Scuola7 31 luglio 2017, n. 53

Scuola7

la settimana scolastica

31 luglio 2017, n. 53


In questo numero parliamo di:

Piano Nazionale Scuola Digitale 20 mesi dopo: a che punto siamo? (E. Nanni)

La scuola di fronte a Industria 4.0 (D. Ciccone)

Formare maestri e professori: ognuno per la sua strada? (R. Seccia)

Dopo Ischia 2017: “Una scuola per le competenze” (A. Prontera - L. Zauli)

Immissioni in ruolo: pubblicato il decreto

Convertito in legge il decreto vaccini

Utilizzazioni licei musicali, insegnanti di religione e personale educativo

Esami di Stato: sessione straordinaria

Trasferimenti personale AFAM

Istruzione tecnica e professionale: verso la revisione dei regolamenti


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diDigital divide?Il punto sul PNSD
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Piano Nazionale Scuola Digitale 20 mesi dopo: a che punto siamo?

Elisabetta NANNI

Tempo di bilanci

Dopo 20 mesi dalla sua presentazione ufficiale, il Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) è stato il protagonista dell’evento organizzato dal Miur mercoledì 26 luglio nella magnifica cornice della Sala dell’Acquario Romano.

Nonostante la scelta della data estiva, 600 partecipanti tra dirigenti, animatori digitali, stakeholders, formatori, hanno reso possibile questo importante momento di confronto, dedicato ad una riflessione anche critica su ciò che è accaduto in questi mesi, su quello che può essere perfezionato e lanciato in azioni future.

Eppur si muove…

Alcuni dati significativi e incoraggianti, ottenuti su un campione di 3500 scuole dall’Osservatorio Digitale, sono stati illustrati da Damien Lanfrey e Donatella Solda, gli ideatori del Piano, per conto del MIUR.

Ricordando uno degli obiettivi, ovvero che il diritto alla rete debba partire proprio dalla scuola, risulta che il 97% degli edifici scolastici è connesso ad internet per la didattica (con una buona connessione nel 47% dei casi), il 75 % dei laboratori è cablato e il 56% dell’aule sono connesse e cablate. Come possiamo notare, privilegiando ancora una volta i laboratori, numerose aule devono essere raggiunte dal cablaggio. Le tecnologie non possono, come più volte sottolineato in questi anni, essere confinate ai soli spazi dedicati, ma integrarsi nella didattica d’aula, per far sì che diventino normali e trasparenti.

Il 50% delle scuole promuove l’uso del device personale (Bring Your Own Device - BYOD, “porta il tuo dispositivo”), ma solo il 30 % ne ha normato l’utilizzo. Invece si evidenzia un netto miglioramento, con un buon 96%, per la comunicazione con le famiglie attraverso strumenti digitali.

Anche l’ambito delle competenze digitali è stato oggetto di analisi quantitativa: un alto numero di percorsi dedicati alla cittadinanza digitale, al pensiero computazionale e alla creatività digitale sono stati attivati nelle classi italiane.

Propositi per il futuro

Potremmo accontentarci di questi risultati; invece è necessario mappare le criticità, per essere maggiormente incisivi, come suggerito dalla Ministra Valeria Fedeli. Non possiamo negare che il PNSD sia stato di forte impatto nella scuola italiana, ma dobbiamo riconoscere che è indispensabile agire per correggere il tiro e non vanificare tante buone intenzioni.

Per questo motivo la Ministra ha presentato le nuove azioni[1] in partenza dal prossimo autunno con robusti investimenti, ricordando che “l’educazione non è un settore ma è la condizione abilitante di un Paese, e dall’innovazione digitale non passano solo la qualità del capitale umano e le competenze degli studenti, ma passa la crescita delle imprese che lavorano nelle ICT e nel settore dell’educazione”.

Nel settore dell’amministrazione digitale sono da segnalare importanti novità. Verranno erogati contributi finanziari per l’assistenza tecnica nelle scuole del primo ciclo che, finalmente, potranno risolvere l’annoso problema della manutenzione delle infrastrutture, compito a volte impropriamente affidato all’animatore digitale. Sono attesi interventi per laboratori professionalizzanti e investimenti per ambienti innovativi nelle periferie e zone terremotate, come contrasto ai rischi di dispersione scolastica.

Inoltre verrà fornito alle scuole un nuovo design open source, grazie anche alla collaborazione con la comunità di “Porte Aperte sul web”, che da circa 14 anni è attiva in rete come gruppo di autoaiuto per la costruzione di siti scolastici. In quest’azione vanno evidenziati due aspetti molto importanti: da una parte il riconoscimento di una community informale, in cui l’apprendimento fra pari nato dal basso ha contribuito a costruire una forte relazione tra scuole e docenti di tutta Italia, dall’altra l’individuazione ufficiale di sistemi open source spesso ignorati dalle istituzioni.

Promuovere le competenze e l’innovazione digitale

Anche nell’ambito delle competenze sono previste nuovi grandi sfide, prima fra tutte quella di rendere strutturali le competenze digitali negli ordinamenti scolastici. Un gruppo di lavoro si occuperà della revisione delle Indicazioni nazionali, nelle quali il digitale era stato fortemente trascurato. Solo declinando un curricolo, come già elaborato da alcuni paesi europei[2], si può integrare il digitale nelle attività didattiche, per non percepirlo come qualcosa di altro e aggiuntivo, circoscritto esclusivamente all’uso di app e solo per “tecnologi”. A questo verranno affiancati altri due gruppi, che si occuperanno rispettivamente di BYOD e di innovazione metodologica.

Certamente il BYOD è un tema molto discusso e controverso. Da un lato c’è la necessità di aprire all’utilizzo di device personali, sia per educare, principalmente, le nuove generazioni alla cittadinanza digitale, ma anche perché usare lo stesso strumento a casa e a scuola può facilitare l’inclusione. Dall’altra, nonostante dichiarazioni mai seguite da circolari ufficiali, è ancora in vigore la famosa Direttiva Fioroni del 2007, in cui si vietava l’uso del telefono a scuola. In questi anni si sono susseguiti Regolamenti d’istituto, partendo da quello dell’IC di Arcola Ameglia (SP), che hanno tentato di normarne l’uso, ma per altri istituti la direttiva del 2007, nonostante i grandi cambiamenti che possono esserci stati negli ultimi dieci anni, ha rappresentato sempre un forte vincolo.

L’uso del device personale è strettamente legato anche all’innovazione metodologica; basta considerare l’uso del mobile nella metodologia degli Episodi di Apprendimento Situato (EAS): questo dispositivo non va visto come uno strumento per alienarsi dal mondo circostante, ma come stimolo all'aggregazione, per collaborare insieme agli altri. Auspichiamo che la commissione non trascuri le criticità tecniche legate al rispetto della privacy, ma che chiarisca definitivamente anche l’utilizzo efficace in una cornice didattico-educativa. Sarà compito del terzo gruppo, invece, riflettere sulle pratiche didattiche, fornendo modelli applicabili concreti da replicare in ogni classe.

