Scuola7 5 giugno 2017, n. 45

Scuola7

la settimana scolastica

5 giugno 2017, n. 45


In questo numero parliamo di:

La chiameremo Sofia (G. Cerini)

Animatori digitali: se potessi avere 1000 euro... (R. Baldascino)

AAA... unità formativa cercasi (C. Brescianini - G. Zanarini)

Un sindacato con buona “Lena” (A. Crusco)

Esami di Stato: comunicazione dati

Maturità 2017: istruzioni operative

Bonus di 1000 euro per la frequenza di asili nido

Revisione Rapporto di autovalutazione

Proroga contratti di supplenza personale ATA


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diLa chiameremo Sofia
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La chiameremo Sofia

La piattaforma per accedere a “tutte” le opportunità di formazione

Giancarlo CERINI

Un data-base interattivo per la formazione in servizio

È da salutare con favore l’apertura della piattaforma digitale SOFIA (Sistema operativo su formazione e iniziative di aggiornamento), attivata dal MIUR – cfr. nota Dir.Gen.Pers. n. 22272 del 19-5-2017 – per mettere a disposizione dei docenti (ma non solo) un quadro informativo aggiornato in tempo reale su tutte le attività di aggiornamento disponibili per gli insegnanti italiani. Siamo appena agli inizi, ma gli sviluppi potrebbero essere promettenti, anche se non ci si deve illudere: non basta digitalizzare domanda-offerta di formazione per migliorarne la qualità, sia sul versante di chi l’organizza/produce (le scuole, le reti, il MIUR, le università, gli enti accreditati), sia sul versante di chi ne usufruisce (i docenti, in primo luogo, ma anche le scuole – direttamente o indirettamente). In una demo del MIUR vengono presentate le funzionalità del nuovo servizio, che ha due tipi di utenti: i produttori della formazione e i consumatori, entrambi interessati ad incontrarsi nel migliore dei modi, con reciproca soddisfazione. L’idea è dunque quella di un forum o una piazza o un’agorà dell’aggiornamento. Vediamo però di approfondire, per non andare fuori strada e smentire l’idea che si stia imboccando la strada del mercato privato della formazione.

La vetrina dei corsi di aggiornamento

Intanto come si arricchisce di informazioni e proposte la piattaforma SOFIA? Da un lato abbiamo i soggetti abilitati a promuovere e proporre la formazione in servizio. Si tratta di tutti i soggetti previsti dalla Direttiva 170/2016 che, apparentemente, si riferisce a enti e associazioni che sono accreditati (o riconosciuti) in un elenco nazionale, previa domanda da inoltrare al MIUR dimostrando il possesso di determinati requisiti. Ma oltre i cosiddetti “enti” sono ancora più significative le diverse istituzioni titolate di per sé a erogare formazione: le singole scuole statali innanzi tutto (ma anche quelle paritarie registrate al sistema), le loro reti, le istituzioni scientifiche e le Università, senza dimenticare l’amministrazione scolastica nelle sue diverse articolazioni (MIUR, USR, UST). Questi soggetti possono far conoscere le loro iniziative “popolando” la piattaforma con la registrazione delle iniziative formative che intendono realizzare.

Il web diventa quindi una “vetrina” che fa vedere i prodotti, stimola la domanda (un po’ come succede al supermarket), invoglia l’utente a confrontarli ed anche a saper scegliere quello che sembra rispondere alle aspettative. Ma questo dipenderà dalla qualità delle informazioni che corredano il corso: non basta il titolo, né una semplice descrizione; saranno utili le notizie circa le metodologie impiegate e i formatori che conducono le attività, anche se spesso il curriculum vitae o la qualifica professionale non sono di per sé una garanzia. Tuttavia un’informazione ben organizzata consente una comparazione e una valutazione, ed è un progresso rispetto all’attuale sistema “porta a porta” (è un po’ come andare in biglietteria/agenzia oppure usufruire di una prenotazione ferroviaria/aerea dal proprio computer o smartphone).

Come scegliere un buon percorso formativo

Sull’altro lato della piattaforma SOFIA ci stanno i potenziali utenti. Gli insegnanti – in linea di principio – possono liberamente scegliere di partecipare alle iniziative formative di proprio interesse. A tal fine hanno a disposizione anche la card di 500 euro, e la piattaforma consentirà di “trasferire” la prenotazione di un corso sul proprio “borsellino elettronico” (e fin qui ci muoviamo in una logica di quasi-mercato). Ma gli insegnanti sono anche membri di una comunità professionale (cioè di una scuola, con i suoi curricoli, il suo RAV, i suoi piani di miglioramento, i suoi dipartimenti e gruppi di lavoro). La formazione deve essere in rapporto con quest’appartenenza, per dare risposte anche ai bisogni di sviluppo di una scuola [la nostra proposta è conosciuta: 50% del tempo della formazione dedicato alla scuola, 50% del tempo dedicato ai propri interessi personali; se vogliamo essere più espliciti: 25 h + 25 h per ogni anno, come nel contratto della sanità]. Quindi una parte delle iniziative cui partecipare sono quelle promosse dalla scuola (o per il tramite della scuola): anche in questo caso una piattaforma che faccia “vedere” alla scuola tutte le offerte di un territorio potrebbe agevolare la predisposizione del piano formativo di istituto. Magari con la supervisione di una figura strumentale [infatti un piano formativo di istituto non è un generico corso di formazione che “vale” per tutti, ma un insieme di proposte personalizzate su misura per diversi gruppi di insegnanti]. In ogni caso, a mano a mano che SOFIA conterrà il quadro esaustivo di ciò che scuole, università, associazioni possono offrire, il sistema domanda-offerta di formazione (non solo a livello privatistico, bensì istituzionale) avrà fatto un bel passo in avanti.

