Scuola7 25 giugno 2018, n. 95

Scuola7

la settimana scolastica

25 giugno 2018, n. 95


In questo numero parliamo di:

Concorso a dirigente scolastico: prove tecniche prima dei quiz (M. Spinosi)

Il “biologico” nelle mense scolastiche (G. Faedi)

Insegnamento/apprendimento in Europa: quali valori comuni? (F. Marostica)

Una rarità scolastica: il certificato di prevenzione incendi (B. Sozzi)

Aggiornamento graduatorie ad esaurimento: operazioni annuali

Concorso dirigenti scolastici: istruzioni prova preselettiva

Scuole statali e CPIA: adempimenti contributivi

Maturità 2018: tema storico fanalino di coda

Esame di Stato: data della quarta prova

Supplenze brevi 2016/17: chiusura funzioni


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diConcorso a dirigente scolastico: di fronte ai test
< Trascina
25 giugno 2018

__TESTATA__

n. 95

Concorso a dirigente scolastico: prove tecniche prima dei quiz

Mariella SPINOSI

La prova preselettiva: questa volta ci siamo…

Il 13 giugno scorso il Miur ha allertato gli Uffici Scolastici Regionali e le istituzioni scolastiche, fornendo indicazioni tecniche per la predisposizione delle condizioni per uno svolgimento ordinato e corretto delle prove preselettive.

Nessuna novità e nessuna sorpresa: la nota è un atto necessario e dovuto per qualsiasi tipologia di concorso. Di fatto conferma che il concorso non viene ulteriormente procrastinato. Ed è forse proprio questa la sorpresa. Un ulteriore rinvio era nell’aria. Lo si ipotizzava sui social, era stato pressoché annunciato da alcuni siti dedicati… a dispetto dell’esigenza, da tutti riconosciuta come non più eludibile, di dover regolarizzare al più presto il sistema di governance delle scuole italiane.

Nel prossimo anno scolastico (2018-2019) ci saranno 1.748 istituzioni scolastiche prive di dirigenti; a queste se ne aggiungeranno nell’anno 2019-2020 almeno altre 400 per via dei pensionamenti per raggiunti limiti di età.

Di fatto, però, gli stessi aspiranti dirigenti (circa 36.000), che da anni stanno seguendo corsi di preparazione, sembravano pure loro oramai rassegnati a qualsiasi evento.

Invece i tempi saranno rispettati. Ce lo garantisce il neo-ministro, dott. Marco Bussetti, in un’intervista rilasciata al Messaggero il 12 giugno u.s.: il 27 giugno usciranno i 4.000 test previsti dal Regolamento; il 6 luglio i candidati conosceranno l’elenco delle sedi di concorso; il 23 luglio si svolgerà la prova preselettiva.

Ma con qualche problema non ancora risolto

È apprezzabile che il nuovo ministro abbia voluto garantire il rispetto delle date, e che non si sia lasciato convincere dalla petizione di un folto numero di docenti delle scuole superiori.  Costoro hanno chiesto il rinvio a settembre, considerando la data del 23 luglio troppo onerosa per via degli impegni negli esami di maturità, o comunque nelle attività di fine anno scolastico.

Questa scelta ci induce a pensare che il ministro, uomo di scuola e di amministrazione, abbia anche piena cognizione delle difficoltà di tenuta del percorso concorsuale. Molteplici sono i soggetti coinvolti nell’organizzazione (Miur, Uffici scolastici, scuole, università…), tante sono le azioni richieste, complessi sono gli adempimenti, poco è il tempo a disposizione. L’obiettivo è che il 1° settembre 2019 la scuola possa fruire di 2.425 nuovi dirigenti.

Il ministro, quindi, avrà piena consapevolezza che qualsiasi piccolo incidente di percorso potrebbe mettere tutto in discussione.

È una bella scommessa che mette alla prova le scelte politiche e le competenze amministrative. Questo complesso sistema di reclutamento non tollera in alcun modo disattenzioni, né tanto meno errori procedurali.

In una nostra precedente annotazione (Scuola7 n. 87 del 2 maggio u.s.) abbiamo provato a ipotizzare una realistica tabella di marcia, dalla data di avvio della preselettiva alla data di chiusura del processo (cioè l’atto di immissione in ruolo dei nuovi dirigenti scolastici), passando attraverso il corso di formazione, il tirocinio e l’esame finale. Avevamo dimostrato – dati alla mano – che l’obiettivo era raggiungibile, ma con forti rischi.

Semplificare il percorso?

Il nostro dubbio, sulla possibilità di portare a compimento tutte le procedure concorsuali senza incidenti, è allo stato attuale assai condiviso, tanto che lo stesso neo-presidente della VII Commissione Istruzione al Senato (Mario Pittoni) ha avanzato l’ipotesi di “alleggerire il percorso”.  Cosa fare sul piano amministrativo e su quali punti intervenire non è stato, però, ancora spiegato.

Considerato che il processo è già avviato sembra impossibile incidere, ora, su una delle tre prove (preselettiva, scritta ed orale); consapevoli altresì che le tre prove hanno bisogno di tempi di espletamento non facilmente riducibili, resta prevedibile che la semplificazione possa riguardare altri step. Ci riferiamo al corso di formazione (2 mesi), al tirocinio (4 mesi) o all’ultimo passaggio che il Regolamento ha previsto articolato in due tempi: una prova scritta e un colloquio finale.

Di fatto, se non interverranno le auspicate ed annunciate semplificazioni, gli aspiranti dirigenti dovranno superare ben cinque prove di esame: tre scritte e due orali (forse troppe).

