Scuola7 12 giugno 2017, n. 46

Scuola7

la settimana scolastica

12 giugno 2017, n. 46


In questo numero parliamo di:

Una bussola per le deleghe (G. Cerini - M. Spinosi)

Blue Whale Challenge: pericolo reale o "bufala"? (R. Stornaiuolo)

Da Barbiana a Favignana: piccole scuole crescono... (A. Prontera)

Ri-apro il RAV e scopro che... (F. Da Re)

Portfolio del dirigente scolastico: proroga

Vaccinazioni: le novità del decreto legge

In Gazzetta la legge contro il cyberbullismo

Maturità 2017: on line le commissioni

Mobilità personale AFAM 2017/18

Summer School Ischia 2017


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diUna bussola per le deleghe
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Una bussola per le deleghe

Giancarlo CERINI
Mariella SPINOSI

Buona scuola: atto secondo

Il sistema scolastico italiano è stato investito negli ultimi anni da una “ondata” di nuovi provvedimenti legislativi, che ne stanno modificando in profondità le modalità di funzionamento, a far tempo dall’approvazione della legge 13 luglio 2015, n. 107 (con voto di fiducia). Non è un processo “pacifico”, né scontato, né dagli esiti prevedibili. È emblematico che sia chi lo ha promosso direttamente (il Governo), sia chi lo ha contrastato fieramente (movimenti di base) abbia spesso manifestato insoddisfazione, dubbi, necessità di ripensamenti e revisioni. Le rappresentanze sindacali e professionali del personale mantengono riserve sull’impatto della “Buona Scuola” nell’ordinaria vita della scuola e sulla sua capacità di far fronte alle criticità ed ai bisogni di sviluppo del nostro sistema educativo. Anche la nuova Ministra all’istruzione, Valeria Fedeli, pur portando a compimento l’elaborazione dei decreti legislativi (operazione non semplice e avvenuta sul filo del rasoio), ha più volte richiamato l’esigenza di un rapporto di maggior ascolto e condivisione delle innovazioni con il mondo della scuola.

Dalla “mappa” alla “bussola”

C’è da dire che, quando si giudica tutto d’un fiato il pacchetto delle riforme in atto nella scuola italiana dal 2014, sembrano prevalere i toni forti e polemici. Questo approccio emotivo va a scapito della necessità di affrontare distintamente, con calma e serenità, le tante questioni sottese ai provvedimenti legislativi.

In sintonia con l’approccio tecnico-divulgativo della casa editrice Tecnodid (ben visibile nella sua linea editoriale, con “Notizie della scuola”, “Esperienze amministrative”, scuola7.it, Repertorio, IperTesto Unico Scuola), già a suo tempo abbiamo tentato di colmare questo divario attraverso la pubblicazione del volume “Una mappa per la riforma”, ove prevaleva l'idea di un esame critico ma costruttivo della legge 107/2015, attraverso commenti e contributi a più voci sugli aspetti qualificanti del nuovo assetto normativo (ricondotti ad alcune parole chiave di sintesi: dirigente, formazione, alternanza, ptof, digitale, valutazione, reclutamento…), oltre al tentativo di “mettere” ordine nella presentazione della legge, di difficile lettura causa l’anonima giustapposizione di ben 212 commi.

Quel testo ha goduto di un indubbio apprezzamento da parte dei lettori e di chi doveva approfondire, interpretare ed applicare le nuove norme. Di fronte al nuovo complesso passaggio legislativo della primavera 2017, che ha visto l’emanazione in un solo colpo di 8 decreti legislativi, che interessano numerosi aspetti dell’ordinamento scolastico (formazione iniziale, cultura umanistica, istruzione professionale, valutazione, diritto allo studio, scuola all’estero, zero-sei, inclusione) abbiamo ritenuto utile riprendere la medesima impostazione, per offrire un quadro esaustivo dei nuovi provvedimenti.

Le novità degli otto decreti legislativi

Nell’instant book in uscita in questi giorni “Una bussola per le deleghe”, i testi dei decreti legislativi vengono presentati nella loro versione definitiva, corredati delle premesse che ne spiegano la ratio e ne inquadrano le fonti giuridiche di partenza. Ciascun decreto legislativo è poi stato commentato in maniera aperta e libera da un esperto di settore, con l’intento di coglierne gli aspetti innovativi, gli elementi di continuità con l’ordinamento vigente, le possibilità di implementazione nel lavoro quotidiano, le eventuali criticità e gli ulteriori passaggi normativi necessari per la completa attuazione.

In effetti, si tratta di provvedimenti di non facile lettura:

  • sia per il grado di dettaglio di alcuni di essi, come nel caso della valutazione (analizzato da Mariella Spinosi) o della regolamentazione delle scuole all’estero (descritta da Gianna Prapotnich);
  • sia per l’innovatività di materie come lo “zerosei”, per fondare una nuova prospettiva dell’educazione infantile (di cui parla Giancarlo Cerini), o la formazione iniziale dei docenti (presa in esame da Paola Serafin);
  • sia per lo sforzo di compiere una ricognizione “ragionata” di materie che richiamano una pluralità di competenze istituzionali: è il caso di “disabilità e inclusione” (studiato da Antonia Carlini) e del “diritto allo studio” (affrontato da Maria Teresa Stancarone);
  • sia per l’esigenza di affrontare emergenze, antiche e attuali, del sistema educativo, come il potenziamento della cultura umanistica e artistica (di cui parla Paola Di Natale) o la modernizzazione dell’istruzione professionale (ripresa da Nilde Maloni).

