Scuola7 2 luglio 2018, n. 96

Scuola7

la settimana scolastica

2 luglio 2018, n. 96


In questo numero parliamo di:

Sospesa la procedura della “chiamata” (per competenze) (A. Bottino)

Il punto sul cellulare tra leggi e corresponsabilità educativa (C. Olivieri)

Formazione: cosa chiedono i docenti? (M.C. Pettenati)

ANCI: Caro Ministro ti scrivo (G. Ventura)

Iscrizioni ai corsi di laurea a numero chiuso

Passaggio da ambito a scuola 2018/19

Concorso dirigenti scolastici: pubblicata la batteria dei quiz

Organici personale ATA 2018/19

Certificazione attività complementari di educazione fisica

Minoranze linguistiche: finanziamento progetti


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo diStop alla chiamata (per competenze)
< Trascina
2 luglio 2018

__TESTATA__

n. 96

Sospesa la procedura della “chiamata” (per competenze)

Alberto BOTTINO

La “mossa” del Contratto integrativo del 26 giugno u.s.

Il conferimento dell’incarico triennale affidato alla competenza ed alla responsabilità del dirigente scolastico, oggetto di aspre discussioni e polemiche in occasione della consultazione nell’autunno del 2014, ed al momento della pubblicazione della legge 13.7.2015, n. 107, introdotta come “la buona scuola”, torna a far discutere; questa volta, però, perché l’ipotesi di CCNI sottoscritta il 26.6.2018, con varie motivazioni, ha provvisoriamente riaffidato le procedure di assegnazione dei docenti, per un triennio, agli Uffici amministrativi periferici, almeno per le operazioni relative all’anno scolastico 2018/19.

Cosa prevedeva la chiamata (per competenze)

Per comprendere bene, per davvero, la portata di tale iniziativa contrattuale, bisogna richiamare i commi 79 e seguenti dell’art. 1 della legge 107, ma soprattutto lo spirito della legge 107, dal titolo “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”. La legge, almeno per lo specifico aspetto oggi in discussione, nell’affermare che era necessario procedere all’attuazione dell’istituto dell’autonomia della scuola, ha disposto l’attivazione di una serie di interventi, fra cui: l’istituzione dell’ambito territoriale per il personale docente; la regionalizzazione del ruolo docente, superando il limite provinciale; la destinazione nell’ambito territoriale dei nuovi nominati e dei soprannumerari; l’attribuzione ai dirigenti scolastici, limitatamente all’ambito di appartenenza, del compito di individuare, per la copertura dei posti disponibili, fra il personale docente appartenente allo specifico ambito, quei docenti, titolari del ruolo (infanzia o primaria) o delle classi di concorso (scuola secondaria di primo e secondo grado), cui conferire un incarico triennale, da una parte sulla base del curricolo dei destinatari, dall’altra in relazione alle specificità come richieste dal PTOF della scuola, e con la premessa che l’incarico così affidato ha la durata di un triennio, al termine del quale è possibile proporre o meno la conferma.

Opportunità e difficoltà operative

A parte le difficoltà operative subito apparse nel realizzare le tante procedure volute dalla legge, che ha preteso tempi tanto esigui da rendere molte operazioni di difficile attuazione, e soprattutto di improbabile comprensione,  quali ad esempio le migliaia di immissioni in ruolo, di cui circa 50.000 relative all’organico potenziato, con tutte le espresse finalità disattese quasi completamente, la procedura legata all’affidamento dell’incarico triennale poteva davvero avviare una fase nuova, in cui la responsabilità affidata al dirigente scolastico rendeva lo stesso autore della crescita o meno della scuola da lui diretta, e la scelta prima e la conferma dopo del docente poteva ancor di più responsabilizzarlo, atteso che era stato scelto per il contenuto del curricolo e non per la sommatoria dei punteggi legati all’anzianità ed alle esigenze di famiglia, che nulla hanno a che fare con la vocazione di quella scuola.

Resta tuttavia a carico del dirigente scolastico il compito di sottoscrivere l’incarico triennale ai docenti che saranno destinati alla scuola che dirige, sulla base dei punteggi calcolati nel rispetto delle tabelle allegate all’ordinanza annuale sulla mobilità, sollevandolo dalla competenza e conseguentemente dalla responsabilità.

Ripensare i tempi e le procedure

Con ogni evidenza è necessario che i tempi non brevi per l’affidamento dell’incarico triennale postulino un’organizzazione ed una tempistica che sono ben lontane da quelle attualmente previste per la mobilità territoriale e professionale, la quale viene posta in essere ogni anno; è altrettanto necessario stabilizzare, ma per davvero, gli organici per un triennio, come vuole la 107, giusto per fare qualche esempio.

Non si ritiene necessario esprimere commenti.

Alberto Bottino

Il punto sul cellulare tra leggi e corresponsabilità educativa

Cinzia OLIVIERI

Un problema sempre “caldo”

Nonostante l'istituzione del  Piano Nazionale per la scuola digitale (comma 56, art. 1, L. 107/2015) “al fine di sviluppare e di  migliorare le competenze digitali  degli studenti e di rendere la  tecnologia digitale uno strumento didattico di costruzione delle competenze”, e l'elaborazione di un decalogo per l'uso dei dispositivi mobili a scuola, secondo il quale “proibire l’uso dei dispositivi a scuola non è la soluzione”, in attesa della costituzione delle commissioni parlamentari già si annunciano iniziative dirette a vietare per legge l'utilizzo dei cellulari a scuola, come di recente avvenuto in Francia.

Il divieto di uso per i docenti

Già vent'anni fa la circolare ministeriale 25 agosto 1998, n. 362 non consentiva l’utilizzo del "telefonino" da parte dei docenti per “attività personali” durante le ore di lezione, costituendo tale utilizzo “una mancanza di rispetto nei confronti degli alunni” e ragione di disturbo all'attività di insegnamento.

