Scuola7 27 marzo 2017, n. 36

Scuola7

la settimana scolastica

27 marzo 2017, n. 36


In questo numero parliamo di:

Facciamo i conti con la formazione... (S. Granello)

I CPIA, questi sconosciuti (A. Prontera)

Parola di valutatore... (G. Cavadi)

Per un web sicuro (C. Brescianini)

CPIA: iscrizioni a.s. 2017/18

PON Competenze di cittadinanza globale

La funzione datoriale del dirigente scolastico

SNV: tempo di Questionario scuola

Esame di Stato: abilità e competenze per la seconda prova

Alternanza scuola-lavoro: al via il monitoraggio


Settimanale di informazione scolastica.

© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diFacciamo i conti...con la formazione
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Facciamo i conti con la formazione...

Susanna GRANELLO

Una buona formazione, in rete…

I notevoli mutamenti nel mondo interno ed esterno alla scuola sottolineano l’urgenza d’interventi di formazione mirati. Trasmettere prevalentemente conoscenze non è più pensabile; è necessario invece consolidare l’attitudine all’apprendere, a comunicare, a lavorare in gruppo, a valutare la propria situazione, in maniera tale che ogni operatore possa costruire da sé la propria progressiva qualificazione, ricomponendo i saperi acquisiti nei diversi ambiti. In altre parole è necessario riprogettare compiti e funzioni formative, dando vita ad un sistema fondato sul principio della formazione professionale continua e permanente.

È opportuno anche pensare ad un diverso modello organizzativo tra le istituzioni scolastiche di un territorio; appare, infatti, abbastanza improbabile che ogni singola scuola abbia al suo interno risorse umane e materiali capaci di coprire tutte le aree disciplinari / tutti i progetti trasversali. L’idea che il sistema scolastico si ristrutturi intorno a reti di scuole ha assunto ultimamente maggior forza. Per questa via le questioni individuate - ed altre ancora - possono trovare risposta efficace; in una rete non c’è una scuola servente (o più importante, a seconda delle opinioni) e tante scuole clienti, con conseguente frustrazione della prima e il farsi passive delle altre. Compiti e responsabilità devono essere localizzati nell’una o nell’altra a seconda delle risorse materiali, strutturali ed umane disponibili, e i benefici in termini di servizi sarebbero flessibilmente disponibili per tutti.

È in ogni caso necessaria una scuola capofila, se non altro per localizzarvi le linee di comunicazione più veloci ed efficienti, che guiderà le azioni di formazione al fine di evitare sprechi di risorse e sterile ripetizione di contenuti, ed anche per contribuire a socializzare i prodotti più significativi e degni di diffusione.

Contratti di lavoro autonomo, contratti di appalto di servizi

A questo punto incombe una domanda: poiché è chiaro che l’obiettivo è quello di far evolvere i modelli di formazione in servizio verso situazioni più partecipate, di effettiva crescita, di accompagnamento sul campo, di verifica delle competenze acquisite, come possiamo maneggiare la strumentazione amministrativa? Intanto rendendo più chiari alcuni aspetti significativi. Considerando punto di partenza il D.I. 326/1995, il Miur (1) individua come prevalente l’acquisizione di formatori esperti esterni, con contratti d'opera intellettuale, e non l’acquisizione di servizi formativi da aziende. Pertanto, quando il dirigente dispone l'affidamento di un incarico ad un esperto esterno deve porre particolare attenzione nell'operare la distinzione tra contratto di lavoro autonomo – la cui disciplina per l’affidamento si rinviene nel d.lgs. 165/2001 — e contratto di appalto di servizi – affidamento disciplinato dal Regolamento di Contabilità della scuola e dal nuovo Codice dei contratti.

Ai contratti d’opera da stipulare con questi esperti esterni non è pertanto applicabile il Regolamento di contabilità / Codice degli appalti: nessun incarico diretto, nessuna procedura per affidamenti in economia e nessun rispetto di soglie che non esistono per la fattispecie.

Gli incarichi individuali

Preliminarmente accertata l'impossibilità oggettiva di utilizzare eventuali risorse umane disponibili e competenti all'interno della scuola e personale qualificato di altre scuole, si possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale, ad esperti di provata competenza, verificata la presenza dei seguenti requisiti di legittimità (2):

a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento alla scuola e ad obiettivi/progetti specifici del POF. Allo stesso tempo bisogna ricordare che è fatto divieto alle scuole di acquistare servizi per lo svolgimento di attività che rientrano nelle ordinarie funzioni/mansioni proprie del personale in servizio nella scuola;

b) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata, con esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria;

c) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso.

Il ricorso all’avviso pubblico per i formatori

L'art. 7 comma 6 bis del d.lgs. 165/2001 prevede una procedura comparativa per la scelta del contraente. È pertanto necessario ricorrere ad avvisi pubblici, predisposti dalla scuola polo d’ambito assegnataria delle risorse finanziarie, per la presentazione di specifici curriculum vitae a cura dei candidati. I curriculum devono essere attentamente vagliati, sulla base di una scala di "valori" individuati prima nell’avviso pubblico, e ad ogni singolo candidato dev’essere attribuito un punteggio che valuti elementi di base quali:

a) qualificazione professionale;

b) esperienze già maturate nel settore di attività di riferimento e grado di conoscenza/competenze di settore;

c) qualità della metodologia che si intende adottare nello svolgimento dell'incarico;

d) eventuali riduzioni sui tempi di realizzazione dell'attività;

e) quantità/qualità del materiale predisposto per il corso;

f) eventuali ulteriori elementi legati alla specificità.

