Scuola7 2 ottobre 2017, n. 60

Scuola7

la settimana scolastica

2 ottobre 2017, n. 60


In questo numero parliamo di:

Un oscar per la formazione dei docenti? (C. Brescianini)

Il Rapporto annuale OCSE “Education at a glance 2017” (A. Prontera)

Fiera Didacta Italia 2017: il successo di un grande lavoro di squadra (G. Prapotnich)

Riassunto. Perché no? (C. Mion)

Un premio per la formazione in servizio più innovativa

Progetti Miur-Parlamento per Cittadinanza e Costituzione

Intesa Miur-Ministero per lo Sport: per la cultura del movimento

Graduatorie terza fascia ATA: chiarimenti

Incentivi per i diplomati con lode

Distribuzione Carta dello Studente “IoStudio”


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diOscar alla migliore formazione in servizio
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Un oscar per la formazione dei docenti?

Chiara BRESCIANINI

Un premio per stimolare l'innovazione della formazione in servizio

Con nota 21 settembre 2017, prot. n. 40347 il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Direzione Generale per il personale scolastico, ha indetto il Premio per la formazione 2017, per promuovere l'innovazione dei metodi di formazione in servizio dei docenti.

Come noto il Piano per la formazione dei docenti - triennio 2016-2019 - adottato con DM 797/2016 fra le molteplici azioni di realizzazione del Piano riportate a chiusura del documento ha previsto, fra l'altro, anche "Individuazione e finanziamento delle startup della formazione” e "Creazione di una biblioteca dell’innovazione formativa”, per raccogliere e documentare i migliori modelli di attività formative, linee di azione correlate entrambe al versante qualitativo della formazione.

È evidente, infatti, che l'ingente stanziamento di risorse per il Piano, nonché la rinnovata modellizzazione in unità formative e la definizione delle 9 priorità strategiche contenute nel documento, hanno avviato in tutto il Paese un intenso lavorio, e prodotto fermento sul tema della formazione docenti.

Nuove metodologie per le unità formative

Da una formazione in servizio, spesso relegata nell'ultimo decennio a meccanica fruizione di corsi di aggiornamento, si converge verso una struttura formativa pienamente agita dai docenti, con un format che vada oltre la lezione frontale, e che è chiaramente sintetizzato dal Piano Nazionale, attraverso la declinazione della struttura possibile di un'unità formativa che comprenda:

  • formazione in presenza e a distanza,
  • sperimentazione didattica documentata e ricerca/azione,
  • lavoro in rete,
  • approfondimento personale e collegiale,
  • documentazione e forme di restituzione/rendicontazione, con ricaduta nella scuola,
  • progettazione.

È sottesa la tensione verso un ancoraggio fra il "fare" quotidiano, definito in unità di apprendimento, e l'approfondimento formativo non teorico in unità formative articolate, che alternino momenti "frontali", sperimentazione in aula e concreta ricaduta nella didattica ordinaria. 

Setacciare la qualità delle proposte

Al termine del primo anno di realizzazione del Piano di formazione per i docenti, a.s. 2016/2017, è utile e certamente necessario indagare dal punto di vista qualitativo, e conoscere sul versante della trasferibilità, le azioni di formazione di rilievo, condotte dalle scuole, singole o associate in rete, o promosse dalle scuole-polo per la formazione.

L'indizione della prima edizione del Premio formazione 2017 per l'innovazione a scuola è rivolta, quindi, alla valorizzazione delle iniziative formative di qualità realizzate dalle scuole in correlazione al primo anno di attuazione del Piano, ed è finalizzata a condividere gli aspetti innovativi relativi a:

  • modalità di realizzazione,
  • trasferibilità delle iniziative ad altri contesti,
  • qualità dei contenuti prodotti,
  • caratteristiche metodologiche di monitoraggio.

Ciascuno degli aspetti sopra indicati meriterebbe un approfondimento specifico che, per brevità, non è possibile realizzare in questa sede, ma è evidente l'intento di esportare le "buone pratiche" realizzate dalle scuole in tema di formazione, per creare un repository condiviso e fruibile di azioni concrete e di diffusione dei materiali e delle esperienze sviluppate. Lungi dal creare una sterile "graduatoria" di scuole più capaci in tema di formazione, la finalità del Premio è certamente ascrivibile alla massima diffusione e replicabilità del modello, e alla sua generalizzazione  a livello nazionale in tutte le scuole.

Chi sceglierà i progetti migliori di formazione?

La valutazione delle candidature dei progetti formativi segnalati dalle scuole è in capo agli Uffici Scolastici Regionali, che restituiranno all'Amministrazione centrale entro il 30 ottobre 2017 le scuole individuate, in riferimento alle 9 priorità del Piano per la formazione dei docenti (una per ogni area prioritaria in ogni regione). La valutazione è declinata in criteri specifici, già definiti nella nota citata, cui è attribuita una ponderazione in punteggi come di seguito riportato:

  1. innovazione del progetto formativo (max 30 punti);
  2. qualità e trasferibilità dei contenuti proposti (max 25 punti);
  3. monitoraggio del percorso formativo svolto (max 25 punti);
  4. completamento del percorso formativo (max 20 punti).