La fase di attuazione delle legge 107

Dopo il primo biennio di faticoso decollo della legge 107/2015, non ancora completato (se si hanno a mente i numerosi ripensamenti in atto o le questioni ancora aperte), si apre una nuova stagione di novità grandi e piccole, che dovrebbero consolidare il quadro riformatore, magari con un tocco maggiore di condivisione. C’è da segnalare, e il testo qui presentato dedica uno specifico spazio alla presentazione di “quel che c’è ancora da fare”, che l’attuazione concreta degli otto decreti legislativi dovrà essere accompagnata dall’emanazione di altri 45 provvedimenti secondari (tra regolamenti, decreti, intese Stato-Regioni, atti di indirizzo), ben illustrati nelle schede di sintesi curate da Cisl-scuola. Molti di questi richiamano l’esigenza di una forte concertazione tra le diverse istituzioni chiamate in causa (lo Stato e i suoi diversi Ministeri, le Regioni, gli Enti locali) su materie che spesso sono affidate alla legislazione concorrente, come ben segnala Sergio Auriemma nella sua introduzione.

È utile anche ricostruire, come ha fatto Angelo Prontera, il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione per l’applicazione dei decreti, di notevole entità per il segmento zero-sei e per l’istruzione professionale.

Occorre dunque attrezzarsi con qualche strumento di orientamento per non lasciarsi sopraffare dalla quantità di richiami normativi, a volte di estremo dettaglio. Di qui la metafora della bussola, che ci è sembrata appropriata all’idea di un viaggio non ancora ben definito nei suoi possibili approdi, ma aperto alla curiosità della scoperta e alla voglia di rimettersi comunque in gioco.

Uno sguardo lungo

Viviamo in una stagione culturale e politica in cui sembra difficile prospettare pensieri e discorsi di ampio respiro. L’emergenza quotidiana, con i suoi richiami al “particulare”, può prendere il sopravvento sull’esigenza di impegnarsi in vista di una scuola migliore. Per questo ogni strumento normativo che porta con sé risorse finanziarie, umane e suggestioni culturali (come è il caso di molti dei decreti presentati in questo testo), può diventare un tassello utile alla costruzione di una scuola più efficace, inclusiva ed equa. È giusto dunque conoscerli e saggiarne la consistenza e sostenibilità. Il volume “Una bussola per le deleghe” vuole proprio avere questo intento.

Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi



Una bussola per le deleghe
I nuovi decreti legislativi

a cura di Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi
contributi di: Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Gianna Prapotnich, Angelo Prontera, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.
pagg. 256, giugno 2017
euro 22,00

per informazioni



Blue Whale Challenge: pericolo reale o “bufala”?

Rosa STORNAIUOLO

Allarmismi per una macabra sfida

L’espressione “Blue Whale Challenge”, letteralmente “Sfida della balena azzurra”, indica un “gioco” ideato dallo studente ventiduenne di Psicologia Philip Budeikin, in carcere dal 2016 a San Pietroburgo, e che, a partire dalla Russia, si starebbe diffondendo a macchia d’olio tra gli adolescenti in diversi paesi.

Le regole del “gioco”, se “gioco” può definirsi e che tale appare a chi si iscrive alla sfida, sono inquietanti, ed il premio finale consiste nel suicidio.

Le decine di segnalazioni di casi sospetti arrivati alla Polizia postale, e altrettanti i messaggi di allerta inviati su WhatsApp, ci fanno pensare ad una psicosi collettiva; eppure la storia ha molti punti non verificati e altri impossibili da verificare.

Quali sono le origini e le caratteristiche di questa macabra sfida? Quali motivi la rendono così affascinante agli occhi degli adolescenti? In che modo gli adulti possono proteggere la gioventù, sempre più fragile emotivamente, da questo crimine cibernetico? Blue Whale Challenge: allarme o allarmismo, pericolo reale o bufala?

Su questi interrogativi rifletteremo nel presente contributo.

In che cosa consiste la “Blue whale challenge”?

“Blue whale”, “balena blu”, prende spunto da un fenomeno naturale: le balene, spesso, si spiaggiano sulle coste con il rischio di morire per asfissia e disidratazione. Il “gioco” consiste nell’attuare 50 azioni, una al giorno, come ‘preparazione alla morte’, che si concretizza con il fatale e raggelante salto nel vuoto da un edificio.  Queste regole quotidiane consistono nello svegliarsi ad orari improponibili del mattino e tagliarsi con lamette e coltelli per incidersi l’immagine di una balena o di altre scritte, come per esempio dei codici, direttamente sulla pelle; guardare film dell’orrore per 24 ore continuative, ascoltare una particolare musica con video psichedelici e non dormire. Delle prove superate deve essere spedita, di volta in volta, la foto all’amministratore, detto “curatore”.

Il “gioco” non è scaricabile con il download libero ma è necessario essere invitati a giocare; quindi i “ragazzi bersaglio” vengono adescati tramite hashtag, gruppi chiusi e specifici link sui social media. Una volta che si scarica il gioco, è possibile prendere possesso dei social del ragazzo vittima e iniziare a fargli un lavaggio del cervello, spaventandolo e incitandolo a giocare attraverso le minacce, sostenendo di essere a conoscenza di tutte le sue informazioni e che, una volta iniziato il percorso, non si può più interrompere o tornare indietro.