Se previsto dall’avviso, che deve perciò essere adeguatamente articolato, può formarsi un elenco "cogente" (per più materie/argomenti formativi e per più formatori) da cui attingere senza ricorrere ad altri successivi avvisi; è chiaro che se non si rispetta la “graduatoria” stilata i formatori inclusi nell’elenco potrebbero sentirsi danneggiati.

I rapporti tra scuola capofila e le scuole della rete

Le attività formative sono affidate alla responsabilità del dirigente scolastico della scuola-polo di ambito. Il fatto che la circolare Miur scriva di erogazione di acconti e successivi saldi a rimborso spese rende difficile che la scuola-polo possa staccare un assegno a favore di un’altra istituzione scolastica: un trasferimento di risorse, secondo le regole di finanza pubblica, è da effettuarsi sulla base di soli accertamenti giuridicamente perfezionati e in presenza di liquidità di cassa, aspetto non trascurabile soprattutto per gli istituti comprensivi.

Inoltre considerare la scuola-polo il forziere di risorse finanziarie da ridistribuire fa tornare alla mente pratiche pre-autonomia, quando le scuole gestivano un bilancio e non un programma annuale collegato all’attuazione organizzativo-finanziaria del Piano dell’Offerta Formativa.

La figura del coordinamento scientifico

Si può invece pensare che alle altre scuole della rete sia attribuita la responsabilità organizzativa, cioè il coordinamento della gestione. Il DI 326/1995 già prevede la figura del coordinatore scientifico, la cui funzione si realizza nella garanzia di coerenza e coesione ai vari segmenti del corso, e può essere remunerato solo se distinto dalla funzione del direttore del corso. Nella stessa funzione si può oggi ricomprendere la supervisione degli aspetti operativi: la gestione delle aule (orari, disponibilità strumentazione, ecc), la pubblicazione dei materiali sul sito, la relazione gestionale finale ecc. È chiaro che la responsabilità è diversa rispetto a quella del direttore del corso... ma la cura per un’ordinata gestione ha una ricaduta immediata nei corsisti.

Il riferimento al D.I. 326/1995

In questa architettura riveste grande importanza il DI 326/1995, da attualizzare, come riferimento per la misura dei compensi, anche se le scuole, per analoghe iniziative formative, già ora utilizzano le tabelle dei PON, e altre amministrazioni pubbliche invece si avvalgono della Circolare Ministero del Lavoro n. 101 del 17.07.1997.

Susanna Granello

(1) Circolare n. 9684 del 06.03.2017.

(2) Art. 7, comma 6 d.lgs. 165/2001.

I CPIA, questi sconosciuti

Angelo PRONTERA

Ormai istituzioni scolastiche autonome

Con il DPR 263/2012, attraverso il quale veniva emanato il “Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali”, i CPIA vengono riconosciuti istituzioni scolastiche autonome, con un propria dirigenza e segreteria, con propri organi collegiali e un proprio bilancio.

Come noto, a partire dal 1° settembre 2015 tutti i Centri territoriali per l’educazione degli adulti e i corsi serali per il conseguimento di diplomi di istruzione secondaria di secondo grado sono stati riorganizzati secondo i nuovi assetti delineati dal DPR 263/2012, specificati dal DI 12 marzo 2015 (Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dell'autonomia organizzativa e didattica dei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti) e dalle circolari Miur n. 1 dell’11 febbraio 2016 e n. 4 del 21 marzo 2017 relative alle iscrizioni ai percorsi d’istruzione per adulti per gli anni scolastici, rispettivamente, 2016/2017 e 2017/2018.

Per adulti si intendono coloro che hanno raggiungo la maggiore età, anche se, come vedremo di seguito, i CPIA interessano anche coloro che hanno conseguito il sedicesimo anno d’età o addirittura i quindicenni.

Come sono strutturati i CPIA: i tre percorsi

I CPIA sono stati riordinati in tre percorsi: percorsi di istruzione di primo livello, percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, percorsi di secondo livello.

I primi due percorsi sono realizzati dalle sedi dell’unità amministrativa dei CPIA, vale a dire dalla sede centrale e dai punti di erogazione di primo livello (sedi associate).

I percorsi di secondo livello, invece, sono realizzati dalle sedi dell’unità didattica dei CPIA, vale a dire dalle istituzioni scolastiche di 2° grado presso le quali funzionano i percorsi di istruzione tecnica, professionale e artistica rimanendo in esse incardinati, individuate nei piani di dimensionamento definiti dalle regioni.

Pertanto gli adulti che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di primo livello e ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana presentano domanda di iscrizione direttamente alle sedi dell’unità amministrativa dei CPIA. Gli adulti, invece, che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di secondo livello presentano domanda direttamente alle sedi dell’unità didattica dei CPIA (punti di erogazione di secondo livello), vale a dire alle istituzioni scolastiche presso le quali sono incardinati i percorsi di secondo livello.

Il termine di scadenza per le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti è fissato al 31 maggio 2017 e comunque non oltre il 15 ottobre 2017.

I percorsi di primo livello

Ai percorsi di istruzione di primo livello, articolati in due periodi didattici, possono iscriversi non solo gli adulti (anche con cittadinanza non italiana) sprovvisti delle competenze di base connesse all’obbligo di istruzione, ma anche coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che non sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione o, in presenza di particolari e motivate esigenze, coloro che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età.

L’iscrizione è altresì “assicurata” ai quindicenni sottoposti a provvedimenti penali da parte dell’Autorità Giudiziaria e ai minori stranieri non accompagnati.

I percorsi di secondo livello

Ai percorsi di secondo livello (finalizzati al conseguimento del diploma di istruzione tecnica, professionale e artistica), invece, articolati in tre periodi didattici (1° biennio, 2° biennio e ultimo anno), possono iscriversi gli adulti, anche con cittadinanza non italiana, che sono in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, o coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che, già in possesso del titolo di studio conclusivo del primo ciclo di istruzione, dimostrano di non poter frequentare il corso diurno.