La valorizzazione delle esperienze di innovazione non riceve, per il corrente anno, premi sostanziali ovvero risorse, bensì un riconoscimento in termini di visibilità, durante la premiazione in seno al Convegno "La nuova formazione: innovare la professionalità dei docenti" previsto al Job Orienta il 1° dicembre 2017 e, soprattutto, la diffusione e la sistematizzazione nella costituenda sezione  sul sito www.miur.gov.it

Le priorità della formazione

  1. Autonomia organizzativa e didattica
  2. Didattica per competenze, innovazione metodologica e competenze di base
  3. Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento
  4. Competenze di lingua straniera
  5. Inclusione e disabilità
  6. Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile globale
  7. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale
  8. Scuola e Lavoro
  9. Valutazione e miglioramento

La ricerca della qualità

Da evidenziare quindi la portata dell'iniziativa, che non costituisce unicamente un'occasione estemporanea, ma si innesta nel capitolo 8 del Piano, relativo a "Elevare la qualità dei percorsi formativi", che prevede la definizione di indicatori per mappare le caratteristiche di qualità ed efficacia delle iniziative formative, attraverso una dettagliata analisi della qualità del coinvolgimento, metodologica, dell'impatto, della trasferibilità e diffusione delle azioni formative realizzate.

In sintesi quindi è necessario, come per tutto il sistema scolastico, mettere a punto sistemi efficaci per comprendere la ricaduta, l'efficacia e la validità delle azioni formative realizzate, che non si debbono ricondurre unicamente al "quante ore", "quante azioni", ossia agli aspetti quantitativi, ma debbono accentuare l'aspetto del "come" sono state sviluppate le azioni, e con quali reali ricadute in termini di miglioramento del successo formativo.

Chiara Brescianini

Il Rapporto annuale OCSE “Education at a glance 2017”

Angelo PRONTERA

Pochi laureati e inflazione di titoli umanistici

Il 12 settembre scorso è stato presentato l’autorevole rapporto annuale dell’OCSE “Education at a glance 2017”, uno sguardo sullo stato dell’istruzione nel mondo, corredato dalle schede nazionali dei 35 paesi membri e di una serie di paesi partner.

Sin da subito lo “sguardo” sul nostro Paese fa registrare la preferenza degli studenti italiani (e stranieri che studiano in Italia) per i corsi di studio umanistici, quali belle arti, scienze sociali, giornalismo e informazione, registrando una quota complessiva del 30% tra i laureati (il tasso più alto tra i Paesi dell’OCSE) rispetto al 24% delle discipline a indirizzo scientifico (STEM).

Troppi, quindi, i laureati in discipline umanistiche, e troppo pochi coloro che giungono alla laurea: con soli 18 italiani su 100 che conquistano il sospirato “alloro”, meno della metà rispetto alla media OCSE del 37%, ci posizioniamo in penultima posizione, davanti soltanto al Messico, e lontani dal 41% della Svizzera e dal 46% raggiunto da USA e Regno Unito.

Sonora, pertanto, la bocciatura dell’OCSE sull'orientamento scolastico e universitario, e sulla scelta di quei percorsi universitari che difficilmente trovano collocazione nel mercato del lavoro.

Continuare ad ignorare questi dati significa, volendo citare un paradosso, che Achille non raggiungerà mai la tartaruga, e l’Italia perderà il treno del suo tempo.

La partecipazione all’educazione pre-primaria è praticamente universale

Un altro dato che emerge a “colpo d’occhio” è la partecipazione dei bambini alla scuola dell’infanzia (istruzione  pre-primaria), che in Italia  è  tra  le  più  elevate  dei  Paesi  dell’OCSE,  con  tassi  d’iscrizione che raggiungono il 16% per i bambini di due anni, e che superano il 90% per i bambini dai tre ai cinque anni di età, anche se in questo ciclo d’insegnamento la percentuale del PIL destinato all’istruzione (0,5%) è  inferiore alla media OCSE (0,8%).

In linea con la media dei paesi OECD, l’84% della spesa per scuola dell’infanzia è finanziata da risorse pubbliche, mentre le famiglie coprono il restante 16%, anche se in Italia i trasferimenti dai governi centrali e regionali a quelli locali sono relativamente bassi.

Insomma nonostante la non obbligatorietà della nostra scuola dell’infanzia, la partecipazione a questo segmento educativo è praticamente universale, con il 72% di bambini che frequentano la scuola pubblica e il resto iscritti nelle scuole private (in larga parte paritarie).

L’Italia possiede un esteso sistema di educazione tecnica e professionale

Alla stregua di circa un terzo dei Paesi dell’OCSE, il tasso dei diplomati a livello secondario superiore in Italia è più elevato nei percorsi di studio a indirizzo professionalizzante (tecnico o professionale) rispetto ai percorsi di studio a indirizzo generale. Si prevede che il 39% della popolazione in Italia consegua, nell’arco della propria vita, un titolo di studio secondario superiore a indirizzo generale, e il 53% un titolo secondario superiore a indirizzo professionalizzante.

