Scuola7 28 agosto 2017, n. 55

Scuola7

la settimana scolastica

28 agosto 2017, n. 55


In questo numero parliamo di:

Se 24 crediti vi sembran pochi... (R. Calienno)

Decreto Inclusione (DM 66/2017) ai nastri di partenza? (R. Stornaiuolo)

Una scuola da vaccinare (A. Prontera)

La 517/1977, una legge politicamente scorretta ha cambiato la storia (L. Rondanini)

Personale tutor per scienze della formazione primaria

Reclutamento docenti: come acquisire i crediti

Calendario scolastico 2017/18

Nuove norme sui vaccini: le istruzioni

Assunzioni personale educativo a.s. 2017/18


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diSe 24 crediti vi sembran pochi...
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Se 24 crediti vi sembran pochi…

Come accedere ai nuovi percorsi di formazione e reclutamento dei docenti della scuola secondaria

Roberto CALIENNO

Dal TFA alla Formazione Iniziale e Tirocinio (FIT)

Il D.P.R. n. 19 del 14 febbraio 2016 contiene disposizioni per la razionalizzazione e l’accorpamento delle classi di concorso dei docenti di scuola secondaria, mentre rimanda a successivi decreti l’organizzazione di percorsi abilitanti denominati FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio), della durata di 3 anni, a numero chiuso e retribuiti, che vanno a sostituire definitivamente il TFA (Tirocinio Formativo Attivo) e i concorsi per l’abilitazione all’insegnamento.

L’accesso all’insegnamento risulterà così molto più definito e limitato. Infatti la norma dovrebbe consentire a tutti coloro che portano a termine tale percorso di diventare docenti di ruolo, evitando un’inaccettabile ed eccessiva condizione di precariato.

Il Ministero prevede di poter far partire tali concorsi già nel 2018, ma in questa fase iniziale i posti verosimilmente saranno limitati, poiché sarà necessario tenere in considerazione che nel 2020-21, a conclusione del triennio del primo FIT, ci saranno ancora da assorbire molti docenti presenti nelle graduatorie a esaurimento, i vincitori del concorso del 2016, e tutti quei docenti per i quali, nel corso del tempo, non sono stati previsti percorsi abilitanti.

La necessità di regolamentare l’accesso alle nuove procedure concorsuali, previste nel 2018, di tutti coloro i quali sono in possesso di un titolo di studio valido, ha reso indispensabile l’emanazione del D.M. 10 agosto 2017 n. 616, che ha come presupposto l’urgenza di dover individuare come possono essere acquisiti i 24 crediti che costituiscono requisito di accesso ai concorsi.

I requisiti per accedere al nuovo concorso (FIT)

Il recente decreto attuativo della Buona Scuola (D.Lgs. 59/2017, art. 5 comma 1) su "Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria”, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 107/2015, ha richiesto come requisiti per il concorso 2018 per l’accesso al ruolo docente il possesso di due certificazioni:

  • laurea magistrale o a ciclo unico, diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equiparato;
  • 24 Cfu/Cfa in discipline antropo-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche.

I contenuti del D.M. 616/2017 costituiscono una prima attuazione del percorso verticale unitario di formazione dei docenti, limitato alla scuola secondaria di primo e secondo ciclo.

Cosa prevede il Decreto sui crediti (D.M. 616/2017)

Il Decreto Ministeriale n. 616 del 10.08.2017, ai fini della partecipazione dei laureati e dei laureandi non abilitati e degli insegnanti tecnico-pratici ai prossimi concorsi a cattedra per la scuola secondaria, che dovrebbero essere banditi nel 2018, definisce:

  1. i settori scientifico disciplinari nei quali è necessario acquisire i 24 Crediti universitari e/o accademici;
  2. gli obiettivi formativi;
  3. le modalità organizzative;
  4. gli eventuali costi a carico degli interessati.

Gli ambiti ed i settori scientifico-disciplinari nei quali è necessario acquisire i 24 Crediti universitari e/o accademici sono i seguenti:

Ambito disciplinare

Settori scientifico-disciplinari

Pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione

M-PED (tutti i settori), CODD/04, ABST/59, ADPP/01. Inoltre, in relazione alle varie classi di concorso, sono utili: ISME/01, ISME/02, ISDC/05 a patto che sia certificata la loro declinazione nei termini della pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione per gli insegnamenti compresi nelle stesse classi di concorso, in coerenza con gli obiettivi formativi indicati nell’Allegato A al D.M. 66.

Psicologia

M-PSI (tutti i settori), CODD/04, ABST/58, ISSU/03, ISME/03, ISDC/01. Inoltre, in relazione alle varie classi di concorso, è utile ADPP/01, a patto che sia certificata la sua declinazione nei termini della psicologia per gli insegnamenti compresi nelle stesse classi di concorso, in coerenza con gli obiettivi formativi indicati nell’Allegato A al D.M. 66 e, al tempo stesso, non sia stato considerato utile per l’ambito sopra riportato.

Antropologia

M-DEA/01, M-FIL/03, ABST/55. Inoltre, in relazione alle varie classi di concorso, sono utili: ART/08 CODD/06, ISSU/01, ISSU/02, ADEA/01, ADEA/03, ADEA/04, a patto che sia certificata la loro declinazione nei termini della antropologia per gli insegnamenti compresi nelle stesse classi di concorso, in coerenza con gli obiettivi formativi indicati nell’Allegato A al D.M. 66.

Metodologie
e tecnologie didattiche

M-PED03, M-PED04. Inoltre, in relazione alle varie classi di concorso, sono utili: MAT/04, FIS/08, L-LIN/02, M-EDF/02, CODD/04, ABST/59, ADES/01, nonché tutte le attività formative afferenti ai settori indicati negli allegati B e C al D.M., a patto che sia certificata la loro declinazione nei termini delle Metodologie e tecnologie didattiche per gli insegnamenti compresi nelle stesse classi di concorso, in coerenza con gli obiettivi formativi indicati nell’Allegato A al D.M. 66.

Dei 24 crediti, 18 vanno acquisiti nella misura di almeno 6 in tre dei sopra riportati ambiti disciplinari. Gli obiettivi formativi relativi ai 24 CFU/CFA sono declinati distintamente per i 4 ambiti disciplinari nell’allegato A; i relativi contenuti, così come le attività formative, vengono dettagliati, per ciascuna classe di concorso, nell’allegato B e nell’allegato C (area degli insegnamenti artistici, musicali e coreutici).

Come possono essere conseguiti i crediti formativi universitari e accademici

Il D.M. 616/2017 definisce chiaramente le modalità organizzative per il conseguimento dei CFU/CFA. In particolare i crediti possono essere alternativamente conseguiti in:

  • forma curricolare: crediti corrispondenti ad attività formative inserite nel piano di studi del corso di laurea o laurea magistrale ovvero di I e II livello dell’interessato;
  • forma aggiuntiva: crediti corrispondenti ad attività formative svolte in forma aggiuntiva rispetto a quelle previste dal piano di studi del corso di laurea o laurea magistrale ovvero di I e II livello dell’interessato;
  • forma extra curricolare: crediti conseguiti da chi è già laureato, quindi in seguito ad attività formative svolte presso istituzioni universitarie o accademiche senza essere iscritti ad un corso di studi.

