Scuola7 3 luglio 2017, n. 49

Scuola7

la settimana scolastica

3 luglio 2017, n. 49


In questo numero parliamo di:

Le operazioni di mobilità annuale (A. Bottino)

Chiamata per competenze: nuovo giro, nuova corsa... (M.T. Stancarone)

Se mettessimo una stampante 3D nella scuola dell’infanzia? (G. R. Mangione - M. Garzia)

Esami di Stato: un pizzico di storia per guardare al futuro (M. Tiriticco)

Buon compleanno scuola7.it! (video a cura di A. Prontera)

Reclutamento docenti: modalità di acquisizione crediti

Proroga funzioni di revisione del RAV

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie a.s. 2017/18

Rappresentanze di genitori e studenti: istituito il Gruppo di lavoro

Carta del docente: recupero somme non rendicontate

Bando per azioni di avviamento della pratica sportiva


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diDocenti in movimento:
assegnazioni e chiamata
< Trascina

Le operazioni di mobilità annuale

La loro utilità, quali effetti producono, a cosa e a chi servono

Alberto BOTTINO

Mobilità definitiva, mobilità annuale

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) relativamente al personale del Comparto Scuola, sottoscritto il 29.11.2007 (come tutti gli altri che lo hanno preceduto) prevede, all’art. 10, le operazioni di mobilità, sia territoriale che professionale, oltre che intercompartimentale, ed ovviamente anche le operazioni di utilizzazione e di assegnazione provvisoria. Talché per ogni anno scolastico si assiste alla contrattazione integrativa, a livello nazionale, per la mobilità cosiddetta definitiva, sia territoriale che professionale, che opera sulla scorta degli organici di diritto, e poi per quella avente effetto limitato allo specifico anno scolastico, che opera sugli eventuali posti di organico di diritto, residuati dalla mobilità e dall’accantonamento di essi da destinare al nuovo reclutamento, oltre che sui posti determinatisi in occasione dell’adeguamento dell’organico di diritto a quello di fatto.

Organici di diritto e di fatto

Non si può sottacere, in questa occasione, che negli anni si è modificato, e profondamente, il modo di determinare il cosiddetto organico di diritto; questo organico, definito anche previsionale, è costituito sulla base delle nuove iscrizioni, e ciò è sufficientemente reale, e sulla base dei risultati derivanti dagli scrutini finali e dagli esami di Stato (per la scuola secondaria) e sulla base degli orientamenti prevedibili in ordine alla scelta dei percorsi di studio.

Orbene, come si anticipava, le modalità di costituzione degli organici di diritto o previsionali si sono trasformate (anzi, si sono evolute) nel tempo, passando, ad esempio, dalla rigida modalità di definire in diritto (alcuni decenni or sono) solo le classi costituenti corsi completi, lasciando all’organico di fatto tutto quanto fosse collaterale, fino ad arrivare ai nostri giorni, e soprattutto in occasione dell’approvazione della legge 107/2015, in base alla quale tutti i posti formatisi l’anno precedente (occupati da personale di ruolo utilizzato o in assegnazione provvisoria, o da personale a tempo determinato), si costituiscono in organico di previsione, sia pure nei limiti della spesa previsionale, in assenza, tuttavia, di motivazioni concrete tali da non poterne prevedere il funzionamento nell’anno scolastico successivo.

I posti disponibili

Se le motivazioni espresse dalla legge 107/2015 (tra l’altro questa legge doveva eliminare le cause che hanno determinato l’infrazione europea in relazione al divieto di arruolare a tempo determinato per un periodo superiore a 36 mesi o a tre anni) sono legate allo scopo di destinare al ruolo tutti i posti disponibili, a valle della mobilità definitiva, ci si chiede come mai si ricorre alla mobilità annuale, cioè su quali posti si realizzano queste operazioni.

Evidentemente, se queste operazioni sono previste, certamente vi è anche la disponibilità di posti; a parte i non molti posti che si liberano per distacco sindacale o per comando a seguito di utilizzo in altre attività, ed i non molti posti derivanti dall’adeguamento alle situazioni di fatto e situazioni similari, si può contare anche sull’adeguamento relativamente all’insegnamento su posti di sostegno, che non sono certamente pochi.

Fatta questa doverosa premessa, bisogna distinguere le operazioni di utilizzazione da quelle di assegnazione provvisoria e, per la prima, le operazioni legate all’esubero da quelle a domanda.

Le utilizzazioni annuali

Le operazioni di utilizzazione derivanti dal fenomeno dell’esubero trovano piena giustificazione nelle motivazioni, da una parte, di impegnare personale professionalmente valido che diversamente sarebbe utilizzato in attività non sempre gradevoli (ad esempio supplenze brevi e, comunque, temporanee), e, dall’altra, di evitare di arruolare altro personale con evidente aggravio all’erario); ma, comunque, sono operazioni che sfuggono alla condivisa logica della reclamata e sempre bistrattata “continuità didattica”, che rappresenta soprattutto un diritto degli alunni. Questo concetto, della continuità didattica, è sempre richiamato in causa, ma è costantemente ignorato in ogni occasione. Non sfugge a nessuno, ad esempio, che solo nel Comparto Scuola esiste la norma che prevede una gigantesca operazione di mobilità che si rinnova ogni anno e, non bastasse, dopo la mobilità vi è quella avente effetto limitato all’anno. Non è difficile considerare, infatti, che, oltre a non garantire la continuità didattica agli alunni delle classi che si lasciano per trasferimento o, peggio, per utilizzazione o assegnazione provvisoria, la stessa continuità non la si garantisce agli alunni delle classi presso le quali si arriva per utilizzazione o assegnazione provvisoria.