Come migliorare la qualità del Piano nazionale di formazione

Ma la piattaforma è come un sismografo che registra e fa vedere eventi che accadono più in profondità. Che tipo di formazione proporranno i soggetti che ne hanno la responsabilità o la facoltà? Ci riferiamo in particolare ai dirigenti delle scuole capofila per la formazione (319 in tutta Italia), che rappresentano il “perno” della governance del sistema decentrato. O, meglio, agiscono in nome e per conto degli 8.200 colleghi dirigenti delle istituzioni scolastiche autonome [il baricentro, infatti, resta la scuola, che si aggrega in rete non tanto per improbabili economie di scala, ma per differenziare e qualificare le offerte]. A questo proposito sono a disposizione le “linee guida” proposte dal MIUR con la nota prot. 9684 del 6-3-2017, che raccomandano di evitare “radunate” e “plenarie” di corsisti per privilegiare attività di laboratorio, di ricerca, di studio, di lavoro on line. Segnalano l’esigenza di tener conto dei bisogni delle istituzioni scolastiche (e non solo di quelli dei singoli), di procedere all’individuazione di formatori o agenzie formative con avvisi pubblici che garantiscano trasparenza ma anche qualità, di procedere ad una efficace progettazione territoriale di ambito. Purtroppo, e ne siamo consapevoli, i vincoli temporali e amministrativi nella gestione dei fondi possono soffocare anche le migliori intenzioni progettuali [ed è questione da affrontare con urgenza, a partire dalla revisione dell’obsoleto D.I. 12-10-1995, n. 326, che prevede i compensi per i formatori].

La formazione tra scuola e ambito

La sfida per un diverso modo di fare formazione, centrato sul miglioramento dell’insegnamento e dei risultati degli allievi, si gioca su parecchi fronti. Se al centro resta la scuola, impegnata nel proprio progetto curricolare e didattico, la formazione non può ridursi ad un generico processo di riflessione o di scambio tra gli insegnanti del consiglio di classe o del dipartimento. Questi organismi collegiali restano i luoghi reali ove si può decidere di cambiare il modo di far scuola per renderlo capace di mettere in relazione i saperi e le conoscenze con le caratteristiche apprenditive degli allievi: è ciò che si chiama “didattica per competenze”. Ma chi aiuta le scuole? Servono stimoli culturali anche esterni, un rapporto qualificato con sedi della ricerca e del sapere didattico, la presenza di “tutor” (docenti competenti e motivati) capaci di accompagnare i colleghi in esperienza di ricerca e didattica innovativa.

La progettazione condivisa tra scuole, in rete, può rispondere a queste esigenze. Si tratterà di:

  • raccogliere le esigenze delle scuole (e non tanto dei singoli) traducendole in modelli formativi efficaci;
  • preparare e accompagnare con adeguati percorsi docenti che si candidano a (o sono stati scelti per) svolgere funzioni di coordinamento, consulenza, formazione, nelle loro scuole;
  • affidare a scuole, raccordate in piccole reti di scopo (e per esse ad una scuola polo), la concreta gestione delle iniziative formative, per evitare inutili accentramenti e avvicinare la formazione ai concreti luoghi di lavoro (cfr. nota 9684 cit.);
  • costituire gruppi, laboratori territoriali, seminari permanenti, per approfondire aspetti specifici, ad esempio di didattica disciplinare (es.: scienze, matematica, storia, lingue classiche, discipline tecnologiche o economiche, professionalizzanti), possibili solo consorziando scuole.

Anche le singole scuole possono essere destinatarie di finanziamenti, non in termini generici, ma su azioni mirate. Ad esempio perché l’istituto è alle prese con un progetto strategico che coinvolge tutti i docenti, oppure perché gruppi consistenti di docenti si impegnano a partecipare ad iniziative didattiche innovative, magari coordinate sul territorio.

Per evitare un uso improprio e generico dei finanziamenti, sarà dunque opportuno compiere un monitoraggio adeguato – a tutti i livelli – di quanto sta avvenendo (e la piattaforma SOFIA offrirà importanti informazioni) e, se del caso, modificare le indicazioni per l’assegnazione dei finanziamenti e l’individuazione delle priorità.

Le ultime indicazioni del MIUR

Con una recente nota (la n. 25134 dell'1.6.2017) il MIUR ha cercato di rassicurare circa il carattere sperimentale dell’iniziativa, che non intende prefigurare in alcun modo la costruzione di un portfolio professionale del docente, che sarà oggetto di specifiche concertazioni con le organizzazioni professionali e sindacali. Inoltre viene ampliato il quadro delle iniziative che potranno essere documentate (superando alcune prime rigidità), anche con riferimento a quelle realizzate nel corso dell’anno scolastico che si sta per concludere.

SOFIA è dunque una piattaforma di carattere informativo, e l’utilizzazione è di carattere personale. Al momento non sono previste implicazioni giuridico-contrattuali dell’uso della piattaforma. Il docente può registrare i corsi frequentati, costruire un proprio archivio elettronico delle iniziative, arricchirlo con materiali e documentazione. Si inizia a intravedere quel curriculum professionale che rappresenta una strategia indispensabile per la valorizzazione del lavoro degli insegnanti.

Giancarlo Cerini

Animatori digitali: se potessi avere 1000 euro…

Roberto BALDASCINO

Idee per un digitale a misura di scuola

Il 16 maggio nel corso del convegno "Verso gli Stati Generali della scuola digitale" tenutosi a Bergamo, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha annunciato di aver firmato il decreto per lo stanziamento di 8, 4 milioni di euro a favore delle scuole in cui agiscono gli animatori digitali[1]. Si tratta mediamente di mille euro che ogni animatore digitale avrà a disposizione per la molteplicità di interventi, che ha già in parte incominciato a svolgere, e che dovrà in seguito ampliare.

