Scuola7 23 gennaio 2017, n. 27

Scuola7

la settimana scolastica

23 gennaio 2017, n. 27


In questo numero parliamo di:

L’apprendimento cooperativo nella scuola di tutti e di ciascuno (A. Pona)

27 gennaio: il viaggio della memoria (L. Zauli)

Gli Istituti Tecnici Superiori, questi sconosciuti (A. Prontera)

L’Istruzione degli Adulti (F. Fornasari)

Pensioni: le novità della Legge di Bilancio

Piano di formazione dei docenti: risorse assegnate

Iscrizioni alle scuole nelle zone terremotate

Deleghe sulla Buona Scuola: un percorso che si riapre


Settimanale di informazione scolastica.

© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diScuola e dintorni:oltre il curricolo
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L’apprendimento cooperativo nella scuola di tutti e di ciascuno

Alan PONA

Alcune definizioni

Diamo, qui di seguito, due definizioni autorevoli di Apprendimento cooperativo:

«L’apprendimento cooperativo è una attività di apprendimento di gruppo organizzata in modo tale che l’apprendimento sia dipendente dallo scambio di informazioni strutturato socialmente tra gli apprendenti in gruppi. Ogni apprendente è da considerarsi responsabile del proprio apprendimento ed è motivato a favorire l’apprendimento degli altri» (Olsen, Kagan 1992: p. 8, traduzione nostra).

«Cooperazione è lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni. All’interno di situazioni cooperative, ciascun individuo ricerca risultati che diano beneficio a sé stesso e agli altri membri del gruppo.  L’Apprendimento cooperativo è l'impiego di piccoli gruppi attraverso i quali gli studenti lavorino insieme per massimizzare il proprio apprendimento e quello degli altri. Può essere posto in contrasto all’apprendimento competitivo, nel quale gli studenti lavorano l’uno contro l’altro per raggiungere obiettivi scolastici come il voto “10”» (Johnson et al. 1994: p. 4, traduzione nostra).

 

I quattro cardini metodologici dell’Apprendimento cooperativo

Interdipendenza positiva

Per raggiungere uno scopo o svolgere un compito nel gruppo non si può fare da soli. Gli altri sono necessari. L’Interdipendenza si verifica quando il profitto dei singoli studenti o dei gruppi è correlato positivamente. Se il profitto di uno studente è associato al profitto degli altri studenti, gli apprendenti sono positivamente interdipendenti.

Responsabilità individuale

Ogni studente è responsabile nel gruppo per la sua parte di progetto.

Due slogan per la Responsabilità individuale potrebbero essere i seguenti:

«L’impegno di ciascuno per l’obiettivo comune».

«Compiti, ruoli e risorse individuali per un obiettivo comune».

Equa partecipazione

Tutti i membri del gruppo intervengono e contribuiscono per il raggiungimento dell’obiettivo comune.

Interazione simultanea

Tutti i membri del gruppo sono simultaneamente attivi nello stesso momento in tutti i gruppi.

Il metodo ALC

Il metodo a mediazione sociale ALC (Apprendimento Linguistico Cooperativo), basato sull’integrazione dei principi dell'Apprendimento Cooperativo (AC) e della Facilitazione Linguistica e degli apprendimenti (FL), nasce dalla volontà di implementare e potenziare a scuola prassi didattiche inclusive, attraverso compiti e obiettivi di piccolo gruppo come sfida per lo sviluppo, per tutti e per ciascuno, di conoscenze, abilità e competenze al contempo socio-relazionali e disciplinari. Le attività cooperative, graduate e accessibili anche per studenti con competenze interlinguistiche e/o con bisogni educativi speciali o specifici, sono stimolanti per tutti i discenti, ricche di elementi interculturali e plurilingui.

Il metodo ALC è stato sperimentato, per la prima volta, nelle scuole del Comune di Prato all’interno del progetto “Implementazione del Portale Integrazione e sua Gestione Sperimentale a Livello Locale”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite ANCI, nell’anno scolastico 2012-13. Tale metodologia è stata consolidata sul territorio pratese grazie al progetto FEI “LINC (Linguaggi Inclusivi e Nuova Cittadinanza)”, che ha permesso una rielaborazione del modello, che prende adesso il nome di ALC-C3I. Con tale rielaborazione si sono individuati quattro importanti punti di forza nell'impianto metodologico: clima di classe, interdipendenza positiva, inclusione, intercultura.

Con l’Apprendimento Cooperativo (AC) si interviene sulla costruzione del gruppo e la promozione di un clima positivo di lavoro: da AC derivano l’attenzione ai quattro cardini metodologici (Interdipendenza positiva, Responsabilità individuale, Equa partecipazione, Interazione simultanea) e un pacchetto di procedure didattiche cooperative. Con le metodologie e le tecniche della Facilitazione Linguistica (FL) si lavora sulle abilità linguistico-comunicative e per lo studio, attraverso strumenti alternativi per accedere alle conoscenze disciplinari, coniugandole con una visione interculturale alla valorizzazione delle conoscenze, abilità e competenze (pluri)linguistiche: da FL derivano le tecniche di facilitazione e semplificazione testuale, l'attenzione al parlato del docente, l'attenzione ai processi di apprendimento linguistico, il rispetto del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER); il lavoro incentrato sulle abilità linguistico-comunicative e sul fare con la lingua per lo sviluppo di competenze legate all’agire con la lingua; l’attenzione agli aspetti della pedagogia interculturale.

