Scuola7 9 luglio 2018, n. 97

Scuola7

la settimana scolastica

9 luglio 2018, n. 97


In questo numero parliamo di:

Concorso a dirigente scolastico: “Mal di test” (M. Spinosi)

Presentazione Rapporto Invalsi 2018: le novità (R. Garuti)

Perché non possiamo non occuparci di cittadinanza a scuola? (D. Trovato)

Scuola e memoria: ricordare la Shoah. Il punto sulle attività e le iniziative (C. Brescianini)

A.A.A. autorevolezza e prestigio sociale cercansi (A. Valentino)

Prova preselettiva concorso dirigenti: sedi e istruzioni

Vaccini: semplificazioni a.s. 2018/19

Rapporto Invalsi 2018

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: siglata l’intesa

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: tutte le date

Bonus valorizzazione docenti: come sarà ripartito

Assegno nucleo familiare: la circolare MEF

Firma digitale Miur: rinnovo certificati


Settimanale di informazione scolastica.
© Tecnodid Editrice - Piazza Carlo III, 42 - 80137 Napoli

Parliamo di“Mal di test”
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9 luglio 2018

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n. 97

Concorso a dirigente scolastico: “Mal di test”

Mariella SPINOSI

È partita la prima maratona 

“Fabbricare, fabbricare, fabbricare. Preferisco il rumore del mare”. Il verso martellante di Dino Campana si addice alla maratona dei 36.000 aspiranti dirigenti che in questi giorni devono “fabbricare” le impalcature entro cui collocare i 4.000 test ministeriali, memorizzare le risposte giuste per poterle conservare almeno fino al 23 luglio. Tutti preferirebbero, specialmente in questa stagione, il “rumore del mare”. Ci sono state anche diverse petizioni di docenti volte a chiedere un ulteriore rinvio della prova concorsuale.

Questa volta, però, le date annunciate sono state rispettate.

Il trionfo del dettaglio 

Eravamo curiosi e molto preoccupati. Non c’erano state, infatti, informazioni rassicuranti sulla tipologia dei test e sui quadri di riferimento. Non erano stati resi noti “gli autori”, né tanto meno le indicazioni loro fornite per la strutturazione dei quesiti. Si temevano domande di dettaglio, giochi di sfumature, richieste troppo “raffinate” per i “non ancora” addetti ai lavori, quiz attinenti a teorie, a scuole di pensiero e a studiosi non necessariamente a tutti noti.

In larga misura così è stato.

In alcune delle 9 aree i quesiti, pur postulando conoscenze nozionistiche, appaiono in sintonia con i saperi attinenti alla funzione dirigenziale e ai possibili quadri di riferimento già desumibili dalle indicazioni del Regolamento. In altre aree, invece, essi richiedono competenze pregresse difficilmente rinvenibili nelle tipologie di aspiranti dirigenti. Ci riferiamo, in particolar modo, all’area della cultura organizzativa, del diritto, dei sistemi educativi dei Paesi europei.    

I quadri di riferimento, quelli pubblicati insieme ai quiz, sono di ben 64 pagine. In queste sono elencate tutte le indicazioni normative; sono esplicitati circa 160 libri attinenti all’area 2[1]; sono indicati cinque libri del Codice Civile, due del Codice Penale, sono rubricate 120 tematiche per l’area 7[2] suddivise in tre sotto-aree.

È pur vero che tali conoscenze rientrano, in linea generale, nel “programma” di concorso ma, da parte dei decisori politici e dei responsabili amministrativi, sarebbe stata saggia una scelta più mirata alla tipologia di concorso e alla ricaduta sulla funzione specifica di un dirigente di scuola.

Rimboccarsi le maniche: la piattaforma ci aiuta

Va detto, comunque, che il sistema quiz, in sé, poco attiene all’arte del pensiero logico, riflessivo ed euristico. Rispondere ai quiz significa possedere tante nozioni e avere la capacità di ricordarle. Chi è abituato ad allenare la memoria avrà sicuramente più opportunità di superare la prova. Chi non lo è, deve trovare in questi giorni le strategie più efficaci: non si può sbagliare “allenamento”.

Intanto la piattaforma Tecnodid può aiutare nel training. I 4.000 quiz sono stati trattati in maniera tale da permettere due modalità di esercizio: una analitica, “punto punto”, ed una sommativa, “random”.

La prima modalità: analitica e lineare, area per area

I circa 444/445 quesiti di ognuna delle 9 aree sono articolati in 5 raggruppamenti. Ciò favorisce un “ripasso” sistematico e suggerisce dove esercitarsi maggiormente.

La seconda modalità: sommativa, attraverso la simulazione dinamica, così come avverrà in sede di esame

Il candidato potrà accedere, di volta in volta, ad una batteria di 100 domande, pescate in maniera proporzionale da tutte le aree. Il calcolo del punteggio è effettuato secondo i parametri previsti nel Regolamento[3]. Il tempo a disposizione è di 100 minuti.

Terminata la simulazione, per ogni risposta (corretta o sbagliata) sarà indicato, nel feedback della correzione automatica, il riferimento ufficiale della domanda. Tale riferimento consente un controllo diretto nei 4000 quesiti. Ogni esercitazione sarà diversa dall’altra. Le combinazioni sono infatti infinite.

Tecniche di memorizzazione: ad ognuno la sua

La mente umana ha schemi di funzionamento comuni a tutti, ma anche strategie differenti tra soggetto e soggetto. Quando si parla di tecniche di memorizzazione, ne vengono in mente alcune assai note. Per esempio, molti preferiscono “Ripetere”, altri farsi “Schemi concettuali” o “Mappe mentali”, altri ancora ricorrere a tecniche più raffinate e personalizzate.

“Ripetere una lezione” rientra nei modelli scolastici tradizionali e, in genere, è funzionale alla memoria a breve termine. Richiede però tempo e fatica.

Le “mappe concettuali” si basano sulla possibilità di costruire una rappresentazione semantica delle informazioni in modo spaziale (attraverso un supporto cartaceo o altro supporto). Consentono una buona strutturazione gerarchica dei saperi e permettono un buon livello di comprensione globale, che può fungere da substrato per la memoria a lungo termine. In questo caso, in genere, i risultati di apprendimento non sono però molto stabili.

Alcuni esperti del settore affermano che le “mappe mentali” costituiscono, invece, le tecniche più efficaci per assicurare una migliore memorizzazione e sfruttare al meglio tutte le caratteristiche fondamentali che stanno alla base dell’apprendimento.

Una mappa mentale viene rappresentata attraverso una struttura radiale: un’idea centrale da cui derivano tutte le altre. Essa aiuta a sintetizzare pagine di testo in un solo foglio, garantendo una perfetta gerarchia, e la possibilità di passare dalla visione d’insieme ai dettagli in modo ordinato e preciso.

Oggi si parla, però, anche di altri metodi più raffinati: nuove “tecniche di memoria” che hanno radici antiche, per esempio nei “loci ciceroniani”.

L’aspirante dirigente, per superare la prova preselettiva, dovrà fare alcune scelte ben ponderate, sapendo che deve consolidare la memoria a breve e medio termine. Le tecniche non funzionano per tutti alla stessa maniera. Ognuno sa a quale “memoria” è bene riferirsi in via prioritaria: visiva, uditiva, percettiva, emotiva, associativa… Ognuno deve capire quale meccanismo è più adeguato per sé, in vista degli scopi da raggiungere, ed applicarlo.

Prima di usare il “simulatore”: qualche consiglio

Nella piattaforma Tecnodid dedicata abbiamo messo a disposizione i 4.000 test in semplice formato Word, con l’obiettivo di agevolare gli interessati a “maneggiarli” meglio.

Può essere utile, per esempio, selezionare alcune parole che appaiono ricorrenti, per capire quante volte sono di fatto ripetute. Già questa operazione permette di collegare quesiti analoghi, di riflettere sulle domande e stabilizzare le risposte.

Il formato Word consente altresì di raggruppare le domande per “affinità”. Per esempio nell’area “Europa” si possono raccogliere i quiz che attengono ad ogni singolo Stato, oppure quelli che si riferiscono ad un particolare argomento.

Con questo sistema si possono confrontare con maggiore agilità le diverse tipologie di domande. Tale operazione può essere favorita pure da una lettura intelligente delle 64 pagine dei “Quadri di riferimento”[4]. Per ogni area sono indicate le finalità, le competenze e i saperi attesi. Ogni area è articolata in sotto-aree. Il candidato, utilizzando una semplice scheda di sintesi (vedi oltre “Controllo training”), sarà in grado di tenere sotto controllo il proprio allenamento, potendosi agevolmente orientare tra le conoscenze consolidate e quelle incerte. Lo strumento proposto aiuta soprattutto a capire fin da subito quali sono i settori che non rientrano in alcun modo nei propri campi del sapere e a intervenire con soluzioni più attente e mirate.

Scheda “Controllo training”

n

Area

Sotto aree

A

B

C

1.

Normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare riferimento ai processi di riforma in atto

a. Le norme generali sul sistema educativo di istruzione e formazione

b. L’ordinamento degli studi in Italia: scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione

c. L’ordinamento degli studi in Italia: secondo ciclo di istruzione

d. L’istruzione per gli adulti e l’apprendimento permanente

e. I processi di riforma in atto

2.

Modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali

a. Organizzazioni complesse e leadership

b. Management pubblico e management scolastico, pianificazione strategica e knowledge management

c. Accountability, bilancio sociale, sistemi di controllo e controllo di gestione

d. Comunicazione interpersonale, pubblica e istituzionale, stakeholder e relazioni Scuola-Famiglia

3.

Processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano triennale dell’offerta formativa, all’elaborazione del Rapporto di autovalutazione e del Piano di miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio

a. Processi di programmazione delle istituzioni scolastiche

b. Processi di gestione delle istituzioni scolastiche

c. Processi di valutazione delle istituzioni scolastiche

d. Processi di miglioramento delle istituzioni scolastiche

4.

Organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all'inclusione scolastica, all'innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica

a. Organizzazione degli ambienti di apprendimento: principi generali e quadro teorico di riferimento

b. Organizzazione degli ambienti di apprendimento: inclusione scolastica

c. Organizzazione degli ambienti di apprendimento: innovazione digitale

d. Organizzazione degli ambienti di apprendimento: processi di innovazione nella didattica

5.

Organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico

a. Il rapporto di impiego alle dipendenze della pubblica Amministrazione

b. La disciplina giuridica del personale scolastico

c. Dirigente pubblico e dirigente scolastico. Profili generali delle competenze dirigenziali. Funzioni e competenze del dirigente scolastico

6.

Normativa riferita alla valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici

a. La valutazione e l’autovalutazione del personale

b. La valutazione degli apprendimenti nel primo ciclo di istruzione

c. La valutazione degli apprendimenti nel secondo ciclo di istruzione e nei percorsi di specializzazione tecnica post diploma

d. Le indagini nazionali e internazionali, gli enti di ricerca, i documenti di riferimento europei

e. La valutazione delle istituzioni scolastiche

7.

Elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la pubblica amministrazione e in danno di minorenni

a. Elementi di diritto civile, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico

b. Elementi di diritto amministrativo, con particolare riferimento alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico

c. Elementi di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni

8.

La contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali

a. Il sistema della contabilità pubblica

b. La gestione finanziaria e contabile delle Istituzioni scolastiche e la loro rendicontazione

c. I contratti

9.  

I sistemi educativi nei paesi dell’Unione europea

a. Aspetti strutturali generali

b. Personale e valutazione della scuola

c. Questioni specifiche

A = Si elencano i saperi consolidati (quelli che possono essere accantonati nel training)

B = Si elencano le conoscenze ancora incerte (da rivedere durante il training)

C = Si elencano gli argomenti che non rientrano nei propri campi del sapere (da acquisire durante il training)

Il tempo a disposizione è limitato. Bisogna che il candidato sappia gestirlo nel migliore dei modi. La sistematicità può aiutare. Si potrebbe, per esempio:

  • Procedere in maniera ordinata area per area, dalla prima all’ultima domanda, e a blocchi di cento domande (o meno), accantonando di volta in volta le risposte sicure.
  • Raggruppare le domande più ostiche.
  • Raccogliere le domande per tipologia e confrontarle.
  • Esercitarsi on line attraverso la simulazione lineare area per area (dal primo al quinto raggruppamento).
  • Esercitarsi, infine, attraverso la simulazione dinamica, così come avverrà in sede concorsuale.

Mariella Spinosi


[1] Modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali.

[2] Elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la pubblica amministrazione e in danno di minorenni.

[3] Punti 1.0 per ogni risposta corretta; punti -0.3 per ogni risposta errata; punti 0 per ogni risposta non data, per un totale di 100 punti.

[4] Anche questo documento è rinvenibile in formato Word nella piattaforma e ricompattato in 38 pagine.

Presentazione Rapporto Invalsi 2018: le novità

Rossella GARUTI

Molte novità per le rilevazioni Invalsi

Il 5 luglio u.s. presso il Miur si è tenuta l’ormai tradizionale presentazione dei risultati delle prove Invalsi 2018. Quest’anno l’attenzione era notevole: la presenza del neo-ministro Marco Bussetti, di esponenti di spicco della Banca d’Italia e della Ragioneria Generale dello Stato e di numerosi dirigenti del Miur ne sono la testimonianza.

Molte le novità di questo Invalsi 2018; in particolare:

  • le prove di Inglese in V primaria (reading e listening) e in III secondaria di I grado;
  • la somministrazione on-line con il computer (Computer Based Test, CBT) nelle scuole secondarie (III di primo grado e II di secondo grado);
  • la certificazione dei livelli di apprendimento nelle prove di Inglese, Italiano e Matematica per la classe III della secondaria di primo grado.

Il neo-ministro ha tenuto a ringraziare tutte le scuole, docenti e dirigenti scolastici, per lo sforzo fatto affinché tutto funzionasse per il meglio; si è trattato di una grande sfida tecnologica e organizzativa per l’intero sistema scolastico, che ha messo in luce un aspetto importante: dal punto di vista tecnologico non esistono differenze sostanziali sul territorio nazionale. Qualche problema si è avuto per la prova di listening di Inglese in quanto, trattandosi di file molto pesanti, hanno richiesto tempo per essere scaricati, con alcune difficoltà laddove la connessione non era sufficientemente potente.

La somministrazione on line: a prova di cheating

Non era assolutamente scontato che la somministrazione delle prove on-line e con il computer funzionasse, perché si richiedeva da parte delle scuole uno sforzo organizzativo e preparatorio non indifferente: le scuole che avevano dotazioni informatiche sufficienti si sono organizzate in turni nell’arco di tre settimane; quelle che non disponevano di dotazioni tecnologiche sufficienti o adatte, in particolare le scuole della secondaria di primo grado, si sono organizzate con le scuole superiori vicine; e laddove nemmeno questo è stato possibile, peraltro in pochissimi casi (7 istituti in tutto), è stato organizzato un “furgoncino” con computer e connessione, che si è recato in queste scuole  per lo svolgimento delle prove. Complessivamente sono state erogate on-line 2.200.000 prove di Inglese, Matematica e Italiano nella scuola secondaria di I grado e 1.100.000 prove di Italiano e Matematica per la scuola secondaria di II grado.

Il risultato più importante ottenuto con la somministrazione on-line, almeno dal punto di vista della trasparenza e (perché no?) anche dal punto di vista educativo, è rappresentato dall’azzeramento del cheating: per la prima volta da quando si svolgono le prove Invalsi legate all’esame di Stato (2008) non si verificano fenomeni rilevanti di quelli che con un eufemismo vengono chiamati “comportamenti opportunistici”.

La prova di Inglese: la prima volta

Per la classe V primaria e III secondaria di I grado la prova di Inglese (reading e listening) sulle competenze ricettive è quella che aveva creato più ansia fra i docenti e le famiglie, e non solo perché era la prima volta. I risultati sono abbastanza confortanti: il 92,4% degli allievi della V primaria raggiunge il prescritto livello A1 del QCER nella prova di lettura (reading) e il 78,6% di allievi il prescritto livello A1 del QCER nella prova di ascolto (listening). In uscita dalla scuola secondaria di I grado le Indicazioni nazionali prevedono il livello A2, che viene raggiunto per Inglese-reading dal  73,9% e per Inglese-listening dal 56,1% degli studenti, anche se molto accentuate sono le differenze territoriali.

Le differenze territoriali: un problema di efficacia ed equità del sistema scolastico

Emerge, già dalla scuola primaria, il fatto che in alcune aree del Sud (Campania, Sicilia, Calabria e Sardegna) la scuola fatica a garantire uguali opportunità agli alunni. Il divario fra i risultati del Nord e del Sud aumenta via via che si sale nel segmento scolastico, fino a diventare preoccupante alla fine del primo ciclo di istruzione. In queste regioni del Sud oltre il 50%, con punte anche del 60-65%, della popolazione scolastica del grado 8 è al di sotto dei traguardi stabiliti dalle Indicazioni nazionali; la tendenza si accentua nella scuola secondaria di II grado, specialmente in Matematica, dove il 75% degli studenti si colloca al di sotto della media nazionale. Inoltre la differenza fra le scuole e fra le classi è più marcata nelle regioni del Sud che al Centro-Nord. Questo indica una tendenza maggiore a formare classi in cui si concentrano allievi più bravi e più avvantaggiati socialmente.

La certificazione delle competenze alla fine del I ciclo di istruzione

In base al  D.Lgs. n. 62/2017 ogni studente, alla fine del primo ciclo di istruzione (grado 8), riceve una certificazione sui livelli di apprendimento  in Italiano, Matematica e Inglese, data dai risultati delle prove Invalsi in queste tre discipline. Per Italiano e Matematica i livelli sono ordinati da 1 a 5 e descrivono le abilità e conoscenze in queste materie. Per Inglese i livelli sono individuati e descritti sulla base del QCER (Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue). La valutazione per livelli delle prove di Italiano e Matematica degli studenti del grado 8 conferma e ribadisce quanto emerge dai punteggi numerici. Posto il livello 3 come livello di sufficienza, la percentuale di alunni che in Italiano non raggiunge tale livello oscilla intorno al 28% nel Nord e nel Centro Italia, mentre è fra il 45% e il 46% nell’Italia meridionale e insulare. In Matematica il quadro peggiora e appare ulteriormente differenziato fra le diverse aree del Paese: la percentuale di alunni che non arriva al livello 3 è del 32% nel Nord Ovest, del 28% nel Nord Est, del 35% nel Centro, e supera il 50% nel Sud e nel Sud e Isole, con quote rispettivamente del 54% e del 56%.