La direttiva del 2007 estende il divieto agli studenti

La direttiva n. 104  del 30 novembre 2007  e le contestuali linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l'attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti, nel confermare tale limitazione, estendono il predetto divieto agli studenti, per  arginare un uso “improprio” e non “riconducibile allo svolgimento di attività didattiche” del cellulare, per “carpire dati” (audio, video, immagini) relativi ad un qualsiasi soggetto appartenente alla comunità scolastica. 

La direttiva in particolare esprime la preoccupazione per la divulgazione attraverso la rete internet, in contrasto con la normativa sulla protezione dei dati personali, di filmati e registrazioni impropriamente acquisiti durante l'attività didattiche “anche con finalità denigratorie della dignità personale e sociale di studenti, anche minori di età, e docenti”.

Comunque anche in tal caso l'interdizione riguarda il solo uso personale durante le lezioni ed improprio.

Regolamenti di istituto e sanzioni disciplinari: proibire l'uso o il cellulare

La direttiva in realtà, più che stabilire un esplicito rigoroso divieto, individuandone i contenuti, attribuisce espressamente all’autonomo potere organizzativo-regolamentare delle istituzioni scolastiche la disciplina “delle sanzioni disciplinari applicabili nei confronti degli studenti per la violazione del divieto di utilizzo dei telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici durante lo svolgimento di attività didattiche”. Le scuole quindi possono decidere “nei propri regolamenti, di inibire, in tutto o in parte, o di sottoporre opportunamente a determinate cautele, l’utilizzo di videotelefoni e di MMS all’interno delle scuole stesse e nelle aule di lezione”, anche “vietando l’utilizzo delle fotocamere, delle videocamere o dei registratori vocali, inseriti all’interno di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici, in assenza di un esplicito consenso manifestato dall’interessato”.

Più esplicite le linee di indirizzo, per le quali è “del tutto evidente che il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponda ad una generale norma di correttezza” codificata “nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti”, in quanto elemento di distrazione e mancanza di rispetto per il docente.

L'impianto normativo delineato appare piuttosto flessibile, in quanto vieta l'uso improprio, durante le ore di lezione, ovvero l'utilizzo degli accessori del cellulare. Dunque non è escluso l'utilizzo a scopi didattici, sebbene ancora probabilmente poco prevedibile al tempo.

Nella prassi tuttavia accade più di frequente che i regolamenti, piuttosto che precisare analiticamente divieti e possibilità di utilizzo, vietino tout court il cellulare, pena le sanzioni espressamente individuate.

Più che una legge è necessario promuovere l'autonomia e sostenere la corresponsabilità educativa

Se circolare, direttiva e linee guida non hanno l'efficacia normativa di una disposizione di legge, la previsione di un divieto assoluto di uso del cellulare, oltre che palesemente non necessaria, in quanto il medesimo obiettivo può essere raggiunto con una disposizione regolamentare, potrebbe contrastare non solo i principi posti dalla L. 107/2015, ma altresì l'autonomia organizzativa delle istituzioni scolastiche.

Inoltre, se si è fatto un gran parlare del divieto tassativo posto in Francia quale modello da emulare, in realtà anch'esso fa salvi scopi didattici e regolamenti.

Il menzionato decalogo non può né deve essere considerato una liberatoria all'uso indiscriminato. Una scuola che si limita a vietare rinuncia a promuovere “l’autonomia delle studentesse e degli studenti”, ad educarli ad “un approccio consapevole al digitale” e ad un “uso critico delle fonti di informazione” e delle tecnologie. Soprattutto indebolisce “l’alleanza educativa con le famiglie”, che necessariamente dovrebbe estendersi “alle questioni relative all’uso dei dispositivi personali” per favorire “la crescita di cittadini autonomi e responsabili”.

Per ogni studente, scuola e famiglia sottoscrivono un patto, ma il rischio è di non credere più al principio della corresponsabilità educativa.

Cinzia Olivieri

Iscrizioni ai corsi di laurea a numero chiuso

Firmati i decreti di definizione dei posti disponibili per i corsi di laurea ad accesso programmato: Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria e Protesi dentaria, Architettura. Si registra un aumento dei posti rispetto allo scorso anno. Iscrizioni online dal 2 luglio al 24 luglio. Prove di ammissione a partire dal 4 settembre.

In data 28 giugno 2018 il Ministro Bussetti ha firmato i decreti di definizione dei posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea ad accesso programmato per il prossimo anni accademico. Si registra un aumento dei posti; nello specifico sono previsti:

  • 9.779 posti per Medicina (rispetto ai 9.100 dello scorso anno)
  • 1.096 posti per Odontoiatria (908 nel 2017)
  • 759 per Veterinaria (655 nel 2017)
  • 7.211 per Architettura (6.873 nel 2017).

Il Ministro ha anche firmato il decreto con il contingente di posti destinati ai candidati non comunitari residenti all’estero che sono 635 per Medicina, 95 per Veterinaria, 91 per Odontoiatria e protesi dentaria, 1.094 per le Professioni sanitarie, 75 per le Professioni sanitarie magistrali e, infine, 451 per Architettura. Con successivi decreti ministeriali saranno resi noti i posti disponibili per i candidati comunitari e non comunitari residenti in Italia per i laureati delle Professioni sanitarie e laureati magistrali delle Professioni sanitarie.

Le iscrizioni online per i corsi di laurea e laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria e Protesi dentaria e Architettura saranno attive dal 2 luglio al 24 luglio 2018 sul portale www.universitaly.it.