Che cosa può spingere un adolescente a partecipare alla Blue whale challenge?

L’adolescenza di per sé è caratterizzata dalla “sensation seeking”, ossia la sensibilità verso le sfide estreme, la tendenza e la ricerca di emozioni intense, anche al prezzo di mettere a rischio la propria ed altrui incolumità. Si ricercano l’eccitazione, l’adrenalina e tutte quelle sensazioni che fanno sentire i ragazzi “vivi”; il macabro, la morte, l’occulto allettano gli adolescenti perché sono vissuti come una sfida con se stessi, un affrontare i propri demoni, che in questa fase inducono spesso anche a pensieri suicidi e autolesionistici.

Il suicidio è visto, purtroppo, da molti giovani come un gesto eroico di cui sono capaci solo i più coraggiosi, ed anche come un mezzo per mostrare ed urlare al mondo cieco e sordo, incapace di coglierne i segnali, la loro sofferenza.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che siamo nell’era delle sfide estreme, delle challenge che rinforzano a suon di hashtag chi riesce ad andare più vicino alla morte con tanti like, fino ad arrivare agli horror game che rischiano di far passare il suicidio come un aver compiuto un gesto degno dell’attenzione altrui.

Soprattutto nella fase adolescenziale, inoltre, è importante l’effetto del mostrare agli altri il proprio successo, dell’essere riconosciuti da qualcuno, come può essere un “curatore” di un gioco, che sottolinea la tua bravura, è fiero di te e del tuo coraggio, presta quell’attenzione che è mancata un po’ troppo nella vita di questi ragazzi, che cercano nella rete ciò che non hanno nella vita reale.

Ovviamente per rimanere vittima di gruppi e spazi oscuri del web, ci devono già essere una predisposizione a questo tipo di contenuti, condizioni di fragilità e vulnerabilità emotiva, solitudine, bisogno di riconoscimento ed approvazione.

Un’alfabetizzazione emotiva per gli adolescenti

È evidente che adolescenti con un buon supporto familiare e sociale, con un’adeguata autostima, non si lasciano coinvolgere da queste folli sfide, non hanno bisogno di spazi macabri per cercare se stessi e dimostrare il loro valore, non sono così facilmente manipolabili e adescabili.

Forse è arrivata l’ora che gli adulti, molto onestamente, la smettano di credere alla favola del lupo cattivo vestito da Cappuccetto Rosso di cui tutti possono rimanere vittime. Ci sono dei segnali più o meno evidenti che i ragazzi lanciano, e che andrebbero colti e soprattutto visti.

È importante osservarli ed ascoltarli autenticamente per cogliere, ad esempio, cambiamenti di umore, uscite notturne, poche ore dedicate al sonno, mutamenti di comportamento nel mangiare o nella tipologia di serie o film che guardano, nella quantità di tempo che trascorrono con gli amici, nelle uscite con gli altri, nella condivisione nel “reale” e nel rapporto con la scuola, maggiore attenzione al cellulare ed utilizzo soprattutto di notte.

È importante un lavoro congiunto scuola-famiglia di osservazione ed ascolto autentico delle nuove generazioni, riappropriandosi di quell’autorevolezza che sembra essersi affievolita.

È utile ragionare sul ruolo del suicidio per gli adolescenti con il supporto di esperti, per evitare l’effetto contagio che induce ad emulare il comportamento degli altri; fondamentali sono, altresì, efficaci percorsi di alfabetizzazione emotiva che spingano i giovani a conoscere, riconoscere ed esprimere adeguatamente le proprie emozioni, nonché attività che consentano ai ragazzi di sperimentare occasioni di successo, di vita autentica, incrementando il senso di autoefficacia ed il livello di autostima.

Necessari sono, infine, percorsi di educazione ad un uso sano e consapevole della rete, atteso che nel web vi sono numerosi pericoli di adescamento.

In Italia, situazione sotto controllo

In Italia si sta attualmente indagando su una cinquantina di segnalazioni, ma nessuna al momento può ascriversi con certezza alla “blue whale challenge”; la bomba mediatica ha creato un forte effetto contagio, per cui tanti ragazzi, pur di acquisire un ruolo, dicono di essere entrati in contatto con il gioco.

A tal proposito, al fine di arginare la disinformazione e per scongiurare il rischio che gli adolescenti restino vittime di questo lavaggio digitale del cervello, la polizia postale ha pubblicato sul proprio sito una serie di utili suggerimenti rivolti ai ragazzi ed alle famiglie. Interessante è anche l’intervento in Emilia Romagna della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Clede Maria Garavini, che ha diffuso una nota del Procuratore della Repubblica per i minori, Silvia Marzocchi, nella quale si allertano i servizi sociali.

Comunque, un campanello d’allarme

Ritornando alla domanda iniziale “Blue whale challenge: allarme o allarmismo? Pericolo reale o bufala?”, probabilmente la risposta sta nel mezzo. È noto, ormai, che esistono troppi spazi virtuali di rischio, nei quali i ragazzi possono incontrare menti deviate che li conquistano, ed iniziano una danza per condurli a fare il ballo che decidono loro.

È opportuno pertanto che, con un atteggiamento proattivo, si tenga sempre desta l’attenzione di famiglia ed istituzioni educative sulla prevenzione e la cura del disagio adolescenziale, cogliendone i segnali per tempo ed attivando una rete di aiuti che non si concentri solo sulla “Blue whale challenge”, ma la consideri un campanello d’allarme di un problema molto più vasto e complesso.