Maschi e femmine: un problema di modelli culturali?

Un dato, a mio avviso, preoccupante riguarda il divario in Matematica fra maschi e femmine, a favore dei primi, che si manifesta già a partire dalla classe II primaria. In seconda primaria, a livello nazionale, la differenza tra maschi e femmine nei risultati delle prove Invalsi è di poco più di 2 punti in Italiano, a favore delle seconde, e di 4 punti in Matematica, a favore dei maschi. Quest’ultima differenza, per quanto modesta, risulta significativa in termini statistici. In quinta primaria le femmine in Italiano superano i maschi di poco più di 9 punti, e una differenza simile (quasi 10 punti) si registra, ma a parti rovesciate, in Matematica, dove sono i maschi ad avere il punteggio più alto. Entrambe le differenze sono statisticamente significative. Questa tendenza, che si mantiene anche nel secondo ciclo di istruzione, emerge anche dalle rilevazioni internazionali[1], indagine PISA in primo luogo. Questo dato comporta che sempre meno ragazze si iscrivono a facoltà scientifiche e, considerato che in genere le ragazze hanno risultati scolastici migliori dei loro compagni maschi, ciò implica una perdita di competenze in discipline vitali per lo sviluppo del Paese. A parte questo elemento, dal punto di vista educativo è importante interrogarsi su quali modelli culturali (stereotipi) siano veicolati dalla scuola, dalla famiglia e dalla società.

Sul sito INVALSI è possibile trovare le presentazioni e il Rapporto sui risultati 2018: https://invalsi-areaprove.cineca.it/index.php?get=static&pag=Prove_INVALSI_2018_risultati

Cosa ci aspetta per il 2019?

L’anno scolastico 2018/19 sarà l’anno delle prove Invalsi per la V classe della scuola secondaria di II grado.  Sarà una prova on-line, Computer Based Test (CBT), di Inglese, Italiano e Matematica. Come per la fine del primo ciclo di istruzione, il D.Lgs. n. 62/2017 prevede il rilascio di una certificazione dei livelli di apprendimento conseguiti da ogni studente in esito alle prove sostenute. La prova, comunque, non entra nell’esame di Stato, ma avervi preso parte (a prescindere dal risultato effettivo) è condizione necessaria per essere ammessi all’esame.

Rossella Garuti

 

[1] Con l’eccezione dei paesi del blocco dell’ex-Unione Sovietica, dove non esiste differenza nei risultati in Matematica e Scienze fra maschi e femmine.

Prova preselettiva concorso dirigenti: sedi e istruzioni

Disponibile l’elenco delle sedi in cui, il prossimo 23 luglio, si svolgerà la prova preselettiva del concorso a dirigente scolastico. Il Miur ha inoltre pubblicato le istruzioni operative ed un video esplicativo della procedura per i candidati.

Il Miur ha pubblicato l'elenco delle sedi della prova preselettiva con ubicazione e  indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile per esigenze organizzative, nella regione di residenza in ordine alfabetico.

Per consultare gli elenchi relativi agli abbinamenti candidati/aule selezionare l’Ufficio scolastico della propria regione di residenza. I candidati residenti all’estero, o ivi stabilmente domiciliati, sosterranno la prova nella regione Lazio. I candidati residenti nelle province di Trento e Bolzano sosterranno la prova nella regione Veneto

Le operazioni di identificazione dei candidati avranno inizio  alle ore  8:00. I candidati dovranno presentarsi nelle rispettive sedi d’esame  muniti di  un documento di  riconoscimento in corso di validità, del codice fiscale nonché di copia della ricevuta del  versamento dei diritti di segreteria.

È vietato introdurre in aula cellulari, palmari, smartphone, smartwatch, tablet,  fotocamere/videocamere e ogni strumento idoneo alla  memorizzazione di informazioni o  alla trasmissione di dati. È vietato introdurre manuali, testi, appunti di qualsiasi natura.  È vietato avvalersi di supporti cartacei per lo svolgimento delle prove. Una volta entrati, occorre lasciare le borse e/o le cartelle ecc. lontano dalle postazioni.

I candidati vengono fatti accedere all'aula uno alla volta e ne viene annotata la presenza  sul registro d'aula. Il candidato è tenuto a verificare l'esattezza dei propri dati personali e a  firmare il registro. A ciascun candidato verrà fatto estrarre un modulo contenente il codice  personale anonimo, che gli sarà quindi consegnato. Ogni candidato viene fatto accomodare in una delle postazioni disponibili dove troverà  visualizzata la schermata di benvenuto. Il candidato inserisce il codice personale anonimo per sbloccare la postazione. Il candidato restituisce,  all’incaricato della raccolta, il codice personale, dopo avervi  apposto nome, cognome e firma.  L’incaricato della raccolta inserisce i codici in una unica busta A4 internografata.

Successivamente  il responsabile d'aula comunica  la “parola chiave di accesso/inizio della  prova” che i candidati dovranno inserire nell'apposita schermata. Il candidato  ha 3 minuti di  tempo per leggere le istruzioni; allo scadere dei 3 minuti, oppure cliccando il pulsante  Inizia il test, il candidato avvierà la prova.

Ogni quesito è presentato in una schermata  che è possibile eventualmente scorrere  utilizzando la barra laterale. Una volta  selezionata la risposta  è necessario confermarla cliccando  sul pulsante “Conferma e  Procedi”. Sarà sempre  possibile tornare alla domanda precedente tramite il tasto “torna alla  domanda precedente”.

Durante lo svolgimento della prova sarà sempre possibile accedere  alla pagina di riepilogo cliccando sul bottone vai alla pagina di riepilogo. Nella pagina di riepilogo sono  visualizzate tutte le domande. Per ogni domanda è visualizzato un pulsante di  colore rosso, se il candidato ha già  risposto alla domanda, o azzurro, se il candidato non ha ancora  risposto. Cliccando su qualsiasi pulsante sarà possibile accedere alla relativa  domanda ed eventualmente modificare la risposta.

Quando il candidato avrà risposto a tutte le domande dovrà attendere che il tempo  previsto per la prova sia terminato. Nella parte superiore della pagina è  sempre possibile tenere sotto controllo il tempo mancante alla fine della prova.

Al termine della prova il candidato è tenuto a non lasciare la propria postazione  e ad  attendere lo sblocco della postazione da parte del responsabile tecnico d’aula per  visualizzare il punteggio ottenuto a seguito della correzione automatica e anonima del  proprio elaborato eseguita dall’applicazione.

Il responsabile tecnico d’aula si reca su ogni singola postazione e procede a visualizzare il punteggio ottenuto sul monitor del candidato.  Il candidato alla presenza del responsabile tecnico d’aula è tenuto ad inserire il proprio  codice fiscale nell’apposito modulo presentato dall’applicazione.

Dopo che i risultati di tutti i candidati saranno stati raccolti e caricati verrà prodotto  l’elenco dei candidati con il punteggio ottenuto. Questo elenco sarà stampato ed affisso fuori dall’aula. Successivamente i candidati controfirmeranno il registro cartaceo d’aula per attestare  l’uscita e potranno  quindi  allontanarsi dall’aula.

Giarda il video esplicativo della procedura.


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Vaccini: semplificazioni a.s. 2018/19

I Ministri della Salute, Giulia Grillo, e dell’Istruzione, Marco Bussetti, hanno presentato una circolare che semplifica gli adempimenti in materia di certificazioni vaccinali per il prossimo anno scolastico 2018/19, in attesa di un approfondimento parlamentare sul tema.

Con l’approssimarsi dell’avvio del nuovo anno scolastico 2018/19, la mancata attuazione dell’Anagrafe nazionale vaccini potrebbe determinare un appesantimento delle procedure burocratiche a carico le famiglie e delle scuole. Pertanto in data 5 luglio i ministri della Salute, Giulia Grillo, e dell’Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, sono intervenuti con una circolare, in vista dell’imminente scadenza del noto termine del 10 luglio, per promuovere le seguenti semplificazioni:

  • per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018, se il minore non deve effettuare nuove vaccinazioni o richiami;
  • per i minori da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (minori 6 - 16 anni) può essere presentata una dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione.

La costituzione dell’Anagrafe nazionale vaccini consentirà di monitorare i programmi vaccinali, di conoscere le ragioni delle mancate vaccinazioni e di misurare progressi e criticità del sistema. L’Anagrafe nazionale metterà a sistema i dati delle Regioni. Attraverso il sistema nazionale degli eventi avversi gestito da Aifa, le segnalazioni potranno essere comunicate dai professionisti sanitari e dai soggetti vaccinati o dai loro genitori.

Infine prende avvio un Tavolo di esperti, guidato dal prof. Vittorio Demicheli, che consentirà di produrre le evidenze scientifiche a sostegno delle scelte dei decisori, con l’obiettivo di affrontare il fenomeno della diffidenza e del dissenso vaccinale e di aggiornare il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale.


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Rapporto Invalsi 2018

Presentato lo scorso 5 luglio al Miur il Rapporto nazionale Prove Invalsi 2018, interessate quest’anno da importanti innovazioni. Permangono differenze tra Nord e Sud del Paese, soprattutto nella scuola secondaria di secondo grado. Notevolmente ridotto il fenomeno del cheating.