Investire sulla formazione e sulla professionalità

Ultimo macro-ambito di azione sarà la formazione degli insegnanti: sono previsti investimenti importanti anche in questo caso, per creare 18 centri di competenza che si occuperanno di alta formazione di tutto il personale. Si tratta dell’azione fondamentale per far decollare l’intero Piano, ma dobbiamo renderci conto che il paradigma della formazione è cambiato. I docenti hanno bisogno di essere supportati in classe e nella loro azione quotidiana. Non bastano le ore esclusivamente frontali o marginalmente laboratoriali, perché bisogna ripensare l’intero percorso con attività in situazione da sperimentare concretamente in classe, costruendo reti e comunità di pratica. È indispensabile anche ripensare la formazione in servizio dei dirigenti scolastici: prevedere, ad esempio, moduli in cui possano collaborare con il proprio animatore digitale, per creare quella particolare sinergia che in alcuni casi, invece, è stata completamente assente.

Non ultimo, è stato previsto un investimento per l’intera comunità professionale: dal prossimo 12 settembre sarà attiva e operativa una piattaforma virtuale che coinvolgerà animatori, team per l’innovazione e dirigenti, anche per sopperire all’isolamento che in alcuni casi queste figure hanno vissuto nei rispettivi contesti scolastici. Un’operazione indispensabile, senza dubbio; ma senza un ruolo ben definito la figura dell’animatore è davvero ad alto rischio. La presenza di insegnanti innovatori, dotati di competenze e professionalità, è riuscita a dare un forte impulso a tutti i processi, ma nello stesso tempo l’aspetto burocratico ha, in alcuni casi, frenato l’entusiasmo: perdita di ore con conseguente trasferimento, mancanza di un adeguato esonero dall’insegnamento per assenza di un docente nell’organico potenziato, sono situazioni che hanno inciso pesantemente nel processo di innovazione e di sistema, e che costringono ogni anno, nel peregrinare continuo da una sede all’altra, a ricominciare ogni volta tutte le azioni previste.

Una grande comunità di innovatori

In conclusione, “continuare a rilanciare uno degli investimenti più importanti di sempre sulla scuola, consolidando le azioni chiave, correggendo in corsa ciò che va migliorato, è atto dovuto, verso la scuola e verso il Paese”, afferma Damien Lanfrey; ma di una cosa siamo certi: “quello che dà speranza è il gioco di squadra che comincia a formarsi attorno a tutto questo”. Eravamo in 600 mercoledì 26 luglio, e il Piano Nazionale Scuola Digitale ha avuto il merito di riuscire a creare, come mai accaduto, connessioni e relazioni tra le persone. Insieme si può fare anche meglio.

Elisabetta Nanni

[1] http://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-fedeli-piano-digitale-e-traino-per-innovazione-dai-laboratori-per-le-periferie-ai-fondi-per-il-registro-elettronico-i-prossimi-16-passi-

[2] http://ensenyament.gencat.cat/web/.content/home/departament/publicacions/colleccions/competencies-basiques/eso/eso-ambit-digital-angles.pdf

La scuola di fronte a Industria 4.0

Don’t be late for school again, boy!

Domenico CICCONE

La quarta rivoluzione industriale

Da tempo, a Davos, una ridente località svizzera, si tiene il World Economic Forum[1], sostenuto dalla fondazione omonima nata nel 1971 per iniziativa dell'economista ed accademico Klaus Schwab. Nel 2016 l'annuale conferenza si è soffermata, con particolare efficacia, sullo scenario apparentemente fantascientifico che si sta profilando nel mondo del lavoro, quello della quarta rivoluzione industriale, detto convenzionalmente "Industry 4.0". Tra gli oratori del WEF 2016 si sono distinti Satya Nadella di Microsoft e Sheryl Sandberg , la direttrice operativa di Facebook. Agli illustri ospiti il compito di difendere l’avanzata delle “macchine intelligenti” nell’industria, che hanno il pregio di comprimere e controllare i costi ma rendono sacrificabile un crescente numero di risorse umane

La declinazione, apparentemente svolta in maniera quasi esclusiva sulla visione economica del fenomeno, non esime chi si occupa di educazione e istruzione dal compiere un'acuta riflessione sugli effetti che il cambiamento produce sulla società civile e sulle politiche di istruzione che occorre approntare per il futuro.

La prossima sfida per le giovani generazioni

Anche a margine delle interessanti riflessioni di Bruno Scuotto[2], svolte martedì 25 luglio 2017 alla Summer School Tecnodid di Ischia, appare quanto mai opportuno scorgere il quadro complessivo che prefigura nuovi e stimolanti scenari, tanto innovativi quanto interessanti, per la scuola che vuole impegnarsi a riconnettere i saperi dell'istruzione con quelli della società.

Anche se non è entrata nei libri di scuola, quella che stiamo vivendo, caratterizzata sempre più dalla produzione automatizzata e interconnessa, è una vera e propria metamorfosi mondiale, anche se non tutti ne condividono la portata epocale; molti propendono, infatti, per una interpretazione progressiva del cambiamento, sul piano tecnico, culturale e produttivo, motivando le loro idee con dati macroeconomici e statistici. Lasciamo volentieri agli esperti del settore le considerazioni di loro competenza, e ci poniamo, nel contempo, ad osservare e valutare i fenomeni descritti, dal nostro angolo prospettico di persone di scuola.

Chi ha paura dei robot?

Il cambiamento in atto è innegabile, e questo impone una valutazione seria e ragionata sull'effetto che un'ulteriore trasformazione del mondo provoca sull'istruzione, sulla sua organizzazione e sulla necessaria connessione tra i saperi e le competenze; appare sempre più difficile coniugare i saperi che si insegnano in modo formale con il resto delle conoscenze informali e non formali di cui ogni discente si impossessa nel corso del suo processo di formazione integrale, sostenuto sicuramente dalla scuola, in misura talvolta larga ma non sempre esaustiva.

La capacità di mobilitare tutte le proprie risorse, in maniera efficace rispetto al contesto, è la caratteristica indispensabile di ogni persona, sia nell'esercizio della propria dimensione di cittadino sia nell'esplicarsi della sua dimensione lavorativa. In quest'ultima accezione contano sempre di più la varietà e la molteplicità delle competenze, possedute in misura adeguata alla multiforme e mutevole situazione di contesto e di scenario.

