Scuola7 13 novembre 2017, n. 66

Scuola7

la settimana scolastica

13 novembre 2017, n. 66


In questo numero parliamo di:

Formazione in servizio: le novità del secondo anno (G. Cerini)

La formazione alla sicurezza (B. Sozzi)

La formazione sulle tecniche di primo soccorso: Linee guida del Miur (A. Prontera)

La “battaglia” degli organici e la scuola dell’infanzia (G. Ventura)

Progetto Sport di Classe per la scuola primaria

Piano formazione docenti: seconda annualità

Dichiarazione ricognitiva incarichi PA

Primo Soccorso a scuola: progetto sperimentale

Piano scuola digitale: in arrivo i mille euro

Esame di Stato nei corsi di istruzione degli adulti


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diFormazione docenti: anno secondole novità
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Formazione in servizio: le novità del secondo anno

Giancarlo CERINI

Nuovi finanziamenti per il 2017-18

Sono stati comunicati con la nota 47777 dell’8 novembre 2017 gli importi dei finanziamenti disponibili per realizzare attività di formazione in servizio per i docenti per l’anno 2018. Si tratta della ragguardevole cifra di 29,6 milioni di euro, destinati a questo obiettivo dalla legge 107/2015 che ha reso “obbligatoria, permanente, strutturale” la formazione per gli insegnanti (innovando dunque quanto previsto dal Contratto Nazionale di Lavoro 2006-2009 che si limitava ad un più blando “diritto-dovere” all’aggiornamento). I finanziamenti saranno erogati direttamente alle scuole capo-fila per la formazione, 319 in tutta Italia, una per ogni ambito territoriale (di norma sub-provinciale), che dovranno poi programmare le attività di aggiornamento in favore delle scuole del proprio territorio. L’anticipazione della comunicazione dei fondi rispetto allo scorso anno dovrebbe garantire una migliore gestione dei piani di formazione, superando talune forzature e criticità delle attività appena concluse nel 2017. La stessa nota contiene anche le erogazioni finanziarie necessarie per l’anno di formazione dei docenti neo-assunti (circa 1,6 milioni di euro), per cui erano già state emanate apposite indicazioni per questo anno scolastico nell’agosto scorso (nota 33989 del 2-8-2017). Completa il pacchetto anche uno stanziamento di circa un milione di euro per attività di formazione nel campo della disabilità, attivando un cespite finanziario ad hoc. Una volta conosciute le risorse “parallele” ma aggiuntive della legge 440 (il cui DM 751 del 2017 è in fase di registrazione) si avrà un quadro organico delle risorse finanziarie complessive rivolte all’aggiornamento, che sono stimabili in 5 volte superiori a quelle disponibili fino a due anni fa. Ma i soldi sono solo un presupposto, perché sarà importante la concreta organizzazione delle attività.

Cosa ci dice l’esperienza

Siamo, dunque, al secondo anno del Piano Nazionale di Formazione Docenti (PNFD), e la circolare riepiloga alcuni punti che si vorrebbero migliorare (come una maggiore attenzione ai bisogni delle scuole e alle specifiche esigenze di settori disciplinari, la correttezza delle metodologie, evitando generiche successioni di lezioni frontali, un maggior coinvolgimento di partner scientifici). Si tratta di indispensabili fattori di qualità, peraltro già contenuti all’interno del PNFD approvato con il DM 797/2016, che non sempre hanno caratterizzato le attività svoltesi, in tempi troppo ristretti, nei mesi scorsi. Una continuità pluriennale delle azioni formative, come riconosce la nota, è certamente un sicuro indizio di iniziative non estemporanee e non superficiali. Spesso i tempi capestro delle scadenze amministrative (bandi, scelta dai formatori, erogazioni finanziarie) hanno offuscato anche le migliori intenzioni. Non è un caso che la nota preannunci delle novità e delle semplificazioni  nelle modalità di rendicontazione amministrativa e contabile, per evitare che una faticosa gestione organizzativa ostacoli la “buona formazione”.

A tal fine la nota Miur preannuncia momenti di monitoraggio di quanto è finora avvenuto, attraverso approfondimenti qualitativi in alcuni ambiti territoriali per ogni regione, per analizzare le dinamiche che si sono messe in movimento (che tipo di analisi dei bisogni, quali le metodologie utilizzate, quali possibili ricadute nelle scuole, grado di soddisfazione dei partecipanti, accordi di rete e collaborazioni scientifiche).

Le novità di quest’anno

Emerge dalla nota un più forte richiamo al valore delle priorità del Piano nazionale, da interpretare non come gabbie obbligatorie verso cui convogliare gli insegnanti, ma come aree culturali che cercano di rispondere a effettive esigenze di sviluppo del sistema. Si ricorda che per molte delle 9 priorità operano gruppi nazionali di riferimento presso il Miur  (ad esempio il Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni, l’Osservatorio contro la dispersione, ecc.), e che tali priorità dovranno essere aggiornate alla luce dell’operatività dei decreti legislativi di attuazione della legge 107/2015: si pensi al forte impatto delle novità in materia di valutazione degli allievi, della controversa innovazione dell’alternanza scuola-lavoro, delle nuove metodologie sull’inclusione scolastica, della valorizzazione della cultura umanistica, dei temi emergenti della cittadinanza globale e della sostenibilità (Agenda 2030), delle modalità di utilizzo dell’organico di potenziamento. Molti di questi temi sono al centro anche dei possibili finanziamenti della legge 440 (in arrivo), e diventa pertanto indispensabile coordinare l’informazione e la progettazione, sia a livello regionale (USR), sia a livello territoriale (rete di ambito), ma anche a livello di scuola (Collegio dei docenti): sarà sempre più importante che la formazione in servizio sia personalizzata, cioè offra risposte ad hoc alle diverse esigenze, da ricondurre ad una visione unitaria dentro la scuola.

Emerge infine una “decima” priorità, che si aggiunge alle altre nove previste dal PNFD: molto opportunamente la nota del Miur suggerisce di dedicare almeno due iniziative in ogni ambito (quindi oltre 600 “corsi”) alla scuola dell’infanzia, in relazione agli sviluppi del sistema “zerosei” (D.lgs. 65/2017): una dovrebbe esplorare le potenzialità generative dello zerosei, una seconda dovrebbe stimolare l’emergere di nuove professionalità tra i docenti, per costruire forme di coordinamento pedagogico.