I percorsi formativi, finalizzati all’acquisizione dei suddetti crediti, sono organizzati da Università e Accademie anche in convenzione tra loro, e possono essere organizzati anche in maniera distinta per classi di concorso o gruppi delle stesse.

I crediti in forma aggiuntiva o extra curricolare non possono essere conseguiti presso enti esterni al sistema universitario o Afam, anche se in convezione con essi. È da evidenziare, inoltre, che dei 24 CFU soltanto 12 possono essere acquisiti in modalità telematica, e che sono riconosciuti tutti i crediti già acquisiti nel normale percorso accademico, con esami aggiuntivi, attraverso Master di I e II livello e durante il Dottorato di ricerca o le scuole di specializzazione afferenti ai settori scientifico-disciplinari indicati nel Decreto (e negli allegati A, B e C).

Infine il D.M. 616/2017 chiarisce che il conseguimento dei crediti in forma extra curricolare, presso Università e Accademie Statali, può avere un costo massimo di 500 euro, riducibili in proporzione in base al reddito ed al numero di crediti da acquisire.

La fase transitoria

Il Decreto precisa che, in fase transitoria, i docenti appartenenti alle seguenti categorie, se vorranno partecipare alle procedure concorsuali, non saranno interessati all’acquisizione dei 24 CFU/CFA:

  • docenti abilitati che, previa valutazione di una prova orale non selettiva, saranno inclusi in una graduatoria di merito regionale ad esaurimento, finalizzata alle assunzioni in ruolo (dopo l’esaurimento di GAE e GM del concorso 2016);
  • docenti, anche non abilitati, con almeno 3 anni di servizio (di almeno 180 giorni), che potranno partecipare ad una sessione riservata del concorso (con una prova scritta in meno e una riserva di posti) per le classi di concorso nelle quali hanno maturato almeno un anno scolastico di servizio;
  • docenti che accedono alle classi di concorso degli ITP (tabella B), fino al 2024/2025.

In questo modo viene di fatto riconosciuta l’eventuale esperienza già maturata.

Scheda Tecnica redazionale

Settori scientifico-disciplinari nei quali è necessario acquisire i 24 Crediti universitari e/o accademici

a) Pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell'inclusione

b) Psicologia

c) Antropologia

d) Metodologie e tecnologie didattiche

Obiettivi formativi relativi ai 24 CFU/CFA

Declinati distintamente per i 4 ambiti disciplinari nell’allegato A; i relativi contenuti, così come le attività formative, vengono dettagliati, per ciascuna classe di concorso, nell’allegato B e nell’allegato C (area degli insegnamenti artistici, musicali e coreutici)

Modalità organizzative

A. I crediti possono essere alternativamente conseguiti in:

• forma curricolare: crediti corrispondenti ad attività formative inserite nel piano di studi del corso di laurea o laurea magistrale ovvero di I e II livello dell’interessato;

• forma aggiuntiva: crediti corrispondenti ad attività formative svolte in forma aggiuntiva rispetto a quelle previste dal piano di studi del corso di laurea o laurea magistrale ovvero di I e II livello dell’interessato;

• forma extra curricolare: crediti conseguiti da chi è già laureato, quindi in seguito ad attività formative svolte presso istituzioni universitarie o accademiche senza essere iscritti ad un corso di studi.

B. I percorsi formativi, finalizzati all’acquisizione dei suddetti crediti, sono organizzati da Università e Accademie anche in convenzione tra loro.

C. I percorsi possono essere organizzati anche in maniera distinta per classi di concorso o gruppi delle stesse.

D. I crediti in forma aggiuntiva o extra curricolare non possono essere conseguiti presso enti esterni al sistema universitario o Afam, anche se in convezione con essi.

E. Dei 24 CFU soltanto 12 possono essere acquisiti in modalità telematica.

F. Sono riconosciuti tutti i crediti già acquisiti afferenti ai settori scientifico-disciplinari indicati nel Decreto nel normale percorso accademico, con esami aggiuntivi, attraverso Master di I e II livello e durante il Dottorato di ricerca o le scuole di specializzazione.

Eventuali costi a carico degli interessati

Il conseguimento dei crediti in forma extracurricolare, presso Università e Accademie statali, può avere un costo massimo di 500 euro, riducibili in proporzione in base al reddito ed al numero di crediti da acquisire. Laureande e laureandi potranno acquisirli gratuitamente.

 

Roberto Calienno

Decreto Inclusione (DM 66/2017) ai nastri di partenza?

Rosa STORNAIUOLO

Cosa cambia da settembre 2017 per l’inclusione?

Per effetto delle norme introdotte dai decreti legislativi approvati ai sensi della Legge 107 del 2015, sarà opportuno che, sin dagli inizi di settembre, i Collegi dei docenti siano impegnati in specifici momenti di analisi e riflessione sulle novità introdotte in vista delle scelte educative, didattiche ed inclusive che la scuola adotterà.

A tal proposito, particolare attenzione merita l’area dell’inclusione scolastica che, a seguito dell’approvazione del decreto 17 aprile 2017 n. 66, si arricchisce di nuove disposizioni.

Cosa cambierà concretamente dal prossimo anno scolastico? Il decreto riuscirà veramente a concretizzare il suo pregnante articolo 1? Nei principi, infatti, si afferma che l'inclusione scolastica «si realizza attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno, nel rispetto del diritto all'autodeterminazione e all'accomodamento ragionevole, nella prospettiva della migliore qualità di vita»; si dice che l’inclusione si realizza nella «definizione e la condivisione del progetto individuale fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio», e si esplicita che «è impegno fondamentale di tutte le componenti della comunità scolastica». Il decreto inoltre «promuove la partecipazione della famiglia, nonché delle associazioni di riferimento, quali interlocutori dei processi di inclusione scolastica e sociale».

Sarà, pertanto, necessario riflettere sulla predisposizione del PEI di cui all’art. 12 della legge 104 del 1994, modificato dall’art. 7 del D.lgs. 66/2017, sul Piano per l’inclusione (art. 8), sul ruolo assegnato ai GLI (Gruppi di Lavoro per l’Inclusione) a livello di istituzione scolastica (art. 9), sulle attività di formazione in servizio per il personale della scuola (art. 13) e sull’utilizzo delle risorse umane, per favorire il processo di inclusione scolastica, (art. 14); sulla rispondenza, infine, delle azioni implementate ai criteri di valutazione della qualità dei processi attivati (art. 4).

Breve viaggio all’interno del Decreto Legislativo 66/2017

Analizziamo insieme i tratti salienti del succitato decreto.

a) Valutazione dell’inclusione scolastica (art.4)

Le scuole saranno valutate anche sulla base della qualità del livello inclusivo implementato attraverso le scelte esplicitate nel PTOF e concretizzate nel Piano per l’Inclusione, i percorsi di personalizzazione, individualizzazione e differenziazione realizzati, il coinvolgimento dei diversi soggetti interessati, la formazione e lo sviluppo delle competenze professionali, la condivisione delle scelte valutative, l’accessibilità e la fruibilità delle risorse strumentali e didattiche. I suindicati criteri sono il punto di partenza per l’INVALSI al fine di definire gli indicatori di valutazione della qualità inclusiva di una scuola, sentito anche l’Osservatorio permanente.