Questo il calendario delle prove di ammissione:

  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria: 4 settembre;
  • Medicina Veterinaria: 5 settembre;
  • Architettura: 6 settembre;
  • Professioni sanitarie: 12 settembre;
  • Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese: 13 settembre;
  • Scienze della formazione primaria: 14 settembre;
  • Professioni sanitarie (laurea magistrale): 26 ottobre.

articolo originale


Passaggio da ambito a scuola 2018/19

La procedura semplificata e la tempistica per l’assegnazione dei docenti alle scuole di riferimento da parte degli Uffici scolastici territorialmente competenti, che provvederanno con apposita funzione di individuazione al fine di garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2018/19.

Con nota 27 giugno 2018 prot. n. 29748 il Miur trasmette l’Ipotesi di CCNI concernente il passaggio da ambito territoriale a scuola per l'a.s. 2018/2019. Questa la tempistica della procedura semplificata:

Ordine di Scuola

Pubblicazione movimenti

Inserimento POLIS Prima scuola di preferenza

Precedenze assegnazione ex articolo 13 CCNI Mobilità

Assegnazione da Ambito a scuola dagli Uffici Scolastici Regionali

I ciclo

27 giugno con secondaria I grado

Dal 28 giugno al 5 luglio

Dal 28 giugno al 4 luglio

Dal 9 al 13 luglio

II ciclo

13 luglio 2018 scuola secondaria II grado

Dal 13 al 23 luglio

Dal 13 al 23 luglio

Dal 24 al 27 luglio

I docenti trasferiti su ambito indicheranno nell’apposita sezione di Istanze on line l’istituzione scolastica di partenza. Qualora il docente non esprima tale scelta verrà considerata come prima preferenza la scuola capofila di ambito.

L'Ufficio scolastico provvede prioritariamente ad assegnare alle scuole i docenti titolari su ambito, beneficiari delle precedenze di legge previste dal CCNI mobilità; successivamente all’assegnazione della sede ai restanti docenti provenienti dalle operazioni di mobilità e titolari su ambito. A tal fine si procede in ordine di graduatoria secondo il punteggio con cui si è conseguita la mobilità su ambito.

A seguito di tali operazioni l'Ufficio scolastico, relativamente ai docenti immessi in ruolo da graduatorie di merito concorsuali, e successivamente per docenti immessi in ruolo dalle graduatorie ad esaurimento, contestualmente all'assegnazione dell'ambito di titolarità procede, secondo il punteggio dei relativi elenchi e graduatorie, all'individuazione della scuola sede di incarico.

Dopo la pubblicazione dei trasferimenti per la scuola secondaria di secondo grado, sarà possibile procedere alla determinazione dei contingenti, ripartiti per provincia, classe di concorso/tipo posto, da destinare alle nomine in ruolo, contingenti che saranno trasmessi presumibilmente entro la fine di luglio, insieme al decreto relativo alle immissioni in ruolo del personale docente.

Gli Uffici scolastici avranno cura di avviare tempestivamente le operazioni di convocazione e di individuazione dell’ambito, con contestuale assegnazione della sede, ai docenti neo-immessi in ruolo, secondo la tempistica che verrà successivamente comunicata.

Con separata nota saranno trasmessi anche i decreti di autorizzazione alle nomine in ruolo del personale educativo ed ATA, unitamente ai relativi contingenti e saranno fornite le necessarie istruzioni per le relative operazioni di nomina in ruolo.


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Concorso dirigenti scolastici: pubblicata la batteria dei quiz

Il Miur ha pubblicato la banca dati dei quesiti da cui verranno estratte le domande della prova preselettiva del corso concorso per dirigenti scolastici, che si svolgerà il prossimo 23 luglio.

Ai sensi dell'articolo 6 comma 4 del Bando di corso concorso dirigenti scolastici di cui al Decreto direttoriale 1259 del 23 novembre 2017, è stata pubblicata la banca dati di 4.000 quesiti per la prova preselettiva.

Sono altresì pubblicati i quadri di riferimento per la prova preselettiva previsti dall'articolo 13 comma 1 lettera c) del Decreto ministeriale 138 del 2017.

Ricordiamo che la prova preselettiva si terrà in contemporanea su tutto il territorio nazionale il 23 luglio 2018 alle ore 10:00. Consiste in un test articolato in cento quesiti a risposta multipla. Ciascun quesito ha quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta. L’ordine dei 100 quesiti somministrati sarà diversificato per ciascun candidato.

La prova ha la durata di 100 minuti, salvo eventuali tempi aggiuntivi autorizzati dall’USR presso il quale il candidato svolgerà la prova.

La prova preselettiva assegna un punteggio massimo di 100,0 punti, ottenuti sommando 1,0 punti per ciascuna risposta esatta, 0,0 punti per ciascuna risposta non data e sottraendo 0,3 punti per ciascuna risposta errata.

Scarica i quiz


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici: piattaforma e testi

Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata, alla luce del Bando e degli ultimi scenari normativi.

Nello specifico, la piattaforma è stata:

  • aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;
  • integrata con ulteriori contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

  1. Simulazione prova preselettiva
  2. Contenuti professionali delle prove
  3. Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di effettuare simulazioni della prova preselettiva con i quiz ministeriali ed esercitazioni suddivise nelle nove aree tematiche.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione



Testi consigliati per il concorso


Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego

a cura di Segio Auriemma

Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


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Repertorio 2018

Dizionario normativo della scuola - XXXII edizione

Repertorio, Dizionario normativo della scuola, è uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a pubblici concorsi.

Si compone di saggi, ordinati alfabeticamente e curati da esperti di settore, che illustrano in modo aggiornato ed approfondito i principali istituti giuridico-amministrativi, contrattuali e contabili del comparto scuola e del pubblico impiego: tematiche giuridiche, amministrative e talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ciascuna voce sintetizza un argomento, ne mette in risalto gli aspetti salienti, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo, presenta considerazioni tecnico-giuridiche, notazioni, commenti. Attraverso l'analisi dei riferimenti normativi e le riflessioni svolte dagli autori, è possibile cogliere l’evoluzione cronologica delle norme, ricostruire la storia degli istituti giuridici, individuare le principali disposizioni in vigore.

