Scuola7 8 maggio 2017, n. 41

Scuola7

la settimana scolastica

8 maggio 2017, n. 41


In questo numero parliamo di:

Un mosaico che si ri-compone. Intervista alla Ministra Valeria Fedeli (a cura di A. Prontera)

Scuola seria... scuola selettiva? (M. Muraglia)

Debate e Service learning: assaggi di innovazione (C. Brescianini)

Il bando PON per progetti d’inclusione sociale e integrazione (R. Stornaiuolo)

Esame di Stato 2017: date e ordinanza

Prova nazionale Invalsi: tutte le istruzioni

Minoranze linguistiche: finanziamento progetti

Ottanta milioni per l’educazione al patrimonio culturale

Risorse per scuole in aree a rischio

Settimana nazionale della musica a scuola


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diUn mosaico che si ri-componeIntervista alla Ministra Valeria Fedeli
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Un mosaico che si ri-compone

Intervista alla Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli

Abbiamo rivolto alla Ministra dell’istruzione, Sen. Valeria Fedeli, alcune domande sull’attuale momento che vive la scuola italiana, alle prese con importanti scadenze istituzionali (l’attuazione dei decreti legislativi della “Buona Scuola”), ma anche alla ricerca di un rinnovato rapporto di fiducia con i suoi utenti, la società civile e le istituzioni. Chi lavora nella scuola chiede di essere ascoltato e riconosciuto nel proprio difficile impegno educativo. Anche per questo ringraziamo la Ministra per l’intervista che ha voluto rilasciare ai lettori di Scuola7, la newsletter settimanale della Tecnodid.

(A.P.)

Gentile Ministra, con il cambio del Governo e in pochi mesi sembra riuscita in una “audace impresa” della quale il Suo predecessore in quasi tre anni non si era minimamente occupato, ovvero ricucire il rapporto e il dialogo, seppur nella distinzione dei ruoli e non sempre facile, con il mondo sindacale e associativo e aprire una fase di ascolto. Le oltre settanta audizioni presso le VII commissioni di Camera e Senato sono la riprova che un’altra idea e modalità di attuare le riforme è possibile, tra l’altro rispettando i tempi. L'attuazione dei decreti richiede l'emanazione di ulteriori dispositivi amministrativi, alcuni dei quali richiedono concertazioni con regioni ed enti locali (es. lo zerosei, l'istruzione professionale, la disabilità, il diritto allo studio). Sarà una stagione di rapporti agevoli?

I decreti attuativi della Buona Scuola sono stati approvati dopo un lungo lavoro di consultazione in sede parlamentare, nelle commissioni competenti. C’è stato un ampio confronto che è servito a migliorare ed arricchire i testi. E questa sarà la strada che percorreremo anche in fase attuativa. Lo scorso 5 maggio, ad esempio, ho incontrato gli studenti per riflettere sul percorso che dovremo fare ora tutte e tutti insieme, ciascuno per la propria parte, istituzioni, studentesse e studenti, famiglie, docenti, per far sì che l’attuazione dei decreti rappresenti un momento importante e significativo di dibattito sulla scuola e sul suo futuro. Stabiliamo qual è l’obiettivo da raggiungere e scegliamo insieme le vie migliori per ottenerlo. La scuola è responsabilità di tutte e di tutti.

Secondo Lei, sono adeguate le coperture finanziarie per le innovazioni previste?

Da quando si è deciso di rimettere la scuola al centro dell’azione di Governo, a partire dal 2014, grazie all’interessamento dell’ex premier Matteo Renzi, si è invertita una tendenza di lungo corso: se prima il sistema di istruzione e formazione era la voce di bilancio da tagliare per fare quadrare i conti, da qualche anno a questa parte, e grazie alla Buona Scuola, si è tornati a destinare risorse a questo settore che crediamo vitale per la costruzione della vita futura del Paese. Parliamo – a regime – di 3 miliardi aggiuntivi per ogni anno per la scuola, ai quali si aggiungono circa 7 miliardi fino al 2017 per l’edilizia scolastica, fondi ad hoc per i decreti attuativi approvati in via definitiva a inizio del mese di aprile, ulteriori investimenti per un piano in dieci azioni che stanzia 840 milioni di fondi PON per una scuola più inclusiva e innovativa e che concorre a strutturare ancora di più quanto avviato con la legge 107/2015.

Il nostro obiettivo è dare sostanza ai cambiamenti introdotti anche dal punto di vista finanziario per far sì che ciascuna scuola sia nelle condizioni di metterli in atto, fornire risorse professionali ed economiche per garantire a tutte le studentesse e a tutti gli studenti pari diritti e pari opportunità. È chiaro che il nostro lavoro non finisce una volta che i provvedimenti vengono impaginati in Gazzetta Ufficiale, e siamo impegnati per fornire al sistema di istruzione le coperture finanziarie necessarie per svolgere al meglio ogni attività e per programmarne delle nuove. Parliamo di interventi di interesse primario per il Paese.

Alcuni aspetti della Buona Scuola segnalano ancora una difficoltà di rapporti con gli insegnanti e le organizzazioni sindacali, nonostante la nuova filosofia del dialogo da Lei instaurata. Sul tappeto resta soprattutto la questione del contratto di lavoro. Che previsioni si possono fare sull'apertura del confronto sindacale? Quali le novità che il Governo potrebbe sottoporre all'attenzione dei sindacati?

La stabilizzazione delle docenti e dei docenti portata avanti con la Buona Scuola è derivata da una precisa volontà politica: garantire continuità didattica alle ragazze e ai ragazzi che frequentano i nostri istituti scolastici e dare dignità e riconoscimento al ruolo delle insegnanti e degli insegnanti che, con passione e dedizione, svolgono ogni giorno una importante funzione di guida delle nuove generazioni. Quello è stato un primo passo. È indubbio che a questo deve seguire il rinnovo del contratto di lavoro: non è accettabile che sia fermo da sette anni. Per il momento aspettiamo l’iter previsto per il decreto Madia, adesso all’attenzione delle Commissioni parlamentari, e poi andremo avanti con il rinnovo. Valorizzare il ruolo delle docenti e dei docenti anche economicamente è doveroso. 

Oltre alle deleghe approvate in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, rimangono diversi punti della L. 107/2015 da attuare: il monitoraggio annuale dei percorsi e delle attività dei Centri per l'istruzione degli adulti (CPIA), la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro, il Regolamento in materia di crediti formativi acquisiti a conclusione dei percorsi degli Istituti Tecnici Superiori (con la modifica del c. 51 che prevede una riduzione dei CFU), l’istituzione del Portale unico dei dati della scuola (ancora una vetrina), il Decreto di modifica al Regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, il Progetto sperimentale per la realizzazione di un servizio di assistenza alle scuole nella risoluzione di problemi connessi alla gestione amministrativa e contabile. A che punto si è su questi argomenti?