Ogni singolo criterio costituisce uno spazio di azione per intervenire e modificare le prassi già in uso.

b) Accertamento disabilità e certificazione (art. 5)

La domanda per l’accertamento della disabilità viene presentata all’INPS; la commissione medica si pronuncia entro 30 giorni dalla presentazione della domanda.

c) Documentazione per l’inclusione (artt. 5-6-7)

Successivamente all’accertamento della condizione di disabilità, viene redatto il profilo di funzionamento, propedeutico al progetto individuale ed al Piano Educativo Individualizzato.

Il profilo di funzionamento è redatto, secondo i principi dell’ICF, dalla commissione ASL con la collaborazione della famiglia e di un rappresentante dell’amministrazione scolastica (preferibilmente un docente della scuola frequentata) ed aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, nonché in presenza di nuove condizioni personali.

Il progetto individuale è redatto dall’Ente locale competente in seguito a richiesta, e con la collaborazione dei genitori o delle figure che ne esercitano la responsabilità e della scuola. Il Profilo di funzionamento costituisce il riferimento essenziale per la progettazione.

Il Piano Educativo Individualizzato è elaborato e approvato dai docenti contitolari/dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori e delle figure che ne esercitano la responsabilità, delle figure professionali interne ed esterne coinvolte nell’intervento, con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare. La certificazione ed il profilo di funzionamento costituiscono il riferimento essenziale per la progettazione.

d) Piano per l’inclusione della scuola (art. 8)

Questo importante documento è predisposto nell’ambito della definizione del Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF) e indica le scelte della scuola per l’utilizzo efficace delle risorse per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica.

e) Gruppi per l’inclusione (art. 9)

Presso ogni Ufficio scolastico è istituito il Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale (GLIR), con compiti di consulenza e supporto alle attività di inclusione scolastica.

Per ciascun ambito territoriale è istituito il Gruppo per l’Inclusione Territoriale (GIT), che riceve dai dirigenti scolastici le proposte di quantificazione oraria delle risorse di sostegno didattico e formula la relativa proposta all’USR.

Presso ogni istituzione scolastica è istituito il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI), nominato e presieduto dal dirigente scolastico e composto da docenti di sostegno, curricolari ed eventualmente dal personale ATA, nonché da specialisti dell’ASL.

In occasione della definizione ed attuazione del Piano di Inclusione, il GLI si avvale della consulenza di genitori, studenti ed Associazioni del settore.

Il Miur indicherà modalità per l’individuazione di “scuole polo” a supporto delle iniziative di sperimentazione di metodologie inclusive.

f) Nuova procedura di richiesta assegnazione delle risorse per il sostegno didattico (art. 10)

La quantificazione delle risorse per il sostegno didattico viene proposta al GIT (Gruppo per l’Inclusione Territoriale) dal dirigente scolastico, sentito il Gruppo di lavoro per l’Inclusione (GLI) e sulla base dei singoli PEI.

Il GIT, sulla base del Piano per l’Inclusione, dei Profili di funzionamento, dei Piani Educativi Individualizzati, dei progetti individuali trasmessi, verifica la quantificazione delle risorse e formula una proposta all’USR, che assegna le risorse nell’ambito dell’organico dell’autonomia.

g) Sezioni per il sostegno didattico (art. 11)

Per ciascun grado di istruzione sono istituite le sezioni dei docenti per il sostegno didattico.

h) Formazione iniziale insegnanti di sostegno (art. 12)

La specializzazione per le attività di sostegno per la scuola dell’infanzia e primaria si consegue mediante specifico corso annuale, attivato presso le università, organizzato a livello nazionale, a cui si accede previo superamento di una prova e se in possesso di laurea in scienze della formazione primaria, nonché di 60 CFU relativi alla didattica inclusiva.

i) Formazione in servizio del personale (art. 13)

Le scuole, nell’ambito del piano di formazione inserito nel PTOF, individuano le attività formative rivolte ai docenti – in particolare a quelli delle classi in cui sono presenti alunni con disabilità – e al personale ATA .

j) Continuità del processo educativo e didattico (art. 14)

La continuità del processo educativo e didattico è garantita dal personale della scuola, dal Piano per l’Inclusione e dal PEI.

Allo scopo di valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del Piano annuale di inclusione, il dirigente scolastico può proporre ai docenti dell’organico dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in possesso della specializzazione, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 1, commi 5 e 79, della legge 13 luglio del 2015, n. 107.

Il dirigente scolastico, per garantire la continuità dell’intervento, può altresì proporre ai docenti con contratto a tempo determinato ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo.

k) Osservatorio permanente (art. 15)

Presso il Miur è istituito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica con compiti di proposta, parere, consulenza e monitoraggio.

La tempistica relativa ai nuovi adempimenti

Di seguito la tempistica relativa ai nuovi adempimenti, così come da nota Miur 4 agosto 2017 prot. n. 1553 “Chiarimenti in merito alla decorrenza dei termini di applicazione delle indicazioni del D.L.Vo n. 66/2017”.

Adempimenti

Tempistica

Nuove disposizioni relative a GLIR (Gruppo di lavoro interistituzionale regionale) e GLI (Gruppo di lavoro per l’inclusione a livello di istituzione scolastica)

01/09/2017

Nuove disposizioni relative all’Osservatorio permanente per l'inclusione scolastica

01/09/2017

Nuove disposizioni relative al GIT

01/01/2019

Nuove disposizioni relative a procedure di certificazione

01/01/2019

Nuove disposizioni relative a profilo di funzionamento che ricomprenderà la diagnosi funzionale ed il profilo dinamico funzionale

01/01/2019

Nuove disposizioni relative alla documentazione per l’inclusione scolastica ed il conseguente Progetto individuale e Piano Educativo Individualizzato

01/01/2019

Nuove procedura di richiesta assegnazione delle risorse per il sostegno didattico

01/01/2019

Nuove disposizioni relative alle modalità di elaborazione ed approvazione del Piano educativo individualizzato

01/09/2019

In presenza di alunni disabili le classi non devono, di norma, superare il numero di 20 alunni, così come precisato dalla successiva nota Miur 8 agosto 2017 prot. n. 1557.

Decreto legislativo 66/2017: luci ed ombre

Sicuramente da apprezzare, nel nuovo decreto sull’inclusione, sono il tentativo di mettere a sistema le pratiche inclusive già in atto nelle scuole, la valorizzazione dell’approccio bio-psico-sociale previsto dall’I.C.F. come paradigma per costruire il profilo di funzionamento dell’alunno, e la centralità acquisita dal progetto inclusivo della scuola, che diviene parte integrante nella valutazione di sistema.

