Scuola7

la settimana scolastica


3 ottobre 2016, n. 13


In questo numero parliamo di:

Il nuovo Piano nazionale di formazione: come rilevare i bisogni formativi?

Presentato al MIUR il Piano Nazionale di Formazione

Competenze, certificazione, valutazione: novità in vista?

Valorizzazione eccellenze a.s. 2016/17

Linee Guida per la Valutazione dei dirigenti scolastici

Calendario prove Invalsi 2017

Incentivi per i diplomati con lode

Progetto Sport di Classe per la scuola primaria

Italian Teacher Prize: alla ricerca dell’insegnante migliore


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Il nuovo Piano nazionale di formazione: come rilevare i bisogni formativi?

Chiara BRESCIANINI

Per concretizzare il piano di formazione

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha fornito con nota prot. n. 2915 del 15 settembre 2016 le prime indicazioni per la progettazione dell'attività di formazione destinate al personale scolastico. L'anno scolastico, fra stop and go, è partito in tutta Italia e le scuole, nell'attesa del Piano Nazionale per la formazione previsto dal comma 124 della Legge 107/2015, necessitano di indicazioni per avviare la definizione dei propri fabbisogni in materia di formazione.

La nota MIUR del 7 gennaio 2016 prot. n. 35 aveva già fornito alcune anticipazioni, ma con il nuovo anno scolastico ormai avviato è necessario concretizzare le previsioni normative.

Nella nota 2915 cit. vengono ribaditi i principi cardine della formazione:

- obbligatorietà in chiave di impegno e responsabilità professionale;

- formazione come leva per il miglioramento;

- finanziamento e risorse;

- ricognizione dei bisogni formativi;

- card personale del docente per la formazione;

- riconoscimento della formazione come criterio per la valorizzazione e l'incentivo della professionalità docenti.

La logica utilizzata è quella sistemica che interseca Piano triennale dell'offerta formativa, Rapporto di Autovalutazione e Piano di Miglioramento in un’ottica di comunità professionale continua.

La nota declina le priorità che accomunano la comunità professionale, sia dei docenti sia del personale tutto che opera nella scuola, attingendo dalla Legge 107/2015, e fornisce alcune anticipazioni in merito alle modalità di realizzazione dell'obbligatorietà della formazione.

Come si gestirà la formazione?

Sul versante operativo il MIUR intende modellizzare in modo nuovo ed efficace l'assegnazione delle risorse, che si prevedono significative e in aumento, individuando, nell'alveo dell'innovativa cornice di reti di ambito e di scopo, una scuola-polo per ogni ambito, di fatto con un preminente ruolo amministrativo contabile, ma anche con il compito di agevolare la progettualità su base territoriale, in raccordo con le reti di scopo via via definite a seconda delle azioni. Una struttura per ora solo immaginata, che dev’essere messa concretamente alla prova.

Agli UU.SS.RR. è assegnato il compito in un tempo rapidissimo - entro il 30 ottobre 2016 - di comunicare l'individuazione delle scuole-polo per l'assegnazione delle risorse per la formazione da parte del MIUR con apposita decretazione.

Alla luce di questo impegnativo nuovo scenario, si pone l'attenzione sul tema dell'individuazione dei bisogni formativi laddove si indica "l'inserimento nel piano triennale dell'offerta formativa di ogni scuola, della ricognizione dei bisogni formativi del personale in servizio e delle conseguenti azioni da realizzare".

Come raccogliere i bisogni contemperando l'esigenza di una visione globale delle priorità e dei bisogni del paese con le esigenze locali e specifiche della singola scuola? Sarà una sfida da giocarsi con cura, per non rischiare l'autarchia e lo scollamento fra previsioni normative e realtà.

Quali le priorità per la formazione?

Certamente è necessario tenere le priorità 107/2015 come sfondo strategico con uno sforzo preciso di declinazione operativa e attuativa delle macro-aree. Le priorità riprese nella nota del 15 settembre 2016 sono riferite a:

- autonomia organizzativa e didattica;

- didattica per competenze e innovazione metodologica;

- competenze digitali e nuovi ambienti di apprendimento;

- competenze di lingua straniera;

- inclusione e disabilità;

- coesione sociale e prevenzione del disagio giovanile;

- integrazione, competenze di cittadinanza e cittadinanza globale;

- scuola e lavoro;

- valutazione e miglioramento.

In Emilia Romagna si è ritenuto utile indagare quali fossero i bisogni espressi dai docenti, in riferimento agli insegnanti neoassunti, per coniugare quanto espresso dalla norma con ciò che è indicato come prioritario dagli insegnanti stessi. I docenti neoassunti, infatti, in Emilia Romagna sono stati attivi sperimentatori dell’innovato modello formativo per l’anno di formazione, realizzato sin dall’anno scolastico 2014/2015. Avendo vissuto sul campo, nell’accompagnamento, e indagato la struttura e il modeling del percorso dei neoassunti per un significativo numero di docenti (circa 10.000), si è reso necessario capitalizzare l’esperienza realizzata in termini di proiezione futura sui bisogni, sulle modalità e sulle aree prioritarie per gli insegnanti, in ottica di lifelong learning e formazione continua.

Con quali metodologie?

Nel monitoraggio sui bisogni formativi degli insegnanti neoassunti in Emilia Romagna, oltre alle prevedibili zone di contatto, emergono anche interessanti distanziamenti e ancora più imprevedibili lati inesplorati.

