Scuola7 2 maggio 2017, n. 40

Scuola7

la settimana scolastica

2 maggio 2017, n. 40


In questo numero parliamo di:

Tempo di prove INVALSI (R. Garuti)

Le novità sulla compilazione del portfolio del dirigente scolastico (M. Spinosi)

Le competenze linguistiche degli italiani (S. Loiero)

Due opportunità per l’orientamento (F. Marostica)

Esame di Stato: gestione plico telematico

Al via la compilazione del Portfolio del Dirigente scolastico

Carta del docente: gestione autocertificazioni

Passaggio da ambito a scuola a.s. 2017/18

Integrazione: PON da 50 milioni

PON Per la Scuola: chiarimenti e proroga scadenze


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diTempo di prove INVALSI
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Tempo di prove INVALSI

Rossella GARUTI

Arrivano le “INVALSI”!

Le prove INVALSI per l’anno scolastico in corso sono previste secondo il seguente calendario:

  • 3 maggio 2017: II Primaria (prova di Lettura e prova di Italiano); V Primaria (prova di Italiano);
  • 5 maggio 2017: II Primaria (prova di Matematica); V Primaria (prova di Matematica e Questionario studente);
  • 9 maggio 2017: II Secondaria di II grado (prova di Matematica e prova di Italiano); il Questionario studenti è già stato somministrato on-line nei mesi scorsi

La prova INVALSI nell’esame di Stato alla fine del primo ciclo di istruzione è prevista per il 15 giugno 2017 (prova di Matematica e prova di Italiano).

Le novità del decreto delegato sulla valutazione

A partire dall’a.s. 2017-18 i decreti legislativi emanati in virtù della legge 107/2015 introducono diverse novità che riguardano anche le prove INVALSI. In particolare le prove standardizzate (Italiano e Matematica) per la classe terza alla fine del primo ciclo d’istruzione saranno svolte nel corso dell’anno, saranno obbligatorie ai fini dell’ammissione all’esame di Stato e i loro esiti saranno riportati nell’attestazione delle competenze dell’allievo, senza però incidere sul voto finale d’esame. Nello stesso decreto legislativo è definito il ruolo delle future prove standardizzate (Italiano e Matematica) per la classe quinta della scuola secondaria di secondo grado, al termine del secondo ciclo di istruzione, prevista a partire dall’a.s. 2018-19. Esse si collegano all’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d’istruzione nello stesso modo delle prove realizzate al termine del ciclo secondario di primo grado.

Come cambieranno le prove?

Altre novità riguardano l’introduzione della prova standardizzata di Inglese nelle classi V Primaria, III Secondaria di I grado e II Secondaria di II grado, con l’obiettivo di accertare i livelli di apprendimento sulle abilità di comprensione e uso della lingua, coerenti con il Quadro Comune di Riferimento Europeo per le lingue. Inoltre la modalità di somministrazione per la scuola secondaria (di I e II grado) sarà computer based e pertanto si svolgerà in giorni diversi secondo un calendario concordato con la scuola, così come è avvenuto già quest’anno per la somministrazione del Questionario studente per la Secondaria di II grado. Le prove di Italiano e Matematica sono strettamente collegate ai Quadri di Riferimento che esplicitano quali aspetti delle due discipline vengono valutati e come. È di questi giorni la pubblicazione del nuovo Quadro di Riferimento per la Matematica[1] che collega strettamente gli apprendimenti che si possono valutare con la prova INVALSI alle Indicazioni Nazionali del I ciclo (2012), mettendo in relazione ogni item con un Traguardo per lo sviluppo delle competenze. Per il II ciclo sono stati costruiti traguardi specifici in continuità con quelli della scuola secondaria di I grado.

Parliamo delle prove di Matematica

1. Le prove INVALSI sono a crocette? Sono quiz?

Per quanto riguarda le prove di Matematica basta analizzare le prove dello scorso anno per sfatare questa leggenda “metropolitana”. In II primaria gli item a risposta aperta erano il 48%, in V primaria il 55% e in III secondaria di I grado il 42% di cui 4 domande afferivano alla dimensione dell’Argomentare. Si chiedeva cioè agli studenti di giustificare la propria risposta o di esplicitare il procedimento di risoluzione di un problema. In II secondaria di II grado il 41% degli item era aperto, di questi 4 item erano di tipo argomentativo.

2. Le prove INVALSI possono essere uno strumento per gli insegnanti in un’ottica di valutazione formativa?

Innanzitutto è importante la riflessione che ciascun docente può fare sui risultati della sua classe: quale ambito (Spazio e figure, Numeri, Relazioni e funzioni, Dati e previsioni) è andato meglio (o peggio)? Quali dimensioni (Conoscere, Risolvere problemi, Argomentare) necessitano di un’attenzione da parte del docente? Quali item specifici hanno creato problemi ai miei studenti? In secondo luogo i docenti hanno a disposizione i fascicoli degli studenti e possono restituire un feed back di tipo riflessivo ai loro allievi. Possono anche utilizzare le diverse strategie di soluzione adottate dagli studenti per un confronto utile per riflettere sul fatto che le strategie di soluzione di un problema possono essere diverse a seconda dei diversi stili cognitivi. Potrebbe essere un’attività metacognitiva interessante chiedere agli allievi non tanto perché hanno risposto in un certo modo, ma ad esempio perché non hanno scelto le altre opzioni di risposta. Ed ecco che anche una domanda a crocette nella pratica didattica può rivelarsi terreno di discussione e riflessione in classe.