Per quanto riguarda le ombre, le “sezioni per il sostegno” sottolineano la divisione fra i docenti specializzati e quelli curricolari, come se l’alunno stesse in classe solo con i primi. Pure la continuità è pensata solo per il docente specializzato a tempo determinato, come se l’inclusione derivasse dalla relazione dell’alunno con un unico insegnante, disgregandone i veri principi.

Sarebbe stato opportuno prevedere una formazione obbligatoria per tutto il corpo docente, evitando così di rischiare di separare le carriere e legittimare la delega, così come viene garantita una migliore continuità se il Consiglio di classe è stabile e predispone un’efficace progettazione educativo-didattica.

La vera inclusione si realizza solo se ogni docente può trovare in ciascun collega una risorsa con cui condividere un progetto inclusivo, e ciò è possibile attraverso una formazione specifica, generalizzata e di qualità.

Inoltre, se l’inclusione scolastica deve rispondere ai diversi bisogni educativi, qual è il senso di un decreto specifico rivolto unicamente agli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992?

In altre parole l’inclusione viene annunciata come architrave dell’identità educativa, didattica, progettuale di una scuola e parte integrante del sistema di valutazione, ma nei fatti manca del necessario respiro culturale e politico, riducendosi alle tradizionali garanzie, che talvolta non trovano neppure traduzioni operative chiare.

Sicuramente ci aspetta un periodo di vivace e produttiva analisi e riflessione, per far sì che la norma sia funzionale alla creazione di ambienti ed occasioni di apprendimento realmente inclusivi…

Rosa Stornaiuolo

Personale tutor per scienze della formazione primaria

Definito il contingente del personale da utilizzare con funzione di tutor presso i corsi universitari di scienze della formazione primaria. Gli UU.SS.RR. procedono all’emanazione dei relativi decreti di esonero totale o parziale con decorrenza dal 1° settembre 2017.

Con nota 24 agosto 2017, prot. n. 36708 il Miur trasmette il decreto 23 agosto 2017 n. 638, che proroga per l'anno scolastico 2017/18 il contingente assegnato agli atenei per lo svolgimento di funzioni tutoriali presso i corsi di laurea di scienze della formazione primaria. Il limite massimo di utilizzazioni è confermato nella misura di 356 esoneri complessivi, comprensivi degli esoneri totali per i tutor organizzatori e di quelli parziali al 50% dell’orario di insegnamento per i tutor coordinatori.

Gli UU.SS.RR. effettueranno un’attenta ricognizione del reale fabbisogno dei singoli atenei per procedere, previa interlocuzione con questi ultimi, all’eventuale redistribuzione presso gli atenei dei contingenti assegnati, nei limiti dei contingenti regionali previsti, come da tabella allegata alla suddetta nota.

I responsabili dei corsi sono tenuti a comunicare tempestivamente i nominativi del personale tutor. Le procedure di selezione ovvero conferma del personale si concluderanno in tempo utile per consentire agli UU.SS.RR. l’emanazione dei relativi decreti di esonero con decorrenza dal 1° settembre 2017, al fine di garantire l’eventuale e pronta copertura dei relativi posti, attraverso una corretta programmazione dell’impiego delle risorse dell’organico dell’autonomia.

Ai tutor dei percorsi di formazione iniziale triennale per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado sarà destinata la quota restante delle 771 unità complessive di esonero totale. In merito verranno fornite successive indicazioni, a seguito dell’attuazione del D.lgs 59/2017.


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Reclutamento docenti: come acquisire i crediti

Il D.Lgs. 59/2017, attuativo della Buona Scuola in materia di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria, prevede che i laureati non abilitati debbano avere 24 crediti formativi nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e didattiche. Il Miur ha emanato il provvedimento che illustra le modalità di acquisizione dei crediti.

Il decreto Miur 10 agosto 2017, n. 616 illustra le modalità di acquisizione dei crediti formativi universitari o accademici (Cfu/Cfa) necessari ai laureati non abilitati all’insegnamento per poter partecipare al prossimo concorso per l’ingresso nella scuola secondaria che sarà bandito nel 2018 in base alle nuove regole previste dal D.Lgs. 59/2017, attuativo della Buona Scuola.

È previsto che i candidati debbano avere nel curriculum di studi 24 crediti formativi universitari o accademici (acquisiti in forma curricolare, aggiuntiva o extra curricolare) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle materie didattiche. Il decreto indica i settori scientifico-disciplinari all’interno dei quali possono essere acquisiti i crediti, quali obiettivi formativi debbano conseguire gli studenti affinché i relativi esami siano considerati validi per il conseguimento dei crediti stessi.

Il decreto illustra come verificare, e se necessario integrare, i propri crediti formativi. I costi da affrontare vengono fortemente calmierati, in accordo con Università e istituzioni AFAM: chi sta per conseguire la laurea potrà effettuare gli eventuali esami aggiuntivi gratuitamente, mentre chi è già laureato potrà farlo pagando al massimo 500 euro, che saranno ridotti in proporzione al reddito e al numero di crediti da conseguire.

I crediti potranno essere acquisiti esclusivamente presso enti interni al sistema universitario o dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica. Si potranno acquisire per modalità telematica un massimo di 12 crediti. Potranno essere riconosciuti anche i crediti conseguiti nell’ambito di Master, Dottorati di ricerca, Scuole di specializzazione.

In fase di prima attuazione il numero degli esami riconoscibili per i 24 cfu presso i diversi settori scientifico-disciplinari è stato molto ampliato. La fase transitoria guarda anche a chi già insegna da tempo: il requisito del possesso dei 24 crediti non è previsto per la partecipazione ai concorsi che riguarderanno i docenti già abilitati e quelli che, pur non essendolo, hanno comunque maturato almeno tre anni di servizio come supplenti.


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Calendario scolastico 2017/18

Pubblicata da parte del Miur l'ordinanza che trasmette il calendario nazionale delle fe-stività e degli esami, e i calendari scolastici regionali per il prossimo anno scolastico 2017/2018.

L'ordinanza 1 agosto 2017, prot. n. 533 fissa il calendario delle festività e degli esami per l'anno scolastico 2017/2018.

 

Esame di Stato I ciclo

Si svolge nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2018, secondo i calendari definiti dalle singole commissioni.

Si compone di:

  • una prova scritta di italiano o della lingua nella quale si svolge l’insegnamento;
  • una prova scritta relativa alle competenze logico matematiche;
  • una prova scritta articolata in una sezione per ciascuna delle lingue straniere studiate;
  • un colloquio.

 

Esame di Stato II ciclo

La prima prova scritta si svolge il giorno 20 giugno 2018 alle ore 8.30. La prima prova scritta suppletiva verrà svolta il giorno 4 luglio 2018 alle ore 8.30.

 

Istruzione degli adulti

L'esame di Stato conclusivo del primo periodo didattico dei percorsi di I livello per gli studenti iscritti e frequentanti i Centri Provinciali per l'istruzione degli adulti si effettua in via ordinaria al termine dell'anno scolastico secondo il calendario stabilito dal dirigente scolastico, sentito il collegio dei docenti.