I percorsi di lingua

Ai percorsi di alfabetizzazione e di apprendimento della lingua italiana, infine, articolati in due livelli (A1 e A2 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue elaborato dal Consiglio d'Europa), possono iscriversi gli adulti con cittadinanza non italiana in età lavorativa, anche in possesso di titoli di studio conseguiti nei Paesi di origine.

Il Patto formativo individuale e il percorso di studio personalizzato

I percorsi d’istruzione dei CPIA, così come previsto dall’art. 5 del DPR 263/2012, sono “organizzati in modo da consentire la personalizzazione del percorso, sulla base di un Patto formativo individuale definito previo riconoscimento dei saperi e delle competenze formali, informali e non formali posseduti dall'adulto”.

Viene, pertanto, formalizzato un patto formativo individuale, entro e non oltre il 15 novembre, e la personalizzazione del percorso di studio relativo al livello e al periodo didattico richiesto dall’adulto.

Strumenti utili alla definizione del Patto formativo individuale e alla procedura di riconoscimento dei crediti sono stati elaborati dal Gruppo di lavoro nazionale del Piano PAIDEIA di cui alla nota n. 3376 del 18 marzo 2015.

Così, all’atto dell'iscrizione sia ai percorsi di primo che di secondo livello, l'adulto indica il periodo didattico al quale chiede di essere ammesso; il periodo didattico a cui viene effettivamente ammesso è formalizzato nel Patto formativo individuale, ad esito della procedura di riconoscimento dei crediti.

Novità: le aule AGORA’

Un forte carattere di innovazione e di flessibilità dei CPIA, introdotto dalle Linee guida emanate con DI 12 marzo 2015, è la fruizione a distanza con attività sincrone, a fronte di documentate necessità, fra docente presente nelle sedi dei CPIA e gruppi di livello presenti nelle aule a distanza denominate AGORA’ (Ambiente interattivo per la Gestione dell’Offerta formativa Rivolta agli Adulti).

Così la quota oraria relativa alla fruizione a distanza di una parte del corso previsto, di regola, per non più del 20 per cento del corrispondente monte ore complessivo (di cui all’art. 4, c. 9, lett. c del Regolamento), può essere incrementata, fermo restando che l’identificazione e la presenza dell’adulto nell’AGORA’ siano debitamente registrate.

In ogni caso, questa tipologia deve prevedere anche attività in presenza: all’inizio del percorso, per lo svolgimento delle attività di accoglienza e orientamento e la definizione del patto formativo individuale; durante il percorso, per lo svolgimento di attività di consolidamento e delle verifiche ai fini delle valutazioni periodiche; al termine del percorso, per lo svolgimento delle verifiche ai fini delle valutazioni conclusive.

Pertanto, nei territori nei quali sono state attivate e autorizzate dagli UU.SS.RR. le aule AGORA’, l’adulto, all’atto dell’iscrizione, può indicare se intende frequentare il periodo didattico del percorso di istruzione al quale chiede di iscriversi presso le suddette aule AGORA’.

Crono-normativa di riferimento

- Ordinanza Miur 29 luglio 1997, n. 455: Educazione in età adulta - Istruzione e formazione - Istituzione dei centri territoriali permanenti per l’Istruzione e la formazione in età adulta [istituisce i CTP: Centri Provinciali Permanenti].

- Accordo Stato-Regioni 2 marzo 2000: “Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunità montane per riorganizzare e potenziare l’educazione permanente degli adulti”.

- Legge n. 296/2006 (finanziaria 2007): I commi 632 e 634 riorganizzano i Centri Territoriali Permanenti per l’educazione degli adulti (CTP).

- DM 25 ottobre 2007: Riorganizzazione dei centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti (CPIA) e dei corsi serali [in attuazione della finanziaria 2007].

- DPR n. 263/2012: Regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell'assetto organizzativo-didattico dei centri d'istruzione per gli adulti, ivi compresi i corsi serali, a norma dell'articolo 64, comma 4, del DL 112/2008, convertito, con modificazioni, dalla L. 133/2008.

- Decreto interministeriale 12 marzo 2015: Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento a sostegno dell'autonomia organizzativa e didattica dei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti.

- Legge n. 107/2015, c. 23: novità il monitoraggio dei CPIA. Il MIUR effettua in collaborazione con INDIRE un monitoraggio annuale dei percorsi e delle attività di ampliamento dell'offerta formativa dei Centri di istruzione per gli adulti, e più in generale sull'applicazione del regolamento di cui al DPR 263/2012.

- Circolare Miur 11 febbraio 2016, n. 1: Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2016/2017.

- Circolare Miur 21 marzo 2017, n. 4: Iscrizioni ai percorsi di istruzione per gli adulti a.s. 2017/2018.

Angelo Prontera

CPIA: iscrizioni a.s. 2017/18

Pubblicata da parte del Miur la circolare che dispiega termini e modalità di iscrizione ai percorsi di istruzione degli adulti per il prossimo anno scolastico 2017/2018, e trasmette i relativi modelli, che possono essere integrati dai CPIA per consentire agli interessati di esprimere le proprie scelte in merito alle attività previste dal PTOF.

Gli adulti che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di primo livello e ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana presentano domanda di iscrizione alle sedi dell’unità amministrativa dei CPIA, vale a dire dalla sede centrale e dai punti di erogazione di primo livello (sedi associate).

