastica (C. Olivieri, n. 11). Anche le valutazioni o gli esiti degli scrutini spesso diventano fonte di conflitti e di reclami. Sembra essere venuta meno quell’autorevolezza dell’istituzione scolastica che fino a pochi anni fa caratterizzava il rapporto tra studenti, genitori e insegnanti. Si riscontra anche un uso improprio dei social (ad esempio, nell’eccessiva intrusione dei gruppi WhatsApp nelle dinamiche relazionali). C’è da auspicare che l’impegno di trasparenza, rendicontazione sociale, accountability possa ripristinare la fiducia nei confronti dell’operato della scuola. Ma occorre rinnovare anche le forme di partecipazione dei genitori alla vita della scuola, essendo sempre più obsolete le modalità di elezione degli organi collegiali (Di Natale, n. 15).

H

HANDICAP

L’integrazione degli allievi disabili ha assunto una dimensione inimmaginabile fino a pochi anni fa e rappresenta un punto di civiltà per il nostro sistema educativo. C’è però da chiedersi se l’inclusione sia davvero pratica nelle nostre classi, se gli oltre 120.000 docenti di sostegno siano ben utilizzati, se l’impegno di tutti i docenti sia competente e collaborativo. Ci si aspetta molto dalla apposita delega legislativa (legge 107/2015) che dovrebbe garantire maggiore continuità e stabilità agli interventi di sostegno (L.Lega, n. 12), semplificare le procedure di diagnosi, certificazione, e progettazione, coinvolgere maggiormente gli altri soggetti istituzionali nei loro compiti. Sul fronte della disabilità la scuola ha compiuto un percorso significativo dalla legge quadro 104/1992 ad oggi. Semmai le nuove frontiere dell’inclusione passano attraverso la capacità della scuola di prendersi in carico tutti i bisogni educativi speciali, a partire dal fenomeno dei DSA-disturbi specifici di apprendimento, che appare in ascesa esponenziale (R.Stornaiuolo, n. 23).

I

INVALSI

L’INVALSI appare spesso come un organo tecnico deputato al controllo di sistema educativo. Immancabilmente ogni anno si ripresentano le polemiche al momento della somministrazione dei test e della presentazione dei risultati (F.Da Re, n. 5). Sarà per questo “disagio” che le prove non faranno più parte – a quanto si apprende dai “cucinieri” delle deleghe legislative – dell’esame di licenza media. Tuttavia saranno rese di fatto obbligatorie e si aggiungerà anche una prova di lingua inglese. Ma l’INVALSI non coincide solo con le prove strutturate, perché è diventato l’animatore del Sistema Nazionale di Valutazione, esercitando una funzione di coordinamento tecnico e di supervisione scientifica, ad esempio nella elaborazione dei format per il Rapporto di Autovalutazione (RAV), nella gestione delle valutazioni esterne ad opera dei Nuclei (NEV). L’obiettivo, però, è quello di aiutare le istituzioni scolastiche a conoscere meglio e valutare la propria situazione per essere spronate a migliorare. Questo ci ricorda la Direttiva 11/2014 (che dovrà essere rinnovata nei prossimi mesi), come conferma la presidente dell’istituto (A.Ajello, n. 7). Altri organismi, invece, sono intenti a stilare graduatorie tra scuole (P.Di Natale, n. 20).

I ... anche come

Istruzione professionale

(V.Monducci, n. 4)

L

LINGUE STRANIERE

L’incremento delle competenze degli studenti italiani rappresenta un obiettivo strategico per il nostro sistema, come ci ricorda il Piano nazionale di formazione (DM 797/2016), che prefigura un ampio intervento di formazione rivolto agli operatori della scuola. Si tratta di rafforzare l’insegnamento lungo tutto il percorso scolastico, a partire dalla scuola primaria (L.Zauli, n. 22), anche attraverso l’introduzione di metodologie innovative come il CLIL (insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua), la cui diffusione va completata nella scuola secondaria di II grado ove è obbligatoria, anticipandola con percorsi sperimentali lungo tutto l’arco della scolarità. Si attendono quindi iniziative strutturate di formazione per i docenti, oltre che una verifica dei livelli di apprendimento delle lingue (l’INVALSI sta predisponendo specifiche prove strutturate per i prossimi anni).