Il Miur è impegnato, attraverso le varie Direzioni Generali, a far sì che ogni tessera della Buona Scuola si incastri con le altre parti del mosaico per completare il quadro nella maniera migliore possibile, seguendo i tempi che meglio si adattano ai processi di elaborazione dei singoli interventi richiesti. Istruzione degli adulti, alternanza scuola-lavoro, percorsi degli Istituti Tecnici Superiori, Portale unico dei dati della scuola: sono tutte voci dell’agenda politica del Ministero che ho l’onore di guidare, che stiamo portando avanti in un’ottica di condivisione e di collaborazione proficua con i vari attori coinvolti.

Tra le deleghe approvate non appare quella relativa al Testo Unico, che potrebbe dare un quadro unitario e semplificato a tutto il sistema di istruzione. Ci sono però dei nodi non facili, per l'incidenza di tanti aspetti sulle condizioni del personale (stato giuridico, organi collegiali, ecc.). C'è l'intenzione di chiedere al Parlamento una nuova delega legislativa?

Il lavoro sul Testo Unico è certamente articolato ma doveroso. È per questo motivo che abbiamo deciso di prevedere per questo un disegno di legge governativo specifico e successivo rispetto ai decreti attuativi della Buona Scuola, che hanno avuto il via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri nelle scorse settimane. Si tratta di un’operazione molto importante. Il cambiamento del sistema è atteso da decenni, ma non crediamo che la strada giusta sia agire sulla spinta della fretta. È necessario porsi degli obiettivi e impegnarsi per raggiungerli nel migliore modo possibile.

Angelo PRONTERA

Intervista a cura di Angelo Prontera

 

 

Scuola seria… scuola selettiva?

Maurizio MURAGLIA

Una risposta a Galli della Loggia sulle promozioni facili

In un intervento del 28 aprile scorso che ha fatto molto discutere, il professor Ernesto Galli Della Loggia, editorialista del Corriere della Sera, ha argomentato la sua indignazione nei confronti della scuola italiana che non boccia più. La provocazione dell’autore non ha risparmiato nessuno: dalla politica, che per opportunismo avrebbe consentito il progressivo ridursi della scuola pubblica a fabbrica di diplomi facili, a tutti gli operatori della scuola, che per una falsa idea di “inclusione” avrebbero avallato l’estromissione del merito dalle pratiche valutative.

Le parole “merito” e “selezione” costituiscono l’asse portante del ragionamento. La scuola avrebbe rinunciato all’“accertamento del merito”. E chi, come il docente di un istituto tecnico citato in apertura del suo pezzo, osasse pretendere di farlo, oggi rischia addirittura la sospensione dal servizio. Infatti il tribunale di Lecce avrebbe annullato la sospensione che un dirigente scolastico avrebbe inflitto al collega proprio perché si sarebbe ostinato a voler valutare in modo giusto. Il quadro appare surreale a chi vive la scuola: sarebbero oggi i tribunali a consentire ad un insegnante di accertare il merito degli studenti, come se questo non fosse più possibile nella scuola italiana?

A cosa serve l’istruzione?

L’articolo di Della Loggia ha il pregio di non essere ambiguo. La sua idea di scuola emerge con chiarezza. La scuola deve “impartire conoscenze” e deve verificare “l’effettivo grado di apprendimento degli alunni”, più avanti riformulato come “profitto vero e proprio”. Tutto quello che impedisce tale compito è individuato come “voga democraticistica postsessantottesca”. Considerato che dal Sessantotto è passato quasi mezzo secolo, ed in questo mezzo secolo sono iniziate e si sono concluse intere carriere di insegnanti, se ne ricava che il cancro delle promozioni facili è irreversibile. Il genere letterario del testo peraltro è quello della lamentazione, e non si ravvisano rimedi se non quello di un ravvedimento complessivo.

“A cosa serve un sistema d’istruzione simile?”, si chiede l’estensore dell’articolo. Dai suoi argomenti la risposta emerge chiara: deve servire a selezionare i migliori, e per selezionare i migliori occorre bocciare, cioè adeguare l’assegnazione dei voti agli effettivi risultati. Curiosamente il paradigma pedagogico implicito, quello dei  risultati, è abbastanza sovrapponibile a quello che, secondo una parte del mondo della scuola, le attuali politiche scolastiche perseguirebbero attraverso la rilevanza valutativa che viene assegnata alle prove standardizzate. Ne risulta che la scuola assolve al suo mandato quando riesce a stilare la lista dei meritevoli e quella di coloro che, non essendo meritevoli, dovrebbero andare ad ingrossare l’esercito dei ripetenti.

Il mito dei risultati “oggettivi”

Della Loggia con tutta evidenza non è un insegnante, e ama frequentare insegnanti come quello citato in apertura, che dice che soltanto il venti per cento degli alunni sarebbe promosso se i prof dessero le valutazioni esatte. Il paradigma dell’esattezza e dell’oggettività è quello che domina lo scenario discorsivo. E naturalmente la prospettiva valutativa resta schiacciata sulla dimensione misurativa. Gli alunni sono chiamati alla misurazione esatta delle loro prestazioni, e non c’è spazio per la chiacchiera inclusiva, soprattutto quando inclusione vuol dire cercar di capire che cosa ostacola l’apprendimento di un ragazzo, e quali strategie si possono concordare per consentirgli di ripristinare le migliori condizioni per apprendere. Della Loggia sa bene (o dovrebbe sapere) che per “aggiustare” processi ci vuole tempo, ma non ritiene che la scuola debba saper attendere. Allo scrutinio di giugno deve passare la mannaia. Come dire che siamo davanti a risposte semplici a problemi complessi.

In realtà è proprio la complessità la grande assente dal discorso di Della Loggia. La complessità e la dimensione dell’analisi costruttiva. Viene da chiedersi soltanto cosa intenda il professore per “merito”. Forse egli intende “eccellenza”, cioè quella condizione che è constatabile a partire da un risultato o da un traguardo. Che è il suo punto di osservazione. Merito, costituzionalmente parlando, dovrebbe essere invece parola processuale, che implica sguardo complessivo su tutta la vicenda di un allievo, che è cognitiva non meno che emotiva e volitiva. Cioè motivazionale. Uno sguardo che forse l’accademico che è in Della Loggia non ritiene di dover attivare, ma che la scuola per chiamarsi tale deve attivare, con buona pace del professore.