Nel rimandare per approfondimenti ai risultati integrali del monitoraggio “Esiti questionario analisi bisogni formativi docenti in prova e formazione a.s. 2015-2016 – integrati con alcuni dati qualitativi in possesso dell’Ufficio”, si propongono alcune considerazioni di sintesi, talora generalizzabili:

- emerge la necessità di un’accurata analisi dei bisogni formativi, da approfondire nelle scuole, per coniugare le esigenze di sistema (Piano dell’Offerta Formativa triennale, Piani di Miglioramento...) con le necessità in situ degli insegnanti, per innestare le azioni formative su basi solide e coerenti;

- i docenti hanno bisogno di lavoro “sul campo” con modalità laboratoriali e apprezzano le azioni di peer tutoring e mentoring di insegnanti con insegnanti; l’idea vincente è il lavoro fra pari in chiave di comunità professionale paritetica ed esperta;

- viene chiesta attività di documentazione dei percorsi che possa consentirne la replicabilità e fruibilità;

- il modello emergente risulta tarato su un monte ore indicativo di 25 ore, a piccolo gruppo, promosso dalla propria scuola ovvero da reti e/o dall’amministrazione, con un’apertura verso attività di ricerca-azione e formazione non convenzionale (non solo “corsi”...).

I temi “forti” richiesti dai docenti

Rispetto alle aree tematiche proposte per la formazione, strutturate in riferimento alle priorità sopra citate, emergono dagli insegnanti precise indicazioni:

a. Aspetti organizzativi e autonomia scolastica: prevale la richiesta di formazione sui modelli organizzativi didattico-pedagogici e sugli ambienti di apprendimento. I docenti chiedono di approfondire la didattica! Ed è un elemento confortante e decisivo per non curvare la scuola verso aspetti eccessivamente organizzativi;

b. Gestione della classe e inclusione: l’inclusione degli studenti con Bisogni Educativi Speciali indica la fame di formazione che fornisca strumenti e risposte per la gestione di classi eterogenee e composite; segue la richiesta di approfondimento in tema di disagio scolastico, gestione dei conflitti e relazioni. I docenti hanno chiaro che la priorità per una buona scuola passa attraverso una relazione efficace e un contesto di apprendimento che funzioni e non per categorizzazioni (formazione per “l’handicap”, per “gli alunni stranieri”, etc...);

c. Innovazione e tecnologia: si comprendono le potenzialità delle tecnologie e viene chiesta fortemente formazione sugli ambienti, sul BYOD e sull’economia digitale. Certamente chiara ed espressa la necessità di formazione digitale, sostenuta anche dal prezioso lavoro del Servizio Marconi dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna: docenti che, da anni, sostengono gli insegnanti sul campo accompagnando l’uso didattico dell’innovazione digitale;

d. Valutazione: sorprende, ma forse non del tutto, che, in un anno di grande enfasi sulle azioni per la valutazione (autovalutazione, piano di miglioramento con un occhio verso l’accountability), i docenti chiedano a gran voce formazione relativamente alla valutazione formativa degli studenti e agli strumenti per la certificazione delle competenze. Gli insegnanti sono, quindi, sì interessati al sistema complessivo della valutazione, ma privilegiano ciò che ricade strettamente sulla loro funzione formativa verso gli studenti. Un dato da tenere in considerazione per le prossime azioni, anche sul SNV, come pure il dato ridotto di richiesta di formazione sulle prove INVALSI, che si apre a molteplici letture;

e. Orientamento e Alternanza scuola-lavoro: nuovamente i docenti si dimostrano saggi e maturi nel concentrarsi non sullo strumento/metodo ma sul senso, ossia sulla richiesta di formazione volta a correlare apprendimenti e fare, collegandolo all’orientamento in uscita e alla progettazione di percorsi efficaci di scuola-lavoro;

f. Didattica disciplinare: aldilà delle specificità per ordine ricorre nuovamente la decisa richiesta di strumenti per realizzare didattiche innovative con curvatura sugli aspetti metodologici. Gli insegnanti chiedono come, non cosa! Con curiosità verso innovazioni ordinamentali ancora non sufficientemente esplorate come il CLIL e la progettualità europea.

Le parole ricorrenti nelle sezioni aperte denotano coerenza con le richieste sopra espresse: in word cloud campeggiano “inclusione”, “disagio”, “relazioni”, “gestione”... con una palese curvatura sugli studenti, cuore pulsante della scuola, ma a volte quasi sottotono nello specialismo scolastico.

Gli spazi e i tempi della formazione

C’è, quindi, una fame di senso e di tempo di significato: gli insegnanti sono saggi e realistici, dato che speriamo venga ben tradotto nelle analisi dei bisogni formativi realizzati da scuole, territori, interlocutori vari, e non semplificata in ricette di pronto consumo. Per formarsi occorre un luogo (la scuola) di riferimento e un tempo (disteso) di sedimentazione e sperimentazione di quanto appreso.

Fra le aree strategiche le competenze digitali e lo sviluppo linguistico, poi l’inclusione e la gestione della classe, le competenze di cittadinanza, il potenziamento e il supporto all'autonomia scolastica, la valutazione e il miglioramento. Alcuni obiettivi sono prioritari e prevedibili, altri inaspettati.

Il Piano di Formazione che viene presentato il 3 ottobre 2016, da quanto già anticipato a gennaio e ora a settembre, auspichiamo colga il mutamento di rotta e la necessità di profondità e significato che i docenti hanno ben espresso nell’analisi sui fabbisogni sopra delineata.