La probabilità di conseguire un titolo di studio secondario superiore, inoltre, è aumentata dall’85% nel 2010 al 92% nel 2015, mentre tra gli adulti di meno di 25 anni è aumentata dal 67% nel 2010 al 78% nel 2015.

Il paradosso: meno opportunità di occupazione dei laureati rispetto ai diplomati!

L’Italia è uno dei pochi paesi dove le prospettive di occupazione per i 25-34enni con un livello di studi terziario sono inferiori rispetto a quelle per i diplomati dei percorsi di studio professionali della scuola secondaria superiore.

Detto ancora più chiaramente, le opportunità di lavoro per i laureati sono inferiori a quelle dei diplomati degli istituti tecnico-professionali, evidentemente più appetibili per le aziende.

Questa anomalia italiana è legata, probabilmente, ai costi della forza lavoro: i laureati costano di più rispetto a un diplomato formato all’interno dell’azienda e con meno ambizioni professionali.

Le retribuzioni annuali degli adulti laureati, infatti, secondo il rapporto Ocse, sono superiori del 41% rispetto a quelle degli adulti che hanno completato la scuola secondaria superiore, mentre le donne con una qualifica terziaria guadagnano in media l’equivalente del 72% delle retribuzioni degli uomini.

Bassi livelli di spesa per l’educazione nel 2014

Gli istituti dall’istruzione primaria a quella terziaria, in Italia hanno speso in media circa 9.300 dollari statunitensi (€ 7.900) per studente nel 2014, cifra alquanto inferiore rispetto alla media OECD, che si attesta a circa 10.800 USD (€ 9.100). E se il divario è minore per l’educazione primaria e secondaria, dove la spesa per studente è ammontata rispettivamente a 8.400 e 8.900 USD (7.100 e 7.550 euro), particolarmente pronunciato si presenta il divario nell’istruzione terziaria, dove la spesa per studente è stata di circa 11.500 USD (€ 9.754), rispetto alla media OCSE superiore a 15.400 USD (13.000 euro).

Nel 2014, inoltre, la spesa per le istituzioni dell’istruzione si è attestata al 4% del PIL in Italia, un rapporto molto inferiore alla media OCSE del 5,2%, e inferiore del 7% rispetto al 2010. Solo cinque altri paesi si collocavano a un livello inferiore rispetto all’Italia in termini di spesa per le istituzioni dell’insegnamento in percentuale del PIL.

In termini di spesa, l’87% di quella dell’Italia per gli istituti di istruzione viene da pubbliche risorse, l’11% dalle famiglie ed il restante 2% da altri enti privati come aziende, istituzioni religiose e altre organizzazioni no-profit.

Dulcis in fundo: insegnanti italiani meno pagati rispetto ai colleghi europei

L’ultima stoccata dell’OCSE riguarda lo stipendio degli insegnanti, decisamente più basso rispetto a quello dei colleghi degli altri paesi europei, benché con un impegno orario pressoché uguale alle medie europee.

Non si tratta ovviamente di una novità: già a luglio scorso lo stesso OECD metteva a confronto gli stipendi dei docenti in Europa e nel mondo, confermando anche nel Rapporto 2017 l’impoverimento progressivo dei docenti italiani, e certificando che tra il 2005 e il 2014 maestri e insegnanti hanno perso un potere economico del 7%. Nello stesso decennio, invece, dopo di noi solo la Grecia è in pieno default; in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10% (con stipendi che superano addirittura quelli dei docenti universitari), in Irlanda del 13%.

A questo punto c’è da chiedersi realisticamente: l'imminente avvio delle trattative per il rinnovo contrattuale, bloccato dal lontano 2009 (blocco tra l’altro dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale con la nota sentenza 178/2015), può rappresentare al di là dei proclami (elettorali?) una concreta occasione per ridare dignità professionale a tutti quei lavoratori che una volta venivano considerati le “vestali della classe media”? O si farà un matrimonio con i fichi secchi?

Ovviamente le aspettative sono tante, ma le speranze, ormai, veramente poche!

Angelo Prontera

Un premio per la formazione in servizio più innovativa

Valorizzare le iniziative formative di qualità realizzate durante il primo anno di attuazione del Piano di formazione docenti (a.s. 2016/17): è questo l’obiettivo del “Premio formazione in servizio per l’innovazione della scuola”. Ogni USR selezionerà nove tra i progetti segnalati dalle istituzioni scolastiche, da trasmettere entro il 30 ottobre.

Il “Premio formazione in servizio per l’innovazione della scuola” è  rivolto alle Istituzioni scolastiche singole, associate in rete o scuole polo per la formazione. Gli UU.SS.RR. esamineranno i progetti formativi segnalati dalle istituzioni scolastiche del territorio, attraverso  una commissione tecnica regionale.  In particolare ciascun USR dovrà selezionare nove progetti, uno per ciascuna delle priorità di formazione previste dal Piano:

  1. Autonomia organizzativa e didattica;
  2. Didattica per competenze, innovazione metodologica e competenze di base;
  3. Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento;
  4. Competenze di lingua straniera;
  5. Inclusione e disabilità;
  6. Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile globale;
  7. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;
  8. Scuola e Lavoro;
  9. Valutazione e miglioramento.

