Scuola7 23 ottobre 2017, n. 63

Scuola7

la settimana scolastica

23 ottobre 2017, n. 63


In questo numero parliamo di:

Arrivano le prove Invalsi di inglese (G. Langè)

Sicurezza: Seminario nazionale alla Camera dei Deputati (P. Marotta)

Scritture sotto esame (M.G. Calì)

La valutazione degli alunni in difficoltà tra standard e personalizzazione (A. Carlini)

Sperimentazione percorsi quadriennali alla secondaria di II grado

Contratto scuola: rinnovo entro fine anno

Risorse per scuole in aree a rischio

Legge di bilancio 2018: le misure per i giovani e l’istruzione

Domanda 150 ore per diritto allo studio

Alternanza scuola-lavoro: voucher alle imprese


Settimanale di informazione scolastica.
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Parliamo diArrivano le prove Invalsi di inglese
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Arrivano le prove Invalsi di inglese

Gisella LANGÈ

Le prove Invalsi di lingua inglese nel primo ciclo

Inutile negarlo: l'introduzione della prova nazionale di lingua inglese rappresenta la maggiore novità del D.Lgs. 62/2017 e dei successivi DD.MM. n. 741 e n. 742 del 3 ottobre 2017, che hanno introdotto le nuove modalità di  valutazione delle competenze nel primo ciclo.

A partire dal 2018 alle prove di  italiano e matematica si aggiunge la prova di lingua inglese, che è stata prevista nella classe quinta della scuola primaria e nella classe terza della scuola secondaria di I grado. 

Anche le prove di inglese, come quelle di italiano e matematica, non fanno parte dell’esame di Stato, nell’ottica di una maggiore coerenza con l’obiettivo finale delle prove: fotografare il livello di competenza degli alunni ai fini di un miglioramento del sistema scolastico. La partecipazione sarà requisito per l’accesso all’esame, ma non inciderà sul voto finale.

Date e modalità

La lettera Invalsi del 6 ottobre 2017 ha fornito precisazioni in merito alle date e modalità di svolgimento previste:

  • il 3 maggio 2018 nella classe quinta della scuola primaria, ove le prove verranno somministrate con i tradizionali fascicoli cartacei. La prova riguarda le competenze ricettive (comprensione della lettura e dell'ascolto) riferite al livello A1 del QCER (Quadro comune europeo di riferimento per lingue) in coerenza con le Indicazioni nazionali;
  • tra il 4 e il 21 aprile 2018 nella classe terza della scuola secondaria di primo grado, ove le prove saranno somministrate tramite computer (CBT - Computer Based Testing). La prova riguarda le competenze ricettive (comprensione della lettura e dell'ascolto), si riferisce principalmente al livello A2 del QCER ed è sviluppata in coerenza con le Indicazioni nazionali.

Test di fronte al computer

Positiva appare la scelta delle prove computer based per le classi terze: costituiscono un forte elemento di innovazione in quanto permettono una migliore elaborazione dei dati e forniscono alle scuole informazioni più articolate. Inoltre, eliminando il lavoro di immissione dei dati e di correzione delle domande a risposta aperta, rendono più agile il lavoro dei docenti.

Particolarmente in ansia appaiono i circa 550.000 studenti della scuola secondaria di primo grado, in quanto abituati ad un limitato uso delle nuove tecnologie durante le lezioni di inglese, e ad un utilizzo ancor più limitato dei computer per le verifiche. Ansia anche per i docenti, che non dispongono ancora di esempi da analizzare e da cui prendere spunto per le loro azioni didattiche.

Esempi di prove

Al fine di offrire a scuole e alunni/e la possibilità di effettuare delle simulazioni delle prove, l'Invalsi ha precisato che solo entro il 31 gennaio 2018 renderà disponibili sul proprio sito esempi di prove d'inglese per la classe V primaria e di prove CBT per la classe III della scuola secondaria di primo grado.

Grande è l'aspettativa da parte di tutti, e molti editori si sono già attivati per fornire materiali finalizzati ad  "allenare" gli alunni off e on line. Basta digitare su un motore di ricerca "prove Invalsi lingua inglese"  e decine di prodotti cartacei e di test computerizzati offrono prodotti di vario tipo. Attenti, però: solo quando saranno resi noti  gli "esempi firmati Invalsi" si avrà la sicurezza di come il test sia stato costruito e delle tipologie dei quesiti.   

Come preparare gli alunni?

La prova Invalsi fornisce ai docenti l'occasione di rileggere alcuni documenti di riferimento e di focalizzare meglio alcuni aspetti che caratterizzano le loro azioni didattiche. Due i documenti che dovrebbero essere presi in considerazione: le Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo 2012 e il Quadro di riferimento della prova Invalsi di italiano.   

Nelle Indicazioni Nazionali gli "Obiettivi di apprendimento" e i "Traguardi per lo sviluppo delle competenze" per la lingua inglese al termine della classe quinta della scuola primaria e al termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado offrono precise descrizioni delle abilità di "ascolto" e di "lettura", con definizione di "argomenti", "ambiti" e "contenuti"... Da rileggere quindi con molta attenzione. Compito del docente è esercitare gli/le alunni/e con varie tipologie di esercizi (scelta multipla, vero/falso, cloze...) tipici di test "computer based".