L ... anche come

Leadership

(M.Spinosi, n. 18)

Linee guida valutazione DS

(M.Guglietti, n. 14)

L2-Italiano Lingua seconda

(A.Pona, n. 21)

M

MERITO

Una delle novità della legge 107/2015 che più ha fatto discutere nei social network (forse un po’ meno nei collegi) è stata l’attribuzione del bonus per il merito ad una quota di docenti. Fortemente voluta dal legislatore e imperniata sui criteri del comitato di valutazione (aperto anche ai rappresentanti dei genitori, degli studenti e dell’amministrazione), la procedura è stata affidata in ultima istanza al dirigente scolastico. Non ci sono ancora dati probanti di quanto sia avvenuto (è in fase di completamento il monitoraggio affidato a MIUR e INDIRE), anche se risulta che circa il 40% dei docenti abbia percepito il bonus, magari con quote finanziarie decrescenti (M.Spinosi, n. 8). Inoltre, è stato più agevole attribuire “valore” agli impegni organizzativi aggiuntivi e misurabili (una sorta di FIS bis), piuttosto che addentrarsi nella black box della qualità dell’insegnamento in classe. Ma ora che succederà? Occorre evitare che il bonus sia fonte di divisioni e competizione tra docenti, sia interpretato invece come un fondo per favorire la ricerca didattica in classe (individuale e per team), mettendo i risultati a disposizione dei colleghi. Da evitare, in ogni modo, l’effetto “premio in busta chiusa” a insegnanti anonimi. Tra l’altro, c’è da attivare anche il comitato scientifico nazionale che deve seguire e orientare la sperimentazione.

M ... anche come

Mobilità

(M.Pietraforte, n. 9)

Monitor 440

(C.Brescianini, n. 17)

N

NEV (Nuclei esterni di valutazione)

Hanno preso il via nel corso del 2016 le visite alle scuole da parte di appositi Nuclei Esterni di Valutazione (NEV), coordinati da un dirigente tecnico (ispettore) e composti da due ulteriori esperti, designati da Invalsi (F. Da Re, n. 15). La visita, della durata di tre giorni, non ha carattere ispettivo, ma di contatto diretto con tutte le componenti interne dell’istituto (dirigente, insegnanti, figure di staff, genitori, studenti, personale amministrativo, ecc.), l’analisi del contesto, la revisione della documentazione e si conclude con il rilascio di un Rapporto di visita, al momento non pubblico ma consegnato e discusso con la sola scuola (P.Di Natale, n. 10) . I protocolli di visita seguono la falsariga del RAV: infatti il NEV contropropone una propria “lettura” della scuola, che si affianca all’autovalutazione interna, con l’obiettivo di stimolare decisioni utili al miglioramento dell’istituto anche integrando priorità e obiettivi. Il nucleo esterno non classifica la scuola, né attribuisce un giudizio di sintesi (come invece fa il Servizio ispettivo inglese), ma interloquisce con le 11 aree del RAV oggetto di verifica. Nel corso del 2016 sono state visitate circa 400 scuole, appena il 5% dell’intero parco-scuole, per carenza di risorse e di “valutatori”. Un sistema ben funzionante dovrebbe prevedere, invece, una visita frequente alle scuole (almeno ogni 3-4 anni).