Una scuola che pro-muove

A scuola si imparano le Scienze, la Storia, la Matematica, la Lingua e tutte le altre discipline, ma attraverso queste si impara anche a stare con gli altri, a negoziare un punto di vista, a cercare soluzioni a problemi, a porre problemi, e non è detto che questi non siano da rubricare quali “apprendimenti”. A scuola si apprende a diventare cittadini, e non è detto che questo riesca ad accadere nel tempo voluto da Della Loggia o col riverbero immediato sulle conoscenze che egli desidererebbe. Diventare cittadini significa molte altre cose, e la Costituzione ha assegnato alla scuola il compito di rimuovere gli ostacoli che possono impedirlo, e chi lavora a scuola, ad esempio al Sud, sa bene che per realizzare quest’obiettivo bisogna essere disposti ad attendere pazientemente che gli esiti germoglino dai processi virtuosi. Forse è l’idea di scuola come comunità educante che crea disagio all’autore.

Ma se il progresso si verifica, o si sta certamente verificando, l’alunno è meritevole, e come tale merita di essere accompagnato e incoraggiato nel suo cammino. Cioè di essere, come dice l’etimo, pro-mosso. Della Loggia vede le promozioni come atto meramente burocratico, democraticistico e dequalificante, e quindi non vede alcuna cifra inclusiva o qualificante nel promuovere. La sua idea di merito è statica, e coincide con ciò che l’alunno “produce”. L’implicito politico che muove la sua rispettabilissima argomentazione non è poi tanto implicito. Così come non è implicito il dissenso di una parte della scuola, che ci auguriamo non minoritaria.

Maurizio Muraglia

Esame di Stato 2017: date e ordinanza

Pubblicata l’ordinanza che riporta istruzioni e modalità organizzative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di II grado per l’a.s. 2016/17, e indicazioni particolari per le regioni colpite da eventi sismici. Come di consueto, Notizie della scuola dedicherà all'argomento un fascicolo monografico con un'ampia guida redazionale.

Con l’ordinanza 4 maggio 2017 n. 257 il Miur comunica tutte le indicazioni relative all'esame di Stato II ciclo e le disposizioni per lo svolgimento degli esami di Stato nelle suole colpite da eventi sismici delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.


La sessione degli esami di Stato inizia il giorno 21 giugno 2017 alle ore 8.30. I consigli di classe dell'ultimo anno di corso elaborano entro il 15 maggio per la commissione d'esame, un apposito documento relativo all'azione educativa e didattica realizzata nell'ultimo anno di corso. Per gli alunni delle scuole ubicate nelle zone colpite dal sisma il consiglio di classe rende atto delle attività didattiche effettivamente svolte specificando nel dettaglio quanto previsto dal comma precedente. Al documento stesso possono essere allegati eventuali atti e certificazioni esterne relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l'anno in preparazione dell'esame di Stato, alle esperienze di alternanza scuola-lavoro, di stage e di tirocini eventualmente promosse, nonché alla partecipazione studentesca.


Il Presidente e i commissari esterni delle due classi abbinate, unitamente ai membri interni di ciascuna delle due classi, si riuniscono, in seduta plenaria, presso l'istituto di assegnazione, il 19 giugno 2017 alle ore 8,30. Questo il calendario delle prove:

  • prima prova scritta: mercoledì 21 giugno 2017, ore 8.30; (durata massima: sei ore)
  • seconda prova scritta, grafica o scritto-grafica, compositivo/esecutiva mu­sicale e coreutica: giovedì 22 giugno 2017, ore 8.30.
  • terza prova scritta: lunedì 26 giugno 2017, ore 8.30.
  • quarta prova scritta: martedì 27 giugno 2017, ore 8.30. Nelle scuole sedi di seggio elettorale per il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative la quarta prova si effettua il 28 giugno anziché il 27, e comunque il giorno successivo allo svolgimento della terza prova scritta.

 

Durante la riunione plenaria o in una successiva, appositamente convocata, le commissioni definiscono la data di inizio dei colloqui per ciascuna clas­se/commissione e, in base a sorteggio, l’ordine di precedenza tra le due clas­si/commissioni e, all’interno di ciascuna di esse, quello di precedenza tra candidati esterni ed interni, nonché quello di convocazione dei candidati medesimi secondo la lettera alfabetica. Ẻ, altresì, determinata la data di pubblicazione dei risultati, che deve essere unica per le due classi/commissioni. Al fine di evitare sovrapposizioni e interferenze, i presidenti delle commissioni che abbiano in comune uno o più com­missari interni concordano le date di inizio dei colloqui senza procedere a sorteggio della classe.


La prima prova scritta suppletiva si svolge nel giorno di mercoledì 5 luglio 2017 alle ore 8.30; la seconda prova scritta suppletiva nel giorno successivo 6 luglio 2017 alle ore 8.30, con eventuale prosecuzione, nei giorni successivi per gli esami nei licei artistici e nei licei musicali e coreutici; la terza prova scritta suppletiva si svolge nel secondo giorno successivo all'effettuazione della seconda prova scritta suppletiva. La quarta prova scritta suppletiva, per gli istituti interessati, si svolge nel giorno successivo all’effettuazione della terza prova scritta. Le prove, nei casi previsti, proseguono nei giorni successivi, ad eccezione del sabato; in tal caso, le stesse continuano il lunedì successivo.


Per i candidati con disabilità, la commissione d'esame, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, relativa alle attività svolte, alle valutazioni effettuate e all'assistenza prevista per l'autonomia e la comu­nicazione, predispone per i candidati con disabilità prove equipollenti a quelle asse­gnate agli altri candidati. La Commissione d’esame terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate, relative ai candidati con disturbi specifici di apprendimen­to (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.

 

Ciascuna classe-commissione d'esame si riunisce, per le operazioni intese alla valu­tazione finale e alla elaborazione dei relativi atti, subito dopo la conclusione di tutti i colloqui, compresi quelli dei candidati che hanno sostenuto le prove scritte nella sessione suppletiva. A ciascun candidato è assegnato un voto finale complessivo in centesimi, che è il ri­sultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione d'esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti relativi al credito scolastico acquisito da ciascun candidato.