L’opera può agevolare le attività negli uffici dell’amministrazione scolastica, nelle presidenze, nelle sale dei professori e nelle segreterie delle scuole, nelle sedi di Soggetti, Enti e Agenzie esterne che operano a contatto con il mondo dell’istruzione; e ancora le attività di competenza dei revisori contabili, l’assolvimento di impegni delle RSU.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Schemi di provvedimenti, fac simile di domande, istanze, documenti ministeriali o di altre autorità, tabelle riassuntive e modulistica, possono essere prelevati nell’apposita sezione on line.

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Elementi di legislazione scolastica

di Salvatore Pace

NUOVA EDIZIONE aggiornata con i decreti applicativi della Buona Scuola

Un agile strumento di lavoro per tutto il personale della scuola, ma soprattutto per coloro che intendono sostenere le prove concorsuali per accedere alla carriera dirigenziale.

Si snoda su dieci capitoli tematici: ogni tema è presentato nei suoi aspetti essenziali ed inquadrato all’interno delle norme fondamentali. Le novità introdotte dalla Buona Scuola sono calate all’interno di un processo organico di evoluzione legislativa, e ne risultano chiari i contorni, gli elementi di continuità e di rottura rispetto alla legislazione preesistente.

Il testo fornisce una rassegna aggiornata del nostro sistema di istruzione e dello scenario europeo. Presenta in anteprima gli elementi essenziali del nuovo regolamento di contabilità, di imminente emanazione da parte del Governo.


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2 luglio 2018

__TESTATA__

n. 96

Formazione: cosa chiedono i docenti?

Maria Chiara PETTENATI

Al termine del periodo di prova

Nelle ultime due annualità dell’anno di formazione e prova (2016/2017 e 2017/2018), gli ultimi clic dell’interazione online invitavano tutti i docenti, al termine della formazione, a fermarsi a riflettere sui loro bisogni formativi per il futuro.

Questo passaggio è intermediato da una sorta di questionario, chiamato appunto “Bisogni Formativi Futuri”, che non aveva tanto l’obiettivo di chiudere il portfolio formativo (a questa funzione è infatti destinato il Bilancio Finale delle Competenze), quanto piuttosto di invitare a continuare: guardare l’orizzonte dalla vetta quasi raggiunta. Dopo l’estate, una volta confermati in servizio, quali traiettorie formative desiderano intraprendere i docenti, alla luce del percorso svolto?

I bisogni formativi futuri e le priorità

I Bisogni Formativi Futuri vengono espressi nei termini delle 9 priorità introdotte dal Piano per la formazione dei docenti 2016-2019, pubblicato il 3 ottobre del 2016, che fornisce le linee guida per l’ideazione di azioni formative a favore dei docenti in servizio, e colloca tale formazione all’interno della cornice culturale dell’apprendimento permanente dei docenti come fattore chiave per fare fronte alle trasformazioni in corso nella società e nel sistema scolastico.

Le 9 priorità indicate dal Piano sono espresse a valle dell’analisi dei bisogni del nostro Paese, che rappresentano le dimensioni su cui investire per sostenere lo sviluppo del sistema educativo nel triennio 2016-2019 (PNF 2016-2019 capitolo 4). Tali priorità nazionali costituiscono un riferimento per tutto il personale della scuola, da contestualizzare nelle scuole del territorio attraverso gli indirizzi forniti al Collegio dei docenti per la realizzazione, l’elaborazione e la verifica del Piano di formazione integrato nel Piano triennale dell’Offerta Formativa.

Figura 1: Le 9 priorità del Piano Nazionale Formazione dei Docenti 2016/2019

Nel questionario relativo ai Bisogni Formativi Futuri ciascuna delle 9 priorità è ulteriormente articolata in sotto-aree, e ai docenti viene chiesto di indicare, alla luce dell’esperienza dell’anno di prova, quali sotto-aree ritiene possano ulteriormente rafforzare la propria professionalità. All’interno di ciascuna delle 9 priorità è possibile esprimere preferenze multiple per le varie sotto-aree disponibili.

Competenze digitali e ambienti di apprendimento

Se prendiamo ad esempio l’ambito 6, Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento, la sotto-articolazione propone:

  • Missione e visione del PNSD
  • Cultura digitale e cultura dell’innovazione
  • Ambienti per la didattica digitale integrata e per la collaborazione
  • Scenari e processi didattici per l’integrazione degli ambienti digitali per la didattica e l’uso di dispositivi individuali a scuola (Bring Your Own Device - BYOD)
  • Valorizzazione delle pratiche innovative
  • Sperimentazione e diffusione di metodologie e processi di didattica attiva e collaborativa
  • Documentazione dell’attività didattica
  • Risorse educative aperte (Open Educational Resources - OER)
  • Archivi digitali online e affidabilità delle fonti
  • Tecniche di costruzione di contenuti digitali per la didattica
  • ICT per l’inclusione
  • Educazione ai media
  • Collaborazione e comunicazione in rete
  • Cittadinanza digitale
  • Ricerca, selezione, organizzazione di informazioni
  • (Open e big) data literacy
  • Pensiero computazionale
  • Creatività digitale (making) e robotica educativa
  • Information literacy
  • Integrazione PNSD-PTOF
  • Coinvolgimento della comunità scolastica e territoriale
  • Copyright e licenze aperte
  • Open source e condivisione del sapere
  • Documentazione digitale e biblioteche scolastiche
  • Social media policy e uso professionale dei social media

Così come articolato nei “Contenuti Chiave” del paragrafo 4.3 del Piano Nazionale di Formazione 2016-2019.

Cosa si aspettano i docenti?