Gli adulti che intendono iscriversi ai percorsi di istruzione di secondo livello presentano domanda direttamente alle sedi dell’unità didattica dei CPIA (punti di erogazione di secondo livello), vale a dire alle istituzioni scolastiche di secondo grado presso le quali funzionano i percorsi di istruzione tecnica, professionale e artistica, e sono incardinati i percorsi di secondo livello, le quali provvedono tempestivamente a trasmetterle in copia alla sede centrale del CPIA con cui hanno stipulato l’accordo di rete.

Il termine di scadenza per le iscrizioni ai percorsi di istruzione degli adulti è fissato di norma al 31 maggio 2017 e comunque non oltre il 15 ottobre 2017.

Particolare  rilievo  assume la predisposizione, da parte  delle Commissioni apposite, di specifici interventi di accoglienza e orientamento necessari alla definizione  del Patto formativo individuale, che va formalizzato  entro e non oltre il 15 novembre 2017.

L'adulto, all'atto dell'iscrizione, rende  all'istituzione scolastica di interesse   le informazioni essenziali secondo i moduli allegati alla circolare 21 marzo 2017, n. 4:

  • Modulo A - Domanda di iscrizione ai percorsi di primo livello
  • Modulo B - Domanda di iscrizione ai percorsi di secondo livello
  • Modulo C - Domanda di iscrizione ai percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana
  • Modulo D - Modulo per l'esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica
  • Modulo E - Modulo integrativo per le scelte degli studenti che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica

Tali moduli  possono essere integrati e adeguati dai CPIA e dalle istituzioni scolastiche di secondo grado al fine di consentire  agli interessati  di esprimere  le proprie scelte in merito alle attività previste dal PTOF.

Le domande  di iscrizione  sono accolte  entro  il limite  massimo  dei posti  disponibili per  i  CPIA e  per  i  percorsi  di  secondo  livello   (istruzione   tecnica,  professionale   e artistica),  limite  definito sulla base delle  risorse  di organico  e dei piani  di  utilizzo  degli  edifici predisposti dagli Enti locali competenti.

L'iscrizione  è garantita  prioritariamente a coloro che intendono conseguire un titolo di studio di livello  superiore a quello già posseduto, ferma restando la possibilità a fronte di motivate necessità di consentire - nei limiti dei posti disponibili - l’iscrizione anche agli adulti già in possesso di un titolo di studio conclusivo dei percorsi del secondo ciclo.


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PON Competenze di cittadinanza globale

Cinque aree tematiche, 120 milioni di euro complessivi e fino a 30.000 euro di finanziamenti per singola scuola: si tratta del quinto dei 10 bandi PON per una scuola più aperta, inclusiva e innovativa, dedicato ai progetti per lo sviluppo e il potenziamento delle competenze di cittadinanza globale. Candidature entro il 22 maggio.

Il bando pubblicato dal Miur si inserisce nel quadro di azioni finalizzate all’innalzamento delle competenze trasversali di cittadinanza globale. L’obiettivo specifico “Miglioramento delle competenze chiave degli allievi” prevede anche azioni dirette al consolidamento, all’approfondimento e allo sviluppo delle conoscenze e delle competenze di cittadinanza globale.

Le azioni sono finalizzate allo sviluppo delle competenze trasversali, sociali e civiche, che rientrano nel più ampio concetto di promozione della cittadinanza globale, al fine di formare cittadini consapevoli e responsabili in una società moderna, connessa e interdipendente. Le aree tematiche per gli interventi delle scuole sono:

  • Educazione alimentare, cibo e territorio: i percorsi devono essere indirizzati alla trattazione dell’alimentazione in termini di sostenibilità economica, ecologica e sociale. I progetti presentati dovranno quindi essere dedicati a iniziative come gli orti scolastici o urbani, la progettazione di nuovi processi di approvvigionamento e gestione del cibo da parte delle scuole, la riduzione degli sprechi alimentari e la conoscenza della filiera alimentare.
  • Benessere, corretti stili di vita, educazione motoria e sport: i percorsi devono essere indirizzati alla crescita del benessere individuale delle studentesse e degli studenti e al potenziamento delle loro capacità relazionali.
  • Educazione ambientale: gli studenti potranno partecipare alla progettazione di pratiche di riduzione degli sprechi, di riciclo e riuso; scrivere e realizzare progetti per la mobilità sostenibile e per la adozione/cura/gestione di aree verdi, parchi e spazi urbani.
  • Cittadinanza economica: i progetti saranno volti a rafforzare l’alfabetizzazione economica e finanziaria, con un’attenzione a una definizione più inclusiva ed etica dell’economia. Si punterà inoltre all’educazione al consumo, alle relazioni tra crescita economica-benessere-sviluppo economico; alla conoscenza degli strumenti finanziari.
  • Civismo, rispetto delle diversità e cittadinanza attiva: i progetti potranno riguardare la costruzione di un bilancio, la progettazione partecipata di spazi scolastici, percorsi di amministrazione condivisa e di cittadinanza attiva nei contesti locali.

Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 120 milioni di euro e ciascuna scuola potrà ricevere fino a 30.000 euro per moduli da 30 o 60 ore dedicate alle competenze di cittadinanza globale.

Le scuole avranno tempo dalle ore 10.00 del 28 marzo 2017 alle ore 15.00 del 22 maggio 2017 per presentare i loro progetti.


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La funzione datoriale del dirigente scolastico

Analizziamo i principali provvedimenti datoriali da adottare a cura del dirigente scolastico, a livello di relazioni interorganiche con il personale docente e ATA. Con riferimenti normativi, indicazioni operative e fac simile di atti.

Il dirigente scolastico, oggi, si trova a gestire un’organizzazione pubblica complessa, la cui attività è regolata su due binari diversi, l’uno afferente al diritto amministrativo, l’altro afferente al diritto civile. Entrambi concorrono all’esercizio della funzione amministrativa, ma in modo diverso. Obiettivo è il perseguimento dell’interesse pubblico, di cui risponde il dirigente sia che agisca in veste autoritativa che in veste di datore di lavoro.

