Scuola7 6 febbraio 2017, n. 29

Scuola7

la settimana scolastica

6 febbraio 2017, n. 29


In questo numero parliamo di:

Safer Internet Day (C. Brescianini)

Genitori e handicap: riflessioni sul decreto legislativo (L. Lega)

La formazione del personale ATA (L. Di Leo)

Per formare bene i neo-assunti (L. Zauili)

Selezione assistenti di lingua italiana all’estero

Alternanza scuola-lavoro: parte la Cabina di regia

Maturità 2017: le materie della seconda prova

Mobilità: firmato il contratto

PON: 830 milioni per le competenze degli studenti


Settimanale di informazione scolastica.

© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diSafer Internet
< Trascina

Safer Internet Day

Chiara BRESCIANINI

Mondi virtuali, mondo “reale”

Apro questo contributo in occasione del Safer Internet Day citando Wonder, storia di Auggie Pullman, ragazzo affetto da gravissima malformazione cranio-facciale che lo espone ogni giorno alla berlina dell’umana derisione.

“Che genere di persone siamo? Che genere di persona sei tu? Non è forse questa la cosa più importante di tutte? Non è forse questo il genere di domanda che dovremmo fare a noi stessi tutto il tempo? Che genere di persona sono io?”.  (Wonder, R.J.  Palacio)

La sua domanda è “LA” domanda che dovremmo porci ogni momento in cui ci avviciniamo alla rete, ricordandoci che genere di persone siamo/vogliamo essere nel mondo virtuale, che per noi e i nostri ragazzi è un mondo autentico e un reale ambiente di vita.

Uniti per una rete migliore

Il giorno 7 febbraio 2017 ricorre il Safer Internet Day o SID, la giornata mondiale della Sicurezza in rete, che coinvolge oltre 100 paesi per promuovere un uso sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, soprattutto fra i giovani. In Italia, la promozione del SID  è svolta dal progetto Generazioni Connesse coordinato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, che unisce in un Consorzio l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, Save the Children Italia, Telefono Azzurro, la Cooperativa E.D.I., l'Università La Sapienza di Roma, l'Università degli Studi di Firenze, il sito web Skuola.net e il Movimento Difesa del Cittadino.

La giornata è stata istituita nel 2004 dall’Unione Europea, nel secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio. Lo slogan per il 2017 è “Be the change, unite for a better internet” (Sii il cambiamento, uniti per una rete migliore), volto a sottolineare non solo i rischi ma la necessità di unirsi per rendere internet un ambiente positivo.

Tra le iniziative del Safer Internet Day rientrano convegni, concorsi a premi e campagne di sensibilizzazione, incentrati su temi legati al cyberbullismo, alla pedopornografia e pedofilia on-line, al sexting, alla perdita di privacy, ma anche alla dipendenza da videogiochi e a uno stile di vita eccessivamente sedentario o solitario, soprattutto tra gli utenti più giovani.

Il “Safer Internet Day” in Italia

In Italia il SID 2017 sarà celebrato il 7 febbraio a Roma, presso gli spazi espositivi della Caserma Guido Reni, in Via Guido Reni, alla presenza di circa 1000 studenti e dei rappresentanti di aziende, associazioni e istituzioni partecipanti all’Advisory Board di “Generazioni Connesse”. Numerose le iniziative a livello nazionale per ricordare l’evento e promuovere iniziative di informazione e formazione.

Per conoscere l’iniziativa ogni informazione è sul sito http://www.generazioniconnesse.it/site/it/safer-internet-day/, e per sostenere l’iniziativa è possibile reperire ed utilizzare il materiale di comunicazione predisposto (http://www.generazioniconnesse.it/site/it/materiale-di-comunicazione/) fra cui il logo, il banner, il bollino ufficiale, il materiale cartaceo (manifesti, brochure per genitori…), il kit didattico (con tre e-book interattivi per bambini, ragazzi e insegnanti).

L’accento è certamente sulle minacce e sui rischi in rete (dalle frodi al furto di identità, al cyberbullismo, al gambling, all’adescamento on line, ai contenuti estremi, ai siti pericolosi per il tipo di contenuti e che possono nuocere a soggetti vulnerabili, etc.), ma l’intenzione è quella di guidare tutti e in particolare i giovani ad un uso positivo della rete, viste le sue potenzialità di connettore e il suo ruolo di habitat reale delle nostre vite.

Generazioni “connesse”, a rischio

I dati, forniti da ricerche varie, molte delle quali sono già “invecchiate” nel momento in cui vengono diffuse, a causa della velocità del fenomeno di fruizione della rete, denunciano dati allarmanti di crescita del cyberbullismo, di precocizzazione del sexting con invio di foto hard e pratiche sessuali via web in crescita preoccupante.

Le conseguenze di azioni considerate banali soprattutto dai ragazzi che le praticano, fatte con leggerezza e perché “così fan tutti”, sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti, con casi di cronaca che lasciano turbati e svuotati, di fronte al crollo emotivo di giovani che non reggono l’enorme pressione sociale che la rete dilata, con una diffusione istantanea ed immediata della foto discinta o della sciocchezza condivisa, di gravità variabile ma certamente foriera di conseguenze psicologiche personali pesanti.