Rossella Stornaiuolo

Portfolio del dirigente scolastico: proroga

Differito al 31 luglio 2017 il termine ultimo per la compilazione on line del Portfolio del Dirigente scolastico. Le funzioni sono attive sul Portale del Sistema nazionale di valutazione.

Lo ha comunicato il Miur con nota 8 giugno 2017 prot. n. 1182, facendo seguito alle richieste pervenute in merito all'opportunità di avere a disposizione più tempo per la compilazione del Portfolio in questo periodo dell'anno scolastico già denso di impegni per i Dirigenti scolastici.

Per la compilazione del Portfolio i Dirigenti scolastici dovranno accedere al Portale del Sistema nazionale di valutazione Area Dirigenti Portfolio DS utilizzando le credenziali già in possesso per la compilazione del RAV. Sul Portale vengono messi a disposizione un video-tutorial ed una guida operativa. Eventuali richieste di chiarimento e/o di supporto potranno essere avanzate all'indirizzo email snv@istruzione.it.

Ricordiamo che il procedimento di valutazione dei Dirigenti scolastici non avrà effetto sulla determinazione della retribuzione di risultato per questo anno scolastico, bensì a partire dall'anno scolastico 2017/18. In considerazione dello slittamento dei tempi, in quest’anno di prima applicazione non saranno svolte visite e la valutazione di prima istanza da parte del Nucleo di valutazione e la valutazione finale da parte del Direttore dell'USR avverranno, rispettivamente, entro novembre ed entro dicembre 2017.


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Vaccinazioni: le novità del decreto legge

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”. Oltre alle iniziative di formazione del personale e di educazione degli alunni, il provvedimento stabilisce precisi adempimenti a carico delle scuole.

Per assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica, nonché il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale, con il decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, pubblicato in pari data sulla Gazzetta Ufficiale (n.130 del 7-6-2017), sono rese obbligatorie e gratuite, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, le seguenti vaccinazioni:

  1. anti-poliomielitica;
  2. anti-difterica;
  3. anti-tetanica;
  4. anti-epatite B;
  5. anti-pertosse;
  6. anti-Haemophilus influenzae tipo b;
  7. anti-meningococcica B;
  8. anti-meningococcica C;
  9. anti-morbillo;
  10. anti-rosolia;
  11. anti-parotite;
  12. anti-varicella.

Dette vaccinazioni possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute. L'avvenuta, comprovata immunizzazione a seguito di malattia naturale esonera dall'obbligo della vaccinazione. In caso di mancata osservanza dell'obbligo vaccinale, ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale e ai tutori è comminata una sanzione amministrativa da 500 a 7.500 euro.

Dal 1° luglio 2017 il Ministero della salute promuove iniziative di comunicazione e informazione istituzionale per illustrare e favorire la conoscenza delle nuove disposizioni. Per l'a.s. 2017/18 il Ministero della salute e il Miur avviano iniziative di formazione del personale docente ed educativo, nonché di educazione degli alunni sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni, anche con il coinvolgimento delle associazioni dei genitori, con un’autorizzazione di spesa di euro duecentomila per l'anno 2017.

I dirigenti scolastici, i responsabili dei servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti, all'atto dell'iscrizione del minore di età compresa tra zero e sedici anni, a richiedere ai genitori e ai tutori la presentazione di idonea documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni, ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento, o la presentazione della richiesta di vaccinazione all'azienda sanitaria locale.

La presentazione della documentazione deve essere completata entro il termine di scadenza per l'iscrizione, e per i servizi educativi per l'infanzia e le scuole dell'infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, costituisce requisito di accesso. La documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni può essere sostituita da dichiarazione sostitutiva di certificazione; in tal caso la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni deve essere presentata entro il 10 luglio di ogni anno. La mancata presentazione della documentazione nei termini previsti, è segnalata, entro i successivi dieci giorni, dai dirigenti scolastici all'azienda sanitaria locale, che provvede agli adempimenti di competenza.

Per l'a.s. 2017/18, la documentazione di cui sopra dev’essere presentata entro il 10 settembre; in caso di dichiarazione sostitutiva di certificazione, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018.

I minori per i quali le vaccinazioni siano state  omesse o differite sono inseriti in classi nelle quali sono presenti solo minori vaccinati o immunizzati. Entro il 31 ottobre di ogni anno i dirigenti scolastici comunicano all'azienda sanitaria locale le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati.

Ricordiamo che il decreto legge dovrà essere convertito in legge entro i prossimi 60 giorni.


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In Gazzetta la legge contro il cyberbullismo

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”. Entro trenta giorni il Miur è tenuto ad adottare apposite Linee di orientamento per la formazione del personale, la promozione di un ruolo attivo di studenti ed ex studenti, la previsione di misure di sostegno e rieducazione.

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 127 del 3 giugno scorso la legge 29 maggio 2017, n. 71, che si pone l'obiettivo di contrastare il fenomeno del cyberbullismo con azioni a carattere preventivo e con una strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l'attuazione degli interventi senza distinzione di età nell'ambito delle istituzioni scolastiche.

Per cyberbullismo si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.

Ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o soggetto esercente la responsabilità del minore che abbia subito taluno degli atti indicati, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un'istanza per l'oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso nella rete internet, previa conservazione dei dati originali.