La sequenza delle operazioni

Cosa dire, poi, della puntigliosità delle regole/procedure che vengono dettate per trattare le centinaia di migliaia di postulanti ed il faticoso contenzioso che ne deriva? Circa trenta passaggi legati alla cosiddetta sequenza operativa per procedere alle operazioni aventi effetti limitati all’anno scolastico, nel periodo limitatissimo e scomodissimo che va dalla pubblicazione dei movimenti definitivi all’inizio dell’anno scolastico, in uno a tutte le altre incombenze che gravano sugli uffici amministrativi.

Precarietà, ma per chi?

Nella scuola italiana si vive perennemente il precariato, e non solo o non soprattutto per la tipologia del contratto da stipulare, in relazione al personale, ma attualmente il precariato lo soffrono gli alunni e, per essi, le loro famiglie, oltre alle scuole, dove  grazie alla “presenza delle risorse umane del potenziamento”  si prova a realizzare progettualità, laddove si possa garantirne la continuità.

Ci si chiede quando si metterà mano veramente, seriamente, ad una legge di riforma che dia alla scuola italiana le garanzie per concorrere con le scuole di tutti gli altri paesi, uscendo dalle immeritate posizioni che la vedono, spesso, relegata in coda alle graduatorie internazionali; non è solo questione di programmi o di curricoli, e non è solo questione di formazione continua o di aggiornamento del personale: è anche questione di discorsi educativi che si devono garantire durevoli nel tempo o almeno nell’interezza dei cicli.

Alberto Bottino

Chiamata per competenze: nuovo giro, nuova corsa…

Maria Teresa STANCARONE

Il tormentone estivo della chiamata per competenze

Dallo scorso anno il periodo estivo nella scuola italiana è particolarmente caldo, al di là delle temperature torride di questi giorni. Le scuole, infatti, sono nuovamente alle prese con la chiamata per competenze, procedura che ripropone, anche per l’anno scolastico 2017/2018, l’assegnazione dei docenti alle scuole non più solo per anzianità e punteggi, ma per competenze funzionali alla realizzazione dell’identità strategica della specifica scuola. Le fasi e le modalità della cosiddetta chiamata diretta presentano, però, qualche novità rispetto alla precedente versione, che di seguito analizzeremo sinteticamente.

Assegnati gli incarichi, trovato l’inganno

In premessa, però, bisogna riconoscere che, a rendere ancora più bollente la questione, è il disincanto con cui i dirigenti scolastici si avviano (o restano inerti, stante il diffuso e noto stato di agitazione della categoria) a realizzare le diverse fasi richieste dalla procedura, considerato che lo scorso anno essa si è tradotta, nella maggior parte dei casi, in un nulla di fatto.

Tra organici dell’autonomia assegnati in maniera non funzionale alla realizzazione dell’offerta formativa, e le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie successive agli incarichi triennali, nelle scuole la chiamata per competenze dello scorso anno spesso non ha determinato alcun cambiamento nella costituzione degli organici rispetto al passato, traducendosi piuttosto in un inutile dispendio di energie. Considerazioni che oggi agitano ulteriormente gli animi, già tesi per l’avvio tormentato di tutto il processo di riforma, accompagnato da non pochi contrasti e ripensamenti procedurali che, ovviamente, per accontentare gli uni, a turno scontentano gli altri. 

Il passaggio da ambito territoriale a scuola

Il CCNI dell’11 aprile 2017 sulla mobilità disciplina il passaggio dei docenti da ambito territoriale a scuola per l’a.s. 2017/2018. Poiché, infatti, ciascun docente ha potuto esprimere nella domanda di mobilità fino a quindici preferenze, di cui al massimo solo cinque scuole, al termine dei trasferimenti una parte di docenti risulterà assegnato all’ambito territoriale, con la conseguente necessità di attivare la procedura di passaggio dall’ambito alla scuola, nella quale il docente presterà servizio con incarico triennale.

Le novità della procedura per l’a.s. 2017/2018

a) I criteri per la comparazione delle candidature

Come per lo scorso anno, il passaggio dall’ambito alla scuola avviene attraverso la proposta di incarico formulata dal dirigente scolastico in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa.

La Nota MIUR 19.04.2017, prot. n. 16977 relativa alle procedure previste dall’O.M. 221 del 12/04/2017 sulla mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A., ha introdotto, però, un elemento di rilevante novità rispetto alla procedura descritta dalle Linee Guida n. 2609 del 22 luglio 2016 per lo scorso anno.

La contrattazione datata 11 aprile 2017, infatti, ha reso necessaria la delibera del Collegio dei docenti sui requisiti proposti dal dirigente scolastico negli Avvisi rispetto ai quali i docenti interessati presenteranno la propria candidatura. Novità di non poco conto, non tanto per l’incidenza operativa sull’intera procedura, quanto per il peso che assume nel delicato equilibrio tra le competenze del dirigente scolastico e quelle del Collegio, spesso strumentalmente acuito dalle diverse parti in gioco e non solo.

I requisiti, inoltre, per l’esame comparativo delle candidature dei docenti titolari su ambito territoriale, sono stati individuati sino a un massimo di sei tra quelli, divisi tra titoli ed esperienze specifiche, indicati nell’allegato A al CCNI, per ciascun posto vacante e disponibile, ovvero per gruppi di posti, in coerenza con il PTOF e il Piano di Miglioramento dell'istituzione scolastica.