 

Gli Istituti scolastici di istruzione secondaria superiore rilasciano, per tutti i percorsi di studio, insieme al diploma e alla Certificazione di cui ai commi 7 e 8 dell’art. 26 il “Supplemento Europass al Certificato”. Il “Supplemento Europass al Certificato” è un documento standard, diffuso e ricono­sciuto nell’Unione Europea, riferito a ciascun Indirizzo di studio, che contiene infor­mazioni riguardanti il percorso ufficiale compiuto dallo studente per acquisire il di­ploma, il corrispondente livello EQF, le competenze generali e d’indirizzo e le attività professionali cui il diplomato potrebbe accedere, anche in contesti di mobilità trans­nazionale.


L'esito dell’esame con l’indicazione del punteggio finale conseguito, inclusa la menzione della lode qualora attribuita dalla Commissione, è pubblicato, contestualmen­te, per tutti i candidati delle due classi costituenti la commissione, nell'albo dell'istituto sede della commissione, con la sola indicazione della dizione “esito negativo” nel caso di mancato superamento dell’esame stesso.


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Prova nazionale Invalsi: tutte le istruzioni

Pubblicato da parte dell’Invalsi l’allegato tecnico relativo allo svolgimento, il giorno 15 giugno 2017, della Prova nazionale nell'ambito dell'esame di Stato del I ciclo: tempistica, gestione dei plichi contenenti la prova, adempimenti, correzione e rilevazioni.

La prova nazionale si svolge, in sessione ordinaria, il 15 giugno 2017, con inizio alle ore 8,30 e, in prima e seconda sessione suppletiva, rispettivamente il 22 giugno e il 4 settembre, sempre con inizio alle ore 8.30, secondo le istruzioni dell'allegato tecnico.

 

Il testo della prova viene riprodotto, in sede nazionale, in due fascicoli per ciascun candidato e consegnato agli Uffici scolastici territoriali e/o alle scuole polo in appositi pacchi, predisposti per ciascuna scuola sede di esame, contenenti i plichi per ogni classe.

 

Per i candidati con DSA che necessitano di una versione informatizzata della prova nazionale non segnalata al momento dell’iscrizione, è possibile farne richiesta all’INVALSI entro il 12 giugno 2017 solo ed esclusivamente attraverso l'area on line riservata. La medesima comunicazione deve essere inviata, per conoscenza, anche all’Ufficio scolastico regionale e al competente Ufficio territoriale.

 

La consegna dei pacchi e degli eventuali plichi speciali al presidente della commissione deve essere effettuata al mattino del giorno della prova dal dirigente scolastico o da un suo delegato e verbalizzata e sottoscritta .

 

I presidenti delle commissioni d’esame, per eventuali problematiche inerenti i contenuti della prova nazionale, potranno contattare, nel giorno della prova, l’INVALSI inviando una e-mail all’indirizzo: esameprimociclo@invalsi.it.

 

Tutti i candidati devono essere presenti in classe entro le ore 8.30. Nessun candidato può essere ammesso nell’aula d’esame dopo le ore 8.30.

 

Dopo l’effettuazione della prova, le sottocommissioni procedono alla correzione, secondo il calendario fissato, avvalendosi dell’apposita “griglia di correzione” predisposta dall’INVALSI e resa pubblica sui siti degli Uffici scolastici regionali, degli Uffici territoriali e sul sito dell’INVALSI a partire dalle ore 12.00 del 15 giugno 2017. Sui fascicoli dei candidati vengono evidenziate esclusivamente con una penna rossa, in sede di correzione, le risposte giuste e quelle errate. Il voto attribuito alla prova nazionale di ciascun candidato è riportato nel verbale.

 

L’INVALSI effettua due tipologie di rilevazione, una nazionale e una a campione.

 

Per quanto riguarda la rilevazione nazionale, le sottocommissioni devono riportare le risposte di ciascun candidato su di una maschera elettronica da scaricare, a partire dalle ore 12.00 del 15 giugno 2017, dal sito dell’INVALSI. Dalla maschera debitamente compilata per ogni allievo è possibile, se ritenuto opportuno, stampare la scheda risposta studente. Tale scheda cartacea non deve essere rispedita all’INVALSI.

 

Le maschere elettroniche, compilate in ogni loro parte, devono essere caricate per le classi non campione dalla segreteria della scuola sul sito dell’INVALSI secondo il calendario che sarà pubblicato su tale sito.

 

La rilevazione a campione interessa i candidati di una sola classe per ciascuna delle scuole individuate, mediante un campione articolato a livello regionale per rendere disponibile alle scuole l'esito di tale monitoraggio nel mese di luglio.

 

A partire dal 9 giugno 2017 ogni scuola può visualizzare se tra le sue classi è stata estratta una campione collegandosi al sito INVALSI.

 

A partire dalle ore 13.00 del 15 giugno 2017 e fino alle ore 13.00 del 16 giugno 2017, la maschera elettronica relativa alla classe campione, debitamente compilata, deve essere caricata a cura della segreteria della scuola sul sito dell’INVALSI .


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Minoranze linguistiche: finanziamento progetti

Pubblicato da parte del Miur il nuovo bando per il finanziamento dei percorsi progettuali in rete di promozione e valorizzazione delle lingue di minoranza per il biennio 2017/2019. L’obiettivo è favorire la diffusione di un uso vivo della lingua nell’ottica di una reale contestualizzazione dell’apprendimento. Invio dei progetti entro il 9 giugno.

I Dirigenti scolastici degli istituti statali o dipendenti dalle regioni e province autonome del primo ciclo, situati in ambiti territoriali e subcomunali delimitati in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche, sono invitati a presentare, anche con il coinvolgimento di scuole paritarie, percorsi progettuali in rete per il biennio 2017/2019, sulla base delle indicazioni e dei criteri indicati con nota 3 maggio 2017, prot. n. 4791. Costituiscono requisiti di ammissione:

  • cooperazione in rete, che dovrà essere costituita da un minimo di tre istituzioni scolastiche e dovrà avere un'apprezzabile rappresentatività sul territorio;
  • continuità: ogni proposta progettuale dovrà presentare un’articolazione biennale ed essere realizzata nell’arco dei due anni scolastici 2016/2017 – 2017/2018;
  • osservanza dei termini e delle modalità.