Qualora, entro le quarantotto ore successive, il soggetto responsabile non abbia  provveduto all'oscuramento, alla rimozione o al blocco richiesto, o comunque nel caso in cui non sia possibile identificare il titolare del trattamento o il gestore del sito internet o del social media, l'interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore.

Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della suddetta legge, sarà istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, che redige, entro sessanta giorni dal suo insediamento, un Piano di azione integrato, nel rispetto delle direttive europee in materia e nell'ambito del programma pluriennale dell'Unione europea, e realizza un sistema di raccolta di dati finalizzato al monitoraggio dell'evoluzione dei fenomeni e al controllo dei contenuti per la tutela dei minori.

Il piano è integrato con il Codice di coregolamentazione per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, a cui devono attenersi gli operatori che forniscono servizi di social networking e gli altri operatori della rete internet. Con il predetto codice è istituito un Comitato di monitoraggio al quale è assegnato il compito di identificare procedure e formati standard per l'istanza, nonché di aggiornare periodicamente la tipologia dei soggetti ai quali è possibile inoltrare la medesima.

La Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il Miur e con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, predispone periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione.

Il Miur trasmette alle Camere, entro il 31 dicembre di ogni anno, una relazione sugli esiti delle attività svolte dal Tavolo tecnico.

Ai fini dell'attuazione delle suddette disposizioni è autorizzata la spesa di euro 50.000 annui a decorrere dall'anno 2017.

Il Miur, sentito il Ministero della giustizia, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della suddetta legge, adotta Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, e provvede al loro aggiornamento con cadenza biennale.

Le Linee di orientamento includono, per il triennio 2017-2019:

  • la formazione del personale scolastico;
  • la promozione di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato in attività di peer education;
  • la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti;
  • un efficace sistema di governance diretto dal Miur.

Le istituzioni scolastiche promuovono l'educazione all'uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri connessi all'utilizzo delle tecnologie informatiche, quale elemento trasversale alle diverse discipline curricolari, anche mediante la realizzazione di apposite attività progettuali aventi carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione.

Ogni istituto scolastico individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

Gli uffici scolastici regionali promuovono la pubblicazione di bandi per il finanziamento di progetti elaborati da reti di scuole, per promuovere sul territorio azioni integrate di contrasto del cyberbullismo e l'educazione alla legalità.

Il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo ne informa tempestivamente i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale ovvero i tutori dei minori coinvolti e attiva adeguate azioni di carattere educativo.

I regolamenti delle istituzioni scolastiche e il patto educativo di corresponsabilità sono integrati con specifici riferimenti a condotte di cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari commisurate alla gravità degli atti compiuti.


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Utilizza con noi la tua Carta del docente

La nuova piattaforma “Carta del docente”, predisposta dal Miur, permette agli insegnanti di spendere l'importo annuale di 500 euro generando buoni di spesa elettronici, che possono essere utilizzati, fra l’altro, per prodotti e servizi erogati da enti accreditati Miur.

Tecnodid editrice è Ente di formazione accreditato presso il Ministero dell’Istruzione (D.M. 26/07/2007, conforme ai requisiti previsti dalla Direttiva 170/2016) e regolarmente registrato sulla nuova piattaforma. Scopri cosa puoi acquistare con la tua Carta:

Come spendere con noi la tua Carta del docente:

  • collegati alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it;
  • effettua l’accesso con le credenziali SPID;
  • vai alla pagina "crea buono" accessibile dal menu;
  • scegli se acquistare di persona o online presso Tecnodid;
  • scegli il prodotto/servizio che desideri acquistare;
  • inserisci l'importo del buono corrispondente al prezzo del prodotto/servizio che vuoi acquistare;
  • il buono creato sarà accompagnato da un codice identificativo che potrai salvare sul tuo dispositivo o stampare per utilizzarlo online o presentarlo a noi per ottenere il prodotto/servizio desiderato.

Da Barbiana a Favignana: piccole scuole crescono…

Angelo PRONTERA

In Italia, 1333 piccole scuole

Un filo invisibile lega Barbiana all’evento che si è tenuto sabato scorso (10 giugno) sull’isola di Favignana (TP). Si tratta delle “piccole scuole”, di montagna o su piccole isole, sparse su tutto il territorio italiano. Un arcipelago di ben 1333 istituti scolastici caratterizzati da isolamento, che garantiscono a circa 900.000 studenti (su 8 milioni) il diritto allo studio e all’istruzione.

Così a cinquant’anni di distanza dall’opera di don Milani, nel corso del convegno "L'innovazione per una formazione di qualità nelle Piccole Scuole"[1], organizzato da INDIRE a Favignana, si è dato il via ufficiale al movimento culturale “Piccole scuole. Trame sociali in rete”, che si connette al più grande movimento delle Avanguardie educative, per superare l'isolamento e sperimentare metodologie didattiche innovative nelle scuole situate in territori geograficamente svantaggiati.

Scopo dell’incontro, al quale sono intervenuti il sindaco di Favignana Pagoto, il dirigente dell’USR Sicilia Girardi, il presidente di Indire Biondi, il pedagogista Pier Cesare rivoltella, il coordinatore nazionale ANCI Piccoli Comuni, Massimo Castelli, la coordinatrice del Comitato Tecnico Nazionale Aree Interne, Sabrina Lucatelli, e, in videoconferenza, la Ministra Valeria Fedeli e l’ex sottosegretario Faraone, è stato quello di promuovere e diffondere pratiche didattiche inclusive e sperimentali all’interno della Rete nazionale delle Piccole Scuole[2]. Indire e 60 istituti scolastici dei comuni montani e delle isole minori hanno firmato, proprio nella piccola isola delle Egadi, il Manifesto delle Piccole Scuole[3].