A.A.A. Quadro di riferimento, cercasi…

Il Quadro di riferimento della prova Invalsi di italiano offre invece i riferimenti concettuali e i criteri operativi utilizzati nella costruzione della prova di italiano. Partendo dalle competenze sottese alla comprensione della lettura e alle modalità di lettura, le considerazioni sulla lettura chiariscono a tutti gli interessati (scuole, insegnanti, studenti, genitori, altri cittadini) i contenuti e gli aspetti che la prova intende verificare e i tipi di quesiti utilizzati. Il fine è di rendere trasparente l’impostazione della prova e favorire la successiva analisi e interpretazione dei risultati da parte delle scuole e dei docenti. Nel testo viene dichiarato che "fonte di ispirazione" sono state le indagini internazionali sulla lettura OCSE-PISA e IEA-PIRLS. È quindi molto probabile che anche i test di inglese siano costruiti sul modello dei test internazionali PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study), PISA (Programme for International Student Assessment), TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study).

La speranza è che Invalsi pubblichi al più presto non solo gli "esempi di prove di inglese", ma anche il "framework" per la prova di inglese!     

Gisella Langè

Sicurezza: Seminario nazionale alla Camera dei Deputati

Paolino MAROTTA

Sicurezza. Il nodo vero: gli artt. 17 e 18

Le Associazioni professionali dei dirigenti scolastici A.N.DI.S. e Di.S.A.L. organizzano per il prossimo 25 ottobre, presso la Sala Salvadori di Palazzo Montecitorio, un Seminario nazionale sul tema “Sicurezza. Il nodo vero: gli artt. 17 e 18”.

I lavori saranno aperti alle ore 15 dagli interventi di saluto del Presidente A.N.DI.S. Paolino Marotta e del deputato Umberto D’Ottavio, componente della Commissione Cultura della Camera.

Subito dopo avrà inizio una Tavola rotonda significativamente intitolata Sicurezza e responsabilità del dirigente scolastico. Verso una soluzione legislativa?, coordinata da Alessandra Ricciardi giornalista di Italia Oggi.

Si confronteranno sul tema:

Vito De Filippo, sottosegretario di Stato al Miur;

Cesare Damiano, presidente XI Commissione Camera;

Mara Carocci, deputato, primo firmatario della proposta di legge A.C. 3963;

Serena Pellegrino, deputato, primo firmatario della proposta di legge A.C. 3830;

Raffaele Guariniello,  già magistrato, esperto sicurezza del lavoro;

Antonietta Di Martino, Osservatorio Sicurezza USR Piemonte.

Sono state invitate l’Unione delle Province d’Italia  e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Al primo giro di interventi farà seguito un dibattito, che darà spazio alle questioni poste dagli ospiti in sala (parlamentari, esperti, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dirigenti dei Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, dirigenti scolastici).

Le conclusioni dei lavori saranno svolte dal Presidente nazionale della Di.S.A.L. Ezio Delfino.

Le responsabilità dei dirigenti scolastici

L’iniziativa fa seguito alla interlocuzione avviata dai Presidenti Marotta e Delfino lo scorso 11 luglio con le Commissioni Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati, in sede di audizione sulle proposte di legge A.C. 3830 (Pellegrino) e A.C. 3963 (Carocci) di modifica dell'articolo 18 del decreto legislativo n. 81/2008 concernente la responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

In quella occasione A.N.DI.S. e Di.S.A.L. avevano già rappresentato alle Commissioni i sentimenti di malessere e di frustrazione dei dirigenti scolastici italiani per le responsabilità che la legge pone a loro carico in materia di sicurezza dei luoghi, degli impianti e delle attrezzature di lavoro.

Individuati dal Dlgs 81/2008 quali “datori di lavoro” senza che possano effettivamente disporre di “autonomi poteri decisionali e di spesa”, i dirigenti scolastici sono preoccupati soprattutto per l’orientamento costante della Corte di Cassazione, che ha più volte sancito la piena responsabilità (derivante proprio dalla qualifica di “datore di lavoro”) del dirigente scolastico per incidenti occorsi sia in ambito scolastico sia per effetto di carenze strutturali dell’edificio e/o per lavori di adeguamento e messa in sicurezza non eseguiti dall’Ente proprietario. 

Lo stato di salute delle nostre scuole

Con l’iniziativa del 25 ottobre A.N.DI.S. e Di.S.A.L. vogliono segnalare ancora una volta al decisore politico che la gestione della sicurezza nelle scuole, così come disciplinata dalle norme vigenti, grava il dirigente scolastico di una responsabilità non “sostenibile”, soprattutto se si considera la diffusa inadempienza degli Enti locali in ordine alla manutenzione, alla messa in sicurezza degli edifici e alla trasmissione delle certificazioni  obbligatorie alle scuole, come pure la drammatica situazione strutturale in cui versa l’edilizia scolastica in Italia.

Dai dati presenti nell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica del Miur e negli ultimi Rapporti di Legambiente e Cittadinanzattiva risulta che su un totale di circa 43.000 plessi scolastici:     

  • 20.000 non sono in possesso della certificazione di agibilità;
  • 30.000 non hanno il certificato di prevenzione incendi;
  • 13.000 hanno bisogno di urgenti interventi di manutenzione;
  • 6.000 sorgono su aree ad alto rischio idrogeologico; 
  • 20.000 sono situati in aree a rischio sismico.