Chiara Brescianini

Presentato al MIUR il Piano Nazionale di Formazione

Presentato il 3 ottobre in un affollato salone della comunicazione al MIUR il Piano Nazionale di Formazione previsto dalla legge 107/2015. Il dossier è voluminoso. Le idee molto ambiziose. Sono state in un qualche modo “validate” da autorevoli esperti internazionali che rappresentavano l’OCSE, l’Unesco e perfino Singapore (un paese emergente e vincente in fatto di istruzione).

Il Piano nazionale di formazione, in effetti, si ispira a principi largamente condivisi ed enunciati nei grandi organismi internazionali, ove esiste la precisa convinzione che l’investimento nell’istruzione si può tradurre in maggiore sviluppo economico-sociale, in sicurezza per l’ambiente e le persone, in equità e coesione, in capacità di affrontare le sfide inedite di una “agenda” ormai globale (J.Naidoo, Unesco). È dunque indispensabile una efficace formazione di tutto il personale, per poter disporre di insegnanti preparati, con una positiva percezione del proprio ruolo, impegnati in un lavoro di tipo collaborativo (che scarseggia in Italia), disponibili a cambiare i loro metodi anche partecipando e imparando da esperienze fortemente innovative (A.Schleier, OCSE). La formazione che vale deve essere centrata su cosa “succede in classe” (con un approccio pratico-riflessivo), sul miglioramento dei risultati degli allievi, su un contesto che responsabilizza i docenti e trasforma le scuole. Occorre però rendere visibili i vantaggi della formazione, anche prospettando sviluppi di carriera, diversificazione di ruoli, acquisizione di specializzazioni (O.Seng Tan, Singapore).

Le novità italiane sono state presentate dal Ministro Stefania Giannini. La formazione in servizio diventa obbligatoria, permanente e strutturale. Riguarda dunque tutti i 750.000 insegnanti italiani. Vengono investite risorse aggiuntive (pari a 1,5 miliardi di euro per il triennio 2016-2018, calcolando “all inclusive” la card dei docenti, rinnovata, i fondi dedicati della legge 107/2015, i fondi europei). Le attività si sviluppano attorno a 9 priorità tematiche strategiche. Ogni docente dovrà confrontarsi con gli standard professionali attesi, anche mediante l’elaborazione di un portfolio e la definizione di un piano individuale di sviluppo professionale. Ci sono dunque aspetti qualitativi del nuovo modello, per dare unitarietà e coerenza alle iniziative, ispirarle ad approcci innovativi, al lavoro di rete, alla costruzione di un ambiente permanente di apprendimento per i professionisti della scuola.

Le priorità sono riferite ad esigenze di sistema (come imparare a gestire l’autonomia organizzativa e didattica, come approfondire i metodi della valutazione e del miglioramento), come sviluppare le competenze per il futuro (le lingue straniere, il digitale, l’alternanza scuola-lavoro), come confermare la vocazione inclusiva del nostro sistema (curare l’integrazione dei disabili, l’attenzione alle diversità culturali, contrastare il disagio). Sono 9 priorità che si articolano poi in target specifici, che il Ministro ha esemplificato con riferimento alle lingue straniere e alla dimensione interculturale.

Per una buona formazione, si cercherà di investire sulla ricerca di modelli innovativi, di buone pratiche, di buoni formatori, nella convinzione che sono le persone i motori della qualità della formazione e dell’apprendimento.

Fin qui il Convegno. Ora si deve passare alla realtà della nostra scuola. Il programma presentato al MIUR è di grande spessore culturale e progettuale. Dovrà ora confrontarsi con i problemi della sua attuazione. Si moltiplica per 10 lo sforzo relativo alla formazione del personale, appoggiandosi su strutture pubbliche indebolite (MIUR, USR, Uffici territoriali, Servizio ispettivo, Indire, Invalsi) e scommettendo sulla nuova architettura della rete delle scuole (con i suoi ambiti territoriali, le scuole capo-fila e le reti di scopo). La sfida è enorme, con le organizzazioni sindacali al momento “tiepide” e con possibili alleati alla ricerca del loro posizionamento (associazioni professionali, agenzie accreditate, Università ed enti di formazione). Le scuole, alle prese con il confezionamento del “piano formativo” di istituto dovranno destreggiarsi tra mille istanze, resistenze, strozzature burocratiche, e …Singapore non è precisamente dietro l’angolo.

Servizio redazionale “Notizie della Scuola”.

Valorizzazione eccellenze a.s. 2016/17

Emanato il decreto di definizione del programma nazionale di promozione delle eccellenze concernente gli studenti delle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritarie, per il corrente anno scolastico 2016/2017.

Con circolare 21 settembre 2016 n. 8 il Miur ha trasmesso il decreto 6 luglio 2016 n. 554 che definisce il programma nazionale di promozione delle eccellenze per il riconoscimento del merito con la previsione di incentivi nei confronti degli studenti delle scuole secondarie superiori, e delle scuole italiane all’estero, statali e paritarie, per l'anno scolastico 2016/2017.

Al predetto provvedimento è allegata la tabella contenente i diversi ambiti disciplinari dei percorsi d’istruzione secondaria di secondo grado e l’elenco delle competizioni riconosciute con l’indicazione dei soggetti organizzatori.

Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che raggiungono risultati elevati nelle suddette competizioni, e quelli che ottengono la votazione di 100 e lode agli esami di Stato sono premiati con uno dei seguenti incentivi:

  • benefit e accreditamenti per l'accesso a biblioteche, musei, istituti e luoghi della cultura;
  • ammissione a tirocini formativi;
  • partecipazione ad iniziative formative organizzate da centri scientifici nazionali con destinazione rivolta alla qualità della formazione scolastica;
  • viaggi di istruzione e visite presso centri specialistici;
  • benefici di tipo economico;
  • altre forme di incentivo secondo intese e accordi stabiliti con soggetti pubblici e privati.

Le risorse finanziarie saranno inviate alle scuole frequentate dai ragazzi meritevoli perché provvedano alla premiazione degli studenti.

Al termine dell'anno scolastico i dirigenti scolastici e i soggetti organizzatori delle competizioni comunicano, tramite il portale SIDI del Ministero, i dati degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che sono riconosciuti meritevoli, e, contestualmente, comunicano l'avvenuto rilascio del consenso da parte degli studenti per la pubblicazione nell’Albo Nazionale delle Eccellenze, attraverso la selezione di una casella dedicata.

I dirigenti scolastici delle scuole statali e paritarie di istruzione secondaria superiore sono invitati ad informare i docenti, gli studenti ed i loro genitori sulle iniziative individuate dal Ministro, promuovendo la partecipazione dei soggetti interessati alle procedure di eccellenza proposte.

 


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Linee Guida per la Valutazione dei dirigenti scolastici

Pubblicate da parte del Miur le Linee guida per la Valutazione dei dirigenti scolastici, in attuazione della Direttiva n. 36/2016. Tre le dimensioni professionali da valutare e quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi. La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato. Nel prossimo numero di Notizie della scuola uno speciale interamente dedicato all’argomento.

Le Linee guida, trasmesse con Decreto Direttoriale MIUR 21 settembre 2016, prot. n. 971, illustrano le procedure che saranno utilizzati per valutare i dirigenti, secondo la seguente tempistica:

1

Definizione degli obiettivi da parte del Direttore dell'USR. Gli obiettivi vengono inseriti nell'incarico del Dirigente e permangono per il triennio di vigenza; possono essere aggiornati annualmente, ma solo per situazioni particolari e previo accordo con l'interessato.

entro settembre 2016

2

Formulazione della proposta di "Piano regionale di valutazione" da parte del Coordinatore regionale del servizio ispettivo e adozione da parte del Direttore.

entro dicembre 2016

3

Autovalutazione annuale da parte del Dirigente attraverso un format comune sulle azioni realizzate e i risultati ottenuti con riferimento a dati ed evidenze a sistema ed eventuali richieste di integrazioni da parte del Nucleo (strumento fondamentale e punto di riferimento per l'autovalutazione e la documentazione delle azioni del Dirigente è il Portfolio, compilabile in progress fino a maggio).

gennaio/maggio 2017

4

Valutazione di prima istanza da parte del Nucleo ed eventuale visita presso l'Istituzione scolastica sede di servizio del Dirigente (ogni Dirigente sarà comunque oggetto di una visita all'interno del triennio di incarico). Valutazione finale da parte del Direttore, con riferimento alla valutazione di prima istanza del Nucleo. Il Direttore può discostarsi dalla valutazione del Nucleo previa motivazione scritta.

entro agosto 2017

5

Restituzione dei riscontri della valutazione da parte del Direttore: obbligatoria in caso di "mancato raggiungimento degli obiettivi", a richiesta dell'interessato in caso di valutazione positiva. Il Direttore comunicherà comunque i dati generali sui risvolti della valutazione annuale a tutti i Dirigenti in una dimensione di orientamento e sviluppo della professionalità.

entro dicembre 2017

L’azione del Dirigente sarà valutata su tre dimensioni professionali:

  • Direzione unitaria, promozione della partecipazione, competenze gestionali e organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati (con un peso del 60% nel risultato finale);
  • Valorizzazione delle risorse professionali, dell’impegno e dei meriti professionali (con un peso del 30%);
  • Apprezzamento dell’operato all’interno della comunità professionale e sociale (con un peso del 10%).

Quattro i livelli di raggiungimento degli obiettivi previsti: “pieno raggiungimento”, “avanzato raggiungimento”, “buon raggiungimento”, “mancato raggiungimento”.

La valutazione avrà cadenza annuale e inciderà sulla retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. I parametri a cui i tavoli contrattuali regionali dovranno attenersi prevedono che la retribuzione garantita al livello più alto (pieno raggiungimento) dovrà prevedere una maggiorazione rispetto al livello seguente (avanzato raggiungimento) compresa tra il 10 ed il 30 per cento della retribuzione del livello più basso, e così via a scalare, con una differenza almeno del 5 per cento tra il secondo livello (avanzato raggiungimento) ed il terzo (buon raggiungimento).

In caso di "mancato raggiungimento degli obiettivi" non è corrisposta alcuna retribuzione di risultato e trova applicazione l'art. 21 del D. Lgs. 165/2001: “il mancato raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del sistema di valutazione ... ovvero l'inosservanza delle direttive imputabili al dirigente comportano, previa contestazione e ferma restando l'eventuale responsabilità disciplinare secondo la disciplina contenuta nel contratto collettivo, l'impossibilità di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale. In relazione alla gravità dei casi, l'amministrazione può inoltre, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, revocare l'incarico collocando il dirigente a disposizione ...".