Alla valutazione si provvede attribuendo un punteggio nel limite massimo di 100 punti e nel rispetto dei seguenti criteri:

  • innovazione del progetto formativo (max 30 punti);
  • qualità e trasferibilità dei contenuti proposti (max 25 punti);
  • monitoraggio del percorso formativo svolto (max 25 punti);
  • completamento del percorso formativo (max 20 punti).

Gli UU.SS.RR. avranno cura di trasmettere, secondo il format allegato alla nota Miur 21 settembre 2017 prot. n. 40347, i progetti selezionati, entro il 30 ottobre 2017, all’indirizzo mail formazione.scuola@istruzione.it.

Un’apposita Commissione Nazionale valuterà, per ciascuna priorità della formazione, i nove progetti vincitori, che  saranno premiati  nell’ambito del convegno “La nuova formazione: innovare la professionalità dei docenti”, che si terrà a Job Orienta il 1 dicembre 2017.

I progetti formativi selezionati  dagli USR verranno sistematizzati e organizzati all’interno di una apposita sezione del sito web Miur, per metterli a disposizione di tutte le altre istituzioni scolastiche.


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Progetti Miur-Parlamento per Cittadinanza e Costituzione

Avvicinare i giovani ai valori della carta costituzionale e sostenere l'insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione", attraverso attività pluridisciplinari e metodologie laboratoriali: dall’impegno comune di Miur e Parlamento i nuovi bandi per le iniziative e i progetti nel nuovo anno scolastico 2017/2018.

Nel 2018 ricorre il 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione italiana. Anche quest’anno Ministero dell'Istruzione, Camera dei deputati e Senato della Repubblica rinnovano la stretta collaborazione finalizzata a offrire alle scuole degli strumenti che favoriscano la progettazione e la riflessione, all’interno dei percorsi didattici curricolari, sui principi e l'attualità della Carta costituzionale. Questi i principali progetti:

Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione: rivolto agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, che possono partecipare mediante la produzione di un originale lavoro di ricerca, a carattere multimediale, volto ad approfondire il significato e l'applicazione nel loro territorio di uno dei principi della Costituzione. La cerimonia conclusiva si svolgerà quest'anno nell'Aula della Camera dei deputati, con la premiazione dei lavori migliori e il conferimento di premi speciali;

Un giorno in Senato: rivolto alle classi del secondo, del terzo e del quarto anno degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado; prevede incontri di studio e di formazione al Senato per mettere a confronto le conoscenze acquisite dagli studenti nel corso dell'attività didattica con il concreto funzionamento dell'Assemblea parlamentare di Palazzo Madama. Con questo progetto il Senato inizia quest'anno la sperimentazione dell'inserimento delle attività delle scuole partecipanti nel progetto di alternanza scuola-lavoro.

Vorrei una legge che...: rivolto alle classi quinte delle scuole primarie e alle classi prime delle scuole secondarie di primo grado; si propone di far riflettere i più giovani studenti su temi a loro vicini e di far cogliere l'importanza delle leggi sulla regolamentazione della vita di tutti i giorni, incentivando il senso civico e di partecipazione democratica.

Testimoni dei diritti: rivolto alle classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado; intende richiamare l'attenzione sul riconoscimento dei diritti umani attraverso la riflessione sulla Dichiarazione universale approvata dall'ONU nel 1948. Nel 2018, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo, la cerimonia finale si svolgerà il 10 dicembre.

Giornata di formazione a Montecitorio: rivolto alle classi dell'ultimo biennio degli istituti di istruzione secondaria di secondo grado; il Progetto ha l'obiettivo di far vivere direttamente agli studenti l'esperienza di due giornate di lavoro alla Camera dei deputati attraverso l'incontro con le Commissioni parlamentari e i deputati eletti nel territorio di provenienza della scuola.

Parlawiki – Costruisci il vocabolario della democrazia: rivolto alle classi quinte delle scuole primarie e a tutte le classi delle scuole secondarie di primo grado, con cui la Camera dei deputati invita gli studenti a illustrare in modo sintetico e originale, sotto forma multimediale, alcune "parole chiave" della democrazia. I lavori ritenuti più significativi verranno pubblicati sul sito della Camera dei deputati nella sezione rivolta ai più giovani e poi sottoposti a votazione per via telematica. I lavori risultati vincitori saranno invitati alla cerimonia finale di premiazione presso Palazzo Montecitorio.

Gli Uffici Scolastici Regionali sono invitati a comunicare entro il 7 ottobre 2017 il nominativo del Referente regionale incaricato di curare la diffusione e di sostenere la realizzazione di questi progetti all’indirizzo giuseppe.caratozzolo@istruzione.it.

Leggi i bandi


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Intesa Miur-Ministero per lo Sport: per la cultura del movimento

Lo scorso 22 settembre, a Palazzo Chigi, il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e il Ministro per lo Sport, Luca Lotti, hanno siglato un protocollo d’intesa che impegna i due Ministeri a collaborare per una sempre maggiore diffusione della pratica sportiva e della cultura del movimento nelle scuole.