Per i candidati per i quali il patto formativo individuale prevede un percorso di studio personalizzato tale da concludersi entro il mese di febbraio 2018, è prevista la possibilità di svolgere l'esame di Stato entro il 31 marzo; a tal fine, il suddetto patto formativo individuale va trasmesso all'USR competente contestualmente alla richiesta di attivazione della sessione straordinaria.

L'esame di Stato conclusivo dei percorsi di secondo livello per gli alunni iscritti e frequentanti i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti inizia con la prima prova scritta, che si svolge nella medesima data del 20 giugno fissata per l'esame di Stato II ciclo.

 

Calendario delle festività

  • tutte le domeniche;
  • il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
  • l'8 dicembre, Immacolata Concezione;
  • il 25 dicembre, Natale;
  • il 26 dicembre;
  • il 1° gennaio, Capodanno;
  • il 6 gennaio, Epifania;
  • il giorno di lunedì dopo Pasqua;
  • il 25 aprile, Anniversario della Liberazione;
  • il 1° maggio, festa del Lavoro;
  • il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
  • la festa del Santo Patrono

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Una bussola per le deleghe

I nuovi decreti legislativi

Le otto deleghe attuative della Buona scuola riguardano aspetti rilevanti del nostro sistema di istruzione: per comprendere i nuovi scenari che si vanno a delineare, Tecnodid propone “Una bussola per le deleghe” (a cura di Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi - pp. 256, ed. giugno 2017, euro 22,00).

Il volume contiene i testi integrali degli otto decreti legislativi, corredati di analisi e commenti curati da esperti delle materie interessate. Schede di sintesi e quadri sinottici consentono di orientarsi al meglio nel corpus delle norme, rintracciandone i contenuti essenziali; ulteriori schemi ricostruiscono il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione, e illustrano i provvedimenti secondari (regolamenti, decreti, intese, atti di indirizzo) di prossima emanazione.

Contributi di: Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Gianna Prapotnich, Angelo Prontera, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.

per informazioni



Una scuola da vaccinare

Angelo PRONTERA

Certificazione vaccinale: non è una novità per la scuola

La normativa relativa alla certificazione vaccinale legata all’accesso al servizio d’istruzione non è una novità per il sistema scolastico italiano, in quanto già nel passato l’iscrizione a scuola era subordinata alla presentazione della documentazione inerente le vaccinazioni allora obbligatorie.

Così, a partire dal 1939, la legge n. 831 disponeva che “tra i documenti prescritti per la prima ammissione alle scuole primarie è compreso il certificato di aver subita la vaccinazione antidifterica”. Nel 1966 la legge n. 51 disponeva che “ai documenti prescritti per la prima ammissione alla scuola dell’obbligo è aggiunto il certificato da rilasciarsi gratuitamente di aver subito la vaccinazione antipoliomelitica”. Due anni dopo la legge 419/1968 introduceva tra i “documenti prescritti per l’ammissione alle scuole primarie e secondarie la vaccinazione mista antitetanica-antidifterica”. L’ultimo dei quattro vaccini obbligatori, quello contro l’epatite virale B, è stato introdotto con legge 27 maggio 1991, n. 165, che prescriveva la presentazione della certificazione relativa all’avvenuta vaccinazione all’atto della prima iscrizione alla scuola dell’obbligo, certificazione presentata anche dagli studenti della scuola media inferiore al momento dell’ammissione agli esami di licenza, e per i nuovi nati anche per la scuola materna.

Tale normativa è stata poi raccolta nel Testo Unico in materia di istruzione del 1994, agli articoli 100 per l’ammissione alla scuola materna[1], e 117 per l’ammissione alla scuola dell’obbligo[2].

Cosa cambia dunque con il decreto vaccinazioni?

Il decreto legge 73/2017 estende le vaccinazioni obbligatorie e gratuite da quattro a dodici, ridotte poi a dieci con la legge di conversione 119/2017 approvata in Parlamento a fine luglio; con la stessa legge si dispone inoltre l’obbligo per le Regioni di assicurare l'offerta attiva e gratuita anche di altre quattro vaccinazioni non obbligatorie per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni, ivi compresi i minori stranieri non accompagnati.

L'articolo 3-bis del provvedimento, inserito in sede di conversione, introduce un’importante procedura di semplificazione per le scuole, per cui a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020 (ma solo da quell’anno) le ASL (Aziende Sanitarie Locali), ricevuto dalle istituzioni scolastiche l'elenco degli iscritti sino a sedici anni di età, restituiranno l'indicazione di coloro che eventualmente non risultino in regola con gli adempimenti vaccinali.

Le scuole, pertanto, non dovranno più acquisire direttamente, per tutti gli iscritti dei vari gradi di istruzione, le certificazioni in merito alle vaccinazioni effettuate, ma questo non sarà possibile nella fase transitoria.

Con circolare Miur 16 agosto 2017 prot. n. 1622, inviata alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, alle scuole private non paritarie e agli USR, sono state emanate le prime indicazioni operative con procedure e scadenze in merito agli obblighi vaccinali, e due modelli allegati per le dichiarazioni sostitutive: una per i genitori degli alunni e una per gli operatori scolatici.

Adempimenti dei Dirigenti scolastici relativi agli obblighi vaccinali

I Dirigenti Scolastici (DS), all'atto dell'iscrizione, richiedono ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari dei minori fino a 16 anni, ivi compresi i minori stranieri non accompagnati, la presentazione di dichiarazioni o documenti atti a comprovare l'adempimento degli obblighi vaccinali.

In caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, potranno essere presentati uno o più dei seguenti documenti, rilasciati dalle autorità sanitarie competenti:

a) attestazione del differimento o dell'omissione delle vaccinazioni per motivi di salute, redatta dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta del Servizio Sanitario Nazionale;

b) attestazione di avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, rilasciata dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta del SSN.

Per l'anno scolastico 2017-2018 (fase transitoria) la suddetta documentazione, quindi, deve essere presentata alle Istituzioni scolastiche, ivi incluse quelle private non paritarie, entro il 10 settembre 2017 per le bambine e i bambini iscritti alla scuola dell'infanzia e alle sezioni primavera, ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione.

La mancata presentazione della documentazione dovrà essere segnalata dai dirigenti scolastici alla ASL territorialmente competente entro 10 giorni dai termini indicati.

Per quanto riguarda la formazione delle classi, i DS sono tenuti, di norma, a inserire i minori che si trovino nelle condizioni di omissione o differimento delle vaccinazioni per accertato pericolo per la salute, in classi nelle quali siano presenti solo minori vaccinati o immunizzati, e a comunicare all’ASL competente, entro il 31 ottobre di ogni anno, i casi in cui nella stessa classe siano presenti più di due minori non vaccinati.

Intanto Miur e Ministero della salute hanno istituito appositi indirizzi mail (infovaccini@istruzione.it; infovaccini@sanita.it) dedicati ai DS e alle istituzioni scolastiche per eventuali richieste di chiarimenti e per rispondere ad eventuali quesiti.