Quest’anno  le prove Invalsi sono state caratterizzate da  importanti  novità:

  • la separazione delle prove dall’esame di Stato della terza secondaria di primo  grado,  ma nello stesso tempo l’obbligo per gli alunni di parteciparvi;
  • l’introduzione della prova di Inglese per il grado 5 (quinta primaria) e per il  grado 8 (terza secondaria di primo grado);
  • la realizzazione delle prove al computer nel grado 8 e nel grado10, con correzione centralizzata delle prove stesse;
  • la  restituzione  individuale  dei  risultati  delle  prove  del  grado  8  non  più  con  punteggi, ma per livelli descrittivi delle prestazioni cognitive proprie di ciascun livello.

Leggi il Rapporto Invalsi 2018


Scuola primaria

  • I  livelli medi di risultato al termine della II primaria sono pressoché uguali in tutto  il Paese, ma per alcune regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Sicilia e  Sardegna) si osserva una maggiore  frequenza di allievi con risultati molto bassi.
  • Già a partire dal secondo anno della scuola primaria nel Mezzogiorno la scuola  fatica maggiormente a garantire  uguali opportunità a tutti. La differenza dei  risultati  tra le scuole e  tra le classi nel Sud del Paese è molto più accentuata che al  Centro‐nord. Questo indica una tendenza maggiore a formare classi in cui si  concentrano allievi più bravi e più avvantaggiati e classi con  allievi con livelli di  apprendimento meno soddisfacenti o più svantaggiati.
  • Le differenze che si intravedono al termine del secondo anno della primaria  diventano  più evidenti al termine del ciclo primario, soprattutto in termini di  equità del sistema, intesa come capacità della scuola di garantire uguali  opportunità a tutti e a ciascuno.
  • Il  92,4% degli allievi della V primaria raggiunge il prescritto livello A1 del QCER  nella prova di lettura (reading) e il  78,6% di allievi il prescritto livello A1 del QCER  nella prova di ascolto (listening). Al Nord e al Centro gli allievi che raggiungono  l’A1 di  reading sono poco più del 94%, mentre al Sud circa l’88%. Per il  listening,  invece, gli allievi che si collocano al livello A1 sono circa l’83% al Nord e al Centro,  mentre circa il 70% al Sud.

 

Terza secondaria di primo grado

  • A livello nazionale gli studenti che ottengono  risultati adeguati o più elevati sono: Italiano: 65,6%; Matematica: 59,9%; Inglese reading (A2): 73,9%; Inglese listening (A2): 56,1%.
  • Le  differenze regionali diventano molto importanti e alcune regioni del  Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna) vedono oltre il  50%, con punte anche del 60‐65%, d ella popolazione scolastica del grado 8 al di  sotto dei traguardi stabiliti dalle Indicazioni nazionali.

 

Seconda secondaria di secondo grado

  • La  partecipazione degli studenti alle prove INVALSI ha raggi unto il livello più alto  dalla loro introduzione (2011). L’incremento medio è stato +10% e ugualmente  diffuso su tutto il territorio nazionale, ma ancora più elevato nell’istruzione  professionale.
  • Permangono le differenze di risultato degli studenti dei  diversi indirizzi di studio (Licei, Tecnici e Professionali), ma soprattutto nel Nord Est e in Matematica gli  allievi degli Istituti tecnici raggiungo ottimi risultati, paragonabili a quelli dei Licei.
  • Le  differenze regionali e per tipologie di scuola diventano ancora più rilevanti di  quanto si osserva al termine della scuola secondaria di primo g rado (grado 8). Il  problema è particolarmente accentuato in Matematica; in Campania, Calabria,  Sicilia e Sardegna oltre il 75% d egli studenti ottiene risultati più bassi della media  nazionale. In queste regioni gli allievi più in difficoltà (10% più basso della  distribuzione dei risultati) non riesce a raggiungere i risulta ti più bassi degli allievi  delle altre regioni.

 

Tanto  la  diversità  delle  prove  che  la  correzione  automatica  contribuiscono  a  ridurre,  sin  quasi  a  farlo  sparire,  il  cheating,  vale  a  dire  l’adozione  di  comportamenti  opportunistici,  degli  studenti  o  degli  stessi  docenti,  e  a  ottenere  una  maggiore  autenticità  dei  risultati.


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Per gli aspiranti dirigenti scolastici: piattaforma e testi

Una piattaforma completamente rinnovata

Per la preparazione al concorso a dirigente scolastico, Tecnodid propone la Piattaforma DirCARD in una versione completamente rinnovata, alla luce del Bando e degli ultimi scenari normativi.

Nello specifico, la piattaforma è stata:

  • aggiornata ai sensi della legge 107/2015 e successive integrazioni;
  • integrata con ulteriori contenuti formativi;
  • arricchita con nuovi saggi di approfondimento;
  • ampliata con servizi inediti per la prova preselettiva e per la prova scritta.

La nuova versione si sviluppa intorno a tre sezioni:

  1. Simulazione prova preselettiva
  2. Contenuti professionali delle prove
  3. Indicazioni per la prova scritta

La prima sezione permette di effettuare simulazioni della prova preselettiva con i quiz ministeriali ed esercitazioni suddivise nelle nove aree tematiche.

La seconda sezione dà accesso ad una ricca serie di contenuti, rivisti ed integrati sulla base delle più recenti disposizioni normative, con tutte le informazioni attinenti alle materie previste dal Regolamento.

La terza sezione aiuta a scrivere in maniera chiara per farsi apprezzare in sede di prova scritta. Contiene esempi di scritture e di rubriche valutative, 40 quesiti con risposte e circa 100 quesiti aperti.

La piattaforma DirCARD offre tutto quanto serve per orientare al meglio il proprio studio e affrontare con sicurezza le prove concorsuali.

www.notiziedellascuola.it/formazione



Testi consigliati per il concorso


Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego

a cura di Segio Auriemma

Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


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Repertorio 2018

Dizionario normativo della scuola - XXXII edizione

Repertorio, Dizionario normativo della scuola, è uno strumento fondamentale per lo studio dell’ordinamento scolastico, l’aggiornamento professionale, la preparazione a pubblici concorsi.

Si compone di saggi, ordinati alfabeticamente e curati da esperti di settore, che illustrano in modo aggiornato ed approfondito i principali istituti giuridico-amministrativi, contrattuali e contabili del comparto scuola e del pubblico impiego: tematiche giuridiche, amministrative e talvolta anche didattiche, temi di attualità, questioni di diritto costituzionale, amministrativo, del lavoro e sindacale, di diritto fiscale, tributario, di contabilità pubblica.

Ciascuna voce sintetizza un argomento, ne mette in risalto gli aspetti salienti, enuncia le fonti normative, informa sul loro evolversi nel tempo, presenta considerazioni tecnico-giuridiche, notazioni, commenti. Attraverso l'analisi dei riferimenti normativi e le riflessioni svolte dagli autori, è possibile cogliere l’evoluzione cronologica delle norme, ricostruire la storia degli istituti giuridici, individuare le principali disposizioni in vigore.

L’opera può agevolare le attività negli uffici dell’amministrazione scolastica, nelle presidenze, nelle sale dei professori e nelle segreterie delle scuole, nelle sedi di Soggetti, Enti e Agenzie esterne che operano a contatto con il mondo dell’istruzione; e ancora le attività di competenza dei revisori contabili, l’assolvimento di impegni delle RSU.

Ne possono trarre specifica utilità anche gli aspiranti a pubblici concorsi, selezioni interne o prove di esame riferibili a tutte le figure professionali (ispettori, dirigenti scolastici, docenti, dsga, personale amministrativo).

Schemi di provvedimenti, fac simile di domande, istanze, documenti ministeriali o di altre autorità, tabelle riassuntive e modulistica, possono essere prelevati nell’apposita sezione on line.

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Elementi di legislazione scolastica

di Salvatore Pace

NUOVA EDIZIONE aggiornata con i decreti applicativi della Buona Scuola

Un agile strumento di lavoro per tutto il personale della scuola, ma soprattutto per coloro che intendono sostenere le prove concorsuali per accedere alla carriera dirigenziale.

Si snoda su dieci capitoli tematici: ogni tema è presentato nei suoi aspetti essenziali ed inquadrato all’interno delle norme fondamentali. Le novità introdotte dalla Buona Scuola sono calate all’interno di un processo organico di evoluzione legislativa, e ne risultano chiari i contorni, gli elementi di continuità e di rottura rispetto alla legislazione preesistente.

Il testo fornisce una rassegna aggiornata del nostro sistema di istruzione e dello scenario europeo. Presenta in anteprima gli elementi essenziali del nuovo regolamento di contabilità, di imminente emanazione da parte del Governo.


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9 luglio 2018

__TESTATA__

n. 97

Perché non possiamo non occuparci di cittadinanza a scuola?

Domenico TROVATO

Un “deficit di cittadinanza” nella scuola italiana?