Oggi, nell’industria propriamente detta, i robot hanno un futuro radioso, ma nel settore terziario le funzioni sono solo in parte demandabili ad automatismi; una buona quota delle occupazioni lavorative sarà spostata su figure di elevata specializzazione e di innovativo profilo culturale, lavorativo e sociale; queste figure si riveleranno tanto più efficaci e valide, quanto maggiormente sostenute da modelli plurimi e variegati di competenze. Raccogliere la sfida è indispensabile per non correre il rischio di arrivare in ritardo ad un appuntamento, sia pure non precisamente fissato, che si avvicina inesorabilmente.

Le competenze richieste da Industria 4.0

In Italia dal marzo del 2016 funziona, a livello di presidenza del Consiglio dei Ministri, una cabina di regia[3] che ha svolto approfondimenti notevoli sull'argomento Industria 4.0 (I4.0), finalizzati in particolare allo sfruttamento ottimale delle risorse, azione europea 2014/2020, dei fondi comunitari per lo sviluppo di nuovi modelli di produzione e distribuzione.

Tra le iniziative indicate nella conferenza di Milano[4], anche in ordine alla costruzione di competenze utili per affrontare il cambiamento, ne figurano alcune che hanno coinvolto e coinvolgeranno sempre più le scuole, costringendole alla revisione quasi totale dei modelli di costruzione dei saperi e delle competenze dei discenti. La conferenza ha ritenuto indispensabile, per esempio, l'implementazione del Piano Nazionale Scuola Digitale secondo direttrici funzionali ed efficaci:

  • competenze per la Manifattura 4.0: atelier creativi, corsi di tecnologia e laboratori su I4.0;
  • laboratori territoriali: incontro scuola-impresa, sviluppo competenze digitali per il Made in Italy;
  • curricoli digitali: sviluppo di 25 curricoli con focus digitale su tematiche I4.0;
  • pensiero computazionale: formazione in pensiero computazionale alla scuola primaria;
  • focalizzazione alternanza scuola-lavoro su percorsi coerenti con Industria 4.0.

Il dialogo necessario tra scuola e impresa

Come si vede, la scuola innovativa è considerata fattore e prodotto del cambiamento, ed è implicata a pieno titolo in questioni apparentemente lontane, o ritenute in maniera erronea addirittura non pertinenti. Infatti l'idea tuttora prevalente è che occorra separare in maniera decisa le politiche scolastiche da quelle occupazionali, perseguendo un modello di istruzione "disinteressato" e teso alla costruzione di competenze di cittadinanza, piuttosto che di abilità che assomigliano all'addestramento lavorativo. Pur condividendo l'idea di un'educazione dagli scopi eccelsi, non si può fare a meno di osservare che tale idea è contraddetta nei fatti dalle problematiche occupazionali e sociali che emergono, ormai in maniera incontrollata, nella fascia giovanile della società e della forza lavoro.

Tralasciando posizioni radicali ed assolute, dovremmo affrontare la complessità del contesto globale mediante la ricerca dell'equilibrio nell'analisi e nel giudizio. La scuola non può sottrarsi dal perseguire modelli di dialogo e di riconnessione con le realtà produttive, con i loro bisogni, con le loro difficoltà e con i saperi che esse reclamano. In caso contrario, quello che per l'economia costituisce solo un rischio da affrontare, diventerebbe, per i sistemi di istruzione, la certezza di trovarsi completamente spiazzati di fronte all'incessante e non trascurabile salto tecnico e culturale.

Progetto ASSIST per gli istituti tecnici

Nell'ottica del modello dialogico e teso alla ricerca di soluzioni condivise, appare interessante una recente iniziativa progettuale presentata lo scorso 17 maggio e denominata ASSIST "Azioni di sistema per lo sviluppo dell'istruzione tecnica". ASSIST si propone di affrontare l'impatto che Industria 4.0 avrà sul mondo del lavoro, promuovendo le competenze digitali tra i giovani e indirizzandoli a esperienze formative nelle aziende. Il progetto, che nasce dall'alleanza tra 12 Istituti tecnici, Confindustria Lombardia e Fondazione Cariplo, ha individuato 10 profili tecnici[5] strategici richiesti dal mercato del lavoro che, mediante "ragionati" percorsi di alternanza scuola-lavoro, per 331 studenti e 156 imprese, impegneranno alcuni esperti formatori, con il compito di riconnettere saperi e competenze di diversa natura e finalizzarli verso l'occupabilità. L'esperienza, che partirà con il nuovo anno scolastico, intende sperimentare un nuovo modello di intesa tra scuola, aziende, mercato del lavoro e industria e, con la ragionevole presunzione dei programmi ambiziosi, produrrà vera e propria occupazione.

Torneremo sull'argomento in una delle prossime puntate declinando i 10 profili tecnici strategici, per ora solo accennati in note; tuttavia ci preme sottolineare che il progetto, collocato utilmente in una vision di "Education 4.0" come risposta alla "Industry 4.0", nasce dalla consapevolezza che le riforme della scuola, laddove rinviate "sine die" oppure colpevolmente indugiate, non riescono a stare al passo con i tempi, provocando forti difficoltà ai giovani sul piano della spendibilità dei saperi e delle competenze in contesti operativi, sociali e lavorativi. Basta guardare gli indirizzi e i profili del DM 61/2017, da poco vigente, per rendersi conto della scarsa determinazione mostrata dal legislatore nella, ulteriormente pavida, riforma degli istituti professionali, ormai quasi schiacciati da una visione riduttiva e minimalista. Eppure circa il 2% dei posti di lavoro, a media ed alta specializzazione, resta disponibile e non occupato, per mancanza di persone in grado di assumerne i compiti.

Competenze di base, competenze specialistiche

Un'ultima condivisibile considerazione di Bruno Scuotto, imprenditore illuminato e lungimirante, ci induce a ripensare anche la problematica delle competenze di base. Non sempre la scuola e l'università riescono a garantirne la padronanza. Le carenze in lingua di alfabetizzazione, in lingue straniere, in matematica e scienze o, addirittura, nelle competenze digitali (non implicite nella condizione di nativi digitali), pongono i giovani in una situazione di debolezza, che non fa bene alla loro piena e completa realizzazione sociale e lavorativa.

La scuola sarà in grado di accompagnare i suoi giovani lungo le strade tortuose dei questa ennesima sfida? Il mondo cambia velocemente, molto più di quanto siamo capaci di immaginare, parecchio avanti rispetto alle consunte discussioni accademiche sull'identità della scuola e sulle sue finalità.

Il diritto al lavoro, scritto nel primo articolo, è il nostro più intenso postulato costituzionale, quello da cui dovrebbe discendere il resto in termini di uguaglianza, equità, pari opportunità e dignità per tutti.

Forse non sono soltanto i ragazzi a fare tardi a scuola, qualche volta…

Don't be late again for life… school!

Domenico Ciccone

[1] https://www.weforum.org/

[2] Bruno Scuotto, Vicepresidente Nazionale di Confindustria per l’Education e la Formazione.