O

ORIENTAMENTO

Quasi il 50% dei ragazzi che escono dalla scuola secondaria di secondo grado diplomandosi dichiara (Alma Diploma, 2016) che farebbe una scelta scolastica diversa o cambierebbe taluni aspetti dell’esperienza appena vissuta. Nella scelta dell’iscrizione il peso preponderante è quello della famiglia di appartenenza. Oltre il 15% viene respinto dalla scuola secondaria di II grado. Tutto ciò significa che le politiche dell’orientamento scolastico non rispondono alle esigenze degli studenti di oggi (P. Di Natale, n. 24), ma anche che la scuola non riesce a incidere sulle loro condizioni sociali e culturali di appartenenza. Inoltre la possibilità di incappare in qualche incidente di percorso (debito formativo, bocciatura, interruzione degli studi, ecc.) è direttamente proporzionale al tipo di istituto (in senso decrescente: licei, tecnici, professionali). Tutto ciò rivela che l’obbligo di istruzione al 16° anno non ha prodotto gli effetti auspicati, che gli obiettivi europei (ET 2020) sono ancora distanti, che la continuità del percorso scolastico, tra il primo e secondo ciclo, è da rafforzare e che occorre personalizzare decisamente l’offerta di istruzione.

O ... anche come

Orari scolastici

(N.Maloni, n. 8)

Organico di potenziamento

(M.T.Stancarone, n. 10)

P

PIANO DI MIGLIORAMENTO

Tutte le scuole italiane sono impegnate, dopo la elaborazione del Rapporto di Autovalutazione (avvenuta nel corso dell’a.s. 2014-15) a sviluppare i piani di miglioramento, connessi alle priorità individuate al termine dell’autoanalisi di istituto, ed ai correlati obiettivi di processo (P.Davoli, n. 17). Anzi, quegli obiettivi (passati al vaglio di un software che ne ha giudicato la sostenibilità e la logica interna) ora fanno parte integrante degli incarichi rinnovati ai dirigenti scolastici e saranno oggetto di valutazione (M.T.Stancarone, n. 19). In un limitato numero di scuole (per ora solo il 5%) è stato possibile mettere a confronto le scelte interne operate in piena autonomia dagli istituti (dai nuclei di autovalutazione) con uno sguardo “terzo” fornito dai Nuclei Esterni di Valutazione. I piani di miglioramento sono ora in fase di sviluppo e godono di qualche finanziamento aggiuntivo, qualora rientrino nei progetti selezionati dagli USR e finanziati con i fondi della legge 440.

P ... anche come

Piano di formazione

(C.Brescianini, n. 19)

Piano nazionale scuola digitale

(R.Baldascino, n. 20)

Piano triennale formazione

(C.Brescianini, n. 22)

PON

(S.Granello, n. 16)

Prevenzione

(B.Sozzi, n. 23)

Q

QUADRIENNALE (liceo)

La durata dell’istruzione secondaria di II grado in Italia si è venuta assestando sui 5 anni, in controtendenza rispetto a molti altri paesi europei, nei quali gli istituti superiori prevedono percorsi più stringati e specifici, canalizzati in vista degli sbocchi lavorativi ed universitari. Di contro l’istruzione di base (obbligatoria) si distende per più anni al centro del percorso. Ma, si sa, ogni paese fa storia a sé, né l’Unione Europea impone un unico modello di ordinamento scolastico. Sta di fatto che l’uscita a 19 anni dal sistema di istruzione formale penalizza i ragazzi italiani. Tuttavia i precedenti tentativi di riforma dei cicli (Berlinguer, 2000 e Moratti, 2003) non sono andati a buon fine, troppo “pesanti” da implementare. Forse più che pensare a contrarre il Liceo quinquennale in un quadriennio a contenuti invariati (A.Di Tollo, n. 11) converrebbe sperimentare un modello flessibile (chiamiamolo 4 + 1), ove l’ultimo anno potrebbe essere già proiettato verso l’università, l’alta formazione professionalizzante, l’Europa, il lavoro, ecc. responsabilizzando i ragazzi verso un progetto di vita che implica anche tagliare il cordone ombelicale con la (troppo) rassicurante vita d’aula dei nostri giovani.

Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

R

RAV-RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE

L’enfasi sull’autovalutazione come “perno” del sistema nazionale di valutazione è stata guardata spesso con “sospetto” dagli osservatori esterni e dagli opinionisti, quasi si trattasse di un gioco autoreferenziale, che non faceva che confermare una visione di scuola tutta interna agli addetti ai lavori. Ad ormai tre anni dall’avvio dell’esperienza si può esprimere un primo giudizio positivo, per una migliore capacità della scuola, proprio grazie all’elaborazione del RAV (qualora sia stata un’operazione condivisa), di descrivere il proprio modo di funzionare, di attribuire il giusto peso alle condizioni di contesto, di compiere un esame critico dei risultati ottenuti, di impegnarsi a fondo sui processi didattici ed organizzativi di pertinenza della scuola. Il fatto poi che il RAV sia reso pubblico su “Scuola in chiaro”, che da esso scaturiscano impegni formali di miglioramento, che il dirigente si senta fortemente impegnato (insieme alla propria comunità professionale) nel migliorare gli aspetti insoddisfacenti, lo rendono certamente un episodio significativo della storia recente della scuola italiana. Si attende, per il 2017, una revisione approfondita del RAV (ad esempio mettendo meglio a fuoco indicatori quali il digitale, l’alternanza, lo sviluppo professionale, la capacità di comunicare) e l’avvio del RAV per la scuola dell’infanzia (R.Seccia, n. 11).

R ... anche come

Rete

(G.Cerini, n. 7)

Reti di ambito

(G.Cerini, n. 17).

S

SICUREZZA

La pubblicazione dei rapporti annuali di Cittadinanzattiva e di Legambiente sullo stato di salute delle nostre scuole consente di mantenere alta l’attenzione su una situazione non soddisfacente delle nostre strutture scolastiche. Manutenzione ordinaria e straordinaria, adeguamento antisismico, efficientamento energetico, sono indicatori di qualità e sicurezza degli edifici, ma anche condizioni indispensabili per un corretto far scuola (B.Sozzi, n. 19). Negli ultimi anni si è notato un risveglio di attenzione della classe politica verso la priorità dell’edilizia scolastica. Sono stati attivati programmi simbolici (“scuole belle”, “scuole sicure”, “scuole innovative”), via via si sono arricchite le dotazioni finanziarie, ma molto resta da fare per mettere in sicurezza il nostro patrimonio. Inoltre, c’è una sensibilità pedagogica da coltivare in materia di sicurezza e prevenzione (A.Prontera, n. 20), perché gli edifici sono sicuri se chi li abita è consapevole e sensibile del valore del loro uso corretto e se la formazione degli operatori è all’altezza (B.Sozzi, n. 22).

T

TELECAMERE

Dopo una serie prolungata di episodi di maltrattamenti subiti da minori e da anziani e, ingenerosamente “sbattuti” sulle prime pagine dei telegiornali, c’era da aspettarsi che il Parlamento intervenisse sul problema, ammettendo l’utilizzo delle telecamere all’interno delle strutture scolastiche. Una proposta di legge è stata prontamente approvata (C. Olivieri, n. 18) ma non introduce le video riprese generalizzate sulla vita dei bambini nella scuola dell’infanzia, ma ne regolamenta la possibilità (con decisione dell’autorità giudiziaria) e si spera ne contenga la facile diffusione sui social. La scuola è una casa di vetro, la scuola dell’infanzia poi deve essere un luogo protettivo per definizione (l’affermazione è contenuta nelle Indicazioni/2012). Siamo però tutti consapevoli che certi episodi possono essere evitati solo con un rigoroso sistema di formazione dei docenti, di supervisione pedagogica, di verifiche sulla qualità della scuola (una tele camerina non basterà!).