Migliorare la qualità della formazione

Il secondo anno del Piano triennale dovrà consolidare gli elementi di qualità di una buona formazione in servizio, affinché non si trasformi in un generico adempimento. Il Miur ha istituito tre gruppi di lavoro (con insegnanti, dirigenti, esperti, rappresentanti di fondazioni e dell’amministrazione) proprio con il compito di elaborare un catalogo delle buone idee: si stanno definendo indicatori di qualità dei percorsi formativi, il sistema dei crediti certificati, la descrizione di standard professionali su cui “appoggiare” lo sviluppo professionale, la messa a punto di strumenti, come il portfolio (o dossier o curriculum: il dibattito è aperto), attraverso i quali i docenti possono liberamente documentare e farsi riconoscere le competenze acquisite con la formazione e con l’esperienza. Si aspetta a breve la pubblicazione dei primi materiali, mentre a Verona Job (2 dicembre) saranno “premiate”, a cura della Direzione Generale del Personale, le migliori pratiche di formazione in servizio censite in ogni regione dai rispettivi UU.SS.RR. (cfr. nota 40347 del 21-9-2017).

Cosa resta da fare: tanto!

I problemi da affrontare per rendere più efficace la formazione in servizio sono numerosi, e ne facciamo una sommaria ricognizione:

  • come conciliare i bisogni di una singola scuola (che magari vorrebbe gestire un corso in casa sua) e le programmazioni di scala e di rete;
  • come rispondere ai bisogni formativi dei docenti (che non possono tradursi in un referendum sui desiderata, a prescindere da un veritiero bilancio delle proprie competenze);
  • che ruolo dare alla card (500 euro) per curvarla in funzione della formazione e non di acquisti vari, e prima che emerga la tendenza ad assorbirla genericamente dentro la busta paga;
  • come profilare diritti, doveri, obblighi e opportunità connessi alla formazione (si rende necessario descrivere crediti formativi, validarli ed inserirli con un “peso” nel curriculum professionale);
  • come garantire la possibilità dei docenti di partecipare alle attività di formazione (In quali orari? Con quali rimborsi? Con quali permessi? ecc.)
  • come individuare buoni formatori (non bastano bandi, graduatorie, punteggi) per arricchire la qualità della formazione;
  • che differenza c’è tra relatore-esperto, formatore, tutor, facilitatore e mentor? Quali ruoli e come formarli? Come riconoscere il lavoro svolto nella formazione (modificando le vecchie tabelle dei compensi)?;
  • come qualificare le attività on line (Chi anima il web? Chi valida i materiali?), in modo che non diventino una scorciatoia per abbonare un po’ di tempo alla durata della formazione;
  • come far sì che docenti formati, figure di supporto, competenze acquisite, siano ben valorizzati a scuola, e che le innovazioni didattiche siano effettivamente accompagnate con competenza e passione.

La speranza è che la seconda annualità del piano di formazione possa offrire risposte ad alcune di queste domande e aiutare tutti i soggetti (dal Miur agli UU.SS.RR., dalle scuole polo ai formatori) a “dare il meglio di sé”.

Giancarlo Cerini

La formazione alla sicurezza

Nei laboratori e nell’alternanza scuola-lavoro

Bruno SOZZI

Quattro punti fermi rilevabili dal d.lgs. 81/2008

L’art. 2, lettera a) d.lgs. 81/2008 attribuisce agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro, ovvero impegnati in attività di stage, di tirocinio o di didattica nei laboratori scolastici, la qualifica di «lavoratore», con l’inevitabile applicazione ad essi dei diritti e dei doveri esplicitati nell’art. 20 dello stesso d.lgs.

Dell’art. 20 merita una particolare riflessione il primo comma: «Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza, e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro».

Basilare è ancora la definizione di «Formazione» (lettera aa) dell’art. 2): processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili all’acquisizione di competenze per lo svolgimento dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi.

Una conseguenza non di poco conto è, infine, la necessità che anche gli istituti scolastici si adoperino nell’elaborazione di un Documento di valutazione dei rischi (DVR) che individui con precisione i pericoli, i rischi e le relative misure di prevenzione e protezione per la salute e la sicurezza degli allievi e di qualsiasi altro soggetto, all’interno della struttura in cui si trova ad operare (scuola o ambiente «lavorativo»).

Un’alternanza da organizzare con consapevole responsabilità

Le proteste in piazza dello scorso 13 ottobre, con i ragazzi e le ragazze che parlano dell’alternanza scuola-lavoro come di un’esperienza di «sfruttamento», portano a pensare a carenze, quanto meno, nell’organizzazione di questa opportunità formativa che, ripeto, dovrebbe poggiare sui soprariportati punti fermi, indispensabili per orientare l’istituzione scolastica nell’individuazione della cosiddetta «struttura ospitante» con la quale stipulare una esplicita convenzione.

Il DS, prima della sigla della convenzione, deve verificare, sulla base della disponibilità e delle dichiarazioni del soggetto ospitante, la presenza dei requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi, compresa la gestione della salute e della sicurezza. Non dimentichiamo mai che la definizione di salute utilizzata dal d.lgs. 81/2008, art. 2, rimanda al concetto di «benessere», elemento che indirizza ogni attività alla promozione, formazione ed educazione della persona (obiettivi trasversali enunciati nei documenti ufficiali, ma da declinare nello svolgimento di ogni attività).

È importante che nel DVR dell’azienda che ospita studenti in alternanza venga inserita l’analisi dei rischi per tali soggetti (mansioni possibili, lavori vietati anche in relazione all’età del ragazzo, quantificazioni dei rischi che potrebbero far scattare l’obbligo della sorveglianza sanitaria). Ne consegue che la scuola dovrà scegliere attentamente le aziende anche in base ai rischi presentati, e valutare se sia o meno il caso di far fare allo studente mansioni “a rischio”.

Le istituzioni scolastiche, in quanto responsabili dell’alternanza, pur non avendo strumenti di controllo e vigilanza, sono tenute a richiamare l’attenzione del soggetto ospitante sui requisiti per poter ospitare studenti. Nel caso in cui, anche indirettamente, venissero a conoscenza di motivi ostativi all’avvio di percorsi di alternanza presso il determinato soggetto ospitante, devono procedere con la non sottoscrizione della convenzione, o con la revoca della convenzione stessa se già sottoscritta.

Formazione “generale” e “specifica”

I «lavoratori» che si apprestano all’alternanza scuola-lavoro, o a vivere esperienze di stage o più semplicemente operano nei laboratori scolastici, devono ricevere, come previsto dall’accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, 4 ore di formazione «generale» che sviluppi i seguenti argomenti:

  1. concetti di pericolo, rischio e danno;
  2. concetti di prevenzione e protezione (con attenzione all’art. 15 del d.lgs.81/2008);
  3. ruoli e compiti dei soggetti dell’organizzazione aziendale in tema di salute e di sicurezza, e relative sanzioni in caso di non rispetto delle norme;
  4. organi di vigilanza e di controllo.