Il metodo ALC nasce dall’assunto che in un contesto scolastico plurilingue, un clima di classe positivo, ricco di scambi significativi di collaborazione, aiuto e condivisione tra i ragazzi, stimoli e faciliti gli apprendimenti.

La ricerca-azione condotta nell'a.s. 2012-2013 da Maurizio Gentile e Tiziana Chiappelli, insieme alle psicologhe Jessica Nistri e Pamela Pelagalli della Cooperativa sociale ‘Pane&Rose’ di Prato, ha evidenziato un cambiamento tra prima e dopo l’intervento educativo, nella struttura e nella densità delle relazioni all'interno delle classi.

Il modello operativo

Il modello operativo – consolidandosi nel tempo grazie alla costante sperimentazione da parte del Comune di Prato sul territorio – prevede che ciascun Incontro/Lezione (I/L) o Unità di Lavoro/Apprendimento (UdLA) (della durata di circa 2 ore) e ciascuna Unità Didattica (4 incontri della durata di circa 8 ore) siano articolati in 3 fasi:

  1. Fase relazionale introduttiva;
  2. Fase centrale di lavoro sulle conoscenze/abilità/competenze riguardanti le microlingue e le discipline scolastiche;
  3. Fase conclusiva di auto-valutazione, di valutazione e di feedback.

Questa organizzazione degli interventi educativo-didattici è in piena sintonia con quanto proposto da Pierangela Diadori per l'Unità di Lavoro (UdL) nella didattica dell'italiano, che presenta la seguente strutturazione interna: Introduzione-Svolgimento-Conclusione.

In ALC-C3I, ogni UdLA e l’UD nel suo complesso seguono la stessa organizzazione interna, con una fase  introduttiva, nella quale si lavori soprattutto sul clima di classe, sulla formazione dei gruppi cooperativi, sulle relazioni all'interno dei gruppi cooperativi, sulle pre-conoscenze e sulla contestualizzazione del lavoro disciplinare; una fase centrale di svolgimento del lavoro sulle discipline, centrato sui testi in microlingua (scoperta/comprensione dei testi; ricerca sui testi, rielaborazione dei temi e delle strutture dei testi; riflessione sulle regolarità scoperte nei testi); ed infine una fase conclusiva di auto-valutazione, di feedback e di valutazione del lavoro dei gruppi e dei singoli apprendenti.

Alan Pona

 

Per approfondimenti

Gentile M., Chiappelli T. (a cura di) (2016), Intercultura e inclusione. Il Cooperative Learning nella classe plurilingue, Milano, FrancoAngeli.

Pona A. (2016), L2. La facilitazione linguistica e degli apprendimenti nella classe plurilingue. Appunti per la scuola, Napoli, Tecnodid Editrice.

27 gennaio: il viaggio della memoria

Per non dimenticare Auschwitz: 18-19 gennaio 2017

Lorella ZAULI

Destinazione memoria

La mattina di mercoledì 18 gennaio u.s., da Roma, un aereo si alza in volo. Destinazione: Auschwitz-Birkenau. Accompagna una delegazione di circa duecento persone in un viaggio della memoria che si staglierà, in maniera indelebile e incancellabile, fra i ricordi più autentici dei partecipanti. Fra loro, principalmente studenti e studentesse che si sono distinti in progetti legati al tema della Shoah. Folta anche la delegazione delle autorità: la ministra Valeria Fedeli, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), due ambasciatori, un rappresentante del Dipartimento delle Pari Opportunità, una significativa rappresentanza del Consiglio Superiore della Magistratura, delle associazioni dei genitori, dei docenti, delle autorità religiose ebraiche. Ad accompagnare il gruppo, il professor Marcello Pezzetti, insigne storico della Shoah, e le sorelle Andra e Tatiana Bucci, deportate ad Auschwitz all’età di 4 e 6 anni e sopravvissute ai campi di sterminio. Chi scrive prende parte al viaggio in qualità di docente referente della Consulta studentesca.

Tanti momenti per conoscere, rivivere, capire

Il viaggio si dipana in una successione di momenti dosati e calibrati con sapienza, ma senza artificiosità, in modo da rendere graduale ed emotivamente sostenibile l’impatto con le atroci sofferenze e le feroci persecuzioni del più grande sterminio della storia. L’ultima visita è quella ad Auschwitz 1, il campo di concentramento tristemente noto, sul cui ingresso campeggia la celeberrima e crudele dicitura “Arbeit macht frei”. Di varia natura i momenti del viaggio, che chiameremo passaggi; una esperienza come questa rappresenta infatti a suo modo un vero e proprio passaggio, poiché porta a un reale cambiamento, così come tutti i vissuti particolarmente significativi nella vita emozionale, intellettuale, relazionale di ciascuno di noi.  In questi due giorni si sono condivisi principalmente passaggi istituzionali, storici, religiosi, interiori.