Mentre offre un momento di riflessione, l’analisi dei risultati aggregati relativi alla compilazione del questionario sui Bisogni Formativi Futuri costituisce un importante strumento di presa di coscienza in supporto alla pianificazione dell’offerta formativa dei docenti, e un elemento di potenziale riscontro della coerenza tra offerta formativa attuale e bisogni espressi da circa 60.000 docenti (28.000 circa nel 2016/2017 e 33.000 circa nel 2017/2018) confermati in servizio o di imminente conferma in servizio.

Una prima e incompleta lettura di alcuni dati, estratti in via preliminare al 6 giugno 2018 sui questionari completati da 12.342 docenti, è stata restituita nella rubrica “Approfondimenti” sul sito Indire dedicato alla formazione dei neo-assunti:  http://neoassunti.indire.it/approfondimenti/blog/03/bisogni-formativi-futuri dell’ambiente Neoassunti 2017/2018.

Una forte domanda per le tematiche “esistenziali”

In quella vista sui dati si è rilevato quali tra i nove ambiti presentassero il maggior numero di sotto-aree selezionate, andando ad evidenziare il primato dei tre ambiti:

  1. Integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale
  2. Competenze digitali e nuovi ambienti di apprendimento
  3. Inclusione e disabilità

e mettendo in evidenza le sotto-aree maggiormente scelte dai docenti per la prosecuzione della formazione. Colpiva da tale lettura – pur preliminare e priva di rappresentazione rispetto al profilo del docente (per ordine scolastico e/o area geografica, che saranno oggetto di ulteriore approfondimento) – la tendenza in ribasso rispetto ai temi delle competenze e delle didattiche connesse (forse vissuti come routine, ci si potrebbe domandare), e la grande richiesta di quegli aspetti che si potrebbero dire esistenziali (cittadinanza, ambiente, relazioni, valori), forse in relazione ai contesti relazionali più complessi nel rapporto allievi, insegnanti, genitori.

Le buone relazioni e la “vita” della classe

Se andiamo a guardare invece tutte le 119 sotto-aree proposte ai docenti (senza distinzione di suddivisione rispetto ai 9 ambiti), e consideriamo solo le sotto-aree che hanno avuto una scelta prossima o superiore a quella del 50% dei rispondenti, verifichiamo una situazione in cui, oltre ai 3 già citati, entrano nel primato anche altri 5 su 9 ambiti (con esclusione dell’ambito relativo alle “Lingue straniere”).

Nella raffigurazione che segue, il codice colore rappresenta l’ambito, e le sotto-aree sono rappresentate in ordine decrescente: dall’ambito più scelto a quello meno scelto tra gli ambiti “top” (intorno a 50% o più).  

Si conferma quindi l’intuizione relativa ad una manifestazione di bisogni relativi alle aree esistenziali (Educazione al rispetto dell’altro, 80%; riconoscimento dei valori della diversità come risorsa e non come fonte di disuguaglianza, 66%; Gestione della Classe, 59% e 49% nelle due rappresentazioni che offriva in relazione agli ambiti rispettivamente “Autonomia didattica e organizzativa” e “Coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile”; e ancora Stili di vita ed educazione ambientale, 51% e Lotta alle discriminazioni 49%).

Metodologie attive e inclusione

Si manifestano altresì importanti e molto sentiti i temi legati alla Valutazione didattica (77%) e Compiti di realtà (55%), al Lavoro di gruppo, team teaching e tutoraggio (61%), alle metodologie attive (learning by doing, 58%; project based learning, cooperative learning, ecc, 57%; didattiche collaborative, 50%) e alle competenze chiave (imparare ad imparare, 56%).

Infine rimane fortemente espresso il bisogno di formazione a sostegno dell’inclusione: Tecnologie digitali per l’inclusione (58%) e ICT per l’inclusione (50%), rispettivamente nelle due aree “Inclusione e disabilità” e “Competenze digitali e nuovi ambienti per l’apprendimento” nelle quali tale sotto-area figurava. E ancora Classi inclusive (50%) e Progettazione individualizzata (59%).

Piste di lavoro da sviluppare

Nel rappresentare dunque una lettura preliminare e molto superficiale, che non tiene per ora conto dei profili dei docenti né delle correlazioni nelle espressioni delle scelte sui bisogni formativi, ci troviamo di fronte a scelte che evidenziano bisogni di formazione in ambiti strutturali che parlano di persona (rispetto, uguaglianza/diversità, inclusione, non discriminazione), di ambiente e clima (relazioni, stili di vita e pianeta) e metodi didattici e di valutazione.

Ulteriori e più raffinate elaborazioni, in relazione ai profili dei docenti e rispetto alle viste regionali, saranno oggetto di ulteriore approfondimento all’interno del monitoraggio di progetto.

Maria Chiara Pettenati

ANCI: Caro Ministro ti scrivo

Gabriele VENTURA

Un’agenda per la scuola 

L'ANCI (Associazione Nazionale Comuni di Italia) ha inviato a fine giugno al nuovo Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, un promemoria nel quale si riepilogano le questioni più rilevanti ed urgenti, dal punto di vista dei comuni, su alcune questioni relative al mondo della scuola. Si riporta di seguito una sintesi dei punti essenziali contenuti nella nota.