Nel prossimo numero di Notizie della scuola un allegato di 32 pagine interamente dedicato alla Valutazione dei dirigenti scolastici, con la normativa e le Linee Guida, precedute da un servizio redazionale illustrativo.


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Riscoprire la leadership per dirigere scuole – Scanno, 29 ottobre - 1 novembre 2016

Un nuovo appuntamento con la formazione e l’aggiornamento firmato Tecnodid editrice: dal 29 ottobre al 1° novembre si svolgerà a Scanno (AQ) il Seminario nazionale “Riscoprire la leadership per dirigere scuole - Le nuove professionalità nella scuola dell’autonomia”, rivolto a dirigenti scolastici, aspiranti dirigenti, insegnanti e figure di staff.

In compagnia di relatori esperti dell’attuale panorama scolastico, parleremo tra l’altro di: Valutazione dei dirigenti scolastici • Quadro giuridico di riferimento • Organizzazione e leadership della scuola • Esiti formativi ed ambienti di apprendimento • Valorizzazione delle risorse umane • Gestione amministrativa ed organizzativa.

Con una sessione dedicata alla grammatica valenziale nella valutazione del dirigente scolastico e nove seminari di approfondimento.

Relatori: Sergio Auriemma, Roberto Baldascino, Antonia Carlini, Giancarlo Cerini, Giovanna Contento, Paola Di Natale, Mario G. Dutto, Silvana Loiero, Guglielmo Rispoli, Paola Serafin, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone.

Vai al programma completo ed al modulo di iscrizione.

http://www.notiziedellascuola.it/eventi

 

Competenze, certificazione, valutazione: novità in vista?

Giancarlo CERINI

È stato presentato nei giorni scorsi ai rappresentanti degli UU.SS.RR. il rapporto di monitoraggio del MIUR sul secondo anno di sperimentazione dei modelli di certificazione delle competenze nel primo ciclo (5^ elementare, 3^ media). In questi giorni viene diffuso in rete. Si tratta di uno sguardo assai interessante sulle modalità di valutazione adottate dalle oltre 2.000 scuole che hanno introdotto queste innovazioni sulla base della CM 3/2015 e delle relative Linee Guida. L’interesse risiede in primis nell’ampio coinvolgimento di scuole, che testimonia la disponibilità degli insegnanti a confrontarsi con temi di assoluto rilievo come le competenze, la certificazione, i compiti autentici, lo sviluppo di didattiche operative. È poi evidente come questa sperimentazione abbia molto a che fare con la delega legislativa prevista dalla legge 107/2015 in materia di “valutazione e certificazione delle competenze” e di riforma dell’esame di Stato di terza media. Ci sono elaborazioni legislative in corso e certamente le scelte che potrebbero essere adottate troveranno una rispondenza con quanto molte scuole stanno già facendo da due anni. Vediamo allora quali sono i risultati in progress di questo ampio progetto sperimentale.

L’impatto degli strumenti di certificazione

In generale, le scuole che hanno provato i nuovi modelli esprimono un apprezzamento positivo, soprattutto perché ragionare di certificazione di competenze richiede di ripensare molte pratiche valutative (come osservare e documentare le competenze?), di interrogarsi sulle didattiche più efficaci (di taglio operativo, partecipato, collaborativo), di approfondire il significato del termine competenza (come si collega con le conoscenze che la scuola propone, con le abilità che vuole consolidare, con gli atteggiamenti civico-sociali che vuole sviluppare?). Partendo dalle competenze si può rimettere in moto una riflessione su un “fare scuola” che sia coerente con il progetto pedagogico delle Indicazioni/2012.

Poi ci sono gli strumenti, con la scelta delle competenze trasversali (cognitive, personali, sociali) desunte dal “profilo” del 14enne e collegate con le 8 competenze chiave europee. Si va oltre il voto in decimi, con la definizione di 4 livelli di progressione (A, B, C, D), ciascuno descritto con un’apposita rubrica e senza giudizi negativi (ogni competenza va documentata nella sua evoluzione in progress, anche ad un primissimo livello). Oltre le 12 competenze, è presente uno spazio aperto, in cui dare conto di aspetti specifici per ogni allievo, valorizzando un talento.

Il punto più problematico rilevato dal monitoraggio riguarda il raccordo tra competenze trasversali e apprendimenti disciplinari: non è un intreccio facile, ma necessario: le competenze non sono “altro” rispetto agli apprendimenti di conoscenze; si innestano su queste; ne permettono il consolidamento ed il ri-uso intelligente e consapevole in nuove situazioni.

Ecco perché la scuola deve affiancare all’ora di lezione (da trasformare in un’azione interattiva rispetto alla dinamica troppo spesso “trasmissiva”) anche situazioni più aperte, operative, in forma di progetti, laboratori, compiti autentici. Questo equilibrio si raggiunge trasformando l’aula, la classe, in un vero ambiente di apprendimento (fatto di spazi, tempi, relazioni, metodi, tecnologie).

I problemi aperti

Non basta certamente un nuovo documento di valutazione per realizzare una didattica “personalizzata”, ma questo passaggio può stimolare il lavoro collaborativo dei docenti, la ricerca, la formazione. È pur vero che gli strumenti di valutazione devono parlare anche ai genitori, agli stessi allievi. E su questo aspetto è giunta dalle scuole una pressante richiesta di semplificazione del modello (le competenze possono essere sfoltite e alleggerite nel linguaggio; la descrizione dei livelli più coerente ed esplicativa) per renderlo meglio leggibile ai genitori.