3. Ci sono legami fra la prova di Italiano (comprensione alla lettura e uso della lingua) e le prove di Matematica?

Ogni insegnante di Matematica, soprattutto del primo ciclo, sa che uno degli aspetti più critici nella risoluzione di problemi è quello della comprensione del testo. Se il problema che si propone è contestualizzato, l’aspetto narrativo è un elemento importante (non solo per gli allievi più piccoli). Perché non prendere alcune domande INVALSI fra quelle più ricche da questo punto di vista e analizzarle alla luce del Quadro di Riferimento di Italiano? Quali elementi del testo del problema mettono in crisi gli studenti? Perché?

Naturalmente queste attività si possono fare al di là delle prove INVALSI, che non nascono certo per questo scopo, ma rappresentano un’occasione sia per uscire dall’autoreferenzialità della singola classe, visto il confronto che si può fare con i risultati del campione nazionale, sia perché strettamente collegate con i Traguardi per lo sviluppo delle competenze declinati nelle Indicazioni Nazionali (2012) e nelle Linee guida e Indicazioni per la secondaria di II grado (2010-2011).

Rossella Garuti

 

[1]  http://www.invalsi.it/invalsi/doc_evidenza/2017/QdR2017_190417.pdf

Le novità sulla compilazione del portfolio del dirigente scolastico

Mariella SPINOSI

Le modifiche: i tempi e gli effetti

Se si allentano i tempi di una procedura, la scuola può tirare un bel sospiro di sollievo o deve invece preoccuparsi della tenuta del processo? Oppure è propensa a “sperare” che l’allentamento di oggi possa trasformarsi, domani, in azzeramento?

La recente nota a firma del Capo Dipartimento dell’istruzione (Nota MIUR 27 aprile 2017, prot. n. 4555) anticipa i contenuti della nuova direttiva per la valutazione dei dirigenti (dunque, una 36-bis), e annuncia alcuni cambiamenti importanti sulla tabella di marcia già definita nelle linee guida allegate alla citata direttiva 36/2016.

  • La prima modifica, la più rilevante, è che, per l’anno in corso, la valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato.
  • La seconda è lo slittamento dei tempi precedentemente stabiliti: il portfolio dovrà essere compilato entro il 30 giugno anziché il 31 maggio; la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione (NdV) e la valutazione finale da parte del Direttore dell'USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.
  • La terza riguarda un aspetto di qualità del modello di valutazione: la visita alle scuole, cioè colloqui, interlocuzioni e focus con i diversi componenti della comunità scolastica. In fase di prima applicazione (2017) i nuclei si limiteranno solo ad un’analisi documentale ipotizzando, se del caso, modalità di contatto più veloci (es. via Skype) con i Dirigenti scolastici.

Con tutta probabilità è questa una risposta alle innumerevoli manifestazione di disagio che i dirigenti, attraverso le proprie organizzazione sindacali, hanno portato all’attenzione dei decisori politici ed amministrativi.

C’è un disagio generalizzato su cui è utile riflettere

I disagi per le nostre scuole sono molti e di varia natura. Sarebbe irragionevole, però, considerare il portfolio come importante concausa dello stato di malessere in cui quasi tutti i dirigenti si riconoscono. Di fatto, a regime, la compilazione del portfolio non occuperà più di qualche ora lavorativa. Non si richiedono documenti ulteriori e quasi tutti sono già caricati sul portale. Inoltre l’autovalutazione è anche facoltativa.

In realtà, quando la scuola lamenta lo stato di emergenza, anche una “piccola goccia può far traboccare il vaso”. È ciò che rischia di diventare la valutazione dei dirigenti, inserendosi in un momento assai difficile per la nostra comunità scolastica. A ciò si aggiunge che la nostra cultura valutativa è ancora acerba, che non ci fidiamo del sistema e che a nessuno piace essere giudicato. Non a caso la direttiva 36/2016 mette bene in evidenza il valore formativo della valutazione, dice che deve essere finalizzata alla valorizzazione e al miglioramento professionale, nella prospettiva del progressivo incremento della qualità del servizio scolastico. Ma i dirigenti sanno anche che alla fine di ogni anno ci sarà un giudizio complessivo, che li collocherà in uno dei quattro livelli[1] previsti dalla normativa, in base a come sono state valutate, in prima istanza dal NdV, le azioni realizzate, e in base ai risultati conseguiti nel perseguimento degli obiettivi.

Non è facile conciliare la logica migliorativa con il giudizio finale che, a regime, andrà anche a ricadere sulla retribuzione. Ma il problema principale non è quello degli effetti economici, quanto piuttosto il timore che comunque si verrà a creare un ranking, e che ogni classificazione influenzerà l’immagine sociale del dirigente e della scuola che dirige.

Le nuove disposizioni migliorano o peggiorano la valutazione?

La nota del Miur del 27 aprile u.s. mette in evidenza che le modifiche permetteranno una migliore regolazione del processo e degli strumenti di valutazione; garantiranno l'affinamento dei criteri e l'uniformità del procedimento a livello nazionale; consentiranno di tenere nella debita considerazione tutte le osservazioni provenienti dal mondo della scuola. È noto che ogni nuovo strumento, perché funzioni bene ed abbia successo, ha bisogno di essere ben controllato e messo alla prova. Se c’è più il tempo, in teoria, c’è maggiore garanzia di tenuta. Restano però alcuni dubbi.

  • Per l’anno in corso la valutazione non incide sulla retribuzione di risultato. È per evitare che i possibili errori in fase di avvio possano incidere sulle carriere dei dirigenti? Oppure è solo un prendere tempo in attesa di trovare nuovi dispositivi, magari da inserire nell’ambito negoziale, come vorrebbero alcuni sindacati?
  • Lo slittamento della dead line per la compilazione del portfolio, dal 31 maggio al 30 giugno, aiuterà il dirigente ad avere più dimestichezza con i nuovi strumenti e ad usarli con maggiore disinvoltura, oppure rinvierà semplicemente il problema di un mese?
  • Cosa comporterà sul piano qualitativo una valutazione solo documentale e non supportata da una visita nella scuola del dirigente? È sicuramente una questione di tempi (attualmente il calendario scolastico non lo permette) e di risorse (i nuclei non ce la fanno). Ma il rischio è quello di una valutazione poco approfondita, malgrado l’attenzione formativa che i nuclei hanno ricevuto a livello nazionale nell'ambito del progetto Pro.Di.S. (INVALSI).