Edilizia scolastica: più risorse e più coordinamento

Negli ultimi anni in materia di edilizia scolastica si è configurato un quadro normativo spesso complesso ed articolato, caratterizzato da norme non sempre di facile applicazione. Con gli ultimi governi sono state stanziate risorse che, grazie anche agli investimenti diretti di comuni e città metropolitane, hanno consentito di avviare un’importante programmazione di messa in sicurezza e riqualificazione dell’intero patrimonio scolastico. L’ANCI segnala la necessità di prevedere:

  • l’individuazione di ulteriori risorse finanziarie per sostenere un programma pluriennale finalizzato alla progressiva messa a norma degli edifici scolastici, in particolare per l’adeguamento sismico e antincendio, sulla base di criteri di priorità (situazioni di maggior rischio ed edifici più problematici);
  • il coinvolgimento permanente dei comuni, qualunque sia la fonte del finanziamento;
  • la semplificazione di procedure che consentano la realizzazione in tempi brevi delle opere di adeguamento, evitando rallentamenti burocratici e riducendo al minimo il numero dei provvedimenti concertati e i tempi di transito tra una fase e l’altra delle procedure che, dalla definizione dei piani di riparto, debbono concretizzarsi con l’apertura dei cantieri sul territorio;
  • la pubblicazione dei dati aggiornati sull’edilizia scolastica (legge n. 23/1996) sulla piattaforma informatica del Miur. L’impossibilità di accedere a tali dati rende difficile sia la conoscenza generale dei fabbisogni economici, sia la valutazione complessiva della situazione degli edifici scolastici presenti su tutto il territorio. Si tratta di un passaggio essenziale per le programmazioni legate all’edilizia, che consentirà di individuare le priorità e di intraprendere azioni mirate, con una migliore gestione delle risorse.

Attuazione del sistema integrato 0-6: decisioni urgenti

È stato avviato il piano nazionale pluriennale per la promozione del sistema integrato di educazione e istruzione per le bambine e i bambini dalla nascita fino ai sei anni, accompagnato dalle risorse e dagli interventi necessari (D.lgs. 65/2017). Il piano prevede la definizione per un triennio della destinazione delle risorse disponibili per consolidare, ampliare e qualificare il sistema integrato (potenziamento dei servizi alle famiglie, abbassamento dei costi sostenuti dai genitori): 209 milioni di euro per il 2017 (già stanziati); 224 milioni di euro per il 2018; 239 milioni di euro a regime per il 2019. 

L’obiettivo di ridurre i divari territoriali, tenendo conto delle situazioni maggiormente svantaggiate nei comuni, ed arrivare alla stabilizzazione finanziaria comporterebbe, secondo le stime dell'Anci, la destinazione anche graduale di circa 1.500 milioni di euro a questo scopo.

L'Anci segnala poi la necessità urgente di:

  • dare attuazione al D.lgs. 65/2017 in tutte le sue parti (risorse di organico potenziato nelle scuole d'infanzia statali, attivazione della Cabina di regia e della Commissione Tecnica, definizione regolamentare dei punti in sospeso sui titoli di studio, attivazione dei nuclei organizzativi dedicati presso tutti gli USR, e dei Tavoli inter-istituzionali di cui alla nota 404/2018 del Miur, ecc.);
  • dare attuazione alla concertazione prevista dallo schema di decreto interministeriale per la definizione degli organici 2018-2020, a livello regionale, in ordine allo sviluppo del sistema di offerta di servizio di scuola dell'infanzia, tanto più in presenza di un fenomeno di calo della domanda potenziale conseguente al calo demografico, con conseguenti valutazioni relative alla gestione dei posti cattedra;
  • procedere a una verifica delle modalità di erogazione dei contributi per la parità da parte degli Usr, con particolare riferimento alle scuole d'infanzia, e della pubblicazione degli importi unitari erogati di fatto per scuola, per sezione e per bambino con handicap iscritto a livello locale.

Decreto vaccini: coinvolgere le famiglie

Per l’anno scolastico 2018/2019, relativamente ai servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse le private non paritarie, i minori non in regola con gli adempimenti vaccinali, i cui genitori non presentano documentazione idonea a dimostrare la regolarità della loro posizione, non potranno accedere al servizio, e potranno essere ammessi solo a decorrere dalla data di presentazione della documentazione medesima. La criticità si potrebbe riscontrare nel raggiungimento della posizione utile per effetto dello scorrimento nelle liste di attesa. In vista dell’avvio del nuovo anno scolastico si ravvisa l’opportunità di un approccio più flessibile, per agevolare le famiglie nel rispetto degli obblighi vaccinali. Si ritiene comunque importante rafforzare la campagna informativa istituzionale già avviata lo scorso anno dal Ministero della Salute, per favorire ancora di più la conoscenza e la cultura delle vaccinazioni, e promuoverne un’adeguata adesione volontaria e consapevole.

Dotazioni organiche del personale ausiliario: serve l’operatore dei servizi educativi

La consistenza complessiva delle dotazioni organiche ATA a livello nazionale è di 203.534 posti, tetto imposto dalla legge di stabilità 2015, con i tagli oramai a regime di 2020 posti nei profili di assistente amministrativo e collaboratore scolastico, finalizzati a conseguire un risparmio di spesa.

L'ANCI evidenzia la necessità di ridefinire i criteri di calcolo degli organici dei collaboratori scolastici negli Istituti comprensivi, con particolare riferimento alle scuole d'infanzia e primarie, per garantire un adeguato livello di funzionamento, l'assistenza agli alunni disabili, la sorveglianza e la sicurezza degli ambienti e il controllo delle forniture esterne (refezione scolastica e appalto pulizie).

Ad oggi si riscontra una mancanza di personale adeguato allo scopo, e i comuni sono costretti a intervenire con un’erogazione importante di risorse nel campo dell’integrazione degli alunni con handicap, non solo in conseguenza degli obblighi istituzionali previsti dalla legge 104/1992 e dalle leggi regionali per il diritto allo studio, ma ben oltre. In conseguenza delle mansioni di cui sopra (di fatto necessarie ma non codificate adeguatamente nei contratti di lavoro e nelle dotazioni organiche) si segnala l’opportunità di una valutazione dell’ipotesi di istituire una qualifica specifica (OSE: operatori dei servizi educativi), come si è già fatto per gli operatori sociosanitari (OSS). 

Diritto allo studio e dintorni (libri di testo ancora gratuiti alle elementari?) 