Sfatiamo il mito che le nuove generazioni (appunto “generazioni connesse”), precocemente dotate di uno smartphone con cui possono accedere a tutti i contenuti possibili, siano di per sé più attrezzate in quanto “nativi digitali”. Sono “nativi” nel senso che sono nati appunto con lo strumento di connessione fra le mani, ma questo non implica in automatico né una maggiore capacità di utilizzo né una più forte consapevolezza all’uso. Occorre quindi investire in significato, conoscenza e capacità di decodifica degli aspetti positivi e negativi della rete, una capacità di cui spesso gli adulti di riferimento sono privi essi stessi, vista la novità dell’accesso.

Le azioni istituzionali

Ricordiamo al riguardo, fra le tante azioni in campo, che il 17 ottobre 2015 MIUR e Presidenza della Camera hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa per la diffusione dei contenuti della Dichiarazione dei diritti e doveri in Internet [1].

Il giorno 31 gennaio scorso, inoltre, è stato approvato con modificazioni l’Atto del Senato 1261 relativo al Disegno di Legge sulle “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyber bullismo” che, dopo una genesi e un accordo iniziale comune (27 gennaio 2014), sta allungando il suo iter di oltre tre anni. Va auspicata una rapida conclusione che porti ad una Legge non più procrastinabile, vista la velocità di diffusione della rete e la necessità di dare strumenti concreti di tutela, in particolare dei giovani.

Cosa può fare la scuola?

È giusto porre l’accento sui rischi e i pericoli del web, e considerare gli aspetti negativi dell’abuso della rete, ma proprio in occasione del Safer Internet Day, dal punto di vista degli insegnanti, educatori professionisti, è necessario riprendere alcuni concetti.

  • rafforzare l’alleanza educativa fra scuola e famiglia su un tema tanto vasto e complesso;
  • lavorare con i ragazzi ancora e di più sugli aspetti di comunicazione e di relazione. I ragazzi vanno in rete, e ce lo dicono le ricerche e gli studi più recenti, per aspetti di socializzazione, relazione e rapporto, per divertirsi, per passare il tempo. Le piazze sono sostituite con la rete. Quindi indaghiamo con i ragazzi e i bambini i motivi, non giudichiamoli ma accompagniamoli sul significato. In questo senso, come Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, stiamo lavorando con e insieme alle Consulte Provinciali degli Studenti in incontri dedicati ove poter dialogare insieme su ragioni, significato e bisogni;
  • riflettere su come l’uso della rete, e dei social network in particolare, incida sulla didattica e sull’educazione in senso lato, non facendone strumenti da demonizzare ma rendendoli alleati e riempiendoli di senso costruttivo. Su questo le esperienze di connubio virtuoso fra rete e didattica, rete ed educazione non mancano: usiamole e volgiamo l’ambiente web in ambiente sociale positivo (un esempio il Servizio Marconi dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna);
  • studiare, approfondire e imparare con i ragazzi i potenziali del mezzo: il recente Piano nazionale per la formazione dei docenti ci dà le risorse per una formazione in servizio capillare, che dobbiamo sapientemente orientare non solo verso lo studio tecnico del mezzo, ma sul lavoro fra pari, docenti con altri docenti che usino il web come luogo di co-costruzione educativa[2].

Una sfida per noi adulti

Dobbiamo recuperare il senso della relazione umana, anche in rete: alziamo gli occhi ed educhiamoci (soprattutto noi adulti) a vivere senza smartphone qualche ora e a dare un significato alla connessione.

Il richiamo non è peregrino, perché è proprio con questa riflessione rivolta agli adulti che vorrei concludere: spesso i primi ad abusare dello strumento e dell’habitat di vita siamo noi “grandi”, con precocizzazioni inopportune (quante, troppe foto di bambini in rete mostrati minuto per minuto…) e infantilizzazioni a dir poco imbarazzanti (kidadults e frustrazioni di chi non vuole invecchiare e mostra inquietanti pose ammiccanti nei propri profili whatsapp…). Riprendiamoci il nostro ruolo di adulti educanti, e anche il luogo di vita in rete potrà diventare in un prossimo futuro un alleato.

Ricordiamo ancora con Auggie Pullman che …. “A volte non c’è bisogno di voler ferire qualcuno per fargli del male” (Wonder, R.J. Palacio), e buon Safer Internet Day 2017!

Chiara Brescianini

[1] Di questo progetto ho dato conto in precedente contributo su Scuola7 di ottobre http://www.scuola7.it/2016/16/ “Bullismo che fare?”, sintetizzando le 10 azioni concrete in tema, fra cui la prima è proprio la giornata del 7.2.2017 del SID, che si rivolge fra l’altro alle 8.400 scuole italiane e ai 7.816.408 studenti italiani a scuola nel corrente anno scolastico. 

[2] In questa chiave come Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna abbiamo rinforzato l’alleanza interistituzionale con un Protocollo comune e convinto fra attori con mission istituzionali diverse per realizzare azioni di formazione a raggiera rivolte ai Centri Territoriali di Supporto e ai referenti degli Uffici per ambito territoriale che si avvia idealmente e fattivamente proprio il 7 febbraio 2017.

Genitori e handicap: riflessioni sul decreto legislativo

Loretta LEGA

Gli antefatti della legge delega

Sono in corso le audizioni parlamentari di tutti i soggetti interessati a ciascuna delle 8 deleghe legislative contenute nella Legge 107/2015. Il Governo ha tempo fino a metà aprile per acquisire i pareri delle Commissioni Parlamentari e varare i decreti legislativi definitivi. Tra di essi, vorrei esprimere qualche riflessione in merito alla delega sulla disabilità intitolata alla “Promozione dell’inclusione degli studenti con disabilità”, mettendomi anche nella prospettiva delle associazioni dei genitori delle persone disabili, naturalmente molto interessate al miglioramento delle condizioni dell’inclusione scolastica.