Quesiti della preselettiva: curiosità e preoccupazioni

Tuttavia le preoccupazioni attuali degli aspiranti dirigenti riguardano soprattutto la prima prova. La pratica dei “quiz” preselettivi non appartiene alla nostra tradizione, né il tentativo (per nulla felice) del precedente concorso ha contribuito a potenziarla. La paura di trovare brutte soprese è abbastanza diffusa. Non si conosce la “squadra” degli autori, non si conoscono le indicazioni fornite per la strutturazione del test, non si sa se le nove tematiche saranno equamente rappresentate nei 100 quesiti (circa 11 per ognuna) o se invece se ne privilegeranno alcune a discapito di altre (es. più domande sugli aspetti giuridici e amministrativi, meno sulle questioni che attengono all’Europa, all’inclusione o al digitale). Si teme che i quesiti siano fondati sulla logica del dettaglio e del frammento, che tra una risposta esatta e una sbagliata ci sia solo una sfumatura di significato, difficile da percepire dai “non ancora” addetti ai lavori; ma si temono soprattutto domande che rinviano a teorie, a scuole di pensiero, a ricercatori, a studiosi non necessariamente noti a tutti.

Solo memoria o anche ragionamento?

A partire da mercoledì 27 giugno, per i 36.000 aspiranti dirigenti inizierà la grande maratona: una gara di resistenza che durerà sicuramente 27 giorni. Alcuni proveranno a ricordare le domande giuste utilizzando tutti gli espedienti mnemotecnici che riterranno funzionali allo scopo. Andranno alla ricerca di regole e di metodi per fissare le informazioni e trattenerle nella memora temporanea, almeno fino al 23 luglio.

Ma, secondo la tradizione, sembra che Filippide, il soldato ateniese, dopo aver corso interrottamente da Maratona ad Atene per annunciare la vittoria sui Persiani, sia “morto” a causa dello sforzo compiuto. Fuori dalla metafora: la preoccupazione è che queste prove non conducano a produrre risultati di senso, ma, al contrario, portino a “mortificare” l’intelligenza ed il pensiero.

Dal momento che tali scelte istituzionali sono immodificabili, ci auguriamo almeno che i test:

  • siano tecnicamente ben fatti;
  • non chiedano di ricordare solo nozioni poco significative;
  • stimolino nei candidati ragionamenti di senso;
  • siano, soprattutto, pubblicati in formato elettronico tale da facilitare il training.

Calendario, adempimenti, regole

La nota tecnica del 13 giugno u.s. prot. n. 27719 è comunque bene articolata, e sembra voglia rassicurare tutti, a partire dai candidati. Oltre a fornire soluzioni per eventuali problemi procedurali, ha lo scopo di garantire trasparenza e correttezza. Vengono ribadite alcune date e i contenuti della prova preselettiva, vengono specificate le azioni preliminari, nonché pianificati tutti i passaggi minuti per arrivare con strumentazioni collaudate alla data del 23 luglio.

Le date

n.

Date

Azioni

Che cosa

1

27 giugno

Pubblicazione quesiti

Saranno pubblicati 4.000 quesiti da cui ne saranno estratti 100 per la prova preselettiva

2

27 e 28 giugno

Formazione di primo livello

Incontri formativi/informativi per il personale degli USR e degli ambiti territoriali a cura del MIUR

3

Entro il 28 giugno

Comunicazione abbinamento

Comunicazione al MIUR, da parte degli USR, dei link alle sezioni dei rispettivi siti web istituzionali in cui saranno pubblicati gli elenchi contenenti gli abbinamenti candidati/aule

4

5 luglio

Pubblicazione abbinamenti

Pubblicazione degli elenchi degli abbinamenti candidati/aule sui siti regionali

5

6 luglio

Avviso pubblico

Indicazione della destinazione dei candidati distribuiti nella regione di residenza in ordine alfabetico

6

23 luglio

Svolgimento prova

Svolgimento della prova preselettiva, alle ore 10, in contemporanea su tutto il territorio nazionale

Cosa si chiede alle istituzioni scolastiche

n.

Soggetti

Che cosa fanno

Le responsabilità

1

Comitato di Vigilanza

Gestione amministrativa della prova

Sono presieduti dal dirigente dell'istituzione scolastica sede della prova, o dal collaboratore designato in caso di malattia oppure in caso di reggenza, qualora il dirigente sia titolare anche di altro istituto sede di concorso

2

Uno o due responsabili tecnici d’aula

Gestione tecnica delle postazioni informatiche utilizzate per la somministrazione della prova

Responsabilità digitale: dall'installazione del software all'invio dei file delle prove di concorso

Sono nominati dall'Ufficio Scolastico Regionale, che, per le attività connesse allo svolgimento della prova preselettiva computerizzata, si relazionerà con il Presidente del comitato di vigilanza

3

Altro personale

Addetto a compiti di sorveglianza ed assistenza interna

Sono persone individuate dal dirigente scolastico col compito di garantire un'adeguata sorveglianza atta ad impedire ogni comportamento scorretto da parte dei candidati, anche sulle postazioni informatizzate (es. indebiti tentativi di uscita dall'applicazione, indebiti tentativi di accesso al disco fisso della postazione, spegnimenti volontari della postazione o reset della stessa)

Alcune regole per i candidati

n.