Il diritto allo studio risente dei mutamenti socio-economici in atto in questi ultimi anni, determinati da minori trasferimenti di risorse agli enti locali e da un conseguente aumento di povertà nei territori. Da un lato si impone la necessità di razionalizzare le risorse a disposizione per garantire a tutti un’equa distribuzione dei benefici, dall’altro quella di garantire in modo trasparente e certo su scala nazionale i principi di pari opportunità di accesso al sistema scolastico alle famiglie e agli alunni, nonché di imparzialità nell’erogazione di benefici e contributi.

Le mutate condizioni sociali impongono una rivisitazione dei criteri di gratuità per la fornitura dei libri di testo agli alunni della scuola primaria, e al tempo stesso un incremento delle risorse per la fornitura gratuita e semigratuita dei libri per gli alunni meno abbienti delle scuole dell’obbligo.

Il segnale di attenzione riscontrato negli ultimi anni sul welfare dello studente dev’essere supportato con investimenti importanti, per consentire interventi che facilitino ai meno abbienti, in costante crescita, l’adempimento dell’obbligo scolastico e la prosecuzione degli studi oltre l’obbligo, fino al completamento della scuola secondaria.

Sarebbe opportuno convocare un tavolo con tutti i soggetti coinvolti per individuare le possibili soluzioni, al fine di prevedere che tali risorse siano escluse dalle clausole di salvaguardia.

Altri punti riguardano la statizzazione degli istituti superiori di studi musicali, la Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) per le scuole statali, il contributo mensa per gli insegnanti statali.

Gabriele Ventura

Organici personale ATA 2018/19

I criteri e parametri per la determinazione degli organici del personale ATA e le tabelle con la consistenza della dotazione organica relativa al prossimo anno scolastico 2018/19 con relativa ripartizione regionale.

Con nota 22 giugno 2018 prot. n. 29073 il Miur ha trasmesso lo schema di decreto interministeriale con le disposizioni concernenti la definizione dei criteri e dei parametri per la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (a.t.a.) delle istituzioni scolastiche ed educative, unitamente alle tabelle A, B, B1, C, C1, D, E ed F concernenti la ripartizione regionale delle dotazioni organiche per l'anno scolastico 2018/19.

La ripartizione triennale tra le diverse regioni è stata effettuata tenendo conto sia dei dati della popolazione scolastica presenti al sistema informativo sia del dimensionamento della rete scolastica.

La successiva ripartizione provinciale delle dotazioni organiche del personale A.T.A. dovrà essere oggetto di adeguata informativa con le organizzazioni sindacali firmatarie del vigente contratto collettivo nazionale di comparto. Analoga informativa dovrà essere attivata a livello provinciale per il riparto tra le diverse istituzioni scolastiche.

Con la suddivisione dei contingenti deve essere operato l'accantonamento di una quota di posti pari al tre per cento della dotazione organica provinciale. I posti in questione devono essere utilizzati nella determinazione dell'organico di diritto prioritariamente per la completa fruizione, da parte delle scuole, dell'organico spettante dall'applicazione delle tabelle e poi per salvaguardare le esigenze di funzionamento delle istituzioni scolastiche, in particolar modo del primo ciclo, ovvero le istituzioni scolastiche caratterizzate da situazioni di particolare complessità quali la frequenza di alunni disabili, o esigenze legate ad una significativa consistenza di laboratori e reparti di lavorazione nella medesima istituzione scolastica, l'eventuale frammentazione della medesima sede in un consistente numero di plessi e/o succursali, la gestione di specifiche situazioni di disagio locale, la presenza di zone connotate da fenomeni di abbandono e dispersione scolastica, ecc..

Queste le dotazioni organiche complessive per i diversi profili:

  • assistenti amministrativi: 46.822 unità
  • assistenti tecnici: 16.175 unità
  • collaboratori scolastici: 131.143 unità
  • DSGA: 7.936 unità

Gli Uffici scolastici regionali effettuano il monitoraggio delle varie fasi di determinazione degli organici, anche al fine di garantire che la consistenza effettiva dell'organico di diritto approvato, corrisponda, all'unità, a quella indicata nella tabella "A" relativa alla dotazione complessiva assegnata a ciascuna Regione.

Le funzioni informatiche del SIDI per la convalida e le elaborazioni dei dati di organico sono rese disponibili entro il 28 giugno. Di conseguenza anche il termine ultimo di comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è il 28 giugno mentre la data di pubblicazione dei movimenti è il 20 luglio.


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Certificazione attività complementari di educazione fisica

Entro il 31 luglio le scuole destinatarie dell’assegnazione delle risorse economiche per il finanziamento delle attività complementari di educazione fisica devono certificare lo svolgimento delle attività per l’a.s. 2017/18.

Con nota 18 giugno 2018, prot. n. 2864 il Miur illustra le modalità di certificazione finale per l’a.s. 2017/18.

Le istituzioni scolastiche interessate avranno cura di rendicontare le attività svolte e dovranno formulare la richiesta contestuale per il relativo finanziamento, attraverso l’utilizzo di una procedura informatica di certificazione.

Fino al 31 luglio  2018 sul portale www.sportescuola.gov.it sarà attiva la funzione di “Certificazione svolgimento attività” (Step 6 - Certificazione delle Attività), accessibile dal menu principale all'interno dell'area riservata della scuola.

Il corretto inserimento dei dati prevede i seguenti passaggi:

  • spuntare una delle tre opzioni presenti (svolgimento totale dell’attività dichiarata a inizio di anno scolastico / svolgimento parziale o richiesta di un importo inferiore a quello assegnato / mancato svolgimento o svolgimento senza la necessità di finanziamento);
  • selezionata la dichiarazione ed inserite le eventuali precisazioni nell'apposito riquadro, cliccare sul tasto Genera dichiarazione;
  • stampare il documento che viene generato e, dopo aver apposto timbro della scuola e firma del Dirigente Scolastico, scannerizzarlo e caricarlo nell'area "Carica documento firmato";
  • stampare la ricevuta, che attesta il successo dell'operazione e riassume i dati immessi.