Di recente, studi e ricerche dedicati[1] hanno rilevato alcuni punti di debolezza rispetto agli obiettivi di miglioramento che la scuola italiana, in questi anni, si è impegnata a conseguire nell’area della cittadinanza consapevole:

  • l’indagine ICCS dell’IEA del 2016 ha evidenziato che le competenze civiche e di cittadinanza degli studenti italiani (campione di 3.500 ragazzi di classe III della scuola secondaria di 1° grado) dal 2009 al 2016 non sono migliorate, e solo il 35% ha raggiunto l’eccellenza, contro una media europea del 40%. Nella classifica internazionale il nostro punteggio è sceso da 531 a 524 punti (la media dei Paesi europei è 537);
  • il Report dell’Invalsi 2016 “Le Rubriche del RAV”, rispetto alla stesura delle Rubriche dell’area “Competenze chiave e di cittadinanza” (campione di 390 scuole del 1° e 2° ciclo), ha registrato tra i termini utilizzati nelle motivazioni, una maggior frequenza di “rispetto delle regole”, “organizzazione dello studio”, “comportamenti problematici”, “valutazione del comportamento”, con una residua presenza di espressioni associate alla promozione di abilità per la cittadinanza consapevole (collaborazione tra pari, competenze sociali e civiche, autonomia, convivenza civile…);
  • lo studio dell’Associazione TreeLLLe sulla “Global citizenship” (2016) ha riportato l’inchiesta di «Proteo Fare Sapere» (2010) sulla conoscenza della Costituzione da parte degli studenti nella scuola secondaria di 2° grado, da cui è emerso un quadro deludente: al massimo un 35% tra gli studenti è sufficientemente informato su di essa, solo il 13,8% afferma di conoscerla (molto o abbastanza) bene, ma quasi il 55% ammette di non averla mai letta.

Un percorso lungo e accidentato dall’Educazione civica alla Cittadinanza consapevole

Nel 2009 il Miur (nota 2079, Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione) ha proposto una ricostruzione storico-normativa di questa “quasi disciplina”, sottolineandone le dimensioni trasversali e multidisciplinari. A questa fonte si attinge per un sintetico excursus dedicato:

  • DPR 13.6.1958, n. 585, Programmi per l’insegnamento dell’educazione civica negli istituti e scuole di istruzione secondaria e artistica” (Ministro A. Moro): il decreto assegna all’educazione civica, con due ore settimanali all’interno della disciplina Storia e senza voto distinto, soprattutto il compito di formare gli alunni ai valori della Costituzione, con riferimento anche alla “…organizzazione della vita scolastica come viva esperienza di rapporti sociali e pratico esercizio di diritti e di doveri”;
  • DM 9.2.1979 e DPR 12.2.1985, n. 104: nei Programmi della scuola media del 1979 (sempre all’interno della disciplina Storia) e nei Programmi della scuola elementare del 1985 (indicata come Studi sociali), l’Educazione civica viene rappresentata come insegnamento ancorato alla Costituzione, grande campo di raccordo culturale e interdisciplinare per tutte le discipline, fonte per l’apprendimento delle regole fondamentali della convivenza civile;
  • Direttiva 8.2.1996 n. 58 e sviluppi successivi: questa Direttiva, con l’allegato Documento “Nuove dimensioni formative, educazione civica e cultura costituzionale”, preannuncia un “curricolo continuo di educazione civica e cultura costituzionale”, che tuttavia non entra in vigore. Nel successivo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998) la scuola è definita come “comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici…”;
  • DM 31.7.2007: il Governo Prodi (Ministro P.I. Fioroni) abroga l’educazione alla convivenza civile, i cui concetti generali vengono tuttavia ampiamente recuperati nelle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo;
  • DDL 1.8.2008 e L. 169/2008: il DDL del 2008 istituisce la disciplina denominata “Cittadinanza e Costituzione, individuata nelle aree storico-geografica e storico-sociale ed oggetto di specifica valutazione, con un proprio monte ore di 33 ore annue e un voto distinto. Nella L. 169, invece, queste disposizioni vengono abolite, e si annuncia una sperimentazione sull’introduzione della nuova disciplina, poi sostituita con Linee di indirizzo che le assegnano un’ora settimanale, sottratta alla disciplina Storia;
  • L. 107/2015, art. 1, co. 7, lett. d), e): tra gli obiettivi formativi prioritari che le scuole possono individuare all’interno del PTOF, la Legge sulla “Buona Scuola” indica anche lo sviluppo delle competenze in materia di cittadinanza attiva e democratica” e “lo sviluppo di comportamenti responsabili ispirati alla conoscenza e al rispetto della legalità, della sostenibilità
  • Nota 1830/2017: nel fornire orientamenti per il PTOF, il Miur suggerisce alle scuole di tener conto, in fase di progettazione, degli obiettivi del Piano per l’Educazione alla Sostenibilità, che ha recepito i 17 Goals dell’Agenda ONU 2030, al fine di accrescere le competenze di cittadinanza.

La sfida del Miur: il Documento di studio Indicazioni nazionali e nuovi scenari

Di fronte alle criticità sopra evidenziate, il Comitato Scientifico Nazionale per l’attuazione delle Indicazioni Nazionali[2] ha prodotto (febbraio 2018) un Documento “aperto”, che non intende “aggiungere nuovi insegnamenti”, ma “ricalibrare quelli esistenti” offrendo alle scuole una rilettura, in dimensione trasversale, delle Indicazioni alla luce del costrutto della cittadinanza, e “con una rinnovata attenzione all’educazione linguistica, artistica, storica, geografica, al pensiero computazionale”[3]. Gli scenari entro cui si colloca il testo sono quelli di una società in rapida trasformazione a livello tecnologico e socio-economico, in cui nuove problematiche (povertà, esclusione, fenomeni migratori…) interrogano la scuola sulla sua capacità di promuovere sviluppo sostenibile e coesione sociale, alimentando valori e competenze riferiti alla cittadinanza consapevole. Invero già l’ampia consultazione popolare promossa dal Miur nel 2014, prima del varo della L. 107/2015, aveva individuato nell’educazione alla cittadinanza, intesa come educazione civica, civile, ambientale, alimentare, all’affettività, ecc., la competenza più importante tra quelle proposte all’analisi valutativa.

Coordinate essenziali del Documento ministeriale

Gli orientamenti che il Miur propone alle scuole, anche per averne un feedback, declinano essenzialmente questi paradigmi formativi:

  • il ruolo dell’educazione nei nuovi, complessi scenari globali, educazione deputata a formare persone e cittadini in grado di essere autonomi, responsabili, competenti;
  • la rilevanza delle competenze chiave di cittadinanza dettate dall’Europa, sfondo integratore del Documento e risorsa fondamentale per l’esercizio di una cittadinanza consapevole;
  • la cifra innovativa dell’insegnamento «Cittadinanza e Costituzione», per promuovere negli alunni le abilità sociali, le prime forme di partecipazione alle decisioni comuni, il senso di legalità e i valori della cooperazione e della solidarietà;
  • l’importanza dell’educazione alla cittadinanza e alla sostenibilità, secondo quanto indicato dall’Obiettivo 4, «Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti», dell’Agenda ONU 2030[4];
  • la trasversalità delle competenze chiave di cittadinanza, che si realizza fin dalla scuola dell’infanzia (regole condivise, diritti e doveri, convivenza…) e poi, negli altri livelli di scolarità, attraverso l’educazione linguistica, quella storico-geografica, il pensiero matematico, scientifico, computazionale, il contributo dei linguaggi non verbali (artistico, motorio, tecnologico), l’esercizio della dimensione socio-relazionale[5].

Suggerimenti per intraprendere percorsi significativi di lavoro

L’agenda operativa di una scuola che volesse attivare significativi itinerari per lo sviluppo della cittadinanza consapevole potrebbe comprendere, esemplificando, le seguenti unità di lavoro:

  • il Service Learning (apprendere serve, servire insegna): questa proposta pedagogica, promossa da I. Fiorin[6], prevede l’esercizio della cittadinanza in contesti reali, come servizio solidale alla comunità di appartenenza o ad altre realtà sociali di riferimento. Si costruisce un compito di cittadinanza, per dare risposte, ad es. ad un problema del territorio, ad un’emergenza educativa della scuola, ad un bisogno del gruppo-classe, etc.;
  • le Rubriche per le competenze sociali e civiche del 1° ciclo: la rubrica è uno strumento utile per descrivere i risultati attesi di un percorso apprenditivo e per facilitare processi autovalutativi. Elaborare, magari insieme agli alunni, delle rubriche, articolando i livelli di padronanza attesi di alcune evidenze individuate, in riferimento alle competenze sociali e civiche nel primo ciclo, può rappresentare un utile training nella direzione di una maggiore consapevolezza civica;
  • Mappe tematiche su globalizzazione e sostenibilità - una guida per l’insegnamento: non sempre la “cassetta degli attrezzi” dei docenti (libri di testo, materiali reperiti in rete, manuali…) contiene documentazione aggiornata sui temi della globalizzazione e della sostenibilità. Un gruppo di progetto potrebbe lavorare per proporre mappe conoscitive che permettano, da un lato, la presentazione di argomenti più attuali e, dall’altro, un maggiore coinvolgimento degli alunni nella dimensione della contemporaneità;
  • Progettazione trasversale su competenze sociali e civiche per la scuola secondaria di 1° grado: le competenze sociali e civiche non possono essere associate ad una disciplina specifica, ma, come ribadisce il Documento Miur 2018, attraversano trasversalmente tutte le discipline, che ne alimentano la matrice formativa. La Commissione PTOF potrebbe codificare un percorso progettuale per competenze, basato sulla dimensione trasversale del costrutto di cittadinanza consapevole;
  • La gestione dei conflitti tra i docenti - un modulo di lavoro: l’obiettivo della cittadinanza consapevole ha come primi destinatari gli studenti, ma dovrebbe coinvolgere anche gli insegnanti. A tal proposito la maturazione di comportamenti cooperativi e non conflittuali, da realizzare attraverso moduli di lavoro costruiti ad hoc, può opportunamente costituire una competenza di cittadinanza da conseguire a livello degli adulti educatori.