Si chiede anche una particolare attenzione per le situazioni di disabilità o per gli allievi con bisogni educativi speciali. La struttura “progressiva” e non classificatoria del modello di certificazione consente di tener conto delle diversità, ma in alcuni casi sarà necessario un adattamento della “rubrica” interpretativa dei livelli, per altri una più forte differenziazione con spazi aperti.

Nella scuola di base le competenze si stanno costruendo, con gradualità ed in forme diverse: ecco perché è necessario valorizzare la dimensione pedagogica dello strumento e non tanto quella giuridico-legale. La proposta è di cambiare anche la denominazione: da “certificazione” (che richiederebbe un punto di rilevazione esterno) ad “attestazione”, per documentare lo sviluppo delle competenze.

Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi

L’indagine del MIUR è stata realizzata mediante un questionario rivolto alle scuole (circa 1.500 risposte) e con diversi focus in ogni regione con gruppi di docenti e dirigenti, che spesso hanno abbinato il lavoro sulla certificazione con la ricerca e la formazione sulle Indicazioni (le misure di accompagnamento sono giunte al terzo anno). Ora le scuole si interrogano sul futuro della sperimentazione: quali strumenti saranno adottati nell’a.s. 2016-17, visto che in parallelo si sta delineando anche un nuovo quadro normativo proprio in materia di valutazione e di certificazione.

I due percorsi sono strettamente collegati: ciò che emerge dalla sperimentazione è assai utile anche per mettere a punto la nuova normativa, visto che si vuole enfatizzare una valutazione di carattere formativo, andando oltre il voto, limitando la bocciatura a casi eccezionali, semplificando l’esame di terza media (da cui verrebbe tolta la prova Invalsi, da svolgere in corso d’anno).

I tempi, però, si allungano: nel migliore dei casi i nuovi dispositivi legislativi entreranno in vigore a far tempo dall’a.s. 2017-18. Pertanto il corrente anno scolastico potrebbe caratterizzarsi come anno ponte, in cui utilizzare una versione dei modelli di certificazione in uso, modificata e semplificata proprio per venire incontro alle esigenze segnalate dalle scuole. Questa adozione non sarà obbligatoria, ma lasciata alle scelte delle scuole, nell’attesa del modello definitivo che – riteniamo – non si discosterà di molto da quanto “provato” dalle scuole in materia di certificazione. Anche le scuole che erano in attesa potranno trarre profitto da questo percorso di rodaggio, adottando il modello-ponte, perché abbiamo visto che l’operazione “certificazione” non può essere solo formale (cambiato un pezzo di carta, se ne mette un altro), ma dev’essere utile per rinnovare l’azione didattica e valutativa in ottica formativa.

Giancarlo Cerini

Calendario prove Invalsi 2017

Con una nota inviata ai dirigenti scolastici l’Invalsi comunica la tempistica di svolgimento delle prove Invalsi 2017, che avranno luogo a partire dal 3 maggio e interesseranno gli stessi livelli scolastici già coinvolti nelle rilevazioni dell’anno scolastico passato. Iscrizioni via web dall’11 al 31 ottobre.

Lo svolgimento delle prove Invalsi 2017 si articolerà secondo il seguente calendario:

  • dal 16 al 27 gennaio 2017: questionario studente (II secondaria di secondo grado);
  • 3 maggio 2017: prova preliminare di Lettura (II primaria) e prova d'Italiano (II e V primaria);
  • 5 maggio 2017: prova di Matematica (II e V primaria) e Questionario studente (V primaria):
  • 9 maggio 2017: prova di Matematica e d'Italiano (II secondaria di secondo grado);
  • 15 giugno 2017: prova di Matematica e d'Italiano (III secondaria di primo grado - Prova nazionale all'interno dell'esame di Stato).

Da quest'anno scolastico la somministrazione del questionario studente nella classe II della scuola secondaria di secondo grado avverrà per via informatica (CBT - computer based testing). Tempi e modalità saranno illustrati ai Dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado in un apposito documento che sarà reso disponibile entro il 30 novembre 2016.

L’Invalsi renderà disponibile sul proprio sito internet il protocollo di somministrazione, i cui tratti essenziali sono sintetizzati nell’allegato tecnico alla nota 26 settembre 2016, prot. n. 9021.

Partendo dalla consapevolezza che la rilevazione esterna degli apprendimenti degli studenti può costituire uno strumento essenziale di conoscenza per il governo e il miglioramento del lavoro scolastico, l'INVALSI ha iniziato a restituire alle scuole i risultati delle prove 2016, articolati domanda per domanda, con riferimenti a livello regionale e nazionale e con ulteriori elementi volti ad aiutare nel processo di autovalutazione.

Un'ulteriore novità è rappresentata dalla disponibilità, entro il mese di ottobre, della misura del cosiddetto "effetto scuola" (valore aggiunto), che consente di osservare i risultati conseguiti dagli allievi nelle prove INVALSI 2016 al netto di fattori esterni il cui controllo non rientra nella disponibilità della scuola.