Cosa è vietato

Cosa bisogna fare

1

Introdurre cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet, fotocamere/videocamere, e ogni strumento idoneo alla memorizzazione di informazioni o alla trasmissione di dati

Se eventualmente detenuti, devono essere spenti e depositati prima dell'ingresso in aula, pena l'esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso

2

Introdurre pen-drive, manuali, testi, appunti di qualsiasi natura

Devono essere lasciati fuori dall'aula, pena l'esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso

3

Avvalersi di supporti cartacei per lo svolgimento delle prove

Occorre lasciare le borse e/o le cartelle ecc. lontano dalle postazioni


Mariella Spinosi

Il “biologico” nelle mense scolastiche

Giovanni FAEDI

Negli anni ‘80 le prime mense scolastiche biologiche

La prima mensa scolastica biologica italiana nasce nel 1986 a Cesena, comune di oltre 90mila abitanti, grazie ad una proficua collaborazione del Settore Pubblica Istruzione del Comune col Servizio Materno-Infantile dell’ASL. Nel giro di pochi anni tutte le mense del comune romagnolo, dai nidi alla scuola dell’obbligo, fornirono pasti con un largo impiego di alimenti biologici. E questo senza aumentare i costi di produzione e, di conseguenza, le tariffe poste a carico dell’utenza, sebbene a quei tempi gli alimenti biologici venissero prodotti in quantità ridotte e commercializzati a prezzi ben più alti rispetto a quelli dell’agricoltura convenzionale. La mossa che favorì il contenimento dei costi fu l’adozione di tabelle dietetiche e menù formulati secondo l’orientamento dell’alimentazione mediterranea, in linea con le raccomandazioni dell’Istituto Nazionale della Nutrizione. Ciò consentì una riduzione significativa del consumo delle carni e una presenza maggiore dei legumi, dei cereali, di frutta e verdure fresche di stagione, consentendo consistenti economie nella produzione dei pasti.

Il problema dei costi oggi

L’affermarsi delle mense biologiche a scuola coincise, a Cesena come poi in altre città, con la diffusione del “modello dell’alimentazione mediterranea”. Ma oggi la stragrande maggioranza delle mense scolastiche adotta già da tempo la “dieta mediterranea”, e l’introduzione ex novo di alimenti biologici nei menù comporta un aumento dei costi, anche se in misura minore rispetto al passato perché l’offerta del biologico è aumentata in modo esponenziale nel nostro Paese, che ha conquistato la palma di maggior produttore dell’Unione Europea. Seppur meno accentuato, il maggior costo resta comunque un problema da affrontare, specialmente in un contesto economico-sociale in cui tante famiglie faticano a fronteggiare le spese per la frequenza scolastica dei figli. Infatti nella maggior parte delle città sono aumentate le morosità nel pagamento delle rette per la refezione scolastica, e le richieste di importi più bassi per garantire la frequenza e il diritto allo studio.

Le indagini condotte nei comuni italiani rivelano come le tariffe applicate siano le più diverse, e vi siano differenze rilevanti nella copertura dei costi della mensa con le contribuzioni dell’utenza. Vi sono comuni che con le tariffe pagate dalle famiglie coprono il 90% dei costi ed altri che faticano a raggiungere il 35%. Diversi sono i fattori, legati ai contesti politico-amministrativi e alle caratteristiche socio-economiche dei territori, che determinano questa accentuata diversità nei costi e nelle relative coperture. E non sempre è possibile stabilire una correlazione positiva tra tariffe elevate e buona qualità del servizio di mensa.  Di certo una tradizione di accorta gestione del sistema scolastico locale comporta anche una migliore qualificazione delle mense per quel che riguarda non solo i menù, ma anche le condizioni ambientali ed organizzative in cui i pasti vengono consumati.

Si mantiene alto il gradimento per le mense biologiche

Ma, a parte i costi, le mense scolastiche biologiche mantengono un livello alto di consensi presso le famiglie e gli addetti ai lavori, anche sotto la spinta di raccomandazioni ed indirizzi provenienti dall’Unione Europea, di direttive assunte dalle Regioni e di norme nazionali a favore della green economy e della valorizzazione del biologico nella ristorazione pubblica. Da più parti viene riconosciuta alle produzioni biologiche l’adozione delle migliori pratiche ambientali, di tutela della biodiversità e di salvaguardia delle risorse naturali, nonché la funzione sociale di fornire beni pubblici che si prendono cura dell’ambiente, del benessere degli animali, e promuovono lo sviluppo rurale. Le mense biologiche si sono conquistate una reputazione che pare non venga scalfita dalle prese di posizione di alcuni settori della comunità scientifica, che mettono in discussione l’affidabilità dei controlli nell’agricoltura biologica e le migliori proprietà nutrizionali dichiarate per le coltivazioni organiche. Le mense biologiche continuano ad essere viste nelle scuole come quelle che propongono gli alimenti più sicuri, sostenibili e sani, che possono contribuire ad una migliore educazione alimentare delle giovani generazioni, per il loro orientamento verso un’alimentazione ecosostenibile che promuove la biodiversità locale.

Sono nate le mense scolastiche col marchio “bio”

La questione dei costi e della promozione dei prodotti biologici nell’educazione scolastica degli alunni italiani è stata finalmente affrontata dal d.m. 18 dicembre 2017, che stabilisce la certificazione per le mense biologiche, ne sostiene la diffusione assicurando finanziamenti per contenerne il costo a carico dell’utenza, per favorire il consumo degli alimenti biologici e realizzare  iniziative di informazione e promozione nelle scuole, di accompagnamento al servizio di refezione, e per ridurre lo spreco alimentare. Al fine di raggiungere le suddette finalità, il decreto mette a disposizione dei comuni e dei privati, con mense scolastiche che saranno classificate biologiche, un fondo di 4 milioni per il 2017 e di 10 milioni per il 2018 e il 2019.

Cosa stabilisce il decreto

Il decreto, che sarà in vigore dai primi di luglio e quindi applicato dal prossimo anno scolastico, definisce i requisiti e le specifiche tecniche che le mense scolastiche debbono soddisfare per essere classificate come “biologiche”. A questo proposito vengono stabiliti due marchi: quello base “Argento” e quello d’eccellenza “Oro”.