Le sanzioni a due velocità

Mentre per la scuola dell’infanzia e le sezioni primavera (incluse le scuole private non paritarie) dall’a.s. 2019/2020 la mancata presentazione della documentazione determinerà la decadenza dall'iscrizione, per gli altri gradi d’istruzione (servizi educativi, 1° e 2° ciclo), secondo l’art. 1, c. 4, la mancata osservanza dell’obbligo vaccinale prevede per i genitori, dopo la convocazione per un colloquio da parte dall’ASL al fine di sollecitarne l'effettuazione, la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro, rispetto alla fascia da 500 a 7.500 euro prevista in prima battuta nel decreto legge Lorenzin.

Eliminata dalla legge di conversione anche la segnalazione da parte dell’ASL dell’inadempimento dei genitori alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per gli adempimenti di competenza.

Intanto le organizzazioni sindacali invitano i DS a non precludere la frequenza della scuola dell’infanzia in assenza di documentazione, e a limitarsi a segnalare alle ASL i nominativi dei genitori che non abbiano sottoscritto le autocertificazioni.

I “doppi” adempimenti per gli operatori scolastici

Dopo lo scampato obbligo vaccinale anche per il personale della scuola, apparso con un emendamento approvato in Senato, insegnanti e personale ATA dovranno comunque presentare alle istituzioni scolastiche presso le quali prestano servizio, entro il 16 novembre 2017, una dichiarazione sostitutiva comprovante la propria situazione vaccinale, utilizzando l'allegato 2 della nota ministeriale del 16 agosto scorso. Il modello prevede per gli operatori scolastici in servizio, per tutti e dieci i vaccini, anche l’opzione “non ricordo”.

A questo punto viene da chiedersi a cosa serva quest’ulteriore incombenza per il personale della scuola, soprattutto se, come prevedibile, la maggior parte del personale, dopo tanto tempo, dichiarerà di non ricordare quali e quanti vaccini abbia effettuato: non solo la documentazione degli alunni, quindi, ma anche le autodichiarazioni del personale, contribuiranno così ad oberare le segreterie con ulteriore carico di lavoro per compiti non propriamente appartenenti all’amministrazione scolastica.

E della presunta e presumibile inutilità delle dichiarazioni degli operatori scolastici (circa 1,4 milioni) abbondano, negli ultimi giorni, dichiarazioni sulla stampa e nella blogsfera. È convinzione di molti dirigenti scolastici che “la montagna di carta finirà nel cassetto”, e la disposizione potrebbe rivelarsi per le segreterie un’inutile perdita di tempo.

I movimenti No Vax si preparano a dare battaglia

Intanto, al di là dell’impatto che la norma determinerà sulle scuole già nelle prossime settimane, i movimenti organizzati si preparano a dare battaglia per disinnescare l’obbligatorietà dei vaccini, ritenuti dall’attivista Holzer addirittura “una carneficina chimica ai danni dei nostri figli”.

Così già da alcune settimane circola il manuale di autodifesa dei No Vax contro il decreto Lorenzin, una sorta di guida in nove punti per i genitori contrari all’obbligo vaccinale.

Nel frattempo le famiglie tenute agli obblighi vaccinali in questi giorni stanno letteralmente prendendo d’assalto le ASL per i certificati e gli ambulatori per effettuare i vaccini, correndo così ai ripari prima del suono della campanella.

Tuttavia il Ministero della Salute ha messo a disposizione delle famiglie un numero verde, il 1500 (lunedì-venerdì, ore 10-16), in merito all'applicazione e alle tempistiche dei nuovi obblighi vaccinali, proprio per evitare psicosi di massa.

Intanto alcune Regioni tentano di semplificare gli obblighi previsti dalla L. 119/2017

Diverse Regioni, intanto, rendendosi conto dei tempi stringenti e delle difficoltà di fronte alle quali si troveranno le famiglie e le stesse ASL per le innumerevoli richieste di certificazione, cercano di porvi qualche rimedio.

“La strada che sembra essere stata scelta da Liguria e Toscana, di una comunicazione diretta alle famiglie, può sicuramente aiutare i nuclei familiari e le scuole, semplificando l’applicazione della legge sui vaccini obbligatori, senza creare problemi nella trasmissione dei dati sulla salute degli studenti”. Così il Garante della privacy si esprime in un comunicato stampa del 21 agosto scorso, dal quale sembra emergere una valutazione negativa in ordine alla possibilità di anticipare l'applicazione della modalità semplificata (prevista solo a partire dall'a.s. 2019/2020), con la trasmissione di flussi informativi sulla salute degli studenti tra ASL e scuole. Secondo lo stesso Garante vi sono però possibili soluzioni alternative: “le Asl potrebbero ad esempio inviare direttamente alle famiglie i certificati che poi i genitori porteranno a scuola, senza aspettare che siano i genitori stessi a richiederli. In questo modo si semplificherebbero le procedure per famiglie, scuole e amministrazione sanitaria, senza però violare la normativa sui vaccini e quella sulla privacy”[3].

USR e regione Veneto, invece, stanno mettendo a punto un software che incrocia gli elenchi degli iscritti tra 0 e 16 anni e l’Anagrafe vaccinale della stessa Regione, individuando i bambini e ragazzi non in regola e convocando conseguentemente i genitori degli stessi per la regolarizzazione.

Diversa la scelta dalla Regione Puglia, che per bocca del direttore del Dipartimento della Salute dichiara che la Regione intende sollevare le famiglie dagli obblighi di attestazione dell’avvenuta vaccinazione o prenotazione, soprattutto per la stretta tempistica imposta dalle circolari del Ministero della salute e del Miur. Il modello Puglia, proposto anche dal presidente dell’ANCI Antonio Decaro, e oggetto di attenzione da parte del Ministero, intende evitare l’ulteriore passaggio della consegna dei documenti alle scuole sin da subito, soprattutto per l’imminente inizio del nuovo anno scolastico. Non saranno più i DS, pertanto, a richiedere ai genitori la presentazione della documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, ma saranno le ASL, sulla base dell’anagrafe degli iscritti comunicata dalle scuole, a controllare e comunicare chi è vaccinato e chi non è in regola con gli obblighi vaccinali. Si tratta quindi di attuare la procedura semplificata, introdotta dalla legge di conversione con l’art. 3-bis, non a decorrere dall’a.s. 2019/2020 ma da subito. Una soluzione, anzi un’anticipazione non di poco conto, che consentirebbe, viste le immediate scadenze amministrative, di introdurre gradualmente e senza inceppamenti e resistenze le novità in materia vaccinale.

L’ipotesi prospettata dalla Regione Puglia, relativa ad eventuali semplificazioni tanto per le famiglie quanto per le istituzioni scolastiche, potrà essere attuata, così come espressamente disposto dalla circolare Miur n. 1622/2017, solo in seguito ad “accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali, le Regioni e, per loro tramite, le Aziende Sanitarie Locali, nel rispetto della normativa sulla privacy, previo parere del Garante per la protezione dei dati personali”. Ma sarà sufficiente questo passaggio della circolare ministeriale per fugare eventuali dubbi di costituzionalità relativamente all’attribuzione di competenze tra Stato e Regioni?