Nella pratica quotidiana occorre distinguere i due ambiti al fine di costruire il documento secondo le regole sottese alla tipologia giuridica di riferimento. In questa operazione il dirigente deve trovare un supporto nella figura del direttore sga, anche al fine di creare le condizioni di una concreta collaborazione e presidio delle molteplici aree di adempimento che oramai gravano sulle istituzioni scolastiche.

Di seguito vengono descritti brevemente i principali provvedimenti datoriali, a livello di relazioni interorganiche tra il dirigente e i due settori di personale della scuola, ATA e docenti. Per una trattazione approfondita, con esempi concreti, rimandiamo al numero di Agenda della scuola - Terzo trimestre a.s. 2016/2017, contenente excursus normativo, indicazioni operative e numerosi fac simile di atti.

Agenda della scuola: terzo trimestre (marzo - aprile - maggio 2017)


Spunti per il miglioramento: Analisi e miglioramento dell’efficacia dei gruppi di lavoro nella scuola

La funzione datoriale del dirigente scolastico

Struttura degli atti datoriali

La struttura non si differenzia in maniera sostanziale dagli atti regolati dal diritto amministrativo e prevede:

  • Descrizione della tipologia e delle finalità dell’atto;
  • Titolo;
  • Richiami normativi e a disposizioni interne o regolamentari;
  • Decisione;
  • Elementi discrezionali.

Direttiva del dirigente scolastico al direttore sga

La direttiva è un atto di indirizzo che il dirigente emana nei confronti del direttore. L'art. 25, co. 5, d. lgs. 165/2001 stabilisce che nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative il dirigente "è coadiuvato dal responsabile amministrativo, che sovrintende, con autonomia operativa, nell'ambito delle direttive di massima impartite e degli obiettivi assegnati, ai servizi amministrativi ed ai servizi generali dell'istituzione scolastica, coordinando il relativo personale".

Delega del dirigente scolastico al direttore sga

È un atto datoriale per effetto del quale, nei casi previsti dalla legge, un organo o un ente, investito in via originaria della competenza a provvedere in una determinata materia, conferisce ad altro organo o ente, autoritativamente ed unilateralmente, una competenza di tipo derivato in quella stessa materia.

Adozione del piano attività del personale ATA

Il potere datoriale si manifesta attraverso atti di micro-organizzazione e di gestione del personale. Il piano delle attività del personale ATA è un documento, rivolto al solo personale ATA, che risponde a questa logica.

Determina organizzativa di costituzione dello staff

Le determinazioni/determine costituiscono lo strumento giuridico attraverso il quale si manifesta la funzione dirigenziale. Gli ambiti delle determinazioni sono sostanzialmente due: l’ambito organizzativo e l’ambito contrattuale, anche se il termine “determina” si può dare anche ad alcuni atti amministrativi conclusivi di procedimento.

Determina di assegnazione dei docenti alle classi

È una determina di tipo organizzativo assunta al fine di assicurare “la rispondenza al pubblico interesse dell’azione amministrativa”, oltre all’attuazione dei principi stabiliti in via generale per gli atti amministrativi, principalmente l’imparzialità e la trasparenza nonché “la funzionalità rispetto ai compiti e ai programmi di attività nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità”.

Piano delle attività del personale docente

Tra gli atti datoriali destinati al personale docente è compreso il Piano delle attività del personale docente. È un documento datoriale di organizzazione, simmetrico rispetto al già richiamato piano delle attività del personale ATA.

Ordine di servizio

Il superiore gerarchico può impartire un ordine, cioè un comando puntuale e concreto “fai o non fare questo”. L’art. 16 dPR 3/1957 precisa che “L'impiegato deve eseguire gli ordini che gli siano impartiti dal superiore gerarchico relativamente alle proprie funzioni o mansioni”.

Sanzioni disciplinari

In caso di violazione, da parte del lavoratore, dei doveri collegati allo svolgimento del rapporto di lavoro il datore di lavoro può applicare sanzioni punitive nei confronti di quest’ultimo. Il potere disciplinare può essere considerato uno strumento di organizzazione concesso al datore di lavoro per mantenere, nel contesto dell’“unità operativa”, ordine e produttività.

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Parola di valutatore...

Giorgio CAVADI

La formazione dei Nuclei di Valutazione Dirigenti

Con gli ultimi due incontri della “settimana siciliana”, accompagnati dalle prime splendide giornate primaverili, si è concluso il primo ciclo dei 14 seminari – organizzati dall’INVALSI e iniziati ai primi di febbraio – dedicati alla formazione dei Nuclei di valutazione dei dirigenti scolastici (NdV) previsti dalla Direttiva 36/2016. Sono stati coinvolti quasi 800 futuri valutatori. Nei prossimi giorni è prevista la formazione di ulteriori 150 valutatori.

In ogni sessione, durante due giornate dense e serrate, dirigenti tecnici e scolastici in servizio, in quiescenza ed esperti esterni, hanno avuto modo di approfondire la conoscenza e di fare pratica con gli strumenti e i passaggi che accompagneranno l’azione valutativa dei Nuclei. È stata un’occasione per aprire la cassetta degli attrezzi, incontrarsi e condividere, sotto la regia dei formatori, i passaggi di una procedura innovativa che, come ha ricordato a Palermo il Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione Carmela Palumbo, non ha eguali, ad oggi, nel quadro della pubblica amministrazione italiana.