La mensa scolastica, al fine della qualificazione come biologica, è tenuta a rispettare le seguenti percentuali minime di utilizzo e di peso per singola tipologia di prodotto, con riferimento alle materie prime di origine biologica:

  • frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (esclusi i succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine d’oliva: il 70% per il marchio Argento oppure il 90% per il marchio Oro;
  • uova, yogurt e succhi di frutta: il 100% per entrambi i marchi;
  • prodotti lattiero-caseari (esclusi gli yogurt), carne, pesce da acquacoltura: il 30% per il marchio Argento oppure il 50% per quello Oro.

Le deroghe eventualmente previste, in relazione alle percentuali di cui sopra, non possono essere superiori al 20% per il marchio Argento e al 10% per il marchio Oro, e devono essere adeguatamente motivate. Non mancano poi, relativamente alla programmazione degli acquisti, alcuni criteri di premialità nella scelta dei fornitori, che riguardano il contrasto allo spreco alimentare e l’utilizzo di alimenti prodotti vicino alle sedi scolastiche.

Risorse finanziarie a disposizione

Nei mesi scorsi sono stati pubblicati il d.m. 22 febbraio 2018 e il decreto direttoriale 24 maggio 2018, che stabiliscono, rispettivamente, i criteri di riparto dei fondi destinati per le finalità stabilite nel d.m. 18 dicembre 2017 e le modalità per la presentazione dell’istanza di iscrizione da parte dei comuni e dei privati che gestiscono le mense scolastiche, ai fini dell’ottenimento del marchio e per fruire, attraverso le rispettive Regioni, dei finanziamenti previsti.

Un provvedimento da verificare nei suoi esiti

Il decreto ci consente di andare alla conta delle mense biologiche presenti nelle scuole. Ad oggi i dati disponibili sulla loro presenza risultano incerti e, soprattutto, non si sa bene in che misura sia presente il biologico nelle mense considerate. Una volta completata questa prima tornata di iscrizioni all’elenco delle “mense scolastiche biologiche” e alla richiesta dei relativi finanziamenti, avremo finalmente un quadro più chiaro della situazione. E potremo dare risposta ad alcuni interrogativi.

Una delle domande che ci si pone riguarda la presenza, nell’elenco ministeriale delle mense biologiche, di realtà cittadine di medio-grandi dimensioni, che mettono a tavola diverse migliaia di studenti e che, per questo, si rivelano decisive per dare impulso alle produzioni biologiche ed aumentare in modo significativo il numero degli alunni e delle famiglie coinvolte. Un fattore che potrebbe limitarne la partecipazione è dato dalle percentuali di utilizzo di alcuni alimenti, ad esempio le carni e l’olio extravergine d’oliva, che da più parti vengono giudicate un po’ troppo elevate rispetto a ciò che può offrire il mercato, anche in termini di costo. Questo potrebbe costituire un impedimento per quelle mense che, pur rispettando le percentuali di utilizzo stabilite dal decreto per l’intera gamma delle tipologie di prodotto, non riescono ad ottenere il marchio, in quanto per le carni, ad esempio, utilizzano, operando una scelta di qualità, produzioni certificate Dop o Igp ma non biologiche.

Per ultimo c’è da valutare se la poca pubblicità che è stata data al decreto, e i tempi oramai molto ristretti per provvedere all’iscrizione, ostacoleranno in qualche modo la partecipazione alla procedura per la classificazione come mensa biologica.

Per sciogliere questi interrogativi aspettiamo di conoscere i dati che dovranno essere il frutto di una verifica attenta di quello che sarà il primo impatto del decreto, per poter prendere le misure su come procedere in un campo che ha bisogno di regole, capaci soprattutto di favorire la diffusione delle mense biologiche nelle scuole italiane.

Giovanni Faedi

Aggiornamento graduatorie ad esaurimento: operazioni annuali

Emanato il decreto che disciplina le operazioni annuali relative all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo. Domande in modalità web dal 21 giugno al 9 luglio.

Con nota 20 giugno 2018 prot. n. 28670 il Miur ha trasmesso il decreto 19 giugno 2018 n. 506, che disciplina, con effetto dall'a.s. 2018/19, le consuete operazioni annuali relative all’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo.

È fissato al 9 luglio il termine entro il quale:

  • i docenti già iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento, in attesa del conseguimento del titolo, devono conseguire l'abilitazione ai fini dello scioglimento della riserva per l'a.s. 2018/19. A tal fine, i docenti interessati dovranno compilare il modello 2;
  • i docenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento devono possedere i requisiti per beneficiare della riserva dei posti. A tal fine i docenti interessati dovranno compilare il modello 3;
  • i docenti già iscritti nelle graduatorie ad esaurimento devono conseguire il titolo di specializzazione sul sostegno. Entro lo stesso termine possono essere dichiarati i titoli di specializzazione all'insegnamento relativi ai metodi didattici differenziati ai fini dell'inclusione nei relativi elenchi. A tal fine i docenti interessati dovranno compilare il modello 4.

Le domande, corredate delle relative dichiarazioni sostitutive di certificazione, dovranno essere presentate dal 21 giugno al 9 luglio, esclusivamente con modalità web nell'apposita sezione "Istanze on line".


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Concorso dirigenti scolastici: istruzioni prova preselettiva

Adempimenti, procedure, scadenze, contenuti: in una dettagliata nota il Miur fornisce tutte le indicazioni utili per lo svolgimento della prova preselettiva del corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici, che si terrà in contemporanea su tutto il territorio nazionale il 23 luglio 2018 alle ore 10:00.