Ma cosa chiedono le associazioni delle famiglie? Molte delle loro richieste erano già contenute nella proposta di legge n. 2444 del 10-6-2015, che era stata sottoscritta da molti deputati, tra cui l’on. Faraone, già sottosegretario all’Istruzione (ora alla Salute). Quel disegno di legge fu assai dibattuto, perché sembrò ad alcuni (soprattutto agli insegnanti) che volesse rendere troppo rigido e meccanico il rapporto tra tipologia di handicap, personale di sostegno specializzato ad hoc, continuità di presenza dei docenti. Sta di fatto che quel testo iniziale non è andato avanti, ma è stato inserito in parte nel “corpo” della legge 107/2015, al comma 181 lettera c), che contiene i principi ispiratori del decreto in fase di discussione.

I punti “dolens”

Le famiglie richiedono certamente la presenza di docenti di elevata competenza e specializzazione (sia nel caso del “sostegno” sia per i docenti curricolari). Tuttavia occorre chiarire meglio le modalità di tale specializzazione. Si chiede poi la continuità educativa nei processi d’integrazione (ma anche in questo caso occorre distinguere tra “permanenza” nel ruolo del sostegno e possibilità di assicurare un’effettiva continuità alla classe di inserimento). È importante poi assicurare tutte quelle figure di supporto che possono prendersi cura di una pluralità di bisogni (che non sono solo strettamente didattici, ma di assistenza, di accompagnamento, di autonomia, di comunicazione: evidentemente il docente di sostegno non può “fare tutto”). Infine è decisivo il livello di coinvolgimento dei genitori nei progetti individuali (di vita), nei gruppi di lavoro, nelle diverse fasi del percorso non solo scolastico dei figli.

Il testo in fase di discussione offre risposte adeguate a queste esigenze? Migliora la qualità dell’integrazione? È rispettoso dei diversi ruoli impegnati in questa delicata azione educativa?

La qualità dell’integrazione

Il testo “provvisorio” del decreto solo in parte risponde a queste pressanti esigenze, anche perché l’idea di semplificazione delle procedure a volte gioca brutti scherzi. Ad esempio ci si è accorti che nell’attuale formulazione scompare il “gruppo di lavoro handicap di istituto”. È vero, c’è una nuova sede di concertazione di ambito (con il gruppo inclusione territoriale - GIT, che elabora le ipotesi di organico di sostegno), ma resta indispensabile un gruppo, e magari una figura di coordinamento dedicata – come si scrive nella bella CM 37900 del 19-11-2015 – alle politiche inclusive di un istituto. A volte, in molti istituti sono presenti decine di ragazzi certificati e di docenti specializzati, e diventa indispensabile un punto di coordinamento che aiuti il dirigente a mantenere alta la qualità dell’inclusione. A tal fine il decreto preannuncia l’elaborazione di specifici indicatori di qualità.

Tuttavia preoccupa l’innalzamento del numero di allievi per classe da 20 a 22, stabilizzando quel 10% di flessibilità che già c’era, ma era maneggiato con cura. Nulla si dice sulle deroghe (ma tutte le norme sugli organici sono implicitamente confermate), con il rischio di ritardi nelle assegnazioni di docenti e la precarietà dei relativi posti.

Desta forti perplessità la scomparsa del riferimento a prove differenziate e adattate in sede di esame di licenza media (Dpr 122/2009), norma che prevedeva di ancorare la valutazione ai percorsi personalizzati effettivamente realizzati.

La figura del “sostegno”

Il provvedimento conferma – anche se non in maniera incisiva – che la responsabilità dell’inclusione spetta all’intera comunità scolastica e non solo alla figura dell’insegnante di sostegno (non è solo questione di ore, ma questo già lo scriveva il Ministro Falcucci nel 1974). In tale direzione si muovono l’evoluzione e semplificazione della documentazione sulle disabilità.

La certificazione sarà agganciata all’ICD, mentre la valutazione diagnostico-funzionale farà riferimento all’ICF. Sulla base di quest’ultima verranno assegnate le risorse di sostegno, da rapportare quindi agli altri elementi del contesto (PAI, PEI, tempo-scuola, numerosità della classe, integrazione interventi terapeutici e sociali, ecc.). Su questi aspetti il testo non è sempre chiaro: non si capisce fino a che punto siano coinvolti i genitori ed i servizi specialistici, quale sia il ruolo degli operatori scolastici, come venga costruito il progetto individuale di vita (la questione appare sfumata e sono scomparsi i punti di servizio integrati scuola-enti locali-famiglia).

Si allungano i tempi di permanenza nel sostegno (fino a 10 anni, compreso però il pre-ruolo), ma ciò non garantisce la continuità sulla classe interessata all’inclusione. Inoltre sulla formazione di tali insegnanti (che va raccordata con il parallelo decreto sulla formazione iniziale) restano aspetti nebulosi circa la reale possibilità di specifica qualificazione universitaria, salvaguardando i raccordi indispensabili con il percorso per diventare anche docenti curricolari (il sostegno non può diventare un percorso a senso unico).

Infine le caratteristiche della formazione iniziale per tutti i docenti sui temi dell’inclusione sono troppo evasive.

I prossimi passi

Emerge nel mondo dell’handicap una certa insoddisfazione per la bozza del decreto legislativo. In particolare le associazioni dei disabili, raggruppate nella FISH e nella FAND, hanno sollevato parecchie obiezioni al testo, in sede di audizioni parlamentari.

La FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) richiede un maggior coinvolgimento delle associazioni nelle elaborazioni delle proposte, sottolineando l’esigenza di presenza dei genitori nella fase di rilevazione del fabbisogno di personale (che comunque è operazione che responsabilizza direttamente l’amministrazione scolastica), il ripristino della soglia dei 20 alunni per classe, una più incisiva formazione di docenti ed educatori (a partire dalla fascia d’età decisiva dello 0-6), v. http://www.fandnazionale.it/bettoni-fand-decreti-delega-attuativi-legge-107-un-solo-confronto-non-basta/.  

Anche esperti accademici, ci riferiamo a D. Ianes e F. Fogarolo, esprimono critiche ad alcuni punti del testo. Più possibilista R. Iosa (http://www.pavonerisorse.it/buonascuola/delega_sostegno.htm), che mette a confronto luci ed ombre del decreto.

Il dibattito dunque continua, perché il decreto è “aperto al Parlamento”, come ha dichiarato il premier Gentiloni facendo trapelare l’idea che emendamenti al testo sono possibili.

Loretta Lega

Selezione assistenti di lingua italiana all’estero

Anche per il prossimo anno scolastico 2017/2018 è aperta la selezione per la copertura di posti di assistenti di lingua italiana offerti da Paesi dell’Unione Europea a studenti universitari di cittadinanza italiana. Domande on line entro il 4 marzo.

Il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca - Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione - Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione – con avviso 2 febbraio 2017 comunica che per l’anno scolastico 2017/2018 sono disponibili dei posti retribuiti di assistenti di lingua italiana all’estero.

Gli assistenti affiancheranno i docenti di lingua italiana in servizio nelle istituzioni scolastiche del Paese di destinazione, fornendo un originale contributo alla promozione ed alla conoscenza della lingua e della cultura italiana. L'attività degli assistenti copre un periodo di circa otto mesi presso uno o più istituti di vario ordine e grado e comporta, di regola, un impegno della durata di 12 ore settimanali, a fronte del quale viene corrisposto un compenso variabile a seconda del Paese di destinazione.

Il numero dei posti sarà reso noto dai Paesi partner successivamente, ma, a titolo indicativo, si riportano le disponibilità assicurate per l’anno in corso:

  • Austria: 36
  • Belgio (lingua francese): 3
  • Francia: 181
  • Irlanda: 6
  • Germania: 26
  • Regno Unito: 10
  • Spagna: 38

I posti sono attribuiti previa selezione dei candidati e riservati esclusivamente a studenti universitari o neolaureati di madrelingua e cittadinanza italiana in possesso di tutti i requisiti indicati nel suddetto avviso.

La domanda di partecipazione alla selezione deve essere presentata per uno soltanto tra i suddetti Paesi, e deve essere compilata esclusivamente on line, entro le ore 23,59 del 4 marzo 2017, tramite l'applicazione disponibile nella pagina dedicata all'iniziativa.

Preliminarmente il candidato dovrà registrarsi, accedendo all'applicazione ed attivando la voce “Registrati”.


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Alternanza scuola-lavoro: parte la Cabina di regia

Sono stati avviati lo scorso 31 gennaio al Miur, alla presenza del Ministro Valeria Fedeli e del Sottosegretario Gabriele Toccafondi, i lavori della Cabina nazionale di regia sull’Alternanza Scuola-Lavoro: uno spazio di supporto, monitoraggio e valutazione di tutte le attività svolte dagli studenti.

L’alternanza scuola-lavoro è divenuta obbligatoria con la ‘Buona Scuola’, che a questo scopo ha stanziato 100 milioni di euro all’anno.

Il primo anno di attuazione della ‘Buona Scuola’ ha visto un grande successo dei percorsi di alternanza, praticati dal 96% delle scuole (a fronte del 40% ante riforma), con un +139% di ragazzi interessati.

La Cabina nazionale di regia sarà un luogo tecnico in cui far dialogare tutti gli attori coinvolti, al fine di  sostenere le scuole, con la collaborazione del mondo del lavoro, nell’attuare percorsi formativi virtuosi, e migliorare le attività su tutto il territorio nazionale.

Altri strumenti di supporto che sono stati predisposti per rendere efficiente il sistema sono:

  • la Carta dei Diritti e dei Doveri delle Studentesse e degli Studenti in alternanza;
  • la Cabina di Regia Miur-Ministero del Lavoro;
  • il Registro Nazionale dell'Alternanza Scuola-Lavoro;
  • uno specifico capitolo del Piano Nazionale di Formazione Docenti  con circa 6 milioni di euro e il coinvolgimento di 35.000 tra dirigenti scolastici e docenti;
  • incentivi, in base alla Legge di Bilancio 2017, per le aziende che assumono studenti che hanno fatto Alternanza;
  • una delle dieci azioni del Pon Scuola, che stanzia ulteriori 50 milioni di euro per educare le nuove generazioni all’autoimprenditorialità e allo sviluppo di una serie di competenze per approcciarsi al mondo lavorativo.

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Maturità 2017: le materie della seconda prova

Con un video sui canali social del Miur, Valeria Fedeli ha annunciato le materie scelte per la seconda prova scritta dell’esame di maturità. Tra queste, Latino al Liceo classico, Matematica allo Scientifico, Economia aziendale per l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing degli Istituti tecnici.