Un quadro davvero allarmante, soprattutto in considerazione degli indici di vetustà degli edifici e della loro esposizione al rischio (sismico, idrogeologico, vulcanico, chimico, acustico, ecc.). 

La questione del “datore di lavoro”

A.N.DI.S. e Di.S.A.L. sostengono con forza che la disciplina sul ruolo del Dirigente scolastico (art. 25 del Dlgs. 165/2001) vada mantenuta assolutamente distinta da quella di datore di lavoro in ambito prevenzionistico (Dlgs. 81/2008). La modifica normativa non è più rinviabile e deve affrontare nell’immediato il nodo principale (ruolo del datore di lavoro e distinzione di competenze con l’Ente proprietario), intervenendo in particolare sull’art. 17 c. 1 lettera a) e sull’art. 18 (integrando le due proposte di legge Pellegrino e Carocci).

A.N.DI.S. e Di.S.A.L. auspicano che l’intervento di manutenzione legislativa sul Dlgs. 81/2008, prefigurato dalle Commissioni Istruzione e Lavoro della Camera, possa concludersi in tempi brevi con il passaggio alle aule parlamentari.

Paolino Marotta

Sperimentazione percorsi quadriennali alla secondaria di II grado

Abbreviare il percorso scolastico con lo scopo di far conseguire il diploma entro il diciottesimo anno di età. Con quest’obiettivo nell’a.s. 2018/19 partirà a livello nazionale la sperimentazione di percorsi di studio in quattro anni nei Licei e Istituti tecnici. Le scuole interessate possono presentare le loro candidature fino al 13 novembre.

Finora la sperimentazione quadriennale ha interessato singole scuole, che ne hanno fatto richiesta presentando progetti autorizzati di volta in volta dal Ministero. A partire dall’anno scolastico 2018/2019 si procederà invece con una sperimentazione a livello nazionale. Il decreto dipartimentale 18 ottobre 2017 n. 820 illustra nel dettaglio la sperimentazione e le caratteristiche dei progetti.

Possono presentare progetti di innovazione metodologico-didattica finalizzati alla realizzazione dei percorsi quadriennali:

  • le istituzioni scolastiche che organizzano percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, sia statali che paritarie, riferiti agli indirizzi di liceo e di istituto tecnico;
  • le istituzioni scolastiche che abbiano già in corso la sperimentazione. Qualora tali istituzioni scolastiche non presentino una proposta progettuale ovvero non risultino selezionate, non si procederà al rinnovo delle sperimentazioni in atto (le sole classi intermedie completeranno il ciclo sperimentale).

Ciascuna istituzione scolastica potrà presentare il progetto per una sola sezione, a partire dalla classe prima, e per un solo indirizzo di studio.

La candidatura potrà essere presentata solo dopo aver ottenuto il consenso degli organi collegiali, e dovrà essere in linea con gli orientamenti già presentanti nel Piano triennale dell’Offerta Formativa. Le istituzioni scolastiche dovranno assicurare agli studenti il raggiungimento delle competenze e degli obiettivi specifici di apprendimento previsti per il quinto anno di corso, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali e delle Linee guida.

Le proposte dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione, in particolare per quanto riguarda l’articolazione e la rimodulazione dei piani di studio, per l’utilizzo delle tecnologie e delle attività laboratoriali nella didattica, per l’uso della metodologia Clil, per i processi di continuità e orientamento con la scuola secondaria di primo grado, il mondo del lavoro, gli ordini professionali, l’università e i percorsi terziari non accademici.

Le scuole interessate devono far  pervenire la propria candidatura dal 20 ottobre al 13 novembre 2017,  inviando all’indirizzo di posta quadriennali@istruzione.it:

  • istanza di partecipazione, secondo il modello allegato  al suddetto decreto;
  • progetto in formato PDF, debitamente firmato dal dirigente scolastico;
  • delibera di adesione del collegio dei docenti;
  • delibera di adesione del consiglio di istituto.

Un’apposita Commissione tecnica valuterà le domande pervenute. La valutazione di ciascun progetto avverrà attribuendo un punteggio massimo di 100 punti sulla base dei seguenti criteri:

  • coerenza del progetto con le finalità (massimo 20 punti);
  • grado di corrispondenza del progetto, anche in termini di innovazione didattica e metodologica, con i requisiti indicati (massimo 40 punti);
  • qualità complessiva del progetto di innovazione (massimo 40 punti).

La graduatoria dei progetti approvati sarà pubblicata sul sito del Miur entro il 20 dicembre 2017.

Nel corso del quadriennio, un Comitato scientifico nazionale valuterà l’andamento nazionale del Piano di innovazione e predisporrà annualmente una relazione che sarà trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. A livello regionale, invece, saranno istituiti i Comitati scientifici regionali che dovranno valutare gli esiti della sperimentazione, di anno in anno, da inviare al Comitato scientifico nazionale.

Al termine della sperimentazione, nel 2023, i risultati dovranno essere discussi con tutti i rappresentanti del mondo della scuola e con i decisori politici.


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Contratto scuola: rinnovo entro fine anno

Trasmesso lo scorso 19 ottobre all’Aran l’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto di comparto e dell’area dirigenziale dell’Istruzione e della Ricerca. Fedeli e Madia assicurano: “L’apertura della contrattazione partirà subito per avere il rinnovo entro la fine dell’anno”.