Domenico Trovato


Per approfondire:

D. Trovato, Cittadinanza consapevole: una sfida culturale, sociale ed educativa, in Agenda della scuola - Quarto trimestre a.s. 2017/2018.



[1] V. anche: Eurydice Italia (2017); Cimò E., Educazione alla cittadinanza: una disciplina per formare cittadini consapevoli di un’Europa multiculturale, Firenze, Indire.

[2] Comitato Scientifico, di cui al D.M. 1/8/2017 n. 537, integrato con D.M. 16/11/2017, n. 910, presieduto dal prof. I. Fiorin.

[3] Così si è espressa la Ministra Fedeli nel presentare a Roma il Documento.

[4] L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa comprende 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.

[5] Il documento “Indicazioni nazionali e nuovi scenari” è ampiamente commentato nel volume curato da G. Cerini e M. Spinosi, Le competenze chiave per la cittadinanza, Tecnodid-Giunti, Napoli-Firenze, 2018.

[6] I. Fiorin (2016), Oltre l’aula. La proposta pedagogica del Service Learning, Mondadori, Milano; I. Fiorin, Apprendere “facendo”, in RIS - Rivista dell’Istruzione, n. 4-2017, Maggioli, Sant’Arcangelo di Romagna.

Scuola e memoria: ricordare la Shoah. Il punto sulle attività e le iniziative

Chiara BRESCIANINI

Presidenza italiana dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) e Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola

Con nota prot. 2932 del 22.6.2018 il Miur – Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione – ha inviato alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado le “Linee guida nazionali per una didattica della Shoah a scuola”, presentate in occasione della prima sessione plenaria italiana dell’IHRA svoltasi a Roma dal 28 al 31 maggio 2018, per l’occasione tradotte in lingua inglese.

Le Linee guida propongono le principali problematiche in tema di Shoah, approfondimenti sull'insegnamento della Shoah e la formazione degli educatori, scelte pedagogiche, uso del web e best practice, archivio di Stato e archivi e fondi di informazione.

L’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) è un’organizzazione nata nel 1998, che trova fondamento nella Dichiarazione di Stoccolma del Foro Internazionale sull’Olocausto del 2000. Fino al 2012 il nome dell’Organizzazione è stato quello di “Task Force per la Cooperazione internazionale sulla educazione, sul ricordo e la ricerca relativi all’Olocausto”, che costituiscono le tre aree di impegno. L’educazione sulla tematica, il ricordo delle cause e conseguenze dell’Olocausto, e la commemorazione dello stesso, sono al centro del mandato dell’Alleanza.

L'IHRA conta, come organizzazione intergovernativa, 31 stati membri, 9 stati osservatori e 7 organizzazioni internazionali partner fra cui le Nazioni Unite, il Consiglio d’Europa, l’OSCE e l’Unesco. L’Alleanza si articola in gruppi di lavoro e comitati, il cui scopo è lo studio e la progettazione di iniziative di vario tipo, al fine di diffondere una maggiore conoscenza delle tematiche più attuali legate all’antisemitismo e in generale all’odio razziale.

La Presidenza italiana prevede l’organizzazione di 2 sessioni plenarie e di convegni internazionali inerenti allo studio e alla ricerca sul tema, e più in generale sulla lotta alle discriminazioni ed al discorso d’odio, nonché il coordinamento e la partecipazione a molteplici attività relative alla memoria della Shoah e alla ricerca sull’argomento. La presidenza inoltre, coincidendo con l’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia, sarà particolarmente focalizzata sulla giurisprudenza razzista e sugli strumenti legali con cui il fenomeno della Shoah è stato reso lecito a livello nazionale ed internazionale.

I prossimi eventi nazionali

Il 12 novembre 2018 si terrà a Milano, presso la Fondazione Memoriale della Shoah, un convegno internazionale sulla tematica del no hate speech, che coinvolgerà esperti nazionali ed internazionali della Shoah e del discorso d’odio, e che prevede la partecipazione delle Consulte Provinciali degli Studenti e dei rispettivi referenti presso gli Uffici Scolastici Regionali.

La seconda sessione plenaria è prevista a Ferrara dal 27 al 29 novembre 2018, e a tal fine il Miur sta raccogliendo, per il tramite degli Uffici Scolastici Regionali, possibili lavori e proposte progettuali inerenti all’educazione allo studio della Shoah.

É prevista, inoltre, una mostra itinerante delle opere del Concorso nazionale del Miur intitolato “I giovani ricordano la Shoah”. Il Concorso, giunto alla sua XVI edizione, vede ogni anno la partecipazione di migliaia di studentesse e studenti di tutto il territorio nazionale, e la realizzazione di centinaia di elaborati che vengono valutati da apposite commissioni regionali e da una commissione nazionale. 

La nota ha infine trasmesso il Summary Report conclusivo della sessione plenaria, che comprende introduzione e argomenti chiave, eventi e scadenze, follow up per i paesi membri e decisioni.

Seminario “The Holocaust and the Mass Atrocities in the Istria Region” - Lubiana (Slovenia), 3-6 luglio 2018

Con nota prot. 2156 del 9.5.2018 il Miur – Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione – aveva diffuso l'informazione per la partecipazione al seminario “The Holocaust and the Mass Atrocities in the Istria Region” - Lubiana (Slovenia), 3-6 luglio 2018, proposto dal Memorial de la Shoah, incentrato sulla situazione istriana, per 45 docenti provenienti da Croazia, Slovenia e Italia, con l'obiettivo di approfondire la storia delle persecuzioni, delle deportazioni e delle violenze di massa avvenute in Istria. Le segnalazioni sono state raccolte dal Miur con precedenza per i docenti del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.

Designazione partecipanti seminario formazione docenti sull’insegnamento della Shoah, 29 agosto - 6 settembre 2018, presso lo Yad Vashem (Gerusalemme)

Con nota prot.  2844 del 15.6.2018 il Miur – Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione – ha diffuso l'opportunità formativa di un seminario di formazione organizzato dall’Istituto di Studi Superiori dello Yad Vashem e la Direzione Generale dello Studente, anche in collaborazione con la delegazione italiana presso l’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), sul tema dell'insegnamento della Shoah.

La partecipazione è possibile per un solo docente per ciascun Ufficio Scolastico Regionale, da individuarsi entro il 9 luglio.

Seminario “Imparare dal passato – Agire per il futuro. Pratiche formative sulla Shoah e sui diritti umani”

Con nota prot. 2898 del 20.6.2018 il Miur – Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione – ha ricordato che in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria sono state inviate a tutte le scuole di ogni ordine e grado le “Linee guida nazionali per una didattica della Shaoh a scuola”, al fine di contrastare ogni forma di discriminazione, supportare il lavoro degli insegnanti e sensibilizzare le nuove generazioni allo studio e alla memoria della Shoah.

Ha altresì diffuso la possibilità, proposta dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea Onlus (CDEC), in collaborazione con The Olga Lengyel Institute for Holocaust Studies and Human Rights (TOLI),  di partecipare ad Asti a specifico seminario residenziale per 35 docenti di scuola secondaria di 2° grado “Imparare dal passato – Agire per il futuro. Pratiche formative sulla Shoah e sui diritti umani”.

L'iniziativa è finalizzata a fornire un aggiornamento sull’attuale dibattito storico sulla Shoah, in particolare sulla propaganda antisemita fascista e nazista, sulla politica segregazionista e sulla legislazione antiebraica fasciste, sull'antisemitismo in Italia in età contemporanea.

Sul sito http://www.cdec.it/ è possibile trovare il bando di partecipazione.

XVII edizione Concorso “I giovani ricordano la Shoah” – Anno scolastico 2018/2019

Il Miur ha diffuso con nota prot. 3008 del 27.6.2018 il bando per il concorso “I giovani ricordano la Shoah” per l'a.s. 2018/2019, giunto alla XVII edizione, finalizzato a mantenere vivi il ricordo delle vittime e l'attenzione sul tema.

Il bando prevede tracce differenziate per ordine scolastico:

1° ciclo di istruzione

Quest’anno Anna Frank avrebbe compiuto 90 anni. Lei, come tanti in Europa, fu salvata e nascosta da persone amiche e coraggiose. Altre, però, la denunciarono, provocandone l’arresto unitamente alle famiglie che abitavano nello stesso nascondiglio. Ricostruite, attraverso testimonianze e letture, storie simili di solidarietà ma anche di indifferenza e ostilità, avvenute in Italia in quel periodo storico.

Scuola secondaria di 1° e 2° grado

Sulla base dei vostri studi e delle vostre conoscenze, riflettete sull'intervento pronunciato il 5 giugno 2018 dalla senatrice a vita Liliana Segre al Senato della Repubblica:

“Si dovrebbe dare idealmente la parola a quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento. Salvarli dall'oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell'indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano. A non anestetizzare le coscienze, a essere più vigili, più avvertiti della responsabilità che ciascuno ha verso gli altri”.

La scadenza per l'invio, con le modalità indicate da ciascun Ufficio Scolastico Regionale, è il 26 novembre 2018, affinché gli UU.SS.RR. possano inviare entro il 13 dicembre al Miur l'elenco dei lavori prescelti, attraverso il lavoro di un’apposita commissione.