Il criterio di scelta delle materie è stato in alcuni casi quello dell’alternanza, in altri si è preferito il consolidamento della materia più rappresentativa del percorso di studi e maggiormente qualificante rispetto al profilo in uscita degli studenti.

Il percorso di avvicinamento alla Maturità sarà accompagnato da una serie di attività di comunicazione, con video di esperti, curiosità e informazioni sulla preparazione delle prove.

L’esame di Stato II ciclo avrà inizio mercoledì 21 giugno, con la prova di Italiano. Il 22 giugno sarà la volta della seconda prova scritta, nella materia caratterizzante ciascun indirizzo:

 

Licei

  • Liceo classico: Latino;
  • Liceo scientifico: Matematica;
  • Liceo scientifico - opzione Scienze Applicate: Matematica;
  • Liceo linguistico: Lingua straniera L1;
  • Liceo delle scienze umane: Scienze umane;
  • Liceo delle scienze umane - opzione Economico sociale: Diritto ed economia politica;
  • Liceo artistico: Discipline artistiche e progettuali, caratterizzanti l’indirizzo di studi;
  • Liceo musicale: Teoria, analisi e composizione;
  • Liceo coreutico: Tecniche della danza.

 

Istituti tecnici

  • indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing: Economia aziendale;
  • indirizzo Turismo: Discipline turistiche e aziendali;
  • indirizzo Meccanica, Meccatronica ed Energia - articolazione Energia: Impianti energetici, disegno e progettazione;
  • indirizzo Trasporti e  Logistica: Struttura, costruzione, sistemi impianti del mezzo;
  • indirizzo Costruzioni, Ambiente e  Territorio: Topografia.

 

Istituti professionali

  • indirizzo Servizi enogastronomia e ospitalità alberghiera - articolazione Enogastronomia: Scienza e cultura dell’alimentazione;
  • indirizzo Servizi commerciali: Tecniche professionali dei servizi commerciali;
  • indirizzo Produzioni industriali e artigianali - articolazione Industria: Tecniche di produzione e di organizzazione;
  • indirizzo Produzioni industriali e artigianali - articolazione Industria, opzione Produzioni audiovisive: Linguaggi e tecniche della progettazione e comunicazione audiovisiva.

Quest’anno la prima prova scritta è affidata a commissari esterni, mentre la seconda prova scritta è affidata a commissari interni. L’elenco completo è diramato con decreto 27 gennaio 2017 n. 41 e disponibile sul sito Miur, insieme all’elenco delle discipline affidate a commissari esterni.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
  • scegli il prodotto/servizio che desideri acquistare;
  • inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del prodotto/servizio che vuoi acquistare;
  • il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo a noi per ottenere il prodotto/servizio desiderato.

La formazione del personale ATA

Libero DI LEO

Una visione strategica e integrata per la formazione in servizio

Alla base del nuovo “sistema di formazione” che si rivolge a tutto il personale in servizio, dall’assunzione all’intero prosieguo dell’attività professionale, c’è indubitabilmente il mutato quadro normativo disegnato dalla Legge 107/2015 (Buona scuola). I tasselli del nuovo sistema sono il Piano triennale di formazione dei docenti, che integra in uno schema unitario la formazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (risorse PON), la formazione promossa dal Miur (bilancio ministeriale, Legge 440, ecc.) e le attività che potranno essere realizzate con la Card dei docenti, il Piano di formazione per i Dirigenti Scolastici in servizio e neoassunti 2016/17 ed il Piano di formazione per il personale ATA 2016/17.

Dopo anni di assenza di attenzione e di mancanza di specifici stanziamenti di risorse per la formazione del personale, si nota un nuovo e positivo attivismo dell’Amministrazione; l’obiettivo di questo grande e corale impegno è quello di accompagnare l’attuazione delle novità introdotte dalla legge 107/2015, procurando che essa sia unitaria, coerente e, quanto più possibile, condivisa fra tutte le componenti del sistema istruzione. L’organizzazione delle attività formative è affidata alle scuole-polo per la formazione di ciascuna rete di ambito, che non devono necessariamente coincidere con la scuola capofila dell’ambito.

Quale formazione per il personale ATA?

I temi della formazione per il personale ATA sono indicati e declinati con una certa ampiezza nel Decreto Dipartimentale n. 1443 e nella Nota Miur prot. 40587 del 22.12.2016, ma va individuato al meglio il contesto di riferimento e la finalizzazione di questa formazione, che non è assimilabile agli ormai obsoleti modelli formativi, che si imperniavano solo su apprendimenti teorici senza il supporto forte di una logica di sistema.  La prospettiva è la valutazione delle istituzioni scolastiche, che si affiancherà a quella del personale formato, da condurre con l’ambizione di stimarne l’effettiva crescita professionale. 

La partecipazione “obbligatoria” alle attività di formazione e aggiornamento costituisce risorsa determinante per il miglioramento dell’offerta formativa del sistema scuola, nonché occasione di valorizzazione e crescita professionale del personale ATA. 

Le innovazioni normative, introdotte dalla Legge 107/2015 e da una serie interminabile di norme come, ad esempio, il nuovo CAD, l’accesso civico e l’applicazione della trasparenza, richiedono al personale una maggiore preparazione, sempre più orientata in senso specialistico, per la gestione di complesse piattaforme informatiche; il livello di skill richiesto non ha niente a che vedere con la tradizionale organizzazione del lavoro del personale ATA. Non ci si può più permettere di continuare a lavorare “come abbiamo sempre fatto”, il mondo intorno è cambiato radicalmente, e si impone una riflessione approfondita sulle implicazioni delle nuove modalità di esercizio delle professionalità. 