La questione è molto delicata. Sulla materia un ulteriore fallimento metterebbe a rischio il sistema stesso. Sono più di quindici anni, infatti, che stiamo provando a costruire un modello di valutazione efficace per i dirigenti, e ancora non ci siamo riusciti.

Il rischio di aggiungere un altro atto adempitivo

Compilare il portfolio non costa molto. È articolato in quattro parti: tre di competenza del DS e una di competenza del NdV. Le parti “Anagrafe professionale” e “Obiettivi e azioni professionali” sono di competenza del DS, sono obbligatorie e pubbliche, mentre la parte “Autovalutazione e bilancio delle competenze” è facoltativa e riservata.

Ci vuole un tempo relativamente breve per inserire le informazioni professionali generali (che in buona parte si possono trovare nel Curriculum vitae) nella prima parte del portfolio. Esse, tra l’altro, sono aggiornabili annualmente con possibilità di aggregazione dei dati. Un po’ più difficoltoso è scegliere le azioni professionali significative da documentare nel portfolio, azioni che dovranno tener conto degli obiettivi indicati al dirigente nella lettera di incarico che ha ricevuto dal Direttore dell’USR.

Se ci fermiamo qui, avvaloriamo l’ipotesi che la compilazione del portfolio corrisponde ad un ulteriore atto adempitivo che nulla aggiunge alla professionalità del dirigente, anzi contribuisce ad aumentare il suo stato di profonda insoddisfazione e frustrazione. E la facoltatività dell’autovalutazione sembrerebbe confermare tale approccio.

Autovalutazione sì, se si vuole migliorare

In realtà l’autovalutazione è la parte più pregiata del portfolio perché è quella che permette di “fermarsi un attimo” e di riflettere sulle proprie azioni, di controllare se funzionano, se sono efficaci, se sono coerenti; aiuta a guardare con occhio distaccato l’insieme articolato e frammentato dei tanti accadimenti nella comunità scolastica e sociale, e a non farsi risucchiare dalla quotidianità. Il processo autovalutativo è quello che assegna significato alle azioni di miglioramento, evitando automatismi e logiche adempitive.

Come farsi leggere ed apprezzare

Il portfolio in genere costituisce un formidabile strumento di analisi. È certo, però, che i modelli di portfolio non sono tutti articolati alla stessa maniera, e possono presentare livelli diversi di complessità. Per esempio nel modello proposto per i dirigenti scolastici i punti di attenzione non sono perfettamente allineati tra le diverse parti (cfr Nota esplicativa n. 2).

La Rubrica di “Autovalutazione e bilancio di competenze” è divisa in 5 indicatori, simili ai 5 criteri del comma 93 della legge 107/2015, ma non identici. Manca il punto “c” relativo all’apprezzamento della comunità sociale e professionale, ed il punto “e” è articolato in due parti. Il Repertorio del dirigente scolastico fa riferimenti alle aree e agli obiettivi di processi del RAV, ed è composto da 147 azioni esemplificative. Lo Schema di giudizio finale riprende i 5 criteri generali, quelli indicati dal comma 93 della legge 107/2015, ma riaggregati in tre macro-aree con pesi differenti (60%, 30%, 10%).

Aree professionali

Rubrica di autovalutazione e bilancio di competenze

Rubrica di valutazione (all. 2)

Criteri comma 93 della legge 107/2015

Repertorio del dirigente scolastico – [148] Azioni esemplificative – Aree ed obiettivi di processi del RAV

1

Definizione dell’identità, dell’orientamento strategico e della politica dell’istituzione scolastica (e)

e) Direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole

1. Curricolo, progettazione, valutazione

3. Inclusione e differenziazione

4. Continuità ed orientamento

5 Orientamento strategico ed organizzazione della scuola

7. Integrazione con il territorio e collaborazione con le famiglie

2

Gestione, valorizzazione e sviluppo delle risorse professionali

b) Valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali

6. Sviluppo e valorizzazione risorse umane 

3

Promozione della partecipazione e cura delle relazioni e legami con il contesto

e) Direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole

6. Sviluppo e valorizzazione risorse umane

7. Integrazione con il territorio e collaborazione con le famiglie

4

Gestione delle risorse strumentali e finanziarie, gestione amministrativa e adempimenti normativi

a) Competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia delle azioni dirigenziali in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale

2. Ambiente di apprendimento

5 Orientamento strategico ed organizzazione della scuola

7. Integrazione con il territorio e collaborazione con le famiglie

5

Monitoraggio, valutazione e rendicontazione

d) Contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale

1. Curricolo, progettazione, valutazione

2. Ambiente di apprendimento

3. Inclusione e differenziazione

4. Continuità ed orientamento

5. Orientamento strategico ed organizzazione della scuola

6. Sviluppo e valorizzazione risorse umane

7. Integrazione con il territorio e collaborazione con le famiglie

6

c) Apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale

6. Sviluppo e valorizzazione risorse umane

7. Integrazione con il territorio e collaborazione con le famiglie

Non è facile per i nuclei di valutazione orientarsi partendo da indicatori disallineati, non è facile per i dirigenti aiutare i nuclei a farsi leggere (senza fraintendimenti) ed apprezzare. Potranno essere di aiuto le iniziative di formazione a cura degli USR e delle scuole-polo (fondi ex art. 27 lettera b del D.M. 663/2016) e gli ulteriori strumenti di supporto che il Miur si è impegnato a fornire allo scopo di accompagnare progressivamente il processo in tutte le sue fasi. Ma forse potrebbe essere utile anche una revisione semplificatoria del portfolio stesso.