Se la proposta della regione Puglia sia perseguibile, e se avrà il parere positivo del Garante per la protezione dei dati personali, che sulla questione si era già seppur velatamente espresso (non proprio in maniera favorevole), lo vedremo nelle prossime settimane con l’appuntamento del 10 settembre. Salvo proroghe ministeriali dell’ultima ora.

10 vaccinazioni obbligatorie

4 non obbligatorie e gratuite a carico delle Regioni

1.anti-poliomielitica

2.anti-difterica

3.anti-tetanica

4.anti-epatite B

[vaccini obbligatori già previsti]

5.anti-pertosse

6.anti-Haemophilus influenzae tipo b

7.anti-morbillo

8.anti-rosolia

9.anti-parotite

10. anti-varicella

anti-meningococcica B

anti-meningococcica C

anti-pneumococcica

anti-rotavirus

Timeline scuole obblighi vaccinali ai sensi della L. 119/2017 (DL 73/2017)

Decorrenza a.s.

Entro data

Soggetti

Obblighi

Disposizioni transitorie 2017/2018

10 settembre 2017

Servizi educativi, scuola dell'infanzia e delle sezioni primavera

Presentazione documentazione alle IS comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL territorialmente competente.

31 ottobre 2017

per tutti gli altri gradi di istruzione

Entro 10 giorni

DS

Deve segnalare all’ASL territorialmente competente la mancata presentazione della documentazione

16 novembre 2017

Operatori scolastici [docenti, ATA…]

Presentano alle IS presso le quali prestano servizio una dichiarazione sostitutiva comprovante la propria situazione vaccinale (utilizzando modello All. 2)*

10 marzo 2018

Si presenta la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie qualora sia stata sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del DPR 445/2000.

2018/2019

La documentazione dovrà essere prodotta dai genitori, dai tutori o dai soggetti affidatari, all'atto dell'iscrizione del minore.

10 luglio 2018

Termine per la consegna della documentazione comprovante l'adempimento degli obblighi vaccinali in caso di presentazione della dichiarazione sostitutiva.

2019/2020

La mancata presentazione della documentazione nei termini previsti determinerà la decadenza dall'iscrizione delle scuole dell'infanzia e delle sezioni primavera.

Successivi 10 giorni

DS o il responsabile del servizio

[altri gradi d’istruzione]

Effettua la segnalazione all'ASL per la mancata osservanza della presentazione dell'idonea documentazione entro i termini, che in ogni caso NON determina la decadenza dell'iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami.

10 marzo

DS, resp. servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e scuole private non paritarie

Sono tenuti a trasmettere alle ASL territorialmente competenti l'elenco degli iscritti per l’a.s. o per il calendario successivi di età compresa tra zero e sedici anni e minori stranieri non accompagnati.

10 giugno

ASL territorialmente competente

Provvedono a restituire gli elenchi con l'indicazione dei soggetti che risultano NON in REGOLA con gli obblighi vaccinali, che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione o differimento e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione all’ASL competente

Nei 10 giorni successivi

DS, resp. servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e scuole private non paritarie

Invitano i genitori a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni ovvero l'esonero, l'omissione o il differimento delle stesse o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’ASL territorialmente competente.

20 luglio

DS, resp. servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e scuole private non paritarie

Trasmettono la documentazione pervenuta dalle famiglie,ovverone comunicano l'eventuale mancato deposito, alla ASL che provvede agli adempimenti di competenza [convocazione genitori per un colloquio ed eventuale sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro].

31 ottobre di ogni anno

DS, resp. servizi educativi per l'infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e scuole private non paritarie

Comunicano all'azienda sanitaria locale le classi nelle quali sono presenti più di due minori non vaccinati.

Numero verde nuovi obblighi vaccinali: 1500 (Ministero salute)

Mail richiesta chiarimenti per DS: infovaccini@istruzione.it; infovaccini@sanita.it

Angelo Prontera

[1] Art. 100 - Requisiti per l'ammissione

L'ammissione alla scuola materna è subordinata al possesso del requisito dell'età di cui all'articolo 99 e alla presentazione della certificazione delle vaccinazioni di cui all'articolo 117.

[2] Art. 117 - Certificazioni

All'atto della prima iscrizione alla frequenza o, in mancanza, della prima ammissione ad esami di idoneità o di licenza della scuola dell'obbligo, è presentata certificazione delle vaccinazioni antidifterica ed antitetanica ai sensi delle leggi 6 giugno 1939 n. 891 e 20 marzo 1968, n. 419; della vaccinazione antipoliomielitica ai sensi della legge 4 febbraio 1966 n. 51; della vaccinazione contro l'epatite virale B, ai sensi della legge 27 maggio 1991 n. 165.

[3] Vaccini: Garante privacy, comunicazione diretta a famiglie scelta ragionevole.: http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/export/6726703

La 517/1977, una legge politicamente scorretta ha cambiato la storia

Luciano RONDANINI

Quaranta anni fa...

La legge 517 dell'agosto 1977 è stata l'architrave della scuola italiana della seconda metà del Novecento, ed ha gettato le basi di un modello educativo italiano unico al mondo.  Preceduta da un'altra importantissima norma, la legge 118 del 1971, essa ha segnato uno spartiacque nella cultura pedagogica, giuridica, medica, modificando in profondità i costumi della vita familiare e sociale dell'Italia nel difficile passaggio dalla cultura della "specialità" a quella della valorizzazione delle differenze. 

Nonostante fosse rivolta alla scuola dell'obbligo (elementare e media), nell'arco di un decennio ha finito per cambiare radicalmente l'intero sistema d'istruzione del nostro Paese.

Il principio contenuto nell'art. 34 della Costituzione (la scuola è aperta a tutti) è stato in questo provvedimento recepito integralmente: in Italia, tutti i bambini hanno diritto di frequentare le classi normali della scuola pubblica, indipendentemente dalle condizioni personali e sociali in cui versano. La “517”, in particolare, è conosciuta soprattutto per aver avviato lo smantellamento delle classi differenziali e speciali, aprendo le nostre aule ad un'umanità, cosiddetta anormale, che nel corso della storia aveva conosciuto le più aberranti umiliazioni.

Per una volta tanto, è stata la scuola a cambiare la società!

L'accoglienza della diversità

Si trattò di una scelta autenticamente rivoluzionaria, molto coraggiosa e decisamente controcorrente rispetto non solo alla situazione italiana, ma anche alla cultura pedagogica mondiale, che di fatto sosteneva (e sostiene) le scuole speciali per i bambini con handicap e quelle normali per tutti gli altri. 

La 517 rompe questo calco, investendo gli insegnanti di nuove responsabilità, valorizzando la loro propensione all'innovazione, alla ricerca didattica, ma soprattutto al riconoscimento della diversità, stabilendo una netta demarcazione tra un prima e un dopo. Infatti già nel corso nell'a.s. 1977/78 molti bambini "portatori di handicap" hanno potuto cominciare un'inedita avventura educativa insieme a compagni della loro età. Per la prima volta "normali" e "handicappati" cominciavano un cammino comune che tuttora continua!