I passaggi istituzionali

La ministra, le altre autorità; tutti gli interventi vanno nella stessa direzione: conoscere per capire, per crescere e per ritornare a casa diversi, migliori. I richiami alla nostra carta costituzionale, alla convenzione europea dei diritti dell’uomo, alla carta fondamentale dei diritti dell’unione europea non sono vuoti riferimenti. Da lì occorre partire. All’interno della sinagoga di Cracovia, dalla ministra e dalla presidente dell’UCEI viene firmato il Protocollo d’Intesa per la promozione di percorsi didattici sulla Shoah nelle scuole italiane, anche in vista dell’ottantesimo anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia, che cadrà nel 2018. Un secondo accordo viene siglato tra Miur, UCEI e Consiglio Superiore della Magistratura, la cui presenza è sembrata andare ben oltre la rappresentanza formale.

I passaggi storici

Il professor Pezzetti introduce ai luoghi simbolo di questo viaggio – il ghetto ebraico, la sinagoga, i campi di Birkenau e Auschwitz – e lo fa nei concreti spazi fisici di cui parla. Descrive, racconta, argomenta con passione e precisione storica, cui una percettibile umanità e una visibile partecipazione non fanno che aggiungere vigore e autenticità. La ghettizzazione, la liquidazione del quartiere ebraico, la deportazione, la sofferenza, la morte. La Storia prende forma, si insinua nelle menti, nei cuori, nelle pance dei presenti, per non uscirne più. Specie quando a raccontarla sono le testimoni, Andra e Tatiana, che condividono i loro ricordi, ripercorrono e rivivono i loro dolori. Hanno 77 e 79 anni, ma per il gruppo è più che naturale chiamarle “le bambine”, un falso anacronismo, poiché, anche agli occhi dei diciottenni presenti, esse saranno sempre le bambine di 4 e 6 anni che, per un certo periodo, vissero nel “blocco dei bambini”.

Spiritualità, immedesimazione, condivisione

Alcuni momenti religiosi scandiscono le fasi più toccanti e significative del viaggio. Una benedizione, la lettura di brani della Torah e del Talmud, un canto ebraico, il suono suggestivo dello shofar. Un bagno di spiritualità che rende più intenso il vissuto personale e la rievocazione storica.

Fuori il freddo è pungente (meno 9 gradi) e non fa che acuire il gelo interiore che attanaglia lo stomaco e avvolge lo spirito all’ascolto delle tante storie di vita – e di morte.

Dal passaggio al messaggio

Una straordinaria e pulsante lezione di storia, nella quale le pagine dei libri e i racconti orali prendono vita; una lezione che i ragazzi, ma anche gli adulti presenti, non dimenticheranno facilmente. Il passaggio, concreto e metaforico, che hanno vissuto, è chiamato a farsi messaggio, affinché i giovani diventino testimonianza vivente di una abominevole pagina di storia e protagonisti attivi di una diversa cultura e conoscenza. Perché non si ripeta. Per non dimenticare. Non solo il 27 gennaio. Mai.

Le foto sono tratte dalla documentazione fotografica pubblicata, assieme ad altri documenti, dal Miur: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/focus170117

Lorella Zauli

Pensioni: le novità della Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto diverse innovazioni in campo pensionistico. In particolare le novità riguardano il cumulo della contribuzione da diverse casse e il pensionamento in regime sperimentale donna (c.d. opzione donna). In considerazione dei gravi eventi sismici e meteorologici che hanno interessato alcune regioni, il termine per la presentazione delle domande è prorogato al 13 febbraio.

La Legge 232/2016, approvata dai due rami del Parlamento prima delle dimissioni del Presidente Renzi, ha introdotto diverse innovazioni in campo pensionistico. Tali innovazioni, per le quali, peraltro, si attende la pubblicazione delle circolari applicative, non potevano essere recepite, quindi, dal D.M. n. 941/2016 e della circolare del MIUR n. 38646/2016, relative al pensionamento del personale del comparto scuola, che fissavano quale termine ultimo per la presentazione delle domande il 20.01.2017, successivamente rinviato al 13.02.2017 con nota MIUR 20.01.2017, prot. n. 2718, in considerazione dei gravi eventi sismici e meteorologici che hanno interessato alcune regioni.

La L. 232/2016 ha introdotto novità in merito:

  • al cumulo della contribuzione da diverse casse;
  • al pensionamento in regime sperimentale donna.