In caso di necessità, gli Istituti scolastici potranno richiedere ulteriori informazioni, o  segnalare eventuali problematiche inerenti alla procedura sopra descritta, esclusivamente al seguente indirizzo di posta elettronica: info@sportescuola.gov.it.


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Minoranze linguistiche: finanziamento progetti

Pubblicato da parte del Miur il nuovo bando per il finanziamento dei percorsi progettuali in rete di promozione e valorizzazione delle lingue di minoranza per il biennio 2018/2020. L’obiettivo è favorire la diffusione di un uso vivo della lingua nell’ottica di una reale contestualizzazione dell’apprendimento. Invio dei progetti entro il 23 luglio.

In occasione del ventennale della Legge n. 482/1999 che ricorrerà il prossimo anno, il Miur intende, oltre a promuovere e supportare nuove iniziative progettuali da parte delle scuole, attivare anche delle iniziative finalizzate a favorire la riflessione e il confronto sul tema della tutela delle minoranze linguistiche, tenendo conto dei rilevanti mutamenti normativi intervenuti negli ultimi anni nell’ambito dell’istruzione.

Pertanto, per il biennio 2018/2020, il piano di interventi prevede due azioni:

A. finanziamento di iniziative progettuali da parte di istituzioni scolastiche in rete situati in ambiti territoriali e subcomunali delimitati in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche, per un totale di € 131.681;

B. organizzazione e gestione contabile di un seminario nazionale per le azioni di disseminazione delle migliori esperienze realizzate affidata ad una scuola polo nazionale.

Per la realizzazione delle attività di cui alla lettera B sarà assegnato un ulteriore importo di € 40.000. L’istituzione scolastica capofila di rete che sarà selezionata scuola polo nazionale predisporrà, secondo le indicazioni che verranno successivamente fornite, una specifica scheda finanziaria relativa alle spese che dovranno essere sostenute.

Per i progetti di cui all’azione A si invitano  i Dirigenti scolastici degli istituti statali o dipendenti dalle regioni e province autonome del primo ciclo situati in ambiti territoriali e subcomunali delimitati, in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche, a presentare, anche con il coinvolgimento di scuole paritarie, percorsi progettuali in rete per il biennio 2018/2020 sulla base delle indicazioni e dei criteri riportati nella nota 25 giugno 2018 prot. n. 10386.

Costituiscono requisiti di ammissione:

a) Cooperazione in rete, che dovrà essere costituita da un minimo di tre istituzioni scolastiche e dovrà avere un'apprezzabile rappresentatività sul territorio;

b) Continuità: ogni proposta progettuale dovrà presentare un’articolazione biennale e dovrà essere realizzata nell’arco dei due anni scolastici 2018/2019 – 2019/2020;

c) Osservanza dei termini e delle modalità.

Un Gruppo di Studio appositamente costituito e incaricato della valutazione effettuerà l’esame delle iniziative progettuali presentate dalle istituzioni scolastiche capofila. Questi i criteri di valutazione:

  1. Insegnamento della lingua minoritaria attuato da parte dei docenti della scuola, con idonee competenze linguistiche, in orario curricolare (max. 20 punti)
  2. Insegnamento veicolare (max 20 punti)
  3. Produzione di materiali multimediali pedagogici e didattici trasferibili, anche con approccio ludico (max.15 punti)
  4. Collaborazione plurilingue (max. 10 punti)
  5. Valutazione (max. 15 punti)
  6. Collaborazione in rete e rappresentatività nel territorio (max. 5 punti)
  7. Sinergia con gli Enti locali (max. 10 punti)
  8. Punteggio aggiuntivo (max. 5 punti)

Al progetto dovrà essere allegata una scheda finanziaria dettagliata riguardante le attività progettuali che potrà contenere esclusivamente le seguenti voci di spesa:

  • Progettazione didattica e gestione amministrativo-contabile (max. 10%);
  • Insegnamento da parte dei docenti e/o esperti esterni;
  • Produzione di materiali (max. 10%).

La richiesta di finanziamento non potrà superare l’importo massimo di € 20.000 per ciascun progetto.

L'invio dei progetti da parte delle istituzioni scolastiche dovrà essere effettuato presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la valutazione del sistema nazionale d’istruzione, V.le Trastevere 76/A - 00153 Roma, entro e non oltre il 23 luglio 2018.

Le proposte saranno prese in considerazione se corredate dei seguenti elementi:

a. progetto in originale, redatto in lingua italiana e in lingua minoritaria;

b. scheda-formulario, allegata alla suddetta nota da inviare all’indirizzo di posta elettronica: daniela.marrocchi1@istruzione.it;

c. scheda sintetica allegata alla suddetta nota, da inviare al medesimo indirizzo di posta elettronica;

d. accordo di rete formale con non meno di altre due istituzioni scolastiche;

e. dichiarazione dell’Istituzione scolastica capofila con la quale si attesta, per ciascuna scuola aderente alla rete, l’ambito territoriale e subcomunale in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche.


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Summer School Ischia 2018

Summer School Ischia 2018

La scuola tra organizzazione e comunità

Idee e strumenti per un’autonomia efficace


In uno scenario di grandi incertezze politiche e istituzionali, la scuola ha comunque bisogno di ritrovare punti di riferimento sicuri, per ben operare e realizzare i compiti che la Costituzione e le Leggi le affidano, e che la società e i ragazzi si aspettano.

Il meeting di Ischia, attraverso incontri con esperti, workshop, confronti operativi, vuole offrire una visione ampia sulle novità che si presentano nell’ordinamento scolastico, ma al contempo fornire piste di lavoro e strumenti aggiornati per operare.


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

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