La chiusura e trasmissione dell’Atto di Indirizzo all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni è il primo passo per l’avvio del tavolo di contrattazione.

Il comparto e l’area dirigenziale dell'Istruzione e della Ricerca comprendono i dipendenti di:

  • Scuola: dirigenti, docenti, educatori, amministrativi, tecnici ed ausiliari;
  • AFAM: direttori, docenti, coordinatori, assistenti, coadiutori;
  • Università: dirigenti, elevate professionalità e personale amministrativo;
  • Enti pubblici di ricerca: dirigenti, personale amministrativo e di ricerca di 21 enti.

L’Atto di indirizzo ha una parte comune ai settori coinvolti e le specifiche sezioni. Fermi restando gli incrementi garantiti a tutti dal rinnovo, l’Atto siglato oggi consente alle istituzioni e agli enti coinvolti la possibilità di una maggiore valorizzazione del personale.

Soddisfazione da parte del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli e del Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. nel comunicato stampa si legge: “La chiusura dell’Atto di indirizzo è un importante passo verso il rinnovo del contratto atteso ormai da dieci anni. Il governo sta proseguendo sulla strada tracciata con l’accordo dello scorso 30 novembre. L’apertura della contrattazione partirà subito per avere il rinnovo entro la fine dell’anno. ci sono sia i tempi che le risorse per farlo”.


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Risorse per scuole in aree a rischio

Il Miur comunica l’ammontare delle risorse finanziarie a disposizione per l’a.s. 2017/18 per le scuole collocate nelle aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e contro la dispersione scolastica. Le istituzioni scolastiche interessate possono collegarsi al portale www.areearischio.it per l’inserimento dei progetti.

Le risorse finanziarie a disposizione per l’anno scolastico 2016-2017 per le scuole collocate nelle aree a rischio educativo, con forte processo immigratorio e contro la dispersione scolastica sono determinate nella somma complessiva pari a € 23.870.000,00 (lordo stato), ripartita tra le Regioni secondo il prospetto allegato alla nota 16 ottobre 2017 prot. n. 5094.

L’importo è stato ripartito tra le regioni sulla base dei criteri e dei parametri di tipo sociale, economico, sanitario, culturale, nonché sulla base di altri indicatori, tra i quali quelli relativi alla dispersione scolastica ed agli alunni stranieri.

In attesa della procedura di certificazione del relativo Contratto Collettivo Integrativo Nazionale, gli UU.SS.RR. sono invitati a procedere all’avvio della contrattazione integrativa regionale con le OO.SS., fermo restando che la sottoscrizione dei contratti potrà avvenire soltanto dopo il perfezionamento del suddetto Contratto.

Contestualmente gli UU.SS.RR. comunicheranno alle scuole l’avvio delle procedure di presentazione dei progetti. Per semplificare la fase della raccolta delle progettazioni da parte delle Commissioni regionali anche quest’anno è stato attivato il portale dedicato raggiungibile all’indirizzo www.areearischio.it. Le istituzioni scolastiche interessate dovranno collegarsi al portale e seguire le istruzioni per l’inserimento dei progetti. Sarà compito poi delle commissioni regionali approvare, con un’apposita funzione del portale, solo i progetti che saranno definitivamente finanziati, riportando per ciascuno di essi l’importo corrispondente.

L’accesso al sito sarà possibile tramite la password in possesso dei referenti responsabili delle aree a rischio. Le funzionalità della piattaforma saranno operative dal 16 ottobre 2017. La realizzazione dei progetti dovrà avvenire entro e non oltre il 30 giugno 2018.


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Seminario nazionale Scanno 2017

3-4-5 novembre 2017

Scanno 2017

Una preziosa occasione formativa per dirigenti scolastici, aspiranti dirigenti, insegnanti e figure di staff: Tecnodid presenta il Seminario nazionale La nuova valutazione: cosa cambia nella scuola e in classe. L’iniziativa si terrà a Scanno (AQ) dal 3 al 5 novembre 2017, presso la sala congressi dell’hotel Miramonti (via D. Di Rienzo, 32 - Scanno AQ).

Un appuntamento con lo studio e l’approfondimento, per offrire strumenti operativi di lavoro e di governo della scuola, utili anche per la preparazione alle prove concorsuali.

Attraverso relazioni e laboratori specifici parleremo, fra l’altro, di: strumenti e pratiche valutative, prove Invalsi, BES, certificazione delle competenze, rendicontazione sociale, nuovi esami di Stato, attuazione dei nuovi decreti sulla valutazione.

E ancora una “palestra simulata” per esercitarsi sui contenuti del programma del concorso a dirigente scolastico.

Relatori: Ettore Acerra, Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Domenico Ciccone, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Rossella Stornaiuolo ed altri…



Per il programma dettagliato, i costi e il modulo di iscrizione, consulta la pagina dedicata all’evento

 

Carta del Docente
Tecnodid Editrice è Ente di Formazione accreditato presso il MIUR, pertanto è possibile utilizzare la Carta del Docente

Scritture sotto esame

M. Gloria CALÌ

La nuova prova scritta d’italiano all’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione

L’esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione è stato recentemente aggiornato con il D.M. 741 del 3/10/2017.  In particolare, l’art. 7 definisce finalità e tipologia della prova scritta di italiano.