Un Gruppo di Studio appositamente costituito e incaricato della valutazione effettuerà l'esame delle iniziative progettuali presentate dalle istituzioni scolastiche capofila. Questi i criteri di valutazione:

  1. Insegnamento della lingua minoritaria attuato da parte dei docenti della scuola, con idonee competenze linguistiche in orario curricolare (max. 20 punti)
  2. Insegnamento veicolare (max 15 punti)
  3. Produzione di materiali multimediali pedagogici e didattici trasferibili, anche con approccio ludico (max 15 punti)
  4. Collaborazione plurilingue (max 10 punti)
  5. Valutazione (max 15 punti)
  6. Collaborazione in rete e rappresentatività nel territorio (max 5 punti)
  7. Sinergia con gli Enti locali (max 10 punti)
  8. Punteggio aggiuntivo (max 5 punti)

Nella descrizione dei progetti si raccomanda di focalizzare gli obiettivi, i processi e i prodotti finali, rilevare il numero dei destinatari, articolare le azioni tra le scuole partner, suddividere gli oneri finanziari ed infine specificare le azioni di monitoraggio e di valutazione dell'attività.

Al progetto dovrà essere allegata una scheda finanziaria dettagliata, che potrà contenere esclusivamente le seguenti voci di spesa:

  • progettazione didattica e gestione amministrativo-contabile (max. 10%);
  • insegnamento da parte dei docenti e/o esperti esterni;
  • produzione di materiali (max. 10%).

Nel predisporre il piano finanziario ci si dovrà attenere ai compensi orari per il personale docente previsti dalla vigente contrattazione collettiva relativamente alle ore aggiuntive di insegnamento (€ 35,00/h) e alle ore aggiuntive non di insegnamento (€ 17,50/h).

Ferma restando la facoltà del Gruppo di lavoro di dichiarare ammissibile una cifra inferiore, in ogni caso la richiesta di finanziamento non potrà superare l'importo massimo di € 20.000,00 per ciascun progetto.

L'invio dei progetti da parte delle istituzioni scolastiche dovrà essere effettuato, utilizzando le schede allegate alla nota e corredato dalla documentazione ivi indicata, presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la valutazione del sistema nazionale d'istruzione, V.le Trastevere 76/A - 00153 Roma, entro e non oltre il 9 giugno 2017.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
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Debate e Service learning: assaggi di innovazione

Chiara BRESCIANINI

Confronto di punti di vista: la metodologia del "debate"

Il "debate" è una metodologia didattica utilizzata in molti Paesi europei, in particolare anglosassoni, ove è divenuta una vera e propria materia curricolare[1], tanto da originare campionati mondiali (quest'anno previsto a Bali ad agosto[2]). I modelli di debate sono vari, fra cui il format "Karl Popper", ma le radici della metodologia affondano fortemente nella tradizione italiana, soprattutto, nella disputatio medioevale con aperture verso la filosofia e la retorica. Le regole di funzionamento prevedono un dibattito con tempi e regole definite e prestabilite, in cui due squadre sostengono e disputano un'affermazione o un tema assegnato, analizzando da un lato i pro e dall'altro i contro. A coloro che dibattono si aggiungono altri ruoli (ad es. il cronometrista e i giudici...). La struttura è fortemente predefinita con sequenze conversazionali stabilite, tempi, pause e fasi schematizzati.

Le finalità del "debate"

Il "debate" si propone di migliorare la capacità di ascolto critico e costruttivo rispettando il punto di vista altrui; di parlare in pubblico, sapendo persuadere, e di lavorare in autonomia, ricercando e selezionando i materiali e le fonti. In tal senso consente di acquisire le cosiddette "life skills" o competenze trasversali[3], necessarie e richieste in campo lavorativo e indispensabili nelle esperienze di scuola e transizione in uscita (colloquio, esame, interrogazione...) e insiste su un tema di particolare attualità oggi, ossia il reperimento di fonti autorevoli a discapito delle "bufale" e dell'eccesso comunicativo proliferante nella rete.

Se pensiamo al massiccio uso del web come luogo per "fare ricerche", all'overdose comunicativa e alla prolissità che caratterizza in linea generale il mondo scolastico e non solo, ma l'intero panorama italiano (dalla politica, ai talk show sui più svariati temi...), comprendiamo come la capacità di ricercare, selezionare e veicolare le proprie opinioni in un tempo predefinito sia fondamentale per posizionare correttamente le proprie convinzioni e tesi.

Non da meno, recenti ricerche dimostrano che i ragazzi che praticano il "debate" sono più motivati allo studio, e le conoscenze migliorano in termini di sedimentazione e mantenimento nel lungo periodo.

Opportunità offerte dal MIUR

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, sensibile alle innovazioni, ha da tempo lanciato per gli studenti di scuola secondaria di 2°grado la possibilità di partecipare ad esperienze di TED e debating[4] attraverso le iniziative multimediali TED e TEDx Youth (eventi autorganizzati), che nel 2018 si svolgerannoa Bologna con lo slogan "Il nostro orizzonte è il mondo".

Per sintesi non si approfondisce oltre, ma è possibile trovare la rete delle scuole debate sul sito dedicato Wedebate.org

Cos'è il "Service Learning"?

Il Service Learning include due concetti importanti:

- Service: ossia il volontariato per la comunità;

- Learning: centrato sull’acquisizione di competenze professionali, metodologiche e sociali.

Si può parlare di vero Service quando il bilanciamento fra i due concetti è equilibrato. Il "Service Learning" non prevede un metodo rigido con regole fisse, ma è un approccio recente nato nel mondo americano e diffusosi rapidamente, grazie alla stretta interrelazione fra crescita personale dell'individuo e comunità sociale, in un virtuoso connubio di servizio alla comunità e sviluppo personale, con integrazione di teoria e pratica, vita reale con apprendimento.

Carattere saliente è la non estemporaneità, ma la costruzione accurata al fine di integrarsi pienamente nel curricolo scolastico. È un'esperienza che viene da lontano e che affonda le radici nella scuola attiva di John Dewey.[5] A titolo di esempio Jane Kendall ha rintracciato oltre 149 modalità di realizzazione del Service[6]! Il "Service Learning", inoltre, non è un'esperienza individuale di volontariato, centrata sull'aiuto e sull'azione, ma è curvato sull'analisi e l'approfondimento delle radici, con una forte connessione territoriale[7], e degli esiti dell'esperienza.

Le finalità del "Service Learning"

Centrali nell'azione del Service sono la stretta correlazione con la comunità di appartenenza e la connessione con gli apprendimenti scolastici, con integrazione di curricolo, azione realizzata, ricerca e interdisciplinarietà in ottica di problem solving. La partecipazione attiva dello studente costituisce un principio portante, poiché non è possibile partecipare in chiave "assistenzialista" passiva, ma occorre essere attivi portatori di esperienze, con una forte responsabilizzazione dello studente.

Per ragioni di spazio non si approfondisce ulteriormente, ma è possibile ritrovare approfondimenti in numerose ricerche on line e in esperienze scolastiche in Italia e all'estero ad ampia diffusione[8].