Mariella Spinosi

[1] A: pieno raggiungimento; B: avanzato raggiungimento; C: buon raggiungimento; D: mancato raggiungimento degli obiettivi.

Esame di Stato: gestione plico telematico

Il Miur ha diramato le istruzioni operative inerenti la trasmissione delle prove scritte degli esami di Stato a.s. 2016-2017. In particolare entro il 26 maggio è necessario procedere alla nomina dei Referenti di sede abilitati a gestire il plico telematico.

Anche quest'anno la trasmissione dei plichi contenenti le prove scritte d’esame avverrà per via telematica. Affinché il Plico telematico possa essere fruito nei modi e nei tempi stabiliti, con nota 21 aprile 2017, prot. n. 1015 si richiede che ogni istituzione scolastica, che sia sede di una o più commissioni, individui e comunichi al Miur, tramite SIDI, tanti referenti quante sono le sedi scolastiche in cui si svolgono fisicamente gli esami.

I referenti sono scelti dal dirigente scolastico della istituzione scolastica statale (o dalla analoga figura apicale della scuola paritaria) tra il personale docente e/o non docente con contratto a tempo indeterminato o determinato di durata annuale; tale personale deve essere in possesso di basilari competenze informatiche.

A tal fine si richiede ai Dirigenti Scolastici e ai Referenti della Sicurezza degli Uffici Territoriali, nei rispettivi ambiti di competenza, di procedere all’abilitazione al profilo di referente Plico telematico, accedendo al portale SIDI e selezionando la funzione Gestione Utenze - Referenti Plico telematico, disponibile dal 21 aprile 2017. È necessario provvedere alla nomina dei referenti improrogabilmente entro il giorno 26 maggio 2017.

Il referente di sede accede ad apposita funzione, disponibile sul SIDI area Esami di Stato e di Abilitazione alla Libera Professione - Plico Telematico - Download, che permette di scaricare il “Plico telematico” contenente le prove d’esame criptate relative alla commissione o alle commissioni operanti presso tutte le sedi d’esame dell’Istituzione scolastica di cui sono stati nominati i referenti.

Tramite tale funzione saranno forniti al referente un Codice Utente e una Password, da conservare, e da utilizzare ogni volta all’atto dell’apertura dell’applicazione “Plico telematico”. Per decifrare il contenuto del Plico telematico sarà necessaria un’ulteriore chiave, detta Chiave Ministero, distinta tra prima, seconda e quarta prova, resa disponibile solo la mattina della relativa prova scritta. L’inserimento della suddetta Chiave permetterà l’apertura e la corretta visualizzazione della prova selezionata.

Essendo il Plico Telematico a livello di istituzione scolastica, nel caso in cui siano presenti più sedi scolastiche facenti capo alla stessa Istituzione, prima di procedere alla scelta della prova, si rende necessario selezionare le sede scolastica d’interesse e la relativa commissione, per poi procedere alla selezione, alla visualizzazione e quindi alla stampa della prova.

Per la prima prova scritta, se non ci sono prove speciali, l’applicazione presenta una sola opzione (es. P000 – Italiano). La seconda prova potrebbe invece differire, in caso di commissioni con classi che seguono diversi indirizzi di studio.


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Al via la compilazione del Portfolio del Dirigente scolastico

Saranno attive fino al 30 giugno, sul Portale del Sistema nazionale di valutazione, le funzioni per la compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico. Il procedimento di valutazione dei Dirigenti non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per quest’anno scolastico, bensì a partire dal prossimo a.s. 2017/18.

Con nota 27 aprile 2017, prot. n. 4555 il Miur comunica che a partire dal 27 aprile u.s. sono attive, sul Portale del Sistema nazionale di valutazione, le funzioni per procedere alla compilazione online del Portfolio del Dirigente scolastico. Sarà possibile compilare online il Portfolio fino al 30 giugno 2017, anziché fino al 31 maggio come indicato nelle precedenti Linee guida.

Per la compilazione del Portfolio i Dirigenti scolastici dovranno accedere al Portale del Sistema nazionale di valutazione Area Dirigenti Portfolio DS utilizzando le credenziali già in possesso per la compilazione del RAV. Sul Portale vengono messi a disposizione un video-tutorial ed una guida operativa. Eventuali richieste di chiarimento e/o di supporto potranno essere avanzate all'indirizzo email snv@istruzione.it.

Al fine di fornire un supporto ai Dirigenti scolastici, i Direttori degli USR avranno cura di promuovere un'adeguata informazione/formazione, sollecitando anche le scuole-polo allo svolgimento delle iniziative di formazione dei Dirigenti scolastici e dei Nuclei di valutazione. I Direttori degli USR, altresì, organizzeranno entro maggio un incontro di informazione rivolto ai coordinatori e ai componenti dei Nuclei di valutazione, allo scopo di fornire indicazioni uniformi per l'organizzazione e lo svolgimento dei lavori.

Inoltre lo scorso 21 aprile è stata firmata una direttiva che modifica la precedente Direttiva 18 agosto 2016 n. 36/2016, disponendo che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per questo anno scolastico, bensì a partire dall'anno scolastico 2017/18. In considerazione dello slittamento dei tempi, in quest’anno di prima applicazione non saranno svolte visite e la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell'USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.


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Carta del docente: gestione autocertificazioni

Sono disponibili sul portale SIDI le funzioni per la gestione delle autocertificazioni presentate dai docenti al fine di documentare le spese effettuate con la carta del docente nel periodo settembre-novembre 2016.