Come primo approccio tale finanziamento potrebbe essere impiegato per concretizzare alcune delle seguenti proposte:

  • per la diffusione e la circuitazione di buone pratiche metodologico-didattiche prodotte da docenti sperimentatori all’interno del proprio istituto;
  • per mostrare buone pratiche consolidate maturate al di fuori della propria scuola;
  • per l’organizzazione di attività formative (dopo un’attenta analisi dei bisogni);
  • per lo studio e la ricerca su come le tecnologie e gli ambienti di apprendimento online integrati con la presenza possano costituire una nuova ecologia dell’apprendimento;
  • per lo sviluppo di laboratori sperimentali tecnologici anche a favore degli studenti;
  • per tante altre attività informali conoscitive e divulgative interne ed esterne l’istituzione scolastica di appartenenza, servendosi del sito web istituzionale della scuola;
  • per il supporto continuo, in collaborazione col team per l’innovazione digitale, dei docenti della propria scuola che intendono sperimentare costantemente e coerentemente l’uso didattico della tecnologia nel proprio insegnamento;
  • per promuovere la costituzione di una comunità di pratiche, utilizzando ambienti online in cui i docenti dell’istituto possono inserire e condividere non solo il proprio materiale grigio e altre autoproduzioni, ma anche presentare problemi e proporre soluzioni in maniera del tutto collaborativa.

Tale stanziamento dovrebbe arrivare alle scuole entro la chiusura di questo anno scolastico. Dal prossimo anno scolastico il finanziamento entrerà pienamente a regime. Come misura di accompagnamento è stata annunciata l’imminente apertura di una piattaforma online dedicata agli animatori digitali di tutt’Italia. Essi potranno condividere le proprie esperienze e iniziative, collaborando insieme per garantire continuità, stabilità e diffusione alle innovazioni intraprese.

Tecnologia, ma quanto mi costi!

1000 euro potrebbero sembrare una somma modesta da spendere in un anno. Impostando il tradizionale rapporto costo/ora docenza, con cui si paga la formazione in presenza, siamo nell’ordine di 25 ore complessive di attività formative; in definitiva si tratta di poco più di un corso. In realtà è bene precisare che la formazione, che ricordiamo non spetterebbe compiere direttamente all’animatore digitale, è solo una delle tante azioni attivabili. L’animatore la può organizzare dopo aver analizzato gli effettivi bisogni dei colleghi e/o sentite le loro richieste esplicite. Esistono, però, azioni molto più economiche e durature nel tempo, in quanto autogenerate e attualizzate all’interno della propria istituzione scolastica, che garantiscono maggiore stabilità e continuità nei risultati e nelle ricadute. Tali azioni sono alla base stessa di un processo di formazione continua ed adhocratica; inoltre rendono i docenti che vi partecipano più autonomi, motivati e responsabili. Alcune di tali proposte riguardano:

  • far maturare l’esigenza nei docenti di formarsi e di approfondire, puntando su processi di autoformazione, per migliorare e ampliare ciò che si sta attuando/sperimentando in classe con le tecnologie;
  • far analizzare/evidenziare, attraverso incontri periodici e/o tramite inserimenti nei forum dedicati all’interno della piattaforma online della scuola, le azioni mutagene che le tecnologie producono a livello disciplinare e trasversalmente nei processi di valutazione e nello sviluppo delle competenze;
  • promuovere processi di ricerca-azione e di documentazione dei risultati e delle esperienze, relativamente a ciò che si sta sperimentando dal punto di vista tecnologico-didattico;
  • mantenere un ordine e una regia organizzativo-documentativa dei processi e dei prodotti messi in atto nella scuola;
  • promuovere monitoraggi e momenti di autovalutazione tra i docenti tramite piattaforma online sulle diverse sperimentazioni tecnologiche presenti nella scuola;
  • sviluppare e pubblicizzare pagine gialle elettroniche relativamente alle competenze tecnologico-didattiche presenti in istituto o tra Reti di scuole, su cui è possibile contare e fare riferimento.

Informalità e formalità della formazione sulle tecnologie educative

L’animatore digitale funge da trait d’union tra le tante offerte formative – disperse nel territorio e  online – con la domanda interna. È bene precisare che l’offerta formativa online nel campo delle tecnologie educative è così ampia da soddisfare qualsiasi esigenza di formazione e a tutti livelli di competenza. I MOOC (Massive open Online Course) offerti da tanti provider stranieri come Coursera o Edx, che riuniscono le più prestigiose università mondiali, offrono corsi di qualità (in lingua inglese), molti dei quali riguardano proprio il campo tecnologico-educativo. Nel panorama dei MOOC è presente anche il provider italiano EduOpen fondato da una rete di università italiane[2] e finanziato una tantum dal MIUR, in cui è possibile trovare anche corsi pedagogici e tecnologici. A completare il panorama, dal 22 maggio è attiva la piattaforma digitale del MIUR S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le iniziative di aggiornamento dei docenti)[3]. In tale piattaforma sono presentati centinaia corsi (per di più a pagamento) che è possibile prenotare online. I corsi sono suddivisi in due grandi categorie con diverse aree contenutistiche:

  • gli ambiti specifici, in cui è presente anche un’area dedicata allo Sviluppo della cultura digitale ed educazione ai media;
  • gli ambiti trasversali, in cui è presente anche un’area dedicata all’Innovazione didattica e didattica digitale.

Nel piano per la formazione dei docenti 2016-2019[4] su cui si basa S.O.F.I.A., il punto 4.3 delle nona priorità riguarda le Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento[5]. La piattaforma a regime avrà anche il valore di “storia formativa” del docente e, più avanti, grazie ad ulteriori integrazioni, sarà possibile inserire anche delle documentazioni in merito alla professionalità, al bilancio delle competenze e altre informazioni inerenti la propria attività didattica. A regime, saremo in presenza di un vero e proprio “portfolio professionale” del docente, i cui risvolti giuridici dovranno però essere condivisi in sede contrattuale.