Come negli anni passati, un’attenzione particolare va dedicata al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali. A tali fini è necessario considerare il possibile peso dei fattori del contesto socio-economico-culturale e degli atteggiamenti e motivazioni degli studenti medesimi. Le informazioni relative a questi fattori vengono acquisite dall’Invalsi, in forma anonimizzata, con la collaborazione delle scuole: alle segreterie viene richiesto di raccogliere e registrare una serie di informazioni sugli studenti (nazionalità italiana o straniera, livello di istruzione e occupazione dei genitori, orario settimanale della classe frequentata, pregressa frequenza o meno dell’asilo nido e della scuola dell’infanzia); agli studenti è richiesto inoltre di compilare un questionario afferente ai seguenti ambiti: contesto familiare, attività dello studente, benessere a scuola, cognizioni riferite al sé, motivazioni e impegno nello studio.

La partecipazione alle prove prevede come azione iniziale l'iscrizione via web sulla pagina dedicata sul sito dell’Invalsi. Le funzioni relative alle procedure di iscrizione rimarranno aperte dalle ore 15.00 dell'11 ottobre alle ore 16.30 del 31 ottobre.


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Incentivi per i diplomati con lode

370 euro pro capite agli studenti che nell’a.s. 2015/16 hanno conseguito il diploma con la votazione di 100 e l’attribuzione della lode: il Miur ha determinato le risorse finanziarie da destinare, tramite gli Uffici Scolastici Regionali, alle istituzioni scolastiche di istruzione secondaria superiore, statali e paritarie.

Con circolare 27 settembre 2016 n. 9 il Miur rende noto che con decreto direttoriale 20 settembre 2016 prot. n. 964 è stato determinato l’importo di euro 370,00 (trecentosettanta/00) da assegnare pro-capite agli studenti delle Istituzioni scolastiche statali e paritarie che hanno conseguito il diploma di istruzione secondaria superiore con la votazione di 100 e lode nello scorso anno scolastico.

Le risorse verranno erogate tramite gli Uffici scolastici regionali, sulla base del numero degli stessi beneficiari individuati per ciascuna regione.

I dirigenti scolastici interessati procederanno alla premiazione degli studenti meritevoli, nel corso di cerimonie che potranno essere organizzate anche in accordo con gli enti locali.

È in corso la rilevazione degli studenti che hanno raggiunto i risultati più elevati nell’ambito delle gare e competizioni riguardanti le eccellenze individuate negli specifici ambiti disciplinari.


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Progetto Sport di Classe per la scuola primaria

Indicazioni per la partecipazione al Progetto nazionale “Sport di Classe”, promosso da MIUR, CONI e CIP e aperto a tutte le classi della scuola primaria per l’anno scolastico 2016/17. Le scuole possono inviare richiesta di partecipazione al progetto dal 21 settembre al 19 ottobre.

Il progetto vede il coinvolgimento di tutte le classi dalla 1^ alla 5^ delle Istituzioni scolastiche ed educative statali, paritarie sedi di scuola primaria per l’anno scolastico 2016/17.

L’obiettivo è la valorizzazione dell’educazione fisica e sportiva per le sue valenze trasversali e per la promozione di stili di vita corretti e salutari, favorire lo star bene con se stessi e con gli altri nell’ottica dell’inclusione sociale, in armonia con quanto previsto dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’Istruzione.

Queste alcune caratteristiche generali, illustrate con nota 21 settembre 2016 prot. n. 6911:

  • insegnamento dell’Educazione fisica per due ore settimanali impartite dal docente titolare della classe, con il coinvolgimento dei docenti di Educazione fisica eventualmente assegnati sull’organico dell’autonomia per effetto della Legge 107/2015;
  • inserimento della figura del Tutor Sportivo Scolastico all’interno del Centro Sportivo Scolastico per la scuola primaria come figura a supporto dell’Istituzione scolastica;
  • piano di informazione/formazione iniziale ed in itinere del Tutor sportivo scolastico;
  • coinvolgimento dell’insegnante titolare della classe e del docente referente per l’Educazione fisica di plesso in momenti informativi sull’attuazione del progetto;
  • -realizzazione di attività che prevedono percorsi d’inclusione degli alunni con “Bisogni Educativi Speciali” (BES) e con disabilità;
  • realizzazione dei Giochi di primavera nella seconda metà del mese di marzo e dei Giochi di fine anno scolastico che si terranno a partire dalla metà del mese di maggio;
  • realizzazione di un percorso valoriale contestuale alle attività del progetto, aventi ad oggetto i corretti stili di vita ed i principi educativi dello sport;
  • coinvolgimento delle Regioni e degli Enti Locali in eventuali implementazioni e sinergie relative al progetto.

Le scuole possono partecipare al progetto registrando l’adesione dei plessi sull’area riservata del sito  www.progettosportdiclasse.it e provvedendo agli adempimenti indicati nella suddetta nota. La richiesta di partecipazione potrà essere inviata dal 21 settembre al 19 ottobre 2016.

L’individuazione dei Tutor avverrà attraverso un “Avviso pubblico di candidatura” (pubblicato sul sito www.progettosportdiclasse.it) valido per tutto il territorio nazionale. Gli interessati devono presentare apposita istanza di partecipazione registrandosi sull’area riservata del suddetto sito e provvedere agli  adempimenti previsti nella nota. La candidatura potrà essere inviata dal 21 settembre al 9 ottobre 2016.

L’avvio dell’attività coincide con la giornata di formazione iniziale regionale e si concluderà al termine delle lezioni previste dal calendario scolastico. In particolare l’attività in compresenza con il docente titolare della classe verrà effettuata entro fine maggio, mentre i Giochi di fine anno potranno essere organizzati entro la fine dell’anno scolastico.