In questa fase i componenti dei Nuclei hanno avuto modo di acquisire maggior dimestichezza nella gestione di una procedura del tutto nuova, che sarà certamente affinata in alcuni passaggi, magari aggiungendo o togliendo, dalla cassetta degli attrezzi, qualche altra chiave o qualche cacciavite.

La messa a punto dei protocolli

Si è trattato, quindi, di un momento di formazione, ma anche di un test degli strumenti stessi; non a caso il Direttore dell’Invalsi Paolo Mazzoli, presente a quasi tutti i seminari alternandosi con il Presidente dell’Istituto Annamaria Ajello, ha preso buona nota di tutti i suggerimenti scaturirti dalla pratica dei gruppi di lavoro e dalle simulazioni dei diversi momenti previsti dal protocollo, in direzione di un affinamento e di un miglioramento continuo di procedure e strumenti.

Se si dovesse, infatti, riassumere il senso del percorso di formazione per i futuri valutatori, si dovrebbe puntare su due parole chiave: innanzitutto il miglioramento, che non è solamente la finalità prima del processo di valutazione richiamato dalla Direttiva 36/2016 (“Il processo di valutazione disciplinato con la presente direttiva è finalizzato alla valorizzazione e al miglioramento professionale dei Dirigenti nella prospettiva del progressivo incremento della qualità del servizio scolastico.”), ma il perimetro continuo, mai sottaciuto e continuamente ripreso, come bussola per orientare il lavoro dei nuclei.

Una peer evaluation

In secondo luogo è emersa la necessità di un riferimento continuo alla dimensione umana e professionale in un quadro di peer evaluation che, accompagnata dalla buona conoscenza degli strumenti, costituirà la garanzia dell’esito dei processi di valutazione della dirigenza scolastica: confrontarsi anche con chi quotidianamente affronta le medesime questioni professionali dovrebbe ulteriormente rassicurare sulla qualità del percorso e sulla possibilità di ricevere dai Nuclei, in un’ottica proattiva, dei suggerimenti per arricchire la propria azione di leader di una comunità scolastica.

In questo senso occorre rimarcare la continuità fra la valutazione dei dirigenti scolastici e la logica migliorativa, di ascolto e di proposta, che ha animato i NEV che lo scorso anno scolastico hanno visitato già quasi 400 scuole, e che in queste settimane sono nuovamente ai blocchi di partenza.

Il Portfolio per l’autovalutazione

Tornando al senso delle giornate di formazione, è emerso come delle 4 parti del Portfolio, la seconda, “Autovalutazione e bilancio delle competenze”, che si incentra appunto sull’azione autovalutativa del dirigente scolastico, benché al momento facoltativa, rivesta una dimensione rilevante nella dialettica fra dirigente scolastico e Nucleo, sia nella fase ex ante preparatoria, sia durante la visita alla scuola. Occorre dire che la compilazione della seconda parte del Portfolio appare meno complessa di quanto sembri, specie per il dirigente che abbia presidiato consapevolmente in questi due anni la stesura del RAV, a cui l’autovalutazione del DS rimanda in più parti.

Il confronto istituzionale e lo snellimento delle procedure

Infine è risultata densa di significato, non solo istituzionale, la contemporanea presenza ai lavori del seminario di Palermo del Direttore generale degli Ordinamenti Carmela Palumbo e del Direttore dell’USR Sicilia Maria Luisa Altomonte. Questi intrecci si sono realizzati in quasi tutti i seminari svoltisi, sotto l’attenta regia dell’INVALSI, ed in genere hanno dato luogo ad una triangolazione virtuosa fra l’amministrazione centrale, l’amministrazione periferica (in capo alla quale risiede la responsabilità della valutazione finale), e i componenti dei Nuclei, i quali, nella loro attività istruttoria, orienteranno l’emissione dell’atto valutativo finale da parte dei direttori degli UU.SS.RR., in un percorso valutativo che, si auspica, possa avvenire in un’ottica di continuità e piena complementarietà.

Per l’amministrazione centrale, ne siamo certi, è stato un momento di ascolto partecipato, dal quale trarre indicazioni per quanto si potrà fare nella direzione, auspicata da molti, di uno snellimento delle procedure e della possibilità di fare i conti con tempi più distesi e più consoni per l’avvio e il consolidamento di un’esperienza tanto innovativa quanto cruciale per il sistema scolastico del nostro Paese.

Giorgio Cavadi

Per un web sicuro

Chiara BRESCIANINI

Il mondo “irreale” del web

Recentemente un'indagine dell'Università La Sapienza di Roma ha dato conto dei risultati di ricerca su 1500 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, ed ha evidenziato che i giovani "sottovalutano gli effetti di comportamenti sui social, non ritengono grave insultare o rivolgere frasi aggressive in rete, né illegale costruire profili falsi. Per loro il web è un mondo dove tutto è possibile, dove le regole sono abolite o elastiche [...]. In rete quindi si abbassa il livello di percezione del danno concreto recato al compagno, come se il web attenuasse gli effetti dei comportamenti." In tal senso si è avviato il progetto "Giovani ambasciatori contro il bullismo e il cyberbullismo per un web sicuro", promosso dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori ONLUS, con il supporto di Fondazione Vodafone Italia, di Trend Micro, e con il patrocinio della Polizia di Stato.

Web, scuola, cyberbullismo

L'Ordine degli psicologi dell'Emilia Romagna ha sottolineato che "subire violenza su internet non è meno doloroso, anzi", ed ha redatto un apposito comunicato stampa dove, pur rimarcando l'occasione illimitata di contatto sociale offerta dalla rete, evidenzia i rischi del suo uso. Nell'evidenziare che "lo spostamento del bullismo su internet aumenta esponenzialmente le conseguenze negative del fenomeno essenzialmente per due ragioni: la diffusione pubblica dei dati relativi alla vittima e l'anonimato dell'aggressore", l'Ordine sottolinea, con una nota di speranza, che è possibile, soprattutto con una buona educazione ed informazione, prevenire il cyberbullismo.