Il mansionario dell’animatore digitale

Le attività/azioni molteplici che l’animatore digitale dovrà nel tempo svolgere sono elencate nella Tabella 2 del Decreto Direttoriale MIUR  25.11.2015, prot. n. 50 e si suddividono nella seguente tripartizione:

AREA PROGETTAZIONE (STRUMENTI)

AREA COMPETENZE E CONTENUTI

AREA PROMOZIONE (ANCHE IN RACCORDO CON ALTRE SCUOLE)

ambienti di apprendimento per la didattica digitale integrata

orientamento per le carriere digitali

scenari e processi didattici per l'integrazione del mobile, gli ambienti digitali e l'uso di dispositivi individuali a scuola (BYOD)

realizzazione/ampliamento di rete, connettività, accessi

promozione di corsi su economia digitale

sperimentazione e diffusione di metodologie e processi di didattica attiva e collaborativa

laboratori per la creatività e l'imprenditorialità

cittadinanza digitale

modelli di assistenza tecnica

biblioteche scolastiche come ambienti mediali

educazione ai media e ai social network

modelli di lavoro in team e di coinvolgimento della comunità (famiglie, associazioni, ecc.)

coordinamento con le figure di sistema e con gli operatori tecnici

e-Safety

creazione di reti e consorzi sul territorio, a livello nazionale e internazionale

ammodernamento del sito internet della scuola, anche attraverso l'inserimento in evidenza delle priorità del PNSD

qualità dell'informazione, copyright e privacy

partecipazione a bandi nazionali, europei ed internazionali

registri elettronici e archivi cloud

azioni per colmare il divario digitale femminile

documentazione e gallery del pnsd

acquisti e fundraising

costruzione di curricola digitali e per il digitale

realizzazione di programmi formativi sul digitale a favore di studenti, docenti, famiglie, comunità

sicurezza dei dati e privacy

sviluppo del pensiero computazionale

utilizzo dati (anche invalsi, valutazione, costruzione di questionari) e rendicontazione sociale (monitoraggi)

sperimentazione di nuove soluzioni digitali hardware e software

introduzione al coding

coding unplugged

robotica educativa

aggiornare il curricolo di tecnologia

making, creatività e manualità

risorse educative aperte (OER) e costruzione di contenuti digitali

collaborazione e comunicazione in rete: dalle piattaforme digitali scolastiche alle comunità virtuali di pratica e di ricerca

ricerca, selezione, organizzazione di informazioni

coordinamento delle iniziative digitali per l'inclusione

alternanza scuola lavoro per l'impresa digitale

Per gli animatori digitali, supportati dal team per l’innovazione digitale, non resta altro che rimboccarsi le maniche e “progettare il futuro didattico-tecnologico” della propria scuola, finalizzando oculatamente i finanziamenti a disposizione.

Roberto Baldascino

[1] Nota dell’Ufficio Stampa del MIUR: http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs160517.

[2] Il sito di riferimento è il seguente: https://learn.eduopen.org

[3] http://sofia.istruzione.it/

[4] http://sofia.istruzione.it/istruzioni_uso_online_1%200%20-%20Area%20del%20Docente.pdf

[5] http://www.istruzione.it/piano_docenti/allegati/32-35.pdf

Esami di Stato: comunicazione dati

Indicazioni alle scuole in merito alla comunicazione all’Anagrafe degli Studenti dei dati relativi agli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado, e per un corretto utilizzo dell’applicativo “Commissione Web”.

Nel mese di giugno si avviano le attività di rilevazione degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado.

La procedura per la comunicazione dei dati ripropone quella  degli anni scolastici precedenti, che, a seguito dell’informatizzazione dei modelli ES0 e ES-C (proposte di configurazione delle commissioni e di designazione commissari interni), semplifica e snellisce le attività.

La nota 1 giugno 2017 prot. n. 1370 descrive le seguenti quattro fasi:

  1. Presentazione dei candidati: a cura delle segreterie scolastiche, dal 10 giugno fino all’insediamento della Commissione;
  2. Lavori della commissione: a cura delle Commissioni d’esame secondo quanto previsto dall’O.M. n. 257/2017;
  3. Comunicazione degli esiti degli esami di Stato, a cura delle segreterie scolastiche, dal 1 al 22 luglio;
  4. Adempimenti finali: a cura delle segreterie scolastiche.

Nell’area Procedimenti amministrativi del SIDI sono disponibili le guide esplicative per l’attività delle segreterie sul SIDI e per l’utilizzo di “Commissione Web” da parte delle Commissioni.

Le informazioni riguardanti “Commissione Web” sono disponibili nella sezione “Argomenti e Servizi - Scuola - Esami e Prove di Valutazione - Esame di stato secondo ciclo” del portale www.istruzione.it.

Per eventuali chiarimenti per le procedure sul Sidi può essere contattato l’ufficio Statistica e Studi; per problemi tecnici dell'applicazione è disponibile il numero verde curato dal gestore del sistema informativo 800903080.


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Maturità 2017: istruzioni operative

Come di consueto, il Miur riassume gli adempimenti di carattere tecnico-operativo ed organizzativo per il regolare svolgimento delle operazioni relative all’esame di Stato per il corrente anno scolastico 2016/2017. Vietato l’uso di smartphone e apparecchiature elettroniche portatili, pena l’esclusione dall’esame.

La nota 24 maggio 2017 prot. n. 5754 richiama innanzi tutto la scrupolosa osservanza delle disposizioni relative alle modalità di invio tramite il plico telematico delle tracce delle prove scritte.

I locali individuati nelle scuole dovranno essere pienamente idonei allo svolgimento degli esami, sotto il profilo della sicurezza, dell’agibilità e dell’igiene, nonché dignitosi e accoglienti in modo da offrire un’immagine della Scuola decorosa e consona alla particolare circostanza.