La fatica di cominciare

Polemiche, contrasti, resistenze (quasi fisiche) si sono manifestati all'inizio in tutti i settori della società. In qualche caso i genitori nelle scuole di città (meno in campagna) sbarravano l'accesso davanti ai portoni, pur di non permettere che i loro "cuccioli" si mischiassero con bambini affetti da ritardo mentale, sindrome di down, menomazioni fisiche, deficit sensoriali e disturbi di varia natura.

Gli stessi insegnanti faticavano non poco a capire le ragioni per le quali avrebbero dovuto occuparsi di questa "umanità" sconosciuta e ingombrante, da sempre sepolta nelle mura domestiche o in luoghi contigui ad aree manicomiali.

I rapporti, poi, tra i docenti e gli specialisti delle nascenti ASL erano spesso conflittuali, caratterizzati da incomprensioni e reciproche diffidenze.

Il dado però era stato tratto; lentamente la situazione cominciò a migliorare, grazie al sostegno anche di grandi maestri quali Mario Lodi, Bruno Ciari, Sergio Neri, Andrea Canevaro... e scrittori come Gianni Rodari.

Esperienze esemplari

In particolare due figure segnano in quegli anni questo cambio radicale; si tratta dei fratelli Milani: don Lorenzo, priore di Barbiana, e il fratello Adriano, psichiatra.

Il primo apre una scuola che si occupa degli "ultimi", dei ragazzi rifiutati dal sistema pubblico, e trasforma completamente impostazioni pedagogiche e modelli educativi. Riferendosi agli alunni in difficoltà, nel libro Lettera a una professoressa, afferma: "L'abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati".

Il fratello, Adriano Comparetti Milani, contribuisce a creare nel nostro Paese la neuropsichiatria infantile; in più occasioni sottolinea che "il bambino handicappato è essenzialmente una persona, e il nostro obiettivo nei suoi confronti non è quello di effettuare un trattamento, ma è soltanto quello dell'educazione in senso più ampio".

La 517/1977 è stata una delle poche leggi che ha cambiato le istituzioni e le persone di tutti i mondi vitali della società. Insegnanti, genitori, educatori, assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri, imprenditori (in parte), si sono lasciati alle spalle una brutta pagina della nostra storia, e hanno dato vita ad una delle più straordinarie utopie educative, prezioso patrimonio della cultura italiana.

(continua)

Luciano Rondanini

News alla "moviola"

La scuola del 2017 in 100 fotogrammi

La raccolta tematica ragionata di tutte le voci curate dai collaboratori di scuola7.it nel primo semestre del 2017.

Leggi il numero 54 di scuola7.it



Nuove norme sui vaccini: le istruzioni

A seguito della conversione in legge del decreto vaccini, il Miur ha diramato apposite istruzioni alle scuole che illustrano le novità introdotte dal provvedimento e gli adempimenti per la gestione della fase transitoria prevista per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

Il decreto legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, è stato convertito con legge 31 luglio 2017, n. 119, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 2017.

Con nota 16 agosto 2017, prot. n. 1622 il Miur diramato le indicazioni per le istituzioni scolastiche, a partire da quelle per la gestione della fase transitoria prevista per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

La legge estende a 10 le vaccinazioni obbligatorie e gratuite per tutti gli alunni di età compresa tra zero e 16 anni, e dispone l'obbligo per le Regioni di assicurare l'offerta attiva e gratuita anche di altre 4 vaccinazioni non obbligatorie.

L'articolo 3-bis del decreto-legge, aggiunto in sede di conversione, stabilisce che, a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020, dopo una prima fase transitoria, siano le Aziende Sanitarie Locali (ASL), una volta ricevuto dalle scuole l'elenco delle iscritte e degli iscritti sino ai 16 anni di età, a restituirlo con l'indicazione di coloro che eventualmente non risultino in regola con gli adempimenti vaccinali.

Per la scuola dell'infanzia la mancata presentazione della documentazione attestante l'adempimento degli obblighi vaccinali comporterà la decadenza dell'iscrizione. Gli adempimenti previsti per le istituzioni scolastiche saranno semplificati: le scuole non dovranno più acquisire per tutte le iscritte e tutti gli iscritti dei vari gradi di istruzione le certificazioni delle vaccinazioni effettuate, ma semplicemente trasmettere l'elenco degli alunni alle ASL, tramite il sistema informativo del Ministero.

Per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 valgono invece le modalità transitorie, che potranno essere eventualmente semplificate in base ad accordi tra gli Uffici Scolastici Regionali e le Regioni, tramite le ASL, al fine di agevolare le famiglie e le scuole.

Le scuole hanno il compito di acquisire la documentazione relativa all'obbligo vaccinale e devono segnalare alla ASL territoriale di competenza l'eventuale mancata presentazione di questa documentazione. Per comprovare l'effettuazione delle vaccinazioni potrà essere presentata una dichiarazione sostituiva. In caso di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni, potranno essere presentati uno o più documenti, rilasciati dalle autorità sanitarie competenti.

Per l'anno scolastico 2017/2018 la documentazione dovrà essere presentata alle scuole entro il 10 settembre 2017 per la scuola dell'infanzia e le sezioni primavera (comprese le scuole private non paritarie), ed entro il 31 ottobre 2017 per tutti gli altri gradi di istruzione.

Entro 10 giorni da queste scadenze il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla ASL territorialmente competente l'eventuale mancata consegna della documentazione da parte dei genitori.  La documentazione dovrà essere acquisita anche per gli alunni che già sono iscritte e iscritti e frequentano l'istituzione scolastica.

Chi ha presentato una dichiarazione sostitutiva, entro il 10 marzo 2018 dovrà presentare la documentazione comprovante l'avvenuta vaccinazione.


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Assunzioni personale educativo a.s. 2017/18

Autorizzato con apposito decreto, per l’a.s. 2017/18, un contingente di 56 unità di personale educativo per le assunzioni a tempo indeterminato. Il Miur ha pubblicato le tabelle analitiche con la ripartizione del numero massimo di assunzioni da effettuare per ciascuna provincia.

Con nota 11 agosto 2017 prot. n. 35571 il Miur ha trasmesso il decreto 11 agosto 2017 n. 634, di autorizzazione ad assumere a tempo indeterminato un contingente di personale educativo pari a 56 posti, per l'anno scolastico 2017/18.

Ai fini della stipula dei contratti, alla suddetta nota è allegata la tabella analitica che evidenzia, per ciascuna provincia, la ripartizione del numero massimo di assunzioni da effettuare.

Il contingente è definito in coerenza al reale fabbisogno di personale. Nelle assunzioni si tiene conto delle quote di riserva, di cui alle norme per il diritto al lavoro dei disabili.

Al personale sarà assegnata una sede provvisoria per l'a.s. 2017/18 al fine di consentire l'attribuzione della sede definitiva tramite la partecipazione alle operazioni di mobilità relative all'a.s. 2018/2019.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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