Fra le maggiori novità indotte dalla Legge 107/2015 si annovera l’istituzione delle Reti di ambito, che prefigurano una condivisione di risorse umane e finanziarie proprio per far fronte in modo intelligente e innovativo a diverse attività amministrative, che vanno dalla gestione dell’attività  negoziale in veste di centrale di acquisti per Reti di scopo, all’impegno straordinario che sarà richiesto alle istituzioni scolastiche per popolare la quasi deserta (e poco attendibile) banca dati dell’ex-INPDAP, ora in carico all’INPS, che vanta, invece, un patrimonio informativo imponente e convalidato delle posizioni contributive dei lavoratori già gestiti dall’ente previdenziale.

Ricadute sull’organizzazione e sull’attività professionale

Migliorare la qualità del servizio reso all’utenza è obiettivo dichiarato di questa formazione; l’obiettivo va valutato, però, anche dal punto di vista degli operatori scolastici.  Si deve considerare questa opportunità di incontro e di confronto sia sotto il profilo dell’apprendimento collaborativo, che prelude a nuove modalità operative che travalicano l’organizzazione del lavoro tradizionale della singola istituzione scolastica, sia ad una vera e propria autoanalisi delle procedure in uso, al fine di identificare quelle automatizzabili con l’implementazione di specifiche applicazioni e interazioni fra piattaforme che operano su insiemi di dati standardizzati e aperti. 

Negli ultimi dieci anni si sono verificati continui tagli di organico, introdotti quasi sempre al solo scopo di realizzare economie ma, riprendendo una dimensione di colloquio e concertazione con le OO.SS. e con la partecipazione diretta degli stessi interessati, non è eretico ipotizzare un ripensamento globale dell’organizzazione del lavoro ATA. Ad esempio si può immaginare un’organizzazione amministrativa, dotata di collegamenti telematici in banda ultra-larga e fornita degli idonei strumenti tecnici, agile ed efficiente nelle singole unità scolastiche, adeguatamente dimensionate, e centri intermedi di dimensione sub-provinciale, come gli ambiti territoriali istituiti con la Legge 107/2015, tracciati su territori omogenei che condividono un tessuto sociale e produttivo, dove si può programmare un’offerta formativa non concorrenziale, e capace di raccordarsi ai bisogni locali ed a reali sbocchi occupazionali.

Le scuole capofila di ambito potrebbero, quindi, essere incaricate di svolgere stabilmente funzioni amministrative di servizio per le istituzioni scolastiche dell’ambito, ed essere dotate di un organico flessibile, anche sovradimensionato (reclutabile con procedure selettive fra il personale in servizio), per attuare i compiti istituzionali e quelli straordinari che si riterrà opportuno attivare.

Libero Di Leo

Per approfondimenti:

Formazione in servizio. Dirigenti scolastici. Personale ATA. Commenti e norme di riferimento, numero monografico di “Notizie della Scuola”, n. 9-10, 1-31 gennaio 2017, Tecnodid.

Per formare bene i neo-assunti

Lorella ZAULI

Che cosa stiamo imparando dalla formazione dei neoassunti?

Roma, Viale Trastevere n. 76/A, Sala della Comunicazione, lunedì 30 gennaio 2017. Il MIUR e INDIRE presentano agli Uffici scolastici regionali gli esiti del monitoraggio relativo all’anno di formazione dei docenti neoassunti 2015/2016, effettuato con la collaborazione del MoSIS – Università di Firenze, e confluito in un report di oltre 300 pagine, che sarà disponibile a breve, anche in una versione cartacea più sintetica. Le cifre sono decisamente rilevanti (si parla infatti di oltre 83.000 docenti, 70.000 tutor, 1.500 formatori, 140 persone coinvolte nella governance), tanto da essere davvero significative ai fini di una seria e approfondita riflessione sulla tenuta e sull’efficacia del modello, che ha vissuto l’anno scorso una duplice complessità: da una parte un numero alquanto elevato di docenti neoassunti, a seguito del piano straordinario di assunzioni decretato dalla legge 107/2015, dall’altro la sperimentazione di un modello fortemente innovato nella struttura e negli strumenti. Alla luce di queste letture e interpretazioni, si può affermare che stiamo imparando qualcosa dalla formazione dei docenti neoassunti? Senza arrivare a specifiche conclusioni e con la dovuta cautela, la risposta è sicuramente affermativa.

Un sistema di governance multi-livello

Sembra che l’assegnazione di compiti e dei ruoli assegnati agli attori coinvolti nella progettazione e nella gestione dell’anno di formazione abbia nel complesso funzionato. MIUR, Uffici Scolastici Regionali e territoriali, scuole-polo, Dirigenti scolastici, tutor, coordinatori di laboratorio, docenti neoassunti: un sistema di governance distribuita che ha permesso di superare senza eccessivi intoppi un anno complesso e variamente articolato. L’esperienza andrà sicuramente affinata, e nell’ottica della semplificazione alcuni passaggi andranno alleggeriti. L’anno prossimo le scuole polo per la formazione dei neoassunti, cui è stato prorogato l’incarico anche per il 2016/17 e che hanno compiti di gestione finanziaria, organizzativa, procedurale, dovranno lasciare il passo alle scuole capofila delle reti della formazione, che dovrebbero occuparsene a partire dal 2017/18. 

L’elemento più innovativo: la formazione peer to peer?