Il comma 1 definisce le finalità della prova:

  • padronanza della lingua;
  • capacità di espressione personale;
  • corretto ed appropriato uso della lingua;
  • coerente ed organica esposizione del pensiero.

Il comma 2 definisce le tipologie:

  • testo narrativo o descrittivo, coerente con la situazione, l’argomento, lo scopo e il destinatario indicati nella traccia;
  • testo argomentativo, che consenta l’esposizione di riflessioni personali, per il quale devono essere fornite indicazioni di svolgimento;
  • comprensione e sintesi di un testo letterario, divulgativo o scientifico, anche attraverso richieste di riformulazioni.

Il comma 3 precisa infine che “la prova può essere strutturata in più parti riferibili alle diverse tipologie di cui al comma 2”.

Le finalità della prova scritta

Ci domandiamo, anzitutto, se la finalità della prova discenda o meno dal profilo dello studente definito dalle Indicazioni Nazionali del primo Ciclo, come ci si aspetterebbe dal momento che di tale ciclo l’esame rappresenta il momento conclusivo; in particolare, la prova dovrebbe esplicitare le competenze disciplinari in coerenza con i traguardi e gli obiettivi definiti per l’italiano nelle Indicazioni stesse, cornice e struttura di tutta la vita scolastica dell’alunno nella scuola di base. Dalla lettura emerge che, nel complesso, le scelte espresse nel D.M. sembrano rispondere alla finalità generale del percorso formativo di scrittura a scuola, sintetizzata nell’uso consapevole e corretto degli strumenti necessari per scrivere “a” qualcuno “per” qualcosa.

Le diverse tipologie testuali

Passando alla lettura del c. 2, la prima formulazione della tipologia, relativa al testo descrittivo o narrativo, tutto sommato risulta “solo” tautologica: scrivi ciò che ti viene chiesto di scrivere.  Una simile sensazione di ridondanza si avverte leggendo la seconda tipologia, per la quale la commissione viene preavvisata del fatto che, come già si sa, deve fornire indicazioni per la stesura nella traccia.

La terza tipologia, invece, lascia veramente dubbiosi. Sono presenti anzitutto tre aspetti diversi della competenza di scrittura: comprensione, sintesi, riformulazione. La comprensione è già oggetto di rilevazione standardizzata attraverso la prova Invalsi, ormai fuori dall’esame, perciò non si sentirebbe la necessità di indagare in altro modo questo stesso aspetto della competenza. La sintesi, che è la grande e controversa novità tipologica all’esame, presume certamente la comprensione del testo, tuttavia, volendo riferirsi alle Indicazioni Nazionali, sta certamente tra gli obiettivi di apprendimento del primo ciclo, ma “in vista di scopi specifici”. In altre parole, nel percorso scolastico gli alunni imparano a fare una sintesi di un testo, letto o ascoltato, ma devono sapere perché lo fanno: il riassunto fine a se stesso non è una tipologia testuale.

Quali i contenuti dei testi?

La stessa elencazione dei testi da proporre per la sintesi appare incoerente: ad una indicazione “tipologica” (testo narrativo) seguono due indicazioni anche, ma non solo, contenutistiche (“divulgativo” e  “scientifico”: forse si può intendere “di divulgazione scientifica”?). Ammesso che sia ammissibile indagare la competenza di sintesi “pura”, perché escludere l’articolo giornalistico, la biografia, la recensione…?

Riformulare un testo, infine, è un terzo aspetto della competenza di scrittura, non una variante del riassunto (o “sintesi”) e, d’altro canto, la sintesi può essere intesa come una riformulazione. Per evitare fraintendimenti, certamente sarebbe opportuno far presente la necessità di chiarire quali debbano essere le caratteristiche tecniche del prodotto richiesto.

Un ultimo sguardo richiede, infine, il c. 3, che di fatto introduce la possibilità di mescolare come si vuole le tre tipologie precedenti.

Un’occasione perduta?

Forse. Dovendo mettere mano al riordino della valutazione nel primo ciclo, ed in particolare all’esame finale, si poteva scegliere una via più semplice: aggiornare le tipologie esistenti, con lo scopo di rendere la prova scritta di italiano una vera prova di competenza, in cui l’alunno, dopo aver seguito un lungo percorso per l’apprendimento della scrittura, con “tempi distesi, diversificazione delle attività didattiche ed interdisciplinarietà” (Indicazioni Nazionali, 2012), potesse veramente trovarsi davanti un’occasione per esprimere la sua “cultura”, con gli strumenti tecnici della lingua scritta, e la sua autentica dimensione personale.

M. Gloria Calì

La valutazione degli alunni in difficoltà tra standard e personalizzazione

Antonia CARLINI

Valutare le prestazioni o i processi?

Il D.Lgs. 62/2017 sulla valutazione e certificazione delle competenze nel I ciclo ed esami di Stato,  attuativo dei principi di delega contenuti nella L. 107/2015, costituisce un tentativo di sintesi dei due modelli che hanno caratterizzato la valutazione scolastica fino ad oggi: l’approccio funzionalista-quantitativo, prevalente nel DPR 122/2009 (Regolamento sulla valutazione), centrato sull’accertamento con un criterio numerico dei risultati di apprendimento conseguiti da ciascun alunno in relazione ai traguardi nazionali comuni, e quello fenomenologico-qualitativo, prevalente nella L. 517/1977, focalizzato sulla valorizzazione del processo di apprendimento e dei progressi individuali, rilevati attraverso criteri descrittivi in relazione alla situazione di partenza, oltreché ai traguardi comuni. 