La stessa Ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha dichiarato durante l'incontro alla Camera in tema di "Scuole contro l'odio - Web, resilienza e peer education #scuolenohate" e No Hate Alliance, la necessità di accelerare, per "dare un segno di concretezza della politica, l’approvazione definitiva del Disegno di Legge contro il bullismo e il cyberbullismo che abbiamo già votato all’unanimità al Senato. Ora venga rapidamente votato alla Camera. Perché dà più forza all’azione di contrasto del fenomeno e perché dobbiamo assolutamente scegliere di costruire insieme una cittadinanza che rispetti tutti. Mai sottovalutare l’utilizzo della parola e delle sue conseguenze quando non è usata bene".

Get online Week (GOW) 2017

Un'occasione importante di riflessione e attenzione è costituita dalla Get on line week, che dal 27 marzo al 2 aprile 2017 promuove la settimana del digitale relativa all'utilizzo sicuro e consapevole della rete e dei media digitali, e al loro uso positivo.

L'evento coinvolge oltre 20 paesi (Albania, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Latvia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Moldavia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera) per oltre 5000 partners, ed è un appuntamento consolidato, promosso dall'associazione no profit "Telecentre Europe Digital Community Networking", con il patrocinio della Commissione Europea (1).

In Italia le iniziative sono realizzate in partenariato con ERVET (Emilia Romagna Valorizzazione Economica del Territorio, Bologna) attraverso il network "Pane e Internet - in rete è più facile" (www.paneeinternet.it/), e si prevedono numerose attività (corsi, laboratori, seminari, ...) di sensibilizzazione e uso consapevole dei media digitali. Alcuni eventi sono specificamente dedicati al mondo scolastico e alla connessione fra uso dei social media e nuovi scenari per l'apprendimento.

Una primavera digitale

Per il 2017 sono previsti tre temi chiave correlati al digitale:

- sicurezza informatica;

- servizi on line;

- opportunità di sviluppo economico e imprenditoriale.

In Emilia Romagna è possibile prendere visione delle iniziative complete per ciascuna provincia, al link http://www.paneeinternet.it/public/gow, che si innesta nel più ampio contenitore della Primavera digitale in Emilia Romagna.

La settimana intende certamente approfondire con urgenza il tema della sicurezza informatica, ma intende approfondire i temi dei servizi (dalla nuova cartella sanitaria elettronica alle applicazioni mobili per le persone anziane, ai servizi di accesso alle biblioteche in tema di uso di e-book) e le azioni correlate allo sviluppo dell'imprenditorialità, con focus su azioni per studenti delle scuole secondarie di 2° grado e dell'università, dedicati alle nuove occupazioni e professioni digitali e all'uso dei network e della rete per scopi professionali. Due eventi di particolare interesse:

- Crescere in digitale, gestito dalle Camere di Commercio e da Google Italia in collaborazione con Unioncamere Emilia Romagna;

- 4Job, programma di formazione e guida sperimentale sviluppato da AICA e Confindustria Digitale, presentato nelle scuole del territorio in occasione della GOW.

Web: né apocalittici né integrati

La GOW consente, quindi, di accendere i riflettori sul tema, evitando approcci apocalittici nell'uso della rete e concentrando l'attenzione sugli aspetti costruttivi e di sviluppo e crescita che dall'uso del web, se utilizzato in modo intelligente e consapevole, possono essere sviluppati.

Per la scuola la sfida è saper alzare lo sguardo dalla contingenza, comprendere la portata della rivoluzione che, volenti o nolenti, la rete e i social media hanno prodotto nella vita di ciascuno di noi, e che inevitabilmente comportano ricadute nella scuola, e proiettarsi in un futuro che arriva veloce e che non si può non immaginare denso di tecnologia. A noi tutti, nella scuola, mantenere il senso e sfruttare sapientemente gli aspetti positivi dello strumento e del nuovo ambiente di vita.

Chiara Brescianini

Per approfondire:

https://www.youtube.com/watch?v=QpEFjWbXog0

https://www.youtube.com/watch?v=ScZFXdbOWhY

(1) Ogni utile informazione, in lingua inglese, è reperibile sul sito http://getonlineweek.eu/category/news/

SNV: tempo di Questionario scuola

Dal 27 marzo al 10 aprile i Dirigenti scolastici/Coordinatori devono procedere alla compilazione online del Questionario Scuola per la raccolta di dati di competenza delle istituzioni scolastiche ai fini della ridefinizione del RAV. Le indicazioni per accedere alla compilazione saranno inviate via e-mail nei prossimi giorni da parte dell’INVALSI.

Punto di partenza fondamentale per lo svolgimento di un proficuo processo di autovalutazione è la disponibilità, all’interno della Piattaforma operativa unitaria, di dati aggiornati, unitamente a valori di riferimento esterni e ad altre informazioni già disponibili nel sistema informativo del Ministero.

A tal fine con nota Miur 21 marzo 2017 prot. n. 3111 viene richiesta la compilazione online del Questionario Scuola, predisposto da INVALSI, da parte dei Dirigenti scolastici/Coordinatori delle scuole a partire dal 27 marzo ed entro il 10 aprile 2017. Nei prossimi giorni l’INVALSI invierà alle caselle di posta elettronica delle istituzioni scolastiche una e-mail contenente le istruzioni per l’accesso.