[3] Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 febbraio 2016: Istituzione della Cabina di regia di cui all’articolo 1, comma 703, lettera c), della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

[4] Conferenza della cabina di regia del 21 settembre 2016, nella quale è stato presentato il Piano nazionale Industria 4.0 2017-20.

[5] Progettista, Tecnico di produzione, Manutentore, Tecnico assistenza/installazione, Tecnico import/export, Tecnico della comunicazione e del marketing digitale, Tecnico della supply chain, Sviluppatore software, Tecnico di rete e sicurezza informatica, Contabile esperto di sistemi ERP. Richiesti dal mercato del lavoro, analizzati e validati attraverso 5 focus group con scuole e imprese del territorio.

Immissioni in ruolo: pubblicato il decreto

Pubblicato il decreto con l’autorizzazione dei contingenti sui quali disporre le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente per l’anno scolastico 2017/18: 51.773 posti, di cui 718 per le discipline specifiche dei licei musicali nonché 13.393 per il sostegno.

Con decreto 26 luglio 2017 n. 522 il contingente autorizzato per le assunzioni a tempo indeterminato di personale docente per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado da effettuarsi per l'anno scolastico 2017/18 è pari a n. 51.773 posti, di cui 718 per le discipline specifiche dei licei musicali nonché 13.393 per il sostegno.

La nota 27 luglio 2017 prot. n. 32438 trasmette i prospetti contenenti il numero dei posti vacanti e disponibili presenti in ogni provincia/regione, suddivisi per tipo posto, classe di concorso e risultanti al termine delle operazioni di mobilità della scuola secondaria di II grado.

I ruoli del personale docente sono regionali, articolati in ambiti territoriali, e le eventuali posizioni di esubero, in ambito regionale, ancora risultanti al termine delle operazioni di mobilità, sono state decurtate nella determinazione del relativo contingente di nomina.

Gli UU.SS.RR. provvederanno entro il 5 agosto all’assegnazione degli ambiti territoriali ai docenti destinatari delle nomine in ruolo per il 2017/18 al fine di consentire l’immediata attivazione della procedura di individuazione per competenze.

I docenti vincitori di concorso dovranno esprimere,  prioritariamente, la preferenza per l’ambito territoriale di nomina a livello regionale e,  successivamente, i docenti immessi in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento  esprimeranno la preferenza per l’assegnazione dell’ambito di titolarità all’interno della  propria provincia.

Al fine di consentire la realizzazione delle operazioni di nomina è, altresì, prevista apposita funzione SIDI, resa disponibile al link Immissioni in ruolo: Fascicolo personale scuola – Gestione corrente – Assunzioni e Ruolo, per permettere l’immeditato inserimento del docente a sistema e che consente, preliminarmente, l’assegnazione dell’ambito territoriale al docente neo-immesso in ruolo.

Nello stesso periodo gli Uffici provvederanno tempestivamente all’assegnazione della sede ai docenti titolari di precedenze.

Si procederà, poi, dal 7 agosto p.v. all’individuazione per competenze da parte del dirigente scolastico che dovrà concludersi, inderogabilmente, entro il 12 agosto p.v., con l’inserimento a sistema, da parte del dirigente scolastico degli incarichi conferiti.

Dal 16 agosto gli UU.SS.RR. provvederanno poi all’assegnazione alle scuole dei docenti che non risultino essere stati individuati dal dirigente scolastico o che avranno rifiutato la proposta di incarico sulla base degli elenchi con le proposte di incarico che saranno resi disponibili dal Gestore del SIDI entro il 14 agosto.


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Convertito in legge il decreto vaccini

In data 28 luglio, a seguito del via libera definitivo alla Camera, il decreto con le nuove disposizioni sui vaccini è stato convertito in legge. Il provvedimento finale estende il numero di vaccinazioni obbligatorie da quattro a dieci (non più 12 come in prima stesura). Disposizioni transitorie semplificano l'iscrizione all'a.s. 2017/18.

Il decreto, ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dispone che per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite - in base alle specifiche indicazioni del Calendario Vaccinale Nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita - le seguenti vaccinazioni:

  • anti-poliomielitica
  • anti-difterica
  • anti-tetanica
  • anti-epatite B
  • anti-pertosse
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b
  • anti-morbillo
  • anti-rosolia
  • anti-parotite
  • anti-varicella

Per le ultime quattro l'obbligatorietà è soggetta a revisione ogni tre anni.

Altre quattro vaccinazioni sono ad offerta attiva e gratuita, ma senza obbligo, da parte di Regioni e Province autonome:

  • anti-meningococcica B
  • anti-meningococcica C
  • anti-pneumococcica
  • anti-rotavirus.

Le vaccinazioni obbligatorie saranno vincolanti per iscrizione ad asili e servizi per infanzia. Disposizioni transitorie semplificano l'iscrizione all'anno scolastico 2017-2018.

Dovranno vaccinarsi anche gli studenti fino a 16 anni. Per chi non rispetta l'obbligo sono previste sanzioni  da 100 a 500 euro.  Sarà possibile prenotare gratuitamente le vaccinazioni in farmacia tramite CUP.

Le schede del Ministero della Salute


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Utilizzazioni licei musicali, insegnanti di religione e personale educativo

Il Miur ha comunicato la tempistica per la presentazione delle domande di mobilità relative agli utilizzi nei licei musicali e alle assegnazioni provvisorie e utilizzazioni del personale docente di religione cattolica e del personale educativo. Disponibili i modelli.

Con un avviso pubblicato nella sezione del proprio sito internet dedicata alla mobilità, il Miur informa che le domande di mobilità, in formato cartaceo, relative agli utilizzi nei licei musicali e alle assegnazioni provvisorie e alle utilizzazioni del personale docente di religione cattolica e del personale educativo andranno inviate, all’Ufficio territorialmente competente per la provincia e/o l’Istituzione scolastica presso la quale si intende chiedere la mobilità annuale secondo il seguente calendario:

  • dal 24 luglio al 2 agosto personale utilizzato nelle discipline specifiche dei licei musicali;
  • dal 25 luglio al 5 agosto personale educativo e docenti di religione cattolica.

Resta confermata la tempistica per le domande della scuola secondaria di primo e secondo grado dal 24 luglio al 2 agosto.

Scarica i modelli


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Una bussola per le deleghe

I nuovi decreti legislativi

Le otto deleghe attuative della Buona scuola riguardano aspetti rilevanti del nostro sistema di istruzione: per comprendere i nuovi scenari che si vanno a delineare, Tecnodid propone “Una bussola per le deleghe” (a cura di Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi - pp. 256, ed. giugno 2017, euro 22,00).