Al termine della formazione è opportuno che venga prevista una verifica di apprendimento.

È appena il caso di rilevare come la trattazione di tali argomenti, in un ambiente che fa dell’educazione la sua ragion d’essere, offra l’opportunità di incrementare la responsabilità dei soggetti presenti da coinvolgere nell’alternanza scuola-lavoro.

Il completamento della formazione dello studente (formazione “specifica”) dovrebbe essere menzionato nella convenzione, e definito in occasione di un auspicabile sopraluogo preliminare in presenza del tutor dell’istituto, del tutor aziendale e del Responsabile del SPP aziendale.

Bruno Sozzi


Occasione annuale da non perdere

Ogni anno, dal 25 novembre 2002, si celebra in Italia la Giornata nazionale della sicurezza nelle scuole. Con la Legge n. 107 del 2015 (Buona scuola) tale data è stata spostata al 22 novembre, in ricordo del diciassettenne deceduto per la caduta del controsoffitto nel Liceo Darwin di Rivoli (Torino). Abbiamo quindi, ciclicamente, un’occasione per ogni scuola di sensibilizzazione su questa ampia e radicale tematica.

Progetto Sport di Classe per la scuola primaria

Indicazioni per la partecipazione al Progetto nazionale “Sport di Classe”, promosso da Miur, CONI e CIP e aperto a tutte le classi della scuola primaria per l’anno scolastico 2017/18. Le scuole possono inviare richiesta di partecipazione al progetto dal 14 novembre al 4 dicembre.

Il progetto vede il coinvolgimento di tutte le classi dalla 1^ alla 5^ delle istituzioni scolastiche, statali e paritarie, sedi di scuola primaria per l’anno scolastico 2017/18 e prevede, rispetto alle edizioni precedenti, un incremento delle ore realizzate dal Tutor per ogni classe: 21 ore per ciascuna classe assegnata, da inizio gennaio a giugno, ripartite in 20 ore di copresenza con il docente titolare della classe (1 ora a settimana), e 1 ora per attività trasversali.

L’obiettivo è la valorizzazione dell’educazione fisica e sportiva per le sue valenze trasversali e per la promozione di stili di vita corretti e salutari, favorire lo star bene con se stessi e con gli altri nell’ottica dell’inclusione sociale, in armonia con quanto previsto dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione.

Queste alcune caratteristiche generali del progetto, illustrate con nota 7 novembre 2017, prot. n. 5737:

  • insegnamento dell'Educazione fisica per due ore settimanali impartite dal docente titolare della classe, di cui un'ora con affiancamento del Tutor Sportivo Scolastico;
  • inserimento della figura del Tutor Sportivo Scolastico all’interno del Centro Sportivo Scolastico per la scuola primaria come figura a supporto dell’Istituzione scolastica;
  • piano di informazione/formazione iniziale ed in itinere del Tutor sportivo scolastico;
  • coinvolgimento del Referente d'Istituto per lo Sport di Classe nei momenti informativi/formativi previsti anche per il Tutor sportivo scolastico dal Piano di formazione in itinere del Progetto;
  • realizzazione di attività che prevedono percorsi d’inclusione degli alunni con BES e con disabilità;
  • realizzazione dei Giochi di primavera nella seconda metà del mese di marzo e dei Giochi di fine anno scolastico che si terranno a partire dalla metà del mese di maggio;
  • realizzazione di un percorso valoriale contestuale alle attività del progetto, aventi ad oggetto il fair play;
  • fornitura di attrezzature sportive esclusivamente alle istituzioni scolastiche di nuova iscrizione;
  • compatibilità con altre progettualità promosse dagli Uffici Scolastici Regionali, Enti e Organismi del territorio.

Le scuole possono partecipare al progetto registrando l’adesione dei plessi sull’area riservata del sito  www.progettosportdiclasse.it e provvedendo agli adempimenti indicati nella suddetta nota. La richiesta di partecipazione potrà essere inviata dal 14 novembre al 4 dicembre 2017.

L’individuazione dei Tutor avverrà attraverso un “Avviso pubblico di candidatura” (pubblicato sul sito www.progettosportdiclasse.it) valido per tutto il territorio nazionale. Gli interessati devono presentare apposita istanza di partecipazione registrandosi sull’area riservata del suddetto sito e provvedere agli  adempimenti previsti nell’Avviso. La candidatura potrà essere inviata dal 7 al 20 novembre 2017.

L’avvio dell’attività coincide con la giornata di formazione iniziale regionale, e il progetto si conclude al termine delle lezioni previste dal calendario scolastico. In particolare l’attività in compresenza con il docente titolare della classe verrà effettuata entro fine maggio, mentre i Giochi di fine anno potranno essere organizzati entro la fine dell’anno scolastico.

 

Riepilogo scadenze

Presentazione domande candidati Tutor

dal 7 al 20 novembre 2017

Presentazione richiesta di partecipazione Istituti Scolastici

dal 14 novembre al 4 dicembre 2017

Pubblicazione elenchi graduati provvisori dei tutor

il 27 novembre 2017

Pubblicazione elenchi Istituzioni scolastiche aderenti

entro il 7 dicembre 2017

Presentazione eventuali reclami da parte dei Tutor

entro il 1° dicembre 2017

Verifiche da parte dell’Organismo Regionale dei reclami presentati dai Tutor e pubblicazione elenchi graduati definitivi

entro il 7 dicembre 2017

Abbinamento Tutor/Istituzioni scolastiche, pubblicazione e comunicazione alle scuole

entro il 15 dicembre 2017

Formazione regionale obbligatoria e contrattualizzazione

entro il 20 dicembre 2017

Avvio attività

dall’8 gennaio 2018

Formazione territoriale obbligatoria

tra gennaio e aprile 2018

Eventuali motivate rinunce all’incarico:

 

- e-mail

immediata

- comunicazione sottoscritta (pena l’esclusione dal progetto per l’anno successivo)

entro 7 giorni

Realizzazione Giochi di primavera

seconda metà di marzo 2018

Realizzazione del percorso valoriale con consegna elaborati

entro 15 maggio 2018

Fine attività in compresenza

entro 31 maggio 2018

Realizzazione Giochi di fine anno

entro la fine delle lezioni

Competenze di chiusura anno scolastico:

 

- firma schede attività Tutor da parte dei Dirigenti Scolastici

entro 15 giugno 2018

- compilazione e invio questionari relativi al grado di soddisfazione delle aspettative

entro fine giugno 2018


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Piano formazione docenti: seconda annualità

Il Miur rende note le indicazioni e la ripartizione dei fondi per le iniziative relative alla seconda annualità del Piano di formazione docenti, nonché per la formazione docenti neoassunti e la formazione sui temi dell’Inclusione per l’a.s. 2017/18.