L’interazione, lo scambio e la condivisione fra pari, fra colleghi, non è una novità. È stata sperimentata nella formazione dei neoassunti a partire dal 2014/15 (e in Emilia Romagna già dal 2013/14), ma è presente da tempo anche in altri contesti formativi, come ad esempio le SSIS e i TFA. Di certo si tratta di uno degli aspetti più apprezzati non solo dai docenti, ma anche dai tutor (l’89,3% dei tutor vorrebbe rifare l’esperienza; oltre il 71% di neoassunti e tutor ne ritiene congrua la durata; per il 24,6% essa andrebbe addirittura implementata). L’affiancamento di un collega esperto, non necessariamente più grande di età, può rafforzare motivazioni e competenze professionali, non è finalizzato al controllo o alla valutazione, e richiede la condivisione dei processi da esplorare e degli strumenti da utilizzare.

Un compito fondamentale è senza dubbio affidato al tutor, che si qualifica come mentor e il cui ruolo non a caso viene inserito nel Piano Per La Formazione Docenti 2016/19 tra gli itinerari formativi di notevole consistenza e i progetti di particolare rilevanza e innovatività. Noi auspichiamo che possa essere tenuto nella debita considerazione quando ci si interroga sulla valorizzazione del merito dei docenti di cui al comma 129 della Legge 107/2015, e che tale pratica sia conservata, valorizzata, implementata senza perdere negli anni la sua carica innovativa e propulsiva.

Il laboratorio per la formazione in presenza

Risiede nelle 12 ore di laboratori formativi di cui all’art. 7 del DM 850/2015 una delle maggiori novità del rinnovato anno di formazione, anche se in parte già anticipata dal percorso formativo sperimentato in precedenza. L’idea centrale, e senza dubbio positiva, è quella rendere il docente co-costruttore del proprio percorso formativo, a partire da una riflessione sui propri bisogni (vedi bilancio delle competenze in ingresso e patto per lo sviluppo professionale stipulato con il proprio dirigente scolastico), su cui le scuole polo, d’intesa con gli uffici scolastici, predispongono e progettano le attività di formazione, che perdono il carattere routinario e frontale, per acquisire un taglio laboratoriale e metodologico (secondo il 49,1% dei docenti neoassunti il laboratorio è stata la caratterizzazione metodologica prevalente degli incontri in presenza), anche grazie a formatori scelti tramite avvisi pubblici fra esperti appartenenti al modo della scuola e con competenze di tipo operativo e professionalizzante. Ci sono naturalmente ampi margini di miglioramento (vanno ad esempio ricalibrati struttura e contenuti degli incontri iniziali e finali), e si auspica col tempo la creazione di un elenco regionale di formatori selezionati; tuttavia il modello è apprezzato, funziona, e a quello si stanno ispirando le attività formative del citato Piano per la formazione dei docenti, che vede in queste settimane mettersi concretamente al lavoro, con l’assegnazione delle risorse, le scuole-polo della formazione.

Il portfolio digitale del docente: un approccio riflessivo

Come negli anni precedenti, a INDIRE è stata affidata la parte digitale della formazione. Dal 2014/15 l’intento della piattaforma online è decisamente cambiato. Non si tratta più di svolgere compiti e attività “neutre”, bensì di riflettere sulla propria professionalità e sul proprio operato, mediante la costruzione di un portfolio che raccolga e documenti diversi aspetti del proprio passato e presente, e funga da meta-riflessione e da volano per la futura carriera professionale. Aperta quest’anno a inizio dicembre, due mesi prima rispetto al 2015/16, la piattaforma INDIRE mette a disposizione dei docenti (81% donne, 19% uomini) diversi strumenti, documenti e opportunità che li accompagnano nella costruzione del loro percorso: curriculum formativo, bilancio delle competenze in ingresso e in uscita, documentazione di attività didattiche, sviluppo futuro delle competenze; strumenti nel complesso graditi, al di là di alcune ridondanze e complessità che INDIRE ha già iniziato a snellire e alleggerire. Per più del 90% dei docenti, ad esempio, il bilancio iniziale rappresenta un tracciato da seguire per valorizzare un apprendimento individuale autoriflessivo e autoregolato, mentre il lavoro sulle attività didattiche è stato generalmente apprezzato, poiché suggerisce un modo per continuare a lavorare anche oltre il periodo di prova.

Il T-Lab. Un interessante strumento di analisi

La sezione più gradita della piattaforma è stata quella del curriculum formativo, che consente di indicare, in spazi non strutturati, un numero ridotto di eventi (massimo 5), formali e informali, ritenuti dai docenti particolarmente significativi per la propria vita e per la propria professione, ai fini della costruzione di un’identità in divenire, che parte dal passato e si proietta verso il futuro. Come emerso anche dai focus che INDIRE ha tenuto in varie zone d’Italia, è lì che i docenti hanno lavorato con maggior piacere, si sono espressi con più autenticità e hanno collocato in un quadro organico il proprio percorso professionale e formativo. Proprio il curriculum formativo è stato oggetto da parte dell’Università di Firenze di un’elaborazione di dati col software T-lab, che ha reso possibile la creazione di una sorta di vocabolario e di lessico dei docenti in formazione e prova. Dagli esiti di tale elaborazione risultano prevalenti i termini inerenti la sfera scolastico-professionale, ma grande spazio è dedicato anche alle esperienze concorsuali e a quelle extrascolastiche.

Verso una formazione collaborativa e in rete

Aspetti particolari su cui focalizzare l’attenzione nel prossimo futuro, in un’ottica di miglioramento continuo, saranno la formazione dei tutor e dei dirigenti scolastici, nonché il miglioramento dell’usabilità della piattaforma online, riconosciuta come trait d’union dell’intera formazione.