I progetti e le risorse per le scuole (a.s. 2016/2017)

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha promosso, con il Decreto Ministeriale n. 663 del 1.9.2016[9], di arricchimento dell'offerta formativa, all'articolo 5 comma 2, la realizzazione di iniziative volte al potenziamento della partecipazione studentesca nell'ambito del progetto "Introduzione di metodologie di partecipazione nel sistema scolastico italiano", fra cui la metodologia del Debate e del Service Learning, assegnando l'importo di 720.000,00 euro suddivisi in varie azioni. Si evidenziano per l'attinenza con i temi Debate e Public Service:

- 30.555,55 euro per la formazione di studenti e docenti sulle modalità del dibattito scolastico e dell'apprendimento-servizio, individuati dai 18 Uffici Scolastici Regionali; esito diffuso sul sito di Monitor 440 al link https://www.monitor440scuola.it/2016/11/conclusione-bandi/ con nota prot. n. 1193 del 8.3.2017;

- 170.000,00 euro per l'individuazione di n. 1 istituzione scolastica su tutto il territorio nazionale per l'organizzazione delle Olimpiadi di Debate e Service Learning con squadre provenienti da tutta Italia; esito diffuso sul sito di Monitor 440 al link: https://www.monitor440scuola.it/2016/11/conclusione-bandi/ con nota prot. n. 275 del 20.1.2017 - Istituto "Tosi" di Busto Arsizio Varese - Lombardia e IIS "Leonardo da Vinci " di Firenze - Toscana;

- 100.000,00 euro per la realizzazione del Piano sperimentale pilota TED - Youth (Technology, Entertainment, Design) da parte di n. 1 scuola per la realizzazione di iniziative volte al potenziamento e alla partecipazione studentesca; esito diffuso sul sito di Monitor 440 al link https://www.monitor440scuola.it/2016/11/conclusione-bandi/ con nota prot. n. 274 del 20.1.2017 Liceo "Righi" di Bologna - Emilia-Romagna.

Le risorse messe in campo per la sperimentazione sono quindi significative e mettono in atto azioni per il corrente anno scolastico che meritano diffusione e valorizzazione.

Pensiero critico contro le “fake news”

In considerazione della novità, nel panorama italiano, di entrambe le metodologie, è necessario certamente lavorare in termini di formazione dei docenti e di diffusione e sperimentazione dell'attività, organizzando momenti di incontro e competizione con i ragazzi. Ciò al fine di non rendere "estemporanea" l’esperienza, a forte rischio di moda o di entusiasmi individuali, ma di radicarla nella pratica didattica comune, integrandola strettamente nell'azione curricolare[10].

Una riflessione: ci lamentiamo spesso e volentieri che le scuole non "attrezzano" alla vita, e che la rete è una grande opportunità ma che presenta molti rischi, fra gli altri il tema attuale delle "bufale" e delle "fake news" (così diffuse da vedere in quotidiani di informazioni pullulare nuovi originali editoriali di "smascheramento delle bufale della settimana"!). Entrambe le metodologie costituiscono quindi, se intrecciate alla didattica e integrate nel curricolo, mezzi potenti di sviluppo del pensiero critico e di quelle autonomie per studenti (ma anche per docenti!) richieste per affrontare la vita in modo attivo e non passivo, e per renderci costruttori di pensiero e non fruitori mediocri e anonimi.

Speriamo quindi che anche in questo caso, come purtroppo avviene non di rado, non siano "facili entusiasmi" ma costrutti fondanti del far scuola quotidiano.

In particolare in Emilia-Romagna è stata avviata una riflessione di connessione sul tema del "Service learning", in chiave di utile e intelligente strumento per rivitalizzare il tema della conversione delle sanzioni disciplinari in azioni di ri-educazione e ri-orientamento dello studente che ha "sbagliato" e che, in chiave di vera e reale partecipazione alla comunità, ha bisogno di essere accompagnato in un percorso pienamente integrato di costruzione sociale di recupero.

Una sfida enormemente attuale e complessa anche di fronte alla noia che come ci ricorda Ugo Foscolo ... "proviene o da debolissima coscienza dell'esistenza nostra, per cui non ci sentiamo capaci di agire, o da coscienza eccessiva, per cui vediamo di non poter agire quanto vorremmo."

I nostri ragazzi vogliono agire, a volte lo fanno maldestramente o male, ma a noi spetta fornire strumenti per scegliere e curvarsi verso direzioni di senso.

Chiara Brescianini

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Debate

[2] https://schoolsdebate.com/tournament/bali-2017/

[3] https://www.slideshare.net/carlomariani9655/lezione-1-modelli-di-apprendimento-e-metodologia-didattica

[4] http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/ted-e-debate

[5] http://educazionedemocratica.org/archives/2777

[6] https://www.jstor.org/stable/27797142?seq=1#page_scan_tab_contents

[7] http://www.itiscalfaro-cz.gov.it/attachments/article/403/SERVICE%20LEARNING.pdf

[8] https://en.wikipedia.org/wiki/Service-learning e in rete "Esperienze di service learning in Italia"

[9] http://www.istruzione.it/arricchimento-offerta-formativa/allegati/2016/DM%20663%20DEL%201-9-2016.pdf

[10] http://www.wedebate.org/il-progetto.html

Il bando PON per progetti d’inclusione sociale e integrazione

Rosa STORNAIUOLO

Per una reale coesione sociale

La presenza di un numero consistente e costantemente in crescita di alunni di nazionalità e/o di madrelingua non italiana nelle nostre scuole è un dato ormai acquisito.

Si tratta di bambini che arrivano in qualsiasi momento dell’anno scolastico e con diverse provenienze. Spesso vivono con le famiglie in situazione di clandestinità con disagio sociale, non frequentano la scuola regolarmente ed ignorano la lingua del Paese di accoglienza.

Senza dubbio l’integrazione degli alunni stranieri è il frutto di un impegno faticoso, il cui obiettivo non è solo la convivenza di soggetti in precedenza estranei l’uno all’altro, ma la progressiva capacità conoscere, riconoscere e valorizzare le reciproche differenze.

È un compito arduo per una scuola che vive sempre di più in una dimensione plurilingue e multiculturale ed è chiamata, per mandato istituzionale, a garantire il miglior funzionamento possibile a livello apprenditivo e relazionale di tutti gli alunni e, quindi, anche di quelli stranieri, nell’ottica di una piena coesione sociale.