Nello specifico:

  • Il “cumulo” (definito anche “totalizzazione contributiva”) consiste nella possibilità, ai soli fini del “Diritto a Pensione”, di mettere insieme i contributi versati in casse previdenziali diverse pur non avendo effettuato la “Ricongiunzione dei contributi” (l’unificazione di tutti i contributi in un’unica cassa contributiva), ossia non scegliendo la “Totalizzazione di cui al D.Lgs 42/2006”, ovvero il “computo in Gestione Separata”. La Legge 228/2012 aveva già introdotto il “cumulo” limitandolo, in via ordinaria, a coloro che non avevano perfezionato il diritto autonomo a pensione (20 anni di accrediti contributivi) in alcuna cassa previdenziale, quindi limitandone l’efficacia al conseguimento esclusivo della pensione di vecchiaia. Con la novazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, il cumulo interessa tutte le casse previdenziali (comprese le gestioni previdenziali dei liberi professionisti che erano state escluse dalla L. 228/2012) e può essere utilizzato anche in presenza di diritto autonomo perfezionato in almeno una cassa previdenziale.
  • Il regime sperimentale donna (c.d. opzione donna) era un metodo di pensionamento riservato solo alle lavoratrici, che aveva terminato la sua efficacia, nel far maturare il diritto a tale prestazione pensionistica, il 31.12.2015. La Legge di Bilancio 2017 ha esteso il periodo di efficacia nella maturazione del diritto dal 31.12.2015 al 31.07.2016. Lo slittamento del temine non cancella l’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aumento della speranza di vita degli italiani, pertanto potranno accedere al regime sperimentale donna tutte le lavoratrici che sono nate entro il 1957 e che hanno perfezionato 35 anni di contribuzione entro il 31.07.2016.

Sarebbe inutile ricordare le motivazioni alla base delle quali vi è la necessità di recepire le dimissioni dei lavoratori del comparto scuola in congruo anticipo rispetto alla finestra unica di pensionamento, fissata al 1° settembre di ogni anno, perché investono le varie fasi di sviluppo dell’organizzazione dell’intero sistema scolastico sul territorio nazionale.

La circolare Miur 19 gennaio 2017 prot. n. 2473 ha stabilito che tutti i lavoratori che potrebbero far vantare, entro il 31.12.2017, il perfezionamento:

  • del diritto a pensione di vecchiaia (età anagrafica di 66 anni + 7 mesi) in regime di cumulo di cui alla L.228/2012 così come modificata dalla L.232/2016;
  • del diritto a pensione anticipata (anzianità contributiva di 42 anni + 10 mesi per gli uomini, ovvero 41 anni + 10 mesi per le donne) in regime di cumulo di cui alla L.228/2012 così come modificata dalla L.232/2016;
  • del diritto a pensione di vecchiaia (età anagrafica di 65 anni + 7 mesi) in regime di totalizzazione ai sensi del D. Lgs 42/2006;
  • del diritto a pensione anticipata (anzianità contributiva di 40 anni + 7 mesi) in regime di totalizzazione ai sensi del D.Lgs. 42/2006;

devono comunque presentare, con le procedure telematiche ordinarie previste su “istanze on-line”, le dimissioni entro il 13.02.2017 scegliendo appositamente le voci già presenti.

La stessa circolare ha stabilito che tutte le lavoratrici che potrebbero far vantare il perfezionamento:

  • del diritto a pensione di anzianità, in regime sperimentale donna, con 35 anni di anzianità contributiva e 57 anni + 7 mesi di età entro il 31.07.2016, in regime di opzione ai sensi dell’art. 1 comma 9 della L. 243/2004, come da ultimo modificato dalla L.232/2016;

potranno presentare le dimissioni on-line con le procedure che verranno aperte telematicamente dal 27 gennaio al 28 febbraio 2017.

Si mette in evidenza che sarebbe opportuno aver cura di scegliere l’opzione specifica circa la volontà di non interrompere il rapporto d’impiego, nel caso in cui venga accertata la mancata maturazione del diritto al trattamento di pensione.

Infine, la stessa circolare già citata, rammenta che i lavoratori che rientrano nell’ottava salvaguardia (di cui al co.216 let. e) della L.232/2016), cioè i lavoratori in congedo per assistere i figli con disabilità grave ai sensi dell’art.42 co.5 del D.Lgs. 151/2011 (let e-ter) art.24 co.14 del D.L. 201/2011), possono accedere al trattamento pensionistico con i requisiti in vigore prima della Riforma Monti-Fornero purché perfezionati per la decorrenza del trattamento pensionistico entro l’ottantaquattresimo mese successivo alla data di entrata in vigore del D.L.201/2011. Tale personale potrà presentare richiesta di accesso al beneficio al competente Ispettorato territoriale del lavoro entro il 2 marzo 2017. Tale personale sarà successivamente informato dell’eventuale riconoscimento del beneficio della salvaguardia: solo dopo sarà possibile avere indicazioni circa i tempi e le modalità nel beneficio della salvaguardia. Solo ad esito della complessa procedura sarà possibile fornire indicazioni su tempi e modalità di presentazione delle istanze di cessazione di cessazione.