Nella valutazione degli alunni con disabilità, e in più generale di coloro che a causa di funzionamenti problematici manifestano difficoltà, restano indietro e rischiano l’esclusione, la difficoltà maggiore consiste proprio nel trovare una sintesi equilibrata tra l’esigenza di accertare livelli essenziali di prestazione comuni («che cosa apprende») e la necessità di considerare il percorso di apprendimento individuale («come apprende»), così da recuperare la globalità e la complessità dell’esperienza di apprendimento individuale.

Lo sbilanciamento sui risultati raggiunti e misurati in relazione agli obiettivi comuni, secondo un criterio valutativo assoluto, fa scivolare nelle pratiche selettive del passato, mentre lo spostamento sul percorso e sui progressi individuali riduce le aspettative e l’investimento di risorse metodologiche e strategiche nel progetto di apprendimento dell’alunno.

Per gli alunni con disabilità, criteri valutativi peculiari

La valutazione degli alunni, e in particolare di quelli con disabilità, seguiti con un piano educativo individualizzato (PEI) che considera il profilo di funzionamento secondo una prospettiva bio-psico-sociale  (ICF), presuppone una mediazione didattica forte, ricca di possibilità di partecipazione, multidimensionale e multicanale, e richiede al team docenti o al consiglio di classe scelte unitarie, coerenti con l’istanza di individualizzazione (definizione degli obiettivi minimi irrinunciabili, riduzione quantitativa non sostanziale dei contenuti, strategie mirate, strumenti e tempi adeguati alle esigenze dei singoli) e con l’istanza di personalizzazione (pianificazione di percorsi elettivi per il raggiungimento di mete personali e per lo sviluppo di aree di eccellenza e talenti personali) di cui ogni alunno è portatore, al di là della presenza di bisogni educativi speciali o meno.

Nel nostro quadro giuridico-ordinamentale non sono mancati documenti e sentenze illuminati in tal senso. Un esempio riguarda il principio fondamentale fissato nella Relazione Falcucci del 1975, manifesto pedagogico dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, per cui la frequenza di scuole comuni da parte di questi alunni non implica il raggiungimento di mete culturali comuni, e lo stesso criterio di valutazione dell’esito scolastico deve perciò fare riferimento al grado di maturazione raggiunto dall’alunno sia globalmente sia a livello degli apprendimenti realizzati, superando il concetto rigido del voto o della pagella. Principio che, ricordiamo, trova  conferma nella sentenza costituzionale n. 215 del 1987, per cui capacità e merito degli alunni con disabilità vanno valutati secondo parametri peculiari, adeguati alle rispettive minorazioni.

Cosa cambia con i recenti decreti sulla valutazione?

Ebbene, le recenti norme sulla valutazione riprendono tale principio e lo sviluppano attraverso la regolamentazione di alcune situazioni specifiche. Pensiamo, ad esempio, alla questione della partecipazione degli alunni con disabilità all’esame di Stato del I ciclo e del conseguimento del titolo di studio, che non è stata mai regolamentata con chiarezza ed ha originato scelte e pratiche difformi nelle scuole del territorio nazionale.

Il comma 6 dell’art. 11  del D.Lgs. 62/2017, infatti, stabilisce che la sottocommissione, sulla base del PEI, predispone, se necessario, prove differenziate idonee a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali, che hanno valore equivalente ai fini del superamento dell'esame e del conseguimento del diploma finale.

Il comma 8 e la successiva nota ministeriale esplicativa 1865/2017 chiariscono che l’attestato di credito formativo viene rilasciato solo agli alunni con disabilità che non si presentano agli esami per gravi e documentati motivi.

Un quadro di sintesi

Nella tabella che segue proponiamo una lettura integrata delle disposizioni attuative della delega sulla valutazione riguardanti la valutazione degli alunni con disabilità e con disturbi specifici di apprendimento.

 

Tab. 1 - La valutazione degli alunni con disabilità e DSA nel I ciclo di istruzione
Art. 11 D.Lgs. 62/2017 – Art. 14 D.M. 741/2017 – D.M. 742/2017– Nota Miur 1865/2017

Valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità

Valutazione delle alunne e degli alunni con disturbo specifico di apprendimento

Oggetto e finalità della valutazione

La valutazione è riferita ai traguardi formativi -comportamento e obiettivi di apprendimento disciplinari - e alle attività previsti nel PEI che viene redatto sulla base del Profilo di funzionamento dell’alunno.

Attraverso la valutazione i docenti promuovono lo sviluppo delle potenzialità dell’alunno nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione.

La valutazione degli apprendimenti, incluse l'ammissione e la partecipazione all'esame finale del primo ciclo di istruzione, è coerente con il PDP.

Ausili, strumenti e dispense

Ricorso ad attrezzature tecniche e a sussidi didattici, nonché ad ogni altra forma di ausilio tecnico necessario per l'attuazione del PEI.

Adozione di modalità che consentono all'alunno di dimostrare il livello di apprendimento conseguito, mediante l'applicazione delle dispense e degli strumenti compensativi indicati nel PDP.

Prova nazionale Invalsi

Il consiglio di classe può prevedere:

· adeguate misure compensative o dispensative;

· specifici adattamenti della prova;

· esonero della prova.