Lo sport è parte integrante del percorso formativo, in quanto la cultura del movimento costituisce un fattore di crescita sociale, culturale e civile; uno strumento per la prevenzione della dispersione scolastica, la promozione di corretti stili di vita, l’integrazione, l’inclusione e la diffusione della cultura del rispetto.

Con l’obiettivo di sviluppare una vera e propria alleanza educativa, il Protocollo, che ha una validità di tre anni, impegna i due Ministeri a:

  • promuovere il riconoscimento in ambito scolastico del valore della pratica sportiva;
  • collaborare alla realizzazione di progetti, manifestazioni ed eventi per la diffusione e l’ampliamento dello sport a scuola;
  • lavorare congiuntamente sulla formazione e l’aggiornamento del personale dirigente e docente;
  • incentivare iniziative che diffondano i valori educativi dello sport e del fair play anche come strumento di prevenzione e contrasto del bullismo e del disagio giovanile.

Nel Protocollo è previsto uno specifico riferimento ai laureati di Scienze Motorie, che potranno essere coinvolti nelle sperimentazioni didattiche. Saranno inoltre coinvolti istituzioni del terzo settore, il CONI e le Federazioni Sportive.


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Una bussola per le deleghe

I nuovi decreti legislativi

Le otto deleghe attuative della Buona scuola riguardano aspetti rilevanti del nostro sistema di istruzione: per comprendere i nuovi scenari che si vanno a delineare, Tecnodid propone “Una bussola per le deleghe” (a cura di Giancarlo Cerini, Mariella Spinosi - pp. 256, ed. giugno 2017, euro 22,00).

Il volume contiene i testi integrali degli otto decreti legislativi, corredati di analisi e commenti curati da esperti delle materie interessate. Schede di sintesi e quadri sinottici consentono di orientarsi al meglio nel corpus delle norme, rintracciandone i contenuti essenziali; ulteriori schemi ricostruiscono il quadro delle risorse finanziarie messe a disposizione, e illustrano i provvedimenti secondari (regolamenti, decreti, intese, atti di indirizzo) di prossima emanazione.

Contributi di: Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Paola Di Natale, Nilde Maloni, Gianna Prapotnich, Angelo Prontera, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.

per informazioni



Fiera Didacta Italia 2017: il successo di un grande lavoro di squadra

Gianna PRAPOTNICH

“Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa” (Peter Ferdinand Drucker)

Didacta Italia: Firenze capitale internazionale della scuola del futuro

Dal 27 al 29 settembre 2017 si è svolta alla Fortezza da Basso di Firenze, e dunque “fuori” dalla Germania dov’è nata, la prima edizione italiana di “Fiera Didacta Italia” - dedicata a Don Milani, innovatore ante litteram - con l’obiettivo di favorire il dibattito sul mondo dell’istruzione, per creare un luogo di incontro tra le scuole e le aziende del settore dedicato alla scuola e ai nuovi modi di trasmettere il sapere. La fiera ha rappresentato un importante momento di riflessione e scambio di esperienze per la crescita del nostro sistema educativo. Il territorio nazionale ha risposto molto positivamente, attratto dalla novità dell’evento.

Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) è partner scientifico della manifestazione ed organizzatore degli eventi, mentre l'Università telematica Iul ne è partner tecnico.

Un evento con grandi numeri

I numeri sono stati davvero impressionanti, e le cronache parlano più di 20.000 partecipanti, 150 espositori giunti da tutta Italia pronti a presentare le ultime frontiere in fatto di arredi scolastici, libri e tecnologie, distribuiti su 4 padiglioni per un totale 27.000 metri quadrati. 9 sono state le aziende internazionali arrivate da Germania, Austria, Gran Bretagna e Cina. 153 gli eventi e workshop, che si sono svolti in 18 sale; 233 le ore di seminari scientifici con 460 relatori selezionati fra docenti, esperti, ricercatori universitari e tecnici. 4 le mostre fotografiche: da Don Milani alla Banca d’Italia, dall’Archivio Storico Indire agli scatti sull’Europa della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Oltre 4.000 docenti hanno partecipato ai 93 workshop curati per la parte scientifica da Indire: ciò conferma la volontà di docenti e dirigenti scolastici di sentirsi attivi protagonisti dell’innovazione. Ben 18 gli eventi del “Didacta Off”, fra seminari, concerti e spettacoli teatrali, che si sono svolti in città. I social network poi registrano visite impressionanti: quasi 8.500 i “fan” registrati su Facebook, 9.000 le visualizzazioni dei video e 19.300 le interazioni con i post. Su Twitter l’hashtag  #Didacta2017 è stato tra i temi di tendenza (TT) nella tre giorni della fiera. Il sito di Didacta Italia è stato visitato da 102mila utenti.

Si è trattato in primis di un grandissimo lavoro di squadra che ha funzionato alla perfezione, fra Miur, Fiera Didacta International, Indire, Regione Toscana, Comune di Firenze, Firenze Fiera e le altre istituzioni ed associazioni coinvolte nel percorso progettuale.