Lo ha reso noto il Miur con avviso 22 aprile 2017. Attraverso le suddette funzioni i Dirigenti scolastici, nonché il personale di segreteria autorizzato, potranno:

  • prendere in carico le autocertificazioni presentate dai docenti;
  • comunicare le spese ammissibili documentate o comunicare la rinuncia all’autocertificazione da parte del docente;
  • validare le operazioni fatte per ciascuna pratica.

Saranno disponibili anche funzioni di elenchi e visualizzazione delle pratiche in carico, in lavorazione o già validate. Sono state attivate le procedure di profilatura massiva di tutto il personale delle segreterie scolastiche. In ogni caso, tutti i Dirigenti Scolastici e DSGA potranno abilitare altre persone della segreteria attraverso la funzione SIDI: Gestione Utenze – Utenti Statali – Profilatura e, dopo aver inserito il codice fiscale dell’utente da abilitare,  selezionando l’applicazione “Carta del docente – Gestione autocertificazioni”.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
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Le competenze linguistiche degli italiani

… sui sentieri di Tullio De Mauro

Silvana LOIERO

Le “prediche” sulla lingua

Nella Storia linguistica dell’Italia repubblicana. Dal 1946 ai nostri giorni (2014), ideale prosecuzione della Storia del 1963, Tullio De Mauro ha evidenziato le “fratture e disparità” esistenti ancora oggi sul piano delle condizioni linguistiche di tutta la popolazione, e ha suggerito la strada, unica possibile, per migliorare tali condizioni: “Un innalzamento quantitativo e qualitativo dei livelli di istruzione delle giovani generazioni e degli adulti, la promozione della lettura e del bisogno di leggere e di informarsi in modo non effimero, lo sviluppo di stili di vita che favoriscano il bisogno e l’apprezzamento della cultura intellettuale, dei saperi, delle scienze: sono questi gli efficaci percorsi che altre società in Europa e nel mondo hanno imboccato e stanno seguendo per superare quegli ostacoli e quelle fratture. Ciò può diventare possibile anche in Italia”.

Fine conoscitore della classe intellettuale italiana, degli autentici uomini di cultura ma anche dei sedicenti tali a cui i media concedono ampio spazio, De Mauro mette in guardia dai lamenti e dalle prediche “contro questo o quel malvezzo linguistico”, asserendo che per far crescere e consolidare davvero le competenze linguistiche degli italiani occorre molto più delle recriminazioni: serve un impegno forte, lungo e faticoso.

E, invece, di prediche e lamenti ne abbiamo ascoltati e letti tanti negli ultimi mesi. È stata presa di mira la scuola, e in particolare l’attenzione si è concentrata sulle gravi carenze linguistiche degli allievi. C’è stato chi ha messo sotto accusa gli insegnanti del primo ciclo e le Indicazioni nazionali, chi ha invocato la bocciatura come rimedio a tutti i mali, chi ha puntato il dito contro i presunti responsabili dei disastri scolastici odierni, e cioè i colpevoli per eccesso di democrazia e di egualitarismo.

La lingua non è un’opinione

È difficile comprendere come noti intellettuali, a cui prestigiose testate giornalistiche offrono ampio spazio, possano scrivere di cose di scuola senza analizzare in modo approfondito i problemi, senza interrogarsi sulle cause reali, senza supportare le affermazioni con dati, senza ascoltare la voce di esperti… Dai loro articoli si intravede soltanto un obiettivo: dire che i ragazzi vanno male e sparare a zero sulla scuola. In realtà dimostrano, così facendo, che di scuola non si vogliono occupare sul serio.

I problemi esistono, sono seri e necessiterebbero di un approfondito dibattito a più voci. Gli opinionisti di turno, invece, li banalizzano, con proposte di soluzioni frutto di personali interpretazioni. Ad esempio nessuno dice quanto influisca negativamente l’analfabetismo degli adulti, e nessuno si esprime su come aiutare i docenti a cercare le strade più adeguate perché nessun allievo, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, sia escluso. Emerge invece la vecchia idea di ritornare alla scuola di pochi, e quindi alla scuola che seleziona chi non ce la fa. Una soluzione che provoca molta amarezza e rabbia ma che, nel contempo, innesca una forte voglia di continuare a lavorare in nome dei valori in cui si crede, e di farlo con impegno.

Maestri di ieri e di oggi

“Chiamo uomo chi è padrone della sua lingua” (Don Milani), “Tutti gli usi della parola a tutti” (Gianni Rodari): non si tratta di semplici slogan ma di saldi principi che hanno segnato per anni la vita professionale di centinaia e centinaia di insegnanti, ancor prima che un’importante affermazione trovasse posto in un documento ufficiale (Indicazione nazionali 2012): lo sviluppo delle competenze linguistiche è “… una condizione indispensabile per la crescita della persona e per l’esercizio pieno della cittadinanza, per l’accesso critico a tutti gli ambiti culturali e per il raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di studio”.

Le parole delle Indicazioni ne richiamano alla mente altre: “lo sviluppo e l’esercizio delle capacità linguistiche non vanno mai proposti e perseguiti come fini a se stessi, ma come strumenti di più ricca partecipazione alla vita sociale e intellettuale”. Circa quarant’anni prima delle Indicazioni nazionali, il concetto veniva espresso nell’ottava delle Dieci Tesi per l’educazione linguistica democratica del GISCEL, il Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica costituitosi all’interno della Società di Linguistica italiana nel 1975. Il discorso ci riporta nuovamente a De Mauro, che delle Dieci Tesi è stato l’estensore nel 1974; il documento, poi discusso all’interno del GISCEL, è diventato il testo fondativo dell’associazione.