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Piano di formazione dei docenti: risorse assegnate

Il Miur ha comunicato alle scuole polo l’ammontare delle risorse assegnate per l’a.s. 2016/17 per la formazione dei docenti, e ha fornito le istruzioni per la rendicontazione delle attività svolte, che dovrà essere trasmettessa agli UU.SS.RR. entro il 30 settembre.

Con nota 13 gennaio 2017, prot. n. 1522 il Miur ha comunicato alle scuole polo per la formazione, individuate negli ambiti territoriali dagli Uffici Scolastici Regionali, l’ammontare delle risorse finanziarie assegnate per l’a.s. 2016-2017 nel quadro del Piano per la formazione dei docenti 2016-2019, nonché l’importo dalla somma erogata a titolo di acconto, pari al 40% della somma impegnata.

Le risorse sono finalizzate all’attuazione del Piano di formazione rivolto a tutti i docenti delle scuole dell’ambito territoriale. Le iniziative formative saranno individuate sulla base di una rilevazione dei fabbisogni per il proprio ambito territoriale, tenendo conto delle priorità indicate nel Piano.

Oltre a coordinare la progettazione e l’organizzazione delle attività formative, ciascuna scuola polo dovrà garantire una corretta gestione amministrativo-contabile dei fondi assegnati, ed interfacciarsi con gli USR per le attività di co-progettazione, monitoraggio e rendicontazione. Per tali attività amministrative è riconosciuta una quota non superiore al 3% delle risorse stanziate.

Per l’erogazione del saldo, le scuole-polo dovranno predisporre e trasmettere all’USR di riferimento, entro il 30 settembre 2017, la rendicontazione delle attività svolte, secondo la procedura dettagliata nelle istruzioni allegate alla suddetta nota.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
  • scegli il prodotto/servizio che desideri acquistare;
  • inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del prodotto/servizio che vuoi acquistare;
  • il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo a noi per ottenere il prodotto/servizio desiderato.

Gli Istituti Tecnici Superiori, questi sconosciuti

Angelo PRONTERA

Le nuove Linee guida degli ITS

Gli Istituti Tecnici Superiori, meglio noti con l’acronimo ITS, sono la prima esperienza italiana di offerta formativa terziaria professionalizzante secondo un sistema consolidato da alcuni anni anche in altri paesi europei. Si tratta, così come esplicitato nell’art. 4 dell’Allegato A del Decreto 7 febbraio 2013, di “istituti di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica” che costituiscono il “segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere processi di innovazione”, realizzati secondo il modello organizzativo della Fondazione di partecipazione.

Le sei aree tecnologiche

Secondo quanto previsto dall’art. 7 (Standard di percorso) del DPCM 25 gennaio 2008, gli ITS offrono percorsi relativi a sei aree tecnologiche (non più di un ITS in ogni regione per la medesima area tecnologica): Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il made in Italy, Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, Tecnologie della informazione e della comunicazione.

Il lungo percorso: dalla costituzione alle linee guida 

La genesi degli ITS si può ricondurre all’art. 69 della L. 144/1999 che istituiva il sistema di Istruzione e Formazione tecnica superiore (IFTS). Dopo otto anni sarà la legge finanziaria 296/2006 a prevederne la riorganizzazione, mentre la legge 40/2007 ne prevedrà la configurazione e la denominazione.

Ma sarà solo con il DPCM del 25 gennaio 2008 che gli ITS prenderanno forma attraverso la loro formale costituzione e attraverso la definizione degli standard organizzativi delle strutture, delle aree tecnologiche, della durata e della forma giuridica della Fondazione di partecipazione.

Dopo cinque anni vengono emanate le prime Linee guida, in attuazione dell’art. 52 della L. 35/2012 contenente “misure di semplificazione e di promozione dell'istruzione tecnico-professionale e degli Istituti Tecnici Superiori”.

Nel frattempo viene approvata la legge di “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”, la “Buona scuola” (Legge 107/2015), che al c. 48 del suo unico articolo prevede l’emanazione, entro novanta giorni, di nuove linee guida e nuovi obiettivi:

a) semplificare e snellire le procedure per lo svolgimento delle prove conclusive dei percorsi attivati dagli istituti tecnici superiori, prevedendo modifiche alla composizione delle commissioni di esame e alla predisposizione e valutazione delle prove di verifica finali;

b) prevedere l'ammontare del contributo dovuto dagli studenti per gli esami conclusivi dei percorsi e per il rilascio del diploma [contributo che sarà determinato dalle singole Fondazioni, art. 9 Linee guida];

c) prevedere la partecipazione dei soggetti pubblici in qualità di soci fondatori delle fondazioni di partecipazione, senza determinare nuovi o maggiori oneri a carico dei loro bilanci.

d) prevedere che, ai fini del riconoscimento della personalità giuridica da parte del Prefetto, le fondazioni di partecipazione cui fanno capo gli istituti tecnici superiori siano dotate di un patrimonio, uniforme per tutto il territorio nazionale, non inferiore a 50.000 euro [o 100.000 euro per altri percorsi] e comunque che garantisca la piena realizzazione di un ciclo completo di percorsi.