Nel caso in cui i locali dovessero risultare insufficienti o inidonei in relazione al numero di candidati o per altri fatti e situazioni di carattere straordinario, si dovrà procedere in tempo utile al reperimento di altri ambienti, anche appartenenti ad altre istituzioni scolastiche, che abbiano i requisiti sopra indicati.

I Dirigenti scolastici avranno cura di avvertire tempestivamente i candidati:

  • che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, utilizzare a scuola telefoni cellulari, smartphone, dispositivi di qualsiasi natura e tipologia in grado di consultare file, di inviare fotografie ed immagini, nonché apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta;
  • che è vietato l’uso di apparecchiature elettroniche portatili di tipo palmare o personal computer portatili di qualsiasi genere in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite connessioni wireless o alla normale rete telefonica;
  • che nei confronti di coloro che violassero tali disposizioni è prevista l’esclusione da tutte le prove di esame.

Tenuto conto della necessità di consentire l’espletamento delle operazioni di estrazione e stampa delle tracce delle prove scritte, sarà consentito, fino al completamento della stampa delle tracce, il collegamento con la rete internet esclusivamente da parte dei computer utilizzati:

  • dal Dirigente scolastico o di chi ne fa le veci;
  • dal Direttore dei servizi generali ed amministrativi, ove autorizzato dal Dirigente scolastico o da chi ne fa le veci;
  • dal Referente o dai Referenti di sede.

Nel corso delle prove scritte dovrà essere disattivato il collegamento alla rete Internet di tutti gli altri computer presenti all’interno delle sedi scolastiche interessate dalle prove scritte. Saranno, altresì, resi inaccessibili aule e laboratori di informatica.


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Bonus di 1000 euro per la frequenza di asili nido

Per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati, e per il supporto domiciliare in favore dei bambini  al  di  sotto  dei  tre  anni  affetti  da  gravi patologie croniche, la legge di bilancio ha introdotto un buono di 1000 euro su base annua. Le istruzioni per la presentazione delle domande.

La legge di bilancio 2017 dispone che “con riferimento ai nati a decorrere dal 1 gennaio  2016 per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati, nonché per l'introduzione di forme di supporto presso la propria  abitazione  in favore dei bambini  al  di  sotto  dei  tre  anni,  affetti  da  gravi patologie croniche, è attribuito, a partire dall'anno 2017, un buono di 1000 euro su base annua e parametrato a undici mensilità” (art. 1 co. 355 L. n. 232/2016).

Con circolare 22 maggio 2017 n. 88 l’Inps fornisce le istruzioni operative e la disciplina di dettaglio concernenti l’accesso ai suddetti benefici.

Il premio è corrisposto direttamente dall’Inps che, su domanda del genitore, provvede al pagamento dell’importo fino ad un massimo 1000 euro. In sede di presentazione dell’istanza sarà necessario specificare l’evento per il quale si richiede il beneficio:

  • Pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati (“Contributo asilo nido”);
  • Introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione a favore dei bambini affetti da gravi patologie croniche (“Contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione”).

La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2016, che sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero una delle carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione Europea;

  • residenza in Italia;

  • relativamente al Contributo asilo nido il richiedente è il genitore che sostiene l’onere del pagamento della retta;

  • relativamente al Contributo per forme di supporto presso la propria abitazione, il richiedente  deve coabitare con il figlio ed avere dimora abituale nello stesso Comune.

La domanda potrà essere presentata dal 17 luglio al 31 dicembre 2017 esclusivamente in via telematica mediante una delle seguenti modalità:

  • web – Servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN dispositivo attraverso il portale dell’Istituto. Parimenti, il cittadino potrà utilizzare, per l’autenticazione, il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
  • Contact Center Integrato - numero verde 803.164 (numero gratuito da rete fissa) o numero 06 164.164 (numero da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
  • Enti di Patronato.

Nella domanda il richiedente dovrà indicare a quale dei due benefici intende accedere. Qualora il richiedente intenda fruire del beneficio per più figli sarà necessario presentare una domanda per ciascuno di essi.

Il bonus potrà essere erogato, nel limite di spesa che per il 2017 è pari a euro 144 milioni di euro, secondo l’ordine di presentazione telematica della domanda. Nel caso in cui, a seguito del numero delle domande presentate venga raggiunto - anche in via prospettica - il suddetto limite di spesa, l’Inps non prenderà in considerazione le ulteriori domande.

Alla corresponsione del bonus provvede l’Inps nelle modalità indicate dal richiedente nella domanda (bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con IBAN). Il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
  • scegli il prodotto/servizio che desideri acquistare;
  • inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del prodotto/servizio che vuoi acquistare;
  • il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo a noi per ottenere il prodotto/servizio desiderato.

Un sindacato con buona “Lena”

Intervista a Maddalena (Lena) Gissi, segretaria generale di Cisl-Scuola

Incontriamo Maddalena Gissi subito dopo la conclusione del consiglio generale che, riunitosi al termine dei lavori del 6° congresso nazionale (Castellaneta - TA, 29 maggio - 1 giugno 2017), l’ha confermata a pieni voti come segretaria generale della Cisl Scuola. Una conferma prevista e che riguarda anche l’intera segreteria, i cui componenti sono stati tutti rieletti insieme alla Gissi.

(A.C.)

Alla segretaria chiediamo anzitutto di dirci, a caldo, le sue impressioni sul congresso che ha per la prima volta affrontato come segretaria generale.