Gli Istituti Comprensivi e gli Istituti di Istruzione superiore statali devono compilare un unico Questionario relativo a tutti plessi e scuole gestite; gli Istituti Omnicomprensivi e gli Istituti paritari che gestiscono più cicli di istruzione dovranno, invece, compilare due Questionari: uno per le scuole del primo ciclo e uno per le scuole del secondo ciclo; riceveranno dunque due e-mail distinte.

Sul Portale del Sistema nazionale di valutazione del MIUR saranno messi a disposizione il modello dei Questionari scuola (per consultazione) e la guida utente, mentre sul sito dell’INVALSI sarà presente un’apposita sezione FAQ. Infine per le problematiche connesse al contenuto del questionario l’INVALSI ha predisposto la casella di posta elettronica dedicata qscuolaSNV@invalsi.it e i seguenti recapiti telefonici 06 94185263 (per i contenuti) e 06 94185380 (per gli aspetti tecnici).


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Esame di Stato: abilità e competenze per la seconda prova

Il Miur ha pubblicato esempi di seconda prova scritta dell’esame di Stato negli istituti tecnici e professionali, corredati da commenti che illustrano le conoscenze, le abilità e le competenze coinvolte nelle varie parti delle prove. Ciò al fine di fornire uno strumento di lavoro per la riflessione e la costruzione delle esercitazioni.

Dopo le varie pubblicazioni di esempi di seconda prova scritta per l’Esame di Stato relativi a materie caratterizzanti i vari indirizzi del II ciclo, si avvia una seconda fase di trasparenza e di riflessione sulle conoscenze, abilità e competenze coinvolte nella suddetta prova.

Tale fase viene sviluppata declinando, attraverso lo strumento del “commento” riportato in sovrapposizione sul testo, le conoscenze, le abilità e le competenze che costituivano la costruzione di base, sia dei problemi della prima parte che dei quesiti della seconda parte delle varie tracce ed esempi di prova, già pubblicati per gli Istituti Tecnici e Professionali negli aa.ss. 2014-15 e 2015-2016.

Sono state utilizzate codifiche per facilitare la progettazione e la visione del quadro generale delle conoscenze, abilità e competenze coinvolte di cui si vuole verificare il conseguimento con le prove d’esame. Tale codifica, con gli opportuni adattamenti, può essere utilizzata per qualsiasi settore, indirizzo ed articolazione dell’Istruzione Tecnica e Professionale.

L’obiettivo è quello di fornire materiali utili per poter rileggere le prove e gli esempi già forniti alla luce delle competenze, abilità e conoscenze richieste. L’auspicio è che il lavoro proposto venga accolto ed esteso a tutte le altre seconde prove ed esempi di prova a partire dagli esami di Stato del 2014-15, come strumento di lavoro per la costruzione delle specifiche esercitazioni che i docenti elaboreranno per gli studenti.

I materiali pubblicati dal Miur.


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Alternanza scuola-lavoro: al via il monitoraggio

Avviata una rilevazione telematica a campione nelle istituzioni scolastiche di tutta Italia, cui sono rivolte alcune domande sull’integrazione della scuola con i soggetti del territorio e sulla realizzazione dei singoli percorsi di alternanza erogati nell’a.s. 2015/2016 per gli studenti iscritti al terzo anno.

Quali sono le iniziative di alternanza scuola-lavoro messe in campo nelle nostre scuole? Quali le difficoltà e le soluzioni adottate per superarle? Quali i punti di forza e le criticità? Quali le differenze riscontrabili nei diversi ordini scolastici e nei diversi territori? Su quali competenze hanno lavorato i ragazzi e con quali risultati? Quale le differenze, in termini di apprendimento, tra i percorsi che hanno previsto momenti formativi in azienda e quelli realizzati nella modalità dell’Impresa Formativa Simulata o tramite visite guidate? Come è stata declinata all’interno del curricolo l’esperienza formativa sui luoghi di lavoro?

A questi ed altri interrogativi tenta di rispondere la rilevazione nazionale realizzata dall'Indire su incarico del Miur relativa ai percorsi di alternanza erogati nell’a.s. 2015/2016 per gli studenti iscritti al terzo anno della scuola superiore. Si tratta di una rilevazione telematica a campione rivolta a scuole di tutta Italia, cui vengono poste alcune domande sull’integrazione della scuola con i soggetti del territorio e sulla realizzazione dei singoli percorsi.

L’a.s. 2015/2016 segna una svolta fondamentale per l’alternanza, essendo il primo anno di applicazione della Legge 107/2015: molte le scuole che si sono accostate per la prima volta a questa nuova metodologia/opportunità, trovandosi a operare in condizioni diverse, così come numerosi e differenti sono i percorsi erogati.

Per il sistema scolastico italiano si tratta di un cambiamento importante, che implica un ripensamento profondo dei modi del fare scuola, a livello culturale, organizzativo, didattico, amministrativo, gestionale, tecnologico, territoriale, e così via. Si discute oggi del rinnovamento del sistema scolastico italiano in relazione al valore formativo del lavoro, della disoccupazione giovanile, della necessità di un rilancio della scuola che punti allo sviluppo dell’innovazione e della qualificazione del sistema di istruzione.

Per questi motivi, di estrema importanza risulta la raccolta dei dati e delle testimonianze relative alle esperienze delle scuole, la cui straordinaria varietà è tale da suggerire un ripensamento del significato stesso di alternanza.

Per quanto concerne gli aspetti metodologici, la ricerca Indire ha messo a punto un modello di monitoraggio qualitativo sperimentale, centrato sull’adozione di approcci investigativi differenziati e articolato in più azioni di ricerca, selezionando per ognuna le tecniche e gli strumenti di rilevazione e analisi dei dati ritenuti più adeguati in relazione ai quesiti posti, secondo una logica di sistema di rilievo nazionale.

Maggiori informazioni


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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