Il consiglio di classe può disporre:

· adeguati strumenti compensativi coerenti con il PDP.

Gli alunni dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall'insegnamento della lingua straniera non sostengono la prova di inglese.

Esame di Stato  diploma e attestato di credito formativo

La sottocommissione, sulla base del PEI:

· predispone prove differenziate, equivalenti ai fini del superamento dell'esame e del conseguimento del diploma finale, idonee a valutare il progresso dell'alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

L’attestato di credito formativo, valido ai fini dell’iscrizione ai percorsi successivi, è previsto solo per gli alunni che non si presentano agli esami, fatta salva l’assenza per gravi e documentati motivi in base ai quali va prevista una sessione suppletiva.

La sottocommissione, sulla base del PDP:

· stabilisce modalità e contenuti della prova orale sostitutiva della prova scritta di lingua straniera per i casi di dispensa previsti nella diagnosi;

· riserva tempi più lunghi per le prove;

· consente l’uso degli strumenti informatici impiegati in corso d’anno purché non venga pregiudicata la validità delle prove scritte;

· predispone prove differenziate, equivalenti ai fini del superamento dell'esame e del conseguimento del diploma finale, nei casi di particolare gravità esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere.

Certificazione delle competenze alunni con disabilità

Certificazione delle competenze al termine della scuola primaria e del I ciclo di istruzione

Per le alunne e gli alunni con disabilità, certificata ai sensi della legge n. 104/1992, il modello nazionale può essere accompagnato, ove necessario, da una nota esplicativa che rapporti il significato degli enunciati di competenza agli obiettivi specifici del PEI (scuola primaria) e al profilo dello studente e agli obiettivi specifici del Piano educativo individualizzato (I ciclo).

Bibliografia

A. Carlini, BES in classe. Modelli organizzativi e didattici per una scuola inclusiva - dall’autovalutazione alla lezione inclusiva, edizione aggiornata, casa editrice Tecnodid, Napoli 2017.

Antonia Carlini

Legge di bilancio 2018: le misure per i giovani e l’istruzione

Approvato lo scorso 16 ottobre in Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul bilancio di previsione 2018. Assunzione dei ricercatori, rinnovo dei contratti, armonizzazione degli stipendi dei dirigenti scolastici, scatti di anzianità dei docenti universitari sono alcune delle misure concernenti il settore dell’istruzione.

Nella seduta dello scorso 16 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. Di seguito le misure che riguardano i giovani e l’istruzione.

 

Bonus cultura per i diciottenni

Viene confermata la misura introdotta nel 2016. I giovani che compiono 18 anni nel 2018, attraverso apposita piattaforma online, hanno a disposizione 500 euro spendibili per l’acquisto di biglietti del teatro o del cinema, l’acquisto di libri e musica registrata, per l’ingresso ai musei.

 

Pacchetto Miur

Per l’università, vi sono misure che consentono di bandire nuovi posti per ricercatori universitari e a favore dei professori in servizio sono sbloccati gli scatti stipendiali che continuano ad essere corrisposti sulla base della previa verifica della produttività scientifica; invece, sul versante della scuola, la legge di bilancio inizia ad affrontare il tema dell’avvicinamento del trattamento retributivo dei dirigenti scolastici a quello degli altri dirigenti statali.

 

Incentivo strutturale per l’occupazione giovanile stabile

A decorrere dal primo gennaio 2018 i datori di lavoro del settore privato che assumono giovani con contratti a tutele crescenti beneficeranno di uno sconto triennale sui contributi previdenziali pari al 50% (esclusi i lavoratori domestici). L’esonero spetta anche per le assunzioni avvenute nei mesi di novembre e dicembre 2017, ferma restando la decorrenza dal primo gennaio 2018.  Lo sconto contributivo si applica anche nei casi di prosecuzione di un contratto di apprendistato in contratto a tempo indeterminato, qualunque sia l’età anagrafica al momento della prosecuzione e quando un datore di lavoro assume, entro sei mesi dal conseguimento del titolo di studio, studenti che abbiano svolto percorsi di alternanza scuola-lavoro o di apprendistato per il conseguimento del titolo di studio.

 

Rinnovo contratti pubblico impiego

Sono stanziate le risorse per avviare il rinnovo, dopo molti anni, dei contratti del pubblico impiego.

 

Soddisfazione da parte del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, nel cui comunicato stampa si legge: “Risorse per formazione, ricerca e innovazione: è questo il miglior investimento per il futuro non soltanto delle nuove generazioni, ma dell’intero Paese […]. Dopo tanti anni siamo tornati a investire sulle nuove generazioni, sulla formazione, sulla ricerca, sull’innovazione. Un segnale concreto per l’oggi, un contributo importante per il domani del nostro Paese”.


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Domanda 150 ore per diritto allo studio

Entro il 15 novembre il personale della scuola impegnato nella frequenza di corsi per il conseguimento di titoli di studio riconosciuti dall'ordinamento pubblico può richiedere i permessi retribuiti per l’anno 2018. La domanda va indirizzata all’Ufficio Scolastico della provincia in cui è ubicata la sede di servizio, per il tramite del Dirigente scolastico.

I permessi sono concessi, per un massimo di 150 ore, per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studi legali o attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico.