T ... anche come

Terremoto

(C.Brescianini, n. 8)

U

UNIVERSITÀ

Il ruolo dell’Università nella formazione dei docenti è sempre stato oggetto di forti conflitti. Nel corso degli anni si sono succedute, spesso disordinatamente, diverse modalità di formazione specifica per i futuri docenti della scuola secondaria (SSIS, TFA, CAS, ecc.), mentre la delega prevista dalla legge 107/2015 immagina una diversa e più articolata formazione dei docenti per la scuola secondaria, attraverso un percorso triennale di formazione e pratica didattica in classe. Vedremo. Intanto è incerto, in questa fase transitoria, il destino dei TFA - Tirocinio Formativo Attivo (C.Brescianini, n. 3). Recentemente è stata data via libera ad una sessione di TFA speciali, per la preparazione dei docenti di sostegno, per cui c’è una tradizionale carenza di docenti specializzati.

V

VALUTAZIONE (degli allievi)

Le modalità per la valutazione sommativa degli allievi hanno subito nel corso degli anni, soprattutto nel primo ciclo, molte modifiche. Fino al 1977 furono in vigore i voti in decimi, poi sostituite da schede descrittive; nel 1992-93 per una breve stagione apparvero le lettere alfabetiche (A, B, C …), dal 1997 furono proposti i giudizi sintetici (sufficiente, buono,...) sostituiti nel 2008 dal ritorno del voto in decimi (Legge 169/2008 e DPR 122/2009). Oggi, nell’ambito della delega contenuta nella legge 107/2015, si affaccia l’ipotesi di utilizzare un scala pentenaria con cinque valori espressi da lettere alfabetiche, accompagnate da una rubrica descrittiva. Evidentemente l’incertezza regna sovrana, anche se è genuina la ricerca di una formula che possa mettere in evidenza il valore formativo di una valutazione che deve conoscere e descrivere gli apprendimenti, per stimolarne il miglioramento, alimentando la fiducia dei ragazzi nei propri mezzi (G.Cerini, n. 12). Ma i nodi della delega devono essere ancora tutti sciolti, e comprendono anche la revisione degli esami di stato (secondaria di I e II grado) e delle modalità di certificazione.

V ... anche come

Valutatori esterni

(G.Cavadi, n. 16)

Valutazione dirigenti

(M.T.Stancarone, n. 2)

Vigilanza a scuola

(C.Olivieri, n. 12)

Voto

(G.Cerini, n. 3)

Z

ZEROSEI

La costruzione di una rete di servizi educativi per l’infanzia (0-3 anni) e di scuole dell’infanzia (3-6 anni) rappresenta un obiettivo di primaria importanza per il nostro Paese, che è ancora molto lontano dall’obiettivo europeo del 33% di servizi per i bambini da 0 a 3 anni (Nidi di infanzia). Le scuole dell’infanzia, invece, sono molto più diffuse ma con diversi livelli di qualità e con diverse gestioni (statali, comunali, private paritarie). La delega sullo “zerosei” contenuta nella legge 107/2015 vuole colmare queste lacune, attraverso un sistema integrato che diffonda le due tipologie di strutture educative, rispettandone l’identità ma rafforzandone la qualità (G.Cerini, n. 1). In particolare dovranno essere definite la caratterizzazione educativa (e non più sociale) dei nidi, gli standard di funzionamento, le forme di coordinamento pedagogico e la formazione degli insegnanti, criteri per l’accesso, un piano di finanziamento e strutture innovative come il polo zero-sei e le sezioni primavera. Il percorso non è facile, tenendo anche conto della recente Sentenza della Corte Costituzionale n. 284 del 22 novembre 2016, che ha riconosciuto la competenza esclusiva delle regioni in materia di nidi (0-3 anni) mettendo in crisi uno dei pilasti del provvedimento.

Z ... anche come

Zone sismiche

(A.Ficara, n. 9)

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Email: info@scuola7.it

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