Con nota 13 giugno 2018, prot. n. 27719 il Miur co,unica che l’elenco delle sedi della prova con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, nella regione di residenza in ordine alfabetico, sarà comunicato entro il 6 luglio tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero.

Entro il 28 giugno, pertanto, gli Uffici scolastici regionali all’indirizzo e-mail dgper.ufficio2@istruzione.it, i link alle sezioni dei rispettivi siti web istituzionali in cui saranno pubblicati gli elenchi contenenti gli abbinamenti candidati/aule. Tali elenchi dovranno essere pubblicati sui siti regionali il 5 luglio.

In caso di candidati muniti di ordinanze o decreti cautelari a loro favorevoli, non riformati dal Consiglio di Stato, emessi nei giorni precedenti alla prova, questi devono presentarsi il prima possibile presso l’Ufficio scolastico della regione di residenza che comunicherà l’aula a cui verranno associati. Il giorno della prova si dovranno presentare presso l’aula indicata muniti di provvedimento cautelare, di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale e di copia della ricevuta del pagamento della tassa di concorso.

In ogni istituzione scolastica/edificio saranno presenti: un Comitato di Vigilanza, al quale spetta la gestione amministrativa della prova; uno o più responsabili tecnici d’aula, cui spetterà il compito della gestione tecnica delle postazioni informatiche; il personale addetto a compiti di sorveglianza ed assistenza interna.

La prova preselettiva consiste in un test articolato in cento quesiti a risposta multipla. Ciascun quesito ha quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta. L’ordine dei 100 quesiti somministrati sarà diversificato per ciascun candidato. I cento quesiti saranno riferiti alle seguenti aree tematiche:

  • normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
  • modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
  • processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, all’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione e del Piano di Miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni  scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
  • organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
  • organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico;
  • valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
  • elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni;
  • contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
  • sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.

I quesiti saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito internet del Ministero in data  27 giugno 2018.

La prova ha la durata di 100 minuti, salvo eventuali tempi aggiuntivi autorizzati dall’USR presso il quale il candidato svolgerà la prova.

La prova preselettiva assegna un punteggio massimo di 100,0 punti, ottenuti sommando 1,0 punti per ciascuna risposta esatta, 0,0 punti per ciascuna risposta non data e sottraendo 0,3 punti per ciascuna risposta errata.

A partire dalle ore 7.00 del giorno della prova sarà disponibile sul sito https://concorsodirigentiscolastici.miur.it, il download dell’applicativo che dovrà essere installato su tutte le postazioni presenti nell’aula. La procedura di installazione deve essere conclusa entro le ore 9.15 del giorno della prova.

Prima dell’arrivo dei candidati il responsabile tecnico di aula dovrà predisporre tutte le postazioni, isolandole da internet ed avviando il software alla schermata iniziale, utilizzando la password di attivazione resa disponibile sul portale https://concorsodirigentiscolastici.miur.it alle ore 7.00.

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio dalle ore 8:00.

Il Comitato di Vigilanza dovrà effettuare le operazioni di riconoscimento dei candidati verificando che gli stessi siano muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale e di copia della ricevuta del versamento dei diritti di segreteria da esibire e consegnare al momento delle operazioni di riconoscimento.

È vietato introdurre pen-drive, manuali, testi, appunti di qualsiasi natura che devono essere lasciati fuori dall’aula, pena l’esclusione dal concorso di chi ne venga trovato in possesso.  È vietato avvalersi di supporti cartacei per lo svolgimento delle prove.  Una volta entrati, occorre lasciare le borse e/o le cartelle ecc., lontano dalle postazioni.

La nota prosegue con una descrizione dettagliata di tutti i passaggi procedurali e gli adempimenti delle singole figure coinvolte.


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Scuole statali e CPIA: adempimenti contributivi

Chiarimenti e precisazioni su alcuni aspetti relativi agli adempimenti contributivi e alle attività di gestione con riferimento agli Istituti scolastici statali e Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA) e alle Accademie, Conservatori e Istituti superiori per le Industrie Artistiche.

A decorrere dall'a.s. 2015/16 le Strutture territoriali dell'Inps hanno provveduto a gestire le richieste di:

  • iscrizione/chiusura di un Istituto scolastico per effetto di procedimenti di dimensionamento o di variazione dei dati anagrafici;
  • apertura di una posizione previdenziale degli Istituti medesimi per inviare le denunce contributive relative ai compensi accessori erogati direttamente.

Numerosi istituti scolastici hanno richiesto l'apertura di una propria posizione previdenziale per regolarizzare la posizione contributiva anche per le retribuzioni corrisposte con propri fondi per i periodi retributivi precedenti al mese di settembre 2015.

Considerato l'elevato numero di richieste pervenute, con messaggio 13 giugno 2018, n. 2387 l’Inps comunica che si è provveduto a modificare la procedura di anagrafe del Sistema informativo della gestione pubblica (SIN) per consentire alle Strutture territoriali di gestire tutte le richieste che pervengono dagli Istituti scolastici anche se riferite a periodi antecedenti al mese di settembre 2015.

Relativamente ai Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti (CPIA), le Strutture territoriali provvederanno a gestire anche le attività di censimento della sede di servizio e/o di apertura della posizione previdenziale.

Le istanze avanzate dalle altre istituzioni riconducibili al Miur (Accademie, Conservatori, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche), continueranno ad essere gestite dalla Direzione centrale Entrate e recupero crediti e dovranno essere inoltrate direttamente alla casella di posta istituzionale gestioneentigdp@inps.it.