Alle scuole, dunque, la capacità di rendere coerenti l’organico dell’autonomia, assegnato nuovamente senza tenere conto dell’offerta formativa, con i criteri desunti da una lista stabilita a priori per effettuare la chiamata e, magari, realizzare le azioni di miglioramento prefissate.

b) La tempistica degli Avvisi

Acquisita la delibera collegiale, gli Avvisi dovevano essere pubblicati all’albo dell’istituzione scolastica entro il decimo giorno precedente il termine fissato dall’Ordinanza per la pubblicazione dell’esito dei movimenti del grado di istruzione al quale si riferisce la procedura di passaggio da ambito a scuola. Questa tempistica ha determinato anche il termine perentorio di sette giorni dall’ultima data utile per la loro pubblicazione perché i collegi deliberassero, salvo l’eventualità che, seppure correttamente convocato, il collegio comunque non si esprimesse entro 7 giorni dalla data prevista. In questo caso il dirigente scolastico poteva procedere comunque alla scelta dei requisiti e alla pubblicazione dell’Avviso, nel rispetto dei termini previsti a livello nazionale, con l’indicazione delle modalità per la presentazione della candidatura.

Grado di istruzione

Pubblicazione dei movimenti

Termine ultimo per la delibera del Collegio docenti

Termine ultimo per la pubblicazione dell'avviso

Infanzia

19 giugno 2017

31 maggio 2017

9 giugno 2017

Primaria

9 giugno 2017

19 maggio 2017

27 maggio 2017

Secondaria di primo grado

4 luglio 2017

14 giugno 2017

22 giugno 2017

Secondaria di secondo grado

20 luglio 2017

30 giugno 2017

8 luglio 2017

Gli Avvisi, ovviamente, devono ora essere aggiornati con l’indicazione delle reali disponibilità a seguito della pubblicazione effettiva dei movimenti, e questo ha fatto aumentare la frustrazione per azioni condotte incomprensibilmente secondo tempistiche serrate che necessitano di successivi interventi correttivi.

c) La proposta di incarico

Sulla base dei criteri oggettivi indicati nell’Avviso, il dirigente effettua l’esame comparativo delle candidature per individuare il docente a cui proporre l’incarico triennale. Qualora il docente destinatario opti per un’altra istituzione scolastica, il dirigente effettua la proposta ad un altro docente, mediante il sistema informatico di gestione del personale.

Le istruzioni operative

Con la successiva nota 27.06.2017, prot. n. 28578 il Miur ha fornito le indicazioni operative per i passaggi da ambito a scuola sia dei docenti trasferiti su ambito, sia dei docenti neo-assunti per l’anno scolastico 2017/18, dettando ulteriori tempistiche in modo da concludere tutte le procedure, come previsto dalla norma, entro il 31 agosto 2017.

Nella tabella che segue il dettaglio delle azioni e la tempistica distinta per tipologia di personale e ciclo di istruzione.

CHI FA COSA

  DD.SS.

  DOCENTI

  UU.SS.RR.

Aggiornano gli Avvisi, redatti ai sensi della nota prot. n. 16977 del 19 aprile 2017 e pubblicati sul sito della istituzione scolastica, con l’indicazione dei posti effettivamente vacanti e disponibili in seguito alle procedure di mobilità.

Le modifiche possono essere di ordine quantitativo (numero effettivo di posti) o qualitativo (nuovi posti risultanti dopo la mobilità).

Formulano la proposta di incarico al personale trasferito su ambito attraverso una specifica funzione e inseriscono al SIDI l’incarico accettato.

Dichiareranno, tramite Istanze on line, i requisiti in loro possesso in riferimento all’avviso preso in considerazione, inseriranno il curriculum vitae ed indicheranno l’istituzione scolastica di partenza.

Assegneranno alle scuole i docenti* beneficiari delle precedenze previste dal CCNI:

- per il I ciclo nel periodo compreso tra il 3 e il 7 luglio;

- per il II ciclo nel periodo compreso tra il 20 ed il 22 luglio. 

Al termine della fase di competenza dei dd.ss., assegneranno con funzione surrogatoria le sedi ai docenti trasferiti che non abbiano ricevuto o accettato le proposte di incarico dei Dirigenti scolastici secondo il seguente ordine di priorità:

a) docenti già di ruolo provenienti dalle operazioni di mobilità:

- I ciclo dal 17 al 20 luglio;

- II ciclo dal 31 luglio al 1° agosto;

b) docenti immessi in ruolo da graduatorie di merito concorsuali;

c) docenti immessi in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento.

* = sia se trasferiti su ambito sia se neo-immessi

Personale docente che ha ottenuto il trasferimento su ambito territoriale

La proposta e l’inserimento al SIDI dell’incarico accettato devono avvenire:

- per il I ciclo tra l’8 ed il 15 luglio 2017;

- per il secondo ciclo tra il 24 ed il 29 luglio 2017.

- nel I ciclo nel periodo dal 3 al 7 luglio 2017;

- nel II ciclo dal 20 al 22 luglio 2017.

Personale docente immesso in ruolo e, quindi, assegnato dagli UU.SS.RR. sugli ambiti

- presumibilmente nella prima decade del mese di agosto 2017.

- successivamente alle operazioni di immissioni in ruolo su ambito.

Le criticità della tempistica

Nella nota n. 28578 il Miur afferma che “i dirigenti scolastici provvederanno ad aggiornare tempestivamente detti avvisi, a seguito delle modifiche intervenute con le procedure di mobilità”. Resta, però, da chiarire il concetto di tempestività, poiché l’aggiornamento (e in alcuni casi la pubblicazione ex novo) degli avvisi rischia di essere vanificato se antecedente all’assegnazione dei beneficiari delle precedenze da parte degli UU.SS.RR., come di fatto dovrà avvenire vista la tempistica che sovrappone perfettamente questa assegnazione degli UU.SS.RR. con il periodo in cui i docenti devono dichiarare il possesso dei requisiti per rispondere agli avvisi, come ben evidente nella tabella che segue.