Il manifesto Indire della rete nazionale delle piccole scuole: tre punti chiave

Allo scopo di mantenere un presidio educativo e culturale e di contrastare il fenomeno dello spopolamento, l’Indire promuove da anni la permanenza delle scuole situate nei territori geograficamente isolati, attraverso la creazione della Rete nazionale delle piccole scuole[4], e sperimentando modalità di lavoro comune grazie a Internet e ai sistemi di videoconferenza.

I tre punti chiave del Manifesto riguardano:

- la comunità di memoria e qualità dell’apprendimento: le piccole scuole tradizionalmente rinsaldano e conservano i propri tratti distintivi culturali e storici, divenendo grandi comunità di memoria nel rispetto delle vocazioni territoriali;

- l’esperienza delle pluriclassi, una risorsa e non un limite: un ambiente organizzato senza la divisione rigida in classi può fungere da modello, attraverso forme di apprendimento solidale che promuovano la collaborazione e l’inclusione;

- tecnologie e inclusione sociale: implementare soluzioni tecnologiche adeguate alle diverse realtà rende possibile superare la ristrettezza dell’ambiente sociale, che limita le possibilità di confronto e tende a ridurre gli stimoli e le opportunità.

Le pluriclassi: cosa sono?

Il dizionario Sabatini Coletti, nel 1950, definiva la pluriclasse una “classe di scuola elementare che accorpa più classi frequentate da un esiguo numero di allievi”, e De Mauro è ancora più preciso in merito alla scuola pluriclasse, dando la seguente definizione: “nelle scuole elementari con numero ridotto di alunni, gruppo di più classi affidate all’insegnamento di un unico maestro”.

Questo termine si riferisce, pertanto, a quelle classi nate in aree rurali e marginali, che includono gruppi di alunni di diversa età, di solito dalla prima alla quinta classe della scuola primaria, sotto la guida di un unico insegnante, che si trova a dover diversificare argomenti e obiettivi in base alle differenti età degli studenti. Non solo. Nelle pluriclassi gli allievi più piccoli apprendono dai compagni più grandi che fungono da scaffolding, e i più grandi imparano insegnando, proprio come nella pluriclasse di Barbiana.  Vale, quindi, la massima latina “docendo discitur”, nota soprattutto agli insegnanti.

Diversi altri termini, tuttavia, sono utilizzati nel panorama internazionale per riferirsi a una pluriclasse.

In Francia vengono definite écoles à maître unique o classe multigrade[5], in Svizzera mehrklassenschulen (multiclasse), nei paesi anglosassoni e in America multigrade school (scuola multigrado), multiage classroom (classe multi età) o composite classes (classi composite), tutte caratterizzate da alunni e alunne di diverse fasce d’età e con un unico insegnante, spesso scuole ad una stanza o monoclassi (one-room school) disseminate in territori rurali caratterizzati da isolamento.

Il progetto MUSE (MUltigrade School Education)

Nel 2002 nasce il progetto MUSE[6], della durata di due anni e cofinanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Programma Socrates, che si proponeva di sviluppare una formazione in servizio degli insegnanti multigrado in Europa.

La formazione si basava sugli approcci metodologici dell'insegnamento multigrado e sull'uso delle applicazioni ICT, in modo da fornire:

- un programma di formazione in servizio per gli insegnanti di tutta Europa delle scuole multigrado;

- l’utilizzo di Internet per sviluppare una piattaforma di formazione, collaborazione, networking e scambio di idee tra insegnanti, studenti e formatori;

Il progetto MUSE offriva agli insegnanti multigrade una formazione e un supporto continui, migliorando la comunicazione tra l'ambiente di insegnamento multigrado e la comunità educativa esterna.

Quando una legge sulle pluriclassi e sulle piccole scuole?

Un primo riferimento diretto alle pluriclassi lo troviamo nella legge n. 90/1957 (Provvedimenti a favore della scuola elementare di montagna), secondo la quale i consigli scolastici provinciali dovevano stilare un elenco delle scuole pluriclassi con uno o due insegnanti poste nei comuni considerati sedi disagiate di montagna e, relativamente alla loro composizione, nel DPR n. 81/2009 (Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola), laddove si afferma, all’art. 10, che le pluriclassi, nella scuola primaria, sono costituite da non meno di 8 e non più di 18 alunni.

All’art. 8 (Disposizioni relative a scuole in situazioni disagiate) dello stesso DPR si dispone che “Nelle scuole funzionanti nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle zone abitate da minoranze linguistiche, nelle aree a rischio di devianza minorile … possono essere costituite classi uniche per anni di corso e indirizzo di studi”. Una novità è rappresentata dall’istituzione, “in situazioni particolarmente svantaggiate”, dei “centri scolastici digitali, collegati funzionalmente alle istituzioni scolastiche di riferimento mediante l'utilizzo di nuove tecnologie, al fine di migliorare la qualità dei servizi agli studenti e di garantire una maggiore socializzazione delle comunità di scuole” (c. 1 bis, art. 8 DPR 81/2009, introdotto dall’art. 11 L. 221/2012).