La programmazione delle iniziative per il corrente anno scolastico muove dall’analisi delle attività formative svolte nel corso della prima annualità, e dovrà tenere conto delle priorità nazionali, in stretta connessione con le innovazioni previste dalla legge 107/2015 e i relativi decreti di attuazione. In particolare in ogni ambito territoriale dovranno essere assicurate iniziative formative relative ai seguenti temi:

  • competenze e connesse didattiche innovative;
  • valutazione degli apprendimenti;
  • alternanza scuola-lavoro;
  • autonomia organizzativa e didattica.

Per quanto riguarda l’area delle lingue straniere, le iniziative dovranno tener conto dello sviluppo dei percorsi metodologici. Inoltre sarà opportuno affrontare, fra l’altro:

  • integrazione multiculturale e cittadinanza globale, anche in connessione con i temi della sostenibilità di cui all’Agenda 2030;
  • inclusione e disabilità;
  • insuccesso scolastico e contrasto alla dispersione;
  • approfondimento di aspetti relativi alla cultura artistica e musicale.

È importante che in ogni ambito territoriale siano realizzate almeno due iniziative formative rivolte ai docenti di scuola dell’infanzia statale, aperte anche a docenti ed educatori di altri comparti educativi, sui temi della cultura dell’infanzia.

Le istituzioni scolastiche e articolazioni territoriali  dell’Amministrazione scolastica devono inserire nella piattaforma SOFIA le iniziative formative, in modo da rendernee più organica ed esaustiva la conoscenza.

Contestualmente sarà avviato un monitoraggio qualitativo delle dinamiche formative messe in atto in almeno tre ambiti territoriali per ogni regione.

La nota Miur 8 novembre 2017, prot. n. 47777 riporta in allegato le tabelle di ripartizione dei fondi:

  • fondi per la formazione d’ambito  del Piano triennale di formazione (allegato 1);
  • risorse finanziarie per la formazione docenti neoassunti (allegato 2);
  • risorse finanziarie per la formazione sui temi dell’inclusione (allegato 3).

L’assegnazione dei fondi avverrà direttamente alle scuole-polo per la formazione. Tale finanziamento è comprensivo anche dei fondi  da destinarsi a misure regionali di coordinamento.

Per procedere all’erogazione del saldo del 50% del finanziamento assegnato, le scuole polo per la formazione, assegnatarie delle risorse finanziarie, con il coordinamento dell’Ufficio scolastico regionale competente, dovranno inviare all’indirizzo formazione.scuola@istruzione.it la relazione sullo svolgimento dei corsi e conclusione delle attività e la specifica rendicontazione amministrativo-contabile. La documentazione sarà trasmessa in plico unico dall’Ufficio scolastico regionale.

Eventuali differenti modalità di rendicontazione potranno essere comunicate dal Miur agli Uffici scolastici regionali entro maggio 2018. Le attività formative dovranno essere svolte e rendicontate entro l’a.s.2017-2018,  e comunque non oltre il 30 novembre 2018.


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Dichiarazione ricognitiva incarichi PA

Entro il 30 novembre le istituzioni scolastiche e i soggetti che con esse intrattengono rapporti di lavoro dipendente o autonomo sono tenuti, rispettivamente, alla raccolta e alla produzione della dichiarazione ricognitiva di tutti gli incarichi comunque in atto a carico della finanza pubblica, con l'indicazione dei relativi importi.

Tale adempimento è disciplinato dal dPCM 23 marzo 2012, che si applica a tutti i titolari di rapporti di lavoro subordinato o autonomo con le pubbliche amministrazioni statali, e definisce il limite massimo retributivo del trattamento economico annuo onnicomprensivo di chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o retribuzioni.

In particolare, il comma 2 dell'art. 3 ha previsto l'obbligo, per gli interessati, di produrre all'amministrazione di appartenenza una dichiarazione ricognitiva di tutti gli incarichi comunque in atto a carico della finanza pubblica, con l'indicazione dei relativi importi. A regime, dall'anno 2013, la dichiarazione ricognitiva in parola è resa entro il 30 novembre di ciascun anno. La dichiarazione ricognitiva deve essere resa sotto forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio secondo il modello allegato alla nota 8 novembre 2017 prot. n. 22212.

Pertanto, tutti i soggetti che intrattengono con l’Amministrazione - sia Centrale sia Periferica (USR) – del Miur un rapporto di lavoro, dirigenziale e non, subordinato o autonomo, che sono destinatari, oltre alla retribuzione fondamentale, di incarichi retribuiti, anche da parte di amministrazioni diverse da quella di appartenenza, emolumenti di natura pensionistica o similare e in atto nell'anno 2017, debbono compilare la suddetta dichiarazione ed inviarla all’indirizzo mail vincenzo.pelliccia@istruzione.it.

Con la suddetta nota si raccomanda alle istituzioni scolastiche e ai soggetti che con esse intrattengono rapporti di lavoro dipendente o autonomo, di astenersi dall'invio all'indirizzo mail su indicato; tuttavia tali Pubbliche Amministrazioni e tali soggetti sono obbligati agli adempimenti del dPCM 23 marzo 2012, e quindi tenuti, rispettivamente, alla raccolta e alla produzione delle dichiarazioni ricognitive.


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Ricostruzione di Carriera


Per rispondere ai bisogni complessi degli operatori della scuola, che spesso non hanno vite lavorative lineari, Tecnodid presenta Carriera Scuola, un software per lo sviluppo e il controllo delle ricostruzioni di carriera, ad uso sia di persone singole che di enti e associazioni di categoria.

Per utilizzarlo basta la sola connessione a internet: nessun programma da installare e nessuna manutenzione, in quanto gestito direttamente da Tecnodid. Con l’inserimento di poche informazioni anagrafiche e relative al servizio pre-ruolo e di ruolo, il software sviluppa la carriera del personale del comparto scuola (compresi gli insegnanti di religione ed i passaggi di ruolo con relativa temporizzazione) e definisce gli inquadramenti retributivi.