I CICLO DI ISTRUZIONE

II CICLO DI ISTRUZIONE

Dal 3 al 7 luglio 2017

Dall’8 al 15 luglio 2017

Dal 20 al 22 luglio 2017 

Dal 24 al 29 luglio 2017

Gli UU.SS.RR. assegnano i docenti beneficiari delle precedenze previste dal CCNI.

I DD.SS. formulano le proposte di incarico e inseriscono al SIDI l’incarico accettato.

Gli UU.SS.RR. assegnano i docenti beneficiari delle precedenze previste dal CCNI.

I DD.SS. formulano le proposte di incarico e inseriscono al SIDI l’incarico accettato.

I docenti dichiarano i requisiti posseduti inserendo cv e istituzione scolastica di partenza su Istanze on line.

I docenti dichiarano i requisiti posseduti inserendo cv e istituzione scolastica di partenza su Istanze on line.

Il rischio, dunque, è che le scuole pubblichino avvisi per coprire posti che, negli stessi giorni in cui i docenti, come dice la nota, “presa visione degli avvisi (…) dichiareranno, tramite l’apposita funzione resa disponibile su Istanze on line, i requisiti in loro possesso, inseriranno il curriculum vitae ed indicheranno, inoltre, nell’apposita sezione, l’istituzione scolastica di partenza”, di fatto saranno coperti dagli Uffici Scolastici Regionali.

Insomma, più che chiamata per competenze, sembra una tela di Penelope…

Maria Teresa Stancarone



Una bussola per le deleghe
I nuovi decreti legislativi

a cura di Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi
contributi di: Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Gianna Prapotnich, Angelo Prontera, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.
pagg. 256, giugno 2017
euro 22,00

per informazioni



Reclutamento docenti: modalità di acquisizione crediti

Entro fine luglio sarà emanato il decreto con le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari necessari ai laureati non abilitati per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria.

Il concorso è previsto dal D.Lgs. n. 59/2017, uno dei decreti attuativi della Buona Scuola, che disciplina il riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria.

All’art. 5 si legge che con decreto del Miur saranno individuati i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali sono acquisiti i 24 CFU/CFA e gli obiettivi formativi, le modalità organizzative del conseguimento dei crediti in forma extra-curricolare e gli eventuali costi a carico degli interessati, nonché gli effetti sulla durata del corso per gli studenti che eventualmente debbano conseguire detti crediti in forma aggiuntiva rispetto al piano di studi curricolare.

Il Miur, sentiti gli Organi consultivi di competenza, sta ultimando la stesura del provvedimento con le modalità di acquisizione dei crediti.

I corsi di formazione dovranno attenersi alle regole previste da tale atto ministeriale, che determinerà le inderogabili condizioni per il conseguimento e il riconoscimento dei crediti necessari quale requisito di accesso alle prossime procedure concorsuali.


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Proroga funzioni di revisione del RAV

Rimarrà aperta fino al 10 luglio la piattaforma per aggiornare il Rapporto di autovalutazione (RAV). La proroga per la chiusura della piattaforma è stata disposta per venire incontro alle esigenze espresse da scuole e organizzazioni sindacali.

Lo ha comunicato il Miur con nota 28 giugno 2017. Fino al 10 luglio ogni Dirigente scolastico/Coordinatore didattico, attraverso il supporto del Nucleo interno di valutazione e il confronto con la comunità scolastica, ha la possibilità di rivedere le analisi effettuate nel precedente RAV e, se necessario, procedere alla revisione delle priorità, dei traguardi e degli obiettivi di processo.

L’aggiornamento del RAV si rende necessario in presenza di cambiamenti sostanziali intervenuti nell’istituzione scolastica, alla luce di nuovi dati e dei dati aggiornati,  delle eventuali osservazioni pervenute da parte del Direttore dell’USR ai Dirigenti scolastici in merito alla definizione degli obiettivi, nonché delle osservazioni dei Nuclei esterni di valutazione, se la scuola è stata oggetto di visita.

Nelle scuole che sono state oggetto di processi di dimensionamento e hanno acquisito un nuovo codice meccanografico, i Dirigenti scolastici, con il supporto dei Nuclei interni di valutazione, devono svolgere ex novo il lavoro di analisi e di autovalutazione.

Nel periodo di riapertura della piattaforma RAV sono messi a disposizione di ogni istituzione scolastica dati aggiornati desunti dal Questionario scuola, unitamente a valori di riferimento esterni (benchmark) e ad altri dati aggiornati disponibili nel sistema informativo del Ministero.

Nella revisione o nuova compilazione del RAV è opportuno porre una particolare attenzione alla definizione delle priorità e dei traguardi, in quanto è nella sezione n. 5 del RAV (Individuazione delle priorità) che si sono riscontrati gli elementi di maggiore debolezza.

Le credenziali per l’accesso alla piattaforma del RAV sono le stesse usate per l’accesso ad altre aree del Portale SNV e sono legate nominativamente ai Dirigenti scolastici. Sul Portale SNV è messo a disposizione dei Dirigenti scolastici uno strumento (cruscotto) grazie al quale è possibile effettuare un confronto con le altre istituzioni scolastiche del territorio nazionale sulla base dei dati presenti nei RAV pubblicati nell’a.s. 2015/16.

I RAV, una volta pubblicati, verranno inseriti direttamente nell’apposita sezione del portale Scuola in Chiaro.


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Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie a.s. 2017/18

Reso noto da parte del Miur il calendario per presentare le domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria per il prossimo anno scolastico: dal 10 al 20 luglio per la scuola dell’infanzia e primaria e dal 24 luglio al 2 agosto per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

In attesa del completamento dell’iter di verifica dell’ipotesi di C.C.N.I. sottoscritta il 21 giugno u.s., con nota 27 giugno 2017, prot. n. 28578 il Miur ha comunicato la seguente tempistica entro cui personale interessato dovrà presentare le domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria:

  • dal 10 luglio al 20 luglio per la scuola dell’infanzia e primaria;
  • dal 24 luglio al 2 agosto per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Le istanze dovranno essere presentate esclusivamente tramite Istanze on-line.