Un’altra novità della L. 107/2015 è l’emanazione di un Regolamento in materia di crediti formativi a conclusione dei percorsi degli Istituti Tecnici Superiori, previsto dal c. 51, e il riconoscimento di cento crediti formativi universitari per i percorsi di durata di quattro semestri, e centocinquanta per i percorsi della durata di sei semestri.

Le nuove Linee guida, anche se in ritardo rispetto alla tabella di marcia, sono state approvate con decreto n. 713 del 16 settembre 2016 e pubblicate il 12 gennaio 2017 dopo la registrazione alla Corte dei conti il 1° dicembre e recepiscono l’intesa sancita in Conferenza Unificata Stato Regioni del 3 marzo 2016.

Le nuove “Linee guida in materia di semplificazione e promozione degli Istituti tecnici superiori”  

Diverse le novità previste dalle nuove Linee guida:

  • la prova scritta dell’esame finale non è più predisposta ed erogata dall’INVALSI in collaborazione con la CRUI, ma dal Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione ITS;
  • al fine di assicurare uniformità, oggettività e qualità delle prove su tutto il territorio nazionale è previsto che la prova scritta sia predisposta secondo “quadri di riferimento” nazionali;
  • è prevista la possibilità di attribuire un bonus di 5 punti (su 100 complessivi) agli allievi che abbiano ottenuto almeno 85/100 nelle prove d’esame e che abbiano ottenuto una valutazione positiva in merito al percorso formativo svolto;
  • per quel che concerne la Commissione d’esame, e in particolare la figura dell’esperto del mondo del lavoro designato dal CTS dell’ITS, viene eliminato il riferimento alla “segnalazione” di nominativi da parte dei Fondi Interpersonali, come richiesto dagli stessi;
  • si prevede per le Fondazioni di partecipazione cui fanno capo gli ITS un regime contabile ed uno schema di bilancio per la rendicontazione dei percorsi uniforme in tutto il territorio nazionale, in conformità al c. 47, lett. e) della L. 107/2015. Dopo vari incontri con gli ITS e con i rappresentanti delle Regioni è stato condiviso che per la rendicontazione dei percorsi sia opportuno adottare un sistema basato sulle unità di costo standard, tabella che sarà disposta da un gruppo di lavoro interministeriale;
  • è contemplata l’istituzione della Commissione Nazionale per il coordinamento dell’offerta formativa per promuovere l’aggiornamento delle aree tecnologiche degli ITS, per proporre standard formativi e per elaborare un rapporto di monitoraggio e valutazione dei piani territoriali d’intervento.

Novità, infine, riguardano anche il potenziamento del ruolo di responsabilità del Presidente della Fondazione ITS in ordine alle informazioni fornite per il monitoraggio e la valutazione dei percorsi, e agli atti di indirizzo amministrativo, gestionale, scientifico e di orientamento della Fondazione.

Le tre prove di verifica finale e i relativi punteggi in centesimi

Le prove di verifica delle competenze acquisite dagli allievi  a  conclusione dei percorsi formativi degli ITS comprendono una prova teorico-pratica (24-40 punti), una prova scritta (18-30 punti), che consta di un set di 30 domande a risposta chiusa a  scelta multipla, e una prova orale (18-30 punti) concernente la discussione di un progetto  di lavoro  (project  work)  sviluppato  nel  corso   del   tirocinio   e predisposto  dalle  imprese  presso  le  quali  è  stato  svolto  il tirocinio stesso.

Alle prove di verifica finale sono  ammessi  gli allievi  dei  percorsi  formativi  degli  ITS   che   li   abbiano frequentati per almeno l'80% della  durata  complessiva, e che siano stati valutati positivamente dai docenti dei percorsi medesimi.

La Commissione esaminatrice, all'unanimità, può attribuire  la lode ai candidati che abbiano  conseguito  il  massimo  punteggio  al termine di ciascuna delle tre prove di verifica finale, e che si siano dimostrati particolarmente meritevoli.

La costituzione delle commissioni d’esame

Le commissioni d’esame per la verifica finale delle competenze acquisite dagli  allievi  che  hanno  frequentato  i  percorsi  delle Fondazioni ITS saranno costituite da: rappresentante dell'università con funzioni di presidente della commissione, designato dal  MIUR; un  rappresentante  della  scuola,  designato  dal  dirigente scolastico dell'istituto tecnico o professionale ente di  riferimento dell'ITS; un esperto  della  formazione  professionale  designato  dalla regione; due esperti  del  mondo  del  lavoro  designati  dal  comitato tecnico-scientifico.

Durata dei percorsi e riferimento al Quadro europeo delle qualifiche

I percorsi  ITS  della  durata  di quattro semestri (1800/2400 ore), finalizzati al conseguimento di diplomi di tecnico superiore, sono riferibili al  V  livello  del  Quadro  Europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, mentre le competenze in esito ai  percorsi della durata di sei semestri sono riferibili al VI  livello EQF.