Dal punto di vista sistemico, il modello formativo del Piano per la Formazione dei docenti, trainato dalla formazione dei neoassunti così come essa si sta configurando, dovrà tendere più in generale verso un modello di governance distribuita, ossia con una maggiore collaborazione interna al sistema, ma anche con maggiore autonomia, raggiungendo il grado di “governance di rete”, che è la direzione verso cui dovrebbe andare l’attuale sistema.

Lorella Zauli

Mobilità: firmato il contratto

È stato siglato in data 31 gennaio il CCNI tra Miur e Organizzazioni Sindacali, che ha ridefinito le regole della mobilità per l’a.s. 2017/18: una domanda unica per la provincia di titolarità e per altre province, sia per la mobilità territoriale che professionale; libertà dal vincolo di permanenza triennale.

Il contratto fa seguito all’intesa dello scorso 29 dicembre, confermandone i contenuti. Esclusivamente per la mobilità del prossimo anno sarà previsto per tutti i docenti lo svincolo dall’obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola. Il passaggio di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola.

La mobilità avrà un’unica fase per ciascun grado scolastico e consentirà a tutti i docenti, anche i neo-assunti, di presentare istanza. Il personale docente potrà esprimere fino a 15 preferenze: potranno essere indicate, oltre agli ambiti, anche scuole, per un massimo di 5. Questo varrà sia per gli spostamenti all’interno che fuori dalla provincia.

Entro 30 giorni il Ministero dell’Economia e il Dipartimento della Funzione Pubblica procederanno alla prevista certificazione;  l’atto sarà trasmesso poi alla Corte dei Conti per la registrazione. A seguito di questo accordo partirà la contrattazione sull’individuazione dei docenti per competenze.


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PON: 830 milioni per le competenze degli studenti

Presentato Miur un piano in 10 azioni per rafforzare le competenze degli studenti, che sarà finanziato con 830 milioni del PON per la Scuola. Nei prossimi due mesi la pubblicazione di dieci bandi, secondo un calendario già reso noto per permettere alle scuole di pianificare la partecipazione.

È stato presentato il 31 gennaio al Miur un piano in 10 azioni per una scuola più aperta, inclusiva, innovativa: un investimento sulle competenze delle studentesse e degli studenti, pensato nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il piano sarà finanziato con 830 milioni del PON per la Scuola.

Competenze di base, Competenze di cittadinanza globale, Cittadinanza europea, Patrimonio culturale artistico e paesaggistico, Cittadinanza e creatività digitali, Integrazione e accoglienza, Educazione all’imprenditorialità, Orientamento, Alternanza scuola-lavoro, Formazione degli adulti. Questi i dieci temi al centro di altrettanti bandi, che saranno pubblicati nei prossimi due mesi.

Sul sito del Miur, nell’apposita pagina dedicata ai PON, è disponibile l’Avviso quadro che sarà seguito da 10 singoli Avvisi, con tempi di pubblicazione già definiti, in modo che le scuole possano pianificare la loro partecipazione.

L’Avviso quadro definisce la strategia comune al pacchetto di misure; fornisce alle istituzioni scolastiche le linee guida per partecipare; individua un metodo di lavoro che mette al centro l’accompagnamento delle scuole nella progettazione (attraverso seminari web, kit con tutorial e incontri sul territorio) e favorisce la partecipazione di tutte le componenti, compresi studentesse, studenti, famiglie e territori.

Questa la tempistica di pubblicazione dei bandi:

Azione

Finanziamento

Data di pubblicazione del bando

Competenze di base

180 mln

20 febbraio 2017

Formazione per adulti

10 mln

24 febbraio 2017

Cittadinanza e creatività digitale

80 mln

3 marzo 2017

Educazione all’imprenditorialità

50 mln

8 marzo 2017

Orientamento

40 mln

13 marzo 2017

Competenze di cittadinanza globale

120 mln

17 marzo 2017

Cittadinanza europea

80 mln

24 marzo 2017

Alternanza Scuola-Lavoro

140 mln

28 marzo 2017

Integrazione e accoglienza

50 mln

31 marzo 2017

Patrimonio culturale, artistico e paesaggistico

80 mln

6 aprile 2017


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Le parole chiave della Scuola che cambia

A come Alternanza, B come Buona Scuola, C come Certificazione, e così via.

Nel numero speciale di Scuola7 inviato a inizio anno, abbiamo voluto realizzare un abbecedario della scuola.

Abbiamo classificato i grandi temi per parole chiave, raccogliendo tutti i contributi firmati dai collaboratori che sono apparsi sui primi 24 numeri della newsletter.

L’intento è stato quello di ripercorrere gli eventi più significativi degli ultimi sei mesi, anticipando gli argomenti di sicuro interesse per il 2017.

L’Abbecedario si caratterizza come un vero e proprio “instant e-book” di agevole la consultazione, per avere sempre sotto mano i grandi temi della scuola di oggi: per ogni lettera è possibile richiamare l'articolo di interesse, citato sia all'interno di ogni voce principale sia nelle voci correlate in calce.

Ricordiamo che, attraverso la sezione “Archivio”, è sempre possibile accedere a tutti i contenuti di Scuola7. In particolare l’abbecedario è disponibile al seguente link: http://www.scuola7.it/2017/25/

Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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L'immagine di copertina è della pittrice Irene Raspollini

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