L’avviso PON per progetti di inclusione sociale

A tal proposito si richiama l’attenzione sull’Avviso pubblico per la presentazione di progetti finalizzati all’inclusione sociale e all’integrazione, a valere del Fondo sociale europeo, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Per la Scuola” 2014-2020; in particolare Obiettivo specifico 10.1 e Obiettivo specifico 10.3- Azione 10.1.1 e Azione 10.3.1.

Il suindicato Avviso prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro per iniziative finalizzate alla valorizzazione delle differenze, alla promozione del dialogo interculturale, allo sviluppo delle capacità relazionali degli studenti ed alla partecipazione delle famiglie alle attività di scambio e confronto.

Beneficiari dell’avviso

Possono partecipare tutte le istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado, singolarmente o in rete, nonché i CPIA.

Massimali del progetto

I massimali del progetto sono i seguenti:

  • € 30.000,00 Sotto-azione 10.1.1 A (istituzioni scolastiche 1° ciclo e 2° ciclo);
  • €110.000,00 Sotto-azione 10.1.1 B (Reti di istituzioni scolastiche);
  • € 45.000,00 Sotto-azione 10.3.1 A (CPIA e Istituti Istruzione Secondaria che attuano percorsi di II livello).

Modalità e termini di presentazione delle proposte progettuali

Le scuole interessate a presentare una proposta progettuale potranno farlo dalle ore 10.00 del 15 maggio alle ore 15,00 del 3 luglio 2017.

Terminata la fase di inserimento dei dati e della proposta progettuale, a cura del Dirigente scolastico o del DSGA appositamente delegato, le scuole avranno a disposizione qualche giorno in più per inserire la proposta progettuale, firmata digitalmente, sulla piattaforma finanziaria “Sistema Informativo Fondi” (SIF) 2020.

L’area SIF resterà aperta dalle ore 10.00 del 5 luglio 2017 alle ore 14.00 del giorno 11 luglio 2017.

Le istruzioni per il caricamento a sistema della proposta progettuale e per la trasmissione della candidatura firmata digitalmente sono anche contenute nel seguente link: http://www.istruzione.it/pon/.

Caratteristiche del progetto

Le proposte progettuali devono articolarsi in moduli (minimo due) e possono ricomprendere massimo due moduli della stessa area tematica.

Analizziamo i possibili moduli da attivare:

1) Lingua italiana come seconda lingua

La conoscenza della lingua di studio è di fondamentale importanza per la riuscita scolastica.

Con questo modulo è possibile istituire i necessari “laboratori linguistici permanenti”, animati da docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano L2.

2) L’arte per l’integrazione

L’arte costituisce, senza dubbio, la lingua comune che consente il dialogo, il confronto e la condivisione.

A tal proposito, per garantire una piena inclusione, risultano efficaci laboratori creativi finalizzati all’esplorazione del territorio di accoglienza.

Con questo specifico modulo si possono implementare, a titolo esemplificativo, laboratori audiovisivi, musicali e teatrali, di street art e progettare interventi di recupero di angoli del proprio edificio scolastico o di orti e giardini, ma anche adottare monumenti o piccole aree del territorio, nell’ottica di un esercizio efficace della cittadinanza attiva.

3) Sport e gioco per l’integrazione

Lo sport è un efficace veicolo di socializzazione e di integrazione, in particolare i giochi di squadra che presuppongono il rispetto di regole. Queste ultime consentono il riconoscimento dell'esistenza dell'altro (compagno o avversario), di cui è necessario tenere conto se si vogliono ottenere soddisfazioni, prima fra tutte il puro divertimento, fino ad arrivare alla consapevolezza di «aver giocato bene», secondo le proprie possibilità, indipendentemente dal risultato.

Per questo tipo di intervento, a titolo esemplificativo, si richiamano calcio sociale, gruppi sportivi polivalenti e psicomotricità.

4) Alfabetizzazione digitale, multimedialità e narrazioni

Con questo modulo si possono promuovere progetti che prevedono l’utilizzo delle tecnologie nella didattica, nonché di lettura e narrazione con il coinvolgimento attivo delle studentesse e degli studenti che sono, quindi, fruitori ma anche attori.

5) Percorsi di lingua straniera e valorizzazione della diversità linguistica

La diversità linguistica rappresenta una ricchezza per tutti, in quanto consente di crescere con una mentalità aperta al mondo ed alle sue lingue.

Con il relativo modulo è possibile attivare corsi opzionali di insegnamento/mantenimento della lingua di origine.

6) Percorsi per i genitori e le famiglie

Un efficace dialogo fra la scuola e le famiglie straniere è sicuramente garanzia di una migliore integrazione.

Con questo intervento è possibile attivare percorsi di apprendimento linguistico per i genitori, nonché momenti di coinvolgimento degli stessi nelle attività didattiche.

7) Competenze digitali, orientamento al lavoro ed educazione all’imprenditorialità (solo per i CPIA e le sezioni carcerarie)

L’integrazione passa anche dallo sviluppo delle competenze digitali e di quelle relative all’imprenditorialità, nonché da un efficace orientamento inteso come educazione alle scelte.

Il modulo prevede la possibilità di implementare laboratori in tal senso.

Caratteristiche trasversali dei progetti

Per tutti gli interventi è obbligatoria la presenza dell’esperto e del tutor, ed è prevista la possibilità di coinvolgere soggetti pubblici e privati.

A prescindere dal percorso scelto, è necessario fornire alle studentesse ed agli studenti informazioni sul fenomeno delle migrazioni, sulle culture e sulle religioni, al fine di sviluppare le competenze relazionali, interculturali, comunicative e linguistiche.

I moduli devono essere rivolti a non meno di 15 destinatari, possono durare 30 o 60 ore, ed è possibile chiederne uno o più della stessa tipologia per un maggior rafforzamento delle competenze, ovvero per ampliare la platea dei possibili beneficiari dei percorsi formativi.

Le attività didattiche potranno avere una durata biennale ed essere realizzate dal momento dell’autorizzazione fino al termine dell’anno scolastico 2018-2019, durante l’anno scolastico, nei periodi di sospensione della didattica e nel periodo estivo.

Appare opportuno sottolineare, a questo punto, alcuni elementi di qualità progettuale.

Innanzitutto le proposte devono promuovere la complementarietà tra le diverse aree tematiche, nonché la dimensione esperienziale attraverso la pratica ed il lavoro su casi reali.

Ulteriori elementi di qualità progettuale sono, inoltre, la ricaduta dei percorsi sul territorio e l’approccio innovativo improntato su didattiche attive che pongano al centro le alunne e gli alunni e valorizzino metodologie quali learning by doing e peer learning.