La “lezione” di Tullio De Mauro

“La scuola italiana deve molto a Tullio De Mauro e credo che il modo migliore per ricordarlo sia farlo conoscere il più possibile alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi”. Sono le parole di Valeria Fedeli, ministra dell’istruzione, che nello scorso febbraio, a un mese dalla scomparsa di De Mauro, ha avviato una serie di iniziative nelle scuole “affinché la sua passione e il suo impegno non vengano mai dispersi”. A ciò si è aggiunta, in collaborazione con Rai Radio3, la promozione di una giornata radiofonica il 31 marzo, interamente dedicata alla figura e al valore dell’insegnamento del linguista. Le iniziative volte a ricordare e capire appieno la “lezione di De Mauro” sono state, e continuano a essere, molteplici: dalla commemorazione avvenuta a Montecitorio il 5 aprile scorso ai numerosi convegni in varie parti d’Italia organizzati da associazioni e case editrici, ai gruppi itineranti che nelle librerie d’Italia o nelle varie scuole effettuano letture dei testi demauriani, tutti di grandissima attualità.

Nell’ambito delle varie iniziative assume importanza il seminario di studio che il GISCEL ha organizzato a Roma per la fine di maggio. Il nostro ‘Intervento e Studio’. Dopo Tullio, con Tullio[1] è il titolo dell’evento, e tale titolo assume particolare significato se lo si collega al nome stesso dell’associazione che, come già detto, è Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica. L’associazione, attraverso le Dieci tesi, si èda sempre prefissa l’obiettivo di un’educazione linguistica mirante all’inclusione, al «non uno di meno». E lo ha fatto supportando le proposte operative con i dati di specifiche ricerche in campo linguistico. Studio da una parte e intervento sul campo dall’altra hanno costituito i due elementi di un binomio di particolare efficacia. Alberto Sobrero, attuale segretario nazionale dell’associazione, usa in proposito l’immagine di un viaggio di continua andata e ritorno fra riflessione ‘rivoluzionaria’ sulla lingua e verifica sul campo di ipotesi di intervento nella scuola militante.  

Il convegno del GISCEL

L’appuntamento di Roma costituirà l’occasione per avviare una riflessione approfondita sull’azione GISCEL: uno sguardo al passato, un interrogativo sul presente e una proiezione sul futuro dell’educazione linguistica, in coerenza con i bisogni inclusivi, partecipativi e democratici della scuola e della società odierna. Quell’educazione linguistica a cui Tullio De Mauro e il GISCEL si sono da sempre ostinati ad aggiungere l’aggettivo “democratica”, in nome dell’art. 3 della Costituzione. Anche se quest’aggettivo a qualcuno non piace.

Silvana Loiero

[1] La locandina al seguente link: http://www.giscel.it/sites/default/files/comunicazioni/2017/Seminario%2027%20maggio.pdf.

Due opportunità per l’orientamento

Flavia MAROSTICA

Gli avvisi pubblici per il PON

Tra fine febbraio e inizio aprile sono usciti ben 8 Avvisi pubblici entro il Programma Operativo Nazionale (PON) del MIUR Per la Scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento, «un piano di interventi che punta a creare un sistema d'istruzione e di formazione di elevata qualità», finanziato dai Fondi Strutturali Europei 2014-2020. Gli avvisi sono spesso, ma non sempre (5 su otto per ora), accompagnati da un Manuale operativo dedicato (MOA).

Ogni avviso, con pochissime e irrilevanti differenze, ha una struttura puntuale e chiara: finalità dell’avviso, beneficiari, coinvolgimento di altri soggetti, interventi attivabili, caratteristiche e contenuti delle proposte progettuali, articolazione del progetto, criteri di ammissibilità e di selezione dei progetti, massimali del progetto e articolazione dei costi, modalità e termini di presentazione delle proposte progettuali, disposizione conclusive e elenco allegati.

Ben 2 degli 8 Avvisi riguardano l’orientamento, e anche in alcuni altri si trovano aree tematiche pertinenti ad esso.

Il riferimento ai documenti europei e italiani

Il riferimento europeo è sia  alla competenza Senso di iniziativa e di imprenditorialità e alle Conoscenze, abilità e attitudini essenziali ad essa legate (Raccomandazione Parlamento europeo e Consiglio del 18 dicembre 2006), sia alla competenza Imprenditorialità, comprensiva anche dello spirito di iniziativa, intesa come «competenza trasversale, che si applica a tutte le sfere della vita» (sviluppo personale, partecipazione attiva nella società, ingresso nel mercato del lavoro come dipendente o come lavoratore autonomo, avvio di nuove iniziative in diversi ambiti, culturale sociale e commerciale), come «capacità di trasformare le idee in azioni, idee che generano valore per qualcun altro da sé … valore che … può essere finanziario, culturale o sociale» (Commissione europea, EntreComp: The Entrepreneurship Competence Framework, nel quadro dell’Agenda di lavoro sulle competenze per aggiornarle e poter meglio descriverle, valutarle, certificarle nei diversi ambienti di apprendimento e introdurle poi nei curricoli scolastici; giugno 2016).

Il riferimento italiano è alla normativa che regola l’orientamento nella scuola dai 3 ai 19 anni (Direttiva 487/1997, DPR 275/1999, Decreto 139/2007 e Documento tecnico allegato con Competenze chiave di cittadinanza, Decreti legislativi 21 e 22/2008, Linee guida nazionali per l’orientamento permanente del 19 febbraio 2014).

L’educazione all’imprenditorialità

L’Avviso Potenziamento dell’educazione all’imprenditorialità riguarda solo le scuole secondarie di secondo grado e intende «offrire alla comunità studentesca gli strumenti per sviluppare un approccio proattivo e le competenze affinché questo possa tradursi in percorsi di crescita individuali e collettivi … sviluppare l’autonomia e lo spirito d’iniziativa» fondamentali «nel ... percorso di crescita e per le … prospettive lavorative future».