Il volume contiene i testi integrali degli otto decreti legislativi, corredati di analisi e commenti curati da esperti delle materie interessate. Schede di sintesi e quadri sinottici consentono di orientarsi al meglio nel corpus delle norme, rintracciandone i contenuti essenziali; ulteriori schemi ricostruiscono il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione, e illustrano i provvedimenti secondari (regolamenti, decreti, intese, atti di indirizzo) di prossima emanazione.

Contributi di: Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Gianna Prapotnich, Angelo Prontera, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.

per informazioni



Formare maestri e professori: ognuno per la sua strada?

Rosa SECCIA

Un decreto per riordinare, adeguare, semplificare, valorizzare

Il D.L.vo 13 aprile 2017, n. 59 - emanato a norma dei commi 180 e 181, lett. b) della Legge n. 107/2015 - affronta la questione nodale della formazione iniziale degli insegnanti e del conseguente accesso nei ruoli, ma in riferimento soltanto al percorso destinato ai docenti di scuola secondaria, così come già indicato nel testo di riforma della “Buona Scuola”.

La natura dell’atto normativo è, invero, contenuta nel suo composito titolo, esplicitato (riprendendo quasi alla lettera quanto previsto nella legge del 2015) nei due commi dell’articolo 1, in cui ne sono definiti i campi di intervento:

  • riordino, adeguamento e semplificazione “del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli dei docenti, compresi quelli degli insegnanti tecnico-pratici, della scuola secondaria, per i posti comuni e per quelli di sostegno”;
  • valorizzazione sociale e culturale della professione”, per la quale viene introdotto un sistema unitario e coordinato di formazione iniziale e accesso ai ruoli dei docenti, compresi quelli degli insegnanti tecnico-pratici, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sia su posti comuni sia di sostegno”.

Ripensare l’accesso al ruolo di insegnante

Tra le tre azioni sostantivate si intravede una stretta correlazione, che rimanda all’esigenza prioritaria di individuare un piano di intervento adeguato, in conseguenza della condanna da parte della Commissione Europea nel 2013, confermata dalla Corte di Giustizia nel 2014, per la non conformità della normativa italiana all’Accordo Quadro Comunitario sul Lavoro[1], visto l’uso smodato di contratti a tempo determinato, con l’effetto incontrollato di un’enorme sacca di precariato che si è andata ad alimentare negli anni.

La necessità, quindi, di adeguarsi al dettato normativo europeo ha reso necessario:

  • da una parte, “rimaneggiare” ancora una volta il sistema di formazione iniziale dei docenti delle scuole secondarie, riordinando quanto era già stato modificato nell’arco temporale di circa un decennio, passando dalla Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario[2] degli anni ‘90 al Tirocinio Formativo Attivo[3] nel 2010, fino ai più recenti Percorsi Abilitanti Speciali[4];
  • dall’altra, attivare un processo di semplificazione che raccordi in maniera sistematica la fase di formazione iniziale all’accesso in ruolo, riducendo la possibilità di creare ulteriore precariato e portando ad esaurimento le graduatorie esistenti.

Tutto questo con una prospettiva ben precisa: rendere il sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, così come richiesto dalla Legge n. 107/2015.

Maestri e professori: ad ognuno la sua formazione iniziale

E, a questo punto, la domanda nasce spontanea: perché l’attenzione è stata rivolta solo al sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria?

Il D.L.vo n. 59/2017, difatti, rimarca ancora una volta che la formazione iniziale degli insegnanti cammina su gambe diverse in relazione ai gradi di scuola, con riflessi impliciti anche in termini di “peso sociale”.

Come valorizzare la professione docente?

Eppure la valorizzazione sociale e culturale della professione era stata posta parimenti, per tutti i gradi scolastici di insegnamento, come finalità prioritaria della formazione iniziale all’art. 2 del DM n. 249/2010, che così recita:

Art. 2 - Obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti

1. La formazione iniziale degli insegnanti di cui all'articolo 1 è finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente attraverso l'acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall'ordinamento vigente.

2. È parte integrante della formazione iniziale dei docenti l'acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell'autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275.

3. Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento dell'unitarietà della funzione docente.”

Su questi presupposti il decreto ministeriale del 2010 aveva tracciato la modifica anche del percorso di formazione iniziale dei docenti di scuola dell’infanzia e primaria, che da laurea quadriennale, così come definita dalla Legge n. 341/1990, passava all’attuale laurea magistrale quinquennale a ciclo unico.

Le differenze tra i due sistemi risultano, alla luce del D.L.vo n. 59/2017, ancora più sostanziali, come è possibile evincere dallo schema di sintesi di seguito riportato:

MAESTRI
DI SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA
Art. 3, c. 2 D.M. n. 249/2010
PROFESSORI
DI SCUOLA SECONDARIA
DI PRIMO E SECONDO GRADO
D.L.vo n. 59/2017
Laurea magistrale quinquennale a ciclo unico, a numero programmato con prova di accesso.
Percorso, comprensivo di tirocinio da avviare dal secondo anno di corso, da concludere con discussione tesi e relazione finale.
Successivo concorso per accesso al ruolo
Selezione per concorso, per accesso al percorso triennale remunerato di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (contratto FIT).
Primo anno di specializzazione, con esame finale. Dal secondo anno progetto di ricerca e supplenze brevi.
Terzo anno con incarico annuale e valutazione finale, per accesso ai ruoli

Sistemi diversi che creano divario

Se una delle risposte plausibili alla domanda che ci si è posti poc’anzi può essere ritrovata nella constatazione che gli insegnanti degli ordini di scuola successivi alla primaria sono i più manchevoli sul piano della preparazione psicopedagogica, e i meno inclini all’innovazione metodologico-didattica, resta di per sé una questione non del tutto rilevante rispetto al divario che le attuali norme hanno generato tra i due diversi sistemi.

Innanzitutto per il modo con cui si diviene docenti nella scuola secondaria, essendo previsto per essi un rovesciamento delle procedure: prima il concorso, poi la formazione che dà direttamente accesso all’insegnamento a tempo indeterminato, con un inserimento graduale.

Questo processo è precluso agli aspiranti insegnanti di scuola dell’infanzia e primaria, atteso che il concorso per l’accesso ai ruoli è successivo alla laurea quinquennale, e che non è previsto un inserimento graduale all’insegnamento, se non nelle forme del tirocinio diretto che, sebbene sia una modalità formativa comune che continua ad essere presente nel percorso tracciato dal D.L.vo n. 59/2017, resta un momento strettamente interno al corso di laurea, senza che vi sia la possibilità di esercitare con gradualità, ma appieno, le funzioni docente.