Angelo Prontera

L’Istruzione degli Adulti

Federica FORNASARI

Per favorire, realizzare e diffondere l’istruzione degli adulti

È la V Conferenza Mondiale dell’UNESCO svoltasi ad Amburgo nel 1997 che impegna i 135 Paesi Membri, tra cui l’Italia, a mobilitare e condividere le risorse necessarie a favorire, realizzare e diffondere l'educazione degli adulti.

Nel luglio dello stesso anno, con OM 455/1997, in Italia sono istituiti i Centri Territoriali Permanenti (CTP) per l’istruzione e la formazione in età adulta. Sono collocati presso le scuole primarie o secondarie di secondo grado e costituiscono il nuovo ambito degli ordinamenti per alfabetizzare e orientare gli adulti all’istruzione e formazione professionale.

Alla base di questo, come della formazione professionale, c’è l’esperienza italiana della ‘scuola delle 150 ore’, espressione del laboratorio culturale degli anni Settanta. Erano corsi destinati ai lavoratori, prevalentemente operai, per il conseguimento del titolo del primo ciclo, della durata di 150 ore (retribuite) distribuite in tre anni, e ospitati all’interno delle scuole pubbliche, in orario serale o pomeridiano.

Tornarono a scuola migliaia di lavoratori, e ancora gli attuali contratti di lavoro ne prevedono l’applicazione.

Parallelamente si diffondono sul territorio nazionale scuole serali pubbliche di secondo grado per l’acquisizione di titoli quinquennali, in gran parte professionali e tecnici, fino alle sperimentazioni degli anni ‘90 (Sirio e Aliforti), caratterizzate da strategie utili all’incremento numerico delle iscrizioni e alla diversificazione delle caratteristiche dell’utenza: riconoscimento dei crediti e personalizzazione oraria dei percorsi, integrazione con la formazione professionale, alternanza scuola-lavoro, alfabetizzazione dei lavoratori stranieri.

La svolta del 2012

Lo sviluppo degli ordinamenti rivolti all’accrescimento delle competenze degli adulti per l’inclusione e per l’occupabilità sono fortemente connessi alle politiche del lavoro, e nel 2012 la Legge n. 92 del 28 giugno, di riforma del mercato del lavoro, riconosce il diritto all’apprendimento permanente ed il ruolo formativo del lavoro e degli ambiti di esperienza, così come il DPR 29 ottobre 2012, n. 263 regolamenta per il MIUR l’assetto organizzativo e didattico dei percorsi di istruzione e formazione degli adulti.

È proprio in quegli anni che si rilanciano le strategie europee e nazionali in materia, sulla base della ‘Risoluzione del Consiglio su un’agenda europea rinnovata per l’apprendimento degli adulti’ del 20 dicembre 2011.

Il primo punto dell’Agenda europea è incentrato sulla fattibilità dei percorsi di apprendimento per gli adulti: l’ampliamento dell’accesso ai servizi da parte di gruppi svantaggiati, la flessibilità dei percorsi, la certificazione ed il rapporto con le realtà lavorative.

Dal 2013 è finalmente vigente sul territorio nazionale il Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell’assetto organizzativo-didattico dei Centri d’istruzione per gli adulti (CPIA), ivi compresi i corsi serali (DPR n. 263/2012).

DPR 263/2012: un nuovo linguaggio

I contesti internazionali e le specificità degli ordinamenti precedenti sono stati determinanti per gli aspetti innovativi di questo ambito ordinamentale. Il regolamento si estende dai CTP ai corsi serali delle istituzioni scolastiche di secondo grado, e ne riporta le specificità in un unico assetto organizzativo, con l’obiettivo di istituire punti di riferimento precisi per l’utenza adulta numerosa, diversificata e di gruppi sociali deboli.

È su questa base che si sviluppa un linguaggio ordinamentale nuovo e denso di significati didattici e organizzativi da sperimentare e da mettere a punto per passi non sempre di immediata attuazione.

L’Istituzione Scolastica Autonoma per adulti (CPIA) è costituita da una rete di servizio che al tempo stesso è unità amministrativa, unità didattica e unità formativa.

Il CPIA è unità amministrativa articolata in punti di erogazione distribuiti territorialmente come da programmazione regionale; in tali sedi sono realizzati i percorsi di alfabetizzazione e per il conseguimento del primo ciclo di istruzione, detti percorsi di primo livello. Nei percorsi di primo livello sono compresi anche moduli utili al conseguimento dell’obbligo di istruzione.

L’unità didattica è la rete con le istituzioni scolastiche che erogano corsi serali, detti percorsi di secondo livello. L’attività è regolata da un accordo sottoscritto tra le parti per consentire, in una logica di integrazione e suddivisione dell’offerta formativa, l’accesso degli adulti ai percorsi per il conseguimento del diploma quinquennale.

L’unità formativa è l’insieme di accordi di rete che il CPIA può stipulare, ai sensi del regolamento dell’autonomia, con enti locali e/o soggetti pubblici e privati, per percorsi di ampliamento dell’offerta formativa.