Restituisce la riproduzione del decreto di ricostruzione come dovrebbe essere, in modo da poter controllare la correttezza del provvedimento ufficiale, e visualizza i possibili passaggi di gradone futuri. Saranno poi implementate funzioni previdenziali, come la determinazione della prima data teorica per il perfezionamento del diritto a pensione.


per maggiori informazioni




La formazione sulle tecniche di primo soccorso: Linee guida del Miur

Angelo PRONTERA

Si parte con un progetto sperimentale

A distanza di quasi due anni e mezzo dalla pubblicazione della Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, sono state emanate, il 7 novembre scorso, le Linee di indirizzo per la realizzazione delle attività di formazione sulle tecniche di primo soccorso, previste dall’art. 1, c. 10 della stessa L. 107/2015.

Il progetto “Primo soccorso a scuola” sarà avviato in via sperimentale a febbraio del prossimo anno, e coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado di tredici province (Trieste, Padova, Sondrio, Savona, Macerata, Perugia, Pistoia, Latina, Campobasso, Salerno, Taranto, Vibo Valentia, Sassari); solo al termine della sperimentazione, previsto per la metà del mese di marzo 2018, verrà definito il programma formativo per l’avvio del progetto nell’anno scolastico 2018/2019.

Dal 1992, quando furono istituiti il Sistema di emergenza sanitaria e il numero unico nazionale 118, sono state realizzate iniziative di formazione sulle tecniche di primo soccorso nella scuola in maniera spontanea e volontaristica. Il dettato normativo della legge n. 107 del 2015 consente ora di strutturare tale insegnamento in modo uniforme in tutte le scuole del territorio nazionale.

Novità delle Linee d’indirizzo: si estendono le attività di formazione anche alla scuola dell’infanzia, alla primaria e al personale docente e ATA

Mentre il c. 10 della L. 107/2015 disponeva che le iniziative di formazione per la promozione e la conoscenza delle tecniche di primo soccorso fossero destinate solo alle scuole di 1° e 2° grado, le Linee d’indirizzo presentate dal Ministro estendono l’accesso alla formazione anche agli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, compresi gli alunni con bisogni educativi speciali.

Altra novità è la realizzazione di attività formative inerenti il primo soccorso e applicazioni pratiche rivolte ai docenti ed al personale ATA; ciò al fine primario di incrementare il livello di sicurezza globale presso le scuole, garantendo innanzi tutto la possibilità di erogare, laddove necessario, interventi di soccorso potenzialmente salvavita nel contesto di eventi improvvisi insorti durante l’attività scolastica.

È quindi auspicabile - si legge nel documento - un interessamento attivo dei docenti, i quali, coinvolti con le proprie classi nel training con il personale sanitario, avranno la possibilità di formarsi essi stessi sull’argomento. Ciò riguarda soprattutto i docenti di scienze motorie e sportive negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, in quanto i fondamenti del primo soccorso sono compresi nei contenuti disciplinari.

Il coinvolgimento “attivo” dei docenti quali soggetti formatori determinerebbe, quindi, un meccanismo di amplificazione rilevante delle fasi di addestramento periodico dei discenti, e viene pertanto ritenuto “scelta strategica raccomandata”.

Le istituzioni scolastiche, inoltre, su coordinamento del docente referente (sempre “nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”), realizzano la formazione avvalendosi dei soggetti formatori scelti tra quelli ritenuti idonei dal SET-118, stipulando con essi specifiche convenzioni.

I soggetti erogatori della formazione

Attraverso un coordinamento e una governance istituzionale del Miur con gli UU.SS.RR., e del Ministero della salute con le Regioni per il tramite dei Servizi di Emergenza Territoriale 118 (SET-118), si individuano tra i soggetti erogatori della formazione: il Servizio di Emergenza Territoriale 118 (SET 118), le Associazioni di volontariato che operano in convenzione con il SET-118 per l’emergenza sanitaria territoriale, le Società scientifiche del settore dell’emergenza sanitaria, le altre associazioni di volontariato che operano nel settore del soccorso a mezzo ambulanza, e altri soggetti operanti nella formazione in ambito sanitario e accreditati dai Servizi Sanitari Regionali, abilitati all’erogazione di corsi di formazione finalizzati al rilascio dell’autorizzazione all’impiego del defibrillatore automatico esterno (DAE).

Contenuti della formazione e organizzazione dell’attività didattica

Il percorso formativo metterà in condizione il discente di poter acquisire, a livello teorico e pratico, quattro competenze fondamentali in tema di primo soccorso, inerenti le seguenti manovre salvavita:

  1. massaggio cardiaco;
  2. defibrillazione precoce;
  3. disostruzione delle vie aeree del soggetto pediatrico e adulto;
  4. manovre di primo soccorso nel trauma.

Gli obiettivi formativi, molto ambiziosi e distinti per ordine di scuola, sono riportati nell’All. B delle Linee d’indirizzo.

L’organizzazione dell’attività didattica: un parte didattica e una parte teorica

Ogni istituzione scolastica, nell’ambito della propria autonomia, provvede ad organizzare le iniziative di formazione includendole nel PTOF, programmando le attività (anche in rete di scuole) in accordo con le strutture sanitarie e di volontariato.

I protocolli formativi distinguono una parte didattica teorica ed una parte pratica; pertanto, nell’organizzazione delle attività, le Linee d’indirizzo raccomandano di tenere distinti i due momenti formativi: per la formazione teorica il numero degli alunni varierà in base alle dimensioni degli ambienti disponibili da parte delle istituzioni scolastiche, mentre per la formazione pratica il numero dei discenti non potrà in ogni caso superare il rapporto massimo di un istruttore per ogni 10 alunni.

La parte didattica pratica dovrà prevedere, da parte del formatore, l’illustrazione delle manovre di primo soccorso specifiche per i diversi livelli di apprendimento, e quindi la ripetizione delle stesse, prima commentata e quindi non commentata, da parte degli studenti.

Al fine di assicurare l’efficacia dei processi di apprendimento è auspicabile, inoltre, che gli studenti possano ripetere periodicamente con i propri docenti le manovre di primo soccorso apprese.

Sarà necessario, infine, definire adeguati strumenti di valutazione, con l’intento di verificare la ricaduta didattica e l’efficacia dell’azione formativa.

Durata complessiva della formazione e finalità formative

Ordine di scuola

Durata complessiva e articolazione

Finalità formative

Scuola dell’infanzia

2 h

Al termine delle attività di formazione nella scuola dell’infanzia l’alunno è in grado di assumere adeguati comportamenti per migliorare la propria e altrui sicurezza, di individuare le principali situazioni di pericolo nei vari ambienti di vita, di riconoscere le circostanze che richiedono l’aiuto di un adulto e l’immediato intervento di soccorso. Inoltre l’alunno è in grado di allertare i servizi di emergenza del 118/112.

Scuola primaria

6 h

Il percorso formativo si articola in un intervento di 2 ore nel primo biennio e di 4 ore nel secondo triennio.