Sulla pagina web dedicata ai Fondi strutturali (http://www.istruzione.it/pon/) è disponibile tutta la documentazione di riferimento dell’Avviso fin qui illustrato.

Le sfide delle classi “colorate”

Le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti di origine non italiana, costituiscono una preziosa occasione di crescita per l’intera comunità educante, e le classi “a colori” sono, senza dubbio, lo specchio di come sarà la società del futuro.

È di fondamentale importanza, pertanto, che le scuole, considerando la garanzia del successo formativo per tutti e per ciascuno come un’emergenza etica e politica, diventino laboratori attivi di convivenza e di nuova cittadinanza.

Si tratta di una sfida ardua ed intrigante che la scuola può fronteggiare, in maniera sicuramente più efficace, grazie alle opportunità fornite dai fondi PON dedicati.

Rosa Stornaiuolo

Ottanta milioni per l’educazione al patrimonio culturale

Si tratta dell’ultimo dei dieci bandi PON per una scuola più aperta, inclusiva e innovativa. Prevede lo stanziamento di 80 milioni di euro per promuovere nelle nostre scuole la conoscenza, la tutela e il valore del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Presentazione progetti dal 22 maggio al 10 luglio.

Le risorse previste potranno essere impiegate dalle scuole, ad esempio, per adottare beni culturali, artistici o paesaggistici; favorire l'accesso, l'esplorazione e la conoscenza del  patrimonio, anche attraverso gli strumenti del digitale; costruire progetti di territorio per un turismo sostenibile dal punto di vista culturale, sociale e ambientale; sviluppare  contenuti  digitali  per le scuole (Open Educational Resource); promuovere la creatività degli studenti; intervenire con iniziative di riqualificazione e rigenerazione urbana, soprattutto nelle aree periferiche e marginali, rendendo i ragazzi protagonisti del rilancio dei territori.

Per presentare le proprie proposte progettuali le scuole avranno tempo dalle ore 10 del 22 maggio alle ore 15 del 10 luglio. Ai progetti sono richieste due caratteristiche fondamentali:

  • valorizzare molto la dimensione pratica ed esperienziale delle attività;
  • organizzare momenti di condivisione e confronto con la cittadinanza, anche in sinergia con amministrazioni locali, società civile e altri soggetti, per una scuola aperta e che sia comunità educante di riferimento, che promuova la conoscenza del patrimonio anche sul territorio.

Ogni progetto presentato dalle istituzioni scolastiche singolarmente potrà ricevere fino a un massimo di 30mila euro, mentre fino a 120mila euro potranno essere assegnati ai progetti di reti costituite da almeno 3 istituzioni scolastiche, un ente locale e almeno un'istituzione, un ente o un'associazione senza scopo di lucro.

Il bando


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Risorse per scuole in aree a rischio

Il Miur comunica l’ammontare delle risorse finanziarie a disposizione per l’anno scolastico 2016-2017 per le scuole collocate nelle aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e contro la dispersione scolastica. Le istituzioni scolastiche interessate possono collegarsi al portale www.areearischio.it per l’inserimento dei progetti.

Le risorse finanziarie a disposizione per l’anno scolastico 2016-2017 per le scuole collocate nelle aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e contro la dispersione scolastica sono determinate nella somma complessiva pari a € 23.870.000,00 (lordo stato), ripartita tra le Regioni secondo il prospetto allegato alla nota 28 aprile 2017 prot. n. 2229.

L’importo è stato ripartito tra le regioni sulla base dei criteri e dei parametri di tipo sociale, economico, sanitario, culturale, nonché sulla base di altri indicatori, tra i quali quelli relativi alla dispersione scolastica ed agli alunni stranieri, per un importo pari ad euro 18.458.933,00. La quota aggiuntiva, pari ad euro 5.411.069,00, è stata destinata alle istituzioni scolastiche delle Regioni che rivelano un incremento dell’indice percentuale dei predetti parametri.

In attesa della procedura di certificazione del relativo Contratto Collettivo Integrativo Nazionale, gli UU.SS.RR. sono invitati a procedere all’avvio della contrattazione integrativa regionale con le OO.SS., fermo restando che la sottoscrizione dei contratti potrà avvenire soltanto dopo il perfezionamento del suddetto Contratto.

Per semplificare la fase della raccolta delle progettazioni da parte delle Commissioni regionali anche quest’anno è stato attivato il portale dedicato raggiungibile all’indirizzo www.areearischio.it. Le istituzioni scolastiche interessate dovranno collegarsi al portale e seguire le istruzioni per l’inserimento dei progetti. Sarà compito poi delle commissioni regionali approvare con un’apposita funzione del portale, solo i progetti che saranno definitivamente finanziati, riportando per ciascuno di essi l’importo corrispondente.

Le funzionalità della piattaforma sono operative dal 3 aprile 2017. La realizzazione dei progetti dovrà avvenire entro il 31 ottobre 2017.


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Settimana nazionale della musica a scuola

Dall’8 al 12 maggio ricorre la Settimana nazionale della musica a scuola 2017. Anche quest'anno il Miur promuove iniziative di sostegno alla pratica musicale, della quale riconosce la particolare valenza educativa e formativa.

In questa settimana le scuole hanno l'occasione di testimoniare l'importanza delle attività musicali che realizzano nel corso dell'intero anno scolastico, che trovano nella "Settimana della musica" il punto di approdo di ordinari percorsi di apprendimento, caratterizzati sia da sviluppo continuo, sia da stabile sedimentazione nel curricolo e, di conseguenza, nella crescita personale di tutti gli allievi.

L'organizzazione degli eventi, disciplinata con nota 10 marzo 2017 prot. n. 395, è affidata alle libere determinazioni delle istituzioni scolastiche che potranno svolgerli sia all'interno degli edifici scolastici, sia nel territorio; sarà opportuno che gli eventi organizzati per questa settimana vedano il coinvolgimento dei genitori e di tutte le forze sociali e culturali esterne alla scuola, tanto pubbliche che private.

Gli organi periferici dell'Amministrazione scolastica sollecitano anche la partecipazione attiva degli enti musicali, dei Conservatori di musica, e di tutti i soggetti pubblici o privati, associati o singoli, operanti sul territorio per la promozione della musica.

I referenti regionali per le attività di settore e quelli provinciali, ove presenti, potranno segnalare al Comitato Nazionale per l'apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti, presieduto dal Prof. Luigi Berlinguer, le esperienze più significative che, muovendosi sulla base dei processi innovativi in atto, possano costituire una testimonianza del lavoro svolto e un utile riferimento per il rinnovamento del sistema scolastico.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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