La suddetta nota richiama in particolare l’attenzione sull’art 7 dell’ipotesi contrattuale che ridetermina i casi per i quali è prevista la possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria per il personale docente, e sul successivo art. 8 che elenca le precedenze previste per il personale che richiede utilizzo o assegnazione.

Al personale in attesa di sentenza definitiva in ordine al contenzioso derivato dalle operazioni di mobilità 2016/17 va garantita la possibilità di permanere in via provvisoria nella provincia o nell’ambito assegnato dalla sentenza.

Per quanto concerne le immissioni in ruolo, la nota chiarisce che con separata nota saranno trasmessi i decreti ministeriali di autorizzazione alle nomine in ruolo del personale educativo ed ATA, unitamente ai relativi contingenti e saranno fornite le necessarie istruzioni per le relative operazioni di nomina in ruolo.

Come di consueto, Notizie della scuola dedica alle Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie un fascicolo monografico, contenente tutta la normativa di riferimento e un'ampia nota redazionale illustrativa.


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Summer School Ischia 2017

Una scuola per le competenze nel sistema, nell’organizzazione, nelle professionalità

Dal 23 al 25 luglio il mondo della scuola sarà protagonista della Summer School Ischia 2017, l’appuntamento annuale che Tecnodid dedica alla formazione e all’approfondimento dei temi di maggiore attualità.

Attraverso quattro sessioni di lavoro, in cui si alterneranno relazioni, workshop e question time, faremo il punto sugli scenari attuali, per poi addentrarci in concetti chiave, quali: competenze, alternanza, curricolo verticale, valutazione, miglioramento, rendicontazione. Quindi rivolgeremo uno sguardo alle novità in vista, alla luce delle deleghe attuative della legge 107/2015. Infine tireremo le somme cercando di dare risposta alle questioni che emergeranno.

Relatori: Sergio Auriemma, Alberto Bottino, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Paolo Mazzoli, Alan Pona, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mario Sironi, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rossella Stornaiuolo.

Interviene Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

 

Se mettessimo una stampante 3D nella scuola dell’infanzia?

“Makificare” per sostenere abilità geometriche e processi cognitivi lenti

Giuseppina Rita MANGIONE
Maeca GARZIA

I maker: gli artigiani digitali

La diffusione della stampante 3D è stata uno dei fattori più rilevanti della nascita a livello mondiale del movimento dei cosiddetti “maker” (artigiani digitali). Qualche anno fa un gruppo di giovani ricercatori dell’Indire si è posto una domanda scaturita da una semplice intuizione: la stampante 3D può essere utilizzata per potenziare i processi di insegnamento e di apprendimento nella scuola dell’infanzia? Si può Makificare?[1] Con quali processi e flussi di lavoro?

Maker education: pedagogia del fare

Da un punto di vista pedagogico il concetto di maker education poggia sulla pedagogia del fare, sulla pedagogia critica fino al costruzionismo e alla valorizzazione delle “macchine proteiformi” funzionali ai processi trasformativi ed emancipativi.  Da un punto di vista psicologico il processo del Think Make e Improve, specifico delle azioni didattiche maker oriented, coinvolge tutte le funzioni cognitive superiori (pianificazione, memoria, problem solving, presa di decisione, simulazione mentale, ecc.) e, quando il “maker” si confronta o lavora in un gruppo, anche quelle socio-cognitive. Considerato che buona parte delle funzioni psicologiche, appena sommariamente menzionate, cominciano a emergere e a strutturarsi proprio nel periodo della seconda infanzia, è legittimo proporre un adattamento della stampante 3D per le finalità educative di bambini in età pre-scolare.

La ricerca dell’Indire nelle scuole dell’infanzia

Il Simposio, tenuto il 16 giugno scorso durante il VI Congresso CKBG (Federico II - Napoli), ha permesso ai ricercatori Indire di riportare i primi risultati della ricerca condotta con 8 scuole distribuite sul territorio nazionale. L’assenza di esperienze documentate di utilizzo della stampante 3D all’interno della scuola dell’infanzia ha richiesto di soffermarsi per un tempo piuttosto prolungato (circa due anni) sullo studio del setting educativo, sulla definizione delle attività didattiche e sulla calibrazione del percorso in relazione alle peculiarità della fascia di età considerata (4/5 anni), al fine di promuovere nei bimbi la maturazione di un “mindset” per modellare, armeggiare, riflettere e cambiare il mondo intorno a loro.

Figura 1 - Dalla progettazione alla realizzazione dell’artefatto

Promuovere abilità visuo-spaziali nei bambini

I risultati, ottenuti seguendo un percorso sperimentale in spazi funzionali al concetto di making e di atelier della produzione, in grado di facilitare il “bildung” (Schelhowe, 2013) tramite l’uso della stampante 3D, spingono i ricercatori a proseguire verso l’ipotesi di un nuovo curricolo in grado di promuovere scenari didattici innovativi volti allo sviluppo di abilità geometriche e visuo-spaziali sin dalla seconda infanzia. Rispetto alle attività manipolative tridimensionali come il Lego e il Pongo, che consentono di modificare in corso d’opera il progetto che si ha in mente, il lavoro con la stampante 3D richiede ai bambini un’attenzione particolare durante la progettazione, che favorirà i processi di formazione dei concetti attraverso il riconoscimento di invarianti che caratterizzano certe figure.