Al termine delle attività di formazione nella scuola primaria l’alunno ha compreso l’importanza della cultura del primo soccorso, e del dovere civico ed etico di fornire aiuto e assistenza alle persone in difficoltà; è in grado di individuare le situazioni che necessitano dell’immediato intervento del 118/112 e di allertare correttamente i servizi di soccorso. È in grado di utilizzare ed applicare le conoscenze e le tecniche apprese.

Scuola secondaria di 1° grado

8 h

Il percorso formativo si articola in un intervento di 4 ore nel primo anno e di 4 ore nel secondo o terzo anno.

Al termine delle attività di formazione nella scuola secondaria di primo grado, l’alunno ha migliorato il livello delle proprie competenze in ordine all’indivi­duazione delle situazioni che necessitano dell’immediato intervento del 118 e alla capacità di allertare corretta­mente i servizi di soccorso. Inoltre è in grado di eseguire il massaggio cardiaco al bambino e all’adulto; riconosce il simbolo del DAE [defibrillatore automatico esterno] e le finalità della defibrillazione; è capace di riconoscere l’ostruzione delle vie aeree e di eseguire manovre di disostruzione; conosce i principali traumatismi ed è in grado di prestare soccorso.

Scuola secondaria di 2° grado

12 h

Il percorso formativo si articola in un intervento di 4 ore nel 1° biennio, di 4 ore nel 2° biennio, e di 4 ore nell’ultimo anno sulla defibrillazione (con rilascio di certificazione autorizzativa all’uso del DAE al compimento del 18° anno di età).

Al termine delle attività di formazione nella scuola secondaria di 2° grado, lo studente è in grado di identificare ed è capace di fare fronte ai casi di emergen­za sanitaria, anche eseguendo correttamente le fonda­mentali manovre salvavita: rianimazione cardiopolmo­nare, defibrillazione precoce, disostruzione delle vie aeree nel paziente adulto e pediatrico, primo soccorso al traumatizzato.

 

Angelo Prontera

La “battaglia” degli organici e la scuola dell’infanzia

Gabriele VENTURA

Il decreto interministeriale per la programmazione degli organici della scuola 2017-2019

Una prima bozza di decreto interministeriale sugli organici delle scuole di ogni ordine e grado per il triennio 2017-2019 è stata presentata in Conferenza Unificata (Stato – Regioni - Autonomie Locali) il 9 novembre 2017 per il prescritto parere.

La bozza contiene poche novità di carattere generale e registra invece una lacuna di ordine generale, relativa alla trasparenza dei criteri di definizione complessiva degli organici.

Novità di ordine generale

Aumenta l'organico complessivo a livello nazionale di 15.000 posti (con saldo algebrico differente fra le varie regioni, e senza una specifica relativa ai diversi ordini e gradi di scuola: es. in Emilia Romagna complessivamente  +730 posti comuni e +29 posti di sostegno).

Viene data per la prima volta l’indicazione specifica di un limite massimo relativo all'adeguamento dei posti in organico di fatto (con saldo algebrico differente fra le varie regioni e senza una specifica relativa ai diversi ordini e gradi di scuola: es. in Emilia Romagna +2.474 posti).

Viene confermata la possibilità per i Direttori degli UU.SS.RR.  di procedere (a parità del saldo complessivo di posti assegnati) a compensazioni di posti fra ordini e gradi di scuola diversi.

Lacuna di ordine generale

Non viene esplicitato un rapporto riconoscibile fra l'andamento del numero di classi/posti in organico e l'andamento della popolazione scolastica, che risulta in base ai dati Istat differente nei diversi ordini  e gradi di scuola e differenziato per regioni. Dunque manca la possibilità di valutazioni di congruenza relative alle singole regioni e di equità fra le diverse regioni (in sintesi non risulta possibile  una valutazione di efficacia e di efficienza della programmazione).

Il caso specifico della scuola dell'infanzia statale

In questo ambito per l'a.s. 2018/19 per la scuola d'infanzia statale non pare essere previsto nessun tipo di attenzione particolare e mirata da parte del Miur. Sappiamo, però, che è in fase di attuazione il D.lgs. 65/2017 sul sistema integrato “zerosei”, che preannuncia una particolare attenzione al tema dell’introduzione dell’organico di potenziamento anche nella scuola dell’infanzia, che ne è sprovvista.

È vero che c'è per la prima volta una raccomandazione specifica relativa al fatto che l’istituzione di nuove sezioni debba essere fatta di concerto con gli enti territoriali, garantendo un equilibrato sviluppo della scuola statale e delle scuole paritarie. Si tratta in questo caso di una raccomandazione significativa e utile, che non necessariamente si traduce in un orientamento restrittivo all'espansione della scuola d'infanzia statale, stante l'andamento di riduzione della domanda complessiva (come confermano i dati Istat sui nati nel periodo 2010-2015) e soprattutto in alcune regioni (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Basilicata), dove la sua consistenza è ben al di sotto della media nazionale (= 56% dell'offerta di servizio complessiva, secondo i dati relativi al numero dei plessi scolastici forniti dal Miur).

È da notare per altro che alcuni UU.SS.RR.  praticano già di fatto questa indicazione, senza però ad oggi alcuna forma di concertazione con gli enti territoriali.

C'è però (anche e invece) una lacuna  strutturale di rilievo, perché si conferma l’esclusione della scuola d'infanzia dal potenziamento di organico (a priori e anche in caso di eventuali compensazioni di posti fra i diversi ordine e gradi di scuola, che decidessero gli UU.SS.RR. nell'ambito della facoltà loro attribuita).

A dirla tutta, sembra che il decreto nemmeno consideri che il D.lgs. 65/2017 è stato approvato nel mese di aprile 2017, e che i decreti attuativi (uno emanato nel mese di agosto e uno in corso di emanazione) riguardano l'erogazione di risorse finanziarie, e dunque non incidono sulla quantificazione delle risorse umane che sono invece oggetto di questo decreto.

I punti innovativi previsti nel D.lgs. 65/2017 anche per le scuole d'infanzia statali

E dire che il Dlgs 65/2017 ha indicato chiaramente obiettivi programmatici di rilievo anche per le scuole d'infanzia statali. Obiettivi poi ribaditi nel quadro del Piano di Azione Nazionale attuativo, ora in corso di emanazione (entro la fine del mese di novembre, al massimo entro la prima settimana di dicembre) con apposito Decreto ministeriale, dopo l’approvazione in sede di Conferenza Unificata (cfr. contributo di L. Lega, n. 65 di Scuola7.it).