Sono molto soddisfatta di come questo congresso si è svolto, prima ancora che della mia riconferma, della quale mi sento naturalmente onorata. Abbiamo fatto un congresso che non si è lasciato schiacciare dai tanti problemi del presente, ma ha voluto guardare il più possibile in avanti, verso un futuro denso di incognite ma del quale vogliamo essere protagonisti, nella scuola e, come sindacato confederale, nella società. A partire dalla piena assunzione, tra le nostre priorità, di temi come l’ambiente e il lavoro, certo non circoscritti a una dimensione categoriale. Ma anche per quanto riguarda in modo specifico il nostro settore, abbiamo voluto guardare in avanti senza ripiegarci sulle emergenze del presente, che siamo pronti comunque ad affrontare. Grazie anche ai contributi portati al nostro dibattito da personalità di prestigio come Luigina Mortari, Eraldo Affinati e Luigino Bruni, abbiamo ragionato di possibili percorsi verso scenari diversi che vorremmo caratterizzassero il nostro domani, il domani delle giovani generazioni. Per dirla con un bellissimo titolo di Affinati, ci siamo chiesti come poter coltivare e realizzare il sogno di un’altra scuola, di un’altra economia, di un’altra società.

Col presente tuttavia non potete smettere di fare i conti…

Non c’è dubbio. Non solo perché non ce lo possiamo permettere, ma soprattutto perché non appartiene alla nostra cultura sfilarci dai problemi, lasciare che siano altri a risolverli. Stiamo sul pezzo, ogni giorno e a tutti i livelli: le nostre sedi sono il luogo in cui ogni giorno viviamo in presa diretta i problemi della scuola e di chi ci lavora. Il presente, attentamente considerato nella relazione, nel dibattito e nella mozione conclusiva dei nostri lavori, vuol dire oggi prima di tutto contratto, poi operatività delle deleghe attuative della 107, reclutamento, pensioni. Temi sui quali siamo più che mai determinati a riprendere un’iniziativa che per la verità non si è mai interrotta.

Ci dica qualcosa di più sulle deleghe.

Le deleghe sono attuative di una legge, la 107, i cui limiti e difetti si riflettono inevitabilmente sulla decretazione secondaria. Noi abbiamo cercato in ogni modo, nel percorso di acquisizione dei pareri sui testi licenziati in prima lettura, di incidere sulla stesura definitiva chiedendo e ottenendo anche significative modifiche. In particolare su quella per il reclutamento dei docenti abbiamo svolto un pressing intenso che ha prodotto l’individuazione di una fase transitoria grazie alla quale abbiamo evitato che per molti precari si chiudesse definitivamente la porta di una possibile stabilizzazione. Rischio oggi evitato, anche se non va dimenticato che stiamo parlando solo della secondaria: restano fuori dal ragionamento infanzia e primaria. Non per colpa della delega, costretta a muoversi nel solco tracciato dalla legge. Ma il problema resta e andranno trovate soluzioni. Del resto da sempre sosteniamo che la legge 107 possa e debba essere, laddove necessario, oggetto di modifiche e correzioni, che non smetteremo certo di rivendicare.

Sul contratto che cosa pensate di fare?

Siamo convinti che tutti i presupposti per aprire le trattative ci siano, chiediamo che si vada subito all’emanazione degli atti di indirizzo. Il quadro delle risorse economiche è da tempo definito, sul versante cosiddetto normativo l’accordo del 30 novembre 2016 ha posto le premesse per riportare alla sede opportuna, quella negoziale, tutte le materie che investono la gestione del rapporto di lavoro. Noi siamo pronti a confrontarci da subito. Certo l’accelerazione dei tempi di un possibile ritorno alle urne non ci rende felici per i riflessi che l’instabilità politica potrebbe avere sul negoziato. In ogni caso nel confronto la parte pubblica è rappresentata dall’ARAN, quindi se gli atti di indirizzo sono definiti poi la trattativa può procedere e andare a conclusione. Abbiamo parlato prima del presente; questo ne è certamente uno degli aspetti di maggior rilievo.

Ci dica qualcosa anche sulle pensioni. C’è qualche possibilità in più con la cosiddetta APE per chi lavora nella scuola?

L’anticipo con i meccanismi dell’APE, e ci voleva poco a immaginarlo, per i costi che comporta non trova un riscontro oceanico. Un po’ diverso può essere il discorso se parliamo dell’APE sociale, che quantomeno riconosce a una parte della categoria le  condizioni di particolare gravosità in cui viene svolto il lavoro e permette di uscire anticipatamente senza penalizzazioni. Mi riferisco a chi insegna nella scuola dell’infanzia e a chi ha seri problemi di salute. La questione è ora sostanzialmente legata alla tempistica di procedure di uscita che sicuramente non collimeranno con le ordinarie scadenze in base alle quali normalmente avviene l’uscita dal servizio del personale scolastico. Certo non potranno essere gli interessati all’APE a farne le spese, avendo diritto a lasciare il lavoro in qualsiasi momento. Resta più in generale il problema della gravosità che comporta, per chi lavora nella scuola a qualunque grado del sistema, la necessità di una permanenza in servizio che si è via via allungata in modo preoccupante. Occorrerà trovare, in sede contrattuale, soluzioni che consentano di attenuare un peso che potrebbe in molti casi rivelarsi difficilmente sostenibile.

Antonio CRUSCO

Intervista a cura di Antonio Crusco

 

 

AAA... unità formativa cercasi

Chiara BRESCIANINI
Giuliana ZANARINI

Dalle unità formative alle unità di apprendimento

Come noto la legge 107/2015, all’art. 1 comma 124, definisce la formazione in servizio dei docenti di ruolo “obbligatoria, permanente e strutturale”, e la domanda comune è come rendere fattivo l'assunto normativo. É in via di conclusione l'anno scolastico 2016/2017, il primo di attuazione del Piano di Formazione dei docenti 2016-2019 che prevede che le attività formative siano articolate in Unità Formative.

Intendiamo qui soffermarci sul senso didattico e pedagogico della nuova proposta formativa e su come articolare un'Unità Formativa (UF) per una formazione di qualità.