«Le azioni sono, pertanto, volte a fornire … percorsi di educazione all’imprenditorialità, all’imprenditività e all’autoimpiego», in particolare «azioni volte allo sviluppo delle competenze trasversali», specie quelle finalizzate al «rafforzamento delle competenze per lo sviluppo di un’idea progettuale» e allo «sviluppo delle competenze organizzative e relazionali». La prima fase (percorsi di ingresso), finanziata con questo Avviso, è incentrata in «percorsi di educazione all’imprenditorialità, anche in relazione all’approfondimento di competenze disciplinari e competenze digitali».

L’orientamento formativo e il ri-orientamento

L’Avviso Orientamento formativo e ri-orientamento riguarda le scuole secondarie sia di primo che di secondo grado, e intende realizzare «azioni di orientamento, di continuità e di sostegno alle scelte dei percorsi formativi … e lavorativi», mediante «percorsi e moduli di didattica orientativa, azioni di informazione orientativa, progetti di continuità, curricoli verticali … nonché azioni di orientamento e sostegno alle scelte e sbocchi occupazionali, collegate ai diversi percorsi formativi scolastici», con «l’intento di sviluppare le competenze delle studentesse e degli studenti necessarie a sostenere i processi di scelta consapevole dei percorsi formativi e di vita».

Vengono anche dettagliate possibili attività riferite ai ragazzi di 11-14 anni (incontri sull’offerta formativa delle scuole superiori; laboratori di educazione alla scelta e di conoscenza del sé; confronti sulle caratteristiche delle diverse tipologie di scuola con studenti delle superiori - approccio peer to peer), ai giovani di 14-19 anni («laboratori di orientamento presso le facoltà universitarie e presso gli Istituti Tecnici Superiori finalizzati a fare esperienza diretta del mondo dell’università, dei suoi metodi, delle competenze richieste e degli sbocchi professionali» anche con «la partecipazione, in modalità peer to peer», di studenti universitari), ai ragazzi e ai giovani (incontri sul mondo del lavoro a livello locale, nazionale e internazionale).

Tra i possibili laboratori indicati, fondamentali sono i «Laboratori meta-riflessivi per apprendere la pianificazione (immaginare come risolvere un problema); la previsione (stimare il risultato di un’attività cognitiva); la guida (testare e rivedere le strategie); il controllo dei risultati (valutati in funzione degli scopi perseguiti); il transfer e la generalizzazione di una strategia di soluzione (applicabile in altri contesti)».

Le procedure di partecipazione ai bandi

Importanti, infine, sono le clausole comuni ai due Avvisi, così sintetizzabili:

- le proposte progettuali sono comprensive di interventi e di moduli (minimo 2 moduli, ciascuno di 30 ore) che devono essere rivolti a gruppi di almeno 20 persone di una o più classi;

- le attività sono aggiuntive e vanno «programmate in orario non coincidente con le attività curricolari e progettate in forte sinergia con le stesse, a supporto dell’apprendimento curricolare»;

- la valutazione delle proposte correttamente inviate è affidata a una Commissione giudicatrice, che procede sulla base dei criteri dettagliatamente indicati nell’Avviso;

- vengono finanziate le proposte che, sulla base delle graduatorie, hanno «un punteggio complessivo di minimo 40 punti e di almeno 15 punti» per la «qualità del progetto»;

- il finanziamento per ogni progetto è al massimo di 18.000 euro.

Flavia Marostica

Tutta la documentazione sui PON si trova nella sezione dedicata del sito del MIUR: http://www.istruzione.it/pon/index.html

Tutti i documenti citati (e molto di più) si trovano in: http://www.orientamentoirreer.it/

Passaggio da ambito a scuola a.s. 2017/18

Pubblicata da parte del Miur l’ipotesi di CCNI concernente il passaggio da ambito territoriale a scuola per l'a.s. 2017/18, al fine di consentire la predisposizione degli atti e momenti informativi necessari per rendere esecutiva la procedura, che prevede una deliberazione del Collegio dei docenti sui requisiti utili per l’esame delle candidature.

La contrattazione definita in data 11 aprile u.s. introduce la necessità di una deliberazione del Collegio dei docenti, su proposta del Dirigente scolastico, sul numero e la specifica dei requisiti da considerare utili ai fini dell’esame comparativo delle candidature dei docenti titolari su ambito territoriale ai fini del passaggio da ambito territoriale a scuola per l'a.s. 2017/2018.

I requisiti andranno individuati da ciascun Dirigente scolastico in numero non superiore a sei tra quelli indicati nell’allegato A dell’ipotesi e proposti all’approvazione del Collegio docenti in tempo utile per la predisposizione dell’avviso, da pubblicare all’albo dell’istituzione scolastica entro il decimo giorno precedente il termine fissato dall’Ordinanza Ministeriale n. 221 del 12 aprile 2017 per la pubblicazione dell’esito dei movimenti del grado di istruzione al quale si riferisce la procedura di passaggio da ambito a scuola.

Pertanto con nota 19 aprile 2017, prot. n. 16977 il Miur ha disposto la seguente tempistica:

Grado di istruzione

Pubblicazione dei movimenti

Termine ultimo per la delibera del Collegio docenti

Termine ultimo per la pubblicazione dell’avviso

Infanzia

19 giugno 2017

31 maggio 2017

9 giugno 2017

Primaria

9 giugno 2017

19 maggio 2017

27 maggio 2017

Secondaria di primo grado

4 luglio 2017

14 giugno 2017

22 giugno 2017

Secondaria di secondo grado

20 luglio 2017

30 giugno 2017

8 luglio 2017

Con successiva nota saranno definite le ulteriori tempistiche per la presentazione delle candidature e dei Curriculum Vitae da parte dei docenti titolari su ambito, per l’individuazione dei destinatari degli incarichi e per l’azione surrogatoria da parte degli Uffici regionali.