 

Riepilogo scadenze

Presentazione domande candidati Tutor

dal 21 settembre al 9 ottobre 2016

Presentazione richiesta di partecipazione Istituti Scolastici

dal 21 settembre al 19 ottobre 2016

Pubblicazione elenchi graduati provvisori dei Tutor

17 ottobre 2016

Pubblicazione elenchi Istituzioni scolastiche aderenti

entro il 24 ottobre 2016

Presentazione eventuali reclami da parte dei Tutor

entro il 25 ottobre 2016

Verifiche da parte dell’Organismo Regionale dei reclami presentati dai tutor e pubblicazione elenchi graduati definitivi

entro il 31 ottobre 2016

Abbinamento Tutor/Istituzioni scolastiche, pubblicazione

entro il 10 novembre 2016

Formazione regionale e contrattualizzazione

entro il 19 novembre 2016

Avvio attività nelle scuole

dal 21 novembre 2016


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Italian Teacher Prize: alla ricerca dell’insegnante migliore

C’è tempo fino al 18 ottobre per candidarsi o candidare all’Italian Teacher Prize - Premio Nazionale Insegnanti, l’edizione italiana del Global teacher Prize. Il riconoscimento premierà l’innovazione didattica, la qualità dell’insegnamento, i risultati in termini di successo formativo e scolastico degli studenti. Previste menzioni speciali per le attività di ripresa post sisma.

Il “Premio Nazionale Insegnanti – Italian Teacher Prize”, gemellato con il Global Teacher (cui tutti i docenti italiani possono comunque partecipare direttamente, anche senza aderire all’edizione nazionale), è stato lanciato dal Miur il 30 giugno scorso. È volto a premiare l’insegnante che risulta essere espressione dei principi della Buona Scuola: innovazione didattica, qualità dell’insegnamento, contributo al miglioramento dell’istituzione scolastica, potenziamento delle competenze degli alunni, collaborazione alla ricerca didattica, diffusione di buone pratiche, coordinamento organizzativo e didattico, formazione del personale.

La nota 16 settembre 2016 prot. n. 6736 illustra le modalità di partecipazione all’iniziativa, indirizzata a tutti i membri della comunità scolastica, docenti, dirigenti, attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado, ma anche a famiglie e studenti che potranno candidare e a votare l’insegnante migliore. Le candidature vanno effettuate esclusivamente online attraverso il sito www.italianteacherprize.it fino al 18 ottobre .

La scheda di adesione è composta da una serie di domande a risposta chiusa (sì/no) e da alcune domande a risposta aperta. Una prima scrematura dei profili avverrà sulla base di questi dati e porterà ad una lista di 50 finalisti, a cui sarà chiesto di fornire ulteriori informazioni per comprendere più a fondo l’attività che svolgono nella loro scuola. Una Giuria Nazionale, composta da personalità di spicco provenienti da mondi rappresentativi della società italiana, provvederà a individuare i 5 finalisti. Al primo di loro andrà un premio pari a 50.000 euro, gli altri quattro riceveranno 30.000 euro ciascuno. Il premio in denaro verrà assegnato alle scuole per la realizzazione di attività e progetti promossi e coordinati dagli insegnanti premiati.

La Giuria potrà valutare l’opportunità di istituire premi o menzioni speciali a favore dei docenti impegnati nelle attività di ripresa dell’anno scolastico nelle istituzioni scolastiche colpite dal sisma del 24 agosto scorso.

Il vincitore del Premio Nazionale Insegnanti sarà valutato dal comitato del Global Teacher Prize al fine del possibile inserimento fra i primi 50 finalisti mondiali.


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Concorso dirigente scolastico: preparati con noi

Il prossimo concorso per dirigente scolastico partirà in autunno e porterà all’assunzione di 1000 nuovi presidi. In data 13 luglio il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha emesso il parere sul relativo Regolamento; seguiranno il vaglio del Consiglio di Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Per la prima volta la procedura sarà su base nazionale: sono previste tre prove (preselezione, scritto e orale), e a seguire un corso e un tirocinio della durata di 4 mesi ciascuno.

Per prepararsi al meglio ad affrontare le prove previste dal Regolamento, Tecnodid@Formazione, in collaborazione con Irsef-Irfed, presenta una piattaforma rivolta a tutti coloro che intendono partecipare al concorso.

Si tratta di un insieme articolato di prodotti professionali e percorsi mirati, particolarmente utili anche a tutti i dirigenti attualmente in servizio, e a tutte le figure intermedie che svolgono funzioni di supporto all’organizzazione e alla didattica.

Ogni sezione della piattaforma è curata da una rete accreditata di collaboratori Tecnodid@Formazione e Notizie della Scuola, tra cui: Alessia Auriemma, Roberto Baldascino, Antonia Carlini, Nicoletta Casale, Giancarlo Cerini, Susanna Granello, Sandra Molinaro, Vanna Monducci, Maria Antonia Moretti, Maurizio Muraglia, Cinzia Olivieri, Luciano Rondanini, Mariella Spinosi, Maria Teresa Stancarone... e da qualificati esperti Irsef Irfed, tra cui: Paolo Bonanno, Patrizia De Cuia, Elio Formosa, Mario Guglietti, Paola Serafin ed altri.

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Coordinamento redazionale a cura di Giancarlo Cerini

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