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Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego 2018

a cura di Sergio Auriemma
pagg. 1920, giugno 2018, euro 68,00 euro 54,40


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  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.

 

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25 giugno 2018

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n. 95

Insegnamento/apprendimento in Europa: quali valori comuni?

Flavia MAROSTICA

Le nuove raccomandazioni del Consiglio Europeo

Nell’arco di poco più di un anno l’Unione Europea ha rivisitato e aggiornato le norme fondamentali che fissano gli indirizzi dell’istruzione. Il 22 maggio 2017 il Consiglio ha varato la nuova Raccomandazione sul Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, e il 22 maggio 2018 due importanti Raccomandazioni, quella relativa alle Competenze chiave per l'apprendimento permanente, con Allegato il Quadro di riferimento europeo, e quella sulla Promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento, in entrambi i casi basandosi sulle rispettive proposte avanzate il 17 gennaio 2018 dalla Commissione europea, e facendo anche tesoro di quanto emerso dal Primo summit europeo sull’educazione, finalizzato a Porre le basi dello Spazio europeo dell'istruzione: per un'educazione innovativa, inclusiva e basata sui valori, tenuto a Bruxelles il 25 gennaio 2018.

Identità europea e valori comuni

La terza Raccomandazione - che riassume e porta a sintesi una lunga elaborazione avviata dalla Dichiarazione di Parigi del 17 marzo 2015 - è particolarmente importante in questa fase geo-storico-politica.

Nelle lunghe considerazioni iniziali, dettagliate in ben 19 punti che motivano il varo del testo, esordisce al punto 1 con questa affermazione: «L'Unione si fonda sui valori comuni e i principi generali del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea. A norma dell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, l'Unione si prefigge di affermare e promuovere i suoi valori».

Gli altri punti, sulla base anche di numerose ricerche e dei dati che esse forniscono, approfondiscono diversi aspetti, a partire dalla constatazione che l’UE è composta da tanti paesi che insieme, grazie al «rispetto», «la comprensione reciproca» e la «cooperazione», hanno goduto di «pace» e «prosperità» e hanno acquisito il «senso comune di appartenenza», e quindi una distinta «identità europea».

Una scuola inclusiva e delle pari opportunità

Si afferma, quindi, che l’istruzione, da rafforzare/migliorare, ha «un ruolo cruciale nella promozione dei valori comuni» e garantisce «l’inclusione sociale», l’affermazione dei «valori democratici» e il «rispetto per i diritti fondamentali», anche nei confronti di persone provenienti da altri contesti. Per questo si dice che occorre potenziare l’educazione alla cittadinanza tra i docenti, affinché possano meglio «insegnare le competenze civiche», «trasmettere il patrimonio comune dell’Europa» e «promuovere la tolleranza». Avendo particolare cura per i giovani che provengono da famiglie disagiate e da altri paesi, e per i portatori di «bisogni speciali» e «disabilità», non solo per «prevenire l’emarginazione» ma anche per «promuovere… la capacità di pensiero critico».

Le linee di intervento dell’Unione Europea

La Raccomandazione, accogliendo con favore l’intenzione della Commissione di sostenere gli Stati membri nella loro attuazione, anche con appositi strumenti pratici e monitoraggi (già in corso), indica 5 linee di intervento:

  • promuovere i valori comuni a tutti i livelli di istruzione «fin dalla prima infanzia», e attuare gli impegni di Parigi soprattutto con l’educazione alla cittadinanza attiva;
  • offrire un’istruzione inclusiva coinvolgendo tutti i docenti, «favorendo la transizione tra i vari percorsi e livelli di istruzione, e permettendo di fornire un orientamento scolastico e professionale adeguato»;
  • promuovere una dimensione europea dell’insegnamento, attraverso «la comprensione del contesto europeo, del patrimonio e dei valori comuni, e la consapevolezza dell'unità e della diversità sociale, culturale e storica dell'Unione e degli Stati membri»;
  • sostenere il personale didattico, sia con «l'istruzione iniziale e continua», sia con «scambi e apprendimento … e … attività di consulenza tra pari»;
  • attuare apposite misure di esecuzione, migliorando «le politiche e le prassi esistenti».

Per approfondire: i documenti da conoscere

  • Informal meeting of European union education ministers, Declaration on Promoting citizenship and the common values of freedom, tolerance and non-discrimination through education, Parigi, 17 marzo 2015.
  • Raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea sul Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, con 6 allegati, in GU della UE del 15 giugno 2017, 22 maggio 2017.
  • Commissione europea, Rafforzare l'identità europea grazie all'istruzione e alla cultura, Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, contributo della Commissione europea alla riunione dei leader di Göteborg del 17 novembre 2017, Bruxelles, 14 novembre 2017.
  • Commissione Europea, Proposta di Raccomandazione del Consiglio sulle Competenze chiave per l’Apprendimento Permanente, con Allegato Quadro di riferimento europeo, Bruxelles, 17 gennaio 2018.
  • Commissione europea, Proposta di Raccomandazione del Consiglio sulla promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento, Bruxelles, 17 gennaio 2018.
  • Nuove misure per dare impulso alle competenze chiave, alle competenze digitali e alla dimensione europea dell'istruzione, Comunicato Stampa della Commissione europea, Bruxelles, 17 gennaio 2018.
  • Commissione europea, Programma del Primo summit europeo sull’educazione Laying the foundations of the European Education Area: for an innovative, inclusive, and values based education, Bruxelles, 25 gennaio 2018.
  • Consiglio dell’Unione Europea, Raccomandazione relativa alle Competenze chiave per l'apprendimento permanente, Bruxelles, 22 maggio 2018.
  • Consiglio dell’Unione Europea, Raccomandazione relativa alla Promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento, Bruxelles, 22 maggio 2018.