Il percorso innovativo del FIT

Invero, i vincitori dei concorsi di cui all’art. 2, c. 1 del D.L.vo n. 59/2017, saranno avviati ad un percorso triennale di formazione, tirocinio e inserimento nella funzione docente - denominato contratto FIT - che comporterà anche una remunerazione. Saranno pagati già a partire dal primo anno, nel quale studieranno per fare gli insegnanti, seguendo un percorso di specializzazione universitario che li formerà sulle materie antropo-psico-pedagogiche e sulle metodologie didattiche. Nel secondo anno continueranno a formarsi, svolgendo tirocini nelle scuole, e cominceranno a svolgere la professione da supplenti, per brevi periodi (massimo 15 giorni), percependo il relativo stipendio in aggiunta alla “borsa”. Al terzo anno sarà affidata loro la responsabilità piena di una classe, dal primo settembre al 31 agosto, percependo lo stipendio pieno di un docente. In questo anno saranno valutati sul campo e, superata la valutazione, diverranno docenti di ruolo.

Si tratta di un percorso innovativo anche in termini di training on the job, ovvero di formazione sul posto di lavoro, e relativo mentoring, che non ha nessuna corrispondenza con quanto destinato a coloro i quali scelgono di prepararsi alla professione di “maestri”.

Per rendere più “appetibile” il mestiere di “professori” (ma chissà se sarà sufficiente!) viene assicurata, come si è detto, la corresponsione di una diaria, e questo aspetto, sebbene necessiti di una apposita regolamentazione applicativa, rende ulteriormente lontani i due sistemi di formazione iniziale dei docenti.

Di certo oggi il decreto legislativo appare come “una dichiarazione di intenti”, tutti da realizzare con appositi successivi dispositivi normativi, ma è innegabile che una disparità così palese tra i due sistemi di formazione iniziale e accesso ai ruoli dei docenti “gridi giustizia”.

Sarà necessario, in un modo o nell’altro, portare all’attenzione dei decisori politici e del Miur tale situazione di intollerabile discrasia, per individuarne adeguati rimedi.

Si spera che queste note di riflessione possano essere utili allo scopo.

Rosa Seccia

[1] V. http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:31999L0070&from=IT

[2] La SSIS è stata istituita dalla Legge 19 novembre 1999, n. 341 (in GU 23 novembre 1990, n. 274), ma solo a seguito dell’emanazione del D.P.R. 31 luglio 1996, n. 370, ne fu definito l’ordinamento didattico universitario.

[3] Con il D.M. 10 settembre 2010, n. 249 viene istituito il Tirocinio Formativo Attivo, che va a sostituire la SSIS, già sospesa dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133 all’art. 64

[4] Istituiti con il D.M. 25.03.2013, n. 81, quale atto normativo di modifiche ed integrazioni del D.M. n. 249/2010.

Dopo Ischia 2017: “Una scuola per le competenze”

nel sistema, nell’organizzazione, nelle professionalità

Angelo PRONTERA
Lorella ZAULI

Un sottile ma robusto filo rosso

Tutto secondo le attese alla Summer School 2017 di Ischia. L’evento formativo “Una scuola per le competenze” ha richiamato - a scuole ormai chiuse - ben oltre un centinaio tra docenti, dirigenti scolastici (molti aspiranti), ispettori tecnici e personale ATA, giunti da tutte le parti d’Italia.

Tematiche di tutto rispetto, relatori qualificati, un parterre di partecipanti “coccolato” dalla qualità della manifestazione, e un’organizzazione che non ha lesinato sforzi. Questi sono in sintesi gli ingredienti principali della buona riuscita della Summer School realizzata dalla dinamica casa editrice Tecnodid (nonché Ente di formazione riconosciuto dal Miur) della famiglia Crusco, nell’amena cornice dell’isola di Ischia, dal 23 al 25 luglio scorsi, che superato abbondantemente la soglia della 10ª edizione.

Tra i decani, un premio per la l’assidua frequenza va agli insostituibili relatori/coordinatori Sergio Auriemma, Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi, che dalle prime edizioni, nel decennio scorso, ad oggi non hanno marinato un solo giro.

Le competenze, in tutte le possibili declinazioni, sono state il file rouge (o meglio bleu, come il mare ischitano) che ha attraversato i tre giorni di Summer School.

Ai numerosi partecipanti è stata concessa un’immersione nelle questioni cruciali che riguardano un sistema scolastico in continua evoluzione: dalle emergenze quotidiane ai futuri scenari, dalle novità legislative alle profonde radici culturali e pedagogiche; il tutto senza sconti e piaggerie, anzi animato da dibattiti, confronti e divergenti ma costruttivi punti di vista.

“Una scuola per le competenze”, dunque, non solo evocate dal titolo del convegno, ma dipanate e sviscerate concretamente lungo le quattro sessioni plenarie del convegno, altrettanti workshop e due question time. Insomma una full immersion non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per coloro che saranno impegnati nelle prossime prove concorsuali a dirigente scolastico.

Gli scenari: facciamo il punto

Durante la prima sessione di lavoro si è fatto il punto sui nuovi scenari del futuro, delineati dall’intervento di Mariella Spinosi su “Le competenze in una scuola che cambia: moda di stagione o esigenza vera?”, e dall’intervento di Sergio Auriemma su “Le revisioni degli assetti funzionali ed organizzativi pubblici: alcune risposte alle criticità”.

E mentre l’ispettrice Spinosi si è soffermata sul concetto di competenza, a partire dal suo significato polisemico, ripercorrendone le tappe salienti dal mondo del lavoro a quello dell’istruzione, dalla Conferenza mondiale sull’“Educazione per tutti” del 1990 (Unesco)[1] all’Agenda 2030, il viceprocuratore della Corte dei Conti, Sergio Auriemma, si è avvalso della massima latina Hic Rhodus, hic salta e della favola di Esopo per sostenere che la validità e l’efficacia di una riforma, sia della scuola sia del pubblico impiego, si vedrà sul campo, allo stato dei fatti e al termine di una legislatura, nella capacità di fornire risposte puntuali e concrete ai tanti problemi sul tappeto della pubblica amministrazione italiana.

Una scuola che sceglie le competenze

C’è un pensiero pedagogico dietro il curricolo verticale o si tratta solo di un dispositivo organizzativo, facilitatore della progressione degli apprendimenti? Quanto sono distanti le teorie che riguardano le competenze, e che tutti ben conoscono, dalla faticosa, quotidiana pratica didattica? Si possono tenere unite anche nel secondo grado esperienza e riflessività, ad esempio nell’alternanza scuola-lavoro? Questi e altri interrogativi si sono posti Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi e Nilde Maloni nel corso della seconda sessione, che è entrata nel cuore di alcune questioni, puntando la lente d’ingrandimento su temi generativi, quali:

- la primarietà e secondarietà, intese come modalità specifiche di accesso al conoscere: le parole calde e feconde, i lessici specifici e al tempo stesso necessariamente dialoganti, che caratterizzano ciascun ciclo scolastico, dai 3 ai 19 anni, senza dimenticare lo 0-3 (Cerini);

- il riconoscimento generalizzato del valore delle didattiche attive versus la resistenza al cambiamento e a nuovi e diversi approcci ai saperi, con la consapevolezza che la sfida non si vince da soli, ma con il contributo e la condivisione dell’intero consiglio di classe (Spinosi);

- la reciprocità fra le competenze disciplinari e quelle di cittadinanza; il senso di responsabilità e di autonomia; la solidarietà, l’imprenditorialità, il senso civico e sociale; le competenze informali e non formali; le opportunità e i vincoli dell’alternanza scuola-lavoro (Maloni).