L’orientamento verso il pensiero logico e matematico

L’esperienza, inoltre, potrebbe testare:

  • la validazione della soluzione maker per l’orientamento dei bambini verso le STEM. Un possibile risvolto della ricerca potrebbe essere quello della valutazione dell’atteggiamento che, nei riguardi della matematica e del pensiero logico, i bambini che hanno utilizzato tale tecnologia sin dall’età prescolare sviluppano nella primaria e nella futura carriera scolastica (Clements, 2001);
  • il posizionamento delle tecnologie maker come soluzioni riflessive più che interattive. Il suo utilizzo, innescato come conseguenza di una serie di attività propedeutiche di tipo fondamentalmente creativo e manipolativo, sostiene processi critici, autoregolativi e inclusivi.

L’obiettivo è quello di ottenere una serie di “evidenze” scientifiche di cui la pedagogia potrebbe far tesoro, ed in grado di orientare i curricula educativi dell’infanzia, incidendo in continuità anche sui primi anni della primaria, valorizzando lo sviluppo di competenze geometriche e di capacità di riflessione.

Giuseppina Rita Mangione e Maeca Garzia

[1] Makification: trasposizione di elementi caratteristici del “Movimento maker” in attività di istruzione formale riviste per specifici contesti (Wardrip & Brahms, 2016; Cohen et al., 2016).

Riferimenti

Clements D. H. (2001), “Mathematics in the preschool”, in Teaching Children Mathematics, 7, pp. 270-275.

Cohen J.D., Jones W.M., Smith S. & Calandra B. (2016), “Makification: Towards a Framework for Leveraging the Maker Movement in Formal Education”, in Society for Information Technology & Teacher Education International Conference, 1/2016, pp. 129-135.

Schelhowe H. (2013), “Digital realities, physical action and deep learning - Fab Labs as educational environments?”, in Fab Lab: Of Machines, Makers and Inventors, pp. 93-103.

Wardrip P.S. & Brahms l. (2016), “Taking making to school”, in Makeology: Makerspaces as Learning Environments, 1, p. 97.

Esami di Stato: un pizzico di storia per guardare al futuro

Maurizio TIRITICCO

Vent’anni di “maturità”

Il "nuovo esame di Stato", di cui alla legge 425/1997, conteneva – e contiene – tutta una serie di innovazioni che, però, non hanno sortito un grande effetto! Il solo fatto che si continui a parlare e a scrivere di “esami di maturità” la dice lunga. L’innovazione prevista e attesa di fatto non è passata fino in fondo! E ciò che conta sui certificati finali sono i punteggi/voto più che le competenze che il candidato avrebbe dovuto acquisire. In effetti il cittadino europeo che volesse conoscere “che cosa sa fare” il candidato italiano che ha superato l’esame, non può farlo, perché ciò che conta sull’attestato, oggi anche plurilingue, è uno “strano numeretto” che dice poco o nulla circa il suo concreto “saper fare”.

La riforma Berlinguer degli esami di Stato

In quello scorcio di secolo ero in "servizio volontario" con il Ministro Berlinguer – in effetti ero in pensione dal 1995 – e, in servizio presso il Ministero, lavorai al dpr 323/1998, il decreto che ha reso operativa la legge sotto il profilo procedurale e amministrativo. Ricordo che ebbi molti problemi, nella mia interlocuzione con l’allora Direttore Generale, per mettere in atto quell’articolo 6 della legge e giungere a una corretta definizione dei nuovi termini “chiave” di conoscenze, capacità, abilità, competenze. Di fatto si trattava dei tre “concetti” nuovi per la nostra scuola e per la nostra legislazione scolastica, termini che dovevamo “mutuare” – se si può dir così – da quanto si andava legiferando in materia in sede di Unione Europea. Comunque, di fatto, la legge 425/1997 non era molto esplicita in materia. In effetti possiamo dire che il legislatore traccia il solco, e che poi sta all’amministrativo… fecondarlo!

Competenze, conoscenze e capacità

L’articolo 6 della legge così si esprimeva: “Certificazioni: 1. Il rilascio e il contenuto delle certificazioni di promozione, di idoneità e di superamento dell'esame di Stato sono ridisciplinati in armonia con le nuove disposizioni, al fine di dare trasparenza alle competenze, conoscenze e capacità acquisite secondo il piano di studi seguito, tenendo conto delle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell'ambito dell'Unione europea”. Un articolo abbastanza sibillino: che significa “dare trasparenza”? E in armonia con quali “nuove disposizioni”? Sappiamo come la nostra legislazione – non solo quella scolastica – è sempre molto puntigliosa, quando si tratta di rinviare a dati riferimenti normativi. In quel caso, invece, la genericità è stata somma! Per non dire poi che, a proposito di concetti assolutamente nuovi, quali quelli di competenza e capacità – dato per scontato che sul concetto di conoscenza ci fossero idee chiare – il silenzio era assordante! E le abilità? Il nulla!

Prove acerbe per definire concetti complessi

Forte della mia esperienza ispettiva, dei miei studi con Raffaele Laporta, delle mie esperienze a Bruxelles (Comitato per la DEI, Dimensione Europea dell'Istruzione), ritenevo che con il successivo dpr, cioè con il “regolamento applicativo”, si dovessero dare definizioni certe e chiare, ma il Direttore Generale non volle andare ultra crepidam e insistette sul fatto che il Regolamento dovesse essere coerente al massimo con la Legge! Quando invece – com’è noto – nella nostra legislazione un Regolamento è lo strumento che dovrebbe “regolare”, appunto, la Legge! Ebbene, l’articolo 1, comma 3 dell’attuale Regolamento – il dpr 323/1998 – di fatto non esplicita nulla! Ecco il testo: “L'analisi e la verifica della preparazione di ciascun candidato tendono ad accertare le conoscenze generali e specifiche, le competenze in quanto possesso di abilità, anche di carattere applicativo, e le capacità elaborative, logiche e critiche acquisite”.