Per approfondimenti:

Al link è possibile approfondire:

  1. I viaggi della memoria
  2. Il concorso nazionale I giovani ricordano la Shoah
  3. I giovani ricordano la Shoah: una mostra itinerante
  4. La creazione di un network per la didattica della Shoah
  5. I seminari per docenti
  6. International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA)
  7. I partner del Miur

Chiara Brescianini

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: siglata l’intesa

Tempi certi per la conclusione delle operazioni, particolare attenzione a gli alunni con disabilità e agli insegnanti con figli minori di 12 anni: lo scorso 28 giugno è stata siglata l’intesa tra il Miur e le Organizzazioni Sindacali sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale della scuola.

Con nota 4 luglio 2018 prot. n. 30691 il Miur ha trasmesso l'ipotesi di CCNI Utilizzazioni e Assegnazioni Provvisorie 2018-2019 sottoscritta in data 28 giugno 2018.

Il Miur evidenzia come siano stati stabiliti tempi certi per la conclusione delle operazioni, che si chiuderanno il 31 agosto prossimo per consentire un ordinato avvio del nuovo anno scolastico.

Particolare attenzione viene data ai diritti degli alunni con disabilità. Le assegnazioni sui posti di sostegno saranno date prioritariamente agli insegnanti specializzati. L’assegnazione potrà poi essere richiesta anche da chi sta per concludere il percorso di specializzazione sul sostegno o, in subordine, da chi ha prestato servizio per almeno un anno su posti di sostegno. Gli insegnanti che sono genitori di figli con disabilità o che hanno meno di dodici anni avranno la priorità nelle assegnazioni provvisorie sul sostegno purché in possesso dei requisiti richiesti.

Queste la date per la presentazione delle domande tramite istanze online:

  • dal 13 al 23 luglio per i docenti della scuola dell’infanzia e primaria;
  • dal 16 al 25 luglio per i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.

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Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie: tutte le date

Le domande sono in formato cartaceo per le utilizzazioni nei licei musicali, le assegnazioni provvisorie e utilizzazioni del personale docente di Religione Cattolica e del personale educativo. Il calendario delle operazioni.

Con nota 4 luglio 2018, prot. n. 30691 il Miur ha comunicato che le aree delle Istanze On Line per la presentazione delle domande di utilizzazioni e assegnazioni provvisorie per il prossimo anno scolastico 2018-2019 saranno aperte:

  • dal 13 luglio al 23 luglio per la scuola primaria e dell'infanzia;
  • dal 16 luglio al 25 luglio per la scuola secondaria di primo e secondo grado.

Con successivo avviso pubblicato sul proprio sito internet informa che le domande, in formato cartaceo, relative alle utilizzazioni nei licei musicali, alle assegnazioni provvisorie e utilizzazioni del personale docente di Religione Cattolica e del personale educativo andranno inviate, all’Ufficio territorialmente competente per la provincia e/o l’Istituzione scolastica presso la quale si intende chiedere la mobilità annuale secondo la seguente tempistica:

  • dal 16 luglio al 25 luglio personale utilizzato nelle discipline specifiche dei licei musicali;
  • dal 16 luglio al 25 luglio personale educativo e docenti di religione cattolica.

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Bonus valorizzazione docenti: come sarà ripartito

In data 25 giugno 2018 Miur e sindacati hanno siglato l’intesa sui criteri per la ripartizione delle risorse finalizzate alla valorizzazione professionale dei docenti: 80% in proporzione al numero di posti relativi alla dotazione organica e 20% sulla base di fattori di complessità e aree soggette a rischio educativo.

In base all’intesa 25 giugno 2018, le risorse del fondo per la valorizzazione del merito del personale docente (art. 1, comma 126, L. n. 107/2015) saranno ripartite come segue:

  • nella misura dell'80% in proporzione al numero di posti relativi alla dotazione organica del personale docente di ogni istituzione scolastica ed educativa statale;
  • per il restante 20% sulla base di fattori di complessità delle istituzioni scolastiche e delle aree soggette a maggiore rischio educativo.

I fattori di complessità saranno individuati sulla base dei seguenti indicatori, aventi tutti il medesimo peso:

  • percentuale di alunni con disabilità;
  • percentuale di alunni stranieri;
  • numero medio di alunni per classe;
  • percentuale di sedi scolastiche in aree totalmente montane o in piccole isole.

I suddetti criteri di ripartizione saranno recepiti in apposito decreto Miur.


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Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego 2018

a cura di Sergio Auriemma
pagg. 1920, giugno 2018, euro 68,00


Una Raccolta Leggi pensata appositamente per i concorsi nel comparto istruzione, curata da Sergio Auriemma.

  • contiene tutte norme di rango primario, prive di annotazioni, aggiornate a giugno 2018;
  • gli atti normativi sono opportunamente selezionati e organizzati per la consultazione durante le prove scritte;
  • sono raggruppati per aree tematiche e in sequenza cronologica;
  • per trovare con facilità le norme di interesse sono disponibili tre indici: sistematico, cronologico e analitico.

Raccolta Leggi è lo strumento ideale per affrontare al meglio le prove concorsuali.


maggiori informazioni su Raccolta Leggi Scuola e Pubblico Impiego 2018



9 luglio 2018

__TESTATA__

n. 97

A.A.A. autorevolezza e prestigio sociale cercansi

Antonio VALENTINO

Una percezione diffusa di marginalità

Una percezione diffusa è che la scuola sia vissuta sempre meno come un’istituzione fondamentale della nostra società, e che il suo prestigio sociale e la sua autorevolezza istituzionale si siano, per così dire, opacizzati e indeboliti progressivamente. Di conseguenza si incrina anche la fiducia dei cittadini verso le figure di più immediato riferimento, come i docenti e i dirigenti scolastici. Tali figure sembrano, tra l’altro, aver perso per strada l’orgoglio professionale che ne ha diffusamente caratterizzato funzioni e ruoli negli anni precedenti.

Qualcuno ne vede segnali nelle aggressioni a dirigenti scolastici e docenti – che si ripetono incessanti da un po’ di tempo anche da parte di genitori – e nella difficoltà a superare una visione impiegatizia del lavoro docente, ma anche nel senso di frustrazione e demotivazione diffuso tra il personale. Occorre poi aggiungere la lettura spesso superficiale e stereotipata del lavoro a scuola da parte degli organi di informazione (per i quali fa notizia soprattutto il fatto eclatante e l’evento eccezionale, e ci si ferma lì). 

La scomparsa di fatto della scuola nella discussione per la formazione del nuovo governo M5S-Lega avvalora ancora di più la percezione che la scuola abbia perso rilevanza sociale e non sia più vissuta come strumento di un rinnovamento che conti.

Recuperare consapevolezza e prestigio 

Certamente questa caduta di prestigio e di autorevolezza non nasce oggi, e può essere collegata a cause di vario tipo e diverso peso, alcune remote, altre prossime.

Qui però si intendono portare in primo piano le percezioni e le evidenze più urgenti che attraversano i nostri Istituti, con l’obiettivo di riprendere una riflessione che recuperi – sulla scuola e i suoi operatori – alcune consapevolezze che sembrano entrate nel dimenticatoio. Prima tra queste, appunto, la rilevanza sociale dei ruoli e delle funzioni istituzionali del lavoro scolastico.

Come si risponde, allora, agli interrogativi e problemi che derivano da questa perdita di autorevolezza o, se si preferisce, dalla messa in discussione del suo senso?

Una prima possibile risposta va scongiurata, almeno in questa fase, da chi ha responsabilità di governo: correre dietro a nuove riforme globali… per passare alla storia.

E puntare invece a costruire fiducia dei cittadini verso le loro scuole, ma anche fiducia delle scuole (cioè di chi ci lavora) verso l’Istituzione di cui sono parte essenziale.

È innegabile che il peso e il prestigio sociale che si riconoscono a una istituzione pubblica sono proporzionali alla fiducia che si riceve (da parte di studenti, famiglie, territorio) e che si offre (essere all’altezza del proprio compito…).

La responsabilità di chi governa la scuola

È innegabile altresì che il prestigio sociale si alimenta – è opportuno sottolinearlo – del rispetto e dell’attenzione con cui le istituzioni pubbliche, nelle loro espressioni più alte (governi, ministeri), trattano il proprio.

Per chiarirsi, se ce ne fosse bisogno: la formazione del precariato denota una mancanza di rispetto verso studenti e famiglie, ma anche verso i docenti; lo stesso dicasi per le reggenze.

E ancora, a proposito di precariato, l’autorevolezza delle istituzioni si fonda anche su modalità di assunzione del personale secondo norme giuste, che non cambiano a seconda dei governi. Così lo si evita – il precariato – e si crea fiducia nelle norme e in chi deve applicarle.

Va qui aggiunto che non rafforzano certo la scuola e il suo prestigio le sanatorie arbitrarie.

Le priorità sul tappeto

Su cosa e chi interrogare per costruire questa fiducia? È la domanda.

Rispetto alle aree di intervento che preliminarmente si impongono (perché pesano come macigni sulla vita delle scuole e minano fiducia nell’istituzione), è opinione abbastanza condivisa che le prime due a cui porre mano, perché immediatamente apprezzabili e urgenti, sono quelle sopra citate: il precariato e le reggenze; la terza è certamente la sicurezza degli edifici scolastici, assieme al decoro e alla funzionalità degli ambienti di apprendimento delle molte scuole che ne sono ancora sprovviste.