Può presentare domanda:

  • il personale a tempo indeterminato, a prescindere dall’anzianità di servizio;
  • il personale supplente con contratto di durata sino al termine delle attività didattiche (30 giugno 2018) o sino al termine dell’anno scolastico (31 agosto 2018).

Scarica il fac simile di domanda

La domanda di concessione dei permessi straordinari retribuiti va indirizzata all’Ufficio Scolastico della provincia in cui è ubicata la sede di servizio ed inoltrata per il tramite del Dirigente scolastico, entro il 15 novembre 2017. L’istanza, redatta in carta semplice, deve contenere, unitamente alla esplicita richiesta di concessione dei permessi straordinari retribuiti di cui all'art. 3 del d.P.R. n. 395/1988, i seguenti dati:

  • nome, cognome, luogo e data di nascita;
  • tipo di corso;
  • durata dei permessi da utilizzare nel corso dell'anno solare in relazione al prevedibile impegno di frequenza del corso prescelto;
  • per il personale docente: ruolo di appartenenza e sede di servizio; per il personale educativo: sede di servizio; per il personale A.T.A.: profilo professionale e sede di servizio;
  • anzianità complessiva di servizio di ruolo;
  • eventuali requisiti di precedenza.

Le modalità di fruizione e le priorità nell’accoglimento delle domande sono regolate da contratti integrativi regionali, che possono anche prevedere una scadenza diversa da quella del 15 novembre (come nel caso della Toscana).

L’Ufficio Scolastico Provinciale provvede a formare una graduatoria dei richiedenti. I permessi verranno concessi in base alla graduatoria e fino alla concorrenza del contingente determinato e distribuito proporzionalmente tra i destinatari. I provvedimenti formali di concessione dei permessi dovranno essere predisposti entro il 15 dicembre 2017.

La certificazione relativa alla frequenza dei corsi e/o agli esami finali sostenuti va presentata al capo d'istituto della scuola di servizio, ove possibile, subito dopo la fruizione del permesso e, comunque, non oltre il termine di ciascun anno solare.


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Alternanza scuola-lavoro: voucher alle imprese

È in corso la pubblicazione, da parte delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura italiane, di bandi per l’erogazione di voucher alle imprese che hanno attivato o attiveranno percorsi di alternanza scuola lavoro. Previste anche giornate di informazione e orientamento.

Con nota 28 settembre 2017, prot. n. 11895 il Miur comunica che è in corso la pubblicazione, da parte delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura italiane, di bandi per l’erogazione di voucher alle imprese che hanno attivato o attiveranno percorsi di alternanza scuola lavoro.

I percorsi dovranno essere intrapresi da studenti della scuola secondaria di secondo grado e dei centri di formazione professionale (CFP), sulla base di convenzioni stipulate tra istituto scolastico/CFP e soggetto ospitante.

Possono presentare domanda per ottenere i contributi previsti dai bandi le imprese che, dal momento della presentazione della domanda e fino alla liquidazione del contributo, rispondano a determinati requisiti dimensionali e operativi specificamente indicati dagli Enti camerali territoriali.

Tra i requisiti richiesti alle imprese per poter presentare domanda finalizzata alla concessione dei voucher, vi è l’iscrizione al Registro Nazionale per l’alternanza scuola lavoro. Per la suddetta iscrizione, resa attualmente in maniera del tutto gratuita, è possibile chiedere assistenza agli Uffici camerali territoriali.

L’importo dei voucher per ciascuna impresa è definito in ciascun bando e varia in funzione del numero di percorsi di alternanza attivati. Possono essere previste maggiorazioni nel caso di inserimento di studenti diversamente abili o altro.

I bandi emessi dalle Camere di commercio in ciascun territorio sono visionabili alla pagina web costantemente aggiornata da UNIONCAMERE.

Le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura organizzano, inoltre, presso le proprie sedi territoriali, giornate di informazione e orientamento dedicate alle scuole, alle imprese e a tutti i soggetti interessati all’attivazione di percorsi di alternanza scuola lavoro, conosciute sotto il nome di Alternanza day.

Informazioni e calendario aggiornato


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici

Elementi di legislazione scolastica

di Salvatore Pace

NUOVA EDIZIONE aggiornata con i decreti applicativi della Buona Scuola

OFFERTA LANCIO: fino al 10 novembre sconto 20%

Un agile strumento di lavoro per tutto il personale della scuola, ma soprattutto per coloro che intendono sostenere le prove concorsuali per accedere alla carriera dirigenziale.

Si snoda su dieci capitoli tematici: ogni tema è presentato nei suoi aspetti essenziali ed inquadrato all’interno delle norme fondamentali. Le novità introdotte dalla Buona Scuola sono calate all’interno di un processo organico di evoluzione legislativa, e ne risultano chiari i contorni, gli elementi di continuità e di rottura rispetto alla legislazione preesistente.

Il testo fornisce una rassegna aggiornata del nostro sistema di istruzione e dello scenario europeo. Presenta in anteprima gli elementi essenziali del nuovo regolamento di contabilità, di imminente emanazione da parte del Governo.


per maggiori informazioni: notiziedellascuola.it/catalogo



Una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

- aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;

- integrata con ulteriori contenuti formativi;

- arricchita con nuovi saggi di approfondimento;

- ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

1) Simulazione prova preselettiva

2) Contenuti professionali delle prove

3) Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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