Un esame impasticciato

Si trattava di una indicazione assai generica, a fronte, invece, di una innovazione profonda, che avrebbe dovuto “stravolgere” i modi stessi dell’insegnare/apprendere nella nostra scuola secondaria superiore! Da quelle premesse normative non poteva che seguire un esame impasticciato! Nonché una terza prova pluridisciplinare che nessun insegnante è mai stato in grado di produrre correttamente!!! In effetti la prova in genere è sempre la somma di più quesiti disciplinari! Per non dire poi del colloquio, anch'esso… pluridisciplinare! Però nulla di più "falso"! La pluridisciplinarità i nostri insegnanti, rigidamente disciplinari per l'intero quinquennio (il dramma dei quadri orari difficilmente aggredibili), non la conoscono! Fatte salve, naturalmente, le dovute e apprezzabili eccezioni!

Insomma il "nuovo esame di Stato" non solo necessitava di un dpr più chiaro, ma anche di una governance ispettiva che però non c'è stata! In effetti anche i colleghi ispettori erano tutti disciplinari. E così, in quel primo anno del nuovo esame di Stato (1999), ipertesti diffusi nelle scuole, tre anni di trasmissioni televisive dalla sede Rai di Firenze pro Esame di Stato, sono serviti a poco, soprattutto poi dopo la "brutta fine" che fece il ministro Berlinguer, convinto invece della necessità e dell’importanza del “nuovo” esame di Stato! Pertanto tutta la spinta innovativa di un esame di Stato che avrebbe dovuto essere veramente nuovo e diverso, e produrre positive ricadute sull'intero ultimo triennio delle nostre scuole, è diventata polvere! Sono rimasti i crediti, che sono solo un inutile "appiccicaticcio"!!!

Verso la certificazione delle competenze

Successivamente, nel corso degli anni, anche con il conforto e il concorso della legislazione europea in materia, siamo riusciti a definire i concetti forti del nuovo esame di Stato! Ma non solo! In effetti, oggi, è tutta la nostra scuola che deve far proprie e vive le nuove frontiere dell’insegnare/apprendere, che non si limitano più ad erogare, far apprendere e valutare conoscenze, ma devono andare ben oltre! Di fatto la conoscenza è il primo gradino di una scala di operazioni, che si concludono infine con l’acquisizione e la certificazione di competenze.

Presentiamo ora la definizione dei concetti chiave delle operazioni che presiedono allo sviluppo/crescita e all’apprendimento, desunta anche dalle indicazioni europee. Si vedano al riguardo almeno: a) Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente; b) Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008 relativa al Quadro Europeo delle Qualifiche.

Definizioni consolidate a livello europeo

Conoscenze – un insieme organizzato di dati (in effetti sono le parole del vocabolario del parlante; es.: Marco, amare, Maria) e informazioni (le parole organizzate secondo la grammatica del parlante; es: Marco ama Maria) relative a oggetti, eventi, tecniche, regole, principi, teorie (si noti il crescendo della complessità concettuale), che il soggetto ap-prende, com-prende, archivia e utilizza in situazioni operative quotidiane / eccezionali procedurali o problematiche;

Capacità/Abilità – atti concreti singoli che il soggetto compie utilizzando date conoscenze e dati strumenti; di fatto un’abilità è un segmento di competenza;

Nota: la slash o barretta (/), da non confondere né con il trattino (-) né con la lineetta (–), sta ad indicare che il primo termine è in funzione del secondo. Nel nostro caso un alunno è capace quando possiede i prerequisiti per acquisire una data abilità. Un esempio più che banale, ma chiaro: un nuovo nato che possiede le gambe, ha la capacità di camminare, che poi diventerà abilità in seguito ad un corretto sviluppo/crescita e a ad un corretto apprendimento senso/motorio.

Competenza – la capacità dimostrata da un soggetto di utilizzare: le conoscenze, le abilità e le attitudini (atteggiamenti) personali (il Sé), sociali (il Sé e gli Altri) e/o metodologiche (il Sé e le Cose) in situazioni di lavoro o di studio, e nello sviluppo professionale e/o personale. NB – Nel Quadro Europeo delle Qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e di autonomia.

Come si desume da quanto scritto, l’“armamentario” per una serie di innovazioni profonde c’era, ed era anche ricco e complesso, ma… in seguito la routine l’ha fatta da padrona, e il nostro esame, che dovrebbe accertare e certificare competenze, è ancora un “esame di maturità”!

La Raccomandazione europea del 18 dicembre 2006

Il documento indica e descrive “otto competenze chiave per l’apprendimento permanente”. Di fatto sono competenze necessarie per l’esercizio della cittadinanza attiva e responsabile. Le otto competenze sono: 1. Comunicazione nella madrelingua; 2. Comunicazione nelle lingue straniere; 3. Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; 4. Competenza digitale; 5. Imparare a imparare; 6. Competenze sociali e civiche; 7. Spirito di iniziativa e imprenditorialità; 8. Consapevolezza ed espressione culturale.

Per quanto riguarda la scuola italiana, le “competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria” (allegato 2 al dm 139/2007) sono otto: Imparare ad imparare; Progettare (afferiscono alla Persona in quanto tale); Comunicare; Collaborare e partecipare; Agire in modo autonomo e responsabile (afferiscono alla Persona nei suoi rapporti con gli Altri); Risolvere problemi; Individuare collegamenti e relazioni; Acquisire e interpretare l’informazione (afferiscono alla Persona nei suoi rapporti con le Cose, con il Fare).