Si prefigurano infatti esplicitamente in quel testo, per quanto riguarda la scuola d'infanzia statale, i seguenti obiettivi:

  • partecipazione alla sperimentazione nazionale relativa ai poli scolastici 0-6, consolidamento e stabilizzazione delle “sezioni primavera” per i bambini dai 24 ai 36 mesi, a titolarità statale;
  • attivazione della funzione di coordinamento pedagogico (N.B. A questo proposito parrebbe sensato prevedere un avvio prudente e controllato, attraverso una sperimentazione da mettere in campo a livello nazionale di modelli organizzativi e modalità operative, quanto meno in alcune realtà territoriali, oppure mutuando e adattando la metodologia progettuale prevista per la sperimentazione dei poli scolastici 0-6);
  • partecipazione a iniziative di formazione congiunta a livello territoriale con le insegnanti delle altre tipologie di gestione di scuola dell'infanzia afferenti al sistema nazionale di istruzione, e anche con le educatrici dei servizi educativi per i bambini da 0 a 3 anni.

Gli effetti del decreto sugli organici

Se non intervenissero correttivi dell’impostazione proposta  con la prima bozza del decreto, si tratterebbe di un fatto grave, che proietterebbe i suoi effetti negativi fino all'a.s. 2019-2020.

Possiamo ad oggi solo augurarci un ripensamento, nel senso che quanto meno si possa mantenere una possibilità di adeguamento nell'organico di fatto a questo scopo, magari a conclusione del processo di definizione degli organici per il funzionamento ordinario degli altri ordini e gradi di scuola.

È evidente che occorre considerare anche i fenomeni collaterali che sono in corso di esame e di decisione nell'ambito della legge finanziaria 2018, come ad esempio:

  • effetti quantitativi dell’approvazione delle norme relative al pensionamento anticipato delle insegnanti di scuola d'infanzia a 63 anni invece che a 67;
  • effetti di eventuali decisioni relative alla gestione dell'annosa questione delle graduatorie ad esaurimento - GAE (scuola d'infanzia compresa).

Tutti questi fattori andrebbero gestiti in un’ottica lungimirante, in una prospettiva  che non rinunci a priori (per una valutazione frettolosa di eccesso di complessità?) a perseguire obiettivi concreti di interesse generale, e a sostenere processi innovativi inerenti la qualità della scuola d'infanzia statale anche nella prospettiva indicata dal D.lgs. 65/2017.

Gabriele Ventura

Primo Soccorso a scuola: progetto sperimentale

Dal prossimo febbraio partirà in via sperimentale il progetto “Primo soccorso a scuola”, realizzato dal Miur e dal Ministero della Salute, che coinvolgerà le scuole di ogni ordine e grado di tredici province, per un totale di circa 4.500 studenti: due mesi di corsi teorici e pratici, un portale dedicato, una cabina di regia nazionale.

È stato presentato lo scorso 7 novembre al Miur il percorso formativo sperimentale “Primo Soccorso a scuola”. Insieme al Ministro Valeria Fedeli, anche Mario Balzanelli, presidente della SIS 118 (Società italiana sistema 118), Francesco Fedele, presidente della Federazione italiana di cardiologia, Paolo Sciascia, dirigente dell’Ufficio III della direzione generale per lo studente del Miur, Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute. A moderare l’evento, il giornalista Franco Di Mare.

Il progetto, che attua il comma 10 dell’articolo 1della legge 107 del 2015, la “Buona Scuola”, è volto a insegnare agli studenti delle scuole italiane, dall’infanzia alla secondaria di II grado, nozioni di primo soccorso fondamentali, come riconoscere le situazioni di pericolo e le circostanze che richiedono l’intervento di un adulto o dell’ambulanza, apprendere il funzionamento e l’utilizzo di un defibrillatore e imparare manovre di primo soccorso come il massaggio cardiaco, la disostruzione delle vie aeree e di primo soccorso nel trauma.

Il percorso coinvolgerà le scuole di tredici province: Trieste, Padova, Sondrio, Savona, Macerata, Perugia, Pistoia, Latina, Campobasso, Salerno, Taranto, Vibo Valentia, Sassari. Per ciascuna provincia saranno selezionate 14 classi (1 classe della scuola dell’infanzia; 1 classe seconda e 2 classi quinte della scuola primaria; 2 classi prime e 2 classi seconde della scuola secondaria di primo grado; 2 classi seconde, 2 classi quarte e 2 classi quinte della scuola secondaria di secondo grado), per un totale di circa 4.500 studentesse e studenti, che saranno coinvolti in due mesi di corsi teorici e pratici.

Gli operatori del 118, delle società scientifiche e del volontariato realizzeranno i percorsi formativi insieme agli insegnanti e ai dirigenti scolastici, che potranno trovare tutte le informazioni utili, i materiali didattici, la presentazione della sperimentazione e uno spazio dedicato alle varie esperienze formative in un portale dedicato, on line a partire da gennaio.

Verrà costituita una cabina di regia nazionale con il compito di supervisionare e curare i materiali che saranno inseriti nel portale, per la compilazione dei quali saranno consultati esperti delle società scientifiche, del volontariato e dell’editoria di settore.

Al termine della sperimentazione, prevista per la metà del mese di marzo 2018, e dopo la presentazione dei report territoriali ai componenti della cabina di regia, verrà definito il programma formativo per l’avvio del progetto nell’anno scolastico 2018/2019.

Le Linee guida


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Piano scuola digitale: in arrivo i mille euro

È in corso l’erogazione del contributo annuale di 1.000 euro per le scuole dotate di un animatore digitale. Le istituzioni scolastiche che non abbiano ancora individuato un proprio animatore dovranno provvedere entro il prossimo 31 dicembre, pena la restituzione del contributo concesso.

La nota 6 novembre 2017 prot. n. 36983 comunica che il Miur sta procedendo alla liquidazione del contributo annuale di 1.000,00 euro a favore delle istituzioni scolastiche che si siano dotate di un proprio animatore digitale, come previsto dall’azione #28 del Piano nazionale per la scuola digitale.

Le scuole che non abbiano ancora individuato un proprio animatore digitale dovranno provvedere entro il prossimo 31 dicembre, pena la restituzione del contributo concesso. A tal fine sarà inviata nuovamente alle scuole l’e-mail con le indicazioni per l’accesso all’applicativo per l’aggiornamento o l’inserimento dell’animatore digitale o dei componenti del Team per l’innovazione.