Innovazione e formazione in servizio

Ampio spazio è stato rivolto ai temi riguardanti l’innovazione della didattica con i metodi di promozione di competenze strategiche e tutte le tecniche di miglioramento dei processi educativi, come la progettazione didattica per competenze e la didattica laboratoriale. Sono state esplorate nuove frontiere, come intelligenza artificiale, Industria 4.0, social network a misura di bambini.

Nella tre giorni di Didacta sono stati svolti  inoltre alcuni convegni nazionali  riguardanti il programma Erasmus+, eTwinning (con a lato anche la riunione nazionale di ambasciatori e referenti istituzionali e-Twinning ed Epale), Avanguardie Educative, Piccole Scuole, Scientix 3  e Traineeship.

“Fiera Didacta” è stata di fatto Inserita dal Miur tra gli eventi previsti dal piano pluriennale di formazione. Per i docenti o dirigenti scolastici interessati al programma dei numerosi workshop, Didacta ha appositamente creato una sezione docenti in cui approfondire l’offerta formativa dell’evento. Il docente ha potuto scegliere tra l’iscrizione ai Percorsi Formativi IUL-Didacta, acquistabili anche con Carta del Docente e che assegnano CFU (Crediti Formativi di livello Universitario), oppure liscrizione alla modalità del Riconoscimento della formazione in servizio, che assegna crediti UFC (Unità Formativa Certificata), come da circolare ministeriale n. 5276.

Metodologie innovative alla prova

Tutti i workshop sono stati tenuti in ambienti di tipologia diversa: modalità Talk, Immersiva, Debate.

Dal coding alla robotica, dalle aule "smontabili" alla scuola no zaino, ed ancora: proiettori "intelligenti", stampanti 3D, telescopi e droni, un corso per imparare a usare il registro elettronico, uno per cimentarsi nella flipped classroom e uno per capire come riorganizzare il calendario scolastico, ripensato con lezioni in ambiente naturale o viaggi in mondi virtuali. Da Didacta è stato lanciato un forte appello agli studi scientifici (STEM). Il Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica, presieduto dall’on. Luigi Berlinguer, ha mostrato ai docenti come far avvicinare i bambini alla musica fin dai primi anni di vita. Si è spaziato tra didattica della musica,  linguaggi digitali ed improvvisazione musicale nella didattica per i ragazzi. È stata lanciata l’iniziativa nazionale “Nessun Parli, un giorno di scuola: musica e arte oltre la parola – 22 novembre 2017”.

In alcuni workshop è stata rivolta  grande attenzione alla formazione professionale, all’alternanza scuola-lavoro, all’impatto derivante dalla stretta collaborazione tra mondo produttivo e realtà formativa: molto atteso e partecipato infine il momento seminariale  sul Sistema duale in Germania, alla presenza del Capo Dipartimento del Miur dott.sa Carmela Palumbo.

Pensieri positivi, creatività, innovazione

Visitando gli stand e partecipando ai workshop e ai seminari sulle proposte scientifiche messe in campo su scala regionale e nazionale, si è respirato un grande entusiasmo generale. Didacta con la sua formula vincente ha “marcato” davvero la storia della nostra scuola, in un momento importante in cui c’è vitale bisogno di comunicare modelli positivi. La scuola legittima  pienamente a Didacta il ruolo centrale per lo sviluppo civile delle comunità, e il fatto di compiere una riflessione così ampia sulla scuola comporta necessariamente allargare il grandangolo su tutto un mondo che cambia.

È fondamentale da un lato conservare per innovare, e  dall’altro  innovare per conservare, per custodire  l’immensa eredità culturale. È necessario essere creativi e fantasiosi, favorire l’incontro e il confronto tra i protagonisti dell’istruzione e del mondo del lavoro, superare gli stereotipi e il pessimismo dominante: ciò consente di affrontare il futuro disegnando scenari più ottimisti sul fronte del lavoro e della formazione. “La creatività – affermava l’economista Theodore Levitt è pensare cose nuove, mentre l’innovazione è fare cose nuove.” La creatività, lo sappiamo, prospera in ambienti vivaci, accoglienti, eterogenei, informali, ricchi di stimoli, aperti al dialogo, al confronto, alla condivisione di pensieri, riflessioni, esperienze, idee, ecc. e Didacta Italia ne è un modello davvero efficace.

Essere innovativi, infine, è soprattutto un’attitudine mentale legata al cambiamento. L’innovazione è una risorsa preziosa per se stessi, per un’azienda, per una nazione, in quanto è capace di portare dei miglioramenti e contribuire a una situazione di benessere (sociale, economico, personale, ecc.).

Appuntamento dunque alla prossima edizione, prevista dal 18 al 20 ottobre 2018 a Firenze - sempre all’interno della Fortezza da Basso - che si confermerà  il luogo di incontro internazionale per lo sviluppo della cultura e delle eccellenze.

Gianna Prapotnich

Riassunto. Perché no?