Anche per quest’anno verranno messe a disposizione dei Dirigenti e dei Docenti apposite funzioni informatiche di supporto.


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Integrazione: PON da 50 milioni

Un nuovo bando Pon che stanzia 50 milioni di euro per progetti di inclusione sociale e integrazione: valorizzare le differenze, promuovere il dialogo interculturale, sostenere lo sviluppo delle capacità relazionali dei ragazzi e la partecipazione delle famiglie alle attività di scambio e confronto. Presentazione progetti entro il 3 luglio.

Il bando ha come destinatari alunni, giovani adulti con cittadinanza non italiana, ma non solo: si dovrà lavorare sempre in gruppi eterogenei per favorire una vera integrazione e un vero scambio. Le scuole e i Centri per l'istruzione degli adulti potranno partecipare per conto proprio o in rete. Le reti dovranno obbligatoriamente comprendere tre scuole e almeno un ente locale e un ente senza scopo di lucro competente sulle tematiche oggetto del bando. Ogni iniziativa dovrà inoltre prevedere un momento di condivisione con la cittadinanza, anche in sinergia con amministrazioni locali, società civile e altri soggetti, per una scuola aperta e che sia comunità educante di riferimento per il territorio.

Le scuole avranno tempo dalle ore 10 del 15 maggio 2017 alle ore 15 del 3 luglio 2017: i progetti potranno essere presentati da singole scuole statali, di ogni ordine e grado, che riceveranno un massimo di 30mila euro. Si sale a 110mila nel caso delle reti. Per i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (CPIA) e le istituzioni scolastiche secondarie di II grado che hanno corsi di istruzione per adulti, comprese le sedi carcerarie, il finanziamento massimo potrà essere di 45mila euro.

I finanziamenti puntano, da un lato, ad abbattere la dispersione scolastica e a sostenere gli e alunni con cittadinanza non italiana con maggiore difficoltà, ma anche e soprattutto a fare dell'integrazione uno strumento prezioso di arricchimento dell'offerta attraverso momenti di formazione sul fenomeno delle migrazioni, sulle culture e sulle religioni, e attraverso attività ed esperienze tese a sviluppare competenze interculturali, comunicative, linguistiche.


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PON Per la Scuola: chiarimenti e proroga scadenze

Differiti i termini per la presentazione dei progetti relativi ai bandi per Competenze di Base, Creatività Digitale, Competenze degli Adulti (CPIA) e Cittadinanza globale. Il Miur ha fornito inoltre alcune precisazioni di carattere generale nell’ambito del PON “Per la Scuola” 2014-2020.

La nota 21 aprile 2017, prot. n. 4232 chiarisce con le risorse del PON “Per la Scuola” si finanziano attività aggiuntive rispetto a quelle previste nell’orario scolastico; in nessun caso è possibile remunerare con tali fondi aggiuntivi il personale utilizzato durante l’orario di servizio. Ciò premesso, le modalità di svolgimento delle attività sono demandate all’autonomia delle istituzioni scolastiche e alla flessibilità consentita nell’articolazione dell’orario scolastico. Pertanto i progetti di alternanza scuola-lavoro, di orientamento e quelli rivolti agli alunni della scuola dell’infanzia possono essere realizzati, laddove non è possibile procedere diversamente, anche nella fascia oraria curriculare, ferma restando la completa fruizione del curricolo scolastico.

Per quanto riguarda le collaborazioni con altri soggetti, in fase di presentazione della proposta progettuale le istituzioni scolastiche potranno indicare, al fine di qualificare il progetto e avere accesso al punteggio aggiuntivo, solo l’oggetto della collaborazione e la tipologia dei soggetti da coinvolgere. La selezione degli esperti/soggetti da coinvolgere andrà fatta a posteriori, una volta ricevuta l’autorizzazione al finanziamento. Tale selezione avviene mediante avviso pubblico rivolto ai singoli esperti e professionisti, oppure tramite bando di gara rivolto a operatori economici che svolgono servizi della tipologia indicata. Qualora, invece, la collaborazione sia interamente a titolo gratuito, il soggetto coinvolto può essere indicato già al momento della presentazione della proposta progettuale. In ogni caso non è consentito delegare a soggetti esterni l’intero progetto.

In merito al numero degli alunni da indicare in fase di presentazione della proposta progettuale, il numero minimo per ogni singolo modulo didattico è di 15 partecipanti. Tuttavia il finanziamento dei progetti, basato sul sistema dei costi standard, è parametrato su 20 partecipanti, per cui coinvolgere un numero inferiore ai 20 partecipanti determina una riduzione percentuale del finanziamento. Qualora si verificasse una riduzione dei partecipanti al di sotto di 9 per due volte consecutive, il modulo non potrà proseguire. È sempre possibile aumentare il numero dei partecipanti qualora ciò risulti compatibile con il massimale delle risorse finanziarie previste.

Infine, in considerazione della complessità delle operazioni previste per la presentazione dei progetti, le relative scadenze sono prorogate secondo il seguente calendario:

Avviso

Nuova scadenza presentazione progetti

Nuova scadenza trasmissione firma digitale

Avviso n.1953 “Competenze di Base”

16 maggio 2017

22 maggio 2017

Avviso n.2669 “Creatività Digitale”

19 maggio 2017

26 maggio 2017

Avviso n.2165 “Competenze degli Adulti (CPIA)”

26 maggio 2017

1° giugno 2017

Avviso n.3340 “Cittadinanza globale”

5 giugno 2017

12 giugno 2017


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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