Il contributo di 1.000,00 euro servirà per supportare e sviluppare progettualità nei seguenti 3 ambiti:

  • Formazione interna: azioni rivolte allo stimolo sui temi del PNSD, sia attraverso l’organizzazione diretta di laboratori formativi sia favorendo la partecipazione di tutta la comunità scolastica ad altre attività formative già previste sia a livello nazionale sia a livello locale;
  • Coinvolgimento della comunità scolastica: azioni dirette a favorire la partecipazione e il protagonismo degli studenti, anche attraverso workshop e giornate dedicate aperti alle famiglie e agli altri attori del territorio per la realizzazione di una cultura digitale condivisa;
  • Creazioni di soluzioni innovative: individuazione di soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da estendere nelle scuole, diffusione di buone pratiche, attività di assistenza tecnica, progettazioni funzionali al raggiungimento degli obiettivi indicati nel PTOF che introducono e realizzano l’implementazione delle tecnologie e soluzioni digitali nella didattica quotidiana.

L’utilizzo del contributo è oggetto di monitoraggio delle attività svolte, che dovranno essere rendicontate al Miur tramite un apposito sistema informativo, sulla base dello schema esemplificativo di rendicontazione allegato alla suddetta nota.

Il contributo è utilizzabile nel corso dell’anno scolastico 2017-2018 e la rendicontazione deve concludersi entro il 15 settembre 2018.

I migliori 5 progetti proposti dagli animatori digitali e caricati sul sistema informativo di rendicontazione, previa istruttoria, potranno essere selezionati e resi evidenti, a vantaggio di tutte le istituzioni scolastiche, sul sito internet del Miur, nei limiti delle risorse disponibili, nell’anno scolastico 2018-2019.


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Esame di Stato nei corsi di istruzione degli adulti

Il Miur ha diramato le disposizioni a carattere transitorio relative allo svolgimento nell'a.s. 2017/18 dell'esame di Stato conclusivo dei percorsi di istruzione degli adulti di primo livello - primo periodo didattico, finalizzato al rilascio del diploma di licenza conclusiva del primo ciclo di istruzione.

In particolare la circolare 3 novembre 2017 n. 9 fornisce precisazioni in merito a: ammissione all'esame di Stato; commissione;  calendario;  prove d'esame;  esito;  certificazione delle competenze;  esame di Stato presso gli istituti di prevenzione e pena;  rilascio diplomi e certificazioni sostitutive.

L'ammissione all'esame di Stato dell'adulto iscritto e frequentante i CPIA è disposta dai docenti del gruppo di livello facenti parte del consiglio di classe presieduto dal dirigente scolastico (o da un suo delegato) a garanzia della uniformità dei giudizi sia all'interno del gruppo di livello, sia nell'ambito di tutto il CPIA.

Presso ciascun CPIA è costituita una commissione d'esame, composta d'ufficio da tutti i docenti che insegnano nei gruppi di livello del primo periodo didattico. Le funzioni di Presidente della commissione sono svolte dal dirigente scolastico preposto al CPIA medesimo.

L'esame di Stato si svolge in via ordinaria al termine dell'anno scolastico secondo il calendario stabilito dal Dirigente Scolastico sentito il collegio dei docenti. Per i candidati assenti per gravi e comprovati motivi è prevista la possibilità di svolgere l'esame di Stato in una sessione suppletiva, da concludersi prima dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo. Per i candidati per i quali il Patto Formativo Individuale prevede una durata del percorso tale da concludersi entro il mese di febbraio 2018, è prevista la possibilità di svolgere l'esame di Stato entro il 31 marzo dello stesso anno in sessione straordinaria.

L'esame di Stato conclusivo dei percorsi di primo livello, primo periodo didattico, si compone delle tre prove e del colloquio pluridisciplinare. La specifica prova scritta a carattere nazionale è soppressa per effetto di quanto disposto dall'art. 26, comma 3, lett. b) del D. Lgs. 62/2017.

La prima prova scritta, in italiano, si riferisce ai risultati di apprendimento relativi all'Asse dei linguaggi o all'Asse storico sociale.

La seconda prova scritta, in lingua inglese o seconda lingua comunitaria, si riferisce ai risultati di apprendimento relativi all'Asse dei linguaggi.

La terza prova scritta si riferisce ai risultati di apprendimento relativi all'Asse matematico.

Il colloquio, che ha inizio con la discussione sulle prove scritte, è teso ad accertare le competenze a conclusione del primo periodo didattico dei percorsi di primo livello con particolare riferimento a quelle non oggetto di prova scritta.

Il colloquio è condotto in modo da valorizzare il patrimonio culturale e professionale della persona a partire dalla sua storia individuale e da favorire una rilettura biografica del percorso di apprendimento. Può riguardare la discussione di un progetto di vita e di lavoro elaborato dall'adulto nel corso dell'anno, in modo anche da accertare il livello di acquisizione delle competenze chiave di cittadinanza.

Ad esito dell'esame di Stato viene rilasciato il certificato delle competenze a conclusione dei percorsi di primo livello primo periodo didattico. I CPIA predispongono il relativo modello utilizzando eventualmente lo schema allegato alla suddetta circolare.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici

Elementi di legislazione scolastica

di Salvatore Pace

NUOVA EDIZIONE aggiornata con i decreti applicativi della Buona Scuola

Un agile strumento di lavoro per tutto il personale della scuola, ma soprattutto per coloro che intendono sostenere le prove concorsuali per accedere alla carriera dirigenziale.

Si snoda su dieci capitoli tematici: ogni tema è presentato nei suoi aspetti essenziali ed inquadrato all’interno delle norme fondamentali. Le novità introdotte dalla Buona Scuola sono calate all’interno di un processo organico di evoluzione legislativa, e ne risultano chiari i contorni, gli elementi di continuità e di rottura rispetto alla legislazione preesistente.

Il testo fornisce una rassegna aggiornata del nostro sistema di istruzione e dello scenario europeo. Presenta in anteprima gli elementi essenziali del nuovo regolamento di contabilità, di imminente emanazione da parte del Governo.


per maggiori informazioni: notiziedellascuola.it/catalogo



Una piattaforma completamente rinnovata

In previsione del prossimo concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD per la preparazione al concorso in una versione completamente rinnovata, alla luce del Regolamento e degli ultimi scenari normativi. Nello specifico, la piattaforma è stata:

  • aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;
  • integrata con ulteriori contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

  1. Simulazione prova preselettiva
  2. Contenuti professionali delle prove
  3. Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di esercitarsi su batterie di 50 item prese da un repository di circa 1500 item, e di valutare la propria preparazione secondo i parametri di calcolo del punteggio previsti dal Regolamento. Per ogni item viene fornita la correzione con il relativo feedback.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

A disposizione restano le batterie di item relative al concorso 2011.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione

© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

Email: info@scuola7.it

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