I Centri Scolastici Digitali, quindi, se adeguatamente sostenuti e finanziati, potrebbero rappresentare il fine e il mezzo per avviare la costruzione di una “comunità educante digitale”, di un curriculum 2.0, e per la realizzazione un ambiente di apprendimento allargato (Del. G.R. Toscana)[7], destinati innanzitutto alle piccole scuole isolate geograficamente.

Manca, tuttavia, nel nostro ordinamento scolastico (né vi è stata menzione negli otto decreti legislativi attuativi della Buona scuola)  una specifica ed organica normativa sulle piccole scuole e sulle pluriclassi, alla stessa stregua delle scuole italiane all’estero, al fine di valorizzare quei contesti marginali in cui la scuola, spesso in “una stanza”, costituisce un presidio educativo e culturale per contrastare il fenomeno dello spopolamento.

Angelo Prontera

[1] Il programma del convegno: http://www.anci.it/Contenuti/Allegati/programma_favignana_31_05.pdf

[2] http://piccolescuolecrescono.indire.it/

[3] Per il resoconto del convegno: http://www.indire.it/2017/06/12/le-piccole-scuole-fanno-rete-e-firmano-il-loro-manifesto/

[4] https://www.facebook.com/piccole.scuole.crescono/

[5] http://www.fao.org/docs/eims/upload/251375/classesmultigrades.pdf

[6] http://www.ea.gr/ep/muse/

[7] Delibera Giunta regione Toscana n. 1085/2014: Approvazione e finanziamento del “Progetto di formazione per i Centri Scolastici Digitali Toscani.

Ri-apro il RAV e scopro che…

Franca DA RE

La riapertura del RAV

Con nota 12 maggio 2017 prot. n. 5204, il Miur ha comunicato alle scuole la riapertura della Piattaforma Operativa del Rapporto di Autovalutazione, con la possibilità di rivederlo e riformularlo. La scadenza per la pubblicazione del nuovo RAV è fissata, al momento, al 30 giugno 2017.

È nota a tutti la particolare coincidenza di impegni che si concentrano intorno a quella data: scrutini ed esami finali, definizione degli organici, compilazione del portfolio da parte dei dirigenti scolastici (ora slittato al 31 luglio 2017), RAV.

È sicuramente auspicabile che sia data la possibilità alle scuole e ai loro dirigenti, moltissimi dei quali impegnati in reggenze, di meditare con cura e giusta riflessione una corretta autovalutazione del proprio istituto scolastico, operazione che dovrà poi dare luogo ad un piano di miglioramento e al riadattamento del PTOF.

L’autovalutazione, lo si è potuto constatare in questi due anni di primo avvio del Sistema Nazionale di Valutazione (Direttiva 11/2014), è un processo dalle enormi potenzialità positive per la riflessione metacognitiva che stimola nelle Istituzioni scolastiche, per la condivisione e diffusione delle pratiche e la coesione interna.  Per questo merita ogni cura e attenzione.

Il nuovo RAV

Il RAV si presenta con vesti rinnovate: sono mutati alcuni indicatori, ve ne sono di nuovi e più raffinati, alcuni sono stati ricollocati, e ne mancano altri che si sono rivelati, nella pratica, più deboli. La piattaforma è in grado di mettere a disposizione delle scuole una serie storica di dati organizzati su cui confrontarsi, ragionare, ipotizzare target di miglioramento, sulla base appunto delle tendenze manifestatesi nel tempo.

È una buona occasione per fare il punto sulle iniziative di miglioramento messe in atto, valutarne gli esiti, riconsiderare le priorità e i traguardi alla luce dell’esperienza. A seguito dell’autovalutazione, come poc’anzi si diceva, dovranno essere armonizzati PTOF e Piano di Miglioramento, poiché ormai è chiaro a tutti che i tre documenti costituiscono i pilastri dell’unico processo di orientamento strategico e gestione dell’istituzione scolastica che, non va dimenticato, ha lo scopo di supportare la formazione di cittadini autonomi e responsabili, e promuovere il loro successo formativo, che della cittadinanza costituisce parte fondamentale.

L’ultima pagina del RAV: il Piano di miglioramento

Si raccomanda ai Dirigenti e ai Nuclei Interni di Valutazione di porre particolare attenzione nella formulazione di priorità/traguardi e obiettivi di processo. Le priorità, descritte con verbi operativi, vanno riferite unicamente all’area degli esiti, e dovranno essere completate da traguardi verificabili e misurabili, che indicano i miglioramenti dei risultati degli studenti nelle quattro aree. I traguardi dovranno contenere target di miglioramento desunti o dall’andamento storico o dal confronto della propria scuola con i riferimenti provinciali, regionali, nazionali.

Una volta individuate le priorità negli esiti, si dovranno ipotizzare i processi che potranno più strategicamente concorrere al conseguimento dei traguardi. Quindi su quei processi saranno formulati gli obiettivi di intervento, sempre in termini operativi e verificabili.