Come e con quali modalità definire il valore aggiunto per la formazione degli insegnanti, attraverso una modularità che metta in campo l'agire didattico nell'orizzonte della formazione? Se riusciamo a coniugare concretamente formazione e didattica sarà possibile raggiungere un risultato tangibile di miglioramento in termini di apprendimenti per gli studenti.

Direzioni di senso... cercasi UDA disperatamente

Le Unità Formative rispondono nella loro strutturazione al principio di flessibilità tanto auspicato e realizzabile in una dimensione di scuola attiva e attenta ai cambiamenti. Esse infatti rappresentano un exemplum multiforme di attività scolastiche agite, un nucleo di significato significante dell'agire educativo e didattico, nel senso che prevedono svariate forme di attività, che attribuiscono loro valenza formativa qualificante. Le Unità Formative, come evidenzia il Piano di Formazione dei docenti 2016-2019, possono comprendere infatti:

  • formazione in presenza e a distanza,
  • sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione,
  • lavoro in rete,
  • approfondimento personale e collegiale,
  • documentazione e forme di restituzione/rendicontazione, con ricaduta nella scuola,
  • progettazione.

La modellizzazione è quindi open e calibrata sulla dimensione dell'azione didattica nelle sue esplicazioni in progress che coinvolgono non solo l'individualità del docente, ma anche la comunità professionale. Ne discende che, realizzata l'attività formativa in UF, la stessa deve tradursi in unità di apprendimento chiare e condivisibili.

Proviamo a modellizzare le unità di apprendimento con la formazione

L’Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna ha organizzato un percorso sperimentale di formazione per docenti, progettato nell'ottica del miglioramento dell'offerta formativa personalizzata e inclusiva degli alunni stranieri. L'unità Formativa "FormAzione - Studio e APProfondimento - Unità di APPrendimento per la personalizzazione dell’inclusione degli alunni migranti nelle scuole dell'Emilia-Romagna", è stata proposta ai docenti delle scuole secondarie di II grado di istruzione professionale e dei Centri Provinciali per l’istruzione degli adulti.

Progettare l’inclusione e la personalizzazione

L'UF è nata per rispondere al bisogno espresso dagli insegnanti di conoscere e sperimentare competenze metodologiche di inclusione e di personalizzazione dei percorsi educativi e didattici, in relazione all'analisi delle Unità di Apprendimento (UDA) inviate dalle scuole in seguito a una specifica call, da cui era emersa la necessità di condividere un format di UDA utile per la replicabilità di buone pratiche di integrazione.

Il tema dell'integrazione degli alunni migranti è in questo momento storico di particolare rilevanza e, come noto, crea complessità in particolare nelle scuole secondarie di II grado, impegnate nel complesso compito di attrezzare gli studenti stranieri per le competenze di italiano per lo studio.

Lo sviluppo di una unità formativa

Il tema delle strategie di inclusione, contemplato nel novero delle priorità indicate nel Piano Nazionale di Formazione dei docenti 2016-2019, è stato affrontato attraverso il coordinamento dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, il contributo dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dell’Università di Bologna e del Centro Territoriale di Supporto di Modena, con un approccio interistituzionale che contemplasse il know how di ciascuno.

Il percorso realizzato ha previsto nello specifico:

  • n. 8 ore di formazione in presenza,
  • n. 7 ore di interazione/lavoro di gruppo in presenza,
  • n. 10 ore di sperimentazione didattica per progettazione/realizzazione UDA,
  • per un totale 25 ore.

Attraverso la formazione in presenza sono stati forniti strumenti e indicazioni metodologiche, grazie ai quali, attraverso la sperimentazione e il confronto tra i docenti partecipanti, si è elaborato un modello di Unità di Apprendimento condivisibile. Sono state presentate specifiche indicazioni sull'utilizzo di risorse e tecnologie per l'apprendimento dell'italiano L2 e, attraverso lavori di gruppo, si sono sperimentati gli strumenti in apposita piattaforma on line, attraverso il confronto di metodologie e di esperienze didattiche concrete.

UDA in progress (repository)

Gli incontri di formazione e lavoro di gruppo in presenza hanno rappresentato momenti di approfondimento in progress, attraverso una modalità di formazione agita dai docenti. L'ultimo incontro in presenza ha dato vita ad un momento di restituzione e condivisone di quanto appreso e sperimentato direttamente a scuola, con la presentazione delle Unità di Apprendimento realizzate dai docenti. Il format di UDA elaborato e utilizzato in progress si è dimostrato essere "utile, efficace, essenziale, immediato e chiaro, ma anche flessibile nella sua strutturazione", così come hanno confermato gli insegnanti. Le Unità di Apprendimento realizzate incrementano ora un "patrimonio" comune e condiviso di UDA predisposte per l’apprendimento personalizzato degli studenti stranieri, organizzato in una repository nata per documentare l'agire inclusivo delle scuole dell’Emilia-Romagna.

Un circolo virtuoso

L’esempio riportato mette in luce un elemento essenziale dell’Unità Formativa: la sua circolarità virtuosa di significato che pone al centro:

  • ciascun docente che trasforma i propri bisogni formativi in risorsa su cui l’Unità Formativa trae motivazione nella sua realizzazione. I bisogni formativi dei docenti si modificano in progress e l’Unità Formativa si adegua ad essi con la flessibilità delle sue azioni (lezioni frontali, approfondimenti, sperimentazione, documentazione, ecc.);
  • l’agire nella dimensione didattica di sperimentazione delle competenze, degli strumenti e delle proposte dell'UF stessa;
  • la qualità della formazione condivisa e discussa passando dall'individualità di ciascun docente alla collegialità del gruppo, che acquisisce competenze relazionali di confronto costruttivo;
  • gli strumenti metodologici che rappresentano la motivazione e il focus del processo formativo che realizza l'insegnante nella sua professionalità in fieri e quotidiana.