Flavia Marostica

Una rarità scolastica: il certificato di prevenzione incendi

Bruno SOZZI

Adeguamento alla normativa antincendio

Da oltre 10 anni il mondo della scuola (DS, RSPP e RIS) segnala l’inadempienza del Miur relativa alla mancata emanazione del Decreto che applichi nelle scuole il d.lgs. 81/2008, tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio espletato ed alle peculiarità organizzative (art. 3); questa grave omissione si riflette sull’integrale (e soggetta al controllo degli organi di vigilanza) applicazione nelle scuole del d.lgs.

E poiché tutti i nodi vengono al pettine, ecco il Decreto del Ministero degli Interni, di concerto con il Miur (firmato Minniti e Fedeli) del 21 marzo 2018: Applicazione della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché agli edifici e ai locali adibiti ad asili nido (G.U. n. 74, Serie Generale del 29.03.2018). I quattro articoli sembrano porre una quasi esclusiva attenzione agli asili nido, fissando per essi tre livelli di priorità programmatica; l’ultimo articolo si limita a ribadire che “Restano ferme le disposizioni di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

I vigili del fuoco hanno perso la pazienza…

Passano appena venti giorni dalla pubblicazione del Decreto in G.U., ed ecco la nota del Ministero dell’Interno 18.04.2018, prot. n. 5264: Decreto 21 marzo 2018. Attività scolastiche e asili nido - Controlli in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Preso atto che alla data del 31 dicembre 2017 è scaduto il termine di adeguamento alla normativa antincendio, più volte prorogato, degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, il personale del CNVVF, nell'attività di vigilanza ispettiva svolta sul territorio, potrebbe trovarsi in presenza di attività scolastiche e di asili nido in esercizio senza SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) ovvero in esercizio senza il completo adeguamento alle disposizioni normative (ovvero mancanza del CPI, Certificato Prevenzione incendi, n.d.r.).

A questo punto devo riportare integralmente parte della nota, segnalando in grassetto i nodi di seria preoccupazione; emerge anche, a mio parere, l’insofferenza per le inadempienze e i tanti rinvii sin qui mal tollerati:

“In tali casi, poiché le scuole e gli asili nido rientrano nell'ambito di applicazione della normativa riguardante la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, è applicabile il D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, per cui - ove si ricontrassero inadempienze - vanno attivate le procedure previste (sanzioni, n.d.r.) dal D.lgs. 12 dicembre 1994, n. 758 per le contravvenzioni rilevate”.

Provvedimenti di urgenza

“Qualora fossero accertate violazioni, dovranno essere valutate le condizioni di rischio, la rilevanza dell'inosservanza alla normativa di prevenzione incendi ovvero dell'inadempimento di prescrizioni e obblighi a carico dei soggetti responsabili delle attività, al fine di adottare i provvedimenti di urgenza per la messa in sicurezza dell'ambiente di lavoro e di individuare le specifiche prescrizioni da imporre nell'ambito del procedimento istruito ai sensi del D.lgs. 12 dicembre 1994, n. 758, fornendo termini per la regolarizzazione e prescrizioni congrui con la consistenza delle carenze riscontrate, correlati ai livelli di priorità indicati dal Decreto di cui trattasi”.

Misure integrative da prescrivere

“A titolo esemplificativo si forniscono alcune indicazioni di misure integrative che possono essere prescritte, alternativamente e congiuntamente, nelle situazioni sopra descritte:

  1. Il numero di lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione del piano di emergenza deve essere potenziato coerentemente alla valutazione del rischio connessa al mancato adeguamento antincendio dell'attività;
  2. Il datore di lavoro deve provvedere all'attuazione dell'informazione di lavoratori sui rischi specifici derivanti dal mancato adeguamento antincendio dell'attività;
  3. Tutti i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione del piano di emergenza devono aver frequentato il corso di tipo C (alto rischio, n.d.r.) di cui all'allegato IX del D.M. 10 marzo 1998 e avere conseguito l'attestato di idoneità tecnica previsto dall'art. 3 della legge 28 dicembre 1996, n. 609;
  4. Devono essere svolte almeno due esercitazioni antincendio all'anno in linea con gli scenari individuati nel documento di valutazione dei rischi, in aggiunta alle prove di evacuazione previste al punto 12.0 del D.M. 26 agosto 1992;
  5. Deve essere pianificata ed attuata una costante attività di sorveglianza volta ad accertare, visivamente, la permanenza delle normali condizioni operative, della facile accessibilità e dell'assenza di danni materiali, con cadenza giornaliera sui dispositivi di apertura delle porte poste lungo le vie d'esodo e sul sistema di vie d'esodo, e con cadenza settimanale su estintori, apparecchi d'illuminazione e impianti diffusione sonora e/o impianti di allarme.

L'attuazione delle misure di cui alle lettere d) e e) deve essere riportata nel registro dei controlli, adottato nel rispetto della normativa vigente”.

Dimenticanze e delusioni

Mi siano consentite due ulteriori sottolineature:

  1. Il riferimento al “soggetto responsabile delle attività” riporta ad una questione mai risolta negli ultimi 20 anni (chi è “il titolare delle attività” nella scuola?), e sembra gravare di responsabilità il dirigente scolastico e i suoi collaboratori.
  2. Riemerge altresì la delusione per la costante deriva seguita alla speranza portata dalla nota ministeriale del 4 maggio 2001, che ripartiva a livello regionale 3 miliardi di lire per la formazione delle “figure sensibili”, assicurando che “l'Amministrazione scrivente sta procedendo alla definizione di apposite convenzioni con i Ministeri dell'interno (Corpo nazionale dei VV.FF.) e della Sanità (CRI), alle quali - se concretamente più idonee - le SS.VV. potranno prioritariamente far riferimento”. La delusione oggi registra almeno un decennio di disinteresse concreto verso il tema così importante (a parole e nelle norme) della formazione, dei lavoratori e degli studenti, alla “cultura della prevenzione”, in strutture ben lontane da quanto previsto sin dal 1992 e 1975!