Cinzia MION

Educare al pensiero sintetico

Non voglio entrare con questo mio contributo nella diatriba sollevata dal professor Serianni, se sia meglio, all’esame di Stato del primo ciclo di istruzione, far affrontare agli allievi il cosiddetto tema di italiano o il riassunto. Hanno già risposto egregiamente Simonetta  Fasoli dalle pagine della presente rubrica (scuola7 n. 59), e Giuseppe Bagni dal sito del Cidi. Intendo invece, spiazzando forse qualcuno, provare ad affermare che non è male, al giorno d’oggi, insegnare ai ragazzi anche il pensiero sintetico, attraverso appunto una speciale forma di riassunto, insieme naturalmente alla “comprensione” del testo scritto. Per avallare ciò che andrò a dire farò pure riferimento all’uso di alcune prove Invalsi.

L’apprendistato cognitivo

Il riferimento va alla metodologia dell’Apprendistato cognitivo, secondo il modello di Insegnamento reciproco della lettura di Palincsar e Brown. Va ricordato che l’apprendistato cognitivo si differenzia dall’apprendistato tradizionale per l’enfasi posta sui processi cognitivi e metacognitivi sollecitati dall’esperienza guidata dall’insegnante. Attraverso questo metodo si cerca, come suggerisce la denominazione, di sottrarsi a compiti troppo scolastici, astratti, disincarnati. In verità con queste strategie, che si collocano perfettamente al centro del modello socio-culturale vigotskiano, soggiacente al testo delle Indicazioni/2012, si prova ad attivare l’apprendimento di capacità e conoscenze mettendo a disposizione degli allievi i processi mentali dell’insegnante esperto, che altrimenti rimarrebbero taciti e nascosti.

La ricerca di “senso”

Il focus del metodo viene posto su due aspetti: la ricerca del senso nella comprensione del testo, cui segue precisamente l’attivazione della sintesi alla luce del senso, e l’interazione dei pari tra loro.  Naturalmente precede il tutto l’esempio del docente che offre la prima prestazione di lettura, con l’utilizzo di diverse strategie applicate al compito, tra cui appunto la competenza del riassumere.

Sottolineo in modo particolare che tutto ruota intorno alla ricerca di senso, e ciò diventa oltremodo interessante alla luce di ciò di cui siamo a conoscenza oggi, dopo la ricerca portata avanti da Tullio de Mauro, recentemente scomparso, che affermava che il 70% degli italiani adulti soffre di analfabetismo funzionale, perché appunto mantiene la competenza strumentale ma non coglie il senso di quello che legge.

In poche parole, dovendo anch’io essere sintetica, ritornando alla pratica didattica suddetta, si tratta di leggere a voce alta un brano su cui all’inizio l’insegnante si interroga davanti ad un gruppo di allievi circa il “senso” del testo, pensando a voce alta, esprimendo varie possibilità tra cui poi sceglierà la più attendibile e corretta, desunta  dalla riflessività successiva (es. Prova Invalsi, seconda primaria, anno 2016/17, testo dal titolo “L’erba che le lepri non mangiano”, domande B13, B15, B16). Le domande del testo Invalsi possono essere assimilate ai tentativi del docente che esplora a voce alta i “possibili” sensi del testo, fino ad acciuffare quello “giusto”, dopo un adeguato pensiero riflessivo.

La processazione del testo

La seconda strategia di questo metodo didattico consiste nella processazione del testo stesso, vale a dire nel dividere il testo in sequenze narrative, cui segue la vera e propria attività del “riassumere”. È sempre l’insegnante che offre, attraverso l’attività di modeling, la traccia del processo: prende in considerazione una sequenza alla volta e si chiede, sempre pensando a voce alta: Se tolgo questa sequenza, il senso rimane? Se il senso rimane, quella sequenza viene lasciata cadere (es. sulla medesima prova Invalsi vedi le domande B2 con la dicitura  “è importante, non è importante”, con il riferimento ad alcune caratteristiche della narrazione).

Il riassunto

Alla fine rimangono le frasi essenziali a restituire il senso del testo: ecco il riassunto!

La competenza del riassumere fornisce una prova generale di comprensione, e rappresenta in fondo una fase preliminare di autodiagnosi. “Gli studenti imparano che, se non riescono a produrre un riassunto corretto, non hanno capito il testo e devono rileggerlo o tentare di chiarirsi le proprie difficoltà” (Collins-Smith). Appare lampante la correlazione con le competenze metacognitive utili per imparare ad imparare.

Ora a turno provate voi

Successivamente, per far capire che si tratta di un metodo con cui insegnare a tutti gli allievi l’apprendimento della sintesi, dopo la dimostrazione del docente, ogni alunno viene invitato per la prima volta a fare altrettanto, con il sostegno (scaffolding) dell’insegnante, che man mano alleggerirà i suoi interventi, limitandosi a spunti occasionali. Alla fine gli alunni, uno alla volta, su testi diversi, si metteranno alla prova con l’aiuto dei compagni.

Questo metodo impegna gli studenti in un modello diverso, all’interno del quale essi possono scoprire che leggere costituisce un’attività spesso co-costruttiva, come formulare domande, alla ricerca di senso, e fare riassunti, all’interno dei quali si concentra un’azione mentale raffinata e preziosa. Estrarre da un testo un distillato essenziale, togliendo ammennicoli e zavorre, predispone anche la memoria semantica ad una scelta di qualità.