Il RAV e l’incarico del Dirigente Scolastico

Un problema a parte è costituito dall’incarico conferito dai Direttori Generali ai Dirigenti scolastici, che contiene anche le priorità/traguardi desunti dal RAV. Alla luce della nuova autovalutazione, tali obiettivi potrebbero rivelarsi inattuali e superati, e quindi si pone la questione della conseguente revisione degli incarichi. È fondamentale che si conservi questa prospettiva, secondo la quale è l’autovalutazione della scuola a determinare il contenuto dell’incarico dirigenziale, e che non si rischi in nessun modo l’operazione opposta, per cui sia il contenuto dell’incarico a condizionare le scelte autovalutative. Ciò, oltre ad essere contrario alle disposizioni normative, metterebbe a serio rischio tutto l’impianto del SNV, che si fonda sulla condivisione e sulla riflessione metacognitiva delle comunità scolastiche, le uniche che possono concretamente perseguire e realizzare il miglioramento.

Franca Da Re

Maturità 2017: on line le commissioni

Disponibile sul sito del Miur il motore di ricerca per le commissioni dell’esame di Stato 2017. È possibile effettuare la ricerca per tipologia di indirizzo, per istituto e per presidente/commissario. Pubblicati anche i dati relativi agli esiti degli Esami nel precedente anno scolastico.

Saranno 12.691, quest’anno, le commissioni d’esame, per 25.256 classi coinvolte. La prima prova scritta si svolgerà mercoledì 21 giugno, a partire dalle ore 08.30.

In occasione della pubblicazione delle commissioni, il Miur ha reso disponibile sul proprio sito, (http://www.miur.gov.it/web/guest/pubblicazioni) i dati relativi agli Esiti degli Esami di Stato di scuola secondaria di I e II grado dell’anno scolastico 2015/2016 e agli esiti degli scrutini del II ciclo di istruzione del 2015/2016.

La pubblicazione sugli Esami finali del I ciclo fa anche il punto sulle scelte dei ragazzi dopo l’esame di terza. Mentre l’approfondimento sulla Maturità 2016 contiene un’appendice dedicata agli esiti delle studentesse e degli studenti del progetto Esabac e dei Licei internazionali e una dedicata alla valutazione della seconda prova scritta dei Licei scientifici.

È possibile effettuare la ricerca delle commissioni:

  • per tipologia di indirizzo, inserendo Provincia, Percorso, Indirizzo/Settore, Indirizzo/Articolazione/Opzione;
  • per istituto, inserendo Provincia e Denominazione Istituto;
  • per presidente/commissario, inserendo Provincia della Commissione, Cognome e Nome.

Consulta il motore di ricerca delle commissioni


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Mobilità personale AFAM 2017/18

Emanata da parte del Miur l’ordinanza relativa ai trasferimenti del personale docente e tecnico-amministrativo delle Accademie e dei Conservatori di musica, e tecnico-amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (ISIA) e delle Accademie nazionali di danza e arte drammatica. Domande entro il 30 giugno.

L’ordinanza 5 giugno 2017 n. 376 disciplina, per l’anno accademico 2017/2018, la mobilità del personale docente e tecnico e amministrativo con rapporto di lavoro a tempo indeterminato dei Conservatori di musica, delle Accademie di belle arti, dell’Istituto Statale Superiore di studi musicali e coreutici “G. Braga” di Teramo, nonché del solo personale tecnico e amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, dell’Accademia Nazionale di Danza e dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, ad eccezione dei docenti di prima e seconda fascia in servizio presso le Scuole Libere del Nudo e presso la Scuola degli Artefici di Milano.

Le domande di trasferimento devono essere redatte secondo i modelli allegati alla suddetta ordinanza, rispettivamente dal personale docente e dal personale tecnico e amministrativo, seguendo le relative istruzioni, e presentate direttamente all’Istituzione in cui l’interessato presta servizio o spedite a mezzo posta elettronica certificata (PEC) o raccomandata con ricevuta di ritorno entro il termine del  30 giugno 2017. Ciascuno può presentare una sola domanda di trasferimento.

Questa la tempistica degli adempimenti:

1.

Termine ultimo per la presentazione della domanda di mobilità al Direttore della Istituzione di appartenenza

30 giugno 2017

2.

Pubblicazione dei punteggi attribuiti agli interessati

7 luglio 2017

3.

Termine per reclami, rinunce alla domanda e rettifiche

17  luglio 2017

4.

Pubblicazione punteggi definitivi

20 luglio 2017

5

Pubblicazione dei trasferimenti

24 luglio 2017

6.

Comunicazione delle cattedre e dei posti disponibili per le utilizzazioni temporanee

31 luglio 2017

7.

Termine ultimo per la presentazione della domanda di utilizzazione temporanea

4 agosto 2017

8.

Pubblicazione delle utilizzazioni disposte

11 agosto 2017


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Summer School Ischia 2017

Una scuola per le competenze nel sistema, nell’organizzazione, nelle professionalità

Dal 23 al 25 luglio il mondo della scuola sarà protagonista della Summer School Ischia 2017, l’appuntamento annuale che Tecnodid dedica alla formazione e all’approfondimento dei temi di maggiore attualità.

Attraverso quattro sessioni di lavoro, in cui si alterneranno relazioni, workshop e question time, faremo il punto sugli scenari attuali, per poi addentrarci in concetti chiave, quali: competenze, alternanza, curricolo verticale, valutazione, miglioramento, rendicontazione. Quindi rivolgeremo uno sguardo alle novità in vista, alla luce delle deleghe attuative della legge 107/2015. Infine tireremo le somme cercando di dare risposta alle questioni che emergeranno.

Relatori: Sergio Auriemma, Alberto Bottino, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Paolo Mazzoli, Alan Pona, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mario Sironi, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rossella Stornaiuolo.

Interviene Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

 

Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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