Bruno Sozzi

Maturità 2018: tema storico fanalino di coda

Le scelte dei maturandi si sono più o meno equamente suddivise tra le varie tracce, con una prevalenza del saggio artistico-letterario sulla solitudine, e con un’eccezione: il tema storico sulla cooperazione internazionale è stato svolto solo da uno studente su cento.

Illustrare il periodo di distensione successivo al secondo conflitto mondiale, e analizzare l’ideale della cooperazione internazionale partendo da un brano tratto da un discorso di Aldo Moro e da un brano dedicato ad Alcide De Gasperi: questo l’argomento del tema storico della Maturità 2018.

Aldo Moro era tra i temi più attesi, ricorrendo i quarant’anni dalla morte, ma forse ci si aspettava una traccia interamente dedicata alla sua figura e vicenda. Fatto sta che il tema storico è stato scelto solo dall’1,1% dei maturandi, come emerge da un’indagine campionaria Miur rappresentativa a livello nazionale.

La traccia più gettonata è stata quella su “I diversi volti della solitudine nell’arte e nella letteratura”, quindi il saggio breve (o articolo di giornale) di argomento artistico-letterario. Il fatto che il 22,1% degli studenti lo abbia scelto mostra come la solitudine sia un tema particolarmente sentito dai ragazzi.

Seguono, in ordine di preferenza: l’analisi del testo di un brano del romanzo “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani (18,5% dei maturandi); l’ambito socio-economico, con la traccia “La ‘creatività’ è la straordinaria dote - squisitamente umana - di immaginare; risultato di una formula complessa, frutto del talento e del caso” (16,8%); il tema di ordine generale sul principio dell’eguaglianza formale e sostanziale nella Costituzione (14,8%); l’ambito tecnico-scientifico, con la traccia sul dibattito bioetico sulla clonazione (13,7%); la traccia di ambito storico-politico su “Masse e propaganda” (13%).

Per quanto riguarda la suddivisione per tipologie di istruzione, la traccia di ambito artistico-letterario sulla solitudine è stata la più gettonata nei Licei: l’ha scelta il 30,4% dei candidati. Il tema di ordine generale è stato il preferito, invece, negli Istituti tecnici e nei Professionali: l’ha scelto il 21,3% degli studenti nel primo caso e il 22,6% nel secondo.


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Esame di Stato: data della quarta prova

Nelle sezioni a opzione internazionale cinese, spagnola e tedesca, e in quelle interessate dai progetti sperimentali ESABAC ed ESABAC TECHNO la quarta prova scritta si svolgerà giovedì 28 giugno 2018 alle ore 8:30.

Lo ha precisato il Miur con nota 19 giugno 2018, prot. n. 9961. Infatti i decreti ministeriali riguardanti le classi sperimentali (decreti 2 maggio 2018, nn. 347, 348 e 349) riportano che la quarta prova scritta sarà effettuata il giorno successivo allo svolgimento della terza prova scritta.

Tuttavia, in conformità all’ordinanza sugli esami di Stato (o.m. 2 maggio 2018, n. 350), la data di effettuazione della quarta prova scritta è giovedì 28 giugno 2018 alle ore 8:30.


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Supplenze brevi 2016/17: chiusura funzioni

A breve non sarà più consentito operare in SIDI in riferimento ai rapporti di lavoro di supplenza dell’a.s. 2016/2017. Le scuole devono pertanto verificare la completa lavorazione di tutti i prospetti di competenza.

Nel caso di prospetti "Rifiutati da NoiPA" controllare la causa dello scarto e dopo aver proceduto alle eventuali rettifiche, trasmettere nuovamente il prospetto a NoiPA.

Per consultare la presenza di prospetti, compresi quelli relativi alle Variazioni di stato giuridico (VSG), nello stato diverso da "Accettato da NoiPA", utilizzare la funzione Elenco RDL e Prospetti della scuola operante, selezionare "Ricerca per altri dati del Rapporto di Lavoro" e quindi selezionare "Stato Ultimo Processo RDL".

Con avviso 13 giugno 2018 il Miur comunica che è possibile accedere all'elenco delle rate in carico alla scuola tramite la funzione Elenco rate - Elenco rate per stato; il sistema visualizza la lista delle rate per il mese ed anno scolastico selezionato e tramite le icone prospettate nella colonna Consultazioni disponibili la scuola può effettuare:

  • la consultazione delle rate del rapporto di lavoro;
  • la consultazione del dettaglio dello stato della rata;
  • la consultazione del dettaglio degli importi della rata.

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Summer School Ischia 2018

Summer School Ischia 2018

La scuola tra organizzazione e comunità

Idee e strumenti per un’autonomia efficace


In uno scenario di grandi incertezze politiche e istituzionali, la scuola ha comunque bisogno di ritrovare punti di riferimento sicuri, per ben operare e realizzare i compiti che la Costituzione e le Leggi le affidano, e che la società e i ragazzi si aspettano.

Il meeting di Ischia, attraverso incontri con esperti, workshop, confronti operativi, vuole offrire una visione ampia sulle novità che si presentano nell’ordinamento scolastico, ma al contempo fornire piste di lavoro e strumenti aggiornati per operare.


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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