I workshop condotti da Antonia Carlini e Alan Pona hanno ulteriormente approfondito alcuni aspetti legati alle competenze, mettendo rispettivamente a fuoco le dinamiche organizzative e gestionali del curricolo, anche attraverso opportune esemplificazioni metodologiche.

Gli sviluppi del sistema nazionale di valutazione

Alla luce del recente D.Lgs 62/2017 e delle novità da esso introdotte già a partire dal prossimo anno scolastico, il direttore generale dell’Invalsi Paolo Mazzoli ha spiegato, in apertura della terza sessione, alcuni concetti chiave della valutazione di sistema, quali la variabilità fra le classi, il valore aggiunto, i livelli di competenza acquisiti dagli studenti e il concetto di “ancoraggio”. Dati e valori che non appartengono unilateralmente a una valutazione hard, basata su punteggi secchi e dati assoluti, ma presentano diversi risvolti soft, poiché afferiscono all’equità, alla funzione di accompagnamento e di cura, al riconoscimento delle cose che lo studente sa fare, esplicitando sempre in positivo la descrizione del livello raggiunto (scelta già espressa dal modello di certificazione delle competenze nelle scuole del primo ciclo, per il quale si è in attesa di un decreto ministeriale dedicato). Mazzoli è riuscito, con uno stile “colorito” ed “esemplificativo”, ad affrontare concetti statistico-docimologici di una certa complessità. La valutazione, nelle sue declinazioni operative, procedurali, amministrative e comunicative, è stata poi tema dei workshop conclusivi della terza sessione, condotti da Rossella Stornaiuolo e Maria Teresa Stancarone.

Una scuola che pensa al futuro

La quarta ed ultima sessione, dal titolo “Una scuola che pensa al futuro”, si è aperta con l’atteso intervento di Bruno Scuotto, Presidente Fondimpresa e Vice Presidente Piccola Industria Confindustria, che ha parlato di due mondi, scuola e impresa, ancora arroccati nella propria autoreferenzialità, e dove non mancano diffidenze reciproche, nonostante un dato significativo, quello degli studenti in alternanza scuola-lavoro che passano da 250.000 a 1.500.000 e per 400 ore l’anno (200 per i licei).

Scuotto si è soffermato, inoltre, sul valore del lavoro, sulle competenze non solo trasversali ma anche culturali che uno studente dovrebbe possedere al termine del proprio percorso di studi, e soprattutto sulla formazione continua che interpella entrambi i mondi, senza l’antica contrapposizione tra otium e negotium e abbandonando definitivamente quel vecchio slogan perbenista “Prima si studia, poi si lavora”.

La seconda parte della mattinata è stata dedicata alle “novità in vista” delle deleghe attuative della L. 107/2015, con una serie di contributi molto puntuali (Rispoli, Sironi, Di Natale, Seccia, Carlini), che hanno messo in luce punti di forza e criticità di cinque degli otto decreti legislativi, ancora in attesa di piena attuazione. Si è parlato, dunque, di zerosei, disabilità, valutazione, formazione iniziale, istruzione professionale.

E mentre per tutti l’appuntamento è per l’edizione estiva 2018, nel frattempo gli organizzatori sono già a lavoro per l’ormai consueto appuntamento autunnale a Scanno (AQ).

Angelo Prontera e Lorella Zauli

[1] In occasione della Conferenza mondiale sull’“Educazione per tutti” dell’Unesco (Thailandia, 1990) è stato fondato il movimento Education for All (EFA); si è riconosciuta la necessità di promuovere in misura concreta l’accesso all’educazione e la riduzione massiccia dell’analfabetismo nel mondo, entro la fine del decennio.