La comprensione significativa

A proposito di quest’ultima affermazione, non posso fare a meno di menzionare Wiggins con la sua ricerca sulla Progettazione a ritroso, che ascrive tra le competenze più importanti, che la scuola però oggi frequentemente trascura, la comprensione significativa e duratura. Secondo me, oltre ai sei aspetti della comprensione proposti da Wiggins, un buon allenamento per avvicinarsi e integrare questo genere di comprensioni può essere anche il riassunto, ovviamente co-costruito secondo la buona pratica didattica che ho tentato di esplicitare. Credo che possiamo affermare che in questo modo si è coniugato il pensiero riflettente con il pensiero riflessivo.

Cinzia Mion

Graduatorie terza fascia ATA: chiarimenti

In risposta ai numerosi quesiti pervenuti, il Miur ha fornito alcune precisazioni in merito alla procedura di aggiornamento della terza fascia delle graduatorie di istituto del personale ATA. In attesa dell’aggiornamento potranno essere conferite supplenze fino a nomina dell’avente titolo.

In riferimento alle supplenze da conferire al personale A.T.A. dalla terza fascia delle graduatorie di istituto, con nota 22 settembre 2017 prot. n. 40591 il Miur chiarisce che le nuove graduatorie di terza fascia sostituiscono integralmente quelle vigenti nel triennio scolastico precedente e hanno validità per il triennio scolastico 2017/18, 2018/19 e 2019/20.

Pertanto, nelle more dell’aggiornamento delle suddette graduatorie d’istituto, potranno essere conferite supplenze fino a nomina dell’avente titolo.

È possibile per i destinatari delle suddette supplenze avvalersi dell’art. 59 del CCNL scuola.

Analoga formula verrà adottata anche per i contratti a tempo determinato stipulati con i supplenti per la copertura dei posti lasciati temporaneamente vacanti dal personale di ruolo titolare di articolo 59.

Notizie della scuola ha dedicato all'argomento un fascicolo monografico, contenente tutta la normativa ministeriale e un ampio servizio redazionale.


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Incentivi per i diplomati con lode

340 euro pro capite agli studenti che nell’a.s. 2016/17 hanno conseguito il diploma con la votazione di 100 e l’attribuzione della lode: il Miur ha determinato le risorse finanziarie da destinare, tramite gli Uffici Scolastici Regionali, alle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria superiore, statali e paritarie.

Con decreto dirigenziale Miur 26 settembre 2017 n. 956 è stato determinato l’importo di euro 340,00 (trecentoquaranta/00) da assegnare pro-capite agli studenti delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie che hanno conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore con la votazione di 100 e lode nello scorso anno scolastico.

Le risorse verranno erogate tramite gli Uffici scolastici regionali, sulla base del numero degli stessi beneficiari individuati per ciascuna regione.

I dirigenti scolastici interessati procederanno alla premiazione degli studenti meritevoli, nel corso di cerimonie che potranno essere organizzate anche in accordo con gli enti locali.

È in corso la rilevazione degli studenti che hanno raggiunto i risultati più elevati nell’ambito delle gare e competizioni riguardanti le eccellenze individuate negli specifici ambiti disciplinari.

Resta ferma la possibilità di incrementare il predetto ammontare, qualora dovessero  rendersi disponibili ulteriori risorse finanziarie da poter utilizzare a tali fini.


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Distribuzione Carta dello Studente “IoStudio”

Le scuole sono invitate a verificare la giacenza dei plichi contenenti le Carte dello Studente “IoStudio” presso i loro uffici, e a procedere alla relativa distribuzione. È inoltre attivo un nuovo contatto telefonico per ogni richiesta di assistenza.

Il servizio “IoStudio – la Carta dello Studente” è lo strumento a supporto del diritto allo studio degli studenti frequentanti le scuole secondarie di II grado, correttamente censiti all’interno dell’Anagrafe Nazionale Studenti del SIDI.

Sulla base delle attività di monitoraggio effettuate, con nota 25 settembre 2017 prot. n. 4658 il Miur ha comunicato ai dirigenti scolastici che potrebbe sussistere la possibilità che non tutti gli alunni abbiano già ricevuto a scuola la propria Carta IoStudio, e che quest’ultima possa essere ancora in giacenza presso gli uffici degli istituti scolastici.

Pertanto le scuole sono invitate ad avviare le opportune operazioni di coordinamento affinché il personale amministrativo provveda a verificare l’effettiva giacenza dei plichi contenenti le Carte (quelli contrassegnati dal bollino arancione “IoStudio”) presso gli uffici della scuola e a procedere alla distribuzione delle medesime con l’ausilio degli elenchi ivi contenuti.

Per ogni dubbio inerente le procedure di assistenza per gli studenti e le famiglie in merito al servizio in oggetto, il personale scolastico può consultare le informazioni riportate all’interno del Portale dello Studente.

Il nuovo numero utilizzabile in caso di necessità di assistenza da parte delle segreterie scolastiche è 06/40409803.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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