L’unità formativa e l’ampliamento dell’offerta formativa

Le linee guida attuative del DPR 263/2012 e le successive Note ministeriali di indicazione per il funzionamento dei CPIA, in ultimo la Nota n. 12072 del 3 novembre 2016 (punto A), promuovono il perfezionamento e l’attuazione degli accordi previsti dal regolamento. Si pone di seguito l’attenzione all’unità formativa e all’ampliamento dell’offerta formativa, che è strettamente connesso ai successivi sviluppi normativi, di cui ultimo atto è l’Accordo in Conferenza Unificata del 10 luglio 2014.

Sulla base di tale Accordo i CPIA, visti come unità formativa per l’ampliamento dell’offerta formativa, possono essere soggetti all’interno di reti territoriali i cui modelli organizzativi vengono esplicitati dalle singole Regioni, mediante il confronto con i soggetti istituzionali, imprenditoriali e associativi, compreso il terzo settore.

In quest’ottica i CPIA possono ampliare l’offerta formativa con la qualifica professionale triennale di IeFP, di competenza regionale, possono raccordarsi con i poli tecnico-professionali, con i percorsi di istruzione tecnica superiore. Inoltre possono integrarsi con gli Enti di formazione per il conseguimento di qualifiche professionali. È possibile altresì l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro e apprendistato. Insieme alle Università il CPIA può intraprendere azioni di ricerca e sviluppo didattico per il riconoscimento dei crediti, la pianificazione in Unità di apprendimento, la formazione del personale.

Attualmente i CPIA hanno già predisposto accordi con i principali soggetti di riferimento anche in vista della strutturazione della ‘governance’ che, insieme alle Regioni, valorizzi al meglio le caratteristiche del territorio utili ai processi di apprendimento della popolazione adulta.

Per saperne di più: Epale

Epale (Electronic Platform for Adult Learning in Europe) è la piattaforma della Comunità Europea, gestita da INDIRE, che dal 2014 raccoglie notizie, risorse, eventi e discussioni dalla community dei professionisti dell'apprendimento degli adulti in Europa (http://ec.europa.eu/epale/it). Secondo la comunicazione dell’INDIRE, l’Italia è oggi il primo paese per numero di utenti iscritti e visite alla piattaforma.

Federica Fornasari

Iscrizioni alle scuole nelle zone terremotate

In apertura del periodo utile per le iscrizioni on line (16 gennaio - 6 febbraio), il Miur ha diramato indicazioni specifiche per i comuni colpiti dai recenti eventi sismici. In particolare sarà possibile indicare più sedi scolastiche ed effettuare la scelta definitiva in un momento successivo. Inoltre sarà fornito il necessario supporto ai genitori privi di strumentazione informatica.

Con nota 13 gennaio 2017 prot. n. 284 il Miur ha fornito disposizioni integrative alla circolare ministeriale del 15 novembre 2016, n. 10, relativa alle iscrizioni alle sezioni di scuola dell’infanzia e alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per l’a.s. 2017/2018, limitatamente alle operazioni che si svolgeranno nei Comuni delle zone terremotate delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, individuati dal decreto legge n. 189/2016.

Per l’iscrizione alle sezioni della scuola dell’infanzia, i genitori residenti nelle zone terremotate, in ragione della propria situazione abitativa e di lavoro, nonché del procedere delle operazioni di allestimento delle sedi scolastiche, potranno indicare nel modulo di domanda fornito dalla scuola due diverse sedi o una ulteriore istituzione scolastica, riservandosi di effettuare la scelta definitiva in un momento successivo. Per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di I e II grado, i genitori potranno indicare nel modulo di iscrizione on line tre istituzioni scolastiche di proprio gradimento.

Pertanto, le diverse opzioni non dovranno essere considerate come espresse in ordine di priorità. Il dirigente della scuola cui sarà presentata la domanda avrà cura di informare i dirigenti delle altre scuole prescelte.

Le istituzioni scolastiche e gli uffici periferici dell’Amministrazione scolastica dei territori interessati forniranno, per tutto il periodo di apertura delle iscrizioni on line, il necessario supporto ai genitori privi di strumentazione informatica.


articolo originale


Deleghe sulla Buona Scuola: un percorso che si riapre

Al fotofinish il Consiglio dei ministri approva in prima lettura i testi delle 8 deleghe previste dalla legge 107/2015. Resta al momento in stand by la “nona” delega, il passaggio più complesso, quello relativo alla riscrittura del Testo Unico del 1994. Il commento di Giancarlo Cerini.

I testi degli 8 decreti legislativi dovranno essere analizzati con molta attenzione, per coglierne l’impatto e l’incidenza sulla vita della scuola.

È un impegno per l’intero gruppo redazionale della Tecnodid, che per ogni decreto legislativo metterà a disposizione un primo commento qualificato curato dai collaboratori di Notizie della Scuola, Repertorio, Esperienze Amministrative, Scuola7.it.

Il commento di Giancarlo Cerini

I testi delle deleghe

Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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