In questo modo l'Unità Formativa può rappresentare un'occasione di formazione di qualità che rende protagonista il docente nella propria professionalità, realizzata in un divenire flessibile e in progress. Diversamente il rischio nell'attuale overdose di offerta formativa è di partecipare a percorsi che non trovano innesto reale nell'agire didattico, e quindi non rinnovano l'azione quotidiana in aula.

Chiara Brescianini - Giuliana Zanarini

Revisione Rapporto di autovalutazione

Rimarrà aperta fino al 30 giugno la piattaforma per aggiornare il Rapporto di autovalutazione (RAV). L’aggiornamento si rende necessario in presenza di cambiamenti sostanziali intervenuti nell’istituzione scolastica. Nelle scuole oggetto di dimensionamento, con nuovo codice meccanografico, i Dirigenti scolastici dovranno svolgere ex novo il lavoro di autovalutazione.

Con nota 12 maggio 2017 prot. n. 5204 il Miur comunica che dal 15 maggio al 30 giugno ogni Dirigente scolastico/Coordinatore didattico, attraverso il supporto del Nucleo interno di valutazione e il confronto con la comunità scolastica, avrà la possibilità di rivedere le analisi effettuate nel precedente RAV e, se necessario, procedere alla revisione delle priorità, dei traguardi e degli obiettivi di processo.

L’aggiornamento del RAV si rende necessario in presenza di cambiamenti sostanziali intervenuti nell’istituzione scolastica, alla luce di nuovi dati e dei dati aggiornati,  delle eventuali osservazioni pervenute da parte del Direttore dell’USR ai Dirigenti scolastici in merito alla definizione degli obiettivi, nonché delle osservazioni dei Nuclei esterni di valutazione, se la scuola è stata oggetto di visita.

Nelle scuole che sono state oggetto di processi di dimensionamento e hanno acquisito un nuovo codice meccanografico, i Dirigenti scolastici, con il supporto dei Nuclei interni di valutazione, dovranno svolgere ex novo il lavoro di analisi e di autovalutazione.

Nel periodo di riapertura della piattaforma RAV saranno messi a disposizione di ogni istituzione scolastica dati aggiornati desunti dal Questionario scuola, unitamente a valori di riferimento esterni (benchmark) e ad altri dati aggiornati disponibili nel sistema informativo del Ministero.

Nella revisione o nuova compilazione del RAV è opportuno porre una particolare attenzione alla definizione delle priorità e dei traguardi, in quanto è nella sezione n. 5 del RAV (Individuazione delle priorità) che si sono riscontrati gli elementi di maggiore debolezza.

Le credenziali per l’accesso alla piattaforma del RAV sono le stesse usate per l’accesso ad altre aree del Portale SNV e sono legate nominativamente ai Dirigenti scolastici. Sul Portale SNV sarà messo a disposizione dei Dirigenti scolastici uno strumento (cruscotto) grazie al quale sarà possibile effettuare un confronto con le altre istituzioni scolastiche del territorio nazionale sulla base dei dati presenti nei RAV pubblicati nell’a.s. 2015/16.

I RAV, una volta pubblicati, verranno inseriti direttamente nell’apposita sezione del portale Scuola in Chiaro. La suddetta nota prosegue con indicazioni per alcuni casi particolari: Scuola dell’infanzia,  Istituti di istruzione secondaria superiore con pluralità di indirizzi o Istituti Omnicomprensivi,  Istruzione e formazione professionale, Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).


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Proroga contratti di supplenza personale ATA

Il Miur ha fornito disposizioni in merito alle proroghe dei contratti di supplenza del personale ATA, che devono essere richieste dai dirigenti scolastici nei casi di effettiva necessità e per il periodo strettamente necessario. Le richieste motivate devono pervenire agli Uffici scolastici regionali per la prescritta autorizzazione.

Le supplenze temporanee fino al termine delle attività didattiche possano essere prorogate, per il periodo strettamente necessario, qualora non sia possibile consentire, mediante l'impiego del personale a tempo indeterminato e di quello supplente annuale, le attività relative allo svolgimento degli esami di Stato e, comunque, in tutti i casi in cui si presentino situazioni che possano pregiudicare l'effettivo svolgimento dei servizi di istituto.

I Dirigenti interessati dovranno farne motivata richiesta al Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, per il tramite dei relativi Uffici Provinciali, che, esaminate le motivazioni, potrà concedere l'autorizzazione.

Le comprovate motivazioni potranno fare riferimento ad attività relative allo svolgimento degli esami di Stato, al recupero debiti nelle scuole secondarie di secondo grado, a situazioni eccezionali che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto con riflessi sull’ordinato avvio dell’anno scolastico (es. attività connesse all’aggiornamento triennale delle graduatorie di istituto).

Con nota 30 maggio 2017 prot. n. 24635 il Miur richiama le precedenti disposizioni impartite e invita gli UU.SS.RR. a dare le necessarie indicazioni ai dirigenti scolastici.


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Summer School Ischia 2017

Una scuola per le competenze nel sistema, nell’organizzazione, nelle professionalità

Dal 23 al 25 luglio il mondo della scuola sarà protagonista della Summer School Ischia 2017, l’appuntamento annuale che Tecnodid dedica alla formazione e all’approfondimento dei temi di maggiore attualità.

Attraverso quattro sessioni di lavoro, in cui si alterneranno relazioni, workshop e question time, faremo il punto sugli scenari attuali, per poi addentrarci in concetti chiave, quali: competenze, alternanza, curricolo verticale, valutazione, miglioramento, rendicontazione. Quindi rivolgeremo uno sguardo alle novità in vista, alla luce delle deleghe attuative della legge 107/2015. Infine tireremo le somme cercando di dare risposta alle questioni che emergeranno.

Relatori: Sergio Auriemma, Alberto Bottino, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Paolo Mazzoli, Alan Pona, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mario Sironi, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rossella Stornaiuolo.

Interviene Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

 

Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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