La Raccomandazione europea del 23 aprile 2008

Il documento, recepito formalmente dall’Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2012, riguarda l’European Qualifications Framework (EQF), il Quadro Europeo delle Qualifiche (e di qualsiasi altro titolo di studio). I livelli indicati sono otto. Per lo specifico, si rinvia direttamente al testo originale, reperibile al seguente link: https://ec.europa.eu/ploteus/sites/eac-eqf/files/leaflet_it.pdf. Per quanto riguarda la nostra scuola e i titoli da essa rilasciati, queste che seguono sono le relative corrispondenze con i livelli di cui all’EQF: 1. licenza media; 2. certificazione dell’obbligo di istruzione; 3. qualifica professionale triennale regionale; 4. ex “maturità” e diploma di qualifica professionale quadriennale regionale; 5. diploma di Istruzione Tecnica Superiore; 6. laurea triennale; 7. laurea magistrale e master di 1° livello; 8. dottorato e master di 2° livello.

Maurizio Tiriticco

Rappresentanze di genitori e studenti: istituito il Gruppo di lavoro

Al via il Gruppo di lavoro per la riforma delle rappresentanze degli studenti e dei genitori, per realizzare una scuola partecipata, comunità attiva e aperta al territorio. A novembre la presentazione delle proposte.

La partecipazione rappresenta uno degli assi portanti della Buona Scuola, che vede l’istituzione scolastica come comunità attiva, aperta al territorio, capace di aumentare l’interazione con le famiglie e la comunità locale.

In quest’ottica opera il Gruppo di lavoro per la riforma delle rappresentanze degli studenti e dei genitori, costituito a titolo gratuito per la durata, rinnovabile, di un anno, e composto da tecnici Miur ed esperti di comprovata esperienza in tema di partecipazione.

Il Gruppo di lavoro lavorerà dialogando con i Forum delle Associazioni studentesche e dei genitori per supportare il Miur nella revisione del DPR 567/1996 - che ha istituito le Consulte ed i Forum - e del DPR 235/2007 che ha istituito il patto di corresponsabilità Scuola-Famiglia.

L’obiettivo è quello di elaborare proposte innovative per riformare la rappresentanza di studenti e genitori e per rilanciare la loro partecipazione nella vita scolastica. Il risultato dei lavori sarà presentato il 21 novembre prossimo nel corso della Giornata che il Miur dedicherà al decennale del patto di corresponsabilità.


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Carta del docente: recupero somme non rendicontate

Le somme del bonus relativo all’a.s. 2015/16 non spese entro il 31 agosto 2016 devono essere improrogabilmente utilizzate e rendicontate entro il 31 agosto 2017. Le somme non rendicontate entro il predetto termine saranno recuperate a valere sull’erogazione dell’a.s. 2017/18.

Al fine di dare piena attuazione a tale norma (art. 12, co. 2, DPCM 28 novembre 2016), con nota 26 giugno 2017, prot. n. 13663 il Miur invita le istituzioni scolastiche a inviare le ulteriori rendicontazioni agli Uffici Scolastici Regionali, che predisporranno tutti gli adempimenti di propria competenza.

Le modalità di rendicontazione sono illustrate con nota n. 3687 del 20 febbraio 2017 e con circolare n. 12228 del 29 agosto 2016.


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Bando per azioni di avviamento della pratica sportiva

Indetta una procedura comparativa per la selezione e il finanziamento di un’istituzione scolastica o educativa statale, o una rete di scuole, che collabori alla realizzazione di un piano annuale di attività per azioni di sostegno all’avviamento della pratica sportiva. Finanziamento complessivo di euro 100.000. Domande entro l’11 luglio.

La procedura è indetta con decreto 22 giugno 2017 n. 672. Le domande di partecipazione dovranno essere inviate al Ministero esclusivamente attraverso il portale www.monitor440scuola.it seguendo la relativa procedura guidata, a partire delle ore 00.01 del 26 giugno 2017 ed entro e non oltre le ore 12.00 dell’11 luglio 2017.

Per essere ammessi al finanziamento i progetti, in coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche proponenti,  saranno finalizzati a:

  • diffondere nel mondo scolastico comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione, alle scienze motorie, all'educazione fisica e allo sport;
  • riorganizzare l’attività sportiva scolastica nel nuovo scenario introdotto dalla Legge  107/2015;
  • potenziare il coordinamento del servizio sportivo scolastico nazionale e territoriale;
  • progettare un nuovo modello delle competizioni scolastiche nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;
  • collaborare  alla  realizzazione ed alla gestione di particolari progetti e/o delle attività e/o dei gruppi di lavoro avviati dall’Ufficio Politiche Sportive Scolastiche.

Il finanziamento verrà concesso nell’ordine di priorità determinato da una graduatoria di merito dei progetti pervenuti che sarà predisposta da un’apposita commissione designata dal Dirigente dell’Ufficio V della Direzione Generale per lo Studente l’Integrazione e la Partecipazione e composta da personale in servizio presso il Ministero, ovvero da esperti, dotati di specifica e comprovata professionalità nelle materie oggetto delle iniziative progettuali.

Il finanziamento e la rendicontazione dei progetti avverranno in quattro fasi.

  • impegno per l’intero importo assegnato al fine di consentire alle scuole di accertare nel programma annuale l’importo assegnato;
  • erogazione  alle  scuole  vincitrici, a titolo  di  acconto, del 50 per cento dell’importo assegnato;
  • invio della rendicontazione relativa ai titoli di spesa liquidati riferiti all’intero importo del progetto, opportunamente vistata dal/i Revisore/i dei Conti;
  • verifica della suddetta rendicontazione da parte del Ministero e successivo invio dei saldi per stati di avanzamento delle attività.

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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

Buon compleanno scuola7.it! - video a cura di A. Prontera

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