Va riconosciuto che soprattutto nella scorsa legislatura non sono mancati interventi al riguardo, ma l’urgenza e la drammaticità di tali questioni rimane. Ed è tale da richiedere una mobilitazione permanente finché non siano visibili soluzioni certe e temporalmente definite.

La parte del Miur, ma anche (e soprattutto) la parte della scuola 

Un altro gruppo di questioni, le cui soluzioni favorirebbero il rilancio delle nostre scuole – migliorandone il funzionamento e accrescendone il prestigio – è quello centrato su aspetti della vita scolastica di cui si parla molto ma si sperimenta ancora poco. Mi riferisco soprattutto a quelli che più incidono – e mi sembra anche questa un’indicazione diffusamente condivisa – sulla qualità del lavoro a scuola, come soprattutto:

  • lo sviluppo professionale – attraverso formazione, aggiornamento, sperimentazione – che renda possibile la costituzione, dentro le scuole, di comunità di pratiche condivise, attraverso percorsi da mettere a fuoco nel prossimo Piano Triennale di Formazione (PNF);
  • la ridefinizione – col prossimo imminente contratto, si spera – di un diverso orario di lavoro, che sia risposta ai complessi problemi di funzionamento organizzativo e ai diversificati bisogni formativi degli studenti, ma anche alla gestione di efficaci ambienti di apprendimento e alla domanda di sviluppo professionale mirato e “situato” del personale docente, attraverso modelli orari diversificati (standard e potenziati) e coerenti con il piano formativo della scuola;
  • una riconsiderazione della scuola come organizzazione complessa, in cui sia centrale la valorizzazione delle diverse figure di collaborazione, sottraendole all’attuale condizione di indefinitezza amministrativa e organizzativa;
  • la valorizzazione del merito, su cui si impone una considerazione critica per com’è stata realizzata (bonus e procedure della L. 107/2015, rivelatesi controproducenti nella vita degli istituti), e a cui si accompagni comunque la ricerca, l’individuazione condivisa e la sperimentazione di dispositivi che valorizzino le professionalità esperte e collaborative, evitando lacerazioni e sospetti tra i docenti (per esempio, attraverso un sistema di crediti che favorisca triennalmente la progressione economica e posizioni organizzative più avanzate).

Antonio Valentino

Summer School Ischia 2018

Summer School Ischia 2018

La scuola tra organizzazione e comunità

Idee e strumenti per un’autonomia efficace


Dal 29 al 31 luglio tornano la formazione e l’aggiornamento firmati Tecnodid: anche quest’anno la splendida cornice dell’isola di Ischia ospiterà la Summer School “La scuola tra organizzazione e comunità. Idee e strumenti per un’autonomia efficace”.

  • GLI SCENARI: FACCIAMO IL PUNTO

  • L’ORGANIZZAZIONE: FACCIAMOLA FUNZIONARE

  • LA PROFESSIONALITÀ: CURIAMOLA

  • L’INCLUSIONE: FACCIAMOLA BENE

  • QUALI CAMBIAMENTI, QUALI PROPOSTE, QUALI AZIONI?

Per offrire una visione ampia sulle novità che si presentano nell’ordinamento scolastico, attraverso incontri con esperti, workshop, confronti operativi.

Per fornire piste di lavoro e strumenti aggiornati per operare.

Per una scuola efficace, che sa utilizzare al meglio le risorse professionali di cui dispone, nel rispetto dei diversi ruoli e delle diverse responsabilità.

Relatori: Ettore Acerra, Sergio Auriemma, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Domenico Ciccone, Loredana Leoni, Cinzia Olivieri, Guglielmo Rispoli, Rosa Seccia, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone, Stefano Stefanel, Rosa Stornaiuolo.


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

Programma

Prima sessione [domenica 29 luglio – ore 14,00-19,00]

GLI SCENARI: FACCIAMO IL PUNTO

Ore 14,00-16,00

Accoglienza

Ore 15,00-16,00

Saluti delle autorità presenti

Ore 16,00-19,00

• Presentazione del seminario

A cura di Mariella Spinosi

• La pubblica amministrazione che cambia. Il quadro normativo e il quadro contrattuale

A cura di Sergio Auriemma

• Un contratto di Istituto alla moviola 

A cura di Sergio Auriemma con la collaborazione di Domenico Ciccone

Seconda sessione [lunedì 30 luglio – ore 9,00-13,00]

L’ORGANIZZAZIONE: FACCIAMOLA FUNZIONARE

Ore 9,00-11,10

Relazioni

• Dall’autovalutazione alla progettazione strategica

A cura di Ettore Acerra

• Dalla progettazione strategica alla rendicontazione sociale

A cura di Maria Teresa Stancarone

Ore 11,30 -13,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Rinnovare il PTOF: la lezione dell’esperienza

Coordinato Guglielmo Rispoli

• Come si costruisce un bilancio sociale

Coordinato da Stefano Stefanel

Terza sessione [lunedì 30 luglio – ore 15,00-19,30]

LA PROFESSIONALITÀ: CURIAMOLA

Ore 15,00-16,00

Relazioni

Sviluppo professionale e qualità della formazione: cosa c’è di nuovo?

A cura di Giancarlo Cerini

Ore 16,00-17,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Dal percorso di formazione alla ricaduta in classe

Coordinato da Rosa Stornaiuolo

• Organizzare un piano di formazione: d’istituto, di ambito, di disciplina…

Coordinato da Stefano Stefanel

Ore 17,00-19,30

Quando tra scuola e famiglia c’è un conflitto: analisi di caso

• Presentazione del caso

A cura di Guglielmo Rispoli

• Pubblico ministero

A cura di Sergio Auriemma

• Giudice

A cura di Ettore Acerra

• Avvocato difensore

A cura di Cinzia Olivieri

• Perito di parte

A cura di Giancarlo Cerini

Quarta sessione [martedì 31 luglio – ore 9,00-13,00]

L’INCLUSIONE: FACCIAMOLA BENE

Ore 9,00-11,00

Relazioni

• Dal curricolo al piano per l’inclusione

A cura di Loredana Leoni

• Andare oltre i piani didattici personalizzati 

A cura di Antonia Carlini

Ore 11,30 -13,00

Mettiamoci alla prova: workshop in parallelo

• Come costruire un piano d’inclusione

Coordinato da Rosa Seccia

• Le didattiche inclusive in classe: risorse e strategie per migliorare gli apprendimenti

Coordinato da Rosa Stornaiuolo

Quinta sessione [martedì 31 luglio – ore 15,00-17,30]

QUALI CAMBIAMENTI, QUALI PROPOSTE, QUALI AZIONI?

Ore 15,00-16,00

Tavola rotonda: le idee emerse dal convegno

Conducono Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi

• Una scuola che funziona

A cura di Maria Teresa Stancarone

• Una scuola che si fa apprezzare

A cura di Domenico Ciccone

• La professionalità che serve

A cura di Guglielmo Rispoli

• I saperi per l’inclusione e la cittadinanza

A cura di Rosa Seccia

Ore 16,00-17,30

I prossimi passi? Chiediamolo a: …


Maggiori informazioni e modulo di iscrizione

 

Assegno nucleo familiare: la circolare MEF

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha trasmesso le tabelle, già diramate dall'Inps, contenenti i nuovi livelli reddituali rivalutati a decorrere dal 1° luglio 2018, unitamente al modello di domanda per la corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare.

La normativa vigente in materia di assegno per il nucleo familiare prevede la rivalutazione annua dei livelli di reddito familiare e delle relative maggiorazioni in misura pari alla variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l'anno immediatamente precedente.

La suddetta variazione percentuale rilevata dall'ISTAT, da considerare ai fini della rivalutazione dal 1° luglio 2018, è risultata pari all’1,1 per cento.

L'Inps, con circolare 11 maggio 2018 n. 68, ha già diramato le tabelle aggiornate con i nuovi limiti di reddito familiare da considerare, sulla base del reddito conseguito nel 2017, ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare per il periodo 1° luglio 2018 – 30 giugno 2019, che ora il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con circolare 26 giugno 2018 n. 23 ritrasmette, unitamente alla modulistica per la richiesta dell'assegno.


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Firma digitale Miur: rinnovo certificati

Istruzioni operative in merito alle modalità di rinnovo dei certificati digitali in scadenza relativi all'erogazione del servizio di Firma Digitale, realizzato dal Miur e volto a fornire tutti i Dirigenti Scolastici ed ai Direttori dei Servizi Generali Amministrativi delle scuole pubbliche italiane di una firma elettronica qualificata.

Con nota 25 giugno 2018 prot. n. 1313 il Miur comunica che i titolari di certificato digitale riceveranno nei prossimi giorni delle e-mail che li avvertiranno dell'imminente scadenza del certificato stesso, e che verranno inviate 60 e 15 giorni prima della data di scadenza.

I titolari saranno sprovvisti della Firma Digitale Miur per alcuni giorni a partire dalla data di scadenza. Un’ulteriore e-mail verrà inviata non appena sarà possibile eseguire la richiesta di un nuovo certificato.

Per informazioni e dubbi circa la procedura di richiesta del nuovo certificato, è possibile fare riferimento alla funzione "Firma Digitale - Gestione Certificati Digitali" disponibile in SIDI oppure alle guide presenti in SIDI - Documenti e manuali - Firma Digitale DS/DSGA, oppure contattare il numero verde 800 903080.


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© Tecnodid editrice

Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

Direttore responsabile Gabriella Crusco

Autorizzazione Tribunale di Napoli n. 65 del 20/12/2016

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