Le ultime dieci edizioni della Summer School di Ischia

Anno Tematica Relatori/interventi
2017
(23-25 luglio)
Una scuola per le competenze
Nel sistema, nell’organizzazione, nelle professionalità
Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Paolo Mazzoli, Alan Pona, Guglielmo Rispoli, Bruno Scuotto, Rosa Seccia, Mario Sironi, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rossella Stornaiuolo
2016
(18-20 luglio)
Una buona scuola che funzioni
Valorizzare le risorse e le professionalità
Annamaria Ajello, Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Daniele Barca, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Mario Dutto, Davide Faraone, Lena Gissi, Mario Guglietti, Damiano Previtali, Francesco Scrima, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone
2015
(19-21 luglio)
Verso nuovi scenari…
Ma cosa succederà adesso?
Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Mario Castoldi, Giancarlo Cerini, Mario G. Dutto, Susanna Granello, Mario Guglietti, Damiano Previtali, Marco Renzi, Guglielmo Rispoli, Alessandra Silvestri, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone
2014
(27-29 luglio)
Innovazione, merito, equità
Cantieri aperti per la professionalità e la valutazione
Sergio Auriemma, Lucio Benincasa, Luigi Berlinguer, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Giovanni Faverin, Giuseppe Fioroni, Stefania Giannini, Stefania Giovanetti, Susanna Granello, Luisa Grion, Mario Guglietti, Damiano Previtali, Marco Renzi, Angelo Rughetti, Francesco Scrima, Alessandra Silvestri, Mariella Spinosi, Elena Ugolini
2013
(24-27 luglio)
L’innovazione siamo noi. Start up!
Le reti della buona scuola
Graziella Ansaldi, Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Antonella Baldini, Daniele Barca, Lucio Benincasa, Giovanna Boda, Roberto Bondi, Pietro Boscolo, Mario Castoldi, Emilia Catastini, Giancarlo Cerini, Luciano Covi, Silvana Di Costanzo, Maurizio Gentile, Stefania Giovanetti, Salvatore Giuliano, Mario Guglietti, Vito Infante, Umberto La Rosa, Bruna Laudi, Ivanhoe Lo Bello, Daniela Michetti, Marco Orsi, Angelo Paletta, Daniela Pampaloni, Carlo Petracca, Damiano Previtali, Marco Renzi, Francesco Scrima, Paolo Sestito, Alessandra Silvestri, Mariella Spinosi, Carmelo Stornello
2012
(23-26 luglio)
Verso una smart school
Una scuola migliore per un Paese migliore
Alessia Auriemma, Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Vincenzo Boccia, Antonia Carlini, Giuseppe Catalano, Giancarlo Cerini, Mario G. Dutto, Susanna Granello, Mario Guglietti, Cinzia Olivieri, Salvatore Pace, Angelo Paletta, Carlo Petracca, Damiano Previtali, Guglielmo Rispoli, Rossella Schietroma, Francesco Scrima, Michele Sorge, Mariella Spinosi, Lucrezia Stellacci
2011
(24-28 luglio)
Dalla parte della scuola
Idee e strumenti per "governare" il cambiamento
Franco Asciutti, Alessia Auriemma, Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Mariangela Bastico, Marina Bertiglia, Vincenzo Boccia, Max Bruschi, Giancarlo Cappello, Giancarlo Cerini, Luciano Chiappetta, Dino Cristanini, Nicola D'Amico, Alberto De Toni, Gioia Di Cristofaro Longo, Mario G. Dutto, Claudio Gentili, Susanna Granello, Mario Guglietti, Cinzia Mion, Salvatore Pace, Angelo Paletta, Carlo Petracca, Annamaria Poggi, Damiano Previtali, Giancarlo Sacchi, Francesco Scrima, Mariella Spinosi, Ivana Summa, Maurizio Tiriticco
2010
(18-22 luglio)
Guardare avanti
Vivere da professionisti nei nuovi scenari della scuola che cambia
Anna Armone, Alessia Auriemma, Sergio Auriemma, Massimo Baldacci, Marina Bertiglia, Pasquale Capo, Giancarlo Cappello, Giancarlo Cerini, Dino Cristanini, Massimo Di Menna, Paolo Ferratini, Giuseppe Fioroni, Susanna Granello, Mario Guglietti, Giuseppe O. Longo, Maria Grazia Nardiello, Marco Paolo Nigi, Domenico Pantaleo, Carlo Petracca, Giuseppe Pizza, Damiano Previtali, Giorgio Rembado, Roberto Ricci, Francesco Scrima, Mariella Spinosi, Ivana Summa, Maurizio Tiriticco, Giovanni Vinciguerra
2009
(27-29 luglio)
Autonomia, Curricolo e Competenze, Professionalità, Valutazione
Le sfide che ritornano. Strumenti e strategie per governare il cambiamento
Luciana Astolfi, Sergio Auriemma, Massimo Baldacci, Emanuele Barbieri, Giancarlo Cappello, Giancarlo Cerini, Piero Cipollone, Gaetano Domenici, Franco Frabboni, Susanna Granello, Mario Guglietti, Silvana Loiero, Laura Paolucci, Carlo Petracca, Damiano Previtali, Armando Rossini, Mariella Spinosi
2008
(28-30 luglio)
Gestire scuole efficaci
Da manager a leader
Sergio Auriemma, Massimo Baldacci, Giancarlo Cerini, Lucia Dal Pino, Gaetano Domenici, Mario G. Dutto, Franco Frabboni, Ida Francioni, Susanna Granello, Mario Guglietti, Silvana Loiero, Salvatore Pace, Damiano Previtali, Mariella Spinosi

Esami di Stato: sessione straordinaria

Con apposito decreto il Miur ha fissato i tempi e le modalità di effettuazione degli esami di Stato nella sessione straordinaria, riservata ai candidati che non hanno potuto sostenere o completare le prove nella sessione suppletiva o, comunque, prima del termine di chiusura dei lavori delle commissioni.

La sessione straordinaria degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d'istruzione secondaria di secondo grado, per l'anno scolastico 2016/2017, si svolge secondo il seguente diario, stabilito con decreto 7 luglio 2017 n. 487:

  • prima prova: mercoledì 20 settembre 2017;
  • seconda prova: giovedì 21 settembre 2017 e, per i licei artistici, musicali e coreutici, con prosecuzione secondo i tempi e le modalità fissati per la sessione ordinaria;
  • terza prova: lunedì 25 settembre 2017, secondo i tempi previsti per la sessione ordinaria; per i licei artistici, licei musicali e coreutici, la terza prova scritta si svolge al termine della seconda prova scritta;
  • quarta prova: mercoledì 27 settembre 2017;
  • colloqui: dopo la correzione e la valutazione degli elaborati delle prove scritte e pubblicazione degli esiti degli scritti.

Per i candidati che non devono sostenere le prime due prove scritte, la terza prova è fissata per mercoledì 20 settembre 2017. Per i candidati che non devono sostenere alcuna prova scritta, il colloquio ha luogo mercoledì 20 settembre 2017.

I Dirigenti scolastici degli istituti sedi d'esame per la sezione straordinaria danno comunicazione scritta ai candidati interessati circa le date di svolgimento delle prove. Le commissioni, nella stessa composizione in cui hanno operato nella sessione ordinaria, si insediano lunedì 18 settembre 2017.

Ricordiamo che i candidati che sostengono le prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale per l’anno accademico 2017/2018 devono essere ammessi con riserva a dette prove, qualora non abbiano ancora conseguito il diploma di superamento dell’esame di Stato in quanto ammessi a sostenere gli esami nella sessione straordinaria.


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Trasferimenti personale AFAM

Pubblicati da parte del Miur gli esiti delle operazioni di mobilità relative al personale docente e ATA delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

Con decreto 28 luglio 2017 n. 1893 il Miur trasmette gli elenchi nominativi dei trasferimenti del personale docente, tecnico e amministrativo delle Accademie, dei Conservatori di musica, e del personale tecnico e amministrativo degli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche per l’anno accademico 2017/2018.

Dalla data di pubblicazione del provvedimento, i trasferimenti disposti sono impugnabili dinanzi al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro.

Consulta gli elenchi:


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Istruzione tecnica e professionale: verso la revisione dei regolamenti

Via libera in Consiglio dei Ministri alla revisione dei regolamenti di riordino dell’istruzione tecnica e professionale approvati nel 2010, resasi necessaria a seguito di una pronuncia del Tar del Lazio che ha annullato parte dei provvedimenti.

Con un comunicato stampa del 21 luglio scorso il Miur rende noto il via libera definitivo in Consiglio dei Ministri alla revisione dei due regolamenti di riordino dell’istruzione tecnica e professionale approvati nel 2010.

L’intervento è stato necessario a seguito di una pronuncia del Tar del Lazio dell’8 aprile del 2013 che ha annullato parte dei i regolamenti n. 87 (istruzione professionale) e n. 88 (istruzione tecnica) del 2010, perché incompleti: mancavano le motivazioni a sostegno della revisione del quadro orario dei percorsi di studio.

Con la revisione si integrano le norme, rendendole più chiare e ottemperando a quanto richiesto dai giudici amministrativi. Nel frattempo, il Miur sta predisponendo il nuovo Regolamento per l’istruzione professionale previsto dal d.lgs. n. 61/2017, uno degli otto decreti attuativi della legge 107/2015.

Il provvedimento darà una più chiara identità agli istituti professionali, innovando e rendendo più flessibile l’offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e mettendo ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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